ALITALIA ALL'ITALIA - FIRMA L'APPELLO

ALITALIA ALL'ITALIA - FIRMA L'APPELLO
Siamo quasi a 3mila firme

venerdì 7 aprile 2017

MACCHIAVELLI 2017: TRA PARTITO CONNETTIVO E PARTITO STRATEGICO di Mimmo Porcaro

[ 7 aprile ]


Ho tenuto a lungo nel cassetto questo breve articolo, pensato per lettori non italiani —e già pubblicato in versione tedesca (in cooperazione con la rivista Jacobin) su LuXemburg (periodico della fondazione omonima), n. 2, 2016— perché temevo che la concezione “stretta” di partito che qui propongo potesse influenzare negativamente il processo di costruzione di una vera forza socialista nel nostro paese. Se è infatti vero che abbiamo bisogno anche di un partito fatto di elementi molto selezionati, è altrettanto vero, però, che tale selezione deve avvenire su una platea molto più vasta di quella che abbiamo a disposizione oggi. Oggi servono organismi politici capaci di avviare la crescita di una prospettiva socialista attraendo forze di buona consistenza numerica e di diversa estrazione sociale e culturale: solo sulla base di questa prima crescita si potrà operare, o verrà operata dai fatti, una selezione che estragga gli elementi più consapevoli e determinati. Considerato che organismi del genere stanno per fortuna iniziando a nascere, e con il passo giusto (penso alle pur diverse esperienze di Eurostop e della Confederazione di Liberazione Nazionale), mi sembra adesso che questo scritto possa avere una qualche utilità anche per la discussione italiana: per questo lo rendo pubblico, con minime modifiche rispetto alla precedente versione. Il suo titolo originale era “Machiavelli 2016” (anche se, per scelta redazionale, l’edizione tedesca reca un titolo diverso): il passaggio al 2017 non deriva solo da pedanteria cronologica ma anche dal fatto che, a leggere bene, oltre a parlarci della contemporaneità Machiavelli ha molto da dirci sugli indimenticabili eventi di 100 anni fa.
  1. Il partito connettivo: perché?
Negli ultimi anni del ‘900 era ormai evidente a tutti la crisi del partito di massa come forma di organizzazione politica delle classi subalterne: una crisi che era irreversibile proprio perché era un frutto del successo di quel tipo di partito. Il partito di massa era infatti cresciuto inglobando efficacemente il maggior numero possibile di individui e di associazioni: ma la gestione dell’eterogeneità di questa folla di soggetti creava crescenti problemi di egemonia interna. Il partito di massa aveva raggiunto l’obiettivo di “portare le masse nello stato”, ma per farlo molti dei militanti si erano trasformati in amministratori ed i gruppi dirigenti erano divenuti parte dell’élite dello stato capitalistico, ceto di governo. Da qui la trasformazione da partito di integrazione di massa a partito professionale, e da questo a catch-all-party, partito “pigliatutto” o comunque interclassista: il risultato del parziale successo del partito delle classi subalterne era che le classi subalterne non avevano più un partito.
La riflessione sul partito connettivo nacque in quel contesto. Fu abbastanza facile, prendendo spunto da alcune riflessioni di Gramsci1 e della sinistra nordamericana2, pensare che il nuovo modello di partito, data la crescente eterogeneità dei soggetti e delle culture, avrebbe dovuto assumere la forma di una coalizione tra partiti veri e propri, movimenti, sindacati, associazioni, comunità territoriali, media indipendenti, ecc.. La coalizione poteva diventare una vera federazione, oppure agire in base ad un patto politico, ma in ogni caso (e questa era la vera novità) ognuna delle associazioni che la componevano poteva svolgere di volta in volta il ruolo di leader. Il partito politico vero e proprio, il partito “formale”, non aveva più il monopolio dell’azione politica: questa
spettava ormai all’insieme delle diverse istituzioni delle classi subalterne, ossia al partito “reale”. Le funzioni prima esercitate dal solo partito di massa (socializzazione politica, elaborazione teorica, organizzazione delle lotte) venivano ora esercitate dalle più diverse associazioni, e la leadership politica non si realizzava più come comando ma come negoziazione paritaria e ricerca del consenso3. Infine, poiché non dava troppa importanza al momento elettorale, il partito connettivo evitava le tendenze stataliste dei partiti di massa, ed era quindi lo strumento ideale di una politica “dal basso”.
La successiva nascita del movimento altermondialista (che enfatizzava la molteplicità dei soggetti dell’emancipazione) confermò questa intuizione. Molti pensarono che il partito di coalizione, o partito connettivo, fosse la forma più adeguata alla nuova fase dei conflitti sociali perché, a differenza del partito di massa, poteva unire i diversi soggetti senza inglobarli in sé, e poteva gestire come una risorsa quella eterogeneità sociale che per il partito precedente costituiva invece un limite4. La stessa ambiguità semantica del termine “partito connettivo” (che poteva indicare sia la funzione di connessione svolta da un singolo partito formale, sia il risultato dell’autorganizzazione del complesso del partito reale) aveva una funzione positiva perché rendeva possibili diverse soluzioni del problema della connessione. Insomma: il partito connettivo sembrava la chiave per riconquistare consenso nelle società odierne e per effettuare una trasformazione sociale fondata sul pluralismo e sull’autogoverno.
  1. Quindici anni dopo
Quindici anni dopo siamo costretti a dire che quelle aspettative sono andate in gran parte deluse. Ad eccezione di alcune importanti esperienze latino-americane il partito connettivo non si è mai diffuso realmente, né ha raggiunto risultati di rilievo. In Europa la costruzione di un partito connettivo è avvenuta, probabilmente, soltanto in Grecia (e la sua sconfitta non dipende dalla forma, ma dalle idee del partito); il Front del Gauche, dal punto di vista organizzativo, ci ricorda esperienze più tradizionali; la Linke ha iniziato solo da poco a discutere sul tema. In Italia il partito connettivo sembrava potersi affermare grazie alla convergenza di un innovativo partito neocomunista e di una rete di associazioni molto radicalizzate: ma quella convergenza non si è mai trasformata in un vero patto politico, e così la difficile esperienza di governo del 2006 è stata affrontata in ordine sparso, con esiti, anche per questo, disastrosi.
In conclusione, il movimento altermondialista non ha saputo o voluto costituire un partito connettivo, i partiti della sinistra radicale non sono riusciti ad affrontare, o a porsi, il problema. Ciò non significa quell’idea sia completamente tramontata. Significa però che in essa, nonostante la sua apparente ovvietà, erano celati molti errori.
  1. Nuovi partiti popolari
Un importante sintomo di quegli errori è la nascita di un nuovo modello di partito per le classi subalterne, quello oggi incarnato da Podemos in Spagna e dal Movimento Cinque Stelle (M5S) in Italia, un modello che potremmo definire, in prima approssimazione, “partito di mobilitazione civile”. A differenza del partito connettivo, il nuovo partito si presenta come soggetto unico, che si rapporta direttamente agli individui senza la mediazione di altre associazioni. Mentre per il partito connettivo la questione del potere politico era subordinata ad una strategia di trasformazione “dal basso”, il nuovo partito mira direttamente alla conquista del governo come condizione essenziale di ogni altra trasformazione. Maestro di e-democracy, il nuovo partito affida l’empowerment dei cittadini all’informatica, e su questa base si impegna per una incisiva diffusione
della democrazia diretta sia nello stato che – almeno apparentemente – nel partito stesso. Infine tale partito tende a sfuggire alla tradizionale opposizione destra/sinistra: sia che nasca da sinistra, come Podemos5, o da destra, come il M5S6 (che peraltro ha al proprio interno una diffusa componente di sinistra), la sua retorica si basa su un “valore minimo” condiviso sia dalla sinistra che dalla destra costituzionale: la democrazia, identificata con la libera scelta di ogni singolo cittadino. Il nuovo partito, insomma, sembra muoversi con agilità nella “modernità liquida” in cui si indeboliscono i corpi intermedi e le burocrazie, e in cui i protagonisti della politica visibile non sono più i gruppi ma gli individui e le loro mutevoli aggregazioni. E nonostante la genericità della rivendicazione di una democrazia senza aggettivi, la rigidità con cui le classi dominanti difendono oggi i loro privilegi fa sì che questa rivendicazione abbia spesso una funzione destabilizzante a dispetto del suo apparente minimalismo.
Da questa sommaria descrizione si potrebbe concludere che il partito di mobilitazione civile esprime la forma attuale della società molto meglio del partito connettivo e che quindi può essere il miglior modello di partito per le classi subalterne.
  1. Le lezioni della crisi
Ma una tale conclusione sarebbe in gran parte erronea, perché è erronea la domanda che la ispira: noi non dobbiamo chiederci, infatti, quale partito sia più adeguato alla società, ma quale partito sia più capace di trasformarla. Il nostro problema non è quello di rappresentare al meglio una particolare epoca sociale, ma quello di intervenire sulle sue contraddizioni per acuirle: il partito connettivo non si è mai diffuso non perché non sia un “buon sociologo”, ma perché non ci aiuta ad agire nella nuova situazione creata dalla crisi della globalizzazione e dell’economia capitalistica.
Infatti il modello teorico dentro il quale quell’idea fu prodotta si basava sui seguenti presupposti: a) la globalizzazione accresce le risorse che sono potenzialmente a disposizione della società; b) la crescita progressiva dell’autorganizzazione economica e sociale può sostituire lentamente il capitalismo; c) il ruolo dello stato è sempre meno importante, e il potere capitalistico non ha un vero centro; d) quindi tutte le lotte popolari hanno lo stesso valore e ha poco senso pensare ad una strategia e ad una tattica; e) in ogni caso la strategia è frutto della sinergia dei movimenti, ossia della loro connessione.
Ma la crisi è una maestra severa e, almeno su questo punto, insegna marxismo ortodosso: riduce drasticamente le risorse a disposizione dei ceti popolari e della loro autorganizzazione; cancella ogni residua traccia di “capitalismo democratico”7 e pone di nuovo il socialismo all’ordine del giorno8; rende nuovamente visibile il ruolo centrale dello stato nel garantire la sopravvivenza del sistema, e così ci costringe a porci di nuovo il problema della strategia necessaria a colpire quel punto centrale. Anche chi conosce i rischi di un socialismo statalista, anche chi è consapevole del carattere multiforme, e quindi non solo politico, del potere capitalistico, deve riconoscere che la costruzione dell’alternativa radicale, oggi così necessaria, è possibile solo grazie ad una preliminare conquista del potere di stato. Anche chi vuole decentrare la proprietà ed il potere deve prima di tutto riconquistare i mezzi generali del potere sequestrati dallo stato e dalla proprietà privata. Cosa difficile, ma oggi meno difficile di ieri grazie all’instabilità sistemica che ha interrotto una lunga guerra di posizione ed ha inaugurato una guerra di movimento in cui i rapidi mutamenti dei rapporti di forza sono più frequenti, in un contesto di crescente divisione delle classi dominanti e dei blocchi geopolitici.
  1. Questioni di classe
Riscoprire la strategia è anche riscoprire che è la strategia a produrre la connessionee non viceversa. Solo con la mediazione strategica (ossia con un programma politico) è possibile connettere i diversi nodi del movimento ma, soprattutto, è possibile affrontare il grave problema della crescente divisione tra lavoratori qualificati e lavoratori dequalificati, che spinge i primi ad allearsi con il liberismo ed i secondi ad
allearsi col protezionismo. Il partito connettivo elude questo problema perché crede che unire le associazioni significhi unire il popolo, e non da il giusto peso alla natura di classe delle associazioni a cui si riferisce. Nell’attuale situazione queste ultime, prima di essere forme politiche o sindacali, sono forme di lavoro e di sussistenza delle frazioni medio-alte del proletariato; hanno uno stile di azione specialistico che abitualmente si autodefinisce “di sinistra” ma di fatto esclude la maggior parte del “popolo”; e anche se possono confliggere, in momenti di crisi acuta, con lo stato e con le grandi imprese, preferiscono normalmente negoziare con l’uno e con le altre perché la loro sussistenza dipende dalle sovvenzioni pubbliche e private. Si tratta insomma di istituzioni sostanzialmente conservatrici: non ci si deve quindi stupire se tutta quella parte di “popolo” che non vuole conservare la situazione esistente e non si riconosce nell’arcano mondo della governance,preferisce riferirsi alle diverse e contraddittorie forme del populismo9, ossia ai moderni partiti autoritari o a quelli di mobilitazione civile. Questi ultimi, infatti, in quanto scavalcano la distinzione destra/sinistra e puntano direttamente alla conquista del governo, sono (qualunque giudizio se ne voglia dare) quanto meno il sintomo di ciò che si dovrebbe davvero fare: unire il “popolo”, colpire lo stato.

  1. Il partito strategico
Unire i lavoratori intorno ad un programma socialista, allearsi con altri ceti popolari, far convergere le forze sui mutevoli punti nodali della lotta di classe per attaccare il potere della frazione dominante del capitalismo, che oggi è garantito soprattutto dallo stato. Questi sono i compiti fondamentali del partito che ci è necessario, il partito strategico (e poco importa se tutto ciò non piacerà agli eterni innovatori, pronti sempre a ripetere vecchi movimentismi). Un partito che, tra l’altro, ha la funzione di ricordare alcune verità che in alcuni momenti si manifestano chiaramente, ma normalmente sono oscurate dal feticismo del capitale e dalle tendenze “conciliatrici” presenti in ogni lotta, e cioè la necessità di una chiara alternativa socialista, di una serie di rotture rivoluzionarie nei punti decisivi del potere, e di una tattica che le renda possibili. Per ricordare queste verità il partito strategico non può né identificarsi coi movimenti né pretendere di “portare la coscienza dall’esterno”: deve piuttosto essere un centro di elaborazione autonomo che si mantiene esterno al movimento proprio per condensare e sistematizzare le idee giuste che nel corso delle lotte vengono continuamente prodotte, e poi dimenticate.
Oggi non è possibile prevedere la precisa configurazione di tale partito. Il compito dell’analisi storico-concreta non è quello di definire a priori le forme della realtà futura, ma quello di definire i problemi che il futuro dovrà affrontare, mentre le soluzioni concrete dipenderanno dall’evoluzione sociale e dalla lotta politica e potranno essere molto diverse tra loro. Ciò vale a maggior ragione nel caso del partito strategico perché esso si presenta più come un insieme di pratiche momentaneamente condensate che come una vera e propria istituzione: non si identifica necessariamente con questa o quella forma di partito o di associazione, ma esiste in tutte quelle tendenze che in ogni partito e in ogni associazione sono disposte a contestare la struttura organizzativa, le posizioni di potere e la strategia politica date, se queste sono in contrasto con l’obiettivo strategico fondamentale. E’ quindi un partito che non ha il compito di istituzionalizzarsi, e se si da un’organizzazione lo fa, oltre che per garantire l’esistenza materiale di un’idea, per scuotere le istituzioni esistenti, siano le istituzioni capitaliste, le autonome istituzioni popolari o le future istituzioni socialiste .
Intendiamoci: avremo sempre bisogno di un partito popolare che svolga la funzione di rappresentanza elettorale e agisca all’interno dello stato, così come avremo bisogno di sindacati, di associazioni, ecc., ed il partito strategico dovrà vivere in stretto contatto con tutte queste istituzioni. Ma queste istituzioni rischiano inevitabilmente di essere cooptate nel sistema di potere esistente e tanto più corrono questo rischio quanto più la crisi si fa acuta e la necessità di una rottura politica si fa pressante. Il partito strategico è l’organismo che agisce contro questa cooptazione. A tal fine, e a seconda delle condizioni in cui agisce, può assumere le più diverse forme: può essere un piccolo ed agile partito legato a tutte le altre componenti del fronte, oppure può essere un gruppo dirigente trasversale, composto da cellule presenti in tutte le organizzazioni del movimento, cellule che in situazioni normali possono agire separatamente, ma sono capaci di unirsi e “fare blocco” nei momenti di crisi. O può essere altro ancora: l’importante è che qualcuno si ponga il problema di tener fermo l’obiettivo strategico anche a costo di scindersi dalle forme organizzative costituite10.
  1. Contraddizioni e paradossi: l’uno e i molti
Qualunque cosa sia, però, il partito strategico non potrà essere esente da difetti, perché nessuna forma politica ne è priva ed ogni soluzione è fonte di nuovi problemi. L’arte della costruzione politica non consiste nel disegnare forme perfette, ma nel comprendere da subito i limiti delle soluzioni che proponiamo.
E il limite specifico del modello di partito strategico che qui presentiamo non è la tendenza a “farsi stato”, tipica del partito di massa e di quello bolscevico. Come il partito connettivo, anche il partito strategico sa che non può essere “tutto”, non può svolgere tutte le funzioni, e quindi non deve identificarsi con lo stato. Il limite del partito strategico è piuttosto il conflitto tra la necessità di essere “solo” per dire la verità sui rapporti sociali e la necessità di essere parte dei “molti” per contrastare il multiforme potere del capitale.
La soluzione di questo conflitto ci è indicata da Machiavelli. Egli sa che soltanto “uno” è capace di fondare uno stato nuovo, perché a tal fine è assolutamente necessaria una unità di intenti e di opinioni. Ma sa anche che soltanto i “molti” sono poi in grado di gestire lo stato, perché quella molteplicità di opinioni che nella fase di fondazione costituisce un limite, diviene successivamente una risorsa che consente al nuovo corpo politico di adattarsi meglio alla molteplicità degli eventi11. Machiavelli si riferisce qui a due tempi: prima la fondazione da parte dell’uno, poi la gestione da parte dei molti; e sa – cosa che ci parla direttamente della nostra rivoluzione – che è decisivo il passaggio trai due tempi, perché chiunque può usare molto male quel potere che pure abbia conquistato con merito e giustizia. Ma noi possiamo riferirci a due distinte logiche, presenti, pur se in diversa misura, in ogni fase del processo della lotta di classe: la logica dell’unità e quella della molteplicità, la logica strategica (che consente di aggredire il potere politico del capitalismo) e la logica cooperativa (che consente di trasformare gli attuali rapporti sociali asimmetrici). La grandezza semplice di Machiavelli sta nel fatto che egli presenta le due logiche senza stabilire nessuna gerarchia tra di esse: nessuna delle due può essere cancellata, e la prevalenza dell’una o dell’altra dipende dalla situazione concreta. Non si possono eliminare i molti in nome dell’uno, come fa lo stalinismo, né fare, come l’anarchismo, la scelta opposta. Il conflitto tra le due logiche si risolve soltanto accettando la pari dignità ontologica di entrambe e considerando il conflitto stesso come una vera e propria contraddizione in cui ciascun polo esiste solo grazie all’opposizione che lo lega all’altro.
Tale contraddizione può avere uno sviluppo positivo soltanto se ciascuno dei due poli (il partito — l’uno, e il movimento — i molti) assume su di sé una parte delle caratteristiche dell’altro. Il partito strategico deve valorizzare al massimo la molteplicità (e questa è la permanente eredità del partito connettivo) sia perché deve conoscere a fondo i differenti interessi dei molti, sia perché deve sapere che la funzione-partito può essere esercitata, in linea di principio, da uno qualunque dei molteplici organismi. Il movimento, d’altro canto, non deve più presentarsi come semplice flusso informale, come puro caos creativo. Se il movimento è solo flusso e caos troverà molto presto un partito, e prima ancora uno stato, capaci di imporgli una forma subalterna. Se il movimento invece si dà autonomamente la propria forma e la propria unità, se costruisce quelle stabili istituzioni politiche di movimento che sono il contraltare dialettico oggi del partito strategico e domani dello stato socialista, i molti possono davvero avere efficacia politica in quanto molti, e non in quanto unificati da un partito o da uno stato.
Il paradosso del partito strategico è che, dato il dominio dell’individualismo politico e data la crisi delle associazioni intermedie, tra le sue funzioni ci sarà anche quella di stimolare la creazione di quelle istituzioni e di spingere il movimento a darsi forme proprie. Solo così il partito potrà avere un interlocutore stabile e farà sì che l’inevitabile “solitudine” della decisione strategica non si trasformi in un monologo, ma sia l’esito momentaneo di un dialogo incessante.

* Fonte: Socialismo 2017


NOTE

1  Antonio Gramsci, Quaderni del carcere, III, Einaudi, Torino 1975, pp. 1556 – 1652 e passim.
2  Jeremy Brecher, Tim Costello, eds, Building Bridges. The Emerging Grassroots Coalition of Labor and Community, Monthly Review Press, New York, 1990 ; Mike Davis, Michael Sprinkler, eds, Reshaping the U.S. Left. Popular Struggles in the 80’s, Verso, London-New York, 1988.
3  Mimmo Porcaro, Metamorfosi del partito politico, Edizioni Punto Rosso, Milano 2000.
4  Un’eco del clima culturale di quegli anni si trova in Raul Mordenti, La rivoluzione. La nuova via del comunismo italiano, Tropea Editore, Milano, 2003 e Fabio de Nardis, La Rifondazione Comunista. Asimmetrie di potere e strategie politiche di un partito in movimento, Franco Angeli, Milano, 2009.
5  Pablo Iglesias, “Understanding Podemos”, New Left Review, n. 93, 2015.
6  Loris Caruso, “Il Movimento 5 Stelle e la fine della politica”, Rassegna Italiana di Sociologia, n. 2, 2015.
7  Wolfgang Streeck, Tempo guadagnato. La crisi rinviata del capitalismo democratico, Feltrinelli, Milano, 2013.
8  Mimmo Porcaro, Tendenzen des Sozialismus im 21. Jahrhundert, VSA Verlag, Hamburg, 2016.
9  Sul carattere ambivalente del populismo ha efficacemente ragionato Carlo Formenti, nel suo La variante populistaLotta di classe nel neoliberismo, Derive e approdi, Roma, 2016.
10  Discutendo nel 1917 con alcuni militanti anarchici spagnoli, Victor Serge illustra con la solita vivida concretezza il problema di cui stiamo parlando. “Al momento decisivo le masse non sempre trovano uomini capaci di esprimere senza ripensamenti [corsivo mio, mp] i loro interessi, le loro aspirazioni e la loro vocazione al potere. […] Ci sono momenti in cui il popolo ha solo bisogno di un uomo seguito da alcuni altri…; parlo di proposito di un uomo e di alcuni altri perché il primo non rappresenta nulla se non è sostenuto da un gruppo attivo che ha fede in lui e in cui egli abbia fiducia: in altre parole, da un partito. Un partito, un cervello, una volontà e la storia sarà realizzata. Se la società non ha questi elementi di cristallizzazione non accadrà nulla; il riformismo condurrà la rivoluzione in un vicolo cieco e il sangue sarà speso invano”. E in nota aggiunge una considerazione molto importante per il nostro discorso: “Un sindacato può, in teoria, giocare lo stesso ruolo; lo stesso si dica di un’alleanza di forze politiche, di un fronte, di un blocco, sebbene il loro carattere eterogeneo sia causa di debolezza. In campo politico è meglio dare più importanza alla sostanza piuttosto che ai termini. La FAI (Federación Anarquista Iberica) ha sempre affermato di non essere un partito, ma nella realtà lo è molto più di quanto la sua denominazione lasci pensare”, Victor Serge, Da Lenin a Stalin, Savelli, Roma, 1973, pp. 8-10.
11  Nicolò Machiavelli, Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio, I, 9, 58; III, 9, in Opere, I, Einaudi – Gallimard, Torino, 1997.
Print Friendly and PDF

4 commenti:

  • Anonimo scrive:
    7 aprile 2017 10:49

    Ma che significano queste distinzioni noiosamente e pretenziosamente filosofiche

    Trump ha bombardato la Siria, tutti i paesi europei lo sostengono e sapete cosa significa?
    Che il sovranismo antieuropeo, che non a caso è favorevole a una distenzione con i russi, è finito.
    Macron batterà la Le Pen forse anche al primo turno, gli altri partiti antiUE nell'Unione dovranno smorzare la loro protesta dichiarando il loro sostegno agli americani, gli americani a loro volta avranno tutto l'interesse a mantenere unita l'Europa ossia "la classe dominante europea".
    La gente per paura e per abitudine nel momento del pericolo (o presunto tale) si stringerà tutto unito sotto la protezione del padrone.
    Il sovranismo non c'è più, molto semplice.
    E temo che non ci sia più nemmeno la Russia...non ho notizie di prima mano su questo ma penso che il consenso di Putin in patria sarà spazzato via dal timore del popolo russo per il confronto militare.



  • pasquino55 scrive:
    7 aprile 2017 15:58

    Condivido e mi rallegro per quanto scritto da Mimmo Porcaro e non potrei altrimenti dato che anche io, nel mio commento in risposta all'articolo "Nove tesi sulla questione delle alleanze" di P101 pubblicato il 7 marzo scorso, denunciavo l'esigenza strategica di costruire un partito politicamente machiavellico e, aggiungevo, dialetticamente gattopardesco "solo" ma capace di essere dirigente e parte dei "molti", in grado di ricostruire quel contraltare dialettico socialista necessario quale unico strumento possibile per sconfiggere il sistema capitalistico che da sempre ci sta opprimendo.
    Pasquino55

  • Redazione SollevAzione risponde:
    8 aprile 2017 09:50

    Anonimo delle ore 10:49,

    devi usare un allucinogeno molto potente!

  • Anonimo scrive:
    8 aprile 2017 10:31

    Concordo pienamente con l'articolo: l'unico errore sta nel titolo, Machiavelli va con una 'c' e non con due (scusate la pedanteria). Ogni sforzo di ripensare teoricamente la forma 'partito' nel contesto storico e sociale odierno, così mutato rispetto a quello nel quale furono concepiti in passato i partiti della classe operaia, deve essere accolto con favore e con attenzione. Il movimentismo è una illusione senza prospettive di lungo termine e senza capacità di tradurre le idee in programmi politici attuabili. Ogni partito richiede leadership e struttura: sono elementi ineliminabili. Ogni partito, se non vuole rinchiudersi nella burocrazia autoreferenziale, deve sapere esprimere istanze popolari che vanno al di là di se stesso.

Lettori fissi

Google+ Followers

Temi

Unione europea (738) euro (696) crisi (616) economia (496) sinistra (437) finanza (259) Movimento Popolare di Liberazione (239) sfascio politico (235) grecia (231) elezioni (222) resistenza (222) M5S (211) teoria politica (206) banche (201) internazionale (190) imperialismo (186) risveglio sociale (184) alternativa (167) seconda repubblica (167) sovranità nazionale (166) P101 (162) Leonardo Mazzei (161) Syriza (149) Moreno Pasquinelli (145) Tsipras (144) Matteo Renzi (125) antimperialismo (112) debito pubblico (105) PD (103) marxismo (101) sovranità monetaria (101) democrazia (100) destra (99) sollevazione (99) Grillo (93) berlusconismo (91) proletariato (91) costituzione (89) spagna (86) Francia (82) neoliberismo (82) austerità (79) islam (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) Emiliano Brancaccio (75) referendum costituzionale 2016 (74) Stati Uniti D'America (73) Mario Monti (71) sindacato (71) Stefano Fassina (68) filosofia (68) Germania (67) bce (67) populismo (65) Libia (63) Alberto Bagnai (59) piemme (59) Podemos (58) capitalismo (58) sinistra anti-nazionale (58) Rivoluzione Democratica (57) capitalismo casinò (57) guerra (57) globalizzazione (56) immigrazione (54) rifondazione (53) Carlo Formenti (51) bancocrazia (51) Medio oriente (50) Siria (50) Alexis Tsipras (49) Movimento dei forconi (49) programma 101 (49) socialismo (49) fiat (48) cinque stelle (47) immigrati (47) sovranità popolare (47) Nichi Vendola (45) Sergio Cesaratto (45) legge elettorale (45) referendum (45) renzismo (45) sinistra sovranista (44) Beppe Grillo (43) inchiesta (43) Pablo Iglesias (42) Troika (42) geopolitica (42) Emmezeta (41) Lega Nord (41) Yanis Varoufakis (41) astensionismo (41) campo antimperialista (41) solidarietà (41) moneta (39) Alitalia (38) proteste operaie (38) brexit (37) italicum (37) Diego Fusaro (36) liberismo (35) III. Forum internazionale no-euro (34) Mario Draghi (34) Russia (34) egitto (34) sionismo (34) Marine Le Pen (33) azione (33) sovranismo (33) uscita di sinistra dall'euro (33) 9 dicembre (32) Matteo Salvini (32) Sicilia (32) default (32) fiom (32) palestina (32) Forum europeo 2016 (31) ISIS (31) Sel (31) fiscal compact (31) governo Renzi (31) neofascismo (31) unità anticapitalisa (31) CLN (30) Luciano Barra Caracciolo (30) Manolo Monereo (30) Mimmo Porcaro (30) Ucraina (30) Giorgio Cremaschi (29) Ugo Boghetta (29) populismo di sinistra (29) Fiorenzo Fraioli (28) Israele (28) Merkel (28) immigrazione sostenibile (28) napolitano (28) Assemblea di Chianciano terme (27) CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (27) menzogne di stato (27) xenofobia (26) Forum europeo (25) Lega (25) Europa (24) eurostop (24) islamofobia (24) Karl Marx (23) Nello de Bellis (23) ora-costituente (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) silvio berlusconi (22) Aldo Giannuli (21) Chianciano Terme (21) Donald Trump (21) Quantitative easing (21) Simone Boemio (21) Stato di diritto (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) nazione (21) scuola (21) Marcia della Dignità (20) finanziarizzazione (20) uscita dall'euro (20) Front National (19) Lavoro (19) Nato (19) Unità Popolare (19) cina (19) fronte popolare (19) repressione (19) Izquierda Unida (18) Roma (18) Tunisia (18) USA (18) ecologia (18) etica (18) iraq (18) keynes (18) Assisi (17) Fabio Frati (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Laikí Enótita (17) Mariano Ferro (17) Regno Unito (17) razzismo (17) religione (17) Costanzo Preve (16) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Norberto Fragiacomo (16) Pier Carlo Padoan (16) ballottaggi (16) nazionalismi (16) nazionalizzazione (16) pace (16) vendola (16) Donbass (15) International no euro forum (15) Jacques Sapir (15) Luciano B. Caracciolo (15) Prc (15) Renzi (15) Tonguessy (15) piattaforma eurostop (15) storia (15) 15 ottobre (14) Cremaschi (14) Emmanuel Macron (14) Enea Boria (14) Ernesto Screpanti (14) Eurogruppo (14) Monte dei Paschi (14) Vincenzo Baldassarri (14) coordinamento no-euro europeo (14) iran (14) melenchon (14) obama (14) patriottismo (14) salerno (14) Beppe De Santis (13) Chavez (13) Jobs act (13) MMT (13) Marco Mori (13) Stato Islamico (13) Venezuela (13) Virginia Raggi (13) Vladimiro Giacchè (13) acciaierie Terni (13) emigrazione (13) euro-germania (13) finanziaria (13) umbria (13) Bersani (12) Brancaccio (12) Forum europeo 2015 (12) Legge di stabilità (12) Marino Badiale (12) Movimento 5 Stelle (12) Negri (12) Perugia (12) complottismo (12) decreto salva-banche (12) disoccupazione (12) piano B (12) sciopero (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Alfredo D'Attorre (11) Gennaro Zezza (11) Luigi Di Maio (11) Putin (11) Sandokan (11) Turchia (11) ambiente (11) antifascismo (11) comunismo (11) corruzione (11) de-globalizzazione (11) iniziative (11) internazionalismo (11) keynesismo (11) salari (11) sinistra Italiana (11) unione bancaria (11) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) Esm (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Hollande (10) Marco Zanni (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Panagiotis Lafazanis (10) Reddito di cittadinanza (10) Terni (10) cattiva scuola (10) decrescita (10) golpe (10) lotta di classe (10) presidenzialismo (10) scienza (10) senso comune (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Art. 18 (9) Campagna eurostop (9) De Magistris (9) Def (9) Dicotomia (9) Enrico Grazzini (9) Fmi (9) Jean-Luc Mélenchon (9) Marco Passarella (9) Paolo Ferrero (9) Portogallo (9) Stefano D'Andrea (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wilhelm Langthaler (9) analisi politica (9) bail-in (9) catalogna (9) chiesa (9) cosmopolitismo (9) cultura (9) diritti civili (9) internet (9) islanda (9) istruzione (9) nucleare (9) ordoliberismo (9) povertà (9) sindacalismo di base (9) tasse (9) Abu Bakr al-Baghdadi (8) Alitalia all'Italia (8) Bernie Sanders (8) CGIL (8) Corte costituzionale (8) Costas Lapavitsas (8) D'alema (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) Diritti Sociali (8) Draghi (8) Erdogan (8) Forconi (8) Goracci (8) Ilva (8) Ingroia (8) Mirafiori (8) Quirinale (8) Salvini (8) Wolfgang Schaeuble (8) Yanis Varoufakys (8) appello (8) deficit (8) diritto (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate (8) elezioni anticipate 2017 (8) elezioni siciliane (8) europeismo (8) grexit (8) indipendenza (8) manifestazione 25 marzo 2017 (8) marxisti dell'Illinois (8) media (8) nuovo movimento politico (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) svalutazione (8) unità anticapitalista (8) Argentina (7) Articolo 18 (7) Daniela Di Marco (7) Fausto Bertinotti (7) ISIL (7) Inigo Errejón (7) Landini (7) MMT. Barnard (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Movimento pastori sardi (7) Nuit Debout (7) Samuele Mazzolini (7) Sapir (7) Ttip (7) anarchismo (7) borsa (7) casa pound (7) classi sociali (7) confederazione (7) cosmo-internazionalismo (7) destra non euro (7) eurocrack (7) incontri (7) lira (7) nazismo (7) necrologi (7) privatizzazioni (7) proteste (7) rivoluzione civile (7) taranto (7) trasporto pubblico (7) Ars (6) Banca centrale europea (6) Bottega partigiana (6) CUB (6) Casaleggio (6) Contropiano (6) Eugenio Scalfari (6) Franz Altomare (6) Frédéric Lordon (6) Gaza (6) Gran Bretagna (6) M.AR.S. (6) No Renzi Day (6) Noi con Salvini (6) ORA! (6) Oskar Lafontaine (6) Paolo Barnard (6) Paolo Savona (6) Papa Francesco (6) Pil italiano (6) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (6) Risorgimento Socialista (6) Sergio Mattarella (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) beni comuni (6) bipolarismo (6) debitocrazia (6) derivati (6) governo Gentiloni (6) incontro internazionale (6) inflazione (6) liberosambismo (6) magistratura (6) manifestazione (6) nazionalismo (6) no tav (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) terremoto (6) trasporto aereo (6) uber (6) utero in affitto (6) Alessandro Visalli (5) Alternative für Deutschland (5) Anguita (5) Assad (5) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (5) Dario Guarascio (5) Dino Greco (5) Ferdinando Pastore (5) Finlandia (5) Foligno (5) Forza Italia (5) Fratelli d'Italia (5) Genova (5) Giancarlo D'Andrea (5) HAMAS (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Kirchner (5) Massimo Bontempelli (5) Nino galloni (5) No Monti Day (5) No debito (5) Parigi (5) Pcl (5) Pisapia (5) Polonia (5) Rete dei Comunisti (5) Riccardo Achilli (5) Romano Prodi (5) Sharing Economy (5) Stathis Kouvelakis (5) Stato (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Target 2 (5) Val di Susa (5) afghanistan (5) alleanze (5) automazione (5) banche popolari (5) califfato (5) camusso (5) cuba (5) debitori (5) di Pietro (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni. Lega (5) fisco (5) jihadismo (5) la variante populista (5) laicismo (5) liberalismo (5) pomigliano (5) populismo democratico (5) questione nazionale (5) rivolta (5) salvinismo (5) suicidi (5) suicidi economici (5) tremonti (5) ALBA (4) Alberto Negri (4) Alessandro Di Battista (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Anna Falcone (4) Aurelio Fabiani (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Chiavacci Alessandro (4) Città della Pieve (4) Claudio Borghi (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (4) Cub Trasporti (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Diego Melegari (4) Domenico Moro (4) Federalismo (4) Frente civico (4) George Soros (4) Giulio Regeni (4) Imu (4) Jacques Nikonoff (4) Joseph Stiglitz (4) Julio Anguita (4) Kke (4) L'Altra Europa con Tsipras (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Lenin (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) Marcello Teti (4) Militant-blog (4) Morgan Stanley (4) Mosul (4) Npl (4) Oscar Lafontaine (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Prodi (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) Teoria Monetaria Moderna (4) Titoli di stato (4) Trump (4) Tyssenkrupp (4) USB (4) Varoufakis (4) Vladimiro Giacché (4) Wolfgang Munchau (4) Xi Jinping (4) al-Sisi (4) anarchici (4) arancioni (4) autodeterminazione dei popoli (4) brasile (4) carceri (4) cinema (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianismo (4) demografia (4) diritti di cittadinanza (4) elezioni comunali 2017 (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) fratelli musulmani (4) giovani (4) governo (4) ideologia (4) il manifesto (4) irisbus (4) ius soli (4) legge di stabilità 2017 (4) massimo fini (4) migranti (4) parti de gauche (4) patrimoniale (4) pensioni (4) porcellum (4) presidente della repubblica (4) protezionismo (4) rifugiati politici (4) risparmio (4) spending review (4) spesa pubblica (4) transizione al socialismo (4) truffa bancaria (4) wikidemocrazia (4) 19 ottobre (3) Alavanos (3) Alfiero Grandi (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Bergoglio (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Dimitris Mitropoulos (3) Eleonora Forenza (3) Ernest Vardanean (3) Fabrizio Tringali (3) Felice Floris (3) Filippo Abbate (3) France Insoumise (3) Francesco Salistrari (3) Franco Bartolomei (3) Fronte Sovranista Italiano (3) GIAPPONE (3) Gianni Ferrara (3) Giorgia Meloni (3) Giorgio Lunghini (3) Giuliana Nerla (3) Giulietto Chiesa (3) Giuseppe Angiuli (3) Giuseppe Pelazza (3) Gramsci (3) HELICOPTER MONEY (3) ISTAT (3) Incontro di Roma (3) JP Morgan (3) Jens Weidmann (3) Jeremy Corbyn (3) Karl Polany (3) Leonardo Mazzzei (3) Lista Tsipras (3) Luca Massimo Climati (3) Luca Ricolfi (3) Luciano Canfora (3) Maduro (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marco Mainardi (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Milton Friedmann (3) Moldavia (3) Napoli (3) Nigel Farage (3) No e-45 autostrada (3) Noi Mediterranei (3) ONU (3) Olanda (3) Panagiotis Sotiris (3) Paolo Gerbaudo (3) Pardem (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Poroshenko (3) Rodoflo Monacelli (3) Ruggero Arenella (3) Salento (3) Sarkozy (3) Sergio Starace (3) Six Pack (3) Stato di Polizia (3) Ungheria (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) Viktor Orban (3) Yemen (3) agricoltura (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) bankitalia (3) bollettino medico (3) confindustria (3) crediti deteriorati (3) cristianesimo (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) diritto d'asilo politico (3) diritto di cittadinanza (3) dollaro (3) economia sociale di mercato (3) elezioni 2017 (3) facebook (3) fascismo (3) il fatto quotidiano (3) il pedante (3) indignati (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) irlanda (3) italia (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mediterraneo (3) mezzogiorno (3) minijobs. Germania (3) moneta fiscale (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) oligarchia (3) partito (3) primarie (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) risorgimento (3) sanità (3) sardegna (3) saviano (3) seminario (3) senato (3) socialdemocrazia (3) sociologia (3) sovrapproduzione (3) statizzazione banche (3) takfir (3) tassisti (3) tecnologie (3) trattati europei (3) università (3) vaccini (3) violenza (3) wikileaks (3) xylella (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 25 aprile 2017 (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Albert Einstein (2) Alberto Benzoni (2) Alberto Montero (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Antonio Amoroso (2) Antonio Rinaldi (2) Arditi del Popolo (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Banca (2) Bandiera rossa in movimento (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) Carc (2) Carl Schmitt (2) Carlo Romagnoli (2) Cernobbio (2) Cerveteri Libera (2) Cgia Mestre (2) Cia (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Comitato antifascista russo-ucraiono (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Der Spiegel (2) Diem25 (2) Don Giancarlo Formenton (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Ego della Rete (2) Ernesto Galli Della Loggia (2) F.List (2) Fausto Sorini (2) Federico Fubini (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Filippo Gallinella (2) Fiumicino (2) Flat tax (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Francesco Giavazzi (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Fratoianni (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Futuro al lavoro (2) Gentiloni (2) Giuliano Pisapia (2) Giulio Sapelli (2) Giuseppe Mazzini (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Goofynomics (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hitler (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italexit (2) Iugoslavia (2) Javier Couso Permuy (2) Juan Carlos Monedero (2) Jugoslavia (2) Juncker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Legge di Bilancio (2) Lelio Basso (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) Luigi De Magistris (2) MES (2) MPL (2) Maastricht (2) Macron (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marchionne (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Volpi (2) Marocco (2) Marx (2) Massimo PIvetti (2) Michele fabiani (2) Morya Longo (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) NO TAP (2) Nadia Garbellini (2) Oriana Fallaci (2) Palermo (2) Paola De Pin (2) Paolo Becchi (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) Pci (2) PdCI (2) Pdl (2) Pier Paolo Dal Monte (2) Pippo Civati (2) Pkk (2) Preve (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Reddito di inclusione sociale (2) Riccardo Bellofiore (2) Rosanna Spadini (2) Rozzano (2) Salistrari (2) Sandro Arcais (2) Scenari Economici (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Seconda Assemblea CLN (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Shale gas (2) Sicilia Libera e Sovrana (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stavros Mavroudeas (2) Stiglitz (2) TAP (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Fazi (2) Thomas Piketty (2) Tiziana Ciprini (2) Tltro (2) Tomaso Montanari (2) Toni negri (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Ugo Arrigo (2) Umberto Eco (2) Valerio Bruschini (2) Visco (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) austria (2) banche venete (2) blocco sociale (2) burkini (2) califfaato (2) calunnia (2) casa (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) curdi (2) deregulation (2) divorzio banca d'Italia Tesoro (2) domenico gallo (2) donna (2) due euro (2) elezioni comunali 2015 (2) enel (2) energia (2) ennahda (2) expo (2) export (2) fecondazione eterologa (2) fine del lavoro (2) gennaro Migliore (2) governicchio (2) guerra di civiltà (2) indignatos (2) industria italiana (2) informatica (2) isu sanguinis (2) legge del valore (2) libertà di pensiero (2) marina silva (2) mercantislismo (2) no expo (2) occidente (2) olocausto (2) paolo vinti (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) petrolio (2) poste (2) poste italiane (2) precarietà (2) proporzionale (2) proteste agricoltori (2) razionalismo (2) riformismo (2) sanità. spending review (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) sme (2) social media (2) società (2) sovranità e costituzione (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) tasso di cambio (2) tecnoscienza (2) terzo polo (2) tv (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) Africa (1) AirCrewCommittee (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alan Johnson (1) Alba Libica (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Alesina (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aldo Zanchetta (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Chiavacci (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Amando Siri (1) Amazon (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amoroso (1) Andalusia (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Angela Matteucci (1) Angelo Panebianco (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Antonella Stirati (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Gramsci (1) Antonio Guarino (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Apple (1) Arabia saudita (1) Arditi (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Articolo1 (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Attali (1) Augusto Graziani (1) Australia (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Bashar al-Assad (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bcc (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Bloco de Esquerda. (1) Boikp Borisov (1) Bolivia (1) Bolkestein (1) Bossi (1) Branko Milanovic (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) CCF (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Carlo Candi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Galli (1) Carmine Pinto (1) Casini (1) Cassazione (1) Cekia (1) Certificati di Credito Fiscale (1) Chantal Mouffe (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Civitavecchia (1) Claudia Castangia (1) Claudio Maartini (1) Claus Offe (1) Colonialismo (1) Concita De Gregorio (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Corea del Nord (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cristina Re (1) Cuperlo (1) Dagospia (1) Dani Rodrik (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davos (1) De Bortoli (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Die Linke (1) Dimitris Christoulias (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Losurdo (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Don Sturzo (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EDWARD SNOWDEN (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Emanuele Severino (1) Emilia-Romagna (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Enzo Pennetta (1) Eos (1) Ernesto Laclau (1) Ernesto Pertini (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Etiopia (1) Ettore Livini (1) Eugenio Scalgari (1) Eurasia (1) Eurispes (1) Europa a due velocità (1) European Quantitative-easing Intermediated Program (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio Mini (1) Fabio Nobile (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio De Paoli (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federal reserve (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Forum Ambrosetti (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lamantia (1) Francesco Lenzi (1) Franco Busalacchi (1) Franco Venturini (1) Frauke Petry (1) Freente Civico (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bracci (1) Giacomo Russo Spena (1) Giacomo Vaciago (1) Giacomo Zuccarini (1) Giancarlo Cancelleri (1) Gig Economy (1) Gim cassano (1) Giordano Sivini (1) Giorgetti (1) Giorgio Gattei (1) Giovanna Vertova (1) Giovanni Gentile (1) Giovanni Lo Porto (1) Giovanni Tomei (1) Giuliana Commisso (1) Giuliano Amato (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Ambrosetti (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Godley (1) Google (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Grossi (1) Guido Lutrario (1) HSBC (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hezbollah (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Huffington Post (1) INPS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Imposimato (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Intesa Sanpaolo (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia Ribelle (1) Italia Ribelle e Sovrana (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) John Laughland (1) John Locke (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Shumpeter (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Joël Perichaud (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Junker (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Kruhman (1) Ktragujevac (1) Kurdistan (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La Pira (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Undiemi (1) Lillo Massimiliano Musso. Leoluca Orlando (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Alfano (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Loris Caruso (1) Luca Pagni (1) Lucca (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luka Mesec (1) M. Pivetti (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) Macchiavelli (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcello Minenna (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Revelli (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Margarita Olivera (1) Maria Elena Boschi (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Mario Tronti (1) Mark Rutte (1) Martin Heidegger (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo Costa (1) Massimo D'Antoni (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Pasquinelli (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Michele Serra (1) Microsoft (1) Mihaly Kholtay (1) Milosevic (1) Milton Friedman (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Modern Money Theory (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Moshe Ya’alon (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimento democratici e progressisti (1) Movimento di Liberazione Popolare (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) Mélenchon (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Netanyahu (1) Nethanyahu (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolas Dupont-Aignan (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Noi sicialiani con Busalacchi (1) Noi sicialiano con Busalacchi (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omt (1) Onda d'Urto (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) PCE (1) PCdI (1) POSSIBILE (1) PSUV (1) Pablo Stefanoni (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maddalena (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Papa (1) Papa Bergoglio (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Partito tedesco (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Paul De Grauwe (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano di eradicazione degli ulivi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piemonte (1) Piepoli (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Gobetti (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Pino Prestigiacomo (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quarto Polo (1) Quisling (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Regioni autonome (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Ruggeri (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Riscossa Italia (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Robert Mundell (1) Roberta Lombardi (1) Roberto D'Agostino (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Marchesi (1) Roberto Martino (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rohani (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rosarno (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) SPD (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Schengen (1) Schumpeter (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Severgnini (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svitlana Grugorciùk (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Telecom (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tito Boeri (1) Tiziana Drago (1) Tommaso Nencioni (1) Tonia Guerra (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ulrich Grillo (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vito Storniello (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wilders (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) Xarxa Socialisme 21 (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) accise (1) adozioni (1) agricoltura biologica (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) animalismo (1) antropologia (1) apocalisse (1) aree valutarie ottimali (1) arresti (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) atac (1) ateismo (1) autogestione (1) ballarò (1) battisti (1) benessere (1) big five (1) bilancia dei pagamenti (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bonapartismo (1) bontempelli (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) cassa depositi e prestiti (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) cdp (1) censis (1) chiesa ortodossa (1) chokri belaid (1) clausole di salvaguardia (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) comuni (1) comunicazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) cretinate. (1) cybercombattenti (1) dabiq (1) david harvey (1) decalogo (1) decescita (1) decrescita felice (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) denaro (1) deportazione economica (1) depressione (1) di Monica Di Sisto (1) dichiarazione di Roma (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) donne (1) dracma (1) economie di scala (1) economist (1) egolatria (1) enav (1) enrico Corradini (1) esercito (1) estremismo (1) eurexit (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) finan (1) finaza (1) fincantieri (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) foibe (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) forza nuova (1) freelancing (1) frontiere (1) fuga dei capitali (1) gender (1) genere (1) giacobinismo (1) giornalismo (1) giusnaturalismo (1) gold standard (1) governabilità (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra valutaria (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) independent contractor (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) intervista (1) intimperialismo (1) ius sanguinis (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge (1) legge antisciopero (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) lex monetae (1) libano (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) linguaggio (1) liste civiche. (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) luddismmo (1) lula (1) madre surrogata (1) mafiodotto (1) maghreb (1) maidan (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) massimo bray (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) megalamania (1) memoria (1) mercato (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) nascite (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) nobel (1) norvegia (1) numero chiuso (1) occupy wall street (1) omosessualità (1) ong (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) pareggio di bilancio (1) parlamento europeo (1) partite iva (1) partiti (1) partito democratico (1) peronismo (1) personalismo (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piigs (1) politicamente corretto (1) polizia (1) popolo (1) post-operaismo (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) questione femminile (1) quinta internazionale (1) rai (1) rappresentanza (1) reddito di base (1) rete 28 Aprile (1) ricchezza (1) ride sharing (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) rivoluzione socialista (1) robot killer (1) robotica (1) rossobrunismo (1) rublo (1) salafismo (1) salir del euro (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) sciopero generale (1) seisàchtheia (1) sfruttamento (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) social forum (1) sondaggi (1) sondaggio demos (1) spionaggio (1) squatter (1) stadio (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) stress test (1) studenti (1) sud (1) supply-side economics (1) svimez (1) takfirismo (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) teologia (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) tortura (1) transgender (1) trappola della liquidità (1) trenitalia (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uberizzazione (1) ulivi (1) ultimatum (1) uscita da sinistra (1) vademecum (1) valute (1) vattimo (1) vertice di Roma (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) wahhabismo (1) web (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)