Il racconto che Quirico ha appena fatto della sua tragica disavventura (pubblicato su LA STAMPA di oggi), non è solo toccante, è programmatico. Con alcune efficaci pennellate descrive cosa sia diventata oggi la guerra civile siriana. Lui aveva sostenuto (come noi) la rivolta spontanea del marzo 2011, ed aveva denunciato la brutale repressione del regime di Assad. Oggi seppellisce le sue speranze e narra della degenerazione della rivolta, finita in mano, o a jihadisti "ascetici" (che comunque restano umani e non si comportano da delinquenti) o a bande di combattenti sanguinari e privi di scrupoli che vogliono rovesciare Assad perché assetati di potere.
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| Dara'a: marzo 2011: dove tutto pacificamente è iniziato |
Una guerra fratricida, aggiungiamo noi, con i "cattivi" che spadroneggiano da entrambi i lati. Occorre fermarla, spezzare la spirale delle vendette comunitarie, sostenere le forze che in Siria chiedono una soluzione politica.
A maggior ragione occorre dire NO all'aggressione americana.
[SIRIA: FERMARE LA GUERRA - Appello internazionale]
DAL RACCONTO DI DOMENICO QUIRICO
pubblicato su LA STAMPA di oggi
«La notte era dolce come il vino: l’8 aprile ad al Qusayr, Siria, per raccontare un altro capitolo della guerra siriana, dove la Primavera della rivoluzione sembrava poter durare per sempre e capovolgere il mondo. E invece sono stati 152 giorni di prigionia, piccole camere buie dove combattere contro il tempo e la paura e le umiliazioni, la fame, la mancanza di pietà, due false esecuzioni, due evasioni fallite, il silenzio; di Dio, della famiglia, degli altri, della vita. Ostaggio in Siria, tradito dalla rivoluzione che non è più ed è diventata fanatismo e lavoro di briganti. L’ostaggio piange e qui tutti ridono del suo dolore, considerato come prova di debolezza.
«La Siria è il Paese del Male; dove il Male trionfa, lavora, inturgidisce come gli acini dell’uva sotto il sole d’Oriente. E dispiega tutti i suoi stati; l’avidità, l’odio, il fanatismo, l’assenza di ogni misericordia, dove persino i bambini e i vecchi gioiscono ad essere cattivi. I miei sequestratori pregavano il loro Dio stando accanto a me, il loro prigioniero dolente, soddisfatti, senza rimorsi e attenti al rito: cosa dicevano al loro Dio? Siamo entrati in Siria il 6 aprile con il consenso e sotto la protezione dell'Armata siriana libera. (...)
«L'ideatore e capo del gruppo che ci teneva prigionieri era un sedicente emiro che si chiama, anzi, si fa chiamare Abu Omar; un soprannome. Ha formato la sua brigata reclutando gente della zona, più banditi che islamisti o rivoluzionari. Questo Abu Omar copre con una vernice islamista i suoi traffici, le sue attività illecite, e collabora con il gruppo che successivamente ci ha preso in carico, al-Faruk. Al-Faruk è una brigata molto nota della rivoluzione siriana, fa parte del Consiglio nazionale siriano, e i suoi rappresentanti incontrano i governi europei. E' stata creata da un generale ribelle che ha arruolato combattenti fra la ente più povera di Homs, fra i più dimenticati della mafia di regime.
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| Ciò che resta di un quartiere di Hama |
«L'Occidente si fida di loro ma ho imparato a mie spese che si tratta anche di un gruppo che rappresenta un fenomeno nuovo e allarmante della rivoluzione: l'emergere di gruppi banditeschi di tipo somalo, che approfittano della vernice islamista e del contesto della rivoluzione per controllare parte del territorio, per taglieggiare la popolazione, fare sequestri e riempirsi le saccocce di denaro. (...)
«... per una settimana siamo stati affidati ad una brigata di Jabat Al Nusra, l'Al Qaeda siriana. E' stato l'unico momento in cui siamo stati trattati come esseri umani, per certi aspetti persino con simpatia: ad esempio i hanno dato da mangiare le stesse cose che mangiavano loro. I qaedisti in guerra fanno una vita molto ascetica e sono dei guerriglieri radicali, islamisti fanatici che si propongono di costruire uno stato islamico in Siria e poi in tutto il Medio Oriente, ma nei confronti dei loro nemici - perchè noi, cristiani, occidentali, siamo loro nemici - hanno un senso di onore e di rispetto. Al Nusra è nell'elenco delle organizzazioni terroristiche degli americani ma sono gli unici che ci hanno rispettato. (...)
«Nessuno ha avuto verso di me una manifestazione di quella che noi chiamiamo pietà, misericordia, compassione. Persino i vecchi e i bambini hanno cercato di farci del male. Lo dico in termini forse un po' troppo etici, ma veramente in Siria io ho incontrato il paese del Male. (...)
« Erano di un gruppo che si professa islamista ma in realtà è formato da giovani sbandati che sono entrati nella rivoluzione perchè la rivoluzione oramai è di questi gruppi che sono a metà tra il banditismo e il fanatismo.
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| Primavera 2013: una zona di Homs dopo il contrattacco del regime |
«Seguono chi gli promette un futuro, gli dà le armi, la forza, gli versa il denaro per comprarsi i telefonini, computer, vestiti. Le Adidas sono estremamente diffuse in Siria, tutti hanno magliette Adidas, scarpe Adidas, sembra una specie di sponsorizzazione. Questi ragazzi vivono una vita di maschi, senza femmine, comunitaria, in cui non fanno nulla e passano la giornata sdraiati sui materassi a bere mate. Credevo fosse una cosa sudamericana invece è estremamente diffuso in alcune zone della Siria. E fumano Marlboro originali americane che fanno arrivare dalla Turchia. Io sembravo più islamista di loro perchè non fumo e non bevo. E guardavano la televisione ma l'informazione era l'ultima cosa che gli interessava. Solo filmetti vagamente osé della televisione del Qatar o vecchi film egiziani sentimentali degli anni 50 in bianco e nero o gare di lotta, il wrestling americano oppure una terribile forma di lotta praticata nei paesi arabi in cui tutto è permesso».




