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sabato 18 aprile 2015

STRADE LASTRICATE D'ORO di Vincenzo Baldassarri

[18 aprile]

Crolla il mondo crolla la terra tutti giù per terra! 

Così recitava una filastrocca della mia infanzia, non avrei mai creduto che si trasformasse in realtà. Da tempo oramai noi autisti ci troviamo di fronte a strade sempre più dissestate, sembra quasi che continuamente strade e autostrade crollino e nei comuni e nelle strade provinciali se troviamo dei lavori in corso sono sempre più spesso postumi, cioè interventi a disastro avvenuto, e sempre meno si trovano lavori in corso per semplice manutenzione, i manti stradali di tutta italia si stanno sgretolando sotto i nostri occhi. Di chi è la colpa?

La nostra è che pensiamo che ancora esistano delle strutture del comune, della provincia, della regione che si occupano di manutenzione, ma questo non esiste più. Mi ricordo ancora quando meno di 20 anni fa ci si lamentava delle strutture pubbliche e molti chiedevano sull'onda del Berlusconismo e del neoliberismo, più privatizzazioni, ecco che ora si vede l'effetto di queste politiche, politiche che tagliano la spesa pubblica e foraggiano i privati delle lobby, lasciando il deserto nelle opere pubbliche e distruggendo un paese. In un paese pieno di lavori da fare si dice che non ci sono i soldi, ma questo è chiaramente un paradosso, perché se esiste tanta richiesta di manutenzione non possono mancare i soldi, tanto lavoro dovrebbe generare tanti soldi, ma questo non è più vero in un mondo di pazzi che non sanno più cosa sono i soldi e a cosa servono. Siamo arrivati al punto in cui i soldi sono diventati un'entità superiore generata non si sa dove e da chi, che regolamentano come un dio la vita del pianeta e del nostro paese. 

E' tutto falso, il lavoro e non i soldi genera ricchezza, la ricchezza è data dalla laboriosa attività dell'Uomo e quindi per essere ricchi non si devono avere soldi ma si deve invece avere la capacità di lavorare e del lavoro da svolgere, e queste due cose non sono in carestia nel nostro paese, invece si usano i soldi per bloccare questa attività solo perché i pochi ricchi non vogliono concorrenza e non vogliono dover lavorare per vivere. Ecco qui allora che ci ritroviamo con milioni di ore di lavoro potenziale e quindi ricchezza potenziale bloccata da un'idea, servono i soldi? No! Non servono i soldi, serve solo che si lavori e che lo stato stampi dei foglietti che danno credito alle persone che contribuiscono ai lavori che riguardano il sociale, una specie di attestato di merito scambiabile tra la popolazione, cioè moneta, ma non una moneta fittizia generata da terzi per terzi che può essere accresciuta sulla base di opinioni di gente con il colletto della camicia inamidato, ma vera moneta, moneta che non accresce in base ad opinioni ma che rappresenti il LAVORO. Quindi se avete la strada per il lavoro piena di buche sappiate che state camminando su una via lastricata d'oro che qualcuno ha deciso di lasciare lì a marcire.

martedì 13 gennaio 2015

BEPPE GRILLO E I COMPLOTTISTI di Vincenzo Baldassarri


13 gennaio

Baldassarri risponde alle polemiche suscitate dal su precedente articolo L'anti-grillimo dei complottisti

Caro/a complottista,

Vorrei con questo scritto cercare di disinnescare la reazione a catena di buffonate prodotte dalla rete e da chi poco importa fare informazione, iniziando anzitutto da un concetto che divide un due parti nette la questione, che crea una dicotomia tra informazione reale e informazione dogmatica. L'informazione, quella vera (anche se praticamente estinta in questo Paese), prevede di riportare fatti realmente accaduti e riscontrabili con prove. L'altra informazione, quella che definisco dogmatica, non prevede nessuna prova di partenza ma si basa su un dogma, cioè sul credere che qualcosa esista a prescindere da che che se ne dica, insomma un'informazione che prevede una fede che è necessaria specialmente quando si fanno voli pindarici che portano ad un processo astratto e condito di illazioni e preconcetti, come spesso le teorie cosiddette complottistiche fanno. 

Infatti il complottista medio inizia una sua avventura da una mezza verità farcita di bufale alle cui abbocca, subito dopo incontra qualcuno che non del tutto convinto della teoria esprime un opinione contraria, da lì in poi il complottista tenterà in ogni modo di dimostrare che non è stato preso per i fondelli e inizia a ricercare prove che avvallino la teoria di cui è già stato vittima inconsapevole, da qui inizia un annodamento carpiato della ragione, in cui ogni indizio è gia prova, in cui ogni ombra diventa solida e soprattutto in cui ogni altro pensiero, prova o risultato che non riporti alla veridicità del complotto diventa una macchinazione per nascondere il complotto di cui sopra creando nuove e immaginifiche realtà fatte anch'esse di nuovi e variodipinti complotti.

Tutto questo è amplificato dalla rete che svolge la funzione del famoso telefono senza fili in cui le informazioni passano da una bocca all'altra con sempre più modifiche e alterazioni fino a montare casi incredibili. Ora senza andare a complotti d'oltreoceano come quelli dell' 11 settembre (e ne esistono vari anche in contrasto l'uno con l'altro, compresi quelli della stampa "ufficiale") e senza scomodare avvenimenti delle scorso secolo, vedi Ustica, parliamo di misteri del giorno d'oggi, misteri agghiaccianti pieni di suspance e colpi di scena, e in particolar modo del complotto del 5 stelle di Grillo e di Casaleggio (che ammetto essere quest'ultimo personaggio inquietante se non per altro per l'aspetto). Vediamo quindi da dove è iniziata questa storia di Grillo che è sfociata nel 5 stelle e nel connubio con Casaleggio.

Si dice e sembra che ne esistano le prove, che Grillo sia nato a Savignone, in provincia di Genova, il 21 luglio 1948, ebbene si! Solo due anni, 2 mesi e 13 giorni dopo la fine della seconda guerra mondiale (scommetto che questo non è un caso) e che il suo vero nome sia Giuseppe Piero Grillo, e all'inizio era solo un bambino, ma ben presto si trasformò in un comico, infatti nel 1977 iniziò la sua carriera che subito decollò e lo portò in tv. Nel 1986 durante una puntata di Fantastico, per precisione il 15 novembre dello stesso anno, Giuseppe oramai già noto come Beppe, fece una battuta sulla politica, per l'esattezza questa: «La cena in Cina... c'erano tutti i socialisti, con la delegazione, mangiavano... A un certo momento Martelli ha fatto una delle figure più terribili... Ha chiamato Craxi e ha detto: «Ma senti un po', qua ce n'è un miliardo e son tutti socialisti?». E Craxi ha detto: «Sì, perché?» «Ma allora - ribatte Martelli - se son tutti socialisti, a chi rubano?», dopodiché lo buttarono fuori dalla RAI. 

Nel 1988 e l'anno successivo partecipa a Sanremo, rientrando così per un breve periodo nella tv di Stato. Nel 1993 torna in Rai con uno spettacolo di due serate che sarà un vero e proprio terremoto seguito da oltre 15 milioni di spettatori, Grillo ne ha per tutti, multinazionali, servizi telefonici e chi più ne ha più ne metta, un vero cataclisma mediatico che mette a nudo altarini della politica nostrana e dell'informazione che nessuno aveva preso in considerazione fino a quel momento, lo spettacolo suscita scalpore e varie indignazioni, tanto che il comico viene di nuovo cacciato dalla Rai e questa volta non ne farà ritorno fino al 2014 (ospitato da Vespa per la campagna elettorale). C'è da sottolineare che in questo caso la Rai non avrebbe potuto negargli la presenza televisiva per via della par condicio

Ma torniamo al 1993, anno che coincide con la cacciata dalla Rai di Grillo, ma anche con una nuvola vera e propria di avvisi di garanzia per i politici nostrani (vedi: Mani Pulite), da lì in poi il "comico" Grillo ha iniziato una serie di stagioni di spettacoli che arrivano fino ad oggi, ma cosa diceva Grillo nei suoi spettacoli? Hanno quest'ultimi un qualche legame con la creazione di un movimento politico? La risposta è sì e non vi sono dubbi al riguardo, prova ne è il contenuto stesso degli spettacoli che più che spettacoli di un comico somigliano con il passare degli anni (anche prima della creazione del movimento), a conferenze fatte da un giornalista investigativo con la lingua tagliente e la battuta pronta. Quello che distingue questi spettacoli dai monologhi di un comico sono l'accuratezza nella ricerca delle informazioni e il chiaro schierarsi contro multinazionali e poteri forti di ogni tipo, insomma non si tratta di semplice sfottò ai danni di qualche politicante nostrano ma delle vere e proprie arringhe che vanno dal danno delle multinazionali della farmaceutica allo smascheramento vere e proprio delle truffe ai danni della collettività. Anche se non più ospite in televisione le battute graffianti del comico vengono spesso riportate da questo o quel personaggio che cerca di tirare per la manica il "comico" Genovese cercando di dimostrare già da allora come Grillo sia di sinistra o di destra, un po' come era stato fatto per il compianto e grandissimo artista Giorgio Gaber. Ed ecco alcuni esempi che fanno capire lo spessore degli interventi di Grillo e quanto quest'ultimi fossero scomodi a molti.

Beppe Grillo sulle case farmaceutiche.
(Ricordiamo chi è legato a queste case farmaceutiche più grandi del pianeta: Gruppo Rockfeller che controlla più di 200 case farmaceutiche nel mondo tra cui ricordiamo la Bayer)

Questi interventi sono forse a favore dei "poteri forti"? non sfugge alla mente sottile del complottista da bar il come questo sia una palese presa di posizione a favore delle grandi lobby del pianeta, ma non importa, tanto il complottista inventerà una qualche teoria con dietrologia annessa per spiegare che il bianco non è bianco e che il nero non è nero, tanto nel mondo di fantasie in cui vive tutto può essere e significare il suo contrario, e poi lui ha le prove nascoste in qualche posto, prove che solo lui ha e che sono sempre nebulose e poco chiare. 

Veniamo ora alla questione dell'euro.
Grillo Contro l'Euro e per la sovranità monetaria

Complottista: "Grillo non è chiaro sull'Euro"
Persona male informata: "Ma veramente io l'ho sentito urlare su un palco che è contro l'euro e che è per la sovranità monetaria"
Complottista: "E' tutta fuffa, in realtà Casaleggio è a sfavore dell'uscita"
Persona male informata: "Ma scusa che c'entra, mi sembra che il movimento si sia schierato contro l'euro"
Complottista: "E' tutta una manovra, in realtà sanno che non riusciranno e così si prendono i voti per quello ma poi non faranno nulla"
Persona male informata: "Ma stanno raccogliendo le firme per una legge di iniziativa popolare"
Complottista: (con aria saccente) "Non si può fare un referendum sull'euro"
Persona male informata: (stupita) "Ma scusa, almeno serve ad informare le persone sulla questione euro"
Complottista: "Tu non sai molte cose, dovresti sapere che Casaleggio in realtà, ecc. ecc."

Tornando alla nascità del 5 stelle posso solo dire, essendo stato personalmente a degli spettacoli di Grillo pre-5 stelle, che era proprio il suo pubblico a chiedere a Grillo di entrare in politica, di far sfociare questo servizio che lui stava facendo in qualcosa di più grande, quindi, Casaleggio o no, il movimento sarebbe nato, ed è nato sulla scia di quegli spettacoli tenuti da Grillo nell'arco di quasi 20 anni, il movimento è nato sul carisma del personaggio Grillo e morirebbe nella sua assenza. 
Conosciamo le dinamiche dei meet-up e come questi si sgozzino tra loro per una poltrona o per un po' di celebrità, solo e solamente le prese di posizione di Grillo dall'alto hanno portato ad una qualche scelta unitaria nel movimento, se il movimento è anti euro lo dobbiamo a Grillo, se è per la sovranità monetaria idem, quindi le teorie su Casaleggio demiurgo vanno a  farsi friggere. La verità è che nel movimento è passata la linea di Grillo e non quella di Casaleggio.

Tutto questo lo scrivo non per difesa a qualcuno, Grillo ha detto molte cose e si è anche contraddetto a volte, spesso ha fatto delle cappelle che addirittura il complottista ora dice essere volontarie come se nessuno possa sbagliare, sì perchè questa è un'altra caratteristica di quello che io chiamo complottista medio, e cioè "chi fa i complotti è infallibile", insomma come Dei dell'Olimpo greco, anzi anche di più perché quelli avevano vizi e virtù umane questi no, sarebbero programmati per distruggere e non sbagliare mai nulla. 

La realtà è che tutti i media di regime stanno attaccando il movimento quindi, se esiste un "complotto", è proprio quello di chi comanda ai danni del Movimento 5 stelle. 

C'è troppa poca modestia, troppa poca logica, troppe auto-certezze, senso di realtà prossimo allo zero.

venerdì 26 dicembre 2014

GIÙ LE MANI DAL POPOLO NO TAV! di Vincenzo Baldassarri

26 dicembre

L'atto di sabotaggio contro la linea ferroviaria ad alta velocità nei pressi di Bologna ha subito fatto gridare al..."terrorismo". Renzi, per il quale tutto va bene madama la marchesa, ha invece sdrammatizzato, sostenendo che "...al massimo si tratta di "sabotaggio". Intanto è ripartita la campagna di criminalizzazione del popolo No Tav, come al solito usando lo spaventapasseri dell'anarco-insurrezionalismo. baldassarri cita il giudice Imposimato, che allude ad una matrice ben diversa da quella anarchica.

«Ci risiamo, ancora la strategia della tensione per colpevolizzare un gruppo che si è distinto per la lotta contro una grande opera distruttrice che altro non è che la TAV. 

In questi giorni abbiamo visto una serie di servizi che riguardavano gli attentati incendiari sulle tratte dell'alta velocità sia nei pressi di Firenze sia nei pressi di Bologna, ma è chiaro che i NO TAV non ci guadagnerebbero nulla, eppure accanto ai pozzetti si ritrovano scritte NO TAV che subito i telegiornali di regime riprendono. Renzi il dittatore (il quale governa oramai da un anno senza essere stato eletto) dice «Non intendiamo rievocare parole del passato. È in atto un tentativo di sabotaggio. Approfondiremo. 
Ora la parola alle indagini», beh non vogliono naturalmente parlare di terrorismo perché altrimenti c'è il rischio che capiamo subito che si tratta di un ritorno di fiamma della strategia della tensione. 
Questa teoria è confermata anche dalle parole di Imposimato (che ricordiamo per essere stato giudice istruttore per i più importanti atti di terrorismo come ad esempio, uno su tutti, il rapimento di Aldo Moro) il quale dice: 
"Cari amici, da ex magistrato che si è occupato di terrorismo di ogni genere, voglio informare gli italiani che gli attentati contro la linea ferroviaria Firenze-Bologna, sono atti gravi ma non sono opera dei No Tav, ma atti della strategia della tensione per criminalizzare i movimenti No Tav e reagire alle inchieste della magistratura di Firenze e di Torino che sta indagando su gravi delitti attribuiti nelle ordinanze di custodia cautelare a funzionari ministeriali, funzionari delle stazioni appaltanti, esponenti del crimine organizzato e appaltatori". 
Insomma la solita tattica per deviare l'attenzione dai veri atti di mafia e nello stesso tempo colpevolizzare un gruppo che legittimamente lotta contro il sistema, sì il sistema delle mafie colluse con la politica, il sistema delle mazzette degli appalti truccati, insomma il solito sistema che sistema solo i potenti e che umilia la popolazione, sì proprio così, quel sistema che trasforma i cittadini onesti in criminali e che al contempo beatifica i criminali quelli veri. 
Naturalmente la cittadinanza crederà alle bugie di regime perché "lo dice la TV", ed ecco che come sempre un ruolo importante del meccanismo è ricoperto dai nostri giornali e giornalisti farlocchi che mistificano, che riportano le notizie senza mai farsi una domanda sempre alterandone il contenuto a favore dei loro padroni. 

Vorrei poter dire che alla fine questi mezzi gli si sono sempre ritorti contro, vorrei poter dire che il male alla fine perisce colpito dai suoi stessi strumenti, ma così non è, sì forse alcuni di questi subiranno gli effetti delle loro malefatte ma intanto chi ne subisce tutti gli effetti è il popolo che per impotenza o per ignoranza subisce attutendo il colpo, senza mai restituirlo. 

Ma che stiano attenti i nostri sicari a non illudersi che questi colpi non vengano mai restituiti, anche un vulcano prima di eruttare può non dare segni della sua esplosione e sembrare solo un monticello sornione che brontola senza mai reagire, ma questo può cambiare da un momento all'altro. 
Il problema delle grandi masse è simile a questi fenomeni naturali come il vulcano di cui sopra o come una slavina che prima di staccarsi dal crinale della montagna silenziosa non dà adito a preoccupazioni ma che dopo travolge tutto e tutti.

lunedì 8 dicembre 2014

L'ANTI-GRILLISMO DEI COMPLOTTISTI di Vincenzo Baldassarri

8 dicembre. 
Chi ci segue sa che non abbiamo risparmiato critiche al Movimento 5 Stelle, anzitutto a chi lo guida. Non abbiamo tuttavia mai confuso M5S, espressione della latente protesta popolare, coi partiti di regime. C'è invece chi considera M5S come un "pericoloso nemico", costruito in laboratorio dai poteri forti per ingannare e intrappolare i cittadini, deviando la loro indignazione su un binario morto. 
Di complottisti —quelli che si dilettano nel cercare le più strampalate ed esoteriche spiegazioni per come vanno le cose— ne esistono di varie razze, quelli di cui parla il Baldassarri sono tra i più eccentrici. Sono i complottisti estremi, quelli convinti che una setta di "illuminati" se non addirittura di alieni, governi il mondo. Non per questo è lecito sottovalutarli. 

«Esistono persone frustrate che affollano la rete di dicerie o peggio ancora calunnie sui cinque stelle, forse presi dallo sconforto di non essere riusciti ad entrare nel movimento o semplicemente per mero odio nei confronti di chi l'ha fondato, un odio dettato dall'incapacità di comprendere e anche forse da uno stato d'animo cupo e torvo. 

Questi individui vedono in Grillo e nel movimento un nemico, all'inizio come si dice in gergo "rosicavano", poi hanno iniziato a inventare storie vaneggianti, "Grillo e Casaleggio sono stati sul Britannia" (il panfilo della famiglia reale inglese) [1], e ancora "Grillo lo fa perché minacciano suo figlio", e via di questo passo con teorie su teorie che vedono il Movimento 5 stelle nato per sviare la protesta e per essere il "terzo partito di regime". 

Questi individui sono gli stessi che poi una volta usciti completamente di senno sostengono di essere stati rapiti dagli ufo, che vedono le scie chimiche anche nella tazza del caffè la mattina, che parlano di rettiliani ecc. ecc. 

Individui incapaci di osservare la realtà per quella che è, incapaci di affrontare il percorso di questo breve tratto di storia e che per questo si ritirano in un mondo fatto di fantasie, sortilegi e stregonerie. Nel loro vaneggiare si possono a volte intravedere dei racconti fantasy più elaborati di quelli di Lewis Carroll, sono ruzzolati così in fondo alla tana del bianconiglio della loro fantasia che non ne riescono più a venir fuori, ed ora si aggirano in questo mondo cercando di uscire da Matrix

Tutto questo in altri tempi mi avrebbe fatto ridere e divertire parecchio, ma vista la situazione drammatica di questo Paese e non solo, visto che ogni giorno in questo Paese delle persone si uccidono per via della crisi chissà perché non mi viene molta voglia di ridere. Per questo non abbiamo molto tempo per perderci dietro a queste teorie strampalate, non esiste un signore oscuro che possiede un anello del potere, esiste invece un mondo pieno di contraddizioni in cui dei ricchi signori comprano e corrompono la politica già formata da persone corrotte che non anelano ad altro che al potere, anche e soprattutto a scapito del popolo. 

Quindi, ora più che mai, si deve restare freddi e concentrati, e continuare a guardare il nemico negli occhi, un nemico che fa dell'inganno e della dissimulazione la sua principale arte e se cerchiamo degli stregoni e cartomanti non c'è che da accendere la televisione, sono quelli che indossano giacche, cravatte e a volte felpe, pronti ad irretire la povera gente nel loro mondo di menzogna. 
Anche se non sono del 5 stelle non posso che augurarvi di riveder le stelle».

NOTE

[1] La bufala che Beppe Grillo avrebbe partecipato all'incontro sul Britannia nell'estate del 1992 (l'incontro dove si decise di affondare la Prima repubblica e dove venne pianificata l'ondata di privatizzazioni), si fondava su una presunta intervista di Enrico Mentana a Grillo, proprio mentre questi sarebbe sceso dal panfilo nel Porto di Civitavecchia. Mentana ha sempre decisamente smentito di avere mai fatto quell'intervista


giovedì 20 novembre 2014

DIRITTI UMANI E RIVOLUZIONE di Vincenzo Baldassarri*

20 novembre. 

Volentieri pubblichiamo questo breve contributo di Baldassarri. Egli difende la tradizione giusnaturalistica, per cui i diritti, umani e civili, siano immutabili e inviolabili, in quanto inscritti nella natura. Com'è noto, alla concezione giusnaturalistica, si oppone la corrente di pensiero che invece ritiene questi diritti, non un dato naturale ma un risultato storico. 

«Grandi condottieri e rivoluzionari hanno fatto la storia del genere umano, da Spartaco al Che, hanno lottato e sono morti contro le oppressioni come il Movimento 26 luglio a Cuba. 

Non si deve fare l'errore di pensare che ci si può liberare dalla dittatura con la violenza, si sono viste poi le conseguenze, inoltre la violenza viene usata internamente per liberarsi dei dissidenti, allora non ha senso uscire da una dittatura per entrare in un'altra a piè pari. 

Si dovrebbe invece lottare per i diritti, e non per acquisire il potere, ma bensì solo ed unicamente per ridare al popolo quel potere, altrimenti non c'è giustizia. Non importa se il popolo non è pronto, non importa la consapevolezza, quello che conta e che è sempre contato sono i diritti umani, cioè quei diritti che sono inalienabili, che fanno parte della natura umana. Ma dove hanno inizio i diritti umani? Vengono da molto lontano e sono figli di  una battaglia molto lunga che segue una lunga linea nella storia. 

Il primo a creare ufficialmente una carta dei diritti umani fu Ciro Il Grande con i famosi Cilindri di Ciro, mille anni prima della Magna Cartha, ma per capire di che cosa si stia parlando in primo luogo si dovrebbe leggere la carta dei diritti dell'uomo che segue.
Il Cilindro di Ciro

Nell'immediato dopo guerra venne sottoscritta dalle Nazioni Unite (ONU) Dichiarazione universale dei diritti umani, carta nata sul sangue dei morti di quella tremenda guerra, la più devastante che il genere umano abbia mai conosciuto. 

Cosa c'entra questo con il comunismo o con la rivoluzione Cubana o con qualsiasi altra rivoluzione? 

C'entra molto, perché non si dovrebbe nell'immaginario di una nuova civiltà lasciare indietro i diritti umani, e questi si dovrebbero trovare al di sopra di qualsiasi democrazia, perché neanche il popolo abbia mai il diritto di cancellare, violare o interpretare i Diritti Umani».

lunedì 17 novembre 2014

PIOVE, GOVERNO CRIMINALE! di Vincenzo Baldassarri


17 novembre. 
Certo, ci sono di mezzo i mutamenti climatici globali. A maggior ragione uno Stato che meriti questa qualifica dovrebbe approntare un Piano nazionale ambientale d'emergenza oltre (1) a porre fine al consumo del suolo, (2) faccia una mappatura del dissesto idrogeologico, e quindi (3) predisponga mezzi e finanziamenti per evitare ulteriori tragedie. Questa è la prima vera "grande opera" che serve al Paese, non quelle scellerate già in cantiere — Tav, E-45 autostrada, ecc.

«Ci risiamo, ancora una tragedia, ancora una volta la politica non sa dare risposte se non specularci sopra. 

Renzi fa le foto con i koala mentre Genova è travolta dall'ennesima disgrazia, a quanto pare risulta che gli imprenditori che avevano l'appalto per la messa in sicurezza del territorio avevano mandato una lettera al governo per chiedere se era possibile partire con i lavori, ma quest'ultimo li ha ignorati. 

Politici troppo presi a fare le parti delle grandi lobby, distanti anni luce dalla vita del paese reale, e quando uno è lontano dalla vita reale normalmente in questa società lo si identifica come un pazzo. 

Anche qui non si puo parlare altro che di pazzi scellerati, persone che guadagnano migliaia di euro al mese, che si fanno i viaggi con appresso famiglia mentre la gente muore, sfidano senza nessun ritegno la pazienza della gente, camminando sui cadaveri dei loro amici e parenti, ma adesso il vaso è colmo e un nonnulla può far scoppiare una reazione che potrebbe essere anche più repentina di quello che loro si aspettano, forse pensano di poter affogare la protesta nel sangue, forse pensano che i gendarmi li proteggeranno, ma la misura è colma».

domenica 13 luglio 2014

M5S IN STATO CONFUSIONALE di Vincenzo Baldassarri

12 luglio. Essendo il panorama politico Italiano popolato oramai da personaggi, se così si può dire, fumettistici, dopo il Batman, i Tre piccoli porcellini, ecc ecc. ci troviamo amaramente e con macabra ironia a trovarne uno ulteriore: Due Facce. 

Per gli amanti della fumettistica non sfuggirà di certo il paradosso dopo "er Batman" ora ci troviamo di fronte al suo acerrimo nemico. 

Di chi stiamo parlando? Purtroppo questa volta parliamo del Movimento 5 Stelle, dico purtroppo perché come nella storia del fumetto di Batman, Due Facce era all'inizio un brav'uomo, dedito a proteggere la legge che dopo un tragico incidente diventa malvagio e incolpa Batman di tutte le sue sventure, naturalmente a torto. 

Bene, l'esempio calza a pennello e, più o meno, la storia riadattata potrebbe svolgersi così... 
Una minaccia incombe sulla donzella amata (Costituzione,Democrazia), il Batman (pd/pdl) si lancia nel salvataggio di quest'ultima finendo però per sbagliare il soggetto e salvando un'altra donzella (una certa BCE, una certa Unione europea). Invece un onesto cittadino si lancia nel salvataggio della donzella giusta, ma proprio nel momento in cui si lancia per salvarla ecco che un ordigno esplosivo detona nelle sue vicinanze (Elezioni Europee), l'onesto cittadino viene scaraventato a terra e sviene. Passano diverse ore e quando rinviene ancora stordito è un essere con il volto devastato dalle ustioni (si sa le sconfitte bruciano).
Non tutto il volto è ferito, solo la metà: quella di sinistra. Oltre al danno apparente, l'onesto cittadino non è piu lo stesso e fin da subito si trova in una confusione mentale che lo porta, accecato dall'odio verso il Batman, (che non ha salvato la donzella giusta) ad allearsi con tipi loschi (Nigel Farage) e poi ancora più confuso a non riconoscere i suoi veri amici (Democrazia- Costituzione)...

Questo è più o meno tutto, certo per chi non ha masticato molto di fumetti potrebbe essere criptico, ma il senso è questo, dopo la sconfitta alle Europee il volto del M5s si è diviso in due parti, una delle quali è ancora lì in difesa della Costituzione, della democrazia e del Paese, mentre l'altra si adopera a prendere accordi proprio con chi sta tradendo entrambe. 

Parliamoci chiaro, non c'è nulla di democratico nel sistema elettorale proposto dall'M5s e ancora peggio è l'avvallare i 10 punti proposti dal PD. Tutto sommato si può ben capire che l'identità dell'M5S è stata fortemente colpita da queste elezioni europee e che la sconfitta (che poi sconfitta non era se non per le aspettative velleitarie pre-elettorali), ha completamente snaturato una parte del movimento. 

Bene, in attesa che una luce si accenda di nuovo nel cielo di Gotham e scusandoci con Batman per averlo ingiustamente associato al partitone unico italiano che di Batman ha solo la tipiche caretteristiche dei pipistrelli, cioè dormire al contrario e andare alla cieca nutrendosi di insetti, auguriamo a tutti di rivedere veramente le stelle.

domenica 18 maggio 2014

OLTRE IL BUIO DEGLI "ILLUMINATI" di Vincenzo Baldassarri

18 maggio. Quello che sto per dire è frutto di una mera illazione che parte da questo esatto presupposto: i paesi occidentali, negli anni, hanno causato e fomentato guerre nei paesi africani e in quelli arabi, creando dapprima conflitti di vario genere e poi rifornendo di armi le varie fazioni venutesi a creare.
Il meccanismo è semplice, e quello che ho detto fin qui è oramai di dominio pubblico. L'errore che comunemente si fa, è pensare che questo dipenda solo dal petrolio o dal commercio delle armi.
Purtroppo si è troppo buoni per arrivare a vedere la verità che si nasconde dietro una realtà così grottesca, da far rifiutare alla mente umana che esista.

Iniziamo dal dire che non solo i soldi guidano queste azioni, ma anche una viscerale voglia di potere, una volontà di essere superiori, di controllare e di sottomettere da parte di chi i soldi li ha già e non si accontenta, ma vuole prendere tutto finanche le vite degli altri, forse in una spirale discendente che porta alla distruzione degli oppressi, ma alla fine anche degli oppressori.
Qualcuno, per semplificare o forse per non andare fin in fondo alla questione, e vederne i risvolti filosofici, duri da affrontare, dato che prevedono una conoscenza di se stessi difficile da acquisire e anche un'autocritica a volte quasi distruttiva, preferiscono appunto dare delle etichette, individuare, anche se erroneamente, un comun denominatore a tutto e proprio qui nasce il complottismo, o meglio quello che per me è il complottismo nell'accezione piu negativa del termine.
Da questo nasce la teoria degli Illuminati, che è quanto di più esemplificativo per non spiegare nulla.
Di solito chi appoggia questa teoria ha un atteggiamento dogmatico, che non prevede critica o dubbio su chi o che cosa sia la causa di tutti i mali del mondo, un dogma che vede come unico male un gruppetto di persone, che con azioni più o meno nascoste, sia l'unica causa di tutte le disgrazie del mondo.
Una volta, non molti anni fa, si sarebbe detto che in realtà questi conflitti e questi "scompensi" fossero dovuti a una lotta tra classi sociali ben distinte, e queste classi erano identificate in capitalisti e proletari.
E' chiaro che questi termini sono passati di moda e che in un qualche modo sono stati usati male, tanto da generare una repulsione comune verso gli stessi, forse perché giustamente identificati come propri di una terminologia esclusiva di una certa fazione politica.
Certo ora dire che sia tutta colpa degli illuminati è più semplice, non inimica i potenti e fa si che molti dei "cattivi" non vengano neanche presi in considerazione e che non venga preso in considerazione neanche il fattore socio culturale che c'è alla base dei veri problemi del pensiero occidentale.
Insomma basta dire che è colpa degli illuminati, delle loro banche, del club bildemberg ecc., per esaurire ogni forma di pensiero analitico riguardo alla situazione in cui versa l'occidente e non solo.
Tutto molto semplice, basta aggiungere che tutto questo è segreto, per dare un'aria da film di spionaggio di terza classe e arrivare a non dover spiegare più nulla.
Ma purtroppo le cose non sono così segrete e tanto meno sono così facilmente esemplificabili, il fatto è che esiste un pensiero moderno della società che ci ha portato a questa situazione e non tanto delle singole persone, che certo saranno e sono criminali, ma piuttosto si tratta di una vera e propria filosofia della concezione del mondo, errata.

Quindi, detto questo, ecco l'illazione con la i maiuscola, una teoria alternativa che non vede come unici responsabili delle tragedie del nostro paese e del mondo solo un gruppo di persone ristrette, ma invece vede come responsabile una dottrina, un pensiero, una filosofia, che per comodità chiameremo neo-liberal-capitalismo.
Questo pensiero, questa filosofia o come la si voglia chiamare, parte dal presupposto che il mondo sia una specie di immenso supermarket pieno zeppo di ogni ben di dio e che abbia all'interno una clientela quasi sconfinata e molto eterogenea, ci sono ricchi, poveri, neri, bianchi, rossi, gialli, ...
Nessun problema finché questo posto venga gestito da un direttore che cerchi di dare un qualche ordine alle cose, che cerchi di accontentare la clientela, finché non pensi solo al profitto e permetta una variazione dei prezzi affinché tutti possano accedere ai beni di largo consumo; tutto andrebbe bene se fosse sempre così.
Questo direttore in realtà non dobbiamo identificarlo come una persona, ma come un pensiero, diciamo che il direttore di cui sopra si chiami "sociale" cioè un pensiero che metta in primo piano la collettività e l'aspetto umano e in secondo piano, senza però dimenticarsene, l'aspetto materiale ed economico.
Quindi il direttore ipotetico uno è il SOCIALE. Se questo "direttore" fosse appoggiato dalla maggior parte delle persone nel supermercato, queste persone, applicando il pensiero del sociale, probabilmente darebbero vita ad un movimento per definire il quale potremmo forse usare il termine del pensiero stesso, cioè Sociale, e se aggiungessimo il fatto che questo pensiero è diventato un movimento, utilizzando perciò il suffiso -ismo, avremmo che quindi il supermarket sarebbe vissuto e gestito da persone socialiste con un pensiero di socialismo.
Mettiamo che però il supermarket sia gestito da un direttore che non ha a cuore le persone ma gli incassi e ammettiamo sempre che questo direttore non sia un individuo, ma anche qui solo un pensiero e che questo pensiero per comodo adesso lo chiamiamo capitale.
Naturalmente se la maggior parte delle persone fossero convinte che questo direttore sia buono e giusto, lo eleggerebbero e quindi condividerebbero questo pensiero, dando vita anche in questo caso ad un movimento che dovremmo, sempre aggiungendo il suffisso greco -ismo, chiamare CAPITALISMO.
Quest'ultimo direttore avrebbe naturalmente più a cuore il capitale, gli incassi del supermarket e quindi tenderebbe ad escludere dallo stesso chi, per un motivo o per l'altro, non avesse i soldi per pagare, in più anche a creare una classe di consumatori ben definita che dividerebbe il supermercato per comodità in fasce di reddito e per non urtare gli affari creerebbe anche dei divisori precisi tra un reparto e l'altro.
Naturalmente l'escusione inizierebbe da chi non ha soldi per nulla, ma ben presto si passerrebbe a chi ne ha pochi, cioè una clientela scomoda, che si lamenta e che non produce abbastanza affari e che spesso tenta di intrufolarsi nei reparti che non gli appartengono. Allora si inizierebbe ad esculdere anche questi.
Chiaramente tutta questa massa di persone messa alle porte del supermarket potrebbe ribellarsi man a mano che i reparti si selezionano ulteriormente. Per avere un maggior profitto e meno problemi si metterebbe alla porta sempre più gente non solo gli indigenti, ma anche i troppo esigenti, quelli che vogliono prodotti che non si possono vendere. Alla fine si avrebbe una gran maggioranza di persone estromesse dal supermarket, queste persone sarebbero affamate e giustamente arrabbiate, esasperate e molto nervose e darebbero con il loro chiasso, fastidio ai clienti altolocati del supermarket.
Come risolvere il problema? Si dovrebbe neutralizzare questo baccano. Naturalmente non si potrebbe andare semplicemente fuori con un fucile e uccidere queste persone, perché questo indignerebbe comunque i clienti del supermercato e farebbe apparire sbagliato il direttore, il che potrebbe portare ad un cambio di direttore e quindi di pensiero, allora cosa fare?
La soluzione sarebbe che queste persone si facciano fuori da sole o che la loro pericolosità fosse riconosciuta tale dai clienti del supermarket.
Fare questo con persone esasperate, nervose e affamate è semplice, basta convincere una parte di loro che è possibile entrare nel supermarket se un'altra parte di loro non ci fosse, basta dare delle etichette che nel supermercato non mancano a qualcuno e poi fornirgli le armi che gli servono a prevalere.
Intanto la clientela cresce, gli affamati generano altri affamati, la selezione nel supermercato cresce e qualche disperato riesce a sfondare le porte e ad arrrivare ai reparti dei meno abbienti e così inizia una guerra nel reparto "stiamo ancora bene ma non abbastanza".
Beh nulla di male, questo conflitto farà un po' di pulizia dei meno abbienti e dei disperati, lasciamoli combattere.
Non mi voglio dilungare oltre, il pensiero è questo, qualcuno lo sa, qualcuno lo ignora finché non rischia di essere estromesso dal supermercato, alcuni semplicemente erano al bagno e non hanno visto nulla, ma tutto questo non è sicuramente opera di poche persone, tutto questo è opera di un modo di vedere le cose, di vedere o di non vedere il mondo, tutto questo è il risultato diretto del valore che si da alle cose e alle persone.
E' facile dire che chi sta sulla cresta dell'onda di un pensiero ne sia il responsabile.
E' piu difficile rendersi conto che volenti o no, quell'onda siamo noi e che noi l'abbiamo generata creando quel movimento che teneva in considerazione solo l'aspetto materiale del mondo.
Buona spesa a tutti.

domenica 4 maggio 2014

IO NON MI ASTENGO, IO VOTO PER M5S di Vincenzo Baldassarri

4 maggio. Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

«Ci sono varie discussioni sul web su chi si dovrebbe o non dovrebbe votare, in queste spiccano diversi "rivoluzionari" che pensano che il non voto sia una soluzione. Veniamo alle parti in causa e vediamo chi si può votare senza sprecare il proprio voto. Molti se non tutti avranno capito che c'è un testa a testa tra PD e M5s seguiti a ruota da quello che un tempo si chiamava PDL.

Il voto al pregiudicato di destra sarebbe del tutto inutile viste le condizioni stesse del suo partito e vista la sua oramai conclamata instabilità psico-fisica. Veniamo al suo pupillo, il suo erede naturale Matteo Renzi che strano a dirsi si professa come uomo della sinistra che però sinistra più non è, infatti il PD più che un partito di sinistra è un partito sinistro, che nonostante la crisi e l'evidente fallimento della moneta unica europea, ancora tenta di cavalcare il morto con falsa ideologia di sinistra. Parla di Europa unita quando invece pensa incessantemente solo alla moneta unica e se ne frega degli sfaceli e dei lutti provocati dalla stessa, chiaramente non è questo il partito da votare se si vuole uscire dalla gabbia eurista e altrettanto chiaramente questo è il partito che si deve far affondare in queste elezioni se si vuole dare un grosso segnale all'europa, tenendo conto anche che la sconfitta del PD alle europee significherebbbe anche una piena delegittimazione del fantoccio Renzi e quindi del suo governo dittatoriale. 

Ora esistono vere e false opposizioni che si potrebbero votare. Tra quelle false su tutte spicca la Lega. Ma come si fa a credere a Salvini ed alla schiera di leghisti che fino ad ora hanno sempre tradito il mandato elettorale. Ricordiamoci che questi che ora parlano di no euro sono gli stessi che ululavano contro i palazzi del potere di Roma chiamandoli ladroni ecc. ecc. salvo poi essere diventati più ladri degli stessi che additavano. Come si può credere che veramente quella di Salvini sia una campagna politica basata sul presupposto che l'euro è negativo? Non si può. Il suo è mero populismo dei più beceri, volto solo a catturare voti da chi ha la memoria corta e non si ricorda di che risma sono fatti questi personaggi pronti a vendersi anche la madre pur di tenersi la poltrona sotto il sedere. Esiste anche un altro partito che si professa anti eurista, anche se l'hanno scoperto a due mesi dalla campagna elettorale, il partito giudato dalla Meloni, Fratelli D'Italia, ora dato che le coincidenze non esistono, non è che la Meloni e il suo partito siano diventati anti euristi così a caso proprio ad un paio di mesi dalle elezioni e quindi poi tradirà gli elettori esattamente come lo farà e come ha già fatto la Lega in passato.

Detto questo i partiti di cui sopra sono così piccoli che mai e poi mai infastidiscono minimamente il PD, neanche se come ai bei vecchi tempi tornassero sotto la cappella asfaltata del Cavaliere. Quindi non resta che un'unica scelta per quanto magari non perfetta, ma sicuramente la più saggia da fare e cioè il voto al m5s, unica via che porterebbe alla sconfitta del PD e quindi ad un incrinatura verso questa "unione europea". 

In molti però si affannano a sostenere il perché non lo si dovrebbe votare. Beh, le motivazioni del non voto al movimento 5 stelle sono nebulose e tutte racchiuse in teorie complottistiche che fanno perno sull’idea che Casaleggio sarebbe l’unico leader del movimento, che egli sarebbe affiliato alla massoneria la quale segretamente avrebbe creato a tavolino il movimento per impedire al sistema di crollare su se stesso e come sponda per i partiti tradizionali.

Secondo questa teoria le prove sarebbero nelle società che casaleggio gestisce e sulla prorietà dei simboli di partito da parte di Casaleggio e dello stesso Grillo, dittatori interni di un movimento che professa la democrazia diretta esternamente ma che in realtà mira all'impadronirsi del sistema per creare una super dittatura con apparenza di democrazia, cioè come l'attuale dittatura gestita dai partiti classici. Quanto sopra è verosimile quanto lo è un racconto di Charles Lutwidge Dodgson (Lewis Carroll) dopo che lo stesso si è inoculato una dose masiccia di eroina.

Ma quanto è profonda la tana del bian-coniglio dei complottisti? Molto profonda e molto ramificata da perdercisi dentro e dal non tornare mai più alla realtà che invece è semplice e quanto mai palese. Ma mentre i complottisti aspettano sonnecchiando nel loro letto la fatina dei denti che li liberi dalla moneta unica, borbottano qualcosa riguardo al non voto e su quanto cattivi siano i 5 stelle e il loro regime interno. Quindi ecco in poche parole perché votare 5 stelle, con un allegoria potrei dirvi semplicemente perché non si è dediti alle letture fantasy e perché si preferisce bensì un bel neorealismo all'italiana, ma la verità è che si deve votare 5 stelle semplicemente perché il non voto non è una scelta e perché il significato del voto non sta tanto nei dettagli ma nella sostanza della posizione che si prende. 
Se si vuole minare questo sistema dittatoriale europeista si deve dare forza a chi più di altri si sta opponendo al nemico comune e che non lo sta facendo da un mese a questa parte ma che lo sta facendo fin dal suo stato germinativo. 

Voterò 5 stelle per sottoscrivere il mio dissenso a quest'Europa e a questa moneta. Per chiudere dico che voterò m5s perché votando c'è il rischio di sbagliare ma non votando se ne ha semplicemente la certezza».

* Vincenzo Baldassarri è stato un esponente di spicco del Movimento 9 Dicembre, fa parte della Marcia della Dignità.

domenica 20 aprile 2014

NON LASCIAMO SOLA PATRIZIA BADII! di Daniela Di Marco e Vincenzo Baldassarri*

20 aprile. Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Marcia della Dignità.
«Patrizia Badii [nella foto] è in carcere da 18 giorni. E' l'unica ad essere ancora in isolamento. Neanche durante l'ora d'aria può parlare con qualcuno. Patrizia sta male, da sempre soffre di vertigini, e per avere le sue medicine ha dovuto aspettare 48 ore. Volevano negarle anche una semplice pillola per il mal di testa.  A Patrizia è stato negato un cambio per togliersi i panni che portava addosso da 8 giorni. Nessuno può farle visita».

«Lo scorso due aprile un blitz dei Ros, su ordine della Procura della Repubblica di Brescia, ha colpito un presunto gruppo separatista  - denominato L'Alleanza - accusato di aver messo in atto "varie iniziative, anche violente", per ottenere l'indipendenza del Veneto.

Nelle ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip del tribunale di Brescia, erano contestati gli inauditi reati di associazione con finalità di terrorismo (270 bis c.p.), eversione dell'ordine democratico e fabbricazione e detenzione di armi da guerra. 
22 persone erano finite in carcere, 2 ai domiciliari. Nel totale gli indagati erano stati 51 e 33 le perquisizioni che avevano interessato il Veneto.


Denunciammo subito quella che difinimmo una montatura giudiziaria, chi infatti, abbia avuto modo di ascoltare gli inquisitori, di leggere gli stralci delle intercettazioni, sarà rimasto stupito, come noi, dalla sproporzione tra l’azione simbolica che gli arrestati stavano effettivamente progettando e le gravissime accuse.


Quasi 20 giorni dopo gli arresti, tutto il corollario accusatorio si sta sciogliendo come neve al sole: niente terrorismo, niente associazione sovversiva! L’inchiesta di Brescia è andata in pezzi:il tribunale del Riesame ha accolto tutte le richieste di scarcerazione nei confronti degli arrestati perchè non sussistono i gravi indizi per tenerli in prigione! 

Sono stati liberati, non tutti assieme, non si poteva rischiare una mastodontica ammissione di colpa con altrettante scuse da parte di uno Stato, tanto "rispettoso" delle procedure dello stato di diritto.
Ad oggi però, ancora 11 persone si trovano dietro le sbarre, fra queste c'è l'amica Patrizia Badii, che sebbene avesse militato fra le fila degli indipendentisti veneti,  in realtà è venuta alla ribalta come leader nazionale del Movimento 9 Dicembre, assieme a Lucio Chiavegato, dal quale, però, aveva preso le distanze, non apprezzandone più il modo di condurre il Movimento.
Chiavegato d'altronde, dopo i giorni di fuoco, si era ritirato facendo vita a sè, con i suoi sodali più stretti, e lasciando il Movimento ad altri.  

Con le sue interviste ad Agorà e Quinta Colonna, e tanti altri media, la sua instancabile attività al presidio di  Soave, dove praticamente viveva, Patrizia  ha tenuto alti i toni della rivolta non solo contro l'imposizione fiscale dello Stato, ma soprattutto contro la sudditanza italiana nei confronti dell'Europa e dell'euro e del far-west della globalizzazione.
L'abbiamo conosciuta all'Assemblea dei Presidi del Movimento 9 Dicembre, di cui noi di Perugia fummo i promotori. 


Questa donna forte e combattiva stava facendo di tutto per evitare che il Movimento refluisse. Parlava con orgoglio del presidio di Soave, che stava raccogliendo attorno a sè tante persone, stanche, deluse, che volevano alzare la testa. 
Già, perchè in Veneto, come in tutto il resto del Paese, c'è malessere vero. 


Abbiamo scritto altrove che il Movimento 9 Dicembre è stato un movimento spontaneo, composito, disorganizzato, espressione di un vero e proprio poliverso sociale: non solo piccoli e medi imprenditori, ridotti sul lastrico, ma anche partite IVA, artigiani, commercianti, camionisti, disoccupati e giovani precari. Insomma tutte quelle fasce non garantite del popolo lavoratore, che non usufruirà nemmeno della manciata di euro  furbescamente promessa da Renzi.
Si sa, la repressione dello Stato è forte e colpisce a tradimento: colpirne uno, per educarne cento! 
Nessuno ci toglie dalla testa che la questione del "terrorismo indipendentista" fosse un classico specchietto per le allodole. 
Noi, infatti, scrivemmo subito che non credevamo agli inquirenti, che avevano affermato che l'attacco non riguardava il Movimento 9 Dicembre.

Perchè dunque, ci si sta accanendo in modo spietato e senza scrupoli contro Patrizia?

Patrizia Badii è in carcere da 18 giorni.
E' l'unica ad essere ancora in isolamento. Neanche durante l'ora d'aria può parlare con qualcuno. 
Patrizia sta male, da sempre soffre di vertigini, e per avere le sue medicine ha dovuto aspettare 48 ore. Volevano negarle anche una semplice pillola per il mal di testa. 
A Patrizia è stato negato un cambio per togliersi i panni che portava addosso da 8 giorni.
Nessuno può farle visita.
Anche suo marito, Luca Vangelista, è stato incarcerato dalla stessa operazione repressiva, mentre la figlia maggiore cui i telefoni sono stati sequestrati, non può parlare con nessuno, e deve badare alla sorellina minore e alla figlia. 
Mangiano grazie all'aiuto dei militanti del presidio di Soave, che si sono sobbarcati le spese delle bollette, per garantire un minimo di decenza a questa famiglia.
Patrizia è dimagrita, è sofferente e noi condanniamo senza appello un'inchiesta indecente e una detenzione basate sul nulla, in flagrante violazione delle più elementari norme dello stato di diritto.


Se Patrizia non verà liberata martedì, quando ci sarà il riesame, saremo pronti a manifestare sotto il tribunale, sotto il carcere, dovunque.

 
Non la lasceremo sola, come non lasceremo sole tutte le vittime del tallone di ferro di uno Stato vendicativo governato da politicanti  venduti al sistema plutocratico.
Vi lasciamo con questo video, girato alla vigilia del 9 Dicembre, in cui, guarda caso, Patrizia non cita i Veneti, ma il popolo italiano tutto. 

Patrizia libera! Liberi tutti!»




Daniela Di Marco e Vincenzo Baldassarri, esponenti della Marcia della Dignità, sono stati i portavoce del Cordinamento 9 dicembre di Perugia
** Fonte: Marcia della Dignità

giovedì 3 aprile 2014

L'ULTIMO "TANKO" A VENEZIA (la contro-pagliacciata di Stato) di Daniela Di Marco e Vincenzo Baldassarri*

3 aprile.  

24 arresti, 33 perquisizioni in diverse regioni, tra cui Veneto e Lombardia. Questo il bottino dell’operazione repressiva orchestrata dai Ros e dalla Procura di Brescia.

Gli arrrestati sono stati colpiti in base al famigerato Art. 270 bis, ovvero:

«Chiunque promuove, costituisce, organizza, dirige o finanzia associazioni che si propongono il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico è punito con la reclusione da sette a quindici anni. Chiunque partecipa a tali associazioni è punito con la reclusione da cinque a dieci anni. Ai fini della legge penale, la finalità di terrorismo ricorre anche quando gli atti di violenza sono rivolti contro uno Stato estero, un'istituzione e un organismo internazionale. Nei confronti del condannato è sempre obbligatoria la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono il prezzo, il prodotto, il profitto o che ne costituiscono l'impiego».

Chi abbia avuto modo di entrare nella notizia, di ascoltare gli inquisitori, di leggere gli stralci delle intercettazioni, di osservare la “pistola fumante”, la ruspa camuffata da “tanko”, sarà rimasto stupito dalla sproporzione tra l’azione simbolica che gli arrestati stavano effettivamente progettando e le gravissime accuse.

Siamo in presenza dell’ennesima vergognosa montatura giudiziaria, patetica però, non meno dei progetti degli arrestati, che non ci sentiamo tuttavia di coprire di ridicolo, come stanno facendo certi giornalisti prezzolati. 

Siamo sideralmente distanti dall’idea di fare del nostro Paese uno spezzatino di piccole patrie, ma stesse sono le ferite che noi portiamo sul nostro corpo, quelle causate da un regime ingiusto e predatorio. Diverso è il nostro sogno da quello loro, stesso è però l’incubo che ci opprime.

Tra gli arrestati diversi attivisti di quello che fu il Movimento 9 dicembre, tra cui Lucio
Tanto coraggio per una causa sbagliata
Chiavegato e Patrizia Badii. Alla combattiva Patrizia hanno distrutto la famiglia, arrestato anche il marito e denunciato la figlia maggiore, con le due minori che rischiano ora di essere affidate ai servizi sociali.

Gli inquirenti hanno sottolineato, furbescamente, che il loro attacco non riguarda il Movimento 9 dicembre.
Dobbiamo credergli? Più no che sì.

Diciamo che si è voluto prendere due piccioni con una fava. 
Sì, certo, lo Stato non tollera certe velleità indipendentiste: chi si fa certe idee se ne stia calmo e non provi ad alzare la testa. Intanto però, seppure a scoppio ritardato, è stato portato un colpo a chi ha organizzato la protesta iniziata il 9 dicembre, e che in Veneto ebbe uno dei suoi punti di forza. Il criterio di chi è preposto a difendere l’ordine costituito è noto: colpiscine uno per educarne cento. Lo Stato parla a nuora perché suocera intenda, spaventa i cittadini, li minaccia, li terrorizza affinché restino sudditi e accettino lo stato di cose senza ribellarsi.

Una strategia che in effetti sin qui ha sempre portato frutti ai dominanti. Ma ha funzionato per l’efficacia del mix repressione, corruzione economica, e narcotico mediatico. Ora che il sistema è al collasso, che la miseria cresce, mentre non ha più risorse a cui attingere per corrompere, sempre meno potrà contare sull’efficacia dei suoi sonniferi.

Il 9 dicembre è stata solo una spallata al regime. La prossima sarà più potente, e non potrà essere fermata da magistrati e sbirri zelanti in cerca di notorietà. Avrà per questo bisogno di un'organizzazione più capillare e meno improvvisata, di una direzione adeguata, di una visione politica chiara, di un piano d'azione non velleitario.

Basta con le montature giudiziarie!
Liberate i detenuti!

* Daniela Di Marco e Vincenzo Baldassarri sono stati i due portavoce del Comitato 9 Dicembre di Perugia

mercoledì 19 febbraio 2014

IL MOVIMENTO 9 DICEMBRE ANCORA C'È

19 febbraio. Riceviamo e volentieri pubblichiamo il resoconto dell'assemblea nazionale autoconvocata del Movimento 9 dicembre svoltasi a Firenze domenica scorsa. 
Un'assemblea appassionata, nervosa, a tratti esplosiva. Tante e diverse le istanze, le idee, le proposte, a segnare la natura composita di un movimento che viene dalla viscere di una società spappolata dalla più grave crisi della storia recente. 

Quando si parla dei partiti si dice sempre che all'interno di ognuno "ci sono diverse anime". Figurarsi quante anime può avere un Movimento spontaneo di base. L'assemblea nazionale di domenica è stato il punto di confluenza di chi non si limita a gridare "tutti a casa", di chi vuole innervare la sollevazione popolare (necessaria per cambiare da cima a fondo il Paese), di contenuti politici e sociali ispirati alla giustizia sociale, alla solidarietà coi deboli e i non-garantiti, e alla democrazia. QUI la video registrazione dell'assemblea.

«Si è svolta come previsto a Firenze, domenica 16 febbraio, l’Assemblea autoconvocata dei Presidi e dei Comitati del Movimento 9 dicembre.
Una settantina gli attivisti presenti tra coordinatori e alcuni a titolo personale, provenienti da almeno una trentina di città. 

Per la precisione: Reggio Emilia, Cittadella, Monza, Alessandria, Biella, Firenze, Bari, Bergamo, Gorizia, Modena, Bologna, Soave, Vicenza, Monselice, Valle Del Serchio, Adria, Padova, Vercelli, Chieri, Como, Varese, Verbania, Voghera, Pavia, Verona, Forlì, Rimini, Prato, Roma, Avola, Perugia.
Numerosi i Presidi che hanno comunicato la loro adesione ma che non hanno potuto partecipare. Tra i presenti, Patrizia Badii, Mariano Ferro, Umberto Gobbi, membri del vecchio Coordinamento nazionale.


La Presidenza dell’Assemblea era composta dagli attivisti di Perugia: Daniela Di Marco, Erika Pala, Vincenzo Baldassarri e Moreno Pasquinelli.
Pasquinelli, che ha moderato i lavori, dopo una breve premessa, ha lasciato la parola a Daniela Di Marco la quale, dopo aver fatto l’appello dei comitati e dei presidi presenti, ha introdotto sul primo punto all’ordine del giorno: “Bilancio del Movimento del 9 dicembre. Quali sono stati gli errori, i limiti e i punti di forza”.
 

Si è quindi aperto un appassionato ma ordinato dibattito, durato fino alle ore 13:00. 
Ben venti gli interventi. 
Tutti hanno sottolineato i meriti del vecchio Coordinamento nazionale, che tuttavia, una volta iniziata la lotta, non si è dimostrato all’altezza, dimostrando di non avere un piano preciso e unitario per dare uno sbocco vincente al Movimento. 
Altri hanno criticato i metodi verticistici e leaderistici. Altri si sono soffermati sull’analisi della crisi economica, la sue cause, la necessità di costruire un movimento per riconquistare la sovranità popolare e nazionale. Tutti hanno insistito che il Movimento può e deve rimettersi in cammino, ma ripartendo dal basso, avendo i piedi per terra, seguendo metodi democratici ed evitando leaderismi. 


Numerose le proposte sulla forma organizzativa che il movimento dovrebbe darsi. Altrettante le proposte di nuove iniziative. Si tenga conto che alcuni Presidi assenti avevano inviato le loro idee e proposte scritte.
Alle ore 14:00 Vincenzo Baldassarri ha introdotto il secondo punto all’ordine del giorno:“Prospettive del Movimento: è possibile rilanciarlo? E in che modo?”.
 

Un momento dell'Assemblea, Firenze, 16/02/14
Baldassarri ha esordito che siccome i tempi erano stretti, non si sarebbe potuto analizzare tutte le proposte, svolgere un dibattito serio e quindi prendere delle decisioni collettive ponderate.
Ha quindi proposto all’assemblea di eleggere un GRUPPO DI LAVORO COSTITUENTE a cui affidare il compito di dare al Movimento delle nuove linee guida.
L’Assemblea ha accettato la proposta di Baldassarri, ed è quindi passata a discutere di come comporre questo GRUPPO DI LAVORO COSTITUENTE e di quali debbano essere le sue prerogative.


Questa seconda parte dell’Assemblea è stata la più controversa e nervosa. 

Ben 35 gli attivisti che hanno preso la parola. A chi aveva capito che si stava dando vita ad un nuovo Coordinamento nazionale, è stato spiegato a chiare lettere che l’Assemblea di Firenze non stava dando vita ad un'altra spaccatura o componente del Movimento, che quindi il GRUPPO DI LAVORO COSTITUENTE non era da intendersi come un nuovo Coordinamento al posto di quello defunto. Sarà la base, se lo riterrà necessario, ad eleggere democraticamente un nuovo coordinamento nazionale. 


ll GRUPPO DI LAVORO COSTITUENTE dovrebbe vagliare le diverse proposte sul tavolo e quindi produrre nuove linee guida, che verranno sottoposte a tutti (tutti) i Presidi e i diversi Comitati, aprendo appunto, una nuova fase costituente del Movimento e, se necessario, passando per una seconda e più grande Assemblea nazionale.


Malgrado le asperità della discussione l’Assemblea, dando prova di grande maturità e di spirito costruttivo ha eletto, con 47 voti favorevoli, 6 contrari e 3 astenuti, il GRUPPO DI LAVORO COSTITUENTE.
Del Gruppo fanno parte 15 attivisti: Vincenzo Baldassarri (Perugia), Franco Musso (Chieri),Giuliano Croatto (Padova), Claudio Sessolo (Bologna), Riccardo Gambi (Biella), Davide De Benetti (Monselice), Umberto Gobbi (Brescia), Glenda Luise (Adria), Gianluigi Luchelli(Pavia), Franco Dell'Alba (Alessandria), Luciano Sturaro (Padova), Anna Maria Morelli(Gorizia), Silvio Cianciotta (Modena), Simone Pisu (Vercelli)*.
 

Sottolineiamo che altri coordinatori e attivisti presenti, tra cui Patrizia Badii, gli amici pugliesi e Cittadella, pur condividendo la formazione del GRUPPO DI LAVORO COSTITUENTE, si sono riservati di decidere se farne parte dopo aver consultato i loro Presidi e Comitati territoriali.
 

Il GRUPPO DI LAVORO COSTITUENTE si riunirà via skype giovedì 20 febbraio per consegnarci quindi un documento unitario che contenga 
(1) nuovi e adeguati obbiettivi, 
(2) idee per le prossime iniziative di lotta, 
(3) una proposta di organizzazione democratica e capillare del Movimento.

Il GRUPPO DI LAVORO COSTITUENTE dovrà anche verificare la fattibilità della proposta fatta dal Comitato di Perugia, ovvero l’occupazione simbolica e simultanea in diverse città capoluogo di provincia, delle sedi del Pd, come protesta contro il regime della fame ma anche contro il metodo antidemocratico con cui sta nascendo il governo del neoliberista Matteo Renzi.
L’Assemblea si è conclusa approvando per acclamazione una mozione verbale di totale solidarietà con i nostri agricoltori veneti ed emiliani che il 21 e 22 febbraio prossimi occuperanno il porto di Ravenna contro l’importazione di alimenti Ogm.

(Firmato: Vincenzo Baldassarri e Daniela Di Marco)

Nb. Abbiamo tentato di riassumere per grandi linee i lavori e le risultanze dell’Assemblea autoconvocata. Ci scusiamo in anticipo nel caso avessimo dimenticato qualche cosa.

*PS: Precisiamo che i momenti della votazione sono stati molto concitati, e che alcuni di quelli che in un primo momento avevano votato in modo contrario, successivamente hanno fatto presente la loro piena disponibilità a far parte del Gruppo di lavoro, fra cui gli amici di Brescia». 


* Fonte: Marcia della Dignità

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