Visualizzazione post con etichetta CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE. Mostra tutti i post

lunedì 25 dicembre 2017

LA C.L.N. E LA LISTA DEL POPOLO

[ 25 dicembre 2017 ]
Il Coordinamento nazionale della Confederazione per la Liberazione Nazionale,  riunitosi venerdì 22 dicembre 2017, ha approvato la seguente risoluzione:

(1)  Data la scadenza della legislatura prevista per la primavera del 2018, nel giugno scorso, la Confederazione adottò l’idea della costruzione di una lista elettorale del sovranismo costituzionale. Allo scopo veniva dunque lanciato nel luglio successivo l’appello ITALIA RIBELLE E SOVRANA, e contestualmente sollecitati i gruppi e gli amici del campo sovranista. La verifica delle adesioni alla proposta dava esito negativo.

(2)  Il 16 novembre Giulietto Chiesa e Antonio Ingroia svolgevano con successo una conferenza stampa annunciando la cosiddetta “mossa del cavallo”, ovvero lanciavano la proposta di una Lista del Popolo (LdP).

(3)  Visti i contenuti ampiamente condivisibili della Piattaforma della LdP che Chiesa e Ingroia presentarono in quella conferenza —una rottura decisa della gabbia eurocratica e la contestuale riconquista della sovranità popolare e dunque nazionale—, veniva avviato, tra la Confederazione e i due amici, un dialogo allo scopo di verificare l’eventuale unione delle forze.

(4)  Nel frattempo sul sito della LdP appariva una seconda versione della Piattaforma elettorale [nel frattempo fatta sparire dal sito, NdR] che non solo diluiva i contenuti sovranisti ma di fatto configurava un profilo altreuropeista della lista.

(5)  Alla segnalazione del nostro dissenso, accompagnato da ragionevoli proposte scritte, ci veniva risposto che la Piattaforma era modificabile e migliorabile.

(6)  Abbiamo dunque partecipato all’Assemblea costituente della LdP del 16 dicembre (Centro Congressi Frentani) nella speranza che fosse la sede deputata per migliorare la Piattaforma —dandogli quindi un profilo patriottico e democratico che solo avrebbe potuto segnare la vera novità davanti ai cittadini sommersi da partiti e liste diversamente europeisti.

(7)  In barba alle nostre aspettative, e nonostante numerosi interventi abbiano segnalato con noi la necessità di dare alla Piattaforma contenuti sovranisti, la risposta di Chiesa e Ingroia è stata sorprendente quanto drastica: “La Piattaforma non è negoziabile e chi non è d’accordo prenda un’altra strada”.

(8)  Non senza amarezza prendiamo dunque atto che l’auspicata unione di forze in LdP, per quanto ci riguarda, non è fattibile.

(9)  Continueremo, sempre con spirito unitario e saldi sui nostri principi, la battaglia per una rivoluzione democratica che consegni all’Italia, nel rispetto dell’indipendenza di ogni popolo, quella piena sovranità nazionale che è la condizione necessaria per attuare la Costituzione del ’48, ovvero una società fondata sulla libertà, il lavoro e un’effettiva giustizia sociale.

domenica 17 dicembre 2017

LISTA DEL POPOLO: CRONACA DI UN'ASSEMBLEA di Daniela Di Marco

[ 18 dicembre 2017 ]

Ieri si è svolta a Roma, al Centro congressi Frentani, la (per noi) attesa assemblea costituente della "Lista del Popolo". Pochi i presenti, circa 150. 

Una cosa che mi ha stupito era la totale assenza dei media e dei giornalisti. Certo siamo abituati all'oscuramento di ogni iniziativa che va controcorrente, cosa alquanto strana però, se si considera il grande impatto mediatico che invece ha avuto la conferenza stampa di Chiesa e Ingroia, appena un mese fa, 16 novembre.
Sorvoliamo.

Dopo l'introduzione di Chiesa, che ha teso a sottolineare il carattere pluralistico della lista, e che il suo spirito è lo stesso della Costituente del '47-'48, è iniziato un ricco ed articolato dibattito. 33 sono stati gli interventi. 

In estrema sintesi, si sono espresse due linee fondamentali, la prima difesa dagli esponenti della Confederazione per la Liberazione Nazionale e da molti altri, tesa a rafforzare il profilo sovranista della lista ed una seconda (che a me è sembrata francamente minoritaria) difesa sia da Giulietto Chiesa che da Antonio Ingroia, che ha difeso la piattaforma da essi proposta, dove non si contempla né l'uscita dall'Unione europea, né il ritorno alla sovranità monetaria. 

Davanti ai numerosi interventi che hanno suggerito aggiustamenti del profilo politico della lista, in una direzione più radicalmente sovranista, Chiesa e Ingroia, nelle loro arringhe finali, hanno sostanzialmente risposto picche: Chiesa: "Non è vero che esiste un terzo degli italiani che è per l'uscita dall'euro. La nostra linea su questo è quella indicata da Alberto Micalizzi". Ingroia, rispondendo ai critici: "Non accettiamo ultimatum. Il vostro metodo è inaccettabile. La proposta di uscita dall'euro è sbagliata. Su questo noi condividiamo in pieno quanto dice Alberto Micalizzi".

Si spiega così come mai, a Micalizzi (molte sono le chiacchiere che girano su questo peculiare personaggio), sia stato dato ampio spazio per esporre la sua proposta — non si deve uscire dall'euro ma restare nell'Unione e adottare, nel rispetto dei Trattati europei, i CCF - Certificati di Credito Fiscale: "Chi sogna di uscire dall'euro si sbaglia... E' un errore pensare di tornare alla Banca d'Italia pubblica... Siamo in occidente e i mercati finanziari ci strozzerebbero".

Sono rimasta molto stupita dalla chiusura netta di Ingroia e Chiesa davanti alle richieste di miglioramento della piattaforma. Ingroia si è arrabbiato con coloro che hanno sostenuto che "diluire" la radicalità sul piano dei contenuti, lungi dal portarci consensi, ce li fa perdere. Non è stato per nulla convincente.

Si tenga conto che la porta a modifiche della piattaforma è stata tenuta chiusa anche rispetto a numerose, importanti e condivisibili proposte che hanno suggerito rafforzamenti sulla questione ambientale, della difesa dei territori, di un modello sociale ecocompatibile, del rifiuto della legge Lorenzin, ecc.

Morale della favola: siamo usciti più perplessi che persuasi.

Oltre alla debolezza del profilo politico di questa lista, rimangono due problemi: il primo è che nei tempi strettissimi che ci dividono dalle elezioni, non sembra ci siano le forze sufficienti per presentare una lista che non esca con le ossa rotte dalla prova elettorale. Il secondo problema è che, malgrado le rassicurazioni formali, non è affatto chiaro cosa accadrà dopo il giorno delle elezioni. Come hanno sottolineato molti che sono intervenuti, la presentazione di una lista ha senso solo se questa è un tassello, un momento per il dopo, solo cioè se è funzionale alla costruzione di un polo politico che faccia della sovranità costituzionale e nazionale il suo punto di forza.

Ho la sensazione opposta, vale a dire che qualora questa lista non riuscisse a portare in parlamento una pattuglia di deputati, il giorno dopo tutto andrebbe ramengo (ammesso e non concesso che si superi lo sbarramento della raccolta delle firme).



venerdì 15 dicembre 2017

NOI E LA "LISTA DEL POPOLO" di C.L.N.

[ 15 dicembre 2017 ]

Domani, 16 dicembre, si svolgerà a Roma presso il centro congressi Frentani, con inizio alle ore 10:00, l'assemblea nazionale della Lista del Popolo. L'assemblea dovrebbe, nei tempi orami strettissimi, dare il via alla competizione elettorale. Qui di seguito la LETTERA APERTA ai promotori dell'iniziativa Antonio Ingroia e Giulietto Chiesa inviata dalla Confederazione per la Liberazione Nazionale.


«Chi ci segue sa che sin dalla primavera scorsa, come C.L.N., indicammo l’urgenza di utilizzare le previste elezioni del 2018 affinché i cittadini trovassero sulla scheda una lista unitaria del sovranismo costituzionale. 
A questo scopo lanciammo in estate l’Appello “Per un’Italia ribelle e sovrana”. 
Il tentativo non andò in porto, anche a causa dell’indifferenza del campo sovranista. 
A metà novembre Antonio Ingroia e Giulietto Chiesa annunciarono la decisione di presentare la Lista del Popolo. 
Come Confederazione, malgrado l’enorme ritardo sui tempi, considerato un accordo di massima sui contenuti ed il profilo della lista, segnalammo subito ai promotori la nostra disponibilità all’avventura. 
Disponibilità che confermiamo, a patto : (1) 
di essere più chiari e netti sul profilo sovranista e antiglobalista della piattaforma elettorale; (2) che la discesa in campo elettorale sia funzionale al dopo-elezioni, quindi alla costruzione di un polo d’opposizione; (3) che la lista riesca ad essere presente in almeno due terzi dell’elettorato.

Partecipiamo dunque con spirito costruttivo e unitario all’assemblea del 16 dicembre, nella speranza che questa possa, oltre a rendere più incisiva la piattaforma, dare la spinta di cui c’è bisogno per svolgere a stretto giro il più vasto numero di assemblee territoriali, da cui dipende il successo dell’impresa. 

* * *



LETTERA APERTA AD ANTONIO INGROIA E GIULIETTO CHIESA 
ed ai sostenitori della Lista del Popolo 

Cari amici, 

come sapete, la Confederazione per la Liberazione Nazionale (CLN) ha apprezzato la proposta di "Lista del Popolo", decidendo di partecipare al percorso che dovrà definire il programma, costruire un minimo di organizzazione, decidere le candidature e la gestione comune della campagna elettorale.

Lo abbiamo fatto perché convinti dell'esigenza di portare sulla scheda elettorale le ragioni del sovranismo costituzionale, passaggio a nostro avviso utile per cominciare ad unire tutti i soggetti che possono confluire in una forza popolare e patriottica, in grado di muovere i primi passi verso un percorso di liberazione nazionale.

Lo abbiamo fatto anche perché abbiamo trovato nella prima versione del programma ampi motivi di condivisione, pur ravvisando la necessità di alcune modifiche e precisazioni.

Purtroppo, nella seconda versione del programma, quella ora pubblicata sul sito della lista, ci sono cambiamenti che ne diluiscono il profilo sovranista, ciò che pregiudica l’auspicabile successo elettorale. Più il cittadino ci percepisce simili ai nostri concorrenti meno consensi otterremo. Ciò vale oggi a maggior ragione visto l’abbandono da parte di M5S e la Lega salviniana del discorso no-euro.

Ci riferiamo anzitutto alla posizione sull'Unione Europea che tende a confondersi con l’ "altreuropeismo" (quello a la Tsipras et similia, per intenderci). E’ scomparsa poi, inopinatamente, la questione delle nazionalizzazioni delle banche (a partire da Bankitalia) e dei settori strategici dell'economia.

Sappiamo che per unire forze diverse un compromesso è inevitabile. Ma, se le cose hanno un senso, il profilo programmatico ha da essere conseguente al grido d'allarme che lanciamo. Se parliamo di sovranità dobbiamo dire chi la minaccia e che cosa fare per riconquistarla. Se, giustamente, siamo per uscire dalla NATO perché lesiva della sovranità nazionale e popolare, non si capisce il perché non si debba indicare la necessità della rottura con la gabbia europea ed il suo principale strumento coercitivo: l'euro. Così come non si capisce, se davvero siamo contro il marasma neoliberista, la rinuncia al programma di nazionalizzazioni, senza il quale l'obiettivo di riassegnare allo Stato un ruolo centrale nell'economia del Paese non si regge in piedi.

E' sulla base di queste nostre convinzioni che vi proponiamo, tornando in buona sostanza al programma originario, le seguenti modifiche alla seconda versione pubblicata sul sito:

1. Modifica della prima parte del punto 6 come segue: «Noi ci batteremo in tutte le sedi per ripristinare la sovranità nazionale. Con due immediate conseguenze: a) La fuoriuscita dall'attuale gabbia europea, per sua natura irriformabile — come dimostrato dalle vicende di questi anni (Grecia in primis) — a partire dall’immediata rinegoziazione e, se impraticabile, dal recesso unilaterale da tutti gli accordi europei».

2. Cancellazione integrale dell'attuale punto 7 o, in alternativa, sua profonda riscrittura che eviti ogni malinteso.

3. Sostituzione del punto 11, tornando alla versione iniziale, in particolare per quanto concerne le nazionalizzazioni.

4. Al punto 18, sulla salute, aggiungere l’abrogazione della Legge Lorenzin.

5. Un deciso rafforzamento del punto 20 sull’ambiente segnalando la minaccia che quest’economia rappresenta per l’ecosistema quindi l’urgenza di cambiare a fondo modelli produttivi, distributivi e di consumo.

Cari amici, 


quello che vi chiediamo è un chiaro e forte patto politico in vista del dopo-elezioni. Non possiamo dare l’impressione che la nostra impresa si esaurisca nelle urne. Se vi saranno le condizioni, ed in primo luogo le forze, per un'adeguata presentazione - noi riteniamo che essa abbia senso solo se saremo in grado di coprire almeno i due terzi dell'elettorato, con comitati regionali adeguati allo sforzo richiesto dalla campagna elettorale — dobbiamo impegnarci, dato che la battaglia decisiva è davanti a noi — a, a dare continuità alla «Lista del Popolo» anche dopo il voto, nella prospettiva, da voi stessi evocata, e che noi pienamente condividiamo, di dare vita ad un Comitato di Liberazione e di salvezza Nazionale.

Confidiamo in una vostra positiva risposta sulle questioni poste, che è per noi condizione imprescindibile per il proseguimento del lavoro in comune.

ROMA, 14 dicembre 2017».


* Fonte: CONFEDERAZIONE PER LA LIBERAZIONE NAZIONALE

lunedì 4 dicembre 2017

JE SO' PAZZO: L'ESERCITO DEI SOGNATORI di Moreno Pasquinelli

[ 4 dicembre 2017 ]

Cancellata la seconda assemblea del Brancaccio, prevista per il 18 novembre, il gruppo napoletano Je So' Pazzo ha preso la palla al balzo per riunire, lo stesso giorno, quelli che essi stessi han chiamato "l'esercito dei sognatori". 

La proposta che i ragazzi napoletani, non senza intelligenza, hanno messo sul tavolo era chiara: costruire una lista elettorale la quale non usasse più i simboli del tradizionale antagonismo d'estrema sinistra, che sapesse parlare alla grande maggioranza dei cittadini maciullati dalla crisi sistemica. In poche parole: una lista populista di sinistra. Il grido di battaglia proposto è stato, non a caso, "potere al popolo". 

Chissà, ci siamo detti, che proprio da quel di Napoli, anche grazie alla semina di De Magistris, non arrivi la resipiscenza tanto attesa di una sinistra incartapecorita e abbarbicata alla vetusta iconografia identitaria. Chissà, ci siamo detti, che non si recepisca finalmente la lezione d'Oltralpe di France Insoumise. 
L'inferno, tuttavia, è lastricato di buone intenzioni. Detto in altri termini: accettabile il punto di partenza, non è detto che lo sia il punto d'arrivo.

Cos'è infatti accaduto all'assemblea del 18 dicembre? Che mentre di "popolo" ce n'era poco, folta era la schiera dell'estrema sinistra organizzata: Rifondazione, il Partito Comunista Italiano, i rimasugli dell'Altra Europa con Tsipras, Sinistra Anticapitalista ed Eurostop, ecc. La qual cosa, beninteso, non è un male di per sé. L'unità è cosa buona e giusta, a patto che certi endorsement non causino uno snaturamento dei contenuti e del profilo dell'impresa. Come suona la massima: dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.

L'impressione che abbiamo ricavato dall'assemblea non faceva dunque sperare niente di buono. Sull'evento veniva infatti posta una pesante ipoteca. Consapevoli della propria insufficienza, che costruire una lista elettorale a livello nazionale non è cosa facile —prima ancora che centinaia di candidati c'è bisogno di migliaia di attivisti che portino avanti la raccolta delle firme e la campagna elettorale— i promotori dell'assemblea hanno fatto buon viso a cattivo gioco.


Consapevoli delle insidie sul percorso e del rischio di uno snaturamento della loro proposta (che alla fine venga cioè fuori una lista di sinistra-sinistra) i ragazzi napoletani hanno pensato bene di, come si dice, "mettere i paletti", indicando quella che per essi dovrebbe essere la base politico-programmatica della lista in questione. Hanno così meritoriamente pubblicato sul loro sito un documento dal titolo POTERE AL POPOLO! UNA PROPOSTA DI PROGRAMMA.


Ora è quindi possibile dare un primo, circostanziato giudizio, dell'iniziativa. Certo, modifiche in corso d'opera saranno possibili. Si è già aperto il conciliabolo, il negoziato politico per limare la piattaforma —ogni componente cercherà di inserire questo o quel punto "qualificante"—, tendiamo tuttavia ad escludere che la sostanza ed il profilo possano cambiare. [1]

Ahinoi, il nostro giudizio su questo documento non è positivo. Vorremmo sbagliarci ma si finirà per dare vita ad una lista condannata al minoritarismo politico, che non solo non supererà lo sbarramento del 3% previsto dalla nuova legge elettorale ma, quel che è più grave, non offre la base necessaria per costruire una nuova forza popolare di massa che punti a fare uscire il nostro Paese dal marasma in cui chi comanda l'ha gettato.

Nella importante premessa al documento leggiamo: 
«In queste pagine abbiamo provato a sintetizzare i contenuti espressi dalle mobilitazioni degli ultimi dieci anni di crisi (...). Di tutte queste mobilitazioni abbiamo registrato le voci all'assemblea del 18/11 a Roma, dove decine di interventi, da più parti d'Italia, hanno raccontato esperienze di resistenza, partecipazione, attivismo, lotta; abbiamo provato a costruire un programma minimo che le tenga dentro e le connetta tutte.
Abbiamo voluto scrivere un testo breve e incisivo perché crediamo che non ci serva un lunghissimo elenco di promesse e proposte, ma pochi punti forti su cui in tanti possiamo continuare a impegnarci con l’obiettivo del protagonismo delle classi popolari».
La prima cosa che salta agli occhi è la distanza tra le intenzioni degli autori e il prodotto finale. Il documento non è affatto né "breve" né "incisivo e, peggio ancora, è proprio una gragnola di obbiettivi, un'affastellata lista della spesa di riforme sociali. Abbiamo fatto il conto: ci sono la bellezza di 67 obbiettivi (!) da conquistare, che vanno dall'attuazione della Costituzione ad una nuova politica dei rifiuti. Obbiettivi e riforme sbagliati? Per niente, sulla carta quasi tutto giusto. Allora, vi chiederete, cos'è che non va? 

Non va l'astrattismo politico del tutto. Il particolare è confuso col generale; la tattica messa davanti alla strategia. Mancano un giudizio sulla crisi sistemica e dunque una critica in profondità dei processi di globalizzazione (affiora anzi, l'idea che la globalizzazione sarebbe buona cosa se fosse "dal basso"); sfugge chi sia il nemico fondamentale del popolo e dunque quelli secondari; la critica dell'Unione europea risulta fragile e superficiale (la moneta unica non è nemmeno  menzionata); del tutto assente la dimensione nazionale della battaglia sociale e politica (rientra anzi dalla finestra l'europeismo quando si invoca, come orizzonte di riferimento, la ricostruzione di un aleatorio "spazio europeo"); del tutto irreperibile il ragionamento sul governo del Paese, sul fatto che solo con un governo popolare d'emergenza il Paese potrà uscire dal marasma; assente perciò ogni discorso sul blocco sociale e le eventuali alleanze politico-sociali per attuare le trasformazioni necessarie — di passata, chi voglia capire come la pensiamo, vada al Manifesto della C.L.N. ed al suo Decalogo.

Insomma, a fronte di una bulimia della dimensione sociale, abbiamo una specie di anoressia politica, una imperdonabile noncuranza del Politico, ovvero della centralità del potere politico e statuale. 

QUALE POPOLO, QUALE POTERE POPOLARE?

Non è vero, ci si risponderà, nel documento è posta con forza la questione del "potere popolare". Vero, ma andiamo a leggere cosa i nostri intendono per "potere popolare".
«Tutti i punti precedenti sono strettamente intrecciati con la questione centrale, la necessità di costruire il potere popolare. Per noi potere al popolo significa restituire alle classi popolari il controllo sulla produzione e sulla distribuzione della ricchezza; significa realizzare la democrazia nel suo senso vero e originario.
Per arrivarci abbiamo bisogno di fare dei passaggi intermedi e, soprattutto, di costruire e sperimentare un metodo: quello che noi – ma non solo noi – abbiamo provato a mettere in campo lo abbiamo chiamato controllo popolare. Il controllo popolare è, per noi, una palestra dove le classi popolari si abituano a esercitare il potere di decidere, autogovernarsi e autodeterminarsi, riprendendo innanzitutto confidenza con le istituzioni e i meccanismi che le governano».
Quindi "costruire potere popolare" sarebbe un "metodo", che consiste essenzialmente nel "prendere confidenza con le istituzioni e i meccanismi che le governano"; nel controllo, da parte di chi sta in basso, delle scelte di chi sta in alto, una "palestra dove le classi popolari si abituano ad esercitare il potere". Vero, ci sono molte dimensioni del "potere": si va dal condominio, al caseggiato, al quartiere, all'azienda in cui sui lavora, alla città. Ma in cima a tutto, com'è evidente, c'è il potere dello Stato. Giusto che i cittadini abbiano la facoltà di autoamministrarsi democraticamente, di "allenarsi" a governare partendo dai livelli sociali più elementari, ma tutto questo "allenamento" sarebbe vano ove non sia finalizzato a strappare il governo e le leve decisionali dalle mani della plutocrazia e delle sue élite politiche. Da qui discende la centralità della suprema dimensione politica, quella per il potere statuale. Dimensione da cui dipendono, a scendere, tutte le altre, ad essa subordinate. Come diamo infatti lavoro ai disoccupati senza un'efficace politica statale? Come usciamo dal marasma mercatista senza un ruolo economico attivo dello Stato? Come riorientiamo, in una prospettiva ecologica, produzione e consumi senza una programmazione statuale di lungo periodo? Come realizzare una politica economica senza sovranità monetaria?


Ed eccoci giunti al nodo dei nodi che caratterizza il momento attuale: dato che oggi queste leve risiedono in gran parte in potenti organismi sovranazionali tecnocratici, quali quelli dell'Unione europea, emerge la dimensione nazionale della battaglia politica: la necessità di uscire dall'Unione, di riconsegnare al Paese piena sovranità, sovranità senza la quale non c'è democrazia, non c'è libertà, non c'è giustizia sociale. Sovranità nazionale senza la quale la tanto evocata "attuazione della Costituzione" resta uno slogan vuoto e il "potere popolare" diventa una ingannevole chimera. Fino a prova contraria non c'è mai stata democrazia né tantomeno "potere popolare" in entità imperiali e imperialistiche. Non è un caso che questa "parolina", sovranità, sia del tutto assente dal documento, a dimostrazione che la "questione nazionale" resta un insuperabile tabù.

Vorremmo quindi chiedere ai nostri cosa essi intendano per "popolo". Il sospetto è che abbiano in mente lo spappolato ectoplasma "moltitudinario" partorito dai processi di globalizzazione. E allora non ci siamo, perché sulla "moltitudine" globalizzata non avremo alcun soggetto reale, in quanto "popolo" significa una comunità con radici storiche, che a sua volta sta dentro un demos determinato, e questi non è altro che lo stato nazione — ovvero proprio quella dimensione politica che le potenze del capitale sovranazionalizzato e deterritorializzato vogliono smembrare. E proprio contro questo assalto globalista, la funzione del soggetto Politico è cruciale, poiché qui si tratta di ricostruire un popolo, ridargli memoria, identità, missione storica.

MUTUALISMO E ANARCHISMO

Ci sono due tradizioni e due visioni alle spalle di questo tabù, che spesso risultano complementari l'una all'altra: quella cosmopolitica della sinistra snob, e quella internazionalista nella sua versione anarchica. L'anarchismo, a ben vedere, è la fonte da cui sgorga il discorso di JE SO' PAZZO.

Nel documento si legge:
«10. MUTUALISMO, SOLIDARIETÀ E POTERE POPOLARE
Le condizioni di vita delle classi popolari peggiorano sempre di più, questo deterioramento riguarda la salute, l'istruzione, ma anche più semplicemente la possibilità di godere di tempo liberato da dedicare ad uno sport, un hobby, etc. In quest’ottica mutualismo e solidarietà non sono semplicemente un modo per rendere un servizio, ma una forma di organizzazione della resistenza all'attacco dei ricchi e potenti; un metodo per dimostrare nella pratica che è possibile, con poco, ottenere ciò che ci negano (salute, istruzione, sport, cultura); una forma per rispondere, con la solidarietà, lo scambio e la condivisione, al razzismo, alla paura e alla sfiducia che altrimenti rischiano di dilagare. Le reti solidali e di mutualismo sono soprattutto una scuola di autorganizzazione delle masse, attraverso la quale è possibile fare inchiesta sociale, individuare i bisogni reali, elaborare collettivamente soluzioni, organizzare percorsi di lotta, controllare dal basso sprechi di denaro pubblico e corruzione».
Cosa c'è di male, ci direte, nel "mutualismo" sociale, nel promuovere reti solidali di resistenza di chi sta in basso? C'è di male che se il mutualismo, da pratica strumentale ad una strategica politica di lotta per il potere, diventa LA strategia politica, non si va da nessuna parte. 

A chi non è nato ieri non sfugge che questo fare del "mutualismo" una strategia ci riporta al padre del sindacalismo anti-politico, anti-statalista e mutualista, l'anarchico francese P.J. Proudhon.  Più recentemente ci conduce a SYRIZA che, quand'era all'opposizione, fece delle pratiche mutualiste e assistenziali "dal basso" la principale leva per giungere al potere. Come è andata a finire lo sappiamo tutti: una volta al governo il mutualismo è andato a farsi friggere —in Grecia lo fa Alba Dorata, come qui da noi Casa Pound— visto che SYRIZA ha applicato ed applica con estrema diligenza le misure draconiane chieste dalla troika.

Va bene sbarazzarsi del simbolismo identitario ed ideologico della crepuscolare sinistra comunista, ma sbarazzarsi di Marx per tornare a Proudhon, per di più in una versione minimalista ed edulcorata, questo, in punto di
P.J. Proudhon
teoria, è difficile da accettare. C'era un tempo in cui a sinistra si vaticinava un "ritorno a Marx". Adesso che Marx è considerato un cane morto, si riscoprono gli ittiosauri del socialismo utopistico che Marx, con la sua analisi del modo d'essere e delle leggi economiche del capitalismo, pensava di aver seppellito.

Ma sorvoliamo sulla teoria "astratta" e veniamo alla pratica. Davvero si pensa di potere far fronte all'offensiva a tutto campo del nemico — la potentissima borghesia neliberista che, trans-nazionalmente consociata, detiene tutte le principali leve del potere economico, finanziario, politico e militare globale—, coi pannicelli caldi del  mutualismo gradualista? Con il sindacalismo sociale municipalista? 

Oggi, come ai tempi di Proudhon, si tratta di una colossale illusione, che finisce per fungere da variante ("dal basso") del più tradizionale riformismo di sinistra. I nostri pensano evidentemente, andando a pescare nelle origini mutualiste e sindacaliste del movimento operaio (non di quello italiano per la verità), ad un lungo e progressivo cammino, fatto di modifiche a dosi omeopatiche, fino a quando le reti di produzione, scambio e distribuzione mutualistici, non prenderanno il sopravvento et voilà, il capitalismo verrà soppiantato. Ma l'Italia e il suo popolo non hanno davanti questi tempi lunghi, né dovrebbero sperare che la strada del riscatto e della liberazione sia quella sopra descritta.

Esageriamo nel dire, visto che siamo in Italia, capitale del cattolicesimo mondiale, che non può esserci, su piano del mutualismo, competizione con l'assistenzialismo della Chiesa? Esageriamo nell'affermare che questo mutualismo sociale, collassati i meccanismi di welfare, svolgendo un ruolo di supplenza dello Stato, finisce per essere funzionale al sistema neoliberista? 

In conclusione che abbiamo? Abbiamo che JE SO' PAZZO ci propone sì la costruzione di un movimento populista, ma la versione che viene avanzata è irricevibile in quanto, sotto una verniciata di novità, si cela una versione edulcorata del vecchio mutualismo di matrice anarco-sindacalista, col suo rifiuto dello Stato, della nazione quindi, in ultima istanza, della politica. Per cui, se l'obbiettivo era quello di andare incontro alla grande maggioranza dei cittadini delle più diverse classi sociali maciullati dalla crisi sistemica, cercando la via per una connessione emotiva col popolo, esso è stato palesemente mancato. 


NOTE

[1] L'esito finale sarà deciso dal negoziato più spinoso e successivo, quello sulle candidature nei collegi uninominali e, soprattutto sui capilista dei plurinominali. Non si sa mai: certi matrimoni si rompono già sull'altare, tanto più se sono di gruppo —"molti i chiamati, pochi gli eletti".




venerdì 3 novembre 2017

SALVINI, MELONI E LE TRE BABILONIE di Sandokan

[ 4 novembre 2017 ]

Tutti a cena a Catania, presso il ristorante "Il cavaliere". Chi lo sappiamo: Berlusconi, Salvini e la Meloni. Titolo giornalistico: "siglato il patto dell'arancino".
Come quello della "Crostata" del 1997, anche questo finirà nel cesso. 
I destri tutti uniti fino al giorno del voto, poi ognuno per i fatti suoi.
Questo è l'alibi con cui i salviniani devoti e i meloniani flagellanti giustificano il loro portare acqua al mulino del puttaniere di Arcore. Un alibi che ogni persona intelligente non può che considerare risibile.
Qui non si tratta solo che Salvini e la Meloni sono andati in soccorso di Berlusconi. Attraverso Berlusconi essi in verità assolvono la funzione di stampelle del regime, un regime plutocratico la cui cabina di regia non sta a Roma (dove si agitano solo dei servi) ma nelle tre babilonie: Berlino, Francoforte e Bruxelles.
Salvini e Meloni potranno sì dire, dopo il voto (con una legge elettorale truffa) "liberi tutti!", ma sanno di aver aiutato Berlusconi a restare in sella per soccorrere il Partito democratico per farci un nuovo governo "di larghe intese".
Proprio come vogliono i..."mercati" —leggi i poteri forti euristi e atlantisti.
Salvini e la Meloni, politicanti d'accatto, maestri dell'opportunismo senza principi. E' bastato che la Le Pen prendesse la batosta che ha preso, per mettere nel cassetto il rifiuto dell'euro, la critica dura all'Unione europea.
Poco è bastato perché dimenticassero che il futuro del Paese è appeso ad un filo.
L'Italia Ribelle, il popolo di sotto, non si aspettava certo che dalla destra venisse la speranza. Dopo vent'anni e passa siamo ancora al...popolino delle libertà.
A sinistra non va meglio, invece di seguire l'esempio di France Insoumise, tutti col cappello in mano da D'Alema e Bersani ad implorare qualche strapuntino per entrare in Parlamento. Niente, visione, niente ideali, niente passione politica. L'opportunismo a sinistra gareggia con quello nel campo della destra.
L'Italia Ribelle forse non ce la farà nemmeno questa volta ad entrare in Parlamento. Ci si sta provando, contro ostacoli quasi insormontabili.
Ci vorrebbe un miracolo. Vorrei tanto credere ai miracoli...

giovedì 2 novembre 2017

SICILIA: NOI VOTIAMO CINQUE STELLE

[ 2 novembre 2017 ]

Chi ci segue sa che alla lista dei nostri amici siciliani è stato negato, causa pretese irregolarità formali all'atto del deposito della lista, l'accesso alle elezioni. Il TAR regionale ha confermato lo sbarramento.
Gli amici siciliani della Confederazione per la Liberazione Nazionale comunicano che voteranno per i Cinque Stelle. Di seguito il loro appello.




«C'è bisogno, in Sicilia, di un'immediata svolta politica ed elettorale.
L'unica opportunità di svolta disponibile è rappresentata oggettivamente dal voto a favore di Giancarlo Cancelleri del M5S.
Anche per chi fino ad ora non ha mai votato M5S.

Difronte allo spessore della crisi e alla fuga dei nostri giovani, osservando le risposte divisive della cosiddetta sinistra e quelle impresentabili della destra ci chiediamo SE NON ORA QUANDO?
Se non ora quando dare un segnale chiaro di sfiducia alla classe dirigente tout court della Seconda Repubblica omologata su visioni neoliberiste funzionali ad un capitalismo finanziario di inaudità rapacità?

Come possiamo da cittadini democratici, padri e madri consapevoli, lavoratori responsabili, innescare un processo di svolta nella nostra regione? Forse protestando con l'astensione o sforzandoci di individuare singole personalità nei vari schieramenti?
la condizione della Sicilia è troppo compromessa per poter immaginare un futuro senza una rottura vera con gli interessi parassitari e clientelari che soffocano la dinamica economica e le iniziative imprenditoriali.

Per queso occorre assumersi la responsabilità di agevolare il successo elettorale di una nuova generazione politica, autenticamente democratica e popolare.
saranno i fatti dei prossimi cinque anni a verificare le capacità di governo dei Cinque Stelle.

Di certo avremo azzerato definitivamente una classe dirigente, inadeguata per mancanza di visione e con conflitti d'interesse, a guidare il popolo siciliano».

FIRMATARI

Antonio Piraino, economista ed esperto bancario
Beppe De Santis, esperto sviluppo
Steni Di Piazza, bancario, esperto in finanza etica
Erasmo Vecchio, esperto in marketing
Paolo Lo Conte, direttore formazione
Pietro Attinasi, ex-preside
Giovanni Di Cristina, esperto sviluppo
Claudia Capaci, docente
Antonino Lombardo, funzionario servizi sociali
Antonio Pulvirenti, medico chirurgo
Giorgio Lo Conte, studente universitario
Emanuela Avola, dottore commercialista
Celia Carla Zappulla, architetto
Emanuele Valenti, pensionato
Agata Toscano, media-planner
Loredana Zappulla, insegnante
Antonella Compagno, medico chirurgo
Pietro Romano, imprenditore
Antonio Hassan, bancario.


* Fonte: Beppe De Santis


domenica 22 ottobre 2017

PORTELLA DELLA GINESTRA: APPELLO AL POPOLO SOVRANO

[ 22 ottobre ]

Il 13 ottobre scorso, Giorgio Lo Conte, a Portella della Ginestra —sul luogo ove il 1 maggio del 1947, venne compiuto l'eccidio terroristico contro il movimento contadino siciliano—, pronunciava il giuramento a nome della  C.L.N. e degli amici siciliani

In questa occasione Claudia Capaci concludeva la manifestazione leggendo l'appello della C.L.N. in vista delle prossime elezioni politiche. Qui sotto la registrazione videofilmata.


sabato 21 ottobre 2017

LA SICILIA, L'ITALIA E IL MEDITERRANEO di Beppe De Santis

Da sinistra: Beppe De Santis e Moreno Pasquinelli
[ 21 ottobre 2017]

La relazione introduttiva di Beppe De Santis al Forum dei Popoli Mediterranei svoltosi a Palermo il 14 ottobre scorso.

LA NOSTRA STELLA POLARE È LA SOVRANITÀ
Il patriottismo costituzionale. La sovranità costituzionale. La sovranità popolare, che non esiste senza sovranità statale. Senza la sovranità dello Stato-Nazione, nella quale la sovranità nazionale è storicamente incardinata e incardinabile. La sovranità popolare non esiste senza sovranità monetaria.

Perché è lo Stato che batte moneta, non è la moneta che batte e da forma allo Stato.

E ancora, la sovranità condivisa delle Autonomie, delle Autonomie speciali.
Come quella siciliana.

Difendere e rilanciare le autonomie.

All’interno della difesa e rilancio della sovranità.

Dello STATO NAZIONALE O PLURI-NAZIONALE.

Contro il finanzcapitalismo globale speculativo. 
Contro il neoliberismo. Contro questa Unione Europea distruttrice delle sovranità costituzionali, dei diritti costituzionali dei Popoli, del lavoro, del reddito, dello Stato sociale, della dignità, della vita.

Contro il sistema dell’euro, che è un sistema di potere, di dominio, del finanzcapitalismo speculativo, delle oligarchie neoliberiste ed euriste.


MEDITERRANEO E SOVRANIT
À


Questo è il filo rosso, la sfida della nostra umile, generosa, audace, santa, assemblea.

Il Mediterraneo, dunque.

“Che il Mediterraneo sia”.

Dal titolo di una canzone struggente del mio amato cantautore mediterraneista, e mio amico, Eugenio Bennato.

“Mediterraneo, mare di pace e benessere”. Facile a dirsi, gravoso e ardimentoso a farsi.


Il Mediterraneo odierno, più precisamente “i Mediterranei”, in particolare il Mediterraneo Orientale, lo spazio di massima conflittualità mondiale. Conflittualità geostrategica, geopolitica, geoeconomica e culturale. La Siria, l’Iraq e la Libia, tra gli epicentri.

E spazio di estremo malessere statuale-politico, sociale, culturale.

Gli studiosi di geopolitica usano anche il concetto di “Grande Mediterraneo” (i cosiddetti “Cinque Mari”), alludendo ad uno spazio più ampio comprendente, oltre il Mediterraneo propriamente inteso, anche l’area del Mar Rosso, del Golfo Persico, del Mar Caspio e del Mar Nero.

GUERRA E MALESSERE.

Diamoci, allora, le coordinate strategiche per perseguire PACE E BENESSERE.

Chi è il nemico principale, il primo nemico, del Mediterraneo di pace e benessere?

E' l’imperialismo globale (con al centro ancora gli USA, e i sub-imperialismi continentali, come quello germanico in Europa), il finanzcapitalismo, l’oligarchia neoliberista globalista, la trama delle 100.000 multinazionali globali, che comandano il Mondo, invece degli Stati parzialmente de-sovranizzati.

Il punto.

Il finanzcapitalismo globale ha svuotato di sovranità e risorse, sta svuotando, e anche destrutturando, diecine di Stati-nazione storicamente solidi e forti, appartenenti alla tradizionale area forte del Nord del Mondo (area OCSE).

Lo stesso massacro, geometricamente moltiplicato, è stato già riservato alla platea degli Stati più deboli e precari dell’ex-Terzo Mondo, del Nord-Africa, dell’Africa intera, del Medio Oriente, dell’America latina, dell’Asia meridionale.

Con effetti devastanti: degrado dei già troppo gracili sistemi economici, disgregazione sociale, svuotamento dei locali sistemi di welfare, povertà di massa, degrado ambientale, rabbia e dolore sociale diffusi, delegittimazione degli assetti statuali e istituzionali tradizionali, rivolte diffuse e senza sbocco, ispessimento pervasivo delle ideologie, e dei moti e movimenti radicali.

1- E allora, dal Mediterraneo (Riva Nord, Riva Sud, Riva est) lotta frontale, senza tregua, contro il finanzcapitalismo globale, finanziario e speculativo.
Contro l’IMPERIALISMO GLOBALE. L’imperialismo delle multinazionali globali.

2 - E allora,resistenza per la difesa delle SOVRANITA’ statuali, popolari e monetarie, e riconquista della piena sovranità. Nei e daiMediterranei del Nord, del Sud e dell’Est. Contemporaneamente e insieme.

3 - Tra le sovranità capitali degli Stati sovrani, vi sono la sovranità geostrategica, cioè militare e di sicurezza; la sovranità in politica estera.
Sovranità da difendere e potenziare.

Per quanto ci riguarda: l’Italia fuori dalla Nato e smantellamento delle basi Nato in Sicilia, a partire dal MUOS, il centro di telecomunicazione militare satellitare degli USA.

L’UNIONE EUROPEA HA TRADITO IL MEDITERRANEO, CONSOLIDANDO IL DOMINIO DEL
NEOLIBERISMO GLOBALISTA


In Europa il finanzcapitalismo globale si è incarnato, consustanziato, nell’Unione Europea e nel sistema di potere dell’euro.
Ai Popoli europei hanno fatto credere che la Ue inverasse i principi e i diritti di eguaglianza, di solidarietà, di democrazia, di sovranità popolare, ad un livello più robusto, duraturo e integrale rispetto al livello degli Stati-Nazione d’Europa.
Con la vacua retorica del “Manifesto di Ventotene” di Altiero Spinelli: una impostura.

La UE, negli anni, soprattutto, dagli anni ’90 ha tentato di trasferire meccanicamente il suo dispositivo neoliberista e finanzcapitalista nel Mediterraneo e nelle politiche europee mediterranee. Con una serie di noti passaggi:

- 1990: la Conferenza di sicurezza e cooperazione del Mediterraneo;
- 1990: Gruppo 5+5 del Mediterraneo (Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Cipro e Algeria, Tunisia, Marocco, Libia e Mauritania);
- 1992: Proposta di istituzione di un’Area di libero scambio con Marocco e Maghreb e Dichiarazione sulle relazioni euro maghrebine del Consiglio europeo di Lisbona;
- 1994: Dialogo mediterraneo della NATO;
- 1995: Conferenza euro mediterranea di Barcellona;
- 2008: Unione per il Mediterraneo (UpM), promossa da Sarkozy.

L’obiettivo dichiarato e retorico di queste politiche venticinquennali era quello di costruire un Mare di Pace e Sicurezza, di Benessere economico-sociale, di Dialogo culturale e umano, oltreché di innovazione istituzionale e costituzionale, in senso democratico, ovviamente nel rispetto dei Diritti umani.

NULLA DI TUTTO QUESTO SI E’ AVVERATO.

E’ successo esattamente il contrario: Guerra; Malessere; Destrutturazione statuale e istituzionale.

Queste politiche sono completamente fallite. Fallite nelle intenzionalità retoriche. Finte. Ma riuscite nelle intenzionalità effettive: L’AFFERMAZIONE PERVASIVA, NEL MEDITERRANEO, DEL DOMINIO NEOLIBERISTA GLOBALE. Con effetti tragicamente, strutturalmente, disgreganti e deflagranti.

L’ITALIA E LA SICILIA HANNO UN GRANDE RILIEVO STRATEGICO

Lo hanno sia fattualmente sia, soprattutto, potenzialmente.

“Cinque fattori in particolare misurano il rilievo dell’Italia e l’impatto delle sue (s)fortune sui protagonisti del teatro mondiale.

In ordine di importanza.

1 - In Italia si decide il futuro dell’euro.
2 - Attraverso lo Stivale filtrano i principali flussi migratori dalla giovane Africa alla vecchia Europa, che incidono sulla sicurezza, sulla stabilità, sull’identità stessa del nostro continente.
3 - In quanto piattaforma logistica nel Mediterraneo restiamo rilevanti per Washington, come testimonia la crescente presenza di truppe e di basi a stelle e strisce, depositi di bombe atomiche e centri di intellingence inclusi, pur dopo lo scadere della "minaccia" sovietica che inizialmente le legittimava.
4 - Siamo contemporaneamente utili a Mosca, nemico d’elezione dell’America, se non altro per il nostro tradizionale feeling pro-russo, insieme culturale e commerciale.
5 - L’Italia è infine all’attenzione della Cina perché al centro del Mediterraneo, dunque titolare potenziale del primo attracco utile nei traffici marittimi Asia-Europa. Collocazione ideale nella trama delle nuove vie della seta, ovvero della “globalizzazione alla cinese”.

Germania, Francia, Stati Uniti, Russia, Cina: la lista delle potenze cui interessiamo e sulle quali possiamo dunque influire è invidiabile.

Ma per passare all’incasso nel mercato geopolitico significa saper valutare il proprio patrimonio strategico, materiale e immateriale,in rapporto a come viene percepito dagli attori più potenti. Significa spenderne una quota per avanzare i propri interessi nel negoziato permanente, che definisce le relazioni internazionali. Funzione che l’Italia svolge poco e male.

L’Italia è un Paese strategico che rifiuta di esserlo, che è incapace di esserlo.

INCAPACE DI ESERCITARE LA PROPRIA PIENA SOVRANITA’. Sovranità ora largamente requisita dagli USA/NATO e dalla UE, oltreché direttamente dalle multinazionali globali.

Il possibile ruolo geopolitico e geo-economico della Sicilia, il protagonismo possibile della Sicilia, si può e si deve ricavare all’interno del ruolo geopolitico dell’Italia, da ritrovare, rinnovare, potenziare —a partire dai cinque fattori sovra-evocati.

DA SOLA, LA SICILIA, GEOGRAFICAMENTE AL CENTRO DEL CENTRO DEL MEDITERRANEO PUR BELLISSIMA, FIERA, RICCA DI RISORSE STRAORDINARIE, NON PUO’ANDARE DA NESSUNA PARTE.

La centralità geografica non fa, di per sè, centralità geopolitica. Il resto è retorica, autoinganno, impostura.

L’ITALIA E LA SICILIA


ITALIA E SICILIA SONO STATE, POTENZIALMENTE POSSONO TORNARE AD ESSERE, DEBBONO TORNARE AD ESSERE UNA IMPORTANTE POTENZA MARITTIMA, grande soggetto marinaro.

L’Italia ha 8000 km di coste. Dimenticate. A sua volta la Sicilia ne ha 1.637. L’immensa RISORSA MARE trascurata, obliata. I nove decimi del COMMERCIO MONDIALE passa via mare. L’Italia, nonostante la sua collocazione privilegiata, attrae soltanto il 40% del potenziale commerciale marittimo intercettabile.

Il punto è che, per l’Italia, alla centralità geografica non corrisponde alcuna centralità strategica.

Per tornare ad essere un autorevole soggetto marittimo, l’Italia (e la Sicilia con l’Italia) deve affrontare e dipanare quattro grandi sfide mediterranee.

1 - La sfida della PACE e della SICUREZZA.

2 - La sfida dell’IMMIGRAZIONE.

3 - La sfida ENERGETICA. Lo scenario geo-energetico mediterraneo è in continuo movimento, in particolare, dopo le scoperte dei giganteschi giacimenti di gas nel Mediterraneo orientale, nelle acque territoriali egiziane, israeliane, turche e cipriote.

4 - La sfida COMMERCIALE. A partire dai percorsi attuativi delle vie della seta.
Attualmente i processi attuativi delle vie della seta scavalcano completamente la Sicilia e l’intero Mezzogiorno d’Italia.

La Cina, dopo svariati tentativi di individuare un porto commerciale che fungesse da perno delle vie della seta,nel sud d’Italia, ha abbandonato sia l’ipotesi di Gioia Tauro che di Taranto. La Sicilia, neppure presa in considerazione, oltre qualche annuncio retorico, perfettamente senza fondamento. L’intera Italia rischia di essere aggirata e scavalcata.

Le trattative, i percorsi progettuali e promozionali relativi alla via adriatica (Venezia - Trieste) e alla via tirrenica (Genova) delle vie della seta sono ancora molto incerti e parziali.

LA SICILIA PROTAGONISTA DELLA RIVOLUZIONE SOVRANISTA COSITUZIONALE
Protagonista nell’ambito del movimento antiliberista dei Popoli mediterranei.
Noi Siciliani proponiamo,stiamo promuovendo la nostra parte di battaglia sovranista costituzionale. Stiamo facendo la nostra parte, il nostro dovere.

Col vostro aiuto fraterno, carissimi sovranisti costituzionali italiani, patrioti, innanzitutto della Confederazione per la Liberazione Nazionale (C.L.N.). Con voi, con i quali abbiamo firmato un PATTO DI ALLEANZA, il 17 luglio 2017. Un documento di straordinaria rilevanza strategica e politica.

Con voi, carissimi amici e compagni, patrioti, voi spagnoli di PODEMOS ed altri; voi francesi di FRANCE INSOUMISE; voi greci di UNITA’ POPOLARE; voi tunisini del Movimento della Rinascita, ENNAHDA.

Il caposaldo della nostra strategia e del nostro programma, è l’ATTUAZIONE INTEGRALE, del nostro STATUTO AUTONOMISTICO SPECIALE, compreso il ripristino delle parti proditoriamente soppresse, abrogate, rapinate,inapplicate.

L’attuazione integrale dello Statuto siciliano, nell’ambito dell’attuazione integrale e del ripristino, della COSTITUZIONE ITALIANA.

Gli alleati sono: lo Stato sovrano italiano e gli altri Stati sovrani d’Europa, in particolare, del Mediterraneo.

I nemici: 
il finanzcapitalismo globale speculativo, il neoliberismo, l’Unione Europea e il sistema di potere dell’euro.



A questo fine, abbiamo anche tentato di affrontare la difficilissima prova elettorale delle elezioni regionali siciliane e del 5 novembre 2017. Per contribuire ad aprire una breccia, un varco sovranista e neo-autonomista, per la Sicilia e dalla Sicilia.

Alcuni de nostri principali punti d'attacco sono:
1- Sovranismo costituzionale e neo-autonomismo.
2 - Smantellamento delle basi NATO in Sicilia e del MUOS.
3 - Politiche di Pace, Sicurezza, Stabilità , di cooperazione economica, di dialogo culturale nel Mediterraneo, sulla base di pari dignità dei Popoli e degli Stati sovrani, sulla base di sistemi di bilanciamento dei legittimi interessi nazionali, contro i sistemi di potere globalisti neoliberisti. Secondo un paradigma multipolare universale, che coinvolga, da protagonisti di pari dignità, tutti gli oltre 200 Stati sovrani del Mondo.
4 - Riorganizzazione e potenziamento strutturale della rete trasportistica, viaria e logistica siciliana, quale nodo centrale delle rete logistica italiana, mediterranea ed europea, accettando la sfida della gestione dei grandi flussi commerciali Asia-Europa, anche sul fronte delle vie cinesi della seta, secondo i propri interessi e sostenibilità.
5 - Promozione della massima autonomia economica possibile, secondo il principio di “Produrre e vendere siciliano”. Riducendo al massimo la pressione dei vincoli esterni.
6 - Promozione della massima SOVRANITA’ ALIMENTARE POSSIBILE. Cibo buono, sano e giusto. La Sicilia quale grande piattaforma della RIFONDAZIONE DELLO STILE DI VITA MEDITERRANEO (diaita=dieta mediterranea). Secondo i valori del recente riconoscimento dell’UNESCO della Dieta Mediterranea quale patrimonio culturale dell’Umanità. E le straordinarie suggestioni, a questo proposito, contenute nell’Enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco.
7 - Promozione della massima autonomia energetica e della progressiva sostituzione delle fonti fossili con quelle alternative sostenibili.

Grazie per la vostra attenzione e auguri di buon lavoro al nostro Forum



-->

mercoledì 18 ottobre 2017

SALITI A BORDO...


[ 18 ottobre 2017 ]

Il 18 giugno scorso si svolse a Roma, presso il teatro Brancaccio, l'assemblea promossa da Anna Falcone e Tomaso Montanari [nella foto a sinistra].

Teatro stracolmo [vedi foto sotto]. Entusiasmo per l'idea di dare vita ad un nuovo soggetto politico di sinistra, civico e dal basso, che nulla avesse a che fare con la sinistra sinistrata.

Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio...
A caldo pubblicammo un giudizio critico, quello di Paolo Gerbaudo. Giorni prima, assemblea del Brancaccio in vista, Ferdinando Pastore, aveva messo in guardia sul reale punto di approdo dell'iniziativa: "Unità della sinistra? No grazie!".
Brancaccio, 18 giugno: in tanti a sperare invano che
nascesse una sinistra davvero popolare

Sembravano giudizi troppo duri. Si stanno rivelando più che esatti.

Qualche giorno fa Anna Falcone ha concesso un'intervista che la dice lunga.
Alla domanda: 
«Ma riuscirete a fare un Quarto polo che andrà da Mdp a voi del Brancaccio passando per Sinistra Italiana, Possibile e Rifondazione? Una sola lista di sinistra, è questo l'intento? Lavora per questo?»; la Falcone risponde:
«Una sola lista civica e di Sinistra, lo abbiamo detto nel nostro appello e lo ribadiamo. Ci sono tutti i presupposti e sono fiduciosa. La sfida non è solo la lista, ma costruire, anche in Italia, la via per la nuova Sinistra, una forza partecipata, innovativa e lungimirante, che possa imprimere alla politica quella svolta prodotta da Podemos in Spagna e da Corbyn nel Regno Unito. Solo per citare due esempi che, uniti a quello francese, dimostrano come la Sinistra vince solo se unita e se torna a fare la sinistra, a lottare per i diritti e su proposte concrete e alternative, con coraggio e senza compromessi».
Traduciamo: ora che il mellifluo Pisapia ha scoperto le sue carte e va con Renzi, non ci sono ostacoli a presentarsi nella stessa lista con D'Alema e Bersani, ovvero con quel pezzo dell'establishment politico che ci ha portato nella gabbia dell'euro e che ha sostenuto il Quisling Mario Monti pur di restarci, facendo scempio di democrazia, diritti sociali, e sovranità nazionale e popolare.

Non siamo stati quindi troppo duri, bensì realisti.

Non ci consola affatto averla azzeccata un'altra volta. Che alla fine la Falcone e Montanari siano saliti a bordo, sulla nave ammiraglia con D'alema al comando, dimostra quanto forte sia ancora la sinistra sistemica, quanto radicato sia l'opportunismo (cosa non si fa per qualche scranno parlamentare!), ma pure quanto difficile sia la battaglia per dare una testa ed un corpo ad una politica alternativa.

Ciò nonostante non ci si deve arrendere. Una proposta è in campo, quella della Confederazione per la Liberazione Nazionale: tentare il possibile per presentare alle prossime elezioni una lista del sovranismo popolare e costituzionale, un lista dell'Italia Ribelle e Sovrana.

Lettori fissi di SOLLEVAZIONE

Temi

Unione europea (953) euro (784) crisi (640) economia (630) sinistra (549) teoria politica (296) finanza (285) Leonardo Mazzei (282) M5S (275) P101 (251) grecia (247) Movimento Popolare di Liberazione (244) Governo giallo-verde (242) elezioni (239) imperialismo (237) sfascio politico (235) resistenza (226) Moreno Pasquinelli (225) sovranità nazionale (219) banche (215) internazionale (213) risveglio sociale (184) alternativa (168) seconda repubblica (167) Syriza (155) piemme (147) Tsipras (146) antimperialismo (135) debito pubblico (133) Matteo Renzi (131) programma 101 (129) spagna (122) filosofia (121) Francia (119) immigrazione (117) marxismo (117) PD (111) destra (111) sovranità monetaria (111) democrazia (109) costituzione (106) Matteo Salvini (104) neoliberismo (104) populismo (104) sollevazione (103) Stefano Fassina (97) islam (97) Grillo (94) Sandokan (94) elezioni 2018 (94) berlusconismo (91) proletariato (91) geopolitica (88) Carlo Formenti (86) Germania (86) Alberto Bagnai (83) Emiliano Brancaccio (83) austerità (80) bce (80) Medio oriente (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) sindacato (77) Podemos (76) Stati Uniti D'America (75) referendum costituzionale 2016 (74) sinistra anti-nazionale (73) Mario Monti (72) guerra (72) capitalismo (70) Libia (66) Russia (65) capitalismo casinò (63) Sergio Cesaratto (62) Rivoluzione Democratica (61) rifondazione (61) Lega (60) globalizzazione (60) liberiamo l'Italia (60) CLN (59) Siria (59) CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (57) bancocrazia (57) immigrati (57) Sicilia (56) Alexis Tsipras (55) Alitalia (54) cinque stelle (54) legge elettorale (54) sovranismo (54) Diego Fusaro (53) Legge di Bilancio (53) brexit (53) Lega Nord (52) Pablo Iglesias (52) moneta (52) referendum (52) socialismo (52) neofascismo (51) sionismo (51) sovranità popolare (51) Emmezeta (50) fiat (50) Manolo Monereo (49) Movimento dei forconi (49) solidarietà (49) campo antimperialista (48) sinistra sovranista (48) gilet gialli (46) immigrazione sostenibile (46) Beppe Grillo (45) Nichi Vendola (45) renzismo (45) Troika (44) Yanis Varoufakis (44) astensionismo (43) inchiesta (43) uscita dall'euro (43) Luciano Barra Caracciolo (42) Mario Draghi (42) Israele (41) liberismo (40) palestina (40) Mimmo Porcaro (39) patriottismo (39) Fiorenzo Fraioli (38) Ugo Boghetta (38) proteste operaie (38) sinistra patriottica (38) italicum (37) Giorgio Cremaschi (36) Karl Marx (36) Marine Le Pen (35) ambiente (35) fiscal compact (35) uscita di sinistra dall'euro (35) III. Forum internazionale no-euro (34) Luigi Di Maio (34) Ucraina (34) egitto (34) nazione (34) 9 dicembre (33) Def (33) azione (33) ISIS (32) Merkel (32) cina (32) default (32) fiom (32) iran (32) islamofobia (32) populismo di sinistra (32) scienza (32) Forum europeo 2016 (31) Sel (31) governo Renzi (31) unità anticapitalisa (31) Fabio Frati (30) ecologia (30) xenofobia (30) Nello de Bellis (29) Putin (29) catalogna (29) storia (29) eurostop (28) napolitano (28) nazionalizzazione (28) Assemblea di Chianciano terme (27) menzogne di stato (27) Donald Trump (26) Mauro Pasquinelli (26) USA (26) elezioni europee 2019 (26) nazionalismi (26) silvio berlusconi (26) Beppe De Santis (25) Comitato centrale P101 (25) Forum europeo (25) Nato (25) elezioni siciliane 2017 (25) religione (25) scuola (25) Europa (24) Movimento 5 Stelle (24) Quantitative easing (24) Venezuela (24) finanziarizzazione (24) Aldo Giannuli (23) Lavoro (23) Stato di diritto (23) antifascismo (23) manifestazione 12 ottobre 2019 (23) ora-costituente (23) razzismo (23) repressione (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Esm (22) Roma (22) emigrazione (22) keynes (22) nazionalismo (22) Chianciano Terme (21) Front National (21) Simone Boemio (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) Unità Popolare (21) etica (21) Conte bis (20) Emmanuel Macron (20) Foligno (20) Laikí Enótita (20) Marcia della Dignità (20) Regno Unito (20) Vladimiro Giacchè (20) coordinamento no-euro europeo (20) crisi di governo (20) iraq (20) manifestazione del 12 ottobre (20) melenchon (20) minibot (20) tecnoscienza (20) umbria (20) MES (19) Mariano Ferro (19) Norberto Fragiacomo (19) Sicilia Libera e Sovrana (19) Tunisia (19) fronte popolare (19) Domenico Moro (18) Donbass (18) F.S. (18) Izquierda Unida (18) Noi siciliani con Busalacchi (18) lotta di classe (18) pace (18) senso comune (18) Assisi (17) Costanzo Preve (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Jacques Sapir (17) Paolo Savona (17) Perugia (17) Pier Carlo Padoan (17) chiesa (17) complottismo (17) cosmopolitismo (17) euro-germania (17) media (17) piano B (17) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Luciano B. Caracciolo (16) Marco Mori (16) Prc (16) Reddito di cittadinanza (16) Renzi (16) Tonguessy (16) appello (16) ballottaggi (16) casa pound (16) fascismo (16) internazionalismo (16) sciopero (16) vendola (16) Cremaschi (15) Daniela Di Marco (15) International no euro forum (15) M. Micaela Bartolucci (15) Salvini (15) clima (15) comunismo (15) diritto (15) indipendenza (15) internet (15) manifestazione (15) piattaforma eurostop (15) tasse (15) vaccini (15) 15 ottobre (14) Alessandro Visalli (14) Alitalia all'Italia (14) Brancaccio (14) Enea Boria (14) Ernesto Screpanti (14) Eurogruppo (14) Fridays for Future (14) MMT (14) Monte dei Paschi (14) Movimento pastori sardi (14) Stato Islamico (14) Turchia (14) Vincenzo Baldassarri (14) no tav (14) obama (14) potere al popolo (14) salerno (14) Alessandro Di Battista (13) Bersani (13) Chavez (13) Enrico Grazzini (13) Eos (13) Jobs act (13) Legge di stabilità (13) Marino Badiale (13) Virginia Raggi (13) Wilhelm Langthaler (13) acciaierie Terni (13) cultura (13) disoccupazione (13) femminismo (13) finanziaria (13) giovine italia (13) privatizzazioni (13) regionalismo differenziato (13) sardine (13) unione bancaria (13) Alfredo D'Attorre (12) Costas Lapavitsas (12) D'alema (12) Forum europeo 2015 (12) Giulietto Chiesa (12) Negri (12) Panagiotis Lafazanis (12) Sergio Mattarella (12) analisi politica (12) decreto salva-banche (12) europeismo (12) global warming (12) keynesismo (12) salari (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Aldo Zanchetta (11) De Magistris (11) Dicotomia (11) France Insoumise (11) Gennaro Zezza (11) Ilva (11) Papa Francesco (11) Pardem (11) Portogallo (11) Stato (11) Stefano D'Andrea (11) corruzione (11) de-globalizzazione (11) elezioni anticipate (11) iniziative (11) mediterraneo (11) nucleare (11) ordoliberismo (11) presidenzialismo (11) proteste (11) sindacalismo di base (11) sinistra Italiana (11) sovranismi (11) Art. 18 (10) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) Carl Schmitt (10) Claudio Borghi (10) Fausto Bertinotti (10) Fmi (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Forum di Roma 2019 (10) George Soros (10) Gianluigi Paragone (10) Giorgetti (10) Hollande (10) Jean-Luc Mélenchon (10) Lista del Popolo (10) Marco Passarella (10) Marco Zanni (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Paolo Barnard (10) Quirinale (10) Risorgimento Socialista (10) Terni (10) cattiva scuola (10) decrescita (10) diritti civili (10) facebook (10) fisco (10) golpe (10) islanda (10) legge di bilancio 2020 (10) povertà (10) taranto (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Antonio Rinaldi (9) Argentina (9) Bernie Sanders (9) CGIL (9) Campagna eurostop (9) Diritti Sociali (9) Draghi (9) Forconi (9) Paolo Ferrero (9) Stato nazione (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wolfgang Schaeuble (9) bail-in (9) bipolarismo (9) classi sociali (9) cosmo-internazionalismo (9) deficit (9) futuro collettivo (9) il pedante (9) istruzione (9) liberalismo (9) medicina (9) moneta fiscale (9) necrologi (9) questione nazionale (9) sociologia (9) sovranità (9) tecnologie (9) Antonio Gramsci (8) Corte costituzionale (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) Erdogan (8) F.f (8) Fratelli d'Italia (8) Genova (8) Goracci (8) Gran Bretagna (8) II assemblea della CLN (1-3 settembre) (8) Ingroia (8) Italia Ribelle e Sovrana (8) Julio Anguita (8) Landini (8) Lenin (8) Luca Massimo Climati (8) Mattarella (8) Mirafiori (8) Yanis Varoufakys (8) borsa (8) debitocrazia (8) destra non euro (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate 2017 (8) elezioni siciliane (8) grexit (8) inflazione (8) lira (8) manifestazione 25 marzo 2017 (8) marxisti dell'Illinois (8) nuovo movimento politico (8) questione femminile (8) regionalismo (8) sardegna (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) svalutazione (8) transfemminismo (8) trasporto aereo (8) unità anticapitalista (8) unità nazionale (8) Abu Bakr al-Baghdadi (7) Alessandro Chiavacci (7) Alternative für Deutschland (7) Articolo 18 (7) CUB (7) Cub Trasporti (7) Dino Greco (7) Ernesto Laclau (7) Flat tax (7) Franz Altomare (7) Gaza (7) Giancarlo D'Andrea (7) Giuseppe Angiuli (7) ISIL (7) Inigo Errejón (7) Je so' Pazzo (7) Jeremy Corbyn (7) Joseph Stiglitz (7) MMT. Barnard (7) Macron (7) Massimo Bontempelli (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Nuit Debout (7) Oskar Lafontaine (7) Papa Bergoglio (7) Pil italiano (7) Riccardo Achilli (7) Samuele Mazzolini (7) Sapir (7) Seconda Assemblea P101 (7) Ttip (7) agricoltura (7) aletheia (7) anarchismo (7) autodeterminazione dei popoli (7) bankitalia (7) confederazione (7) contante (7) derivati (7) eurexit (7) eurocrack (7) giovani (7) il manifesto (7) incontri (7) magistratura (7) nazismo (7) patria e costituzione (7) pensioni (7) risorgimento (7) rivolta (7) rivoluzione civile (7) rossobrunismo (7) sanità (7) spread (7) trasporto pubblico (7) Ars (6) Banca centrale europea (6) Bazaar (6) Bottega partigiana (6) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (6) Carlo Galli (6) Casaleggio (6) Contropiano (6) Eros Cococcetta (6) Eugenio Scalfari (6) Franco Bartolomei (6) Frédéric Lordon (6) Giorgia Meloni (6) M.AR.S. (6) Maduro (6) Marx (6) Militant-blog (6) Nino galloni (6) No Renzi Day (6) Noi con Salvini (6) ORA! (6) Pcl (6) Pisapia (6) Polonia (6) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (6) Regioni autonome (6) Sandro Arcais (6) Stato di Polizia (6) Target 2 (6) Teoria Monetaria Moderna (6) Thomas Fazi (6) Titoli di stato (6) Toni negri (6) USB (6) Ungheria (6) Viktor Orban (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) automazione (6) beni comuni (6) cinema (6) fabrizio Marchi (6) famiglia (6) giovanni Tria (6) governo Gentiloni (6) ideologia (6) incontro internazionale (6) la variante populista (6) liberosambismo (6) migranti (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) populismo democratico (6) suicidi (6) suicidi economici (6) tecnica (6) terremoto (6) uber (6) utero in affitto (6) Alberto Negri (5) America latina (5) Angelo Panebianco (5) Anguita (5) Antonio Ingroia (5) Assad (5) Carola Rackete (5) Dario Guarascio (5) Decreto Dignità (5) Decreto sicurezza (5) Dimitris Mitropoulos (5) Federalismo (5) Federico Fubini (5) Ferdinando Pastore (5) Finlandia (5) Forza Italia (5) Franco Busalacchi (5) Giuseppe Mazzini (5) HAMAS (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Joël Perichaud (5) Kirchner (5) Lucca (5) Luigi De Magistris (5) MOHAMED KONARE (5) Marcello Teti (5) Mario Monforte (5) No Monti Day (5) No debito (5) Npl (5) Nuova Direzione (5) Paolo Becchi (5) Parigi (5) Partito tedesco (5) Pier Paolo Dal Monte (5) Rete dei Comunisti (5) Romano Prodi (5) Rosatellum 2 (5) Sharing Economy (5) Soleimani (5) Stathis Kouvelakis (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Trump (5) Val di Susa (5) Wolfgang Munchau (5) Yemen (5) afghanistan (5) alleanze (5) banche popolari (5) brasile (5) camusso (5) chiesa ortodossa (5) confindustria (5) cuba (5) debitori (5) decreto vaccini (5) di Pietro (5) donna (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni. Lega (5) fratelli musulmani (5) giornalismo (5) governo (5) greta thumberg (5) jihadismo (5) laicismo (5) massimo fini (5) pomigliano (5) procedura d'infrazione (5) proteste agricoltori (5) rifugiati politici (5) salvinismo (5) teologia (5) tremonti (5) wikileaks (5) 16 giugno Roma (4) ALBA (4) Africa (4) Alessandro Somma (4) Alessia Vignali (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Anna Falcone (4) Antonio Amoroso (4) Assange (4) Aurelio Fabiani (4) Autostrade per l'Italia (4) Bergoglio (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (4) Carovana di solidarietà (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Chiavacci Alessandro (4) Città della Pieve (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (4) Corea del Nord (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Deutsche Bank (4) Die Linke (4) Diego Melegari (4) Emanuele Severino (4) Ernesto Galli Della Loggia (4) Felice Floris (4) Francesco Giavazzi (4) Frente civico (4) Fronte Sovranista Italiano (4) GIAPPONE (4) Giuliano Pisapia (4) Giulio Regeni (4) Giulio Sapelli (4) Imu (4) Incontro di Roma (4) Italexit (4) JP Morgan (4) Jacques Nikonoff (4) Karl Polany (4) Kke (4) L'Altra Europa con Tsipras (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Leonardo Mazzzei (4) Luciano Canfora (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) MPL (4) Marcello Minenna (4) Marchionne (4) Martin Heidegger (4) Morgan Stanley (4) Mosul (4) NO TAP (4) Noi sicialiani con Busalacchi (4) ONU (4) Oscar Lafontaine (4) Paolo Gerbaudo (4) Pci (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Prodi (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Sergio Starace (4) Simone Pillon (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) TAP (4) Tyssenkrupp (4) VOX (4) Varoufakis (4) Visco (4) Vladimiro Giacché (4) Xarxa Socialisme 21 (4) Xi Jinping (4) agricoltura biologica (4) al-Sisi (4) alceste de ambris (4) anarchici (4) antisemitismo (4) antisionismo (4) arancioni (4) bigenitorialità (4) califfato (4) carceri (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianesimo (4) cristianismo (4) curdi (4) demografia (4) diritti di cittadinanza (4) donne (4) elezioni 2017 (4) elezioni comunali 2017 (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) gender (4) il fatto quotidiano (4) informatica (4) intelligenza artificiale (4) irisbus (4) irlanda (4) italia (4) ius soli (4) legge del valore (4) legge di stabilità 2017 (4) parti de gauche (4) patrimoniale (4) porcellum (4) precarietà (4) presidente della repubblica (4) primarie (4) protezionismo (4) risparmio (4) salute (4) saviano (4) seminario (4) sinistra transgenica (4) sottoscrizione (4) spending review (4) spesa pubblica (4) statizzazione banche (4) terzo polo (4) transizione al socialismo (4) trattati europei (4) truffa bancaria (4) università (4) wikidemocrazia (4) xylella (4) 19 ottobre (3) Ahmadinejad (3) Alavanos (3) Albert Einstein (3) Alberto Alesina (3) Alfiero Grandi (3) Amodeo (3) Antonella Stirati (3) Aquisgrana (3) Arabia saudita (3) Armando Mattioli (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Benedetto Croce (3) Benetton (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Bloco de Esquerda. (3) Cerveteri Libera (3) Cia (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Commissione europea (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Diosdado Toledano (3) EDWARD SNOWDEN (3) Eleonora Forenza (3) Ernest Vardanean (3) Eurasia (3) Fabio Nobile (3) Fabrizio Tringali (3) Fausto Sorini (3) Filippo Abbate (3) Francesco Neri (3) Francesco Salistrari (3) Fratoianni (3) Gianni Ferrara (3) Giorgio Lunghini (3) Giovanni Gentile (3) Giuliana Nerla (3) Giulio Bonali (3) Giuseppe Pelazza (3) Goofynomics (3) Gramsci (3) Guido Grossi (3) HELICOPTER MONEY (3) Hezbollah (3) ISTAT (3) Ilaria Bifarini (3) Iugoslavia (3) Ivan Cavicchi (3) Jens Weidmann (3) Jugoslavia (3) Leonardo SInigaglia (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marcello Foa (3) Marco Bulletta (3) Marco Mainardi (3) Mario Volpi (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Massimo cacciari (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Milton Friedmann (3) Modern Money Theory (3) Moldavia (3) Morya Longo (3) Napoli (3) Nigel Farage (3) No Mes (3) No e-45 autostrada (3) Noi Mediterranei (3) Olanda (3) Palermo (3) Panagiotis Sotiris (3) Paola De Pin (3) Partito Italexit (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Pkk (3) Poroshenko (3) Rinascita (3) Rodoflo Monacelli (3) Ruggero Arenella (3) Salento (3) Sarkozy (3) Scenari Economici (3) Six Pack (3) Stavros Mavroudeas (3) Ugo Arrigo (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) austria (3) biotecnocrazia (3) bollettino medico (3) crediti deteriorati (3) debito (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) diritto d'asilo politico (3) diritto di cittadinanza (3) divorzio banca d'Italia Tesoro (3) dollaro (3) economia sociale di mercato (3) elezioni 2020 (3) euroasiatismo (3) foibe (3) forza nuova (3) giustizia (3) inceneritori (3) indignati (3) ines armand (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) machiavelli (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mezzogiorno (3) minijobs. Germania (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) occidente (3) oligarchia (3) olocausto (3) partito (3) partito democratico (3) prescrizione (3) psicanalisi (3) quota 100 (3) rai (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) robotica (3) sanità. spending review (3) sciopero generale (3) seminario teorico (3) senato (3) sme (3) social media (3) socialdemocrazia (3) sondaggi (3) sovranità e costituzione (3) sovrapproduzione (3) takfir (3) tassisti (3) terza assemblea P101 (3) tv (3) violenza (3) web (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 25 aprile 2017 (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Alberto Benzoni (2) Alberto Montero (2) Alétheia (2) Amando Siri (2) Amazon (2) Andalusia (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Arditi del Popolo (2) Armando Siri (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Banca (2) Bandiera rossa in movimento (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Blockchain (2) Bolivia (2) Bolkestein (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) Carc (2) Carlo Clericetti (2) Carlo Freccero (2) Carlo Romagnoli (2) Cernobbio (2) Certificati di Credito Fiscale (2) Cesarina Branzi (2) Cgia Mestre (2) Chantal Mouffe (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Claudia Castangia (2) Colonialismo (2) Comitato antifascista russo-ucraiono (2) Conte (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Dani Rodrik (2) De Bortoli (2) Der Spiegel (2) Diem25 (2) Domenico Losurdo (2) Don Giancarlo Formenton (2) Dugin (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Ego della Rete (2) Emilia Clementi (2) Emilia-Romagna (2) Emiliano Gioia (2) Enzo Pennetta (2) Eric Toussaint (2) Ettore Livini (2) European Quantitative-easing Intermediated Program (2) Extincion Rebellion (2) F.List (2) Federal reserve (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Filippo Gallinella (2) Fiumicino (2) Forestale (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Forum Popoli Mediterranei (2) Francesco Lamantia (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Futuro al lavoro (2) Generale Pappalardo (2) Gentiloni (2) Giacomo Bracci (2) Giacomo Russo Spena (2) Giada Boncompagni (2) Giancarlo Cancelleri (2) Gig Economy (2) Giorgio Gattei (2) Giuliano Amato (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Google (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hitler (2) Héctor Illueca (2) INPS (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italia Ribelle (2) Iugend Rettet (2) JULIAN ASSANGE (2) Jacopo Custodi (2) Javier Couso Permuy (2) Juan Carlos Monedero (2) Juncker (2) Junker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Kurdistan (2) La Grassa (2) Lelio Basso (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) M-48 (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marco Revelli (2) Marco Rizzo (2) Maria Elena Boschi (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Tronti (2) Mark Zuckerberg (2) Marocco (2) Massimo D'Antoni (2) Massimo PIvetti (2) Michele Serra (2) Michele fabiani (2) Microsoft (2) Militant (2) Moscovici (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) Mélenchon (2) Nadia Garbellini (2) Netanyahu (2) Nicaragua (2) Omt (2) Oriana Fallaci (2) Ostia (2) Paolo Maddalena (2) Papa (2) Partito comunista (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) PdCI (2) Pdl (2) Piano di eradicazione degli ulivi (2) Piemonte (2) Pippo Civati (2) Portella della Ginesta (2) Preve (2) Quarto Polo (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Reddito di inclusione sociale (2) Riccardo Bellofiore (2) Riccardo Ruggeri (2) Riscossa Italia (2) Roberto Ferretti (2) Rosanna Spadini (2) Rosarno (2) Rosatellum (2) Rozzano (2) Ryan air (2) SPD (2) STX (2) Sahra Wagenknecht (2) Salistrari (2) Schumpeter (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Seconda Assemblea CLN (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Severgnini (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stefano Zecchinelli (2) Steve Bannon (2) Stiglitz (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Telecom (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Piketty (2) Tito Boeri (2) Tiziana Alterio (2) Tiziana Ciprini (2) Tltro (2) Tomaso Montanari (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Umberto Eco (2) Ursula von der Leyen (2) Valerio Bruschini (2) Von Der Leyen (2) Vox Italia (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) agricoltori indignati (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) animalismo (2) antimperialista (2) antispecismo (2) antropologia (2) atac (2) banche venete (2) battaglia d'autunno (2) blocco sociale (2) bontempelli (2) burkini (2) calunnia (2) casa (2) clausole di salvaguardia (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) comuni (2) comunicazione (2) debito privato (2) denaro (2) deregulation (2) domenico gallo (2) due euro (2) dughin (2) elezioni comunali 2015 (2) elezioni comunali 2019 (2) embraco (2) enel (2) energia (2) ennahda (2) esercito (2) eugenetica (2) expo (2) export (2) fake news (2) fecondazione eterologa (2) fincantieri (2) fine del lavoro (2) frontiere (2) gaypride (2) genetica (2) gennaro Migliore (2) geoeconomia (2) giacobinismo (2) governicchio (2) indignatos (2) industria italiana (2) intimperialismo (2) isu sanguinis (2) legge (2) legge di stabilità 2018 (2) lgbt (2) libano (2) liberi e uguali (2) libertà di pensiero (2) maidan (2) manifestazione 2 giugno 2018 (2) marina silva (2) mercantislismo (2) nazionalizzare le autostrade (2) no expo (2) non una di meno (2) omosessualità (2) ong (2) paolo vinti (2) pareggio di bilancio (2) parlamento europeo (2) patria (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) patto politico (2) peronismo (2) petrolio (2) pietro ratto (2) poste (2) poste italiane (2) proporzionale (2) province (2) razionalismo (2) reddito di base (2) ricchezza (2) riduzione parlamentari (2) rifiuti (2) riformismo (2) rivoluzione russa (2) rivoluzione socialista (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) silicon valley (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) società (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) studenti (2) tasso di cambio (2) transgender (2) transumano (2) ulivi (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) uscita da sinistra (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 100 giorni (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 19 ottobre 2019 (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 25 aprile 2018 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 4 novembre (1) 5G (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 8 settembre (1) 9 febbraio 2019 (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Aberto Bellini (1) Accellerazionismo (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) AirCrewCommittee (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alan Johnson (1) Alba Libica (1) Albania (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alexander Zakharchenko (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amintore Fanfani (1) Amoroso (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Andrew Spannaus (1) Angela Matteucci (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Anthony Coughlan (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Guarino (1) Antonio Rinaldis (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Apple (1) Arditi (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art 81 (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Articolo1 (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Atlantia (1) Attali (1) Augusto Graziani (1) Australia (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Bashar al-Assad (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bazar (1) Bcc (1) Bekaert (1) Belardelli (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Blade Runner 2049 (1) Boicotta Eurovision (1) Boikp Borisov (1) Bolsonaro (1) Bossi (1) Branko Milanovic (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Britannia (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) ByoBlu (1) C.f.. Governo giallo-verde (1) CARTA DI FIRENZE 2019 (1) CCF (1) CNL (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Calenda (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Caritas (1) Carlo Candi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Rovelli (1) Carmine Pinto (1) Casal Bruciato (1) Cascina Raticosa (1) Casini (1) Cassazione (1) Cassese Sabino (1) Catarina Martins (1) Cekia (1) Cesare Battisti (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christian Napolitano (1) Christian Rocca (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Civitavecchia (1) Claudia Zeta (1) Claudio Maartini (1) Claudio Magris (1) Claus Offe (1) Concita De Gregorio (1) Confederazione europea (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Coordinamento europeo per l'uscita dall'Unione (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Corte Europea sui diritti dell'uomo (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cristina Re (1) Cuperlo (1) DDL (1) Dagospia (1) Daisy Osauke (1) Damiano palano (1) Dan Glazebrook (1) Daniela Conti (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davide Gionco (1) Davos (1) De Masi (1) De Vito (1) Debora Billi (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Dimitris Christoulias (1) Dio (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Don Sturzo (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Elliott Gabriel (1) Emanuele Filiberto (1) Emilio Gentile (1) Emma Bonino (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrica Perucchietti (1) Enrico Angelini Partigiano (1) Enrico Gatto (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Erasmo vecchio (1) Ernesto Pertini (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Erri De Luca (1) Etiopia (1) Ettore Gotti Tedeschi (1) Eugenio Scalgari (1) Eunoè (1) Eurispes (1) Europa a due velocità (1) Evo Morales (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio De Masi (1) Fabio Dragoni (1) Fabio Mini (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio De Paoli (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Dellepiane (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Florian Philippot (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Foro di Sao Paulo (1) Forum Ambrosetti (1) Forum dei Popoli Mediterranei (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lenzi (1) Francesco Magris (1) Franco Venturini (1) Frauke Petry (1) Fred Kuwornu (1) Freente Civico (1) Freud (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabanelli (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Germanicum (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bellini (1) Giacomo Bellucci (1) Giacomo Vaciago (1) Giacomo Zuccarini (1) Giancarlo Bergamini (1) Gim cassano (1) Giordano Sivini (1) Giovanna Vertova (1) Giovanni De Cristina (1) Giovanni Lo Porto (1) Giovanni Schiavon (1) Giovanni Tomei (1) Giovanni di Cristina (1) Giulia Grillo (1) Giuliana Commisso (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Ambrosetti (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tarro (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Glauco Benigni (1) Godley (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Grecia presidio 9/9/19 (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Lutrario (1) Guido Ortona (1) Günther Anders (1) HSBC (1) Hainer Flassbeck (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Hong Kong (1) Huawei (1) Huffington Post (1) IPHONE (1) IRiS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Illueca (1) Imposimato (1) Improta (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) Inge Höger (1) Intellettuale dissidente (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Intesa Sanpaolo (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jason Barker (1) Je so' Pazz' (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) Joel Perichaud (1) John Laughland (1) John Locke (1) John Pilger (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Shumpeter (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Jugend Rettet (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kelsen (1) Kemi Seba (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kirill Vasilev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kosovo (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Koutsianas Pantelis (1) Kruhman (1) Ktragujevac (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La Pira (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Left (1) Legge 194 (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) Lev Gumilev (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Riboli (1) Lidia Undiemi (1) Liguria (1) Lillo Massimiliano Musso. Leoluca Orlando (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Alfano (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Lorenzo Fioramonti (1) Lorenzo Fontana (1) Loris Caruso (1) Luca Donadel (1) Luca Pagni (1) Lucarelli (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luigi Zingales (1) Luka Mesec (1) López Obrador (1) M. Pivetti (1) M48 (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) MOSE (1) Macchiavelli (1) Macedonia (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcello Veneziani (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Cattaneo (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Marcuse (1) Margarita Olivera (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Marina Minicuci (1) Mario Esposito (1) Mark Rutte (1) Maroni (1) Marta Fana (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo Costa (1) Massimo Gramellini (1) Massimo Recalcati (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Matteo Pucciarelli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Blondet (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Vezzosi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Bocci (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Scradovelli (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Mdp (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Messico (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michelangelo Vasta (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Mihaly Kholtay (1) Milano (1) Milosevic (1) Milton Friedman (1) Mimmo Lucano (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Mladic (1) Mohamed bin Salman (1) Mohammad Javad Zarif (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Moshe Ya’alon (1) Moves (1) Movimento 77 (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimento democratici e progressisti (1) Movimento di Liberazione Popolare (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Nancy Fraser (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Nethanyahu (1) New York Times (1) Nicky Hager (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolas Dupont-Aignan (1) Nicoletta Dosio (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Noelle Neumann (1) Noi sicialiano con Busalacchi (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) Nsa (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omnium (1) Onda d'Urto (1) Open Society Foundations (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) P01 (1) PCE (1) PCdI (1) PIANESI MARIO (1) POSSIBILE (1) PRISM (1) PSUV (1) Pablo Stefanoni (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Di Martino (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Paul "Elliot" Singer (1) Paul De Grauwe (1) Paul Steinhardt (1) Per una sinistra rivoluzionaria (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piepoli (1) Pier Francesco Zarcone (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Gobetti (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Attinasi (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Pino Prestigiacomo (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RENAUD LAMBERT (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Radek (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Ramarrik de Milford (1) Ramon Franquesa (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) René Girard (1) Report (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Rino Formica (1) Risorgimento Meridionale (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Robert Mundell (1) Roberta Lombardi (1) Roberto D'Agostino (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Marchesi (1) Roberto Martino (1) Roberto Massari (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rocco Casalino (1) Rohani (1) Roma 13 ottobre 2018 (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rossano Rubicondi (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) SYLVAIN LEDER (1) Sacko Soumayla (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Santori (1) Schengen (1) Schlageter (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) SiAMO (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Slavoj Zizek (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stanis Ruinas (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svitlana Grugorciùk (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tiziana Aterio (1) Tiziana Drago (1) Togliatti (1) Tommaso Nencioni (1) Tommaso Rodano (1) Tonia Guerra (1) Tony Manigrasso (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Tribunale dell'Aia (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ugo Mattei (1) Ulrich Grillo (1) Unicredit (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Valerio Colombo (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Venezia (1) Veronica Duranti (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vito Lops (1) Vito Storniello (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) WHIRLPOOL (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wilders (1) Wolfgang Streeck (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zagrebelsky (1) Zaia (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zecchinelli (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) Zygmunt Bauman (1) aborto (1) accise (1) adozioni (1) aggressione (1) agorà (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) alta velocità (1) amanda hunter (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) antropocene (1) apocalisse (1) appoggio tattico (1) arcelor Mittal (1) aree valutarie ottimali (1) armi (1) arresti (1) asia argento (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) ateismo (1) autogestione (1) autostrade (1) ballarò (1) battisti (1) benessere (1) big five (1) bilancia dei pagamenti (1) bioetica (1) biologia (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bomba atomica (1) bonapartismo (1) brigantaggio (1) bufale (1) bullismo (1) calcio (1) califfaato (1) campagna di finanziamento (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) cassa depositi e prestiti (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) cdp (1) censis (1) censura (1) chokri belaid (1) comitato (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) confucio (1) consiglio superiore della magistratura (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) coronavirus (1) coronovirus (1) cretinate. (1) curzio maltese (1) cybercombattenti (1) cyborg (1) dabiq (1) dall'euro (1) dalla NATO e dal neoliberismo (1) david harvey (1) decalogo (1) decescita (1) decrescita felice (1) decretone (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) deportazione economica (1) depressione (1) di Monica Di Sisto (1) dichiarazione di Roma (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) dracma (1) ebraismo (1) economie di scala (1) economist (1) ecosocialismo (1) egolatria (1) elezioni comunali 2018 (1) elezioni regionali 2019 (1) enav (1) enrico Corradini (1) erasmus (1) esercito industriale di riserva (1) espulsione (1) estremismo (1) eurasismo (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) fiducia (1) finan (1) finaza (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) forme (1) freelancing (1) fuga dei capitali (1) fusione dei comuni (1) genere (1) giusnaturalismo (1) global compact (1) gold standard (1) governabilità (1) governo neutrale (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra di civiltà (1) guerra valutaria (1) hansel e gretel (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) illiberale (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) incendi (1) independent contractor (1) india (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) intena (1) intervista (1) ius sanguinis (1) ivana fabris (1) joker (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge Madia (1) legge anticorruzione (1) legge antisciopero (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) leva obbligatoria (1) lex monetae (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) liberiamo (1) libra (1) linguaggio (1) link tax (1) liste civiche. (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) luddismmo (1) lula (1) madre surrogata (1) mafiodotto (1) maghreb (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) massimo bray (1) massoneria (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) matteo bortolon (1) matteo brandi (1) megalamania (1) memoria (1) mercantilismo (1) mercato (1) mercato del lavoro (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) modernità (1) molestie (1) momento polany (1) monetarismo (1) moody's (1) nascite (1) nazion (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) no allo spezzatino (1) no vax (1) nobel (1) nomine ue (1) norvegia (1) numero chiuso (1) obiezione di coscienza (1) occupy wall street (1) oligarchia eurista (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) partite iva (1) partiti (1) partito americano (1) partito brexit (1) partito umanista (1) pecchioli luigi (1) personalismo (1) petiziion (1) piaciometro (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piero visani (1) piigs (1) politicamente corretto (1) politiche austeritarie (1) polizia (1) ponte Morandi (1) popolo (1) post-elezioni (1) post-operaismo (1) postumano (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) qualunquismo (1) questione meridionale (1) quinta internazionale (1) rampini (1) rappresentanza (1) recensioni (1) regione umbria (1) rete 28 Aprile (1) ride sharing (1) rider (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) rivoluzione (1) robot killer (1) rosabrunismo (1) rublo (1) salafismo (1) salir del euro (1) sandro veronesi (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) seisàchtheia (1) sequestro minori (1) sfruttamento (1) sicurezza (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) sinismo (1) smartphone (1) social forum (1) sondaggio demos (1) specismo (1) spionaggio (1) squatter (1) stadio (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) strategia militare (1) stress test (1) sud (1) suez (1) supe-bolla (1) supply-side economics (1) svimez (1) taglio parlamentari (1) takfirismo (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) torre maura (1) tortura (1) transumanismo (1) trappola della liquidità (1) trasformismo (1) trasumanesimo (1) trenitalia (1) triptrorelina (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uberizzazione (1) ultimatum (1) vademecum (1) vadim bottoni (1) valute (1) vattimo (1) vertice di Roma (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) wahhabismo (1) xenobot (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)