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giovedì 2 novembre 2017

SICILIA: NOI VOTIAMO CINQUE STELLE

[ 2 novembre 2017 ]

Chi ci segue sa che alla lista dei nostri amici siciliani è stato negato, causa pretese irregolarità formali all'atto del deposito della lista, l'accesso alle elezioni. Il TAR regionale ha confermato lo sbarramento.
Gli amici siciliani della Confederazione per la Liberazione Nazionale comunicano che voteranno per i Cinque Stelle. Di seguito il loro appello.




«C'è bisogno, in Sicilia, di un'immediata svolta politica ed elettorale.
L'unica opportunità di svolta disponibile è rappresentata oggettivamente dal voto a favore di Giancarlo Cancelleri del M5S.
Anche per chi fino ad ora non ha mai votato M5S.

Difronte allo spessore della crisi e alla fuga dei nostri giovani, osservando le risposte divisive della cosiddetta sinistra e quelle impresentabili della destra ci chiediamo SE NON ORA QUANDO?
Se non ora quando dare un segnale chiaro di sfiducia alla classe dirigente tout court della Seconda Repubblica omologata su visioni neoliberiste funzionali ad un capitalismo finanziario di inaudità rapacità?

Come possiamo da cittadini democratici, padri e madri consapevoli, lavoratori responsabili, innescare un processo di svolta nella nostra regione? Forse protestando con l'astensione o sforzandoci di individuare singole personalità nei vari schieramenti?
la condizione della Sicilia è troppo compromessa per poter immaginare un futuro senza una rottura vera con gli interessi parassitari e clientelari che soffocano la dinamica economica e le iniziative imprenditoriali.

Per queso occorre assumersi la responsabilità di agevolare il successo elettorale di una nuova generazione politica, autenticamente democratica e popolare.
saranno i fatti dei prossimi cinque anni a verificare le capacità di governo dei Cinque Stelle.

Di certo avremo azzerato definitivamente una classe dirigente, inadeguata per mancanza di visione e con conflitti d'interesse, a guidare il popolo siciliano».

FIRMATARI

Antonio Piraino, economista ed esperto bancario
Beppe De Santis, esperto sviluppo
Steni Di Piazza, bancario, esperto in finanza etica
Erasmo Vecchio, esperto in marketing
Paolo Lo Conte, direttore formazione
Pietro Attinasi, ex-preside
Giovanni Di Cristina, esperto sviluppo
Claudia Capaci, docente
Antonino Lombardo, funzionario servizi sociali
Antonio Pulvirenti, medico chirurgo
Giorgio Lo Conte, studente universitario
Emanuela Avola, dottore commercialista
Celia Carla Zappulla, architetto
Emanuele Valenti, pensionato
Agata Toscano, media-planner
Loredana Zappulla, insegnante
Antonella Compagno, medico chirurgo
Pietro Romano, imprenditore
Antonio Hassan, bancario.


* Fonte: Beppe De Santis


sabato 21 ottobre 2017

LA SICILIA, L'ITALIA E IL MEDITERRANEO di Beppe De Santis

Da sinistra: Beppe De Santis e Moreno Pasquinelli
[ 21 ottobre 2017]

La relazione introduttiva di Beppe De Santis al Forum dei Popoli Mediterranei svoltosi a Palermo il 14 ottobre scorso.

LA NOSTRA STELLA POLARE È LA SOVRANITÀ
Il patriottismo costituzionale. La sovranità costituzionale. La sovranità popolare, che non esiste senza sovranità statale. Senza la sovranità dello Stato-Nazione, nella quale la sovranità nazionale è storicamente incardinata e incardinabile. La sovranità popolare non esiste senza sovranità monetaria.

Perché è lo Stato che batte moneta, non è la moneta che batte e da forma allo Stato.

E ancora, la sovranità condivisa delle Autonomie, delle Autonomie speciali.
Come quella siciliana.

Difendere e rilanciare le autonomie.

All’interno della difesa e rilancio della sovranità.

Dello STATO NAZIONALE O PLURI-NAZIONALE.

Contro il finanzcapitalismo globale speculativo. 
Contro il neoliberismo. Contro questa Unione Europea distruttrice delle sovranità costituzionali, dei diritti costituzionali dei Popoli, del lavoro, del reddito, dello Stato sociale, della dignità, della vita.

Contro il sistema dell’euro, che è un sistema di potere, di dominio, del finanzcapitalismo speculativo, delle oligarchie neoliberiste ed euriste.


MEDITERRANEO E SOVRANIT
À


Questo è il filo rosso, la sfida della nostra umile, generosa, audace, santa, assemblea.

Il Mediterraneo, dunque.

“Che il Mediterraneo sia”.

Dal titolo di una canzone struggente del mio amato cantautore mediterraneista, e mio amico, Eugenio Bennato.

“Mediterraneo, mare di pace e benessere”. Facile a dirsi, gravoso e ardimentoso a farsi.


Il Mediterraneo odierno, più precisamente “i Mediterranei”, in particolare il Mediterraneo Orientale, lo spazio di massima conflittualità mondiale. Conflittualità geostrategica, geopolitica, geoeconomica e culturale. La Siria, l’Iraq e la Libia, tra gli epicentri.

E spazio di estremo malessere statuale-politico, sociale, culturale.

Gli studiosi di geopolitica usano anche il concetto di “Grande Mediterraneo” (i cosiddetti “Cinque Mari”), alludendo ad uno spazio più ampio comprendente, oltre il Mediterraneo propriamente inteso, anche l’area del Mar Rosso, del Golfo Persico, del Mar Caspio e del Mar Nero.

GUERRA E MALESSERE.

Diamoci, allora, le coordinate strategiche per perseguire PACE E BENESSERE.

Chi è il nemico principale, il primo nemico, del Mediterraneo di pace e benessere?

E' l’imperialismo globale (con al centro ancora gli USA, e i sub-imperialismi continentali, come quello germanico in Europa), il finanzcapitalismo, l’oligarchia neoliberista globalista, la trama delle 100.000 multinazionali globali, che comandano il Mondo, invece degli Stati parzialmente de-sovranizzati.

Il punto.

Il finanzcapitalismo globale ha svuotato di sovranità e risorse, sta svuotando, e anche destrutturando, diecine di Stati-nazione storicamente solidi e forti, appartenenti alla tradizionale area forte del Nord del Mondo (area OCSE).

Lo stesso massacro, geometricamente moltiplicato, è stato già riservato alla platea degli Stati più deboli e precari dell’ex-Terzo Mondo, del Nord-Africa, dell’Africa intera, del Medio Oriente, dell’America latina, dell’Asia meridionale.

Con effetti devastanti: degrado dei già troppo gracili sistemi economici, disgregazione sociale, svuotamento dei locali sistemi di welfare, povertà di massa, degrado ambientale, rabbia e dolore sociale diffusi, delegittimazione degli assetti statuali e istituzionali tradizionali, rivolte diffuse e senza sbocco, ispessimento pervasivo delle ideologie, e dei moti e movimenti radicali.

1- E allora, dal Mediterraneo (Riva Nord, Riva Sud, Riva est) lotta frontale, senza tregua, contro il finanzcapitalismo globale, finanziario e speculativo.
Contro l’IMPERIALISMO GLOBALE. L’imperialismo delle multinazionali globali.

2 - E allora,resistenza per la difesa delle SOVRANITA’ statuali, popolari e monetarie, e riconquista della piena sovranità. Nei e daiMediterranei del Nord, del Sud e dell’Est. Contemporaneamente e insieme.

3 - Tra le sovranità capitali degli Stati sovrani, vi sono la sovranità geostrategica, cioè militare e di sicurezza; la sovranità in politica estera.
Sovranità da difendere e potenziare.

Per quanto ci riguarda: l’Italia fuori dalla Nato e smantellamento delle basi Nato in Sicilia, a partire dal MUOS, il centro di telecomunicazione militare satellitare degli USA.

L’UNIONE EUROPEA HA TRADITO IL MEDITERRANEO, CONSOLIDANDO IL DOMINIO DEL
NEOLIBERISMO GLOBALISTA


In Europa il finanzcapitalismo globale si è incarnato, consustanziato, nell’Unione Europea e nel sistema di potere dell’euro.
Ai Popoli europei hanno fatto credere che la Ue inverasse i principi e i diritti di eguaglianza, di solidarietà, di democrazia, di sovranità popolare, ad un livello più robusto, duraturo e integrale rispetto al livello degli Stati-Nazione d’Europa.
Con la vacua retorica del “Manifesto di Ventotene” di Altiero Spinelli: una impostura.

La UE, negli anni, soprattutto, dagli anni ’90 ha tentato di trasferire meccanicamente il suo dispositivo neoliberista e finanzcapitalista nel Mediterraneo e nelle politiche europee mediterranee. Con una serie di noti passaggi:

- 1990: la Conferenza di sicurezza e cooperazione del Mediterraneo;
- 1990: Gruppo 5+5 del Mediterraneo (Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Cipro e Algeria, Tunisia, Marocco, Libia e Mauritania);
- 1992: Proposta di istituzione di un’Area di libero scambio con Marocco e Maghreb e Dichiarazione sulle relazioni euro maghrebine del Consiglio europeo di Lisbona;
- 1994: Dialogo mediterraneo della NATO;
- 1995: Conferenza euro mediterranea di Barcellona;
- 2008: Unione per il Mediterraneo (UpM), promossa da Sarkozy.

L’obiettivo dichiarato e retorico di queste politiche venticinquennali era quello di costruire un Mare di Pace e Sicurezza, di Benessere economico-sociale, di Dialogo culturale e umano, oltreché di innovazione istituzionale e costituzionale, in senso democratico, ovviamente nel rispetto dei Diritti umani.

NULLA DI TUTTO QUESTO SI E’ AVVERATO.

E’ successo esattamente il contrario: Guerra; Malessere; Destrutturazione statuale e istituzionale.

Queste politiche sono completamente fallite. Fallite nelle intenzionalità retoriche. Finte. Ma riuscite nelle intenzionalità effettive: L’AFFERMAZIONE PERVASIVA, NEL MEDITERRANEO, DEL DOMINIO NEOLIBERISTA GLOBALE. Con effetti tragicamente, strutturalmente, disgreganti e deflagranti.

L’ITALIA E LA SICILIA HANNO UN GRANDE RILIEVO STRATEGICO

Lo hanno sia fattualmente sia, soprattutto, potenzialmente.

“Cinque fattori in particolare misurano il rilievo dell’Italia e l’impatto delle sue (s)fortune sui protagonisti del teatro mondiale.

In ordine di importanza.

1 - In Italia si decide il futuro dell’euro.
2 - Attraverso lo Stivale filtrano i principali flussi migratori dalla giovane Africa alla vecchia Europa, che incidono sulla sicurezza, sulla stabilità, sull’identità stessa del nostro continente.
3 - In quanto piattaforma logistica nel Mediterraneo restiamo rilevanti per Washington, come testimonia la crescente presenza di truppe e di basi a stelle e strisce, depositi di bombe atomiche e centri di intellingence inclusi, pur dopo lo scadere della "minaccia" sovietica che inizialmente le legittimava.
4 - Siamo contemporaneamente utili a Mosca, nemico d’elezione dell’America, se non altro per il nostro tradizionale feeling pro-russo, insieme culturale e commerciale.
5 - L’Italia è infine all’attenzione della Cina perché al centro del Mediterraneo, dunque titolare potenziale del primo attracco utile nei traffici marittimi Asia-Europa. Collocazione ideale nella trama delle nuove vie della seta, ovvero della “globalizzazione alla cinese”.

Germania, Francia, Stati Uniti, Russia, Cina: la lista delle potenze cui interessiamo e sulle quali possiamo dunque influire è invidiabile.

Ma per passare all’incasso nel mercato geopolitico significa saper valutare il proprio patrimonio strategico, materiale e immateriale,in rapporto a come viene percepito dagli attori più potenti. Significa spenderne una quota per avanzare i propri interessi nel negoziato permanente, che definisce le relazioni internazionali. Funzione che l’Italia svolge poco e male.

L’Italia è un Paese strategico che rifiuta di esserlo, che è incapace di esserlo.

INCAPACE DI ESERCITARE LA PROPRIA PIENA SOVRANITA’. Sovranità ora largamente requisita dagli USA/NATO e dalla UE, oltreché direttamente dalle multinazionali globali.

Il possibile ruolo geopolitico e geo-economico della Sicilia, il protagonismo possibile della Sicilia, si può e si deve ricavare all’interno del ruolo geopolitico dell’Italia, da ritrovare, rinnovare, potenziare —a partire dai cinque fattori sovra-evocati.

DA SOLA, LA SICILIA, GEOGRAFICAMENTE AL CENTRO DEL CENTRO DEL MEDITERRANEO PUR BELLISSIMA, FIERA, RICCA DI RISORSE STRAORDINARIE, NON PUO’ANDARE DA NESSUNA PARTE.

La centralità geografica non fa, di per sè, centralità geopolitica. Il resto è retorica, autoinganno, impostura.

L’ITALIA E LA SICILIA


ITALIA E SICILIA SONO STATE, POTENZIALMENTE POSSONO TORNARE AD ESSERE, DEBBONO TORNARE AD ESSERE UNA IMPORTANTE POTENZA MARITTIMA, grande soggetto marinaro.

L’Italia ha 8000 km di coste. Dimenticate. A sua volta la Sicilia ne ha 1.637. L’immensa RISORSA MARE trascurata, obliata. I nove decimi del COMMERCIO MONDIALE passa via mare. L’Italia, nonostante la sua collocazione privilegiata, attrae soltanto il 40% del potenziale commerciale marittimo intercettabile.

Il punto è che, per l’Italia, alla centralità geografica non corrisponde alcuna centralità strategica.

Per tornare ad essere un autorevole soggetto marittimo, l’Italia (e la Sicilia con l’Italia) deve affrontare e dipanare quattro grandi sfide mediterranee.

1 - La sfida della PACE e della SICUREZZA.

2 - La sfida dell’IMMIGRAZIONE.

3 - La sfida ENERGETICA. Lo scenario geo-energetico mediterraneo è in continuo movimento, in particolare, dopo le scoperte dei giganteschi giacimenti di gas nel Mediterraneo orientale, nelle acque territoriali egiziane, israeliane, turche e cipriote.

4 - La sfida COMMERCIALE. A partire dai percorsi attuativi delle vie della seta.
Attualmente i processi attuativi delle vie della seta scavalcano completamente la Sicilia e l’intero Mezzogiorno d’Italia.

La Cina, dopo svariati tentativi di individuare un porto commerciale che fungesse da perno delle vie della seta,nel sud d’Italia, ha abbandonato sia l’ipotesi di Gioia Tauro che di Taranto. La Sicilia, neppure presa in considerazione, oltre qualche annuncio retorico, perfettamente senza fondamento. L’intera Italia rischia di essere aggirata e scavalcata.

Le trattative, i percorsi progettuali e promozionali relativi alla via adriatica (Venezia - Trieste) e alla via tirrenica (Genova) delle vie della seta sono ancora molto incerti e parziali.

LA SICILIA PROTAGONISTA DELLA RIVOLUZIONE SOVRANISTA COSITUZIONALE
Protagonista nell’ambito del movimento antiliberista dei Popoli mediterranei.
Noi Siciliani proponiamo,stiamo promuovendo la nostra parte di battaglia sovranista costituzionale. Stiamo facendo la nostra parte, il nostro dovere.

Col vostro aiuto fraterno, carissimi sovranisti costituzionali italiani, patrioti, innanzitutto della Confederazione per la Liberazione Nazionale (C.L.N.). Con voi, con i quali abbiamo firmato un PATTO DI ALLEANZA, il 17 luglio 2017. Un documento di straordinaria rilevanza strategica e politica.

Con voi, carissimi amici e compagni, patrioti, voi spagnoli di PODEMOS ed altri; voi francesi di FRANCE INSOUMISE; voi greci di UNITA’ POPOLARE; voi tunisini del Movimento della Rinascita, ENNAHDA.

Il caposaldo della nostra strategia e del nostro programma, è l’ATTUAZIONE INTEGRALE, del nostro STATUTO AUTONOMISTICO SPECIALE, compreso il ripristino delle parti proditoriamente soppresse, abrogate, rapinate,inapplicate.

L’attuazione integrale dello Statuto siciliano, nell’ambito dell’attuazione integrale e del ripristino, della COSTITUZIONE ITALIANA.

Gli alleati sono: lo Stato sovrano italiano e gli altri Stati sovrani d’Europa, in particolare, del Mediterraneo.

I nemici: 
il finanzcapitalismo globale speculativo, il neoliberismo, l’Unione Europea e il sistema di potere dell’euro.



A questo fine, abbiamo anche tentato di affrontare la difficilissima prova elettorale delle elezioni regionali siciliane e del 5 novembre 2017. Per contribuire ad aprire una breccia, un varco sovranista e neo-autonomista, per la Sicilia e dalla Sicilia.

Alcuni de nostri principali punti d'attacco sono:
1- Sovranismo costituzionale e neo-autonomismo.
2 - Smantellamento delle basi NATO in Sicilia e del MUOS.
3 - Politiche di Pace, Sicurezza, Stabilità , di cooperazione economica, di dialogo culturale nel Mediterraneo, sulla base di pari dignità dei Popoli e degli Stati sovrani, sulla base di sistemi di bilanciamento dei legittimi interessi nazionali, contro i sistemi di potere globalisti neoliberisti. Secondo un paradigma multipolare universale, che coinvolga, da protagonisti di pari dignità, tutti gli oltre 200 Stati sovrani del Mondo.
4 - Riorganizzazione e potenziamento strutturale della rete trasportistica, viaria e logistica siciliana, quale nodo centrale delle rete logistica italiana, mediterranea ed europea, accettando la sfida della gestione dei grandi flussi commerciali Asia-Europa, anche sul fronte delle vie cinesi della seta, secondo i propri interessi e sostenibilità.
5 - Promozione della massima autonomia economica possibile, secondo il principio di “Produrre e vendere siciliano”. Riducendo al massimo la pressione dei vincoli esterni.
6 - Promozione della massima SOVRANITA’ ALIMENTARE POSSIBILE. Cibo buono, sano e giusto. La Sicilia quale grande piattaforma della RIFONDAZIONE DELLO STILE DI VITA MEDITERRANEO (diaita=dieta mediterranea). Secondo i valori del recente riconoscimento dell’UNESCO della Dieta Mediterranea quale patrimonio culturale dell’Umanità. E le straordinarie suggestioni, a questo proposito, contenute nell’Enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco.
7 - Promozione della massima autonomia energetica e della progressiva sostituzione delle fonti fossili con quelle alternative sostenibili.

Grazie per la vostra attenzione e auguri di buon lavoro al nostro Forum



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martedì 10 ottobre 2017

SICILIA: UN ATTO GRAVISSIMO E INACCETTABILE

[ 10 ottobre 2017 ]

NO ALLA DEMOCRAZIA FEUDALE!

Ultim'ora

L'Ufficio Centrale regionale presso la Corte d'Appello di Palermo ha comunicato ieri sera di aver ricusato la lista "NOI SICILIANI CON BUSALACCHI - SICILIA LIBERA E SOVRANA".

Secondo Lorsignori, la sola vera novità del panorama politico siciliano, l'alleanza tra sovranisti costituzionali e autonomisti storici non deve avere accesso alle prossime elezioni regionali.

La notizia ha fatto immediatamente il giro, non solo dell'isola, è stata rilanciata da tutte le agenzie, media e Tv nazionali. 

Perché questa bocciatura? le agenzie non lo dicono, così il cittadino potrebbe pensare che i nostri amici e compagni non ce l'avrebbero fatta a raccogliere le firme necessarie.

  NIENTE DI TUTTO QUESTO!
  LE MIGLIAIA DI FIRME NECESSARIE CI SONO E SONO   TUTTE VALIDE!  


E allora, a quale CAVILLO formale si sono aggrappati Lorsignori?

Leggiamo dal ricorso presentato quest'oggi:
«2. In data 08.10.2017, codesto Ufficio ha deciso l’esclusione della lista regionale “Noi Siciliani con Busalacchi – Vox Populi – Sicilia Libera e Sovrana”. Parte delle sottoscrizioni risulterebbe priva di timbro di congiunzione dell’amministrazione comunale, così determinandosi un difetto nel numero minimo necessario di sottoscrizioni valide.
La ragione di esclusione della lista, pertanto, è essenzialmente ricondotta ad un eccepito difetto di sottoscrizione della lista regionale.Il provvedimento impugnato è illegittimo e di esso se ne chiede l’annullamento..»
In pratica: le firme per la lista regionale (a cui sono collegate le nove provinciali) erano sufficienti ed erano tutte validate in moduli corretti e adeguatamente vidimati. L'errore consisterebbe nella mancanza di timbro nella copertina dei fascicoli dei moduli.

   Quindi? RESPINGIAMO QUESTO SOPRUSO!
Quale che sia l'esito del ricorso in Corte d'Appello, si ricorrerà al TAR e se  necessario al Consiglio di Stato.

E VINCEREMO!

E' intollerabile una legge elettorale regionale che obbliga a raccogliere migliaia di firme, in un isola enorme e con nove province in soli dieci giorni (dieci giorni!), o che sia sufficiente avere un deputato nell'ARS (assemblea regionale) per evitare di raccogliere le firme necessarie.

E' INTOLLERABILE CHE SIANO STATE AMMESSE LISTE NOTABILARI E ANTIPOPOLARI, ALCUNE CON CANDIDATI IN ODORE DI MAFIA, E SI CANCELLI LA SOLA VOCE DAVVERO ALTERNATIVA.

NO ALLA DEMOCRAZIA FEUDALE!


giovedì 28 settembre 2017

SICILIANI: È L'ORA DELLA SOLLEVAZIONE di Beppe De Santis

[ 28 settembre 2017 ]

Parla Beppe De Santis, tra i promotori del movimento-lista NOI SICILIANI CON BUSALACCHI - SICILIA LIBERA E SOVRANA.

«Siciliani, in vista delle elezioni del 5 novembre ci stiamo organizzando, ci stiamo incamminando per legittima difesa, in un'embrionale grande comunità civica. I cittadini contro i predoni; noi, il popolo, contro i parassiti al servizio delle oligarchie finanziare neoliberiste, europee e mondiali. Abbiamo deciso di sfidarle frontalmente, anche con una nostra lista . Davide contro Golia...»


martedì 19 settembre 2017

SICILIA: NOMI E COGNOMI DEI NOSTRI NEMICI di Beppe De Santis

[ 19 settembre 2017 ]

Ma, quale centrosinistra! Ma, quale centrodestra! La feccia politica siciliana è tutta neoliberista. 

Tutta serva, vorace, succube, sodomizzata e sodomizzatrice, delle banche speculative.

Del finanzcapitalismo globalista —Cfr. Luciano Gallino, “ Finanzcapitalismo. La civiltà del denaro in crisi”. Dell’uno per cento dell’umanità che si appropria di quasi tutta la ricchezza prodotta dalla restante umanità (Thoma Piketty, “Il Capitale nel XXI secolo”).
Delle multinazionali globali, che comandano il mondo al posto degli Stati de-sovranizzati (Ernesto Screpanti,”L’imperialismo globale e la grande crisi”).

Le multinazionali che hanno distrutto la nostra agricoltura e la nostra agro-industria.  Sostituendo al nostro cibo buono, pulito e giusto, cibo cangerogeno.
In Sicilia soltanto l’8% di quanto consumiamo deriva dai nostri prodotti siciliani. Uno scandalo, un obbrobrio.
Tant’è che, nell’ultimo decennio, hanno chiuso i battenti il 50% delle fattorie siciliane.

Altro che “forconi”. Ci vorrebbe una rivoluzione armata, ve ne fossero le condizioni.

GLI EUROPARLAMENTARI TUTTI PARASSITI E SERVI DEL NEOLIBERISMO EURISTA 

La feccia politica siciliana. Tutta serva dell’oligarchia neoliberista europea.

Tutti i “nostri” europarlamentari —di destra, di centro e di sinistra, si fa per dire— hanno votato i TRATTATI EUROPEI.

Che introducono, nei nostri mercati e nelle nostre tavole-prodotti di minore qualità, prodotti in forme ultra-schiavistiche. Che distruggono definitivamente la nostra agricoltura. Il fondamento della nostra civiltà. L’olio tunisino, le arance marocchine, il grano canadese.

Maledetti criminali, manipolatori, impostori. Traditori della Patria e della nostra Terra. Che Dio vi maledica.

La feccia politica siciliana. Tutta serva del SISTEMA EURO. 

Che, prima di essere un sistema monetario errato, devastante e antipopolare, è UN SISTEMA DI POTERE, strumento eccellente dell’oligarchia finanz-capitalistica speculativa. Un sistema in crisi, da anni, almeno dal 2011 (Alberto Bagnai, “Il tramonto dell’euro”).

Sono stati —o lo sono ancora— europarlamentari siciliani: Nello Musumeci (“L’Onesto"), Saro Crocetta ( “Il Rivoluzionario”), Raffaele Lombardo (“L’Autonomista”), Giovanni La Via (“Il Tecnico Neutrale”), Leoluca Orlando (“L’Antimafioso professionale”) e altri pericolosissimi parassiti di tal genia. Salvo Pogliese (Forza Italia), Salvatore Cicu (Forza Italia), Caterina Chinnici (PD), Michela Giuffrida (PD). E prima ancora altri: Rita Borsellino, Claudio Fava, Saverio Romano, Sonia Alfano, Giuseppe Castiglione, Francesco Musotto, Luigi Cocilovo, Giusto Catania. 
Beppe De Santis, II Assemblea della CLN


SI TRATTASSE SOLTANTO DI TRASFORMISMO...

Si mena scandalo sulle fesserie. Sui dettagli. Non sulle cose serie. E tragiche.
Si mena scandalo sul TRASFORMISMO. Che c’è, mirabolante, acrobatico, effervescente, spumeggiante, sistemico, pervasivo, disgustoso.

Quest’estate, sapete, il mitico Angelino Alfano si è laureato come campione mondiale dei saltafossi.
Ma, non è solo, e tanto, questione di trasformismo.

La questione centrale è che tutta la feccia politica siciliana è sostenitrice di UNA MEDESIMA STRATEGIA POLITICA, di una medesima strategia economica: la politica, e la politica economica neoliberista.

TAGLIATORI VITA, TAGLIATORI DI DEMOCRAZIA !

Ecco, il punto. La politica di austerità (austerità per il Popolo e prebende per se stessi), la politica dei tagli dei posti di lavoro e dei salari, la politica di taglio delle pensioni, la politica di tagli della spesa pubblica in generale, la politica dei tagli alla scuola e all’università, la politica di tagli alla sanità, la politica di tagli ai servizi sociali, la politica di tagli, la politica dei tagli ai Comuni, la politica di tagli alle infrastrutture viarie e logistiche.

Sono tagliatori di vita, tagliatori di speranza, tagliatori di futuro, tagliatori di teste.

Tagliatori di democrazia, tagliatori di sovranità (sovranità statale, sovranità popolare democratica, sovranità monetaria, sovranità alimentare), tagliatori di Costituzione, tagliatori di Statuto autonomistico.
TAGLIATORI DEI FIGLI.

GENOCIDIO...


Ogni anno vanno via dalla Sicilia circa 25.000 (venticinquemila!) siciliani, soprattutto giovani, in significativa parte altamente scolarizzati e laureati. 25.000 per 10 anni dà la cifra, da genocidio, di 250.000.

Ecco, il segreto del POTERE SICILIANO neoliberista. Della resilienza dell’osceno potere siciliano. Si mandano via diecine di migliaia di giovani siciliani all’anno. La potenziale forza biologica, sociale, culturale e civica, che potrebbe mettere in minoranza, e battere questi delinquenti.

Come fu alla fine dell’Ottocento, dopo l’esplosione dei “Fasci siciliani”: milioni di siciliani scacciati nel mondo. Un esodo biblico. Come fu a cavallo degli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento, dopo la sconfitta del glorioso movimento contadino siciliano: milioni di siciliani scacciati nel mondo. Un secondo esodo biblico. Così in questi orribili primi decenni del XXI secolo.

COMANDANO, CONTINUANO A COMANDARE, CACCIANDO I NOSTRI FIGLI DALLA NOSTRA TERRA 

Così lorsignori continuano a comandare. Mentre, tramandano il loro lurido potere politico-elettorale ai loro diretti pargoli. Senatore per senatore, deputato per deputato, scranno per scranno.

Il miserabile —e avido— Cardinale piazza come deputata al Parlamento nazionale la sua figliola.
Il miserabile —e ingordo— Lombardo piazza il suo pargolo come deputato all’Assemblea Regionale Siciliana.
Il miserabile —e ladrone— “Fregantonio” Genovese si appresta a piazzare la sua schiatta.

TUTTI GAGLIARDAMENTE SERVI NEOLIBERISTI 


Nello Musumeci, Gaetano Armao, Gianfranco Miccichè, Giovanni Lagalla, Raffaele Lombardo, Saverio Romano, Totò Cuffaro, e i loro mediocrissimi affiliati, sono tutti servi del neoliberismo, portatori della medesima politica economica neoliberista. Possono solo continuare a tagliare, tagliare, tagliare. E, per loro, arraffare, arraffare, arraffare.

Leoluca Orlando, compreso il suo nuovo famiglio, il Magnifico Micari, fantasmatico e mediocre candidato (per procura) a Governatore di Sicilia), Giovanni La Via, Firrariello e Castiglione, Schifani e Vicari, Crocetta, Cardinale, D’Alia, e, i deboli e grotteschi figuranti del PD siciliano a trazione renziana (che non cito per decenza) e i loro mediocrissimi affiliati, tutti servi del neoliberismo. 
Franco Busalacchi


Così, la trasformistica e velleitaria armata Brancaleone, in via di accozzagliamento attorno all’improbabile candidato governatore Claudio Fava. Ultimi rimasugli della “Sinistra Sinistrata”. Picciotti di carriera , da trenta-quarat’anni al potere, in nome del Popolo lavoratore e antimafioso.

Perciò non c’è solo il TRASFORMISMO, sistemico. 
C’è il NEOLIBERSMO, sistemico.

Ecco, cosa unisce e amalgama la feccia politica siciliana.

Che va conosciuta, contenuta, combattuta e distrutta.

Al più presto, in onore dei nostri padri, per la salvezza dei nostri figli.

Nelle prossime puntate, smonteremo uno per uno i loro programmi elettorali, tutti egualmente neoliberisti, antipopolari. 

venerdì 15 settembre 2017

SICILIA: ECCO COSA BOLLE IN PENTOLA di Beppe De Santis

[ 15 settembre 2017]

INTERVISTA A BEPPE DE SANTIS

Il prossimo 5 novembre i siciliani voteranno per eleggere il nuovo presidente della Regione e il nuovo Parlamento dell’Isola. Dopo numerosi colpi di scena gli schieramenti sembrano definiti. Il centro-destra dietro a Musumeci, il centro-sinistra dietro a Fabrizio Micari,  la coalizione tra MDP e Sinistra Italiana dietro a Fava (col Prc in stato confusionale che non sa che pesci pigliare). Ci sono poi i 5 Stelle con Cancelleri (vittime di una minacciosa inchiesta giudiziaria in stile Genova). Quindi la coalizione tra sovranisti e autonomisti "Noi siciliani con Busalacchi - Sicilia Libera e Sovrana", di cui Beppe De Santis è considerato lo stratega.

D. Puoi dirci come stanno le cose ora che la campagna elettorale entra nel vivo?

R. Partiamo dal quadro generale e dal suo principale tratto: in Italia e in Sicilia, è in corso uno scontro frontale tra gli oligarchi neoliberisti-euristi e il Popolo, il Sopra contro il Sotto.
Al servizio, permanente effettivo della trama oligarchica neoliberista mondiale, europea e italiana, militano tutte le forze politiche tradizionali (dette di centrodestra, di centro e di centrosinistra e cespugli ruota di scorta), con gli aedi del canagliume prevalente nei media di regime e nell’intellighenzia di regime.
Fintamente, contro il regime oligarchico si muovono, con osceni ondeggiamenti, la Lega Nord di Salvini e i Fratelli d’Italia della Meloni, i quali dopo la scoppola della Le Pen in Francia, stanno rientrando nel recinto vetero-berlusconiano —lo conferma, qui in Sicilia, l’ammucchiata sconcia attorno a Musumeci. Una impostura, direbbe Sciascia.

Franco Busalacchi
Può piacere o meno, ma con tutte le contraddizioni e gli errori, il Movimento 5 Stelle è una forza popolare esterna al circuito del regime oligarchico.

D. Puoi essere più preciso riguardo al M5S?


R. Ritengo il M5S una forza di OPPOSIZIONE ma inconseguente, al regime oligarchico neoliberista. Per alcuni versi e fino a prova contraria, convergente con tutti gli avversari sinceri del neoliberismo.
Il M5S potrebbe contribuire alla cacciata degli oligarchi.
Ma fammi dire. La vera novità dello scenario politico italiano è rappresentato dal nascente —e in via di rapido consolidamento— MOVIMENTO POPOLARE PER L’ATTUAZIONE INTEGRALE DELLA COSTITUZIONE (e degli Statuti autonomistici, in primis quello siciliano), rafforzatosi dopo la storica vittoria del NO al referendum del 4 dicembre 2016. Parlo del Movimento sovranista costituzionale, del nascente Movimento patriottico democratico. Questo è per il momento un arcipelago, un flusso carsico di reti, associazioni, centri, in via di aggregazione, con i naturali travagli del caso.

D. Sei un esponente di spicco della Confederazione per la Liberazione Nazionale. Ce ne parli?


R. L’epicentro più solido e maturo di aggregazione del sovranismo popolare e democratico è rappresentato dai gruppi e dai soggetti che hanno dato vita il 25 aprile scorso alla CONFEDERAZIONE PER LA LIBERAZIONE NAZIONALE (CLN), la quale ha celebrato la II. Assemblea nazionale recentemente a Chianciano.

Il soggetto siciliano più vicino a questa impostazione sovranista costituzionale è rappresentato dal Movimento-Lista “Noi siciliani con Busalacchi-Sicilia Libera e Sovrana”, in campo per le elezioni regionali siciliane del 5 novembre prossimo.
Tra l’altro, tra il Movimento siciliano e la CLN è stato sottoscritto uno specifico Patto strategico ed operativo, al quale si rinvia.

Due sono le novità politiche nel panorama italiano e siciliano. L’opposizione al sistema oligarchico da parte del M5S, per quanto parziale essa sia e finché dura. L’altra è il MOVIMENTO SOVRANISTA COSTITUZIONALE ITALIANO E SICILIANO, oltre che europeo —si pensi a “France Insoumise” di Melenchon che abbiamo ascoltato alla recente Assemblea della CLN.
Di conseguenza, il sistema oligarchico deve contenere e battere il M5S e quindi impedire l’exploit del movimento sovranista costituzionale, verso il quale il regime adotta, com’è ovvio e scontato, il doppio approccio del SILENZIAMENTO, del boicottaggio a tutti i costi, della censura preventiva, e della criminalizzazione preventiva. E’ evidente che qui in Sicilia si giocano i preliminari della grande partita nazionale.
Diego Fusaro e Franco Busalacchi


D. Veniamo alla cronaca siciliana di queste ore ed ai pasticci in casa grillina…


R. Il tema è uno: il vecchio sistema politico fa quadrato per fermare quello che considera il suo nemico immediato: il Movimento 5 Stelle. E siccome, storicamente, chi vince le elezioni in Sicilia poi le vince a Roma, ecco che la parola d’ordine diventa la seguente: fermare, con tutti i mezzi, i grillini in Sicilia per scongiurare che vadano a governare l’Italia. Con tutti i mezzi: politici, clientelari e, come vediamo, anche giudiziari. La recente inchiesta della Procura di Palermo sulle presunte irregolarità nella scelta del canditato Presidente va letta in questa luce.
E’ decisivo, per le forze di regime, non perdere la guida della Regione più bistrattata del Bel Paese, ‘sgovernata’ da ‘ascari’, da ladri e da delinquenti e dove i veri mafiosi continuano a fare il bello e il cattivo tempo,  diventa essenziale per il futuro politico dell’Italia. Perdere in Sicilia, per il centrosinistra — soprattutto se a vincere saranno i grillini, con un’affermazione dei sovranisti costituzionali di Busalacchi, potenzialmente ancor più pericolosi dei grillini — potrebbe significare non governare l’Italia per i prossimi cinque anni.

D. Come giudichi le mosse di quelle che chiami “forze di regime”?


R. Prendiamo Berlusconi. Inizialmente aveva scelto come suo alfiere l’avvocato Gaetano Armao. L’ex Cavaliere, che conosce la Sicilia dai tempi di Milano 2, quando nella Palermo Capitale mondiale della mafia comandavano gli Inzerillo, i Bontade e i Teresi, ha provato a convincere Nello Musumeci a farsi da parte: o meglio, a far fare il vice presidente ad Armao. Ma ha incassato un “no” secco, se è vero che Musumeci è rimasto il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione.
Dopo di che, la scorsa settimana, è piombato in Sicilia Renzi, per capire se i siciliani pensano ancora, di lui, quello che hanno depositato nelle urne il 4 dicembre dell’anno scorso, quando sette cittadini siciliani su dieci hanno votato “No” alle riforme renziane.
Renzi e Berlusconi hanno capito che in Sicilia, tanto per cominciare, debbono sparigliare le carte. Preparandosi a fronteggiare anche un terzo incomodo, Massimo D’Alema, il quale ha piazzato Claudio Fava candidato della “sinistra alternativa al PD” come candidato alla presidenza della Regione. Sai che c’è? Che Berlusconi è la persona più adatta a dialogare con D’Alema, vero agente sistemico del regime oligarchico neoliberista.
Lo sparigliamento delle carte, da parte di Berlusconi, è proseguito con la candidatura di Vittorio Sgarbi alla presidenza della Regione. Alla partita partecipa anche l’ex presidente della Regione condannato per favoreggiamento alla mafia, Totò Cuffaro, non a caso ‘coccolato’ pubblicamente dallo stesso Sgarbi, uno ‘squadrista da TV’ che in una certa Sicilia sa dove mettere le mani.
Da quello che si capisce, e per quanto possa apparire paradossale, Berlusconi e Coca coca bum bum, al secolo Gianfranco Miccichè, hanno il compito di sfasciare il quadro delle alleanze elettorali di Musumeci..

D. Con la scelta di Fabrizio Micari come candidato presidente il centro-sinistra pare uscito dal marasma. Come vedi le cose in quel campo?

R. Quelli che danno le carte nel centro-sinistra, Renzi, Leoluca Orlando e il senatore Giuseppe Lumia, devono pompare la candidatura del rettore dell’università di Palermo, Fabrizio Micari.
Se l’ex Cavaliere e Coca coca bum bum, con la ‘consulenza’ del condannato per favoreggiamento alla mafia, Cuffaro, hanno già iniziato a sfasciare l’unità del centrodestra, Renzi, Leoluca Orlando e il senatore Lumia hanno già iniziato la fase ‘costruens’ con il solito trasformismo politico.
Hanno già messo nel ‘carniere’ il peripatetico jolly Fabrizio Ferrandelli, personaggio ormai pluriscreditato che, nella testa di Renzi, Orlando e Lumia a Palermo dovrebbe avere ancora qualche migliaio di persone che gli vanno ancora dietro.
Intanto Orlando —che sta utilizzando impropriamente la presidenza dell’ANCI Sicilia per preparare una lista alle elezioni regionali in sostegno di Fabrizio Micari (ma una vergogna politica del genere quando si è vista?)— sta trattando con il fratello dell’ex presidente della Regione condannato per favoreggiamento alla mafia, alias Silvio Cuffaro, per ‘intrupparlo’ nella sua lista.

La cosa avrebbe dovuto restare ‘segreta’ fino alla presentazione delle liste orlandiane, con lo stesso Orlando che avrebbe poi manifestato ‘sorpresa’, dicendo che non ne sapeva nulla. Ma l’operazione Leoluca Orlando-Totò Cuffaro insieme ‘appassionatamente’ per sostenere Micari è stata 'sgamata'. Così, in queste ore, il sindaco-fariseo ‘antimafioso’ di Palermo è nelle ‘ambasce’: già la flaccida e vacua borghesia panormita [palermitana, NdR] che lo sostiene e che si è orlandianamente autoproclamata ‘progressista’, non ha ancora ‘digerito’ di avere scoperto che Orlando è renziano nel nome del Tram, degli appalti ferroviari e dei fondi europei del PON da gestire allegramente in campagna elettorale: figuriamoci scoprire, in queste ore, che il ‘divo’ Orlando tratta con il condannato per favoreggiamento alla mafia e con il di lui fratello!

Sì, la borghesia ‘progressista’ di Palermo ne ‘morirebbe’: basta leggere i post su facebook di Pippo Russo, orlandiano della prima ora, ma ormai sempre più schifato dalla politica siciliana: da “tutta” la politica siciliana! Per non parlare di Aurelio Scavone, altro orlandiano della prima ora, che qualche anno fa ha provato, senza riuscirci, a portare Orlando sulle posizioni dei ‘Sovranisti’, invitando a Palermo l’economista Nino Galloni e che adesso si ritrova, da candidato alle regionali, non soltanto a sostenere il candidato di Renzi (Renzi che lui, Aurelio Scavone, da cattolico di scuola Piersanti Mattarella, cordialmente detesta!), ma anche insieme ai ‘fratellini Cuffaro'…

Eh sì, ha qualche problemino Leoluchino, nella Palermo dove l’apparenza conta più della sostanza. Fino a quando la merda non si vede, beh, tutto va bene: un po’ come avveniva alla fine degli anni ’80 del secolo passato, quando in piena Giunta comunale della ‘Primavera’ di Palermo Vito Ciancimino e il suo socio storico, conte Romolo Vaselli, trafficavano negli appalti palermitani per la manutenzione di strade e fogne. Ma adesso la merda si vede: e questo per Leoluca Orlando non è bene…

D. Inquietante e torbido il contesto che descrivi, il più ostinato gattopardismo... Ma torniamo ai grillini.


R. Ovviamente, indebolire Musumeci e rafforzare Micari non basta: bisogna dare una ‘botta’ alla lista dei grillini e al suo candidato, Giancarlo Cancelleri. Certo, l’ideale sarebbe sopprimere fisicamente tale lista e poi, tramite Berlusconi, convincere la ‘sinistra’ di Fava ad appoggiare Micari. O, al limite, sbarazzarsi di Micari e convergere tutti su Fava.
Tale seconda ipotesi sembra sia vista male da Berlusconi, perché se è vero che Fava, da vice presidente della commissione Antimafia nazionale, qualche anno fa, ha ‘sorvolato’ su ‘Za Silvana’ (al secolo Silvana Saguto, allora presidente della Sezione per le misure di prevenzione presso il Tribunale di Palermo), non è detto che poi non si rivolti contro l’ex Cavaliere. Per non parlare del fatto che Fava non farebbe sconti a Mario Ciancio Sanfilippo: e questo, non soltanto per Berlusconi, ma per tutto il centrosinistra, è un grosso, grossissimo problema. 
Cianciano Terme. 2 settembre 2017. Tavola rotonda sulla Sicilia. Da sinistra:
Franco Busalacchi, Nino Galloni, Pietro Attinasi, Roberto Garaffa e Beppe De Santis.

Ma di questo, di Fava, si saranno detti Renzi, Berlusconi e compagni vari ne parliamo poi: per ora togliamo di mezzo i grillini. Come? C’è un bel ricorso di un escluso. Un tizio, marito di una moglie già grillina, che non si capisce se ha firmato o non ha firmato un cavolo di codice etico o diavolerie varie.

Certo, sono fatti interni a un movimento politico. Però si può ‘cavillare’ un po’. Ecco un giudice che ‘sospende’. Cosa sospende? Non si capisce. Sospende il candidato alla presidenza della Regione del Movimento 5 Stelle, Cancelleri? E perché no? E’ una bella idea, alla fine.
Chiediamoci: ha competenza un giudice sui fatti interni di un movimento politico? Se lo chiedeva Vito Ciancimino poco prima del congresso regionale della DC siciliana nel lontano 1983. Uno dei ‘colonnelli’ di Ciriaco De Mita in Sicilia aveva deciso, se non di sbatterlo fuori dal partito, almeno di fare in modo che non avesse rappresentanza negli organismi regionali. Così si stabilì che, per entrare in direzione regionale, bisognava avere almeno il 10% dei voti. E siccome Ciancimino raggiungeva, sì e no, il 7%, Don Vito era incazzatissimo perché l’avevano lasciato a bocca asciutta ancor prima che il congresso iniziasse.
Così Don Vito aveva chiamato alcuni dei suoi amici magistrati e gli aveva posto la domanda: “Presento un ricorso?”.
La risposta sembra che fu questa: “Vito: ci dobbiamo infilare nella vita interna di un partito politico con cavilli civilistici? Ci dobbiamo fare ridere dietro da tutti?”. E la cosa finì lì.
Oggi, però, lo scenario è diverso. I grillini non sono la DC. E se la DC, allora, era il ‘sistema’, i grillini sono oggi, pur con tutti i loro profondi limiti, l’antisistema. Per questo hanno dietro la simpatia popolare.

D. Mi stai facendo capire che ritieni auspicabile un’alleanza tra voi e il M5S? 


R. Oggi c’è da difendere la Sicilia e l’Italia. Ma ve l’immaginate i grillini siciliani, assieme sovranisti siciliani, che vanno a mettere il naso negli appalti ferroviari di Palermo che hanno ormai abbondantemente superato il miliardo di euro per avere, alla fine, appena 15 km di Tram che funziona a costi elevatissimi? Mamma mia!
Ve l’immaginate i grillini, assieme ai sovranisti siciliani, che vanno a mettere il naso negli appalti miliardari della CMC delle strade Palermo-Agrigento e Caltanissetta-Agrigento? Due ‘mammelle’ infinite che non allattano più né il PD, né la Lega nazionale delle cooperative? Due mega-appalti che possono dare ancora ‘tanto’ (che meraviglia la ‘Giustizia’ di Palermo e Agrigento, no?) nelle mani dei grillini e dei sovranisti siciliani, con il serio ‘rischio’ che finisca la "mangiugghia" iniziata timidamente con Cuffaro e proseguita prima con il Governo del ribaltonista Raffaele Lombardo e poi con il ‘pupo’ Rosario Crocetta, manovrato dai ‘pupari’ del PD di Renzi, dal senatore Giuseppe Lumia e dalla Confindustria in salsa sicula di Antonello Montante e Giuseppe Catanzaro.
Da sinistra: Erasmo vecchio, Massimiliano Musso,
Franco Busalacchi e beppe De Santis

Prendiamo il magna-magna delle discariche degli industriali-munnizzari. E’ stato fatto un lavoro ‘certosino’ per dare alle fiamme oltre dieci impianti di compostaggio presenti in Sicilia per eliminare definitivamente l’idea ‘balzana’ della raccolta differenziata dei rifiuti, è stato fatto l’impossibile per tutelare gli interessi mafiosi nelle discariche… E mo i grillini e i sovranisti siciliani dovrebbero vincere le elezioni siciliane del 4 novembre?

Che accadrebbe se vinciamo? Che tutto il lavoro fatto dal 2008 ad oggi in Sicilia dal più sputtanato centrosinistra d’Italia andrebbe perduto. Così Totò e Silvio fanno gli scongiuri in caso di vittoria dei grillini e dei sovranisti siciliani. Così ci spieghiamo quel che ha detto Coca coca bum bum: “I cinque Stelle sono come l’AIDS. Devono andare fuori dai coglioni”.

Alla tua domanda rispondo: per quanto noi sovranisti costituzionali ci consideriamo strategicamente alternativi al M5S, siamo disposti ad un’alleanza tattica per cacciare gli oligarchi neoliberisti dal governo della nostra regione. Dimostrare che i due poli sistemici (centro-sinistra e centro-destra) sono minoritari in Sicilia, cacciarli dal potere, questa sarebbe una grande e salutare svolta. Un auspicio in vista delle elezioni nazionali di primavera.

sabato 2 settembre 2017

APPELLO AI GIOVANI SICILIANI

[ 2 settembre 2017 ]

di Beppe De Santis, Erasmo vecchio, Franco Busalacchi


Ragazze e ragazzi di Sicilia,
scendete sul campo di battaglia.
Direttamente, in prima persona.

Ribellatevi, lottate, candidatevi alle prossime elezioni regionali, andate a votare in massa.

CANDIDATEVI E VOTATEVI!


Riprendetevi direttamente, nelle vostre mani, il vostro destino, il vostro presente e futuro.

Scacciate- anche col voto e le vostre candidature- i predoni, che hanno rubato il vostro presente e il vostro futuro.

Tutti i predoni della partitocrazia (dei cosiddetti centro-destra, centro e centro-sinistra), al servizio delle oligarchie neoliberiste, finanziarie speculative.

Non commettete l’errore di votarli, ancora una volta.

Vi rovineranno definitivamente.

Non commettete l’errore fatale di ASTENERVI.
I predoni non aspettano altro.

Più vi astenete, più loro godono: voteranno soltanto i loro 500.000 clienti, strettamente controllati e allineati, e, comanderanno ancora- per 5 anni- la devastata Sicilia.

Voi sarete ridotti definitivamente alla miseria, all’umiliazione, al servilismo, all’emigrazione di massa.


Senza lavoro, senza reddito, senza democrazia, senza diritti, senza uno Stato sociale degno di questo nome (scuola, sanità, trasporti).

Come gli antenati, alla fine dell’Ottocento e negli anni 40 e 50 del Novecento.

Noi, combattenti di buona volontà, poniamo al vostro servizio una rete civile e una LISTA di rivolta, di battaglia, di rottura, “Noi Siciliani con Busalacchi-Sicilia Libera e Sovrana”

Contattateci immediatamente. Soprattutto per porgere le vostre candidature e combattere insieme. Fraternamente, lealmente, audacemente, fino in fondo.

Guai a perdere il treno delle elezioni regionali del 5 novembre 2017:potrebbe essere l’ultimo.

Quella in cui hanno vissuto i vostri antenati è la vostra terra. Avete diritto di viverci anche Voi e costruire qui il vostro futuro

Dio ci ha regalato un clima straordinario ed ha concentrato nella Sicilia ricchezze ambientali, artistiche, archeologiche che nessun territorio può vantare. Abbiamo un mare meraviglioso. Tradizioni e culture di cui andare orgogliosi. Abbiamo 7 siti unesco e 22 presidi slow. Eppure abbiamo il record di una disoccupazione giovanile del 56%. Gli investitori si tengono alla larga da un territorio che li allontana. Oggi sono tanti i siciliani che decidono di partire per vivere altrove. 

All’estero o in alta Italia non importa, l'importante è "scappare" da una terra ostile con i suoi figli abbandonando casa, vincoli e affetti, per andare incontro a un destino meno crudele, almeno questa è la speranza. A partire sono soprattutto i giovani, nel pieno dell’età lavorativa. Età media ventisette anni. Il 22% di chi va via è laureato, mentre il 28,7% è diplomato. Sono i famosi cervelli in fuga. Ma oltre confine non si vanno a ricoprire solo posizioni che richiedono professionalità qualificate. In patria si fatica a trovare un posto all’altezza della propria formazione e delle proprie ambizioni.

Di chi la colpa ? Nostra, ciòè del Popolo siciliano, donne ed uomini che, alle ultime elezioni regionali per metà hanno dato fiducia a chi non la meritava e, puntualmente, l’ha tradita, e per l’altra metà ha deciso di non recarsi alle urne, per stanchezza, per protesta o per indifferenza, poco importa. Serve una rivolta democratica per cacciare chi ha reso colonia la nostra terra e decidere di utilizzare l’arma democratica del voto per riprenderci il nostro futuro. Oppure dare avvio alla rivolta.

Uomini e donne delle associazioni culturali, produttive lo stanno facendo con noi.

Vogliamo incontrarti in qualsiasi ora del giorno o della notte. Ti chiediamo solo di darci l’opportunità di farti conoscere la nostra visione, i nostri sogni.

I candidati che cerchiamo non hanno fatto politica politicante, non sono collusi con il malaffare, sono solo persone che amano la loro terra e che forse fanno parte di quell’immenso patrimonio di energie, professionalità e idee che aspettano di attivarsi in un progetto di sviluppo chiaro ed autocentrato. Giovani che sono pronti a dare la loro disponibilità a battersi con noi. Con sincera passione e con orgoglio.

Chiamaci. Con Voi saremo ancora più forti.


E’ l’ora della RESA DEI CONTI
della rivincita e della vittoria dei giovani siciliani.


“LA SICILIA AI GIOVANI SICILIANI”

martedì 29 agosto 2017

SICILIA: LA RESA DEI CONTI di Beppe De Santis

[ 29 agosto 2017 ]

Chi ha orecchie per intendere, intenda...

La campagna elettorale siciliana entra nel vivo. Come abbiamo detto le elezioni siciliane del 5 novembre sono la prova generale delle nazionali di primavera. I nostri lettori sanno già che la sola vera novità è la lista SICILIA LIBERA E SOVRANA- Noi siciliani con Busalacchi, movimento con il quale la CNL ha sottoscritto un vero e proprio PATTO POLITICO.
Contro SICILIA LIBERA E SOVRANA sta partendo (c'era da aspettarselo) una vera e propria campagna di denigrazione. Con questo intervento —che getta un fascio di luce sulle recenti vicende siciliane, oscure e meno oscure —parte il contrattacco.


STORIA E FALLIMENTO DEL MPA (Movimento per l’Autonomia)


E’ l’ora della RESA DEI CONTI della storia e del fallimento dell’MPA.

L’MPA ha suscitato, in Sicilia, una straordinaria speranza (periodo 2005-2008, fase di incubazione e sviluppo) ed è risultato, alla fine dei conti, un TITANICO FALLIMENTO (periodo 2009-2012, fase di governo di Raffaele Lombardo —nella foto sopra).

LE RAGIONI DELLA NASCITA E DELLO SVILUPPO DELL’MPA E LE DUE FASI DIVERSE DEL MPA

Vanno distinte, dunque, due fasi, due realtà e vicende diverse, seppure intrecciate.
Attorno al 2005, il sistema di potere politico, e politico-mafioso siciliano, era in piena crisi.
La base del sistema di potere siciliano, impostosi dal 1994 (clamorosa discesa in campo di Berlusconi), era fondato sul berlusconismo trionfante, su Forza Italia, e, sul quadrumvirato Silvio Berlusconi-Marcello Dell’Utri-Gianfranco Miccichè-Antonio D’Alì. E’ il tempo disgraziato del “61 a 0”, a favore del centro-destra, a trazione berlusconiana. Questo sistema, nel 2005, era in crisi verticale.
Per reggersi, lo scricchiolante sistema di potere berlusconiano, in salsa sicula, dovette far ricorso, malvolentieri, peraltro, all’inedito duopolio BERLUSCONISMO-CUFFARISMO (il fenomeno prende nome dal famigerato e sciagurato Totò Cuffaro, governatore siciliano dal 2001), una riclassificazione, quest’ultima, del peggiore mix tra degenerato, vetero-popolarismo di antica schiatta democristiana (della peggiore specie), clientelismo globale e totalitario, assistenzialismo sistemico e depravato, disinvoltura totale nei rapporti proattivi con la trama affaristico-mafiosa.
Ma, attorno al 2005, anche il cuffarismo è in crisi: era difficile, improbo, reggere all’infinito la titanica —e geometricamente espansiva— CONFEDERAZIONE SICULA DELLE CLIENTELE, in versione “Totò vasa vasa” (nomignolo derivante dalla prassi incontenibile  del nostro Totò governatore di baciare tutto e tutti, una vera e propria incontinenza, un inquietante “governar baciando”).
Frattanto, dopo un decennio di infondate speranze (1995-2005), l’assetto economico e sociale siciliano comincia a precipitare verso l’abisso.
Il malessere, e il furore popolare, prima serpeggia, e, poi, si comincia a sentire diffusamente nell’aria, come veleno.

LE TRE DISTINTE RADICI DELL’MPA

In questo contesto germina l’idea, il progetto e il percorso promozionale dell’MPA.
L’MPA germina da tre distinte radici.

1 - L’AUTONOMISMO, e il sicilianismo genuino, democratico e progressivo, anche con una forte componente di sinistra, rappresentato dalla comunità politica, che già nel lontano 1996, aveva fondato il Movimento e la Lista “Noi Siciliani” (circa 72.000 voti al Senato e circa 47.000 voti alle regionali, con l’elezione di 1 deputato). ”Noi Siciliani” era costituito da 3 componenti: la componente autonomista democratica e progressiva (Erasmo Vecchio, Giuseppe Scianò e altri); la componente laburista di sinistra (Beppe De Santis); la componente cattolico popolare (i fratelli Andrea e Antonio Piraino). Erasmo Vecchio, più degli altri, assicurò generosa continuità operativa all’impegno autonomista, quale autorevole co-promotore di “Nuova Sicilia” (100.000 voti alle regionali del 2001, con 3 deputati).

2 - Il POPOLARISMO CATTOLICO-DEMOCRATICO di ascendenza ACLISTA, rappresentato dal compianto on. Lino Leanza ed altri.

3 - Gli SCISSIONISTI EX-UDC, di remota e vaga provenienza dalla sinistra democristiana e cislina, aggregati attorno a Raffele Lombardo (euro-parlamentare nel 1999 e nel 2004  e anche Presidente della Provincia di Catania dal 2003).

Nella costruzione dell’MPA, la squadra di “Noi Siciliani” ci mise l’anima, la visione, il progetto, gran parte del programma, e quadri e militanti, l’entusiasmo, la generosità romantica perfino. Tanto è vero che lo stesso De Santis, divenne, nella pratica e nell’immaginario collettivo l’ideologo per eccellenza, lo stratega, il tessitore, l’uomo-programma, il mediatore dinamico. Questa fatica è dimostrata dalla mole impressionante di documenti elaborati, di piattaforme, di libri (in gran parte pubblicati dalla casa editrice Arianna gestita da Pietro Attinasi e sua figlia Arianna), convegni, seminari. Una parte della documentazione è facilmente reperibile in WEB. Tra i libri, basti citare: “10 buoni motivi per la nascita e il successo del Movimento per l’Autonomia” (2005), “Autonomia è Ambiente” con Rossana Interlandi (2008), ”Una Sicilia libera e forte. Per il rinnovamento della Sicilia” (2008), “La Sicilia siamo noi. Profilo storico e culturale della Sicilia (3 voll. 2008), “La Sicilia ai giovani siciliani” ( 2008), “L’ultimo treno del Sud e della Sicilia. La programmazione 2007-2013”.
Lino Leanza e la sua squadra ci misero l’approccio sinceramente popolare, responsabile, mediatorio, ragionevole, la concretezza e la generosità operativa a favore dei disoccupati e dei giovani, in particolare.
Raffaele Lombardo —sempre affiancato dal servile e traditore Giovanni Pistorio— ci mise, soprattutto, le truppe, in gran parte cammellate e trasformiste (c’est la vie), nonostante gli appassionati e roboanti impegni autonomisti e para-rivoluzionari degli inizi (periodo 2005-2008). Tutti  genuinamente reperibili in WEB e nella documentazione ufficiale del Governo regionale  e dell’Assemblea regionale. Ci mise, poi, il Lombardo, la più incontinente avidità e smania di potere,  protervia, accidia, mania del potere per il potere , solipsismo paranoico, la mania  di grandezza in sé e per sé (l’hybris), di vera e propria violenza del potere (periodo 2008-2012).

LA PIATTAFORMA TRADITA DELL’MPA

Resta il fatto che la prima fase dell’MPA (2005-2008, prima della conquista del governatorato regionale) fu complessivamente positiva, propulsiva, creativa, democratica, partecipata, densa di idealità e di buona progettazione, almeno da parte dei promotori dell’MPA in buona fede (magari, i classici “utili idioti”). In questo quadro si attivarono centinaia e centinaia di militanti di buona volontà, che diedero l’anima per l’MPA, e anni di impegno gratuito e appassionato. Ne ricordo due tra i tanti: Giuseppe Prestigiacomo e Rossana Interlandi.
Gli obiettivoìi del PRIMO MPA erano:
- dignità, orgoglio, responsabilità e identità alla Sicilia;
- tutela, senza guardare in faccia a nessuno, degli interessi sistemici della Sicilia;
- tutela dell’agricoltura e dell’agroindustria siciliana dalle multinazionali predatrici e dalle centrali oligarchiche;
- animare e rinnovare la partecipazione del Popolo siciliano al governo della cosa pubblica;
- realizzare un sistema generalizzato e serio di FISCALITA’ DI VANTAGGIO O DI SVILUPPO, come dir si voglia;
- realizzare finalmente e bene, senza sé e senza ma, il PONTE SULLO STRETTO, ritenuto-sia pure tra riserve —la madre di tutte le infrastrutture— in modo ecocompatibile e al riparo dei comitati d’affari;
- attuare radicalmente e integralmento lo STATUTO AUTONOMISTICO speciale;
-realizzare, in un’ottica neomeridionalista, il massimo di sinergia e di alleanza possibile con le altre 7 Regioni meridionali;
- “debellare definitivamente” il cancro della mafia, ”tutto in 10 anni al massimo”, così arringava le folle il Lombardo (vedere gli atti dei primi congressi dell’MPA).
Ebbene, DI QUESTO PROGRAMMA RIVOLUZIONARIO NON SI E’ REALIZZATO NULLA, O SI E’ REALIZZATO L’ESATTO IL CONTRARIO.
Tutto è stato vigliaccamente tradito. Una ignominia.
Tant’è che, vista la mala parata, Erasmo Vecchio fu uno dei primi ad andarsene, sdegnano.

I SETTE TRADIMENTI DI LOMBARDO E DEI LOMBARDIANI

Cosa accadde, già nella tarda primavera del 2008, soltanto qualche mese dopo l’ascesa al potere del Lombardo?


L’UOMO SOLO AL COMANDO E LA LIQUIDAZIONE DELL’MPA

1 - In primis, il Lombardo liquidò il nuovo movimento-partito, cioè l’MPA stesso. Tutto il potere al Governatore. L’UOMO SOLO AL COMANDO, in forme estreme e paranoiche.
Ma come si potevano combattere i POTERI FORTI, senza l’ausilio di un Partito forte, organizzato e combattivo?
L’idea poteva esser quella di affidare il partito ai quadri più generosi e disponibili, più vocati e adatti a questa funzione, come Leanza, De Santis, Interlandi, Prestigiacomo e altri bravissimi quadri e militanti.
Ma, quando mai!
Il Lombardo impedì, con protervia, ogni ipotesi di svolgimento di qualche forma congressuale del morente (assassinato) MPA.

LA LIQUIDAZIONE DEI PARTNERS E COLLABORATORI PIU’ATTIVI E AUTONOMI

2 - In secondo luogo, il Lombardo tolse potestà, mise in qualche cantuccio di secondo o terzo ordine, emarginò, o letteralmente liquidò tutti principali e sinceri promotori dell’MPA, a partire da Lino Leanza, Giuseppe Prestigiacomo, Beppe De Santis e decine e decine  di quadri e militanti che ci avevano creduto all’MPA. Ad altri, più deboli e consenzienti, riservò il ruolo di tappabuchi.
Il Lombardo, anche con i più brillanti collaboratori, usò la classica “tecnica della sarda”, di scuola manniniana (dal Ministro Calogero Mannino, maestro del Lombardo e del Cuffaro): fargli assaggiare il potere e lo svolgimento di una funzione autorevole, per poi rimuoverlo dopo pochi mesi, senza ragione alcuna —se non quella di fare “odorare la sarda” ai successivi malcapitati.
Alla “tecnica della sarda” fa da presupposto filosofico “la teoria de coglioni”: vale a dire, che i collaboratori e i partners è meglio, è d’uopo, che siano prevalentemente cretini, fragili, ricattabili, servili. Per quelli mediamente intelligenti e di carattere, non c’è posto. I partners e i collaboratori devono essere come i coglioni, devono essere coglioni.
In compenso, il Lombardo, si tenne sempre tra i piedi (pardon tra i coglioni), il più infido e mellifluo e traditore tra tutti i compagni d’avventura, il già citato Giovanni Pistorio, che, alla prima occasione, lo tradì clamorosamente.
Queste teorie e queste pratiche barbariche fanno da presupposti a fenomenologie governative ben più pericolose e destabilizzanti: il continuo e folle giro di valzer delle maggioranze governative, degli assessori, dei direttori,  degli incaricati e dei collaboratori tutti i livelli. Il caos.

I TRADIMENTI E IL RIBALTAMENTO DELLE ALLEANZE

3 - In terzo luogo, il Lombardo, preso dalla ybris (mania di grandezza di tipo paranoico) dell’uomo solo al comando, presto tradì la maggioranza che l’aveva eletto con fiducia e entusiasmo, e convolò a nozze con il PD di Beppe Lumia e di Antonello Cracolici.
Accade che, nel 2009, i centristi di Casini, avvertendo la crisi strutturale del berlusconismo e della ruolo dello stesso Berlusconi, osarono ipotizzare un CENTRO POLITICO autonomo dallo stesso Berlusconi. Apriti cielo!
Presto, e di nascosto, il Lombardo fece un patto col Cavaliere di Arcore, teso a liquidare l’UDC siciliana, perno dell’UDC nazionale e quindi perno del sognato CENTRO AUTONOMO.
Il Lombardo approntò un vero e proprio TRADIMENTO, di stile borgiano, ai danni degli alleati più viciniori e simpatetici, i malcapitati dell’UDC. I quali, infatti, con vari pretesti rivoluzionari, furono sbattuti fuori dal governo regionale. Quello che ci rimase più male fu soprattutto il povero totò Cuffaro, già in altri e ben più grossi guai affaccendato.
Poi, sempre il Lombardo spaccò Forza Italia siciliana, sbattendone una parte fuori dal governo e tenendosene una parte, servile, dentro. Il fido Miccichè, allievo e cane di scorta del capo della mafia politica, il senatore Dell’Utri.

LOMBARDO E I LOMBARDIANI SERVI DELLE OLIGARCHIE NEOLIBERISTE, FINANZCAPITALISTE SPECULATIVE

4 - In quarto luogo, il Lombardo, abbandonate miserevolmente le istanze autonomistiche, adottò tutte le politiche austeritarie e di tagli della spesa pubblica, antimeridionaliste e anti-siciliane, imposte dal nuovo governo Berlusconi-Tremonti-Bossi, governo, peraltro, a truce trazione leghista. A cominciare dai durissimi tagli alla Sanità e ai Comuni.
Pr la sanità adottò, come assessore, un rozzo tagliatore di teste, un certo Massimo Russo, magistrato rampante, completamente ignavo delle cose sanitarie. A distanza di anni, quando gli operatori sanitari siciliani sentono il nome del sunnominato, si toccano freneticamente le pudenda.

Il Lombardo, da rodomontico guerriero autonomista, assunse il ruolo di servo totale e gagliaardo delle oligarchie neoliberiste speculative romane e europee, che, tra il 2008 e il 2012 ( dal 2011, con truce Mario Monti) fecero definitivamente a pezzi l’Italia, il Sud e la Sicilia.

Peraltro, il Lombardo, essendo molto superbo e ignorante, come gran parte della classe  politica predatoria nostrana, quando nel 2008 (formalmente il 17 settembre 2008, con l’affondamento della Lehman Brothers), scoppio la GRANDE CRISI GLOBALE, NON NE CAPI’ MINIMAMENTE LA PORTATA, ch fu più devastante della crisi del 1929, sebbene alcuni dei suoi collaboratori più volenterosi e informati l’avessero messo sull’avviso, suggerendogli anche di leggere qualche  libro illuminante di Gallino, Bagnai, Piketty, Screpanti.  Nulla da fare. Se ne stracatafottò altamente, come direbbe il maestro Camilleri. Continuò ad andare avanti a testa bassa, contribuendo ad affondare definitivamente la Sicilia.
Alcuni dei più ingenui e testardi  (“utili idioti” per l’allievo preferito di Lillo Mannino) collaboratori d’allora conservano ancora caterve di e-mail indirizzate ufficialmente al Signor governatore con suggerimenti, indicazioni, proposte, finite nel nulla della NULLITA’ AUTODISTRUTTIVA DEL LOMBARDISMO. Forse è tempo di pubblicarle , queste e-mail.

L’ARMATA BRANCALEONE DI LOMBARDO HA TRADITO COMPLETAMENTE L’AUTONOMIA SICILIANA E IL POPOLO SICILIANO

5 - In quinto luogo, il Lombardo riempì il Parlamento regionale, gli Assessorati, gli enti regionali, perfino qualche anfratto del Parlamento nazionale e del governo nazionale di autentici ascari —collaborazionisti venduti al colonizzatore di turno— anti-siciliani, soggetti servili, ignavi e pericolosi, un autentico circo Barnum di soggetti a tutto vocati meno che a fare i guerrieri autonomisti e sovranisti, veri e propri personaggi in cerca d’autore, e proprio per questo dannosi, dannosissimi alla causa del bene comune, del bene pubblico. Figuriamoci alla difesa dell’Autonomia siciliana. Ne ricordo  soltanto alcuni, come in un incubo, ad occhi aperti: Giovanni Pistorio (senatore, deputato all’Ars e pluriassessore), il senatore Vincenzo Oliva, il sottosegretario Giuseppe Reina, Roberto Di Mauro, Carmelo Lo Monte, Riccardo Minardo, Pietro Rao, Angelo Lombardo, Angelo Attaguile, Antonino Rizzotto, Marianna Caronia, Giovanni Greco, Salvatore
“Toti”Lombardo, Paolo Ruggirello, Totò Lentini, Giuseppe Federico, Vincenzo Figuccia, Giuseppe Gennuso, Mimmo Russo, Paolo Colianni, Gaetano Armao. Un’armata Brancaleone.
Tutti costoro, insieme ad un altro centinaio almeno HANNO TRADITO COMPLETAMENTE L’AUTONOMIA SICILIANA.
Hanno ingannato il popolo siciliano. Sono dei traditori della Patria siciliana.

LOMBARDO E I LOMBARDIANI AL SERVIZIO DI MATTEO RENZI

6 - In sesto luogo, il Lombardo, nel corso della presente legislatura nazionale, ha allocato e dislocato i suoi residui, pochissimi, servi, ancora presenti nel Parlamento nazionale (2-3 scherani), tramite la banda parlamentare di  Denis Verdini, AL SERVIZIO DELLA MAGGIORANZA E DEI GOVERNI RENZI.
Lombardo e i lombardiani sopravviventi sono, dunque, renziani.
Sono corresponsabili di tutte le malefatte del governo Renzi e contorni. Altro che Autonomia.

LOMBARDO E I LOMBARDIANI PER IL “SI’” AL REFERENDUM E QUINDI NEMICI DELLO STATUTO AUTONOMISTICO

7 - In settimo luogo, il Lombardo e i suoi scagnozzi, hanno baldanzosamente sostenuto il SI nel referendum anticostituzionale del 4 dicembre 2016, in perfetta combutta con la banda Renzi.
Ora, svuotare e distruggere la Costituzione italiana del 1948, significa contestualmente distruggere lo Statuto autonomistico siciliano. Non è molto difficile a afferrare.

L’ARMATA BRANCALEONE LOMBARDIANA DI NUOVO IN AGGUATO

Adesso, giungono notizie per cui gran parte di questa gentaglia, da dietro le quinte capitanata dal Lombardo, intende ripresentarsi alle elezioni, per farsi rieleggere e continuare ad ingannare il Popolo siciliano. Sempre in nome dell’Autonomia, dell’Autonomia tradita.
Se hanno tradito una volta, due volte, tre volte, continueranno a tradire.
Vi rendete conto? Di nuovo, Colianni, Rizzotto, Gennuso, Lombardo junior. C’è da inorridire.
Approfitto per far notare che l’esimio Gaetano Armao è stato, in questi anni, dal 2009 ad oggi, il vero braccio destro di Lombardo.
Sarebbe lui —l’Armao tanto caro a Berlusconi— il nuovo guerriero vendicatore dei torti subiti dallo Statuto autonomistico?
Ma, siamo seri!

IL TEMPO DELLA “BESTIA”


Anni fa, nel lontano fine 2008, quando in pochi mesi, capii e capimmo il tradimento in corso del Lombardo, ciascuno in buona volontà cercò di correre ai ripari.
Ci fu chi mollò immediatamente l’MPA e il Lombardo e andò altrove a svernare.
Chi abbandonò, schifato, e per sempre l’attività politica.
Chi tentò di opporsi alla deriva lombardiana e ri-mediare.
Chi, come il sottoscritto tornò agli studi di taglio sovranista costituzionale (come ci saremmo chiamati di lì a poco), al lavoro di progettista dello sviluppo locale, cercò di contribuire alla nascita e allo sviluppo del nuovo movimento contadino che sfociò nei FORCONI, a ipotizzare progettare e promuovere una sommossa meridionalista (sulla falsariga di libri di Pino Aprile) prima dell’insorgenza grillina, a intraprendere la lunga marcia della rivoluzione sovranista costituzionale.
A partire dal Natale del 2008, nel mondo ormai semidistrutto dell’ex MPA, gli improperi e gli epiteti contro il Lombardo si sprecarono.
Un appellativo ebbe particolare successo.
“La Bestia”. E’ stato, per un lungo periodo, l’appellativo più gentile e diffuso per qualificare il traditore di Palazzo D’Orleans.
Lombardo “La Bestia”.
Ora, io alla “Bestia”, intanto, dico: “Non molestare il cane che dorme”.
Ma, “La Bestia” non sa, non può resistere a fare del male, a molestare, a provocare, a violentare, a malignare, a trafficare, a “pupiare”.
Per cui, siccome “ La bestia” non molla, sono stato costretto, durante questo afoso agosto 2017, a scrivere un libro di oltre 200 pagine, tutte dedicate alla “Bestia”.
Il Libro è già in tipografia e uscirà in autunno.
In piena campagna elettorale.
E’ già prevista la presentazione in una settantina di Comuni di Sicilia.
Questo umile e sintetico articolo è soltanto l’antipasto della storia della “Bestia”.
Anticiperemo, nelle prossime settimane, alcuni contenuti del Libro. Sui Blog e su Facebook.
Peraltro, siamo costretti a questo tipo di scrittura, per legittima difesa.
In altri termini, non ne possiamo più dell’impostura di questi cattivi soggetti, di questi satrapi falliti e traditori.
Vi dò, per ultimo, nel successivo post-scriptum, alcuni esempi miserabili  del modo d’essere e agire di questi miserabili soggetti.

Post-scriptum

Mi dicono che il Lombardo ( “La Bestia”) ad un rozzo candidando di Siracusa, piombandogli in casa, gli abbia intimato di non perdere tempo con quei “saltimbanchi” di Beppe De Santis e Erasmo Vecchio.
Povera la mia “Bestia”, come ti sei malridotta.
Vedrai, Vedrai…
Questi saltimbanchi, questi meschini pagliacci, ti faranno saltare il Banco.
Mi dicono che il Lombardo (“La Bestia”) ad un cretino, che si crede un rivoluzionario, abbia suggerito che “il problema non è tanto Erasmo Vecchio, che è un buono. Il problema è De Santis. Che bisogna abbattere. Isolare. E’ lui l’estraneo ai nostri interessi (?), l’alieno. Pericoloso”.
Il Lombardo ignora, o fa finta, che Erasmo e Beppe sono fratelli siamesi.
Vedrai, vedrai…
Sì, siamo magnificamente estranei ai suoi interessi (?).

Attenzione, cara “Bestia”, a quel che scrisse il 30 settembre 2005  il famigerato pidocchio Matteo Messina Denaro, attuale capo assoluto di Cosa Nostra, nel suo epistolario “Lettere a Svetonio”, col noto Vaccarino —ex sindaco colluso  e tragediatore di Castelvetrano, a suo tempo, attivo sodale del Lombardo e cacciato dalle file dell’ MPA per iniziativa di De Santis e altri—, riferendosi alla nascita e sviluppo dell’MPA, a trazione lombardiana:

 “ n.b. Mi piace il nuovo cammino (l’MPA), escluso De Santis”.
“Con accresciuta stima
e l’immenso affetto di sempre
un bacio-
ad maiora
suo Alessio”.
(alias Matteo Messina Denaro).

Nelle prossime puntate, ripubblicheremo l’intera intercettazione e altre stuzzicanti notizie.

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