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venerdì 16 giugno 2017

NÉ DESTRA NÉ SINISTRA (terza parte): LA SINISTRA PRO di Tonguessy

[ 16 giugno 2017 ]

Segue la PRIMA e la SECONDA parte del saggio di Tonguessy

Entriamo nella zona politicamente incolore di Gianroberto Casaleggio il quale ci informa che “un’idea non è né di destra né di sinistra. E’ un’idea. Buona o cattiva.”

Gli fa eco Grillo, il quale dichiara: “il MoVimento 5 Stelle non è di sinistra (e neppure di destra). E' un movimento di italiani. L'ideologia, l'ideologia non credo ancora che ci sia è un paravento per fottere la gente. Il MoVimento è sopra e oltre e parla agli italiani, non ai piddini o ai berlusconiani.”

Interessante la semantica: prima di tutto NON è di sinistra e tra parentesi non è neanche di destra nonostante “nel Parlamento europeo afferisca al gruppo politico euroscettico di destra dell'Europa della Libertà e della Democrazia Diretta che ha contribuito a fondare insieme ad altre forze politiche nel 2014”[1]

In piena assonanza con il motto “Rosso è Nero” l’ex-comico si allinea con quanto detto da Mutti, Sofo e fascisteria postmoderna varia: bisogna andare oltre gli schieramenti tramite la manipolazione dei segni che gettano il reale (la Storia ed il sangue con cui è stata scritta) nel virtuale. Non a caso si inseriscono nelle procedure politiche dettagli tutt’altro che irrilevanti come la democrazia diretta via web, definita come “il più incredibile successo nella storia della politica online”. Il suo blog “già nella seconda metà degli anni Duemila era tra i primi dieci al mondo nella classifica di Technorati”. [2]

Si tratta di demolire le obsolete categorie precedenti che vanno associate ad inefficienza, arretratezza e corruzione. Secondo Grillo “la demolizione è già iniziata attraverso una tecnologia che si chiama Internet, che sta demolendo tutti i canoni nel mondo di finta democrazia, di corruzione.... È un cambiamento di mentalità, di cultura, di civiltà. “ [3] Questo lo dice un sito che è tutto un programma: libertà nel digitale. Probabilmente pensato in funzione della società cashless, dove i cittadini possiedono solo una carta di credito che sposta stringhe numeriche in qualche computer di proprietà di qualche banca che può bloccare in qualsiasi momento le loro disponibilità economiche. L’universo digitale ci ha lasciati davvero liberi: compressioni audio (Fraunhofer) che scartano frequenze, CD che comprimono le dinamiche musicali dei vecchi vinili, Berlusconi che grazie alla televisione digitale riesce a evitare di mandare in soffitta Rete4. La “demolizione” di cui parla Grillo è portata avanti dalla tecnologia digitale: basta con le finte libertà legate all’obsoleto mondo analogico, oggi serve “un cambiamento di mentalità, di cultura, di civiltà.” In effetti un partito votato da un’eguale dose di elettori di sinistra e di destra (anche se inizialmente sostenuto solo da delusi di sinistra) non può che testimoniare tale cambiamento. Bisogna dimostrare però che i cambiamenti sono sempre positivi così come Grillo lascia intendere. Io preferisco ancora i vinili, meglio se amplificati da un valvolare.

Per Grillo “la Rete diventa una sorta di divinità, protagonista di una narrazione escatologica in cui scompaiono i partiti (nel senso originario di fazioni, differenze organizzate) per lasciare il posto a una società mondiale armonica, organicista.” [4]

Grillo in questi suoi propositi ha avuto lungimiranza: affidandosi alla tecnologia ha fatto più o meno che ciò che fece la borghesia per scalzare gli aristocratici nel passaggio da medioevo a modernità. I fatti dimostrano ancora una volta che il credo su cui sono stati costruiti per decenni (se non per secoli o millenni) interi sistemi sociali non reggono il confronto con la fascinazione di ciò che di innovativo scienza e tecnologia sanno proporre. In questo il M5S rappresenta una novità: mentre le consorterie del né-né si affidano ai metodi tradizionali con risultati abbastanza scadenti, i vertici pentastellati si sono affidati a delle innovazioni che promettono (per default) un cambiamento epocale. Purtroppo la strada del né-né è segnata in partenza e, al netto del coinvolgimento tecnologico, senza adeguate strutture culturali e politiche che si rifacciano necessariamente ai vecchi canoni il decadimento nell’indifferenziato postmoderno è inevitabile. Se cioè si sostiene la validità del né-né si viene inderogabilmente attratti nella spirale infernale dell’indifferenziazione.

Meglio di Grillo ha fatto Macron “il cui partito è stato creato su Internet, solo un anno fa...dalla squadra di Steele & Holt, una misteriosa società” scrive il sempre ottimo Meyssan che annota come sia il partito di Aaron Sharon Kadima! che En Marche! siano “dei partiti centristi che riuniscono personalità di destra e di sinistra. [Macron] Non mette in discussione la capacità dei partiti di sinistra e di destra a difendere i valori a cui si richiamano, ma invita i leader di questi partiti a unirsi presso di lui per difendere i loro interessi comuni. Senza dubbio, se le elezioni andranno così come Macron spera, la distruzione dell’opposizione avrà inizio.”[5]

La ridondanza delle proposte di sinistra fatte da destra (e viceversa) non perdona, ed il giochino è stato creato apposta per seminare il post-individualismo attuale dove non si riesce più giudicare l’individuo dall’appartenenza politica ma dall’esposizione delle teorie incrociate che lo accompagnano, rigorosamente in antitesi tra loro. Questo caos preordinato serve a squalificare i precedenti ordinamenti dando l’abbrivio ad una ridefinizione del sistema. Come pensavate fossimo arrivati all’attuale stato di dominio della finanza sennò?

Restiamo in zona grigia, ma viriamo a sinistra. In qualità di alter ego del già citato Brugnaro per sponsorizzazioni di partiti, Penati rappresenta perfettamente il decadimento dell’ex PCI verso l’indifferenziato sinistroide attuale. Oggetto di parecchie indagini giudiziarie, viene sostenuto anche da Philippe Daverio in un video intitolato “Né destra né sinistra ma avanti”. Ci informa il papillonissimo dal suo comodo divano che oggi “non conta più essere di destra o di sinistra. Le categorie di destra e di sinistra sono totalmente obsolete. Solo alcuni assolutamente antiquati continuano ad utilizzarle. La categoria della destra e della sinistra è una categoria molto bizzarra…è caduta assieme al muro di Berlino nel 1989. Né destra né sinistra ma avanti!” [6]Ecco fatto. Il PD cade anch’esso nella trappola e invece di rivedere le proprie analisi delle cause che hanno portato allo sfacelo attuale, preferisce adottare la politica di Borghezio e soci: evita di dichiararti comunista, prenditi un leader democristiano per fare sembrare vero il tuo pentimento e gioca a nascondino semantico: i tuoi esponenti grazie all’adesione all’indifferenziato postmoderno non potranno fare diversamente da chiunque altro, e la magistratura semmai farà il proprio dovere.

“Nè destra né sinistra ma avanti!”. Verso dove? Beh, che importa? L’essenziale è non disturbare il manovratore e indossare il papillon.


NOTE 

martedì 12 aprile 2016

IN MORTE DI GIANROBERTO CASALEGGIO

[ 12 aprile ]

Apprendiamo ora della scomparsa, dopo una lunga ed implacabile malattia, di Gianroberto Casaleggio, fondatore, assieme a Beppe Grillo, del Movimento 5 Stelle. 
Non abbiamo mancato, quando lo abbiamo ritenuto necessario, criticare alcune posizioni politiche di Casaleggio. 
Ciò non ci impedisce di esprimere le nostre più sincere condoglianze e la nostra vicinanza a tutti gli attivisti del Movimento 5 Stelle per questa loro grave perdita. 
Le profonde differenze che abbiamo con M5S non ci hanno impedito né ci impediscono di riconoscere che esso ha incarnato ed incarna ancora la profonda indignazione di tanti cittadini italiani contro il corrotto regime oligarchico dominante, quindi la speranza di un profondo cambiamento sociale, politico e morale. 
Il Paese, dopo anni di crisi devastante, sembra essere giunto ad un giro di boa. 
Vedremo se il Movimento 5 Stelle saprà tenere fede al mandato che tanti gli hanno affidato, di buttar giù questo sistema marcio, o se anch'esso farà la fine di coloro che, una volta ottenuta la fiducia dei cittadini, alla prova decisiva, l'hanno barattata per la loro gloria ed i loro privilegi di casta, dimostratisi quindi solo venditori di fumo, anzi, venduti a chi comanda.

la Redazione di SOLLEVAZIONE

lunedì 6 ottobre 2014

IL CAPITALISMO E IL MOVIMENTO 5 STELLE (così non la pensa Casaleggio) di Guido Grossi

6 ottobre. 
Ve la ricordate l'uscita di Casaleggio durante la campagna elettorale per le europee? Quando affermò che si sarebbe dovuta tagliate la spesa pubblica di 200 miliardi di euro? 
Al confronto Cottarelli ci fece la figura di una mammoletta. Era la dimostrazione, la demenziale uscita di Casaleggio, di quanto consistente sia, dentro il Movimento 5 Stelle, l'anima non solo capitalistica, ma apertamente liberista. Demenziale proposta, appunto, perché un taglio della spesa pubblica di quella dimensioni avrebbe effetti recessivi catastrofici, ed infatti nemmeno le teste d'uovo della troika si spingo fino a tal punto.
Ma non tutti in M5S la vedono come Casaleggio. Che in M5S ci sono anime diverse e opposte, lo sappiamo. Esiste anche un'anima anticapitalista. Ne è prova quanto affermato da Guido Grossi (nella foto), candidato sindaco di M5S alle recenti elezioni municipali a Spoleto. Questa diverse correnti di pensiero, in rappresentanza di opposti interessi sociali, coabitano in M5S. Per quanto tempo ancora?
«Dobbiamo avere il coraggio di dire che è il capitalismo ad essere sbagliato.
Intrinsecamente e irrimediabilmente sbagliato.

Tocca scegliere : o tuteliamo gli interessi del capitale OPPURE quelli delle persone umane.

Fare finta che le cose siano conciliabili - esattamente come tutti stiamo facendo finta che sia - è una pia illusione che ci sta mandando in rovina.

Ce ne dovremmo liberare il prima possibile, da questa illusione.

Anche senza tanti ragionamenti filosofici, ma semplicemente osservando i risultati che abbiamo sotto gli occhi».

giovedì 17 luglio 2014

M5S IN EUROPA... CERTI INQUIETANTI RETROSCENA di Denis Mapelli

17 luglio. Chi ci segue sa bene che questa redazione non solo ha sostenuto ogni battaglia democratica ingaggiata dal Movimento 5 Stelle; ha anche dato indicazione di voto a M5S sia alle politiche del febbraio del 2103 che alle recenti europee. Sa anche che ciò non ha ci ha impedito di criticare, spesso e volentieri, quelle che abbiamo ritenuto decisioni sbagliate di M5S  o di Grillo. L'ultimo caso quello della proposta di legge elettorale avanzata dai Cinque stelle, culminata nei Dieci sì alle richieste di Renzi. Critiche politiche argomentate quindi, non "gossip". Non ci pare gossip la denuncia che viene fatta in questo intervento. Riguarda il come M5S ha composto la squadra di consulenti a Strasburgo, criteri verticistici nel metodo, e ambigui nella sostanza. Siamo in attesa di smentita.


«Chi detta e gestisce la linea politica del movimento 5  stelle? L'imprenditore Urbano Cairo? Il gruppo Vogue Italia? Pierferdinando Casini? Le agenzie di pubblicità di Milano con le quali lavora il gruppo Casaleggio? E' Gianroberto Casaleggio consapevole di ciò che sta facendo, a se stesso e al movimento? E Grillo che cosa dice? 

Come è possibile che Casaleggio e Grillo abbiano scelto deliberatamente, senza chiedere l'opinione di nessun iscritto al movimento, di assumere a Bruxelles individui come Diego Destro per la cifra di 4.200 euro al mese? Costui è un uomo delle televisioni; lavora ne "la Gabbia" per Paragone, amico di Messora e di Paolo Barnard. Nel corso della campagna elettorale hanno attaccato il movimento tentando di convincere gli elettori a non votare per M5s. E' un nostro nemico. E viene premiato?
Addirittura a gestire i rapporti con i media? Il Casaleggio del web contrario alle tivvù, si prende un uomo delle televisioni? Come mai lo fa? 

Come è possibile che sia stato assunto, sempre alla cifra di 4.200 euro al mese, Emanuele Sanguineti, berlusconiano doc, che lavorava nella precedente legislatura come capo ufficio stampa dell'europarlamentare del PDL/Forza Italia, onorevole De Martini? 

Come è possibile che sia stata assunta per la cifra di 2.300 euro al mese, certa Cecilia Arvedi, fedelissima di Pierferdinando Casini dell'Udc, già assistente parlamentare dell'europarlamentare dell'Udc (il partito di Casini) Gino Trematerra? 

Come è possibile che siano state assunte Monia Benini e Roberta Barone, entrambe assistenti di un ex-deputato del Partito dei Comunisti Italiani  certo Ferdinando Rossi, leader del gruppo "Movimento per il bene comune" che hanno fatto campagna elettorale contro il M5s? perchè da bravi comunisti trombati alle elezioni sono rientrati dalla finestra grazie alla scelta di Casaleggio e Grillo? La Benini è stata segretario provinciale della federazione del Partito dei Comunisti Italiani nella città di Ferrara ed è estranea al movimento, su quale base è stata scelta? 
Forse proprio per questo motivo? Perchè Casaleggio e Grillo hanno deciso di dare asilo ai trombati negli altri partiti? Perchè lo fanno? 

Come è possibile che Casaleggio e Grillo abbiano deciso e scelto di assumere l'ing. Giuseppe Guerrera, membro del comitato scientifico del CETRI-TIRES di Jeremy Rifkin (2.600 euro al mese) che si è battuto contro l'accordo con Farage, che ha fatto campagna contro l'accordo con Farage, che ha denunciato e insultato sia Grillo che Casaleggio per aver "osato" accordarsi con Farage, sostenendo la necessità di spaccare il movimento e grazie al fatto di essersi messo contro il movimento? Allora il movimento lo premia? 

Come è possibile che Casaleggio e Grillo abbiano assunto Davide D'Antoni, giornalista di Telelombardia, leghista di ferro, amico di Paragone che è figlio di un sindaco leghista, direttore di Milanow, testata che guarda con simpatia a Roberto Maroni? 
Con tanti bravi giornalisti disoccupati che da sempre militano nel movimento cinque stelle con tutta la passione del loro essere, bisognava assumere alla cifra di 3.400 euro al mese un professionista che non ha niente a che vedere con il movimento, le cui uniche intenzioni sono quelle di sottrarre consensi, voti e spaccarlo? 

Come è possibile che Casaleggio e Grillo abbiano scelto e deciso di assumere Michela Maisti, una piddina che scriveva su Europa, l'organo ufficiale del PD, e su Il Foglio di Giuliano Ferrara, per la cifra di 3.100 euro al mese, la quale ha fatto campagna elettorale contro il M5s? Si premiano i nemici? 

Come è possibile che Grillo e Casaleggio abbiano deciso e scelto di assumere Giorgio Chiesa, alla cifra di 3.100 euro al mese, giornalista freelance operativo a Bergamo, in quota Lega Nord, amico di Messora e del leghista anti-M5s Paragone. 
Che senso ha pubblicare la lista sul blog "il giornalista del giorno" se poi la notte, Casaleggio e Grillo, quando nessuno li guarda assumono i collaboratori -facendoli pagare al contribuente, cioè ai cittadini- che scrivono sulle testate che poi il blog denuncia? C'è qualcosa sotto che noi non sappiamo? 
Come è possibile che la linea politica del movimento 5 stelle venga decisa, stabilita e imposta a Bruxelles da questa accozzaglia di furbi e paraculetti di svariata natura, scelti e prescelti da Claudio Messora per dimostrare che è lui il vero capo, dato che tutte queste persone compongono lo staff della comunicazione? E vogliamo stupirci del fatto che il M5s non ha preso neppure una presidenza di commissione a Bruxelles? Ma se lo staff della comunicazione cinque selle a Bruxelles è composto in gran parte da nemici dichiarati del movimento, da amici degli amici, e da furbetti dell'ultimora, c'è da stupirsi se poi si verificano episodi come questo? 

Voi che avete votato per cinque stelle alle elezioni europee, lo sapevate che avreste tirato la volata a una ricca fotografa di Vogue, tale Ambra Minnei, che è stata assunta per la cifra di 2.100 euro al mese, senza aver nessun merito, nessuna competenza tecnica, nessuna giustificazione politica se non quella di appartenere al mondo della Milano bene che il movimento 5 stelle ha da sempre denunciato e attaccato? Che ci fa a Bruxelles a nome del M5s? Scatta immagini di moda ad Angela Merkel? 

Che cosa è che li ha spinti a optare per queste persone, a Grillo e Casaleggio? Perchè non sono state scelte persone meritevoli e competenti fedeli alla logica del movimento? Perchè vengono premiati i nemici del movimento? Perchè si consente a Messora di dare la linea politica del movimento? 

Perchè i deputati di Bruxelles guadagnano 22.000 euro al mese più diarie e altre entrate, avendo quindi scelto di usare due pesi e due misure: gli eletti nel parlamento italiano devono restituire gran parte dei loro soldi, mentre quelli di Bruxelles invece no. Che cosa sono diventati gli eletti al parlamento italiano: carne da macello mediatica? Masochisti? Oppure sono complici? Perchè tutto ciò?

Perchè?»

* Fonte: dalla pagina Facebook di Denis Mapelli

martedì 22 aprile 2014

CASALEGGIO: C'È O CI FA? di Piemme

22 aprile. Senz'altro interessante l'intervista rilasciata da Casaleggio a il Fatto Quotidiano del 20 aprile. Alcuni nostri lettori ci hanno subito segnalato la risposta pelosa sull'euro. Alla domanda: "La campagna elettorale sarà giocata contro l’euro?", Casaleggio ha risposto
Noi non abbiamo impostato la campagna elettorale sull’uscita dall’euro. Ma per rimanere dentro l’Europa (e intendiamo l’Europa economica, perché quella politica non c’è, è scomparsa) noi pretendiamo di avere delle garanzie e di poter far sentire la nostra voce come Stato italiano. Noi vogliamo uscire solo se non avremo garanzie e la nostra voce non sarà ascoltata. Ma non diciamo: l’euro è sbagliato. Diciamo: l’applicazione del sistema euro non sempre è gestibile. Il fiscal compact, per esempio. Ormai è chiaro che in Italia il Pil non aumenterà, l’altra variabile su cui intervenire è il debito pubblico. A farlo diminuire ci hanno provato tutti: ci ha provato Tremonti, Monti, Letta, ci sta provando Renzi, ma ormai è normale che ogni anno noi ci portiamo a casa centinaia di miliardi di debito pubblico in più. Con la speranza che non aumenti lo spread, sennò le cose peggiorano ulteriormente. L’euro è un problema, non in sé, ma come viene gestito.
Niente di nuovo sotto il sole. L'ideologo riconferma la linea oramai ben nota di M5S, quella del
manifesto in sette punti in vista delle elezioni europee (vedi accanto). Un ambiguo "NI" all'euro. Ci si poteva aspettare che Casaleggio andasse più in profondità, che spiegasse il NI. Evidentemente non ne è capace. Che l'economia non fosse il suo forte lo si sapeva. In medio stat virtus, qui banalmente comincia e banalmente qui finisce il discorso su una questione dirimente, che evidente non si preferisce non dirimere. Una posizione che di scientifico, di rigoroso, non ha niente, e che forse non si giustifica solo con un elettoralismo tendente al paraculo.

Questa posizione mediana tra pro-euro e anti-euro ha evidentemente radici più profonde, che attengono alla natura sociale e di classe della sua creatura, l'M5S, un movimento che come altre volte abbiamo segnalato, è un "movimento borghese, ma che, come movimento borghese pensa di barcamenarsi tra keynesismo e liberismo. Ciò emerge chiaramente dalla supercazzola con cui Casaleggio risponde alla domanda: "Chi se la prende con l’euro dice che la crisi italiana non dipende da corruzione, burocrazia, sprechi, evasione fiscale…"
L’euro e l’Europa non devono essere un alibi. Noi abbiamo oggi 800 miliardi di spesa. Di questi, 100 sono tasse sul debito. Degli altri 700, possiamo tagliarne 200. Io discuterò con l’Europa sulla gestione, ma non per questo sono esonerato dal fare pulizia a casa mia.
Tabella n.1 Spesa pubblica al lordo degli interessi
Roba da mettersi le mani nei capelli! Lo sanno anche i profani che la spesa pubblica italiana, al netto degli interessi sul debito, è inferiore alla media europea, e molto più bassa di paesi dalla tripla A (per quanto ancora) come la Francia [vedi Tabella n.1]. 


Invece di parlar a vanvera, in compagnia di tanti "economisti" di regime, Casaleggio potrebbe tentare di informarsi, basta poco. Forse il Nostro non c'è, ci fa. E se ci fa non è solo per raccattare voti, ma per la ancora meno nobile ragione di non inimicarsi i settori di alta borghesia che lo stanno corteggiando, quello che lo avevano inopinatamente invitato nel settembre scorso al Forum Ambrosetti.

Che Casaleggio non fosse un anticapitalista lo sapevamo. Ora sappiamo, al di la della chimera del reddito di cittadinanza, che non è nemmeno un keynesiano. E' di una gravità inaudita che un leader politico oramai di prima grandezza, tanto più di un movimento che pretende di essere alternativo al blocco bipolare di regime, dica, sulla questione della spesa pubblica,  le stesse idiozie dei servi che dice di combattere.

Tabella n.2. Andamento della spesa pubblica italiana
Suggeriamo a Casaleggio di fare mente locale alla Tabella n.2, dalla quale si evince, al di là di ogni ragionevole dubbio, che il debito pubblico si impennò a partire dal 1981, ovvero dal cosiddetto divorzio tra Banca d'Italia e Ministero del Tesoro, che inaugurò un vero e proprio nuovo regime di politica monetaria. In piena offensiva liberista, sotto la pressione di Fmi, Banca mondiale e tecnocrati della Comunità europea, alla banca d'Italia veniva proibito di garantire in asta il collocamento dei titoli di Stato. Quello fu il tornante che si rivelerà decisivo: l'ingresso dell'Italia nel casinò-capitalismo, l'adozione della terapia liberista per entrare poi nel club dell'euro.

Il 7 dicembre scorso, tentando si spiegare l'indifferenza per certi versi ostile di M5S rispetto al nascente movimento di protesta del 9 dicembre , scrivevo: 
la principale causa politica è il religioso legalitarismo, il rispetto di M5S delle leggi e delle autorità costituite, quindi il vero e proprio timor panico della lotta diretta e dell'azione di massa. Al fondo la spiegazione sta nella natura stessa del movimento "grillino", che non è né cucca né noce, né di governo né tantomeno un movimento di lotta. Forte sul web, su facebook, non è minimamente in grado di stare nel sociale. I suoi attivisti sono in gran parte virtuali, impregnati oltretutto da una inguaribile mentalità elettoralistica.  [M5S E IL 9 DICEMBRE: NÉ DI LOTTA NÉ DI GOVERNO]
Come abbiamo scritto altre volte, per M5S vale un criterio generale: un movimento politico il cui gruppo dirigente non si considera anticapitalista è giocoforza un gruppo borghese, che si colloca insomma nel campo del capitalismo. 

Sento sussurarmi all'orecchio: "e come avete potuto votare l'anno scorso M5S se lo considerate un movimento borghese?". Proviamo a ripetere come la vediamo.

Il fatto è che in quel campo, tanto più adesso, è in corso una lotta accanita, che lascerà sul campo diversi cadaveri. Non abbiamo cambiato opinione. In queste circostanze, già eccezionali e segnate dall'assenza nel campo da gioco di un protagonista sovranista rivoluzionario, non è solo utile ma necessario sostenere tatticamente quei movimenti che, pur con tutti i limiti, contrastano il regime dominante, che mettono i bastoni fra le ruote al nemico principale.

Che avessimo visto giusto in occasione delle elezioni del febbraio 2013, solo dei testardi prevenuti possono negarlo. La gran parte delle battaglie ingaggiate da M5S, seppure solo sul piano parlamentare, è stata giusta —a dimostrazione che in M5S c'è una corrente ben più avanzata del calvinistico "Casaleggio pensiero" e che prima o poi se ne separarà.

Vale questo criterio anche per le imminenti elezioni europee? Ne stiamo discutendo in redazione e in Mpl. 

mercoledì 30 maggio 2012

Beppe Grillo, Casaleggio e il M5S

Gianroberto Casaleggio
PER UN'ANALISI DEL GRILLISMO (dibattito 4)

IL LATO OSCURO DELLA FORZA

lettera aperta agli attivisti del M5S



di Sollevazione

Lo sfondamento elettorale del Movimento cinque stelle (M5S) ha gettato il "grillismo" al centro del dibattito politico, e sotto la luce dei riflettori dei media di regime. Una domanda cruciale, per capire la natura del movimento, da dove viene e dove vuole andare a parare, è il legame tra i due guru fondatori: Grillo e Casaleggio.

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