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martedì 10 ottobre 2017

SICILIA: UN ATTO GRAVISSIMO E INACCETTABILE

[ 10 ottobre 2017 ]

NO ALLA DEMOCRAZIA FEUDALE!

Ultim'ora

L'Ufficio Centrale regionale presso la Corte d'Appello di Palermo ha comunicato ieri sera di aver ricusato la lista "NOI SICILIANI CON BUSALACCHI - SICILIA LIBERA E SOVRANA".

Secondo Lorsignori, la sola vera novità del panorama politico siciliano, l'alleanza tra sovranisti costituzionali e autonomisti storici non deve avere accesso alle prossime elezioni regionali.

La notizia ha fatto immediatamente il giro, non solo dell'isola, è stata rilanciata da tutte le agenzie, media e Tv nazionali. 

Perché questa bocciatura? le agenzie non lo dicono, così il cittadino potrebbe pensare che i nostri amici e compagni non ce l'avrebbero fatta a raccogliere le firme necessarie.

  NIENTE DI TUTTO QUESTO!
  LE MIGLIAIA DI FIRME NECESSARIE CI SONO E SONO   TUTTE VALIDE!  


E allora, a quale CAVILLO formale si sono aggrappati Lorsignori?

Leggiamo dal ricorso presentato quest'oggi:
«2. In data 08.10.2017, codesto Ufficio ha deciso l’esclusione della lista regionale “Noi Siciliani con Busalacchi – Vox Populi – Sicilia Libera e Sovrana”. Parte delle sottoscrizioni risulterebbe priva di timbro di congiunzione dell’amministrazione comunale, così determinandosi un difetto nel numero minimo necessario di sottoscrizioni valide.
La ragione di esclusione della lista, pertanto, è essenzialmente ricondotta ad un eccepito difetto di sottoscrizione della lista regionale.Il provvedimento impugnato è illegittimo e di esso se ne chiede l’annullamento..»
In pratica: le firme per la lista regionale (a cui sono collegate le nove provinciali) erano sufficienti ed erano tutte validate in moduli corretti e adeguatamente vidimati. L'errore consisterebbe nella mancanza di timbro nella copertina dei fascicoli dei moduli.

   Quindi? RESPINGIAMO QUESTO SOPRUSO!
Quale che sia l'esito del ricorso in Corte d'Appello, si ricorrerà al TAR e se  necessario al Consiglio di Stato.

E VINCEREMO!

E' intollerabile una legge elettorale regionale che obbliga a raccogliere migliaia di firme, in un isola enorme e con nove province in soli dieci giorni (dieci giorni!), o che sia sufficiente avere un deputato nell'ARS (assemblea regionale) per evitare di raccogliere le firme necessarie.

E' INTOLLERABILE CHE SIANO STATE AMMESSE LISTE NOTABILARI E ANTIPOPOLARI, ALCUNE CON CANDIDATI IN ODORE DI MAFIA, E SI CANCELLI LA SOLA VOCE DAVVERO ALTERNATIVA.

NO ALLA DEMOCRAZIA FEUDALE!


giovedì 21 settembre 2017

SOVRANISTI E INDIPENDENTISTI (SICILIANI) di Fiorenzo Fraioli

[ 21 settembre 2017]

Sono stato a Chianciano per il forum internazionale della CLN. In questa occasione ho aderito e sono stato accolto nel Coordinamento Nazionale. Questa circostanza avrà qualche conseguenza sul blog, nel senso che non potrò riferire tutto ciò di cui verrò a conoscenza partecipando alle riunioni, in quanto appunto sono adesso un membro del CN della CLN. Questo perché l'accesso a tali notizie mi è concesso proprio perché sono diventato un membro del CN della CLN. Potrà quindi accadere che io venga a conoscenza di qualche ghiotta anteprima, ma non ve la comunicherò. Sapevatelo. A parte questo limite, mi considero sempre e comunque libero di esprimere la mia opinione sull'universo mondo, CLN compresa, sempre che ciò vi interessi. A dimostrazione di ciò, ecco a voi un post sulle elezioni siciliane, senza peli sulla lingua.

La Sicilia colonia d'Italia, l'Italia colonia dell'UE: l'alleanza è necessaria.


Come sapete il prossimo 5 novembre 2017 si terranno le elezioni regionali in Sicilia e, in questa occasione, la CLN ha scelto di sostenere la candidatura di Franco Busalacchi. Negli ambienti sovranisti veri - non quelli farlocchi alla Grillo&Salvini&Meloni&Alemanno&etcetera - questa scelta sta provocando non poche perplessità. Né vi nascondo che, anch'io, ne nutro. Tra le critiche pervenute, la più pesante è quella del FIS che, in questo articolo dal titolo eloquente "La Sollevazione della grande accozzaglia", richiama alcune esternazioni di Busalacchi risalenti al 2015.
«Chi è Franco Busalacchi? E’ colui che 18 mesi fa scriveva queste righe: “Vi rendete conto di quanto sono bestie i leghisti e chi ci va appresso, che attaccano la Germania e l’Europa? Che vogliono tornare alla Lira? Si dimostra che, purtroppo, non è necessario essere intelligenti per essere ricchi. Basta trovarcisi in mezzo e anche l’ultimo dei cretini fa “i sghei”. Quando dicono che vogliono uscire dall’Europa, ah! Dio, come sarebbe bello farglielo provare! Alle prese con dogane e dazi. Bestie!….  La strada maestra per la nostra Sicilia è l’Europa, senza l’Italia. Noi dobbiamo lottare per lasciare l’Italia e per restare in Europa, Stato tra gli Stati, nazione non più periferica di quanto non lo sia l’Irlanda .” (grassetto nel testo originale)».
E' roba pesante, lo so. Peraltro veicolata attraverso un articolo dai toni particolarmente volgari, come è nel costume del Presidente a vita del FIS Stefano D'Andrea; il quale potrà essere perdonato solo se avrà ragione, dilemma di cui si occuperanno i fatti dandogli torto. Nel frattempo, e almeno fino al 2023, il D'Andrea avrà gioco facile nel dire di avere ragione, visto che sbaglia solo chi si mette in gioco, cosa che lui rifiuta di fare, e passa la mano. In ciò essendo in buona compagnia, visto che l'esimio prof. Bagnai proprio oggi ha scritto nel suo blog "Io continuo a pensare che la cosa migliore da fare ora sia stare calmi, e magari anche fermi". Una posizione, quella di Bagnai e SdA che io, nella mia stronzaggine esegetica, traduco così: siccome non so che cazzo fare, non faccio niente, e guai a chi osa fare qualcosa

Invece la CLN ha scelto di agire perché è l'azione che spariglia le carte, e non l'attesa della mano buona, che potrebbe non arrivare mai; oppure, quando mai arrivasse, trovarci tutti morti. Torniamo a noi, cioè alla scelta dei sovranisti della CLN di allearsi in Sicilia con gli indipendentisti di Busalacchi, che si presentano in coalizione con la lista Sicilia Libera e Sovrana e Noi Mediterranei di Beppe De Santis, Noi Siciliani di Erasmo Vecchio, e altre realtà regionali. La domanda è: come è possibile conciliare l'istanza di riconquista della sovranità nazionale, invocando la Costituzione del 1948, e contemporaneamente allearsi con gli indipendentisti?

Sull'argomento sono intervenuto al forum ricordando che la Sicilia è stata la prima provincia romana, cioè il primo territorio che la repubblica di Roma non ritenne di associare come fece con tutti gli altri popoli italici, istituendo invece una nuova entità amministrativa, la provincia per l'appunto, che fu poi replicata in occasione delle successive conquiste. In altre parole, già i romani ritennero che la Sicilia non fosse Italia! Questa circostanza, confermata dalla storia successiva, ci suggerisce che la Sicilia è una realtà storicamente, politicamente, antropologicamente diversa da tutte le altre regioni italiane, ancor più di altre (Trentino, Val d'Aosta...) cui pure la Costituzione riconosce uno statuto speciale. Possono i sovranisti trascurare questa peculiarità? La mia opinione è che ciò non sia possibile. Il punto è che, sebbene la Sicilia sia altro dall'Italia, e l'Italia altro dalla Sicilia, è un dato di fatto che le due storie sono profondamente intrecciate, in modo indissolubile. Ovvero che le istanze indipendentiste siciliane esprimono, prima ancora che una reale volontà di indipendenza, la richiesta passionale di un rapporto rigorosamente alla pari. Alla base c'è una realtà di fatto che proverò a spiegare.

Gli amici siciliani sostengono che la Sicilia sia, potenzialmente, una terra ricchissima, e che solo una condizione di secolare subalternità la rende, oggi, povera e depressa. In ciò credo abbiano ragione, ma chiedo loro: supponiamo che la Sicilia conquisti la sua indipendenza, e in virtù di ciò diventi ricca e prospera; ebbene, non diverrebbe anche una preda ambita? Sarebbero, i siciliani, in grado di difendere la loro ricchezza e prosperità, senza appoggiarsi a uno Stato più forte? La vedo dura.

E qual è lo Stato che, per mille motivi a cominciare da una storia millenaria, è il candidato naturale per svolgere la funzione di associarsi nel compito di difendere la Sicilia, anzi lo Stato siciliano, da mire di conquista esterne? Non è forse lo Stato italiano? Ne sono convinto, così come sono convinto che le dichiarazioni di Busalacchi, riportate da Stefano D'Andrea, siano assolutamente sbagliate e improvvide, dettate da una insufficiente analisi del problema nonché motivate da un sentimento di delusione e abbandono da parte di uno Stato, quello italiano, il quale, a sua volta, è vittima di un'operazione di colonizzazione ad opera delle potenze dominanti del nord Europa. Se la Sicilia lamenta il fatto di essere una colonia d'Italia, è vero tuttavia che l'Italia è oggi una colonia dell'UE: l'alleanza è dunque necessaria!

Qualche tempo fa ho scritto un articolo (La Patria del Popolo è la Repubblica - 13 luglio 2017) nel quale sostengo che la Patria è un concetto politico, nasce cioè da un patto tra pari che, protraendosi nel tempo, costruisce un'identità de facto e, infine, statuale. Sono gli interessi reali e concreti che tengono insieme i popoli, non le astratte idealità, sempre costruite ex-post come giustificazione ideologica. L'Italia e la Sicilia hanno un interesse reciproco, esorbitante rispetto a qualsiasi altra considerazione, nello stare insieme, ma affinché ciò sia possibile occorrono due condizioni. La prima è che l'Italia si liberi del giogo dell'Unione Europea, il secondo è che venga riconosciuto e rispettato il diritto dei siciliani ad essere un popolo che liberamente scelga, facendosi bene i propri conti di convenienza, se essere una regione periferica dell'UE oppure associarsi con un'Italia sovrana. Abbiamo paura di ciò? Pensiamo veramente che i siciliani possano preferire essere assoggettati all'Unione Europea, un non Stato governato da interessi privatistici sovranazionali, piuttosto che essere sé stessi dentro lo Stato italiano governato secondo i principi della Costituzione del 1948?

Poiché sono certo che, a prescindere dalle idee personali di Busalacchi e a dispetto delle recriminazioni dei meridionalisti rispetto alle modalità di conquista con cui i popoli del sud d'Italia si sono ritrovati dentro uno Stato unitario, l'interesse reale e concreto degli italiani e dei siciliani sia quello di stare insieme, non solo non ho paura degli indipendentisti siciliani, ma anzi ritengo che il più grave degli errori che i sovranisti possano fare sia quello di sbattergli la porta in faccia. Guai a lasciare soli gli indipendentisti siciliani, essi sarebbero facile preda degli pseudo-sovranisti della Lega, promotori, lo ricordo en passant, di un referendum che si terrà il prossimo 22 ottobre avente ad oggetto ulteriori richieste di autonomia per la Padania. Un'entità che non esiste di per sé (trovatemi un solo documento più vecchio di vent'anni in cui se ne parli) artificialmente inventata per sbriciolare la nazione italiana, per meglio centrifugarla in questa demenziale Unione Europea.
Beppe De Santis


E' interesse degli ordoliberisti frantumare gli Stati nazionali facendo leva sulle pulsioni indipendentiste, un'operazione cui la Lega si presta fin dalle sue origini. Anzi, consentitemi di dirlo: la Lega esiste solo in funzione di questo obiettivo! I fatti sono evidenti, e si svolgono giorno dopo giorno sotto i nostri occhi, ma non vengono percepiti perché sono affogati in un flusso caotico di eventi abilmente orchestrati dal sistema dei media.

Una cosa che mi dispiace e affligge è constatare come tanti sovranisti stiano cadendo in questa trappola, riducendosi a discutere di scemenze tecnico-giuridiche come le monete complementari, i certificati di credito fiscali, i mini bot; guarda caso tutte proposte che hanno un denominatore comune: la Lega e quella volpe di Borghi, che si ammanta di competenze macroeconomiche dopo una vita passata a lavorare per Deutsche Bank, avendo cominciato come fattorino. Delle due l'una: o l'uomo è un genio, oppure un paraculo. Facite vuie.

* Fonte: Ego della rete

martedì 12 settembre 2017

GLIFOSATO NEL GRANO DURO: L'ACCUSA DI BUSALACCHI

[ 12 settembre 2017 ]

FRANCO BUSALACCHI è il candidato presidente all'Assemblea Regionale di Sicilia (ARS) per la lista Noi siciliani con Busalacchi - Sicilia Libera e Sovrana.
Busalacchi da anni è in prima linea nella lotta contro le industrie della pasta (multinazionale Barilla in primis) e la contaminazione dei grani con l'erbicida glisofato (primo produttore mondiale, guarda un po', la Monsanto).



«Non si arrendono. Nonostante il Tribunale di Roma abbia dato ragione al blog I Nuovi Vespri e al suo editore, Franco Busalacchi, le industrie della pasta tornano alla carica e chiedono, ancora una volta, la rimozione dei post in cui si dà notizia delle sostanze contaminanti contenute nel grano duro che arriva dall’estero ed usato per produrre la pasta che noi mangiamo. Busalacchi: “La mia battaglia per la difesa del grano siciliano continua. E’ una battaglia per la difesa della salute, della dieta mediterranea e della nostra economia”


Le sette sorelle della pasta al glifosato sono tornate all’attacco. Hanno fatto appello contro la decisione del Tribunale di Roma che, nella causa da loro intentata contro questo blog —i nuovi vespri.it— e contro il suo editore, Franco Busalacchi, che gli ha dato torto.
Non si sono rassegnate. Barilla & Co. hanno chiesto, ancora una volta, al giudice di ordinare la rimozione dei nostri articoli in cui diamo notizia che la pasta da loro messa in vendita contiene sostanze contaminanti, pericolose per la salute.
Siamo dinnanzi ad un paradosso: sono autorizzate a usare grano estero che contiene queste sostanze contaminanti – e varrebbe la pena di chiedersi come sia possibile – ma non vogliono che i consumatori ne siano informati.  L’altro paradosso è che i limiti di legge relativi alla presenza di queste sostanze contaminanti – tra cui il glifosato- sono state fissati in maniera cervellotica dall’Unione Europea. Infatti la presenze di tali contaminanti è sì entro i limiti della legge europea, ma non vuol dire che non facciano male alla salute. Soprattutto alla salute dei bambini e, in generale, di chi ha un consumo medio di pasta superiore agli standard europei.

In questo video Franco Busalacchi racconta di questa incredibile vicenda e svela le sue prossime mosse.

* Fonte: I Nuovi Vespri

sabato 2 settembre 2017

APPELLO AI GIOVANI SICILIANI

[ 2 settembre 2017 ]

di Beppe De Santis, Erasmo vecchio, Franco Busalacchi


Ragazze e ragazzi di Sicilia,
scendete sul campo di battaglia.
Direttamente, in prima persona.

Ribellatevi, lottate, candidatevi alle prossime elezioni regionali, andate a votare in massa.

CANDIDATEVI E VOTATEVI!


Riprendetevi direttamente, nelle vostre mani, il vostro destino, il vostro presente e futuro.

Scacciate- anche col voto e le vostre candidature- i predoni, che hanno rubato il vostro presente e il vostro futuro.

Tutti i predoni della partitocrazia (dei cosiddetti centro-destra, centro e centro-sinistra), al servizio delle oligarchie neoliberiste, finanziarie speculative.

Non commettete l’errore di votarli, ancora una volta.

Vi rovineranno definitivamente.

Non commettete l’errore fatale di ASTENERVI.
I predoni non aspettano altro.

Più vi astenete, più loro godono: voteranno soltanto i loro 500.000 clienti, strettamente controllati e allineati, e, comanderanno ancora- per 5 anni- la devastata Sicilia.

Voi sarete ridotti definitivamente alla miseria, all’umiliazione, al servilismo, all’emigrazione di massa.


Senza lavoro, senza reddito, senza democrazia, senza diritti, senza uno Stato sociale degno di questo nome (scuola, sanità, trasporti).

Come gli antenati, alla fine dell’Ottocento e negli anni 40 e 50 del Novecento.

Noi, combattenti di buona volontà, poniamo al vostro servizio una rete civile e una LISTA di rivolta, di battaglia, di rottura, “Noi Siciliani con Busalacchi-Sicilia Libera e Sovrana”

Contattateci immediatamente. Soprattutto per porgere le vostre candidature e combattere insieme. Fraternamente, lealmente, audacemente, fino in fondo.

Guai a perdere il treno delle elezioni regionali del 5 novembre 2017:potrebbe essere l’ultimo.

Quella in cui hanno vissuto i vostri antenati è la vostra terra. Avete diritto di viverci anche Voi e costruire qui il vostro futuro

Dio ci ha regalato un clima straordinario ed ha concentrato nella Sicilia ricchezze ambientali, artistiche, archeologiche che nessun territorio può vantare. Abbiamo un mare meraviglioso. Tradizioni e culture di cui andare orgogliosi. Abbiamo 7 siti unesco e 22 presidi slow. Eppure abbiamo il record di una disoccupazione giovanile del 56%. Gli investitori si tengono alla larga da un territorio che li allontana. Oggi sono tanti i siciliani che decidono di partire per vivere altrove. 

All’estero o in alta Italia non importa, l'importante è "scappare" da una terra ostile con i suoi figli abbandonando casa, vincoli e affetti, per andare incontro a un destino meno crudele, almeno questa è la speranza. A partire sono soprattutto i giovani, nel pieno dell’età lavorativa. Età media ventisette anni. Il 22% di chi va via è laureato, mentre il 28,7% è diplomato. Sono i famosi cervelli in fuga. Ma oltre confine non si vanno a ricoprire solo posizioni che richiedono professionalità qualificate. In patria si fatica a trovare un posto all’altezza della propria formazione e delle proprie ambizioni.

Di chi la colpa ? Nostra, ciòè del Popolo siciliano, donne ed uomini che, alle ultime elezioni regionali per metà hanno dato fiducia a chi non la meritava e, puntualmente, l’ha tradita, e per l’altra metà ha deciso di non recarsi alle urne, per stanchezza, per protesta o per indifferenza, poco importa. Serve una rivolta democratica per cacciare chi ha reso colonia la nostra terra e decidere di utilizzare l’arma democratica del voto per riprenderci il nostro futuro. Oppure dare avvio alla rivolta.

Uomini e donne delle associazioni culturali, produttive lo stanno facendo con noi.

Vogliamo incontrarti in qualsiasi ora del giorno o della notte. Ti chiediamo solo di darci l’opportunità di farti conoscere la nostra visione, i nostri sogni.

I candidati che cerchiamo non hanno fatto politica politicante, non sono collusi con il malaffare, sono solo persone che amano la loro terra e che forse fanno parte di quell’immenso patrimonio di energie, professionalità e idee che aspettano di attivarsi in un progetto di sviluppo chiaro ed autocentrato. Giovani che sono pronti a dare la loro disponibilità a battersi con noi. Con sincera passione e con orgoglio.

Chiamaci. Con Voi saremo ancora più forti.


E’ l’ora della RESA DEI CONTI
della rivincita e della vittoria dei giovani siciliani.


“LA SICILIA AI GIOVANI SICILIANI”

lunedì 17 luglio 2017

ELEZIONI DEL 5 NOVEMBRE: "SICILIA LIBERA E SOVRANA" SI PRESENTA

[ 17 luglio 2017 ]

Il 5 novembre prossimo i cittadini siciliani andranno alle urne per rinnovare l'Assemblea Regionale Siciliana. Il fatto nuovo è che alle elezioni concorrerà una lista, quella dei nostri fratelli di "Noi Siciliani con Busalacchi - Sicilia Libera e Sovrana".
Questa mattina si è svolta a Palermo la conferenza stampa con cui il movimento  ha presentato le idee con cui scenderà in campo. Nella foto da sinistra: Giulio Ambrosetti, Franco Busalacchi (candidato alla Presidenza dell'ARS) e Beppe De Santis.
Un'impresa enorme quella dei fratelli siciliani, a cui assicuriamo il nostro pieno sostegno. Terremo i lettori costantemente informati. Intanto due brevi dispacci sulla Conferenza di questa mattina.
Il simbolo della nostra lista in Sicilia

Regione, il candidato Busalacchi
Ecco simbolo e primi assessori


PALERMO - Liberare la Sicilia dai governi fantocci imposti dai Governi nazionali e da una classe politica che si lascia corrompere per mantenere lo status quo. Questo l’obiettivo principale del movimento politico ‘Noi Siciliani con Busalacchi’ che stamattina, a Palermo, nel corso di una conferenza stampa, ha presentato il simbolo e i protagonisti a sostegno della candidatura alla presidenza della Regione siciliana dello stesso Franco Busalacchi.

“Perché in Trentino l’Autonomia speciale ha prodotto ricchezza e in Sicilia no? Perché - ha detto Busalacchi - in Sicilia i nostri politici si sono lasciati corrompere dai Governi nazionali che non vogliono applicare il nostro Statuto per continuare a fagocitare le nostre risorse. Loro ne traggono vantaggi personali mentre la Sicilia, che potrebbe stare bene come se non più del Trentino, viene condannata alla povertà. Noi siamo pronti a scontrarci con lo Stato per difendere gli interessi della Sicilia e per una piena applicazione dell’Autonomia, poi saranno i siciliani a scegliere se vorranno l’indipendenza o un nuovo patto federativo con lo Stato”.

Busalacchi è anche intervenuto sull’appello di alcuni ‘intellettuali’ siciliani al presidente del Senato, il siciliano Pietro Grasso, invitato a candidarsi alla carica di governatore siciliano per il PD. “Sono solidale con Grasso - ha detto Busalacchi - perché sta resistendo alle richieste insistenti dei vecchi partiti che ne vorrebbero fare l’ennesimopresidente fantoccio diretto da Roma come Crocetta”.

Concetti ribaditi anche da Erasmo Vecchio, leader di Noi Siciliani, uno dei movimenti storici che ha aderito al progetto di liberazione della Sicilia: “Lo scontro sarà inevitabile perché in tutti questi anni lo Stato ha dimostrato di non avere alcuna intenzione di riconoscere i diritti dei Siciliani. Il mancato sviluppo di questa terra fa comodo alla politica clientelare. Saremo noi, in ottemperanza al principio di autodeterminazione , a scegliere se puntare o meno sull’indipendenza”.

A Beppe De Santis, leader di Noi Mediterrenei ed esponente siciliano della Confederazione per la Liberazione Nazionale (CLN) il compito di annunciare l’adesione al nuovo movimento politico di due nomi importanti nel panorama della cultura italiana: l’economista keynesiano, Nino Galloni, che riceverebbe la delega di assessore all’Economia e il filosofo Diego Fusaro, al quale andrebbe la delega di assessore ai Beni culturali. Entrambi si battono per la riconquista della sovranità politica e monetaria dell’Italia contro la ‘dittatura’ dell’euro che ha sostituito la democrazia e affamato il popolo.

“Guerra contro le multinazionali per ridare dignità alla nostra agricoltura e per fare della Sicilia la piattaforma dello stile di vita mediterraneo. Quindi rilancio dell’agricoltura siciliana, a partire dal grano duro, contro il grano avvelenato che arriva dall’estero. Sovranismo significa tornare alla Costituzione italiana del 1948. Difendendo la nostra Costituzione, noi siciliani difendiamo anche il nostro Statuto, che fa parte della Costituzione. Il liberismo e l’euro - ha concluso De Santis - ci hanno distrutto e solo riconquistando sovranità democratica e monetaria potremo risalire la china”.


Il candidato Busalacchi: ” Rivolteremo la Sicilia come un calzino”

“Abbiamo l’obiettivo di rivoltare la Sicilia come un calzino. Abbiamo un programma ambizioso ma non irrealistico. La nostra e’ un’esperienza che viene da molto lontano, che raccoglie una Sicilia nuova e veramente autonomista”. Cosi’ Franco Busalacchi, candidato alla Presidenza della Regione Siciliana della lista “Noi Siciliani con Busalacchi – Sicilia libera e sovrana”, presentando a Palermo, presso la sede de “I Nuovi Vespri”, in via Archimede, il simbolo per la corsa alle elezioni regionali del prossimo 5 novembre. Oltre a Busalacchi, erano presenti all’incontro Erasmo Vecchio (Noi Siciliani), Beppe De Santis (Noi Meditterranei), Massimiliano Musso (Forza del Popolo) e Remo Pulcini (Unita’ siciliana). Scelti anche due assessori: Nino Galloni, economista romano, designato assessore all’Economia con particolare attenzione alle politiche del Mediterraneo; ed il filosofo Diego Fusaro, che si occupera’ dei Beni culturali. “Vogliamo fare comprendere ai siciliani – aggiunge Busalacchi – che e’ possibile unirsi per lottare al fine di cacciare la vecchia politica. Vogliamo ridare dignita’ alla politica. Vogliamo superare il precariato, investire nelle infrastrutture, nuove proposte per la scuola”.

Sull’astensionismo diffuso in Sicilia, emerso anche durante le scorse elezioni amministrative, Busalacchi ha le idee chiare: “Questo astensionismo e’ frutto deliberato e scientifico della classe politica – sottolinea Busalacchi -. Vogliono mandare al voto solo le persone che a loro servono per avere un rapporto di scambio. La mala politica e’ quella che fa schifare le persone serie. Ma le persone che restano a casa fanno il gioco della mala politica. Bisogna chiamarle al voto con argomenti concreti che sono nel nostro programma, un programma in cui c’e’ la volonta’ di cambiare tutto dalle fondamenta?”, conclude Busalacchi. (ITALPRESS)

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