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mercoledì 31 maggio 2017

CI VEDIAMO OGGI A SALERNO: NO EURO, NO UE, NO NATO

[ 31 maggio 2017 ]

Europea e NATO

ASSEMBLEA PUBBLICA

Mercoledì 31 maggio, ore 16:00

Centro Sociale di Pastena
Via Cantarella - SALERNO

Introduce: Nello De Bellis (P101)
Modera: Fabrizio Campanile

Intervengono:


Vito Storniello
Coordinamento nazionale Sanità USB
Dina Balsamo
Dipartimento nazionale scuola Partito Comunista Italiano
Francesco Stacchioli
USB Trasporti

Partecipano:

Moreno Pasquinelli (P101)
Michele Franco (Rete dei Comunisti)

Conclude:
Giorgio Cremaschi

Promuovono:

USB, P101, Unicobas, PCI

giovedì 11 maggio 2017

A SALERNO CONTRO EURO, UNIONE EUROPEA E NATO

[ 11 maggio 2017 ]

A Salerno il NO SOCIALE a Euro, Unione Europea e NATO

ASSEMBLEA PUBBLICA

Mercoledì 31 maggio, ore 16:00

Centro Sociale di Pastena
Via Cantarella - SALERNO

Introduce: Nello De Bellis (P101)
Modera: Fabrizio Campanile

Intervengono:


Vito Storniello
Coordinamento nazionale Sanità USB
Dina Balsamo
Dipartimento nazionale scuola Partito Comunista Italiano
Francesco Stacchioli
USB Trasporti

Partecipano:

Moreno Pasquinelli (P101)
Michele Franco (Rete dei Comunisti)

Conclude:
Giorgio Cremaschi

Promuovono:

USB, P101, Unicobas, PCI

mercoledì 22 febbraio 2017

SINISTRA, EUROPA, SOVRANITÀ. Incontro a Salerno

[ 22 febbraio ]

Giovedì 23 febbraio, alle ore 17, presso il Polo nautico di Salerno in via Lungomare Colombo 132, avrà luogo la conferenza-dibattito sul tema:

Dopo il "gran rifiuto" del 4 Dicembre: che fare? 
Prospettive politiche e questione sociale (Sinistra, Europa, Sovranità)

Introduce Nello De Bellis (MLP-P101), intervengono Moreno Pasquinelli (Movimento di Liberazione Popolare-Programma 101), Mimmo Porcaro, Politologo, Alfonso Natella (Comitato per la giustizia e la  dignità del lavoro). Coordina Michele Schiavino, conclude Fabrizio Campanile.


«Abbiamo ritenuto di organizzare questa tavola rotonda,che si avvale tra gli altri  di uno studioso di alto profilo intellettuale e politico come Mimmo Porcaro-hanno dichiarato gli organizzatori-per conferire continuità e slancio allo straordinario risultato del referendum costituzionale del 4 Dicembre e alle battaglie che nel Paese e nel contesto locale hanno sostanziato le ragioni sociali del No, dalla difesa della Costituzione ai diritti della democrazia e del lavoro.La bocciatura del tentativo di modifica della Costituzione promossa dal Governo Renzi è stata la vittoria del popolo italiano contro le oligarchie interne ed esterne che premevano per l'esito opposto ed apre a nuove possibilità di cambiamento e ad una richiesta di alternativa che con i 19,4 milioni di voti espressi sarebbe grave lasciar cadere.L'analisi del voto conferma che (come per la Brexit) si è trattato di un voto di classe che ha stravinto nelle fabbriche,tra i disoccupati,nelle fasce più impoverite del lavoro autonomo e tra i giovani con altissime percentuali soprattutto nel Sud ed in particolare in Campania col 68,5% dei voti.  Tra le componenti del No spicca quella per la riconquista della sovranità,il che nel concreto della situazione italiana vuol dire innanzi tutto rottura con l'Unione Europea mediante una riappropriazione  della sovranità politica ed economica come premessa per una nuova sovranità popolare e democratica. L'Europa che  i vertici dell'Unione si apprestano a celebrare nel sessantesimo del Trattato di Roma  è l'Europa in cui si è compiuta una completa spoliticizzazione dell'economia e i cui effetti hanno ormai impoverito e prostrato i popoli del continente. Il No ha espresso la consapevolezza del nesso tra regime politico,attacco allo stato sociale e vincolo europeo e dunque non ha solo liquidato il precedente Governo,ma anche respinto il Diktat delle oligarchie euriste.Di qui la necessità di costruire un movimento che parta dalla indissolubilità di questi tre aspetti che hanno nei partiti sistemici e nell'UE coi suoi strumenti ed obblighi,il loro punto di forza. Per tali ragioni riteniamo principalmente nostri interlocutori coloro che,pur partendo da esperienze e percorsi diversi,condividono questi dati politici e programmatici.Il convegno che terremo in questi giorni-hanno concluso gli organizzatori-servirà,a partire dalle analisi e dal bilancio del referendum,ad indicare gli ulteriori sviluppi della battaglia politica ed i suoi nuovi obiettivi,inserendo i problemi sociali,economici ed ambientali (come la lotta in difesa del lavoro operaio)  in un  più ampio  orizzonte politico e ideale e a prospettare nuove soluzioni sul piano programmmatico ed istituzionale".  

lunedì 31 ottobre 2016

OMBRE RUSSE A SALERNO di P101


[ 31 ottobre ]

SALERNO

Domenica 6 novembre, alle ore 20, presso il circolo "Mumble-Rumble" di via Loria, 35 (quartiere Pastena) il P101- Movimento di Liberazione Popolare organizza una serata di cultura russa con letture poetiche in lingua e in italiano, musica tradizionale, dibattito ed altro.
I brani verranno letti oltre che dai componenti del movimento, da attori e dicitori professionisti come i proff. Mimma Virtuoso, Anna Rotunno e Rino Graziano (docenti del Liceo "De Sanctis" di Salerno). Durante la serata verrà tentato un collegamento via Skype col Donbass, per dare voce ai protagonisti su una guerra dimenticata in un periodo di grave e rinnovata tensione internazionale.
Nello De Bellis
Comunicato Stampa

"Abbiamo deciso di dar vita a questa iniziativa —hanno dichiarato gli esponenti locali di P101-Movimento Popolare di Liberazione, Nello De Bellis, Maurizio del Grippo, Franco Maggio e Nina Tòlstikova, per ricordare in un momento come questo in cui la Russia è percepita come una potenza minacciosa e ostile, a causa di una incessante campagna mediatica, il grande contributo della cultura russa alla civiltà mondiale: dalla spiritualità ortodossa in cui rivive la patristica greca, alla grande letteratura del XIX e XX secolo, momento decisivo della cultura mondiale, alla stessa rivoluzione del 1917, risposta legittima al bagno di sangue determinato dal massacro imperialistico della Grande Guerra.

Siamo dalla parte della Russia attuale, che non è più quella dell'ubriacone El'cin, né del liquidatore fallimentare Gorbaciòv, non per un riflesso ideologico condizionato, ma perché la Russia di oggi, pur non esprimendo un'alternativa radicale, come ai tempi dell'URSS, al sistema liberalcapitalistico, può opporsi allo strapotere del capitalismo euro-atlantico, radicato negli Stati Uniti e nell'Unione europea, che non a caso individuano nella Russia il capro espiatorio della grave crisi sistemica che travaglia l'Occidente e nello stesso tempo l'unico serio ostacolo alle mire imperialistiche del modello neoliberista.

In tal senso, nel momento in cui le imminenti elezioni alla Casa Bianca, lo rimettono fortemente in discussione, essa può garantire l'equilibrio di un mondo multipolare. 
Ciò è particolarmente importante per noi europei che ci troviamo nell'epicentro della crisi, perché dopo la fine del bipolarismo Est-Ovest è emersa sempre più la tendenza degli USA a dominare il mondo in forma unipolare e perché la loro super-potenza è sconfinata sempre più nella prepotenza." 
«Alla serata parteciperanno —hanno aggiunto gli organizzatori—degli amici della Repubblica indipendente di Lugànsk (mediante collegamento Skype) che forniranno la loro viva testimonianza sul conflitto nel Donbass, conseguenza del colpo di Stato di piazza Majdàn a Kiev, che depose con la forza il Presidente ucraino legittimamente eletto Janukovic, sostituendolo con l'attuale governo, espressione di forze storiche nazi-fasciste appoggiate ed imposte da USA e UE».

sabato 23 aprile 2016

SALERNO: P101 INCONTRA LUCIANO BARRA-CARACCIOLO

[ 23 aprile ]

Come annunciato, si è svolta ieri 22 aprile, a Salerno, presso il palazzo della Provincia, il primo incontro pubblico organizzato dalla locale sezione di Programma 101.

Il tema dell’incontro era “Crisi dell’Europa e difesa della Costituzione: per una nuova sovranità democratica”, protagonista il giurista Luciano Barra-Caracciolo.

Ha introdotto l’incontro il portavoce salernitano di P101, professor Nello De Bellis, che ha messo l’Unione Europea e il regime dell’euro sul banco degli imputati in quanto corresponsabili del marasma economico e del declino sociale e civile che vive il nostro paese.

Ha quindi rivolto un appello ai numerosi presenti affinché riscoprano il valore dell’impegno politico e della partecipazione attiva per dare un futuro diverso e migliore all’Italia.

Ha quindi preso la parola a nome del Consiglio Nazionale di P101, Moreno Pasquinelli, il quale ha esordito subito ponendo una domanda: in quale fase della sua vita si trova l’Unione Europea? La risposta è che oggi l’Ue ha imboccato la via del tramonto, della sua dissoluzione, a causa delle contraddizioni interne, degli squilibri e delle sperequazioni sempre più crescenti fra i suoi stati membri, per l’insostenibilità di una moneta unica e di istituzioni comuni per paesi con economie e società profondamente diverse tra loro.

Le élite oligarchiche globaliste, non solo europee ma mondiali, tentano e tenteranno in ogni modo di evitarne la fine, un caso eclatante in questo senso è stato l’invito del presidente Usa, Barak Obama, che proprio ieri era in visita a Londra, rivolto ai cittadini del Regno Unito, a votare contro l’uscita dall’Unione Europea, in vista del referendum sulla Brexit di giugno ­– a dimostrazione che l’Unione Europea non è nata per sfidare l’egemonia mondiale Usa, ma come suo vassallo strategico.

Il fatto che il trattato di Schengen si stia sbriciolando, è un’altra spia che l’Ue si sta sgretolando.

Di fronte alla pressione della massiccia ondata migratoria, ogni paese sta ripristinando le proprie frontiere, seppellendo il dogma fino a ieri inviolabile, della libera circolazione di persone e merci. Ciò vuol dire che ciascun paese fa fronte all’emergenza riappropriandosi di fette della propria sovranità, con ciò dimostrando che è possibile stracciare unilateralmente i trattati europei.

Prima di concludere Pasquinelli ha rivolto un accorato appello a tutti i presenti, raccogliendo il testimone di De Bellis, perché aprano gli occhi, inizino a sporcarsi le mani, facendo un riferimento importane al referendum costituzionale di ottobre, e ribadendo che battere Renzi, raccogliere la sua sfida, ed aprire così una nuova positiva fase, è non solo auspicabile, ma possibile.
Vincere è possibile.
Vincere ed evitare l’ultimo vergognoso assalto alla nostra Costituzione.

E’ seguito il corposo intervento del Dott. Luciano Barra-Caracciolo, che ha iniziato con lo spiegare le ragioni per cui le riforme proposte da Renzi, e quindi la legge elettorale Italicum, sono in palese contraddizione con il dettato e lo spirito della Costituzione: si tratta di uno snaturamento profondo e senza precedenti.
Partendo dai Padri Costituenti, dalla loro volontà di uguaglianza e democrazia, introducendo sul senso del dibattito che li aveva animati nel scrivere la Carta Costituzionale, Barra-Caracciolo ha spiegato chiaramente quali attacchi e di che natura le sono stati portati, perseguendo una volontà precisa di ubbidienza alle possenti forze della globalizzazione imperialista.

Con l’entrata in vigore dei trattati, si è consegnato pezzi decisivi di sovranità nazionale e popolare a poteri sovranazionali, violando dunque in modo brutale il principio cardine della stessa Costituzione del ’48.


Il Dottore ha ripercorso tutte le tappe storiche del processo di de-sovranizzazione, iniziato fin dagli anni 50.

Ovviamente ha indicato l’importanza di votare NO al referendum costituzionale di ottobre.

Tuttavia l’amico Barra-Caracciolo si è detto scettico sulla possibilità che il “no” possa prevalere. Ritiene che sia più probabile una vittoria del “si”, basandosi su due fattori determinanti: la scarsa consapevolezza dei cittadini sulla posta in palio e la straordinaria potenza di fuoco dei dominanti grazie al loro controllo dei principali mezzi di comunicazione.
Secondo Barra-Caracciolo non solo la maggioranza degli elettori del Pd, ma anche grandi parti dell’elettorato di M5S e della Lega, hanno introiettato (casta, cricca, corruzione) i paradigmi neoliberisti tra cui quello che la “governabilità” è più importante del “principio di rappresentanza” democratica della volontà popolare e dunque della centralità costituzionale del Parlamento.

Maurizio Del Grippo ha moderato il dibattito successivo, numerosi gli interventi e le domande venuti dal pubblico presente in sala, cui entrambi i relatori hanno puntualmente risposto.

Ha chiuso l’incontro Franco Maggio, di P101 Salerno, che dopo aver ringraziato i presenti per essere rimasti sino alla fine, li ha esortati ad unirsi a P101, lottare assieme e contribuire a costruire il nuovo movimento.


* Fonte: P.101

sabato 16 aprile 2016

SALERNO 22 APRILE: INCONTRO PUBBLICO DI P.101. INTERVENGONO: LUCIANO BARRA CARACCIOLO E MORENO PASQUINELLI

[ 16 aprile ]

Venerdì 22 aprile, alle 16h.30, presso la Sala della Giunta della Provincia di Salerno, il MLP-P101 (Movimento di Liberazione Popolare-Programma 101) organizza una conferenza-dibattito sul tema: "Crisi dell'Europa e difesa della Costituzione. Le analisi e le proposte del MLP-P101". 


Interverranno, dopo i saluti istituzionali, il Dott. Luciano Barra-Caracciolo, Presidente di Sezione del Consiglio di Stato, costituzionalista e Moreno Pasquinelli, Consiglio nazionale del movimento. Introduce Nello De Bellis, modera Maurizio del Grippo, conclude Francesco Maggio.

"Abbiamo organizzato questa conferenza-hanno dichiarato gli esponenti locali del movimento-poiché tramite la rigorosa riflessione del Dott. Caracciolo, alto magistrato ed eminente giurista, e l'esposizione dei punti programmatici di MLP-P101, a cura di Moreno Pasquinelli, studioso e militante politico, intendiamo presentare al pubblico della nostra città le nostre analisi, frutto di un percorso di pensiero e di lotta, e formulare la nostra proposta .L'iniziativa di oggi costituisce il nostro contributo critico alla campagna referendaria su legge elettorale e costituzionale. Noi partiamo dal dato concreto della autentica tragedia sociale che sta vivendo da anni il nostro Paese. Siamo passati dal 7 al 23 posto dei paesi industrializzati, abbiamo perso il 9% del PIL, il 25% della produzione, il 15% della capacità industriale,r addoppiato il tasso di disoccupazione e ridotto la ricchezza nazionale del 10%, mentre il 56% dei pensionati italiani vive con meno di 600 euro al mese. 
Per noi vi è un rapporto strutturale tra euro e crisi economica. Il sistema finanziario che l'Europa si è data da Maastricht in poi ha intaccato le condizioni di vita della gran maggioranza della popolazione italiana ed europea in generale. Ricordiamo, per converso, insieme a Massimo Bontempelli, l'epoca in cui l'Europa veniva presentata come il luogo ideale di razionalità,m odernità ,efficienza,in cui il nostro Paese doveva inserirsi a tutti i costi per superare il proprio ritardo e la propria inadeguatezza,per cui rimanerne fuori sarebbe stata causa di declassamento se non di degradazione. 
Di qui l'esigenza di creare un nuovo grande spazio europeo al di sopra dei tradizionali Stati nazionali, che dovevano progressivamente spogliarsi della loro sovranità. A 14 anni dall'ingresso dell'euro, appare ormai chiaro a tutti, tranne agli illusi e ai collusi, che l'Europa come luogo ideale in cui siamo stati costretti forzosamente a entrare è stata una fata Morgana, che l'unica Europa che abbiamo trovato (e che alcuni avevano ben compreso), abbandonando la sovranità, è l'Europa della moneta unica, delle banche, dei grandi poteri finanziari. Al di là dei luoghi comuni e dell'asfissiante retorica che ci ha accompagnati in questi anni, che sono stati i peggiori della nostra vita, tutto ciò che è stato ferreamente imposto non è stato altro che un sistema rigidamente normativo ed un apparato tecnocratico volti a realizzare il dominio ormai totalitario sulla società da parte dell'economia e dei mercati finanziari globalizzati: il loro carattere sovranazionale non è la marxiana estinzione dello Stato ,ma serve soltanto ad aggirare gli ostacoli nazionali alla circuitazione senza limiti ,ed esclusivamente secondo i parametri di un'economia rigorosamente neoliberista, di capitali e merci. Il sogno di un'Europa democratica e federale, erede quasi naturale del vecchio internazionalismo socialista, si è dissolto nella fredda realtà fattuale del cosmopolitismo ultracapitalistico della finanza predatoria globale."

"Già nella Dichiarazione delle Sinistre europee anti-euro, scaturita dall'importante incontro di Assisi di due anni fa —ha dichiarato Moreno Pasquinelli, portavoce di MLP-P101—, individuavamo nelle decisioni dell'Unione Europea, la causa indubitabile delle violente politiche antisociali che, con l'intento di risanare i conti pubblici, determinano in realtà una continua e massiccia diminuzione della spesa statale, deflazione salariale, estesa privatizzazione di beni e servizi essenziali, smantellamento dei servizi sociali, finanziarizzazione dell'economia e dei bilanci statali. L'euro si è rivelato un'arma di distruzione di massa contro l'occupazione. La moneta unica funziona soltanto per proteggere le rendite di capitale, mantenendo intenzionalmente elevatissimo il tasso di disoccupazione. La sostanza della costruzione europea ,a partire dal Manifesto di Ventotene, si rifà agli interessi e ai valori delle classi dominanti occidentali: l'atlantismo, il capitalismo e, in modo ormai sempre più evidente, l'autoritarismo. 

L'UE —ha proseguito Pasquinelli— si è rivelata il sistema più micidiale e sofisticato per costruire una forma inedita di civiltà insieme mercantile e totalitaria in cui anche i principi liberali classici delle libertà politiche e civili e della separazione dei poteri sono (ora più che mai cogli attentati di Parigi e Bruxelles) fortemente a rischio.I n tal senso l'UE è diventata una mostruosa macchina di alienazione dei popoli da cui occorre al più presto emanciparsi, per non fare una triste fine come i Greci. La principale caratteristica di questo sistema è di agire con fredda determinazione per distruggere la sovranità dei popoli in ogni nazione per permettere lo sviluppo illimitato del potere del grande capitale,come ad es. nel progetto del TTIP. Per le classi dominanti distruggere le nazioni, a partire dalla Costituzione, è la garanzia che nulla potrà più opporsi ai disegni neoliberisti. 
Al contrario, per noi, Costituzione e popolo inteso quale comunità democratica cosciente, sono un binomio inscindibile. In quanto cardine del totalitarismo neoliberista o capitalismo assoluto a livello mondiale, l'UE è determinata a distruggere la sovranità dei popoli di ogni nazione, ecco perché lotta anticapitalistica e lotta di liberazione nazionale, a partire dalla difesa non acritica ma intransigente della Costituzione repubblicana, per noi devono di nuovo coincidere, come è stato in altri momenti storici fondativi, come la Liberazione, di cui celebriamo con questo convegno di oggi a Salerno, il LXXI anniversario. C'è bisogno di un soggetto politico come il nostro che sappia individuare le cause reali della crisi, "riapra la catena dei perché e scriva i nomi dei nemici", come voleva Franco Fortini, indicando nella costituzione di un nuovo CLN,a  partire da un vasto fronte popolare, la prospettiva del superamento della crisi strutturale che il sistema italiano ed europeo sta vivendo".

"Ci sforziamo con questa ed altre iniziative in cantiere di rendere visibile nella nostra città il nostro impianto di analisi e la nostra proposta per costituire una effettiva individualità politica" —hanno concluso gli organizzatori.


Per il MLP-P101: Nello De Bellis (tel.339/6412408)



Salerno,16-04-2016.



martedì 9 giugno 2015

OGGI A SALERNO: "il più grande successo dell'euro"

[ 9 giugno ]

Oggi 9 giugno, alle ore 20, presso il circolo "Mumble Rumble" di via Loria,35 (Pastena, di fronte Scuola media Monterisi) Sinistra NO Euro e MPL (Movimento Popolare di Liberazione) organizzano la proiezione del film-documentario "Il più grande successo dell'euro:la Grecia", girato lo scorso anno da una troupe di cineasti italiani indipendenti (Gruppo 101 Dalmata, regia di Matteo Nigro e Francesca Cangiotti) in collaborazione con alcuni cittadini ellenici.

Il film documenta in modo realistico e impietoso l'effettiva situazione economica e sociale della Grecia,ridotta allo stremo dalle politiche di austerità della BCE e dell'Unione Europea ed alterna alle interviste degli autoctoni analisi e spiegazioni di alcuni economisti che illustrano con semplicità e rigore le cause della crisi greca e demistificano il meccanismo indotto del debito che sta strangolando (ove non intervengano drastiche decisioni politiche da parte dell'attuale Governo ellenico) l'economia e la vita del Paese mediterraneo. 

Nel corso della serata sarà presentato anche il sito del Comitato antifascista russo-ucraino di Salerno "Ombre russe: per la libertà del Donbass". 

L'ingresso è libero fino ad esaurimento posti. Si prega di leggere e diffondere il presente comunicato coi rispettivi allegati,anche via Facebook. 

martedì 25 novembre 2014

LIBERTA' PER IL DONBASS! Manifestazione a Salerno

Domenica 7 dicembre a Salerno si svolgerà un importante manifestazione in solidarietà con la resistenza antifascista che in Ucraina si oppone all'avanzata della NATO e della Ue e per il riconoscimento della Repubblica del Donbass. Intervengono: Lilija Rybkina, Nello De Bellis, Svitlana Grugorciuk. Modera Francesco Virtuoso


lunedì 1 settembre 2014

CON IL POPOLO DEL DONBASS di Nello De Bellis

1 settembre. Riceviamo e diffondiamo.

COMUNICATO STAMPA

«Si è svolto il 29 agosto 2014, alle ore 18, presso la sede sindacale dell'USB a Salerno l'incontro tra il MPL (Movimento Popolare di Liberazione) ed esponenti del Movimento degli Ucraini antifascisti della Campania di Salerno e Napoli. Ha partecipato anche l'Associazione L'una e L'Altra di Eboli.

Nell'incontro i rappresentanti dei rispettivi movimenti hanno approfondito le cause effettive e le ragioni storiche dell'attuale conflitto nelle province orientali dell'Ucraina che ha fatto seguito alla deposizione violenta del Presidente legittimamente eletto Janukovic, deplorato la gravità delle stragi (come quella di Slovjànsk e Odessa) perpetrate contro civili inermi dalle forze di sicurezza del governo di Kiev e condannato la censura mediatica occidentale che occulta e distorce quasi completamente la realtà della guerra e i suoi effetti devastanti sulle popolazioni russofone. 
Alla fine della riunione sono state concordate comuni linee d'azione per iniziative concrete di sensibilizzazione e solidarietà.

"Nell'epoca della comunicazione globale-hanno dichiarato gli esponenti del MPL -è chiaro che gli Stati più forti sono quelli che all'apparato militare affiancano l'apparato mediatico capace di formare opportunamente l'orientamento dell'opinione pubblica a livello locale e mondiale. Prima di ogni azione politica bisogna battere in breccia la rappresentazione che sin dall'inizio è stata fornita della questione ucraina. 

Si sappia una volta per tutte che gli insorti di piazza Majdàn che deposero con la forza il Presidente Janukovic non sono gli eroi della libertà (e del libero mercato dipinti dalla propaganda occidentale, ma espressione di forze nazifasciste che si rifanno all'OUN (Organizzazione dei nazionalisti ucraini), che fu attiva già durante la Seconda Guerra Mondiale al fianco degli invasori tedeschi nello sterminio nei Lager nazisti di Ebrei, Russi e Polacchi. 

L'attuale Governo di Kiev è espressione di queste formazioni e bande armate che rivendicano con orgoglio il loro triste passato di attivi collaborazionisti del Terzo Reich e che stanno attuando una feroce pulizia etnica contro una parte del proprio stesso popolo, esattamente come ai tempi dell'Olocausto. Questi gli alleati che, come ai tempi della guerra fredda, gli USA e l'Unione Europea hanno scelto per colpire e isolare la Russia e per ampliare la propria sfera d'influenza all'Est.

In Ucraina è infatti in corso, secondo la nostra lettura -hanno proseguito gli esponenti del MPL- uno scontro strategico decisivo tra le forze del Capitalismo assoluto, rappresentate dal governo golpista e tecnocratico di Kiev, già pronto a varare le peggiori misure di austerità anche nel proprio Paese e le coraggiose popolazioni del Donbass che rifiutano l'inclusione nella gabbia d'acciaio dell'imperialismo euro-atalantico, che ha già tanto martoriato i Paesi occidentali con misure economiche i cui effetti equivalgono a quelli di una guerra perduta. Siamo infine dalla parte della Russia di Putin non per un riflesso ideologico condizionato, ma perché la Russia attuale (che non è più quella dell'ubriacone balbuziente El'cin, prono a tutti i capricci della finanza predatoria globale), pur non esprimendo un'alternativa radicale, come ai tempi dell'URSS, al sistema liberalcapitalistico, può opporsi allo strapotere del capitalismo americano e alle sue mire imperialistiche e dunque garantire l'esistenza di un mondo multipolare.

In tal modo essa assolve una funzione fondamentale soprattutto per noi Europei, poichè dopo il crollo del Comunismo storico novecentesco emerge sempre più la tendenza degli USA a dominare il mondo in forma unipolare e perché la sua super-potenza sconfina sempre più nella prepotenza.nNè va dimenticato che la Russia per la sua straordinaria cultura ed esperienza storica (la grande letteratura del XIX e XX secolo, la spiritualità ortodossa, la Rivoluzione del '17) è molto più affine e vicina allo spirito europeo dell'America, che è invece l'impero della tecnica e della mancanza di storia (Heidegger) e dello sviluppo illimitato del Capitale (Marx)."

La centralità della battaglia culturale e dell'informazione, anche all'interno della comunità ucraina sia orientale che occidentale, è stata posta con forza da Ljudmila Scisckina del Movimento degli Ucraini antifascisti di Napoli, la quale ha parlato delle iniziative svolte nel capoluogo (presidi e manifestazioni) e della necessità di organizzarne altre per sensibilizzare opportunamente l'opinione pubblica e per offrire un quadro obiettivo e completo che illustri anche i precedenti ed il contesto storico. 
Lilja Ivànovna, residente a Salerno, ha sottolineato i riflessi preoccupanti sulla numerosa comunità locale, una volta unita ed oggi scissa e contrapposta al suo interno, in cui alcuni elementi svolgono una vera e propria opera di esaltata propaganda a favore del regime di Kiev. Di qui l'urgenza di iniziative incisive e concrete ispirate alla massima chiarezza e pervasività.

Hanno concluso gli esponenti del MPL, dicendosi disponibili a favorire la nascita di un Comitato locale che assuma una sua denominazione e si impegni anche in azioni di solidarietà a favore delle popolazioni colpite dalla guerra, nonché a supportarlo nei successivi passaggi (visibilità mediatica, organizzazione di conferenze e incontri con le Autorità). 
L'esponente dell'Associazione ebolitana "Luna e l'Altra", Zina Maioli ha dichiarato il proprio interessamnento per un evento culturale e la responsabile dell'USB ha offerto la disponibilità della sede sindacale per successive riunioni.

mercoledì 16 aprile 2014

IL NOSTRO 25 APRILE della Sezione di Salerno del MPL

Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione.
(Piero Calamandrei, componente dell’Assemblea Costituente, da un discorso tenuto a Milano nel 1955)



25 Aprile: ieri contro il nazifascismo, oggi contro l'Unione europea
1 maggio: in memoria della vittime della crisi, i difesa dei diritti e del lavoro

Sono trascorsi 69 anni dalla liberazione dell’Italia dalla feroce occupazione nazista e dal giogo del regime fascista. Contro ogni celebrazione ritualistica bisogna dire con forza che il Fascismo non è stata un’eccezione diabolica della Storia, ma un episodio della logica del dominio e che la logica del dominio viene prima e dopo di esso e che può pertanto perpetuarsi sotto altre forme e sotto altro nome. Ieri la barbarie che oscurò il volto del mondo fu riconosciuta come tale e fu sconfitta dalla coalizione antifascista e dalla Resistenza.

Proprio perchè facciamo nostro lo spirito di tanti Italiani che combatterono contro gli oppressori di allora, denunciamo l’oppressione di oggi. 
Clicca per ingrandire
Qual è questa oppressione? È l’Unione Europea nella quale siamo stati costretti ad entrare rinunciando alla sovra- nità economica, monetaria, politica e culturale. Per anni un martellamento ossessivo ha rappresentato l’ingresso in Europa come l’unico metro per misurare la nostra civiltà, e l’esclusione dall’Unione come pericolo di declassamento, di degrado e regressione. Dopo vent’anni dal Trattato di Maastricht chiunque può trarre le inevitabili conclusioni. Questi sono stati gli anni peggiori della nostra vita dal dopoguerra ad oggi. I popoli europei ed in particolare quello italiano stanno sperimentando sulla propria pelle dall’inizio della crisi del 2008 che l’Unione Europea, a dispetto di ogni ostinata illusione, è un’istituzione verticistica, tecnocratica, normativamente antidemocratica, tesa a promuovere l’integrale dominio dell’oligarchie finanziarie sulla società. A tali oligarchie interessa infatti essenzialmente trasformare lo spazio del continente in un “binario di scorrimento automatico della vita economica, al di là di ogni esigenza sociale e progettualità politica” (M. Bontempelli).

Strumento di tale spoliticizzazione sono lo smantellamento della statualità quale garanzia dello stato sociale e l’imposizione dell’euro: un marco tedesco travestito, che ha finito per trasformare gran parte dell’Europa in “colonia” al servizio degli interessi germanici. Le politiche di austerità imposte per ripianare il tanto decantato debito pubblico hanno determinato il collasso dell’economia nazionale e lo svuotamento della Costituzione repubblicana.


Sulla scorta di tali premesse l’UE non appare minimamente riformabile. La lotta per la sovranità nazionale è la condizione imprescindibile per evitare di far precipitare il Paese nel baratro di una crisi logorante e irreversibile. Per questo invitiamo coloro che sul nostro territorio soffrono in silenzio per questa crisi devastante, i disoccupati e i lavoratori tutti, le forze sociali democratiche, le organizzazioni sindacali di base, le associazioni e tutti coloro che si riconoscono nell’analisi e nei principi enunciati a mobilitarsi ed a raccogliersi per commemorare, assieme alle vittime del nazifasci- smo, quelle di oggi, le vittime della crisi, dando voce e contenuto all’indignazione sociale crescente. In questa prospettiva proponiamo che per l’autunno prossimo si svolga una giornata di mobilitazione, zona per zona, città per città, di una marcia popolare per la dignità.

Pertanto riteniamo fondamentali: 

1. Uscita unilaterale dall’eurozona. 
2. Disdetta dei trattati fondanti dell’UE (Maastricht, Mes, Fiscal Compact) 
3. Sganciamento della Banca d’Italia dalla BCE ed emissione di una nuova
moneta nazionale. 
4. Controllo statale sul sistema bancario e sui grandi movimenti di capitale. 
5. Ripudio del Debito Pubblico. 
6. Nuova politica economica attraverso un piano organico per il lavoro volto al
riassorbimento integrale della disoccupazione, per la tutela del territorio, dei beni artistici ed ambientali, della salute, della scuola e della ricerca.

lunedì 24 marzo 2014

SALERNO: INCONTRO SULLA CRISI DELL'UNIONE EUROPEA

24 marzo. Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Venerdì 28 marzo, alle ore 16.30 nella Sala del Gonfalone di Palazzo di Città, a cura del Comune di Salerno, della Società Filosofica Italiana e del Liceo classico "F. De Sanctis" incontro dibattito sul tema: «L'Unione europea nelle intenzioni e nei fatti: anatomia di una crisi».

Presiederà il Prof. Giuseppe Cacciatore, dell’ Università degli Studi di Napoli "Federico II". Interverranno il Prof. Stefano D'Andrea dell'Università della Tuscia su Costituzione italiana e Trattati europei, il Prof. Gennaro Zezza dell'Università di Cassino e del Lazio meridionale sulla crisi economica dell'eurozona, il Prof. Carmine Pinto dell'Università degli Studi di Salerno sulla storia politica dell'Unione Europea. Introduce Nello De Bellis. Saluti istituzionali a cura dell'Assessore alla Cultura del Comune di Salerno, dott. Ermanno Guerra e del Dirigente scolastico del Liceo classico “F.De Sanctis” di Salerno.

Dichiarazione: «Abbiamo sentito il bisogno di una riflessione critica ed articolata sulla attuale situazione e sul momento storico attraversato dall'eurozona e dall'Unione Europea - hanno dichiarato gli organizzatori - in cui le Istituzioni del territorio, la Scuola, le associazioni, l'Università si confrontano dinanzi al pubblico con esperti autorevoli perché è diventato evidente a tutti il divario sempre più grande tra i progetti di integrazione europea seguiti al Secondo Conflitto Mondiale coi loro ideali di pace, democrazia e giustizia e le forme sempre più rigide, vincolistiche e a tratti autoritarie che questo processo va assumendo coi mezzi normativi adoperati, in coincidenza colla crisi sistemica che ci colpisce, dai meccanismi burocratici dell'UE. Un'analisi spassionata e serena è la condizione necessaria per indicare una prospettiva di superamento di questa crisi che non è esagerato definire epocale. In un momento altrettanto drammatico per lo Stato italiano, in queste stesse sale settanta anni fa, i componenti del primo Governo dell'Italia liberata seppero non solo rispondere ai problemi gravissimi e immediati della città e del Paese martoriato dalla guerra, ma avviare la fase costituente che si sarebbe conclusa con la promulgazione della Costituzione repubblicana. Il nostro auspicio è che questa giornata di studi possa fornire un serio contributo per un ripensamento complessivo della crisi, nello stesso spirito dei Costituenti per una rinnovata sovranità e democrazia".



Salerno,24/03/2014.

mercoledì 23 ottobre 2013

«CE LO CHIEDE L'EUROPA?» Incontro con Gennaro Zezza

La sezione di Salerno del Mpl invita i cittadini all'incontro pubblico con l'economista Gennaro Zezza che si svolgerà giovedì 31 ottobre, alle ore 17:00 presso il Centro "La Tenda" (Via Fiera Vecchia, 20).
Tema dell'incontro le politiche economiche imposte dall'eurocrazia, la loro natura e le conseguenze sociali, anzitutto per il nostro paese. In particolare verranno messi sotto la lente il Fiscal compact e il Mes/Esm.




COMUNICATO STAMPA-INVITO MPL SALERNO 
“Ce lo chiede l'Europa?” Austerità, MES e Fiscal Compact

Giovedì 31 Ottobre, alle ore 17.00, al Centro La Tenda (nei pressi di piazza Malta) il MPL (Movimento Popolare di Liberazione) organizza una conferenza sul tema. Interviene il Prof. Gennaro Zezza dell'Università degli studi di Cassino e del Lazio meridionale. Introduce Nello De Bellis, modera Maurizio del Grippo. 

«Mentre le campagne mediatiche focalizzano l'attenzione sugli sprechi reali o presunti e sui privilegi della casta politica, additati come l'unica causa del declino complessivo e della gravissima crisi strutturale che sta dilaniando il Paese, l'Italia ha sottoscritto ed ha avviato l'attuazione di due meccanismi che rischiano, se effettivamente applicati, di trasformarla nei prossimi anni in zona depressa ed area sottosviluppata» ‒  hanno dichiarato gli organizzatori.

Si tratta del Fiscal Compact e del MES Il primo è un trattato europeo approvato il 2 marzo 2012 da 25 dei 27 paesi membri dell'Unione europea (solo Gran Bretagna e Repubblica ceca non hanno aderito) ed entrato in vigore il 1° Gennaio scorso, che impegna i contraenti a portare il rapporto deficit-PIL al 60%, riducendo il proprio indebitamento del 5% annuo nell'arco di 20 anni. Dato, però, l'alto livello del debito italiano, pari al 127%, uno dei più alti dell'eurozona, ciò si tradurrebbe nell'obbligo di reperire risorse e dunque di impostare leggi finanziarie da 40-50 miliardi di euro all'anno per i prossimi 20 anni, con quali risultati di desertificazione sociale, è facile immaginare.

A ciò si aggiunga che l'articolo 3 del trattato impone agli Stati membri di inserire nelle rispettive Costituzioni l'obbligo del pareggio di bilancio, il che concretamente vuol dire che ad ogni investimento deve per legge corrispondere un pari importo in entrata (tasse e imposte). Nel più assordante silenzio ‒  proseguono gli organizzatori ‒  l'Italia ha già provveduto a ratificare (col voto favorevole di PDL, PD e UDC, contrari IDV e Lega Nord) tale norma, modificando importanti articoli della Costituzione (81, 117 e 119).

Secondo autorevoli studiosi, tra cui Paul Krugman, tale vincolo è la premessa programmatica della distruzione dello stato sociale. Vi è poi il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) che prende il posto del precedente EFSM, un fondo permanente a cui gli Stati in difficoltà macroeconomiche sono tenuti ad accedere, per poter rimanere negli obblighi di bilancio sempre più restrittivi dell'UE, e che erogherà i suoi prestiti in cambio di concrete garanzie e ulteriori cessioni di sovranità politica ed economica.
In tal senso l'Italia si è già impegnata a versare al MES 125 Miliardi di euro nei prossimi 5 anni, ripagare il debito (40,50 mld di euro l'anno) e mantenere il pareggio di bilancio.

“Questi sono i veri termini del problema, questa la minaccia che sta sospesa sul capo del nostro Paese e di cui tutti debbono prendere coscienza prima che sia troppo tardi, altro che le polemiche sugli scontrini alla buvette di Montecitorio! In questi anni di crisi l'Italia è passata dal 5° al 23° posto tra i paesi industrializzati 242.000 imprese fallite solo nel 2012, il 56% delle pensioni italiane al di sotto dei 1000 euro mensili, disoccupazione a picco.

Come può la causa reale di tutto ciò risiedere unicamente nei “costi della politica”, che incidono effettivamente dello 0,46%?

In realtà la responsabilità della casta è infinitamente più seria e più grave: essa consiste nell'aver assunto il ruolo di “borghesia compradora” sottoscrivendo la serie di trattati internazionali, a partire da quello di Maastricht, che hanno messo l'Italia nella condizione in cui attualmente si trova. Connettere la crisi economica, politica e spirituale in cui l'Italia si dibatte alla sua appartenenza all'euro e all'Unione europea ‒  concludono gli organizzatori ‒  è la peculiare posizione del MPL anche in seno alla Sinistra antagonista, che vede e denuncia gli effetti, ma non risale alle cause e cioè alla costruzione dell'Europa asociale, antipopolare, antidemocratica le cui premesse di trovavano già chiaramente nel Trattato di Maastricht e nell'atto fondativo dell'Unione europea.

“Ce lo chiede l'Europa”: quante volte abbiamo udito questo trito Leitmotiv ed ogni volta sono state liberalizzazioni, privatizzazioni,tagli alle spese sociali. Ogni cittadino italiano ed europeo confronti il suo status attuale con quello di prima e calcoli quanto ha perduto in reddito, diritti, dignità oltre che in speranze e aspettative in questi venti anni che sono stati i peggiori della vita di tutti.

Ripudiare il debito, uscire dall'euro senza che ciò danneggi i lavoratori e le classi popolari, uscire dall'UE è la nostra parola d'ordine, creando un fronte popolare che unisca tutte le forze democratiche che condividono il bisogno di liberarci di questa classe politica italiana corrotta perché asservita al sistema oligarchico europeo e alla finanza speculativa internazionale».



venerdì 25 gennaio 2013

MPL (55): L'ANALISI DELLA CRISI E LE PROPOSTE PER VENIRNE FUORI

Moreno Pasquinelli
Perché dal marasma si esce solo con la sollevazione popolare

La prolusione di Moreno Pasquinelli all'incontro di presentazione della sezione salernitana del Mpl svoltasi il 18 dicembre 2012. Introduce Nello De Bellis. Più sotto il video.

«E' vero che siamo ad uno storico passaggio di fase che riapre finalmente la possibilità del socialismo, ma veniamo da un quarantennio segnato dal crollo doppio dei movimenti operai dell’Occidente e dei “socialismi reali”. La nostra mente fa fatica a comprendere la portata epocale di questi rovesci, ad accettare questa realtà.

venerdì 3 febbraio 2012

SALERNO: CRONACA DI UN'ASSEMBLEA

L'euro, il debito e il futuro dell'Italia

riceviamo dai compagni di Salerno

Venerdì 27 gennaio si è svolta nell'Aula magna del Liceo-Ginnasio "F.De Sanctis" di Salerno un'assemblea pubblica sul tema : "Il mito dell'Europa. Fuori dal debito,fuori dall'euro?" sui temi e le relazioni del convegno di Chianciano Terme del 22-23 ottobre 2011 dal titolo "Fuori dal debito, fuori dall'euro", organizzato da Rivoluzione Democratica. Ha introdotto Nello De Bellis, ha moderato Maurizio Del Grippo.

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