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martedì 3 gennaio 2017

DUE EVENTI CHE SEGNALIAMO

[ 3 gennaio ]

Chiusa (per fortuna) la pausa oppiacea delle vacanze (per chi se le è potute permettere), si torna alla dura realtà. 


Che il Paese sia nel bel mezzo di un disastro, è chiaro, anzitutto a chi ne subisce le conseguenze. La situazione è drammatica, e non solo perché non ha una guida all'altezza della crisi, anche a causa della disarmante inadeguatezza delle forze d'opposizione che pretenderebbero essere l'alternativa.

In questo contesto la vittoria del NO il 4 dicembre ha portato un po' d'aria fresca. Qualcosa si va mettendo in moto. E il mese di gennaio vede un calendario di incontri e iniziative abbastanza fitto.

Ne segnaliamo per l'intanto un paio, che i nostri lettori in zona, non dovrebbero mancare.

La prima si svolge a Vicenza giovedì 5 gennaio, alle ore 20:30; presso il Centro civico Giusti, Piazzale Giusti 23 alle ore 20:30

Si tratta della presentazione del Manifesto per un Populismo democratico, promossa dal collettivo Senso Comune.

QUI la pagina dell'evento.

La seconda iniziativa si svolge invece a Milano, domenica 15 gennaio, con inizio alla ore 10:30. Presso l'ex-Fornace, Naviglio pavese 16.

Titolo dell'incontro: EUTOPIA. La Sinistra tra Unione Europea e sovranità nazionale. 
QUI la pagina dell'evento.

Ecco l'ordine dei lavori:
ore 10.15
Introducono i lavori
On. Stefano Fassina, Sinistra Italiana
Rosa Fioravante, I Pettirossi

ore 11

"I luoghi dell'azione politica: il conflitto sociale tra stato e globalizzazione"
Vittorio Agnoletto, 
membro del Consiglio Internazionale del Forum Sociale Mondiale
Massimo D'Angelillo, presidente Genesis srl, coautore "Rottamare Maastricht" DeriveApprodi Editore
Mimmo Porcaro, socialismo 2017
Prof.Michele Prospero, professore associato Scienza della Politica, Università La Sapienza

Pausa pranzo

Pomeriggio
ore 14

"Diritti costituzionali e i trattati europei oggi: una convivenza difficile"
prof.Piero Graglia, professore associato storia dell'integrazione europea,università. Statale di Milano
Avv. Francesco Maimone, avvocato, collaboratore orizzonte48.blogspot
prof. Alessandro Somma, professore ordinario di Sistemi Giuridici Comparati, Università di Ferrara

Pausa Caffè

ore 16
Interventi Associazioni
Aurora, Coordinamento Sinistra contro l'Euro, Possibile, Rete MMT

ore 16.30
"Riparare gli errori del passato: quale futuro per l'Unione?"

Prof. Alberto Bagnai, professore associato di Politica Economica, Università di Pescara, saggista, blogger Goofynomics
Thomas Fazi, saggista, documentarista, autore de "la battaglia contro l'Europa"
Nadia Garbellini, ricercatrice università di Bergamo, comitato scientifico Centro Studi Economici per il Pieno Impiego (CSEPI)
On. Giovanni Paglia, commissione Finanze Camera dei Deputati

Conclusioni
On. Alfredo D'Attorre, Commissione Affari Costituzionali Camera dei Deputati

lunedì 14 dicembre 2015

P 101 (Resoconto del seminario programmatico) di Daniela Di Marco

[ 14 dicembre ]

«Bisogna essere dei pazzi, dato il mortorio politico che ci circonda e viste le poche forze di cui disponiamo, per fondare una nuova formazione politica. Ma forse i veri pazzi sono quelli che stanno fuori di qui e assistono rassegnati allo sfascio generale».

Con queste parole ha esordito il compagno che ha aperto i lavori del Seminario programmatico.

Pazzi forse, tenaci di sicuro, coloro che hanno deciso di "chiudersi in convento" partecipando e animando questi due intensi giorni di seminario. 
Ricordiamone lo scopo: discutere e licenziare alcuni documenti d'indirizzo pensati come i fondamenti politici e teorici della formazione politica che ci apprestiamo a costituire.

Ci siamo riusciti, e non era affatto scontato, viste le diverse provenienze politiche e sociali dei presenti, vista la pluralità dei punti di vista.
E se abbiamo avuto una sinfonia invece che uno sconnesso insieme di voci e suoni, ciò è stato possibile grazie anzitutto alla maturità ed alla capacità d'ascolto di ognuno e quindi alla perizia chi ha diretto l'orchestra e presieduto i lavori.

Dopo la prima, già vivace sessione plenaria di sabato mattina, si sono formati come previsto, i cinque tavoli di lavoro che hanno discusso, vagliato, in più casi modificato, i cinque documenti proposti dal Consiglio nazionale di Ora-Costituente. I risultati dei tavoli sono stati quindi presentati da chi era preposto a presiederli nella seconda sessione plenaria di sabato sera.

A giorni saremo in grado di pubblicare un apposito opuscolo in cui raccoglieremo le sintesi dei tavoli di lavoro, nonché le modifiche e gli emendamenti proposti. 

Nella mattinata di domenica si è svolta la terza sessione plenaria, in agenda la questione del nome della nuova formazione politica. Discussione lunga ed approfondita, dato che diverse erano le proposte in campo. Alla fine l'ha spuntata a maggioranza "P101 - Movimento di liberazione popolare", dove P101 sta per "Programma 101". 

Nel pomeriggio di domenica la quarta e conclusiva sessione plenaria. E' stato approvato —anche in questo caso dopo un'articolata e scoppiettante discussione collettiva— un Appello che, ricapitolate le nostre idee, invita chiunque la condivida ad uscire dal letargo, a firmarlo ed a partecipare al processo costituente di P101. Presto inizieremo a diffonderlo.

* Nella foto la presidenza della sessione plenaria del sabato sera. Da sinistra: Enea Boria (Milano), Carlo Candi (Firenze), Fabio Frati (Roma), Toni Manigrasso (Torino), Franco Maggio (Salerno)

giovedì 10 dicembre 2015

UN FRONTE PANEUROPEO PER USCIRE DALLA GABBIA EURO-LIBERISTA di Dimitris Mitropoulos

[ 10 dicembre ]

Sabato 21 novembre si svolse a Roma l'assemblea promossa dalla campagna eurostop.

Qui sotto l'intervento svolto dal compagno greco Dimitris Mitropoulos [a sinistra nella foto], a nome Unità Popolare (Laikì Enotita -LAE)

Cari amici e compagni,

Vi saluto e vi ringrazio a nome del Consiglio politico del Unità Popolare.
Vorrei presentarvi la situazione in Grecia e alcune cose per quanto riguarda il nostro nuovo fronte politico.
Da cinque anni, la Grecia è stata oggetto sperimentale della crisi strutturale del sistema.
I tre memoranda applicati per cinque anni hanno portato alla più grande recessione che un paese del mondo sviluppato abbia mai conosciuto in tempi di pace:
• il PIL del Paese è sceso al 25%.
• La disoccupazione è cresciuta dal 9% al 26%.
• Il debito è passato dal 126% del 2009 al 180%.

Queste sono alcune delle conseguenze economiche, ma ci sono anche quelle politiche. Ad esempio, il parlamento greco non è quello che legifera. La maggior parte dei memorandum, che sono composti da centinaia di pagine, sono passati senza nemmeno essere letti dai parlamentari greci.

In questi cinque anni sono state condotte molte lotte: il movimento piazza Syntagma circondò il Parlamento per 40 giorni, abbiamo avuto più di 30 scioperi generali, 3 i governi che sono caduti sotto la pressione di insoddisfazione pubblica, anche il PASOK è crollato, ed un piccolo partito della sinistra radicale, SYRIZA, è salito al governo, e il nostro popolo ha respinto i memoranda nel referendum del 5 luglio con il suo voto NO.

Tuttavia, questo enorme disastro non si è fermato.
In ogni memorandum o negoziazione per il rimborso del prestito, il nostro popolo è stato posto davanti al dilemma: “senza l'aiuto del memorandum, si andrà in bancarotta e uscirà dall’euro”.
Questo dilemma è stato drammaticamente utilizzato la scorsa estate.
Alexis Tsipras ha accettato questo dilemma e ha detto chiaramente di preferire il memorandum.

Egli, adottando totalmente  il ragionamento dei precedenti governi e sostenendo che egli stava “salvando il paese dal caos”, ha preso le misure che i governi precedenti non potevano prendere: riduzione delle pensioni più basse, case messe all’asta, privatizzazione di porti e aeroporti, nuove tasse sui salari.

Nel corso delle elezioni di settembre Tsipras ha parlato di un programma di austerità dpiù modesto, ma in realtà un programma del genere non esiste. C'è solo il programma di memorandum di grave austerità che sta applicando.
Non è che il governo di Tsipras applichi un programma con cui non è d'accordo. Secondo un deputato Syriza “anche se il memorandum non esistesse, bisognerebbe inventarlo”.

Sul piano geopolitico, il governo SYRIZA-ANEL agisce come veicolo della politica USA NATO nell’area. Recentemente la Grecia ha preso parte ad esercitazioni americano-israeliane nel Mediterraneo orientale. Era l'unico paese europeo con la Polonia!

L'attuale governo è sottoposto alla NATO, e questo sta diventando pericoloso considerando il recente barbaro attacco a Parigi.

Quando il nuovo governo di Syriza-ANEL ha firmato il terzo memorandum, ha sostenuto che avrebbero combattuto la corruzione e l'oligarchia greca. Invece hanno approvato una legge che offre la gestione delle banche ai banchieri, ed anche un'altra legge che impedisce i controlli suggeriti dalla lista Lagarde e dalle altre liste di evasori ricchi e movimenti, tradendo in tal modo i movimenti sociali e  ambientali che combattono le aziende oligarchiche e multinazionali.
Non è vero che governo SYRIZA ANEL è stato ricattato e applica misure che non condivide. Si tratta di un governo neoliberista estremo che sta lavorando per il grande capitale.

Dal 2010, quando il grande dilemma “Memorandum o che altro” è stato lanciato, sono stati messi a nudo i limiti della sinistra. Nessun partito ha presentato un programma alternativo.

Il Partito comunista (KKE), essendo il partito più forte in quel momento ha sostenuto che la sola soluzione erano socialismo e socializzazione della grande produzione.
SYRIZA ha sostenuto che avrebbe stoppato i memorandum dopo una trattativa con i finanziatori. Il loro motto era “ né rottura né sottomissione”. Altre forze come ANTARSYA non hanno proposto programmi dotati di concretezza.

SYRIZA, alla fine, è salita al potere ed ha seguito la via negoziale, con ciò diventava chiaro che se non si è pronti al conflitto, non si può che capitolare. I punti principali che hanno portato alla sottomissione erano:
• La liquidità monetaria erogata dalla BCE è diventata lo strumento del soffocamento economico; di questo i controlli sui capitali erano il risultato. La leadership europea in questo modo ha applicato quello che una volta Nixon aveva detto nella lotta per far cadere il governo cileno di Allende: “far piangere l'economia”.
• Questo problema non poteva essere risolto senza il controllo sulla liquidità da parte del governo greco, che significa, banche nazionalizzate e moneta nazionale, fuori dal sistema BCE. Ma SYRIZA non ha voluto applicare tali misure. Non erano preparati per un “piano b”.

E’ noto che nel corso di questi 5 anni la Grecia è diventata il simbolo di speranza per i popoli d'Europa che volevano farla finita con l’austerità. Invece, nel giro di pochi mesi, il paese è diventato l’esempio per dimostrare che non ci sono alternative alle politiche neoliberiste.

La creazione di Unità Popolare (LAE) 3 mesi fa, è un messaggio paneuropeo che questa logica non deve prevalere.

Le recenti elezioni nazionali, sotto la pressione dei creditori, si sono svolte in meno di un mese, in accordo con gli istituti di credito. E’ così accaduto che le persone non hanno avuto il tempo per sperimentare le gravi conseguenze del memorandum Tsipras, e di non lasciare modo LAE di affermarsi. In questo modo, LAE ha ottenuto 2,9% quando avremmo avuto bisogno di superare la soglia del3% per entrare nel parlamento ...

E’ evidente che il governo Tsipras diffonde disfattismo e delusione tra le persone. Tuttavia, i sentimenti del popolo vanno dalla disperazione e delusione verso la rabbia. Ecco perché LAE punta a stabilire una resistenza più dinamica a queste misure e riportare fiducia nella classe operaia. I primi segnali sono incoraggianti. Nel primo sciopero che ha avuto luogo subito dopo la nascita del nuovo governo, la partecipazione è stata grande.

Il terzo memorandum non farà uscire il Paese dal marasma, mentre la Grexit tornerà alla ribalta, come intimidazione, come parte del piano dell'Europa tedesco o come un incidente.
LAE ha una pesante responsabilità dal momento che dobbiamo costruire un fronte forte, riportare la fiducia nel popolo e formare un programma concreto che dia risposte al vicolo cieco del memorandum.

Tale programma deve avere determinate caratteristiche: la cancellazione del memorandum, l'uscita preparata e coordinata dalla zona euro e il conflitto con l'Unione europea neoliberista. Nel programma di LAE è chiaramente affermato che questo conflitto è inevitabile, sia in termini di zona euro che con il resto dei regolamenti dell'Unione Europea. Un referendum con la dichiarazione di uscita della Grecia dalla UE fa parte di questo piano.
Questi obiettivi non esauriscono tutto il contenuto della nostra agenda, ma sono il programma transitorio per un cambiamento radicale.

Allo stesso tempo, è chiaro che se un paese —Grecia o Portogallo— prende l'iniziativa di uscire della zona euro, avremo bisogno di maggiore coordinamento e cooperazione tra le forze progressiste, anti-neoliberisti e di sinistra, e della solidarietà fra i popoli europei contro le oligarchie dell’Unione.

In questa direzione, noi proponiamo un fronte ampio, internazionale, paneuropeo, in grado di entrare in collisione con le politiche di austerità, il neoliberismo e la zona euro. Soprattutto per i PIIGS, le principali vittime della crisi a causa delle regole della zona euro!

La campagna non UE-No Euro-No Nato ci aiuta in questa direzione. La crisi attuale ha spinto avanti il fronte NO EURO e dobbiamo parlare e collaborare con coloro che sono d’accordo. Allo stesso tempo dobbiamo essere consapevoli dei problemi che potrebbero derivare dalla presenza della NATO in Europa. In Europa manca oggi un movimento pacifista e antimperialista.

Dovremmo organizzare manifestazioni paneuropee con la partecipazione dei sindacati e dei movimenti sociali. Allo stesso tempo, stiamo pensando di un incontro europeo ad Atene di tutte le forze di sinistra e democratiche, anti-neoliberiste, in modo che tutte le proposte alternative e le soluzioni contro le norme autoritarie della zona euro e dell'Unione europea possono essere discusse.


Non dobbiamo perdere tempo. La Grecia è un soggetto sperimentale in grado di confermare la massima che dice: “noi non perderemo, perché non abbiamo ancora perso la nostra capacità di imparare".

mercoledì 18 novembre 2015

FACCIAMO SUL SERIO

[ 18 novembre ]


SENZA EURO(PA)
Sovranità, democrazia, eguaglianza

Seminario nazionale per un nuovo movimento di unità popolare

Sabato 12 e domenica 13 dicembre 2015 - Morlupo (Roma)
 

Un anno fa, le diverse realtà associative che componevano il Coordinamento della sinistra contro l’euro (popolare per la liberazione, umanista, keynesiana, meridionalista e comunista), decisero di comune accordo di tentare di dare vita ad un a  processo unitario per la creazione di un NUOVO MOVIMENTO POLITICO che esprimesse senza infingimenti la necessità di una lotta per la riconquista della sovranità democratica e popolare del nostro paese.

Iniziò quindi, tra di noi, una discussione serrata su contenuti e forme per verificare se, tutti assieme, si potesse davvero compiere questo passo e porre le base di più ampie adesioni.
Veniva contestualmente avviato un confronto con tutte le realtà che potevano riconoscersi negli obiettivi politici fondamentali contenuti nella nostra Carta costitutiva, sia quelle dell’area del cosiddetto “sovranismo” che della sinistra critica.

Il risultato fu deludente. Registrammo la prevalenza di due tendenze complementari: allo scoraggiamento ed al settarismo autoreferenziale.

Decisi ad andare avanti, nel maggio scorso, demmo vita ad Ora-costituente, come luogo di discussione e costruzione del nuovo movimento politico. 

Verificata l’esistenza di una base programmatica comune, teniamo fede a quell’impegno.
Ci siamo dati una scadenza: entro la primavera prossima daremo vita al NUOVO MOVIMENTO POLITICO di unità popolare.

Il Seminario del 12 e 13 dicembre è deputato ad avviare il vero e proprio processo costituente.
Saranno formati cinque gruppi di lavoro, ognuno tenuto a discutere i rispettivi documenti proposti dal Consiglio nazionale, destinati a loro volta ad essere sottoposti al Congresso costitutivo di primavera.

Sarà una densa riunione di lavoro articolata su cinque tavoli in cui si discuteranno ed emenderanno i documenti proposti dal Consiglio nazionale:
1. L'Italia futura che immaginiamo;2. Il programma di fase per mettere in sicurezza il nostro Paese;
3. Con quali forze allearsi per cambiare il Paese e riconsegnargli la sua sovranità;
4. La forma organizzativa che ci daremo;
5. I linguaggi e il tipo di comunicazione che dovremmo usare.
Tutti i documenti preparatori dei tavoli saranno resi noti entro il 25 novembre sui diversi nostri siti.
Il frutto del lavoro svolto è destinato a produrre un ulteriore confronto con tutte le realtà associative con cui abbiamo rapporti di collaborazione.

Chi condivida le nostre idee e voglia partecipare al Seminario deve contattare entro il 10 dicembre il Consiglio nazionale a questo indirizzo: <
ora@oracostituente.it>

Al Seminario si partecipa su invito del Consiglio nazionale oppure delle diverse associazioni che fanno parte di “Ora-Costituente”. 
Indicazioni precise su come giungere al luogo del Seminario  [Morplupo si trova poco a nord di Roma], sui costi del soggiorno, ecc., verranno fornite per tempo a tutti i partecipanti.

Ordine dei lavori del Seminario  
Sabato 12 dicembre

ore 10:00-12:00.  Riunione plenaria: perché un NUOVO MOVIMENTO;
Ore 12:00-13:00.  Composizione dei tavoli di lavoro;
Ore 13:00-14:30. Pranzo
Ore 14:45-19:00. Prima sessione dei tavoli di lavoro;
Ore 19:30. Cena
Ore 21:00-23:00. seconda sessione dei tavoli di lavoro;

Domenica 13 dicembre
Ore 9:00-11:00. Riunione plenaria: presentazione delle conclusioni dei tavoli di lavoro e approvazione;
Ore 11:00-13:00. Riunione plenaria: discussione sul nome del NUOVO MOVIMENTO
Ore 13:00-14:30. Pranzo
Ore 14:45- 16:30. Presentazione, discussione e approvazione dell’Appello conclusivo.

Il Consiglio nazionale di Ora-Costituente
17 novembre 2015

lunedì 9 novembre 2015

CHI SI FERMA È PERDUTO (O QUASI)

[ 9 novembre ]

Già dallo scorso anno si è aperta una discussione in seno al Coordinamento della Sinistra contro l’euro, sulla necessità di dar vita ad un nuovo movimento politico, giungendo da più parti l’esigenza di costruire una casa comune in Italia per tutti coloro che vedono come inconsistenti e del tutto inadeguati i soggetti politici esistenti, per combattere il sistema euroliberista, corresponsabile della catastrofe sociale che stiamo vivendo.
Un primo risultato di quella discussione produsse, nell’aprile del 2015, l'allargamento del Coordinamento a diversi altri amici con i quali si decise di dar vita ad "ORA-Costituente". E' stato grazie a questo passo in avanti che ieri a Bologna si è riunito il Consiglio Nazionale allargato di ORA, in vista del seminario del prossimo 12 e 13dicembre.
Il seminario è finalizzato a sfornare le linee programmatiche del Nuovo Movimento politico il cui congresso fondativo si svolgerà nella primavera del 2016.
 
Quattro i punti all’ordine del giorno snocciolati nell’intensa discussione di ieri.
In un clima di fraterno dialogo, infatti, i lavori si sono concentrati sull’analisi dei quattro documenti proposti dai compagni che li avevano redatti. Il primo sul Programma politico del movimento, il secondo sull'analisi della società attuale e delle alleanze per il cambiamento, il terzo sulla forma e la struttura che il movimento politico dovrà darsi e i suoi metodi comunicativi, infine il quarto sulla futura società socialista così come noi la immaginiamo (e le ragioni del fallimento dei socialismi reali).
Siamo partiti dal tema più controverso, quello della Forma organizzativa che il nuovo movimento dovrà darsi e sui metodi e strumenti comunicativi.
Su questo tema due infatti sono le visioni in campo. Allo scopo di trovare una sintesi prima del seminario del 12 e 13 dicembre, è stata formata una piccola commissione. 

Si è invece riscontrata una sostanziale unanimità su tutti gli altri punti in discussione, così che la riunione si è conclusa rispettando le migliori aspettative e con l'impegno di tutti affinchè il prossimo seminario programmatico vada a buon fine, ovvero licenzi i documenti che apriranno il processo costituente del nuovo movimento politico e approvi un appello conclusivo per l'adesione.

domenica 8 novembre 2015

ROMA, 21 NOVEMBRE: ASSEMBLEA NAZIONALE DELLA SINISTRA NO EURO

[ 8 novembre ]

MPL e Coordinamento della sinistra contro l'euro sono tra i promotori dell'assemblea nazionale che si svolgerà il 21 novembre a Roma.  Eravamo quasi soli, a sinistra, a porre come decisiva la questione dell'uscita dall'euro e dall'Unione europea. Molta è la strada da fare, ma si va avanti, e le cose cambiano. E' una prima risposta, ci auguriamo non estemporanea, all'ennesimo tentativo delle sinistre uliviste e altreuropeiste di tornare in scena.
Più sotto il testo del manifesto che convoca l'assemblea.

ASSEMBLEA NAZIONALE
Roma -  Centro Sociale Intifada Via Casalbruciato 15

Per informazioni eurostop.it@gmail.com

PRIMI FIRMATARI:


Campagna Eurostop, Giorgio Cremaschi – Forum Diritti Lavoro, Nicoletta Dosio – No Tav Valle Susa, Ernesto Screpanti - Università di Siena, Franco Russo Ross@, Luciano Vasapollo – Università La Sapienza, Ugo Boghetta direzione nazionale PRC, Simone Gimona - segretario PRC Bologna e coord. naz G. C.,  Dafne Anastasi - Direttivo Regionale FP Lombardia, Emiddia Papi esecutivo USB, Giuseppe Aragno – Storico, Emilia Piccolo - Comitato 3 Ottobre Milano, Fabrizio Tomaselli esecutivo USB, Valerio Tradardi – SPI, Direttivo Camera del Lavoro Milano, Maria Pia Zanni – Direttivo nazionale CGIL, Antonella Stirati Università Roma 3, Nico Vox - Direttivo Nazionale FP, Guido Lutrario USB Roma, Angelo Baracca - Fisico, Mauro Casadio Rete dei Comunisti, Dario Filippini - direttivo nazionale SPI Cgil, Pierpaolo Leonardi esecutivo USB, Francesco Piobbichi - direzione nazionale PRC, Bruno Steri – Direzione Nazionale PRC, Luca Cangemi – Direzione Nazionale PRC, Nicola Vetrano – Giuristi Democratici, Andrea Genovese Università di Sheffield (GB), Francesco Caruso Università di Catanzaro, Pietro Rinaldi Consigliere Comunale Napoli, Valerio Evangelisti scrittore, Sergio Cararo Contropiano, Roberto Sassi saggista, Ezio Gallori lotta dei pensionati, Pasquale Vecchiarelli CPF Roma  PRC, Gianni Vattimo filosofo, Carlo Formenti giornalista, Dino Greco già direttore di Liberazione, Nella Ginatempo Rete No War, Giorgio Gattei Università Bologna, Unione Sindacale di Base, Centro Sociale 28 Maggio Brescia, CSO Ricomincio dal Faro, Campagna Noi Restiamo, Rete No War, Ross@, Comitato Difesa Sociale – Cesena, Coordinamento Sinistra Contro l’Euro, Associazione per la ricostruzione del Partito Comunista, Collettivo Putilov Firenze, Noi Saremo Tutto, Fronte Popolare, Movimento popolare di liberazione, Contropiano, Partito Comunista d’Italia – Federazioni di Roma, Frosinone, Veneto, Rete dei Comunisti.


NO EURO, NO UE, NO NATO, 
PIATTAFORMA SOCIALE PER IL LAVORO,  LA DEMOCRAZIA E LA PACE

«Oggi tutti i governi europei, nessuno escluso, praticano le politiche di austerità, di attacco ai diritti sociali e del lavoro, di criminalizzazione dei poveri nativi e migranti,  di restrizione della democrazia.
La  breve stagione di eresia della Grecia si è per ora conclusa con la resa di quel governo alla Troika e con l'accettazione di un memorandum che sottomette il paese ad essa.
Non c'è nessun segnale oggi in Europa che faccia pensare ad una revisione o anche  solo ad un allentamento della stretta delle politiche di austerità. Anzi i piccoli rimbalzi produttivi dopo anni  di recessione vengono utilizzati dal potere economico e politico nella UE per sostenere la necessità di affrettare le riforme. Così la disoccupazione di massa si consolida e accanto ad essa dilagano la precarietà ed il super sfruttamento del lavoro, le privatizzazioni e il dominio del mercato sui diritti e sulle vite.
Le riforme altro non sono che l'adeguamento dei sistemi sociali e costituzionali dei singoli paesi della UE alle esigenze di profitto delle grande imprese multinazionali e della finanza. Tutti i Trattati UE formalizzano la costituzione autoritaria del liberismo selvaggio, da imporre in ogni paese.
La corruzione sempre più diffusa in tutto il continente a tutti i livelli del potere, viene usata dalle stesse classi dirigenti che la praticano per esaltare la necessità delle riforme liberiste e autoritarie. I Mass media sono tutti diventati megafoni chiassosi della messa sotto accusa dei diritti sociali e del lavoro, che vengono accusati di essere la causa della crescita del debito pubblico.
In Italia la controriforma costituzionale, attuata con l'obbligo del pareggio di bilancio e con il pacchetto di riforme del governo Renzi, realizza il dettato dei trattati UE e le indicazioni politiche della Troika .

Oggi il sistema di potere che sta portando la condizione europea indietro di un secolo, cancellando i risultati politici, sociali e morali della sconfitta del fascismo, questo sistema di potere in mano alla finanza e al capitalismo multinazionale si chiama Unione Europea. E il suo primo strumento di potere e ricatto verso i popoli, in particolare quelli più colpiti dalla crisi, è l'Euro
L'Unione Europea di oggi non ha nulla a che vedere con gli ideali democratici degli europeisti antifascisti. Essa è una costruzione autoritaria dominata dalla grande finanza e dalle multinazionali,  alle quali vuole lasciare assoluta libertà d'azione con il TTIP che si vuole firmare con gli USA. La UE oggi non incarna nessun ideale o politica di pace, anzi sempre più si identifica con il militarismo aggressivo e distruttivo della NATO, in Ucraina, come in Libia, come nel Medio Oriente.
I grandi sindacati, le forze socialdemocratiche, i movimenti sociali e politici nelle loro maggioranze oggi rifiutano di prendere atto di questa realtà, cioè che la UE e i suoi governi sono l'avversario.
Così in Europa si è costruito un sistema di potere che ha messo assieme il capitalismo multinazionale e le grandi borghesie dei paesi europei, le sinistre convertite al liberismo ed i gruppi dirigenti dei sindacati complici, tecnocrazie, cultura e informazione di regime. Le destre neofasciste e xenofobe non sono un'alternativa a questo sistema di potere, ma ne sono solo una versione più  aggressiva e feroce, quando non vengono semplicemente utilizzate per rafforzarlo.
Il sistema di potere europeo non è riformabile, può solo evolvere ulteriormente in senso  autoritario e socialmente iniquo. Le politiche di austerità non  sono separabili dalla moneta unica che le impone e sostiene. Non è vero che questa Europa sia un mercato senza politica, al contrario essa è un mostruoso sistema politico che impone passo dopo passo il privilegio assoluto del mercato rispetto ai diritti delle persone. Questo sostiene anche l'appello alle sinistre italiane di Oskar Lafontaine.

Le persone e le organizzazioni che si riconoscono in questi giudizi ritengono che per troppo tempo i diritti sociali e le conquiste democratiche del popolo italiano siano state sottoposte al ricatto del vincolo europeo e che sia giunto il momento di squarciare il velo ipocrita che dietro la fraseologia europeista nasconde gli interessi dei ricchi, delle banche, del capitalismo multinazionale.
Crediamo che tutte la classi sociali subalterne d'Europa abbiano interesse a liberarsi della gabbia liberista della Unione Europea. Per questo ci sentiamo uniti e vogliamo allearci in un fronte comune con tutte le forze democratiche e progressiste che in Europa stanno maturando una critica radicale a Euro e UE. Non intendiamo però aspettare una magica ora X,  nella quale tutti i popoli si liberino assieme. Vogliamo cominciare qui e ora, anche perché oggi l'Italia è il paese più  alla retroguardia nel confronto con i vincoli e con l'austerità europea.
I decenni berlusconiani e poi l'affermarsi del sistema di potere PD hanno allontanato l'italia dai grandi conflitti europei e così da noi c'è stato il più pesante e meno contrastato arretramento nelle condizioni sociali e di democrazia.

Proponiamo quindi la costruzione di una piattaforma sociale No Euro No Ue No Nato che abbia lo scopo di proporre una via alternativa alle politiche di austerità, autoritarismo, guerre e che dia forza nel respingere il ricatto economico,  politico, psicologico esercitato dal potere finanziario attraverso la UE e l'Euro. Una piattaforma che serva come obiettivo politico generale, ma che sia anche strumento e riferimento delle lotte quotidiane.  Una piattaforma che serva ai movimenti,  ai sindacati,  alle organizzazioni politiche, nelle lotte del lavoro, in quelle sociali e per l'ambiente .  Una piattaforma non tanto  comune,  ma IN comune tra  forze che lottano e  mantengono la loro identità in pratiche di campi  diversi.

La piattaforma sociale si articola e distribuisce in quattro capitoli principali:

1) Rottura della e con la UE e l'Euro, partendo dalla disdetta dei Trattati, condizione per politiche di eguaglianza sociale e di diverso sviluppo. Riconquista della sovranità democratica dei popoli sulle scelte economiche partire dalla moneta. Nazionalizzazione delle  grandi banche a partire dalla Banca Centrale, che deve essere dipendente diretta del   potere del governo democratico. Questo per poter finanziare direttamente la spesa pubblica senza ricorrere al mercato finanziario. Revisione del debito pubblico accumulato. Pubblicizzazione dei grandi impianti strategici, delle reti, e dei beni comuni. Controllo dei capitali e lotta all'evasione fiscale a partire dalle grandi ricchezze. Rottura dei patti di stabilità e restituzione ai comuni e agli enti locali dei loro poteri democratici.

2) Priorità assoluta all'abbattimento della disoccupazione di massa e alla lotta alla povertà. Programmi di investimenti pubblici in alternativa alle grandi opere. Immediata cancellazione del programma Tav a partire dalla  Vallesusa. Riduzione generalizzata dell'orario di lavoro sostenuta da finanziamento pubblico. Reddito ai disoccupati. Ripubblicizzazione del lavoro nei servizi pubblici col superamento della catena degli appalti. Casa scuola lavoro per tutti, regolarizzazione dei migranti, cancellazione delle leggi che precarizzano il lavoro a partire dal Jobsact.

3) Riconquista di un piena democrazia partecipata, affermando e sviluppando  i principi della Costituzione Repubblicana del 1948, oggi cancellati  dalle  controriforme, da quella dell'articolo 81 a quelle del governo attuale. Oggi la Costituzione Repubblicana è stata soppressa in favore di un sistema  autoritario e liberista, per questo  parteciperemo alla campagna per votare No al prossimo referendum sulle riforme. Priorità alla lotta al sistema della corruzione politica ed economica e alle mafie. Riconquista della democrazia e delle libertà sindacali oggi messe in discussioni da accordi come quelli in Fiat o quello del 10 gennaio 2014. Difesa del diritto di sciopero e di quello a lottare e a manifestare per i diritti e per l'ambiente

4) Rifiuto di ogni politica e di ogni azione  di guerra e sostegno alla modifica degli equilibri internazionali a favore di paesi a emergenti . In questo contesto è necessario un nuovo quadro politico ed economico in Europa che operi per l'unità tra tutte le sponde del Mediterraneo, unica alternativa alle guerre e alle migrazioni di massa. Priorità al sostegno alla liberazione del popolo palestinese dal dominio coloniale di Israele . Una politica di disarmo che parta dalla rottura della e con la NATO,  dalla fine di ogni sostegno alla guerra in Ucraina, dal ritiro delle missioni militari in Afghanistan e nel Medio Oriente. Fine delle sanzioni alla Russia e delle guerre economiche, per nuovi equilibri tra Occidente, Brics, paesi in via di sviluppo. Per affermare ovunque i diritti dei popoli contro ogni sfruttamento imperialista e neo coloniale».

lunedì 2 novembre 2015

ALBERTO BAGNAI: UN CONTRO J'ACCUSE di Marxista dell'Illinois n.1

[ 2 novembre ]

Oggi, 2 novembre, i cattolici celebrano i morti. Che noi ci si debba occupare di nuovo di Alberto Bagnai è un fatto del tutto accidentale. O forse no.

Se non di morti, di diversi zombi era affollato il convegno svoltosi l'altro ieri a Roma ed al quale il Nostro ha deciso di partecipare senza aver "capito esattamente perché sono stato invitato" (testuale).
Pare che ad un certo punto abbia sclerato e, con plateale coupe de théâtre, abbia abbandonato la sala quando uno dei sinistrati gli ha rinfacciato che nemmeno lui poteva stabilire con certezza scientifica quale sarebbe stato l'impatto di una svalutazione della nuova lira su prezzi e salari.

Non l'avesse mai fatto! 
Il Nostro s'è incazzato come una iena: "Somaro, come ti permetti? Leggi quel che ho scritto in proposito prima di aprire bocca!".

Al netto di questa sceneggiata, non proprio nello stile di un autorevole scienziato, l'intervento del Nostro è stato un acrimonioso j'accuse alla sinistra dei sinistrati, la sinistra di regime che ha avuto poltrone ministeriali nel primo governo Prodi che ci ha portato nell'euro, e quindi (perseverare è diabolico!) nel secondo, che applicava politiche neoliberiste e austeritarie sempre in nome dei vincoli euristi. Sinistrati che, pur con colpevole ritardo, stanno giungendo anche loro alla conclusione che l'euro non è solo una moneta sbagliata, ma la chiave di volta di un regime politico e istituzionale antidemocratico, costruito proprio per fare la pelle al popolo lavoratore.

Uno che si considera (a torto) il primo e solo araldo della critica della moneta unica, se avesse avuto sale in zucca, se davvero avesse avuto a cuore l'esigenza di costruire un fronte ampio per battere il potente blocco dei dominanti avrebbe dovuto dire: "Meglio tardi che mai. Ora vediamo come unire le forze per tirar fuori il nostro Paese dalla gabbia eurista". E avrebbe potuto farlo senza fare concessioni nè salamilecchi.

Invece no, ha preferito, vittima del suo gargantuesco narcisismo e con la sua proverbiale cacasennia, sputare addosso a tutto ed a tutti.

Sorge la domanda: ma Bagnai c'è o ci fa? Davvero non capisce un cazzo di politica o ciurla nel manico? Gli (psico)analisti su questo sono divisi, tra chi sostiene che il Nostro politicamente è una mezza tacca e quelli che dicono che c'è invece intelligenza destrorsa in quel che fa, non per caso ha firmato manifesti con i liberisti vonhayekiani e invitato a votare per la Lega nord di Salvini —scusate, per il suo amico Borghi Aquilini.

Non ci occuperemmo di questa vicenda se il Nostro, nella sua appassionata requisitoria, non avesse sparato a zero contro quella che ha chiamato "la mistica dell’uscita da sinistra”. Bagnai ha anzi testualmente detto e scritto che "L'uscismo da sinistra non è un cancro solo italiano". 

Bagnai dice ai sinistrati ed ai no-euro a scoppio ritardato, che dovrebbero chiedere scusa e fare autocritica. Questa richiesta sarebbe giusta e credibile se venisse da uno che abbia dimostrato di essere meno arrogante dei sui censori, e di possedere quell'onestà intellettuale che totalmente gli manca. Da troppo tempo il Nostro gioca sporco, continuando a mettere nello stesso sacco della "sinistra", chi è stato pro-euro e chi non lo è mai stato, tra la nostra sinistra "eretica" di contro ai cascami che ci avrebbero messo al rogo.  Così non ha solo contribuito all'erezione del cordone sanitario attorno alla sinistra sovranista, non ha solo danneggiato la costruzione di un movimento che unisse tutte le componenti progressiste e patriottiche, ha legittimato l'idea che solo a destra ci siano forze no-euro —il tutto nascosto dietro al diabolico argomento, spudoratamente elitario, che "... tanto dall'euro ci faranno uscire loro" —dove il loro si intendono le frazioni più reazionarie delle classi dominanti— e che "...dal basso, tanto, non può venire un cazzo". 

Falla finita, Alberto, di ciurlare nel manico! Falla finita con l'alibi logoro che non ci sarebbe più alcun divide tra sinistra e destra! Sai benissimo che ci sono una destra (ti dicono nulla Polonia, Ungheria, la crescita dei movimenti reazionari e xenofobi in tutta Europa?) e una sinistra! E sai altrettanto bene cos'è un'uscita da  sinistra dall'euro, che c'è in campo un'ipotesi più coerente di quelle di Lafontaine o Varoufakis. 
Lo abbiamo indicato sin dal 2011 con precisione in sette punti. Son cose elementari, che solo chi non vuole capire non capisce (e se ne annoverano molti tra i tuoi fan). 
Ci ripetiamo indicando quello che dovrebbe essere il programma di quello che abbiamo chiamato governo popolare d'emergenza:
1) Uscita unilaterale non solo dall’eurozona ma dall'Unione.
2) Nazionalizzazione della Banca d’Italia e del sistema bancario.
3) Emissione della nuova valuta sovrana.
4) Piano economico volto al raggiungimento della piena occupazione.
5) Controllo sui movimenti di capitale e di merci.
6) Moratoria sul debito pubblico.
7) Difesa dei redditi e dei diritti dei lavoratori indicizzando salari e pensioni
Invece di menare il can per l'aia rispondi nel merito.* 
Avevi un'occasione d'oro, proprio nell'incontro dell'altro ieri, di compiere un gesto di verità. Invece, vittima della tua spocchia rancorosa, hai continuato a fare di tutt'erba un fascio, continuando nella tua opera confusionaria e divisiva.

Alberto, siamo noi quindi a compiere un j'accuse: sei colpevole, non solo di avere pomiciato con le destre e certi suoi spregevoli personaggi, colpevole di esserti messo di traverso, con cieco accanimento, in due anni decisivi, alla formazione di un movimento politico democratico e sovranista unitario —quindi porte spalancate al M5S. 
Tu sei dunque uno di quelli che dovrebbero chiedere scusa e fare ammenda. 
Sappiamo che questo non è nelle tue corde e non ci facciamo illusioni. Ma noi, pur a fatica (come hai capito bene, dal "basso", non è facile) andiamo avanti, e non disperiamo in una tua resipiscenza, di tirarti fuori dalla tua sociopatica solitudine. 
Pensaci. A poco ti giova credere di essere il migliore e illuderti di avercelo più lungo di tutti.

* Siamo ancora in attesa, di una risposta degna di questo nome alle critiche teoriche che ti rivolgemmo, sommessamente, nel maggio 2013. Do you remember?
Allora ti limitasti ad irridire la nostra difesa della chiave di lettura marxista bollandoci come "Marxisti dell'Illinois".
 Ci hanno tuttavia fatto notare un suo commento recente (vedi sotto) che ci fa ben sperare.
Ancora un piccolo sforzo e ci siamo.
Noi sappiano perdonare.

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giovedì 29 ottobre 2015

IL PROSSIMO TRATTO DI STRADA: VERSO IL NUOVO MOVIMENTO POLITICO di Segreteria nazionale di Mpl

[ 29 ottobre ]

SENZA EURO(PA)
Sovranità, democrazia, uguaglianza
Seminario nazionale per un nuovo movimento di unità popolare 

Il 12 e 13 dicembre 2015 si svolgerà a Roma un seminario programmatico finalizzato alla fondazione del nuovo movimento politico.  Più sotto la lettera di invito del Consiglio nazionale di Ora-Costituente che descrive finalità e modalità del Seminario.
Sarà un Seminario di intenso lavoro, dedicato a licenziare il documento per tesi del nuovo movimento. Un Seminario aperto a coloro, e solo a coloro che, d'accordo con le nostre finalità, siano disposti a rompere gli indugi e a rimboccarsi davvero le maniche.
Dopo si andrà dritti verso il congresso fondativo, che verrà celebrato nella primavera del 2016.
Vale la pena ricapitolare le tappe che ci hanno condotto sin qui.

Prima tappa. Marzo 2014, nasce il Coordinamento nazionale della sinistra contro l'euro, il cui documento fondativo resta una pietra miliare per chiarezza di contenuti.
Seconda tappa. Il Coordinamento sforna il VADEMECUM, in cui venne spiegato, per filo e per segno, perché e come il nostro Paese può e deve uscire dall'Unione e dall'euro, e dove si descrivono i primi passi dell'Italia nuovamente sovrana.
Terza tappa. Si svolge nell'agosto 2014, ad Assisi, il Forum internazionale in cui nasce il primo Coordinamento europeo delle sinistre no-euro.
Quarta tappa. In seno al Coordinamento si apre una discussione sulla necessità di dare vita ad un nuovo movimento politico. Dopo mesi di serrato confronto, si svolge l'11 e 12 aprile 2015 a Chianciano Terme l'assemblea che decide di avviare il processo costituente del nuovo movimento. [foto sopra] Viene approvato un ordine del giorno, e si adotta il nome provvisorio Ora-Costituente e aperto il sito web.
Quinta tappa. Si celebra ad Atene, a fine giugno 2015, il secondo Forum internazionale che registra il rafforzamento del Coordinamento europeo. 

Ora eccoci qui, ad imboccare l'ultimo pezzo di strada che ci separa dal congresso fondativo.
Se, come ci auguriamo, l'impresa andrà in porto, il Movimento Popolare di Liberazione, avrà svolto la funzione che si era proposto e confluirà nel nuovo movimento politico. 

la Segreteria nazionale di Mpl
28 ottobre 2015

* * *
SENZA EURO(PA)
Sovranità, democrazia, uguaglianza
Seminario nazionale per un nuovo movimento di unità popolare 

Cari amici e compagni,

grazie alla breccia aperta dal Coordinamento della sinistra contro l’euro, il percorso di ORA Costituente si è articolato fino ad oggi nel tessere rapporti tra le molte forze politiche, nazionali ed internazionali, che incominciano a convergere sulle posizioni contrarie al sistema euroliberista.
I fatti greci, che tutti abbiamo seguito con molta attenzione, hanno confermato come sia più che mai necessaria la nascita di un movimento politico che raccolga la spinta a scardinare l’impianto liberista, antidemocratico ed irriformabile dell’UE.
Dopo i forum internazionali di Assisi e di Atene che ci hanno visto tra i promotori del Coordinamento Europeo Contro l’Unione europea e l’Euro, dopo aver seguito da vicino la formazione di Unità Popolare in Grecia, rimane forte l’esigenza di costruire anche in Italia una casa per i cittadini i quali, siano essi spinti da ragioni ideali o materiali, desiderano iniziare a combattere senza ambiguità il nemico ormai dichiarato della nostra democrazia, della nostra Costituzione e del nostro popolo e che vedono ormai inadeguati la gran parte dei soggetti politici esistenti.
Dopo anni di confronti ed analisi economiche e politiche è giunto il momento di affrontare il nodo centrale della nascita di un nuovo movimento politico, sviluppando in modo approfondito tutti i fattori teorici e pratici indispensabili alla creazione di una nuova ed efficace forma di organizzazione politica.
Con questo spirito Vi invitiamo a partecipare al Seminario «SENZA EURO(PA) – Sovranità, democrazia, uguaglianza», che si terrà a Roma il 12 e 13 dicembre 2015. Questo Seminario vuole essere un momento di elaborazione collettiva strutturata con tavoli di lavoro dedicati ai seguenti ambiti tematici individuati come fondamentali:

1. Finalità strategiche del movimento: l’Italia che immaginiamo

L’egemonia culturale neoliberista è l’incontrastata e dominante ideologia del nostro tempo. Mai come oggi si sente l’esigenza di elaborare un nuovo paradigma che faccia da faro per la transizione della nostra società dal disastro capitalista ad un modello alternativo. Si porranno le basi per descrivere una visione del mondo e della società a cui tendere nel futuro, indicando dunque quale sia l’alternativa che sola può dare respiro e senso alle battaglie contro le ingiustizie strutturali del mondo contemporaneo.

2. Programma di fase e alleanze possibili

Nel breve periodo sarà necessario stabilire quali priorità programmatiche perseguire per avviare la fuoriuscita dal sistema neoliberista quindi aprire una fase di transizione per attuare le indispensabili grandi trasformazioni di cui c’è bisogno — trasformazioni che implicano vincere la resistenza (che sarà durissima e riguarderà tutti gli ambiti della società) delle classi dominanti interne che godranno dell’apppoggio dell’eurocrazia eurista e delle oligarchie globali. Particolare attenzione sarà rivoltà all’individuazione di quelle forze politiche e sociali che convergendo su punti chiari del programma di fase sono oggettivamente potenziali alleati nella lotta politica che ci aspetta. Gli obiettivi di questo tavolo saranno la produzione di undocumento programmatico e l’individuazione di una mappa di alleanze possibili, nonché delle auspicabili forme di questa alleanza.

3. Forma organizzativa

Lo studio della forma organizzativa del nuovo movimento sarà importante per permettere di trovare la modalità per garantire la massima democrazia interna affinché le decisioni siano condivise e partecipate, per assicurare che la convivenza interna di diverse sensibilità che non pregiudichi un’efficace azione esterna, infine per garantire l’autonomia dei livelli territoriali.
Gli obiettivi di questo tavolo di lavoro sarà quello di produrre le linee guida necessarie per poi procedere all’elaborazione di uno statuto.

4. Blocco sociale e comunicazione

Un movimento politico deve riuscire nel tempo a cementare un blocco sociale di riferimento che possa identificarsi col progetto politico e perciò ne condivida la necessità e i fini. I cambiamenti della società avvenuti negli ultimi decenni impongono riflessioni e considerazioni che sono indispensabili per comprendere chi sono i destinatari del nostro messaggio politico e quali potrebbero essere le forze motrici sociali della sollevazione popolare.
Una questione importante e conseguente all’analisi di fase ben fatta riguarda gli strumenti comunicativi da utilizzare oggi per riuscire ad avere la massima diffusione, quindi con quali linguaggi si può essere maggiormente efficaci nel sovrabbondante e saturo mondo della comunicazione dominante. Gli obiettivi di questo tavolo sono quindi la produzione di un’analisi della attuale composizione delle classi e l’individuazione di alcune principali linee guida su cui poi sviluppare una strategia di comunicazione efficace e vincente a partire da logo e nome.
Il seminario si concluderà con la pubblicazione dei documenti elaborati dai tavoli di lavoro e con la produzione di un appello all’adesione e alla partecipazione ai prossimi passi del processo costituente del nuovo soggetto politico da lanciare nei giorni seguenti al seminario.
A breve la pubblicazione on line del programma dettagliato del seminario.
Per informazioni e prenotazioni (da comunicare entro il 22.11.2015) ora@oracostituente.it
In fase di adesione, sarà necessario specificare la scelta del tavolo di lavoro desiderato.

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