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"Sinistra radicale" da una parte, popolo indignato dall'altra
di sollevAzione
Non ce ne vorranno i compagni del Pcl e di Sinistra critica per la tabella accanto. Mele e pere, ci diranno, non si possono sommare. In politica non è sempre vero. Abbiamo sommato tutti i voti delle forze che si sono opposte al governo Monti e che si sono presentate alle recenti elezioni (1.944.589), ovvero Idv, Sel, Rivoluzione civile e Pcl. Li abbiamo quindi relazionati a quelli ottenuti dalle stesse forze alle elezioni del 2008 (3.094.160). Il risultato è impietoso: 1.149 e rotti di voti persi. Un tracollo. [Vedi Tab.1 (sopra): più di un milione di voti persi (clicca per ingrandire)]
Un tracollo che segue quello già pesantissimo del 2008 (vedi Tabella n.2), quando Idv e Sinistra Arcobaleno persero, rispetto alle elezioni del 2006, due milioni di voti —tutti assieme nel 2006 avevano il 12,5% dei consensi elettorali. Particolarmente catastrofico, per chi se lo ricorda ancora, fu il risultato della Sinistra arcobaleno: Prc, Verdi e PdCI crollarono dal 10% del 2006 al 3% del 2008.
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| Tab 2 (clicca per ingrandire) |
La tendenza alla consunzione del bacino elettorale dell'area a sinistra del Pd è infine clamorosamente confermata se prendiamo in considerazione il trend 2006-2013: l'elettorato è crollato del 62%. Voti persi in assoluto quasi 3 milioni. (Vedi tabella n.3)
Due sono le direzioni principali prese dal flusso di voti in libera uscita in questa tornata elettorale del 2013: il M5S e l'astensione.
Questo esodo di voti dalla "sinistra radicale" attesta il divorzio tra questa e l'indignazione popolare manifestatasi nelle urne. Un dato che rassomiglia, mutatis mutandis, a quello tedesco (la sconfitta di Die Linke) e lontanissimo da quello greco (avanzata di Syriza). Un dato pessimo, anche se confrontato ai dati delle "sinistre radicali" in Francia, Portogallo e Spagna —vedi la nostra analisi: Masticano amaro.
Un dato che noi avevamo lucidamente previsto —vedi l'articolo: Rifondazione comunista al capolinea.
Le dimissioni della segreteria del Prc sono l'epitaffio di questa débȃcle senza appello. Staremo a vedere in che direzione si muoveranno i migliaia di attivisti del Prc —quelli dei verdi e del PdCI non vediamo dove stanno— che turandosi il naso hanno votato Rivoluzione civile. Hanno essi per primi di che riflettere, visto che buona parte della loro area elettorale, del loro mondo, anche questa volta gli ha voltato le spalle.
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| Tab 3 (clicca per ingrandire) |
La direzione che prenderanno dipende certo dalla lettura che essi faranno del terremoto elettorale venuto fuori dalle urne.
Di certo non potranno fare come il Pcl, che si auto-consola spiegando il suo proprio scivolone con una presunta (sic!) "svolta reazionaria" manifestatasi nelle urne —il Movimento 5 Stelle per il Pcl sarebbe infatti una forza non solo reazionaria ma addirittura incipientemente fascista, se non proprio fascista. E' talmente evidente che si tratta di farneticazioni strampalate che nessuno le prende sul serio. La posizione del Pcl suona più o meno così: le masse incazzate non ci cagano? che vadano alla malora! La segreteria del Prc, dimettendosi, ci fa una figura da signori.
Ci sono chiarissimi i limiti del Movimento 5 Stelle, ma sostenere che esso è una forza reazionaria e cripto-fascista è segno evidente di una follia politica latente. Speriamo che non diventi conclamata.
A noi pare davvero inammissibile che una forza politica che si richiama al pensiero di Lev Trotsky —colui che in seno al movimento operaio di allora più a fondo sviscerò il fenomeno del fascismo— possa rifugiarsi in una simile analogia per occultare la propria impotenza.
Fascista fu, negli anni venti del secolo scorso, la mobilitazione agguerrita, extra-parlamentare e paramilitare di settori della piccola-borghesia e del sotto-proletariato, finanziata dal grande capitale per schiacciare con la forza il movimento operaio e fermare l'avanzata del bolscevismo.
Ora, a parte le profonde differenze tra allora ed oggi (tra cui, la prima, esssenziale, è che non c'è nessuna avanzata bolscevica che minacci il sistema capitalistico) non si vede come possa essere fatta un'equiparazione con il M5S, di cui tutto si può dire, meno che non sia, proprio all'opposto del fascismo, legalitario, pacifico, impregnato fino alle midolla di illusioni nella democrazia parlamentare e fede nelle istituzioni repubblicane.
Siamo seri, e vediamo di non fare la fine di coloro che a forza di vedere il fascismo in ogni ombra, quando arrivò davvero, non se ne accorsero e vennero travolti.






