Visualizzazione post con etichetta ThyssenKrupp. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ThyssenKrupp. Mostra tutti i post

lunedì 16 marzo 2015

LA RASSEGNAZIONE OPERAIA. Intervista ad un lavoratore dell'AST sulla situazione attuale dentro le acciaierie di Terni

[ 16 marzo ]

Che aria tira dentro le officine dell'AST di Terni dopo la lotta dell'autunno scorso? Non buona nemmeno per la Rsu interna. In verità le cose stanno messe peggio.
Consegnamo ai lettori la nostra intervista ad uno degli operai che è stato tra i protagonisti della battaglia dell'autunno scorso contro la multinazionale tedesca ThyssenKrupp.


D. Che si dice in fabbrica della recente incriminazione per estorsione e appropriazione indebita di 11 dirigenti Ast tra cui il capo del personale Ferrucci?

R. Tra gli operai non c'è un pensiero chiaro, "dispiace" per alcuni personaggi e si è soddisfatti per altri, comunque se sono incriminati è perché hanno messo in piedi una organizzazione criminosa... giusto che paghino, ma si sa... in Italia si trova sempre la strada...

D. Che aria tira in fabbrica dopo la fine della lotta? È vero che c'è rassegnazione e delusione? 


R. Dal nostro rientro, in sostanza non è cambiato molto a livello lavorativo ma sono cresciuti, e tanto, la preoccupazione, il timore e una pressione psicologica a partire dai capoturni. Nel 90 per cento dei reparti siamo infatti sotto organico [dopo la vertenza dell'autunno scorso se ne sono andati circa 400 operai, NdR], quindi ci si deve spesso mettere a disposizione dell'azienda per tappare i buchi, buchi  spesso volontariamente determinati dagli altri colleghi che si debbono mettere in malattia anche solo per un mancato ingresso in orario onde evitare sciocchi rimproveri e richiami.
Hanno introdotto il cambio in macchina in tutta l'azienda dove si opera in quarta squadra e, come sopra scritto, ognuno è obbligato ad allontanarsi dal proprio posto solo quando arriva il sostituto, solo così facendo non si creano problemi, perché il turno di otto ore rimane garantito sempre, anche se chi lo garantisce deve fare 12 ore gg come prevede il contratto nazionale...

D. Che giudizio dai dell'accordo siglato il 3 dicembre? Anche tu pensi che in ultima istanza abbia vinto la ThyssenKrupp?

R. La Thyssen, alla fine, vince sempre...
Non mi metto a giudicare quello che loro hanno deciso ma visto l'andamento posso dire che dove non possono raggiungere i loro scopi, cambiano a loro piacimento le carte in tavola..

D. L'accordo prevede il famoso milione di tonnellate di acciaio. Riuscirete a raggiungere l'obbiettivo con circa 400 operai in meno?


Molto probabilmente... Resta che quell'acciaio, una volta prodotto, poi lo devono vendere. E lì sorge il problema. Per evitare di fare magazzino, la Thyssen segue la strada più corta: allontanano altri 17 colleghi dai forni, li ricollocano nell'indotto e utilizzano la cassa integrazione per gli stessi là dove necessario.

D. Quindi i carichi di lavoro sono aumentati... Non era forse questo il primo obbiettivo dell'azienda? Spremere al massimo le maestranze dimostrando che si può produrre di più con meno addetti?

R. Si... avendo diminuito il personale sono aumentati in diversi casi i carichi e le ore, se poi l'azienda non trova acquirenti e mercato, allora tagliano teste...

D. Puoi farci degli esempi concreti su come sono peggiorate le condizioni di lavoro in fabbrica?

R. Sfruttamento del personale quotidiano nei cambi turno. Operai che debbono coprire più mansioni nell'arco del turno; non ti danno una collocazione fissa mettendo a rischio oltre la sicurezza individuale anche quella altrui...
C'è il problema del personale dei servizi agli impianti: prima erano in due per coprire sei impianti a produzione e tre lavorazioni proprio di servizio, adesso è una persona sola che raramente viene aiutata o da un operatore su ordine del capoturno o ancor più raramente (dipende dalla persona) dallo stesso capoturno.
Se putacaso succede che non si entri in tempo per il turno e non si ha il modo di avvisare, alcuni usano il buono di malattia come unica arma per giustificare il fatto. In vari casi non si possono prendere permessi di uscita e neppure un semplice giorno di ferie per adempiere ai problemi che ognuno ha a casa propria.


In certi casi non si trova neanche il tempo di fare la pausa pasto o più semplicemente gustarsi un caffè.
Faccio l'esempio dell'entrata a lavoro per riuscire a dare il cambio in tempo... il reparto sta a 500 metri dagli spogliatoi... quindi entro, mi cambio e prendo il sacchetto del pasto e a piedi percorro la strada per raggiungere la mia postazione. Per questo mi ci vogliono tra i 25/35 minuti e il cambio viene dato 20 minuti prima del cambio turno, di fatto entro a lavoro un'ora prima di quello che dovrei e di conseguenza esco sempre quei 5/10 minuti oltre il turno... Quello che vorrei sapere è perché, in teoria dovrei fare 8 ore, ma in realtà a questa azienda devo donare a gratis ore della mia vita.


D. Ci sono fenomeni di resistenza operaia, magari anche solo passiva, all'intensificazione dello sfruttamento? Oppure la paura di perdere il posto di lavoro alimenta un generale servilismo?

R. La resistenza non è per questo mondo, il servilismo è d'obbligo se vuoi "tirare a campare" ed evitare guai peggiori...

D. Da quanto affermi sembra che le cose siano destinate a peggiorare, e che escludi una ripresa della lotta? Davvero non c'è la possibilità di costruire in fabbrica un movimento di resistenza cosciente?

R.La sensazione è quella di uno spegnimento lento lento e di conseguenza c'è il peggioramento delle condizioni "umane", non voglio essere drammatico ma la società è cambiata. Questa generazione (compresa la mia) sembra non aver valori e l'importante è avere tutta la tecnologia in commercio e stare al passo con i tempi... ci stanno BRUCIANDO il cervello....
Non si va da nessuna parte se lo Stato non entrerà in gioco, se non riprenderà il controllo almeno delle grandi aziende, ponendo dei limiti alle "cieche" leggi di mercato ed un freno al far west della globalizzazione.


Intervista a cura di SOLLEVAZIONE


giovedì 13 novembre 2014

«SEMO 'NA PONTA!»

13 novembre. "Semo 'na ponta", siamo in tantissimi!  Quest'affermazione dialettale, rimbalzava ieri tra le centinaia operai dell'Ast che occupavano, sotto la pioggia, l'autostrada del sole all'altezza del casello di Orte. 

Non era infatti per niente scontato, dopo 22 giorni di sciopero prolungato, che le maestranze delle acciaierie di Terni, rispondessero con una simile, compatta combattività. Un segnale preciso, non solo alla multinazionale ThyssenKrupp, ma anzitutto al governo Renzi ed al suo atteggiamento ponziopilatesco.

Tutto era cominciato alla partecipatissima assemblea davanti alle portinerie [foto sotto], convocata per le 10:30. I segretari nazionali dei metalmeccanici, contrariamente a quanto annunciato, non si sono presentati. Un'assenza che contribuisce a scaldare gli animi in una mattinata fredda e piovosa. Parlano alcuni membri della Rsu, che non dicono nulla oltre quel che si sa già: malgrado la mediazione (ponziopilatesca) del governo e le parole rassicuranti di Delrio, l'azienda persiste nel suo atteggiamento di sfida. 22 giorni di lotta che sembrano essere serviti a niente...

Non è tuttavia la rassegnazione che prende il sopravvento. Il pendolo oscilla dall'altra parte, da quella della rabbia, della volontà e dell'azione. Lo zoccolo duro del fronte operaio, la numerosa e incazzata minoranza di giovani operai, rumoreggia, protesta, chiede di passare al contrattacco. 
Alcuni delegati della Rsu raccolgono questa spinta —non possono fare altrimenti. parte un grido: "Tutti
all'autostrada!". L'obbiettivo da colpire più vicino, a portata di mano, per far sentire che non si molla. Uno scatto spontaneo che non esprime, come dicono certi giornali, "disperazione", invece la consapevolezza che solo passando a metodi di lotta più duri ed eclatanti si può piegare l'avversario.

Così l'assemblea si scioglie e un flusso enorme di lavoratori si muove per andare tutti, ognuno coi suoi propri mezzi, ad occupare l'A1. Appuntamento "davanti al porchettaro".

Dopo un'ora al casello si era già in tantissimi. Non era per nulla scontato. Ci si sente forti. Così si supera di slancio il casello per invadere l'autostrada (poliziotti già presenti, ma ben attenti a non assumere alcun atteggiamento provocatorio).

Altri operai arrivano, anche dopo, a gruppetti, a rendere ancor più massiccio il blocco. Nessuna intenzione di mollare, di limitarsi ad un blocco simbolico, come accadde il 31 luglio scorso. Da qui non ci muoviamo fino a quando non non sbloccano loro!". Ed infatti dopo quattro ore, alle 17:00, arriva la notizia che il governo riconvoca per il giorno dopo (oggi) il tavolo negoziale.

Così si decide di tornare ai presidi, o a casa, per quelli che ai presidi non sono di turno. Domani è un altro giorno.

La multinazionale non ha intenzione di retrocedere, approfittando della posizione "arbitrale" del governo Renzi. I sindacati non solo non hanno una proposta chiara per chiudere eventualmente la partita —e la sola che abbia un senso è quella della nazionalizzazione dello stabilimento—, non hanno la volontà di generalizzare il fronte di lotta. La busta paga di novembre sarà falcidiata. E' arrivato l'inverno. Tenere i presidi e i blocchi alle portinerie ed all'uscita delle merci 24 h è un impegno gravoso, tanto più in un contesto generale sia segnato dalla pace sociale e da un diffuso pessimismo riguardo al futuro.


Malgrado tutto ciò, malgrado almeno un migliaio tra operai e impiegati (su circa 3mila) si tenga alla larga dalla lotta e non aspetti altro che la fine dello sciopero, dopo tre mesi e mezzo di lotta e 22 giorni di sciopero prolungato, il sentimento prevalente è quello di RESISTERE, di non mollare. 

Cè insomma qualcosa di grande, e di commovente in questa vicenda.
Ci si chiede ai presidi: andrà a finire come nel 2004? Quando venne persa la battaglia sul "magnetico"? Avremo un nuova sconfitta? La forza dispiegata verrà gettata al vento?
Non è detta. Forse avremo delle sorprese.

L'esito non è affatto già scritto. Molto dipende se quello che abbiamo chiamato lo "zoccolo duro", invece di spingere da dietro sindacati e sindacalisti, saprà prendere presto la testa (politica) della battaglia. La questione del "Comitato di lotta". Sappiamo che un simile salto non si fa tutto d'un botto, che spesso occorrono anni affinché i lavoratori di una grande fabbrica producano e si riconoscano in nuovi capi e portavoce.
Lo sappiamo, ma sappiamo anche che qui sta la chiave di tutto.

venerdì 7 novembre 2014

ACCIAIERIE AST DI TERNI: "VERGOGNATEVE!!" (Landini contestato dagli operai)

6 novembre. Dopo svariati e snervanti giorni di sciopero ad oltranza, di blocchi 24h alle portinerie sui tre turni, e all'uscita delle merci, di presidi permanenti in comune ed in prefettura; malgrado il minaccioso "allarme meteo" centinaia di lavoratori dell'Ast si sono recati a Roma sotto il Ministero dell'economia, dove si riapriva il tavolo negoziale. [Nella foto accanto l'arrivo degli operai Ast sotto il Ministero] 

Dopo sette ore di presidio  dell'ingresso del Ministero, senza che i sindacati si fossero degnati di informare i presenti sull'andamento della trattativa (mentre le agenzie battevano le indiscrezioni) un membro della Rsu scendeva in strada a presentare l'accordo raggiunto. Ci dice al megafono che l'accordo prevede il reingresso al lavoro del personale amministrativo (impiegati). Il pretesto è la consegna degli stipendi di ottobre (spacciata come vittoria). Vergognoso trucco: le buste paga erano già pronte e comunque per farle non servono tutti gli amministrativi come chiesto dall'Azienda. Si tratta di fatto della rottura dello sciopero.

All'ingresso del Ministero oggi

E' esplosa subito la rabbia operaia, la contestazione dei lavoratori, che han subito capito che si trattava di una bidonata, di una vergognosa concessione alla Thyssen. Subissato dai fischi e dalle grida il membro della Rsu deve lasciare la parola a Landini. 

I sindacati collusi han mandato quindi avanti Landini a giustificare l'inciucio. Non ha fermato le contestazioni. Qui sotto il video che riprende tutta la scena. Domani pubblicheremo un altro video in cui Landini, contestato da un operaio, ostenta la sua arroganza, sintomatica della sua difficoltà a giustificare l'ingiustificabile.

Più sotto il commento a caldo di Sergio Bellavita della Rete 28 Aprile. (ci scusiamo coi lettori per la fretta, torniamo da una giornata campale)







Vertenza Ast Terni: la Fiom non tiene

di Sergio Bellavita 


 E' terminato da molto l'incontro tra le organizzazioni sindacali, i vertici di ThyssenKrupp e il ministro Guidi quando sotto il ministero dello sviluppo economico di via Molise, nella totale assenza di informazioni dirette ai lavoratori, cominciano a circolare negli smartphone degli operai ,giunti da Terni per difendere l'acciaieria e il loro futuro, foto dei testi di un accordo firmato dai sindacati che sospenderebbe lo sciopero per tutte le aree amministrative in cambio del pagamento degli stipendi e del mantenimento della trattativa a partire da lunedì 10 (...)
Nei giorni scorsi la multinazionale tedesca ha messo in campo il più bieco e classico dei ricatti contro lavoratori in lotta e che avranno la busta paga di novembre pesantemente leggera per le lotte di queste settimane: o si rientra a lavorare o niente stipendio di ottobre! Gli operai rumoreggiano sempre di più per la mancanza del sindacato che spieghi loro cosa sta succedendo, mentre il fatto che le decine di giornalisti presenti battano agenzie sui contenuti dell'intesa mentre loro sono all'oscuro di tutto non fa che crescere la tensione. Ci vorrà ancora un'ora prima che la delegazione sindacale scenda. Alle 15.20 circa eccoli finalmente. La lettura di un comunicato congiunto Fim-Fiom-Uilm-Fismic-Uglm è affidata a un funzionario con il megafono che stenta a farsi ascoltare perché sovrastato da urla fischi e insulti.
Il comunicato, gelido, conferma l'accoglimento della sospensione dello sciopero in tutti i reparti amministrativi in virtù di una disponibilità dell'azienda alla revisione del piano industriale ed al pagamento delle retribuzioni di ottobre.
La parola passa a Landini ma le proteste non cessano. Il segretario Fiom tenta di spiegare che non si è ceduto nulla, che dai cancelli non uscirà un bullone e che gli scioperi proseguono. Un intervento tutto in difesa che cerca di affermare la tesi del primo buon risultato quale frutto delle lotte.
I pochi applausi non riescono a controbilanciare i fischi, le urla, gli insulti o il silenzio attonito dei più che non hanno compreso per quale ragione il sindacato, compresa la Fiom e compreso Landini, abbiano accettato la sospensione dello sciopero in alcune aree senza aver ottenuto garanzie sul futuro dell'acciaio, della città.
I lavoratori che erano presenti al ministero non sono una semplice parte dell'azienda, sono il nerbo di chi sta sostenendo le lotte di questi mesi. Il loro giudizio vale mille volte quello di un amministrativo o di chi ha partecipato passivamente a questo lungo conflitto. E il loro è un giudizio drammaticamente negativo. La ThyssenKrupp pretendeva la ripresa della produzione senza condizioni. Sapeva che non l'avrebbe mai ottenuta senza un risultato concreto sulle prospettive dell'acciaio Ternano. Si è quindi accontentata di una sospensione dello sciopero in tutte le aree amministrative che certo non potranno far uscire le merci o produrre alcunché ma realizzano il fatto che è passata l'azienda. Questo chi lotta lo percepisce subito. Basta vedere i volti tiratissimi e ascoltare i capannelli di operai che litigano e urlano furiosamente tra loro per capire chi è passato e chi ha ceduto. Da domani il blocco totale dei cancelli non c'è più. Cosa abbia ottenuto il sindacato in cambio non è chiaro a nessuno. Così operai in sciopero e in presidio vedranno passare loro davanti gli autorizzati al lavoro. Questa è la vittoria concreta dell'azienda. Quello che gli serviva per spezzare l'unità dei lavoratori, fiaccare la loro resistenza e minare la credibilità di un sindacato che non può vantare una vittoria, nemmeno parziale, perché non c'è alcuna vittoria. Forse c'è un'apertura, uno spiraglio, una promessa di revisione del piano industriale, troppo poco tuttavia per sottovalutare l'impatto di questo cedimento sulle lotte e sventare il rischio di cadere nella strategia di sfiancamento da parte dell'azienda e del governo. Vogliamo sperare che sia solo un passo falso e che nella trattativa di lunedì e nei prossimi giorni si possa recuperare una vertenza che ha reso evidente una grande disponibilità a lottare anche in maniera radicale. Pur nella consapevolezza della durezza del ricatto della multinazionale tedesca e della difficoltà di tenere tutti insieme, continuiamo a pensare che un crescendo di mobilitazione così radicale si può fermare o rallentare solo quando si vince, quando insieme a chi lotta si decide ogni passaggio della vertenza. Questa sospensione parziale dello sciopero andava discussa prima di condividerla al ministero. Così non è purtroppo stato. E i sindacati sono apparsi nuovamente indistinguibili e lontani dal battagliero sentimento prevalente. Il fattore determinante della vittoria storica nella lotta dei 21 giorni alla Fiat di Melfi nel 2004 è stato esattamente questo. Mentre i vertici pretendevano la rimozione dei blocchi come condizione per trattare i lavoratori e la Fiom dissero no. La trattativa si doveva fare in sciopero totale, a blocchi in piedi. Fiat fu così costretta a sedersi al tavolo, per la prima volta nella sua storia, a fabbrica ferma. Nelle vertenze questi non sono elementi secondari. Fanno esattamente lo scarto tra vincere e perdere. I padroni lo sanno bene. Toccava alla Fiom, anche oggi, fare la differenza nella vertenza delle acciaierie di Terni dopo le manganellate della polizia di Alfano e Renzi. Doveva assumersi l'onere di alzare il livello dello scontro sino all'occupazione dello stabilimento. Ha deciso un'altra strada, speriamo non disastrosa per i lavoratori.

martedì 4 novembre 2014

ACCIAIERIE DI TERNI: NASCE IL COMITATO DI LOTTA DEGLI OPERAI

4 novembre
Vergognosa e carognesca, la campagna di sciacallaggio che certi organi di stampa della destra berlusconiana, Libero in testa, hanno inscenato per sputtanare gli operai delle acciaierie. Ed è davvero triste che certi "sovranisti", che si dicono "patrioti" ed "amici del popolo", abbiano dato manforte a questa carognata. [1]
Poco meno che vergognosa la posizione (sbirresca) del Movimento 5 Stelle. [2]



La notizia, comunque, è un'altra, ed è importante.

Promossa da un manipolo di combattivi e coraggiosi operai dell'Ast, si è svolta ieri a Terni presso il centro Siviera, una partecipata e impegnativa assemblea aperta alla cittadinanza.
L'assemblea ha deciso di costituire il COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST.
Giovedì a Roma, al Ministero dello Sviluppo Economico, riprende la trattativa.
L'aria che tira non è bella.
Potrebbe essere raggiunto, con il consenso dei tre sindacati ufficiali, un accordo bidone, basato sul "Lodo Guidi".
Il Comitato si è costituito per dire NO a qualsiasi accordo che implichi licenziamenti e che non preveda il rilancio dei volumi produttivi del sito siderurgico, quindi la nazionalizzazione dell'impianto siderurgico.
Il Comitato chiama alla Resistenza e alla Lotta, se necessario ancora più dura, nella consapevolezza che questa volta o si vince o il destino dell'Ast e di Terni è segnato.


Qui sotto il comunicato stampa, approvato dall'assemblea di ieri, e diffuso ai media locali, regionali e nazionali, e ai cittadini di Terni.
Un momento dell'assemblea di ieri pomeriggio


«Si è costituito oggi, presso i locali della Siviera, il COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST, a seguito di una partecipata assemblea composta da operai, studenti, commercianti, pensionati e tutti i soggetti sensibili alla vertenza.

L'iniziativa è nata dalla necessità di rilanciare l'opposizione dei lavoratori e della città al piano di smantellamento di Ast imposto da Thyssen-Krupp.

La passività e la complicità del governo e delle istituzioni regionali e locali con la multinazionale sta cancellando centotrenta anni di storia industriale.

Il Comitato si pone l'obbiettivo di impedire il disegno di TK e della ipotesi di mediazione espressa dal governo italiano attraverso il lodo Guidi, rilanciando la lotta per la difesa del lavoro, e per imporre al governo la ripubblicizzazione di Ast, industria strategica per il futuro di Terni, dell' Umbria e del paese.

Il Comitato vuole svolgere un azione di sostegno alle rappresentanze dei lavoratori che continuano a sostenere il peso di una mobilitazione straordinaria per intensità e capacità di imporsi all'attenzione dell'intero paese.

Le parole d'ordine che hanno unito oltre trentamila ternani lo scorso 17 ottobre - Non si tocchi né un posto di lavoro né un bullone - non possono essere disperse. Per questo il Comitato si attiva da subito per promuovere la più ampia partecipazione possibile da parte della città, tanto alla lotta quanto alla condivisione delle decisioni che nei prossimi giorni verranno assunte, a partire dall'incontro al Mise del prossimo 6 novembre». 

COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST

Terni, 3 novembre 2014, ore 19:30


Note

[1] Occorre ringraziare Zoro per aver mostrato a chi non c'era, come siano andate realmente le cose nei pressi dell'ambasciata tedesca. Gli operai delle acciaierie, ritenutisi gabbati dalla risposta dell'Ambasciata e per "dare un senso alla giornata di lotta", decidono spontaneamente di recarsi nel vicino Ministero dell'economia. In testa al corteo improvvisato gli operai dell'AST, con alcuni membri ben noti della RSU.
Un centinaio di metri e vengono aggrediti dalla polizia. [Nella accanto foto il funzionario che da l'ordine della carica]. 
Libero e la porcilaia mediatica berlusconiaia hanno fatto peggio del Ministro degli interni Alfano —che, per giustificare la carica, si è letteralmente inventato che gli operai si stavano dirigendo presso la stazione Termini (e anche se fosse?)—; hanno tentato di far passare gli operai ternani come aggressori e provocatori e i poliziotti come delle vittime.

Un esempio di "sovranisti"' che han perso la bussola è quello dell'amico Stefano D'Andrea, fondatore dell'Associazione Riconquistare la Sovranità.
La sera stessa degli incidenti in cui rimarranno feriti gli operai, nella sua pagina facebook, ubbidendo ad un torbido riflesso condizionato, si chiedeva: «Cerchiamo di essere sinceri. Secondo voi la polizia si è comportata male nei fatti ripresi da questa telecamera?». La domanda è retorica, visto che la conclusione è la stessa dei pennivendoli di Libero. 


[2]  Il Blog di Beppe Grillo da la parola ad un poliziotto che accusa gli operai, disarmati e indifesi. Titolo del pezzo quasi uguale a quello di Libero: "Scontri a Roma, cittadini contro cittadini: la versione della Polizia". Il video guarda caso è sempre quello diffuso dalla PS.

domenica 2 novembre 2014

TERNI: BISOGNA BATTERE IL FERRO QUANDO È CALDO! di Marcia della Dignità

2 novembre.
Accade che il nemico commetta errori. 

Qui sotto il volantino che viene distribuito tra gli operai Ast

[Nella foto accanto l'assemblea di questa mattina, 2 novembre, davanti alla acciaierie AST]

La violenza della polizia sotto l’ambasciata tedesca ha costretto i servili media di regime a mettere la vicenda Ast alla ribalta ed il signor Renzi a convocare in fretta e furia il vertice di giovedì. 

Non fatevi illusioni! 

Renzi ha difeso la proposta di accordo già presentata dalla Guidi, ovvero: (a) 290 licenziamenti sui 536 richiesti, (b) un forno a corrente alternata, (c) incentivazione all’esodo volontario, (d) semaforo verde alla ThyssunKrupp sull’integrativo. UNA BIDONATA!

Facciamo un po’ di conti.

Dal 2015 l’AST, grazie agli sgravi IRAP, risparmierà 7milioni di euro. Più o meno 536 dipendenti costano all’azienda 13,37 milioni l’anno. 13,37 meno 7 fanno 6,37 milioni. GUARDA CASO UNA CIFRA CHE CORRISPONDE AI 290 ESUBERI DELLA GUIDI.

Dato che 140 dipendenti hanno già accettato la “buonuscita” (costo annuo 3,74 milioni) restano 150 operai da licenziare.  [Il Giornale dell'Umbria del 31 ottobre]
Alla Morselli non è parso il vero ed ha dichiarato: «…sono emerse modalità alternative per l’implementazione del piano di ristrutturazione e di rilancio dell’AST, nel rispetto degli obbiettivi economici inzialmente definiti». [Il Sole 24 Ore del 31 ottobre]

Mario Ghini della UILM e Giuseppe Farina della FIM-CISL hanno subito accolto con favore la
BIDONATA.
Ast, viale Brin, 2/11/14
Il vero disegno della ThyssenKrupp…
La Thyssen, in barba a quel che strombazza la Morselli nel cuore della notte, vuole chiudere prima possibile E CONCENTRARE LA PRODUZIONE DI INOX IN GERMANIA.

I fatti parlano chiaro.

(1) al momento dell’acquisizione dai finlandesi, l’accordo prevedeva che venisse chiuso l’impianto di Bochum in Germania, e che Terni funzionasse a pieno regime. Dopo tre anni, invece, Bochum, anche se in perdita, e per volontà del governo tedesco, continua a produrre e non chiuderà i battenti.

(2) la Thyssen, in Germania ha accettato, per far fronte alla sovrapproduzione, i “contratti di solidarietà” (diminuzione dell’orario di lavoro a parità di occupati). A Terni invece licenzia.

(3) malgrado gli impianti Thyssen di Duisburg siano notoriamente obsoleti ed in perdita, le banche tedesche con l’appoggio del governo, hanno concesso 200milioni di euro di finanziamento alla multinazionale —l’Unione europea, in base alla famigerata regola per cui non sono ammessi gli “aiuti di Stato”, avrebbe dovuto sanzionare la Germania, ma non lo ha fatto.

(4) l’Unione europea ha figli e figliastri ed è sotto il predominio tedesco, sarebbe quindi vano sperare in un suo intervento a favore di Terni e dell’Italia. 


Nazionalizzare!

Siccome l’acciaio ternano è di assoluta rilevanza strategica per il Paese, spetta al governo intervenire. Come? NAZIONALIZZANDO GLI IMPIANTI DI TERNI. Solo così si salveranno, assieme ai posti di lavoro ed ai volumi produttivi, condizioni in fabbrica e ambientali decenti, la città di Terni e, con essa il tessuto industriale del Paese.

Comitato di lotta


Questo dev’essere l’obbiettivo dei lavoratori. E visto che certi sindacati alla fine accetteranno (come altre volte accaduto) accordi bidone, paralizzando la RSU, che i lavoratori più decisi formino subito un COMITATO DI LOTTA (aperto anche a quelli delle ditte terze come la ILSERV).

Questa battaglia si deve vincere ora!

Se serve anche occupando la fabbrica!

Marcia della Dignità

giovedì 30 ottobre 2014

TERNI: LA FACCIA COME IL CULO

30 Ottobre.

In esclusiva la registrazione delle parole della Amministratrice delegata dell'Ast, Lucia Morselli, pronunciate la notte del 23 ottobre. Alle ore 00:45 si è recata presso il presidio degli operai in sciopero. Le sue vaghe promesse. Lo stupore e le contestazioni dei lavoratori.

[Nella foto un momento dell'ultimo sciopero generale svoltosi a Terni durante la contestazione ai capi sindacali]

Ieri mattina, mentre gli operai delle acciaierie Ast di Terni manifestavano pacificamente a Roma sotto l'ambasciata tedesca, hanno subito una carica della polizia. Ci sono stati feriti e contusi. La presenza del segretario FIOM Landini e dei giornalisti non è servita ad evitare l'attacco.
La polizia, arbitrariamente, ha attaccato e manganellato i lavoratori, a cui va la nostra solidarietà, mentre tentavano di recarsi al Ministero del cosiddetto "sviluppo economico".
La carica della polizia ieri a Roma
Renzi si affanna a dire che "i responsabili andranno puniti", a tutti è evidente che quel che è accaduto è la conseguenza della protervia con cui il governo procedendo sulla strada neoliberista vuole piegare la resistenza del movimento sindacale dei lavoratori.

Gli operai delle acciaierie di terni sono oggi in assemblea per decidere come proseguire la lotta contro i licenziamenti.

Nel frattempo ascoltatevi questa chicca:

giovedì 23 ottobre 2014

IN UMBRIA NE SUCCEDONO DI TUTTI I COLORI di Marcia della Dignità

23 ottobre.
[Nella foto la "Zarina" Maria Rita Lorenzetti]

Da ieri pomeriggio le maestranze della acciaierie Ast sono di nuovo in sciopero ad oltranza dopo che la direzione ha comunicato il taglio dei turni e della produzione. 
Ieri due cortei operai hanno occupato Consiglio comunale e Prefettura. Sempre ieri, nel cuore della notte la strega Morselli, che rifiuta di incontrare la RSU ha avuto la faccia tosta di scendere in strada a "dialogare" con il presidio operaio.


Ricorderete la vicenda scandalosa dell'arresto (febbraio 2012) di Orfeo Goracci, ex-
Orfeo Goracci
sindaco comunista di Gubbio e attuale consigliere regionale. Noi prendemmo subito le sue difese, mentre lo stesso Partito della Rifondazione Comunista lo lasciò solo. Assieme ad Orfeo venne arrestata anche Antonella Stocchi, infermiera e già Presidente del Consiglio comunale. Antonella, per l'accusa era il braccio destro di Orfeo e membro della "cupola", ovvero della "associazione per delinquere". Ebbene, è notizia di oggi che Antonella è stata addirittura assolta con formula piena. 
Salta dunque un altro pezzo dell'impianto accusatorio di un'inchiesta che fece tanto scalpore.
Antonella Stocchi

Per la "zarina" Maria Rita Lorenzetti invece, si mette molto male

di Marcia della Dignità

«Certo, vale la presunzione d'innocenza, fino a sentenza di condanna che sia passata in giudicato; ma ieri, la chiusura dell’inchiesta fiorentina TAV, iniziata nel 2013 e che aveva già portato agli arresti domiciliari la ex governatrice della regione Umbria, ha confermato tutti i capi di imputazione per i 31 indagati nelle indagini sul sotto-attraversamento fiorentino della TAV, tra cui spicca per importanza proprio la “Zarina” di Foligno.

Pesanti i capi di imputazione che sono reiterati anche nella chiusura dell’indagine: associazione a delinquere, truffa, corruzione, abuso d’ufficio, traffico illecito di rifiuti.

In particolare alla Lorenzetti viene reiterata dai pm fiorentini l’accusa di aver favorito, in qualità di Presidente dell’Italferr (società partecipata incaricata della supervisione, coordinamento e realizzazione delle linee italiane dell’alta velocità) le impreseNodavia e Coopsette mettendo a disposizione i propri contatti politici, ottenendo in cambio incarichi per il marito nella ricostruzione post sisma in Emilia.
I capi d’accusa sono rimasti praticamente invariati rispetto all’ordinanza cautelare di un anno fa.
Il “castello di carte” delle imputazioni, come ebbe a dire allora la Lorenzetti, non è caduto anzi ha retto al vaglio di un anno di indagini e il rischio di un processo per l’ex governatrice si presenta più solido e minaccioso che mai. 

Se il quadro dell’inchiesta fosse confermato si tratterebbe infatti di un dei più grandi intrecci politico-affaristico-mafioso emersi negli ultimi tempi in Italia.

Gli elementi ci sono tutti: i legami con la camorra, in particolare con il clan dei Casalesi attraverso la ditta casertana incaricata dello smaltimento dei rifiuti speciali e che invece hanno trovato collocazione in alcune zone agricole e contribuito ad inquinare il suolo e le falde acquifere, il materiale ignifugo scadente utilizzato per la costruzione delle gallerie che un domani potrebbero così diventare terrificanti budelli di fuoco e di fiamme come è già accaduto in Italia in passato, guarnizioni non idonee a sostenere la pressione dello scavo della maxi-trivella con conseguenti bassissimi livelli di sicurezza per le maestranze.
Tutto ciò, che è veramente ripugnante, è stato confermato. 

Così come è confermato che Maria Rita Lorenzetti è, se non il personaggio chiave, dell’intera vicenda, l’architrave del potere politico-mafioso della cosiddetta regione “rossa” che oltre a questo vanta scandali a iosa negli anni di potere della “Zarina”.


I cittadini umbri debbono meditare bene su questi fatti e trarne le dovute conseguenze.
Debbono cioè avere chiaro come questi politicanti di mestiere hanno ridotto la politica in Umbria, come ne hanno fatto una disgustosa materia di scambio con affaristi senza scrupoli e per il loro tornaconto personale.
Né si debbono illudere che le cose siano cambiate solo perché personaggi come laLorenzetti non sono più ai vertici della regione. 

In realtà il sistema affaristico-istituzionale è ancora in piedi e continua ad operare indisturbato e pronto a procurarsi nuovi affari e nuove prebende, forse con meno avidità dimostrata dalla “Zarina”, ma pur sempre con la disponibilità a favorire tutte quelle lobby di malaffare che gli garantiscono potere e soldi.


L’affare della costruzione della autostrada Orte-Mestre ne è l’esempio più eclatante.
Anche in questo caso il potere politico locale sta facendo a gara con il governo Renzi ad inneggiare a questa “grandiosa” opera che i politicanti locali ritengono anzi indispensabile per lo sviluppo della nostra regione.
In realtà, la trasformazione dell’attuale E45 in autostrada a pedaggio è inutile e dannosa per l’ambiente e anche per l’economia della nostra regione.
Essa è solo una colossale speculazione messa in moto da autentici pescecani dell’alta finanza e dei loro affiliati (cementieri, costruttori, cavisti) che intendono mettere le mani su un gigantesco affare di oltre 10 miliardi di euro.



Ciò (grazie anche alla controinformazione di tanti cittadini riuniti nel Coordinamento Umbro - No E45 Autostrada) sta diventando sempre più chiaro agli occhi della maggioranza degli umbri, nonostante le menzogne e gli inganni dei politicanti locali che non vedono l’ora di mettere le mani su una parte della immensa torta.
Siamo certi che anche in questo caso, al pari della TAV della Lorenzetti, una fetta è destinata alle tasche di questi spregevoli arrivisti della politica che in cambio assicurano il necessario beneplacito politico-istituzionale senza il quale (il recente scandalo del MOSE docet) non sarebbe possibile mettere in piedi operazioni del genere.
Ritenere quindi che, finito il ciclo della “Zarina” sia finito anche il sistema di potere affaristico-clientelare-mafioso che lei ha indubbiamente contribuito a creare e a perfezionare oltremodo, sarebbe una pia illusione e anche un tragico sbaglio.
Tutto questo avrà fine solo quando i cittadini umbri prenderanno compiutamente coscienza della necessità di farla finita con una intera classe politica sia di sinistra che di destra e manderà a casa definitivamente tutto questo ciarpame politico che per anni, troppi, ha ammorbato l’aria e il suolo della nostra bella Umbria».

venerdì 17 ottobre 2014

TERNI: UNA GIORNATA MEMORABILE! di Marcia della Dignità*

17 ottobre. Oggi si è svolto a Terni, ad un mese e mezzo dall’inizio della lotta degli operai, lo sciopero generale contro i licenziamenti di massa decisi dalla ThyssenKrupp. Si attendeva con ansia quanto grande sarebbe stata la risposta della città. 

Essa è giunta, ed è stata grandiosa, impressionante, a tratti emozionante, come quando, tra l’immensa folla che abbracciava il corteo, potevi vedere donne e uomini in lacrime.

Tutta Terni è scesa in strada, stretta, come un sol uomo, attorno alle maestranze Ast, noi della Marcia della Dignità eravamo con loro, in testa al corteo.
Tutti gli esercizi commerciali sono rimasti chiusi, affiggendo cartelli e striscioni in solidarietà con i lavoratori.Ma non solo Terni.
Sono venuti da tutta l'Umbria, la regione si è mobilitati in solidarietà ai lavoratori Ast.
Tantissimi i giovani e gli studenti, un rappresentante dei quali, dal palco, ha svergognato il governo Renzi, suddito della Germania, chiedendo l'estensione dell'articolo 18 a tutti i lavoratori, nessuno escluso e la nazionalizzazione dell'Ast. L'intervento più applaudito!

Una rabbia vera, sana, si respirava lungo tutto il percorso, esplosa nelle contestazioni, che abbiamo subito condiviso, ai sindacati, complici dell'azienda.
Si urlava "Complici! Buffoni! Vergognatevi! Andatevene!", tra fischi e pernacchie.

Ora nessuno ha più alcun alibi.


Non ce l’ha il governo, non ce l’hanno i partiti e le istituzioni locali, non ce l’hanno i sindacati e la loro Rsu, non ce l’hanno nemmeno gli operai dell’acciaieria. E’ proprio a questi ultimi, anzitutto a quelli che in queste settimane hanno dato vita alle forme di lotta più dure ed improvvise, che ci rivolgiamo.
Quello che dovevamo infatti dire a governo, istituzioni e sindacati l’abbiamo detto oggi in piazza, unendoci alla generale contestazione.
E qui sta il punto.

Brontolare, contestare e fischiare, non basta più.
Tutti sanno tutto. 

Tutti sanno che la ThyssenKrupp alla fine chiuderà l’impianto condannando a morte Ternii; tutti sanno che il governo Renzi se ne laverà le mani per non avere problemi con la Merkel; tutti sanno che politici e istituzioni locali sono dei venduti; tutti sanno che alla fine i sindacati chineranno il capo.

Brontolare, contestare e fischiare non basta più.


Cos’è che occorre fare allora? Se davvero gli operai dell’Ast vogliono salvare posti di lavoro e impianti, devono smetterla di sperare nella Divina provvidenza, di credere alle promesse di governo e politicanti, di fidarsi di sindacati complici della multinazionale.

L'obiettivo è nazionalizzare l'Ast, e per farlo occorre che gli operai si organizzino in un comitato di lotta indipendente.


* Fonte: Marcia della Dignità

giovedì 16 ottobre 2014

"NON MOLLATE!" Giorgio Cremaschi davanti alle acciaierie di Terni

16 ottobre. Domani, venerdì, si svolgerà in provincia di Terni uno sciopero generale in solidarietà con la lotta degli operai delle acciaierie Ast (ovvero della multinazionale tedesca ThyssenKrupp) contro i licenziamenti.

Una lotta difficile. 
C'è un settore molto combattivo dei lavoratori che prosegue con iniziative spontanee di lotta —questa notte alle ore 23:30, è partito un corteo spontaneo per le vie della città, dirigendosi verso l'abitazione di un noto dirigente dell'azienda. C'è stato un lancio di sassi verso le finestre. 

Altri lavoratori stanno a guardare. Altri ancora (per ora una piccola minoranza) fanno la fila davanti all'ufficio del personale col cappello in mano per prendere la buonuscita (si parla di 80mila euro lordi).

Insomma, accanto agli operai che sono decisi a tutto ce ne sono altrettanti che ritengono che la lotta sia "disperata", che non abbia possibilità di successo.
In queste condizioni i sindacati si scoprono organismi che a poco servono, anzi, che non servono a niente. Com'è chiaro che le istituzioni, da quelle locali fino al governo Renzi, al di la delle chiacchiere, nulla fanno davvero per battere la multinazionale tedesca.
Fino ad ora le forze di polizia hanno lasciato correre, temendo che ogni azione repressiva potrebbe scatenare un putiferio. Ma fino a quando durerà questo atteggiamento?

In questo contesto lo sciopero generale e la manifestazione di domani hanno una grande importanza. Se solidarietà e partecipazione degli altri lavoratori e della cittadinanza saranno grandi, ciò darà coraggio agli operai Ast.

Martedì scorso Giorgio Cremaschi (nella foto con Daniela Di Marco) ha svolto un comizio davanti ai cancelli delle acciaierie. Qui sotto la registrazione dell'intervento con il dialogo con gli operai.


Lettori fissi di SOLLEVAZIONE

Temi

Unione europea (953) euro (784) crisi (640) economia (630) sinistra (549) teoria politica (296) finanza (285) Leonardo Mazzei (282) M5S (275) P101 (251) grecia (247) Movimento Popolare di Liberazione (244) Governo giallo-verde (242) elezioni (239) imperialismo (237) sfascio politico (235) resistenza (226) Moreno Pasquinelli (225) sovranità nazionale (219) banche (215) internazionale (213) risveglio sociale (184) alternativa (168) seconda repubblica (167) Syriza (155) piemme (147) Tsipras (146) antimperialismo (135) debito pubblico (133) Matteo Renzi (131) programma 101 (129) spagna (122) filosofia (121) Francia (119) immigrazione (117) marxismo (117) PD (111) destra (111) sovranità monetaria (111) democrazia (109) costituzione (106) Matteo Salvini (104) neoliberismo (104) populismo (104) sollevazione (103) Stefano Fassina (97) islam (97) Grillo (94) Sandokan (94) elezioni 2018 (94) berlusconismo (91) proletariato (91) geopolitica (88) Carlo Formenti (86) Germania (86) Alberto Bagnai (83) Emiliano Brancaccio (83) austerità (80) bce (80) Medio oriente (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) sindacato (77) Podemos (76) Stati Uniti D'America (75) referendum costituzionale 2016 (74) sinistra anti-nazionale (73) Mario Monti (72) guerra (72) capitalismo (70) Libia (66) Russia (65) capitalismo casinò (63) Sergio Cesaratto (62) Rivoluzione Democratica (61) rifondazione (61) Lega (60) globalizzazione (60) liberiamo l'Italia (60) CLN (59) Siria (59) CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (57) bancocrazia (57) immigrati (57) Sicilia (56) Alexis Tsipras (55) Alitalia (54) cinque stelle (54) legge elettorale (54) sovranismo (54) Diego Fusaro (53) Legge di Bilancio (53) brexit (53) Lega Nord (52) Pablo Iglesias (52) moneta (52) referendum (52) socialismo (52) neofascismo (51) sionismo (51) sovranità popolare (51) Emmezeta (50) fiat (50) Manolo Monereo (49) Movimento dei forconi (49) solidarietà (49) campo antimperialista (48) sinistra sovranista (48) gilet gialli (46) immigrazione sostenibile (46) Beppe Grillo (45) Nichi Vendola (45) renzismo (45) Troika (44) Yanis Varoufakis (44) astensionismo (43) inchiesta (43) uscita dall'euro (43) Luciano Barra Caracciolo (42) Mario Draghi (42) Israele (41) liberismo (40) palestina (40) Mimmo Porcaro (39) patriottismo (39) Fiorenzo Fraioli (38) Ugo Boghetta (38) proteste operaie (38) sinistra patriottica (38) italicum (37) Giorgio Cremaschi (36) Karl Marx (36) Marine Le Pen (35) ambiente (35) fiscal compact (35) uscita di sinistra dall'euro (35) III. Forum internazionale no-euro (34) Luigi Di Maio (34) Ucraina (34) egitto (34) nazione (34) 9 dicembre (33) Def (33) azione (33) ISIS (32) Merkel (32) cina (32) default (32) fiom (32) iran (32) islamofobia (32) populismo di sinistra (32) scienza (32) Forum europeo 2016 (31) Sel (31) governo Renzi (31) unità anticapitalisa (31) Fabio Frati (30) ecologia (30) xenofobia (30) Nello de Bellis (29) Putin (29) catalogna (29) storia (29) eurostop (28) napolitano (28) nazionalizzazione (28) Assemblea di Chianciano terme (27) menzogne di stato (27) Donald Trump (26) Mauro Pasquinelli (26) USA (26) elezioni europee 2019 (26) nazionalismi (26) silvio berlusconi (26) Beppe De Santis (25) Comitato centrale P101 (25) Forum europeo (25) Nato (25) elezioni siciliane 2017 (25) religione (25) scuola (25) Europa (24) Movimento 5 Stelle (24) Quantitative easing (24) Venezuela (24) finanziarizzazione (24) Aldo Giannuli (23) Lavoro (23) Stato di diritto (23) antifascismo (23) manifestazione 12 ottobre 2019 (23) ora-costituente (23) razzismo (23) repressione (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Esm (22) Roma (22) emigrazione (22) keynes (22) nazionalismo (22) Chianciano Terme (21) Front National (21) Simone Boemio (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) Unità Popolare (21) etica (21) Conte bis (20) Emmanuel Macron (20) Foligno (20) Laikí Enótita (20) Marcia della Dignità (20) Regno Unito (20) Vladimiro Giacchè (20) coordinamento no-euro europeo (20) crisi di governo (20) iraq (20) manifestazione del 12 ottobre (20) melenchon (20) minibot (20) tecnoscienza (20) umbria (20) MES (19) Mariano Ferro (19) Norberto Fragiacomo (19) Sicilia Libera e Sovrana (19) Tunisia (19) fronte popolare (19) Domenico Moro (18) Donbass (18) F.S. (18) Izquierda Unida (18) Noi siciliani con Busalacchi (18) lotta di classe (18) pace (18) senso comune (18) Assisi (17) Costanzo Preve (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Jacques Sapir (17) Paolo Savona (17) Perugia (17) Pier Carlo Padoan (17) chiesa (17) complottismo (17) cosmopolitismo (17) euro-germania (17) media (17) piano B (17) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Luciano B. Caracciolo (16) Marco Mori (16) Prc (16) Reddito di cittadinanza (16) Renzi (16) Tonguessy (16) appello (16) ballottaggi (16) casa pound (16) fascismo (16) internazionalismo (16) sciopero (16) vendola (16) Cremaschi (15) Daniela Di Marco (15) International no euro forum (15) M. Micaela Bartolucci (15) Salvini (15) clima (15) comunismo (15) diritto (15) indipendenza (15) internet (15) manifestazione (15) piattaforma eurostop (15) tasse (15) vaccini (15) 15 ottobre (14) Alessandro Visalli (14) Alitalia all'Italia (14) Brancaccio (14) Enea Boria (14) Ernesto Screpanti (14) Eurogruppo (14) Fridays for Future (14) MMT (14) Monte dei Paschi (14) Movimento pastori sardi (14) Stato Islamico (14) Turchia (14) Vincenzo Baldassarri (14) no tav (14) obama (14) potere al popolo (14) salerno (14) Alessandro Di Battista (13) Bersani (13) Chavez (13) Enrico Grazzini (13) Eos (13) Jobs act (13) Legge di stabilità (13) Marino Badiale (13) Virginia Raggi (13) Wilhelm Langthaler (13) acciaierie Terni (13) cultura (13) disoccupazione (13) femminismo (13) finanziaria (13) giovine italia (13) privatizzazioni (13) regionalismo differenziato (13) sardine (13) unione bancaria (13) Alfredo D'Attorre (12) Costas Lapavitsas (12) D'alema (12) Forum europeo 2015 (12) Giulietto Chiesa (12) Negri (12) Panagiotis Lafazanis (12) Sergio Mattarella (12) analisi politica (12) decreto salva-banche (12) europeismo (12) global warming (12) keynesismo (12) salari (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Aldo Zanchetta (11) De Magistris (11) Dicotomia (11) France Insoumise (11) Gennaro Zezza (11) Ilva (11) Papa Francesco (11) Pardem (11) Portogallo (11) Stato (11) Stefano D'Andrea (11) corruzione (11) de-globalizzazione (11) elezioni anticipate (11) iniziative (11) mediterraneo (11) nucleare (11) ordoliberismo (11) presidenzialismo (11) proteste (11) sindacalismo di base (11) sinistra Italiana (11) sovranismi (11) Art. 18 (10) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) Carl Schmitt (10) Claudio Borghi (10) Fausto Bertinotti (10) Fmi (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Forum di Roma 2019 (10) George Soros (10) Gianluigi Paragone (10) Giorgetti (10) Hollande (10) Jean-Luc Mélenchon (10) Lista del Popolo (10) Marco Passarella (10) Marco Zanni (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Paolo Barnard (10) Quirinale (10) Risorgimento Socialista (10) Terni (10) cattiva scuola (10) decrescita (10) diritti civili (10) facebook (10) fisco (10) golpe (10) islanda (10) legge di bilancio 2020 (10) povertà (10) taranto (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Antonio Rinaldi (9) Argentina (9) Bernie Sanders (9) CGIL (9) Campagna eurostop (9) Diritti Sociali (9) Draghi (9) Forconi (9) Paolo Ferrero (9) Stato nazione (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wolfgang Schaeuble (9) bail-in (9) bipolarismo (9) classi sociali (9) cosmo-internazionalismo (9) deficit (9) futuro collettivo (9) il pedante (9) istruzione (9) liberalismo (9) medicina (9) moneta fiscale (9) necrologi (9) questione nazionale (9) sociologia (9) sovranità (9) tecnologie (9) Antonio Gramsci (8) Corte costituzionale (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) Erdogan (8) F.f (8) Fratelli d'Italia (8) Genova (8) Goracci (8) Gran Bretagna (8) II assemblea della CLN (1-3 settembre) (8) Ingroia (8) Italia Ribelle e Sovrana (8) Julio Anguita (8) Landini (8) Lenin (8) Luca Massimo Climati (8) Mattarella (8) Mirafiori (8) Yanis Varoufakys (8) borsa (8) debitocrazia (8) destra non euro (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate 2017 (8) elezioni siciliane (8) grexit (8) inflazione (8) lira (8) manifestazione 25 marzo 2017 (8) marxisti dell'Illinois (8) nuovo movimento politico (8) questione femminile (8) regionalismo (8) sardegna (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) svalutazione (8) transfemminismo (8) trasporto aereo (8) unità anticapitalista (8) unità nazionale (8) Abu Bakr al-Baghdadi (7) Alessandro Chiavacci (7) Alternative für Deutschland (7) Articolo 18 (7) CUB (7) Cub Trasporti (7) Dino Greco (7) Ernesto Laclau (7) Flat tax (7) Franz Altomare (7) Gaza (7) Giancarlo D'Andrea (7) Giuseppe Angiuli (7) ISIL (7) Inigo Errejón (7) Je so' Pazzo (7) Jeremy Corbyn (7) Joseph Stiglitz (7) MMT. Barnard (7) Macron (7) Massimo Bontempelli (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Nuit Debout (7) Oskar Lafontaine (7) Papa Bergoglio (7) Pil italiano (7) Riccardo Achilli (7) Samuele Mazzolini (7) Sapir (7) Seconda Assemblea P101 (7) Ttip (7) agricoltura (7) aletheia (7) anarchismo (7) autodeterminazione dei popoli (7) bankitalia (7) confederazione (7) contante (7) derivati (7) eurexit (7) eurocrack (7) giovani (7) il manifesto (7) incontri (7) magistratura (7) nazismo (7) patria e costituzione (7) pensioni (7) risorgimento (7) rivolta (7) rivoluzione civile (7) rossobrunismo (7) sanità (7) spread (7) trasporto pubblico (7) Ars (6) Banca centrale europea (6) Bazaar (6) Bottega partigiana (6) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (6) Carlo Galli (6) Casaleggio (6) Contropiano (6) Eros Cococcetta (6) Eugenio Scalfari (6) Franco Bartolomei (6) Frédéric Lordon (6) Giorgia Meloni (6) M.AR.S. (6) Maduro (6) Marx (6) Militant-blog (6) Nino galloni (6) No Renzi Day (6) Noi con Salvini (6) ORA! (6) Pcl (6) Pisapia (6) Polonia (6) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (6) Regioni autonome (6) Sandro Arcais (6) Stato di Polizia (6) Target 2 (6) Teoria Monetaria Moderna (6) Thomas Fazi (6) Titoli di stato (6) Toni negri (6) USB (6) Ungheria (6) Viktor Orban (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) automazione (6) beni comuni (6) cinema (6) fabrizio Marchi (6) famiglia (6) giovanni Tria (6) governo Gentiloni (6) ideologia (6) incontro internazionale (6) la variante populista (6) liberosambismo (6) migranti (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) populismo democratico (6) suicidi (6) suicidi economici (6) tecnica (6) terremoto (6) uber (6) utero in affitto (6) Alberto Negri (5) America latina (5) Angelo Panebianco (5) Anguita (5) Antonio Ingroia (5) Assad (5) Carola Rackete (5) Dario Guarascio (5) Decreto Dignità (5) Decreto sicurezza (5) Dimitris Mitropoulos (5) Federalismo (5) Federico Fubini (5) Ferdinando Pastore (5) Finlandia (5) Forza Italia (5) Franco Busalacchi (5) Giuseppe Mazzini (5) HAMAS (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Joël Perichaud (5) Kirchner (5) Lucca (5) Luigi De Magistris (5) MOHAMED KONARE (5) Marcello Teti (5) Mario Monforte (5) No Monti Day (5) No debito (5) Npl (5) Nuova Direzione (5) Paolo Becchi (5) Parigi (5) Partito tedesco (5) Pier Paolo Dal Monte (5) Rete dei Comunisti (5) Romano Prodi (5) Rosatellum 2 (5) Sharing Economy (5) Soleimani (5) Stathis Kouvelakis (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Trump (5) Val di Susa (5) Wolfgang Munchau (5) Yemen (5) afghanistan (5) alleanze (5) banche popolari (5) brasile (5) camusso (5) chiesa ortodossa (5) confindustria (5) cuba (5) debitori (5) decreto vaccini (5) di Pietro (5) donna (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni. Lega (5) fratelli musulmani (5) giornalismo (5) governo (5) greta thumberg (5) jihadismo (5) laicismo (5) massimo fini (5) pomigliano (5) procedura d'infrazione (5) proteste agricoltori (5) rifugiati politici (5) salvinismo (5) teologia (5) tremonti (5) wikileaks (5) 16 giugno Roma (4) ALBA (4) Africa (4) Alessandro Somma (4) Alessia Vignali (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Anna Falcone (4) Antonio Amoroso (4) Assange (4) Aurelio Fabiani (4) Autostrade per l'Italia (4) Bergoglio (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (4) Carovana di solidarietà (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Chiavacci Alessandro (4) Città della Pieve (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (4) Corea del Nord (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Deutsche Bank (4) Die Linke (4) Diego Melegari (4) Emanuele Severino (4) Ernesto Galli Della Loggia (4) Felice Floris (4) Francesco Giavazzi (4) Frente civico (4) Fronte Sovranista Italiano (4) GIAPPONE (4) Giuliano Pisapia (4) Giulio Regeni (4) Giulio Sapelli (4) Imu (4) Incontro di Roma (4) Italexit (4) JP Morgan (4) Jacques Nikonoff (4) Karl Polany (4) Kke (4) L'Altra Europa con Tsipras (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Leonardo Mazzzei (4) Luciano Canfora (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) MPL (4) Marcello Minenna (4) Marchionne (4) Martin Heidegger (4) Morgan Stanley (4) Mosul (4) NO TAP (4) Noi sicialiani con Busalacchi (4) ONU (4) Oscar Lafontaine (4) Paolo Gerbaudo (4) Pci (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Prodi (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Sergio Starace (4) Simone Pillon (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) TAP (4) Tyssenkrupp (4) VOX (4) Varoufakis (4) Visco (4) Vladimiro Giacché (4) Xarxa Socialisme 21 (4) Xi Jinping (4) agricoltura biologica (4) al-Sisi (4) alceste de ambris (4) anarchici (4) antisemitismo (4) antisionismo (4) arancioni (4) bigenitorialità (4) califfato (4) carceri (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianesimo (4) cristianismo (4) curdi (4) demografia (4) diritti di cittadinanza (4) donne (4) elezioni 2017 (4) elezioni comunali 2017 (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) gender (4) il fatto quotidiano (4) informatica (4) intelligenza artificiale (4) irisbus (4) irlanda (4) italia (4) ius soli (4) legge del valore (4) legge di stabilità 2017 (4) parti de gauche (4) patrimoniale (4) porcellum (4) precarietà (4) presidente della repubblica (4) primarie (4) protezionismo (4) risparmio (4) salute (4) saviano (4) seminario (4) sinistra transgenica (4) sottoscrizione (4) spending review (4) spesa pubblica (4) statizzazione banche (4) terzo polo (4) transizione al socialismo (4) trattati europei (4) truffa bancaria (4) università (4) wikidemocrazia (4) xylella (4) 19 ottobre (3) Ahmadinejad (3) Alavanos (3) Albert Einstein (3) Alberto Alesina (3) Alfiero Grandi (3) Amodeo (3) Antonella Stirati (3) Aquisgrana (3) Arabia saudita (3) Armando Mattioli (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Benedetto Croce (3) Benetton (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Bloco de Esquerda. (3) Cerveteri Libera (3) Cia (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Commissione europea (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Diosdado Toledano (3) EDWARD SNOWDEN (3) Eleonora Forenza (3) Ernest Vardanean (3) Eurasia (3) Fabio Nobile (3) Fabrizio Tringali (3) Fausto Sorini (3) Filippo Abbate (3) Francesco Neri (3) Francesco Salistrari (3) Fratoianni (3) Gianni Ferrara (3) Giorgio Lunghini (3) Giovanni Gentile (3) Giuliana Nerla (3) Giulio Bonali (3) Giuseppe Pelazza (3) Goofynomics (3) Gramsci (3) Guido Grossi (3) HELICOPTER MONEY (3) Hezbollah (3) ISTAT (3) Ilaria Bifarini (3) Iugoslavia (3) Ivan Cavicchi (3) Jens Weidmann (3) Jugoslavia (3) Leonardo SInigaglia (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marcello Foa (3) Marco Bulletta (3) Marco Mainardi (3) Mario Volpi (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Massimo cacciari (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Milton Friedmann (3) Modern Money Theory (3) Moldavia (3) Morya Longo (3) Napoli (3) Nigel Farage (3) No Mes (3) No e-45 autostrada (3) Noi Mediterranei (3) Olanda (3) Palermo (3) Panagiotis Sotiris (3) Paola De Pin (3) Partito Italexit (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Pkk (3) Poroshenko (3) Rinascita (3) Rodoflo Monacelli (3) Ruggero Arenella (3) Salento (3) Sarkozy (3) Scenari Economici (3) Six Pack (3) Stavros Mavroudeas (3) Ugo Arrigo (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) austria (3) biotecnocrazia (3) bollettino medico (3) crediti deteriorati (3) debito (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) diritto d'asilo politico (3) diritto di cittadinanza (3) divorzio banca d'Italia Tesoro (3) dollaro (3) economia sociale di mercato (3) elezioni 2020 (3) euroasiatismo (3) foibe (3) forza nuova (3) giustizia (3) inceneritori (3) indignati (3) ines armand (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) machiavelli (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mezzogiorno (3) minijobs. Germania (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) occidente (3) oligarchia (3) olocausto (3) partito (3) partito democratico (3) prescrizione (3) psicanalisi (3) quota 100 (3) rai (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) robotica (3) sanità. spending review (3) sciopero generale (3) seminario teorico (3) senato (3) sme (3) social media (3) socialdemocrazia (3) sondaggi (3) sovranità e costituzione (3) sovrapproduzione (3) takfir (3) tassisti (3) terza assemblea P101 (3) tv (3) violenza (3) web (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 25 aprile 2017 (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Alberto Benzoni (2) Alberto Montero (2) Alétheia (2) Amando Siri (2) Amazon (2) Andalusia (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Arditi del Popolo (2) Armando Siri (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Banca (2) Bandiera rossa in movimento (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Blockchain (2) Bolivia (2) Bolkestein (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) Carc (2) Carlo Clericetti (2) Carlo Freccero (2) Carlo Romagnoli (2) Cernobbio (2) Certificati di Credito Fiscale (2) Cesarina Branzi (2) Cgia Mestre (2) Chantal Mouffe (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Claudia Castangia (2) Colonialismo (2) Comitato antifascista russo-ucraiono (2) Conte (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Dani Rodrik (2) De Bortoli (2) Der Spiegel (2) Diem25 (2) Domenico Losurdo (2) Don Giancarlo Formenton (2) Dugin (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Ego della Rete (2) Emilia Clementi (2) Emilia-Romagna (2) Emiliano Gioia (2) Enzo Pennetta (2) Eric Toussaint (2) Ettore Livini (2) European Quantitative-easing Intermediated Program (2) Extincion Rebellion (2) F.List (2) Federal reserve (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Filippo Gallinella (2) Fiumicino (2) Forestale (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Forum Popoli Mediterranei (2) Francesco Lamantia (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Futuro al lavoro (2) Generale Pappalardo (2) Gentiloni (2) Giacomo Bracci (2) Giacomo Russo Spena (2) Giada Boncompagni (2) Giancarlo Cancelleri (2) Gig Economy (2) Giorgio Gattei (2) Giuliano Amato (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Google (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hitler (2) Héctor Illueca (2) INPS (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italia Ribelle (2) Iugend Rettet (2) JULIAN ASSANGE (2) Jacopo Custodi (2) Javier Couso Permuy (2) Juan Carlos Monedero (2) Juncker (2) Junker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Kurdistan (2) La Grassa (2) Lelio Basso (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) M-48 (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marco Revelli (2) Marco Rizzo (2) Maria Elena Boschi (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Tronti (2) Mark Zuckerberg (2) Marocco (2) Massimo D'Antoni (2) Massimo PIvetti (2) Michele Serra (2) Michele fabiani (2) Microsoft (2) Militant (2) Moscovici (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) Mélenchon (2) Nadia Garbellini (2) Netanyahu (2) Nicaragua (2) Omt (2) Oriana Fallaci (2) Ostia (2) Paolo Maddalena (2) Papa (2) Partito comunista (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) PdCI (2) Pdl (2) Piano di eradicazione degli ulivi (2) Piemonte (2) Pippo Civati (2) Portella della Ginesta (2) Preve (2) Quarto Polo (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Reddito di inclusione sociale (2) Riccardo Bellofiore (2) Riccardo Ruggeri (2) Riscossa Italia (2) Roberto Ferretti (2) Rosanna Spadini (2) Rosarno (2) Rosatellum (2) Rozzano (2) Ryan air (2) SPD (2) STX (2) Sahra Wagenknecht (2) Salistrari (2) Schumpeter (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Seconda Assemblea CLN (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Severgnini (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stefano Zecchinelli (2) Steve Bannon (2) Stiglitz (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Telecom (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Piketty (2) Tito Boeri (2) Tiziana Alterio (2) Tiziana Ciprini (2) Tltro (2) Tomaso Montanari (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Umberto Eco (2) Ursula von der Leyen (2) Valerio Bruschini (2) Von Der Leyen (2) Vox Italia (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) agricoltori indignati (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) animalismo (2) antimperialista (2) antispecismo (2) antropologia (2) atac (2) banche venete (2) battaglia d'autunno (2) blocco sociale (2) bontempelli (2) burkini (2) calunnia (2) casa (2) clausole di salvaguardia (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) comuni (2) comunicazione (2) debito privato (2) denaro (2) deregulation (2) domenico gallo (2) due euro (2) dughin (2) elezioni comunali 2015 (2) elezioni comunali 2019 (2) embraco (2) enel (2) energia (2) ennahda (2) esercito (2) eugenetica (2) expo (2) export (2) fake news (2) fecondazione eterologa (2) fincantieri (2) fine del lavoro (2) frontiere (2) gaypride (2) genetica (2) gennaro Migliore (2) geoeconomia (2) giacobinismo (2) governicchio (2) indignatos (2) industria italiana (2) intimperialismo (2) isu sanguinis (2) legge (2) legge di stabilità 2018 (2) lgbt (2) libano (2) liberi e uguali (2) libertà di pensiero (2) maidan (2) manifestazione 2 giugno 2018 (2) marina silva (2) mercantislismo (2) nazionalizzare le autostrade (2) no expo (2) non una di meno (2) omosessualità (2) ong (2) paolo vinti (2) pareggio di bilancio (2) parlamento europeo (2) patria (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) patto politico (2) peronismo (2) petrolio (2) pietro ratto (2) poste (2) poste italiane (2) proporzionale (2) province (2) razionalismo (2) reddito di base (2) ricchezza (2) riduzione parlamentari (2) rifiuti (2) riformismo (2) rivoluzione russa (2) rivoluzione socialista (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) silicon valley (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) società (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) studenti (2) tasso di cambio (2) transgender (2) transumano (2) ulivi (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) uscita da sinistra (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 100 giorni (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 19 ottobre 2019 (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 25 aprile 2018 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 4 novembre (1) 5G (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 8 settembre (1) 9 febbraio 2019 (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Aberto Bellini (1) Accellerazionismo (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) AirCrewCommittee (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alan Johnson (1) Alba Libica (1) Albania (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alexander Zakharchenko (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amintore Fanfani (1) Amoroso (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Andrew Spannaus (1) Angela Matteucci (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Anthony Coughlan (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Guarino (1) Antonio Rinaldis (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Apple (1) Arditi (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art 81 (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Articolo1 (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Atlantia (1) Attali (1) Augusto Graziani (1) Australia (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Bashar al-Assad (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bazar (1) Bcc (1) Bekaert (1) Belardelli (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Blade Runner 2049 (1) Boicotta Eurovision (1) Boikp Borisov (1) Bolsonaro (1) Bossi (1) Branko Milanovic (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Britannia (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) ByoBlu (1) C.f.. Governo giallo-verde (1) CARTA DI FIRENZE 2019 (1) CCF (1) CNL (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Calenda (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Caritas (1) Carlo Candi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Rovelli (1) Carmine Pinto (1) Casal Bruciato (1) Cascina Raticosa (1) Casini (1) Cassazione (1) Cassese Sabino (1) Catarina Martins (1) Cekia (1) Cesare Battisti (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christian Napolitano (1) Christian Rocca (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Civitavecchia (1) Claudia Zeta (1) Claudio Maartini (1) Claudio Magris (1) Claus Offe (1) Concita De Gregorio (1) Confederazione europea (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Coordinamento europeo per l'uscita dall'Unione (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Corte Europea sui diritti dell'uomo (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cristina Re (1) Cuperlo (1) DDL (1) Dagospia (1) Daisy Osauke (1) Damiano palano (1) Dan Glazebrook (1) Daniela Conti (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davide Gionco (1) Davos (1) De Masi (1) De Vito (1) Debora Billi (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Dimitris Christoulias (1) Dio (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Don Sturzo (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Elliott Gabriel (1) Emanuele Filiberto (1) Emilio Gentile (1) Emma Bonino (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrica Perucchietti (1) Enrico Angelini Partigiano (1) Enrico Gatto (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Erasmo vecchio (1) Ernesto Pertini (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Erri De Luca (1) Etiopia (1) Ettore Gotti Tedeschi (1) Eugenio Scalgari (1) Eunoè (1) Eurispes (1) Europa a due velocità (1) Evo Morales (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio De Masi (1) Fabio Dragoni (1) Fabio Mini (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio De Paoli (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Dellepiane (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Florian Philippot (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Foro di Sao Paulo (1) Forum Ambrosetti (1) Forum dei Popoli Mediterranei (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lenzi (1) Francesco Magris (1) Franco Venturini (1) Frauke Petry (1) Fred Kuwornu (1) Freente Civico (1) Freud (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabanelli (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Germanicum (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bellini (1) Giacomo Bellucci (1) Giacomo Vaciago (1) Giacomo Zuccarini (1) Giancarlo Bergamini (1) Gim cassano (1) Giordano Sivini (1) Giovanna Vertova (1) Giovanni De Cristina (1) Giovanni Lo Porto (1) Giovanni Schiavon (1) Giovanni Tomei (1) Giovanni di Cristina (1) Giulia Grillo (1) Giuliana Commisso (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Ambrosetti (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tarro (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Glauco Benigni (1) Godley (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Grecia presidio 9/9/19 (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Lutrario (1) Guido Ortona (1) Günther Anders (1) HSBC (1) Hainer Flassbeck (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Hong Kong (1) Huawei (1) Huffington Post (1) IPHONE (1) IRiS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Illueca (1) Imposimato (1) Improta (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) Inge Höger (1) Intellettuale dissidente (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Intesa Sanpaolo (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jason Barker (1) Je so' Pazz' (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) Joel Perichaud (1) John Laughland (1) John Locke (1) John Pilger (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Shumpeter (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Jugend Rettet (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kelsen (1) Kemi Seba (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kirill Vasilev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kosovo (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Koutsianas Pantelis (1) Kruhman (1) Ktragujevac (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La Pira (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Left (1) Legge 194 (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) Lev Gumilev (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Riboli (1) Lidia Undiemi (1) Liguria (1) Lillo Massimiliano Musso. Leoluca Orlando (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Alfano (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Lorenzo Fioramonti (1) Lorenzo Fontana (1) Loris Caruso (1) Luca Donadel (1) Luca Pagni (1) Lucarelli (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luigi Zingales (1) Luka Mesec (1) López Obrador (1) M. Pivetti (1) M48 (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) MOSE (1) Macchiavelli (1) Macedonia (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcello Veneziani (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Cattaneo (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Marcuse (1) Margarita Olivera (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Marina Minicuci (1) Mario Esposito (1) Mark Rutte (1) Maroni (1) Marta Fana (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo Costa (1) Massimo Gramellini (1) Massimo Recalcati (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Matteo Pucciarelli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Blondet (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Vezzosi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Bocci (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Scradovelli (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Mdp (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Messico (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michelangelo Vasta (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Mihaly Kholtay (1) Milano (1) Milosevic (1) Milton Friedman (1) Mimmo Lucano (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Mladic (1) Mohamed bin Salman (1) Mohammad Javad Zarif (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Moshe Ya’alon (1) Moves (1) Movimento 77 (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimento democratici e progressisti (1) Movimento di Liberazione Popolare (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Nancy Fraser (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Nethanyahu (1) New York Times (1) Nicky Hager (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolas Dupont-Aignan (1) Nicoletta Dosio (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Noelle Neumann (1) Noi sicialiano con Busalacchi (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) Nsa (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omnium (1) Onda d'Urto (1) Open Society Foundations (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) P01 (1) PCE (1) PCdI (1) PIANESI MARIO (1) POSSIBILE (1) PRISM (1) PSUV (1) Pablo Stefanoni (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Di Martino (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Paul "Elliot" Singer (1) Paul De Grauwe (1) Paul Steinhardt (1) Per una sinistra rivoluzionaria (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piepoli (1) Pier Francesco Zarcone (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Gobetti (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Attinasi (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Pino Prestigiacomo (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RENAUD LAMBERT (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Radek (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Ramarrik de Milford (1) Ramon Franquesa (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) René Girard (1) Report (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Rino Formica (1) Risorgimento Meridionale (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Robert Mundell (1) Roberta Lombardi (1) Roberto D'Agostino (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Marchesi (1) Roberto Martino (1) Roberto Massari (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rocco Casalino (1) Rohani (1) Roma 13 ottobre 2018 (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rossano Rubicondi (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) SYLVAIN LEDER (1) Sacko Soumayla (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Santori (1) Schengen (1) Schlageter (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) SiAMO (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Slavoj Zizek (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stanis Ruinas (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svitlana Grugorciùk (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tiziana Aterio (1) Tiziana Drago (1) Togliatti (1) Tommaso Nencioni (1) Tommaso Rodano (1) Tonia Guerra (1) Tony Manigrasso (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Tribunale dell'Aia (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ugo Mattei (1) Ulrich Grillo (1) Unicredit (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Valerio Colombo (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Venezia (1) Veronica Duranti (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vito Lops (1) Vito Storniello (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) WHIRLPOOL (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wilders (1) Wolfgang Streeck (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zagrebelsky (1) Zaia (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zecchinelli (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) Zygmunt Bauman (1) aborto (1) accise (1) adozioni (1) aggressione (1) agorà (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) alta velocità (1) amanda hunter (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) antropocene (1) apocalisse (1) appoggio tattico (1) arcelor Mittal (1) aree valutarie ottimali (1) armi (1) arresti (1) asia argento (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) ateismo (1) autogestione (1) autostrade (1) ballarò (1) battisti (1) benessere (1) big five (1) bilancia dei pagamenti (1) bioetica (1) biologia (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bomba atomica (1) bonapartismo (1) brigantaggio (1) bufale (1) bullismo (1) calcio (1) califfaato (1) campagna di finanziamento (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) cassa depositi e prestiti (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) cdp (1) censis (1) censura (1) chokri belaid (1) comitato (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) confucio (1) consiglio superiore della magistratura (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) coronavirus (1) coronovirus (1) cretinate. (1) curzio maltese (1) cybercombattenti (1) cyborg (1) dabiq (1) dall'euro (1) dalla NATO e dal neoliberismo (1) david harvey (1) decalogo (1) decescita (1) decrescita felice (1) decretone (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) deportazione economica (1) depressione (1) di Monica Di Sisto (1) dichiarazione di Roma (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) dracma (1) ebraismo (1) economie di scala (1) economist (1) ecosocialismo (1) egolatria (1) elezioni comunali 2018 (1) elezioni regionali 2019 (1) enav (1) enrico Corradini (1) erasmus (1) esercito industriale di riserva (1) espulsione (1) estremismo (1) eurasismo (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) fiducia (1) finan (1) finaza (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) forme (1) freelancing (1) fuga dei capitali (1) fusione dei comuni (1) genere (1) giusnaturalismo (1) global compact (1) gold standard (1) governabilità (1) governo neutrale (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra di civiltà (1) guerra valutaria (1) hansel e gretel (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) illiberale (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) incendi (1) independent contractor (1) india (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) intena (1) intervista (1) ius sanguinis (1) ivana fabris (1) joker (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge Madia (1) legge anticorruzione (1) legge antisciopero (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) leva obbligatoria (1) lex monetae (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) liberiamo (1) libra (1) linguaggio (1) link tax (1) liste civiche. (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) luddismmo (1) lula (1) madre surrogata (1) mafiodotto (1) maghreb (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) massimo bray (1) massoneria (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) matteo bortolon (1) matteo brandi (1) megalamania (1) memoria (1) mercantilismo (1) mercato (1) mercato del lavoro (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) modernità (1) molestie (1) momento polany (1) monetarismo (1) moody's (1) nascite (1) nazion (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) no allo spezzatino (1) no vax (1) nobel (1) nomine ue (1) norvegia (1) numero chiuso (1) obiezione di coscienza (1) occupy wall street (1) oligarchia eurista (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) partite iva (1) partiti (1) partito americano (1) partito brexit (1) partito umanista (1) pecchioli luigi (1) personalismo (1) petiziion (1) piaciometro (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piero visani (1) piigs (1) politicamente corretto (1) politiche austeritarie (1) polizia (1) ponte Morandi (1) popolo (1) post-elezioni (1) post-operaismo (1) postumano (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) qualunquismo (1) questione meridionale (1) quinta internazionale (1) rampini (1) rappresentanza (1) recensioni (1) regione umbria (1) rete 28 Aprile (1) ride sharing (1) rider (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) rivoluzione (1) robot killer (1) rosabrunismo (1) rublo (1) salafismo (1) salir del euro (1) sandro veronesi (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) seisàchtheia (1) sequestro minori (1) sfruttamento (1) sicurezza (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) sinismo (1) smartphone (1) social forum (1) sondaggio demos (1) specismo (1) spionaggio (1) squatter (1) stadio (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) strategia militare (1) stress test (1) sud (1) suez (1) supe-bolla (1) supply-side economics (1) svimez (1) taglio parlamentari (1) takfirismo (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) torre maura (1) tortura (1) transumanismo (1) trappola della liquidità (1) trasformismo (1) trasumanesimo (1) trenitalia (1) triptrorelina (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uberizzazione (1) ultimatum (1) vademecum (1) vadim bottoni (1) valute (1) vattimo (1) vertice di Roma (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) wahhabismo (1) xenobot (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)