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mercoledì 12 febbraio 2020

LA PROSSIMA GUERRA MONDIALE di Giulietto Chiesa

Si è svolto sabato scorso a Foligno il previsto incontro con Giulietto Chiesa.
Sala gremita [vedi foto accanto ]e pubblico molto attento, a dimostrazione dell’interesse per i temi riguardanti la complicata situazione internazionale e geopolitica.


Prima di dare la parola a Giulietto Chiesa, hanno introdotto l’incontro Giacomo Zuccarini a nome dei Comitati Popolari Territoriali umbri di Liberiamo l’Italia, quindi Armando Mattioli, portavoce di Futuro Collettivo (associazione politico-culturale molto attiva in città).

sabato 8 febbraio 2020

FOLIGNO: INCONTRO CON GIULIETTO CHIESA

VENTI DI GUERRA
IRAN, LIBIA, SIRIA, YEMEN. UCRAINA...
 «L'ITALIA RIPUDIA LA GUERRA COME STRUMENTO DI OFFESA ALLA LIBERTà DEGLI ALTRI POPOLI».
Oggi a Foligno, alle ore 17:00, presso l'Albergo Le Mura, incontro pubblico con Giulietto Chiesa.
L'incontro è promosso da Futuro Collettivo a da Liberiamo l'Italia

domenica 22 dicembre 2019

INCENERITORI: SÌ O NO? IL CASO DI TERNI di Francesco Santi

[ domenica 22 dicembre 2019 ]

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Il recente parere negativo espresso dalla USL n.2 dell’Umbria ad autorizzare l’inceneritore di ACEA di Terni a bruciare 30.000 tonnellate di rifiuti solidi offre lo spunto per una riflessione di carattere più generale sulla gestione delle tematiche relative all’inquinamento.  

L’argomento è complesso e il caso ILVA di Taranto fornisce l’efficace rappresentazione delle drammatiche contraddizioni legate ad uno sviluppo industriale troppo attento agli interessi economici del capitale e meno agli altri interessi tutelati dall’art. 41 della Costituzione che recita: “L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.”

La finanziarizzazione dell’economia e la sua disumanizzazione hanno reso la volontà di un profitto rapido assolutamente predominante rispetto alle esigenze sociali, in particolare quelle dei lavoratori e quelle legate ad un ambiente salubre, che necessiterebbero invece del pieno rispetto dell’art. 41.

            Il recente decreto del Ministero della salute del 27 marzo 2019 ha reso operative le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità “Valutazione di Impatto sulla Salute (VIS)”.

     Le innovazioni in esse previste sono molto importanti e in particolare:

1)   Superano definitivamente la separazione fra tutela dell’ambiente e quella della salute, introdotta con il referendum del 1993 che tolse ogni competenza alle USL affidandola al Ministero dell’Ambiente ed operativamente alle Agenzie per la Protezione dell’Ambiente (ARPA). Ora la tematica Salute-Ambiente è stata correttamente ricondotta ad una gestione integrata.


2)   Ribadiscono che la salute è, come definita dalla Organizzazione Mondiale della sanità, uno “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale” e la collocano all’interno di un contesto di fattori che la influenzano (determinanti) indicati in figura 1. Interessante notare come il capitale sociale della comunità sia uno dei fattori che più da vicino condizionano lo stato di salute di una persona, insieme alla situazione economica locale.

3)   Testualmente recitano: “La procedura di VIS, come proposta e promossa dalla Conferenza di Gothenburg, si ispira ai principi di trasparenza, etica, eguaglianza, partecipazione, sostenibilità e democrazia……La procedura di VIS è stata identificata come uno strumento importante per migliorare la salute pubblica, tenendo in considerazione i determinanti socioeconomici della salute nel promuovere politiche e interventi che possano migliorare l’equità in salute e ridurre le disuguaglianze in salute”.

Dal punto di vista dei criteri operativi le linee guida prevedono il coinvolgimento, sin dalle fasi iniziali, oltre che di esperti del settore ambientale e sanitario, anche degli attori sociali e, soprattutto, della popolazione che principalmente subirà gli effetti, diretti ed indiretti, positivi e negativi, che l’opera, nel nostro caso l’inceneritore, apporterà al territorio; è inteso che il saldo dovrà essere ovviamente positivo, riducendo al massimo gli effetti negativi e compensandoli con interventi ed iniziative che migliorino lo stato di salute.

Altro punto importante è che dovranno essere resi trasparenti i criteri adottati nella identificazione e nella costruzione degli scenari di esposizione e dei modelli previsionali di rischio per la salute ad essi correlato. Dovranno altresì essere esplicitate le incertezze legate alle stime degli effetti sulla salute e quali sono le fonti scientifiche a cui si è fatto ricorso, in nome della massima trasparenza.

Nella relazione della USL n.2 sull’inceneritore dell’ACEA, viene innanzitutto rappresentato l’attuale quadro degli effetti sulla salute dell’inquinamento a Terni, legato al traffico, al riscaldamento ed alle attività industriali. I dati sono preoccupanti sia rispetto alla media delle città italiane che alle altre città umbre, anche se rispetto a 30 altre città industrializzate del nord Terni si trova però in una condizione migliore. Ciò ha indotto la USL 2 alle seguenti conclusioni:  
«A conclusione di questa sintetica revisione dei dati epidemiologici oggi disponibili, si può affermare che le problematiche di salute evidenziate sono già sufficienti per portare a due conseguenze: la realizzazione, in generale, di azioni di miglioramento ambientale da attuare senza indugio e la necessità di non incrementare ulteriormente le fonti inquinati, in particolare le emissioni in atmosfera».
D’altro lato, i dati complessivi di mortalità nel comune ed in provincia di Terni offrono un quadro più rassicurante: nel 2014 Terni era al terzo posto nella graduatoria delle province italiane in termini di riduzione della mortalità evitabile per quanto riguarda gli uomini e nella media italiana per quanto riguarda le donne. Ciò a riprova che le influenze dirette ed indirette sulla salute dei determinanti di cui alla fig. 1 sono molto complesse e che le condizioni socio-economiche di un territorio rivestono un ruolo molto importante. La povertà, in particolare, è un elemento di grande rilievo che, oltre agli ovvi svantaggi che comporta in termini di accessibilità alle cure ed a stili di vita salubri, si correla anche con i maggiori livelli di esposizione all’inquinamento. Le stesse linee guida della VIS sollecitano a valutare lo stato socio-economico della comunità interessata dall’opera che si andrà a costruire usando l’indicatore deprivazione, basato su: % di popolazione con istruzione pari o inferiore alla licenza, elementare (mancato raggiungimento obbligo scolastico), % di popolazione attiva, disoccupata o in cerca di prima occupazione, % di abitazioni occupate in affitto, indice di affollamento (numero di occupanti le abitazioni per 100m2). 



  Per quanto riguarda gli effetti sulla salute dell’inceneritore nella relazione della USL n.2, in base al principio dell’ipotesi peggiore sono stati presi in considerazione i due scenari di esposizione che non è previsto si verifichino nelle normali condizioni di esercizio. La stima è stata espressa in termini di mortalità, di ricoveri ospedalieri per malattie cardiovascolari e respiratorie e di aumento dei tumori che possiamo sintetizzare così:

-       - rispetto ad un numero di morti a Terni pari a 1337 l’anno (nel 2016), lo scenario peggiore legato all’attività dell’inceneritore sarebbe di 0,02 morti l’anno (ossia 1 morto in più in 50 anni). a fronte di un numero totale di decessi che si aggirerà sui 60-70mila)

-       - per quanto riguarda i tumori, la stima, effettuata con criteri molto cautelativi che potrebbero sovrastimare il dato, sarebbe di circa 7 tumori aggiuntivi in 70 anni per milione, superiore al valore di 1 tumore ritenuto accettabile da vari organismi scientifici ed anche dal d.lg. 152/2006 per quanto riguarda i siti industriali bonificati. Rapportato alla popolazione di Terni, pari a circa 100.000 persone, il rischio incrementale è pari all’incirca ad un tumore in 70 anni. Nello stesso periodo i tumori avuti a Terni si può stimare che saranno attorno ai 60mila.


Questi numeri, in verità non elevati, impongono una riflessione sulla percezione del rischio da parte dei cittadini, che definiremmo “vittime” di un’informazione distorta: come è possibile che contro l’inceneritore a Terni si sia creato un allarme sociale molto elevato, mentre, ad esempio, per il numero di morti e gravi malattie provocato a Terni dalla crisi economica, incomparabilmente più grave, come risulta da uno studio della Bocconi riportato in un nostro precedente articolo, ci sia un assoluto silenzio da parte di istituzioni, partiti, sindacati e comitati di cittadini vari?


La stessa USL n.2 stimola ad una riflessione di questa natura: “Queste conclusioni devono necessariamente essere contestualizzate, in particolare con gli aspetti socio-economici in grado di influenzare lo stato di salute della popolazione.”

Noi riteniamo che sulla questione inceneritore ACEA i cittadini debbano essere coinvolti, in ossequio alle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità che lo prevedono esplicitamente, affinchè si esprimano sul punto; sarebbe una buona occasione per dare corpo alla partecipazione democratica nel pieno rispetto della normativa di settore e, aspetto non secondario, della Costituzione.

venerdì 6 settembre 2019

FOLIGNO: EURO SÌ, EURO NO...

[ venerdì 6 settembre 2019 ]

L'economia spiegata semplice

Oggi, 6 settembre, dalle ore 18:00 alle 20:00, a Foligno in piazza della Repubblica, incontro pubblico con:

 Nino Galloni, Guido Grossi e Mario Volpi






Euro si, Euro no? 


L’incontro di oggi cade il giorno dopo dell’insediamento del governo Conte2, schierato senza riserve a favore della UE e dell’Euro, con in testa il nuovo ministro dell’economia, membro del Financial Assistance Working Group dell’UE che collaborò all’imposizione delle politiche di austerità al disgraziato popolo greco. Nei prossimi giorni avremo modo di illustrare i motivi del nostro giudizio negativo su di esso. L’accelerazione in favore del governo dei tecnici sembra essere non un’opzione contingente, ma una vera e propria scelta “politica” di fondo e riecheggia quelle sortite dei mesi scorsi sulla inopportunità di far votare tutti, a prescindere dal loro grado di cultura. La opportunità/necessità di sottrarre al popolo sovrano il potere che gli assegna la Costituzione, ponendolo in capo a tecnocrati ”elevati” non sottoposti al suo giudizio elettorale, è stata teorizzata dai liberisti più volte, dal documento della Trilaterale del 1975 “La crisi della democrazia”, al report del 2013 della banca JP Morgan che attaccava l’eccesso di libertà garantito dalle Costituzioni dei paesi del sud. Su questa strada l’UE è già un bel pezzo avanti, come aveva previsto uno dei suoi veri padri, l’economista liberista Von Hayek; poiché il conflitto sociale che si può espletare solo a livello nazionale avrebbe interferito con la libera espressione dei “mercati”, il potere decisionale andava spostato ad un livello sovranazionale. E tutti noi sappiamo come le scelte fondamentali delle politiche economiche nazionali siano oggi condizionate dalle strutture tecnocratiche di Bruxelles, usualmente a suon di spread e politiche di austerità. Contro questa concezione noi rivendichiamo il primato della politica, in quanto mediazione fra i contrapposti interessi delle classi sociali. Ai tecnici spetterà il compito di tradurre in azioni concrete le scelte fatte dai politici. Facciamo un esempio attinente l’incontro di oggi: il cambio fisso dovuto all’euro impedisce la svalutazione della moneta, quindi, per rendere più competitivi i nostri prodotti rispetto a quelli tedeschi è occorso abbattere i salari, mentre, se avessimo avuto una moneta sovrana, avremmo potuto decidere di svalutarla. In questo caso, chi ci avrebbe rimesso? Il FMI (1) ci dice che l’euro per l’economia tedesca è sottovalutato di circa il 15%, mentre per l’Italia è sopravvalutato del 5%. Insomma, i prezzi dei beni tedeschi godono di un 20% di vantaggio rispetto a quelli italiani grazie all’euro (tabella1).

Tabella 1 – Lo squilibrio medio dei tassi di cambio reali (teorici) tra paesi




Germania
-15,0%


Italia
+5,0%


Spagna
+7,5%


Scarto Italia / Germania
+20%


Scarto Spagna / Germania
+22,5%


FMI, External Sector Report 2016, Washington, DC – Risultati tratti dalla tabella a pag. 35
Questa tabella ci dice che, nell’ipotesi che si tornasse alle monete nazionali, la competitività dei nostri prodotti non si scaricherebbe più sui salari dei lavoratori che potrebbero perciò aumentare. Per converso, la Germania per comperare prodotti italiani spenderebbe un po’ dei tanti soldi che ha “messo da parte” in questi anni violando la regola UE del limite del 6% delle esportazioni sul PIL, come confermato dal segretario del Partito Socialdemocratico di Germania Schulz. Egli in un intervista allo Spiegel nel 2012(2) così si espresse nell’ipotesi di un’uscita dall’euro della Germania: 
Il marco tedesco sarebbe una valuta estremamente forte, che renderebbe le esportazioni tedesche molto più costose. L’industria automobilistica tedesca dovrebbe temere non più la Cina, ma la Francia e l’Italia, la Peugeot, la Citroën e la FIAT.”!!!
Futuro collettivo ritiene fondamentale per contrastare la strisciante deriva elitaria e autoritaria l’informazione dei cittadini. Con l’iniziativa di oggi, le altre già fatte e quelle che seguiranno ci opponiamo alla vulgata: “Lasciamo fare la politica ai tecnici, dobbiamo fidarci delle loro scelte”.


Futuro Collettivo
6 settembre 2019, Foligno









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lunedì 20 maggio 2019

FOLIGNO: PER CHI VOTARE ALLE COMUNALI? di Futuro Collettivo

Foligno 3 maggio, l'assemblea cittadina coi i candidati sindaci.
Al centro, Daniela Di Marco e Armando Mattioli di Futuro Collettivo
[ lunedì 20 maggio 2019 ]

Domenica prossima milioni di italiani voteranno per il rinnovo dei Consigli comunali ed i rispettivi sindaci.
Pubblichiamo la nota politica con cui Futuro Collettivo, comitato cittadino di Foligno e nel quale militano anche compagni di P101, spiega perché collabora con il M5s e invita i cittadini a votare la lista Cinque stelle e il suo candidato sindaco David Fantauzzi.




* *  *


Perché votiamo il Movimento 5 Stelle 



Futuro Collettivo è nato nell’autunno scorso perché era assente a Foligno la voce di una sinistra autentica. Una necessità visto che la ex-sinistra, dopo aver cessato di difendere gli interessi del popolo lavoratore, si è messa al servizio delle classi dominanti e del disegno europeista, tradendo così principi della Costituzione del 1948, primi fra tutti quelli della sovranità popolare e nazionale.

Da allora Futuro Collettivo ha svolto numerose iniziative allo scopo di spiegare alla cittadinanza come stanno effettivamente le cose e le cause vere della crisi economica, sociale e morale del nostro Paese, tra queste la tragica scelta di consegnare la sovranità politica, economica e monetaria all’Unione europea. 

L’ultima di queste iniziative è stata la affollata tavola rotonda con i candidati sindaci, svoltasi a palazzo Trinci il 3 maggio 2019. 


Foligno, 3 maggio: l'affollata assemblea cittadina con i candidati sindaci
Alle porte delle elezioni amministrative Futuro Collettivo, dopo un’ampia discussione, ha deciso non solo di votare il Movimento 5 Stelle e il suo candidato sindaco David Fantauzzi, ma di contribuire fattivamente al suo successo.

Le ragioni di questa scelta sono presto dette. Il voto ai Cinque Stelle è il solo modo per liberarci della cappa asfissiante del regime targato PD e, dall’altra, impedire che il Comune vada in mano alla coalizione di centro-destra. I due schieramenti, al di là delle differenze di facciata, non sono alternativi ma complementari. Si distinguono sulle piccole cose ma su quelle davvero importanti propongono politiche del tutto simili. Entrambi incarnano visioni liberiste e rappresentano gli interessi di ceti notabilari interessati solo a preservare potere, vantaggi e prestigio.

I cittadini di Foligno, anzitutto quelli che chiedono più giustizia sociale, che sono stati abbandonati e vogliono una svolta, non hanno nulla da guadagnare, né da una riconferma della coalizione di centro-sinistra, né dalla vittoria di quella del centro-destra. Condividiamo con tanti cittadini folignati la volontà di cambiamento, la stessa volontà che si è manifestata nelle urne nelle elezioni politiche nazionali dell’anno scorso e che hanno permesso la nascita del governo M5s-Lega — che è bene resti dov’è, visto che chi trama per farlo cadere ci porterebbe dritti all’austerità forse più crudele di quella di Monti. 

Come dimostrano i casi di altre città dell’Umbria cadute in mano al centro-destra, Perugia anzitutto, la coalizione di centro-destra, ove vincesse, non cambierà niente, se non distribuire diversamente poltrone, prebende e vantaggi clientelari, rispettando infine regole di bilancio liberiste e antipopolari.

Non cambierà niente se non si rompe il gioco truccato del bipolarismo destra-sinistra.

Nulla cambierebbe infatti, neppure con il centro-sinistra. E’ sotto gli occhi di tutti, con maggior evidenza nella nostra regione, dopo lo scandalo concorsopoli, la distanza siderale del Pd (e dei suoi ammennicoli travestiti da liste civiche), dagli interessi popolari dei cittadini e quanto esso sia attaccato tanto alle sue poltrone quanto ai suoi feudi 
clientelari.

In queste settimane abbiamo avuto modo di conoscere meglio gli attivisti ed i candidati del Movimento 5 Stelle, anzitutto David Fantauzzi. Ne è nato un rapporto di collaborazione, amicizia e stima reciproca. Voteremo la lista del M5S perché è senza alcun dubbio, per le proposte contenute nel programma politico, per la qualità specchiata dei suoi candidati, quella migliore, perché Fantauzzi, se guardiamo agli altri candidati sindaci, è per capacità, coerenza e visione il più adatto a guidare la Giunta e amministrare la nostra città. Della giunta in pectore fanno parte: i nostri amici Diego Fusaro (assessore alla cultura), Marco Novelli (ambiente e centro storico), Valentina Ferrari (vice-sindaco con delega al sociale), Fausto Savini (urbanistica e edilizia), Stefano Trabalza (scuole e lavori pubblici), Myriam Osticcioli (organizzazione del personale).

Foligno, 4 maggio: la giunta designata del M5s con Diego Fusaro
Per di più sentiamo con gli amici Cinque stelle, pur nelle differenze, importanti affinità ideali, una condivisa attenzione ai giovani che non hanno lavoro, a chi ce l’ha ma deve sgobbare per salari da fame, alle famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese. Ed è innegabile che il reddito di cittadinanza introdotto dal M5S a queste famiglie anche a Foligno abbia cominciato a portare sollievo.

Il 26 maggio, alle elezioni comunali, invitiamo dunque i folignati a votare per la lista del Movimento 5 Stelle che ha come candidato sindaco David Fantauzzi.

Futuro Collettivo
futurocollettivo@gmail.com

Foligno, 20 maggio 2019 

La prossima iniziativa cittadina di Futuro Collettivo





martedì 16 aprile 2019

UMBRIA: SANITOPOLI 2 di P101 Foligno

[ 16 aprile 2019 ]

Concorsi truccati nella sanità pubblica...
Trentacinque indagati, quattro agli arresti domiciliari. Decapitati i vertici non solo della sanità umbra ma dello stesso Partito democratico. Coinvolta direttamente "la sfinge", la madre badessa del PD, presidente della Regione Catiuscia Marini.
Un colpo mortale ad una casta che era già in avanzato stato di putrefazione e di cui la medesima Marini è perfetta personificazione. 

Vedremo se tutte le accuse reggeranno in sede processuale. Nessuno è giuridicamente colpevole fino al terzo grado di giudizio. La sentenza politica, può e deve, invece, essere emessa.  

Che i concorsi in sanità in Umbria fossero truccati, sempre stati truccati, è il segreto di pulcinella. Vale infatti la pena ricordare che prima di lei anche Maria Rita Lorenzetti, già travolta da un'inchiesta giudiziaria e messa agli arresti domiciliari nel settembre 2013 per la vicenda Italfer, venne condannata nel novembre 2014 per un'altra vicenda denominata "Sanitopoli" (sentenza confermata in cassazione).

Si sa che le Regioni sono, allo stato, dei carrozzoni clientelari, e siccome il loro core business è la sanità pubblica, questa è un vero e proprio verminaio di clientelismo e di corruttela.

Politicamente il Pd, già agonizzante, subisce un colpo durissimo. Con le città di Perugia, Terni, Spoleto e Umbertide già perdute e cadute in mano alla destre (le ultime tre con la trazione leghista), passeranno di mano anche altre nella prossima tornata amministrativa di fine maggio. L'unico punto di resistenza potrebbe essere proprio Foligno, dove è in lizza un'agguerrita lista a cinque stelle. A Foligno potremmo avere uno scenario simile a quello di Terni l'anno passato, dove il M5s perse per un soffio il ballottaggio con il centro destra a guida leghista. Come sezione folignate siamo attivati, proprio a Foligno, affinché, schiantato il PD, l'amministrazione non cada in mano ad un centro destra formalmente guidato dalla Lega ma basato sul vecchio notabilato berlusconiano.

In questo quadro è da segnalare che i cespugli della cosiddetta "sinistra radicale", ovvero anzitutto Sinistra Italiana e Rifondazione, in vista delle prossime amministrative, hanno scelto di stare al fianco del cadavere che cammina piddino. Ora da questo lato si chiedono le dimissioni della Marini. Il tentativo, smaccatamente maldestro, è quello di fare della "sfinge" il capro espiatorio. E' invece un'intero sistema politico corrotto e clientelare che dev'essere smantellato. Un sistema del quale la "sinistra radicale" umbra ha sempre simbioticamente fatto parte, ne ha tratto alimento, e così ci spieghiamo perché nemmeno dopo questo scandalo riesce a trovare il coraggio per separarsene.

Programma 101
sezione di Foligno
16 aprile 2019




lunedì 25 febbraio 2019

MOSTRO O MAESTRO? Ultime da Foligno

[ 25 febbraio 2019 ]

ISTERIA ANTIRAZZISTA E CANTONATE...

L'altro ieri pubblicavamo il comunicato stampa della sezione folignate di Programma 101 che denunciava la vergognosa campagna di linciaggio contro il maestro Mauro Bocci —campagna nevrastenica fomentata anzitutto da esponenti locali di Sinistra Italiana. Dopo la prima ondata d'intossicazione, partita sui "social" e poi diventata mediatica (la cosa è andata sulle prime pagine di giornali e TV) la verità viene a galla e gli inquisitori sputtanati.


Dichiarazione dell’Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali 
su quanto avvenuto nella scuola di Via Monte Cervino

La scuola è il luogo protettivo in cui si forma la personalità dei ragazzi: è una palestra educativa in cui la società si prende cura di loro e li accompagna alla scoperta di sé e degli altri perché siano gli uomini e i cittadini di domani. Ci auguriamo sia confermata l’assenza di esplicite motivazioni discriminatorie di stampo razzista nel gesto del maestro della scuola primaria di Via Monte Cervino a Foligno, e ci rassicura la pronta reazione solidale dei ragazzi e delle loro famiglie ad un “esperimento sociale” quantomeno malriuscito, ad una lezione interattiva costruita in modo approssimativo e poco adatto all’età dei bambini, la cui assenza di malizia li rende naturalmente maestri di integrazione. Tuttavia, ci interrogano profondamente anche altri elementi emersi da questa storia: il ruolo dei mezzi di comunicazione che si trasformano in gogne mediatiche nel portare alla ribalta una vicenda autorizzando chiunque ad emettere giudizi senza un’esatta conoscenza dei fatti, la tendenza a cercare clamore e a favorire letture estreme invece di impegnarsi per una realistica ricostruzione dell’accaduto, un clima di sfiducia tra le agenzie educative che porta scuola e famiglia a competere anziché a dialogare, un’attenzione insufficiente per gli aspetti psicologici e pedagogici in una scuola troppo attenta alla trasmissione di nozioni: è un laboratorio, sì, ma non adatto all’esecuzione di pericolosi esperimenti senza aver preso le dovute precauzioni. La Diocesi di Foligno è in prima linea in questo campo e vuole restarci, stimolando dialogo tra le agenzie educative e fiducia nel campo dell’educazione, promuovendo anche con esperienze innovative l’integrazione e il rispetto dei bambini nella delicatissima fase evolutiva, senza rinunciare ad impegnarsi per una comunicazione pacata e riflessiva, che rispetti la dignità di tutti gli attori e punti alla ricostruzione della verità.




COMUNICATO STAMPA DI "FUTURO COLLETTIVO"


Futuro collettivo, associazione per la democrazia patriottica e costituzionale di Foligno, stigmatizza fermamente la strumentalizzazione politica, in particolare proveniente da Sinistra Italiana, montata sul caso della scuola di via Monte Cervino. Si è attribuita una valenza razzista a fatti che debbono ancora essere accertati nelle sedi istituzionali proprie, creando attorno alla vicenda un clima tossico che certo renderà meno facile l'accertamento della verità. Peraltro, si è montato un caso in una città dove il razzismo è sostanzialmente sconosciuto. Un episodio che, vedendo protagonisti dei bambini, avrebbe dovuto essere gestito con tutte le cautele per salvaguardarli da possibili impatti psicologici negativi, è stato amplificato, facendo sponda ad una stampa che lo aveva presentato nel modo più sensazionalistico possibile. Anche nei confronti del maestro, uno dei tanti precari della scuola, si è aizzato un linciaggio mediatico che condanniamo fermamente. In attesa che vengano chiarite le sue responsabilità dagli organi preposti, e preso atto che si è già scusato per gli effetti negativi da lui non previsti né voluti, gli diamo intanto tutta la solidarietà che è dovuta a chi, a prescindere se sia colpevole o meno, subisce processi e condanne di piazza: questi si, sono atti di barbarie. E noi diciamo che la Foligno democratica non merita una nuova Colonna infame per colpa di una sinistra ormai prigioniera dei suoi fantasmi ed approdata al giustizialismo di piazza. Avendo apprezzato la posizione equilibrata e di onestà intellettuale della vice-sindaco Rita Barbetti, facciamo anche appello alla sensibilità del Sindaco di Foligno affinché posticipi l'incontro con i bambini coinvolti e i loro genitori a dopo che i fatti saranno stati chiariti: c'è bisogno che il clamore cessi attorno a loro. 


FOLIGNO, 24 FEBBRAIO 2019



sabato 23 febbraio 2019

UN ALTRO MOSTRO A FOLIGNO?

[ 23 febbraio 2019 ]

«Esprimiamo la nostra più sincera solidarietà a Mauro Bocci, il maestro elementare, padre di due figli, precario nella scuola elementare di Foligno Monte Cervino, sottoposto ad un indegno linciaggio mediatico a causa di una vera e propria fake news, e malgrado ciò “sospeso a titolo cautelativo per incompatibilità ambientale” —ovvero gettato in mezzo ad una strada.

A scatenare il “dagli all’untore” dei social, dei media e
della “santa inquisizione” della ex-sinistra sarebbe stata una lezione con cui Mauro spiegava agli alunni quanta crudeltà ci sia stata nella la Shoa e quanto inaccettabile sia il razzismo.

Ammesso e non concesso che la modalità didattica adottata da Mauro Bocci fosse inappropriata, la sua sospensione dal lavoro è un atto gravissimo, come inaudita risulta essere l'accusa di aver compiuto "atti persecutori, maltrattamenti e violenza privata".

Per questo, oltre a chiedere che Mauro Bocci venga immediatamente reintegrato al suo posto di lavoro, esprimiamo la nostra indignazione per la caccia alle streghe mediatica, montata ad arte per criminalizzare una persona che chi conosce considera in perfetta buona fede.

Denunciamo la diabolica regia che ha voluto far passare una lezione scolastica per un crimine ed una brava persona come il nuovo “mostro di Foligno".

Programma 101 – sezione Foligno

23 febbraio 2019


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sabato 17 novembre 2018

ILARIA BIFARINI: I COLONI DELL'AUSTERITY

[ 17 novembre 2018 ]



Dalla pagina Facebook di Futuro Collettivo la diretta streaming dell'evento a partire dalle ore 17:00

Della relazione causale tra globalizzazione, rapina imperialistica, libero scambio e flussi migratori ne parlavamo qualche giorno fa — FUGA IN EUROPA.

E' questo il tema del libro dell'economista Ilaria Bifarini, I COLONI DELL'AUSTERITY che verrà presentato oggi a Foligno, presente l'autrice.

Cosa spinge gli attuali flussi migratori di massa provenienti dall'Africa subsahariana? Cosa lega il futuro dell'Europa a quello del Continente Nero? La crisi perenne e la terzomondizzazione dell'Occidente cui stiamo assistendo sono dei processi irreversibili? A queste e altre domande risponde l'autrice, attraverso un'analisi delle politiche economiche neoliberiste che proprio in Africa hanno trovato il loro laboratorio di sperimentazione. Il libro ripercorre la storia economica postcoloniale, passando per la crisi del debito dei paesi del Terzo Mondo, l'omicidio del rivoluzionario africano Thomas Sankara e l'applicazione di politiche orientato al libero scambio, alle liberalizzazioni e alle misure di austerity. Una storia poco conosciuta, legata a doppio filo al futuro dell'Europa e alla progressiva conquista del continente africano da parte della Cina. E' il nuovo colonialismo globale, che per imporre il proprio dominio ha smesso di far leva sul capitale e sul lavoro e usa lo strumento del debito, nel Terzo Mondo come nel Primo. 

Dopo aver analizzato la storia economica dell'Africa neocoloniale e le dinamiche demografiche che porteranno nei prossimi anni a un raddoppio della popolazione del continente, il libro mette a nudo le contraddizioni e i fallimenti del modello neoliberista, più volte riconosciute dalle stesse organizzazioni internazionali che ne sono le principali fautrici. Cambiare rotta e intraprendere un modello di sviluppo più equo e sostenibile non è solo la via per un futuro migliore, ma un'esigenza ormai ineludibile per l'intera umanità.

venerdì 9 novembre 2018

AD ENRICO ANGELINI, 2 VOLTE PARTIGIANO

[ 9 novembre 2018 ]

Riceviamo e pubblichiamo dalla sezione di Foligno di Programma 101

All'età di 93 anni, ieri se ne è andato Enrico Angelini, partigiano di Foligno.
Oggi pomeriggio ai funerali presso il cimitero di Foligno, i compagni di Programma 101 - Umbria gli hanno reso l'ultimo omaggio.

Una rosa rossa, deposta sulla sua bara. 
Un omaggio simbolico come la rosa rossa deposta da Enrico a Cascina Radicosa, luogo simbolo della Resistenza umbra, vilipesa da ignoti con lo scarabocchio di una svastica. 
Partigiano per la seconda volta, il novantenne Enrico nel marzo 2015, si era arrampicato fino a Radicosa, al confine tra il Comune di Foligno e quello di Trevi, armato di sverniciatori, spazzola a ferro e detergenti per cancellare con le sue mani quell'offesa infame, restituendo con quel gesto un senso alla parola Memoria.
Perché lì Enrico c'era stato. 
Per combattere e e contribuire a liberare il paese dalla dittatura nazifascista.
Quando neppure ventenne si era unito alla IV Brigata Garibaldi, istituita proprio a Radicosa.
Enrico riuscì a salvarsi dalla retata nazista nella notte fra il 2 e 3 febbraio del '44. 
I suoi amici e compagni, 24 giovani, furono arrestati e deportati verso i campi di concentramento di Mathausen e Flossemburg, dove trovarono la morte.

Onore, Enrico, le tue parole ci accompagnino nel nostro cammino:
«Debbo dire che vengo spesso a Raticosa perché mi ricorda tante cose. Dopo settant’anni ed oltre sono tornato quassù.Dove i sentieri, i boschi le montagne e le pietraie hanno visto passare i miei 18 anni.
Quando salivano le nere colonne della morte e la neve si tingeva di rosso. Sono tornato quassù per cercare un nome di un amico, di un partigiano, magari inciso su una pietra, rimasto ragazzo per sempre.
Sono tornato quassù dopo tanto tempo, i miei capelli grigi vorrebbero confondersi con le fluenti chiome dei giovani di oggi e urlare a loro continuate voi il nostro cammino perché essi morirono per voi, Ricordate!!! Sono tornato quassù infine per riflettere insieme ai morti se le nostre battaglie furono capite, nonostante neri lampi di rabbia diciamo tutti insieme: sì sono state sofferte ma sono servite sopratutto a far esplodere quella primavera che sognavamo, quella primavera di fiori e di speranze e che porta un’estate di frutti maturi. Per sempre, per sempre!»

CONTRO LA DITTATURA FASCISTA IERI! CONTRO L’EURO-DITTATURA OGGI!


Trailer del corto-doc "Per la seconda volta" di Andrea Mugnai, una delle ultime testimonianze del Partigiano Enrico Angelini.





domenica 28 ottobre 2018

STIMATO MINISTRO PAOLO SAVONA...

[ 28 ottobre 2018 ]

Venerdì scorso, a Foligno, promossa da Nemetria [nella foto], si è svolta una conferenza sul tema "Etica ed economia". Presenti tra gli altri il ministro Paolo Savona — l'unico che si sia effettivamente attenuto al tema —, quindi il presidente della Confindustria Vincenzo Boccia ed infine il Presidente del parlamento europeo Antonio Tajani, che invece han fatto il tiro al bersaglio contro il governo, la sua Legge di bilancio e la sua "inammissibile sfida all'Unione europea".
Quii sotto il testo diffuso dalla sezione locale di Programma 101 e consegnato personalmente al Ministro.

*  *  *

Stimato Ministro Paolo Savona

malgrado ci divida da Lei la visione del mondo — ella è un liberaldemocratico che considera il capitalismo la migliore società possibile, noi per niente — le confessiamo la nostra stima. Di contro al veto di Mattarella sarebbe stato bene che diventasse Ministro dell’economia. Quel veto anticipava il “furore” (parole sue) di un’élite che, forte del sostegno dell’oligarchia eurocratica, cerca disperatamente di rovesciare il governo di cui fa parte.

Noi non pensiamo che la Legge di bilancio che Lei ha contribuito a scrivere sia la svolta radicale di cui il Paese ha bisogno per uscire dal marasma, ma essa rappresenta un’inversione di marcia rispetto alle crudeli politiche austeritarie venute avanti dal governo Monti in poi, con i guasti macroeconomici e le profonde ferite sociali che sappiamo. Per questo Bruxelles la respinge, minacciando addirittura, fatto senza precedenti, di sanzionare l’Italia ribelle. Si tratta di una pistola puntata sul governo, nella speranza che Roma si pieghi come fece Atene.

Lei, in accordo coi suoi colleghi di governo, ha ribadito che di fare marcia indietro non se ne parla nemmeno. Ben detto! Qui non è solo in gioco uno sforamento del deficit per dare ossigeno all’economia; qui è in gioco la sovranità nazionale e popolare, quindi la stessa democrazia. Ogni cedimento sarebbe una vittoria per le potenti forze del “vincolo esterno” che vogliono trasformarci in un Paese vassallo e dipendente.

Resistere dunque, anche a costo che si debba fare duri sacrifici. Sarebbero a buon fine, diversamente da quelli che facciamo da tempo per tenere in piedi quest’Unione matrigna con la sua moneta sciagurata. E se i poteri forti scateneranno l’inferno, e/o se ci piombasse addosso quello che Lei ha chiamato “cigno nero”, non bisogna esitare ad attivare il “piano B” dell’uscita.

Che sappiamo Lei ha ben chiaro in testa. Ci auguriamo che lo abbiano chiaro i due ragazzi dalla cui determinazione dipende il destino non solo del governo, ma del Paese. Il 3 ottobre di tre anni fa Lei affermò che “un Paese serio dispone di piani d’emergenza per ogni eventualità, anche quella della fine dell’euro”. Parole sacrosante che suscitano scandalo solo tra gli stolti o tra gli accoliti del “partito dello spread”.

Lei fa spesso appello alla “razionalità”, confidando che a Bruxelles, Berlino e Parigi, capiranno che sia inevitabile smantellare la moneta unica, riscrivere le regole dell’Unione e quelle che segue la Bce. E’ un’illusione. Il fatto è che qui sono in giogo interessi enormi, ad esempio quelli dell’industria tedesca o delle banche francesi, che verrebbero pregiudicati ove le regole su cui poggia l’Unione fossero cancellate. C’è quindi, eccome, una ratio nella loro protervia.

Ci auguriamo che contrariamente a quanto si augurano i suoi avversari, il “cigno nero” non piombi addosso all’Italia. Ma se accadrà, che il governo non esiti un solo istante a passare al “piano B”,  adottando le misure d’emergenza che saranno necessarie. Come dice una massima francese: à la guerre comme à la guerre!

MPL-P101
sezione di Foligno
26 ottobre 2018

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