Visualizzazione post con etichetta Parigi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Parigi. Mostra tutti i post

giovedì 28 gennaio 2016

"PIANO B" SUMMIT DI PARIGI: RESOCONTO

[ 28 gennaio ]

Come avevamo scritto, una delegazione di Programma 101 si è recata a Parigi lo scorso fine settimana per partecipare ai lavori del summit del cosiddetto "Piano B". Qui sotto il racconto dei nostri compagni.

[Nella foto Oskar Lafontaine che apre i lavori]

Venerdì 22 gennaio, il giorno prima dell'inizio del Summit del Piano B., è stata una giornata molto impegnativa: si è svolta la riunione del Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea. Erano presenti compagni da diversi paesi europei: Francia, Germania, Spagna, Austria e quindi noi italiani di P101. Assenti i compagni greci per ragioni di forza maggiore.
Il Coordinamento ha approvato, non senza superare iniziali divergenze, una dichiarazione politica sul cosiddetto "piano B" —vedi in fondo a questo resoconto. Sono stati quindi decisi i prossimi passi, tra cui il Forum 2016, che si svolgerà in Italia dal 23 al 25 settembre prossimi —quello precedente si è svolto ad Atene nel giugno 2015.

La mattina seguente ci siamo quindi recati al vertice del cosiddetto "Piano B". Cosiddetto poiché, ma lo si sapeva, le opinioni all'interno di "Piano B" su come venir fuori dalla gabbia dell'euro e della Ue sono alquanto diverse, così che non si può propriamente parlare di un blocco vero e proprio.

Due parole sul luogo. Sarà stato per evitare rogne lo Stato d'emergenza che vige in Francia (che vieta ogni riunione pubblica e che Hollande vuole prolungare di altri tre mesi), ma essersi ritrovati nella zona parigina dove si trovano tutti i palazzi del potere, a noi non ha fatto una bella impressione. E siamo rimasti stupiti che un incontro di tale importanza si sia svolto in una sala che conteneva non più di 150 posti a sedere.

Il discorso di apertura di Lafontaine è stato chiaro ed incisivo. La moneta unica va superata, i paesi debbono tornare alla loro sovranità nazionale, politica e monetaria. La stessa Unione oligarchica e antidemocratica, di cui l'euro è il pilastro, cha già barcolla sotto i colpi delle sue stesse contraddizioni,va sciolta. Va eventualmente ripristinato un meccanismo monetario simile al vecchio Sme. Di una nuova Unione politica se ne palerà, semmai, in futuro. Ma Lafontaine è andato molto più in là, con un discorso politico denso e appassionato, antimperialista e sovranista, con una critica molto netta a coloro che pensano che l'Unione sia riformabile o che sarebbero per l'uscita ma solo "ordinata" e concordata tra più paesi. Ne avessimo un "papa rosso" come Lafontaine in Italia!

Dopo una breve pausa sono iniziate le tavole rotonde. La più partecipata quella dal titolo (francamente ambiguo) "'L'euro a quali condizioni". A dispetto del titolo tutti gli oratori, chi più e chi meno, hanno insistito sulla insostenibilità della moneta unica, tra questi il sempre molto lucido Emiliano Brancaccio, il quale ha svolto un ragionamento critico sulla proposta di Lafontaine di tornare allo Sme. In questa tavola rotonda il discorso, tutto politico, che più ci ha entusiasmato è stato quello di Frédéric Lordon

Nel corso del dibattito Moreno Pasquinelli ha portato i saluti di
Da sinistra: Pedro Montes, Lafontaine, Zoe Kostantopoulou e Pasquinelli
Programma 101, esprimendo l'augurio che le sinistre si liberino finalmente del tabù della sovranità nazionale passando dai convegni alla aperta lotta politica per l'uscita dalla gabbia eurocratica.

Come delegati di Programma 101 abbiamo quindi approfittato dei momenti di pausa per prendere diretti contatti con i diversi compagni presenti, oltre a quelli che già conoscemmo ai Forum di Assisi e Atene, con tutti gli altri, tra cui il battagliero economista Costas Lapavitsas.

Il giorno successivo il summit è stato aperto da Stefano Fassina, il quale (a proposito di divergenze in seno al "Piano B", ha perorato invece un "Piano A", ovvero la riforma dei trattati che sono alla base dell'Unione e dell'Euro e solo come ipotesi subordinata un piano B di uscita. Una posizione che ci è sembrata, oltre che di estrema debolezza teorica e scarsa o nulla fattibilità politica, largamente minoritaria.
Stefano Fassina

I lavori si sono conclusi con l'impegno di proseguire sulla strada della costruzione di una larga coalizione di forze per costruire una alternativa a questa Unione moribonda. 

Prossimo appuntamento: Madrid 19-21 febbraio.
L'appello che ha lanciato l'incontro di Madrid, promosso dall'ala sinistra di Podemos è stato già sottoscritto da diecimila persone.
Qualcosa di grosso si comincia a muovere anche in Spagna...

................................................................................................................................................

Comunicato del Coordinamento europeo anti euro



Il Coordinamento europeo anti-euro riunisce i rappresentanti di Germania, Austria, Spagna, Francia, Grecia e Italia.

PER UN PIANO B IN EUROPA DALLA A ALLA Z…

I "Piani B" fioriscono da Parigi a Madrid passando per Berlino. 

Ma A, B o C, quali sono davvero le intenzioni politiche degli organizzatori di questi dibattiti?

A. Gli organizzatori del dibattito Per un piano B in Europa, che si tiene a Parigi il 23 gennaio hanno riunito un gruppo di relatori le cui posizioni sono lontane dall’essere comuni. Quelli come Oscar Lafontaine, isolato in seno alla Die Linke – che caldeggia l’uscita dall’euro da diversi mesi almeno – o come Frédéric Lordon o ancora Emiliano Brancaccio, Costas Lapavitsas, avranno dei punti di vista convergenti con gli altreuropeisti che lì  in gran parte prenderanno la parola e sembrano volere innanzitutto «salvare l’Europa»?

Questi ultimi, come gli organizzatori dell’incontro, rivendicano una rinegoziazione dei trattati: «Il nostro piano A: lavorare in ciascuno dei nostri paesi e insieme attraverso l’Europa, ad una rinegoziazione completa dei trattati europei».

È una pericolosa illusione far credere che ciò sia possibile. Come considerare una rinegoziazione dei trattati a beneficio delle classi dominate senza la cancellazione degli stessi i trattati e senza un ritorno alla sovranità nazionale di ciascun paese dell’Unione? Perché, in effetti, per gli organizzatori «Nessuna nazione europea può procedere verso la propria liberazione nell’isolamento». Si può solo temere che il piano B di Parigi si trasformi in piano C a Berlino o a Madrid…
B. Fioccano i Piani B
Il prossimo 9 febbraio a Berlino, l’ex ministro dell’economia greco, parlamentare, ex ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, scomparso dal piano B di Parigi, e Arnaud Montebourg, ex parlamentare, ex ministro dell’Economia, della Ripresa produttiva e del Digitale e Manuel Valls, vice-presidente del Consiglio di Vigilanza della catena di mobili Habitat, membro del comitato di orientamento strategico della società Talan (Francia), lanceranno il loro «Movimento per la democrazia in Europa 2025» (DiEM 2025). Poi, il 19, 20 e 21 febbraio, a Madrid, membri di diverse forze della sinistra spagnola con Yanis Varoufakis organizzano un evento simile in favore di un piano B! Sarà che l’ambizione di Varoufakis è di insegnare agli spagnoli come prendere esempio dalla capitolazione del governo di Tsipras? Non sarebbe più saggio costruire le condizioni di resistenza e di rottura dei diktat di Berlino e Bruxelles?
Il coordinamento per l’uscita dall’euro, che ha organizzato delle iniziative in Grecia, Italia e Spagna – e che non è stato invitato a nessuno di questi dibattiti – denuncia il nuovo tranello che sarà orchestrato da funzionari di partito, da organizzazioni e personalità attaccate nonostante tutto a un «progetto europeo», che rifiuterebbero di rapportarsi all’Unione europea e all’euro per quello che sono – strumenti di dominio e tutela dei popoli.
Il Coordinamento europeo per l’uscita dall’euro si dichiara disponibile a lavorare con tutti quelli che vogliono l’uscita dall’euro e che sono pronti a discutere per costruire le condizioni per la realizzazione di questo obiettivo.

Il Coordinamento denuncia con forza le operazioni che mantengono le classi dominate in una fase di stallo, cioè l’euro, l’Unione europea e la NATO. Perché i popoli di ciascuno dei nostri paesi hanno bisogno vitale di riconquistare la loro sovranità per uscire dall’austerità e recuperare la libertà di definire le politiche di giustizia sociale.


Parigi, 22 gennaio 2016

domenica 15 novembre 2015

PARIGI: MASSACRO IN PIENO CENTRO (ma non quello di cui parlano loro...)*

[ 15 novembre ]

Quella "notte dimenticata" del 17 ottobre del 1961

Nella foto accanto: soldati francesi si mettono in mostra con una donna algerina catturata. Siamo ai tempi della guerra di liberazione in Algeria

«Oggi voglio parlare di un avvenimento che, per una serie di eventi casuali, ho conosciuto in questi giorni a Parigi e mi ha particolarmente impressionato. 
Si tratta del massacro di centinaia di Algerini che volevano manifestare pacificamente per il centro di Parigi chiedendo l'indipendenza del loro Paese.

Siamo nel 1961, in piena guerra d'Algeria e la risposta della Francia colonialista è terribile: centinaia di morti, molti scomparsi, corpi gettati dai flics nella Senna… E poi il silenzio, l'oblio e la rimozione.
 

Una delle rare foto della giornata del 17 ottobre 1961
Quella "notte dimenticata" del 17 ottobre… 
Si tratta della più grande mattanza consumatasi nella Francia metropolitana dal 1945 in poi. Io non lo sapevo prima di 5 giorni fa. Non sono l'unico, grazie anche ai miei colocataries J. e C., mi hanno detto che in Francia pochi sanno cosa è accaduto quel giorno. Per provare a scrivere e presentare un po' di questa vicenda sto leggendo un libro "La Battaile de Paris" di Jean Luc Einaudi, presentatomi come il migliore libro di ricostruzione storica, ho visto il film "Nuit noir" di Alain Tasma (France, 2004) ed ho letto vari articoli online. Ho cercato di vedere se il libro è disponibile in qualche biblioteca italiana ma credo di no (Trento e Vicenza non sembra), forse non l'hanno neanche tradotto; del film invece ho trovato in italiano una breve recensione, ma non so se è stato doppiato o è reperibile in Italia.

Una breve sintesi dei fatti: in Francia nel '61 la crisi della guerra d'Algeria scuoteva il governo di De Gaulle, nello stesso periodo avvenivano massacri e torture sistematiche in Algeria mentre si avviavano i primi contatti per la negoziazione tra la Francia e FLN dell'indipendenza algerina.


A Parigi ci sono stati diversi attentati contro poliziotti che organizzavano rafles (termine per indicare brutali retate in stile di quelle contro gli ebrei durante il regime di Vichy) selvagge contro i nordafricani, maltrattati e che subivano un pesante razzismo.
Nello stesso tempo si è attivata un'organizzazione di estrema destra armata, l'OAS (Organisation Armée Sècrete) apertamente ostile ad ogni forma di negoziato sull'Algeria, che è arrivata a fare un attentato a De Gaulle, un tentato colpo di stato e diversi omicidi. Questa formazione nazionalista (l'Algeria fa parte della Francia, è Francia all'epoca) è apertamente razzista e conta su un forte appoggio tra le forze armate e quelle di polizia.

Resistenti del FNL torturati dai soldati francesi

In questo clima estremamente teso alcuni flics, certi dell'impunità, compiono sequestri e uccisioni di Algerini. Nei mesi di settembre e ottobre 1961 i casi di cadaveri massacrati sconosciuti ritrovati nella Senna o nei boschi vicino Parigi aumenta in maniera esponenziale.


La situazione è esplosiva e il prefetto di Parigi, tal Maurice Papon, prefetto di Lille e collaboratore dei nazisti durante la seconda guerra mondiale, ordina il 5 ottobre il coprifuoco per tutti gli Algerini. E' solo l'ultimo di atti razzisti e criminali contro la popolazione Algerina. 


L' Fln, profondamente radicato nel territorio, (un'organizzazione militare che esigeva il pagamento di contributi da tutti gli Algerini in Francia) per dimostrare la propria forza e il proprio seguito in un momento cruciale dei negoziati lancia una manifestazione di tutti gli Algerini (tutti nel senso che chi non andava era considerato un disertore, sebbene la gran parte fosse d'accordo con loro) in centro a Parigi contro il coprifuoco. Una manifestazione imponente e pacifica per mostrare la tenacia della lotta per l'indipendenza e contro il colonialismo Francese. 

Per il governo Francese la manifestazione era un atto di guerra di un gruppo terroristico sul suolo della capitale della Francia metropolitana. Viene data carta bianca al prefetto Papon per reprimere la manifestazione che deve essere impedita.

Quella sera oltre 15.000 Algerini vengono arrestati in rastrellamenti su tutta Parigi e portati in centri di detenzione che diventano macellerie. Laddove si forma un abbozzo di corteo la polizia apre il fuoco su manifestanti disarmati e spacca teste con i suoi manici di piccone lunghi oltre 1 metro. I morti sono immediatamente moltissimi. In centro a Parigi vicino a Ponte Saint Michel, nel quartiere dove vivono centinaia di Algerini si forma un corteo che viene attaccato dai flics.


La scena, descritta da testimoni, è raccappriciante: sotto le finestre della Prefettura di Parigi, gli Algerini vengono massacrati, decine di corpi di morti o moribondi vengono lanciati nella Senna dal Ponte, i rimanenti vengono portati nella corte della Prefettura e picchiati ancora e ancora (alcuni dicono di 50 morti solo in quel luogo). Nei centri di concentramento le botte vanno avanti per oltre 2 giorni senza la presenza di occhi indiscreti, poi ci sono le espulsioni di massa in Algeria.
Decine e decine di Algerini "sono scomparsi", cadaveri riaffiorano a decine dalla Senna nei giorni successivi.


La polizia comunica alla stampa di essere stata attaccata da persone armate e che si è difesa causando 2 morti (poi diventati 3) e diversi feriti. La stampa salvo rarissime eccezzioni (la rivista di Sartre e Testimonianza Cristiana) ci crede, su quella giornata cade il silenzio e l'oblio.
Che, sebbene l'attuale sindaco di Parigi abbia apposto una piccola targa sul ponte S. Michel, sembra durare ancora oggi. La cifra di morti ufficiale è ancora quella di 3 (gli storici realisti la collocano tra 200 e 300), nessuno è stato condannato per i fatti.

Oggi è l'anniversario, sono stato a una conferenza all'università di Saint Denis, dove in aula semideserta ho potuto ascoltare le testimonianze di Jean-Luc Einaudi (storico), Olivier Le Cour Grandmaison (Politologo) e due testimoni dei fatti. Per questo parto con una traduzione della quarta di copertina del testo di Einaudi. 

«Parigi, martedi' 17 ottobre 1961. Dopo l'appello dell' FLN (Fronte di Liberazione Nazionale Algerino) gli Algerini della regione Parigina cercano di manifestare la sera contro il coprifuoco. Durante la notte, sotto una pioggia battente, è un massacro.
Secondo la versione ufficiale, resa pubblica l'indomani, gli scontri hanno causato 2 morti tra i manifestanti e 2 poliziotti feriti da arma da fuoco. La tesi è chiara: gli Algerini erano armati e la polizia ha agito per legittima difesa. I giorni seguenti saranno usati dai poteri pubblici per far ostacolare tutte le inchieste, con il tacito accordo dell'opinione pubblica. Il massacro sarà cosi'respinto dalla coscienza collettiva.
Jean-Luc Einaudi ha pazientemente ricostruito la successione degli avvenimenti, dopo aver consultato dei documento d'archivio inediti, i registri dei cimiteri parigini, la stampa dell'epoca, i testi ufficilai ed aver ascoltato più di un centinaio di testimoni diretti o indiretti. Racconta, ora per ora, caso per caso, come la polizia parigina abbia fucilato, annegato, massacrato a colpi di bastone Algerini disarmati. (…)» 
[Tratto e tradotto da "La Bataille de Paris" di Jean-Luc Einaudi, éditions du Seuil, 1991]

Ecco alcuni passaggi tradotti da wikipedia france

«Il massacro del 17 ottobre 1961 indica la repressione compiuta picchiando una manifestazione pacifica in favore dell'indipendenza dell'Algeria a Parigi. Secondo le stime, tra 32 e 325 magrebini sono morti sotto i colpi della polizia francese, allora comandata dal prefetto Maurice Papon. Decine di manifestanti sono state gettate nella Senna, tanti altri sono morti nei centri di detenzione nei quali sono stati rinchiusi per 4 giorni. Negato dalle più alte autorità dellè epoca, il massacro non ha iniziato ad essere oggetto di ricerche che a partire da metà degli anni '70. e' diventato conosciuto quando Murice Papon ha perso un processo di diffamazione contro uno storico (Einaudi ndd) nel 1999»


La locandina di "Nuit Noire"
Per maggiori informazioni in italiano ho trovato questo articolo di Claude Liauzu su Le Monde Diplomatique di febbraio 1999.
In francese si possono segnalare il sito dell'associazione 17 octobre e un articolo da un sito algerino.


* Fonte: AQUIESTOY



sabato 14 novembre 2015

«QUI GLADIO FERIT GLADIO PERIT» (Gv. 18,10) di Campo Antimperialista

[ 14 novembre]

«L'avevamo pronosticato. Adesso si vede meglio cosa significa. Tutta la vita politica europea sarà sconvolta per sempre. Non ci sarà possibilità di difesa per le classi sfruttate, subalterne. Ogni momento della vita collettiva sarà rubricato come problema di ordine pubblico. Controlli generalizzati in nome della difesa contro il terrorismo. La nostra vita diverrà un eterno passaggio attraverso un metal detector. (...) Chi sono i manovratori? Il giudizio non cambia: l'ISIS è creatura di una Spectre composta da pezzi di Occidente e petromonarchie del Golfo. Qualcuno la guida, ed è molto potente, carico di denaro e di armi. Il fanatismo è la sua facciata. Ma non spiega la sua intelligence». [Giulietto Chiesa]

L'impatto degli attacchi armati avvenuti a Parigi dopo aver lasciato sul terreno vittime innocenti, ha un effetto collaterale: falcidia intelligenze. Invece di gridare all'Apocalisse, ad Armageddon, alla Spectre e all'Anticristo, è proprio in questi momenti che occorre usare la ragione.  A forza di discettare su chi "c'è dietro" si rischia infatti di dimenticare il vero nemico che abbiamo davanti mettendo al suo posto dei fantasmi, dimenticando non solo che esso può essere battuto, ma qual è il solo terreno in cui può essere fatto.

* * * 

«Ci sarà tempo per analisi più approfondite su quanto accaduto ieri sera a Parigi. Per il momento è importante fissare un concetto: l'attacco portato alla capitale francese va inserito nel contesto della Grande Guerra Mediorientale in corso da anni. Una guerra di cui l'occidente ha creato le premesse, prima con la spartizione colonialista seguita alla fine dell'impero ottomano, poi con il pieno sostegno all'occupazione sionista della Palestina, infine con le guerre scatenate all'inizio di questo secolo, in primo luogo con l'aggressione e l'occupazione militare dell'Iraq.

Adesso l'epicentro dell'immane conflitto che sconvolge il Medio Oriente è in Siria. E non è difficile ricondurre a quanto avviene in questo paese alcuni sanguinosi attentati dell'ultimo mese: quello del 10 ottobre ad Ankara (cento vittime), quello che ha colpito l'aereo russo sul Sinai il 31 ottobre (224 morti), quello dell'altro ieri a Beirut (41 vittime).

Quello di Parigi completa dunque un quadro ben preciso. Ovviamente le sigle degli autori di ognuna di queste azioni può anche essere diversa, e le rivendicazioni in questi casi vanno prese con una certa prudenza, ma il contesto a cui guardare è sempre lo stesso.

Le vittime di questi attacchi sono sempre stati civili. Ma civili sono in larghissima maggioranza anche quelle delle guerre occidentali in genere e di quelle francesi in particolare. Per questo non possiamo che ripetere quanto scritto a gennaio dopo l'attacco a Charlie Hebdo. Noi condanniamo con assoluta fermezza l'eccidio di Parigi, ma condanniamo con la stessa forza gli eccidi e la guerra sporca di cui le truppe francesi si rendono responsabili in tanti teatri di guerra, in Medio Oriente ed in Africa.

In quello stesso articolo ricordavamo le innumerevoli guerre francesi in corso. Un elenco davvero impressionante:

«L’esercito francese è impegnato in operazioni militari offensive non solo in Afganistan contro i talibani, ed in Iraq contro i takfiri dell’ISIS. In Africa, in difesa della sua tradizionale geopolitica coloniale, Parigi è impegnata in Mali (Opération Serval, 2800 soldati), in Ciad (Opération Epervier, 950 soldati), in Centroafrica (Opération Sangaris, 1200 soldati + Opération Boali, 410 soldati), nel Golfo di Aden (Opération Atalante 200 soldati), in Costa d’Avorio (Opération Licorne, 450 soldati). Dispone poi di basi permanenti in Gabon (922 soldati), in Senegal (343 soldati), in Gibuti (1975 soldati) , nelle isole dell’Oceano Indiano Mayotte e La Réunion (1277 soldati). Anche non tenendo conto delle centinaia di agenti militari e civili “coperti”, siamo ad un totale di più di diecimila mercenari armati fino ai denti».
A queste guerre, dove gli attacchi aerei producono ogni giorno tante vittime civili, si sino aggiunti di recente i bombardamenti sulla Siria decisi da Hollande. Una prova di revanscismo coloniale, visto che la Siria, come quasi tutti i paesi citati sopra, è stata una colonia francese. Un'azione che ha posto la Francia alla testa dello schieramento interventista e guerrafondaio, come già avvenuto nel 2011 con la Libia, quando Sarkozy (ben più di Obama e della stessa Nato) decise l'attacco a quel paese, con tutte le conseguenze che sappiamo.

Ancora non possiamo sapere fino a che punto i fatti di Parigi verranno utilizzati dal governo francese, da quello americano, dalla Nato. Di certo partirà una nuova crociata mediatica per giustificare ogni porcheria imperialista. Di certo crescerà la repressione e la caccia all'islamico. Di questo occorre essere consapevoli.

Gli schizzi di sangue della Grande Guerra Mediorientale hanno dunque raggiunto di nuovo l'Europa, questa volta in maniera più pesante. C'è un solo modo per fermare la corsa verso una precipitazione ancora più grave: cessare ogni azione militare, porre fine alla pretesa del controllo neocoloniale di interi paesi, favorire un processo negoziale in Siria, Iraq e Yemen.

Ma quest'ultimo punto chiederebbe un occidente pronto a rinunciare ai propri interessi economici e politici. Possiamo aspettarci una simile scelta dalle attuali classi dirigenti, in Francia, in Europa e negli Stati Uniti? Assolutamente no. Aspettiamoci dunque nuovi e dolorosi schizzi di sangue».


PARIGI: SOSPESO IL SUMMIT( E LO STATO DI DIRITTO). Cosa prevede lo Stato d'Emergenza dichiarato dal governo francese

[ 14 novembre ]

ULTIM'ORA DA PARIGI

Informavamo due ore fa che questa mattina sarebbe iniziato a Parigi il "Summit del Piano B". 
Enea Boria, che è andato al summit a nome del Coordinamento sinistra contro l'euro e di Ora-Costituente, ci ha appena informato che gli organizzatori hanno deciso di annullare il Summit. [1] L'Università in cui si doveva svolgere è stata chiusa dalle autorità come conseguenza della decretazione dello Stato d'Emergenza.
Vediamo cosa esso implica.

Lo Stato di emergenza è un regime eccezionale che dev'essere dichiarato con decreto del Consiglio dei ministri (ciò che è stato fatto in effetti questa mattinata di Sabato, e pubblicato la Gazzetta ufficiale del 14 novembre). 

Esso viene da una legge approvata nel 1955, nei giorni in cui il colonialismo francese affrontava la guerra di liberazione in Algeria. 

Lo stato di emergenza può essere dichiarato in tutto o in parte del territorio, sia nei casi di "pericolo imminente risultanti da gravi violazioni di ordine pubblico" o di "eventi che hanno, per la loro natura e gravità, il carattere di pubblica calamità". 

La dichiarazione dello Stato di emergenza dà al prefetto il potere di: "vietare la circolazione di persone e veicoli nei luoghi e negli orari stabiliti dal decreto, di stabilire, per decreto, zone di protezione o di sicurezza in cui il soggiorno di persone è regolamentato,  di vietare il soggiorno in tutto o in parte del dipartimento di qualsiasi persona che tenti di ostacolare, in qualsiasi modo, l'azione delle autorità".
Il prefetto può quindi stabilire il coprifuoco, imporre restrizioni di viaggio e porre agli arresti domiciliari singoli cittadini. 



Esso ha inoltre la facoltà di imporre chiusura dei luoghi pubblici come teatri, bar e sale riunioni. Permette anche, su espressa disposizione prefettizia, il controllo della stampa, delle pubblicazioni, dei programmi radiofonici, e di proiezioni di film e spettacoli teatrali. 
Lo Stato d'emergenza consegna infine alla autorità giudiziaria prerogative liberticide essenziali: alle autorità è concesso il diritto di effettuare perquisizioni, di giorno e di notte, e la giustizia militare può essere dichiarata competente nell'eseguire perquisizioni, rastrellamenti e arresti.

Occorre una legge specifica per poter estendere lo Stato di emergenza al di là di dodici giorni. Ciò che già accadde nel 1961 al tempo del putsch dei generali golpisti di Algeri, nel 1984 in Nuova Caledonia. Accadde infine nel 2005 quando il Presidente Jacques Chirac ( Sarkozy ministro degli interni) durante le rivolte nelle periferie. Durò fino al 4 gennaio 2006.

Proprio nel 2005, in risposta alla devastante rivolta delle banlieu, la repressione fu brutale. Migliaia di arresti tra la gioventù immigrata, circa 30mila inquisiti e processati.

Accadrà di nuovo oggi in conseguenza dei brutali attacchi terroristici di ieri?

NOTE 

[1] Leggiamo dall'account Twitter degli organizzatori questo breve comunicato postato alle ore 14:00:

"Suite aux terribles attaques terroristes qui viennent de frapper Paris, nous pensons à cet instant à tous nos concitoyens victimes et à leurs proches.La fermeture des frontières ainsi que de l'université qui devait accueillir notre sommet nous empêchent matériellement de tenir notre réunion ce week-end.Mais nous n’avons pas peur. Notre détermination reste intacte, nous ne manquerons de vous tenir informés des suites de cette démarche.Amitiés internationalistes"

OGGI A PARIGI

[ 14 novembre ]

"Il popolo si libera quando ai Re viene tagliata la testa"

Oggi e domani, a Parigi, malgrado lo "Stato d'Emergenza", si sta svolgendo il Summit delle sinistre europee che guardano al futuro DOPO L'EURO. 
Apre i lavori, alle ore 12:30, Oskar Lafontaine —più sotto il programma dei lavori.
Ai lavori partecipa una delegazione del Coordinamento della sinistra contro l'euro.  pubblichiamo l'intervento che pronuncerà Enea Boria.*


«Care compagne e compagni, 

ringrazio gli organizzatori, il Parti de Gauche, la Francia e Parigi, per la splendida occasione che ci è stata offerta di portare la nostra opinione.

E’ cosa giustissima e che si attendeva da anni che finalmente si ragionasse razionalmente su queste tematiche, con razionalità, senza strali e scomuniche.
Noi siamo una nuova formazione che sta cercando di costituirsi in movimento politico e possiamo dire che nel nostro paese abbiamo contribuito al formarsi di una nuova opinione sulla UE perché da anni portiamo avanti questo dibattito.

Ringraziamo per l'opportunità che ci date  ma, siamo qui per  fare una critica.
"L'euro, a quali condizioni", è una domanda malposta, dato che i costi oltre che essere pesantissimi sul piano economico, si pagano soprattutto sul terreno della democrazia.
Credo nessuno voglia affermare che la democrazia non debba più essere un diritto indisponibile.
Il che significa che nessun prezzo è accettabile; la risposta è NO, non pagheremo nessun prezzo per l’euro, e ciò non è negoziabile con nessuno dei principi democratici e dei diritti sociali conquistati dopo la seconda guerra mondiale.
Un errore che non si dovrebbe commettere è ritenere che l'Unione Europea fosse un bellissimo progetto che ora rischia di fallire perchè la si è dotata della moneta sbagliata o lo si è fatto prematuramente.

No, questa moneta era l'unica coerente e consequenziale a questa UE, che fin dall'inizio non è servita a niente altro che a lasciare ai popoli niente più che una scatola vuota delle proprie democrazie costituzionali figlie dell’antifascismo e della tragedia della seconda guerra mondiale. Spogliare i popoli delle proprie democrazie per poi metterli ferocemente in competizione gli uni con gli altri attraverso la scusa della unificazione più ipocrita e fasulla della Storia, nel segno del liberoscambismo e dell’ordoliberismo funzionalista.

"Quali le condizioni e quale il prezzo", chiede il titolo del tavolo. La risposta è semplice. La democrazia, questo è il prezzo dell'UE e quindi dell'€.
In Italia nel 1989 votammo un referendum consultivo per dare mandato a stilare un progetto di Unione Europea sul quale poi decidere.
Era solo consultivo, un mandato di esplorazione.
Nessuno ha mai visto un piano da discutere e valutare e soli 3 anni dopo si entrava senza colpo ferire nel Trattato di Maastricht.

La minestra era già pronta, cosa abbiamo potuto scegliere? Niente.
Nel 2005 si è cercato di varare una Costituzione Europea che sanciva solo i diritti economici delle corporations multinazionali e delle banche, in un linguaggio volutamente incomprensibile.
Referendum in Francia: bocciato.
Referendum in Olanda: bocciato.
Referendum in Irlanda: bocciato.
Seguono minacce di ritorsioni economiche all'Irlanda che viene fatta rivotare in modo che vinca il SI di stretta misura, ma intanto si giudica che la strada sia troppo farraginosa.
Quindi i tecnocrati della UE prendono il 98% di quella costituzione e la impacchettano nella forma di Trattato di Lisbona, nel 2007. Siccome in Europa in quel momento tutti i governi sono liberisti ( PSE? pretendono pure di chiamarsi socialisti.... ), il trattato passa ovunque senza discussione, saltando il passaggio del referendum.

Segue il trattato di Velsen di cui nessuno parla mai, ma che stabilisce per le basi dell'Eurogendforce prerogative di extraterritorialità paragonabili solo a quelle della base di Guantanamo. Cose da ditturatura, preparate in anticipo perchè "non si sa mai....".
Ma la deflazione e l'esplosione della disoccupazione rendono i governi instabili, fino al punto che non si trovano più maggioranze politiche disposte ad eseguire gli ordini nei paesi periferici. Occorre procedere istituendo protettorati.
Italia e Grecia a novembre 2011.

Due governi rimossi per via monetaria, insediando dei burocrati ex componenti della commissione UE ed ex dirigenti di banche d'affari, mai votati da nessuno.
Cipro 2013, primo colpo di stato per via monetaria. 
Oggi fare i golpe coi generali con gli occhiali scuri e i soldati al passo dell'oca nelle strade non si fa più, al Capitale non conviene, e poi le coscienze si ribellerebbero. 
Perchè usare i soldati quando basta un click da una stanza di quella istituzione golpista che ha sede a Francoforte?

Grecia, maggio-giugno 2015, secondo colpo di stato per via monetaria.
Il popolo dice di no, un leader della sinistra europeista smentisce il risultato del referendum per paura dell'unica conseguenza possibile, l'uscita dall'euro.
Insegnamento fondamentale: trattare avendo una sola opzione non è una trattativa, ma un inutile rito sacrificale.
Il risultato referendario viene stracciato in 12 ore, si rivolta dopo due mesi per decidere la faccia di chi gestirà il memorandum più duro della storia. Un nuovo trattato di Versailles inferto al Popolo Greco inerme. La Storia non insegna nulla…
Infine il TTIP, un trattato economico di libero commercio che produrrà tremendi danni sullo stato delle nostre economie e democrazia, condotto con una trattativa segreta al punto che nemmeno i deputati europei possono accedere liberamente agli atti, prendere appunti, diffonderne i contenuti.
Non si tratta più di decisioni politiche, le grandi lobbies stanno utilizzando l'UE per prendere decisioni bypassando qualsiasi processo di decisione democratica.
Possiamo accettarlo? Possiamo mercanteggiare sul fatto di essere sottoposti ad un simile regime?
No, dobbiamo scegliere tra l'UE e la democrazia ed è ormai evidente che non esistono vie di mezzo.
Una volta si diceva che con le elezioni i popoli scelgono liberamente progetti politici.
Oggi si sceglie il proprio assassino e la lunghezza del coltello col quale si verrà sgozzati.
"Popolo, preferisci lama a taglio singolo o doppio?"
E questa cosa si può ancora chiamare democrazia?
Portogallo ultime settimane: un governo pro austerità perde la maggioranza nelle elezioni ma ad una coalizione contenente due sinistre euroscettiche che avrebbero una maggioranza parlamentare non viene dato il mandato per evitare di entrare in contrasto con la UE.

Che poi il governo di minoranza sia già caduto è un altro discorso.
Abbiamo in ogni caso un segnale di come si cerca di influire sulle elezioni.
Nel frattempo abbiamo 50 milioni di disoccupati nel continente, del welfare state che contraddistingueva il modello sociale europeo non resta quasi più nulla ovunque e sulla contraddizione dello spoglio della sovranità nazionale e quindi democratica e popolare, non contestata efficacemente da sinistra, le destre nazionaliste e scioviniste stanno andando a nozze.
E stiamo ancora qua a discutere di quale prezzo siamo disposti a pagare per tenere in piedi l'euro?

La realtà storica è la che la democrazia si esercita necessariamente in spazi circoscritti, quelli nei quali un demos si riconosca ed abbia una concreta possibilità di esprimersi ed organizzarsi.
Entro questo spazio il popolo sfruttato può rivendicare la propria emancipazione.
Ma non esiste un demos europeo e quindi non può esistere una democrazia europea.
Con l'unione europea il Capitale si è sottratto al conflitto col Lavoro, rendendo indefinito il luogo dello scontro, astraendosene, e questo ha reso incolmabile il proprio vantaggio fino a dissolvere la democrazia.
In queste condizioni il Lavoro è sottoposto all’arbitrio di un Capitale libero di agire da autocrate regnante.
Voi francesi sapete meglio di chiunque altro che le monarchie non si democratizzano dall’interno.

Il popolo si libera quando ai Re viene tagliata la testa.
E questo bisogna fare con l’Unione Europea, che peggio ancora di un regno è un impero.
Quindi come movimento politico la nostra convinzione è che la vera questione sia ripudiare l'Unione Europea per ricostruire le basi della democrazia, e la necessità di uscir dall'euro altro non è che una conseguenza ovvia del ripristino della democrazia.
Non si può negoziare sulla democrazia.
Se non saranno le sinistre ad impugnare questa battaglia, per ricostruire le nostre democrazie e rapporti di collaborazione tra stati fratelli e sovrani governati da popoli liberi, entro le quali ricostruire politiche di solidarietà, inclusione sociale ed anche accoglienza, la disgregazione avverrà in ogni caso. 
Sarà differente la sua gestione, ad opera di movimenti nazionalisti, sciovinisti, xenofobi quando non peggio, i quali in ultima istanza scenderanno nuovamente a patti con gli interessi del grande capitale come già altre volte nella storia.
L'Europa ha già vissuto situazioni omologhe.

Non lasciamo che ancora una volta la Storia sia ottima maestra con pessimi allievi; impossessiamoci della battaglia per la sovranità e decliniamola in chiave democratica e popolare prima che sia troppo tardi.

A nome mio, del Coordinamento Nazionale della Sinistra contro l'euro e della associazione Ora Costituente, grazie.


Auguriamo a tutti un buono svolgimento dei lavori, e invitiamo tutti a ricordare che i tempi della storia sono stretti».

* Enea Boria è membro del Consiglio nazionale di "Ora-costituente"

Lettori fissi di SOLLEVAZIONE

Temi

Unione europea (953) euro (784) crisi (640) economia (630) sinistra (549) teoria politica (296) finanza (285) Leonardo Mazzei (282) M5S (275) P101 (251) grecia (247) Movimento Popolare di Liberazione (244) Governo giallo-verde (242) elezioni (239) imperialismo (237) sfascio politico (235) resistenza (226) Moreno Pasquinelli (225) sovranità nazionale (219) banche (215) internazionale (213) risveglio sociale (184) alternativa (168) seconda repubblica (167) Syriza (155) piemme (147) Tsipras (146) antimperialismo (135) debito pubblico (133) Matteo Renzi (131) programma 101 (129) spagna (122) filosofia (121) Francia (119) immigrazione (117) marxismo (117) PD (111) destra (111) sovranità monetaria (111) democrazia (109) costituzione (106) Matteo Salvini (104) neoliberismo (104) populismo (104) sollevazione (103) Stefano Fassina (97) islam (97) Grillo (94) Sandokan (94) elezioni 2018 (94) berlusconismo (91) proletariato (91) geopolitica (88) Carlo Formenti (86) Germania (86) Alberto Bagnai (83) Emiliano Brancaccio (83) austerità (80) bce (80) Medio oriente (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) sindacato (77) Podemos (76) Stati Uniti D'America (75) referendum costituzionale 2016 (74) sinistra anti-nazionale (73) Mario Monti (72) guerra (72) capitalismo (70) Libia (66) Russia (65) capitalismo casinò (63) Sergio Cesaratto (62) Rivoluzione Democratica (61) rifondazione (61) Lega (60) globalizzazione (60) liberiamo l'Italia (60) CLN (59) Siria (59) CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (57) bancocrazia (57) immigrati (57) Sicilia (56) Alexis Tsipras (55) Alitalia (54) cinque stelle (54) legge elettorale (54) sovranismo (54) Diego Fusaro (53) Legge di Bilancio (53) brexit (53) Lega Nord (52) Pablo Iglesias (52) moneta (52) referendum (52) socialismo (52) neofascismo (51) sionismo (51) sovranità popolare (51) Emmezeta (50) fiat (50) Manolo Monereo (49) Movimento dei forconi (49) solidarietà (49) campo antimperialista (48) sinistra sovranista (48) gilet gialli (46) immigrazione sostenibile (46) Beppe Grillo (45) Nichi Vendola (45) renzismo (45) Troika (44) Yanis Varoufakis (44) astensionismo (43) inchiesta (43) uscita dall'euro (43) Luciano Barra Caracciolo (42) Mario Draghi (42) Israele (41) liberismo (40) palestina (40) Mimmo Porcaro (39) patriottismo (39) Fiorenzo Fraioli (38) Ugo Boghetta (38) proteste operaie (38) sinistra patriottica (38) italicum (37) Giorgio Cremaschi (36) Karl Marx (36) Marine Le Pen (35) ambiente (35) fiscal compact (35) uscita di sinistra dall'euro (35) III. Forum internazionale no-euro (34) Luigi Di Maio (34) Ucraina (34) egitto (34) nazione (34) 9 dicembre (33) Def (33) azione (33) ISIS (32) Merkel (32) cina (32) default (32) fiom (32) iran (32) islamofobia (32) populismo di sinistra (32) scienza (32) Forum europeo 2016 (31) Sel (31) governo Renzi (31) unità anticapitalisa (31) Fabio Frati (30) ecologia (30) xenofobia (30) Nello de Bellis (29) Putin (29) catalogna (29) storia (29) eurostop (28) napolitano (28) nazionalizzazione (28) Assemblea di Chianciano terme (27) menzogne di stato (27) Donald Trump (26) Mauro Pasquinelli (26) USA (26) elezioni europee 2019 (26) nazionalismi (26) silvio berlusconi (26) Beppe De Santis (25) Comitato centrale P101 (25) Forum europeo (25) Nato (25) elezioni siciliane 2017 (25) religione (25) scuola (25) Europa (24) Movimento 5 Stelle (24) Quantitative easing (24) Venezuela (24) finanziarizzazione (24) Aldo Giannuli (23) Lavoro (23) Stato di diritto (23) antifascismo (23) manifestazione 12 ottobre 2019 (23) ora-costituente (23) razzismo (23) repressione (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Esm (22) Roma (22) emigrazione (22) keynes (22) nazionalismo (22) Chianciano Terme (21) Front National (21) Simone Boemio (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) Unità Popolare (21) etica (21) Conte bis (20) Emmanuel Macron (20) Foligno (20) Laikí Enótita (20) Marcia della Dignità (20) Regno Unito (20) Vladimiro Giacchè (20) coordinamento no-euro europeo (20) crisi di governo (20) iraq (20) manifestazione del 12 ottobre (20) melenchon (20) minibot (20) tecnoscienza (20) umbria (20) MES (19) Mariano Ferro (19) Norberto Fragiacomo (19) Sicilia Libera e Sovrana (19) Tunisia (19) fronte popolare (19) Domenico Moro (18) Donbass (18) F.S. (18) Izquierda Unida (18) Noi siciliani con Busalacchi (18) lotta di classe (18) pace (18) senso comune (18) Assisi (17) Costanzo Preve (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Jacques Sapir (17) Paolo Savona (17) Perugia (17) Pier Carlo Padoan (17) chiesa (17) complottismo (17) cosmopolitismo (17) euro-germania (17) media (17) piano B (17) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Luciano B. Caracciolo (16) Marco Mori (16) Prc (16) Reddito di cittadinanza (16) Renzi (16) Tonguessy (16) appello (16) ballottaggi (16) casa pound (16) fascismo (16) internazionalismo (16) sciopero (16) vendola (16) Cremaschi (15) Daniela Di Marco (15) International no euro forum (15) M. Micaela Bartolucci (15) Salvini (15) clima (15) comunismo (15) diritto (15) indipendenza (15) internet (15) manifestazione (15) piattaforma eurostop (15) tasse (15) vaccini (15) 15 ottobre (14) Alessandro Visalli (14) Alitalia all'Italia (14) Brancaccio (14) Enea Boria (14) Ernesto Screpanti (14) Eurogruppo (14) Fridays for Future (14) MMT (14) Monte dei Paschi (14) Movimento pastori sardi (14) Stato Islamico (14) Turchia (14) Vincenzo Baldassarri (14) no tav (14) obama (14) potere al popolo (14) salerno (14) Alessandro Di Battista (13) Bersani (13) Chavez (13) Enrico Grazzini (13) Eos (13) Jobs act (13) Legge di stabilità (13) Marino Badiale (13) Virginia Raggi (13) Wilhelm Langthaler (13) acciaierie Terni (13) cultura (13) disoccupazione (13) femminismo (13) finanziaria (13) giovine italia (13) privatizzazioni (13) regionalismo differenziato (13) sardine (13) unione bancaria (13) Alfredo D'Attorre (12) Costas Lapavitsas (12) D'alema (12) Forum europeo 2015 (12) Giulietto Chiesa (12) Negri (12) Panagiotis Lafazanis (12) Sergio Mattarella (12) analisi politica (12) decreto salva-banche (12) europeismo (12) global warming (12) keynesismo (12) salari (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Aldo Zanchetta (11) De Magistris (11) Dicotomia (11) France Insoumise (11) Gennaro Zezza (11) Ilva (11) Papa Francesco (11) Pardem (11) Portogallo (11) Stato (11) Stefano D'Andrea (11) corruzione (11) de-globalizzazione (11) elezioni anticipate (11) iniziative (11) mediterraneo (11) nucleare (11) ordoliberismo (11) presidenzialismo (11) proteste (11) sindacalismo di base (11) sinistra Italiana (11) sovranismi (11) Art. 18 (10) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) Carl Schmitt (10) Claudio Borghi (10) Fausto Bertinotti (10) Fmi (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Forum di Roma 2019 (10) George Soros (10) Gianluigi Paragone (10) Giorgetti (10) Hollande (10) Jean-Luc Mélenchon (10) Lista del Popolo (10) Marco Passarella (10) Marco Zanni (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Paolo Barnard (10) Quirinale (10) Risorgimento Socialista (10) Terni (10) cattiva scuola (10) decrescita (10) diritti civili (10) facebook (10) fisco (10) golpe (10) islanda (10) legge di bilancio 2020 (10) povertà (10) taranto (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Antonio Rinaldi (9) Argentina (9) Bernie Sanders (9) CGIL (9) Campagna eurostop (9) Diritti Sociali (9) Draghi (9) Forconi (9) Paolo Ferrero (9) Stato nazione (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wolfgang Schaeuble (9) bail-in (9) bipolarismo (9) classi sociali (9) cosmo-internazionalismo (9) deficit (9) futuro collettivo (9) il pedante (9) istruzione (9) liberalismo (9) medicina (9) moneta fiscale (9) necrologi (9) questione nazionale (9) sociologia (9) sovranità (9) tecnologie (9) Antonio Gramsci (8) Corte costituzionale (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) Erdogan (8) F.f (8) Fratelli d'Italia (8) Genova (8) Goracci (8) Gran Bretagna (8) II assemblea della CLN (1-3 settembre) (8) Ingroia (8) Italia Ribelle e Sovrana (8) Julio Anguita (8) Landini (8) Lenin (8) Luca Massimo Climati (8) Mattarella (8) Mirafiori (8) Yanis Varoufakys (8) borsa (8) debitocrazia (8) destra non euro (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate 2017 (8) elezioni siciliane (8) grexit (8) inflazione (8) lira (8) manifestazione 25 marzo 2017 (8) marxisti dell'Illinois (8) nuovo movimento politico (8) questione femminile (8) regionalismo (8) sardegna (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) svalutazione (8) transfemminismo (8) trasporto aereo (8) unità anticapitalista (8) unità nazionale (8) Abu Bakr al-Baghdadi (7) Alessandro Chiavacci (7) Alternative für Deutschland (7) Articolo 18 (7) CUB (7) Cub Trasporti (7) Dino Greco (7) Ernesto Laclau (7) Flat tax (7) Franz Altomare (7) Gaza (7) Giancarlo D'Andrea (7) Giuseppe Angiuli (7) ISIL (7) Inigo Errejón (7) Je so' Pazzo (7) Jeremy Corbyn (7) Joseph Stiglitz (7) MMT. Barnard (7) Macron (7) Massimo Bontempelli (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Nuit Debout (7) Oskar Lafontaine (7) Papa Bergoglio (7) Pil italiano (7) Riccardo Achilli (7) Samuele Mazzolini (7) Sapir (7) Seconda Assemblea P101 (7) Ttip (7) agricoltura (7) aletheia (7) anarchismo (7) autodeterminazione dei popoli (7) bankitalia (7) confederazione (7) contante (7) derivati (7) eurexit (7) eurocrack (7) giovani (7) il manifesto (7) incontri (7) magistratura (7) nazismo (7) patria e costituzione (7) pensioni (7) risorgimento (7) rivolta (7) rivoluzione civile (7) rossobrunismo (7) sanità (7) spread (7) trasporto pubblico (7) Ars (6) Banca centrale europea (6) Bazaar (6) Bottega partigiana (6) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (6) Carlo Galli (6) Casaleggio (6) Contropiano (6) Eros Cococcetta (6) Eugenio Scalfari (6) Franco Bartolomei (6) Frédéric Lordon (6) Giorgia Meloni (6) M.AR.S. (6) Maduro (6) Marx (6) Militant-blog (6) Nino galloni (6) No Renzi Day (6) Noi con Salvini (6) ORA! (6) Pcl (6) Pisapia (6) Polonia (6) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (6) Regioni autonome (6) Sandro Arcais (6) Stato di Polizia (6) Target 2 (6) Teoria Monetaria Moderna (6) Thomas Fazi (6) Titoli di stato (6) Toni negri (6) USB (6) Ungheria (6) Viktor Orban (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) automazione (6) beni comuni (6) cinema (6) fabrizio Marchi (6) famiglia (6) giovanni Tria (6) governo Gentiloni (6) ideologia (6) incontro internazionale (6) la variante populista (6) liberosambismo (6) migranti (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) populismo democratico (6) suicidi (6) suicidi economici (6) tecnica (6) terremoto (6) uber (6) utero in affitto (6) Alberto Negri (5) America latina (5) Angelo Panebianco (5) Anguita (5) Antonio Ingroia (5) Assad (5) Carola Rackete (5) Dario Guarascio (5) Decreto Dignità (5) Decreto sicurezza (5) Dimitris Mitropoulos (5) Federalismo (5) Federico Fubini (5) Ferdinando Pastore (5) Finlandia (5) Forza Italia (5) Franco Busalacchi (5) Giuseppe Mazzini (5) HAMAS (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Joël Perichaud (5) Kirchner (5) Lucca (5) Luigi De Magistris (5) MOHAMED KONARE (5) Marcello Teti (5) Mario Monforte (5) No Monti Day (5) No debito (5) Npl (5) Nuova Direzione (5) Paolo Becchi (5) Parigi (5) Partito tedesco (5) Pier Paolo Dal Monte (5) Rete dei Comunisti (5) Romano Prodi (5) Rosatellum 2 (5) Sharing Economy (5) Soleimani (5) Stathis Kouvelakis (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Trump (5) Val di Susa (5) Wolfgang Munchau (5) Yemen (5) afghanistan (5) alleanze (5) banche popolari (5) brasile (5) camusso (5) chiesa ortodossa (5) confindustria (5) cuba (5) debitori (5) decreto vaccini (5) di Pietro (5) donna (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni. Lega (5) fratelli musulmani (5) giornalismo (5) governo (5) greta thumberg (5) jihadismo (5) laicismo (5) massimo fini (5) pomigliano (5) procedura d'infrazione (5) proteste agricoltori (5) rifugiati politici (5) salvinismo (5) teologia (5) tremonti (5) wikileaks (5) 16 giugno Roma (4) ALBA (4) Africa (4) Alessandro Somma (4) Alessia Vignali (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Anna Falcone (4) Antonio Amoroso (4) Assange (4) Aurelio Fabiani (4) Autostrade per l'Italia (4) Bergoglio (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (4) Carovana di solidarietà (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Chiavacci Alessandro (4) Città della Pieve (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (4) Corea del Nord (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Deutsche Bank (4) Die Linke (4) Diego Melegari (4) Emanuele Severino (4) Ernesto Galli Della Loggia (4) Felice Floris (4) Francesco Giavazzi (4) Frente civico (4) Fronte Sovranista Italiano (4) GIAPPONE (4) Giuliano Pisapia (4) Giulio Regeni (4) Giulio Sapelli (4) Imu (4) Incontro di Roma (4) Italexit (4) JP Morgan (4) Jacques Nikonoff (4) Karl Polany (4) Kke (4) L'Altra Europa con Tsipras (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Leonardo Mazzzei (4) Luciano Canfora (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) MPL (4) Marcello Minenna (4) Marchionne (4) Martin Heidegger (4) Morgan Stanley (4) Mosul (4) NO TAP (4) Noi sicialiani con Busalacchi (4) ONU (4) Oscar Lafontaine (4) Paolo Gerbaudo (4) Pci (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Prodi (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Sergio Starace (4) Simone Pillon (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) TAP (4) Tyssenkrupp (4) VOX (4) Varoufakis (4) Visco (4) Vladimiro Giacché (4) Xarxa Socialisme 21 (4) Xi Jinping (4) agricoltura biologica (4) al-Sisi (4) alceste de ambris (4) anarchici (4) antisemitismo (4) antisionismo (4) arancioni (4) bigenitorialità (4) califfato (4) carceri (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianesimo (4) cristianismo (4) curdi (4) demografia (4) diritti di cittadinanza (4) donne (4) elezioni 2017 (4) elezioni comunali 2017 (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) gender (4) il fatto quotidiano (4) informatica (4) intelligenza artificiale (4) irisbus (4) irlanda (4) italia (4) ius soli (4) legge del valore (4) legge di stabilità 2017 (4) parti de gauche (4) patrimoniale (4) porcellum (4) precarietà (4) presidente della repubblica (4) primarie (4) protezionismo (4) risparmio (4) salute (4) saviano (4) seminario (4) sinistra transgenica (4) sottoscrizione (4) spending review (4) spesa pubblica (4) statizzazione banche (4) terzo polo (4) transizione al socialismo (4) trattati europei (4) truffa bancaria (4) università (4) wikidemocrazia (4) xylella (4) 19 ottobre (3) Ahmadinejad (3) Alavanos (3) Albert Einstein (3) Alberto Alesina (3) Alfiero Grandi (3) Amodeo (3) Antonella Stirati (3) Aquisgrana (3) Arabia saudita (3) Armando Mattioli (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Benedetto Croce (3) Benetton (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Bloco de Esquerda. (3) Cerveteri Libera (3) Cia (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Commissione europea (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Diosdado Toledano (3) EDWARD SNOWDEN (3) Eleonora Forenza (3) Ernest Vardanean (3) Eurasia (3) Fabio Nobile (3) Fabrizio Tringali (3) Fausto Sorini (3) Filippo Abbate (3) Francesco Neri (3) Francesco Salistrari (3) Fratoianni (3) Gianni Ferrara (3) Giorgio Lunghini (3) Giovanni Gentile (3) Giuliana Nerla (3) Giulio Bonali (3) Giuseppe Pelazza (3) Goofynomics (3) Gramsci (3) Guido Grossi (3) HELICOPTER MONEY (3) Hezbollah (3) ISTAT (3) Ilaria Bifarini (3) Iugoslavia (3) Ivan Cavicchi (3) Jens Weidmann (3) Jugoslavia (3) Leonardo SInigaglia (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marcello Foa (3) Marco Bulletta (3) Marco Mainardi (3) Mario Volpi (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Massimo cacciari (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Milton Friedmann (3) Modern Money Theory (3) Moldavia (3) Morya Longo (3) Napoli (3) Nigel Farage (3) No Mes (3) No e-45 autostrada (3) Noi Mediterranei (3) Olanda (3) Palermo (3) Panagiotis Sotiris (3) Paola De Pin (3) Partito Italexit (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Pkk (3) Poroshenko (3) Rinascita (3) Rodoflo Monacelli (3) Ruggero Arenella (3) Salento (3) Sarkozy (3) Scenari Economici (3) Six Pack (3) Stavros Mavroudeas (3) Ugo Arrigo (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) austria (3) biotecnocrazia (3) bollettino medico (3) crediti deteriorati (3) debito (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) diritto d'asilo politico (3) diritto di cittadinanza (3) divorzio banca d'Italia Tesoro (3) dollaro (3) economia sociale di mercato (3) elezioni 2020 (3) euroasiatismo (3) foibe (3) forza nuova (3) giustizia (3) inceneritori (3) indignati (3) ines armand (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) machiavelli (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mezzogiorno (3) minijobs. Germania (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) occidente (3) oligarchia (3) olocausto (3) partito (3) partito democratico (3) prescrizione (3) psicanalisi (3) quota 100 (3) rai (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) robotica (3) sanità. spending review (3) sciopero generale (3) seminario teorico (3) senato (3) sme (3) social media (3) socialdemocrazia (3) sondaggi (3) sovranità e costituzione (3) sovrapproduzione (3) takfir (3) tassisti (3) terza assemblea P101 (3) tv (3) violenza (3) web (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 25 aprile 2017 (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Alberto Benzoni (2) Alberto Montero (2) Alétheia (2) Amando Siri (2) Amazon (2) Andalusia (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Arditi del Popolo (2) Armando Siri (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Banca (2) Bandiera rossa in movimento (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Blockchain (2) Bolivia (2) Bolkestein (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) Carc (2) Carlo Clericetti (2) Carlo Freccero (2) Carlo Romagnoli (2) Cernobbio (2) Certificati di Credito Fiscale (2) Cesarina Branzi (2) Cgia Mestre (2) Chantal Mouffe (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Claudia Castangia (2) Colonialismo (2) Comitato antifascista russo-ucraiono (2) Conte (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Dani Rodrik (2) De Bortoli (2) Der Spiegel (2) Diem25 (2) Domenico Losurdo (2) Don Giancarlo Formenton (2) Dugin (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Ego della Rete (2) Emilia Clementi (2) Emilia-Romagna (2) Emiliano Gioia (2) Enzo Pennetta (2) Eric Toussaint (2) Ettore Livini (2) European Quantitative-easing Intermediated Program (2) Extincion Rebellion (2) F.List (2) Federal reserve (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Filippo Gallinella (2) Fiumicino (2) Forestale (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Forum Popoli Mediterranei (2) Francesco Lamantia (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Futuro al lavoro (2) Generale Pappalardo (2) Gentiloni (2) Giacomo Bracci (2) Giacomo Russo Spena (2) Giada Boncompagni (2) Giancarlo Cancelleri (2) Gig Economy (2) Giorgio Gattei (2) Giuliano Amato (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Google (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hitler (2) Héctor Illueca (2) INPS (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italia Ribelle (2) Iugend Rettet (2) JULIAN ASSANGE (2) Jacopo Custodi (2) Javier Couso Permuy (2) Juan Carlos Monedero (2) Juncker (2) Junker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Kurdistan (2) La Grassa (2) Lelio Basso (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) M-48 (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marco Revelli (2) Marco Rizzo (2) Maria Elena Boschi (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Tronti (2) Mark Zuckerberg (2) Marocco (2) Massimo D'Antoni (2) Massimo PIvetti (2) Michele Serra (2) Michele fabiani (2) Microsoft (2) Militant (2) Moscovici (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) Mélenchon (2) Nadia Garbellini (2) Netanyahu (2) Nicaragua (2) Omt (2) Oriana Fallaci (2) Ostia (2) Paolo Maddalena (2) Papa (2) Partito comunista (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) PdCI (2) Pdl (2) Piano di eradicazione degli ulivi (2) Piemonte (2) Pippo Civati (2) Portella della Ginesta (2) Preve (2) Quarto Polo (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Reddito di inclusione sociale (2) Riccardo Bellofiore (2) Riccardo Ruggeri (2) Riscossa Italia (2) Roberto Ferretti (2) Rosanna Spadini (2) Rosarno (2) Rosatellum (2) Rozzano (2) Ryan air (2) SPD (2) STX (2) Sahra Wagenknecht (2) Salistrari (2) Schumpeter (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Seconda Assemblea CLN (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Severgnini (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stefano Zecchinelli (2) Steve Bannon (2) Stiglitz (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Telecom (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Piketty (2) Tito Boeri (2) Tiziana Alterio (2) Tiziana Ciprini (2) Tltro (2) Tomaso Montanari (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Umberto Eco (2) Ursula von der Leyen (2) Valerio Bruschini (2) Von Der Leyen (2) Vox Italia (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) agricoltori indignati (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) animalismo (2) antimperialista (2) antispecismo (2) antropologia (2) atac (2) banche venete (2) battaglia d'autunno (2) blocco sociale (2) bontempelli (2) burkini (2) calunnia (2) casa (2) clausole di salvaguardia (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) comuni (2) comunicazione (2) debito privato (2) denaro (2) deregulation (2) domenico gallo (2) due euro (2) dughin (2) elezioni comunali 2015 (2) elezioni comunali 2019 (2) embraco (2) enel (2) energia (2) ennahda (2) esercito (2) eugenetica (2) expo (2) export (2) fake news (2) fecondazione eterologa (2) fincantieri (2) fine del lavoro (2) frontiere (2) gaypride (2) genetica (2) gennaro Migliore (2) geoeconomia (2) giacobinismo (2) governicchio (2) indignatos (2) industria italiana (2) intimperialismo (2) isu sanguinis (2) legge (2) legge di stabilità 2018 (2) lgbt (2) libano (2) liberi e uguali (2) libertà di pensiero (2) maidan (2) manifestazione 2 giugno 2018 (2) marina silva (2) mercantislismo (2) nazionalizzare le autostrade (2) no expo (2) non una di meno (2) omosessualità (2) ong (2) paolo vinti (2) pareggio di bilancio (2) parlamento europeo (2) patria (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) patto politico (2) peronismo (2) petrolio (2) pietro ratto (2) poste (2) poste italiane (2) proporzionale (2) province (2) razionalismo (2) reddito di base (2) ricchezza (2) riduzione parlamentari (2) rifiuti (2) riformismo (2) rivoluzione russa (2) rivoluzione socialista (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) silicon valley (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) società (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) studenti (2) tasso di cambio (2) transgender (2) transumano (2) ulivi (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) uscita da sinistra (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 100 giorni (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 19 ottobre 2019 (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 25 aprile 2018 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 4 novembre (1) 5G (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 8 settembre (1) 9 febbraio 2019 (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Aberto Bellini (1) Accellerazionismo (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) AirCrewCommittee (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alan Johnson (1) Alba Libica (1) Albania (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alexander Zakharchenko (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amintore Fanfani (1) Amoroso (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Andrew Spannaus (1) Angela Matteucci (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Anthony Coughlan (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Guarino (1) Antonio Rinaldis (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Apple (1) Arditi (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art 81 (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Articolo1 (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Atlantia (1) Attali (1) Augusto Graziani (1) Australia (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Bashar al-Assad (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bazar (1) Bcc (1) Bekaert (1) Belardelli (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Blade Runner 2049 (1) Boicotta Eurovision (1) Boikp Borisov (1) Bolsonaro (1) Bossi (1) Branko Milanovic (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Britannia (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) ByoBlu (1) C.f.. Governo giallo-verde (1) CARTA DI FIRENZE 2019 (1) CCF (1) CNL (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Calenda (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Caritas (1) Carlo Candi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Rovelli (1) Carmine Pinto (1) Casal Bruciato (1) Cascina Raticosa (1) Casini (1) Cassazione (1) Cassese Sabino (1) Catarina Martins (1) Cekia (1) Cesare Battisti (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christian Napolitano (1) Christian Rocca (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Civitavecchia (1) Claudia Zeta (1) Claudio Maartini (1) Claudio Magris (1) Claus Offe (1) Concita De Gregorio (1) Confederazione europea (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Coordinamento europeo per l'uscita dall'Unione (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Corte Europea sui diritti dell'uomo (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cristina Re (1) Cuperlo (1) DDL (1) Dagospia (1) Daisy Osauke (1) Damiano palano (1) Dan Glazebrook (1) Daniela Conti (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davide Gionco (1) Davos (1) De Masi (1) De Vito (1) Debora Billi (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Dimitris Christoulias (1) Dio (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Don Sturzo (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Elliott Gabriel (1) Emanuele Filiberto (1) Emilio Gentile (1) Emma Bonino (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrica Perucchietti (1) Enrico Angelini Partigiano (1) Enrico Gatto (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Erasmo vecchio (1) Ernesto Pertini (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Erri De Luca (1) Etiopia (1) Ettore Gotti Tedeschi (1) Eugenio Scalgari (1) Eunoè (1) Eurispes (1) Europa a due velocità (1) Evo Morales (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio De Masi (1) Fabio Dragoni (1) Fabio Mini (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio De Paoli (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Dellepiane (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Florian Philippot (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Foro di Sao Paulo (1) Forum Ambrosetti (1) Forum dei Popoli Mediterranei (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lenzi (1) Francesco Magris (1) Franco Venturini (1) Frauke Petry (1) Fred Kuwornu (1) Freente Civico (1) Freud (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabanelli (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Germanicum (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bellini (1) Giacomo Bellucci (1) Giacomo Vaciago (1) Giacomo Zuccarini (1) Giancarlo Bergamini (1) Gim cassano (1) Giordano Sivini (1) Giovanna Vertova (1) Giovanni De Cristina (1) Giovanni Lo Porto (1) Giovanni Schiavon (1) Giovanni Tomei (1) Giovanni di Cristina (1) Giulia Grillo (1) Giuliana Commisso (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Ambrosetti (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tarro (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Glauco Benigni (1) Godley (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Grecia presidio 9/9/19 (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Lutrario (1) Guido Ortona (1) Günther Anders (1) HSBC (1) Hainer Flassbeck (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Hong Kong (1) Huawei (1) Huffington Post (1) IPHONE (1) IRiS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Illueca (1) Imposimato (1) Improta (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) Inge Höger (1) Intellettuale dissidente (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Intesa Sanpaolo (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jason Barker (1) Je so' Pazz' (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) Joel Perichaud (1) John Laughland (1) John Locke (1) John Pilger (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Shumpeter (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Jugend Rettet (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kelsen (1) Kemi Seba (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kirill Vasilev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kosovo (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Koutsianas Pantelis (1) Kruhman (1) Ktragujevac (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La Pira (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Left (1) Legge 194 (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) Lev Gumilev (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Riboli (1) Lidia Undiemi (1) Liguria (1) Lillo Massimiliano Musso. Leoluca Orlando (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Alfano (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Lorenzo Fioramonti (1) Lorenzo Fontana (1) Loris Caruso (1) Luca Donadel (1) Luca Pagni (1) Lucarelli (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luigi Zingales (1) Luka Mesec (1) López Obrador (1) M. Pivetti (1) M48 (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) MOSE (1) Macchiavelli (1) Macedonia (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcello Veneziani (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Cattaneo (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Marcuse (1) Margarita Olivera (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Marina Minicuci (1) Mario Esposito (1) Mark Rutte (1) Maroni (1) Marta Fana (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo Costa (1) Massimo Gramellini (1) Massimo Recalcati (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Matteo Pucciarelli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Blondet (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Vezzosi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Bocci (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Scradovelli (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Mdp (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Messico (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michelangelo Vasta (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Mihaly Kholtay (1) Milano (1) Milosevic (1) Milton Friedman (1) Mimmo Lucano (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Mladic (1) Mohamed bin Salman (1) Mohammad Javad Zarif (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Moshe Ya’alon (1) Moves (1) Movimento 77 (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimento democratici e progressisti (1) Movimento di Liberazione Popolare (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Nancy Fraser (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Nethanyahu (1) New York Times (1) Nicky Hager (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolas Dupont-Aignan (1) Nicoletta Dosio (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Noelle Neumann (1) Noi sicialiano con Busalacchi (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) Nsa (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omnium (1) Onda d'Urto (1) Open Society Foundations (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) P01 (1) PCE (1) PCdI (1) PIANESI MARIO (1) POSSIBILE (1) PRISM (1) PSUV (1) Pablo Stefanoni (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Di Martino (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Paul "Elliot" Singer (1) Paul De Grauwe (1) Paul Steinhardt (1) Per una sinistra rivoluzionaria (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piepoli (1) Pier Francesco Zarcone (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Gobetti (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Attinasi (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Pino Prestigiacomo (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RENAUD LAMBERT (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Radek (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Ramarrik de Milford (1) Ramon Franquesa (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) René Girard (1) Report (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Rino Formica (1) Risorgimento Meridionale (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Robert Mundell (1) Roberta Lombardi (1) Roberto D'Agostino (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Marchesi (1) Roberto Martino (1) Roberto Massari (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rocco Casalino (1) Rohani (1) Roma 13 ottobre 2018 (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rossano Rubicondi (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) SYLVAIN LEDER (1) Sacko Soumayla (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Santori (1) Schengen (1) Schlageter (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) SiAMO (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Slavoj Zizek (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stanis Ruinas (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svitlana Grugorciùk (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tiziana Aterio (1) Tiziana Drago (1) Togliatti (1) Tommaso Nencioni (1) Tommaso Rodano (1) Tonia Guerra (1) Tony Manigrasso (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Tribunale dell'Aia (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ugo Mattei (1) Ulrich Grillo (1) Unicredit (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Valerio Colombo (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Venezia (1) Veronica Duranti (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vito Lops (1) Vito Storniello (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) WHIRLPOOL (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wilders (1) Wolfgang Streeck (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zagrebelsky (1) Zaia (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zecchinelli (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) Zygmunt Bauman (1) aborto (1) accise (1) adozioni (1) aggressione (1) agorà (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) alta velocità (1) amanda hunter (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) antropocene (1) apocalisse (1) appoggio tattico (1) arcelor Mittal (1) aree valutarie ottimali (1) armi (1) arresti (1) asia argento (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) ateismo (1) autogestione (1) autostrade (1) ballarò (1) battisti (1) benessere (1) big five (1) bilancia dei pagamenti (1) bioetica (1) biologia (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bomba atomica (1) bonapartismo (1) brigantaggio (1) bufale (1) bullismo (1) calcio (1) califfaato (1) campagna di finanziamento (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) cassa depositi e prestiti (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) cdp (1) censis (1) censura (1) chokri belaid (1) comitato (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) confucio (1) consiglio superiore della magistratura (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) coronavirus (1) coronovirus (1) cretinate. (1) curzio maltese (1) cybercombattenti (1) cyborg (1) dabiq (1) dall'euro (1) dalla NATO e dal neoliberismo (1) david harvey (1) decalogo (1) decescita (1) decrescita felice (1) decretone (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) deportazione economica (1) depressione (1) di Monica Di Sisto (1) dichiarazione di Roma (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) dracma (1) ebraismo (1) economie di scala (1) economist (1) ecosocialismo (1) egolatria (1) elezioni comunali 2018 (1) elezioni regionali 2019 (1) enav (1) enrico Corradini (1) erasmus (1) esercito industriale di riserva (1) espulsione (1) estremismo (1) eurasismo (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) fiducia (1) finan (1) finaza (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) forme (1) freelancing (1) fuga dei capitali (1) fusione dei comuni (1) genere (1) giusnaturalismo (1) global compact (1) gold standard (1) governabilità (1) governo neutrale (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra di civiltà (1) guerra valutaria (1) hansel e gretel (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) illiberale (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) incendi (1) independent contractor (1) india (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) intena (1) intervista (1) ius sanguinis (1) ivana fabris (1) joker (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge Madia (1) legge anticorruzione (1) legge antisciopero (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) leva obbligatoria (1) lex monetae (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) liberiamo (1) libra (1) linguaggio (1) link tax (1) liste civiche. (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) luddismmo (1) lula (1) madre surrogata (1) mafiodotto (1) maghreb (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) massimo bray (1) massoneria (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) matteo bortolon (1) matteo brandi (1) megalamania (1) memoria (1) mercantilismo (1) mercato (1) mercato del lavoro (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) modernità (1) molestie (1) momento polany (1) monetarismo (1) moody's (1) nascite (1) nazion (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) no allo spezzatino (1) no vax (1) nobel (1) nomine ue (1) norvegia (1) numero chiuso (1) obiezione di coscienza (1) occupy wall street (1) oligarchia eurista (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) partite iva (1) partiti (1) partito americano (1) partito brexit (1) partito umanista (1) pecchioli luigi (1) personalismo (1) petiziion (1) piaciometro (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piero visani (1) piigs (1) politicamente corretto (1) politiche austeritarie (1) polizia (1) ponte Morandi (1) popolo (1) post-elezioni (1) post-operaismo (1) postumano (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) qualunquismo (1) questione meridionale (1) quinta internazionale (1) rampini (1) rappresentanza (1) recensioni (1) regione umbria (1) rete 28 Aprile (1) ride sharing (1) rider (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) rivoluzione (1) robot killer (1) rosabrunismo (1) rublo (1) salafismo (1) salir del euro (1) sandro veronesi (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) seisàchtheia (1) sequestro minori (1) sfruttamento (1) sicurezza (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) sinismo (1) smartphone (1) social forum (1) sondaggio demos (1) specismo (1) spionaggio (1) squatter (1) stadio (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) strategia militare (1) stress test (1) sud (1) suez (1) supe-bolla (1) supply-side economics (1) svimez (1) taglio parlamentari (1) takfirismo (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) torre maura (1) tortura (1) transumanismo (1) trappola della liquidità (1) trasformismo (1) trasumanesimo (1) trenitalia (1) triptrorelina (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uberizzazione (1) ultimatum (1) vademecum (1) vadim bottoni (1) valute (1) vattimo (1) vertice di Roma (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) wahhabismo (1) xenobot (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)