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giovedì 30 marzo 2017

I FATTACCI DI ROMA, QUELLI DEL 25 MARZO...

[ 30 MARZO ]

NELL'AMBITO DELLA DISCUSSIONE CHE ABBIAMO AVVIATO SULLA MANIFESTAZIONE DEL 25 MARZO, E SUL PESO AVUTO DAL PROVOCATORIO DISPOSITIVO REPRESSIVO, CHE ALCUNI SOTTOVALUTANO, SEGNALIAMO L'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI ERASMO PALAZZOTO AL MINISTRO DELL'INTERNO MINNITI.



«Al Ministro dell’interno – Per sapere – premesso che:

sabato 25 marzo 2017 il Ministro interrogato dichiarava con comunicato stampa che quella delle celebrazioni del sessantesimo dei Trattati di Roma “è stata una bella giornata per l’Italia e l’Europa” con riferimento “alle donne e agli uomini delle Forze di Polizia” per averne garantito la “assoluta serenità, consentendo a tutti di poter manifestare liberamente le proprie opinioni e tranquillità e sicurezza alla città di Roma”, concludendo che “questa è la vera forza di una democrazia”, sottolineando di avere telefonato al Capo della Polizia, prefetto Franco Gabrielli, “per congratularsi per la gestione esemplare del lavoro svolto da tutte le Forze dell’ordine”;
al termine della stessa giornata il Questore di Roma Guido Marino, nel corso di una conferenza stampa dichiarava, riferendosi nello specifico alla manifestazione indetta dalla piattaforma Eurostop, che a fronte di “circa 3000 persone controllate preventivamente” erano state “rimpatriate con foglio di via circa 30 persone prevalentemente provenienti dal Piemonte e dal Veneto”, pur attestando che in questa come nelle altre svoltesi non si era “verificata nessun momento di tensione”. A tal proposito, a domanda sui riscontri raccolti a carico degli interessati per motivare l’intimazione dei rimpatri ai diversi manifestanti, l’autorità di Pubblica Sicurezza rispondeva di avere “controllato non solo i loro precedenti penali ma anche il loro orientamento ideologico” quale uno degli “elementi attentamente valutati” che avevano “portato a questa conclusione” in termini di prevenzione;
nella mattinata del medesimo giorno diversi pullman di manifestanti erano stati fermati alle porte di Roma per controlli di polizia e successivamente condotti con i 200 occupanti, presso il centro di identificazione di Tor Cervara dove gli stessi manifestanti sono stati trattenuti per ore inibendo così loro la partecipazione al corteo nel frattempo partito dalla Piramide Cestia dopo un pur prolungata attesa causata proprio dalla notizia di questi fatti;
a 23 tra i suddetti manifestanti trattenuti erano stati preventivamente notificati fogli di via per il periodo massimo consentito, ossia 3 anni;
nel corso delle perquisizioni dei pullman e dei circa 200 occupanti sarebbe stato rivenuto un coltellino da formaggio detenuto da un cittadino sessantenne originario della Val di Susa;
al termine della giornata, per giustificare l’improvviso intervento di due idranti, di una decina di blindati ed un numero ingente di uomini in assetto antisommossa, mandati a interrompere sul Lungotevere Aventino all’altezza del Clivio di Rocca Savella il normale corso del corteo della piattaforma Eurostop, isolandone la coda dal resto dei manifestanti quando la testa era già giunta alla destinazione in Piazza Bocca della Verità, la Questura ha dichiarato che l’intervento in questione aveva “sventato un chiaro disegno di devastazione della città di Roma”;
se non ritenga che l’impedimento per centinaia di manifestanti a partecipare alle iniziative alle quali aderivano senza alcuna apparante giustificazione avente riscontro nell’ordinamento sia incompatibile con la garanzia costituzionale della libertà d’espressione;

se non ritenga di dover riferire al Parlamento su quale fosse il “chiaro disegno di devastazione della città di Roma” nel corso di un avvenimento tanto importante che sarebbe stato sventato dalla condotta reale delle forze di polizia impegnate nel dispositivo di sicurezza direttamente coordinato dai vertici della Pubblica Sicurezza presso il suo Ministero;

se non ritenga gravi le dichiarazioni del Questore di Roma in ordine alla valutazione di un “orientamento ideologico” quale elemento per fondare la decisione di impartire misure di prevenzione e restrittive a singoli cittadini, considerate le libertà fondamentali e i requisiti di uguaglianza davanti alla legge che la Costituzione della Repubblica Italiana sancisce nel suo Articolo 3 nonché i limiti invalicabili all’applicazione di misure restrittive sanciti nell’Articolo 16 della Costituzione medesima»
.

mercoledì 29 marzo 2017

25 MARZO: DOVE STAVA LA GENTE?

[ 29 marzo ]

Ieri, a premessa dell'articolo di Carlo Formenti, dicevamo che sarebbe necessario aprire una discussione franca sulla manifestazione del 25 marzo indetta da Eurostop. 

Riteniamo utile, al netto delle inesattezze sui numeri e il profilo del corteo —lo spezzone della Confederazione (CNL) è stato quello che più ha qualificato la dimensione sovranista del corteo— quanto scrive un lettore. 
Non sfugge poi il vero e proprio paralogismo. L'autore si chiede "dove sta la gente?" e addebita gli scarsi numeri della sfilata all'assenza di certi spezzoni della sinistra antagonista. Sbagliato! Al netto della campagna di criminalizzazione imbastita dal regime eurista, se c'è stata una scarsa partecipazione è proprio a causa del profilo d'estrema sinistra e non inclusivo che è stato dato alla manifestazione...


«10 mila persone sono una cifra, sicuramente piccola, ma ahimé falsa. 

Eravamo molti di meno. Io temo non più di 3 mila persone. Non si può mentire su cifre così base, per il semplice fatto che sono così poche e le puoi contare quasi uno ad uno (102 persone del si cobas, 42 dei Carc, ecc. secondo la modalità scientifica che aveva il compagno Valerio Bruschini).

Una manifestazione cittadina romana mal riuscita. 

C'erano solo militanti organizzati. C'erano SOLO militanti, ma non c'erano TUTTI i militanti. Le stesse organizzazioni hanno fatto una chiamata minimalistica. Entriamo nel dettaglio. 
(1) Il si cobas a Modena ha organizzato cortei anche di 3 mila persone...vero che a Roma è "fuori casa" ma qualche centinaia di persone in più poteva portarle. Nel caso del si cobas c'è un discorso politico. Il si cobas ha una chiara vocazione internazionalista - al di là delle divergenze politiche gli debbiamo riconoscere che ha fatto un ottimo lavoro fra i facchini - quindi aveva delle riserve politiche verso un corteo che, sebbene timidamente, rivendicava sovrantà nazionale e una vocazione più (passatemi il termine) "stalinista" (rete dei comunisti, militant, carc). 
(2) Per la stessa ragione il PCL non ha aderito affatto, mentre di solito duecento persone in piazza le porta. 
(3) Nonostante la vocazione "stalinista" degli organizzatori non ha aderito Rizzo, in un isolamento sempre più delirante, imitando il KKE ha fatto una contro-manifestazione da un'altra parte, sottraendo al corteo altre trecento persone. 
(4) I Carc, che pure stavano dentro eurostop hanno portato in piazza circa un terzo dei militanti che riescono a mobilitare nelle manifestazioni romane. 
(5) Il mondo dell'autonomia ha aderito in ordine sparso: tantissimi da Torino (ben tre autobus) ma in un contesto così ridotto troppo facilmente individuabili dalla polizia che ha vergognosamente sequestrato i loro autobus e internato i 160 militanti per tutto il pomeriggio in un lagar dove di solito vengono rinchiusi i migranti dopo le retate a Tor Cervara, impedendogli di arrivare in piazza. Ma dove stava l'autonomia romana? Non c'era il quadraro e i viterbesi (anche loro, come il si cobas, per posizioni anarco-bordighiste-internazionaliste, quindi critiche verso l'idea di sovranità nazionale), ma non c'era nemmeno Primavalle. 
(6) Il movimento di lotta per la casa ha fatto un bello spezzone, pieno di sotto-proletari, in gran parte migranti: ma si è mosso solo da Roma, non abbiamo visto l'arrivo di nessun altro da altre località. Hanno fatto il loro tipico corteo cittadino, ma a ranghi ridotti: si calcola, solo a Roma fra i 4 e i 6 mila occupanti di case). 
(7) Non hanno affatto aderito i Cobas di Bernocchi (diciamo 2 mila persone in meno?). 
(8) Non ha aderito nemmeno la CUB e considero grave che non si sia tentati di coinvolgerli fino all'ultimo, data la loro lotta straordinaria in Alitalia (mille persone in meno?). 
(9) Assenti totalmente gli studenti medi e pochi universitari. 
(10) In fine l'USB non ha fatto una mobilitazione generale, ma di fatto c'era solo la rete dei comunisti, come al solito camuffati da USB, ma non c'era la struttura profonda del sindacato: non un autobus partito da Taranto (dove hanno 1500 iscritti!) e campagna di autobus ridotta rispetto alla mobilitazione che fanno durante gli scioperi autunnali.
Insomma anche a fare un corteo di soli militanti potevamo essere almeno 20 mila persone reali (50 mila sparati dagli organizzatori?). Eravamo poco più di un decimo. Ciò non toglie che anche in quel caso saremmo stati pochi, solo "militanti". Dove sta la gente?»

martedì 28 marzo 2017

MANIFESTAZIONE DI EUROSTOP: TIRIAMO LE SOMME di Carlo Formenti

[ 28 marzo ]

Per alcuni un grande successo, per altri un mezzo flop,  per altri ancora, addirittura, un fallimento. Parliamo del corteo di Eurostop del 25 marzo a Roma. Come redazione abbiamo subito tratto un primo bilancio, necessariamente sommario. PROVIAMO AD APRIRE LA DISCUSSIONE. Al di là dei numeri: cosa è andato storto il 25 marzo? E perché? Quali, se c'erano, i limiti politici della manifestazione? Cos'è andato storto? 


Cominciamo leggendo quanto scrive Carlo Formenti.


LA UE CHIAMA ALLE ARMI
di Carlo Formenti

Avete presente quel manifesto di propaganda dal quale occhieggia un marziale zio Sam, puntando il suo ditone contro chi lo guarda per invitarlo ad arruolarsi? Ebbene: ormai l’intera stampa europea sembra essersi trasformata in una variante di quel manifesto, chiamando il cittadino europeo a mobilitarsi contro i nemici esterni (Putin a Est e Trump a Ovest) e interni (i movimenti antieuropeisti). Vedi, per esempio, Il Corriere di lunedì 27 marzo che schiera nell’ordine: Angelo Panebianco (attenti all’orso russo: se ci dividiamo diventeremo suoi protettorati); Sergio Romano (se Trump ci abbandona attrezziamoci per autogestire la nostra sicurezza); Michele Salvati (avanti con le riforme istituzionali per garantire la “governabilità” – leggi: per concentrare tutto il potere nelle mani di una minoranza oligarchica!). Il tutto condito da servizi sulla repressione della dissidenza in Russia e dalle sempre più frequenti frecciate nei confronti di un Renzi che, tentato dal populismo, non ascolta più i saggi inviti di Padoan a chinare la testa davanti agli ordini di Frau Merkel (ormai il tifo dei media di regime è tutto per il malleabile Gentiloni).
Lo spezzone della CLN

Prima di passare al discorso sui nemici interni, chiariamo meglio chi è questa zia Ue che vorrebbe imitare lo zio Sam. 

Lo fa Alessandro Somma in un bell’articolo apparso qualche giorno fa su queste stesse pagine, nel quale chiarisce che l’annunciata Europa a due velocità non è altro che la costituzione del nocciolo duro dell’imperialismo europeo, che chiama a raccolta i più fedeli vassalli (Francia, Italia e Spagna) intorno alla Germania, decisa a sfidare Usa e Russia, a imporre un’accelerazione delle riforme (privatizzazioni, attacco al welfare e ai salari ecc.) e a gestire una combinazione di chiusure e aperture (le prime per le persone le seconde per merci e capitali) o, per dirla con le parole di Somma, a costruire “un Superstato di polizia economica”. Polizia appunto: un ministro di cui sentiamo sempre più spesso tessere le lodi è l’ineffabile Minniti, che si è appuntato nuove medaglie con la gestione della giornata del 26 marzo scorso a Roma (se va avanti così Putin ce lo chiederà in prestito).

Veniamo dunque al nemico interno, cioè alle forze come la piattaforma Eurostop e le altre realtà politiche e sociali che hanno organizzato la manifestazione contro la Ue in occasione delle celebrazioni per il sessantesimo anniversario della Comunità. Dopo aver inscenato una campagna terroristica che paventava devastazioni urbi et orbi (contribuendo a desertificare Roma, e a far sì che i 27 euro papaveri fossero i soli abitanti di un centro blindato, assieme alle loro guardie del corpo e ai giornalisti che ne hanno immortalato la firma sull’ennesima sacra alleanza contro i rispettivi popoli) tutti i media hanno difeso la tesi della polizia, secondo cui le cose sono andate bene solo grazie a un’efficace azione di prevenzione, mentre esistono prove di un piano (fortunatamente fallito) per "devastare la città". In effetti un piano c’era, ma non dalla parte dei manifestanti: lo confermano il mostruoso schieramento di forze, le ripetute provocazioni (dal "sequestro" di più di cento manifestanti, trattenuti per ore in un centro di identificazione, alla rottura in due spezzoni del corteo alla fine del percorso, al primo dei quali si è cercato di impedire di defluire pacificamente, mentre il secondo veniva circondato e bloccato senza che fosse stato lanciato nemmeno un tappo di bottiglia - e solo grazie alla pazienza degli organizzatori la situazione si è sbloccata senza incidenti). È chiaro che c’era una precisa volontà di provocare lo scontro, trasformando gli annunci di sventura in profezie autoavverantesi (centinaia di telecamere accompagnavano il corteo, nella speranza di documentare il sangue versato e i danni alla città).


Infine la falsificazione dei numeri: si è parlato di mobilitazione fallita e si è detto che i manifestanti erano 2000 (ma altrove si dice che si sono effettuati 2000 controlli e che nel secondo spezzone del corteo – quello circondato alla fine - c'erano 2000 “facinorosi” pronti a entrare in azione: i soliti duemila che andavo avanti e indietro?). La verità è che il corteo non contava meno di 8/10.000 persone: tantissime ove si consideri la campagna terroristica di dissuasione, ma soprattutto molti di più di quelli dei rachitici cortei pro euro di federalisti e "sinistre radicali" (quelli che vorrebbero riformare la Ue dall’interno). Sempre Somma, nell’articolo sopracitato, invita queste ultime a prendere atto dell’irriformabilità della Ue, e della necessità che si liberino della convinzione dogmatica che la dimensione sovranazionale sia di per sé preferibile a quella nazionale. Mi associo, e mi permetto di mettere in luce un curioso paradosso: nel 1914 le socialdemocrazie si arresero agli argomenti nazionalisti legittimando la Prima guerra mondiale, oggi le sinistre si arrendono al capitale globale legittimandone la guerra di classe contro i proletariati nazionali.

* Fonte: Micromega

lunedì 27 marzo 2017

BENEDETTA FIGLIUOLA....... di Sandokan

Virginia Raggi e la Merkel: Risus abundat in ore stultorum 
[ 28 marzo ]

Giorni addietro Mattarella, in occasione delle celebrazioni del 60. Anniversario dei Trattati di Roma ha fatto dell'attacco all'idea della sovranità nazionale il centro geometrico della sua litania mondialista. Un politico che ti dice in faccia quali siano i suoi desiderata.

Matteo Renzi, da parte sua, mentre un giorno sì e l'altro pure frigna contro "l'Europa tecnocratica" ha ribadito, testuale, che "ritornare agli stati nazionali non è la soluzione". Un politico che prende per il culo chi lo ascolta.

Mi frullano per la testa due domandine. Ci sono dei criteri per giudicare se un esponente politico sta dalla parte del popolo e non invece da quella degli oligarchi invisi al popolo? E se sì, qual è il parametro per misurare quelli che fanno sul serio da quelli che fanno per finta?

Io immagino che tra questi criteri ci sia questo, che un esponente del popolo, tanto più se ricopre incarichi istituzionali, usa questi ultimi per segnalare, ancor più in occasioni "solenni", la sua alterità rispetto ai camerieri politici dei potenti. Penso altresì che sia possibile riconoscere quelli che fanno sul serio, dalla coerenza con cui fanno seguire i fatti alle parole, dal coraggio con cui tengono testa al potere (quello vero).

Ora, che la Virginia Raggi non sia Giovanna D'Arco lo si era capito, ma un tale penoso livello di piaggeria davanti ai 27 euro-ladroni no, confesso che non me lo aspettavo....




IL DISCORSO DELLA RAGGI 
DAVANTI AI MOSTRI
Campidoglio, 25 marzo 2017


Signore e Signori, Capi delegazione dei 27 Paesi dell’Unione Europea e delle Istituzioni europee, sono onorata di darvi il benvenuto a nome della città di Roma.

Sessanta anni fa qui a Roma prese il via una avventura straordinaria. I padri fondatori della Comunità Europea - animati da uno spirito rivoluzionario non scontato – misero da parte le distanze tra Stati che avevano portato alla guerra. E diedero vita ad un progetto visionario con l’obiettivo di garantire pace e benessere agli Europei.

Per la prima volta nella Storia ci si trovò di fronte ad una scelta condivisa e non imposta da un vincitore, nata da un intento comune e dalla capacità di ascoltare i cittadini. Anche ora c'è necessità di pace: un pensiero va a Londra e alle vittime dell'attentato terroristico di mercoledì. Hanno attaccato tutti gli europei, Roma è con voi.
“Solidarietà”, “interesse dei popoli” sono parole comuni a Adenauer, De Gasperi, Monnet, Spinelli. Questa è l'Europa, quella solidale dei popoli, che nel lontano 1957 si immaginava e che in parte abbiamo avuto in eredità tutti noi. Una eredità gioiosa e impegnativa da proseguire.

Questa Europa non poteva realizzarsi in un giorno. Dobbiamo realizzarla noi, dobbiamo realizzare una comunità solidale. Stare insieme richiede impegno, soprattutto dopo anni segnati da una violenta crisi finanziaria che ha messo a nudo errori. Dobbiamo avere il coraggio di riconoscerli e rilanciare la sfida: la finanza non è tutto. E nessuno deve rimanere indietro.

La nostra generazione è chiamata a portare avanti quel sogno di Europa, ritornando allo spirito di quegli anni che oggi non c'è più e va recuperato. E’ stato Schuman ad ammonire che “l’Europa” sarebbe sorta “da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto”. Tra i cittadini europei la solidarietà è già presente; le Istituzioni invece dovrebbero iniziare ad ascoltarli di più.

Le città avvicinano cittadini e Istituzioni che qui si incontrano: ascoltiamo i loro interessi, problemi, speranze. Noi sindaci siamo definiti “primi cittadini”: per questo, anche nei luoghi delle decisioni, dobbiamo far sentire forte la voce di chi chiede più lavoro, più inclusione sociale, più sicurezza.

I cittadini devono essere messi al centro del potere decisionale. Le politiche non devono essere imposte dall’alto ma rappresentare la volontà popolare, introducendo strumenti di democrazia diretta e partecipata. Vanno tenute “in conto le attese dei cittadini”. L’Europa o è dei cittadini o non è Europa. Alcuni trattati, come il Regolamento di Dublino, vanno rivisti. Un'Unione soltanto economica non può durare.

Lavoriamoci tutti insieme, aprendo porte e cuore ai cittadini. Solo con la partecipazione di tutti l’Europa sarà legittimata. L’unione può essere maggiore della somma delle sue parti. Questo concetto è alla base della cultura europea, all'interno della quale le diversità trovano valorizzazione nel rispetto delle identità nazionali.
Al Parlamento di Strasburgo, nel 2014, Papa Francesco ha chiesto: “Che cosa ti è successo Europa?”. Tante sono le risposte. Ma il Pontefice ha sottolineato che “le difficoltà possono diventare promotrici potenti di unità”. E' questa l'opportunità della nostra generazione.

Sono presenti forze di coesione e di disgregazione. E’ fisiologico che sia così. Importante, però, è dare risposte concrete a chi denuncia insofferenza. Così è nata l'Europa: dalle richieste dei cittadini che i nostri padri fondatori hanno avuto il merito di saper ascoltare.
Buon
lavoro

domenica 26 marzo 2017

Roma, 25 marzo: una combattiva manifestazione contro l'euro, l'UE e la NATO

25 marzo 2017
[ 26 marzo ]


Il corteo di ieri, promosso da Eurostop insieme ad altri movimenti antagonisti, è stata la prima consistente manifestazione di piazza contro l'euro e l'Unione Europea. Il fatto che si sia svolta in contrapposizione al vertice dei 27 leader dell'UE rende ancora più forte il suo significato politico.

Finalmente la sinistra no-euro si è ritrovata in piazza con parole d'ordine chiare, mettendo insieme la parte migliore del sindacalismo di base con le forze della sinistra popolare e dell'antagonismo sociale.

I diecimila manifestanti di ieri sarebbero stati almeno il doppio se non vi fosse stata un'autentica campagna di terrore messa in campo dai media, con l'evidente regia del ministero dell'interno. Alla fine si è visto quanto quella campagna fosse falsa e pilotata allo scopo di scoraggiare la partecipazione al corteo di Eurostop in tutti i modi.

E' anche per questo motivo, che evidenzia fra l'altro la preoccupazione che regna tra i governanti, che possiamo essere soddisfatti della riuscita della manifestazione. Possiamo dire che quello sceso in piazza ieri è solo lo zoccolo duro della sinistra no-euro, uno zoccolo che potrebbe allargarsi notevolmente nel prossimo futuro.

Ma c'è un'altra operazione mediatica che dobbiamo denunciare. I giornali di oggi cercano di trattare il corteo no-euro come qualcosa di folcloristico, cercando di accreditare invece la riuscita della manifestazione (in realtà sostanzialmente fallita) della sinistra filo-europeista («La nostra Europa») tenutasi nella mattinata di ieri.

Confederazione per la Liberazione Nazionale, 25 marzo 2017
E' evidente il tentativo del sistema di isolare la sinistra no-euro. Un tentativo destinato però al fallimento se Eurostop saprà fare il salto ora necessario. Qual è questo salto? Quello di allargare i propri orizzonti, di presentarsi come movimento meno ideologico e più popolare. La sfida è insomma quella di essere il lievito di un vero movimento di massa.

Questo è quel che è possibile e necessario oggi. Questa è la nostra convinzione, che ieri abbiamo portato nel corteo come Confederazione per la Liberazione Nazionale (CLN).


venerdì 17 marzo 2017

TUTTI A ROMA IL 25 MARZO

[ 17 marzo ]

Qui il comunicato stampa di EUROSTOP. 

Non è stato facile strappare al Ministero degli Interni un percorso dignitoso del corteo del 25 marzo.  
Partiremo da Piazzale Ostiense (non da P.zza della Repubblica) alle ore 14:00 per arrivare nelle vicinanze del Campidoglio dove gerarchi e oligarchi europei si riuniranno per tenere in piedi la traballante colonia penale dei popoli chiamata Unione europea e dalla quale l'evasione, oltre che legittima è indispensabile.

La giornata della manifestazione sarà preceduta da due convegni, il primo il 23 marzo, il secondo il 24 —vedi grafica più sotto. Il giorno successivo alla manifestazione ci sarà invece l'assemblea nazionale di Eurostop.

COMUNICATO STAMPA EUROSTOP
Autorizzato il corteo “Contro la Ue, l’euro e la Nato” convocato dalla Piattaforma Sociale Eurostop, dai Movimenti e Territori per il No Sociale e dagli Studenti in Lotta per sabato 25 marzo.
Una modifica radicale rispetto alla prima richiesta e all’inaccettabile comportamento della questura di Roma, che pretendeva di indirizzare una protesta popolare… tra gli alberi di Villa Borghese.
L’appuntamento è dunque spostato in Piazzale Ostiense, alle ore 14, luogo storico della Resistenza antifascista italiana. Di lì il corteo muoverà attraverso il quartiere di popolare Testaccio per poi concludersi in Piazza Bocca della Verità, nei pressi del Campidoglio.

Questo il percorso completo:
Piazzale Ostiense, via Marmorata, via Galvani, via Luca Della Robbia, via Giovanni Branca, via Marmorata, Lungotevere Aventino, Piazza Bocca della verità.
E' stata così respinta la discriminazione nei confronti di questo arco di forze politiche, sociali e sindacali, grazie alla denuncia politica fatta ieri a Montecitorio e alla compattezza degli organizzatori. Come per tutte le altre manifestazioni, il corteo potrà arrivare nei pressi di uno dei luoghi del vertice a 27. Riteniamo questo un dato politico importante e un primo successo, per cui invitiamo tutti a partecipare alla manifestazione, smentendo così quanti vorrebbero depotenziarla con oscuri messaggi già consegnati alla stampa.
Clicca per ingrandire

La piattaforma politica della manifestazione, con la lista delle organizzazioni e delle persone aderenti, è consultabile ai seguenti indirizzi:
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lunedì 13 marzo 2017

25 MARZO: BLACK BLOCK ATTESI A ROMA di Giorgio Cremaschi

[ 14 marzo ]

I distruttori vengono da tutte le capitali della Unione Europea, qui mostriamo alcuni dei volti più noti, e sono responsabili di una gigantesca ondata di devastazioni e saccheggi. I colpi delle loro azioni hanno danneggiato gravemente e compromesso forse per sempre il lavoro e il reddito, la scuola, la sanità, le pensioni pubbliche, lo stato sociale e la stessa democrazia.

Essi scatenano i loro raid in tutti i paesi della UE, ma soprattutto in quelli economicamente più fragili. In Grecia in particolare essi hanno sperimentato le più raffinate tecniche di desertificazione sociale e civile, con danni tali che quel paese è tornato indietro di 100 anni. Ora i devastatori si chiuderanno nelle loro zone rosse per agire indisturbati a danno del 90% dei popoli e a favore di una piccola minoranza di super ricchi, che sta rastrellando i risultati dei loro saccheggi.

Il 25 marzo noi saremo a Roma per fermare i devastatori e difendere la nostra terra e le nostre vite dai loro assalti.

Ci vediamo alle 14 in Piazza della Repubblica.


* Fonte: Giorgio Cremaschi

giovedì 2 marzo 2017

ROMA, 25 MARZO: PORTIAMO IN PIAZZA LE NOSTRE RAGIONI E LA NOSTRA RABBIA

[ 2 marzo ]

Dal 24 al 26 marzo, a Roma, Lorsignori celebreranno i 60 anni dei Trattati con cui venne fondata la Comunità economica europea, e sulle cui fondamenta verrà poi costituito quel mostro che è l'Unione europea.


SABATO 25 MARZO CI SAREMO ANCHE NOI , CON UNA GRANDE MANIFESTAZIONE POPOLARE, PER CHIEDERE L'USCITA DELL'ITALIA DALL'UNIONE EUROPEA, DALLA ZONA EURO, DALLA NATO.

APPELLO
per manifestare il 25 marzo a Roma contro il vertice della UE

Il prossimo 25 Marzo verranno "festeggiati" al Campidoglio i 6o anni dalla firma del "Patto di Roma" del '57, con la partecipazione di 28 capi di Stato, che ha dato vita al processo che ha condotto nel tempo alla nascita della Unione Europea. In realtà questa non è affatto una ricorrenza da festeggiare in quanto la nascita della UE e l'introduzione dell'euro come moneta continentale hanno prodotto:

  • Un peggioramento netto e diffuso delle condizioni di reddito e di vita dei lavoratori, dei settori popolari e dei ceti medi spesso portati a livelli di povertà, soprattutto nei paesi dell'Europa meridionale.
  • Una restrizione degli spazi di democrazia con l'applicazione di trattati che centralizzano le decisioni economiche e politiche più rilevanti riducendo la sovranità dei popoli europei. La riforma costituzionale proposta da Renzi, sottoposta a referendum e bocciata dagli italiani andava esattamente in questa direzione.
  • Un interventismo militare che ha moltiplicato i conflitti dall'Ucraina fino alla sponda sud del Mediterraneo, in particolare in Siria e Libia, ed amplificato le drammatiche migrazioni dei popoli coinvolti dalle guerre.

Questi sono gli effetti di una costruzione istituzionale che oggi si sta dimostrando per di più incapace di fare i conti con una profonda crisi economica e sociale dimostrando l'inadeguatezza delle classi dirigenti del continente.


Tutto ciò avviene in un clima di crescente competizione economica e militare internazionale che oggi viene sostenuta dalla presidenza Trump negli USA, che si impegna nel riarmo nucleare, alla quale l'UE risponde da un rinnovato protagonismo anche militare, come è stato rivendicato nella 53ma edizione della Conferenza sulla Sicurezza tenutasi in Germania dall'Alto Rappresentante per la sicurezza Federica Mogherini.

Per questo pensiamo che il 25 Marzo non sia una giornata di festa ma deve divenire una giornata di lotta e mobilitazione contro il vertice che si terrà nella città di Roma.
Per questo il 25 marzo manifesteremo a Roma per ribadire il nostro NO sociale a Euro, UE e NATO, per la democrazia e i diritti sociali.


Primi firmatari:

Piattaforma Sociale Eurostop, USB, UNICOBAS, Movimento No TAV Val di Susa, Forum Diritti Lavoro, Contropiano, Carovana delle periferie Roma, Noi Restiamo, Militant Roma, Centro Sociale 28 Maggio Brescia, Rossa, Rete dei Comunisti, Partito Comunista Italiano, FGCI, Circolo Agorà Pisa, Fronte Popolare, Programma 101, Economia Per I Cittadini, Collettivo Genova City Strike, Piattaforma Comunista, Scintilla Onlus,  Collettivo Putilov, Collettivo Politico Porco Rosso (Siena), Movimento "Noi mediterranei", Confederazione per la Liberazione Nazionale,  Collettivo Comunista (marxista-leninista) Nuoro, CS Corto Circuito, CS Spartaco, Circolo ARCI "Best" Osimo (AN)



Nicoletta Dosio, Dino Greco, Franco Russo, Giorgio Cremaschi, Aboubakar Soumahoro, Fabrizio Tomaselli, Luciano Vasapollo, Carlo Formenti, Ernesto Screpanti, Ugo Boghetta, Sergio Cararo, Manuela Palermi, Mauro Casadio, Paolo Leonardi, Emiddia Papi, Paola Palmieri, Guido Lutrario, Carlo Guglielmi, Moreno Pasquinelli, Stefano d’Errico, Bruno Steri, Walter Tucci, Francesco della Croce, Stefano Zai, Francesco Piccioni, Ferdinando Imposimato, Mimmo Porcaro, Luigi di Giacomo, Ezio Gallori, Claudia Candeloro, Sergio Cesaratto, Giovanni Bacciardi, Massimo Grandi, Simone Grecu, Nico Vox, Beppe De Santis,   Giuseppe Aragno,  Alfonso Gambardella, Nello De Bellis Maurizio del Grippo e Francesco Maggio, Angela Matteucci, Paolo Loconte, Roberto Garaffa, Salvatore Mannina, Renzo Scalia, Vito Matranga, Gaetano Santoro, Giuseppe Di Martino, Giuseppe Lo Verde,Guido Sorge, Fabio Giovannini, Cataldo Godano, Pietro Attinasi, Giuseppe Rampulla,  Simone Gimona,  Sandro Targetti, Edoardo Biancalana, Carlo Candi, Maria GraziaDaCosta, MatteoBortolon, Leonardo Mazzei...

PER ADESIONI: eurostop.it@gmail.com

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