sabato 30 novembre 2019

5 STELLE: INELUDIBILI CONCLUSIONI di Cesarina Branzi

[ sabato 30 novembre 2019 ]

I 5S coerenti dovrebbero trarre le ineludibili conclusioni. Nel testo Hic rhodus, hic salta a proposito dei 5S è già stato detto tutto quel che c’era da dire. Mi limiterò pertanto ad aggiungere qualche considerazione spicciola. Prescindendo da Di Maio - che mi pare vada sempre piú assumendo i connotati di un ectoplasma -, che hanno da dire i 5S che godono ancora della fama di persone oneste, coerenti, provviste di una certa capacità di analisi, etc., quali, per esempio, Di Battista, Morra, Taverna … tanto per fare qualche nome?

E non mi riferisco a quanto già è stato scritto a proposito del Mes - sul quale pure non sarebbe una pretesa eccessiva aspettarsi una presa di posizione netta e senza equivoci. Mi riferisco, piú modestamente, alle recenti esternazioni del “grillo-parlante”-a-sproposito, che, non pago d’aver programmato (da quel dí …) l’abbraccio mortale del MoVimento con il Pd - deludendo a un tempo le speranze e le aspettative di milioni di cittadini che avevano intravisto il profilarsi di una possibile riscossa contro il grigiore mefitico dell’esistente -, ha mandato a quel paese i dissidenti, imponendo un allineamento alle sue indicazioni: “non rompetemi i coglioni”, non c'è alternativa, T.I.N.A. Chiaro? Chi sgarra, sgamba, e chi non è d’accordo, si può accomodare!

È lecito chiedersi se è questa la sua idea di democrazia diretta. Ed è altrettanto lecito chiedersi che cosa ci voglia ancora perché sulla realtà del cosiddetto MoVimento coloro che sostengono di non condividerne tutte le scelte, coloro che sono in dissenso e vivono - presumibilmente - un disagio, facciano una scelta chiara e mandino a loro volta a “Vaffa!” Grillo e Casaleggio & Associati (a proposito dei quali ultimi sarebbe utile e interessante sapere di che panni si vestono).

Sono consapevole che in tali situazioni una rottura non è mai facile e forse neppure indolore. E non parlo di poltrone - che pure in taluni casi hanno indubbiamente un peso non indifferente -, ma di rapporti che si spezzano, di prospettive che scompaiono, insomma di una svolta che segna l’esistenza di chi su quell’impegno ha scommesso onestamente: parlo di chi ha aderito con onestà intellettuale e senza finalità lucrative, augurandomi che esemplari di questo tipo ancora esistano. Ebbene, anche a costoro ormai dovrebbe essere incontestabilmente chiaro che una loro permanenza al fianco di una masnada di maneggioni e avventurieri di quella fatta non può non fornir loro una copertura, che diventa complicità e concorso attivo alla deriva del nostro disgraziato paese. E, dunque, uno scatto di responsabilità e di dignità imporrebbe l’interruzione di un rapporto di asservimento a interessi piú o meno opachi, dando contemporaneamente un esempio di coerenza e uno stimolo di possibile riscossa.

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L'ASSEMBLEA PIÙ IMPORTANTE DEL 2019

[ sabato 30 novembre 2019 ]

Inizia sabato 7 dicembre il processo costituente per fare di Liberiamo l’Italia un movimento politico popolare alternativo al centro destra e al centro sinistra.

Registrati per partecipare all’Assemblea di Liberiamo l’Italia. Roma 7 dicembre ore 10:00 Centro Congressi Frentani, via Frentani, 4



PARTECIPA ANCHE TU! al processo costituente


Coordinamento Nazionale di Liberiamo l'Italia


Le meravigliose energie che il 12 ottobre si sono incontrate nella manifestazione di Roma, confluite da tutta Italia e da paesi fratelli, rilanciano ora con coraggio il cammino verso la formazione del movimento ad ampia base popolare, democratico e partecipato, che si propone di restituire al Popolo la Sovranità che gli appartiene di diritto, e contribuire alla liberazione di tutti i popoli.

Innanzi tutto, per liberarci dalle catene immaginarie della paura e dell’ignoranza! Perché sono quelle che ci imprigionano nell’illusione della scarsità e della impossibilità di fare. In un paese ricco come l’Italia, emergono con crescente chiarezza i legami fra le assurde regole contabili dei trattati europei e la falsa narrazione del debito e della scarsità. Sono regole che soffocano la solidarietà, per imporre una lacerante ed inutile competizione. Mortificano la politica, subordinandola ai capricci dei mercati speculativi. Umiliano le persone, sacrificate sull’altare dei diritti riconosciuti ai capitali ed alle merci. Proteggono un sistema finanziario privato e sopra nazionale che si è arrogato il diritto di creare il denaro dal nulla; lo nega alle esigenze della comunità; alimenta irresponsabilmente la bolla speculativa più grande e folle della storia; è disposto a trascinare nel baratro intere popolazioni, come vergognosamente avvenuto in Grecia, e gli equilibri delicati della natura, minacciati sotto gli occhi di tutti.

I governanti del mondo, legati fra loro da un filo sottile che li lega a quel sistema finanziario senza patria, reprimono legittime proteste popolari. Adottano forme vergognose di censura. Manipolano l’informazione ed il consenso. Sono disposti a scatenare perfino la guerra, là dove si sentono più al sicuro, arroccati in Istituzioni lontane, che diventano quasi private quando si pongono al di sopra delle nazioni. Lì, scrivono in lingue straniere leggi incomprensibili e ingiuste, contrarie alle Costituzioni ed ai Principi Universali! Come possiamo ancora tollerare i collaborazionisti che occupano indegnamente le Istituzioni repubblicane ed il servizio informativo pubblico, e offendono la dignità e l’intelligenza di ogni essere umano quando pretendono di difendere quel sistema perverso?

Le leggi chiare della Costituzione sono il nostro faro. Si fondano sulla Sovranità del Popolo, la dignità di ogni persona umana, il predominio della Politica e dell’Etica sull’economia e la finanza, il riconoscimento dei diritti di tutti ma anche dei doveri, delle libertà ma anche delle responsabilità sociali che sole permettono armonia e sostenibilità, nei rapporti fra le persone come nei confronti della natura.

L’umanità ha dormito il sonno della ragione nei decenni dominati dal capitalismo finanziario. Ora, sta riscoprendo lentamente la Solidarietà, la Fratellanza, la voglia di sentirsi Liberi ma Responsabili, e perfino un senso onesto e trasparente di Legalità e Giustizia, ma quella vera, quella Costituzionale, che mette i Principi Fondamentali della nostra Costituzione, limpidi e cristallini, definitivamente al di sopra di qualsiasi norma oscura e incomprensibile firmata in luoghi lontani da persone che da tempo hanno smesso di rappresentarci. Ci impegneremo insieme per farli conoscere a tutti, quei principi che parlano della Dignità di ognuno degli esseri umani, perché solo una comunità politica responsabile e ben consapevole della necessità di tornare in pieno possesso delle leve di governo dell’economia può mettere ognuno di noi in condizione di contribuire al vero progresso materiale e spirituale della nazione.

Vieni dunque, condividi con noi la decisione di avviare il processo costituente del Movimento Liberiamo l’Italia! Sarà accogliente ma strutturato; invita tutti alla partecipazione reale. Inizia con l’assemblea popolare del 7 dicembre a Roma e si protrarrà fino alla primavera, con l’obiettivo chiaro di restituire al Popolo gli strumenti per l’esercizio della Sovranità che ancora gli appartiene. Nasce in Italia, ma il suo sguardo è decisamente internazionale, per coltivare rapporti fecondi con i popoli della Terra che si stanno risvegliando.

Tutti siamo invitati a collaborare al processo elaborativo, perché è insieme che vogliamo definire i contorni della realtà a cui vogliamo dare corpo e forma, facendo in modo che sia più orizzontale e inclusiva possibile. Puoi iniziare già da ora a collaborare al processo organizzativo ed elaborativo aggregandoti ad uno dei nascenti Comitati Popolari Territoriali. Sono questi infatti che formeranno la spina dorsale del movimento, della sua democraticità, del suo bisogno di partecipazione. Formane uno nel tuo territorio. Contattaci, ti diremo come fare.

Ricordiamo i punti fermi indicati nell’appello che a luglio scorso ha invitato alla manifestazione del 12 ottobre: Usciamo dalla gabbia della UE! Riprendiamoci la sovranità monetaria! Riconquistiamo la democrazia! Applichiamo la Costituzione del 1948! Lavoro e dignità per tutti! Da lì vogliamo partire con un paziente lavoro di analisi e formazione collettiva, necessario a trasformare cittadini che si sentono impotenti e smarriti in un Popolo davvero Sovrano. È così che intendiamo togliere al potere economico sopra nazionale, ed ai collaborazionisti che lo rappresentano, quel consenso manipolato ed inconsapevole di cui oggi ancora godono. Per questo rafforziamo la rete dell’informazione alternativa, quella dei mille blog, dei canali YouTube, delle nuove piccole e grandi TV che si affacciano sulla scena, dei periodici stampati che sfidano con coraggio e difficoltà l’omertà indecorosa dell’informazione “di regime”.

Ma è altresì importantissimo uscire dal solo sistema virtuale! Incontriamoci nelle nostre case, nei luoghi pubblici di aggregazione, tocchiamo con mano che non siamo soli, siamo tanti, vivi e ben determinati a non interrompere per alcun motivo il cammino verso la liberazione.

Ci guardano e ci guarderanno con sospetto. Proveranno in tutti i modi a dividerci abusando di slogan ed etichette concepiti per dividere. Pazienza, serietà dell’impegno, umiltà e determinazione saranno le gocce che scaveranno la roccia di quel muro di pregiudizio dietro il quale, ci giovi saperlo, si celano energie inesauribili che non desiderano altro che di essere liberate. Ignoriamo le etichette di destra e di sinistra che cercheranno di appiccicarci, troppo confuse dall’esperienza triste dei partiti che hanno tradito ogni ideale, utili ormai solo alla propaganda di chi desidera tenere diviso ciò che può essere unito. Invitiamo le persone a riflettere accuratamente e a fare prorpi i valori della Sovranità e del Popolo. Valori che rivendichiamo con orgoglio, che restano limpidi ed alti nei nostri cuori, perché fondamenta del patto sociale.

Studiamo per individuare e sciogliere i nodi che ci impediscono di usare le Istituzioni politiche, rese oggi inaccessibili da leggi elettorali contrarie alla Costituzione, pensate per mortificare la rappresentanza. Non ci lasceremo distrarre da immediate velleità elettorali, né dai tatticismi della politica delle alleanze e delle polemiche, perché siamo consapevoli che per riuscire a modificare in maniera seria la complessa realtà socioeconomica nel mondo della globalizzazione e della manipolazione delle informazioni, è indispensabile creare pazientemente “corpi sociali” di adeguata e solida dimensione.

Partiamo da una realtà sfilacciata, disgregata, fatta di individui che si sentono soli, separati e disorientati. Ma sappiamo anche che ciò che stiamo per costruire insieme, è la risposta sensata a quella solitudine ed a quel senso di impotenza. Leggi e diffondi, dunque, la proposta del Manifesto che intende caratterizzarci e la proposta di Statuto che indica la possibile forma del nostro essere insieme. Vieni a completarli con noi, ti aspettiamo.

Lungo è il cammino ma leggero, se in buona compagnia.

COME PARTECIPARE ALL’ASSEMBLEA:

L’assemblea del 7 dicembre sarà aperta a tutti coloro che si riconoscono nei principi ispiratori della manifestazione. Registrati in tempo per poter partecipare all’assemblea, seguendo questo link.

Puoi inoltre iniziare a costituire un comitato territoriale insieme ad amici e conoscenti del tuo territorio seguendo queste istruzioni provvisorie.

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venerdì 29 novembre 2019

CHI È DAVVERO GIORGIA MELONI di Nazareno Filippi

[ venerdì 29 novembre 2019 ]

Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Brilla nel mondo cosiddetto "sovranista" la stella di Giorgia Meloni. 
Il suo attivismo starebbe mettendo in difficoltà la consolidata leadership di Matteo Salvini. La Meloni avrebbe instaurato una corsia preferenziale con il GOP statunitense [Grand Old Party, ovvero il Partito repubblicano, NdR], scavalcando così il tentativo del leghista di accreditarsi come il trumpiano di ferro all’interno dell’UE. Non sarebbero gradite talune macchie russofile che rimarrebbero nel curriculum del leader lombardo, più affidabile sarebbe dunque la Meloni, ricevuta di recente con tutti gli onori dall’ambasciatore americano, il sionista di ferro Lewis Eisenberg, a Villa Taverna — è dunque risibile che la Meloni dia addosso a Grillo per aver a sua volta incontrato l'pambasciatore cinese. 

Tale dinamica ci consente di delineare in tre punti la importante questione politica e geopolitica.

a) Giorgia Meloni non è fascista come "sardine", sinistrati ed il partito di Gedi (“la peronista de noantri…”: Merlo) sostengono tentando di ingannare la classe proletaria ed il popolo lavoratore. La Meloni è la continuatrice politica e geopolitica di Alleanza Nazionale e di Gianfranco Fini, che considerava il fascismo il “male assoluto” del 1900 ed il sionismo viceversa il “bene assoluto” del 1900. 
Vale ricordare che l’attuale leader di Fratelli d’Italia ribadì il suo rupudio del fascismo e  la sua fedeltà alla Costituzione del ’48 (18 settembre 2008) ottenendo il plauso dei Sionisti italiani per tale dichiarazione. Nell’agosto 2008, nel corso dei Giochi olimpici di Pechino, ha invitato gli atleti azzurri a boicottare la cerimonia d’apertura della competizione come atto di ostilità geopolitico alla democrazia popolare di Pechino. Non vi è stato modo, negli anni successivi, di notare ravvedimenti geopolitici nella visione e nella prassi della Meloni, se si eccettua, lo scorso anno, un piccolo rimbrotto al Salvini israeliano: definire l’Hezbollah filocristiano e prima linea mondiale Anti-ISIS “terrorista” fu troppo anche per la nostra cara Giorgia, che inaspettatamente nel dicembre 2018 ricordando il suo antico passato di militante missina filo-palestinese difese l’azione di tolleranza religiosa degli sciiti libanesi ed iraniani. Ma l’avevamo ritrovata, poco prima, indire una manifestazione di protesta contro il museo egizio di Torino a causa di una campagna promozionale in lingua araba. Ognuno può capire che l'islamofobia,  l'antiarabismo, l'apologia del white power (tipica di certa destra conservatrice) della Meloni ben poco hanno a che fare con il "Mussolini spada dell’Islam"

b) La formale contrapposizione tra una destra sovranista atlantista (sionismo nazionale) ed una sinistra globalista internazionalista (sionismo imperiale elitario e finanziario) ci permette di intuire una unità politica e geopolitica sostanziale nel fronte superimperialista. Bloomberg o Trump, Obama o Bush, la sostanza è medesima: settarismo anglosionista neocons e plutocrazia totalitaria come strategia globale di ultima istanza, non vi è spazio per altro. L’offensiva nazionalista protezionista trumpiana e la sola ipotesi BREXIT hanno effettivamente disarcionato l’ordoliberismo rigido a trazione esclusivamente subimperiale tedesca, ma la geopolitica dei prussiani o nazi è storicamente una farsa illusoria caratterizzata da una megalomania infantile, da Bismarck in poi sempre rafforzata dagli anglosionisti contro il patriottismo socialista francese e soprattutto contro la Russia. Rispetto all’ignavia obamiana, il protezionismo imperiale trumpiano ha costretto i coloniali capitalisti tedeschi alla scelta di campo. Questi ultimi sembrerebbero voler cambiare padrone: la Cina e la Via della seta sarebbe il nuovo destino tedesco e se ciò sarà effettivamente confermato il polo centroeuropeo e balcanico potrebbe rivelarsi la nuova faglia tettonica. Abilissima e lungimirante la scelta di Macron, rispetto alla solita suicida protervia teutonica, di rifiutare l’ingresso dei balcanici in UE. 

c) L’Italia vorrebbe continuare il solito squallido giochino della Prima Repubblica, posizionandosi al tempo stesso con Usa, Cina, Russia e se possibile anche con Iran, Hezbollah, ISIS, Al Qaeda, Sauditi, Fratellanza Mussulmana Erdogan e Qatar. E questo è l’unico spazio che hanno i vari Salvini, Meloni, Grillo, Zingaretti, Renzi, quello di scegliersi un solo padrone, uno e non più di uno, ma è anche il piccolo spazio ritagliato per pesi massimi come Prodi, Mattarella, Draghi che non possono varcare la fatidica zona rossa entrando nella sfera delle decisioni. Dunque: Meloni non è fascista e nemmeno una patriota. Nemmeno neo-craxiana.

 L’unica possibilità di Indipendenza italiana sovrana e democratica potrà essere assicurata dalla eventuale legittimazione di un fronte di sinistra patriottica solidarista, antirazzista, non islamofoba e soprattutto antimperialista ed antisionista.

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giovedì 28 novembre 2019

VIENI AVANTI CRETINO di Piemme

[ venerdì 29 novembre 2019 ]

Sul CORRIERE DELLA SERA di ieri l'ennesimo sermone di Angelo Panebianco

Il titolo serafico può trarre in inganno: "Le cadute in politica estera". Esecrando l'incommensurabile pochezza della "politica"  finisce per prendersela con tutti, leghisti filorussi, grillini filocinesi, piddini semi-europesti — questi ultimi liberali inconseguenti e tremebondi: per il nostro, se lo fossero davvero dovrebbero sostenere a spada tratta la vandea di Hong Kong, e schierarsi senza sé e senza ma (poteva mancare?!) con Israele.

Niente di nuovo sotto il cielo, sono decenni che Panebianco ci ammorba con questa lagna che nel nostro Paese non c'è un vero partito liberale, ovvero liberista, visto che per il nostro le due cose sono del tutto simbiotiche.

La cosa degna di nota è un'altra. Sentiamo che scrive discorrendo di Lega e 5 Stelle:
«C’è un’evidente coerenza fra l’orientamento illiberale degli odierni movimenti neo-nazionalisti (detti sovranisti) europei e le loro scelte di politica internazionale. C’è coerenza fra i loro ideali di società e il modo in cui immaginano di organizzare i rapporti fra i rispettivi Paesi e il mondo esterno. Nulla di nuovo. Anche se è stupido e antistorico paragonare tali movimenti ai partiti totalitari del passato (fascisti e comunisti) c’è però un elemento comune, ossia l’avversione per il mondo occidentale in tutto ciò che esso ha di peculiare: la società aperta, il primato della libertà individuale garantito dalla legge, il libero mercato, la democrazia rappresentativa. Questi movimenti preferiscono intrattenere rapporti con le società chiuse, con le società autoritarie e illiberali, con le quali sanno di avere affinità. Essi pertanto mettono in discussione i tradizionali ancoraggi occidentali dei loro Paesi. Vale per tutti e a maggior ragione per l’Italia la quale di movimenti neo-nazionalisti di successo ne ha partoriti addirittura due (Lega e 5 Stelle)».
Per quindi concludere con quella che per lui è la vera e propria disgrazia storica italiana:

«È un errato riflesso politicista attribuire ogni colpa di ciò che riteniamo negativo a questa o quella forza politica. I neo-nazionalisti fanno il loro mestiere. I problemi sono altri. In primo luogo, il fatto che sono tanti gli italiani che li votano. Confermando così che l’Italia è, come è sempre stata, una democrazia difficile, fortemente attratta da richiami illiberali».
Quante scemenze e bugie in poche righe!

Siccome siamo clementi vogliamo sorvolare sui pornografici attestati liberisti e occidentalisti di fede di Salvini, e/o su quelli europesiti dei 5 Stelle i quali, se non smentiscono, come minimo ridimensionano l'ansia allarmistica del nostro.

Panebianco ricorre al famigerato assioma che stabilisce l'equazione liberalismo=democrazia. Ma quando mai?  Non solo per noi ma per il fior fiore degli storici (seri) non di naturale coesistenza si tratta, ma di effettuale contrasto — se non proprio di una incompatibilità che dipende dal conflitto insanabile tra predominio delle leggi di mercato e l'esercizio della sovranità popolare.

Consigliamo a Panebianco come a tutti i nostri lettori, di leggere il formidabile libro del compianto Domenico Losurdo: "Controstoria del liberalismo". Un'indagine basata su un'inoppugnabile documentazione degli orrori inenarrabili compiuti dalla borghesia liberale ad ogni latitudine, e dei crimini perpetrati in nome del liberalismo.

Dalla lettura qualunque persona di buon senso che abbia a cuore la giustizia sociale considererà l'accusa di essere  "illiberale" non un'infamia ma un titolo di merito.








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CHI ACCUSA CHI? di Liberiamo l'Italia

[ giovedì 28 novembre 2019]

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Circola in rete la notizia della nascita di un gruppo che si definisce "Autoconvocati di Liberiamo l’Italia". In merito il Coordinamento nazionale di Liberiamo l’Italia ha approvato all’unanimità il seguente comunicato.
Da alcuni giorni circolano in rete notizie e comunicati critici sugli scopi dell’Assemblea che il Coordinamento Nazionale di Liberiamo l’Italia ha convocato a Roma il prossimo 7 dicembre. Si tratta, per certi aspetti, della riproduzione delle polemiche diffuse da alcuni alla vigilia del 12 ottobre. Polemiche che descrivevano come sicuramente fallimentare quella manifestazione, salvo poi doversi rimangiare tutto il giorno del suo svolgimento.
Poiché su questi temi c’è chi vuol fare confusione, e considerato che alcuni hanno ritenuto di “autoconvocare” un incontro del Lazio, negando la legittimità non solo del Coordinamento Nazionale ma pure quella della riunione regionale tenutasi regolarmente a Roma il 21 novembre scorso, siamo obbligati ad alcuni chiarimenti.

Premessa


a) Le persone che hanno lavorato nel comitato nazionale di Coordinamento hanno preso tutte le decisioni organizzative adottando il “metodo del consenso”: si lavora fino a trovare una soluzione soddisfacente per tutti. Questo metodo, sebbene faticoso, è il più democratico ed efficace possibile per costruire insieme qualcosa di serio e duraturo. Per funzionare, ha bisogno di una buona capacità di ascolto da parte dei partecipanti, di fiducia reciproca, di assoluto rispetto verso tutti gli altri membri, e della capacità di anteporre gli interessi della comunità rispetto ai propri obiettivi personali.  

I fatti


b) Solo dopo ripetuti episodi incresciosi, nei quali Luca Massimo Climati [sopra nella foto], con modi villani e maleducati, ha lanciato attacchi personali e offese gratuite nei confronti di numerosi membri del comitato, commessi perfino nella forma pubblica e scritta sui social, il Coordinamento ha approvato all’unanimità una mozione di biasimo nei confronti dello stesso, a salvaguardia della serenità di tutti, che è indispensabile al successo della nostra sfida. Non un’esclusione, dunque, ma un doveroso richiamo, destinato peraltro originariamente  a rimanere riservato (interno al comitato).
c) È dopo questo intervento che Luca Massimo Climati, trascorso poco tempo, si è dimesso dal comitato, seguito da Anselmo Cioffi, entrambi per decisione spontanea. E da allora hanno iniziato insieme a criticare pubblicamente l’azione del Coordinamento con il quale avevano collaborato fino al giorno prima, usando tentativi strumentali di delegittimarlo, e lanciando inoltre una “autoconvocazione” decisamente poco chiara, nella quale ci si dichiara non scissionisti,  ma di fatto ci si separa.

Le nostre considerazioni


1) Per quanto ci risulta dalle dichiarazioni degli stessi “autoconvocati” non è in corso nessuna scissione. Ci sono invece un attacco retrospettivo al concetto di patriottismo democratico e costituzionale (il rifiuto di ogni riferimento al Cln), la riproposizione di una sorta di “grillismo prima maniera” che non fa i conti con i suoi perversi risultati, una critica sui tempi scelti, infine il tentativo demagogico di delegittimazione del Coordinamento Nazionale.
2) Pur non condividendole affatto, queste critiche sono pienamente legittime. Il processo costituente è assolutamente aperto e democratico, ed ogni posizione avrà diritto di parola a partire dall’assemblea del 7 dicembre.
3) L’attuale Coordinamento Nazionale è solo provvisorio. Esso è nato per organizzare al meglio la manifestazione del 12 ottobre e, dopo di essa, l’assemblea di dicembre. Senza un Coordinamento non ci sarebbe stata né la manifestazione, né l’assemblea. Non si può fare finta di non saperlo. L’attacco alla sua legittimità è dunque del tutto strumentale.

4) E’ naturale che in una fase costituente si manifestino delle divergenze. Ed ogni attivista di Liberiamo l’Italia avrà il diritto/dovere di portare il proprio contributo di idee e proposte. E’ questa una caratteristica del progetto che stiamo lanciando, tant’è che i documenti presentati per l’assemblea nazionale sono solo una base di discussione, sulla quale i Comitati Popolari Territoriali si confronteranno nei prossimi mesi. Non ci sono dunque né “recinti”, né “volontà di manipolare i processi decisionali”, né accelerazioni “verso l’ennesimo partitino”. Anche se riteniamo sbagliate e talvolta assurde queste accuse, chi le formula avrà tutto il diritto di sostenerle. Quel che invece non possiamo in alcun modo accettare è la distruttività di uno sfrenato egocentrismo che già tanti danni ha fatto in passato. Quell’egotismo così diffuso nella nostra società, così presente nel dibattito pubblico in generale, non avrà spazio in Liberiamo l’Italia. Su questo, a tutela di un processo costituente che sta già coinvolgendo le energie creative di tantissime persone, saremo assolutamente fermi e rigorosi.
27 novembre 2019

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MES: LA PROVA CHE SALVINI MENTE

[ giovedì 28 novembre 2019 ]

Venerdì 6 dicembre, dalle ore 15:30 alle 18:30, sotto il Parlamento si svolgerà la manifestazione CONTRO IL MES e in DIFESA DEL CONTANTE, indetta da LIBERIAMO L'ITALIA 

Previsti diversi interventi di attivisti, economisti, intellettuali e sindacalisti.

Quello che segue è il testo integrale del Trattato che istituisce il MES/ESM, approvato nel giugno scorso dall'Eurogruppo, presenti Conte e Tria. Domani pubblicheremo un breve dossier per svelare cosa esso implichi davvero per il nostro Paese.

SALVINI SAPEVA, DI MAIO SAPEVA...


Roma, 19 giugno 2019 - Qui di seguito il video delle comunicazioni del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, alla Camera dei Deputati in vista del Consiglio europeo e dell'Euro Summit del 20 e 21 giugno 2019 che approverà il MES. Ora Salvini sbraita e Di Maio avanza "perplessità". Di che discutevano nel Consiglio dei Ministri in quei giorni? Non avevano letto le clausole vessatori del MES/ESM (note sin dal 2011). Perché non intimarono a Tria e Conte di dire no al Trattato? Ora Salvini si aggrappa al fatto che l'Eurogruppo del 20 e 21 giugno dell'anno scorso avrebbe modificato (in peggio) il MES/ESM. Tenta di salvarsi in corner. Certo che occorre mettere sotto accusa Conte e Tria ove avessero avallato le modifiche peggiorative, ma che non sia un'alibi per "negoziare" un Trattato che anche senza di esse è una pistola alla tempia del nostro Paese e del nostro popolo.



* * *

MES: IL TESTO INTEGRALE DEL TRATTATO


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TRATTATO CHE ISTITUISCE IL MECCANISMO EUROPEO DI STABILITÀ TRA IL REGNO DEL BELGIO, LA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA LA REPUBBLICA DI ESTONIA, L’IRLANDA, LA REPUBBLICA ELLENICA, IL REGNO DI SPAGNA, LA REPUBBLICA FRANCESE, LA REPUBBLICA ITALIANA, LA REPUBBLICA DI CIPRO, IL GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO, MALTA, IL REGNO DEI PAESI BASSI, LA REPUBBLICA D’AUSTRIA, LA REPUBBLICA PORTOGHESE, LA REPUBBLICA DI SLOVENIA, LA REPUBBLICA SLOVACCA E LA REPUBBLICA DI FINLANDIA




LE PARTI CONTRAENTI, il Regno del Belgio, la Repubblica federale di Germania, la Repubblica di Estonia, l’Irlanda, la Repubblica ellenica, il Regno di Spagna, la Repubblica francese, la Repubblica italiana, la Repubblica di Cipro, il Granducato di Lussemburgo, la Repubblica di Malta, il Regno dei Paesi Bassi, la Repubblica d’Austria, la Repubblica portoghese, la Repubblica di Slovenia, la Repubblica slovacca e la Repubblica di Finlandia (nel prosieguo, “gli Stati membri della zona euro” o “i membri del MES”),


DETERMINATE a garantire la stabilità finanziaria della zona euro,


RAMMENTANDO le conclusioni del Consiglio europeo del 25 marzo 2011 relative all’istituzione di un meccanismo europeo di stabilità,


CONSIDERANDO QUANTO SEGUE:



(1) Il 17 dicembre 2010 il Consiglio europeo ha concordato sulla necessità per gli Stati membri della zona euro di istituire un meccanismo permanente di stabilità. Il presente meccanismo europeo di stabilità (MES) assumerà il compito attualmente svolto dal Fondo europeo di stabilità finanziaria (FESF) e dal meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (EFSM) di fornire, laddove necessario, l’assistenza finanziaria agli Stati membri della zona euro.


(2) Il 25 marzo 2011 il Consiglio europeo ha adottato la decisione 2011/199/UE che modifica l’articolo 136 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea relativamente a un meccanismo di stabilità per gli Stati membri la cui moneta è l’euro1; a tal fine è stato aggiunto il seguente paragrafo all’articolo 136: “Gli Stati membri la cui moneta è l’euro possono istituire un meccanismo di stabilità da attivare ove indispensabile per salvaguardare la stabilità dell’intera zona euro. La concessione di qualsiasi assistenza finanziaria necessaria nell’ambito del meccanismo sarà soggetta a una rigorosa condizionalità.”.


(3) Nell’ottica di migliorare l’efficacia dell’assistenza finanziaria e di prevenire il rischio di contagio finanziario, in data 21 luglio 2011 i capi di Stato o di governo degli Stati membri la cui moneta è l’euro hanno convenuto di “accrescere la flessibilità [del MES] legata a un’adeguata condizionalità”.


(4) Il rigoroso rispetto del quadro dell’Unione europea, della sorveglianza macroeconomica integrata, con particolare riguardo al patto di stabilità e crescita, del quadro per gli squilibri macroeconomici e delle regole di governance economica dell’Unione europea, dovrebbe costituire la prima linea di difesa alle crisi di fiducia che possano compromettere la stabilità della zona euro.


(5) Il 9 dicembre 2011 i capi di Stato o di governo degli Stati Membri la cui moneta è l’euro hanno deciso di procedere verso un’unione economica più forte, compresi un nuovo patto di bilancio e un rafforzamento del coordinamento delle politiche economiche da attuare attraverso un accordo internazionale, il trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governancenell’unione economica e monetaria (“TSCG”). Il TSCG aiuterà a sviluppare un coordinamento più stretto all’interno della zona euro al fine di garantire una duratura, sana e robusta gestione delle finanze pubbliche affrontando quindi una delle principali fonti di instabilità finanziaria. Il presente trattato e il TSCG sono complementari nel promuovere la responsabilità e la solidarietà di bilancio all’interno dell’Unione economica e monetaria. Viene riconosciuto e accettato che la concessione dell’assistenza finanziaria nell’ambito dei nuovi programmi previsti dal MES sarà subordinata, a decorrere dal 1° marzo 2013, alla ratifica del TSCG da parte del membro MES interessato e, previa scadenza del periodo di recepimento di cui all’articolo 3, paragrafo 2, del TSCG, al rispetto dei requisiti di cui al suddetto articolo.


(6) Considerate le forti interrelazioni all’interno della zona euro, gravi minacce alla stabilità finanziaria degli Stati membri la cui moneta è l’euro possono mettere a rischio la stabilità finanziaria della zona euro nel suo complesso. Il MES può pertanto fornire un sostegno alla stabilità sulla base di condizioni rigorose commisurate allo strumento di assistenza finanziaria scelto, se indispensabile per salvaguardare la stabilità finanziaria della zona euro nel suo complesso e dei suoi Stati membri. Il volume della capacità massima iniziale di finanziamento erogabile dal MES è fissato a 500 000 milioni di EUR, incluso il sostegno in essere alla stabilità del FESF. L’adeguatezza del volume della capacità massima consolidata di finanziamento erogabile dal MES e dal FESF sarà, tuttavia, oggetto di nuova valutazione prima dell’entrata in vigore del presente trattato. Se del caso, esso sarà aumentato dal consiglio dei governatori del MES, a norma dell’articolo 10, previa entrata in vigore del presente trattato.


(7) Tutti gli Stati membri della zona euro diventeranno membri del MES. Per effetto dell’adesione alla zona euro, lo Stato membro dell’Unione europea dovrebbe diventare membro del MES con gli stessi diritti e obblighi delle parti contraenti.


(8) Il MES coopererà strettamente con il Fondo monetario internazionale (FMI) nel fornire un sostegno alla stabilità. La partecipazione attiva del FMI sarà prevista sia a livello tecnico che finanziario. Lo Stato membro della zona euro che richiederà l’assistenza finanziaria dal MES rivolgerà, ove possibile, richiesta analoga al FMI.


(9) Gli Stati membri dell’Unione europea la cui moneta non è l’euro (“Stati membri non facenti parte della zona euro”) che partecipano su base ad hoc, a fianco del MES, a un’operazione di sostegno alla stabilità prevista a favore di Stati membri della zona euro, saranno invitati a partecipare, in qualità di osservatori, alle riunioni del MES in cui saranno discussi tale sostegno alla stabilità e la relativa sorveglianza. Essi avranno accesso a tutte le informazioni in tempo utile e saranno opportunamente consultati.


(10) Il 20 giugno 2011 i rappresentanti dei governi degli Stati membri dell’Unione europea hanno autorizzato le parti contraenti del presente trattato a chiedere alla Commissione europea e alla Banca centrale europea (BCE) di svolgere i compiti previsti dal presente trattato.


(11) Nella dichiarazione del 28 novembre 2010 l’Eurogruppo ha affermato che, al fine di tutelare la liquidità dei mercati, saranno inserite nelle modalità e nelle condizioni di emissione di tutte le nuove obbligazioni emesse dagli Stati della zona euro clausole d’azione collettiva (“CACs”) identiche e in formato standard. Come richiesto dal Consiglio europeo del 25 marzo 2011, il regime giuridico che disciplina l’inserimento delle CACs nei titoli di Stato della zona euro è stato definito dal comitato economico e finanziario.


12) In linea con la prassi del FMI, in casi eccezionali si prende in considerazione una forma adeguata e proporzionata di partecipazione del settore privato nei casi in cui il sostegno alla stabilità sia fornito in base a condizioni sotto forma di un programma di aggiustamento macroeconomico.


(13) Parimenti al FMI, il MES fornirà un sostegno alla stabilità ai membri del MES il cui regolare accesso al finanziamento sul mercato risulti o rischi di essere compromesso. Su queste basi i capi di Stato o di governo hanno concordato che i prestiti del MES fruiranno dello status di creditore privilegiato in modo analogo a quelli del FMI, pur accettando che lo status di creditore privilegiato del FMI prevalga su quello del MES. Tale status produrrà i suoi effetti a decorrere dall’entrata in vigore del presente trattato. Nel caso di un’assistenza finanziaria del MES sotto forma di prestiti del MES derivante da un programma europeo di assistenza finanziaria in essere al momento della firma del presente trattato, il MES fruirà della stessa priorità di tutti gli altri prestiti e di tutte le altre obbligazioni del membro del MES beneficiario dell’assistenza, ad eccezione dei prestiti FMI.


(14) Gli Stati membri della zona euro sosterranno l’equivalenza tra lo status di creditore del MES e quello di altri Stati concedenti credito su base bilaterale di concerto con il MES.


(15) Le condizioni per la concessione dei prestiti MES imposte agli Stati membri soggetti ad un programma di aggiustamento macroeconomico, incluse quelle di cui all’articolo 40 del presente trattato, comprendono i costi operativi e di finanziamento del MES e dovrebbero essere conformi alle condizioni per la concessione di cui agli accordi in materia di assistenza finanziaria firmati fra il FESF, l’Irlanda e la Banca centrale d’Irlanda, da un lato, e il FESF, la Repubblica portoghese e la Banca del Portogallo, dall’altro.


(16) Conformemente all’articolo 273 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), la Corte di giustizia dell’Unione europea è competente a conoscere di qualsiasi controversia tra le parti contraenti o tra queste e il MES in connessione con l’interpretazione e l’applicazione del presente trattato.


(17) La sorveglianza post-programma sarà effettuata dalla Commissione europea e dal Consiglio dell’Unione europea nel quadro stabilito dagli articoli 121 e 136 del TFUE.


_____________________


1 GU L 91 del 6.4.2011, pag. 1.


HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:


CAPO 1 MEMBRI E FINALITÀ


ARTICOLO 1 Istituzione e membri


1. Con il presente trattato le parti contraenti istituiscono tra loro un’istituzione finanziaria internazionale denominata il “meccanismo europeo di stabilità” (“MES”).


2. Le parti contraenti sono i membri del MES.


ARTICOLO 2 Nuovi membri


1. L’adesione al MES è aperta agli altri Stati membri dell’Unione europea a decorrere dall’entrata in vigore della decisione del Consiglio dell’Unione europea, adottata ai sensi dell’articolo 140, paragrafo 2, del TFUE, che abolisce la loro deroga di adottare l’euro.


2. Ai sensi dell’articolo 44, l’ammissione al MES di nuovi membri avviene con le stesse modalità e condizioni applicate ai membri già effettivi.


3. Il nuovo membro che aderisce al MES dopo la sua istituzione riceverà quote del MES in cambio del proprio apporto di capitale, calcolato conformemente al modello di contribuzione di cui all’articolo 11.


ARTICOLO 3 Obiettivo


L’obiettivo del MES è quello di mobilizzare risorse finanziarie e fornire un sostegno alla stabilità, secondo condizioni rigorose commisurate allo strumento di assistenza finanziaria scelto, a beneficio dei membri del MES che già si trovino o rischino di trovarsi in gravi problemi finanziari, se indispensabile per salvaguardare la stabilità finanziaria della zona euro nel suo complesso e quella dei suoi Stati membri. A questo scopo è conferito al MES il potere di raccogliere fondi con l’emissione di strumenti finanziari o la conclusione di intese o accordi finanziari o di altro tipo con i propri membri, istituzioni finanziarie o terzi.


CAPO 2 GOVERNANCE


ARTICOLO 4 Struttura e regole di voto


1. Il MES è dotato di un consiglio dei governatori e di un consiglio di amministrazione, nonché di un direttore generale e dell’altro personale ritenuto necessario.


2. Le decisioni del consiglio dei governatori e del consiglio di amministrazione sono adottate di comune accordo, a maggioranza qualificata o a maggioranza semplice, conformemente alle disposizioni del presente trattato. Per tutte le decisioni è necessaria la presenza di un quorum di due terzi dei membri aventi diritto di voto che rappresentino almeno i due terzi dei diritti di voto.


3. L’adozione di una decisione di comune accordo richiede l’unanimità dei membri partecipanti alla votazione. Le astensioni non ostano all’adozione di una decisione di comune accordo.


4. In deroga al paragrafo 3, una procedura di votazione d’urgenza è utilizzata nei casi in cui la Commissione e la BCE concludono che la mancata adozione di una decisione urgente circa la concessione o l’attuazione di un’assistenza finanziaria di cui agli articoli da 13 a 18 minaccerebbe la sostenibilità economica e finanziaria della zona euro. L’adozione di una decisione di comune accordo tra il consiglio dei governatori di cui all’articolo 5, paragrafo 6, lettere e) e f), e il consiglio di amministrazione nel quadro di detta procedura d’urgenza richiede una maggioranza qualificata dell’85% dei voti espressi.


Nei casi in cui si fa ricorso alla procedura d’urgenza di cui al primo comma, viene effettuato un trasferimento dal fondo di riserva e/o dal capitale versato ad un fondo per la riserva di emergenza, al fine di costituire una riserva destinata a coprire i rischi derivanti dal sostegno finanziario concesso secondo detta procedura d’urgenza. Il consiglio dei governatori può decidere di cancellare il fondo per la riserva di emergenza e ritrasferire il suo contenuto al fondo di riserva e/o al capitale versato.


5. L’adozione di una decisione a maggioranza qualificata richiede l’ 80% dei voti espressi.


6. L’adozione di una decisione a maggioranza semplice richiede la maggioranza dei voti espressi.


7. Il numero dei diritti di voto di ciascun membro del MES, esercitati dalla persona da esso designata o dal rappresentante di quest’ultimo in seno al consiglio dei governatori o al consiglio di amministrazione, è pari al numero di quote assegnate a tale membro a valere sul totale di capitale versato del MES conformemente all’allegato II.


8. In caso di mancato pagamento, da parte di un membro del MES, di una qualsiasi parte dell’importo da esso dovuto a titolo degli obblighi contratti in relazione a quote da versare o a richiami di capitale ai sensi degli articoli 8, 9 e 10, o in relazione al rimborso dell’assistenza finanziaria concessa ai sensi dell’articolo 16 o 17, detto membro del MES non potrà esercitare i propri diritti di voto per l’intera durata di tale inadempienza. Le soglie di voto sono ricalcolate di conseguenza.


ARTICOLO 5 Consiglio dei governatori


1. Ogni membro del MES nomina un governatore e un governatore supplente. Tali nomine sono revocabili in qualsiasi momento. Il governatore è un membro del governo di detto membro del MES responsabile delle finanze. Il governatore supplente è pienamente abilitato ad agire a nome del governatore in caso di assenza di quest’ultimo.


2. Il consiglio dei governatori decide o di essere presieduto dal presidente dell’Eurogruppo di cui al protocollo (n. 14) sull’Eurogruppo allegato al trattato sull’Unione europea e al TFUE oppure elegge fra i suoi membri un presidente e un vicepresidente per una durata di due anni. Il presidente e il vicepresidente possono essere rieletti. Una nuova elezione è organizzata senza ritardo se il titolare non esercita più la funzione necessaria per la nomina a governatore.


3. Il membro della Commissione europea responsabile degli affari economici e monetari e il presidente della BCE, nonché il presidente dell’Eurogruppo (se non è il presidente o un governatore), possono partecipare alle riunioni del consiglio dei governatori in qualità di osservatori.


4. Anche i rappresentanti di Stati membri non facenti parte della zona euro che partecipano su base ad hoc, a fianco del MES, a un’operazione di sostegno alla stabilità prestata a Stati membri della zona euro sono invitati a partecipare, in qualità di osservatori, alle riunioni del consiglio dei governatori in cui saranno discusse tale sostegno alla stabilità e la relativa sorveglianza.


5. Il consiglio dei governatori può invitare altre persone a partecipare a determinate riunioni in qualità di osservatori, compresi i rappresentanti di istituzioni o organizzazioni quali il FMI.


6. Il consiglio dei governatori adotta decisioni di comune accordo in merito a quanto segue:


a) la cancellazione del fondo per la riserva di emergenza e il reintegro del suo contenuto al fondo di riserva e/o al capitale versato, a norma dell’articolo 4, paragrafo 4;


b) l’emissione di nuove quote a condizioni diverse da quelle emesse alla pari ai sensi dell’articolo 8, paragrafo 2;


c) la richiesta di capitale ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 1;


d) le modifiche dello stock del capitale versato al fine di adeguare il volume della capacità massima di finanziamento del MES ai sensi dell’articolo 10, paragrafo 1;


e) la valutazione dell’opportunità di possibili incrementi del modello di sottoscrizione del capitale della BCE ai sensi dell’articolo 11, paragrafo 3, e le modifiche da apportare all’allegato I ai sensi dell’articolo 11, paragrafo 6;


f) la concessione del sostegno alla stabilità da parte del MES, incluse la politica economica, le condizioni enunciate nel protocollo d’intesa di cui all’articolo 13, paragrafo 3, e la definizione della scelta degli strumenti nonché delle modalità finanziarie e delle condizioni, ai sensi degli articoli da 12 a 18;


g) il mandato alla Commissione europea per negoziare, di concerto con la BCE, le condizioni di politica economica cui è subordinata ogni operazione di assistenza finanziaria, ai sensi dell’articolo 13, paragrafo 3;


h) la modifica della politica e delle linee direttrici per la fissazione dei tassi di interesse dovuti per l’assistenza finanziaria ai sensi dell’articolo 20;


i) la modifica dell’elenco degli strumenti di assistenza finanziaria utilizzabili da parte del MES ai sensi dell’articolo 19;


j) la determinazione delle modalità per il trasferimento dei sostegni concessi dal FESF al MES ai sensi dell’articolo 40;


k) l’approvazione delle domande di adesione al MES presentate da nuovi membri ai sensi dell’articolo 44;


l) gli adeguamenti del presente trattato quale conseguenza derivante dall’adesione di nuovi membri, comprese le modifiche alla ripartizione del capitale tra i membri del MES ed il calcolo di detta ripartizione quale conseguenza derivante dall’adesione di un nuovo membro al MES, ai sensi dell’articolo 44; e


m) la delega al consiglio di amministrazione di compiti elencati nel presente articolo.


7. Il consiglio dei governatori adotta a maggioranza qualificata le decisioni che seguono:


a) fissa le modalità tecniche dettagliate per l’adesione di un nuovo membro al MES ai sensi dell’articolo 44;


b) decide di essere presieduto dal presidente dell’Eurogruppo o elegge, a maggioranza qualificata, il presidente e il vicepresidente del consiglio dei governatori ai sensi del paragrafo 2;


c) redige lo statuto del MES e il regolamento interno del consiglio dei governatori e del consiglio di amministrazione (ivi incluso il diritto di istituire comitati e organi ausiliari) ai sensi del paragrafo 9;


d) compila l’elenco delle attività incompatibili con le funzioni di amministratore o amministratore supplente ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 8;


e) nomina il direttore generale e fissa la data di cessazione del suo mandato ai sensi dell’articolo 7;


f) determina altri fondi ai sensi dell’articolo 24;


g) assume decisioni sulle azioni da adottarsi per recuperare l’importo dovuto da un membro del MES ai sensi dell’articolo 25, paragrafi 2 e 3;


h) approva il rendiconto annuale del MES ai sensi dell’articolo 27, paragrafo 1;


i) nomina i membri del collegio dei revisori ai sensi dell’articolo 30, paragrafo 1;


j) approva la nomina dei revisori esterni ai sensi dell’articolo 29;


k) revoca l’immunità del presidente del consiglio dei governatori, di un governatore, di un governatore supplente, di un amministratore, di un amministratore supplente o del direttore generale ai sensi dell’articolo 35, paragrafo 2;


l) stabilisce il regime fiscale applicabile al personale del MES ai sensi dell’articolo 36, paragrafo 5;


m) decide su eventuali controversie ai sensi dell’articolo 37, paragrafo 2; e


n) qualsiasi altra decisione necessaria non espressamente contemplata dal presente trattato.


8. Il presidente convoca e presiede le riunioni del consiglio dei governatori. Il vicepresidente presiede tali riunioni nei casi in cui il presidente non può parteciparvi.


9. Il consiglio dei governatori adotta il proprio regolamento interno e lo statuto del MES.


ARTICOLO 6 Consiglio di amministrazione


1. Ogni governatore nomina un amministratore e un amministratore supplente tra persone dotate di elevata competenza in campo economico e finanziario. Tali nomine sono revocabili in qualsiasi momento. L’amministratore supplente è pienamente abilitato ad agire a nome dell’amministratore in caso di assenza di quest’ultimo.


2. Il membro della Commissione europea responsabile degli affari economici e monetari ed il presidente della BCE possono nominare ciascuno un osservatore.


3. I rappresentanti degli Stati membri non facenti parte della zona euro che partecipano su base ad hoc, a fianco del MES, a un’operazione di assistenza finanziaria prestata a Stati membri della zona euro sono altresì invitati a partecipare, in qualità di osservatori, alle riunioni del consiglio di amministrazione in cui saranno discusse tale assistenza finanziaria e la relativa sorveglianza.


4. Il consiglio dei governatori può invitare altre persone, compresi i rappresentanti di istituzioni o organizzazioni, a partecipare a determinate riunioni in qualità di osservatori.


5. Il consiglio di amministrazione adotta le proprie decisioni a maggioranza qualificata, salvo altrimenti disposto nel presente trattato. Le decisioni da assumere sulla base delle competenze delegate dal consiglio dei governatori sono adottate secondo le relative regole di voto di cui all’articolo 5, paragrafi 6 e 7.


6. Fatte salve le competenze del consiglio dei governatori definite all’articolo 5, il consiglio di amministrazione assicura che il MES sia gestito in conformità al presente trattato ed allo statuto del MES adottato dal consiglio dei governatori. Esso adotta le decisioni disposte dal presente trattato o ad esso delegate dal consiglio dei governatori.


7. Qualsiasi vacanza in seno al consiglio di amministrazione è immediatamente coperta ai sensi del paragrafo 1.


8. Il consiglio dei governatori stabilisce quali attività sono incompatibili con le funzioni di amministratore o di amministratore supplente, lo statuto del MES e il regolamento interno del consiglio di amministrazione.


ARTICOLO 7 Direttore generale


1. Il direttore generale è nominato dal consiglio dei governatori fra i candidati aventi la nazionalità di un membro del MES, dotati di esperienza internazionale pertinente e di elevato livello di competenza in campo economico e finanziario. Nel corso del suo mandato il direttore generale non può esercitare la funzione di governatore o amministratore, né di governatore supplente o amministratore supplente.


2. Il mandato del direttore generale è di cinque anni ed è rinnovabile una volta. Il direttore generale decade comunque dalle sue funzioni qualora lo decida il consiglio dei governatori.


3. Il direttore generale presiede le riunioni del consiglio di amministrazione e partecipa alle riunioni del consiglio dei governatori.


4. Il direttore generale è il capo del personale del MES. Egli è responsabile dell’organizzazione, della nomina e del licenziamento del personale in conformità allo statuto del personale adottato dal consiglio di amministrazione.


5. Il direttore generale è il rappresentante legale del MES e ne gestisce gli affari correnti sotto la direzione del consiglio di amministrazione.


CAPO 3 CAPITALE


ARTICOLO 8 Stock di capitale autorizzato


1. Lo stock di capitale autorizzato del MES ammonta a 700 000 milioni di EUR. Esso è suddiviso in sette milioni di quote, ciascuna del valore nominale pari a 100 000 EUR, sottoscrivibili in conformità al modello di contribuzione iniziale di cui all’articolo 11 e calcolato nell’allegato I.


2. Lo stock di capitale autorizzato è composto da quote versate e quote richiamabili. Il valore nominale aggregato totale iniziale delle quote versate ammonta a 80 000 milioni di EUR. Le quote di capitale autorizzato inizialmente sottoscritte sono emesse alla pari. Le altre quote sono emesse alla pari, salvo se in particolari circostanze il consiglio dei governatori decida di emetterle a differenti condizioni.


3. Le quote di capitale autorizzato non sono in alcun modo gravate da oneri, pegni ed ipoteche e non sono trasferibili, fatta eccezione per i trasferimenti conseguenti alla rimodulazione del modello di contribuzione di cui all’articolo 11 in misura necessaria a garantire che la ripartizione delle quote corrisponda al modello modificato.


4. I membri del MES si impegnano irrevocabilmente e incondizionatamente a versare la propria quota di capitale autorizzato in conformità al modello di contribuzione di cui all’allegato I. Essi provvedono in tempo utile al versamento delle quote di capitale richiamato secondo le modalità stabilite nel presente trattato.


5. La responsabilità di ciascun membro del MES è in ogni caso limitata alla sua quota di capitale autorizzato al prezzo di emissione determinato. Nessun membro del MES può essere considerato responsabile, in virtù della sua appartenenza al MES, degli obblighi da questi contratti. L’obbligo di un membro del MES di contribuire al capitale autorizzato in conformità al presente trattato non decade allorquando detto membro divenga beneficiario oppure riceva assistenza finanziaria dal MES.


ARTICOLO 9 Richiesta di capitale


1. Il consiglio dei governatori può richiedere il versamento in qualsiasi momento del capitale autorizzato non versato e fissare un congruo termine per il relativo pagamento da parte dei membri del MES.


2. Il consiglio di amministrazione può richiedere il versamento del capitale autorizzato non versato mediante una decisione adottata a maggioranza semplice volta a ripristinare il livello del capitale versato ove quest’ultimo, per effetto dell’assorbimento di perdite, sia sceso al di sotto del livello stabilito all’articolo 8, paragrafo 2, da modificarsi da parte del consiglio dei governatori secondo la procedura di cui all’articolo 10, che determina un congruo termine per il relativo pagamento da parte dei membri del MES.


3. Il direttore generale richiede in tempo utile il capitale autorizzato non versato se questo è necessario ad evitare che il MES risulti inadempiente rispetto ai previsti obblighi di pagamento, o di altro tipo, nei confronti dei propri creditori. Il direttore generale informa il consiglio di amministrazione e il consiglio dei governatori di tali richieste. Allorquando sia rilevata un’eventuale carenza di fondi nelle disponibilità del MES, il direttore generale effettua tale(i) richieste(i) di capitale quanto prima possibile al fine di garantire che il MES disponga di fondi sufficienti per onorare la totalità dei pagamenti dovuti ai creditori alla scadenza prevista. I membri del MES si impegnano incondizionatamente e irrevocabilmente a versare il capitale richiesto dal direttore generale ai sensi del presente paragrafo entro sette giorni dal ricevimento della richiesta.


4. Il consiglio di amministrazione adotta le condizioni e le modalità particolareggiate applicabili alle richieste di capitale ai sensi del presente articolo.


ARTICOLO 10 Adeguamenti del capitale autorizzato


1. Il consiglio dei governatori riesamina periodicamente e, almeno ogni cinque anni, la capacità massima erogabile e l’adeguatezza del capitale autorizzato del MES. Esso può decidere di adeguare il capitale autorizzato e di modificare di conseguenza l’articolo 8 e l’allegato II. Tale decisione entra in vigore dopo che i membri del MES hanno notificato al depositario l’avvenuto completamento delle procedure nazionali applicabili. Le nuove quote sono assegnate ai membri del MES in conformità al modello di contribuzione di cui all’articolo 11 e all’allegato I.


2. Il consiglio di amministrazione adotta le condizioni e le modalità particolareggiate applicabili agli adeguamenti del capitale effettuati ai sensi del paragrafo 1.


3. Nel caso in cui uno Stato membro dell’Unione europea diventi un nuovo membro del MES, il capitale autorizzato del MES è automaticamente aumentato moltiplicando gli importi pro quota vigenti in detto momento per il rapporto, nell’ambito del modello di contribuzione aggiornato di cui all’articolo 11, e la ponderazione assegnata al nuovo membro del MES e quella assegnata ai membri del MES esistenti.


ARTICOLO 11 Modello di contribuzione


1. Per effetto di quanto previsto dai paragrafi 2 e 3, il modello di contribuzione per la sottoscrizione del capitale autorizzato del MES è basato sul modello di sottoscrizione del capitale della BCE da parte delle banche centrali nazionali dei membri del MES ai sensi dell’articolo 29 del protocollo (n. 4) sullo statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea (lo “statuto del SEBC”) allegato al trattato sull’Unione europea e al TFUE.


2. Il modello di contribuzione per la sottoscrizione del capitale autorizzato del MES è specificato nell’allegato I.


3. Il modello di contribuzione iniziale per la sottoscrizione del capitale autorizzato del MES è adeguato:


a) quando uno Stato membro dell’Unione europea aderisce come nuovo membro del MES, con conseguente aumento automatico del capitale autorizzato secondo il disposto dell’articolo 10, paragrafo 3, o


b) alla scadenza del dodicesimo anno quale termine per la correzione temporanea applicabile a un membro del MES ai sensi dell’articolo 42.


4. Il consiglio dei governatori può decidere di tener conto di eventuali aggiornamenti del modello di sottoscrizione del capitale della BCE di cui al paragrafo 1 quando il modello di contribuzione è aggiornato ai sensi del paragrafo 3 o quando interviene una modifica del capitale autorizzato secondo il disposto dell’articolo 10, paragrafo 1.


5. In caso di modifica del modello di contribuzione per la sottoscrizione del capitale autorizzato del MES, i membri del MES trasferiscono fra di loro il capitale autorizzato nella misura necessaria ad assicurare che la sua distribuzione corrisponda al modello modificato.


6. L’allegato I è modificato su decisione del consiglio dei governatori a seguito di ogni modifica di cui al presente articolo.


7. Il consiglio di amministrazione adotta tutte le altre misure necessarie per l’applicazione del presente articolo.


CAPO 4 OPERAZIONI


ARTICOLO 12 Principi


1. Ove indispensabile per salvaguardare la stabilità finanziaria della zona euro nel suo complesso e dei suoi Stati membri, il MES può fornire a un proprio membro un sostegno alla stabilità, sulla base di condizioni rigorose commisurate allo strumento di assistenza finanziaria scelto. Tali condizioni possono spaziare da un programma di correzioni macroeconomiche al rispetto costante di condizioni di ammissibilità predefinite.


2. Fatto salvo l’articolo 19, il sostegno alla stabilità del MES può essere concesso per mezzo degli strumenti di cui agli articoli da 14 a 18.


3. A partire dal 1° gennaio 2013 sono incluse in tutti i titoli di Stato della zona euro di nuova emissione e con scadenza superiore ad un anno clausole d’azione collettiva in un modo che garantisca che il loro impatto giuridico sia identico.


ARTICOLO 13 Procedura per la concessione del sostegno alla stabilità


1. Un membro del MES può presentare domanda di sostegno alla stabilità al presidente del consiglio dei governatori. Tale domanda menziona lo strumento finanziario o gli strumenti finanziari da considerare. Una volta ricevuta la domanda, il presidente del consiglio dei governatori assegna alla Commissione europea, di concerto con la BCE, i seguenti compiti:


a) valutare l’esistenza di un rischio per la stabilità finanziaria della zona euro nel suo complesso o dei suoi Stati membri, a meno che la BCE non abbia già presentato un’analisi a norma dell’articolo 18, paragrafo 2;


b) valutare la sostenibilità del debito pubblico. Se opportuno e possibile, tale valutazione dovrà essere effettuata insieme al FMI;


c) valutare le esigenze finanziarie effettive o potenziali del membro del MES interessato.


2. Sulla base della domanda del membro del MES e della valutazione di cui al paragrafo 1, il consiglio dei governatori può decidere di concedere, in linea di principio, il sostegno alla stabilità al membro del MES interessato sotto forma di un dispositivo di assistenza finanziaria.


3. Se è adottata una decisione ai sensi del paragrafo 2, il consiglio dei governatori affida alla Commissione europea – di concerto con la BCE e, laddove possibile, insieme all’FMI – il compito di negoziare con il membro del MES interessato, un protocollo d’intesa che precisi le condizioni contenute nel dispositivo di assistenza finanziaria. Il contenuto del protocollo d’intesa riflette la gravità delle carenze da affrontare e lo strumento di assistenza finanziaria scelto. Il direttore generale del MES prepara nel contempo una proposta di accordo su un dispositivo di assistenza finanziaria contenente le modalità finanziarie e le condizioni e la scelta degli strumenti, che dovrà essere adottata dal consiglio dei governatori.


Il protocollo d’intesa è pienamente conforme alle misure di coordinamento delle politiche economiche previste dal TFUE, in particolare a qualsiasi atto legislativo dell’Unione europea, compresi pareri, avvertimenti, raccomandazioni o decisioni indirizzate al membro del MES interessato.


4. La Commissione europea firma il protocollo d’intesa in nome e per conto del MES, previa verifica del rispetto delle condizioni di cui al paragrafo 3 e approvazione del consiglio dei governatori.


5. Il consiglio di amministrazione approva l’accordo sul dispositivo di assistenza finanziaria che definisce gli aspetti finanziari del sostegno alla stabilità da fornire e, se del caso, le modalità di corresponsione della prima rata dell’assistenza stessa.


6. Il MES istituisce un idoneo sistema di avviso per garantire il tempestivo rimborso degli eventuali importi dovuti dal membro del MES nell’ambito del sostegno alla stabilità.


7. La Commissione europea – di concerto con la BCE e, laddove possibile, insieme al FMI – ha il compito di monitorare il rispetto delle condizioni cui è subordinato il dispositivo di assistenza finanziaria.


ARTICOLO 14 Assistenza finanziaria precauzionale del MES


1. Il consiglio dei governatori può decidere di concedere l’assistenza finanziaria precauzionale sotto forma di linea di credito condizionale precauzionale o sotto forma di una linea di credito soggetto a condizioni rafforzate ai sensi dell’articolo 12, paragrafo 1.


2. Le condizioni associate all’assistenza finanziaria precauzionale del MES sono precisate in dettaglio nel protocollo d’intesa, conformemente all’articolo 13, paragrafo 3.


3. Le modalità e le condizioni finanziarie dell’assistenza finanziaria precauzionale del MES sono specificate in un accordo sul dispositivo di assistenza finanziaria precauzionale che deve essere firmato dal direttore generale.


4. Il consiglio di amministrazione adotta direttive particolareggiate inerenti alle modalità di applicazione dell’assistenza finanziaria precauzionale del MES.


5. Il consiglio di amministrazione, su proposta del direttore generale e dopo aver ricevuto una relazione della Commissione europea a norma dell’articolo 13, paragrafo 7, decide di comune accordo in merito al mantenimento della linea di credito.


6. Dopo che un membro del MES abbia già ottenuto fondi una prima volta (per mezzo di un prestito o di un acquisto sul mercato primario), il consiglio di amministrazione decide di comune accordo su proposta del direttore generale e sulla base di una valutazione condotta dalla Commissione europea, di concerto con la BCE, se la linea di credito è ancora adeguata o se sia necessaria un’altra forma di assistenza finanziaria.


ARTICOLO 15 Assistenza finanziaria per la ricapitalizzazione delle istituzioni finanziarie di un membro del MES


1. Il consiglio dei governatori può decidere di concedere assistenza finanziaria a un membro del MES ricorrendo a prestiti con l’obiettivo specifico di ricapitalizzare le istituzioni finanziarie dello stesso membro del MES.


2. Le condizioni associate all’assistenza finanziaria per la ricapitalizzazione delle istituzioni finanziarie di un membro del MES sono precisate in dettaglio nel protocollo d’intesa, conformemente all’articolo 13, paragrafo 3.


3. Fatti salvi gli articoli 107 e 108 del TFUE, le modalità e le condizioni finanziarie dell’assistenza finanziaria finalizzata alla ricapitalizzazione delle istituzioni finanziarie di un membro del MES sono specificate in un accordo sul dispositivo di assistenza finanziaria che deve essere firmato dal direttore generale.


4. Il consiglio di amministrazione adotta direttive particolareggiate inerenti alle modalità di applicazione dell’assistenza finanziaria finalizzata alla ricapitalizzazione delle istituzioni finanziarie di un membro del MES.


5. Se del caso, il consiglio di amministrazione, su proposta del direttore generale e dopo aver ricevuto una relazione della Commissione europea conformemente all’articolo 13, paragrafo 7, decide di comune accordo sul versamento delle rate dell’assistenza finanziaria successive alla prima.


ARTICOLO 16 Prestiti del MES


1. Il consiglio dei governatori può decidere di concedere assistenza finanziaria a un membro del MES sotto forma di prestito a norma dell’articolo 12.


2. Le condizioni associate ai prestiti del MES sono contenute in un programma di aggiustamento macroeconomico precisato in dettaglio nel protocollo d’intesa, conformemente all’articolo 13, paragrafo 3.


3. Le modalità e le condizioni finanziarie di ogni prestito del MES sono specificate in un accordo sul dispositivo di assistenza finanziaria che deve essere firmato dal direttore generale.


4. Il consiglio di amministrazione adotta direttive particolareggiate inerenti alle modalità di applicazione dei prestiti del MES.


5. Il consiglio di amministrazione, su proposta del direttore generale e dopo aver ricevuto una relazione dalla Commissione europea conformemente all’articolo 13, paragrafo 7, decide di comune accordo sul versamento delle rate dell’assistenza finanziaria successive alla prima.


ARTICOLO 17 Meccanismo di sostegno al mercato primario


1. Al fine di ottimizzare l’efficienza in termini di costi dell’assistenza finanziaria, il consiglio dei governatori può decidere di adottare disposizioni per l’acquisto dei titoli emessi sul mercato primario da un membro del MES ai sensi dell’articolo 12.


2. La condizioni associate al meccanismo di sostegno al mercato primario sono precisate in dettaglio nel protocollo d’intesa, conformemente all’articolo 13, paragrafo 3.


3. Le modalità e le condizioni finanziarie per l’acquisto dei titoli sono specificate in un accordo sul dispositivo di assistenza finanziaria che deve essere firmato dal direttore generale.


4. Il consiglio di amministrazione adotta direttive particolareggiate inerenti alle modalità di applicazione del meccanismo di sostegno nel mercato primario.


5. Il consiglio di amministrazione, su proposta del direttore generale e dopo aver ricevuto una relazione dalla Commissione europea conformemente all’articolo 13, paragrafo 7, decide di comune accordo sul versamento dell’assistenza finanziaria ad uno Stato membro beneficiario per mezzo di operazioni sul mercato primario.


ARTICOLO 18 Meccanismo di sostegno al mercato secondario


1. Il consiglio dei governatori può decidere di adottare disposizioni per effettuare operazioni sui mercati secondari in relazione alle obbligazioni di un membro del MES conformemente all’articolo 12, paragrafo 1.


2. Le decisioni relative agli interventi sul mercato secondario finalizzati a contrastare il contagio finanziario sono prese in base a un’analisi della BCE che riconosca l’esistenza di circostanze eccezionali sui mercati finanziari e di rischi che minacciano la stabilità finanziaria.


3. Le condizioni associate al meccanismo di sostegno al mercato secondario sono precisate in dettaglio nel protocollo d’intesa, conformemente all’articolo 13, paragrafo 3.


4. Le modalità e le condizioni finanziarie relative alle operazioni sul mercato secondario sono specificate in un accordo sul dispositivo di assistenza finanziaria che deve essere firmato dal direttore generale.


5. Il consiglio di amministrazione adotta direttive particolareggiate inerenti alle modalità di applicazione del meccanismo di sostegno nel mercato secondario.


6. Il consiglio di amministrazione, su proposta del direttore generale, decide l’avvio di operazioni sul mercato secondario di comune accordo.


ARTICOLO 19 Revisione dell’elenco degli strumenti di assistenza finanziaria


Il consiglio dei governatori può rivedere l’elenco degli strumenti di assistenza finanziaria di cui agli articoli da 14 a 18 e decidere di modificarlo.


ARTICOLO 20 Politica di fissazione dei tassi di interesse


1. Nel concedere un sostegno alla stabilità, il MES persegue la completa copertura dei costi operativi e di finanziamento e vi include un margine adeguato.


2. Per ogni tipo di strumento di assistenza finanziaria, i costi sono specificati nelle linee direttrici sui tassi di interesse, che sono adottate dal consiglio dei governatori.


3. La politica di fissazione dei tassi di interesse può essere rivista dal consiglio dei governatori.


ARTICOLO 21 Operazioni di assunzione di prestiti


1. Nella realizzazione del suo obiettivo il MES è autorizzato ad indebitarsi sui mercati dei capitali con banche, istituzioni finanziarie o altri soggetti o istituzioni.


2. Le modalità delle operazioni di indebitamento sono definite dal direttore generale sulla base delle direttive particolareggiate adottate dal consiglio di amministrazione.


3. Il MES si avvale di strumenti idonei alla gestione del rischio, che sono periodicamente riesaminati dal consiglio di amministrazione.




CAPO 5 GESTIONE FINANZIARIA


ARTICOLO 22 Politica di investimento


1. Il direttore generale attua una politica di investimento del MES improntata al principio di prudenza atta a garantire la sua massima affidabilità creditizia, conformemente alle direttive adottate dal consiglio di amministrazione e da questo periodicamente riesaminate. Il MES è autorizzato ad utilizzare parte dei profitti rivenienti dai suoi investimenti per la copertura dei propri costi operativi ed amministrativi.


2. La gestione del MES deve essere conforme ai principi della buona gestione delle finanze e dei rischi.


ARTICOLO 23 Politica in materia di dividendi


1. Il consiglio di amministrazione può decidere, a maggioranza semplice, di distribuire un dividendo ai membri del MES ove l’ammontare del capitale versato e del fondo di riserva superino il livello determinato per garantire la capacità di erogazione dei prestiti del MES e allorquando i profitti dell’investimento non siano necessari per sopperire alla carenza di fondi per rimborsare i creditori. I dividendi sono distribuiti in proporzione agli apporti di capitale, tenendo in considerazione l’eventualità di pagamento accelerato di cui all’articolo 41, paragrafo 3.


2. Fintanto che il MES non abbia prestato assistenza finanziaria a uno dei suoi membri, i profitti rivenienti dall’investimento del capitale versato del MES sono restituiti ai suoi membri in proporzione ai rispettivi apporti di capitale, previa detrazione dei costi operativi, a condizione che la capacità di erogare prestiti determinata sia effettivamente pienamente disponibile.


3. Il direttore generale attua la politica in materia di dividendi per il MES conformemente alle direttive adottate dal consiglio di amministrazione.


ARTICOLO 24 Riserva e altri fondi


1. Il consiglio dei governatori istituisce un fondo di riserva e, se del caso, altri fondi.


2. Fatto salvo l’articolo 23, i ricavi netti generati dalle operazioni del MES ed i proventi rivenienti dalle sanzioni finanziarie irrogate ai membri del MES nell’ambito della procedura di sorveglianza multilaterale, della procedura per i disavanzi eccessivi e della procedura per gli squilibri macroeconomici istituite dal TFUE sono accantonati in un fondo di riserva.


3. Le risorse del fondo di riserva sono investite conformemente alle direttive adottate dal consiglio di amministrazione.


4. Il consiglio di amministrazione adotta le disposizioni eventualmente necessarie per l’istituzione, l’amministrazione e l’utilizzo di altri fondi.


ARTICOLO 25 Copertura delle perdite


1. Le perdite derivanti dalle operazioni del MES sono imputate:


a) in primo luogo, in conto al fondo di riserva,


b) in secondo luogo, in conto al capitale versato e


c) infine, in conto ad un adeguato importo di capitale autorizzato non versato, richiesto ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 3.


2. Se un membro del MES non procede al pagamento da esso dovuto nell’ambito di una richiesta di capitale effettuato ai sensi dell’articolo 9, paragrafi 2 e 3, una nuova richiesta di capitale, incrementato, è indirizzata a tutti i membri del MES al fine di garantire che il MES riceva l’importo totale del capitale versato necessario. Il consiglio dei governatori assume opportuni provvedimenti tesi a garantire che il membro del MES interessato saldi il proprio debito nei confronti del MES entro un termine ragionevole. Il consiglio dei governatori è autorizzato a richiedere il pagamento di interessi di mora sull’importo dovuto.


3. Quando un membro del MES salda il proprio debito al MES ai sensi del paragrafo 2, il capitale eccedente è rimborsato agli altri membri del MES secondo le regole adottate dal consiglio dei governatori.


ARTICOLO 26 Bilancio di previsione


Il consiglio di amministrazione approva ogni anno il bilancio di previsione del MES.




ARTICOLO 27 Conti annuali


1. Il consiglio dei governatori approva i conti annuali del MES.


2. Il MES pubblica una relazione annuale contenente i conti annuali sottoposti a revisione e distribuisce ai suoi membri un rendiconto trimestrale della sua posizione finanziaria e un conto profitti e perdite che illustri i risultati delle proprie operazioni.


ARTICOLO 28 Revisione interna


È istituita una funzione di revisione interna conforme agli standard internazionali.


ARTICOLO 29 Revisione esterna


I conti del MES sono oggetto di revisione da parte di revisori esterni indipendenti approvati dal consiglio dei governatori e responsabili della certificazione dei bilanci annuali. I revisori esterni hanno pieno diritto di prendere in esame tutti i libri contabili e i conti del MES e ottengono informazioni complete sulle sue transazioni.


ARTICOLO 30 Collegio dei revisori


1. Il collegio dei revisori è composto da cinque membri nominati dal consiglio dei governatori sulla base della loro competenza in materia di revisione e gestione finanziaria e comprende due membri delle istituzioni supreme di controllo dei conti dei membri del MES a rotazione, nonché un membro della Corte dei conti europea.


2. I membri del collegio dei revisori sono indipendenti. Essi non chiedono né accettano istruzioni dagli organi direttivi del MES, dai membri del MES o da altri organismi pubblici o privati.


3. Il collegio dei revisori redige revisioni indipendenti. Lo stesso controlla i conti del MES e verifica la regolarità dei conti operativi e del bilancio di esercizio. Esso ha pieno accesso a tutti i documenti del MES necessari per l’espletamento delle sue funzioni.


4. Il collegio dei revisori può in ogni momento informare il consiglio d’amministrazione degli esiti della sua revisione. Su base annuale, trasmette una relazione al consiglio dei governatori.


5. Il consiglio dei governatori mette la relazione annuale a disposizione dei parlamenti nazionali e delle istituzioni supreme in materia di controllo dei membri del MES e della Corte dei conti europea.


6. Le materie relative al presente articolo sono precisate nello statuto del MES.


CAPO 6 DISPOSIZIONI GENERALI


ARTICOLO 31 Sede


1. Il MES ha la propria sede e i propri uffici principali a Lussemburgo.


2. Il MES può istituire un ufficio di collegamento a Bruxelles.


ARTICOLO 32 Status giuridico, privilegi e immunità


1. Al fine di consentire al MES di realizzare il suo obiettivo, allo stesso sono conferiti nel territorio di ogni suo membro lo status giuridico ed i privilegi e le immunità definiti nel presente articolo. Il MES si adopera per ottenere il riconoscimento del proprio status giuridico e dei propri privilegi e delle proprie immunità negli altri territori in cui opera o detiene attività.


2. Il MES è dotato di piena personalità giuridica e ha piena capacità giuridica per:


a) acquisire e alienare beni mobili e immobili;


b) stipulare contratti;


c) convenire in giudizio; e


d) concludere un accordo e/o i protocolli eventualmente necessari per garantire che il suo status giuridico e i suoi privilegi e le sue immunità siano riconosciuti e che siano efficaci.


3. I beni, le disponibilità e le proprietà del MES, ovunque si trovino e da chiunque siano detenute, godono dell’immunità da ogni forma di giurisdizione, salvo qualora il MES rinunci espressamente alla propria immunità in pendenza di determinati procedimenti o in forza dei termini contrattuali, compresa la documentazione inerente gli strumenti di debito.


4. I beni, le disponibilità e le proprietà del MES, ovunque si trovino e da chiunque siano detenute, non possono essere oggetto di perquisizione, sequestro, confisca, esproprio e di qualsiasi altra forma di sequestro o pignoramento derivanti da azioni esecutive, giudiziarie, amministrative o normative.


5. Gli archivi del MES e tutti i documenti appartenenti al MES o da esso detenuti sono inviolabili.


6. I locali del MES sono inviolabili.


7. I membri del MES e gli Stati che ne hanno riconosciuto lo status giuridico e i privilegi e le immunità riservano alle comunicazioni ufficiali del MES lo stesso trattamento riservato alle comunicazioni ufficiali di un membro del MES.


8. Nella misura necessaria allo svolgimento delle attività previste dal presente trattato, tutti i beni, le disponibilità e le proprietà del MES sono esenti da restrizioni, regolamentazioni, controlli e moratorie di ogni genere.


9. Il MES è esente da obblighi di autorizzazione o di licenza applicabili agli enti creditizi, ai prestatori di servizi di investimento o ad altre entità soggette ad autorizzazione o licenza o regolamentate secondo la legislazione applicabile in ciascuno dei suoi membri.


ARTICOLO 33 Personale del MES


Il consiglio di amministrazione definisce il regime applicabile al direttore generale e al personale del MES.


ARTICOLO 34 Segreto professionale


I membri o gli ex membri del consiglio dei governatori e del consiglio di amministrazione e il personale che lavora, o ha lavorato, per o in rapporto con il MES sono tenuti a non rivelare le informazioni protette dal segreto professionale. Essi sono tenuti, anche dopo la cessazione delle loro funzioni, a non divulgare informazioni che per loro natura sono protette dal segreto professionale.


ARTICOLO 35 Immunità delle persone


1. Nell’interesse del MES, il presidente del consiglio dei governatori, i governatori e i governatori supplenti, gli amministratori, gli amministratori supplenti, nonché il direttore generale e gli altri membri del personale godono dell’immunità di giurisdizione per gli atti da loro compiuti nell’esercizio ufficiale delle loro funzioni e godono dell’inviolabilità per tutti gli atti scritti e documenti ufficiali redatti.


2. Il consiglio dei governatori può rinunciare, nella misura e alle condizioni da esso stabilite, alle immunità conferite ai sensi del presente articolo riguardo al presidente del consiglio dei governatori, a un governatore, a un governatore supplente, a un amministratore, a un amministratore supplente o al direttore generale.


3. Il direttore generale può revocare l’immunità di qualsiasi membro del personale del MES, eccetto se stesso.


4. Ogni membro del MES senza indugio traspone nella propria legislazione le disposizioni necessarie per dare effetto al presente articolo dandone informativa al MES.


ARTICOLO 36 Esenzione fiscale


1. Nell’ambito delle sue attività istituzionali, il MES, i suoi attivi, le sue entrate, i suoi beni nonché le operazioni e transazioni autorizzate dal presente trattato sono esenti da qualsiasi imposta diretta.


2. I membri del MES adottano, se del caso, le opportune disposizioni per condonare o rimborsare l’importo delle imposte indirette o delle imposte sulle vendite applicate a valere sui prezzi dei beni immobili o mobili, allorquando il MES, ai propri fini istituzionali, abbia effettuato acquisti considerevoli, il cui prezzo sia comprensivo di dette imposte.


3. Nessuna esenzione è concessa per quanto riguarda tasse e diritti dovuti per mera remunerazione di servizi di pubblica utilità.


4. I beni importati dal MES necessari all’assolvimento delle sue funzioni istituzionali sono esenti da ogni dazio e imposta all’importazione e da ogni divieto e restrizione all’importazione.


5. Il personale del MES è soggetto, a beneficio di quest’ultimo, all’applicazione di un’imposta interna a valere sugli stipendi e sugli emolumenti corrisposti dal MES, conformemente alle regole adottate dal consiglio dei governatori. A decorrere dalla data in cui tale imposta è applicata, detti salari e emolumenti sono esenti dall’imposta nazionale sul reddito.


6. Nessuna imposta di qualsivoglia natura è applicata a chiunque li detenga sulle obbligazioni o sui titoli emessi dal MES, compresi i relativi interessi o dividendi:


a) se discrimina tali obbligazioni o titoli unicamente a motivo della loro origine, oppure


b) se l’unico fondamento giuridico di tale imposta è il luogo o la valuta in cui è stata emessa, resa esigibile o pagata, o l’ubicazione di un ufficio o di un luogo di attività del MES.


ARTICOLO 37 Interpretazione e composizione delle controversie


1. Qualsiasi questione connessa all’interpretazione o all’applicazione delle disposizioni del presente trattato e dello statuto del MES che insorga tra il MES e uno dei suoi membri, o tra i membri del MES, è sottoposta alla decisione del consiglio di amministrazione.


2. Il consiglio dei governatori decide su qualsiasi controversia tra il MES e i suoi membri, o tra i membri del MES, in relazione all’interpretazione e all’applicazione del presente trattato, compresa qualsiasi controversia sulla compatibilità delle decisioni adottate dal MES con il presente trattato. Il voto del membro o dei membri del consiglio dei governatori appartenente o appartenenti al membro o ai membri del MES coinvolti è sospeso quando il consiglio dei governatori vota su tale decisione e la soglia di voto per l’adozione della decisione è ricalcolata di conseguenza.


3. Se un membro del MES contesta la decisione di cui al paragrafo 2, la controversia è sottoposta alla Corte di giustizia dell’Unione europea. La sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea è vincolante per le parti in causa, che adottano le necessarie misure per conformarvisi entro il periodo stabilito dalla Corte.


ARTICOLO 38 Cooperazione internazionale


Ai fini del perseguimento dei suoi obiettivi il MES è autorizzato a cooperare, nell’ambito del presente trattato, con il FMI, con qualsiasi paese che fornisca assistenza finanziaria a un membro del MES su base ad hoc e con qualsiasi organizzazione o entità internazionale dotata di competenze specialistiche in settori correlati.


CAPO 7 DISPOSIZIONI TRANSITORIE


ARTICOLO 39 Attinenza con i finanziamenti del FESF


Nella fase transitoria compresa tra l’entrata in vigore del presente trattato e la definitiva estinzione del FESF, la capacità di concedere prestiti consolidata tra il FESF e il MES non supera i 500 000 milioni di EUR, fatta salva al revisione periodica dell’adeguata capacità dell’ammontare massimo di cui all’articolo 10. Il consiglio di amministrazione adotta direttive particolareggiate per calcolare la capacità d’impegno futura, al fine di garantire che non venga eluso il massimale di prestito consolidato.


ARTICOLO 40 Trasferimento dei sostegni concessi dal FESF


1. In deroga all’articolo 13, il consiglio dei governatori può decidere che gli impegni del FESF a fornire assistenza finanziaria ad un membro del MES in forza di un accordo stipulato con tale membro siano assunti dal MES, posto che detti impegni riguardino quote di crediti non erogate e non finanziate.


2. Il MES può, se autorizzato dal consiglio dei governatori, acquisire i diritti e assumere gli obblighi del FESF, derivanti, in tutto o in parte, dai diritti o dagli obblighi esistenti o nell’ambito di crediti esistenti.


3. Il consiglio dei governatori adotta le regole di dettaglio necessarie a dare efficacia al trasferimento degli obblighi dal FESF al MES come disciplinato dal paragrafo 1 ed a ciascun trasferimento di diritti ed obblighi come previsto al paragrafo 2.


ARTICOLO 41 Versamento del capitale iniziale


1. Fatto salvo quanto previsto dal paragrafo 2, il versamento delle quote da corrispondere in conto del capitale inizialmente sottoscritto da ciascun membro del MES è effettuato in cinque rate annuali, ciascuna pari al 20% dell’importo totale. La prima rata è versata da ciascun membro del MES entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore del presente trattato. Le restanti quattro rate sono corrisposte rispettivamente alla prima, seconda, terza e quarta data coincidenti con la data di pagamento della prima rata.


2. Nel corso del quinquennio durante il quale è effettuato il versamento delle rate di capitale, i membri del MES accelerano il versamento delle quote , in congruo anticipo rispetto alla data di emissione, allo scopo di conservare il rapporto minimo pari al 15% tra il capitale versato e l’importo in essere delle emissioni del MES e garantiscono una capacità minima di erogazione congiunta del MES e del FESF di 500 000 milioni di EUR.


3. Un membro del MES può decidere di accelerare il versamento della sua quota di capitale.


ARTICOLO 42 Correzione temporanea del modello di contribuzione


1. In fase di avvio i membri del MES sottoscrivono il capitale autorizzato sulla base del modello di contribuzione descritto nell’allegato I. La correzione temporanea prevista nel modello iniziale di contribuzione si applica per un periodo di dodici anni successivo alla data di adozione dell’euro da parte del membro considerato del MES.


2. Se, nell’anno immediatamente precedente l’adesione, il prodotto interno lordo (PIL) pro capite, a prezzi di mercato in euro, nell’anno immediatamente precedente l’adesione di un nuovo membro del MES è inferiore al 75% della media del PIL dell’Unione europea, a prezzi di mercato, il contributo per la sottoscrizione del capitale autorizzato del MES, stabilito ai sensi dell’articolo 10, beneficia di una correzione temporanea e corrisponde alla somma:


a) del 25% della quota percentuale detenuta dalla banca centrale nazionale di tale membro del MES investita nel capitale della BCE, determinata ai sensi dell’articolo 29 dello statuto del SEBC; e


b) del 75% della quota percentuale del reddito nazionale lordo (RNL) della zona euro, a prezzi di mercato in euro, di detto membro del MES riferita all’anno immediatamente precedente la sua adesione al MES.


Le percentuali di cui alle lettere a) e b) sono arrotondate per eccesso o per difetto al più vicino multiplo di 0,0001%. I dati statistici sono quelli pubblicati da Eurostat.


3. La correzione temporanea di cui al paragrafo 2 si applica per un periodo di dodici anni dalla data di adozione dell’euro da parte del membro del MES in questione.


4. A seguito della correzione temporanea del modello di contribuzione, la corretta allocazione delle quote assegnate al suddetto membro del MES ai sensi del paragrafo 2 è ridistribuita tra i membri del MES che non beneficiano di una correzione temporanea sulla base della loro partecipazione alla BCE, determinata ai sensi dell’articolo 29 dello statuto del SEBC, in vigore immediatamente prima del conferimento delle quote al nuovo membro aderente al MES.


ARTICOLO 43 Prime nomine


1. Ciascun membro del MES nomina i rispettivi governatori e governatori supplenti entro due settimane dall’entrata in vigore del presente trattato.


2. Il consiglio dei governatori nomina il direttore generale e ciascun governatore nomina un amministratore e un amministratore supplente entro due mesi dall’entrata in vigore del presente trattato.


CAPO 8 DISPOSIZIONI FINALI


ARTICOLO 44 Adesione


Il presente trattato è aperto all’adesione di altri Stati membri dell’Unione europea ai sensi dell’articolo 2, previa domanda di adesione presentata al MES da ciascun Stato membro dell’Unione europea successivamente all’adozione, da parte del Consiglio dell’Unione europea, della decisione che sussume l’abrogazione della deroga all’adesione all’euro come previsto dall’articolo 140, paragrafo 2, del TFUE. Il consiglio dei governatori approva la domanda di adesione del nuovo membro del MES ed i relativi termini tecnici di dettaglio, nonché le modifiche da apportare al presente trattato quale immediata conseguenza dell’adesione. Una volta approvata la domanda di adesione da parte del consiglio dei governatori, l’adesione di nuovi membri del MES è effettiva a seguito dell’avvenuto deposito degli strumenti di adesione presso il depositario, che ne dà notifica agli altri membri del MES.


ARTICOLO 45 Allegati


I seguenti allegati formano parte integrante del presente trattato:


1) Allegato I: Modello di contribuzione del MES; e


2) Allegato II: Quote di sottoscrizione del capitale autorizzato.


ARTICOLO 46 Deposito


Il presente trattato è depositato presso il segretariato generale del Consiglio dell’Unione europea (“il depositario”), il quale trasmette copie certificate a tutti i firmatari.


ARTICOLO 47 Ratifica, approvazione o accettazione


1. Il presente trattato è soggetto a ratifica, approvazione o accettazione da parte dei firmatari. Gli strumenti di ratifica, approvazione o accettazione sono depositati presso il depositario.


2. Il depositario notifica agli altri firmatari ogni deposito e la relativa data.


ARTICOLO 48 Entrata in vigore


1. Il presente trattato entra in vigore alla data di deposito degli strumenti di ratifica, approvazione o accettazione da parte di firmatari le cui sottoscrizioni iniziali rappresentino non meno del 90% delle sottoscrizioni totali di cui all’allegato II. Se del caso, l’elenco dei membri del MES è opportunamente adeguato; in questo caso il modello definito di cui all’allegato I viene ricalcolato; sono ridotti di conseguenza il capitale autorizzato totale di cui all’articolo 8, paragrafo 1, e di cui all’allegato II, nonché il valore nominale aggregato totale iniziale delle quote versate di cui all’articolo 8, paragrafo 2.


2. Per ciascuno dei firmatari che depositeranno successivamente il loro strumento di ratifica, approvazione o accettazione, il presente trattato entra in vigore il giorno successivo al deposito.


3. Per ciascuno Stato che aderisce al presente trattato ai sensi dell’articolo 44, il presente trattato entra in vigore il ventesimo giorno successivo al deposito dei propri strumenti di adesione.


Fatto a Bruxelles, addì due febbraio duemiladodici in un unico esemplare, i cui testi in lingua estone, finlandese, francese, greca, inglese, irlandese, italiana, maltese, neerlandese, portoghese, slovacca, slovena, spagnola, svedese e tedesca fanno ugualmente fede, e che sarà depositato negli archivi del depositario, il quale ne trasmetterà copie debitamente certificate a ciascuna delle parti contraenti.


ALLEGATO 1





ALLEGATO 2




Continua »

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