Visualizzazione post con etichetta Leonardo Mazzzei. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Leonardo Mazzzei. Mostra tutti i post

domenica 3 febbraio 2019

PIL: HANNO TUTTI TORTO di Leonardo Mazzei


[ 4 febbraio 2019 ]




Se ne leggono di tutte: il Pil cala a causa della politica del governo; no, è colpa di quello precedente. E' per l'incertezza sui conti, sentenzia Visco; per i cantieri che sono chiusi, sproloquia Confindustria. Ma sarà solo per un altro semestre, tranquillizza Conte. No, sarà finché non ve andrete, dicono le opposizioni. (Nel grafico l'andamento del Pil dal 2006)

E' come un impazzimento generale dove tutti, ma proprio tutti, hanno torto. Ed hanno torto perché anziché vedere la trave che opprime l'economia italiana da un ventennio, preferiscono guardare la pagliuzza che più gli confà per il quotidiano teatrino della politica.

Ma che è successo di così strano al Pil? Come leggere il calo degli ultimi mesi del 2018 (-0,1% nel terzo, -0,2% nel quarto trimestre)? E' successo che il ciclo economico capitalistico volge verso il basso. E, come avviene da anni, il calo è più marcato in Europa. All'interno della quale l'Italia paga più degli altri la gabbia dell'euro. Insomma, la verità è che siamo nella norma. Quella norma da cui non si può uscire, altrimenti i "mercati" (cioè l'oligarchia finanziaria) ci puniscono con lo spread.

Ma davvero è così difficile da capire? Certo, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, ma qui non c'è più alcun limite alle sciocchezze.

Vediamone alcune.

Per il governatore di Bankitalia il problema è quello dei conti, cioè del debito, cioè di un allentamento secondo lui eccessivo dell'austerità. Follia pura. Se fosse così, ci spieghi come mai l'austero Monti, nei suoi sei trimestri di governo, collezionò i seguenti risultati sul Pil: -0,9% (IV 2011), -0,9% (I 2012), ancora -0,9% (II 2012), -0,5% (III 2012), -0,5% (IV 2012), -1,0% (I 2013). Conte avrà tanti difetti, ma come capacità di deprimere l'economia nazionale è davvero un dilettante a confronto del professionista col loden. Per ora ha cumulato un -0,3% a fronte del -4,7% di Monti. Ma questo non si può dire, mica si può contestare la religione eurista!

Altra bufala: è colpa del governo perché non ha dato priorità agli investimenti. Sulla centralità degli investimenti, su quali settori puntare, abbiamo scritto a dicembre. Senza dubbio l'Italia deve recuperare, e molto, sia per quanto riguarda gli investimenti pubblici, che per quelli privati. Ma non vi pare che tutta questa improvvisa litania sugli investimenti (tutti ne parlano senza specificare alcunché) sia piuttosto sospetta?

Partiamo da Confindustria. Prima di parlare gli industriali dovrebbero infatti spiegarci due cose. Primo, come mai investono così poco nell'economia "reale", preferendo invece la speculazione finanziaria? Secondo, com'é che si esalta sempre il privato, ma a tirar fuori i soldi dev'essere invece solo lo Stato?

Passiamo ora alle opposizioni. Facile parlare ora di investimenti, ma perché quando eravate al governo - cioè fino all'altro ieri - nulla avete fatto in tal senso? Non sarà per la vostra sacra osservanza ai vincoli europei? Eh già, perché il buffo è che tutti quelli che vogliono +Europa sono anche quelli che ora si lamentano per gli scarsi investimenti. Ma che forse le regole di bilancio europee non valgono anche, salvo qualche minuscola e temporanea eccezione, per gli investimenti?

Noi siamo per gli investimenti pubblici, ma Confindustria ed attuali oppositori dovrebbero almeno tacere sul punto. Che poi, diciamolo chiaro, anche se il governo fosse stato più coraggioso, come sarebbe stato necessario con la Legge di bilancio, che forse i risultati si sarebbero visti nell'immediato? Ma non scherziamo, che tra la decisione degli investimenti e la loro concretizzazione passano mediamente anni.

Dunque sono altri i motivi per cui il Pil cala. Tra questi ce n'è uno, il più importante, che giova ricordare sia agli industriali che a tutti gli adoratori del Beato Marchionne. Il Pil cala soprattutto per la diminuzione della produzione industriale. Un calo ciclico, come abbiamo detto, anche se magari qualche investimento (privato, in questo caso) male non avrebbe fatto.

L'industria è in calo costante fin dal primo trimestre 2018, ma prendiamo i dati di novembre, gli ultimi disponibili. In quel mese tutti i settori industriali, con le uniche eccezioni del farmaceutico e dell'alimentare, sono calati. Alcuni pesantemente, ma quello che ha battuto ogni record negativo è stato il settore auto. Il suo -19% (meno diciannove percento) ci spiega meglio di ogni altra cosa sia la debolezza strutturale dell'industria italiana che l'andamento negativo del Pil. E ci dice chi sono stati i grandi distruttori di quello che un tempo era il settore di punta dell'industria manifatturiera nazionale: la famiglia Agnelli e Sergio Marchionne. Ma di questo, ovviamente, non si parla mai.

Il "partito del Pil", questo pittoresco raggruppamento che unisce tutti gli specialisti del "predicare bene, razzolando male", ha dunque torto marcio. Ciò significa che abbia ragione il governo nell'immaginare un deciso boom nella seconda parte dell'anno? Vorrei sbagliarmi, ma temo proprio di no.

Sia chiaro, sia il Reddito di cittadinanza che "Quota 100", nonostante i palesi limiti di queste due misure, daranno un discreto impulso alla crescita. Ma da quale base muoverà questo impulso? Questo è il vero problema. A spanne un contributo minimo del +0,5% appare più che ragionevole, ma se nel frattempo gli altri fattori spingono verso un -0,5% ecco che arriveremo ad uno zero tondo. E potrebbe anche andare assai peggio.

Il fatto è che oltre ai fattori ciclici - ai quali, finché stiamo nel capitalismo, è impossibile sfuggire -, oltre ad altri fattori esogeni, sui quali poco si può fare, resta il problema della gabbia europea e quello dell'aperto sabotaggio delle nostrane oligarchie. Da Bruxelles e Francoforte non hanno mai smesso di pressare sull'Italia, mentre i potentati nazionali nulla intendono concedere al governo. Vogliono riprendere in mano il bastone del comando politico, e per farlo sono disposti a tutto, anche a pagare un prezzo economico nell'immediato.

Inutile illudersi di addomesticare la bestia europea, come pure la borghesia compradora di cui sopra. Inutile illudersi sulla crescita, se non si ha il coraggio di rompere con gli uni e con gli altri. Per invertire il segno del Pil occorrerebbe intanto una nuova manovra anticiclica, dunque fortemente espansiva. Ovvio che non si potrà fare senza scontrarsi col blocco eurista, che infatti chiede già una "manovra correttiva", ma esattamente di segno opposto: con nuovi tagli e nuova austerità.

Vedremo nelle prossime settimane se e come reagirà il governo alla recessione in arrivo. Di certo servirebbe una risposta seria e forte, cioè l'esatto opposto delle polemichette da bar di questi giorni.




venerdì 8 aprile 2016

CHE SUCCEDE IN AUTUNNO SE RENZI PERDE? di Leonardo Mazzei

[ 9 aprile ]

Se perderà il referendum costituzionale, Renzi si dimetterà oppure no?
Con quale legge si andrebbe eventualmente a votare?
Adesso Renzi è davvero in difficoltà. Anche se non sarà per l'oggi, a breve il governo dei "rottamatori" rischia di finire rottamato. Nell'esecutivo guidato dal più giovane dei presidenti del consiglio della storia, sono proprio i ministri (e le ministre) più giovani quelli più invischiati nelle maglie di una diffusa rete affaristica. E quando inizia il conflitto con la magistratura è segno che nel blocco dominante qualcosa si è rotto. Le vicende di Craxi e Berlusconi qualcosa dovrebbero insegnare.
Nel percorso che condurrà alla «madre di tutte le battaglie», cioè il referendum costituzionale previsto per ottobre, avranno la loro importanza diversi passaggi. Tra questi, oltre agli sviluppi delle inchieste in corso, avremo (con un peso oggettivamente limitato) il referendum del 17 aprile sulle trivellazioni in mare e, soprattutto, le elezioni comunali nelle principali città d'Italia. Senza dimenticarci, perché sarà invece elemento fondamentale, l'andamento dell'economia ed i margini di flessibilità di bilancio che Renzi vorrà e, più ancora, riuscirà a strappare all'Europa per il 2017.

Dall'insieme di questi fattori sapremo in quali condizioni di forma il fiorentino arriverà sul ring d'autunno, quando - ne siamo convinti - sarà possibile mandarlo al tappeto con la vittoria del no. Naturalmente, ognuna delle questioni citate meriterebbe un'ampia trattazione. Ma non è questo lo scopo del presente articolo. 

Qui vogliamo invece soffermarci su una domanda che circola in diversi ambienti, in particolare tra coloro che sono già mobilitati nei comitati per il NO a difesa della Costituzione. Cosa succederà se Renzi verrà sconfitto? Questa domanda ne contiene immediatamente un'altra: si dimetterà davvero? Ovvio che dalla risposta a questa domanda derivano altre e decisive sotto-domande. Nel caso di dimissioni, come si arriverà alle nuove elezioni? Con quale legge elettorale si voterà? Ed invece, nel caso in cui il Bomba si rimangiasse l'impegno ad andarsene a casa, quali sarebbero le sue mosse?

Farsi queste domande non è esercizio inutile, anche se darsi oggi delle risposte espone certamente a possibili errori. In questi casi non si può che provare a ragionarci su, scartando intanto le ipotesi meno realistiche e procedendo per approssimazioni successive.

Perché non si tratti di un esercizio inutile è presto detto. Perché lo «sconfittismo», questa  potente sindrome che muove i pochi neuroni rimasti della sinistra sinistrata, porta a pensare due cose: 1. che anche in caso di sconfitta Renzi non si dimetterà, 2. che in ogni caso la legge truffa denominata Italicum verrà messa in salvo.

Penso che si tratti di due errori catastrofici. Errori che portano a circoscrivere la portata del referendum al suo contenuto formale, l'approvazione o meno della controriforma costituzionale che sta per essere varata, in ultima lettura, dalla Camera. Ovvio che anche questo contenuto è in sé rilevantissimo. Ma proprio per questo, come si fa a pensare che l'esito del voto referendario non impatti violentemente sul quadro politico? E come si fa a pensare che l'altra controriforma - quella elettorale - legata così com'è all'impianto istituzionale disegnato dal governo, si salverebbe dalla sconfitta di quest'ultimo?

In queste domande retoriche è già contenuta la risposta di chi scrive. Tuttavia, siccome il tema è davvero importante, è giusto confrontarsi con chi la pensa diversamente. Ed il modo migliore è appunto quello di provare a rispondere alle domande elencate, ragionando ordinatamente sui relativi scenari.

Se sconfitto, Renzi si dimetterà oppure no?

Qui i casi sono davvero solo due: o dimissioni, oppure no. Come noto il presidente del consiglio ha già dichiarato urbi et orbi che in caso di sconfitta si dimetterebbe. A differenza del sottoscritto, alcuni pensano che queste dichiarazioni verrebbero immediatamente dimenticate in virtù di un insuperabile attaccamento alla poltrona. Del resto il Bomba è il Bomba, e nuove iperboliche argomentazioni verrebbero messe in campo pur di restare in sella.

Secondo i sostenitori di questa tesi, Renzi - pur sconfitto nella sua opera di definitiva "rottamazione" della Costituzione - punterebbe a salvare quel che più gli interessa, cioè il truffaldino Italicum. Problema: l'Italicum è disegnato per una sola camera, che fare dopo il ripristino del bicameralismo perfetto? Semplice, dicono costoro: Renzi si barrica con i suoi a Palazzo Chigi, dove concepisce un decreto legge di poche parole che estende l'Italicum anche al Senato. Facile a dirsi, difficile a farsi. l'Italicum prevede infatti il ballottaggio, e non si è mai visto al mondo un paese che va ad elezioni con doppio ballottaggio, con la possibilità di due esiti non solo diversi, ma decisamente contrapposti.

Tornerò più avanti su questi aspetti specifici riguardanti la legge elettorale. Qui bisogna invece tagliare la testa al toro: al di là del suo plateale e certificato attaccamento al potere, in caso di sconfitta Renzi sarà costretto alle dimissioni, anche perché il blocco di potere che l'appoggia non potrebbe più sostenerlo.

Per comprendere che così stanno le cose, proviamo ad immaginare che sia giusta la tesi che sto contestando. In quel caso, dopo aver "uniformato" (una uniformazione è in realtà tecnicamente impossibile, ma anche questo lo vedremo più avanti) le leggi elettorali di Camera e Senato, Renzi andrebbe ovviamente ad elezioni. E voi pensate che dopo (1) la batosta referendaria e (2) una simile forzatura delle regole, il Pd vincerebbe le elezioni???

Come sappiamo c'è perfino chi pensa che anche un Renzi vincitore in autunno potrebbe perdere, proprio in virtù delle dinamiche del ballottaggio, le successive elezioni. Non sono per niente d'accordo con questa tesi, ed anche per questo considero di cruciale importanza l'esito del referendum. Ma pensare addirittura che un Renzi bocciato sulla sua controriforma  possa rinascere nelle urne del voto politico è pura fantapolitica.

Proviamo ad immaginarci il day after, il giorno dopo lo scoppio referendario del Bomba. Non solo gli avversari ne chiederebbero ovviamente la testa, ma l'intero Pd andrebbe in bambola. La sua eventuale scelta di barricarsi nel Palazzo ne farebbe un uomo assediato, segnandone di fatto l'isolamento e la sconfitta politica, da certificarsi nelle urne da lì a breve. Nel frattempo, il blocco di potere che lo ha fin qui sostenuto andrebbe alla ricerca di altre soluzioni. Soluzioni, beninteso, non facili, ma tutte da pensarsi nel quadro del "dopo-Renzi". 

La conclusione è che, se battuto, Renzi dovrà giocoforza dimettersi. Non necessariamente la sera del voto, ma certamente da lì a breve. L'obiezione a queste conclusioni è che la debolezza degli avversari, insieme alla difficoltà di trovare soluzioni alternative, potrebbe favorire un suo estremo tentativo di resistenza. Di certo la vittoria del no determinerebbe situazioni piuttosto convulse, con dinamiche che ora sarebbe assurdo pretendere di prevedere fin nei dettagli. Quel che però va escluso è che al Renzi 1 (il "rottamatore" figlio della crisi della seconda repubblica e dei suoi partiti) possa tranquillamente succedere un Renzi 2 in qualche modo rabberciato dopo la sberla referendaria.

Con quale legge si andrebbe a votare?

Abbiamo già esaminato, criticandola, la tesi che ipotizza un Renzi non dimissionario che mette subito mano all'adorato Italicum per estenderlo al redivivo Senato. Naturalmente, con o senza Renzi, nulla vieterebbe in teoria che anche un altro governo possa essere tentato da un decreto in tal senso. Ma, oltre all'assurdità di un doppio ballottaggio, c'è un altro ostacolo che non si vede proprio come possa essere superato.

Ho già accennato al fatto che una semplice estensione della legge della Camera al Senato non è possibile per una banale ragione costituzionale. Così recita infatti l'articolo 57 della Costituzione: «Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero». Che significa «base regionale»? Significa che non è possibile un'estensione - sic et simpliciter - dell'Italicum al Senato, a meno di non voler pensare a pittoreschi ballottaggi regione per regione. Con il che non solo si sarebbe superato ogni limite di incostituzionalità, ma pure quello di ogni immaginabile senso del ridicolo.

Diranno i nostri critici che il decreto potrebbe estendere l'Italicum, ma senza ballottaggio. Certo, in teoria tutto si può fare, ma se si riapre la discussione su vari aspetti della legge elettorale vi pare che il governo possa procedere con decreto legge, tanto più in un quadro post-Renzi? Ma ammettiamo invece che questo avvenga: non ritorneremmo così alla situazione del vituperato (e dichiarato incostituzionale) Porcellum? Magari! Arriveremmo invece ad un Porcellum vieppiù incasinato. Bisogna tenere infatti conto del premio di maggioranza con soglia al 40% previsto dall'Italicum. Trasposto così com'è al Senato, questo significherebbe che in alcune regioni, laddove una lista raggiungesse il 40%, si applicherebbe un premio di maggioranza regionale, nelle altre no.

Si farà allora un decreto senza premio di maggioranza al Senato, senza che si riapra una discussione generale? Difficile immaginarlo, ma se anche fosse non si sarebbe così arrivati ad una legge del tutto simile a quella uscita  dalla sentenza della Corte Costituzionale del gennaio 2014? In questo caso a nulla servirebbe decretare, visto che non di un'estensione dell'Italicum si tratterebbe, bensì della sostanziale applicazione del cosiddetto Consultellum.

Non si vede dunque quale potrebbe essere il senso di un decreto, a meno che non si voglia ipotizzare un testo che riscriva completamente la legge. Ma a quel punto non vedo perché non immaginare un decreto che assegni d'ufficio la vittoria al Pd...

Comunque, decreto o non decreto, con quale legge si andrà a votare?
Immaginiamo di essere già un minuto dopo la vittoria del no. A quel punto avremmo in vigore due leggi: una per la Camera, l'Italicum; l'altra per il Senato, il Consultellum. La prima con il premio di maggioranza ed il ballottaggio, la seconda un sistema proporzionale con soglie di accesso (una soglia del 3% è prevista anche nell'Italicum).

Se, per ipotesi, si andasse alle urne il giorno dopo il referendum è con queste regole che andremmo a  votare, ma è evidente che ci troveremmo in una situazione non solo paradossale, ma anche senza precedenti. 

Non che in un sistema bicamerale non si possa votare con due sistemi diversi tra le due camere. Così è stato nella prima repubblica, dove la differenza era però limitata al mancato riporto dei resti nel collegio nazionale al Senato, un fatto che determinava un maggior effetto di disproporzionalità nell'attribuzione dei seggi rispetto alla Camera. La cosa era ovviamente negativa, ma nemmeno lontanamente paragonabile alla disproporzionalità delle leggi successive. Ad ogni modo, nella storia della prima repubblica, mai si è verificato il caso di maggioranze diverse nelle due camere.
 

Anche con il Mattarellum, entrato in vigore nel 1994, vi erano differenze tra i sistemi elettivi di Camera e Senato, visto che alla composizione dell'aula di Montecitorio, a differenza di quella di Palazzo Madama, concorreva anche una quota proporzionale del 25%. Tuttavia, queste due leggi - sia chiaro, dal punto di vista di chi scrive estremamente negative, perché basate entrambe su un sistema maggioritario - erano sì diverse ma non propriamente opposte.

Poi, a fine 2005, arrivò il Porcellum. Con la legge firmata da Calderoli i due sistemi elettivi si avvicinarono per un verso, in virtù di un comune sistema proporzionale, ma si allontanarono per un altro, a causa del premio di maggioranza: nazionale alla Camera, regionale (proprio in virtù del richiamato art. 57 della Costituzione) al Senato. Ne venne fuori un discreto casino, evidenziatosi in particolare con la vittoria dello schieramento di centrosinistra che sosteneva la candidatura di Prodi nel 2006. In quell'anno il centrosinistra ottenne alla Camera un vantaggio elettorale minimo che però si tradusse in una maggioranza ampia di seggi grazie al premio di maggioranza. Anche al Senato lo stesso schieramento ottenne la maggioranza (si badi, a dispetto di una sconfitta nei voti rispetto alla destra), ma si trattò di una maggioranza debole e risicata che ben presto saltò per aria.

A cosa ci serve questa breve ricostruzione storica? Ci serve a dimostrare che finora si sono avuti sistemi relativamente diversificati tra Camera e Senato, ma sempre dentro una cornice di base unitaria. Diverso è il caso attuale, o meglio quello che si determinerebbe con la vittoria del no in autunno.

Italicum e Consultellum non sono soltanto diversi, sono logicamente incompatibili. E lo si può dimostrare con una sola domanda. Che senso può avere la determinazione di una maggioranza alla Camera, attraverso un premio che scatta al 40% o con il ballottaggio, quando il Senato verrà eletto con un sistema di tipo proporzionale? Nessun senso, dato che i meccanismi premiali sono pensati per ottenere la famosa "governabilità", vero totem delle oligarchie dominanti, ma la combinazione di queste due leggi non può certo garantire automaticamente quel risultato. Lo garantirebbe solo qualora vi fosse realmente una maggioranza assoluta di voti ad un partito o ad una coalizione  - che è poi l'unica condizione che può legittimare democraticamente una maggioranza, concetto semplice che ovviamente non piace ai potenti -, ma il verificarsi di questa condizione renderebbe inutili sia il premio di maggioranza che il ballottaggio.

Abbiamo dunque di fronte due leggi logicamente incompatibili, il che non vuol dire legalmente incompatibili. Dunque non possiamo escludere nulla. E tuttavia appare probabile che una soluzione venga tentata per evitare un simile pastrocchio. Un pastrocchio creato proprio dal sig. Renzi e dai suoi illuminatissimi consulenti costituzionali. Costoro hanno fatto la follia di approvare una legge elettorale per una sola camera, prima ancora che il bicameralismo fosse effettivamente superato. Dilettanti allo sbaraglio? Di certo pasticcioni all'opera.

In teoria vi sono due strade per evitare di andare al voto con due leggi così incompatibili fra loro. Una più tradizionale, ma probabilmente meno efficace. Una meno rituale, ma certamente più risolutiva. 

In cosa consista la prima strada è presto detto. Cosa avviene di solito quando un sistema politico si trova in stallo? Avviene che un'autorità formalmente super partes, depositaria di precisi compiti istituzionali, detta i passaggi per superare l'impasse che si è determinata. Ora, che Mattarella non sia super partes è cosa abbastanza ovvia. E tuttavia (art. 88 della Costituzione) sua sarà la scelta di sciogliere o non sciogliere immediatamente le camere. Ovviamente, nel caso in cui la scelta fosse quella del non scioglimento immediato, essa si motiverebbe solo con la ricerca di un accordo sull'armonizzazione delle due leggi in vigore. A tale scopo (art. 87 della Costituzione) egli potrebbe inviare un apposito messaggio ai due rami del  parlamento.

Difficile valutare l'efficacia di una simile scelta e di un simile eventuale appello. Quel che è certo, però, è che a quel punto la base sulla quale operare la suddetta armonizzazione non potrebbe essere l'Italicum. Legge concepita - lo ripetiamo per la millesima volta - per un sistema mono-camerale, dunque incompatibile con quello bicamerale.

La seconda strada sarebbe sicuramente quella preferibile in termini democratici. Ma sarebbe anche quella più rapida e meno pasticciata. Essa è nelle mani dei membri della Corte Costituzionale.

Come noto, nel febbraio scorso il Tribunale di Messina ha accolto 6 dei 13 motivi di incostituzionalità dell'Italicum, contenuti nel ricorso presentato da un gruppo di avvocati del Coordinamento democrazia costituzionale, coordinati dall'avv. Felice Besostri, già artefice della vincente causa di incostituzionalità contro il Porcellum

A questo punto la cosa è di competenza dei giudici costituzionali. Quando si pronunceranno al momento non si sa, ma ben difficilmente la decisione della Consulta potrà prescindere dal quadro generale. In teoria la sentenza potrebbe arrivare prima del referendum, ma proprio in virtù della considerazione di cui sopra è assai difficile che ciò avvenga. Più probabile, del tutto più probabile, che la sentenza arrivi dopo il voto autunnale. E che si orienti in base ad esso.

Un Renzi vincente nelle urne referendarie si vedrebbe bocciare la sua creatura più amata, e soprattutto quella più decisiva per consolidare il suo potere? Tutto può essere, ma non ci credo. All'opposto, a fronte della bocciatura della controriforma costituzionale, potrebbe la Consulta tenere in vita una legge concepita appunto in funzione di quella controriforma? Io penso di no.  

Quel che succederebbe in caso di bocciatura dell'Italicum è del tutto evidente. Poiché i motivi accolti riguardano, tra gli altri il «vulnus causato dalla legge al principio di rappresentanza territoriale», quello «causato al principio di rappresentanza democratica», la «mancata previsione di una soglia minima per accedere al ballottaggio», nonché «l’irragionevolezza di aver varato una legge elettorale per la sola Camera dei deputati quando oggi la Costituzione prevede il bicameralismo paritario tra Camera e Senato», sembrerebbe ragionevole ipotizzare una sentenza in linea con quella di due anni fa.

Detto così può sembrare troppo facile. Ma non siamo così ingenui da immaginare un percorso lineare verso questo esito. Ne esso è scontato. Stiamo parlando di un delicatissimo passaggio nella vita politica nazionale. Lungi da noi il pensare che questo possa avvenire senza scosse. E tuttavia quello delineato è un percorso possibile, a condizione che si vinca la prima decisiva tappa referendaria.

Per vincerla servirà la più ampia mobilitazione e, soprattutto, la massima lungimiranza politica. In gioco non è "solo" la controriforma costituzionale, che se così fosse la vittoria sarebbe assai ardua. In gioco è Renzi e il renzismo. E state certi che è su questo terreno - e solo su questo terreno - che il no potrà vincere. Altro che il non voler trasformare il referendum in uno scontro pro o contro Renzi, come lo stesso Coordinamento democrazia costituzionale si è premurato di scrivere scioccamente in una sua risoluzione!

Cominciare a diradare le nebbie sul dopo-referendum, se da un lato è operazione difficile e necessariamente approssimativa, dall'altro è utile, come ho già scritto in premessa, per sconfiggere lo «sconfittismo», l'idea perniciosa dell'impossibilità di battere i potenti, sempre, ovunque e (come diceva uno scrittore satirico delle mie parti) «perunque e quantunque».   

Certamente non si uscirà da questa forma mentis per un articolo. Certamente i membri della sinistra sinistrata non ammetteranno mai che la loro sconfitta non è quella di ogni lotta democratica e popolare per i secoli a venire. Di sicuro per molti di loro è ormai troppo tardi. Ma il tarlo dello «sconfittismo» va comunque combattuto, perché questa mentalità residuale e perdente rischia di fare grossi danni nell'impostazione della battaglia referendaria.

domenica 6 marzo 2016

ESPROPRIO (ANTI)PROLETARIO di Leonardo Mazzei

[ 6 marzo ]

«Un tempo i reazionari spaventavano chi possedeva una casa dicendo che i comunisti gliela avrebbero presa. Oggi che nessuno ci cascherebbe più, sono ben altri gli espropriatori in agguato...»

La porcata è venuta alla luce ed il governo sta provando a rattopparla. Ma l'esproprio resta, chiariamolo subito. Dopo i ritocchi annunciati, molti si chiedono se le case degli italiani messi in difficoltà dalla crisi siano davvero sotto attacco. La risposta è sì. E gli attaccanti sono i soliti noti, un trio composto da banche, governo ed Unione Europea.

Del resto, perché stupirsi? Non è forse il medesimo trattamento imposto da Bruxelles a Spagna e Grecia? All'origine del decreto governativo c'è infatti la solita direttiva europea. Renzi avrebbe voluto recepirla senza troppo rumore, ma gli è andata male. Questa volta l'azione dei deputati M5S è stata impeccabile. La riunione della commissione Finanze è saltata, i media sono stati costretti ad un minimo di informazione, il governo ha dovuto annunciare "modifiche".

Ovvio che se il silenziamento avesse funzionato, nessuno nella maggioranza avrebbe accettato cambiamenti sostanziali al decreto. Ma non è il caso di cantare vittoria perché, quando nella prossima settimana i lavori parlamentari riprenderanno, il tentativo sarà quello di abbellire il testo per tenere fermo l'obiettivo che interessa a Lorsignori.

Quale sia questo obiettivo è presto detto: mettere le mani sulla casa delle famiglie in ritardo con i pagamenti del mutuo il prima possibile; mettercele per procedere alla vendita immediatamente, senza aspettare - come oggi - i tempi delle aste giudiziarie. Insomma, un esproprio bello e buono.

Naturalmente i piddini negano. Giurano che per i cittadini morosi nulla cambierà. Ma allora perché la direttiva Ue ed il conseguente decreto? Il bello è che lo giuravano anche prima di essere stati costretti a promettere miglioramenti al testo, e questo la dice lunga sull'onestà intellettuale di costoro.

Flebili i loro argomenti. Il primo è che anche oggi le banche possono far scattare le procedure esecutive dopo il mancato pagamento di 7 rate. Vero, ma oggi i tempi giudiziari allungano la pratica mediamente fino a 7 anni, mentre il decreto (anche ammesso che il governo mantenga le sue ultime promesse) consentirà l'esproprio e la vendita dell'immobile dopo soli 18 mesi.

Il secondo argomento piddino è che l'esproprio sarà possibile solo per il futuro e soltanto su base volontaria. Che sarà valido solo per il futuro è da vedere. Quel che sappiamo è che il testo originario conteneva una parolina messa lì appositamente per consentire di applicare la norma retroattivamente anche ai mutui già in essere. In quanto alla volontarietà è fin troppo facile osservare come il rapporto tra la banca e colui che va a chiedere un mutuo sia tutt'altro che paritario. Non è difficile prevedere, quindi, che chi vorrà un mutuo dovrà sottostare alle nuove clausole.

Le modifiche di cui tanto parlano gli esponenti del governo in questi ultimi giorni, se da un lato sono la prova della loro malafede (perché non ci avevano "pensato" prima?), dall'altro non spostano di molto i termini del problema. Dalle iniziali sette rate non pagate, sembra che adesso si arriverà a 18 prima che la banca possa impossessarsi dell'immobile. Ma diciotto mesi sono brevi, maledettamente brevi per le famiglie messe in croce dalla crisi, specie per chi si ritroverà senza lavoro.

Si dice anche che il decreto impedirà la svendita del bene posseduto. Questo perché il mutuatario potrà nominare un esperto che ne tuteli gli interessi in fase di valutazione... E ci mancherebbe altro! Ma, anche in questo caso, non è difficile immaginare chi sarà maggiormente tutelato tra il mutuatario e la banca. Tanto più in una fase di grande depressione del mercato immobiliare come questa. Non dimentichiamoci che alla banca sarà sufficiente ottenere un prezzo che le consenta di recuperare il credito residuo, dato che la parte eccedente spetterebbe comunque al mutuatario, che rischia così di ritrovarsi becco e bastonato.

Mai come in questo caso le rassicurazioni dei cosiddetti "esperti" gridano semplicemente vendetta. Ancora di più quelle dei diretti interessati. Prendiamo il caso del sig. Patuelli, presidente di quell'Associazione bancaria (Abi) tanto interessata al decreto. Ancora prima che si parlasse di modifiche al testo proposto, questa faccia di bronzo ha avuto il coraggio di dichiarare che: «Non c'è il rischio di avere la casa pignorata... Ho studiato il documento del governo che recepisce la direttiva e non riguarda fatti passati, ma eventualità, possibilità per il futuro, è una cosa lasciata alla libera contrattazione tra le famiglie e gli istituti bancari» (Il Sole 24 Ore, 3 marzo 2016). Libera contrattazione! Capito quale vantaggio per le famiglie!

Da notare che per le banche la quota dei mutui sulla casa in percentuale sul totale dei crediti in sofferenza è piuttosto modesta, ma colpire le famiglie è assai più facile che rifarsela con i bancarottieri professionali.

Secondo il Bollettino statistico di Bankitalia (qui citato dalla Confartigianato) il 70,3% delle sofferenze riguarda affidi superiori ai 500mila euro, che nel 2015 hanno rappresentato addirittura il 91,8% dell'incremento delle sofferenze registrate nell'anno. Ovvio che non si sta parlando di mutui per la casa. Dati confermati da quanto pubblicato dal Corriere della Sera del 24 gennaio scorso, secondo cui la quota di sofferenze relativa alla fascia di prestito tra 125 e 250mila euro (quella in cui si concentrano i mutui casa, anche se ne comprende altri di diverso tipo) è pari ad un misero 10,08%.

Con le regole attuali spesso le banche non hanno interesse ad arrivare al pignoramento e preferiscono procedere con una trattativa con il mutuatario. Ciò nonostante le abitazioni finite all'asta nel secondo semestre 2015 sono state ben 28.672. Andando a spanne è perciò realistico stimare un totale annuo tra le 55mila e le 60mila case messe all'asta nel 2015. Un dato decisamente rilevante, in un anno in cui il totale delle case vendute in Italia si è fermato a quota 444mila.

Ovvio che con il decreto governativo la vendita delle case pignorate non potrà che aumentare di brutto. E' vero che la crisi del mercato immobiliare rappresenta un indubbio ostacolo a questa operazione, ma proprio per questo la soluzione potrà essere quella della svendita, pur sempre vantaggiosa per la banca, del tutto rovinosa per il suo cliente.

Per tutti questi motivi è ben chiara la posta in gioco. Di certo è chiaro il disegno del trio banche-governo-Unione Europea, come sempre uniti nella lotta per depredare il popolo lavoratore. Quello messo in ginocchio dalla crisi e dalle politiche austeritarie degli ultimi anni.

Abbiamo visto, però, la difficoltà politica degli uomini di Renzi una volta che il tema è divenuto di pubblico dominio. Vedremo adesso come ricalibreranno questo ennesimo imbroglio. Di certo il trio non mollerà la presa, ma sul piano del consenso un altro fronte si è aperto per il fiorentino.

Che dire in conclusione? Un tempo i reazionari spaventavano chi possedeva una casa dicendo che i comunisti gliela avrebbero presa. Oggi che nessuno ci cascherebbe più, sono ben altri gli espropriatori in agguato...

giovedì 18 giugno 2015

L'Italicum è incostituzionale: come affossarlo?

[ 18 giugno ]

Domani a Roma, presso il Centro Congressi, con inizio alla ore 17:30, ci sarà l'importante incontro "NO ALLA DITTATURA DELLA MINORANZA. Contro l'italicum difendiamo la Costituzione".

Dopo l'introduzione di Giancarlo D'Andrea, interverranno: Alfiero Grandi, Luciano Barra Caracciolo, Alfredo D'Attorre e Francesco Campanella.
Alle Ore 21:00 avremo la proiezione in anteprima assoluta del documentario LASCIATECI FARE ideato e prodotto da Vox Populi.


Lunedì si è svolta, sempre a Roma, presso la sede della CGIL, una riunione nazionale sempre contro l'italicum. Qui un resoconto dell'assemblea del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale.

Si è tenuta il 15 giugno, a Roma, l'assemblea del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale. Al centro della discussione le iniziative per contrastare con tutti i mezzi l'effettiva entrata in vigore dell'Italicum, la nuova legge elettorale truffa voluta da Renzi.

Il Coordinamento, che vede al suo interno numerosi giuristi e costituzionalisti di primissimo piano, ha espresso da subito una chiara valutazione su questa legge, giudicandola «un gravissimo danno all’assetto democratico della Repubblica». Un giudizio netto, in virtù del totale stravolgimento dei principi di rappresentanza ed uguaglianza del voto.

Così scriveva infatti il Coordinamento dopo il passaggio della legge alla Camera:
«Come già il “Porcellum”, la nuova legge “Italicum” trasforma una minoranza in una maggioranza, che potrebbe essere smisurata rispetto ai voti effettivamente ottenuti al primo turno e aggrava il peso del premio attribuendolo a un solo partito invece che a una coalizione. Così il principio costituzionale dell’eguaglianza del voto è demolito».

E' su queste basi che è stata convocata l'assemblea dell'altro ieri, allo scopo di individuare le iniziative più utili per impedire questo nuovo scempio dei principi costituzionali.

I lavori sono stati introdotti da Alfiero Grandi che, dopo aver inquadrato la battaglia contro l'Italicum nel più ampio contesto politico e sociale, ha proposto una campagna referendaria per la prossima primavera. Non ci sono infatti le condizioni per effettuare la raccolta delle firme entro il 30 settembre 2015, termine ultimo per arrivare al voto già nel 2016. In questo modo la proposta abrogativa della nuova legge elettorale verrebbe così ad incrociarsi con il voto al referendum "confermativo" sulla contro-riforma costituzionale.

Inoltre, al referendum abrogativo dell'Italicum potrebbero affiancarsene altri (principalmente sulla scuola ed il Jobs Act, ma nel dibattito qualcuno ha proposto analoga iniziativa anche sullo "Sblocca Italia"). Grandi ha però sottolineato che tali iniziative spettano soltanto ai soggetti politico-sociali "titolati" a farlo, non al Coordinamento in quanto tale.

Subito dopo Gianni Ferrara ha illustrato i quesiti da sottoporre a referendum. Essi riguardano l'abolizione del ballottaggio, del premio di maggioranza al primo turno, dei capilista bloccati.

E' poi intervenuto l'avvocato Felice Besostri - l'autore del ricorso alla Corte Costituzionale che ha portato alla nota sentenza di bocciatura del Porcellum - che ha spiegato le modalità per portare avanti i ricorsi contro l'Italicum in sede giudiziaria, investendo tutto il territorio nazionale che è suddiviso in 26 distretti di Corte d'Appello.

Si sono poi susseguiti altri interventi tecnico-politici, riguardo alla connessione tra la legge elettorale e la contro-riforma costituzionale che tornerà a breve all'esame del Senato.

La discussione che ne è seguita ha registrato una forte convergenza sui contenuti e sulla valutazione della grande rilevanza della battaglia democratica contro l'Italicum e contro le modifiche costituzionali volute da Renzi.

Intervenendo nel dibattito, a nome di "ORA", abbiamo sostenuto che se, da un lato, tutte le iniziative volte al raggiungimento dello scopo sono utili e da appoggiare; dall'altro è importante capire quale possa essere davvero la battaglia decisiva. E questa - a nostro avviso - è quella che si combatterà al referendum "confermativo" delle modifiche costituzionali. E' chiaro che una vittoria del no in quel referendum porterebbe di fatto alla caduta dello stesso Italicum, dato che questa legge è stata disegnata per un sistema mono-camerale, e che comunque un doppio ballottaggio per Camera e Senato sarebbe evidentemente insostenibile oltreché palesemente incostituzionale.

Al di là dei numerosi aspetti tecnici - ad esempio: il referendum "confermativo" sarà valido anche senza il raggiungimento del quorum dei votanti (50% + 1 degli elettori), mentre in quello abrogativo tale quorum va raggiunto pena l'invalidazione del referendum - c'è, alla base del nostro ragionamento, una precisa valutazione politica.

Essa sta nel fatto che mentre sulla legge elettorale sappiamo purtroppo come il principio antidemocratico della "governabilità" sia ampiamente penetrato in tutti gli strati della società, assai meno popolare è la scelta della non eleggibilità del Senato. Sappiamo bene che si tratta di due aspetti ugualmente antidemocratici, dei quali quello rappresentato dalla legge elettorale è in definitiva quello davvero decisivo. Ma dobbiamo saper scegliere il terreno più favorevole, perché bisogna puntare alla vittoria, cioè alla piena sconfitta del disegno autoritario di Renzi.

Pubblicheremo il documento conclusivo dell'assemblea non appena sarà disponibile, ma possiamo già dire che l'assemblea di Roma è stata un momento molto importante, sia per la chiarezza degli obiettivi proposti, che per il forte spirito unitario che l'ha animata. Abbiamo già tenuto alcune iniziative pubbliche insieme ad alcune delle figure più rappresentative del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, ed altre ne terremo a breve. 

Lettori fissi di SOLLEVAZIONE

Temi

Unione europea (953) euro (784) crisi (640) economia (630) sinistra (549) teoria politica (296) finanza (285) Leonardo Mazzei (282) M5S (275) P101 (251) grecia (247) Movimento Popolare di Liberazione (244) Governo giallo-verde (242) elezioni (239) imperialismo (237) sfascio politico (235) resistenza (226) Moreno Pasquinelli (225) sovranità nazionale (219) banche (215) internazionale (213) risveglio sociale (184) alternativa (168) seconda repubblica (167) Syriza (155) piemme (147) Tsipras (146) antimperialismo (135) debito pubblico (133) Matteo Renzi (131) programma 101 (129) spagna (122) filosofia (121) Francia (119) immigrazione (117) marxismo (117) PD (111) destra (111) sovranità monetaria (111) democrazia (109) costituzione (106) Matteo Salvini (104) neoliberismo (104) populismo (104) sollevazione (103) Stefano Fassina (97) islam (97) Grillo (94) Sandokan (94) elezioni 2018 (94) berlusconismo (91) proletariato (91) geopolitica (88) Carlo Formenti (86) Germania (86) Alberto Bagnai (83) Emiliano Brancaccio (83) austerità (80) bce (80) Medio oriente (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) sindacato (77) Podemos (76) Stati Uniti D'America (75) referendum costituzionale 2016 (74) sinistra anti-nazionale (73) Mario Monti (72) guerra (72) capitalismo (70) Libia (66) Russia (65) capitalismo casinò (63) Sergio Cesaratto (62) Rivoluzione Democratica (61) rifondazione (61) Lega (60) globalizzazione (60) liberiamo l'Italia (60) CLN (59) Siria (59) CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (57) bancocrazia (57) immigrati (57) Sicilia (56) Alexis Tsipras (55) Alitalia (54) cinque stelle (54) legge elettorale (54) sovranismo (54) Diego Fusaro (53) Legge di Bilancio (53) brexit (53) Lega Nord (52) Pablo Iglesias (52) moneta (52) referendum (52) socialismo (52) neofascismo (51) sionismo (51) sovranità popolare (51) Emmezeta (50) fiat (50) Manolo Monereo (49) Movimento dei forconi (49) solidarietà (49) campo antimperialista (48) sinistra sovranista (48) gilet gialli (46) immigrazione sostenibile (46) Beppe Grillo (45) Nichi Vendola (45) renzismo (45) Troika (44) Yanis Varoufakis (44) astensionismo (43) inchiesta (43) uscita dall'euro (43) Luciano Barra Caracciolo (42) Mario Draghi (42) Israele (41) liberismo (40) palestina (40) Mimmo Porcaro (39) patriottismo (39) Fiorenzo Fraioli (38) Ugo Boghetta (38) proteste operaie (38) sinistra patriottica (38) italicum (37) Giorgio Cremaschi (36) Karl Marx (36) Marine Le Pen (35) ambiente (35) fiscal compact (35) uscita di sinistra dall'euro (35) III. Forum internazionale no-euro (34) Luigi Di Maio (34) Ucraina (34) egitto (34) nazione (34) 9 dicembre (33) Def (33) azione (33) ISIS (32) Merkel (32) cina (32) default (32) fiom (32) iran (32) islamofobia (32) populismo di sinistra (32) scienza (32) Forum europeo 2016 (31) Sel (31) governo Renzi (31) unità anticapitalisa (31) Fabio Frati (30) ecologia (30) xenofobia (30) Nello de Bellis (29) Putin (29) catalogna (29) storia (29) eurostop (28) napolitano (28) nazionalizzazione (28) Assemblea di Chianciano terme (27) menzogne di stato (27) Donald Trump (26) Mauro Pasquinelli (26) USA (26) elezioni europee 2019 (26) nazionalismi (26) silvio berlusconi (26) Beppe De Santis (25) Comitato centrale P101 (25) Forum europeo (25) Nato (25) elezioni siciliane 2017 (25) religione (25) scuola (25) Europa (24) Movimento 5 Stelle (24) Quantitative easing (24) Venezuela (24) finanziarizzazione (24) Aldo Giannuli (23) Lavoro (23) Stato di diritto (23) antifascismo (23) manifestazione 12 ottobre 2019 (23) ora-costituente (23) razzismo (23) repressione (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Esm (22) Roma (22) emigrazione (22) keynes (22) nazionalismo (22) Chianciano Terme (21) Front National (21) Simone Boemio (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) Unità Popolare (21) etica (21) Conte bis (20) Emmanuel Macron (20) Foligno (20) Laikí Enótita (20) Marcia della Dignità (20) Regno Unito (20) Vladimiro Giacchè (20) coordinamento no-euro europeo (20) crisi di governo (20) iraq (20) manifestazione del 12 ottobre (20) melenchon (20) minibot (20) tecnoscienza (20) umbria (20) MES (19) Mariano Ferro (19) Norberto Fragiacomo (19) Sicilia Libera e Sovrana (19) Tunisia (19) fronte popolare (19) Domenico Moro (18) Donbass (18) F.S. (18) Izquierda Unida (18) Noi siciliani con Busalacchi (18) lotta di classe (18) pace (18) senso comune (18) Assisi (17) Costanzo Preve (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Jacques Sapir (17) Paolo Savona (17) Perugia (17) Pier Carlo Padoan (17) chiesa (17) complottismo (17) cosmopolitismo (17) euro-germania (17) media (17) piano B (17) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Luciano B. Caracciolo (16) Marco Mori (16) Prc (16) Reddito di cittadinanza (16) Renzi (16) Tonguessy (16) appello (16) ballottaggi (16) casa pound (16) fascismo (16) internazionalismo (16) sciopero (16) vendola (16) Cremaschi (15) Daniela Di Marco (15) International no euro forum (15) M. Micaela Bartolucci (15) Salvini (15) clima (15) comunismo (15) diritto (15) indipendenza (15) internet (15) manifestazione (15) piattaforma eurostop (15) tasse (15) vaccini (15) 15 ottobre (14) Alessandro Visalli (14) Alitalia all'Italia (14) Brancaccio (14) Enea Boria (14) Ernesto Screpanti (14) Eurogruppo (14) Fridays for Future (14) MMT (14) Monte dei Paschi (14) Movimento pastori sardi (14) Stato Islamico (14) Turchia (14) Vincenzo Baldassarri (14) no tav (14) obama (14) potere al popolo (14) salerno (14) Alessandro Di Battista (13) Bersani (13) Chavez (13) Enrico Grazzini (13) Eos (13) Jobs act (13) Legge di stabilità (13) Marino Badiale (13) Virginia Raggi (13) Wilhelm Langthaler (13) acciaierie Terni (13) cultura (13) disoccupazione (13) femminismo (13) finanziaria (13) giovine italia (13) privatizzazioni (13) regionalismo differenziato (13) sardine (13) unione bancaria (13) Alfredo D'Attorre (12) Costas Lapavitsas (12) D'alema (12) Forum europeo 2015 (12) Giulietto Chiesa (12) Negri (12) Panagiotis Lafazanis (12) Sergio Mattarella (12) analisi politica (12) decreto salva-banche (12) europeismo (12) global warming (12) keynesismo (12) salari (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Aldo Zanchetta (11) De Magistris (11) Dicotomia (11) France Insoumise (11) Gennaro Zezza (11) Ilva (11) Papa Francesco (11) Pardem (11) Portogallo (11) Stato (11) Stefano D'Andrea (11) corruzione (11) de-globalizzazione (11) elezioni anticipate (11) iniziative (11) mediterraneo (11) nucleare (11) ordoliberismo (11) presidenzialismo (11) proteste (11) sindacalismo di base (11) sinistra Italiana (11) sovranismi (11) Art. 18 (10) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) Carl Schmitt (10) Claudio Borghi (10) Fausto Bertinotti (10) Fmi (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Forum di Roma 2019 (10) George Soros (10) Gianluigi Paragone (10) Giorgetti (10) Hollande (10) Jean-Luc Mélenchon (10) Lista del Popolo (10) Marco Passarella (10) Marco Zanni (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Paolo Barnard (10) Quirinale (10) Risorgimento Socialista (10) Terni (10) cattiva scuola (10) decrescita (10) diritti civili (10) facebook (10) fisco (10) golpe (10) islanda (10) legge di bilancio 2020 (10) povertà (10) taranto (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Antonio Rinaldi (9) Argentina (9) Bernie Sanders (9) CGIL (9) Campagna eurostop (9) Diritti Sociali (9) Draghi (9) Forconi (9) Paolo Ferrero (9) Stato nazione (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wolfgang Schaeuble (9) bail-in (9) bipolarismo (9) classi sociali (9) cosmo-internazionalismo (9) deficit (9) futuro collettivo (9) il pedante (9) istruzione (9) liberalismo (9) medicina (9) moneta fiscale (9) necrologi (9) questione nazionale (9) sociologia (9) sovranità (9) tecnologie (9) Antonio Gramsci (8) Corte costituzionale (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) Erdogan (8) F.f (8) Fratelli d'Italia (8) Genova (8) Goracci (8) Gran Bretagna (8) II assemblea della CLN (1-3 settembre) (8) Ingroia (8) Italia Ribelle e Sovrana (8) Julio Anguita (8) Landini (8) Lenin (8) Luca Massimo Climati (8) Mattarella (8) Mirafiori (8) Yanis Varoufakys (8) borsa (8) debitocrazia (8) destra non euro (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate 2017 (8) elezioni siciliane (8) grexit (8) inflazione (8) lira (8) manifestazione 25 marzo 2017 (8) marxisti dell'Illinois (8) nuovo movimento politico (8) questione femminile (8) regionalismo (8) sardegna (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) svalutazione (8) transfemminismo (8) trasporto aereo (8) unità anticapitalista (8) unità nazionale (8) Abu Bakr al-Baghdadi (7) Alessandro Chiavacci (7) Alternative für Deutschland (7) Articolo 18 (7) CUB (7) Cub Trasporti (7) Dino Greco (7) Ernesto Laclau (7) Flat tax (7) Franz Altomare (7) Gaza (7) Giancarlo D'Andrea (7) Giuseppe Angiuli (7) ISIL (7) Inigo Errejón (7) Je so' Pazzo (7) Jeremy Corbyn (7) Joseph Stiglitz (7) MMT. Barnard (7) Macron (7) Massimo Bontempelli (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Nuit Debout (7) Oskar Lafontaine (7) Papa Bergoglio (7) Pil italiano (7) Riccardo Achilli (7) Samuele Mazzolini (7) Sapir (7) Seconda Assemblea P101 (7) Ttip (7) agricoltura (7) aletheia (7) anarchismo (7) autodeterminazione dei popoli (7) bankitalia (7) confederazione (7) contante (7) derivati (7) eurexit (7) eurocrack (7) giovani (7) il manifesto (7) incontri (7) magistratura (7) nazismo (7) patria e costituzione (7) pensioni (7) risorgimento (7) rivolta (7) rivoluzione civile (7) rossobrunismo (7) sanità (7) spread (7) trasporto pubblico (7) Ars (6) Banca centrale europea (6) Bazaar (6) Bottega partigiana (6) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (6) Carlo Galli (6) Casaleggio (6) Contropiano (6) Eros Cococcetta (6) Eugenio Scalfari (6) Franco Bartolomei (6) Frédéric Lordon (6) Giorgia Meloni (6) M.AR.S. (6) Maduro (6) Marx (6) Militant-blog (6) Nino galloni (6) No Renzi Day (6) Noi con Salvini (6) ORA! (6) Pcl (6) Pisapia (6) Polonia (6) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (6) Regioni autonome (6) Sandro Arcais (6) Stato di Polizia (6) Target 2 (6) Teoria Monetaria Moderna (6) Thomas Fazi (6) Titoli di stato (6) Toni negri (6) USB (6) Ungheria (6) Viktor Orban (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) automazione (6) beni comuni (6) cinema (6) fabrizio Marchi (6) famiglia (6) giovanni Tria (6) governo Gentiloni (6) ideologia (6) incontro internazionale (6) la variante populista (6) liberosambismo (6) migranti (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) populismo democratico (6) suicidi (6) suicidi economici (6) tecnica (6) terremoto (6) uber (6) utero in affitto (6) Alberto Negri (5) America latina (5) Angelo Panebianco (5) Anguita (5) Antonio Ingroia (5) Assad (5) Carola Rackete (5) Dario Guarascio (5) Decreto Dignità (5) Decreto sicurezza (5) Dimitris Mitropoulos (5) Federalismo (5) Federico Fubini (5) Ferdinando Pastore (5) Finlandia (5) Forza Italia (5) Franco Busalacchi (5) Giuseppe Mazzini (5) HAMAS (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Joël Perichaud (5) Kirchner (5) Lucca (5) Luigi De Magistris (5) MOHAMED KONARE (5) Marcello Teti (5) Mario Monforte (5) No Monti Day (5) No debito (5) Npl (5) Nuova Direzione (5) Paolo Becchi (5) Parigi (5) Partito tedesco (5) Pier Paolo Dal Monte (5) Rete dei Comunisti (5) Romano Prodi (5) Rosatellum 2 (5) Sharing Economy (5) Soleimani (5) Stathis Kouvelakis (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Trump (5) Val di Susa (5) Wolfgang Munchau (5) Yemen (5) afghanistan (5) alleanze (5) banche popolari (5) brasile (5) camusso (5) chiesa ortodossa (5) confindustria (5) cuba (5) debitori (5) decreto vaccini (5) di Pietro (5) donna (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni. Lega (5) fratelli musulmani (5) giornalismo (5) governo (5) greta thumberg (5) jihadismo (5) laicismo (5) massimo fini (5) pomigliano (5) procedura d'infrazione (5) proteste agricoltori (5) rifugiati politici (5) salvinismo (5) teologia (5) tremonti (5) wikileaks (5) 16 giugno Roma (4) ALBA (4) Africa (4) Alessandro Somma (4) Alessia Vignali (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Anna Falcone (4) Antonio Amoroso (4) Assange (4) Aurelio Fabiani (4) Autostrade per l'Italia (4) Bergoglio (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (4) Carovana di solidarietà (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Chiavacci Alessandro (4) Città della Pieve (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (4) Corea del Nord (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Deutsche Bank (4) Die Linke (4) Diego Melegari (4) Emanuele Severino (4) Ernesto Galli Della Loggia (4) Felice Floris (4) Francesco Giavazzi (4) Frente civico (4) Fronte Sovranista Italiano (4) GIAPPONE (4) Giuliano Pisapia (4) Giulio Regeni (4) Giulio Sapelli (4) Imu (4) Incontro di Roma (4) Italexit (4) JP Morgan (4) Jacques Nikonoff (4) Karl Polany (4) Kke (4) L'Altra Europa con Tsipras (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Leonardo Mazzzei (4) Luciano Canfora (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) MPL (4) Marcello Minenna (4) Marchionne (4) Martin Heidegger (4) Morgan Stanley (4) Mosul (4) NO TAP (4) Noi sicialiani con Busalacchi (4) ONU (4) Oscar Lafontaine (4) Paolo Gerbaudo (4) Pci (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Prodi (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Sergio Starace (4) Simone Pillon (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) TAP (4) Tyssenkrupp (4) VOX (4) Varoufakis (4) Visco (4) Vladimiro Giacché (4) Xarxa Socialisme 21 (4) Xi Jinping (4) agricoltura biologica (4) al-Sisi (4) alceste de ambris (4) anarchici (4) antisemitismo (4) antisionismo (4) arancioni (4) bigenitorialità (4) califfato (4) carceri (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianesimo (4) cristianismo (4) curdi (4) demografia (4) diritti di cittadinanza (4) donne (4) elezioni 2017 (4) elezioni comunali 2017 (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) gender (4) il fatto quotidiano (4) informatica (4) intelligenza artificiale (4) irisbus (4) irlanda (4) italia (4) ius soli (4) legge del valore (4) legge di stabilità 2017 (4) parti de gauche (4) patrimoniale (4) porcellum (4) precarietà (4) presidente della repubblica (4) primarie (4) protezionismo (4) risparmio (4) salute (4) saviano (4) seminario (4) sinistra transgenica (4) sottoscrizione (4) spending review (4) spesa pubblica (4) statizzazione banche (4) terzo polo (4) transizione al socialismo (4) trattati europei (4) truffa bancaria (4) università (4) wikidemocrazia (4) xylella (4) 19 ottobre (3) Ahmadinejad (3) Alavanos (3) Albert Einstein (3) Alberto Alesina (3) Alfiero Grandi (3) Amodeo (3) Antonella Stirati (3) Aquisgrana (3) Arabia saudita (3) Armando Mattioli (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Benedetto Croce (3) Benetton (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Bloco de Esquerda. (3) Cerveteri Libera (3) Cia (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Commissione europea (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Diosdado Toledano (3) EDWARD SNOWDEN (3) Eleonora Forenza (3) Ernest Vardanean (3) Eurasia (3) Fabio Nobile (3) Fabrizio Tringali (3) Fausto Sorini (3) Filippo Abbate (3) Francesco Neri (3) Francesco Salistrari (3) Fratoianni (3) Gianni Ferrara (3) Giorgio Lunghini (3) Giovanni Gentile (3) Giuliana Nerla (3) Giulio Bonali (3) Giuseppe Pelazza (3) Goofynomics (3) Gramsci (3) Guido Grossi (3) HELICOPTER MONEY (3) Hezbollah (3) ISTAT (3) Ilaria Bifarini (3) Iugoslavia (3) Ivan Cavicchi (3) Jens Weidmann (3) Jugoslavia (3) Leonardo SInigaglia (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marcello Foa (3) Marco Bulletta (3) Marco Mainardi (3) Mario Volpi (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Massimo cacciari (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Milton Friedmann (3) Modern Money Theory (3) Moldavia (3) Morya Longo (3) Napoli (3) Nigel Farage (3) No Mes (3) No e-45 autostrada (3) Noi Mediterranei (3) Olanda (3) Palermo (3) Panagiotis Sotiris (3) Paola De Pin (3) Partito Italexit (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Pkk (3) Poroshenko (3) Rinascita (3) Rodoflo Monacelli (3) Ruggero Arenella (3) Salento (3) Sarkozy (3) Scenari Economici (3) Six Pack (3) Stavros Mavroudeas (3) Ugo Arrigo (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) austria (3) biotecnocrazia (3) bollettino medico (3) crediti deteriorati (3) debito (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) diritto d'asilo politico (3) diritto di cittadinanza (3) divorzio banca d'Italia Tesoro (3) dollaro (3) economia sociale di mercato (3) elezioni 2020 (3) euroasiatismo (3) foibe (3) forza nuova (3) giustizia (3) inceneritori (3) indignati (3) ines armand (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) machiavelli (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mezzogiorno (3) minijobs. Germania (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) occidente (3) oligarchia (3) olocausto (3) partito (3) partito democratico (3) prescrizione (3) psicanalisi (3) quota 100 (3) rai (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) robotica (3) sanità. spending review (3) sciopero generale (3) seminario teorico (3) senato (3) sme (3) social media (3) socialdemocrazia (3) sondaggi (3) sovranità e costituzione (3) sovrapproduzione (3) takfir (3) tassisti (3) terza assemblea P101 (3) tv (3) violenza (3) web (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 25 aprile 2017 (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Alberto Benzoni (2) Alberto Montero (2) Alétheia (2) Amando Siri (2) Amazon (2) Andalusia (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Arditi del Popolo (2) Armando Siri (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Banca (2) Bandiera rossa in movimento (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Blockchain (2) Bolivia (2) Bolkestein (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) Carc (2) Carlo Clericetti (2) Carlo Freccero (2) Carlo Romagnoli (2) Cernobbio (2) Certificati di Credito Fiscale (2) Cesarina Branzi (2) Cgia Mestre (2) Chantal Mouffe (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Claudia Castangia (2) Colonialismo (2) Comitato antifascista russo-ucraiono (2) Conte (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Dani Rodrik (2) De Bortoli (2) Der Spiegel (2) Diem25 (2) Domenico Losurdo (2) Don Giancarlo Formenton (2) Dugin (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Ego della Rete (2) Emilia Clementi (2) Emilia-Romagna (2) Emiliano Gioia (2) Enzo Pennetta (2) Eric Toussaint (2) Ettore Livini (2) European Quantitative-easing Intermediated Program (2) Extincion Rebellion (2) F.List (2) Federal reserve (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Filippo Gallinella (2) Fiumicino (2) Forestale (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Forum Popoli Mediterranei (2) Francesco Lamantia (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Futuro al lavoro (2) Generale Pappalardo (2) Gentiloni (2) Giacomo Bracci (2) Giacomo Russo Spena (2) Giada Boncompagni (2) Giancarlo Cancelleri (2) Gig Economy (2) Giorgio Gattei (2) Giuliano Amato (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Google (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hitler (2) Héctor Illueca (2) INPS (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italia Ribelle (2) Iugend Rettet (2) JULIAN ASSANGE (2) Jacopo Custodi (2) Javier Couso Permuy (2) Juan Carlos Monedero (2) Juncker (2) Junker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Kurdistan (2) La Grassa (2) Lelio Basso (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) M-48 (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marco Revelli (2) Marco Rizzo (2) Maria Elena Boschi (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Tronti (2) Mark Zuckerberg (2) Marocco (2) Massimo D'Antoni (2) Massimo PIvetti (2) Michele Serra (2) Michele fabiani (2) Microsoft (2) Militant (2) Moscovici (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) Mélenchon (2) Nadia Garbellini (2) Netanyahu (2) Nicaragua (2) Omt (2) Oriana Fallaci (2) Ostia (2) Paolo Maddalena (2) Papa (2) Partito comunista (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) PdCI (2) Pdl (2) Piano di eradicazione degli ulivi (2) Piemonte (2) Pippo Civati (2) Portella della Ginesta (2) Preve (2) Quarto Polo (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Reddito di inclusione sociale (2) Riccardo Bellofiore (2) Riccardo Ruggeri (2) Riscossa Italia (2) Roberto Ferretti (2) Rosanna Spadini (2) Rosarno (2) Rosatellum (2) Rozzano (2) Ryan air (2) SPD (2) STX (2) Sahra Wagenknecht (2) Salistrari (2) Schumpeter (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Seconda Assemblea CLN (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Severgnini (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stefano Zecchinelli (2) Steve Bannon (2) Stiglitz (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Telecom (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Piketty (2) Tito Boeri (2) Tiziana Alterio (2) Tiziana Ciprini (2) Tltro (2) Tomaso Montanari (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Umberto Eco (2) Ursula von der Leyen (2) Valerio Bruschini (2) Von Der Leyen (2) Vox Italia (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) agricoltori indignati (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) animalismo (2) antimperialista (2) antispecismo (2) antropologia (2) atac (2) banche venete (2) battaglia d'autunno (2) blocco sociale (2) bontempelli (2) burkini (2) calunnia (2) casa (2) clausole di salvaguardia (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) comuni (2) comunicazione (2) debito privato (2) denaro (2) deregulation (2) domenico gallo (2) due euro (2) dughin (2) elezioni comunali 2015 (2) elezioni comunali 2019 (2) embraco (2) enel (2) energia (2) ennahda (2) esercito (2) eugenetica (2) expo (2) export (2) fake news (2) fecondazione eterologa (2) fincantieri (2) fine del lavoro (2) frontiere (2) gaypride (2) genetica (2) gennaro Migliore (2) geoeconomia (2) giacobinismo (2) governicchio (2) indignatos (2) industria italiana (2) intimperialismo (2) isu sanguinis (2) legge (2) legge di stabilità 2018 (2) lgbt (2) libano (2) liberi e uguali (2) libertà di pensiero (2) maidan (2) manifestazione 2 giugno 2018 (2) marina silva (2) mercantislismo (2) nazionalizzare le autostrade (2) no expo (2) non una di meno (2) omosessualità (2) ong (2) paolo vinti (2) pareggio di bilancio (2) parlamento europeo (2) patria (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) patto politico (2) peronismo (2) petrolio (2) pietro ratto (2) poste (2) poste italiane (2) proporzionale (2) province (2) razionalismo (2) reddito di base (2) ricchezza (2) riduzione parlamentari (2) rifiuti (2) riformismo (2) rivoluzione russa (2) rivoluzione socialista (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) silicon valley (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) società (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) studenti (2) tasso di cambio (2) transgender (2) transumano (2) ulivi (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) uscita da sinistra (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 100 giorni (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 19 ottobre 2019 (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 25 aprile 2018 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 4 novembre (1) 5G (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 8 settembre (1) 9 febbraio 2019 (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Aberto Bellini (1) Accellerazionismo (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) AirCrewCommittee (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alan Johnson (1) Alba Libica (1) Albania (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alexander Zakharchenko (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amintore Fanfani (1) Amoroso (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Andrew Spannaus (1) Angela Matteucci (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Anthony Coughlan (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Guarino (1) Antonio Rinaldis (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Apple (1) Arditi (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art 81 (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Articolo1 (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Atlantia (1) Attali (1) Augusto Graziani (1) Australia (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Bashar al-Assad (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bazar (1) Bcc (1) Bekaert (1) Belardelli (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Blade Runner 2049 (1) Boicotta Eurovision (1) Boikp Borisov (1) Bolsonaro (1) Bossi (1) Branko Milanovic (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Britannia (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) ByoBlu (1) C.f.. Governo giallo-verde (1) CARTA DI FIRENZE 2019 (1) CCF (1) CNL (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Calenda (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Caritas (1) Carlo Candi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Rovelli (1) Carmine Pinto (1) Casal Bruciato (1) Cascina Raticosa (1) Casini (1) Cassazione (1) Cassese Sabino (1) Catarina Martins (1) Cekia (1) Cesare Battisti (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christian Napolitano (1) Christian Rocca (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Civitavecchia (1) Claudia Zeta (1) Claudio Maartini (1) Claudio Magris (1) Claus Offe (1) Concita De Gregorio (1) Confederazione europea (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Coordinamento europeo per l'uscita dall'Unione (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Corte Europea sui diritti dell'uomo (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cristina Re (1) Cuperlo (1) DDL (1) Dagospia (1) Daisy Osauke (1) Damiano palano (1) Dan Glazebrook (1) Daniela Conti (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davide Gionco (1) Davos (1) De Masi (1) De Vito (1) Debora Billi (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Dimitris Christoulias (1) Dio (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Don Sturzo (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Elliott Gabriel (1) Emanuele Filiberto (1) Emilio Gentile (1) Emma Bonino (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrica Perucchietti (1) Enrico Angelini Partigiano (1) Enrico Gatto (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Erasmo vecchio (1) Ernesto Pertini (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Erri De Luca (1) Etiopia (1) Ettore Gotti Tedeschi (1) Eugenio Scalgari (1) Eunoè (1) Eurispes (1) Europa a due velocità (1) Evo Morales (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio De Masi (1) Fabio Dragoni (1) Fabio Mini (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio De Paoli (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Dellepiane (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Florian Philippot (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Foro di Sao Paulo (1) Forum Ambrosetti (1) Forum dei Popoli Mediterranei (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lenzi (1) Francesco Magris (1) Franco Venturini (1) Frauke Petry (1) Fred Kuwornu (1) Freente Civico (1) Freud (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabanelli (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Germanicum (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bellini (1) Giacomo Bellucci (1) Giacomo Vaciago (1) Giacomo Zuccarini (1) Giancarlo Bergamini (1) Gim cassano (1) Giordano Sivini (1) Giovanna Vertova (1) Giovanni De Cristina (1) Giovanni Lo Porto (1) Giovanni Schiavon (1) Giovanni Tomei (1) Giovanni di Cristina (1) Giulia Grillo (1) Giuliana Commisso (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Ambrosetti (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tarro (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Glauco Benigni (1) Godley (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Grecia presidio 9/9/19 (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Lutrario (1) Guido Ortona (1) Günther Anders (1) HSBC (1) Hainer Flassbeck (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Hong Kong (1) Huawei (1) Huffington Post (1) IPHONE (1) IRiS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Illueca (1) Imposimato (1) Improta (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) Inge Höger (1) Intellettuale dissidente (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Intesa Sanpaolo (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jason Barker (1) Je so' Pazz' (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) Joel Perichaud (1) John Laughland (1) John Locke (1) John Pilger (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Shumpeter (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Jugend Rettet (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kelsen (1) Kemi Seba (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kirill Vasilev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kosovo (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Koutsianas Pantelis (1) Kruhman (1) Ktragujevac (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La Pira (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Left (1) Legge 194 (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) Lev Gumilev (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Riboli (1) Lidia Undiemi (1) Liguria (1) Lillo Massimiliano Musso. Leoluca Orlando (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Alfano (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Lorenzo Fioramonti (1) Lorenzo Fontana (1) Loris Caruso (1) Luca Donadel (1) Luca Pagni (1) Lucarelli (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luigi Zingales (1) Luka Mesec (1) López Obrador (1) M. Pivetti (1) M48 (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) MOSE (1) Macchiavelli (1) Macedonia (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcello Veneziani (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Cattaneo (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Marcuse (1) Margarita Olivera (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Marina Minicuci (1) Mario Esposito (1) Mark Rutte (1) Maroni (1) Marta Fana (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo Costa (1) Massimo Gramellini (1) Massimo Recalcati (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Matteo Pucciarelli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Blondet (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Vezzosi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Bocci (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Scradovelli (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Mdp (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Messico (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michelangelo Vasta (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Mihaly Kholtay (1) Milano (1) Milosevic (1) Milton Friedman (1) Mimmo Lucano (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Mladic (1) Mohamed bin Salman (1) Mohammad Javad Zarif (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Moshe Ya’alon (1) Moves (1) Movimento 77 (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimento democratici e progressisti (1) Movimento di Liberazione Popolare (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Nancy Fraser (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Nethanyahu (1) New York Times (1) Nicky Hager (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolas Dupont-Aignan (1) Nicoletta Dosio (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Noelle Neumann (1) Noi sicialiano con Busalacchi (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) Nsa (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omnium (1) Onda d'Urto (1) Open Society Foundations (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) P01 (1) PCE (1) PCdI (1) PIANESI MARIO (1) POSSIBILE (1) PRISM (1) PSUV (1) Pablo Stefanoni (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Di Martino (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Paul "Elliot" Singer (1) Paul De Grauwe (1) Paul Steinhardt (1) Per una sinistra rivoluzionaria (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piepoli (1) Pier Francesco Zarcone (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Gobetti (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Attinasi (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Pino Prestigiacomo (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RENAUD LAMBERT (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Radek (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Ramarrik de Milford (1) Ramon Franquesa (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) René Girard (1) Report (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Rino Formica (1) Risorgimento Meridionale (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Robert Mundell (1) Roberta Lombardi (1) Roberto D'Agostino (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Marchesi (1) Roberto Martino (1) Roberto Massari (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rocco Casalino (1) Rohani (1) Roma 13 ottobre 2018 (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rossano Rubicondi (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) SYLVAIN LEDER (1) Sacko Soumayla (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Santori (1) Schengen (1) Schlageter (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) SiAMO (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Slavoj Zizek (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stanis Ruinas (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svitlana Grugorciùk (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tiziana Aterio (1) Tiziana Drago (1) Togliatti (1) Tommaso Nencioni (1) Tommaso Rodano (1) Tonia Guerra (1) Tony Manigrasso (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Tribunale dell'Aia (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ugo Mattei (1) Ulrich Grillo (1) Unicredit (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Valerio Colombo (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Venezia (1) Veronica Duranti (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vito Lops (1) Vito Storniello (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) WHIRLPOOL (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wilders (1) Wolfgang Streeck (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zagrebelsky (1) Zaia (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zecchinelli (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) Zygmunt Bauman (1) aborto (1) accise (1) adozioni (1) aggressione (1) agorà (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) alta velocità (1) amanda hunter (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) antropocene (1) apocalisse (1) appoggio tattico (1) arcelor Mittal (1) aree valutarie ottimali (1) armi (1) arresti (1) asia argento (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) ateismo (1) autogestione (1) autostrade (1) ballarò (1) battisti (1) benessere (1) big five (1) bilancia dei pagamenti (1) bioetica (1) biologia (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bomba atomica (1) bonapartismo (1) brigantaggio (1) bufale (1) bullismo (1) calcio (1) califfaato (1) campagna di finanziamento (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) cassa depositi e prestiti (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) cdp (1) censis (1) censura (1) chokri belaid (1) comitato (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) confucio (1) consiglio superiore della magistratura (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) coronavirus (1) coronovirus (1) cretinate. (1) curzio maltese (1) cybercombattenti (1) cyborg (1) dabiq (1) dall'euro (1) dalla NATO e dal neoliberismo (1) david harvey (1) decalogo (1) decescita (1) decrescita felice (1) decretone (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) deportazione economica (1) depressione (1) di Monica Di Sisto (1) dichiarazione di Roma (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) dracma (1) ebraismo (1) economie di scala (1) economist (1) ecosocialismo (1) egolatria (1) elezioni comunali 2018 (1) elezioni regionali 2019 (1) enav (1) enrico Corradini (1) erasmus (1) esercito industriale di riserva (1) espulsione (1) estremismo (1) eurasismo (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) fiducia (1) finan (1) finaza (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) forme (1) freelancing (1) fuga dei capitali (1) fusione dei comuni (1) genere (1) giusnaturalismo (1) global compact (1) gold standard (1) governabilità (1) governo neutrale (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra di civiltà (1) guerra valutaria (1) hansel e gretel (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) illiberale (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) incendi (1) independent contractor (1) india (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) intena (1) intervista (1) ius sanguinis (1) ivana fabris (1) joker (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge Madia (1) legge anticorruzione (1) legge antisciopero (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) leva obbligatoria (1) lex monetae (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) liberiamo (1) libra (1) linguaggio (1) link tax (1) liste civiche. (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) luddismmo (1) lula (1) madre surrogata (1) mafiodotto (1) maghreb (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) massimo bray (1) massoneria (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) matteo bortolon (1) matteo brandi (1) megalamania (1) memoria (1) mercantilismo (1) mercato (1) mercato del lavoro (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) modernità (1) molestie (1) momento polany (1) monetarismo (1) moody's (1) nascite (1) nazion (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) no allo spezzatino (1) no vax (1) nobel (1) nomine ue (1) norvegia (1) numero chiuso (1) obiezione di coscienza (1) occupy wall street (1) oligarchia eurista (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) partite iva (1) partiti (1) partito americano (1) partito brexit (1) partito umanista (1) pecchioli luigi (1) personalismo (1) petiziion (1) piaciometro (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piero visani (1) piigs (1) politicamente corretto (1) politiche austeritarie (1) polizia (1) ponte Morandi (1) popolo (1) post-elezioni (1) post-operaismo (1) postumano (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) qualunquismo (1) questione meridionale (1) quinta internazionale (1) rampini (1) rappresentanza (1) recensioni (1) regione umbria (1) rete 28 Aprile (1) ride sharing (1) rider (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) rivoluzione (1) robot killer (1) rosabrunismo (1) rublo (1) salafismo (1) salir del euro (1) sandro veronesi (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) seisàchtheia (1) sequestro minori (1) sfruttamento (1) sicurezza (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) sinismo (1) smartphone (1) social forum (1) sondaggio demos (1) specismo (1) spionaggio (1) squatter (1) stadio (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) strategia militare (1) stress test (1) sud (1) suez (1) supe-bolla (1) supply-side economics (1) svimez (1) taglio parlamentari (1) takfirismo (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) torre maura (1) tortura (1) transumanismo (1) trappola della liquidità (1) trasformismo (1) trasumanesimo (1) trenitalia (1) triptrorelina (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uberizzazione (1) ultimatum (1) vademecum (1) vadim bottoni (1) valute (1) vattimo (1) vertice di Roma (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) wahhabismo (1) xenobot (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)