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giovedì 29 ottobre 2015

IL PROSSIMO TRATTO DI STRADA: VERSO IL NUOVO MOVIMENTO POLITICO di Segreteria nazionale di Mpl

[ 29 ottobre ]

SENZA EURO(PA)
Sovranità, democrazia, uguaglianza
Seminario nazionale per un nuovo movimento di unità popolare 

Il 12 e 13 dicembre 2015 si svolgerà a Roma un seminario programmatico finalizzato alla fondazione del nuovo movimento politico.  Più sotto la lettera di invito del Consiglio nazionale di Ora-Costituente che descrive finalità e modalità del Seminario.
Sarà un Seminario di intenso lavoro, dedicato a licenziare il documento per tesi del nuovo movimento. Un Seminario aperto a coloro, e solo a coloro che, d'accordo con le nostre finalità, siano disposti a rompere gli indugi e a rimboccarsi davvero le maniche.
Dopo si andrà dritti verso il congresso fondativo, che verrà celebrato nella primavera del 2016.
Vale la pena ricapitolare le tappe che ci hanno condotto sin qui.

Prima tappa. Marzo 2014, nasce il Coordinamento nazionale della sinistra contro l'euro, il cui documento fondativo resta una pietra miliare per chiarezza di contenuti.
Seconda tappa. Il Coordinamento sforna il VADEMECUM, in cui venne spiegato, per filo e per segno, perché e come il nostro Paese può e deve uscire dall'Unione e dall'euro, e dove si descrivono i primi passi dell'Italia nuovamente sovrana.
Terza tappa. Si svolge nell'agosto 2014, ad Assisi, il Forum internazionale in cui nasce il primo Coordinamento europeo delle sinistre no-euro.
Quarta tappa. In seno al Coordinamento si apre una discussione sulla necessità di dare vita ad un nuovo movimento politico. Dopo mesi di serrato confronto, si svolge l'11 e 12 aprile 2015 a Chianciano Terme l'assemblea che decide di avviare il processo costituente del nuovo movimento. [foto sopra] Viene approvato un ordine del giorno, e si adotta il nome provvisorio Ora-Costituente e aperto il sito web.
Quinta tappa. Si celebra ad Atene, a fine giugno 2015, il secondo Forum internazionale che registra il rafforzamento del Coordinamento europeo. 

Ora eccoci qui, ad imboccare l'ultimo pezzo di strada che ci separa dal congresso fondativo.
Se, come ci auguriamo, l'impresa andrà in porto, il Movimento Popolare di Liberazione, avrà svolto la funzione che si era proposto e confluirà nel nuovo movimento politico

la Segreteria nazionale di Mpl
28 ottobre 2015

* * *
SENZA EURO(PA)
Sovranità, democrazia, uguaglianza
Seminario nazionale per un nuovo movimento di unità popolare 

Cari amici e compagni,

grazie alla breccia aperta dal Coordinamento della sinistra contro l’euro, il percorso di ORA Costituente si è articolato fino ad oggi nel tessere rapporti tra le molte forze politiche, nazionali ed internazionali, che incominciano a convergere sulle posizioni contrarie al sistema euroliberista.
I fatti greci, che tutti abbiamo seguito con molta attenzione, hanno confermato come sia più che mai necessaria la nascita di un movimento politico che raccolga la spinta a scardinare l’impianto liberista, antidemocratico ed irriformabile dell’UE.
Dopo i forum internazionali di Assisi e di Atene che ci hanno visto tra i promotori del Coordinamento Europeo Contro l’Unione europea e l’Euro, dopo aver seguito da vicino la formazione di Unità Popolare in Grecia, rimane forte l’esigenza di costruire anche in Italia una casa per i cittadini i quali, siano essi spinti da ragioni ideali o materiali, desiderano iniziare a combattere senza ambiguità il nemico ormai dichiarato della nostra democrazia, della nostra Costituzione e del nostro popolo e che vedono ormai inadeguati la gran parte dei soggetti politici esistenti.
Dopo anni di confronti ed analisi economiche e politiche è giunto il momento di affrontare il nodo centrale della nascita di un nuovo movimento politico, sviluppando in modo approfondito tutti i fattori teorici e pratici indispensabili alla creazione di una nuova ed efficace forma di organizzazione politica.
Con questo spirito Vi invitiamo a partecipare al Seminario «SENZA EURO(PA) – Sovranità, democrazia, uguaglianza», che si terrà a Roma il 12 e 13 dicembre 2015. Questo Seminario vuole essere un momento di elaborazione collettiva strutturata con tavoli di lavoro dedicati ai seguenti ambiti tematici individuati come fondamentali:

1. Finalità strategiche del movimento: l’Italia che immaginiamo

L’egemonia culturale neoliberista è l’incontrastata e dominante ideologia del nostro tempo. Mai come oggi si sente l’esigenza di elaborare un nuovo paradigma che faccia da faro per la transizione della nostra società dal disastro capitalista ad un modello alternativo. Si porranno le basi per descrivere una visione del mondo e della società a cui tendere nel futuro, indicando dunque quale sia l’alternativa che sola può dare respiro e senso alle battaglie contro le ingiustizie strutturali del mondo contemporaneo.

2. Programma di fase e alleanze possibili

Nel breve periodo sarà necessario stabilire quali priorità programmatiche perseguire per avviare la fuoriuscita dal sistema neoliberista quindi aprire una fase di transizione per attuare le indispensabili grandi trasformazioni di cui c’è bisogno — trasformazioni che implicano vincere la resistenza (che sarà durissima e riguarderà tutti gli ambiti della società) delle classi dominanti interne che godranno dell’apppoggio dell’eurocrazia eurista e delle oligarchie globali. Particolare attenzione sarà rivoltà all’individuazione di quelle forze politiche e sociali che convergendo su punti chiari del programma di fase sono oggettivamente potenziali alleati nella lotta politica che ci aspetta. Gli obiettivi di questo tavolo saranno la produzione di undocumento programmatico e l’individuazione di una mappa di alleanze possibili, nonché delle auspicabili forme di questa alleanza.

3. Forma organizzativa

Lo studio della forma organizzativa del nuovo movimento sarà importante per permettere di trovare la modalità per garantire la massima democrazia interna affinché le decisioni siano condivise e partecipate, per assicurare che la convivenza interna di diverse sensibilità che non pregiudichi un’efficace azione esterna, infine per garantire l’autonomia dei livelli territoriali.
Gli obiettivi di questo tavolo di lavoro sarà quello di produrre le linee guida necessarie per poi procedere all’elaborazione di uno statuto.

4. Blocco sociale e comunicazione

Un movimento politico deve riuscire nel tempo a cementare un blocco sociale di riferimento che possa identificarsi col progetto politico e perciò ne condivida la necessità e i fini. I cambiamenti della società avvenuti negli ultimi decenni impongono riflessioni e considerazioni che sono indispensabili per comprendere chi sono i destinatari del nostro messaggio politico e quali potrebbero essere le forze motrici sociali della sollevazione popolare.
Una questione importante e conseguente all’analisi di fase ben fatta riguarda gli strumenti comunicativi da utilizzare oggi per riuscire ad avere la massima diffusione, quindi con quali linguaggi si può essere maggiormente efficaci nel sovrabbondante e saturo mondo della comunicazione dominante. Gli obiettivi di questo tavolo sono quindi la produzione di un’analisi della attuale composizione delle classi e l’individuazione di alcune principali linee guida su cui poi sviluppare una strategia di comunicazione efficace e vincente a partire da logo e nome.
Il seminario si concluderà con la pubblicazione dei documenti elaborati dai tavoli di lavoro e con la produzione di un appello all’adesione e alla partecipazione ai prossimi passi del processo costituente del nuovo soggetto politico da lanciare nei giorni seguenti al seminario.
A breve la pubblicazione on line del programma dettagliato del seminario.
Per informazioni e prenotazioni (da comunicare entro il 22.11.2015ora@oracostituente.it
In fase di adesione, sarà necessario specificare la scelta del tavolo di lavoro desiderato.

mercoledì 10 giugno 2015

NO ITALICUM, NO ALLA DITTATURA DELLA MINORANZA Roma, incontro pubblico con...

[ 10 giugno ]

ROMA 
Venerdì 19 giugno, ore 17:30
Centro Congressi Cavour
Via Cavour 50/a (zona Termini)

Assemblea pubblica contro Italicum e contro-riforma istituzionale del governo Renzi

Introduce: Giancarlo D'Andrea

Intervengono:
Alfiero Grandi, Luciano Barra Caracciolo, Alfredo D'Attorre, Francesco Campanella

Ore 21:00
Proiezione in anteprima assoluta del documentario LASCIATECI FARE ideato e prodotto da Vox Populi

Ci sono voluti secoli di lotte per affermare il principio, scolpito nella nostra Costituzione, che il popolo è sovrano e che esso esercita questa sovranità attraverso il libero voto ed un libero parlamento. Con la nuova legge elettorale (Italicum) ed la cosiddetta “riforma” istituzionale il governo Renzi ci riporta al passato, ai tempi in cui tutto il potere era nelle mani del sovrano, in questo caso del primo ministro. E’ l’inveramento del disegno autoritario delle destre e infine di Berlusconi, quello della fondazione del regime presidenzalista. La società civile verrebbe silenziata, i cittadini diventerebbero sudditi, lo Stato di diritto uno stato di polizia, il Parlamento un “bivacco”. 

Fermare il governo Renzi è doveroso e possibile. 
La sua protervia non dipende dal consenso dei cittadini, ma dalla forza dei suoi mandanti, di quei poteri economici e finanziari euro-liberisti che vogliono governi stati nazionali deboli, governi ubbidienti e parlamenti servili.

Promuove: ora-costituente
Info e contatti: ora@email.com


lunedì 18 maggio 2015

NO ALL'ITALICUM! DIFENDERE LA COSTITUZIONE! Incontro a Perugia il 26 maggio

[ 18 maggio ]

«Vi sembra giusto che grazie ad una legge elettorale truffaldina, un partito che rappresenta un terzo dei cittadini possa prendere tutto il potere? 

Questo accadrà con la legge elettorale “Italicum” nata dal patto mafioso tra Renzi e Berlusconi. E’ con un simile sistema elettorale che si aprì la strada alla dittatura fascista.

Non basta. Il Partito (anti)Democratico vuole accompagnare a “Italicum” una (contro)riforma istituzionale che, proprio come fece Mussolini, darà pieni poteri al Primo ministro, trasformando il Parlamento in un “bivacco”. Questa è l‘ennesima schifezza che vuole imporci l’euro-Germania. 

Come ai tempi della Resistenza, uniamo le forze in difesa della sovranità popolare


Ne parliamo con:

Franco Russo (Coordinamento Democrazia Costituzionale)
Leonardo Mazzei (ORA costituente)

Hanno assicurato la loro partecipazione: 

i parlamentari M5S Tiziana Ciprini e Filippo Gallinella, Mauro Volpi (costituzionalista), Stefano Vinti, (Sinistra Lavoro) Sanni Mezzasoma (L'Umbria per un'altra Europa), Amato J. De Paulis (Alternativa riformista) e Guido Grossi.

Martedì 26 maggio ore 17:30 a PERUGIA 
presso la Sala della Partecipazione del Palazzo del Consiglio regionale (Piazza Italia)

Promuove: ora-costituente
(ora.umbria@gmail.com)

venerdì 1 maggio 2015

NO EXPO (le nostre ragioni) di Enea Boria*

[ 1 maggio ]

[nella foto un momento della manifestazione in corso oggi, 1 maggio, a Milano]

Due date nella storia della Repubblica Italiana sono, tra loro, intimamente connesse: 25 Aprile e 1 Maggio.

Entrambe queste date sono indissolubilmente legate ad una città: Milano.
La data della Liberazione è, infatti, coincidente con la data della proclamazione da parte del CLNAI ( Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia ) della insurrezione di tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti.
Sempre a Milano finirono a tutti gli effetti la guerra ed il regime, tre giorni dopo il 25 Aprile ‘45, facendo giustizia per la strage di piazzale Loreto del 10 agosto 1944 nella quale la locale legione della RSI prelevò 15 Partigiani tenuti prigionieri nel carcere di san Vittore.
Li fucilarono in piazza e come monito li lasciarono scomposti sul selciato, sotto il sole e la calura di agosto.

I fascisti sorvegliarono in armi i caduti, insultarono i cadaveri definendoli mucchi di immondizia ed insultarono i familiari accorsi.
Mussolini, informato dal prefetto delle modalità della strage disse « Il sangue di piazzale Loreto lo pagheremo molto caro ».
I milanesi non dimenticarono e meno di un anno dopo Milano e l’Italia ebbero, nello stesso luogo, Giustizia e Libertà.

Adesso, a pochi giorni dal 70° anniversario della Liberazione, nella città medaglia d’oro per la Resistenza che non ha dimenticato Giovanni Pesce, il Comandante Visone a capo della III brigata “Rubini” dei Gruppi di Azione Patriottica milanesi, nel giorno della festa dei lavoratori mentre in parlamento si approva con una forzatura istituzionale mai vista prima la “legge Acerbo bis”, nell’anno I del regime renziano, il potere celebra sé stesso con l’inaugurazione di Expo 2015 e contestualmente celebra lo sfregio supremo nei confronti del valore del lavoro perché Expo 2015 non è altro che schiavitù.
Negli ultimi giorni abbiamo dovuto assistere ad una stucchevole e menzognera polemica alimentata da Aldo Grasso dalle pagine del Corriere della Sera.
“I giovani non hanno voglia di lavorare”, dicono, perché in molti hanno rifiutato la chiamata da parte delle agenzie interinali che approvvigionano di lavoro precario e poco o per nulla retribuito, questa vetrina di multinazionali del junk food, del neocolonialismo attraverso il sovrasfruttamento estensivo dei terreni agricoli in particolare dei paesi poveri, di un modello predatorio, iniquo e non sostenibile di agricoltura e di industria alimentare.
“Non hanno voglia di alzarsi dal letto neanche per 1300€/mese”, proclamano i giornali governativi.

Poi, scendendo nel merito, tale somma non è realistica, nemmeno al lordo, ed è spesso correlata a contratti bisettimanali.
In una città dove l’affitto di un monolocale può facilmente arrivare a costare anche 600-700€ al mese è chiaro che una persona che deve venire a lavorare da fuori città, accettando simili contratti, avrebbe dovuto lavorare pesantemente in perdita non riuscendo nemmeno a coprire le spese per avere un tetto sopra la testa.
Pagare le bollette, coprire spese di trasporto, mangiare, sperare di poter col proprio lavoro guadagnare abbastanza per cercare di costruirsi un futuro?
Che aspirazioni tremendamente antimoderne, che sterile passatismo!
Oggi bisogna essere smart: non vorrete mica sembrare dei poveracci che non possono permettersi di pagare le multinazionali per godere del privilegio di poter scrivere nel proprio curriculum di aver lavorato per loro nella grande vetrina dell’Expo?
A tutto questo si deve aggiungere lo squallore predatorio di faccendieri dei politicanti già conosciuti da 30 anni e della già lunga sequela di inchieste sugli appalti intorno ai quali, come avvoltoi, volteggiano.

In aggiunta ai motivi ideali per i quali essere contrari ad Expo 2015, vi sono i problemi correlati al fatto che domani verrà inaugurato ciò che di fatto è ancora un cantiere e che tra 6 mesi, ad Expo finito, rimarrà solo nella forma di scheletro di un gigantesco ecomostro.
Scheletro che come è facile immaginare verrà ulteriormente smembrato attraverso lottizzazioni, speculazioni edilizie e cementificazioni.
Per tutti questi motivi segnaliamo con piacere questa lodevole iniziativa delle rete NoExpo:
http://www.noexpo.org/mayday/
Una occasione per celebrare il Primo Maggio, nei giorni del 70° della Liberazione, riportandolo al suo reale e profondo significato, un significato ben lontano dalle passerelle musicali di CGILCISLUIL.
Segnaliamo anche la lodevole iniziativa dell’esposto presentato da Giorgio Cremaschi e sostenuto con forza dal gruppo milanese di Ross@, cui va il nostro appoggio morale e politico.

Expo 2015, le multinazionali che se ne servono come vetrina, rappresentano un modello di sfruttamento del pianeta e di gestione della produzione e del commercio, ben rappresentato anche dal TTIP in approvazione presso la UE dopo trattativa segretata al pubblico, e della impostazione del mercato unico europeo e della moneta unica improntate al liberoscambismo puro.
Attraverso le istituzioni ( UE, €, Fmi, TTIP ), che sovraimpongono ai Paesi ed ai Popoli questa impostazione economica e commerciale simbolizzata da Expo 2015, le multinazionali e la finanza mettono i lavoratori di tutto il mondo gli uni contro gli altri, perchè la competizione sul prezzo si scarica in maniera incomparabilmente più diretta sul costo del lavoro.

Non dobbiamo accettare di combattere la loro battaglia, dobbiamo combattere la nostra, che comincia strappando di mano a questi poteri le loro armi istituzionali, e ripudiandole.
Niente più UE, niente più €, niente più TTIP, niente più ricatto del debito, niente più Expo.
Costruire solidarietà tra i lavoratori di ogni paese partendo dal ricostruire democrazia in ogni singolo paese.
Tale impostazione economico commerciale liberoscambista rende infine vuoto il concetto di autodeterminazione e di sovranità democratica perché, posti i principi del liberismo al di sopra del possibile condizionamento democratico da parte dei popoli attraverso i propri parlamenti, le persone e l’interno mondo nel lavoro non hanno più alcuno spazio per scegliere quale modello sociale vogliano costruire. L’economia non è più una risorsa al nostro servizio, a secondo di come liberamente sceglieremo di usarla; siamo noi risorse indefinitamente al servizio degli operatori di mercato.
Da tutto questo dobbiamo, ancora una volta, Liberarci.
E lo faremo!


* Enea Boria è membro del Consiglio Nazionale di ORA

Contatta il Consiglio nazionale: ora@email.com

mercoledì 29 aprile 2015

ITALICUM: UNA LEGGE DI REGIME di Consiglio nazionale di ORA

[ 29 aprile] 

Il 14 aprile scorso informavamo i lettori che, sulla scia del Coordinamento nazionale della sinistra contro l'euro, ha preso il via la fase costituente di un nuovo movimento politico.
Pubblichiamo d'appresso la risoluzione approvata dal Consiglio Nazionale 

Un sistema elettorale truffa per garantire il governo delle oligarchie

OPPONIAMOCI CON OGNI MEZZO ALLA LEGGE CHE RENZI VUOLE IMPORRE AL PARLAMENTO
Quella in discussione in questi giorni alla Camera non è solo una legge elettorale truffaldina. Essa è il grimaldello per costruire un regime personalistico e mono-partitico. Un regime disegnato su misura per Renzi e per un Pd che è sempre più il suo partito personale.

La posta in gioco è davvero alta. L'Italia sta per cambiare la forma di governo, in spregio assoluto al dettato costituzionale. Se la legge voluta dal duo Renzi-Verdini verrà approvata, il nostro diventerà di fatto un sistema presidenziale. Un sistema che accentrerà, prima di fatto e poi di diritto, tutti i poteri nelle mani del presidente del consiglio.

Nessuno aveva mai osato tanto. Il fatto poi che il presidenzialismo venga introdotto surrettiziamente, fa sì che non si discuta neppure dei naturali contrappesi che esistono normalmente nei sistemi presidenziali. Al contrario, il parlamento che uscirà dall'Italicum - peraltro mutilato con l'abolizione dell'elettività del Senato - sarà completamente dominato dal partito vincente, e quest'ultimo sarà a sua volta del tutto controllato dal suo leader anche grazie al sistema che gli consente di nominare 100 capilista bloccati, cioè eletti senza le preferenze.  

Grazie al doppio turno senza apparentamenti anche un partito del 20% potrebbe ritrovarsi con una maggioranza di seggi del 53%. Esattamente come con il Porcellum di Calderoli e Berlusconi. Peggio, molto peggio della Legge Truffa del 1953, e peggio addirittura della Legge Acerbo voluta nel 1925 da Mussolini.

E' inaccettabile che la Costituzione venga stravolta da un parlamento di nominati pronti ad ogni porcheria pur di salvare la poltrona, un parlamento sostanzialmente illegittimo perché eletto con una legge dichiarata illegittima dalla Consulta. Con quale diritto un simile parlamento viene oggi chiamato a varare una nuova legge altrettanto antidemocratica ed incostituzionale? E con quale diritto il capo del governo userà - per la prima volta nella storia in materia elettorale - il "voto di fiducia" per piegare la minoranza del suo stesso partito?

Questa legge, però, non è voluta solo da Renzi. Essa è il modello ideale per le oligarchie finanziarie - nazionali e internazionali - che dominano la politica italiana. E' la legge voluta dai signori dell'euro e dell'austerità. Costoro non hanno più il consenso, e dunque debbono truccare le regole del gioco. Come ci insegna anche la vicenda greca, essi non tollerano la democrazia. 

Nel denunciare la gravità di questo disegno autoritario, facciamo perciò appello a tutte le forze che intendono contrastarlo, affinché ogni mezzo a disposizione venga utilizzato per impedire che l'Italia scivoli verso un regime autoritario e potenzialmente fascistoide.

- No alla legge truffa di Renzi!
- Mandiamo a casa questo parlamento!
- Eleggiamone uno nuovo con la legge proporzionale in vigore dopo la sentenza della Consulta! 

Consiglio nazionale di «ORA» [
ora@email.com]

martedì 14 aprile 2015

ORA! Prende forma il nuovo movimento politico

[ 14 aprile ]


«Nato sull'onda del grande Convegno di Chianciano Terme del gennaio 2014, il Coordinamento della sinistra contro l’euro ha esaurito la sua funzione politica».

Con questa perentoria premessa iniziava la lettera con la quale il Comitato operativo nazionale del Coordinamento invitava alcune decine di attivisti a partecipare all’assemblea (svoltasi sabato 11 e domenica 12 aprile) e che ha dato finalmente via al processo costituente di un movimento politico nuovo.

Quando nacque nel febbraio dell’anno passato, il Coordinamento si era posto due obbiettivi principali: (1) elaborare il programma per l’uscita “di sinistra” dal marasma sociale e alla gabbia dell’euro e (2) mostrare che esisteva un polo sovranista  alternativo alle forze no-euro reazionarie e neoliberiste.
Questi due compiti sono stati sostanzialmente raggiunti.

Mentre cresceva la coesione interna al Coordinamento, da diverse parti, ci giungeva tuttavia una richiesta: superare la forma di coordinamento e fondare un nuovo movimento politico che, raggruppate nuove realtà associative, fosse capace di rivolgersi alla maggioranza dei cittadini, diventando quindi uno strumento per la loro mobilitazione e liberazione dalla tirannia neoliberista.

Dopo l’inizio accidentato del sabato pomeriggio, la nostra casa comune ha preso forma: si è unanimemente deciso di avviare il processo costituente per fondare questo nuovo movimento politico.

L’assemblea ha approvato per acclamazione un Manifesto del costituendo movimento politico —che alleghiamo qui sotto.
Questo Manifesto è stato riscritto d’accapo nella notte tra sabato e domenica allo scopo di tenere conto delle voci, dei suggerimenti e delle critiche emerse alla bozza inizialmente proposta (ben 118 sono stati gli interventi nelle diverse sessioni di lavoro).

L’Assemblea ha quindi eletto un Consiglio nazionale (nella foto qui sotto) e votato un

Ordine del giorno finale che fissa il congresso fondativo entro la fine di dicembre del 2015 e che impegna il Consiglio nazionale, come tutti i gruppi locali, a dare massima diffusione al Manifesto, a raccogliere il più vasto numero di adesioni, e quindi a promuovere incontri con tutte le associazioni ed i soggetti a noi affini per sottoporre al loro giudizio la nostra proposta, nella speranza che anch’essi partecipino a questo processo costituente.

Questo il Manifesto approvato per acclamazione.


Contatta il Consiglio nazionale: ora@email.com
 
ORA!
Sovranità popolare – Democrazia – Lavoro – Diritti Sociali.


Il paese è in una crisi sociale economica e morale senza precedenti. Ci vogliono far credere che sia ineluttabile, irreversibile e senza via d'uscita.
Sembra il destino crudele a cui siamo condannati da un processo storico “naturale” e inarrestabile.
L'unica soluzione sembra doversi arrendere o adattarsi.
È falso!
In realtà questo processo è stato prodotto dal capitalismo finanziario globale che ha ingannato i popoli attraverso il controllo dei mezzi di comunicazione e che ormai, dopo averle asservite a sé, tiene in ostaggio le classi politiche svuotando gli Stati Nazionali della propria sovranità.
In particolare nell'Unione Europea sono state delegate alle istituzioni comunitarie oligarchiche fondamentali prerogative di governo degli Stati, senza nessuna possibilità di controllo democratico e usando l'Euro come chiave di volta nella costruzione neoliberista.
In Italia questo ha comportato il tradimento dei principi fondanti della Costituzione che vedeva nello Stato il garante del benessere collettivo e della dignità delle persone.
Per attuare quei principi lo Stato si dotava di fondamentali strumenti economici, ovverosia il controllo totale della Banca Centrale e del sistema bancario potendo così intervenire direttamente sullo sviluppo e sulla gestione dell'economia.
Questo, malgrado i conflitti e le disuguaglianze, ha permesso all'Italia di avere un'industria statale sviluppatissima nei settori strategici accelerandone lo sviluppo socio-economico.

Quindi, in questa situazione, non partiamo da zero. Noi ripartiamo da una liberazione di 70 anni fa che ha prodotto una Costituzione in cui il primo articolo stabiliva che il lavoro non avrebbe mai più dovuto essere una merce, ma lo strumento principe per l'elevazione sociale culturale economica e morale dei cittadini.

Siamo convinti che oggi come ieri siamo obbligati a liberarci da un'occupazione, questa volta di natura economico-finanziaria, che ha seppellito i fondamenti della nostra democrazia frantumando i diritti dei lavoratori e riportando indietro di secoli la storia.
Per questo processo di liberazione occorre riappropriarsi della sovranità nazionale
Sovranità che la costituzione assegna al popolo, di cui lo Stato deve essere strumento e che non poteva essere ceduta.

Oggi nel panorama politico anche chi fa opposizione non ha un progetto paese organico alternativo al dominio neoliberista. Nel frattempo assistiamo a un pericoloso agguato all'assetto istituzionale democratico, attraverso le riforme elettorali e costituzionali in corso.

È quindi urgente la costruzione di un nuovo movimento politico che sia il lievito di un risveglio popolare che riconsegni all'Italia la sovranità politica e monetaria liberandoci dalla gabbia del neoliberismo e dei suoi viceré; che promuova la più vasta alleanza che includa le forze democratiche già oggi all'opposizione e quelle destinate a sorgere.
Vogliamo costruire un Paese in cui la disoccupazione, la precarietà e la povertà, non lo Spread, siano considerati i mali peggiori; un Paese in cui lo Stato, in nome e per conto del popolo, salvaguardi l'ambiente e i beni comuni, e si riprenda il controllo dei settori strategici, industriali e bancari, sottraendoli alle logiche inumane del mercato e del profitto a tutti i costi.
La tecnologia e le scienze devono essere sostenibili e al servizio del benessere collettivo. Vogliamo una società in cui si consumi il giusto e si produca il necessario, mettendo al centro le persone, la sostenibilità e non certo il Profitto.
Questo nuovo movimento politico va costruito qui e ora! Prima che sia troppo tardi, prima che prenda forza il mostro in agguato, quello di forze reazionarie che, travestite da anti-sistema, vorrebbero portarci dalla padella del disordine neoliberista alla brace di dittature neofasciste.
Abbiamo deciso di metterci in marcia convinti che il futuro sia ancora aperto.
Per riuscire è necessario svegliarsi dall'ipnosi neoliberista e diventare protagonisti del cambiamento. Per partire non chiederci di offrirti uno strumento politico perfetto: questo progetto potrà maturare solo con il contributo diretto di tutti quelli che ne condividono gli obiettivi.


Contatta il Consiglio nazionale: ora@email.com

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