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mercoledì 18 settembre 2019

ROMA: OGGI IN PIAZZA CONTRO MACRON COI GILET GIALLI FRANCESI

[ mercoledì 18 settembre 2019 ]

Nella foto la delegazione italiana di solidarietà coi Gilet Gialli che si recò a Nizza il 9 febbraio scorso.


*  *  *

Oggi il più eurocratico degli eurocratici sarà a Roma per incontri con Conte e Mattarella. Si sancisce solennemente la pace dopo l'incidente diplomatico causato dalla solidarietà verso i Gilet Gialli che espressero Di Maio e i 5 Stelle.

Il minimo che i patrioti italiani, amici del popolo francese, potevano fare, è quello di ribadire la loro fraterna solidarietà alla battaglia dei Gilet Gialli, quindi contestare Macron e il servilismo del nuovo governo italiano.


Invitiamo i cittadini romani che ci leggono a partecipare al presidio promosso dal Comitato romano 12 ottobre Liberiamo l’Italia.


Sarà presente una delegazione di Gilet Gialli direttamente dalla Francia.

Il presidio si svolge dalle ore 17:00 in poi in Piazza Vidoni (si affaccia su Corso Vittorio Emanuele, in linea d’aria si trova fra Campo dei Fiori e Largo Argentina. 
(Si veda la mappa, cliccando sul link qui : Piazza Vidoni


 

venerdì 5 aprile 2019

VIA LE BASI USA E NATO DALL'ITALIA

[ 5 aprile 2019 ]
Sabato 6 aprile (dalle ore 15), si terrà a Livorno un'assemblea contro le basi americane e Nato in Italia. L'occasione è quella del settantesimo anniversario della fondazione della Nato. L'obiettivo è il rilancio della lotta per la liberazione del territorio nazionale da queste basi, anche attraverso la  costituzione di un coordinamento nazionale.


LE BASI AMERICANE IN ITALIA
PROBLEMI APERTI



Assemblea
per un Coordinamento nazionale delle aree con comuni problematiche connesse alla presenza e alle attività belliche della basi USA e NATO e un Osservatorio sulla presenza statunitense in Italia



LIVORNO 6 APRILE 2019

Villa del Presidente
(per gentile concessione della Provincia di Livorno)
Via Marradi, 116 - ore 15:00-19:00



INTERVENGONO


Michel Chossudowsky (direttore di Global Research)Giorgio Cremaschi, Carlo Formenti, Fosco Giannini, Leonardo Mazzei, Davide Visigalli


e i rappresentanti dei movimenti contro le basi di 
Aviano, Cagliari, Ghedi, Livorno-Pisa, Sigonella, Trieste, Vicenza



Sono invitate le istituzioni locali e regionali


Adesioni:

A.B.C.D. (Assemblea Beni Comuni Diritti) Firenze - Arci Bassa Val di Cecina - Associazione nazionale di amicizia Italia-Cuba, federazione Toscana - Azione Civile coord. naz. - Ass. ITA-NICA Livorno - Comitato Amici e Parenti delle Vittime dei Veleni di Guerra Siena - Fermiamo la guerra Firenze - Medicina Democratica Livorno e provincia - NOGNN coord. naz. - P. CARC federazione Toscana - PCI federazione Toscana - Programma 101 Toscana - WILPF Italia



col patrocinio della Provincia di Livorno e della consigliera di parità


RETE CIVICA LIVORNESE
CONTRO LA NUOVA NORMALITA' DELLA GUERRA
TAVOLO PERLA PACE DELLA VAL DI CECINA
WILPF

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sabato 23 marzo 2019

È DIVENTATA UN'ALTRA COSA di Piemme

[ 23 marzo 2019 ]

Oggi si svolgerà a Roma la MARCIA PER IL CLIMA, CONTRO LE GRANDI OPERE INUTILI.

Doveva essere una grande manifestazione nazionale contro la TAV, a sostegno della resistenza dei cittadini della Val Susa.

E’ diventata purtroppo un’altra cosa.

Ce lo dice l’appello che promuove la manifestazione, approvato dall’assemblea svoltasi a Roma il 26 gennaio all’Università La Sapienza.

Doveva essere un appuntamento unitario e inclusivo, per portare in piazza le tante voci che in questi anni hanno detto no alla TAV ed al modello sociale globalista, fondato sulla centralità assoluta del capitale e del mercato sregolato e selvaggio, di qui le grandi reti di trasporto funzionali al disegno di rafforzare l’Unione europea, sul cui altare gli stati

nazionali vengono trasformati in zone amministrative prive di sovranità politica.


Dietro alla Tav


Nell’appello si rifiutano le grandi opere, ma non si nomina mai l’Unione europea ed il suo mercato unico. Si nomina il peccato, nessuna messa in stato d’accusa del peccatore. Si invoca la sovranità delle piccole comunità locali ma si respinge la sovranità degli stati nazionali. Col che, sia detto per inciso, si resta dentro alla visione globalista. Un globalismo dal basso (il famigerato glocal), ma pur sempre globalismo.


No border



Così nell’appello si tira in ballo la questione dell’immigrazione (non quella dell’emigrazione, si badi) per ribadire l’errato concetto che l’emigrazione sarebbe un “diritto” e non invece una condanna a spostarsi per andare incontro all’esigenza del capitale di disporre di forza lavoro a basso costo; quindi il principio non border per cui s’invoca come magnifica la violazione delle frontiere statuali. Anche qui, sotto le mentite spoglie dell’internazionalismo, trasuda il principale concetto dell’élite globalista, quello per cui Stato e Nazione sono organismi da abbattere.



Il clima



Lo stato di servitù ideologica rispetto all’élite globalista è confermato dallo scopo stesso della manifestazione, fatta diventare anzitutto, in sintonia con il Friday for Future, una marcia per il clima. Il come minimo controverso cambiamento climatico è infatti il protagonista assoluto dell’Appello della manifestazione.



Il governo giallo-verde

Così si spiega l’aperto carattere antigovernativo che i promotori hanno voluto dare alla marcia di oggi:
«Il cosiddetto “governo del cambiamento“ si è rivelato essere in continuità con tutti i precedenti, non volendo cambiare ciò che c’è di più urgente: un modello economico predatorio, fatto per riempire le tasche di pochi e condannare il resto del mondo a una fine certa. Le decisioni degli ultimi mesi parlano chiaro».
Di critiche al governo giallo-verde se ne possono fare molto, ma disconoscere che esso, malgrado l’opposizione dell’Unione europea e dei suoi vessilliferi italiani, ha, pur parzialmente, invertito le pluridecennali politiche austeritarie, è sintomo di demagogia per di più impolitica.


Minoranze sessuali



Per finire in bellezza l’appello butta dentro, per altro in modo banale e fraudolento, la questione delle minoranze sessuali:

«Il sistema delle grandi opere inutili e il capitalismo estrattivo sono altrettante espressioni del dominio patriarcale che sollecita in maniera sempre più urgente la necessità di riflessione sul legame tra donne, soggettività LGBTQIP*A, corpi e territori e sarà uno dei temi portato nelle piazze dello sciopero transfemminista globale dell’8 marzo».

Due cose in una


La manifestazione di oggi è dunque due cose in una, mentre convoglia la giusta lotta di centinaia di comitati che si battono in difesa dell’ambiente contro le grandi opere, il
dissesto idrogeologico del Paese ed un sistema economico distruttivo della natura; essa, al contempo, è una nuova puntata della saga con cui la sinistra ex-radicale, oramai diventata un’appendice dell’élite globalista, prova e tenersi a galla dimostrando di sopravvivere. 




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sabato 2 marzo 2019

NOI ERAVAMO DA UN'ALTRA PARTE

[ 2 marzo 2019 ]

Le testate di regime parlano di 200mila partecipanti alla manifestazione di Milano contro il razzismo. [vedi foto accanto] Come per ogni altra sfilata poi occorre dividere per tre se non per quattro, ma essi esultano.

Perché esultano? Forse perché c’è tanta brava gente contro il razzismo? Ovviamente no. Quello solo uno specchietto per le allodole. Gongolano perché l’abile regia è riuscita a portare in piazza ogni tipo di frattaglia contro il governo, quindi per ridare slancio al moribondo Pd.

Si capisce che noi non c’eravamo. Mai col Pd e tutto quanto esso rappresenta.

Noi oggi eravamo da un’altra parte, ad un’altra manifestazione, a quella di Roma indetta dalle comunità africane antimperialiste.

Una manifestazione molto più piccola ma enormemente più significante. Un migliaio di neri oggi ha protestato, non solo contro il Franco FCA, ma contro le politiche colonialiste di rapina dell’Occidente, che sono la causa principale dell’emigrazione crescente, emigrazione che i governi locali incoraggiano in quanto considerano una valvola di sfogo delle tensioni sociali che potrebbero seppellirli.

Una manifestazione di patriottismo africano e antimperialista. Una manifestazione unica nel suo genere, straordinaria, ciò non di meno silenziata dal circo mediatico e boicottata da tutte le diverse famiglie della ex-sinistra italiana, quella radicale inclusa.

La ragione è presto detta: occorreva tacere sul fatto che ci siano immigrati di colore che non chiedono il “diritto” ad emigrare bensì quello di restare nelle loro terre natie; che non inneggiano alla “società meticcia”, che non stanno davanti ai bianchi col cappello in mano chiedendo l’elemosina dell’accoglienza e considerano il cosmopolitismo liberale una trappola ideologica dell’imperialismo.


Ma un’altra assenza spiccava su tutte, quella dei Cinque Stelle.

Inutile nascondersi che le comunità africane in Italia hanno trovato il coraggio di autorganizzarsi anche grazie al sasso raccolto e lanciato da Di Battista e Di Maio contro il Franco FCA. In tanti gridavano "Viva Di Maio! Viva i Cinque stelle!".

Ma nessuno di essi si è fatto vedere. Hanno preferito girarsi da un’altra parte, lasciandoli soli.

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mercoledì 27 febbraio 2019

ADESIONE DI P101 ALLA MANIFESTAZIONE DI ROMA

[ 27 febbraio 2019 ]

Contro il razzismo ma anche contro la trappola ideologica immigrazionista che vorrebbe far passare l'emigrare come un "diritto" mentre semmai lo è quello a restare nel proprio Paese. Per ribadire che l'emigrazione è la moderna tratta degli schiavi, funzionale sia al capitalismo occidentale a cui serve forza lavoro a basso costo, sia alle corrotte borghesie africane che incoraggiano l'esodo della gioventù per evitare le rivolte sociali.


Programma 101 aderisce alla manifestazione di sabato prossimo a Roma indetta da alcune comunità africane residenti in Italia e dal portavoce del Movimento panafricanista Mohamed Konaré.

Aderiamo condividendo le quattro parole d’ordine della protesta:

1. L’abolizione del FCFA, Franco delle colonie d’Africa francofone

2. La fine dello sfruttamento e del saccheggio delle risorse naturali dell’Africa

3. L’abolizione degli accordi coloniali

4. La fine dei colpi di Stato e degli assassini di presidenti e dirigenti africani che vogliono la libertà e la democrazia nei loro paesi.






In questo messaggio Konaré spiega le ragioni della manifestazione


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sabato 9 giugno 2018

LA GRANDE PROTESTA DEGLI AGRICOLTORI INDIGNATI

[ 9 giugno 2018 ]

Nella grande battaglia per dare un futuro al nostro Paese un posto di primo piano spetta al fronte rurale: NON C'È SOVRANITÀ NAZIONALE SENZA SOVRANITÀ ALIMENTARE.
In questa cornice torniamo sulla mobilitazione degli AGRICOLTORI INDIGNATI umbri. 
Davamo conto delle loro ragioni e della grande manifestazione del 5 giugno.
Per farsi un'idea delle loro ragioni, qui sotto il comizio di Giovanni Cenci, portavoce degli AGRICOLTORI INDIGNATI.
Più sotto un elenco di come i media locali hanno riportato la giornata di protesta del 5 giugno.







Il Messaggero del 3 giugno 2018

A Perugia la "rivolta dei trattori": gli agricoltori contro Agea e Regione;

Umbriajournal del 5 giugno 2018
Poco dopo la partenza del corteo...


Gli agricoltori indignati, ecco una seconda protesta dopo quella di Coldiretti ;

 Corriere dell'Umbria


5 giugno 2018
Agricoltori Indignati invadono il capoluogo con 50 trattori ;

1 giugno 2018
Pronta la protesta degli "indignati" per le vie di Perugia ;


Umbria24

6 giugno 2018
In piazza al grido degli "agricoltori indignati": «Tutelati solo i grandi, dei piccoli se ne fregano»

6 giugno 2018
Agricoltura, la Regione fa il punto su Agea ;

5 giugno 2018
Perugia, gli «agricoltori indignati» sui loro trattori salgono verso la Regione ;

1 giugno 2018
Un mondo agricolo spaccato porta per due giorni i trattori sotto la Regione. Le richieste a centinaia 


24 maggio 2018
 "Agricoltori Indignati", a Perugia scatta la protesta coi trattori sotto la Regione

Umbriaon 
Sotto il palazzo della regione umbra


5 giugno 2018
Col trattore a Perugia andiamo a protestare ;

5 giugno 2018
Trattori indignati: video del corteo ;

5 giugno 2018
«Noi ci riconosciamo solo in noi stessi» video intervista al leader della protesta degli indignati Giovanni Cenci ;

31 maggio 2018
Trattori in piazza: gli agricoltori protestano ;

24 maggio 2018
"Agricoltori indignati", protesta a Perugia ;

Quotidiano dell'Umbria


5 giugno 2018
A Perugia la rivolta degli Agricoltori Indignati ;

Umbrialeft 


5 giugno 2018
A Perugia la protesta degli Agricoltori indignati contro la Regione e l'Agea ;

Assoeuropa.it 


5 giugno 2018
Agricoltori indignati, ecco l'altra protesta ;

24 maggio 2018
"Agricoltori Indignati", protesta a Perugia;
 

31 maggio 2018
Trattori in piazza: gli agricoltori protestano;


Sollevazione
 


6 giugno 2018
Con i contadini in rivolta ;

25 maggio 2018
Agricoltori indignati ;

I video  



mercoledì 6 giugno 2018

CON I CONTADINI IN RIVOLTA

[ 6 giugno 2018 ]


Giorni addietro davamo conto della giornata di protesta degli "agricoltori indignati" che si sarebbe svolta a Perugia il 5 giugno, segnalando quindi le loro sacrosante ragioni. Ebbene, quella di ieri è stata una bella, combattiva ed emozionante manifestazione.
Esageriamo?
«Un impatto maestoso forse mai visto prima. Gli agricoltori indignati assediano le istituzioni» [Corriere dell'Umbria di oggi 6 giugno]
«Centinaia e centinaia di contadini indignati in piazza: "Siamo noi i veri custodi dell'Umbria»
[La Nazione di oggi 6 giugno]

Prima della partenza del corteo
Non si discostano da questi giudizi le decine di siti web regionali. Diversi i motivi che spiegano l'importanza e l'impatto della manifestazione di ieri. Quello che spicca su tutti è che questa protesta è nata indipendente, promossa da un gruppo di agricoltori che si sono autorganizzati, fuori e contro le tradizionali associazioni di categoria (Coldiretti e compagnia) denunciate come colluse con un sistema politico neoliberista che favorisce le grandi aziende e uccide le piccole e medie imprese agricole. 

Associazioni di categoria che davanti alla montante protesta hanno deciso, in combutta con l'assessorato e la giunta regionale  (piddina), di rispondere,  col boicottaggio aperto. Quando lorisignori (che le antenne le hanno lunghe) han capito che la marea non si poteva fermare, e sempre allo scopo di far fallire la protesta autorganizzata, son giunti addirittura ad organizzare il giorno prima (4 giugno) una manifestazione di protesta. Ma l'opera sfrontata di depistaggio è fallita, e quella autorganizzata è stata un grande successo.

Merito, appunto, di quel pugno di coraggiosi che con tenacia, pazienza e intelligenza politica hanno saputo non solo evitare l'accerchiamento ma costruire attorno a loro
consenso, solidarietà a partecipazione. Tra essi spicca Giovanni Cenci [nella foto sotto], portavoce degli "AGRICOLTORI INDIGNATI viticoltore di qualità, cuore e testa della protesta. Lo ricordiamo Giovanni, per anni principale portavoce del movimento studentesco, esponente di spicco della sinistra perugina, quella al contempo eretica e popolare, sempre in prima fila nelle mobilitazioni, da quelle contro lo sfascio della scuola pubblica, a quelle di solidarietà con le resistenze dei popoli oppressi.
Giovanni Cenci
Giovanni, che più umbro non si può, francescano combattente, impasto tra asceta e indomabile soldato della guerra santa contro le ingiustizie.

Di acqua e melma ne è passata sotto i ponti... 

Ecco, se c'è una lezione da trarre è questa: dove c'è memoria, dove c'è coerenza e senso storico, quando non si rompono le connessioni con i semplici, non si può asciugare la sorgente da cui sgorga lo spirito che da forza e speranza al popolo lavoratore. I rivoluzionari hanno questo in comune con i contadini oltre all'amore per Madre Terra: che essi sanno che non basta seminare, che per il raccolto, oltre a tanti sacrifici ed al lavoro, occorre che le stagioni facciano il loro corso.

Una stagione, quella più buia, volge al tramonto. Una nuova si staglia all'orizzonte, la stagione del riscatto e della dignità. Dopo il 4 marzo, che pur per vie discutibili ha portato all'emersione una grande voglia di cambiamento, nulla sarà come prima.

Torneremo sulla giornata di ieri.
Sotto il Palazzo della regione


Intanto rivolgiamo un appello ai nostri lettori, anzitutto agli agricoltori (che sappiamo essere numerosi) a dare una mano agli INDIGNATI, a prendere contatto con loro, ad organizzarsi.

Anzitutto a firmare la loro PETIZIONE
La Petizione su change.org

Questa la loro PAGINA FACEBOOK, con i filmati della giornata di ieri.









venerdì 25 maggio 2018

AGRICOLTORI INDIGNATI

[ 25 maggio 2018 ]

E' ora di aprire il fronte della sovranità agricola ed alimentare italiana

La situazione in cui versa l'agricoltura italiana è ogni giorno più drammatica, malgrado l'alta qualità di ciò che viene prodotto. Dipende forse dalla scarsa "produttività" delle aziende? NO! E non dipende nemmeno, come vorrebbero fra credere i neoliberisti, dalle loro ridotte dimensioni (che non sono sarebbero sufficienti "a stare sul mercato"). Dipende dalla spietata concorrenza dei grandi gruppi agro-industriali che l'Unione europea difende. Il governo italiano e quelli regionali, invece di proteggere l'agricoltura italiana ed i suoi addetti, ubbidiscono supinamente a Bruxelles e lasciano morire migliaia di aziende.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la notizia della prossima manifestazione degli agricoltori che si svolgerà a Perugia il 5 giugno prossimo. Ci auguriamo che sia un successo contagioso, in barba al boicottaggio delle associazioni di categoria e del governo regionale umbro. [Sopra la bandiera che i manifestanti umbri porteranno in piazza]

*  *  *



AGRICOLTORI INDIGNATI
ADESSO BASTA!


1) Contestiamo le politiche agricole della Regione Umbria:
➡︎ per il privilegio dato a noti gruppi agroindustriali, impegnando per essi la maggior parte delle risorse del Piano di Sviluppo Rurale;

➡︎ per la penalizzazione dei piccoli produttori, biologici e di qualità, con una netta riduzione dei finanziamenti programmati;

➡︎ per il fatto che oltre il 75% delle domande di insediamento dei giovani agricoltori non sono state finanziate.

2) Contestiamo AGEA (l’Ente di rogazione dei fondi in agricoltura) che pur avendo ampia disponibilità di risorse stanziate dalla Comunità Europea non riesce a saldare i progetti di investimento regolarmente rendicontati e le regolari domande di sostegno all’agricoltura per inettitudine e incompetenza, mettendo a serio repentaglio la vita stessa delle aziende per motivi esclusivamente burocratici.

3) Contestiamo alcune associazioni di categoria per quei comportamenti che spesso non hanno rappresentato i diritti degli agricoltori e per non essere riuscite a porre argine a queste problematiche.

CORTEO REGIONALE DI PROTESTA CON I TRATTORI 

Martedì 5 Giugno ore 15.00

Nessuna bandiera ma trattori, pale, zappe e prodotti della nostra Terra!
CORTEO DEI TRATTORI

ore 15.00: raduno dei TRATTORI parcheggio PIAZZALE DEL BOVE, Perugia

ore 16.00: partenza del corteo dei TRATTORI con sosta sotto la Regione Umbria (Broletto), arrivo parcheggio Minimetrò PIAN DI MASSIANO
DELEGAZIONE DI 5 TRATTORI

ore 18.30: assemblea pubblica degli agricoltori sotto il palazzo del Consiglio Regionale PIAZZA ITALIA con una delegazione di 5 trattori (Minimetrò da Pian di Massiano per raggiungere Piazza Italia)

Tutta la cittadinanza è chiamata a partecipare per difendere i nostri cibi, il nostro territorio, le nostre acque e i nostri Agricoltori veri custodi del territorio.


AGRICOLTORI INDIGNATI

martedì 17 aprile 2018

FERMARE LA GUERRA: MOBILITAZIONI IN CORSO

[ 17 aprile 2018 ]


Informiamo i nostri lettori della capitale, invitandoli a partecipare, che oggi, a partire dalle ore 15.00, si svolgerà in Piazza Vidoni a Roma un presidio contro la guerra. Il presidio è promosso da varie forze tra cui Potere al Popolo.

Dopodomani, Giovedì 19 aprile, se ne svolgerà un altro promosso dal sindacalismo di base. Concentramento alle 16,30  in Piazza Barberini, sempre a Roma.

Qui sotto il testo di convocazione.


*  *  *  


La Guerra è contro i lavoratori e i ceti popolari

“Alla fine della guerra tra i vinti faceva la fame la povera gente, tra i vincitori faceva la fame la povera gente ugualmente”(B.Brecht). I lavoratori, contro i quali si combatte una guerra interna che toglie loro il reddito, diritti e welfare, devono sapere che il rischio di una guerra devastante non è mai stato così alto e che serve una mobilitazione per opporsi alla guerra “esterna” e a quella “interna”.

NON ESISTONO BOMBE INTELLIGENTI e GUERRE UMANITARIE, la guerra è sempre promossa per disegni imperialistici e di sopraffazione. E in Medio Oriente, per le sue ricchezze e la posizione strategica, il conflitto è stato intensificato negli ultimi venti anni con un copione che si ripete: un pretesto per muovere guerra, il mostro di turno da presentare all’opinione pubblica e si avvia la guerra con migliaia di morti civili come tragico risultato. Solo dopo aver fatto la guerra in Iraq, Blair riconobbe che erano inesistenti le tanto decantate armi di distruzione di massa, con buona pace delle centinaia di migliaia di civili uccisi.

Oggi tocca alla SIRIA; a Douma, sarebbero state usate armi chimiche provocando morti e civili e, senza accertare se ciò sia accaduto realmente, senza alcuna delibera delle istituzioni nazionali e internazionali, Trump con un messaggino ci avvisa che darà una lezione ad Assad, quasi come se giocasse alla play station. Questa volta Macron fa il Blair e assicura che le armi chimiche sono state davvero usate ed è pronto per la guerra! Gli stessi difensori dell’umanità, non dimostrano la stessa sensibilità nei confronti delle azioni perpetrate contro la popolazione civile dello Yemen, ad Afrin contro i Curdi, in Palestina, dove ISRAELE ha fatto di Gaza un enorme campo di concentramento e si allena con il tirassegno sui palestinesi.

I TRE PAESI (USA-FRANCIA e GRAN BRETAGNA), che bombardano ora in SIRIA, sono i principali trafficanti di armi nello scenario di guerra. Nel 2018, in Italia, si spenderanno 23 miliardi di euro (64 milioni di euro al giorno), di cui 15,5 per il rinnovo degli armamenti, ossia per avere armamenti idonei a uccidere meglio.

La guerra va respinta e impedita! 
SCENDIAMO IN PIAZZA 

Il sindacalismo di base organizza iniziative anche a Milano, Firenze, Genova, Torino, Napoli e Palermo per dire NO alla GUERRA e alle SPESE MILITARI.

Firmatari: C.U.B., SI-Cobas, S.G.B.



domenica 28 maggio 2017

LA PIÙ BELLA MANIFESTAZIONE D'ITALIA di Sandokan

[ 28 maggio 2017 ]

Ieri si è svolta a Roma l'annunciata manifestazione di solidarietà con le maestranze di Alitalia, per l'esattezza, con quelle che hanno votato NO all'accordo truffa del 24 aprile. Con i lavoratori che oggi, malgrado le intimidazioni, stanno incrociando le braccia —mi dicono che questo sciopero è stato un successo, se è vero, com'è vero che solo a Fiumicino ben 242 voli sono stati cancellati.

Di passata mi viene da fare una proposta: facciamo santi Fabio Frati e Antonio Amoroso, della CUB Trasporti, due sindacalisti che si tengono sulle spalle quasi tutto il peso della resistenza di quest'azienda che il governo vuole squartare per venderla a pezzi ai concorrenti. Di loro due scrivevo già il 26 aprile scorso.


E' grazie alla tenacia di questi due sindacalisti, al loro vero e proprio apostolato combattente che la manifestazione di ieri è stata un successo.

Mi dicono che fino all'ultimo istante i due, per quanto potessero contare sull'appoggio di un manipolo di precari e di lavoratori decisi a vendere cara la pelle, temevano il peggio. Invece anche questa volta hanno avuto la meglio, hanno avuto ragione. In migliaia e migliaia hanno risposto al loro appello alla mobilitazione. Ed è stata una manifestazione rumorosa, festosa, combattiva, bella.

I media di regime l'hanno completamente oscurata — niente, nemmeno nelle loro cronache locali -  giornali come Repubblica, Il Messagero o il Corriere. Un caso? No, un disegno preciso del nemico e dei suoi pennivendoli. Deve calare un tombale silenzio sulla resistenza dei lavoratori Alitalia. Non solo perché essi disprezzano chi si guadagna da vivere col proprio lavoro, non solo per fare un favore ai tre commissari liquidatori. Questa volta c'è una ragione in più, una ragione tutta politica. 

Questi lavoratori non si limitano a resistere, chiedono la nazionalizzazione della compagnia, avanzano misure e proposte precise, fattibili, in merito al rilancio di Alitalia. E' quindi, la loro, una lotta che ha oramai uno spessore tutto politico. Non è in ballo soltanto questo o quel diritto, è in ballo il destino della compagnia di bandiera. Non è questa una mera vertenza sindacale, è una partita nazionale, strategica. Da una parte un governo che in ossequio ai suoi padroni e ai dogmi liberisti ti dice che deve decidere "il mercato". Dall'altra chi lavora che risponde che Alitalia è un bene comune, un patrimonio nazionale.


A nessuno deve sfuggire che lo striscione d'apertura del corteo suonava "Giù le mani da Alitalia! Giù le mani dall'Italia". Segno di un orgoglio al tempo stesso, proletario e patriottico.
Forse è proprio per questo che si sono viste tante assenze, la ragione, infine, di chi ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco.

Una grande e bella manifestazione, dicevo, anche perché è stato il punto di raccolta (inatteso) di tante realtà del mondo del lavoro di Roma e dintorni. C'erano infatti almeno una ventina di delegazioni di aziende in lotta, di cui nessuno parla né vuole parlare, e che ieri hanno fatto sentire le loro voce, la loro rabbia contro il precariato, contro salari di fame spesso saldati in ritardo, contro i tanti soprusi che si debbono subire in ambienti di lavoro diventati da anni vere e proprie palestre di schiavismo.

Chi conosce il clima nei posti di lavoro, chi conosce quanto la città di Roma sia puttana e maligna, sa che questa manifestazione è stata un mezzo miracolo, un evento.

Che essa segni davvero una svolta, verso un'unione dei lavoratori, verso un riscatto dei senza voce, non sono in grado di dirlo. Lo vedremo nei prossimi mesi. Sugli arditi del popolo di Alitalia che l'hanno promossa sembra gravi ora un'altra grande responsabilità: fungere da punto di raccordo di tutte queste realtà del mondo del lavoro metropolitano disperso e atomizzato. Ciò senza dimenticare che Alitalia è adesso il centro geometrico di quella polvere d'umanità che è diventato il mondo del lavoro a Roma e dintorni.

Ora serve continuità, alzare il tiro inventandosi azioni esemplari e intelligenti.



venerdì 26 maggio 2017

ALITALIA: DOMANI IN PIAZZA A ROMA

[ 26 maggio ]

GIÙ LE MANI DA ALITALIA 
GIÙ LE MANI DALL'ITALIA

MANIFESTAZIONE 27 MAGGIO

 ORE 16 AL COLOSSEO
SARANNO TANTE LE REALTÀ DI LAVORATORI IN LOTTA 
UNITI SI VINCE!

No a svendita, licenziamenti e riduzione dei salari
Si alla NAZIONALIZZAZIONE




giovedì 2 marzo 2017

ROMA, 25 MARZO: PORTIAMO IN PIAZZA LE NOSTRE RAGIONI E LA NOSTRA RABBIA

[ 2 marzo ]

Dal 24 al 26 marzo, a Roma, Lorsignori celebreranno i 60 anni dei Trattati con cui venne fondata la Comunità economica europea, e sulle cui fondamenta verrà poi costituito quel mostro che è l'Unione europea.


SABATO 25 MARZO CI SAREMO ANCHE NOI , CON UNA GRANDE MANIFESTAZIONE POPOLARE, PER CHIEDERE L'USCITA DELL'ITALIA DALL'UNIONE EUROPEA, DALLA ZONA EURO, DALLA NATO.

APPELLO
per manifestare il 25 marzo a Roma contro il vertice della UE

Il prossimo 25 Marzo verranno "festeggiati" al Campidoglio i 6o anni dalla firma del "Patto di Roma" del '57, con la partecipazione di 28 capi di Stato, che ha dato vita al processo che ha condotto nel tempo alla nascita della Unione Europea. In realtà questa non è affatto una ricorrenza da festeggiare in quanto la nascita della UE e l'introduzione dell'euro come moneta continentale hanno prodotto:

  • Un peggioramento netto e diffuso delle condizioni di reddito e di vita dei lavoratori, dei settori popolari e dei ceti medi spesso portati a livelli di povertà, soprattutto nei paesi dell'Europa meridionale.
  • Una restrizione degli spazi di democrazia con l'applicazione di trattati che centralizzano le decisioni economiche e politiche più rilevanti riducendo la sovranità dei popoli europei. La riforma costituzionale proposta da Renzi, sottoposta a referendum e bocciata dagli italiani andava esattamente in questa direzione.
  • Un interventismo militare che ha moltiplicato i conflitti dall'Ucraina fino alla sponda sud del Mediterraneo, in particolare in Siria e Libia, ed amplificato le drammatiche migrazioni dei popoli coinvolti dalle guerre.

Questi sono gli effetti di una costruzione istituzionale che oggi si sta dimostrando per di più incapace di fare i conti con una profonda crisi economica e sociale dimostrando l'inadeguatezza delle classi dirigenti del continente.


Tutto ciò avviene in un clima di crescente competizione economica e militare internazionale che oggi viene sostenuta dalla presidenza Trump negli USA, che si impegna nel riarmo nucleare, alla quale l'UE risponde da un rinnovato protagonismo anche militare, come è stato rivendicato nella 53ma edizione della Conferenza sulla Sicurezza tenutasi in Germania dall'Alto Rappresentante per la sicurezza Federica Mogherini.

Per questo pensiamo che il 25 Marzo non sia una giornata di festa ma deve divenire una giornata di lotta e mobilitazione contro il vertice che si terrà nella città di Roma.
Per questo il 25 marzo manifesteremo a Roma per ribadire il nostro NO sociale a Euro, UE e NATO, per la democrazia e i diritti sociali.


Primi firmatari:

Piattaforma Sociale Eurostop, USB, UNICOBAS, Movimento No TAV Val di Susa, Forum Diritti Lavoro, Contropiano, Carovana delle periferie Roma, Noi Restiamo, Militant Roma, Centro Sociale 28 Maggio Brescia, Rossa, Rete dei Comunisti, Partito Comunista Italiano, FGCI, Circolo Agorà Pisa, Fronte Popolare, Programma 101, Economia Per I Cittadini, Collettivo Genova City Strike, Piattaforma Comunista, Scintilla Onlus,  Collettivo Putilov, Collettivo Politico Porco Rosso (Siena), Movimento "Noi mediterranei", Confederazione per la Liberazione Nazionale,  Collettivo Comunista (marxista-leninista) Nuoro, CS Corto Circuito, CS Spartaco, Circolo ARCI "Best" Osimo (AN)



Nicoletta Dosio, Dino Greco, Franco Russo, Giorgio Cremaschi, Aboubakar Soumahoro, Fabrizio Tomaselli, Luciano Vasapollo, Carlo Formenti, Ernesto Screpanti, Ugo Boghetta, Sergio Cararo, Manuela Palermi, Mauro Casadio, Paolo Leonardi, Emiddia Papi, Paola Palmieri, Guido Lutrario, Carlo Guglielmi, Moreno Pasquinelli, Stefano d’Errico, Bruno Steri, Walter Tucci, Francesco della Croce, Stefano Zai, Francesco Piccioni, Ferdinando Imposimato, Mimmo Porcaro, Luigi di Giacomo, Ezio Gallori, Claudia Candeloro, Sergio Cesaratto, Giovanni Bacciardi, Massimo Grandi, Simone Grecu, Nico Vox, Beppe De Santis,   Giuseppe Aragno,  Alfonso Gambardella, Nello De Bellis Maurizio del Grippo e Francesco Maggio, Angela Matteucci, Paolo Loconte, Roberto Garaffa, Salvatore Mannina, Renzo Scalia, Vito Matranga, Gaetano Santoro, Giuseppe Di Martino, Giuseppe Lo Verde,Guido Sorge, Fabio Giovannini, Cataldo Godano, Pietro Attinasi, Giuseppe Rampulla,  Simone Gimona,  Sandro Targetti, Edoardo Biancalana, Carlo Candi, Maria GraziaDaCosta, MatteoBortolon, Leonardo Mazzei...

PER ADESIONI: eurostop.it@gmail.com

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