7 maggio. Numerosi lettori, dopo aver saputo della candidatura della Francesca Donato nelle liste della Lega Nord, e vista la sua presenza fissa nella trasmissione televisiva Ballarò, ci stanno tirando le orecchie. "Che ci faceva una leghista al vostro incontro di Chianciano Terme?".La cosa non è sfuggita nemmeno a L'Espresso del 28 aprile, dove si può trovare l'articolo di Vittorio Malugutti Ecco chi sono i guru del no Euro, nel quale possiamo leggere:
«E poco importa se nei mesi scorsi la futura candidata leghista si definiva «borghese» e «di sinistra», partecipando tra l’altro a un convegno organizzato dai marxisti del Movimento popolare di liberazione. In quell’occasione Francesca Donato spiegava che «perfino nella Lega ci può essere qualcuno di sinistra». Già, perfino».In effetti la Donato è stata ospite al partecipato convegno Oltre l'euro. In particolare ella è intervenuta nell'ambito tavola rotonda La sinistra, la crisi l'alternativa [QUI il suo intervento]. La invitammo in quanto promotrice di Euroexit. Non ci sfuggivano le differenze tra la nostra visione di uscita dalla gabbia dell'euro e quella della Donato —che potremmo definire "moderata", ovvero sostanzialmente prigioniera delle compatibilità del sistema liberista di capitalismo-casinò— di sicuro non trapelò da quel che disse, anzi, che sarebbe andata a fare la portaborraccia dei leghisti.
Del resto una tavola rotonda ha senso proprio perché mette a confronto ipotesi diverse, ed in questo quadro apprezzammo l'onestà intellettuale della Donato.
Ci lasciammo con la promessa che ci saremmo tenuti in contatto per verificare la possibilità di coordinare la comune battaglia contro l'euro, dentro la cornice valoriale di una difesa senza compromessi dei valori democratici e costituzionali.
Non abbiamo tuttavia saputo della sua candidatura nelle liste della Lega Nord dai giornali. La Donato ce lo ha comunicato prima che la cosa fosse di dominio pubblico, sottolineando che si sarebbe candidata come indipendente, ferme quindi restando le sue profonde differenze di principio con il leghismo.
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| La Donato mentre interviene a Chianciano |
Indipendente o meno, la sua è stata una scelta di campo, un atto politico che temiamo si rivelerà presto un autogol politico e personale.
Noi siamo i primi a sostenere, di contro al potente fronte eurista, che è necessaria la più ampia alleanza di forze sociali e politiche, e peroriamo la nascita di un Comitato di liberazione nazionale (Cln). Ma un conto è un blocco di lotta tra forze anche molto diverse, che si alleano su una piattaforma concordata; tutt'un altro è entrare a far parte delle liste elettorali di un partito reazionario che ha fatto da stampella al berlusconismo, che in base alla sua genetica liberista ha votato favorevolmente all'ingresso nell'Unione europea, che per un decennio al governo ha sostenuto le politiche euriste della casta—un partito che ha fatto della più squallida xenofobia, dell'anticomunismo viscerale e della divisione dell'Italia ricca da quella povera, i suoi tre cavalli di battaglia identitari.
Occorre essere davvero ingenui e/o opportunisti per sostenere che tutto questo non conta, per negare che candidarsi nelle liste di un partito implica sostenerlo, dare credibilità al suo screditato gruppo dirigente. La Donato ci risponderà che non si tratta di "fare le lastre" alla Lega Nord. Ah no? E perché allora lei le ha fatte al Movimento 5 Stelle? Sul suo sito è in prima pagina da tempo il suo intervento La mia opinione sul Movimento 5 Stelle. Altro che lastre, le pulci! Due pesi e due misure evidentemente.
Ma la “Lega Nord è la sola forza in campo che affermi apertamente l'uscita dall'euro“, insistono gli amici della Donato. Ora, a parte che è inammissibile svendere i propri principi democratici e di solidarietà sociale, quella che propone certa destra è un'uscita dall'euro di marca liberista e antipopolare, ad esclusivo vantaggio del capitale. Sorvoliamo poi per carità di patria sulle corbellerie di questa destra, che un giorno chiede l'uscita dell'Italia, quello dopo quella della Germania (aspetta e spera!), e l'altro ancora chiede la nascita di due euro pur di tenere in vita l'Unione europea.
Ora dovrebbe essere più chiaro perché da un anno andiamo combattendo contro certi personaggi, come Alberto Bagnai. E' stato infatti il professore di Pescara, compiuto il sodalizio con Borghi Aquilini, il primo a fare il salto della quaglia, a sdoganare l'idea dell'inciucio con i liberisti anti-euro, a sostenere che occorre mettersi al servizio di Satana per liberarci da Belzebù, ovvero della destra perché solo essa potrà guidare l'uscita. Ed infatti anche Bagnai ha dichiarato che voterà per la Lega del cialtrone Salvini. Certi amici furono silenti, ci criticarono anzi per quelle nostre critiche.
Chi aveva ragione?
