3 luglio. Chi sia Luigi Bisignani (a destra nella foto) molti dovrebbero saperlo. Un potente "faccendiere", che quindi ha attraversato dall'interno le diverse cosche politiche e affaristiche che dominano nel nostro paese. Uno, insomma, che ne sa una più del diavolo.
Lo stesso Corriere della Sera del 5 giugno 2011, in occasione del suo arresto per l'inchiesta della Procura di Napoli sulla "P4" lo definiva "uno degli uomini più potenti d'Italia.
Ebbene, il Bisignani ha appena dato alle stampe un libro intervista «L'uomo che sussurra ai potenti» (edizioni Chiarelettere). Nel libro il faccendiere rivolge accuse pesantissime a Beppe Grillo, quella più clamorosa è che Grillo sarebbe entrato in politica con il M5S in combutta con le autorità statunitensi.
Sentiamo:
In tutti e due Beppe Grillo è tenuto a dire come stanno le cose. Il suo silenzio —poiché non ci risulta alcuna smentita ufficiale— è come minimo inquietante.
Noi non ci stupiremmo, che Bisignani, da uomo ligio agli interessi dei poteri forti, abbia deciso, per rendere l'ultimo servizo, non tanto di vuotare il sacco, ma di costruire una vera e propria bufala per danneggiare, colpendo Grillo, il Movimento che rappresenta una spina nel fianco del partito unioco Pd-Pdl, ovvero della classe dominante.
A maggior ragione Grillo non può tacere ed è tenuto a dissipare ogni dubbio.
Chi scrive è uno degli otto milioni e passa che a febbraio hanno votato per M5S, se non a nome di tutti di una loro gran parte, ritiene di avere il diritto di sapere come stanno le cose.
Lo stesso Corriere della Sera del 5 giugno 2011, in occasione del suo arresto per l'inchiesta della Procura di Napoli sulla "P4" lo definiva "uno degli uomini più potenti d'Italia.
Ebbene, il Bisignani ha appena dato alle stampe un libro intervista «L'uomo che sussurra ai potenti» (edizioni Chiarelettere). Nel libro il faccendiere rivolge accuse pesantissime a Beppe Grillo, quella più clamorosa è che Grillo sarebbe entrato in politica con il M5S in combutta con le autorità statunitensi.
Sentiamo:
«Il faccendiere, oltre a raccontare una vicenda già conosciuta come il pranzo tra Beppe Grippo e alcuni agenti e diplomatici amercani e il dispaccio dell'ex ambasciatore Ronald Spogli, aggiunge: "Avendo avuto anch'io il dispaccio in mano, c'é qualcosa che andrebbe approfondito" in quanto sono stati occultati "chirurgicamente quasi tutti i destinatari sensibili" tra cui oltre alla Casa Bianca, al Dipartimento di Stato e alla Cia "c'é da scommetterci ci fosse il Dipartimento dell'energia e la National Secuity Agency, che si occupa soprattutto di terrorismo informatico". "Agli americani - spiega Bisignani - è noto il rapporto strettissimo che Grillo ha con due loro vecchie conoscenze. Franco Maranzana, un geologo controcorrente di 78 anni, considerato il suo più grande suggeritore su tematiche energetiche e ambientali non politically correct, in contrasto così con la linea ecologica che viene attribuita al movimento. E soprattutto Umberto Rapetto, un ex colonnello della Guardia di finanza"».I casi sono due soltanto: o Bisignani dice il falso o dice il vero.
In tutti e due Beppe Grillo è tenuto a dire come stanno le cose. Il suo silenzio —poiché non ci risulta alcuna smentita ufficiale— è come minimo inquietante.
Noi non ci stupiremmo, che Bisignani, da uomo ligio agli interessi dei poteri forti, abbia deciso, per rendere l'ultimo servizo, non tanto di vuotare il sacco, ma di costruire una vera e propria bufala per danneggiare, colpendo Grillo, il Movimento che rappresenta una spina nel fianco del partito unioco Pd-Pdl, ovvero della classe dominante.
A maggior ragione Grillo non può tacere ed è tenuto a dissipare ogni dubbio.
Chi scrive è uno degli otto milioni e passa che a febbraio hanno votato per M5S, se non a nome di tutti di una loro gran parte, ritiene di avere il diritto di sapere come stanno le cose.
