Volentieri pubblichiamo questa lettera giuntaci da un lettore napoletano.
«Ieri in centro, si è svolto un corteo per protestare contro la morte di un immigrato africano. Nome: Ibrahim Manneh, 24enne nato in Gambia e da sette anni in Italia.
L'ennesimo vergognoso caso di malasanità italiana (che qui in Campania tocca il fondo).
Bene han fatto, quindi, gli amici di colore di Ibrahim a protestare.
Orbene, certa estrema sinistra napoletana si è fiondata sulla tragedia, affiancando la protesta degli immigrati, chiedendo (giustamente) "verità e giustizia per Ibrahim Manneh" e poi urlando contro il "razzismo sanitario".
Cazzo, mi son detto! ma questi si accorgono dei morti per malasanità solo quando ci lascia le penne un immigrato? Ma lo sanno che sono circa 90 al giorno i morti per malasanità in Italia?
«Sui decessi per malasanità i dati sono piuttosto vari, oscillano fra i 14 mila (secondo l'Associazione degli anestesisti) e i 50 mila (secondo Assinform, editore di riviste specializzate nel settore del rischio nel campo della sanità) ogni anno solo nel nostro Paese: il 50% si sarebbe potuto evitare. E 320 mila persone subiscono un danno, con un costo pari all'1% del Pil, ben dieci miliardi di euro l'anno».
Una strage che ovviamente colpisce gli italiani meno abbienti, che non possono curarsi in costose cliniche private. Non ho visto in questi anni nessun corteo per protestare contro i decessi per malasanità che colpisce i mie disgraziati concittadini, di Forcella, di Barra o del Rione Sanità.
E certo che occorre contrastare il razzismo, ma qui c'è un razzismo al contrario. Che sinistra è quella dello "accoglientismo" indiscriminato, quella degli inni alla "Italia meticcia", degli appelli ad abbattere tutte le frontiere?
E' sinistra quella che emula il filantropismo ipocrita della Chiesa cattolica? Non è forse evidente che così facendo si lascia alle destre razziste campo aperto?
Lo confesso, non capisco più un cazzo. Tantomeno di quel che gridano gli immigrati al megafono...»



