Il surplus tedesco rappresenta l'ennesimo campanello d'allarme per gli altri Paesi europei. Gli altri Paesi scommettono sulle esportazioni per rianimare le loro economie. La speranza è sempre la stessa: che sia la ricca Germania a comprare i loro prodotti. Ma la Germania - invece di comprare - è ormai specializzata a vendere verso l'estero (merito anche dei bassi salari e della bassissima inflazione)
Questo aumento del surplus tedesco, che uccide l'economia dei paesi concorrenti, anzitutto dell'Unione, non è un fatto nuovo, dura anzi da molti anni. [2]
Deutsche Bank aiutata dalla Bce negli stress test di luglio
Una nota a piè di pagina che vale miliardi. Negli stress test di luglio condotti dall'Eba, sembra che a Deutsche Bank sia stata concessa dalla Bce una notevole eccezione. a proposito dell'imparzialità della "Vigilanza europea".
La prima banca tedesca, che risultata essere, in quanto a bilanci e solidità, tra le dieci peggiori del continente, ha potuto contabilizzare un'operazione che non era ancora andata in porto, ossia la vendita di una quota da 4 miliardi di euro della cinese Hua Xia. L'intesa è stata sottoscritta a fine anno e ad oggi non è ancora stata conclusa.
Deutsche ostenta tranquillità, sostenendo che l'incasso avverrà entro la fine del'anno. Ma al momento degli stress test, l'operazione di vendita era ben al di là dal venire. A nessun altra delle 50 banche sottoposte agli stress test - molte delle quali con dismissioni in corso - è stata concessa un'eccezione del genere.
Non basta a Berlino l'aiutone dell'euro per sostenere la supremazia del capitalismo tedesco. Ci vogliono gli aiutini della Bce, oltre ai trucchi (Affaire Volkswagen) e le mazzette per vendere i propri prodotti (caso Siemens in Grecia)...
NOTE
[1] L
a bilancia dei pagamenti (Alberto Bagnai)
[2] Qui i dati al 2015
« I dati diffusi dalll'Ente Nazionale di Statistica Tedesco (DESTATIS), relativi al commercio estero tedesco nel 2015, confermano nuovamente un surplus della bilancia commerciale della Germania. Lo scorso anno si è infatti registrato un attivo di oltre 247 miliardi di Euro, a fronte dei circa 216 miliardi del 2014. Le esportazioni tedesche hanno raggiunto i 1.196 miliardi, con un aumento del 6,4% rispetto al 2014. Le importazioni hanno mostrato un incremento 4,2% rispetto al 2014, per un totale di 948 miliardi.
In testa alla classifica relativa ai principali prodotti tedeschi d´esportazione, nel 2015 si sono collocati: autoveicoli e componentistica (217 miliardi di euro, +11,6%), macchinari (200 miliardi di euro, +4,3% rispetto al 2014), macchinari elettrici (117 miliardi di euro, +6,9%) e prodotti farmaceutici (68 miliardi di euro, +15%).
Il settore merceologico relativo ai macchinari ha rappresentato la principale voce di importazione (120 miliardi di euro, in aumento del 6,4% rispetto al 2014). Le altre voci che hanno rivestito notevole importanza sono state: macchinari elettrici (112 miliardi di euro, +11,2%), automobili e componentistica (89 miliardi di euro +14,3%), combustibili fossili (89 miliardi di euro, con un calo rispetto al 2014 del 21,1%).
Quanto alle principali destinazioni geografiche del commercio estero della Germania nel 2015, al mercato Unico Europeo sono state destinate merci per un valore di 693 miliardi di euro (+7%). Le importazioni tedesche dai Paesi Membri dell’Unione Europea hanno raggiunto nel 2015 i 621 miliardi di euro (+4,5%). Le esportazioni tedesche nei Paesi Terzi hanno raggiunto nell’anno in questione 501 miliardi di euro (+5,6%) mentre le importazioni tedesche da suddetti paesi hanno raggiunto i 326,5 miliardi di euro (+3,5%).
Con uno sguardo ai singoli Paesi, gli Stati Uniti risultavano - in termini di entità dell´interscambio - il primo partner commerciale della Germania nel 2015 (173 miliardi di euro), seguiti da Francia (169 miliardi di euro), Paesi Bassi (167 miliardi di euro) e Cina (163 miliardi di euro), mentre l´Italia si è collocata in sesta posizione (107 miliardi di euro) nella classifica generale dei principali partner commerciali.
Sul versante delle esportazioni, i mercati più significativi sono stati gli Stati Uniti (114 miliardi di euro), la Francia (102 miliardi di euro) ed il Regno Unito (89 miliardi di euro). L´Italia si è aggiudicata il settimo posto (58 miliardi di euro). Relativamente alle importazioni, nel 2015 la Cina si è aggiudicata il primo posto nella classifica dei principali fornitori del mercato tedesco (91 miliardi di euro), seguita dai Paesi Bassi (87 miliardi di euro) e dalla Francia (66 miliardi di euro). All´Italia è spettato il quinto posto (49 miliardi di euro).
Fonte:
mercati esteri