Visualizzazione post con etichetta moneta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta moneta. Mostra tutti i post

venerdì 17 gennaio 2020

MONETE COMPLEMENTARI: UNA CRITICA di Leonardo Mazzei

Commentando un mio articolo sui CCF (Certificati di Credito Fiscale), un nostro lettore — Dianade — così scriveva il 6 gennaio scorso: 
«Lo so che c'é tanta informazione in rete su minibot e CCF, però che io sappia non c'é nessuno studio che faccia dei raffronti e spieghi le differenze tra l'uno e l'altro e tutte le implicazioni.
E non solo tra questi due, c'é anche la proposta di Mazzei dei BTP famiglia, c'é quella di Conditi, di Zibordi, la moneta parallela, etc. Io non mi ci raccapezzo. Credo che anche molti altri».

lunedì 6 gennaio 2020

"MONETA FISCALE": DOVE PORTANO CERTE ILLUSIONI di Leonardo Mazzei



Avremo un CCF (Certificato di Compensazione Fiscale) con l'effige di Mario Draghi? Questo ancora no, ma con la sua firma magari sì. Questa ardita tesi non è certo del sottoscritto, bensì di due dei massimi sostenitori della cosiddetta "moneta fiscale", che l'hanno resa di pubblico dominio con un loro articolo su MicroMega.

giovedì 12 settembre 2019

GIÙ LE MANI DAL CONTANTE di Francesco Neri

[ giovedì 12 settembre 2019 ]

Il primo che tocca il contante...
bisogna far saltare tutto

Il contante è una delle ultime piccole isole di libertà che ci è rimasta.
Il contante una volta riportava la dicitura "pagare a vista al portatore" e la scritta era una intimazione. Nessuno poteva NON accettarlo. Pensare di Tassarlo una follìa.
Confindustria l'ha proposto: magari non passa , ma intanto l'hanno proposto: hanno gettato il seme di questa finestra di overton, questa follia in cui tu mi tassi se prendo i SOLDI MIEI: Per avere quei due soldi abbiamo già pagato tasse a iosa.

Il contante serve per pagare la frutta al contadino, il bancomat lo accetta la camorra che ha comprato dai grossisti che hanno dato 30 centesimi al contadino....

Il contante serve per pagare il piccolo, che non può semplicemente permettersi tutta la trafila di fattura elettroniche,scontrini elettronici, contabili, reversali, acconti....

Il contante serve a chi è stato escluso, ai protestati, ai poveri...
Serve per dare venti euro a chi ti taglia la siepe, e con quelli ci fa la spesa...

Se pensate di eliminare l'evasione fiscale sappiate che quella, al 90% la fanno i possessori di banche, di multinazionali, e di agglomerati industriali, dell'informatica e del commercio On Line.

L'evasione VERA la fanno Amazon, Google, Facebook, Ikea, Carrefour, Unicredit, Eni, Paribas, EDF, Shell, Cocacola, Apple, Microsoft.

E sono proprio loro che vogliono eliminare il contante.

Per ingabbiarci definitivamente.

Se toccano il contante, bisogna far saltare tutto.

Non c'è scelta.


giovedì 20 giugno 2019

ANCHE VAROUFAKIS CONTRO I MINIBOT

[ giovedì 20 giugno 2019 ]


Ci mancava solo lui, Yanis Varoufakis. Sul sito inglese PROJECT SYNDACATE, con data 17 giugno, è apparso un suo articolo col quale si sferra contro i MiniBoT. Dice Varoufakis che 
Il sistema di pagamento parallelo da lui proposto nel 2015 
(e mai realizzato) avrebbe rafforzato la zona euro mentre, al contrario, i "mini-buoni del tesoro" previsti dal governo italiano porterebbero alla scomparsa della moneta unica.  Ovviamente il nostro, da super-europeista qual è, scongiura questa eventualità. Ma ascoltiamo cosa scrive, tenendo a mente le discussioni svolte  anni addietro sulla moneta fiscale (CCF) e le nostre critiche ai suoi sostenitori...


*  *  *

LA MONETA FISCALE PUÒ SOSTENERE L'EUROZONA O ROMPERLA

di Yanis Varoufakis


ATENE - È una sensazione curiosa vedere il tuo piano dispiegato per fare l'opposto di ciò che intendevi. E questa è la sensazione che ho avuto quando ho appreso che il governo italiano sta pianificando una variante della moneta fiscale che ho proposto per la Grecia nel 2015.

La mia idea era quella di creare un sistema di pagamento digitale basato sulle tasse per creare uno spazio fiscale nei paesi dell'eurozona che ne avevano bisogno, come la Grecia e l'Italia. Il piano italiano, al contrario, userebbe un sistema di pagamento parallelo per rompere l'eurozona.

Secondo la mia proposta, ogni numero di file fiscale, appartenente a persone fisiche o giuridiche, sarebbe stato automaticamente dotato di un Conto del Tesoro (CdT) e di un numero PIN con cui trasferire fondi da un TA o per restituirlo allo Stato.

Da una parte i CdT sarebbero stati scontati per pagare gli arretrati. I contribuenti in possesso di moneta dello stato avrebbero potuto optare per pagare una parte o tutti gli arretrati da pagare sul loro Conto del Tesoro immediatamente, invece di aspettare mesi per essere pagati. In questo modo, i crediti arretrati sarebbero stati eliminati in una volta, liberando così liquidità in tutta l'economia.

Supponiamo ad esempio che all’azienda A dev’essere corrisposto 1 milione di euro (1,1 milioni di dollari) da parte dello stato, mentre essa deve versare 30.000 euro a un dipendente e altri 500.000 alla società B. Supponiamo inoltre che il dipendente e la società B debbano rispettivamente 10.000 € e € 200.000 in tasse allo stato. Se 1 milione di euro è accreditato dallo stato all'Attività della società A, e la società A paga il dipendente e la società B tramite il sistema, quest'ultimo sarà in grado di saldare gli arretrati fiscali. Almeno 740.000 € di arretrati sarebbero eliminati in un colpo solo.

Gli individui o le imprese potrebbero anche acquisire crediti CdT acquistandoli direttamente, tramite il web-banking, dallo stato. Lo stato li ricompenserebbe offrendo agli acquirenti significativi sconti fiscali (un credito di € 1 acquistato oggi potrebbe estinguere le tasse, ad esempio, di 1,10 € all'anno). In sostanza, emergerebbe un nuovo mercato del debito pubblico non intermediato (senza intermediari), che consentirebbe allo Stato di prendere in prestito somme piccole, medie e grandi dal settore privato in cambio di sconti fiscali.

Quando ho discusso l'idea per la prima volta, i fermi difensori dello status quo hanno immediatamente messo in discussione la legalità del sistema proposto, sostenendo che violava i trattati che istituivano l'euro come unica moneta a corso legale. Il parere di un esperto che avevo ricevuto, tuttavia, ha indicato che il sistema passò le maglie della legalità. La tesoreria di uno stato membro dell'eurozona ha l'autorità di emettere strumenti di debito a proprio piacimento e di accettarli al posto delle tasse. È anche perfettamente legale per le entità private negoziare tra loro in qualsiasi segno che essi scelgono (per esempio, le miglia accumulate dai viaggiatori). La linea dell'illegalità sarebbe stata superata solo se il governo avrebbe costretto i venditori ad accettare i crediti digitali come pagamento — qualcosa che io non avevo mai pensato.

Una reazione completamente diversa alla mia proposta proveniva da coloro che volevano porre fine all'euro come moneta unica, ma non necessariamente come valuta comune. Un ex capo economista di una grande banca europea ha esaminato le mie proposte e le considerò uno schema per una valuta parallela che l'Italia, la Grecia e altri membri della zona euro in difficoltà avrebbero potuto usare per pagare stipendi e pensioni. Ho risposto che una valuta parallela era al contempo indesiderabile e inutile, in quanto porterebbe ad una forte svalutazione della nuova valuta nazionale, quella in cui la maggior parte delle persone sarebbe stata pagata, mentre i debiti pubblici e privati sarebbero rimasti denominati in euro. Sarebbe stata una ricetta per una serie di veloci insolvenze, portando inevitabilmente alla fine della zona euro.

Poi c'era chi sosteneva che l'annuncio di un qualsiasi sistema di pagamento parallelo avrebbe scatenato una corsa in banca e una fuga di capitali, spingendo così il paese di nascosto fuori dalla zona euro, indipendentemente dalle sue intenzioni. Questa congettura contiene una verità importante: il sistema di pagamento che ho proposto avrebbe ridotto i costi di un'uscita dall'euro aprendo un sentiero roccioso ma navigabile verso una nuova valuta nazionale.

In effetti, se il mio sistema parallelo, denominato in euro, fosse diventato operativo nel giugno 2015, quando la Banca Centrale Europea chiuse le banche della Grecia per ricattare la sua gente e il governo ad accettare il terzo prestito di salvataggio, sarebbero stati possibili due risultati. In primo luogo, le transazioni si sarebbero spostate massicciamente dal sistema bancario al nostro sistema di pagamento pubblico basato sul CdT, riducendo così in modo sostanziale la leva finanziaria della BCE. In secondo luogo, sarebbe stato chiaro che, con la semplice pressione di un pulsante, il governo avrebbe potuto convertire il nuovo sistema di pagamento denominato in euro in una nuova valuta.

Un tale sistema avrebbe innescato una ridenominazione dall'euro alla dracma? O avrebbe concesso una pausa alla troika dei creditori greci (la Commissione europea, il Fondo monetario internazionale e la BCE), inducendoli a pensarci due volte prima di chiudere le banche greche e lanciare le loro minacce di una Grexit?

La risposta sarebbe dipesa dalla politica di entrambe le parti. In questo senso, il sistema di pagamento parallelo è neutrale: può essere usato per sostenere l'eurozona con la stessa efficacia con cui può essere schierato per farla scoppiare.

Nel nostro caso, l'idea era di mantenere la Grecia in modo sostenibile all'interno dell'eurozona usando il potere contrattuale supplementare offerto dal sistema di pagamento parallelo per negoziare la profonda ristrutturazione del debito necessaria per rilanciare la crescita economica e garantire la sostenibilità fiscale a lungo termine. Fino a quando i nostri creditori vedevano che i nostri costi di ridenominazione si abbassavano, mentre le nostre richieste di ristrutturazione del debito erano sensate, ci avrebbero pensato due volte prima di minacciarci con la Grexit. L'azione congiunta della BCE e del mio ministero avrebbero permesso al nuovo sistema parallelo di venir considerato un nuovo pilastro dell'euro, annullando così ogni panico finanziario. Ponendo fine all’idea popolare per cui euro uguale permanente, il sistema parallelo sarebbe diventato l'amico della moneta unica.

Questo ci porta in Italia. Esistono due differenze tecniche tra il sistema che ho progettato e i mini-buoni del tesoro (o MiniBoT) previsti in Italia. Innanzitutto, i MiniBoT saranno stampati su carta, cosa a cui mi sono opposto, per evitare un mercato grigio. La nostra offerta totale di crediti digitali sarebbe stata gestita da un libro mastro contabile, per garantire la piena trasparenza e prevenire la sovrapproduzione inflazionistica dei crediti. In secondo luogo, i MiniBoT saranno obbligazioni senza interessi, perpetue, senza sconti fiscali futuri.

Ma la vera differenza tra lo schema italiano e il mio rimane anzitutto politica. Il sistema di pagamento parallelo che ho proposto è stato progettato affinchè i costi di uscita dalla zona euro fossero minori e per creare nuovo spazio fiscale e aiutare a civilizzare l'unione monetaria. Il sistema italiano è il primo passo verso una valuta parallela con la quale portare alla fine della zona euro.


* Traduzione a cura della Redazione


Sostieni SOLLEVAZIONE e Programma 101


mercoledì 19 giugno 2019

LIBRA SÌ MINIBOT NO?

[ mercoledì 19 giugno 2019 ]

Pierangelo Soldavini su IL SOLE 24 ORE di ieri, ci spiega le fantasmagoriche potenzialità di LIBRA, "la nuova moneta globale che facebook metterà in circolazione nel 2020". 
«Facebook vuole creare un nuovo sistema finanziario globale che sfrutti la blockchain per creare un sistema che sia economico, efficiente, accessibile a tutti e proprio per questo inclusivo, per cercare di includere quella fetta di popolazione mondiale che è esclusa dai servizi bancari e dai servizi finanziari».
Avete capito bene: LIBRA, la moneta di facebook è un'opera caritatevole, con cui si va in soccorso dei poveri del pianeta. Niente di nuovo sotto il sole: ogni porcata capitalistica, affinché sia accettata, dev'essere cosmeticamente e ideologicamente mascherata come un'opera pia.

Chi voglia capire le tecnicalità di LIBRA può sbizzarsi leggendo questa scheda. 
Mentre, per svelare i misteri della Blockchain si legga attentamente quanto scrisse Bazaar su questo blog. 
LIBRA conferma l'enunciato di Bazaar: 
«La tecnica non è neutrale: nasce sociopoliticamente orientata per raggiungere gli obiettivi di chi ne finanzia lo sviluppo e la diffusione».
Torneremo sull'argomento. Qui serve sottolineare che mentre il mondo capitalistico italiano ed europeo tesse le lodi della moneta parallela globale che facebook si appresta a lanciare sul mercato — si parla di un affare di migliaia di miliardi l'anno —, esso scomunica e condanna come fosse una minaccia sciagurata i MiniBoT, e li condanna proprio perché potrebbero diventare una moneta parallela all'euro — leggere per credere la condanna della Confindustria.

Un paradosso? No, qui c'è la quint'essenza stessa del capitalismo casinò, o del neoliberismo iperfinanziarizzzato, e cioè: mentre viene considerato lecito che una multinazionale, in queso caso facebook, crei una sua propria moneta, è ritenuto illegale (Draghi docet) che uno Stato, ancora formalmente sovrano, possa fare altrettanto.

Quando l'ingiustizia è legge, violarla è un dovere. 
Lo tengano bene a mente Salvini e Di Maio



Sostieni SOLLEVAZIONE e Programma 101


giovedì 13 giugno 2019

LA VERITÀ (CHE LI SPAVENTA) SUI MINIBOT di Piemme

[ giovedì 13 giugno 2019 ]

Martedì 28 maggio il Parlamento ha approvato all'unanimità una mozione che impegna il governo a rendere possibile il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione alle imprese creditrici con titoli di Stato di piccolo taglio, altrimenti denominati MiniBoT.

Contro i MiniBoT è giunta fulminea la scomunica di Draghi — «O sono moneta, e allora sono illegali, oppure sono debito e quindi lo stock sale. Non vedo altra possibilità» — si sono scatenati contro, oltre a  Moody's, non solo i suoi mastini di guerra — a cominciare dal ministro Tria con piddini, berluscones e giornalisti al seguito — ma pure comunisti presunti, gli improbabili economisti di Coniare Rivolta, e neofascisti in pectore come l'avvocato (del diavolo) Marco Mori.

Ma andiamo con ordine


Cosa sono infatti i Buoni ordinari del Tesoro (BoT)? Spiega il Mef: 
«Sono titoli a breve termine, ovvero con durata non superiore a un anno, privi di cedole; il rendimento infatti è dato tutto dallo scarto d'emissione». 
Detto in parole semplici: chi compra un BoT presta i suoi euro allo Stato in cambio di un titolo, ma non incasserà alla scadenza alcun interesse, otterrà un guadagno solo ove il valore d'emissione sia inferiore a quello nominale — può evidentemente accadere il contrario. Ogni anno lo Stato lancia dei BoT e li mette all'asta. Per la cronaca: l'ultima asta, che c'è stata proprio ieri (BoT con scadenza al 12 giugno 2020) ha avuto una domanda per quasi 10 miliardi di euro.

Un "MiniBoT" (salvo "sorprese", che più avanti vedremo) è un BoT come gli altri, niente di più niente di meno. Il suffisso "mini" sta ad indicare, così recita la mozione parlamentare, che con la liquidità ottenuta lo Stato non va a finanziare il debito pubblico (in essere o futuro) ma ci rimborsa le aziende che per lo Stato hanno prestato dei servizi. Come mai una misura tanto modesta, del tutto lecita e tutt'altro che eversiva (non a caso votata, salvo patetici mea culpa successivi in modo bypartisan) sta suscitando tutto questo grande casino? 

Perché la posta è tutta politica, simbolico-politica: si tratta di stabilire se lo Stato italiano, privato da tempo della sua sovranità in merito alla politica monetaria ed economica, possa o no aggirare le stringenti norme che derivano dal "vincolo esterno" e dall'appartenenza all'eurozona. Lassù, ovvero dalle parti di Francoforte e Bruxelles temono che questo "aggiramento" posa diventare "raggiramento", "imbroglio"; ovvero che questi MiniBoT possano diventare una moneta nazionale complementare all'euro.

Torniamo dunque al monito di Draghi: «O sono moneta, e allora sono illegali, oppure sono debito e quindi lo stock sale. Non vedo altra possibilità». 


Draghi ha formalmente ragione, ma...


Sul piano formale non c' alcun dubbio che Draghi ha ragione. Dalla sua ha il Trattato di Lisbona — Articolo 105  A che tratta della politica monetaria — che stabilisce in modo inequivocabile che soltanto la "BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote all'interno della Comunità".

E, sempre sul piano formale, non ha torto nemmeno sul fatto che l'emissione di MiniBoT per rimborsare aziende creditrici della Pubblica amministrazione —  quindi non solo lo Stato, ma regioni, comuni, ecc — sia ulteriore debito —secondo i calcoli più recenti sono circa 53 i miliardi che le amministrazioni pubbliche debbono al settore privato. Anche qui Draghi si appoggia alle regole ed ai criteri europei, precisamente ai Criteri di convergenza di Maastricht che stabiliscono una distinzione tra il "debito pubblico allargato" ed il "debito pubblico". In base a questi criteri il "debito della pubblica amministrazione" è da considerarsi un aggregato più ampio rispetto al "debito pubblico", ovvero del settore statale. Per "debito pubblico" si intende infatti solo l'ammontare dei mezzi finanziari per ogni periodo che il settore pubblico destina alla copertura del proprio fabbisogno. "Mezzi finanziari" sono appunto i titoli di stato. Mele e pere, dice Draghi, non si sommano: un conto sono i debiti verso il mercato finanziario, un altro quelli verso privati che hanno fornito servizi per la pubblica amministrazione. Per fare un esempio: com'è noto il Comune di Roma ha un debito monstre di circa 12 miliardi. Nel "Decreto crescita" il governo se lo è caricato sulle spalle, ricorrendo quindi all'emissioni di titoli di stato. Va da sé che se invece avesse lasciato andare il Comune in default (come alcuni liberisti han chiesto), quei 12 miliardi non sarebbero diventati "debito pubblico".

Quindi sì, se io trasformo crediti del settore privato verso la pubblica amministrazione in titoli, formalmente essi costituiscono "debito aggiuntivo". Ed è anche vero, come spiega causticamente Massimo Famularo su Il Sole 24 Ore dell'altro ieri, che non si tratta di una procedimento di mera cartolarizzazione, che in effetti è un diverso dispositivo rispetto alla trasformazione di debito in obbligazioni di stato.


... Occorre badare al nocciolo della questione


Ma andiamo al nocciolo, evitando di restare impigliati in formalismi e/o diavolerie finanziarie — come già affermato dal Comitato centrale di P101, i debiti dell'amministrazione pubblica restano pur sempre debiti, anche ove non siano trasformati in titoli. La guerra dichiarata ai MiniBoT non è per questioni formali ma sostanziali. Il fatto è che tra le pieghe della mozione parlamentare c'è una frase sibillina che allude a quello che lorsignori temono potrebbe accadere, ovvero che i MiniBoT diventino una moneta parallela all'euro. Recita testualmente la mozione approvata (segnaliamo la frase che mette in allarma lorsignori):
«Premesso che la legge di bilancio 2019 ha previsto un meccanismo di anticipazione di tesoreria per gli enti locali e le regioni, con il coinvolgimento di banche, intermediari finanziari, Cassa depositi e prestiti S.p.a. e le istituzioni finanziarie dell’Unione europea, volto proprio all’ulteriore smaltimento dei debiti maturati alla data del 31 dicembre 2018,impegna il Governo:a dare ulteriore seguito al processo di accelerazione del pagamento dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni, come evidenziato in premessa, anche valutando di assumere iniziative per l’ampliamento delle fattispecie ammesse alla compensazione tra crediti e debiti della pubblica amministrazione, oltre che la cartolarizzazione dei crediti fiscali, anche attraverso strumenti quali titoli di Stato di piccolo taglio, implementando l’applicazione di tutte le misure adottate nella legge di bilancio 2019, relative anche alle anticipazioni di tesoreria, per garantire il rispetto dei tempi di pagamento dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni ed uscire, così, dalla procedura d’infrazione che la Commissione europea ha avviato contro l’Italia sull’attuazione della direttiva sui ritardi di pagamento».
Qui si dice dunque che "oltre alla cartolarizzazione", per saldare i debiti della pubblica amministrazione potranno essere utilizzati ed emessi anche "titoli di Stato di piccolo taglio", i MiniboT appunto.

Lorsignori ritengono dunque che questa mossa dei MiniboT sia uno stratagemma per prepararsi all'uscita dall'euro, una tessera quindi di un disegno eversivo, altrimenti detto "Piano B". Ecco quel ha scritto Andrea Boda su IL SOLE 24 ORE del 31 maggio subito dopo l'approvazione della mozione parlamentare (consigliamo di leggere per intero il suo allarmato articolo):
«Negli ultimi giorni, probabilmente corroborata dal successo elettorale alle europee, la Lega sembra aver fatto uno scatto nel progetto mai troppo nascosto di uscita dell’Italia dall’euro (o quantomeno di minaccia dell’uscita) attraverso un “piano B” che spesso sembra essere a tutti gli effetti un “piano A” che prevede una serie di mosse che finiscono per creare le condizioni per un irreversibile sentiero di uscita dal sistema monetario unico, visto da alcuni come una gabbia che non consente al paese di crescere».
Quindi, andando al succo che preoccupa gli euristi, aggiunge:
«Si tratta, in sostanza, dell’autorizzazione a procedere all’emissione di “MiniBOT”: di fatto banconote del Tesoro di piccolo taglio (in euro) sotto forma di titoli al portatore che sarebbero garantiti dalle entrate fiscali. “BoT” è l’abbreviazione di un buono del tesoro italiano, e la piccola denominazione li rende mini. I BoT convenzionali sono titoli elettronici di libri contabili, ma i mini-BoT verrebbero stampati, secondo quanto riferito, utilizzando le presse dei biglietti della lotteria statale, e i progetti sarebbero già stati selezionati».
Ciò che li spaventa non è tanto il fatto che il governo metta in circolazione dei MiniBoT per saldare i debiti della pubblica amministrazione, quanto invece che essi possano diventare una moneta parallela (quindi adoperata accanto all'euro come mezzo di scambio e di pagamento) in vista di un "piano B" di uscita dall'euro.

Il nostro, dopo aver segnalato che "il voto unanime della mozione renderà più complicato anche per il Quirinale opporsi ai prossimi passi del governo", citando quanto ha dichiarato recentemente da Salvini, fa uno più uno, e teme che il governo abbia in effetti un "piano B" che tra le altre misure preveda:
«...di trasformare parte dei saldi di conti correnti privati in MiniBoT a pari importo *nominale* (per poter asserire di non aver fatto alcuna “patrimoniale”, che è un provvedimento a costo politico molto elevato) cercando, con la più ampia diffusione possibile, di rendere “liquido” il MiniBoT riducendo al massimo la possibilità che si svaluti rispetto al nominale e generando quindi una mossa descrivibile (populisticamente) come “a impatto zero”».

Ciò che lorsignori scongiurano, noi auspichiamo


E' fin troppo noto che c'è nel Paese una massa enorme di liquidità che giace intrappolata e ristagna nella sfera bancaria, sarebbe non solo lecito ma necessario che il governo adotti ogni necessaria misura per mobilitarla. Il problema, delle due l'una, è che questa mobilitazione può avere due scopi diversi e opposti: può essere utilizzata per andare incontro all'eurocrazia, ovvero ridurre debito e deficit, oppure messa in circolazione per spezzare la spirale austeritaria, creare lavoro per dare una scossa potante al ciclo economico. E' la seconda via che l'Unione europea non può tollerare in quanto aumenterebbe debito e deficit, ed è per impedirlo che ha preventivamente lanciato il siluro della "procedura d'infrazione".

Vedremo nei prossimi mesi, in vista della legge di bilancio 2020, se il governo, come ci auguriamo, vorrà fare il bene del Paese, o se invece, tenterà di barcamenarsi dando una botta al cerchio e una alla botte. Se vorrà fare il bene del Paese, forte del consenso di cui gode ed anche della mozione parlamentare, tra le altre cose, emetterà i MiniBoT e aumenterà la spesa pubblica in deficit.

Per concludere: ciò che gli euristi scongiurano noi invece auspichiamo. Come ha dichiarato il Comitato centrale di P101:
«Se i Minibot funzionassero, e noi siamo convinti che funzionerebbero, essi potrebbero infatti trasformarsi all'occorrenza (ad esempio di fronte ad una restrizione di liquidità della Bce per piegare il governo italiano) in una vera e propria moneta parallela, normale mezzo di pagamento nelle transazioni commerciali. Uno strumento dunque utilissimo per far uscire l'Italia dalla prigione della moneta unica. Proprio per questo, come Programma 101, vediamo con grande favore l'emissione dei Minibot: un primo passo verso la liberazione dalla gabbia eurista».
Non siamo sicuri che i "tuttosubisti" che frignano e sbraitano da ogni lato che questa dei MiniBoT sarebbe poco più di una pagliacciata si chiederanno a questo punto come mai l'eurocrazia ed i suoi vessilliferi contro i MiniBoT stanno sparando a palle incatenate. Sparano non solo perché temono questo atto sovrano di disobbedienza, lo fanno perché sanno che non sarà facile, né sul piano politico né su quello giuridico, impedire l'eventuale atto sovrano del governo giallo-verde.

NB

Marx diceva della merce che era "cosa imbrogliatissima, piena di sottigliezze metafisiche e di capricci teologici". Ciò vale a maggior ragione per la moneta. Non è questa la sede per addentrarci nella stratosfera metafisca del denaro e delle sue variopinte forme e metamorfosi. Basti dire che anche a Francoforte sanno bene, parlando di moneta, cosa siano gli "aggregati monetari"; che cioè possono valere, come mezzi di intermediazione e di scambio, non solo le banconote che essi monopolisticamente creano dal nulla (M1 o liquidità primaria), ma pure gli strumenti finanziari della cosiddetta "liquidità secondaria" (M2 ed M3), e tra questi anche i Buoni ordinari del Tesoro, così come tutte le obbligazione statali emesse con una durata inferiore ai due anni. Leggere per credere la definizioni di moneta del SEBC (Sistema Europeo della Banche Centrali).

Sostieni SOLLEVAZIONE e programma 101


sabato 8 giugno 2019

ROTTAMARE TRIA (E CONTE)? di Sandokan

[ sabato 8 giugno 2019 ]


Scrivevo il 19 settembre dell'anno passato, quando iniziava il fuoco di fila del partito euro-tedesco per addomesticare il governo giallo-verde in vista della legge di bilancio:
«Come volevasi dimostrare: il Ministro dell'economia Tria si rivela per quel che è, il Cavallo di Troia che l'èlite eurocratica, mallevadore Mattarella, ha infiltrato nel governo giallo-verde».
L'anno scorso il braccio di ferro andò a finire con un compromesso. In vista della Legge di bilancio 2020 sembra davvero molto difficile che un secondo compromesso possa essere siglato tra Bruxelles e Roma. Uno dei due dovrà cedere. L'Unione europea pare non abbia  alcuna intenzione di concedere un'altra tregua. L'ha fatto capire chiaramente minacciando la "procedura d'infrazione" — Il Sole 24 Ore di oggi ci ricorda quali sarebbero le implicazioni eventuali.

Ora il casus belli è la (ragionevole) proposta dei Minibot — quella che viene chiamata "Cartolarizzazione": lo Stato trasforma in titoli di credito i debiti che ha verso le aziende e che queste ultime rigirerebbero poi allo Stato pagando tasse, contributi ecc. Non è quindi né nuovo debito, né una moneta parallela ma un modo, si spera efficace, per immettere liquidità nel circuito economico. ma lorosignori mettono le mani avanti per non sbattere il muso e lanciano l'allarme: "Questi Minibot possono diventare una moneta". Vero solo ove essi fossero transati nel settore privato e venissero utilizzati per saldare debiti e crediti al posto dell'euro. Non solo Borghi ma pure Salvini (e Giorgetti) hanno assicurato che non sarà così.

Tuttavia lorsignori hanno alzato le barricate. Draghi (anticipato dal suo segugio Visco di Bankitalia) ha fatto capire che una simile mossa non sarà tollerata, a dimostrazione che non è aRoma che si può decidere la politica economica dell'Italia (ma a Bruxelles e Francoforte).

Questa mattina, a dare addosso ai Minibot, è stata la volta di Tria e quindi di Conte (cavalli di Troia n.1 e n.2).

Non avevamo dubbi che loro due erano dall'altra parte della barricata. Che abbiamo smentito in modo così clamoroso ed in tempo reale esponenri di primo piano del governo di cui fanno parte no è solo un altro segnale che si sono messi l'elmetto, indica che oramai non abbiamo un governo, bensì due.

Come abbiamo scritto così non si può andare avanti. Tanto vale che si dichiari la crisi di governo e, sostituiti Conte e Tria, si vada in Parlamento a chiedere la fiducia.




Sostieni SOLLEVAZIONE e Programma 101



COSA SONO DAVVERO I MINIBOT?

[ sabato 8 giugno 2019 ]

Dopo la minacciosa bocciatura di Moody's (che segnalavamo l'altro ieri), inesorabile, è giunta quella, certo più pesante, del Presidente della Bce Mario Draghi che da quel di Vilnius ha affermato: 

«O sono moneta, e allora sono illegali, oppure sono debito e quindi lo stock sale. Non vedo altra possibilità».
Il problema nasce il 28 maggio quando la Camera dei deputati ha approvato all’unanimità (con voto favorevole sia del Pd che di +Europa) una mozione che impegna il governo, appunto, a varare i minibot — vecchio cavallo di battaglia del leghista Borghi Aquilini.

Apriti cielo!! Pd e frattaglie euriste, dopo il parere contrario (guarda caso!) di Tria, fanno immediatamente dietro front, denunciando la mossa come "una subdola manovra per portarci fuori dall'euro". Stefano Fassina, denunciando il servilismo del Pd e la sua sudditanza ai poteri forti, invece, spiega:
«Il minibot è un titolo di Stato definito ‘mini’ perché, a differenza del valore ordinario dei buoni ordinari del Tesoro, è di taglio più piccolo. Attenzione alle strumentalizzazioni però. L’obiettivo della mozione in Parlamento riguardava il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese, che notoriamente hanno dei ritardi cronici, molto spesso causa della morte delle stesse piccole imprese. Non è una moneta parallela, è un titolo di Stato – continua – che su base volontaria può essere utilizzato come metodo di pagamento di un debito commerciale che è già stato fatto. Visco ha dichiarato la sua contrarietà ai minibot definendoli sempre ‘debito’? Certo che sono debito, ma è un debito che è stato già fatto, non è un ulteriore debito. Il debito commerciale esiste già e prima o poi la pubblica amministrazione lo deve pagare, solo che viene scaricato sulle imprese. Coi minibot invece il debito, che è dello Stato, viene riconosciuto allo Stato. E, ripeto, resta un’opzione su base volontaria».
Sulla delicata questione, su cui ci promettiamo di dire la nostra. Nel frattempo segnaliamo quanto sostiene Jacques Sapir, per il quale, invece, i Minibot potrebbero diventare moneta a tutti gli effetti (per quanto fiduciaria e non scritturale).

*  *  *

Riflessioni sui Mini-bot (moneta fiduciaria)

Jacques Sapir


A) Si stima che il governo italiano debba circa 50 miliardi alle imprese, le quali di converso hanno accumulato debiti fiscali e contributi sociali in misura significativa. L’utilizzazione di Mini-bot come strumento di compensazione finanziaria avrebbe il vantaggio di alleggerire il peso delle imposte sulle imprese.


Si avrebbe il ciclo: Stato —> Impresa —> Stato


Potendo utilizzare i mini-bot emessi dallo Stato per il pagamento degli arretrati, l’impresa vedrebbe alleggerita la propria posizione finanziaria e potrebbe aumentare i propri investimenti e consumi.
Una semplice compensazione avrebbe già il vantaggio per il governo italiano di liberare una buona parte di quei 50 mld congelati e reintrodurli nell’economia.
Ma nulla assicura che l’impresa abbia dei crediti verso lo stato uguali a quanto essa deve in termini di imposte e contributi. Possono essere superiori. In questo caso l’impresa riceverebbe più mini-bot di quanti potrebbe utilizzare. Essa può dunque rifiutare l’eccedenza, a meno che essa li possa trasferire in pagamento di beni e servizi ad altre imprese che possano a loro volta utilizzarli per il pagamento delle loro imposte.

Di fatto, si vede che il sistema dei mini-bot è davvero efficiente se diventa possibile la loro circolazione non solo fra Stato e impresa ma fra impresa e impresa.

Il ciclo sarebbe dunque: Stato —> Impresa (a) —> Impresa (b) —> Stato

Questo implica che il mini-bot abbia potere liberatorio per i debiti fra imprese e per l’acquisto di beni e servizi.

Se si stabilisce questo potere liberatorio, si impone allora la questione del “valore” del mini-bot. Esso sarebbe lo stesso di una banconota in Euro di importo equivalente, nella misura in cui l’ammontare dei Mini-bot emessi sia inferiore o uguale all’ammontare delle imposte dovute dalle imprese. In pratica, finché 100 euro d’imposte potranno essere pagate da 100 euro in mini-bot, questi avranno lo stesso valore delle banconote: un Mini-bot di 100 euro varrebbe 100 euro.
Da notare che il Mini-bot sarebbe esclusivamente una moneta fiduciaria, mentre l’Euro resterebbe l’unica moneta scritturale.

Condizioni di equilibrio:
Volume totale dei Mini-bot = volume totale delle imposte e dei contributi sociali dovuti dalle imprese

B) La massa monetaria italiana sarà aumentata dall’ammontare delle imposte e dei contributi. Dunque, l’introduzione del Mini-bot non sarà più una compensazione tra debiti dello Stato verso le imprese e debiti delle imprese verso lo Stato, ma una creazione monetaria ex-nihilo in un’economia attualmente in recessione per il declino della domanda interna, e ciò dovrebbe dunque avere un effetto positivo sulla crescita.
Di fatto la creazione di moneta non sarà più prerogativa della BCE ma direttamente del governo.

C’è da aspettarsi perciò che la BCE e l’Eurogruppo prendano misure di ritorsione, la più classica delle quali [vedi Grecia] potrebbe essere la restrizione di liquidità all’Italia.
La replica possibile del governo italiano sarebbe allora di estendere il potere liberatorio dei Mini-bot decretando che tutti gli agenti economici, imprese e famiglie, possano regolare le loro imposte attraverso i Mini-bot. Questo allargherebbe in modo sostanziale la circolazione dei Mini-bot, soprattutto se lo Stato decidesse di utilizzarli non solo per il pagamento delle propri debiti verso le aziende private ma anche per la corresponsione degli stipendi pubblici. Le imprese a loro volta potrebbero pagare una parte dei salari dei loro dipendenti in Mini-bot.

Condizioni di equilibrio:
Volume totale dei Mini-bot = volume totale delle imposte e dei contributi sociali di imprese e famiglie.
Si può inoltre immaginare che il governo italiano incoraggi i commercianti ad accettare i Mini-bot a pagamento dei consumi, trasformando così i Mini-bot in una moneta scritturale a tutti gli effetti.
Nei fatti, sarebbe lo stesso volume di Mini-bot in in circolazione a rendere necessaria la misura.
Una Banca nazionale potrebbe dunque ricevere i Mini-bot detenuti da imprese e salariati (linee di conto in Mini-bot) e organizzare su questa base una compensazione tra spese e ricavi. Questa banca nazionale diverrebbe la banca dei Mini-bot e potrebbe consegnare ai propri clienti libretti di assegni e carte di credito.
C) Cosa succederebbe se il governo italiano superasse i limiti di emissione, disattendendo le condizioni di equilibrio? Il Mini-bot inizierebbe a deprezzarsi in rapporto all’euro, ma in misura meno che proporzionale all’eccesso di emissione, secondo la formula:
1 x (A/B)x 1/C

dove

A = volume totale imposte e contributi
B = volume totale Mini-bot emessi
C = valore compreso fra 1 e 1/(A/B)

Beninteso, in queste condizioni ci sarebbe da aspettarsi un’accelerazione della fuga di capitali all’estero (i.e. Germania) contro la quale il governo dovrebbe prendere le misure necessarie a contenerla. Nei fatti, si entrerebbe in un periodo estremamente instabile per la politica economica, e ognuno comprenderebbe che il ritorno alla lira è la giusta soluzione.

SI vede dunque che i Mini-bot aprono nuove prospettive all’economia italiana. Nella minore delle ipotesi, appaiono come uno strumento per alleggerire la stretta monetaria e fiscale che pesa sul paese.
È un peccato che France Insoumise non si pronunci in merito»



* Traduzione di Mauro Poggi


Sostieni SOLLEVAZIONE e Programma 101

giovedì 3 gennaio 2019

MONETA SOVRANA NON A DEBITO di Eros Cococcetta

[ 3 gennaio 2019 ]

Riceviamo e volentieri pubblichiamo


In attesa della EUROEXIT, che sarebbe la soluzione ottimale ma ancora molto lontana (a causa della latitanza del Governo), c'è una cosa molto importante che il Governo potrebbe fare subito, prima delle prossime elezioni europee: introdurre la MONETA SOVRANA NON A DEBITO nelle varie modalità proposte dagli economisti: 

- BIGLIETTI DI STATO (Nino Galloni), emessi dalla Zecca-Poligrafico di Stato, e MONETA ELETTRONICA DI STATO (ormai più del 90% della moneta in circolazione è elettronica) gestita direttamente dal Ministero dell'economia, che con un semplice click potrebbe finanziare tutti i Ministeri. 

- CERTIFICATI DI CREDITO FISCALE (Marco Cattaneo e Giovanni Zibordi), da assegnare gratuitamente a cittadini e imprese (200 Mld in tre anni) utilizzabili anche per pagare le tasse al terzo anno ma che intanto potrebbero circolare come moneta; nel loro libro ("La soluzione per l'Euro") al capitole 3 c'è anche una bozza di proposta di legge già pronta. I due economisti hanno calcolato che la ripresa economica conseguente all’introduzione dei CCF porterebbe in tre anni il PIL a superare i 2.000 Mld, il tasso di disoccupazione scenderebbe al 5% e l’inflazione salirebbe ad un contenuto 1,9% (vedi QUI e QUI ). 

- MINIBOT (Claudio Borghi), con cui pagare i 60 Mld di debiti che lo Stato ha verso i suoi fornitori e che, comunque, potrebbero circolare come moneta. 

Pensiamo a come un utilizzo contestuale di queste soluzioni “sovraniste” (che comunque non violano i Trattati UE che si occupano solo dell’Euro) cambierebbe la situazione economica nazionale, ma anche la ventata di ottimismo e fiducia di cui beneficerebbero tutti gli italiani. 

Senza contare che i due partiti di governo avrebbero un grosso beneficio elettorale dall’adozione di queste misure, se attuate o quantomeno seriamente preannunciate nel programma elettorale per le europee. GOVERNO SVEGLIATI dal torpore europeista, altrimenti diventerai l’ennesima delusione per gli italiani.

Ciò senza contare che l’adozione di queste misure monetarie porterebbe automaticamente alla caduta dell’Euro perché gli italiani, finora ingannati dalle menzogne mainstream, vedrebbero chiaramente gli effetti positivi della moneta sovrana.

mercoledì 10 ottobre 2018

IL PRESIDENTE MATTARELLA E L'ART. 97 di Eros Cococcetta

[ 10 ottobre 2017 ]

Riceviamo e volentieri pubblichiamo 

Il poco loquace Presidente Mattarella stavolta ha parlato in modo chiaro lo scorso 29 settembre, dinanzi a molti microfoni, sulla manovra economica del Governo: 
«La Costituzione italiana - la nostra Costituzione – all’articolo 97 dispone che occorre assicurare l’equilibrio di bilancio e la sostenibilità del debito pubblico. Questo per tutelare i risparmi dei nostri concittadini, le risorse per le famiglie e per le imprese, per difendere le pensioni, per rendere possibili interventi sociali concreti ed efficaci. Avere conti pubblici solidi e in ordine è una condizione indispensabile di sicurezza sociale, soprattutto per i giovani e per il loro futuro». 
Queste chiare parole mi hanno fatto sorgere, però, diverse domande che ipoteticamente vorrei rivolgere al Presidente Mattarella, soprattutto per quello che non dicono:

1) Come mai non ha citato gli articoli 1, 3 e 4 della Costituzione che prevedono il diritto al lavoro per tutti, la piena occupazione e il dovere per lo Stato di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il raggiungimento di tali obiettivi? In proposito vorrei ricordarle il discorso pronunciato nel 1955 dal grande giurista Piero Calamandrei sull’art. 3.

2) Secondo Lei gli articoli 1, 3 e 4, che rientrano tra i principi fondamentali della Costituzione, possono essere aggirati o vanificati dagli artt. 81 e 97, come modificati dal Governo Monti con la legge costituzionale 20.4.2012 n. 1, intitolata “Introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale”? La Corte Costituzionale ha più volte ribadito che anche le leggi di revisione della Costituzione possono essere dichiarate incostituzionali se in contrasto con i principi fondamentali della Costituzione (v. sentt. nn. 30 del 1971, 12 del 1972, 175 del 1973, 1 del 1977, 18 del 1982 e 1146 del 1988), così come le leggi di esecuzione dei Trattati europei possono essere assoggettate al giudizio della Corte Cost. se in contrasto con i principi fondamentali della nostra Costituzione o con i diritti inalienabili della persona umana (v. sentt. nn. 183 del 1973, 170 del 1984). Lei esclude che questa modifica sul pareggio-equilibrio di bilancio sia incostituzionale?

3) E’ a conoscenze delle motivazioni che hanno portato il Governo Monti ad inserire il pareggio di bilancio addirittura in Costituzione? A tale proposito L’ex Ministro Andrea Orlando in un incontro pubblico del 3 settembre 2016 ha dichiarato: 
«L’obbligo del pareggio di bilancio non fu il frutto di una discussione nel Paese, fu il frutto del fatto che a un certo punto la BCE, più o meno ora la brutalizzo, disse o mettete questa clausola nella vostra Costituzione o altrimenti chiudiamo i rubinetti e non ci sono gli stipendi alla fine del mese. Io devo dire che è una delle scelte di cui mi vergogno di più di aver fatto. Io penso che sia stato un errore approvare quella modifica …».
 Lei conosce queste dichiarazioni? Secondo Lei si è trattato semplicemente di una ingerenza indebita da parte della BCE oppure siamo di fronte ad un colpo di stato strisciante?

4) Come commenta la seguente frase pronunciata da Giuliano Amato in un’intervista del 13 luglio 2000 rilasciata a “La Stampa”:
«Non penso che sia una buona idea rimpiazzare questo metodo lento ed efficace – che solleva gli Stati nazionali dall’ansia mentre vengono privati del potere – con grandi balzi istituzionali … Perciò preferisco andare lentamente, frantumando i pezzi di sovranità poco a poco, evitando brusche transizioni dal potere nazionale a quello federale. Questa è il modo in cui ritengo che dovremo costruire le politiche comuni europee»?
E cosa ne pensa delle altre considerazioni dello stesso Giuliano Amato sul fallimento dell’euro (qui e qui)?

5) Nel 2017 il Giappone ha raggiunto un debito pubblico pari a 10.272 Mld di Euro con un PIL pari a 4.060 Mld di Euro (4.872 Mld $) e quindi un rapporto DP/PIL al 253% (per l’Italia gli stessi parametri al dic. 2017 sono: 2.263/1.725 Mld € = 131,2%); in altri termini il Giappone ha un debito pubblico 4,5 volte superiore a quello dell’Italia e un PIL pari a 2,4 volte quello italiano. Per non parlare del famoso rapporto deficit/PIL (quello su cui il nostro Governo sta litigando con Bruxelles per ottenere il 2,4%) che in Giappone nel 2009 era al 9,5% e poi e sceso gradualmente fino al 4,5% del 2017. In poche parole il Giappone — verrebbe da dire lo Stato più keynesiano del pianeta — (che nel 2011 e 2012 ha realizzato un PIL di circa 6.200 Mld di dollari), ha dei parametri economici (debito pubblico e deficit) che farebbero impallidire la Commissione europea, Draghi, la Merkel e Macron. Eppure, proprio grazie ai massicci investimenti pubblici in deficit effettuati dal Governo, il Giappone con il suo Yen è la terza economia del Mondo; con una popolazione di 127 milioni di abitanti ha un tasso di disoccupazione al 2,4% (quello dell’Italia a fine 2017 è all’11,2%, con una disoccupazione giovanile al 35% e 18 milioni di italiani a rischio povertà, cioè un italiano su tre). Anche l’inflazione nel Sol Levante è bassa (in media lo 0,5% nel 2017 e l’1% nel 2018), una riprova che finché il sistema economico non arriva alla piena occupazione dei fattori produttivi l’inflazione resta bassa anche in presenza di abbondanza di moneta. Insomma il Giappone è la prova provata che il debito pubblico e il deficit, anche se molto elevati, non solo non sono un problema ma sono la leva fondamentale per ottenere un’economia forte e la piena occupazione. Un modello da seguire per tutto il Mondo.

Secondo Lei il Giappone ha ottenuto questi eccellenti risultati economici nonostante l’elevato indebitamento o invece proprio grazie a questo elevato indebitamento?

6) Autorevoli economisti (tra cui mi limito a citare Sapelli, Galloni, Bagnai e Malvezzi) sostengono, in linea con la comprovata teoria Keynesiana (che consentì al Presidente Roosevelt di superare la grave crisi americana del 1929 con il New Deal), che un’economia impostata sull’austerity e il pareggio di bilancio spinge lo Stato verso la catastrofe perché in una situazione di crisi, stagnazione economica e disoccupazione è necessario che lo Stato effettui massicci investimenti pubblici in deficit per rilanciare l’economia e l’occupazione. Del resto tutti possiamo vedere quali sono gli effetti dell’austerity sugli Stati eurozona. Secondo Lei tra la teoria keynesiana e quella neoliberista chi ha ragione?

7) L’art. 123 del Trattato sul funzionamento UE vieta alla BCE e alle Banche Centrali nazionali di intrattenere qualsiasi tipo di rapporto finanziario con gli Stati membri (prestiti, finanziamenti, scoperti di c/c ecc.) come anche l’acquisto diretto di titoli di Stato (cioè di nuova emissione). Questa norma ha avuto l’effetto, assolutamente voluto, di costringere gli Stati Eurozona, privati della sovranità monetaria, a reperire la moneta vendendo i titoli di Stato alle banche e alle grandi finanziarie, ossia alla finanza speculativa. Per l’Italia ciò ha comportato un costo di 70 – 80 Mld di euro all’anno in termini di interessi sui titoli di Stato a partire dal 2002. Peraltro l’Italia era già caduta rovinosamente in questa trappola degli interessi nei precedenti 20 anni a causa del “divorzio” del 1981 della Banca d’Italia dal Min. Tesoro, imposto autonomamente da Ciampi e Andreatta. In sostanza l’art. 123 ha realizzato un gigantesco trasferimento di risorse finanziarie dagli Stati Eurozona verso le élite bancarie e finanziarie, sottraendole così alle molteplici necessità degli Stati e dei cittadini, solo a motivo del divieto stabilito dall’art. 123.

Infatti la BCE ha due compiti principali: 1°) quello di fornire liquidità alle banche mediante finanziamenti o prestiti (a tasso zero dal marzo 2016 - quindi una sorta di bancomat delle banche) oppure acquistando i titoli di Stato detenuti dalle banche stesse, quindi sul mercato secondario (il famoso QE - Quantitative Easing). 2°) di tenere l’inflazione al di sotto del 2%.

In sostanza la BCE è la banca delle banche e non interagisce con gli Stati se non indirettamente acquistando dalle banche i titoli di Stato già in circolazione, fornendo così liquidità al sistema bancario.

Secondo Lei non sarebbe opportuno modificare l’art. 123 TFUE, attribuendo alla BCE il compito di finanziare direttamente gli Stati UE e di acquistare i titoli di Stato al momento dell’emissione – cioè di diventare realmente la Banca Centrale degli Stati eurozona - in modo da ridurre al minimo se non azzerare gli interessi sul DP?

8) Per quanto finora detto, le sembra normale e condivisibile che il benessere di uno Stato e di un popolo dipenda dallo spread e dai mercati finanziari (speculativi o meno che siano) quando basterebbe cambiare i compiti delle BCE per evitare queste problematiche?

Finora la BCE ha tutelato soltanto le banche, ma ora è giunta l’ora di cambiare registro e di pensare al benessere degli Stati e ai popoli. Se invece la UE continua a seguire le teorie ordoliberiste - neoliberiste basate sull’austerity, il pareggio di bilancio e l’attuale assetto della BCE la strada verso la povertà degli Stati e dei popoli dell’Eurozona è irreversibile.

In tal caso restano due opzioni: 1°) Uscire dall’Euro a gambe levate ed emettere immediatamente una nuova moneta nazionale (il famoso piano B o “cigno nero”). 2°) Rimanendo nell’Euro dovremmo riscrivere l’art. 1 della nostra Costituzione come segue: l'Italia è una Repubblica fondata sulle agenzie di rating. La sovranità appartiene ai mercati che la esercitano nelle forme e nei limiti del trattato di Maastricht. Peccato per i neoliberisti che l’art. 1 non può essere modificato poiché rientra tra i principi fondamentali dell’ordinamento costituzionale.

Vorrei concludere riportando una importante frase pronunciata dal grande Presidente americano Abramo Lincoln, che 150 anni fa aveva già capito tutto:


martedì 27 marzo 2018

SE QUESTA È LA M.M.T.

[ 27 marzo 2018 ]

«La MMT non è progressista – affatto. La MMT non è neanche conservatrice. Un economista MMT potrebbe essere progressista, ma la MMT in sé non lo è. Non confondete mai le inclinazioni politiche di qualcuno con la MMT. (..) La MMT è solo una descrizione del sistema monetario così com’è, non un nuovo sistema monetario da installare. Non deve cambiare niente se non il modo in cui utilizziamo il sistema monetario».

Sono passati sei anni da quando, nel febbraio 2012, Paolo Barnard organizzò il summit per presentare la Teoria Monetaria Moderna. Disquisimmo sulla specifica concezione della M.M.T. del denaro-moneta —in estrema sintesi: essendo moneta fiat emessa dallo Stato non sarebbe né merce né capitale e quindi non ubbidirebbe alle determinate leggi dell'economia capitalistica—, ma non negammo che quel convegno ebbe un merito grandissimo: contribuì sul piano scientifico a smontare i feticci monetaristi e soprattutto diede una spinta all'idea che l'euro fosse un... "grande crimine". Un summit partigiano il cui spirito era simbolicamente espresso nel fatto che fosse dedicato all'infermiera napoletana Mariarca Terracciano, morta dopo essersi fatta togliere il sangue ogni giorno per gli stipendi mancati. Nacquero sull'onda di quel summit, in diverse regioni, numerosi gruppi M.M.T. Molteplici importanti iniziative. Negli anni, poi, c'è stata una dolorosa e triste diaspora frazionista. Tanti generosi attivisti si sono dileguati, altri finiti a militare nelle più diverse formazioni politiche, di destra o di sinistra. Che ci fosse un difetto nel manico lo dimostra il breve saggio che pubblichiamo. Malgrado l'autore affermi che "La politica economica è politica", sottolinea che la M.M.T. "... sia solo una teoria descrittiva e non prescrittiva, che non implichi quindi né una determinata visione della società, né alcun radicale mutamento del vigente sistema economico e monetario. Insomma: secondo lui con la M.M.T. il capitalismo, anche nella sua versione liberista, funzionerebbero nel migliore dei modi, "efficiente e tranquillo".


*  *  *

La MMT è solo una descrizione del sistema monetario così com’è
di Ellis Winningham


Permettetemi di essere chiaro per coloro che iniziano e sono confusi perché hanno ricevuto un’istruzione inadeguata. Scriverò di più sull’argomento in un secondo momento, ma per ora, brevemente:

In primo luogo,

La MMT non è progressista – affatto.

La MMT non è neanche conservatrice.

Un economista MMT potrebbe essere progressista, ma la MMT in sé non lo è. Non confondete mai le inclinazioni politiche di qualcuno con la MMT.

La politica economica è politica.

In secondo luogo,

Dichiarazioni del tipo “Se applicassimo la MMT…”, “Ci sono Paesi che applicano la MMT?”, “Dobbiamo passare alla MMT”, non hanno alcun senso. Ecco perché.

C’è qualcosa di importante che dovete sapere e che, a quanto pare, alcuni attivisti non sanno o non dicono forse per motivi politici:

Quando il Congresso / il Parlamento taglia le tasse ai ricchi, la MMT è lì.

Quando il Congresso / il Parlamento aumenta le spese militari e taglia le spese per il welfare, la MMT è lì.

Quando il Congresso / il Parlamento salva le banche, la MMT è lì.

E…

Quando il Congresso / il Parlamento spende per l’assistenza sanitaria universale, la MMT è lì.

Quando il Congresso / il Parlamento taglia le tasse al 99% della popolazione, la MMT è lì.

Quando il Congresso / il Parlamento spende per la piena occupazione, la MMT è lì.

Quando usi la tua carta di credito, la MMT è lì.

Quando chiedi un mutuo, la MMT è lì.

Quando paghi con la tua carta di credito o estingui il mutuo, la MMT è lì.

La MMT descrive semplicemente il sistema monetario che esiste attualmente.

La MMT non è qualcosa che decidi e arriva. Non è possibile passare alla MMT. Non è possibile implementare la MMT. Ce l’hai già.

Usiamo un’analogia a Star Wars per aiutarvi a capire.

Il sistema monetario è come la forza. C’è il lato buono della forza e c’è anche un lato oscuro della forza. La MMT descrive solo la forza. Usate la forza, non la MMT. Allo stesso modo, potete usare il sistema monetario sia per ciò che è bene, sia per ciò che è male; per costruire o per demolire; per avanzare o per regredire; per eliminare la povertà o per aumentarla; per dare solo ai ricchi o per dare a tutti; per costruire un’economia e una società moderne e vivaci o per costruirne una che soddisfi solo i bisogni dei ricchi. Quindi, il problema che vedete oggi nell’economia e nella società è che i politici stanno usando il sistema monetario esclusivamente a beneficio dei ricchi, delle multinazionali e del settore finanziario. Queste sono scelte politiche fatte dai politici che votiamo.

In parole povere, abbiamo scelto di eleggere un gruppo di Dart Fener
 [Dart Fener è il noto personaggio malefico di Star Wars] al Congresso e in Parlamento.

Potete scegliere di utilizzare proprio lo stesso sistema monetario che i politici stanno usando in questo momento per il beneficio esclusivo dell’1% della popolazione in maniera esattamente opposta, tranquilla ed efficiente e senza timore di inflazione, per creare e mantenere la piena occupazione in ogni momento, per avere un’assistenza sanitaria universale, per modernizzare le infrastrutture con ferrovie ad alta velocità, banda larga gratuita per tutti e energia sostenibile.

Ancora una volta, la MMT descrive semplicemente il sistema monetario e, attraverso questa descrizione, ci dà spunti importanti che ci permettono di vedere chiaramente cosa sta realmente accadendo. L’intuizione principale della MMT è che gli Stati nazionali che emettono una moneta fiat, che fluttua e non è convertibile, hanno possibilità di scelta politica flessibili perché la loro spesa è limitata solo dalle risorse reali disponibili nel paese e dalla capacità produttiva dell’economia nazionale. Ciò significa, quindi, che la persona che vede il mondo attraverso la lente della MMT può comprendere qualsiasi politico. Quando un politico afferma che non possiamo permetterci la piena occupazione, le infrastrutture, l’energia sostenibile, la banda larga gratuita per tutti e l’assistenza sanitaria universale, sapete immediatamente che quel politico sta mentendo e che, quindi, ci deve essere qualcosa dietro le quinte che non vuole che tu sappia.

Dunque, se la maggioranza delle persone capissero effettivamente come funziona il sistema monetario nel modo in cui la MMT lo descrive, un politico non sarebbe più in grado di cavarsela usando scuse come “Il governo è al verde” per battersi contro l’assistenza sanitaria universale. Sarebbe finalmente costretto ad ammettere che semplicemente non vogliono che voi abbiate assistenza sanitaria gratuita.

Così il gioco è fatto. La MMT è solo una descrizione del sistema monetario così com’è, non un nuovo sistema monetario da installare. Non deve cambiare niente se non il modo in cui utilizziamo il sistema monetario.

Usate il sistema monetario. Non usate la MMT.

* Fonte: rete MMT

Lettori fissi di SOLLEVAZIONE

Temi

Unione europea (953) euro (784) crisi (640) economia (630) sinistra (549) teoria politica (296) finanza (285) Leonardo Mazzei (282) M5S (275) P101 (251) grecia (247) Movimento Popolare di Liberazione (244) Governo giallo-verde (242) elezioni (239) imperialismo (237) sfascio politico (235) resistenza (226) Moreno Pasquinelli (225) sovranità nazionale (219) banche (215) internazionale (213) risveglio sociale (184) alternativa (168) seconda repubblica (167) Syriza (155) piemme (147) Tsipras (146) antimperialismo (135) debito pubblico (133) Matteo Renzi (131) programma 101 (129) spagna (122) filosofia (121) Francia (119) immigrazione (117) marxismo (117) PD (111) destra (111) sovranità monetaria (111) democrazia (109) costituzione (106) Matteo Salvini (104) neoliberismo (104) populismo (104) sollevazione (103) Stefano Fassina (97) islam (97) Grillo (94) Sandokan (94) elezioni 2018 (94) berlusconismo (91) proletariato (91) geopolitica (88) Carlo Formenti (86) Germania (86) Alberto Bagnai (83) Emiliano Brancaccio (83) austerità (80) bce (80) Medio oriente (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) sindacato (77) Podemos (76) Stati Uniti D'America (75) referendum costituzionale 2016 (74) sinistra anti-nazionale (73) Mario Monti (72) guerra (72) capitalismo (70) Libia (66) Russia (65) capitalismo casinò (63) Sergio Cesaratto (62) Rivoluzione Democratica (61) rifondazione (61) Lega (60) globalizzazione (60) liberiamo l'Italia (60) CLN (59) Siria (59) CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (57) bancocrazia (57) immigrati (57) Sicilia (56) Alexis Tsipras (55) Alitalia (54) cinque stelle (54) legge elettorale (54) sovranismo (54) Diego Fusaro (53) Legge di Bilancio (53) brexit (53) Lega Nord (52) Pablo Iglesias (52) moneta (52) referendum (52) socialismo (52) neofascismo (51) sionismo (51) sovranità popolare (51) Emmezeta (50) fiat (50) Manolo Monereo (49) Movimento dei forconi (49) solidarietà (49) campo antimperialista (48) sinistra sovranista (48) gilet gialli (46) immigrazione sostenibile (46) Beppe Grillo (45) Nichi Vendola (45) renzismo (45) Troika (44) Yanis Varoufakis (44) astensionismo (43) inchiesta (43) uscita dall'euro (43) Luciano Barra Caracciolo (42) Mario Draghi (42) Israele (41) liberismo (40) palestina (40) Mimmo Porcaro (39) patriottismo (39) Fiorenzo Fraioli (38) Ugo Boghetta (38) proteste operaie (38) sinistra patriottica (38) italicum (37) Giorgio Cremaschi (36) Karl Marx (36) Marine Le Pen (35) ambiente (35) fiscal compact (35) uscita di sinistra dall'euro (35) III. Forum internazionale no-euro (34) Luigi Di Maio (34) Ucraina (34) egitto (34) nazione (34) 9 dicembre (33) Def (33) azione (33) ISIS (32) Merkel (32) cina (32) default (32) fiom (32) iran (32) islamofobia (32) populismo di sinistra (32) scienza (32) Forum europeo 2016 (31) Sel (31) governo Renzi (31) unità anticapitalisa (31) Fabio Frati (30) ecologia (30) xenofobia (30) Nello de Bellis (29) Putin (29) catalogna (29) storia (29) eurostop (28) napolitano (28) nazionalizzazione (28) Assemblea di Chianciano terme (27) menzogne di stato (27) Donald Trump (26) Mauro Pasquinelli (26) USA (26) elezioni europee 2019 (26) nazionalismi (26) silvio berlusconi (26) Beppe De Santis (25) Comitato centrale P101 (25) Forum europeo (25) Nato (25) elezioni siciliane 2017 (25) religione (25) scuola (25) Europa (24) Movimento 5 Stelle (24) Quantitative easing (24) Venezuela (24) finanziarizzazione (24) Aldo Giannuli (23) Lavoro (23) Stato di diritto (23) antifascismo (23) manifestazione 12 ottobre 2019 (23) ora-costituente (23) razzismo (23) repressione (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Esm (22) Roma (22) emigrazione (22) keynes (22) nazionalismo (22) Chianciano Terme (21) Front National (21) Simone Boemio (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) Unità Popolare (21) etica (21) Conte bis (20) Emmanuel Macron (20) Foligno (20) Laikí Enótita (20) Marcia della Dignità (20) Regno Unito (20) Vladimiro Giacchè (20) coordinamento no-euro europeo (20) crisi di governo (20) iraq (20) manifestazione del 12 ottobre (20) melenchon (20) minibot (20) tecnoscienza (20) umbria (20) MES (19) Mariano Ferro (19) Norberto Fragiacomo (19) Sicilia Libera e Sovrana (19) Tunisia (19) fronte popolare (19) Domenico Moro (18) Donbass (18) F.S. (18) Izquierda Unida (18) Noi siciliani con Busalacchi (18) lotta di classe (18) pace (18) senso comune (18) Assisi (17) Costanzo Preve (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Jacques Sapir (17) Paolo Savona (17) Perugia (17) Pier Carlo Padoan (17) chiesa (17) complottismo (17) cosmopolitismo (17) euro-germania (17) media (17) piano B (17) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Luciano B. Caracciolo (16) Marco Mori (16) Prc (16) Reddito di cittadinanza (16) Renzi (16) Tonguessy (16) appello (16) ballottaggi (16) casa pound (16) fascismo (16) internazionalismo (16) sciopero (16) vendola (16) Cremaschi (15) Daniela Di Marco (15) International no euro forum (15) M. Micaela Bartolucci (15) Salvini (15) clima (15) comunismo (15) diritto (15) indipendenza (15) internet (15) manifestazione (15) piattaforma eurostop (15) tasse (15) vaccini (15) 15 ottobre (14) Alessandro Visalli (14) Alitalia all'Italia (14) Brancaccio (14) Enea Boria (14) Ernesto Screpanti (14) Eurogruppo (14) Fridays for Future (14) MMT (14) Monte dei Paschi (14) Movimento pastori sardi (14) Stato Islamico (14) Turchia (14) Vincenzo Baldassarri (14) no tav (14) obama (14) potere al popolo (14) salerno (14) Alessandro Di Battista (13) Bersani (13) Chavez (13) Enrico Grazzini (13) Eos (13) Jobs act (13) Legge di stabilità (13) Marino Badiale (13) Virginia Raggi (13) Wilhelm Langthaler (13) acciaierie Terni (13) cultura (13) disoccupazione (13) femminismo (13) finanziaria (13) giovine italia (13) privatizzazioni (13) regionalismo differenziato (13) sardine (13) unione bancaria (13) Alfredo D'Attorre (12) Costas Lapavitsas (12) D'alema (12) Forum europeo 2015 (12) Giulietto Chiesa (12) Negri (12) Panagiotis Lafazanis (12) Sergio Mattarella (12) analisi politica (12) decreto salva-banche (12) europeismo (12) global warming (12) keynesismo (12) salari (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Aldo Zanchetta (11) De Magistris (11) Dicotomia (11) France Insoumise (11) Gennaro Zezza (11) Ilva (11) Papa Francesco (11) Pardem (11) Portogallo (11) Stato (11) Stefano D'Andrea (11) corruzione (11) de-globalizzazione (11) elezioni anticipate (11) iniziative (11) mediterraneo (11) nucleare (11) ordoliberismo (11) presidenzialismo (11) proteste (11) sindacalismo di base (11) sinistra Italiana (11) sovranismi (11) Art. 18 (10) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) Carl Schmitt (10) Claudio Borghi (10) Fausto Bertinotti (10) Fmi (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Forum di Roma 2019 (10) George Soros (10) Gianluigi Paragone (10) Giorgetti (10) Hollande (10) Jean-Luc Mélenchon (10) Lista del Popolo (10) Marco Passarella (10) Marco Zanni (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Paolo Barnard (10) Quirinale (10) Risorgimento Socialista (10) Terni (10) cattiva scuola (10) decrescita (10) diritti civili (10) facebook (10) fisco (10) golpe (10) islanda (10) legge di bilancio 2020 (10) povertà (10) taranto (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Antonio Rinaldi (9) Argentina (9) Bernie Sanders (9) CGIL (9) Campagna eurostop (9) Diritti Sociali (9) Draghi (9) Forconi (9) Paolo Ferrero (9) Stato nazione (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wolfgang Schaeuble (9) bail-in (9) bipolarismo (9) classi sociali (9) cosmo-internazionalismo (9) deficit (9) futuro collettivo (9) il pedante (9) istruzione (9) liberalismo (9) medicina (9) moneta fiscale (9) necrologi (9) questione nazionale (9) sociologia (9) sovranità (9) tecnologie (9) Antonio Gramsci (8) Corte costituzionale (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) Erdogan (8) F.f (8) Fratelli d'Italia (8) Genova (8) Goracci (8) Gran Bretagna (8) II assemblea della CLN (1-3 settembre) (8) Ingroia (8) Italia Ribelle e Sovrana (8) Julio Anguita (8) Landini (8) Lenin (8) Luca Massimo Climati (8) Mattarella (8) Mirafiori (8) Yanis Varoufakys (8) borsa (8) debitocrazia (8) destra non euro (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate 2017 (8) elezioni siciliane (8) grexit (8) inflazione (8) lira (8) manifestazione 25 marzo 2017 (8) marxisti dell'Illinois (8) nuovo movimento politico (8) questione femminile (8) regionalismo (8) sardegna (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) svalutazione (8) transfemminismo (8) trasporto aereo (8) unità anticapitalista (8) unità nazionale (8) Abu Bakr al-Baghdadi (7) Alessandro Chiavacci (7) Alternative für Deutschland (7) Articolo 18 (7) CUB (7) Cub Trasporti (7) Dino Greco (7) Ernesto Laclau (7) Flat tax (7) Franz Altomare (7) Gaza (7) Giancarlo D'Andrea (7) Giuseppe Angiuli (7) ISIL (7) Inigo Errejón (7) Je so' Pazzo (7) Jeremy Corbyn (7) Joseph Stiglitz (7) MMT. Barnard (7) Macron (7) Massimo Bontempelli (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Nuit Debout (7) Oskar Lafontaine (7) Papa Bergoglio (7) Pil italiano (7) Riccardo Achilli (7) Samuele Mazzolini (7) Sapir (7) Seconda Assemblea P101 (7) Ttip (7) agricoltura (7) aletheia (7) anarchismo (7) autodeterminazione dei popoli (7) bankitalia (7) confederazione (7) contante (7) derivati (7) eurexit (7) eurocrack (7) giovani (7) il manifesto (7) incontri (7) magistratura (7) nazismo (7) patria e costituzione (7) pensioni (7) risorgimento (7) rivolta (7) rivoluzione civile (7) rossobrunismo (7) sanità (7) spread (7) trasporto pubblico (7) Ars (6) Banca centrale europea (6) Bazaar (6) Bottega partigiana (6) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (6) Carlo Galli (6) Casaleggio (6) Contropiano (6) Eros Cococcetta (6) Eugenio Scalfari (6) Franco Bartolomei (6) Frédéric Lordon (6) Giorgia Meloni (6) M.AR.S. (6) Maduro (6) Marx (6) Militant-blog (6) Nino galloni (6) No Renzi Day (6) Noi con Salvini (6) ORA! (6) Pcl (6) Pisapia (6) Polonia (6) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (6) Regioni autonome (6) Sandro Arcais (6) Stato di Polizia (6) Target 2 (6) Teoria Monetaria Moderna (6) Thomas Fazi (6) Titoli di stato (6) Toni negri (6) USB (6) Ungheria (6) Viktor Orban (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) automazione (6) beni comuni (6) cinema (6) fabrizio Marchi (6) famiglia (6) giovanni Tria (6) governo Gentiloni (6) ideologia (6) incontro internazionale (6) la variante populista (6) liberosambismo (6) migranti (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) populismo democratico (6) suicidi (6) suicidi economici (6) tecnica (6) terremoto (6) uber (6) utero in affitto (6) Alberto Negri (5) America latina (5) Angelo Panebianco (5) Anguita (5) Antonio Ingroia (5) Assad (5) Carola Rackete (5) Dario Guarascio (5) Decreto Dignità (5) Decreto sicurezza (5) Dimitris Mitropoulos (5) Federalismo (5) Federico Fubini (5) Ferdinando Pastore (5) Finlandia (5) Forza Italia (5) Franco Busalacchi (5) Giuseppe Mazzini (5) HAMAS (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Joël Perichaud (5) Kirchner (5) Lucca (5) Luigi De Magistris (5) MOHAMED KONARE (5) Marcello Teti (5) Mario Monforte (5) No Monti Day (5) No debito (5) Npl (5) Nuova Direzione (5) Paolo Becchi (5) Parigi (5) Partito tedesco (5) Pier Paolo Dal Monte (5) Rete dei Comunisti (5) Romano Prodi (5) Rosatellum 2 (5) Sharing Economy (5) Soleimani (5) Stathis Kouvelakis (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Trump (5) Val di Susa (5) Wolfgang Munchau (5) Yemen (5) afghanistan (5) alleanze (5) banche popolari (5) brasile (5) camusso (5) chiesa ortodossa (5) confindustria (5) cuba (5) debitori (5) decreto vaccini (5) di Pietro (5) donna (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni. Lega (5) fratelli musulmani (5) giornalismo (5) governo (5) greta thumberg (5) jihadismo (5) laicismo (5) massimo fini (5) pomigliano (5) procedura d'infrazione (5) proteste agricoltori (5) rifugiati politici (5) salvinismo (5) teologia (5) tremonti (5) wikileaks (5) 16 giugno Roma (4) ALBA (4) Africa (4) Alessandro Somma (4) Alessia Vignali (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Anna Falcone (4) Antonio Amoroso (4) Assange (4) Aurelio Fabiani (4) Autostrade per l'Italia (4) Bergoglio (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (4) Carovana di solidarietà (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Chiavacci Alessandro (4) Città della Pieve (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (4) Corea del Nord (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Deutsche Bank (4) Die Linke (4) Diego Melegari (4) Emanuele Severino (4) Ernesto Galli Della Loggia (4) Felice Floris (4) Francesco Giavazzi (4) Frente civico (4) Fronte Sovranista Italiano (4) GIAPPONE (4) Giuliano Pisapia (4) Giulio Regeni (4) Giulio Sapelli (4) Imu (4) Incontro di Roma (4) Italexit (4) JP Morgan (4) Jacques Nikonoff (4) Karl Polany (4) Kke (4) L'Altra Europa con Tsipras (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Leonardo Mazzzei (4) Luciano Canfora (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) MPL (4) Marcello Minenna (4) Marchionne (4) Martin Heidegger (4) Morgan Stanley (4) Mosul (4) NO TAP (4) Noi sicialiani con Busalacchi (4) ONU (4) Oscar Lafontaine (4) Paolo Gerbaudo (4) Pci (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Prodi (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Sergio Starace (4) Simone Pillon (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) TAP (4) Tyssenkrupp (4) VOX (4) Varoufakis (4) Visco (4) Vladimiro Giacché (4) Xarxa Socialisme 21 (4) Xi Jinping (4) agricoltura biologica (4) al-Sisi (4) alceste de ambris (4) anarchici (4) antisemitismo (4) antisionismo (4) arancioni (4) bigenitorialità (4) califfato (4) carceri (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianesimo (4) cristianismo (4) curdi (4) demografia (4) diritti di cittadinanza (4) donne (4) elezioni 2017 (4) elezioni comunali 2017 (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) gender (4) il fatto quotidiano (4) informatica (4) intelligenza artificiale (4) irisbus (4) irlanda (4) italia (4) ius soli (4) legge del valore (4) legge di stabilità 2017 (4) parti de gauche (4) patrimoniale (4) porcellum (4) precarietà (4) presidente della repubblica (4) primarie (4) protezionismo (4) risparmio (4) salute (4) saviano (4) seminario (4) sinistra transgenica (4) sottoscrizione (4) spending review (4) spesa pubblica (4) statizzazione banche (4) terzo polo (4) transizione al socialismo (4) trattati europei (4) truffa bancaria (4) università (4) wikidemocrazia (4) xylella (4) 19 ottobre (3) Ahmadinejad (3) Alavanos (3) Albert Einstein (3) Alberto Alesina (3) Alfiero Grandi (3) Amodeo (3) Antonella Stirati (3) Aquisgrana (3) Arabia saudita (3) Armando Mattioli (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Benedetto Croce (3) Benetton (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Bloco de Esquerda. (3) Cerveteri Libera (3) Cia (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Commissione europea (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Diosdado Toledano (3) EDWARD SNOWDEN (3) Eleonora Forenza (3) Ernest Vardanean (3) Eurasia (3) Fabio Nobile (3) Fabrizio Tringali (3) Fausto Sorini (3) Filippo Abbate (3) Francesco Neri (3) Francesco Salistrari (3) Fratoianni (3) Gianni Ferrara (3) Giorgio Lunghini (3) Giovanni Gentile (3) Giuliana Nerla (3) Giulio Bonali (3) Giuseppe Pelazza (3) Goofynomics (3) Gramsci (3) Guido Grossi (3) HELICOPTER MONEY (3) Hezbollah (3) ISTAT (3) Ilaria Bifarini (3) Iugoslavia (3) Ivan Cavicchi (3) Jens Weidmann (3) Jugoslavia (3) Leonardo SInigaglia (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marcello Foa (3) Marco Bulletta (3) Marco Mainardi (3) Mario Volpi (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Massimo cacciari (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Milton Friedmann (3) Modern Money Theory (3) Moldavia (3) Morya Longo (3) Napoli (3) Nigel Farage (3) No Mes (3) No e-45 autostrada (3) Noi Mediterranei (3) Olanda (3) Palermo (3) Panagiotis Sotiris (3) Paola De Pin (3) Partito Italexit (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Pkk (3) Poroshenko (3) Rinascita (3) Rodoflo Monacelli (3) Ruggero Arenella (3) Salento (3) Sarkozy (3) Scenari Economici (3) Six Pack (3) Stavros Mavroudeas (3) Ugo Arrigo (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) austria (3) biotecnocrazia (3) bollettino medico (3) crediti deteriorati (3) debito (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) diritto d'asilo politico (3) diritto di cittadinanza (3) divorzio banca d'Italia Tesoro (3) dollaro (3) economia sociale di mercato (3) elezioni 2020 (3) euroasiatismo (3) foibe (3) forza nuova (3) giustizia (3) inceneritori (3) indignati (3) ines armand (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) machiavelli (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mezzogiorno (3) minijobs. Germania (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) occidente (3) oligarchia (3) olocausto (3) partito (3) partito democratico (3) prescrizione (3) psicanalisi (3) quota 100 (3) rai (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) robotica (3) sanità. spending review (3) sciopero generale (3) seminario teorico (3) senato (3) sme (3) social media (3) socialdemocrazia (3) sondaggi (3) sovranità e costituzione (3) sovrapproduzione (3) takfir (3) tassisti (3) terza assemblea P101 (3) tv (3) violenza (3) web (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 25 aprile 2017 (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Alberto Benzoni (2) Alberto Montero (2) Alétheia (2) Amando Siri (2) Amazon (2) Andalusia (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Arditi del Popolo (2) Armando Siri (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Banca (2) Bandiera rossa in movimento (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Blockchain (2) Bolivia (2) Bolkestein (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) Carc (2) Carlo Clericetti (2) Carlo Freccero (2) Carlo Romagnoli (2) Cernobbio (2) Certificati di Credito Fiscale (2) Cesarina Branzi (2) Cgia Mestre (2) Chantal Mouffe (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Claudia Castangia (2) Colonialismo (2) Comitato antifascista russo-ucraiono (2) Conte (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Dani Rodrik (2) De Bortoli (2) Der Spiegel (2) Diem25 (2) Domenico Losurdo (2) Don Giancarlo Formenton (2) Dugin (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Ego della Rete (2) Emilia Clementi (2) Emilia-Romagna (2) Emiliano Gioia (2) Enzo Pennetta (2) Eric Toussaint (2) Ettore Livini (2) European Quantitative-easing Intermediated Program (2) Extincion Rebellion (2) F.List (2) Federal reserve (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Filippo Gallinella (2) Fiumicino (2) Forestale (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Forum Popoli Mediterranei (2) Francesco Lamantia (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Futuro al lavoro (2) Generale Pappalardo (2) Gentiloni (2) Giacomo Bracci (2) Giacomo Russo Spena (2) Giada Boncompagni (2) Giancarlo Cancelleri (2) Gig Economy (2) Giorgio Gattei (2) Giuliano Amato (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Google (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hitler (2) Héctor Illueca (2) INPS (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italia Ribelle (2) Iugend Rettet (2) JULIAN ASSANGE (2) Jacopo Custodi (2) Javier Couso Permuy (2) Juan Carlos Monedero (2) Juncker (2) Junker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Kurdistan (2) La Grassa (2) Lelio Basso (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) M-48 (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marco Revelli (2) Marco Rizzo (2) Maria Elena Boschi (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Tronti (2) Mark Zuckerberg (2) Marocco (2) Massimo D'Antoni (2) Massimo PIvetti (2) Michele Serra (2) Michele fabiani (2) Microsoft (2) Militant (2) Moscovici (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) Mélenchon (2) Nadia Garbellini (2) Netanyahu (2) Nicaragua (2) Omt (2) Oriana Fallaci (2) Ostia (2) Paolo Maddalena (2) Papa (2) Partito comunista (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) PdCI (2) Pdl (2) Piano di eradicazione degli ulivi (2) Piemonte (2) Pippo Civati (2) Portella della Ginesta (2) Preve (2) Quarto Polo (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Reddito di inclusione sociale (2) Riccardo Bellofiore (2) Riccardo Ruggeri (2) Riscossa Italia (2) Roberto Ferretti (2) Rosanna Spadini (2) Rosarno (2) Rosatellum (2) Rozzano (2) Ryan air (2) SPD (2) STX (2) Sahra Wagenknecht (2) Salistrari (2) Schumpeter (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Seconda Assemblea CLN (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Severgnini (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stefano Zecchinelli (2) Steve Bannon (2) Stiglitz (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Telecom (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Piketty (2) Tito Boeri (2) Tiziana Alterio (2) Tiziana Ciprini (2) Tltro (2) Tomaso Montanari (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Umberto Eco (2) Ursula von der Leyen (2) Valerio Bruschini (2) Von Der Leyen (2) Vox Italia (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) agricoltori indignati (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) animalismo (2) antimperialista (2) antispecismo (2) antropologia (2) atac (2) banche venete (2) battaglia d'autunno (2) blocco sociale (2) bontempelli (2) burkini (2) calunnia (2) casa (2) clausole di salvaguardia (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) comuni (2) comunicazione (2) debito privato (2) denaro (2) deregulation (2) domenico gallo (2) due euro (2) dughin (2) elezioni comunali 2015 (2) elezioni comunali 2019 (2) embraco (2) enel (2) energia (2) ennahda (2) esercito (2) eugenetica (2) expo (2) export (2) fake news (2) fecondazione eterologa (2) fincantieri (2) fine del lavoro (2) frontiere (2) gaypride (2) genetica (2) gennaro Migliore (2) geoeconomia (2) giacobinismo (2) governicchio (2) indignatos (2) industria italiana (2) intimperialismo (2) isu sanguinis (2) legge (2) legge di stabilità 2018 (2) lgbt (2) libano (2) liberi e uguali (2) libertà di pensiero (2) maidan (2) manifestazione 2 giugno 2018 (2) marina silva (2) mercantislismo (2) nazionalizzare le autostrade (2) no expo (2) non una di meno (2) omosessualità (2) ong (2) paolo vinti (2) pareggio di bilancio (2) parlamento europeo (2) patria (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) patto politico (2) peronismo (2) petrolio (2) pietro ratto (2) poste (2) poste italiane (2) proporzionale (2) province (2) razionalismo (2) reddito di base (2) ricchezza (2) riduzione parlamentari (2) rifiuti (2) riformismo (2) rivoluzione russa (2) rivoluzione socialista (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) silicon valley (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) società (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) studenti (2) tasso di cambio (2) transgender (2) transumano (2) ulivi (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) uscita da sinistra (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 100 giorni (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 19 ottobre 2019 (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 25 aprile 2018 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 4 novembre (1) 5G (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 8 settembre (1) 9 febbraio 2019 (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Aberto Bellini (1) Accellerazionismo (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) AirCrewCommittee (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alan Johnson (1) Alba Libica (1) Albania (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alexander Zakharchenko (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amintore Fanfani (1) Amoroso (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Andrew Spannaus (1) Angela Matteucci (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Anthony Coughlan (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Guarino (1) Antonio Rinaldis (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Apple (1) Arditi (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art 81 (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Articolo1 (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Atlantia (1) Attali (1) Augusto Graziani (1) Australia (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Bashar al-Assad (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bazar (1) Bcc (1) Bekaert (1) Belardelli (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Blade Runner 2049 (1) Boicotta Eurovision (1) Boikp Borisov (1) Bolsonaro (1) Bossi (1) Branko Milanovic (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Britannia (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) ByoBlu (1) C.f.. Governo giallo-verde (1) CARTA DI FIRENZE 2019 (1) CCF (1) CNL (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Calenda (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Caritas (1) Carlo Candi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Rovelli (1) Carmine Pinto (1) Casal Bruciato (1) Cascina Raticosa (1) Casini (1) Cassazione (1) Cassese Sabino (1) Catarina Martins (1) Cekia (1) Cesare Battisti (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christian Napolitano (1) Christian Rocca (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Civitavecchia (1) Claudia Zeta (1) Claudio Maartini (1) Claudio Magris (1) Claus Offe (1) Concita De Gregorio (1) Confederazione europea (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Coordinamento europeo per l'uscita dall'Unione (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Corte Europea sui diritti dell'uomo (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cristina Re (1) Cuperlo (1) DDL (1) Dagospia (1) Daisy Osauke (1) Damiano palano (1) Dan Glazebrook (1) Daniela Conti (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davide Gionco (1) Davos (1) De Masi (1) De Vito (1) Debora Billi (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Dimitris Christoulias (1) Dio (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Don Sturzo (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Elliott Gabriel (1) Emanuele Filiberto (1) Emilio Gentile (1) Emma Bonino (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrica Perucchietti (1) Enrico Angelini Partigiano (1) Enrico Gatto (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Erasmo vecchio (1) Ernesto Pertini (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Erri De Luca (1) Etiopia (1) Ettore Gotti Tedeschi (1) Eugenio Scalgari (1) Eunoè (1) Eurispes (1) Europa a due velocità (1) Evo Morales (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio De Masi (1) Fabio Dragoni (1) Fabio Mini (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio De Paoli (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Dellepiane (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Florian Philippot (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Foro di Sao Paulo (1) Forum Ambrosetti (1) Forum dei Popoli Mediterranei (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lenzi (1) Francesco Magris (1) Franco Venturini (1) Frauke Petry (1) Fred Kuwornu (1) Freente Civico (1) Freud (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabanelli (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Germanicum (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bellini (1) Giacomo Bellucci (1) Giacomo Vaciago (1) Giacomo Zuccarini (1) Giancarlo Bergamini (1) Gim cassano (1) Giordano Sivini (1) Giovanna Vertova (1) Giovanni De Cristina (1) Giovanni Lo Porto (1) Giovanni Schiavon (1) Giovanni Tomei (1) Giovanni di Cristina (1) Giulia Grillo (1) Giuliana Commisso (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Ambrosetti (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tarro (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Glauco Benigni (1) Godley (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Grecia presidio 9/9/19 (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Lutrario (1) Guido Ortona (1) Günther Anders (1) HSBC (1) Hainer Flassbeck (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Hong Kong (1) Huawei (1) Huffington Post (1) IPHONE (1) IRiS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Illueca (1) Imposimato (1) Improta (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) Inge Höger (1) Intellettuale dissidente (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Intesa Sanpaolo (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jason Barker (1) Je so' Pazz' (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) Joel Perichaud (1) John Laughland (1) John Locke (1) John Pilger (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Shumpeter (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Jugend Rettet (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kelsen (1) Kemi Seba (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kirill Vasilev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kosovo (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Koutsianas Pantelis (1) Kruhman (1) Ktragujevac (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La Pira (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Left (1) Legge 194 (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) Lev Gumilev (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Riboli (1) Lidia Undiemi (1) Liguria (1) Lillo Massimiliano Musso. Leoluca Orlando (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Alfano (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Lorenzo Fioramonti (1) Lorenzo Fontana (1) Loris Caruso (1) Luca Donadel (1) Luca Pagni (1) Lucarelli (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luigi Zingales (1) Luka Mesec (1) López Obrador (1) M. Pivetti (1) M48 (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) MOSE (1) Macchiavelli (1) Macedonia (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcello Veneziani (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Cattaneo (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Marcuse (1) Margarita Olivera (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Marina Minicuci (1) Mario Esposito (1) Mark Rutte (1) Maroni (1) Marta Fana (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo Costa (1) Massimo Gramellini (1) Massimo Recalcati (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Matteo Pucciarelli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Blondet (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Vezzosi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Bocci (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Scradovelli (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Mdp (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Messico (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michelangelo Vasta (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Mihaly Kholtay (1) Milano (1) Milosevic (1) Milton Friedman (1) Mimmo Lucano (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Mladic (1) Mohamed bin Salman (1) Mohammad Javad Zarif (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Moshe Ya’alon (1) Moves (1) Movimento 77 (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimento democratici e progressisti (1) Movimento di Liberazione Popolare (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Nancy Fraser (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Nethanyahu (1) New York Times (1) Nicky Hager (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolas Dupont-Aignan (1) Nicoletta Dosio (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Noelle Neumann (1) Noi sicialiano con Busalacchi (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) Nsa (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omnium (1) Onda d'Urto (1) Open Society Foundations (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) P01 (1) PCE (1) PCdI (1) PIANESI MARIO (1) POSSIBILE (1) PRISM (1) PSUV (1) Pablo Stefanoni (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Di Martino (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Paul "Elliot" Singer (1) Paul De Grauwe (1) Paul Steinhardt (1) Per una sinistra rivoluzionaria (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piepoli (1) Pier Francesco Zarcone (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Gobetti (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Attinasi (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Pino Prestigiacomo (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RENAUD LAMBERT (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Radek (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Ramarrik de Milford (1) Ramon Franquesa (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) René Girard (1) Report (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Rino Formica (1) Risorgimento Meridionale (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Robert Mundell (1) Roberta Lombardi (1) Roberto D'Agostino (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Marchesi (1) Roberto Martino (1) Roberto Massari (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rocco Casalino (1) Rohani (1) Roma 13 ottobre 2018 (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rossano Rubicondi (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) SYLVAIN LEDER (1) Sacko Soumayla (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Santori (1) Schengen (1) Schlageter (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) SiAMO (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Slavoj Zizek (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stanis Ruinas (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svitlana Grugorciùk (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tiziana Aterio (1) Tiziana Drago (1) Togliatti (1) Tommaso Nencioni (1) Tommaso Rodano (1) Tonia Guerra (1) Tony Manigrasso (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Tribunale dell'Aia (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ugo Mattei (1) Ulrich Grillo (1) Unicredit (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Valerio Colombo (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Venezia (1) Veronica Duranti (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vito Lops (1) Vito Storniello (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) WHIRLPOOL (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wilders (1) Wolfgang Streeck (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zagrebelsky (1) Zaia (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zecchinelli (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) Zygmunt Bauman (1) aborto (1) accise (1) adozioni (1) aggressione (1) agorà (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) alta velocità (1) amanda hunter (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) antropocene (1) apocalisse (1) appoggio tattico (1) arcelor Mittal (1) aree valutarie ottimali (1) armi (1) arresti (1) asia argento (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) ateismo (1) autogestione (1) autostrade (1) ballarò (1) battisti (1) benessere (1) big five (1) bilancia dei pagamenti (1) bioetica (1) biologia (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bomba atomica (1) bonapartismo (1) brigantaggio (1) bufale (1) bullismo (1) calcio (1) califfaato (1) campagna di finanziamento (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) cassa depositi e prestiti (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) cdp (1) censis (1) censura (1) chokri belaid (1) comitato (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) confucio (1) consiglio superiore della magistratura (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) coronavirus (1) coronovirus (1) cretinate. (1) curzio maltese (1) cybercombattenti (1) cyborg (1) dabiq (1) dall'euro (1) dalla NATO e dal neoliberismo (1) david harvey (1) decalogo (1) decescita (1) decrescita felice (1) decretone (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) deportazione economica (1) depressione (1) di Monica Di Sisto (1) dichiarazione di Roma (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) dracma (1) ebraismo (1) economie di scala (1) economist (1) ecosocialismo (1) egolatria (1) elezioni comunali 2018 (1) elezioni regionali 2019 (1) enav (1) enrico Corradini (1) erasmus (1) esercito industriale di riserva (1) espulsione (1) estremismo (1) eurasismo (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) fiducia (1) finan (1) finaza (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) forme (1) freelancing (1) fuga dei capitali (1) fusione dei comuni (1) genere (1) giusnaturalismo (1) global compact (1) gold standard (1) governabilità (1) governo neutrale (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra di civiltà (1) guerra valutaria (1) hansel e gretel (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) illiberale (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) incendi (1) independent contractor (1) india (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) intena (1) intervista (1) ius sanguinis (1) ivana fabris (1) joker (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge Madia (1) legge anticorruzione (1) legge antisciopero (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) leva obbligatoria (1) lex monetae (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) liberiamo (1) libra (1) linguaggio (1) link tax (1) liste civiche. (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) luddismmo (1) lula (1) madre surrogata (1) mafiodotto (1) maghreb (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) massimo bray (1) massoneria (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) matteo bortolon (1) matteo brandi (1) megalamania (1) memoria (1) mercantilismo (1) mercato (1) mercato del lavoro (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) modernità (1) molestie (1) momento polany (1) monetarismo (1) moody's (1) nascite (1) nazion (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) no allo spezzatino (1) no vax (1) nobel (1) nomine ue (1) norvegia (1) numero chiuso (1) obiezione di coscienza (1) occupy wall street (1) oligarchia eurista (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) partite iva (1) partiti (1) partito americano (1) partito brexit (1) partito umanista (1) pecchioli luigi (1) personalismo (1) petiziion (1) piaciometro (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piero visani (1) piigs (1) politicamente corretto (1) politiche austeritarie (1) polizia (1) ponte Morandi (1) popolo (1) post-elezioni (1) post-operaismo (1) postumano (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) qualunquismo (1) questione meridionale (1) quinta internazionale (1) rampini (1) rappresentanza (1) recensioni (1) regione umbria (1) rete 28 Aprile (1) ride sharing (1) rider (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) rivoluzione (1) robot killer (1) rosabrunismo (1) rublo (1) salafismo (1) salir del euro (1) sandro veronesi (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) seisàchtheia (1) sequestro minori (1) sfruttamento (1) sicurezza (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) sinismo (1) smartphone (1) social forum (1) sondaggio demos (1) specismo (1) spionaggio (1) squatter (1) stadio (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) strategia militare (1) stress test (1) sud (1) suez (1) supe-bolla (1) supply-side economics (1) svimez (1) taglio parlamentari (1) takfirismo (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) torre maura (1) tortura (1) transumanismo (1) trappola della liquidità (1) trasformismo (1) trasumanesimo (1) trenitalia (1) triptrorelina (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uberizzazione (1) ultimatum (1) vademecum (1) vadim bottoni (1) valute (1) vattimo (1) vertice di Roma (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) wahhabismo (1) xenobot (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)