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| Friedrich Wilhelm Nietzsche |
Il 17 luglio pubblicavamo il breve saggio filosofico di Eos dal titolo DAVANTI AL NICHILISMO TECNO-MONDIALISTA.
Il saggio riceveva l'encomio di Giada Boncompagni —Nichilismo e idolatria della tecnica.
Di diverso avviso l'amico Tonguessy che ci ha inviato queste rilessioni.
Ho trovato lo scritto “DAVANTI AL NICHILISMO TECNO-MONDIALISTA“ di Eos semplicemente irritante. Analizza solo una parte del pensiero filosofico per arrivare a tesi costruite ad hoc grazie ad assiomi palesemente di parte e ad appigli inconsistenti.
Ho trovato lo scritto “DAVANTI AL NICHILISMO TECNO-MONDIALISTA“ di Eos semplicemente irritante. Analizza solo una parte del pensiero filosofico per arrivare a tesi costruite ad hoc grazie ad assiomi palesemente di parte e ad appigli inconsistenti.
L’articolo parte con una premessa chiara: “Solo il discorso di Cristo si può opporre al nichilismo biologico dello scientismo”.
PREGO?
Si tratterebbe quindi di scegliere tra l’immondo feudalesimo culturale e materiale della chiesa (quella di S. Pietro e relative indulgenze che portarono alla Riforma, poi Controriforma e Inquisizione) e la Nuova Chiesa della Scienza che ha ormai cauterizzato ogni possibile dissenso (vedi la questione omeopatia, metodo Hamer etc) all’interno di prassi consolidate dalla Nuova Chiesa medesima? La scelta possibile quindi è Torquemada oppure Piero Angela? E tutta la ricerca non solo filosofica ma anche antropologica su modelli totalmente distanti dove la buttiamo? Prendiamo l’animismo, per citare la prima cosa che mi viene in mente. Secondo questo modello non esiste un Cristo, ovvero un disgraziato che si fa crocifiggere (così dice la vulgata) per salvare l’umanità. Piuttosto esistono tanti volontari che si prefiggono la salvezza della tribù. La Sundance è un bell’esempio di ciò che intendo: l’energia della “piccola crocifissione” degli Sioux (si tratta di conficcarsi dei paletti sui pettorali e collegarli attraverso strisce di cuoio ad un palo, poi il volontario si allontana mentre fissa il sole) serve come esperienza purificatrice per tutta la tribù. C’è sofferenza ma alla fine c’è sopravvivenza, ben diversamente dalla crocifissione a cui fa seguito la sepoltura. Tralascio le interpretazioni secondo cui la resurrezione faceva parte di una prassi Essena, sepoltura compresa.
Sono fortemente contrario a qualsiasi centralismo narrativo. Cristo fa indubbiamente parte di una narrazione che vuole l’umanità inane, ottusa ed incapace di reazione mentre esistono dei salvatori che si prendono in carico (ma che glielo ha mai chiesto?) di redimere l’umanità stessa. Credo sia arrivato il momento di salutare definitivamente i guru che da sempre affliggono l’umanità con le loro narrazioni (per quanto affascinanti rimangono le LORO narrazioni) e cominciare ad interessarci alle masse e a ciò che i popoli possono fare. Questo da marxista mi sento di dire.
Ma andiamo oltre: “Chi non conquista è conquistato: è una massima storica e spirituale.”
Ma chi avrebbe mai detto una castroneria simile? Voglio dire che esiste anche il Tao, lo Yin e lo Yang ed il Wu Wei, l’agire non agendo, giusto per citare una delle filosofie che non vuole né conquistare né essere conquistate. Dove e come il buddismo Zen vorrebbe espletare velleità di conquista? Non mi si venga qui a dire che si stava considerando solo la filosofia occidentale, dato che l’assioma qui sopra è fin troppo chiaro: parla di “massima spirituale”. Cioè della storia del pensiero metafisico umano.
Parlando del quale urge una precisazione. Secondo Onfray la causa prima del monoteismo va fatta risalire a Platone, che ha messo definitivamente a tappeto (non sempre con modi “spirituali”, diciamo, vedi la questione con i sofisti) i particolari, gettando le basi per gli universali. Ora si legge: “nichilismo: il mondialismo dispiegato che si fa astrattamente, propagandisticamente difensore dei diritti umani, dell’ “umanità”.”
Questa frase contiene almeno due errori. Il primo, come ho appena spiegato, è non collegare la filosofia platonica degli universali alla deriva dirittumanista sia essa di stampo propagandistico oppure di qualsiasi altro genere. Il secondo, altrettanto grave, è di non avere saputo leggere Nietzsche con gli occhiali corretti. Nihil è ben diverso da mondialismo, ovvero dalla forza che vuole imporre una uguaglianza parolaia mentre nasconde dei piani di neocolonialismo che si stanno realizzando anche nel primo mondo (in questo l’uguaglianza funziona: stiamo diventando terzo mondo!). Il nichilista ha occhi disincantati perché sa vedere ben oltre le promesse, siano esse di redenzione piuttosto che di universalismi globalizzanti. Ecco come Galimberti, citando Nietzsche, descrive questo pensiero: Nichilismo: manca il fine; manca la risposta al "perché?". Che cosa significa nichilismo? – che i valori supremi perdono ogni valore.
Purtroppo l’errore di confondere il nichilismo con le faccende mondane che stanno devastando le nostre vite non si ferma qui. Eos cita il “sapere ipotetico-deduttivo scientifico, che proclama dall’illuminismo a oggi tramite la mediazione neo-scientista nicciana il principio della “morte di Dio”.
Ora vorrei capire in che modo Nietzsche si sia mai reso responsabile di cotanta infamia. Nietzsche neo-scientista? Parlando di Kathècon, Nietzsche affermava: “Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro.” Afferma cioè l’esatto contrario di ciò di cui viene accusato.
Ma non solo: “La metafisica, la morale, la religione, la scienza vengono prese in considerazione in questo libro soltanto come altrettante forme di menzogna: con il loro aiuto si crede nella vita. “ Con questa ultima frase Nietzsche dichiara tutta la potenza del pensiero nichilista. Se “la fede cristiana è fin da principio sacrificio: sacrificio di ogni libertà, di ogni orgoglio, di ogni autocoscienza dello spirito, e al tempo stesso asservimento e dileggio di se stessi, automutilazione” e la scienza è una forma identica di menzogna, ne consegue che anche la scienza è foriera di inutili sacrifici. Altro che “mediazione neo-scientista nicciana”!
E così mentre Eos denuncia“l’estrema definitiva rivincita del razionalismo fanatico, laicista, scientista, estremista e nichilista che vuole definitivamente cancellare l’Uomo platonico, l’Uomo “originario” della Tradizione Occidentale” (che poi coincide con l’umanità che vuole/deve essere guidata da un Salvatore, incapace com’è di discernere le ombre dalle figure all’interno della caverna in cui si trova), Nietzsche formula una frase assolutamente perentoria: nessun compromesso né con il cristianesimo né con la scienza dato che “l'elemento criminale nell'essere cristiani aumenta nella misura in cui ci si avvicina alla scienza. Il criminale dei criminali è perciò il filosofo.”
Ecco fatto. Gli farà eco, un secolo più tardi, un altro filosofo: Hans Jonas. Esperto di vangeli gnostici (ma com’è diversa la Genesi vista da quel punto di vista!), ha lasciato un libro-testamento nel quale si allinea in qualche modo a Nietzsche quando afferma che la filosofia se deve servire per disquisire su questioni marginali o inutili è meglio che sparisca per sempre. Se vuole tornare ad avere un senso occorre, viceversa, che si impegni ad orientare i discorsi verso orizzonti di pubblica utilità. Cioè i filosofi devono essere impegnati anche in politica, sperando non siano tutti come Cacciari.
Infine Eos commette un ultimo, irreparabile errore: dice che le oligarchie sono “avversarie radicali della Tradizione Platonica e cristiana”. Falso. Ci sono oligarchie made in USA che sono assolutamente nazionaliste e cristiane e si battono contro il globalismo né né che, secondo questi think tank, è “apolide e di sinistra”. Peccato che non sia ancora stato pubblicato il mio articolo che analizza proprio questo aspetto della politica USA così sottovalutato che ha portato Trump alla Casa Bianca.
Ovviamente non sono minimamente d’accordo sulla salvezza messianica che rimane il nucleo argomentativo dell’articolo di Eos. Come ho già scritto detesto i guru e chi decide cosa sia bene dell’umanità, salvezza compresa. La Storia del secolo scorso e dell’ultimo periodo ci ha già dato ampiamente dimostrazione che sotto la presunta salvezza (da una crisi, ma anche dalla carenza di un posto al sole) si cela un piano che vuole sottomettere i popoli ai propri deliranti voleri. Io vorrei che fossero i popoli a decidere autonomamente cosa vogliono fare. Draghi fa di nome Salvatore?
Sono fortemente contrario a qualsiasi centralismo narrativo. Cristo fa indubbiamente parte di una narrazione che vuole l’umanità inane, ottusa ed incapace di reazione mentre esistono dei salvatori che si prendono in carico (ma che glielo ha mai chiesto?) di redimere l’umanità stessa. Credo sia arrivato il momento di salutare definitivamente i guru che da sempre affliggono l’umanità con le loro narrazioni (per quanto affascinanti rimangono le LORO narrazioni) e cominciare ad interessarci alle masse e a ciò che i popoli possono fare. Questo da marxista mi sento di dire.
Ma andiamo oltre: “Chi non conquista è conquistato: è una massima storica e spirituale.”
Ma chi avrebbe mai detto una castroneria simile? Voglio dire che esiste anche il Tao, lo Yin e lo Yang ed il Wu Wei, l’agire non agendo, giusto per citare una delle filosofie che non vuole né conquistare né essere conquistate. Dove e come il buddismo Zen vorrebbe espletare velleità di conquista? Non mi si venga qui a dire che si stava considerando solo la filosofia occidentale, dato che l’assioma qui sopra è fin troppo chiaro: parla di “massima spirituale”. Cioè della storia del pensiero metafisico umano.
Parlando del quale urge una precisazione. Secondo Onfray la causa prima del monoteismo va fatta risalire a Platone, che ha messo definitivamente a tappeto (non sempre con modi “spirituali”, diciamo, vedi la questione con i sofisti) i particolari, gettando le basi per gli universali. Ora si legge: “nichilismo: il mondialismo dispiegato che si fa astrattamente, propagandisticamente difensore dei diritti umani, dell’ “umanità”.”
Questa frase contiene almeno due errori. Il primo, come ho appena spiegato, è non collegare la filosofia platonica degli universali alla deriva dirittumanista sia essa di stampo propagandistico oppure di qualsiasi altro genere. Il secondo, altrettanto grave, è di non avere saputo leggere Nietzsche con gli occhiali corretti. Nihil è ben diverso da mondialismo, ovvero dalla forza che vuole imporre una uguaglianza parolaia mentre nasconde dei piani di neocolonialismo che si stanno realizzando anche nel primo mondo (in questo l’uguaglianza funziona: stiamo diventando terzo mondo!). Il nichilista ha occhi disincantati perché sa vedere ben oltre le promesse, siano esse di redenzione piuttosto che di universalismi globalizzanti. Ecco come Galimberti, citando Nietzsche, descrive questo pensiero: Nichilismo: manca il fine; manca la risposta al "perché?". Che cosa significa nichilismo? – che i valori supremi perdono ogni valore.
Purtroppo l’errore di confondere il nichilismo con le faccende mondane che stanno devastando le nostre vite non si ferma qui. Eos cita il “sapere ipotetico-deduttivo scientifico, che proclama dall’illuminismo a oggi tramite la mediazione neo-scientista nicciana il principio della “morte di Dio”.
Ora vorrei capire in che modo Nietzsche si sia mai reso responsabile di cotanta infamia. Nietzsche neo-scientista? Parlando di Kathècon, Nietzsche affermava: “Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro.” Afferma cioè l’esatto contrario di ciò di cui viene accusato.
Ma non solo: “La metafisica, la morale, la religione, la scienza vengono prese in considerazione in questo libro soltanto come altrettante forme di menzogna: con il loro aiuto si crede nella vita. “ Con questa ultima frase Nietzsche dichiara tutta la potenza del pensiero nichilista. Se “la fede cristiana è fin da principio sacrificio: sacrificio di ogni libertà, di ogni orgoglio, di ogni autocoscienza dello spirito, e al tempo stesso asservimento e dileggio di se stessi, automutilazione” e la scienza è una forma identica di menzogna, ne consegue che anche la scienza è foriera di inutili sacrifici. Altro che “mediazione neo-scientista nicciana”!
E così mentre Eos denuncia“l’estrema definitiva rivincita del razionalismo fanatico, laicista, scientista, estremista e nichilista che vuole definitivamente cancellare l’Uomo platonico, l’Uomo “originario” della Tradizione Occidentale” (che poi coincide con l’umanità che vuole/deve essere guidata da un Salvatore, incapace com’è di discernere le ombre dalle figure all’interno della caverna in cui si trova), Nietzsche formula una frase assolutamente perentoria: nessun compromesso né con il cristianesimo né con la scienza dato che “l'elemento criminale nell'essere cristiani aumenta nella misura in cui ci si avvicina alla scienza. Il criminale dei criminali è perciò il filosofo.”
Ecco fatto. Gli farà eco, un secolo più tardi, un altro filosofo: Hans Jonas. Esperto di vangeli gnostici (ma com’è diversa la Genesi vista da quel punto di vista!), ha lasciato un libro-testamento nel quale si allinea in qualche modo a Nietzsche quando afferma che la filosofia se deve servire per disquisire su questioni marginali o inutili è meglio che sparisca per sempre. Se vuole tornare ad avere un senso occorre, viceversa, che si impegni ad orientare i discorsi verso orizzonti di pubblica utilità. Cioè i filosofi devono essere impegnati anche in politica, sperando non siano tutti come Cacciari.
Infine Eos commette un ultimo, irreparabile errore: dice che le oligarchie sono “avversarie radicali della Tradizione Platonica e cristiana”. Falso. Ci sono oligarchie made in USA che sono assolutamente nazionaliste e cristiane e si battono contro il globalismo né né che, secondo questi think tank, è “apolide e di sinistra”. Peccato che non sia ancora stato pubblicato il mio articolo che analizza proprio questo aspetto della politica USA così sottovalutato che ha portato Trump alla Casa Bianca.
Ovviamente non sono minimamente d’accordo sulla salvezza messianica che rimane il nucleo argomentativo dell’articolo di Eos. Come ho già scritto detesto i guru e chi decide cosa sia bene dell’umanità, salvezza compresa. La Storia del secolo scorso e dell’ultimo periodo ci ha già dato ampiamente dimostrazione che sotto la presunta salvezza (da una crisi, ma anche dalla carenza di un posto al sole) si cela un piano che vuole sottomettere i popoli ai propri deliranti voleri. Io vorrei che fossero i popoli a decidere autonomamente cosa vogliono fare. Draghi fa di nome Salvatore?








