martedì 30 aprile 2019

GRECIA: IL DISASTRO E IL RUOLO DI SYRIZA di Pantelis Koutsianas

[ 1 maggio 2019 ]

Proseguiamo presentando ai lettori le relazioni svolte al convegno internazionale EUREXIT, svoltosi a Roma il 13 aprile scorso. Qui sotto quella del compagno greco Koutsianas Pantelis, dirigente di PAREMVASI e attivista di Unità Popolare

Abbiamo già pubblicato la relazione di Costas Lapavitsas sulla Brexit e quella di Diosdado Toledano e Ramon Franquesa sulla situazione in Spagna.


Presto pubblicheremo la relazione dei Gilet Gialli sulla natura e le prospettive del movimento popolare francese.
Dalla sinistra: Pantelis Koutsianas e  Moreno Pasquinelli


Ringraziamo BYOBLU, la sua troupe e quindi Claudio Messora per la registrazione e la pubblicazione, che infatti prendiamo dal canale medesimo.












Continua »

Print Friendly and PDF

VENEZUELA: LA "RIVOLTA FINALE"?


[ 30 aprile 2019 ]


E' di poche ore fa la notizia che Guaidò, forte dell'appoggio di Trump e dell'eventuale aiuto armato di alcuni paesi confinanti, ha apertamente chiamato alla "rivolta finale" per rovesciare il governo bolivariano di Maduro, annunciando che una parte dell'esercito sosterrebbe quello che a tutti gli effetti è un colpo di stato.
Pubblichiamo qui sotto la Dichiarazione del Coordinamento europeo per l'uscita dall'Unione, dall'euro, dalla NATO e dal neoliberismo —di cui Programma 101 fa parte, approvata il 14 aprile scorso.

Ultim'ora: Il piddino TG3 sta trasmettendo in diretta gli scontri in corso a Caracas. Un vero e proprio schifo: peggio di una trasmissione della Cia.


*  *  *



DIFENDIAMO IL VENEZUELA!dichiarazione del Coordinamento europeo


Per molti anni il Venezuela ha cercato di sviluppare una rivoluzione popolare contro i processi di privatizzazione e impoverimento in America Latina. È stato un progetto rispettoso delle forme democratiche, che ha portato, dal 1990 in poi, le forze progressiste a una vittoria elettorale dopo l'altra nonostante le molteplici interferenze da paarte del paese più potente del mondo.


Il problema di fondo che i diversi governi degli Stati Uniti hanno avuto ed hanno con il Venezuela non è la sua qualità democratica, quanto il controllo delle sue risorse naturali e prima di tutto il petrolio, le cui riserve, insieme a quelle dell'Arabia Saudita, sono attualmente le più importanti del mondo.

È scandaloso vedere come il sistema politico di questo paese sia costantemente esaminato, mentre nel paese vicino, la Colombia, si ammazza un attivista sociale ogni due giorni; mentre in Brasile dopo la vittoria di Bolsonaro gli accampamenti del MST (i lavoratori senza terra che occupano fattorie non coltivate e che associano 4 milioni di persone) vengono regolarmente aggrediti dalla polizia, dall'esercito e dai paramilitari.

È paradossale che l'attenzione degli Stati Uniti si concentri sulla denuncia della povertà in Venezuela, mentre, dall'arrivo di Chavez, si è significativamente ridotta la popolazione al di sotto della soglia di povertà. Un paese che, nonostante il blocco a cui è sottoposto, ha un IDH - Indice di Sviluppo Umano (0,76), superiore ai paesi ai quali si chiede di invadere il Venezuela e che vengono spacciati come esempi di modernità — Colombia con un IDH dello 0,74, il Brasile con un IDH dello 0,75. Due paesi, per di più, con un indice di disuguaglianza di 0,57, molto lontano da quello del Venezuela, che è 0,63.

Gli Stati Uniti vogliono ristabilire il loro controllo imperiale sull'America Latina, in tempi di decadenza e crescente disuguaglianza e malcontento al suo interno. È sorprendente come alcuni governi europei e l'Unione europea si siano sottomessi a questa logica, dando appoggio ad un presidente fantasma (Juan Guaidó) che contro ogni legittimità, Trump vuole imporre ai venezuelani.

Ciò è particolarmente grave in un contesto di degrado della situazione economica e geopolitica mondiale. In un momento in cui Trump sta imponendo l'ingresso della Colombia nella NATO e l'aumento delle spese militari europee, per sostenere le loro avventure sempre più rischiose. Sfacciatamente cerca di coinvolgere l'Europa in un conflitto lontano e costoso e in cui ha molto da perdere.

Siamo di fronte a degli Stati Uniti che stanno affondando a causa delle politiche di austerità e di spudorato sostegno ai grandi poteri finanziari, di fronte alle popolazioni latinoamericane che in molti paesi sono state private di risorse economiche e sovranità nazionale; le cui popolazioni cercano disperatamente di accedere agli Stati Uniti, violentemente e crudelmente respinte al confine, dove li aspetterebbe , entrati clandestinamente, una vita di estrema povertà nel tessuto produttivo informale, di cui rappresentano già oltre il 15%.

Trump nel suo istrionico mandato, nello stesso momento in cui costringe i popoli europei a partecipare al conflitto, minaccia le aziende che osano mettere in discussione il blocco su Cuba, cercando in tal modo di ripristinare la propria egemonia imperiale frutto della seconda guerra mondiale. Trump cerca, in tal modo, di allontanare e rimuovere le sconfitte subite in Medio Oriente, in Iraq, in Afghanistan, in Siria o nello Yemen, cercando di ristabilire, con il denaro degli altri, la propria supremazia.

Oggi una nuova guerra in Venezuela sarebbe un disastro di dimensioni globali. Probabilmente sarebbe l'inizio della fine dell'impero americano perché si diffonderebbe rapidamente in Brasile, in Colombia e nell'intera regione. In questo scenario, gli Stati Uniti, a causa della loro composizione demografica e della vicinanza dal teatro delle operazioni, non sarebbero più al sicuro dal conflitto, come accaduto invece tutte le grandi conflagrazioni in cui è stato coinvolto in cui non ha mai subito davvero l’impatto interno. Ma significherebbe anche la morte e la distruzione, per milioni di persone.

Come è successo in Nord Africa negli ultimi dieci anni, il conflitto implicherebbe anche nuove ondate migratorie, da cui l'Europa non sarebbe immune.

È necessario che i popoli europei difendano la pace e fermino l’Unione europea (Commissione, Parlamento, ecc.) ed i governi che si sono stupidamente e servilmente sottomessi a questa sciocca operazione.

I popoli del mondo, le persone coscienti che si difendono dall’attacco del neoliberismo grazie ai diversi movimenti di emancipazione sociale, coloro che, di fronte all'impoverimento della grande maggioranza, optano per una via d'uscita che recuperi la sovranità dei popoli, non possono occuparsi passivamente di questa minacciosa tragedia. Non possono rimanere in silenzio di fronte al colpo di stato politico, militare e mediatico per paura di essere attaccati dalle armate dei poteri economici. Se il processo venezuelano bolivariano dovesse perdere, tutto il mondo degli oppressi ne soffrirebbe e sarebbe un altro passo verso la perdita dei diritti sociali e politici.

Non un euro, né un soldato per nessuna guerra contro i popoli dell'America Latina. La NATO non deve espandersi, ma dissolversi. Le spese militari devono essere ridotte, la priorità dev’essere data alla spesa sociale e allo sviluppo interno. I popoli europei non sono minacciati da alcun governo dell'America Latina, ma dalla povertà generata dalle politiche neoliberiste e dall'insensata direzione economica, politica e geostrategica che il potere finanziario globale sta imponendo a governi e popoli.

Ricuperiamo la sovranità per garantire la pace. Fermiamo la guerra e dissolviamo le istituzioni che la stimolano, in primo luogo la NATO e la UE che non rappresentano in alcun modo né la volontà né gli interessi dei popoli d'Europa.

Roma, 14 aprile 2019 

Sostieni SOLLEVAZIONE e Programma 101

Continua »

Print Friendly and PDF

«LA FAVOLETTA DEI NAUFRAGHI» ...

[ 30 aprile 2019 ]

Nella rubrica delle "lettere" de IL MESSAGGERO, edizione del 28 aprile, un cittadino si pone una domanda... e si da una risposta. Riteniamo giusto condividerla coi nostri lettori... 



-->
«Quella dei “naufraghi”, in realtà migranti clandestini, è una favoletta che raccontano falsi filantropi spinti da interessi politici o economici.
Non si può chiamare naufrago colui che si pone volontariamente in mare su di un mezzo dotato di galleggiabilità e stabilità più o meno precarie, consapevolmente condotto da terzi dietro pagamento di denaro, a non eccessiva distanza dalla costa, munito di telefono satellitare e gps, già sapendo a chi rivolgersi per farsi venire a “salvare”.
Inoltre questi naufraghi che secondo la legge del mare devono essere salvati, non dovrebbero essere così in povertà se possono permettersi di pagare somme di entità non indifferente a trafficanti privi di scrupoli che si arricchiscono con questa illecita attività.
Certamente molta di questa gente è in cerca di una vita migliore, ma il nostro Paese non è in grado di sopportare simile immissione indiscriminata.
E queste Ong di italiani, spagnoli, francesi, olandesi e tedeschi, tutti in Mediterraneo con vecchie carrette o rimorchiatori raffazzonati alla ricerca di “naufraghi” da salvare, pretendendo di portarceli a casa.
Accettiamo l’immigrazione, ma che sia controllata e filtrata dai nostri consolati e limitata soltanto agli aventi diritto, evitando in tal modo di mettere a rischio vite umane e di arricchire farabutti.
Maurizio Nicolini Roma»

Sostieni SOLLEVAZIONE e Programma 101

Continua »

Print Friendly and PDF

lunedì 29 aprile 2019

CLIMA: CATASTROFE INELUTTABILE di Mauro Pasquinelli

[ 29 aprile 2019 ]

Gli interventi di Leonardo Mazzei sul cosiddetto "riscaldamento globale" — 
Clima 1 - E se fosse la lobby nucleare? (18 marzo 2019). Clima 2 - Quelli che non se la bevono (25 marzo 2019). Clima 3 - Nessuna catastrofe in vista (1 aprile 2019). Clima 4 - La bufala dell'aumento degli "eventi estremi" (11 aprile 2019). Clima 5 - Tutta colpa della CO2? (26 aprile) — hanno suscitato apprezzamenti e critiche.
Tra le critiche pubblichiamo quella appena giunta in redazione.



LA TEORIA DEL RISCALDAMENTO GLOBALECRITICA DEL NEGAZIONISMO in risposta a Leonardo Mazzei




Prima di iniziare vorrei inviare un caldo ringraziamento all’amico Maurizio Fratta che mi ha accompagnato in questo studio con preziosi suggerimenti. Invito altresì il lettore a non perdere la lettura delle note dove ho trasferito lunghe citazioni che avrebbero appesantito il testo.

Scriveva Marx nell’incipit alla critica del programma di Gotha:

«Il lavoro non è la fonte di ogni ricchezza. La natura è la fonte dei valori d’uso (e in questi consiste la ricchezza effettiva!) altrettanto quanto il lavoro, che, a sua volta, è soltanto la manifestazione di una forza naturale, la forza lavoro umana». [1]
e nella sua opus magna fu categorico:
«Il capitale nel suo sviluppo mina le due sorgenti principali della ricchezza: la natura e l’uomo». [2]
Voce del verbo minare, dal grande dizionario Utet: “costituire un elemento che determina il venir meno, la decadenza, la disgregazione di una determinata condizione”.

Basterebbero già queste due asserzioni per fare di Marx un ecologista ante-litteram. Ma il genio di Treviri, si spinse oltre: il capitale nel suo sviluppo provoca crisi sempre più catastrofiche, è la contraddizione in processo che cresce, avanza, ritorna su stessa, agisce come controtendenza ma alla fine non può eludere il suo esito finale funesto e tragico. 


Chi non vede nella teoria marxista questa vena crollista e catastrofista è meglio che lasci perdere e si dedichi ad altre letture!

Nel novecento abbiamo sfiorato tre volte la discesa verso gli inferi, nella prima e nella seconda guerra mondiale, ma soprattutto nella guerra fredda che ci ha portato ad un passo dal catastrofe nucleare (Cernobyl, guerra di Corea, crisi dei missili a Cuba) ed ancora oggi è dislocato nel mondo un potenziale nucleare che potrebbe distruggere Gaia almeno 10 volte!

1 miliardo di persone vive sotto la soglia della sopravvivenza,
Milioni di civili uccisi nelle ultime guerre dal 1991 ad oggi,
Centinaia di migliaia di profughi e sfollati
Desertificazione e inquinamento che avanza
Centinaia di migliaia di specie di animali e vegetali si sono estinte per “cause antropiche”.
9 milioni di persone morte per malattie legate all’inquinamento nell’ultimo anno (dati Oms)

Chi dice che questi dati non configurino una catastrofe o non è in buona fede, o non li vede perché vive al riparo da tutto!

Le 5 riflessioni di Leonardo Mazzei sul Riscaldamento globale, a me che vengo da una tradizione di pensiero marxista, (e in essa vedo dei limiti filosofici che ho discusso QUI, QUI e QUI) mi hanno lasciato basito, con l’amaro in bocca perché, proprio nel punto più alto della crisi di civiltà di questo sistema, della contraddizione epocale capitalismo natura, Mazzei ci ricorda: attenzione non c’è nessuna catastrofe in corso! Il catastrofismo lo vede solo Greta Thumberg e la frazione globalista della elite che la manipola per sbloccare trilioni di dollari nel nucleare o nella “green economy”.

Qui ho semplificato facendo torto a Mazzei. So che Leonardo sviluppa un ragionamento più complesso sulla relazione Clima-catastrofe concludendo che uno 0, di crescita della temperatura da qui alla nostra dipartita in trenta anni non fa venire giù il mondo. Tuttavia dilungandosi in 5 puntate e concentrando il focus su questa relazione e mettendo tra parentesi in 4 o 5 righe gli eventi disastrosi, a volte affermando a volte negando, passa il messaggio che non c’è nessuna catastrofe in corso. Il capitalismo tutto sommato è compatibile con il clima, come se il clima non fosse parte della natura, il termometro della sua malattia terminale.

La sua è una bellissima relazione, corredata di dati e grafici, che poteva essere scritta ai piani alti di qualche università o centro studi di azienda multinazionale. Ma vedo in essa troppa presunzione scientista, troppa dotta imparzialità, troppo asettico distacco. Non vi leggo il mordente rivoluzionario, la critica marxiana dell’ecologia politica! È un caso che non affronta mai il discorso sull’antropocene o sull’impronta ecologica? No non è un caso perché altrimenti sarebbe passato automaticamente il messaggio che lui voleva evitare, il catastrofismo!



Critica metodologica e teoria del caos


Quindi, prima di passare alle questioni di merito e analitiche sollevate da Mazzei, gli sottopongo questa critica metodologica: vero è che le variazioni del clima non si misurano in anni ma in secoli e quindi risultano a noi impercettibili ma, come ci insegna la dialettica e la stessa geologia, mutamenti epocali non si giudicano in anni ma in decenni e secoli. La realtà non è a compartimenti stagni, ogni parte è legata al tutto da azioni, reazioni e controreazioni. Il clima non sta nell’iperuranio, è parte della natura e come dismostrerò subisce gli influssi negativi e positivi dell’azione dell’uomo sull’ambiente. Non solo: cambiamenti quantitativi anche di piccole proporzioni possono determinare salti qualitativi, eventi a catena e fenomeni di rapidizzazione o di accelerazione di cui Mazzei non ha assolutamente tenuto conto. [3]

Come insegna la recente teoria del caos (o delle catastrofi) quando la quantità si trasforma in qualità basta un battito di farfalla in Indonesia per scatenare un uragano negli Stati Uniti. Quando l’acqua arriva alla temperatura di 99 gradi è sufficente uno zero virgola per farla passare dallo stato liquido allo stato gassoso. Quando il terremoto si alza di 0,5 nella scala Richter può decidere della vita o della morte.

Lo abbiamo visto con il fallimento della Lehman Brothers che ha scatenato il ciclone della crisi finanziaria del 2007-2008. Tutto è partito da un evento locale circoscritto agli Stati Uniti, determinato dalla crisi dei mutui subprime, e alla fine abbiamo avuto il secondo grande crollo del sistema finanziario mondiale, trilioni di dollari andati in fumo e il sistema bancario mondiale salvato grazie all’iniezione di altri trilioni di dollari, con eventi a catena di cui siamo tutti vittime.



Questioni di zero virgola?


Il boccone grosso della tesi pronunciata da Mazzei, non si sa perché, lo ha scritto nella sezione 5. Eravamo tutti in attesa. Da semplici calcoli matematici egli giunge alle seguenti conclusioni:

«Cosa ne vien fuori da questo calcolo? Abbiamo visto come nell'aumento della temperatura il peso dell'attività solare è certamente superiore al 50%, ma noi prudentemente ci fermiamo al 50% esatto. Stabilito questo primo passaggio, non sta scritto da nessuna parte che il restante 50% sia interamente attribuibile all'effetto serra, ma noi generosamente lo concediamo. Abbiamo anche visto, però, che solo il 15% dell'effetto serra è riconducibile alla CO2. Sulla quota antropica della CO2 esistono davvero i pareri più distanti. Mentre i serristi vogliono far credere che esso sia pari al 100%, tra i critici si arriva a stimare percentuali dall'1 al 5%. Bene - giusto per le ragioni prudenziali che abbiamo detto - assumiamo qui che tutto l'aumento della CO2 degli ultimi due secoli e mezzo (125 ppm, pari al 31% del totale) sia interamente di natura antropica». Ora, dopo questa concessione decisamente esagerata ai teorici dell'AGW, qual è il risultato finale? Eccolo qui: 0,50 (percentuale aumento temperatura attribuita all'effetto serra) x 0,15 (quota dell'effetto serra riconducibile alla CO2) x 0,31 (quota antropica del 100% sull'aumento della CO2) = 0,023 = 2,3%. Avete capito bene: 2,3%. Dunque, tradotto in gradi centigradi, tenuto conto dell'aumento registrato di 0,8 °C nel periodo 1880-2018, abbiamo un'incidenza antropica sulla temperatura pari a 0,018 °C (2,3/100 x 0,8 = 0,018). Insomma, un dramma» 

Rispondo si è un dramma!! E spiego perché


Intanto partiamo da questo grafico:


Andamento della temperatura negli ultimi 2000 anni secondo diversi studi: l'andamento degli ultimi 1000 anni è noto come hockey stick per via della somiglianza con la forma di un bastone da hockey.

In climatologia, nell'ambito dei mutamenti climatici, la controversia dell'hockey stick è un dibattito informale in seno alla comunità scientifica tra i sostenitori del riscaldamento globale di natura antropica e quelli del riscaldamento globale naturale (i cosiddetti "scettici") i quali prendono a riferimento il grafico dell'andamento globale della temperatura media globale negli ultimi 1000 anni per dimostrare la loro tesi.

Secondo questo grafico, dato per buono sia dai serristi che dai negazionisti, ricavato da studi paleoclimatici a partire da serie storiche, si evidenzia che l’andamento della temperatura negli ultimi 2000 anni subisce un andamento ciclico con la presenza del periodo caldo medievale, di un successivo raffreddamento durato fino alla rivoluzione industriale e del riscaldamento di fine millennio. Ma come tutti potete notare il picco del 2016 supera la serie ciclica dei duemila anni dello 0,6% di grado centigrado, che non sarà difficile far risalire a cause di natura antropica.

Non voglio tediarvi con calcoli matematici e vado al sodo. Intanto Mazzei, nel suo conteggio, ha inserito solo la CO2 e non ha incluso (surrettiziamente forse?) la crescita degli altri gas serra come metano e ossido di azoto, presenti in natura, ma la cui concentrazione è salita sensibilmente negli ultimi 200 anni non per generiche cause antropiche, ma a causa di un dissennato modello di crescita capitalistico. Sappiamo inoltre che il metano come gas serra è più potente della CO2 e che la sua presenza è cresciuta nell’ordine di un 20-25% a causa degli orribili allevamenti intensivi di animali, destinati a far crescere tumori agli uomini (Oms ci dice che la seconda causa di tumori al mondo dopo il fumo è il consumo di carne rossa). 

Quindi la misura di 0,018% gradi centigradi, come quota “antropica” al surriscaldamento, è da rifare e sicuramente è molto più elevata. 

Vogliamo dare una mano al capitalismo sminuendo i suoi effetti distruttivi solo per dimostrare che Greta è Gretina?

Qualche anno fa uscì uno studio dal titolo “6 gradi” di Mark Lynas. [4] In sostanza la tesi era che se la temperatura terrestre subisse un aumento di 6 gradi da qui a 100 anni (e sappiamo che dalla rivoluzione industriale ad oggi è cresciuta di circa due gradi) si avrebbe come risultato una catena di eventi catastrofici che porterebbero alla probabile estinzione della specie umana e della maggior parte di specie animali e vegetali. Il polmone del pianeta terra, la foresta amazzonica, già sotto attacco per via della massiccia deforestazione, subirebbe il colpo finale con una più che probabile estesa essicazione. Lo scioglimento dei ghiacciai farebbe aumentare il volume degli oceani e quindi la loro espansione termica. Massicce dosi di metano si libererebbero in atmosfera dai poli artici ed antartici. Le temperatura altissime della fasce tropicali spingerebbero centinaia di milioni di uomini ad emigrare nella fasce più temperate a sud e nord del pianeta (fenomeno già in corso). Sarebbe una catastrofe apocalittica. Saremmo alla accelerazione finale ed irreversibile della catastrofe, ciò che Mazzei non mette nel computo. [5]

Tutte le proiezioni — e su queste concordano sia serristi che negazionisti —danno come probabile aumento della temperatura quota 4 gradi da qui a 100 anni, stante l’attuale modello di crescita basata sul fossile. La preoccupazione che aleggia come uno spettro è che raggiunti i 4 gradi si inneschi un processo di accelerazione della crescita della temperatura (rapidizzazione) dovuto all’espansione termica degli oceani, al massiccio rilascio di metano dal Permafrost artico, etc. Allora lo 0,1 di quota antropica sul riscaldamento globale potrebbe essere il battito delle ali di farfalla che scatena l’uragano. Lo 0,1 che fa passare l’acqua dallo stato liquido a quello gassoso. È allora si che lo 0, di Mazzei sarebbe un dramma e un dramma di proporzioni inimmaginabili. Come lo 0, dei mutui sub prime sugli esiti della crisi finanziaria mondiale. Oppure lo 0, della scala Richter.



Glaciazioni ed estinzioni di massa


In epoche geologiche del passato questo pianeta ha assistito a 5 estinzioni di massa dovute al susseguirsi di eventi climatici catastrofici (glaciazioni, epoche interglaciali) esplosioni di vulcani, scontri con meteroiti. Quella dei dinosauri è stata la più clamorosa e quella che ha colpito di più l’immaginario collettivo. Ebbene sembra che i dinosauri siano scomparsi a causa della collisione del pianeta con un meteorite, che ha determinato un innalzamento della temperatura terrestre per molti anni e la distruzione del loro habitat naturale. Supponiamo di essere nel 2100 e di aver raggiunto quota 4 gradi di aumento della temperatura, molto vicini alla quota apocalittica di 6 gradi. Saremo alle soglie di una situazione irreversibile in cui lo 0, può far precipitare tutto verso una già incipiente sesta estinzione! Quale dovrebbe essere il ruolo del sapiens? Mettere in atto tutte le tecnologie possibili per abbassare la temperatura, e cambiare il modo di produzione e i rapporti sociali, se questo diventasse lo step necessario alla sopravvivenza della specie.

Anche se la quota antropica al riscaldamento globale fosse pari a zero la decisione umana di abbassare la temperatura di un grado potrebbe evitare l’irreparabile per la vita in questo pianeta. Come nel caso di un terremoto devastante costruire case antisismiche ci mette al riparo dalla morte sotto le macerie. Invece noi oggi cosa facciamo in relazione al Clima? Esattamente l’inverso: aiutiamo il terremoto ad accrescere le macerie, spingiamo in alto la temperatura fino al punto di non ritorno. Ecco perché ritengo che le riflessioni di Mazzei oltre ad essere un piatto ricco per i Trump che si ritirano dagli accordi di Kyoto, sortiscono l’effetto di deresponsabilizzarci, magari da Mazzei sicuramente non voluto.

Parafrasando Papa Bergoglio: non sono i terremoti ad uccidere ma l’uomo che costruisce male le proprie abitazioni, possiamo scrivere: non sarà probabilmente il clima ad uccidere ma il modo in cui la specie sapiens (per ora solo demens) saprà alterarlo o fronteggiarlo!

Scrive Mazzei nel suo terzo studio “tutta colpa della CO2?”

«E' lavorando su curve di questo tipo che si è arrivati ad individuare, nell'alternanza di fasi fredde e fasi calde, una generale tendenza al raffreddamento - cioè verso una probabile nuova glaciazione».


le temperature dall'ultima glaciazione ad oggi
Tutti i geologi e climatologi, serristi o negazionisti, concordano sul fatto che ci troviamo in una fase interglaciale, che alcuni chiamano Olocene, altri più attendibili Antropocene (primo fra tutti il premio nobel che lo ha battezzato) [6] e che preluderà, tra qualche migliaio di anni, ad una nuova glaciazione. Se ciò è assunto come dato quasi incontrovertibile, Mazzei mi dovrebbe spiegare come mai nella serie ciclica del clima degli ultimi duemila anni, (vedi grafico sopra) invece di avere una tendenza al ribasso della temperatura media se ne ha una al rialzo! Con nuovi picchi in aumento da qui a 200 anni. Dopo che nei precedenti 4.000 la tendenza è stata al ribasso! Si va verso una nuova glaciazione o verso il suo contrario?



La ragione è politica?


Insomma Mazzei non nega che ci sia il riscaldamento globale e che anche se in minima parte sia determinato da cause antropiche (sic) ma esclude che esso abbia effetti catastrofici a breve termine. Secondo lui le elitè dominanti si sono interamente votate al catastrofismo per sbloccare trilioni di dollari dormienti e per instaurare una dittatura mondiale delle elité.

Scrive Mazzei

«Giustamente dici che mi preoccupo di una possibile "resurrezione" del nucleare. E' così, ma non è solo questo. Anche a voler prescindere dagli altri interessi economici (che ci sono e sono corposi), il problema più grande è politico: il possibile uso della cosiddetta "emergenza climatica" per arrivare a forme più stringenti - e di necessità profondamente ademocratiche, dunque fondamentalmente autoritarie se non proprio totalitarie - di un governo mondiale delle èlite globaliste. Elite evidentemente illuminate da...Greta Thunberg».
Nella storia del capitalismo non si era mai verificato che per porre in atto innovazioni tecnologiche “rivoluzionarie” o nuovi cicli di accumulazione del capitale, quest’ultimo facesse ricorso ad armi di distrazione di massa. Tale espediente è stato utilizzato per giustificare le guerre agli occhi del popolino, come è stato nel caso delle torri gemelle (a proposito sto aspettando ancora uno studio accurato in 5 puntate sulla bufala delle torri abbattute da Bin Laden) e della guerra in Iraq o per la reductio ad Hitlerum di Milosevic e Gheddafi, ma mai per impiantare la macchina a vapore o introdurre su scala allargata l’elettrificazione o la new economy. L’Innovazione avanza e basta; e si diffonde se riesce a trovare finanziatori, a battere la concorrenza di mercato, a ridurre i costi di produzione e innalzare i profitti. Paesi come la Cina, gli Stati Uniti, la Germania, la Francia e la Russia (solo per citare i più potenti) hanno già il nucleare. Non hanno bisogno di referendum per convincere il popolo. Se devono aggiornarlo e perfezionarlo, come chiede Bill Gates, lo fanno e basta! 

Quanto alla paura di un governo mondiale esso esiste già e le politiche sono quelle neoliberiste, sovradeterminate dal FMI, dalla Banca Mondiale, dalla Ue in accordo con Russia e Cina! 

Mazzei teme forse un’altra ipotesi: che l’eco-catastrofe planetaria ponga all’ordine del giorno misure globali che cozzano contro ipotesi sovraniste nazionali. Ma su questo non ci si può fare nulla. Come non si puo evitare la tendenza alla guerra connaturata al capitalismo! Negare il problema per scongiurare il globalismo è come chiudere gli occhi davanti all’adulterio della moglie per salvare il matrimonio!! Se un governo populista di sinistra prende piede in Italia e solo in Italia esso non potrà certo evitare la catastrofe ambientale alimentata da altri 100 paesi che seguono Trump. Come non può evitare le radiazioni se scoppia una centrale nucleare in Francia. Come marxisti o post marxisti, ma sempre rivoluzionari, non dovremmo edulcorare le contraddizioni catastrofiche del capitalismo ma semmai portarle alla luce, spingerle al paradosso, ed usarle come grimaldello per reclamarne l’archiviazione storica! 


Conclusioni


Potrei aggiungere altre dosi di critica come il fatto che Mazzei parla di Olocene e non di Antropocene o che non accenni mai alla questione fondamentale dell’impronta ecologica o del debito ecologico che l’umanità sta accumulando nei confronti di un pianeta allo stremo, malato terminale.

Potrei fare una lista lunghissima di disastri ambientali, di 100.000 specie di animali estinte per cause antropiche e che confermano la generale tendenza alla catastrofe e alla probabile sesta estinzione di massa.

Potrei citare eventi estremi come la strage di alberi dello scorso anno nel bellunese mai vista in migliaia di anni in Occidente, Tornado come quelli a Terracina di qualche mese fa, la crescita preoccupante di incendi boschivi, e che smentiscono le ipotesi “ tutto va bene madama la marchesa” ...non c’è legame tra inquinamento ed eventi estremi.

Potrei citare recenti studi che testimoniano la stabilità della temperatura negli altri pianeti del sistema solare.

Potrei portare a supporto delle mie tesi lo sconveniente: tutta la maleodorante destra sovranista mondiale da Trump ad Afd tedesca sostiene le tesi negazioniste. Marine le Pen addirittura scrive “La teoria del riscaldamento globale è un complotto comunista”.

Potrei soffermarmi a lungo sulla avanzante deforestazione in primis quella amazzonica: senza le piante, fine dell’ossigeno e iperproduzione di gas serra CO2 con incremento di temperatura ed effetto serra fuori controllo (new scientist B. Holmes 2013). [7]

Nel 2014 Stuart Primm della Duke university ha stimato il tasso di estinzione sulla terra pari a 0,1 specie estinte per milioni di specie per anno. Il tasso odierno sarebbe mille volte superiore, mentre i modelli per il prossimo futuro ne indicherebbero uno fino a 10.000 volte più alto del normale. Mai nella storia del pianeta, anche durante le più catastrofiche estinzioni di massa, sono stati raggiunti tassi così elevati.

Mi fermo qui per ragioni di spazio anche per non tediare ulteriormente il lettore!

Concludo come ho iniziato, con Karl Marx. Facendo osservare a Mazzei, e non me ne voglia, che il suo tentativo rimane prigioniero della gabbia feticistica evidenziata da Marx nel primo volume del capitale. In sostanza Mazzei fa passare per legge naturale (il riscaldamento climatico) ciò che ha una evidente fondamento sociale nell’anarchico e dissennato sistema di crescita infinita del capitale. Invece di assestare un nuovo colpo al capitale finisce, ahimé, per naturalizzarlo! Un neo-malthusianesimo alla rovescia in cui sembra dirci: il clima non soffre, venite avanti, riproducetevi, c’è posto per tutti nel caos infinito e nella crescita illimitata del capitalismo! Chi vivrà vedrà!


Sostieni SOLLEVAZIONE e Programma 101


NOTE

(1) K. Marx critica del programma di Gotha 1875. opere scelte editori riuniti 1974

(2) K. Marx, il capitale vol 1, Einaudi 1978

(3) Mark Lynas sei gradi, allarme riscaldamento globale. Ed National Geographic.

“In alcuni casi sono state trovate prove di variazioni molto rapide, come alla fine del Permiano, quando si verificò la più devastante estinzione di massa registrata sul pianeta. Un cataclisma legato probabilmente ad alcuni fenomeni di retroazione positiva che potrebbero spiegare gli andamenti non lineari delle variazioni climatiche registrate in passato, aprendo scenari inquietanti per il nostro prossimo futuro”.

(4) Mark Lynas ibidem In questo libro l'autore raccoglie un'ampia documentazione scientifica per illustrare i possibili scenari relativi alle modifiche che il cambiamento climatico in atto potrebbe apportare alle varie zone del pianeta, il tutto diviso per intervalli crescenti di temperatura, rimanendo all'interno di quanto previsto da rapporti ufficiali dell'Intergovernmental Panel on Climate Change.

Partendo dall'ipotesi più favorevole, quella di un aumento di 1 °C, e passando a considerare scenari via via peggiori, fino ad un rialzo stabile di 6 C°, vengono mostrati i possibili effetti sui fragili equilibri che mantengono l'attuale aspetto del pianeta. Con le modifiche della circolazione marina ed atmosferica ci troveremmo a fronteggiare lo spostamento delle zone ad elevata piovosità sempre più a nord, con una progressiva espansione delle zone aride tropicali, ed una conseguente riduzione di aree adatte alle produzioni agricole su cui il genere umano conta per il proprio sostentamento. Piovosità che comunque, anche dove sufficiente per quantità, potrebbe assumere carattere più irregolare e presentarsi con fenomeni sempre più estremi, compromettendo così la regolarità dei raccolti. Fino alla comparsa di uragani in zone mai prima interessate da questi eventi, che comunque diverrebbero sempre più violenti dove già ora imperversano, superando le scale attuali. La riduzione in atto dei ghiacciai di tutto il mondo aumenterebbe i processi erosivi già osservati in Europa durante l'estate del 2003, con serie ripercussioni per gli animali che vivono in quei delicati ambienti. Con effetti simili a quelli che devono affrontare gli abitanti delle foreste equatoriali, i cui corrispondenti sottomarini, le barriere coralline, sono già da tempo interessate da crisi che si manifestano sotto forma di sbiancamenti massivi. E con la diminuzione del pH degli oceani dovuto all'aumento della CO2 la vita per questi ed altri organismi che posseggono gusci di carbonato di calcio diverrebbe impossibile, colpendo gravemente anche i componenti del fitoplancton, fonti di nutrimento essenziali per gli altri organismi marini. Un effetto, quello dell'alterazione di ambienti fondamentali per organismi impossibilitati ad adattarsi a variazioni troppo rapide, che accelererà inevitabilmente l'attuale tasso di estinzione di specie animali e vegetali, privandoci di una biodiversità preziosa ed insostituibile. La scomparsa definitiva dei ghiacciai d'alta quota eliminerebbe inoltre le riserve di acqua potabile per molte aree urbane situate in zone vulnerabili, portando ad una drastica riduzione della portata di corsi d'acqua e bacini naturali ed artificiali, il che condurrebbe ad una competizione tra esigenze d'uso civile, agricolo ed energetico. Un processo di scioglimento che per quanto riguarda le masse glaciali situate ai poli e nelle zone circumpolari richiederebbe - anche nello scenario più grave - parecchi secoli, comportando un lento ma progressivo innalzamento del livello dei mari, ma che già nelle fasi iniziali colpirebbe atolli di limitata estensione ed altezza come Tuvalu rendendoli inabitabili, costringendo le popolazioni che ci vivono all'esodo. Negli scenari peggiori, il livello degli oceani crescerebbe di molti metri sopra l'attuale, invadendo estese zone oggi densamente abitate, salinizzando terreni e falde acquifere, rendendoli inutilizzabili per l'uomo. Condizioni che la terra ha già affrontato in passato, durante ere in cui eventi naturali hanno prodotto fenomeni simili a quelle che prevedono gli attuali modelli, con una differenza fondamentale: i tempi molto più lunghi. L'ultimo capitolo cerca di individuare possibili strategie per sfuggire alle logiche attuali, che a dispetto di risoluzioni ed impegni di organizzazioni internazionali e Stati, vedono la produzione di CO2 aumentare invece che diminuire. Un trend che sembra rendere inutile qualsiasi scelta, facendo apparire inevitabili i peggiori scenari prospettati nel libro. L'autore ritiene sia ancora possibile agire, nell'ottica di limitare i danni, adottanto una serie di approcci certamente difficili da far accettare ad un mondo che ha fame di energia e risorse, ma che rischia di pagare a caro prezzo la miopia delle sue scelte.

(5) Elizabeth Kolbert la sesta estinzione, biblioteca editori associati tascabili 2014. La Kolbert scrive a pag 142 : “ Per via della quantità di CO2 in surplus, il PH della superficie oceanica ègiàprecipitato, da un valore medio di circa 8,2 a uno di 8,1. Come per la scala Richter usata per valutare l’entita’ di un sisma, la scala PH èlogaritmica, e quindi anche una differenza numerica cosi’ lieve rappresenta, nel mondo reale, un cambiamento davvero considerevole. Un calo dello 0,1 significa che adesso gli oceani hanno una acidita’ del 30% maggiore rispetto a quella del 1800. Dando per scontato che l’uomo continuera’ a bruciare combustibili fossili, gli oceani continueranno ad assorbire Diossido di Carbonio e diventeranno sempre più acidi. In uno scenario delle future emissioni definibile di “ordinaria amministrazione”, il ph della superficie oceanica sara’ pari a 8,0 giàa meta’ di questo secolo, e precipitera’ a 7,8 prima di fine secolo. A questo punto gli oceani saranno 150 volte più acidi di quanto non fossero all’inizio della rivoluzione industriale”.

(6) J.R. McNeill Peter Engelke, la grande accellerazione, una storia ambiental dell’antropocene dopo il 1945. L’antropocene ègiàcominciato e precisamente da quando l’uomo ha cominciato ad interferire con le sue azioni su alcuni dei sistemi fondamentali della terra, come il ciclo del carbonio e quello dell’azoto, e l’impatto umano sul pianeta e la sua biosfera ha raggiunto livelli mai toccati in precedenza. Sebbene sia inutile cercare di individuare un punto preciso, i dati in nostro possesso portano ad indicarlo con ogni probabilita’ intorno alla meta’ del xx secolo, tra il 1945 e il 1950.

(7) J.R. McNeill Peter Engelke, ibidem. Secondo una stima, ad esempio, la perdita totale di foresta tropicale nella seconda meta’ del novecento sarebbe pari a 555 milioni di ettari, un’area appena più grande di meta’ della Cina” pag 85
 

Continua »

Print Friendly and PDF

SPAGNA: BENVENUTI IN EUROLANDIA

[ 29 aprile 2019 ]

In due tabelle quanto accaduto con le elezioni politiche anticipate in Spagna.

La prima, sulla sinistra, i voti presi dai diversi partiti. La comparazione è tra le elezioni di ieri e quelle del 2016. Se non un terremoto elettorale poco ci manca.  Sconquasso sul fianco destro: tracollo senza precedenti del Partito popolare, crescita al di sotto delle attese  di Ciudadanos, ingresso in Parlamento di Vox. Sconquasso anche sul fianco sinistro: avanzata dei "socialisti" e grave perdita di Podemos.

Da notare in Catalogna la cocente sconfitta dei nazional-liberisti dell'autoesiliato Puidgemont e l'affermazione della Sinistra repubblicana.

Nella seconda tabella (a destra) si possono vedere i seggi conquistati da diversi partiti. Essendo la ripartizione su base essenzialmente proporzionale, il nuovo Parlamento è una foto abbastanza fedele di quanto hanno detto le urne.

Vedremo quali alchimie ci riserveranno le trattative tra ii diversi partiti — trattative che vedono un convitato di pietra, la Ue, per la precisione la Germania, le cui banche possiedono quasi tutto il debito spagnolo (privato e pubblico).

Due fatti sono comunque acclarati e connessi: anche in Spagna i cittadini hanno posto una pietra tombale sul bipartitismo (lo stesso che l'élite vorrebbe far risorgere in Italia); secondo, permane ed è destinata ad approfondirsi l'instabilità politica e istituzionale.

Torneremo, seguendo quanto si dice in Spagna, con analisi più approfondite. Intanto...Benvenuti in Europa!


Sostieni SOLLEVAZIONE  e  Programma 101

Continua »

Print Friendly and PDF

domenica 28 aprile 2019

I GILET GIALLI SI ORGANIZZANO PER UNA LUNGA RESISTENZA

[ 29 aprile 2019 ]

Riportiamo il documento finale della più importante e partecipata assemblea dei Gilet gialli fin qui svoltasi dall'inizio delle proteste in 17 novembre (primo atto) dell'anno scorso.
L'assemblea delle assemblee, oltre al documento in questione ha approvato diversi ordini del giorno che potete trovare sul nuovo sito di Gilet Gialli. Tra questi un appello sulla "carnevalata" delle elezioni europee nel quale si può leggere:
«Il nostro principio fondatore è l'autonomia dei gruppi di gilet gialli e individui in generale. Ecco perché scegliamo di non dare indicazioni  di voto o addirittura partecipazione a queste elezioni. Condanniamo tutti i tentativi di costituzione della lista politica in nome dei giubbotti gialli!».
Torneremo per un giudizio complessivo sull'evoluzione del movimento.



*  *  *



«Noi Gilets Jaunes, costituiti in assemblee locali, riuniti a Saint-Nazaire, il 5, 6 e 7 aprile
2019, ci rivolgiamo al popolo nel suo insieme. 

Dopo la prima assemblea di Commercy, circa 200 delegazioni presenti continuano la loro lotta contro l’estremismo liberista, per la libertà, l’uguaglianza e la fraternità.

Nonostante l’escalation repressiva del governo, l’accumulo di leggi che aggravano per tutti le condizioni di vita, che distruggono i diritti e le libertà, la mobilitazione mette radici per cambiare il sistema incarnato da Macron. Come unica risposta al movimento dei Gilets Jaunes e altri movimenti di lotta, il governo andato nel panico risponde con una deriva autoritaria. Per cinque mesi ovunque in Francia, nelle rotonde, nei parcheggi, nelle piazze, ai cancelli delle autostrade, nelle manifestazioni e nelle nostre assemblee, continuiamo a discutere e lottare contro tutte le forme di diseguaglianza e ingiustizia e per la solidarietà e la dignità.

Noi chiediamo:

- l’aumento generale dei salari, delle pensioni e dei minimi sociali, 
- dei servizi pubblici per tutti. 

La nostra solidarietà nella lotta va in particolare ai nove milioni di persone che vivono al di sotto della soglia di povertà. 

Consapevoli dell’emergenza ambientale, affermiamo "fine del mondo, fine del mese, stessa logica stessa lotta.

Di fronte alla buffonata dei grandi dibattiti, di fronte a un governo non rappresentativo al servizio di una minoranza privilegiata, stiamo creando nuove forme di democrazia diretta.

In termini concreti, riconosciamo che l’assemblea delle assemblee può ricevere delle proposte da parte delle assemblee locali e redigere linee guida come ha fatto la prima Assemblea delle Assemblee di Commercy. Questi orientamenti sono in seguito quindi sistematicamente sottoposti ai gruppi locali. L’Assemblea delle Assemblee riafferma la sua indipendenza nei confronti dei partiti politici, dei sindacati e non riconosce alcun leader autoproclamato.

Per tre giorni, in plenaria e per gruppi tematici, tutti noi abbiamo discusso ed elaborato proposte per definire le nostre richieste, le azioni, gli strumenti di comunicazione e di coordinamento. Siamo lavorando per durare e abbiamo deciso di organizzare una prossima Assemblea delle Assemblee a giugno.

Per rafforzare a nostro favore i rapporti di forza, organizzare i cittadini nella battaglia contro questo sistema, l’Assemblea delle Assemblee chiede di intraprendere azioni il cui calendario sarà sarà prossimamente diffuso tramite una piattaforma digitale.

L’Assemblea delle Assemblee vi chiede di allargare la partecipazione alle assemblee sovrane dei cittadini e di rafforzarle, nonché di crearne delle nuove. Invitiamo tutti i Gilets Jaunes a diffondere quest’appello e le conclusioni dei lavori della nostra assemblea. I risultati del lavoro svolto in plenaria alimenteranno le azioni e le riflessioni delle assemblee.

Lanciamo diversi appelli, sulle elezioni europee, sulle assemblee popolari cittadine locali, contro la repressione e per l’annullamento delle sentenze per i detenuti ed i condannati del movimento. Ci sembra necessario impiegare le prossime tre settimane per mobilitare tutti i Gilets Jaunes e convincere chi ancora non lo è. 

Facciamo appello ad una settimana gialla d’azione a partire dal 1° maggio.
Invitiamo tutti coloro che vogliono porre fine al saccheggio di tutte le forme di vita ad entrare in conflitto con il sistema attuale, per creare insieme, con tutti i mezzi necessari, un nuovo movimento sociale, ecologico, popolare. La moltiplicazione delle lotte attuali ci impone di ricercare l’unità d’azione.

Lanciamo un appello a tutti i territori, a qualsiasi livello, al fine di combattere collettivamente per ottenere la soddisfazione delle nostre richieste sociali, fiscali, ecologiche e democratiche.

Consapevoli che dobbiamo combattere un sistema globale, riteniamo che sarà necessario uscire dal capitalismo. Così collettivamente realizzeremmo lo slogan “tutte e tutti insieme” che noi scandiamo e che rende tutto possibile. Ad ogni livello territoriale, noi costruiamo tutte e tutti insieme.

Il potere del popolo, con il popolo, per il popolo. Non guardateci, unitevi a noi». 

 Approvato all'unanimità dopo larga discussione e molti emendamenti

Continua »

Print Friendly and PDF

CLIMA: SE SI MOBILITANO LE BANCHE CENTRALI...

[ 28 aprile 2019 ]

Guarda un po', anche i banchieri centrali, sommi sacerdoti del capitalismo casinò, si mobilitano contro il cosiddetto "global warming". Ce ne da conto  FORTUNE, rivista della grande finanza globale pubblicata dalla Time.
L'articolo spiega le ragioni, per niente recondite, per cui lorsignori ritengono la questione strategica.




*  *  *

IL NUOVO ALLEATO DEL CLIMA: LE BANCHE CENTRALI



- di Katherine Dunn
Mentre nell’ultima settimana i gruppi di manifestanti di Extincion Rebellion intasavano grandi aree del centro di Londra in una serie di manifestazioni che sono continuate anche giovedì, un gruppo molto diverso si è riunito a Parigi per discutere dell’impatto dei cambiamenti climatici, per confrontarsi su cosa fare al riguardo, e per inviare un messaggio urgente al mondo. A fare parte di questo particolare gruppo di discussione sul clima, però, sono alcune tra le più grandi banche centrali del pianeta.
“Nessun paese o comunità è immune”, si legge in una lettera aperta firmata dal governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney, dal governatore della Banca di Francia François Villeroy de Galhau e da Frank Elderson, che presiede il Network for Greening the Financial System e funge da direttore esecutivo presso la banca centrale olandese. “La principale responsabilità sulle politiche climatiche continuerà ad essere dei governi. E il settore privato determinerà il successo della messa in pratica. Ma come responsabili delle politiche finanziarie e consulenti, non possiamo ignorare l’evidente rischio sotto i nostri occhi”.
Sta prendendo piede l’approccio pragmatico delle banche centrali ai cambiamenti climatici, che aggira gli aspetti morali o politici e va dritto al cuore di ciò che fanno le banche centrali: gestire il rischio finanziario di una nazione. Con un clima sempre più caldo che minaccia il valore di prestiti, assicurazioni, industrie e intere economie, quelle banche dicono che non fare nulla non è un’opzione.

“Sono stati molto chiari: vogliono affrontare questo problema”, dice Danae Kyriakopoulou, capo economista dell’OMFIF, un think tank e forum per le banche centrali con sede a Londra. “È una questione di stabilità finanziaria”.

La divisione politica


Dietro alla lettera aperta c’è il Network for Greening the Financial System (NGFS), rete destinata alle banche centrali e alle autorità di vigilanza. La lettera ha accompagnato il rilascio della prima relazione dell’NGFS e una serie di raccomandazioni per affrontare i rischi da cambiamento climatico. Tra queste la richiesta alle banche di riferire la propria esposizione rispetto ai cambiamenti climatici, di orientare i propri fondi verso investimenti sostenibili, di spingere per più dati e più trasparenza sulle possibili influenze sull’economia da parte dei cambiamenti climatici.
Il gruppo è cresciuto da una manciata di banche prevalentemente europee alla fine del 2017 a 34 tra banche centrali e supervisori nell’aprile 2019, oltre ad osservatori, che vanno dalla Banca Popolare Cinese alle banche centrali in Tailandia, Grecia e Colombia. Sono coinvolte anche istituzioni come la Banca mondiale e la Banca dei regolamenti internazionali. In totale, il network rappresenta attualmente un terzo della popolazione del pianeta, due terzi delle banche e assicuratori di rilevanza sistemica mondiale e quasi la metà delle emissioni mondiali di gas serra, secondo il gruppo.
C’è da dire che raccomandazioni e azioni concrete sono due cose diverse, e alcune banche centrali sono molto più avanti di altre nel mettere in pratica le soluzioni. Anche se la maggior parte delle banche centrali sono indipendenti dai loro governi, la politica conta ancora.
“Sarebbe ingenuo pensare che una banca centrale farebbe passi avanti se non avesse un certo sostegno politico”, dice Jon Williams, un partner al PWC di Londra che si occupa di sostenibilità e cambiamento climatico.
Comunque, il movimento sta prendendo slancio. È iniziato in Inghilterra nel 2015, dicono gli esperti, quando il governatore della Bank of England, Carney, ha avvertito che “il cambiamento climatico è la tragedia all’orizzonte”. La scorsa settimana, la banca ha annunciato che sarebbe stata la prima al mondo a stabilire come le banche e le compagnie di assicurazione sotto la sua vigilanza debbano rivelare come stiano gestendo i rischi finanziari del cambiamento climatico.
Anche la People’s Bank of China ha avuto un ruolo da leader, presiedendo uno dei gruppi NGFS sulla supervisione dell’esposizione delle banche ai cambiamenti climatici. Ma con il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi, è partiolarmente pesante l’assenza dal network della Federal Reserve americana, nonostante alcuni membri della Fed dichiarino pubblicamente come affrontare il cambiamento climatico rientri nel mandato della banca.
“È molto difficile per la Federal Reserve impegnarsi in questo problema”, afferma Kyriakopoulou. “Quindi effettivamente in questo caso si può vedere questo collegamento” politico.

Rischio e responsabilità sociale


Parlando a Parigi la scorsa settimana, Sabine Lautenschläger, membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea, ha riassunto i risultati di uno studio pilota sul modo in cui un gruppo di banche non centrali si sta adattando ai cambiamenti climatici.
“Le banche sembrano aver affrontato questo argomento dal punto di vista della responsabilità sociale delle imprese piuttosto che da una prospettiva di gestione del rischio”, ha affermato.
banchieri sistemici
Il messaggio era chiaro: il cambiamento è stato considerato un orpello, più in linea con il miglioramento dell’immagine pubblica delle banche che con il puntellamento del rischio. Invece, Lautenschläger ha sollecitato un’azione immediata.
Lo spostamento di prospettiva di cui parla Lautenschläger sta già accadendo riguardo un altro argomento, molto attuale nel mondo del business: la diversity.
Per lungo tempo la diversità è stata vista solo come un punto di discussione morale per un’azienda. Ma, sempre di più, viene presentata come una questione di core business, in seguito a un rapporto del gennaio 2018 di McKinsey che collega la diversità ai profitti, e la spinta di fondi come BlackRock e Vanguard verso l’aumento della diversità del consiglio di amministrazione come mezzo per migliorare le prestazioni finanziarie. La diversità, hanno detto gli investitori, non è un obiettivo politico, o sociale, periferico, ma è legata direttamente al risultato economico di un’impresa.
Ora, le banche centrali stanno facendo qualcosa di simile quando affrontano il cambiamento climatico. Dal loro punto di vista, non è una discussione riservata alle istituzioni attente o politicamente orientate ai temi progressisti, poiché ha innegabili ramificazioni di business: banche che si trovano di fronte all’incapacità di erogare prestiti, assicurazioni che devono coprire le crescenti conseguenze di disastri naturali ed economie che hanno bisogno di un passaggio senza precedenti a modelli a basse emissioni di carbonio, un cambiamento che interesserà ogni singola industria. In breve, “non si tratta semplicemente di allestire una vetrina”, afferma Kyriakopoulou.
Questo approccio potrebbe aiutare a spostare l’ago anche per i fondi sovrani. In alcuni paesi, tali fondi sono gestiti direttamente dalle banche centrali, che potrebbero ora subire pressioni per spostare le loro partecipazioni verso industrie più verdi o lontano da attività che potrebbero avere un maggiore rischio climatico.
A marzo, il fondo sovrano della Norvegia, i cui mille miliardi di dollari vengono gestiti dalla banca centrale del paese, ha dichiarato che venderà alcune partecipazioni in società energetiche che esplorano e producono petrolio e gas (il fondo manterrà comunque partecipazioni in società energetiche). La sua logica è basata sul rischio: dato che l’economia del paese è già così dipendente dal petrolio e dal gas, non ha senso continuare a raddoppiare l’esposizione.
Questo approccio pragmatico potrebbe funzionare anche per le banche centrali?
“Se arrivi si da retta a chi dice che il cambiamento climatico è un rischio finanziario, allora le banche centrali hanno tutti gli strumenti necessari”, dice Williams di Pricewaterhouse Coopers. “Penso che quello che stiamo vedendo sia un’ondata di progresso.” 

* Fonte: FORTUNE Italia

Continua »

Print Friendly and PDF

sabato 27 aprile 2019

SPAGNA: LA CATALOGNA, LA CRISI DI PODEMOS, L'ASCESA DI VOX di R. Franquesa e D. Toledano

Ramon Franquesa (primo da sinistra) e Diosdado Toledano (al centro)
[ 26 aprile 2019 ]

Domani in Spagna si svolgeranno elezioni anticipate. 
La terza volta in pochi anni, segno di una crisi sociale, politica e istituzionale profonda. Crisi accentuatasi con la frattura catalana e la polarizzazione tra opposti nazionalismi — di cui il fenomeno dell'avanzata improvvisa di VOX è manifestazione. In questa situazione si segnala il declino annunciato di PODEMOS. 
Qui sotto il video con gli interventi di Diosdado Toledano, esponente di Xarxa socialismo XXI e attivista di Podemos, e Ramon Franquesa, professore di Economia mondiale all'università di Barcellona e promotore della piattaforma Salir del euro, al convegno EUREXIT, svoltosi a Roma il 13 aprile scorso.

Nei prossimi giorni seguiranno quelli dei Gilet Gialli francesi e del greco Koutsianas
Pantelis.

Ringraziamo BYOBLU, la sua troupe e quindi Claudio Messora per la registrazione e la pubblicazione, che infatti prendiamo dal canale medesimo.



Continua »

Print Friendly and PDF

GATTA CI COVA di Sandokan

[ 27 aprile 2019 ]

Questo blog si occupò di Armando Siri in tempi non sospetti (agosto 2017) con una critica di Mazzei alla proposta di Flat tax, vero e proprio marchio di fabbrica del faccendiere genovese che patteggiò la condanna per bancarotta fraudolenta.
Ora Siri è nei guai (e con lui la Lega di Salvini) a causa di un'intercettazione dalla quale si evince che avrebbe preso una mazzetta di 30mila euro, da un altro faccendiere, tale Paolo Arata, che a sua volta sarebbe in affari con un terzo faccendiere in odore di mafia, il pregiudicato Vito Nicastri. Vien fuori che il potente bocconiano Giorgetti ha assunto, presso il suo ufficio alla Vicepresidenza del consiglio, uno dei figli di Arata. Emerge infine che gli Arata avrebbero redatto il programma energetico della Lega.
I conti non tornano, o meglio, tornano eccome.

Sta di fatto che questa torbida vicenda sta facendo tremare il governo giallo-verde. Di Maio chiede le dimissioni del sottosegretario e solleva legittimamente la questione del conflitto d'interesse, Salvini e la Lega hanno blindato il faccendiere Siri.

Domanda: fatto salvo il principio che nessuno può essere considerato colpevole fino a sentenza passata in giudicato, è giusto che Siri resti al suo posto? Penso che no, penso che il nostro avrebbe dovuto, di sua sponte, rassegnare le proprie dimissioni. 

Salvini non può non sapere che per i Cinque Stelle, tanto più in un momento di loro grande difficoltà, la questione della "onestà" è una specie di Linea del Piave. Si può discettare se ciò sia giusto e se abbia la sperata efficacia politica, ma così è. Salvini tirerà dritto fino a mettere a repentaglio la vita del governo?

Se fosse questo il caso è evidente che Salvini ha un suo preciso piano, che implica il voto anticipato. Le gole profonde dicono che il Quirinale le concederebbe, poiché preferirebbe, egli ed i poteri forti che rappresenta, un governo di centro-destra a guida Salvini a quello che considera l'attuale marasma. E le concederebbe in autunno, in tempo per fare una Legge di bilancio lacrime e sangue, così come ... "ce lo chiede l'Europa".

Se le cose stanno così le elezioni europee sono un decisivo banco di prova per affondare il governo giallo-verde e sondare la fattibilità della consegna di Palazzo Chigi al nuovo centro-destra con l'avallo di Mattarella.

Chi ha sale in zucca sa come deve votare il 26 maggio....


Sostieni SOLLEVAZIONE e Programma 101


Continua »

Print Friendly and PDF

LA PAGINA FACEBOOK DEL MOVIMENTO POPOLARE DI LIBERAZIONE - P101

LA PAGINA FACEBOOK DI SOLLEVAZIONE

Lettori fissi di SOLLEVAZIONE

Temi

Unione europea (919) euro (773) crisi (640) economia (618) sinistra (538) finanza (285) teoria politica (284) Leonardo Mazzei (260) M5S (257) grecia (245) Movimento Popolare di Liberazione (243) P101 (243) Governo giallo-verde (235) elezioni (235) sfascio politico (235) resistenza (225) imperialismo (219) sovranità nazionale (217) banche (214) Moreno Pasquinelli (209) internazionale (209) risveglio sociale (184) alternativa (168) seconda repubblica (167) Syriza (155) Tsipras (146) debito pubblico (132) Matteo Renzi (131) piemme (127) programma 101 (124) antimperialismo (122) spagna (118) marxismo (115) filosofia (114) immigrazione (113) Francia (111) sovranità monetaria (111) PD (110) democrazia (107) destra (107) costituzione (105) populismo (101) sollevazione (101) neoliberismo (100) Grillo (94) Stefano Fassina (94) elezioni 2018 (94) berlusconismo (91) proletariato (91) islam (88) Germania (85) Matteo Salvini (85) geopolitica (83) Carlo Formenti (82) Emiliano Brancaccio (82) Alberto Bagnai (80) austerità (80) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) bce (78) Sandokan (76) Stati Uniti D'America (75) sindacato (75) Podemos (74) referendum costituzionale 2016 (74) sinistra anti-nazionale (73) Mario Monti (71) capitalismo (70) guerra (68) Libia (65) Medio oriente (63) Sergio Cesaratto (62) capitalismo casinò (62) Rivoluzione Democratica (61) rifondazione (61) globalizzazione (60) CLN (59) Russia (58) CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (57) bancocrazia (57) immigrati (57) Sicilia (56) Alexis Tsipras (55) Siria (55) Lega (54) Legge di Bilancio (53) Lega Nord (52) Pablo Iglesias (52) cinque stelle (52) referendum (52) socialismo (52) sovranismo (52) Alitalia (51) sovranità popolare (51) neofascismo (50) Emmezeta (49) Movimento dei forconi (49) fiat (49) moneta (49) Diego Fusaro (48) brexit (48) legge elettorale (48) sinistra sovranista (48) campo antimperialista (47) immigrazione sostenibile (46) Nichi Vendola (45) renzismo (45) solidarietà (45) Beppe Grillo (44) Manolo Monereo (44) Troika (44) Yanis Varoufakis (44) astensionismo (43) inchiesta (43) Luciano Barra Caracciolo (41) Mimmo Porcaro (39) sionismo (39) uscita dall'euro (39) Fiorenzo Fraioli (38) Mario Draghi (38) Ugo Boghetta (38) gilet gialli (38) liberismo (38) proteste operaie (38) italicum (37) palestina (37) Giorgio Cremaschi (36) Israele (36) patriottismo (36) Marine Le Pen (35) fiscal compact (35) sinistra patriottica (35) III. Forum internazionale no-euro (34) Karl Marx (34) Luigi Di Maio (34) Ucraina (34) egitto (34) 9 dicembre (33) azione (33) nazione (33) uscita di sinistra dall'euro (33) Def (32) ISIS (32) Merkel (32) ambiente (32) default (32) fiom (32) populismo di sinistra (32) Forum europeo 2016 (31) Sel (31) governo Renzi (31) unità anticapitalisa (31) xenofobia (30) Nello de Bellis (29) cina (29) ecologia (29) eurostop (28) napolitano (28) scienza (28) Assemblea di Chianciano terme (27) catalogna (27) islamofobia (27) menzogne di stato (27) Donald Trump (26) Fabio Frati (26) Putin (26) elezioni europee 2019 (26) silvio berlusconi (26) storia (26) Beppe De Santis (25) Forum europeo (25) elezioni siciliane 2017 (25) nazionalismi (25) nazionalizzazione (25) Europa (24) Quantitative easing (24) USA (24) Venezuela (24) religione (24) Aldo Giannuli (23) Lavoro (23) Mauro Pasquinelli (23) Movimento 5 Stelle (23) Stato di diritto (23) finanziarizzazione (23) ora-costituente (23) razzismo (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Nato (22) Roma (22) antifascismo (22) emigrazione (22) repressione (22) scuola (22) Chianciano Terme (21) Front National (21) Simone Boemio (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) Unità Popolare (21) etica (21) iran (21) nazionalismo (21) Laikí Enótita (20) Marcia della Dignità (20) Regno Unito (20) coordinamento no-euro europeo (20) keynes (20) melenchon (20) minibot (20) Comitato centrale P101 (19) Emmanuel Macron (19) F.S. (19) Mariano Ferro (19) Norberto Fragiacomo (19) Sicilia Libera e Sovrana (19) Tunisia (19) Vladimiro Giacchè (19) fronte popolare (19) iraq (19) Donbass (18) Izquierda Unida (18) Noi siciliani con Busalacchi (18) pace (18) tecnoscienza (18) Assisi (17) Costanzo Preve (17) Domenico Moro (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Jacques Sapir (17) Paolo Savona (17) Perugia (17) Pier Carlo Padoan (17) euro-germania (17) lotta di classe (17) media (17) piano B (17) senso comune (17) Enrico Letta (16) Foligno (16) Forum di Atene (16) Luciano B. Caracciolo (16) Marco Mori (16) Prc (16) Reddito di cittadinanza (16) Tonguessy (16) appello (16) ballottaggi (16) chiesa (16) umbria (16) vendola (16) Cremaschi (15) International no euro forum (15) Renzi (15) casa pound (15) cosmopolitismo (15) indipendenza (15) internazionalismo (15) internet (15) piattaforma eurostop (15) 15 ottobre (14) Brancaccio (14) Enea Boria (14) Ernesto Screpanti (14) Eurogruppo (14) M. Micaela Bartolucci (14) Monte dei Paschi (14) Salvini (14) Stato Islamico (14) Vincenzo Baldassarri (14) comunismo (14) diritto (14) manifestazione (14) obama (14) salerno (14) sciopero (14) vaccini (14) Alitalia all'Italia (13) Bersani (13) Chavez (13) Daniela Di Marco (13) Enrico Grazzini (13) Eos (13) Jobs act (13) Legge di stabilità (13) MMT (13) Marino Badiale (13) Virginia Raggi (13) Wilhelm Langthaler (13) acciaierie Terni (13) complottismo (13) disoccupazione (13) fascismo (13) finanziaria (13) no tav (13) potere al popolo (13) privatizzazioni (13) regionalismo differenziato (13) tasse (13) Alessandro Visalli (12) Alfredo D'Attorre (12) Costas Lapavitsas (12) D'alema (12) Forum europeo 2015 (12) Negri (12) Panagiotis Lafazanis (12) Sergio Mattarella (12) Turchia (12) analisi politica (12) decreto salva-banche (12) europeismo (12) femminismo (12) global warming (12) keynesismo (12) salari (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Alessandro Di Battista (11) De Magistris (11) Esm (11) France Insoumise (11) Fridays for Future (11) Gennaro Zezza (11) Movimento pastori sardi (11) Papa Francesco (11) Portogallo (11) Stato (11) clima (11) corruzione (11) cultura (11) de-globalizzazione (11) iniziative (11) manifestazione del 12 ottobre (11) nucleare (11) ordoliberismo (11) sindacalismo di base (11) sinistra Italiana (11) unione bancaria (11) Aldo Zanchetta (10) Art. 18 (10) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) Carl Schmitt (10) Dicotomia (10) Fausto Bertinotti (10) Fmi (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Forum di Roma 2019 (10) George Soros (10) Hollande (10) Jean-Luc Mélenchon (10) Lista del Popolo (10) Marco Passarella (10) Marco Zanni (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Paolo Barnard (10) Pardem (10) Quirinale (10) Risorgimento Socialista (10) Terni (10) cattiva scuola (10) decrescita (10) diritti civili (10) facebook (10) golpe (10) islanda (10) mediterraneo (10) povertà (10) presidenzialismo (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Bernie Sanders (9) CGIL (9) Campagna eurostop (9) Claudio Borghi (9) Diritti Sociali (9) Forconi (9) Giulietto Chiesa (9) Ilva (9) Paolo Ferrero (9) Stato nazione (9) Stefano D'Andrea (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wolfgang Schaeuble (9) bail-in (9) crisi di governo (9) deficit (9) elezioni anticipate (9) istruzione (9) liberiamo l'Italia (9) necrologi (9) tecnologie (9) Abu Bakr al-Baghdadi (8) Antonio Rinaldi (8) Argentina (8) Corte costituzionale (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) Draghi (8) Erdogan (8) F.f (8) Genova (8) Giorgetti (8) Goracci (8) II assemblea della CLN (1-3 settembre) (8) Ingroia (8) Italia Ribelle e Sovrana (8) Julio Anguita (8) Landini (8) Mattarella (8) Mirafiori (8) Yanis Varoufakys (8) borsa (8) classi sociali (8) cosmo-internazionalismo (8) debitocrazia (8) destra non euro (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate 2017 (8) elezioni siciliane (8) fisco (8) grexit (8) il pedante (8) inflazione (8) liberalismo (8) lira (8) manifestazione 25 marzo 2017 (8) marxisti dell'Illinois (8) medicina (8) nuovo movimento politico (8) proteste (8) questione femminile (8) questione nazionale (8) regionalismo (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) sociologia (8) svalutazione (8) taranto (8) trasporto aereo (8) unità anticapitalista (8) unità nazionale (8) Alessandro Chiavacci (7) Alternative für Deutschland (7) Antonio Gramsci (7) Articolo 18 (7) CUB (7) Cub Trasporti (7) Dino Greco (7) Flat tax (7) Franz Altomare (7) Giuseppe Angiuli (7) ISIL (7) Inigo Errejón (7) Je so' Pazzo (7) Joseph Stiglitz (7) Lenin (7) Luca Massimo Climati (7) MMT. Barnard (7) Massimo Bontempelli (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Nuit Debout (7) Oskar Lafontaine (7) Pil italiano (7) Riccardo Achilli (7) Samuele Mazzolini (7) Sapir (7) Ttip (7) agricoltura (7) aletheia (7) anarchismo (7) bankitalia (7) confederazione (7) derivati (7) eurexit (7) eurocrack (7) il manifesto (7) incontri (7) magistratura (7) moneta fiscale (7) nazismo (7) patria e costituzione (7) rivolta (7) rivoluzione civile (7) rossobrunismo (7) sanità (7) sovranità (7) spread (7) transfemminismo (7) trasporto pubblico (7) Ars (6) Banca centrale europea (6) Bazaar (6) Bottega partigiana (6) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (6) Carlo Galli (6) Casaleggio (6) Contropiano (6) Eros Cococcetta (6) Eugenio Scalfari (6) Franco Bartolomei (6) Fratelli d'Italia (6) Frédéric Lordon (6) Gaza (6) Giancarlo D'Andrea (6) Gran Bretagna (6) Jeremy Corbyn (6) M.AR.S. (6) Maduro (6) Militant-blog (6) Nino galloni (6) No Renzi Day (6) Noi con Salvini (6) ORA! (6) Papa Bergoglio (6) Pisapia (6) Polonia (6) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (6) Regioni autonome (6) Sandro Arcais (6) Seconda Assemblea P101 (6) Stato di Polizia (6) Target 2 (6) Teoria Monetaria Moderna (6) Titoli di stato (6) Toni negri (6) USB (6) Ungheria (6) Viktor Orban (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) autodeterminazione dei popoli (6) automazione (6) beni comuni (6) bipolarismo (6) fabrizio Marchi (6) famiglia (6) giovanni Tria (6) governo Gentiloni (6) ideologia (6) incontro internazionale (6) la variante populista (6) liberosambismo (6) migranti (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) pensioni (6) populismo democratico (6) sardegna (6) sovranismi (6) suicidi (6) suicidi economici (6) tecnica (6) terremoto (6) uber (6) utero in affitto (6) Alberto Negri (5) Anguita (5) Antonio Ingroia (5) Assad (5) Carola Rackete (5) Dario Guarascio (5) Decreto Dignità (5) Decreto sicurezza (5) Dimitris Mitropoulos (5) Ernesto Laclau (5) Federalismo (5) Federico Fubini (5) Ferdinando Pastore (5) Finlandia (5) Forza Italia (5) Franco Busalacchi (5) HAMAS (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Joël Perichaud (5) Kirchner (5) Lucca (5) Luigi De Magistris (5) Marcello Teti (5) Marx (5) No Monti Day (5) No debito (5) Npl (5) Paolo Becchi (5) Parigi (5) Partito tedesco (5) Pcl (5) Rete dei Comunisti (5) Romano Prodi (5) Rosatellum 2 (5) Sharing Economy (5) Stathis Kouvelakis (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Thomas Fazi (5) Val di Susa (5) Wolfgang Munchau (5) afghanistan (5) alleanze (5) banche popolari (5) brasile (5) califfato (5) camusso (5) chiesa ortodossa (5) confindustria (5) cuba (5) debitori (5) di Pietro (5) donna (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni. Lega (5) fratelli musulmani (5) giornalismo (5) giovani (5) governo (5) jihadismo (5) laicismo (5) massimo fini (5) pomigliano (5) procedura d'infrazione (5) proteste agricoltori (5) rifugiati politici (5) risorgimento (5) salvinismo (5) tremonti (5) wikileaks (5) 16 giugno Roma (4) ALBA (4) Africa (4) Alessia Vignali (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Angelo Panebianco (4) Anna Falcone (4) Antonio Amoroso (4) Aurelio Fabiani (4) Autostrade per l'Italia (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (4) Carovana di solidarietà (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Chiavacci Alessandro (4) Città della Pieve (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (4) Corea del Nord (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Deutsche Bank (4) Die Linke (4) Diego Melegari (4) Felice Floris (4) Francesco Giavazzi (4) Frente civico (4) GIAPPONE (4) Giorgia Meloni (4) Giuliano Pisapia (4) Giulio Regeni (4) Giulio Sapelli (4) Giuseppe Mazzini (4) Imu (4) Incontro di Roma (4) JP Morgan (4) Jacques Nikonoff (4) Karl Polany (4) Kke (4) L'Altra Europa con Tsipras (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Leonardo Mazzzei (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) Macron (4) Marcello Minenna (4) Marchionne (4) Martin Heidegger (4) Morgan Stanley (4) Mosul (4) NO TAP (4) Noi sicialiani con Busalacchi (4) ONU (4) Oscar Lafontaine (4) Paolo Gerbaudo (4) Pci (4) Piattaforma di sinistra (4) Pier Paolo Dal Monte (4) Piero Bernocchi (4) Prodi (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Sergio Starace (4) Simone Pillon (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) TAP (4) Trump (4) Tyssenkrupp (4) Varoufakis (4) Visco (4) Vladimiro Giacché (4) Xarxa Socialisme 21 (4) Xi Jinping (4) Yemen (4) agricoltura biologica (4) al-Sisi (4) anarchici (4) arancioni (4) bigenitorialità (4) carceri (4) cinema (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianesimo (4) cristianismo (4) decreto vaccini (4) demografia (4) diritti di cittadinanza (4) donne (4) elezioni 2017 (4) elezioni comunali 2017 (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) futuro collettivo (4) gender (4) il fatto quotidiano (4) informatica (4) intelligenza artificiale (4) irisbus (4) irlanda (4) italia (4) ius soli (4) legge del valore (4) legge di stabilità 2017 (4) parti de gauche (4) patrimoniale (4) porcellum (4) precarietà (4) presidente della repubblica (4) primarie (4) protezionismo (4) risparmio (4) salute (4) saviano (4) seminario (4) sottoscrizione (4) spending review (4) spesa pubblica (4) statizzazione banche (4) transizione al socialismo (4) trattati europei (4) truffa bancaria (4) wikidemocrazia (4) xylella (4) 19 ottobre (3) Ahmadinejad (3) Alavanos (3) Albert Einstein (3) Alberto Alesina (3) Alessandro Somma (3) Alfiero Grandi (3) America latina (3) Antonella Stirati (3) Aquisgrana (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Bergoglio (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Bloco de Esquerda. (3) Cerveteri Libera (3) Cia (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Commissione europea (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Diosdado Toledano (3) EDWARD SNOWDEN (3) Eleonora Forenza (3) Emanuele Severino (3) Ernest Vardanean (3) Ernesto Galli Della Loggia (3) Eurasia (3) Fabio Nobile (3) Fabrizio Tringali (3) Fausto Sorini (3) Filippo Abbate (3) Francesco Salistrari (3) Fratoianni (3) Fronte Sovranista Italiano (3) Gianni Ferrara (3) Giorgio Lunghini (3) Giuliana Nerla (3) Giuseppe Pelazza (3) Goofynomics (3) Gramsci (3) HELICOPTER MONEY (3) Hezbollah (3) ISTAT (3) Ilaria Bifarini (3) Ivan Cavicchi (3) Jens Weidmann (3) Jugoslavia (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) Luciano Canfora (3) MOHAMED KONARE (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marcello Foa (3) Marco Bulletta (3) Marco Mainardi (3) Mario Volpi (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Massimo cacciari (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Milton Friedmann (3) Modern Money Theory (3) Moldavia (3) Morya Longo (3) Napoli (3) Nigel Farage (3) No e-45 autostrada (3) Noi Mediterranei (3) Olanda (3) Palermo (3) Panagiotis Sotiris (3) Paola De Pin (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Poroshenko (3) Rinascita (3) Rodoflo Monacelli (3) Ruggero Arenella (3) Salento (3) Sarkozy (3) Scenari Economici (3) Six Pack (3) Ugo Arrigo (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) alceste de ambris (3) austria (3) bollettino medico (3) crediti deteriorati (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) diritto d'asilo politico (3) diritto di cittadinanza (3) divorzio banca d'Italia Tesoro (3) dollaro (3) economia sociale di mercato (3) euroasiatismo (3) forza nuova (3) giustizia (3) greta thumberg (3) indignati (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) legge di bilancio 2020 (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) machiavelli (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mezzogiorno (3) minijobs. Germania (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) occidente (3) oligarchia (3) partito (3) partito democratico (3) psicanalisi (3) quota 100 (3) rai (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) robotica (3) sanità. spending review (3) seminario teorico (3) senato (3) sinistra transgenica (3) sme (3) social media (3) socialdemocrazia (3) sondaggi (3) sovranità e costituzione (3) sovrapproduzione (3) takfir (3) tassisti (3) terza assemblea P101 (3) tv (3) università (3) violenza (3) web (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 25 aprile 2017 (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Alberto Benzoni (2) Alberto Montero (2) Alétheia (2) Amando Siri (2) Amazon (2) Andalusia (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Arabia saudita (2) Arditi del Popolo (2) Armando Mattioli (2) Armando Siri (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Banca (2) Bandiera rossa in movimento (2) Benedetto Croce (2) Benetton (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Blockchain (2) Bolkestein (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) Carc (2) Carlo Clericetti (2) Carlo Freccero (2) Carlo Romagnoli (2) Cernobbio (2) Certificati di Credito Fiscale (2) Cgia Mestre (2) Chantal Mouffe (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Claudia Castangia (2) Colonialismo (2) Comitato antifascista russo-ucraiono (2) Conte (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Dani Rodrik (2) De Bortoli (2) Der Spiegel (2) Diem25 (2) Domenico Losurdo (2) Don Giancarlo Formenton (2) Dugin (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Ego della Rete (2) Emilia Clementi (2) Emiliano Gioia (2) Eric Toussaint (2) Ettore Livini (2) European Quantitative-easing Intermediated Program (2) F.List (2) Federal reserve (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Filippo Gallinella (2) Fiumicino (2) Forestale (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Forum Popoli Mediterranei (2) Francesco Lamantia (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Neri (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Futuro al lavoro (2) Generale Pappalardo (2) Gentiloni (2) Giacomo Bracci (2) Giacomo Russo Spena (2) Giada Boncompagni (2) Giancarlo Cancelleri (2) Gig Economy (2) Giorgio Gattei (2) Giovanni Gentile (2) Giuliano Amato (2) Giulio Bonali (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Google (2) Grottaminarda (2) Guido Grossi (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hitler (2) Héctor Illueca (2) INPS (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italexit (2) Italia Ribelle (2) Iugend Rettet (2) Iugoslavia (2) Javier Couso Permuy (2) Juan Carlos Monedero (2) Juncker (2) Junker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) La Grassa (2) Lelio Basso (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) MES (2) MPL (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marco Revelli (2) Maria Elena Boschi (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Tronti (2) Mark Zuckerberg (2) Marocco (2) Massimo D'Antoni (2) Massimo PIvetti (2) Michele Serra (2) Michele fabiani (2) Microsoft (2) Militant (2) Moscovici (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) Mélenchon (2) Nadia Garbellini (2) Netanyahu (2) Nicaragua (2) Omt (2) Oriana Fallaci (2) Ostia (2) Paolo Maddalena (2) Papa (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) PdCI (2) Pdl (2) Piano di eradicazione degli ulivi (2) Piemonte (2) Pippo Civati (2) Pkk (2) Portella della Ginesta (2) Preve (2) Quarto Polo (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Reddito di inclusione sociale (2) Riccardo Bellofiore (2) Riccardo Ruggeri (2) Riscossa Italia (2) Roberto Ferretti (2) Rosanna Spadini (2) Rosarno (2) Rozzano (2) Ryan air (2) SPD (2) STX (2) Sahra Wagenknecht (2) Salistrari (2) Schumpeter (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Seconda Assemblea CLN (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Severgnini (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stavros Mavroudeas (2) Stefano Zecchinelli (2) Steve Bannon (2) Stiglitz (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Telecom (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Piketty (2) Tito Boeri (2) Tiziana Ciprini (2) Tltro (2) Tomaso Montanari (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Umberto Eco (2) Ursula von der Leyen (2) VOX (2) Valerio Bruschini (2) Von Der Leyen (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) agricoltori indignati (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) animalismo (2) antisemitismo (2) atac (2) banche venete (2) battaglia d'autunno (2) biotecnocrazia (2) blocco sociale (2) bontempelli (2) burkini (2) califfaato (2) calunnia (2) casa (2) clausole di salvaguardia (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) comuni (2) comunicazione (2) curdi (2) debito (2) debito privato (2) denaro (2) deregulation (2) domenico gallo (2) due euro (2) dughin (2) elezioni comunali 2015 (2) elezioni comunali 2019 (2) enel (2) energia (2) ennahda (2) esercito (2) eugenetica (2) expo (2) export (2) fake news (2) fecondazione eterologa (2) fincantieri (2) fine del lavoro (2) foibe (2) frontiere (2) gaypride (2) genetica (2) gennaro Migliore (2) geoeconomia (2) giacobinismo (2) giovine italia (2) governicchio (2) guerra di civiltà (2) inceneritori (2) indignatos (2) industria italiana (2) ines armand (2) intimperialismo (2) isu sanguinis (2) legge (2) legge di stabilità 2018 (2) lgbt (2) libano (2) liberi e uguali (2) libertà di pensiero (2) maidan (2) manifestazione 2 giugno 2018 (2) marina silva (2) mercantislismo (2) no expo (2) non una di meno (2) olocausto (2) omosessualità (2) ong (2) paolo vinti (2) pareggio di bilancio (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) patto politico (2) petrolio (2) pietro ratto (2) poste (2) poste italiane (2) prescrizione (2) proporzionale (2) province (2) razionalismo (2) reddito di base (2) ricchezza (2) rifiuti (2) riformismo (2) rivoluzione russa (2) rivoluzione socialista (2) sciopero generale (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) silicon valley (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) società (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) tasso di cambio (2) teologia (2) terzo polo (2) transgender (2) transumano (2) ulivi (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) uscita da sinistra (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 100 giorni (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 25 aprile 2018 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 4 novembre (1) 5G (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 8 settembre (1) 9 febbraio 2019 (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Aberto Bellini (1) Accellerazionismo (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) AirCrewCommittee (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alan Johnson (1) Alba Libica (1) Albania (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alexander Zakharchenko (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amintore Fanfani (1) Amoroso (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Andrew Spannaus (1) Angela Matteucci (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Anthony Coughlan (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Guarino (1) Antonio Rinaldis (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Apple (1) Arditi (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art 81 (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Articolo1 (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Assange (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Atlantia (1) Attali (1) Augusto Graziani (1) Australia (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Bashar al-Assad (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bazar (1) Bcc (1) Bekaert (1) Belardelli (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Blade Runner 2049 (1) Boicotta Eurovision (1) Boikp Borisov (1) Bolivia (1) Bolsonaro (1) Bossi (1) Branko Milanovic (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Britannia (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) C.f.. Governo giallo-verde (1) CCF (1) CNL (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Caritas (1) Carlo Candi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Rovelli (1) Carmine Pinto (1) Casal Bruciato (1) Cascina Raticosa (1) Casini (1) Cassazione (1) Cassese Sabino (1) Catarina Martins (1) Cekia (1) Cesare Battisti (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christian Napolitano (1) Christian Rocca (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Civitavecchia (1) Claudia Zeta (1) Claudio Maartini (1) Claudio Magris (1) Claus Offe (1) Concita De Gregorio (1) Confederazione europea (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Coordinamento europeo per l'uscita dall'Unione (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Corte Europea sui diritti dell'uomo (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cristina Re (1) Cuperlo (1) DDL (1) Dagospia (1) Daisy Osauke (1) Damiano palano (1) Dan Glazebrook (1) Daniela Conti (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davide Gionco (1) Davos (1) De Masi (1) De Vito (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Dimitris Christoulias (1) Dio (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Don Sturzo (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Elliott Gabriel (1) Emilia-Romagna (1) Emilio Gentile (1) Emma Bonino (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrica Perucchietti (1) Enrico Angelini Partigiano (1) Enrico Gatto (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Enzo Pennetta (1) Erasmo vecchio (1) Ernesto Pertini (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Etiopia (1) Ettore Gotti Tedeschi (1) Eugenio Scalgari (1) Eurispes (1) Europa a due velocità (1) Extincion Rebellion (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio De Masi (1) Fabio Dragoni (1) Fabio Mini (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio De Paoli (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Florian Philippot (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Foro di Sao Paulo (1) Forum Ambrosetti (1) Forum dei Popoli Mediterranei (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lenzi (1) Francesco Magris (1) Franco Venturini (1) Frauke Petry (1) Fred Kuwornu (1) Freente Civico (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabanelli (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bellini (1) Giacomo Bellucci (1) Giacomo Vaciago (1) Giacomo Zuccarini (1) Giancarlo Bergamini (1) Gianluigi Paragone (1) Gim cassano (1) Giordano Sivini (1) Giovanna Vertova (1) Giovanni De Cristina (1) Giovanni Lo Porto (1) Giovanni Schiavon (1) Giovanni Tomei (1) Giovanni di Cristina (1) Giulia Grillo (1) Giuliana Commisso (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Ambrosetti (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tarro (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Godley (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Lutrario (1) Guido Ortona (1) Günther Anders (1) HSBC (1) Hainer Flassbeck (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Hong Kong (1) Huawei (1) Huffington Post (1) IPHONE (1) IRiS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Illueca (1) Imposimato (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) Inge Höger (1) Intellettuale dissidente (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Intesa Sanpaolo (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) JULIAN ASSANGE (1) Jacopo Custodi (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jason Barker (1) Je so' Pazz' (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) Joel Perichaud (1) John Laughland (1) John Locke (1) John Pilger (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Shumpeter (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Jugend Rettet (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kelsen (1) Kemi Seba (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kirill Vasilev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kosovo (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Koutsianas Pantelis (1) Kruhman (1) Ktragujevac (1) Kurdistan (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La Pira (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Left (1) Legge 194 (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Leonardo Coen (1) Leonardo SInigaglia (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) Lev Gumilev (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Riboli (1) Lidia Undiemi (1) Lillo Massimiliano Musso. Leoluca Orlando (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Alfano (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Lorenzo Fioramonti (1) Lorenzo Fontana (1) Loris Caruso (1) Luca Donadel (1) Luca Pagni (1) Lucarelli (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luigi Zingales (1) Luka Mesec (1) López Obrador (1) M. Pivetti (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) Macchiavelli (1) Macedonia (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcello Veneziani (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Cattaneo (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Rizzo (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Marcuse (1) Margarita Olivera (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Marina Minicuci (1) Mark Rutte (1) Maroni (1) Marta Fana (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo Costa (1) Massimo Gramellini (1) Massimo Recalcati (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Matteo Pucciarelli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Blondet (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Bocci (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Mdp (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Messico (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michelangelo Vasta (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Mihaly Kholtay (1) Milano (1) Milosevic (1) Milton Friedman (1) Mimmo Lucano (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Mladic (1) Mohamed bin Salman (1) Mohammad Javad Zarif (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Moshe Ya’alon (1) Moves (1) Movimento 77 (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimento democratici e progressisti (1) Movimento di Liberazione Popolare (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Nancy Fraser (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Nethanyahu (1) New York Times (1) Nicky Hager (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolas Dupont-Aignan (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Noelle Neumann (1) Noi sicialiano con Busalacchi (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) Nsa (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omnium (1) Onda d'Urto (1) Open Society Foundations (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) P01 (1) PCE (1) PCdI (1) PIANESI MARIO (1) POSSIBILE (1) PRISM (1) PSUV (1) Pablo Stefanoni (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Di Martino (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito comunista (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Paul "Elliot" Singer (1) Paul De Grauwe (1) Paul Steinhardt (1) Per una sinistra rivoluzionaria (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piepoli (1) Pier Francesco Zarcone (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Gobetti (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Attinasi (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Pino Prestigiacomo (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RENAUD LAMBERT (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Radek (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Ramarrik de Milford (1) Ramon Franquesa (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) René Girard (1) Report (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Rino Formica (1) Risorgimento Meridionale (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Robert Mundell (1) Roberta Lombardi (1) Roberto D'Agostino (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Marchesi (1) Roberto Martino (1) Roberto Massari (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rocco Casalino (1) Rohani (1) Roma 13 ottobre 2018 (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rosatellum (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) SYLVAIN LEDER (1) Sacko Soumayla (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Schengen (1) Schlageter (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) SiAMO (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Slavoj Zizek (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stanis Ruinas (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svitlana Grugorciùk (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tiziana Drago (1) Togliatti (1) Tommaso Nencioni (1) Tommaso Rodano (1) Tonia Guerra (1) Tony Manigrasso (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Tribunale dell'Aia (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ugo Mattei (1) Ulrich Grillo (1) Unicredit (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Valerio Colombo (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vito Lops (1) Vito Storniello (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) WHIRLPOOL (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wilders (1) Wolfgang Streeck (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zagrebelsky (1) Zaia (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zecchinelli (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) Zygmunt Bauman (1) aborto (1) accise (1) adozioni (1) agorà (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) alta velocità (1) amanda hunter (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) antimperialista (1) antisionismo (1) antispecismo (1) antropocene (1) antropologia (1) apocalisse (1) appoggio tattico (1) aree valutarie ottimali (1) armi (1) arresti (1) asia argento (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) ateismo (1) autogestione (1) ballarò (1) battisti (1) benessere (1) big five (1) bilancia dei pagamenti (1) bioetica (1) biologia (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bomba atomica (1) bonapartismo (1) brigantaggio (1) bufale (1) bullismo (1) calcio (1) campagna di finanziamento (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) cassa depositi e prestiti (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) cdp (1) censis (1) censura (1) chokri belaid (1) comitato (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) confucio (1) consiglio superiore della magistratura (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) cretinate. (1) curzio maltese (1) cybercombattenti (1) cyborg (1) dabiq (1) dall'euro (1) dalla NATO e dal neoliberismo (1) david harvey (1) decalogo (1) decescita (1) decrescita felice (1) decretone (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) deportazione economica (1) depressione (1) di Monica Di Sisto (1) dichiarazione di Roma (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) dracma (1) ebraismo (1) economie di scala (1) economist (1) ecosocialismo (1) egolatria (1) elezioni comunali 2018 (1) elezioni regionali 2019 (1) embraco (1) enav (1) enrico Corradini (1) estremismo (1) eurasismo (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) fiducia (1) finan (1) finaza (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) forme (1) freelancing (1) fuga dei capitali (1) fusione dei comuni (1) genere (1) giusnaturalismo (1) global compact (1) gold standard (1) governabilità (1) governo neutrale (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra valutaria (1) hansel e gretel (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) illiberale (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) incendi (1) independent contractor (1) india (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) intervista (1) ius sanguinis (1) ivana fabris (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge Madia (1) legge anticorruzione (1) legge antisciopero (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) leva obbligatoria (1) lex monetae (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) libra (1) linguaggio (1) link tax (1) liste civiche. (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) luddismmo (1) lula (1) madre surrogata (1) mafiodotto (1) maghreb (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) massimo bray (1) massoneria (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) matteo bortolon (1) megalamania (1) memoria (1) mercantilismo (1) mercato (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) modernità (1) molestie (1) momento polany (1) monetarismo (1) moody's (1) nascite (1) nazion (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) no allo spezzatino (1) no vax (1) nobel (1) nomine ue (1) norvegia (1) numero chiuso (1) obiezione di coscienza (1) occupy wall street (1) oligarchia eurista (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) parlamento europeo (1) partite iva (1) partiti (1) partito americano (1) partito brexit (1) partito umanista (1) patria (1) pecchioli luigi (1) peronismo (1) personalismo (1) petiziion (1) piaciometro (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piero visani (1) piigs (1) politicamente corretto (1) politiche austeritarie (1) polizia (1) ponte Morandi (1) popolo (1) post-elezioni (1) post-operaismo (1) postumano (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) qualunquismo (1) questione meridionale (1) quinta internazionale (1) rampini (1) rappresentanza (1) recensioni (1) regione umbria (1) rete 28 Aprile (1) ride sharing (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) robot killer (1) rosabrunismo (1) rublo (1) salafismo (1) salir del euro (1) sandro veronesi (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) seisàchtheia (1) sequestro minori (1) sfruttamento (1) sicurezza (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) smartphone (1) social forum (1) sondaggio demos (1) specismo (1) spionaggio (1) squatter (1) stadio (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) strategia militare (1) stress test (1) studenti (1) sud (1) suez (1) supe-bolla (1) supply-side economics (1) svimez (1) taglio parlamentari (1) takfirismo (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) torre maura (1) tortura (1) transumanismo (1) trappola della liquidità (1) trasformismo (1) trasumanesimo (1) trenitalia (1) triptrorelina (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uberizzazione (1) ultimatum (1) vademecum (1) valute (1) vattimo (1) vertice di Roma (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) wahhabismo (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)