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martedì 22 ottobre 2019

12 OTTOBRE: LE RAGIONI DI UN SUCCESSO di Moreno Pasquinelli

[ martedì 22 ottobre 2019 ]



A dieci giorni dalla manifestazione, dopo quelle a caldo fatte dal Comitato promotore, è bene svolgerne qualcuna a mente fredda.

Che la manifestazione sia stata un successo, è fuori discussione.
Le ragioni sono diverse, vorrei indicare, provando a farlo per ordine di importanza, quelle che a me appaiono evidenti.


ITALEXIT


La prima salta agli occhi. Essa ha incontrato e raccolto una domanda politica diffusa nel Paese, quella del no all'euro e all'Unione europea. Col passaggio dei 5 Stelle nel campo europeista (voto per la Von Der Layen), quindi l'affondamento del governo giallo-verde da parte di Salvini, milioni di cittadini si sono sentiti orfani, privati di rappresentanza. Ecco, nella manifestazione del 12 ottobre è confluita la parte più determinata e consapevole di questo popolo che ha voluto gridare "non ci stiamo, non molleremo la lotta per la sovranità nazionale!". La conferma di quanto affermo veniva dalla composizione della manifestazione: la grandissima parte di coloro che vi hanno partecipato aveva riposto le proprie speranze sul governo giallo-verde, che avrebbe mantenuto la promessa di disobbedire ai poteri eurocratici e combatterli, quindi aperto la via all'uscita del Paese dalla gabbia in cui è recluso. 


COME LA GRECIA NO


La seconda ragione del successo è nella proposta dei promotori. Non un piagnisteo rancoroso di sfiduciati, né un convegno per discettare sul che fare, ma una manifestazione di consapevole protesta. "Non faremo la fine del popolo greco!". In una parola: Resistenza!


SINFONIA DI LIBERTÀ


La terza ragione del successo la possiamo dire così: Unità nella diversità. Si sono dimostrate corrette due mosse dei promotori. La prima: che a promuoverla fossero non gruppi o partiti, bensì centinaia di cittadini, diversi per funzione sociale e appartenenza politica e culturale, ma accomunati dal medesimo obbiettivo. La seconda, a conferma del carattere unitario: che fosse ammesso solo il tricolore e non, appunto, divisivi simboli di partiti o gruppi, per quanto essi si proclamino "sovranisti". Chi ha partecipato alla manifestazione ha potuto toccare con mano questo afflato patriottico, quel sentirsi parte della medesima comunità politica.


LA STELLA POLARE


La quarta ragione. Si è rivelata giusta la scelta dei promotori nell'evitare che questo afflato patriottico fosse indeterminato, retorico e demagogico. Essi hanno posto come stella polare la difesa e l'attuazione della Costituzione del 1948 la quale, per la visione di Paese che contiene, non a caso è sotto attacco da decenni, sia da parte dei poteri forti mondialisti che dei loro alfieri italiani (di destra e di sinistra). Di qui la scelta simbolica di esporre, accanto alle tantissime bandiere tricolore, quella del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) che fu allora, pur con tutti i suoi limiti, artefice della riconquista dell'indipendenza nazionale e della fondazione della Repubblica, come pure sorgente della nostra Costituzione.


PATRIOTTISMO INTERNAZIONALISTA


La quinta ragione del successo. Azzeccata si è rivelata la decisione dei promotori di invitare alla manifestazione delegati ed esponenti di movimenti democratici di altri paesi europei. I loro interventi, anzitutto quello greco, sono stati raccolti con commozione e  solidarietà. L'anelito patriottico che saliva dalla piazza era tanto determinato quanto innervato da uno spirito di fratellanza con gli altri popoli. Fieri di essere italiani ma nessuna vanagloria o alterigia nazionalistica. Non vogliamo essere oppressi e non vogliamo opprimere nessun altro. Così si spiega non solo il rifiuto di quest'Unione oligarchica ma pure la richiesta di farla finita con la NATO e la richiesta di fare dell'Italia un Paese neutrale.



CONTARE SULLE PROPRIE FORZE


Non avremmo avuto il successo senza la necessaria dose di "follia", la determinazione e lo sforzo formidabile del Comitato Promotore e di tutti i suoi membri. Due mesi e mezzo di attività frenetica. L'uso della rete si è dimostrato essenziale, ma lo è stato altrettanto il riunirsi con impeccabile regolarità per affrontare e decidere, passo dopo passo, criticità, problemi e ostacoli. Hanno contato la consolidata esperienza in fatto di organizzazione e logistica, la capacità tutta politica di aver trovato sempre un punto di sintesi malgrado le diverse voci e sensibilità nel Comitato promotore. Indispensabile è stato il contributo di alcuni degli intellettuali che figuravano tra i promotori, che hanno dato qualità e respiro all'impresa. E per quanto attiene alle rete, fondamentale è stato l'aiuto di ByoBlu e di altri blogger. Utili infine, non sembri un paradosso, sono risultate le accuse e financo le diffamazioni di alcuni esagitati impostori; la loro egotica e distruttiva malafede ha meglio messo in risalto la forza e la coerenza dei promotori.


Hanno scritto i promotori che col 12 ottobre inizia un nuovo cammino. Dove si vuole andare? Qual è l'orizzonte? Con chi e come procedere? Come organizzarsi?
Ma questa è già un'altra storia. 




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giovedì 17 ottobre 2019

12 OTTOBRE: IO C'ERO di Paola N.

[ giovedì 17 ottobre 2019 ]

Sapevo che dalla mia regione partiva un autobus organizzato dai promotori.
Sono andata invece per fatti miei, in treno. Un po' perché non li conoscevo, un po' perché mi sono voluta mantenere ai margini, e poi perché la manifestazione sarà un flop.
Se va male, mi sono detta, me ne ritorno a casa così come sono venuta.
Sì, un misto di sfiducia, di curiosità, di pessimismo, e anche di timore. 
Poi, una volta partito il corteo, mi ci sono infilata dentro.
Mi sono sentita a casa mia, come in famiglia.
Una strana magia, non conoscevo nessuno di quelli accanto a me, ma sentivo gli altri non solo come amici, li sentivo come sorelle e fratelli, accomunati dalla stessa rabbia, dallo stesso orgoglio. 
Mi mancava tanto e da tanto tempo, questo sentirmi parte di una comunità. 

Donne e uomini, giovani (molti, finalmente) e anziani, italiani da ogni parte d'Italia.
E man mano che avanzavamo il sentimento di paura svaniva e si trasformava in gioia, gioia per esserci, per esistere, per non sentirmi più sola.
Confesso di essermi emozionata, commossa, soprattutto quando ha preso la parola quella bellissima donna greca che mostrando la terra di Maratona, ha portato i fieri saluti del suo popolo in resistenza contro i mostri che l'hanno umiliato. 
No, noi non faremo la stessa fine!
Il mio grazie dal profondo del cuore agli organizzatori che ci hanno convocato a Roma.
Che sia l'alba della nuova Italia.

Paola N. venuta da FIRENZE


martedì 15 ottobre 2019

12 OTTOBRE: I GUFI MASTICANO AMARO

[ martedì 15 ottobre 2019 ]


Stefano D'Andrea, presidente del FSI non si smentisce mai. 
In Italia si svolge la prima manifestazione di piazza per l'Italexit, e lui cosa fa? Ovviamente l'attacca. Fin qui nulla di male, l'uomo e lo stile sono quelli. Però a tutto c'è, o ci dovrebbe essere, un limite.
Evidentemente il D'Andrea mastica amaro. Prima ha provato 
(in compagnia di quattro rancorosi che si sono spinti fino all'infamia) a sabotare la manifestazione dicendo che sarebbe fallita; poi, di fronte all'evidente successo, si inventa che noi saremmo i sovranisti dell'«io», mentre lui rappresenterebbe il «noi». E qui siamo alle comiche. Alla manifestazione hanno aderito 33 (trentatre) associazioni (incluse quelle da lui citate), ma mancando per sua scelta il suo Fsi noi saremmo quelli dell'«io»... 
D'Andrea conosce bene i promotori della manifestazione. E sa benissimo che essi sono tutti per il «noi», cioè per l'organizzazione cosciente dei patrioti costituzionali. Ma, a differenza della sua cronica autoreferenzialità, i promotori del 12 ottobre hanno voluto allargare il campo della partecipazione, raccogliere molteplici spinte. In una parola, hanno teso ad unire anziché dividere. E, piccolo particolare, ci sono riusciti. Riflettere su questo dato forse non sarebbe male. Sta di fatto che la prima manifestazione di piazza per l'Italexit si è tenuta e ad essa il D'Andrea non c'era.

*   *   *

Ecco cosa scrive il D'Andrea nel suo delirio...


«Noi abbiamo impiegato 7 anni a mettere assieme quasi 1000 persone con due o tremila simpatizzanti. E l'entusiasmo degli iscritti cresce continuamente e da tre anni non va via nessuno che si sia impegnato. La disciplina è massima, la fede alta, la contentezza di stare in questo partito generale. Ebbene a un certo punto gente che non ha costruito nulla che ha fallito quasi dieci volte, che le ha tentate tutte eppure non è riuscita a muoversi dal punto di partenza, organizza una manifestazione nella quale non devono esserci i simboli di partito. Ma stiamo scherzando? Vuoi far fuori gli unici che hanno dimostrato di saper fare qualche cosa? Che crescono di numero non subiscono scissioni si candidano in comuni e regioni e almeno dimostrano di raccogliere le firme e diffondono in 300 un editoriale tutti i giorni su facebook? Perché li vuoi fare fuori? Perché del movimento non ti interessa niente. Cerchi quel ruolo che la storia ha dimostrato non devi avere. Dico vuoi non per riferirmi a te ma a chi ha organizzato la manifestazione. Non c'è processo aggregativo che non sia anche non processo di selezione. Far fuori e toglierci dalle balle quelli che hanno fallito più volte è vitale. Adesso speriamo che Vox si consolidi (non sono certo che riuscirà ma mi auguro di si). Poi noi e vox organizzeremo una manifestazione nella quale tutti dovranno avere un simbolo di partito o associativo. Gli individui individualisti, gente che non sta con noi non sta con vox non sta con altra direzione non sta con senso comune perché chi sa chi credono di essere, anche se non ne hanno mai azzeccata una, hanno rotto le balle. Il problema sono loro ma ancora per poco, uno o due anni al massimo.
Stefano D'Andrea»


... e la risposta di un nostro compagno


Stefano D'Andrea ci sono nel tuo post tante inesattezze quante sono le righe.
Per cominciare parli come se la tua organizzazione fosse una azienda che deve conquistare quote di mercato, con un proprio marketing e un logo da estendere. Con te stesso come amministratore delegato, presidente, ragioniere e contabile. Noi contro loro, noi contro tutti. Voi i migliori, gli illuminati, i più disciplinati, gioiosa armata alla conquista del mondo, loro i falliti, quelli che non riescono a muoversi dal punto di partenza. Una filosofia politica che puzza di competizionismo e neoliberalismo da ogni poro. 

Poi però scopriamo che "i falliti" portano 3.000 persone in piazza sotto una unica bandiera quella della indipendenza e sovranità popolare. Allora tanto falliti non sono.

In un soprassalto di narcisismo passi ad identificarti con la Storia, il supremo giudice che caccerà i reprobi (gli organizzatori del 12 ottobre che non devono avere nessun posto nella storia) e metterà al loro posto i valorosi dell'FSI, i quali a passo di lumaca si faranno spazio tra le folle conquistando il mondo!

Alla fine dal narcisismo, con scatto felino e volo pindarico, passi addirittura alle minacce, alla caccia all'untore, rivolgendo un accorato appello urbi et orbi "a far fuori quelli che hanno fallito" (che sono sempre quelli del 12 ottobre senza bandiere di partito). 

Stefano D'Andrea qui forse ci vuole un bravo terapista, perché stiamo andando oltre i confini del politico, in una terra dove primeggiano quelle che Spinoza chiamava passioni tristi, l'odio, il senso di rivalsa, la competizione, etc, che non a caso sono il concime, ma sarebbe meglio dire il letame del neoliberismo.

Dulcis in fundo concludi con una delle tue solite perle : 
"Far fuori e toglierci dalle balle quelli che hanno fallito più volte è vitale". Gli individui individualisti, gente che non sta con Fsi perché chi sa chi credono di essere, anche se non ne hanno mai azzeccata una, hanno rotto le balle. Il problema sono loro ma ancora per poco, uno o due anni al massimo".
Qui l'aria diventa quasi irrespirabile e si sente tanfo di squadrismo ideologico. Se non fai parte di qualche setta sovranista, che non siano quelle  gradite al "Guru" non sei nessuno. E se sei fuori da queste, hai un tempo di vita brevissimo! Tocchiamoci gli zibidei mi verrebbe da dire.
Faccio un accorato appello personale a tutti i militanti del Fronte Sovranista: costruiamo insieme un fronte unitario per la liberazione nazionale e date un po' di calmanti al vostro "leader maximo". Se questi non bastano trovate un bravo terapista!

Mauro Pasquinelli

domenica 13 ottobre 2019

12 OTTOBRE: BILANCIO A CALDO

[ domenica 13 ottobre 2019 ]



UNA SINFONIA DI LIBERTÀ

12 ottobre, un primo bilancio

comunicato del Comitato promotore


Diversi sono i criteri per valutare se una manifestazione è stata un successo oppure no.

Certo, anzitutto da quanti hanno raccolto la sfida. Aver motivato più di tremila cittadini venuti a Roma da tutto il Paese, la gran parte con mezzi propri, è un grande successo. La data del 12 ottobre sarà una data da ricordare.

Un grande successo, per niente scontato quindi, confermato dal diversi fattori.

Avevamo detto che il 12 ottobre sarebbe stato il primo passo, l’inizio di un cammino, quello che dovrà dare vita ad un movimento popolare, indipendente e trasversale, per liberare l’Italia dalle gabbie dell’Unione europea e del neoliberismo.


La volontà, non solo nostra, ma dei tanti che erano in piazza è che sì, si deve andare avanti in questa direzione. Non demordere, agire, organizzarsi, per costruire LIBERIAMO L’ITALIA come nuova comunità politica, democratica, ribelle, patriottica e internazionalista perché solidale con gli altri popoli. La Costituzione del 1948 come nostra stella polare.

Sappiamo che il terreno è in salita, ma i tantissimi cittadini che ieri ci hanno avvicinato offrendo la loro disponibilità ad essere protagonisti di questo cammino di libertà, ci riempie di gioia e ci da tanta forza. La responsabilità è enorme, sappiamo che il difficile comincia adesso, che non possiamo permetterci errori.

Non li faremo se sapremo fare tesoro della lezione che ieri ci è venuta.


Ieri, in piazza, era palpabile il clima di soddisfazione: per lo spirito unitario, plurale ma inclusivo della manifestazione.

È stata come una sinfonia: tante le voci uno solo l’annuncio: LIBERIAMO L’ITALIA!

Di più. Grazie ai fratelli stranieri presenti (greci, francesi, spagnoli, inglesi, austriaci, ma anche africani) e di quelli non presenti (saluti sono giunti da diversi altri paesi), la manifestazione ha voluto esprimere il sentimento di fratellanza verso tutti i popoli che soffrono sotto il giogo delle oligarchie liberiste e della finanza predatoria globale.

Solo uniti vinceremo, uniti procederemo, uniti ce la faremo.

13 ottobre 2019

* Fonte Fonte: Liberiamo l'Italia

giovedì 10 ottobre 2019

12 OTTOBRE: VI DICIAMO LA VERITÀ

[ giovedì 10 ottobre 2019 ]

Era prevedibile. Man mano che si avvicina la data del 12 ottobre, mentre crescono le adesioni di cittadini e associazioni, c'è chi borbotta e chi getta discredito sui promotori.
Certi ambienti dovevano cercare un pretesto e l'hanno trovato nella decisione del Comitato Promotore di far sventolare alla manifestazione, oltre alla bandiera italiana lo stemma del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN). E’ stato detto che si tratta di «simbolo di partito», di un «simbolo massonico», di «simbolo di sinistra», di «quello delle Brigate Rosse», un "simbolo satanico".
Non si erano sentite tante scemenze tutte assieme.
D'appresso il comunicato stampa del Comitato Promotore.






«L’Appello alla manifestazione del 12 ottobre è stato firmato da oltre duecento Promotori e sottoscritto da oltre duemila cittadini (le adesioni continuano ad arrivare copiose). Chiunque fra i Promotori abbia desiderato partecipare ai lavori del Comitato organizzativo è stato ben accetto, ed ha potuto portare le proprie proposte alla valutazione collegiale.

Nel comitato esistono culture, visioni ed orientamenti diversi, ma lo sforzo costruttivo comune è sempre quello di superare le divisioni per tendere alla condivisione delle scelte.

La massima convergenza è presupposto indispensabile per poterci liberare dalle mille catene che oggi ci opprimono, visibili e invisibili.

Si è scelta per questo motivo una manifestazione apartitica e senza bandiere di partito.

Si è anche deciso all’unanimità di ammettere oltre al tricolore italiano ed alle bandiere nazionali delle delegazioni estere che parteciperanno, qualche bandiera tricolore con al centro la stella bianca, quale simbolo storico del Comitato di Liberazione Nazionale.

Ci è apparsa infatti evidente la coerenza con i nostri intenti di un simbolo che rappresenta molto chiaramente l’idea che l’unione fra diversi è possibile, ed è necessaria alla liberazione.

Rammentiamo a tutti coloro che sono in cerca di orientamento, che la stella bianca è simbolo patrio presente perfino nello stemma ufficiale della Repubblica italiana.

Ci dispiace che alcuni fra quelli che hanno firmato il comune appello, e che quindi perseguono i nostri medesimi obiettivi, pur non avendo chiesto di partecipare personalmente ai lavori interni al Comitato organizzatore, abbiano preferito criticare aspramente e direttamente sul web questa nostra scelta, e arrivino a prendere le distanze dall’intera manifestazione.

Invitiamo quindi tutti a manifestare unitariamente sabato 12 ottobre!

Il Comitato Promotore

9 ottobre 2019»

mercoledì 9 ottobre 2019

12 OTTOBRE: L'ADESIONE DI GIANLUIGI PARAGONE

[ mercoledì 9 ottobre 2019 ]

Ieri Gianluigi Paragone è stato intervistato da Claudio Messora.
Trovate il tempo per ascoltarlo, poiché ne vale davvero la pena.
Al centro dell'intervista la metamorfosi dei 5 Stelle, da movimento anti-sistema a forza sistemica. Un discorso a difesa del sovranismo democratico e costituzionale contro l'Unione europea e la globalizzazione neoliberista.
Paragone spiega quindi le ragioni della sua adesione alla manifestazione LIBERIAMO L'ITALIA che si svolgerà a Roma sabato prossimo.



IL 12 OTTOBRE E LA SAGA DEGLI IMBECILLI

[ mercoledì 9 ottobre 2019 ]






L'audacia è una grande qualità, che a volte tuttavia, viene inquinata da vanità, egotismo e superbia. Quei difettucci che nella tragedia greca erano altrimenti chiamati Hybris.


Qualche giorno fa, lo stimato Francesco Amodeo comunica nella sua pagina che 
ha ricevuto una miracolosa illuminazione:
«Se entro il 2020 non riescono a fermarmi, i nostri figli ci leggeranno sui libri di storia. Ve lo prometto. Ho la strategia in mente».
Minchia! E noi che dopo un decennio di analisi e contro-analisi pensavamo fosse già chiara la via, ovvero, come fece Alessandro a Gordio, che se un governo sovrano volesse davvero uscire dalla Ue, presupposto un piano per far fronte alle conseguenze, non dovrebbe fare altro che disdettare i Trattati. 

Non è tuttavia di miracoli che vogliamo parlare, ma di una cosa profana assai, del dietrofront di un manipolo di esagitati riguardo alla manifestazione del 12 ottobre LIBERIAMO L'ITALIA. Essi vanno denunciando il Comitato promotore di "raggiro", quindi chi ne fa parte di essere degli imbroglioni.

Il motivo è presto detto. In un comunicato del 3 ottobre il Comitato promotore annunciava:
«È in questo quadro — per ricordare da dove viene la nostra Costituzione, per indicare la strada che bisognerà percorrere nei prossimi anni, che il Comitato Organizzatore della manifestazione «Liberiamo l’Italia» ha deciso di ammettere — come unica eccezione alla regola generale — la presenza nella manifestazione di alcune bandiere tricolori con la stella bianca simbolo del Cln. Non un simbolo divisivo o di partito, bensì un simbolo unitario, lo stesso che rappresenta l’emblema della Repubblica italiana. Un simbolo dal grande significato per la lotta che ci attende». 
Apriti cielo! Questi personaggi, allo scopo di avvelenare i pozzi, mestare nel torbido e sabotare la manifestazione, hanno iniziato a schiamazzare come la leggenda narra fecero le oche del Campidoglio con Brenno alle porte. 
"E' un simbolo di sinistra!"... "E' un simbolo di parte!". Per alcuni analfabeti, addirittura, "un simbolo di partito".
Che questi detrattori non sappiano la storia? Ovvio che no. Essi sanno benissimo cosa fu il Comitato di Liberazione Nazionale, come sapevano altrettanto bene quali fossero i valori ed i principi del 99% dei promotori della manifestazione del 2 Ottobre.

L'idiosincrasia verso il CLN null'altro esprime se non ripugnanza morale e disprezzo politico verso quello che esso storicamente simboleggia: la lotta di Resistenza con cui ci liberammo dall'occupazione nazista e dai loro lacchè. 


E poi, diciamola tutta: dietro al tentativo disperato di proibire l'esposizione della bandiera del CLN si annida il recondito desiderio di far sì che la manifestazione del 12 ottobre fosse rubricata come collaterale a quelle dei finti sovranisti della Lega o dei Fratelli d'Italia — che proprio ieri, votando assieme a grillini e piddini per ridurre drasticamente i parlamentari, hanno dimostrato chi effettivamente sono.

C'è che sostiene che questi sabotatori siano dei cripto-fascisti.

Dio solo lo sa cosa sono davvero, cosa gli passi per la testa. Di sicuro, come frutto amaro di decenni di viscida rimozione (postmodernista e liberista) della nostra memoria e delle nostre radici, vorrebbero cancellare l'incancellabile, una straordinaria pagina di storia, senza la quale non sarebbe nata la nostra Repubblica con la sua Costituzione. Che oggi si sia governati da una casta infame che schiaccia il nostro popolo fregiandosi cinicamente di certe radici, non può essere un alibi per diventare figli di nessuno, tantomeno per assolvere il fascismo. E' semmai un motivo in più per combatterla, strappando ai satrapi della Ue la nostra bandiera.

Nel campionato degli imbecilli (che com'è noto sono imbecilli), il premio lo hanno vinto  quelli che hanno sentenziato con improbabile sicumera che non solo Resistenza e Repubblica, ma lo stesso Risorgimento, null'altro furono che "loschi complotti massonici".

Alla fine della fiera che possiamo dire? Che c'è un patriottismo antico e democratico, quello nostro per capirci, e un patriottismo perverso, nazionalista e sciovinista, quello che ha sempre contraddistinto una certa destra reazionaria. 

Per liberare il Paese dalla gabbia è necessario il più grande sforzo unitario del popolo italiano, ma sempre vale la massima: "colpire uniti, marciare separati".


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lunedì 7 ottobre 2019

12 OTTOBRE: ECCO LA NUOVA UMANITÀ Glauco Benigni

[ martedì 8 ottobre ]
MENO 4 ...

Tra i tanti interventi che giungono al Comitato promotore segnaliamo questo di Glauco Benigni.




*  *  *

Da qualche tempo alcuni “Patrioti”, sovranisti non integralisti, liberi pensatori e web influencer disegnano uno scenario, tanto nazionalista quanto globalista positivo, orientato a un futuro gioioso in cui la solidarietà prevalga sulla competizione … Uno scenario nel quale l’Italia si liberi dagli attuali oppressori e diventi un attore fondamentale di una geopolitica mondialista ed euromediterranea … Uno scenario in cui si recuperano tutte le autonomie e le sovranità, senza dimenticare quelle morali, spirituali ed etiche. Un SOGNO? Forse sì!

Ma anche FORSE NO!!! Comunque un bel SOGNO al quale siamo tutti invitati a partecipare, ricordando che: secondo Shakespeare, “noi siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni”.

E senza dimenticare che: “La fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà!”: una frase a cui è difficile attribuire una paternità certa. ( motto anarchico dell’Ottocento? Michail Bakunin? Il Conte di Lautreamont? In Italia è nota soprattutto come motto del movimento del ’77)
Io li osservo e parlo e lavoro con alcuni di loro da molto tempo ormai.
L’atmosfera è molto interessante: vi si rinviene un sorprendente mix di antiche saggezze e di moderne teorie che desta echi del ’68 italo-francese nelle sue componenti più anarchiche e hippies, prima che l’operaismo e il marxismo-leninismo orientassero la bussola di quel vasto fenomeno.

Le macroanalisi non conformiste ormai sono giunte a livelli di chiarezza estrema. Negli ultimi 10 anni il Web italiano ha prodotto un dibattito filosofico e socio-economico-politico che potrebbe passare alla Storia come un’ottima manifestazione di Rinascimento Culturale Digitale. Decine e decine di opinion makers e influencers, sono usciti dal cono d’ombra e hanno spiegato, e sostenuto con dovizie di particolari e fonti attendibili, i modi e i trucchi con cui le Elites del Pianeta stanno strangolando i Popoli.
Ora si tratta di passare dalla semina alla raccolta di un consenso misurabile politicamente.

E finalmente – ripeto “finalmente” – questi Patrioti e liberi pensatori pongono sul tavolo del confronto anche gli elementi di riflessione che furono la pietra angolare della sociologia della liberazione individuale e dell’antipsichiatria. In primis quelle affermazioni secondo le quali: è inutile pensare di fare la rivoluzione se prima non si sono azzerate al proprio interno la pulsione egoica, il bisogno coatto di leadership e la cultura del nemico a ogni costo.
Negli appelli risuonano accese le componenti di alcuni antichi pensieri sapiensali. Torna nel dibattito non ideologico, che vola al di là della dicotomia destra/sinistra, la considerazione del ruolo dello “spirito”, dell’etica, della coscienza collettiva. Risuona alto l’allerta contro un Transumanesimo, in cui il profitto, il Calvinismo primatista e la Scienza al servizio dei Mercanti, stanno orientando l’umanità verso un algido futuro, dominato da Machines Learning che comandano impietosi algoritmi e gestiscono Big Data, blockchain, 5G e Internet delle Cose per stabilire un controllo occulto, anonimo e neomedioevale.

La Nuova Umanità si erge, sempre più consapevole, contro il Capitalismo Industriale e Finanziario, l’Imperialismo militare globalizzato, l’uniformità degli Stili di Vita e di Pensiero, il Colonialismo Culturale, il Sistema delle Corporations, il Liberismo integralista, etc…

In sostanza si vuole strappare il timone della Storia dalle mani dei Mercanti (banche, fondi, assicurazioni, stock exchange , etc…) e riportarlo – come è stato nei secoli – nelle mani dei Brahmini intesi come Coloro i quali “stabiliscono rapporti equi, sostenibili e favorevoli tra gli abitanti della Terra e il Futuro Invisibile”. Non sarà facile, ci vorranno anni.
Per far questo servono Visionari Pragmatici, Eroi, Pensatori umili ma efficaci, Scienziati, Comunicatori multilingual, Statisti e Politici in grado di “parlare” al Popolo … per far questo bisognerà conquistare l’attenzione del Popolo. L’attenzione però, non di quel Popolo ridotto a sequenze di Big Data dalle ricerche socioeconomiche, non di quel Popolo di attoniti Consumatori compulsivi e di Elettori distratti, ma di quel Popolo Eterno narrato da Dickens, da Hugo, da Dostojewski e da Joyce … per far questo bisognerà ridare al Popolo il suo ruolo e la sua Alta Dignità nella Storia.
Il 12 ottobre speriamo che si confermi un famoso proverbio messicano: “Hanno cercato di seppellirci, ma non sapevano che eravamo semi”.

Fonte: profilo facebook di Glauco Benigni

12 OTTOBRE : L'ADESIONE DI "NUOVA DIREZIONE"

[ lunedì 7 ottobre 2019 ]

«Nuova Direzione aderisce alla manifestazione “Liberiamo l’Italia” convocata per il pomeriggio del 12 ottobre a Roma, impegnandosi per il suo pieno successo. 


Mai come in questo momento, infatti, è necessario ribadire l’importanza del recupero della sovranità democratica (e dunque anche monetaria) del paese come condizione della sua ricostruzione sociale, ambientale ed economica, e come base di una politica finalmente favorevole alle classi subalterne. 

Mai come in questo momento è necessario ribadire e precisare la nostra dura critica nei confronti dell’Unione europea e dell’euro, che fanno sì che il neoliberismo appaia come una legge di natura, come un destino ineluttabile che minaccia col ricatto della miseria chiunque tenti di opporvisi.

L’ingloriosa fine del governo giallo-verde ha infatti diffuso in Italia una nuova nebbia europeista, che tenta di nascondere le condizioni reali in cui versiamo e di accreditare come svolta progressiva una manovra finanziaria che, in linea con le classiche indicazioni di Bruxelles, non modificherà in nulla di essenziale, né in quantità né in qualità, le politiche economiche recessive o inefficaci di questi ultimi anni. D’altra parte, l’attuale identificazione di fatto del sovranismo con le posizioni della Lega comporta un serio arretramento di tutta la tendenza antiunionista, perché ne affida le sorti a classi sociali che non hanno vero interesse alla rottura, e a un gruppo dirigente tanto più verbosamente nazionalista quanto più prosaicamente regionalista, e perciò antinazionale.

È quindi assolutamente vitale far sentire la voce autonoma del sovranismo costituzionale e neo socialista, e concepire la manifestazione del 12 ottobre anche come il punto di partenza di una ampia riflessione sulle ragioni delle attuali difficoltà di una strategia di exit.

Dobbiamo certamente sviluppare una sistematica attività di controinformazione e di formazione culturale alternativa in materia di Unione europea. Altrettanto certamente dobbiamo contrastare in tutti i modi il nuovo bipolarismo, costruire un nuovo soggetto politico anche interloquendo col confronto interno al M5S .

Ma soprattutto dobbiamo far sì che nella scena politica italiana irrompano le esigenze delle classi subalterne, le uniche che contrastano decisamente e fino in fondo con i dettami dell’eurocrazia.

Se vogliamo liberare l’Italia dobbiamo prima di tutto liberarci dalle illusioni. Negli ultimi anni abbiamo sopravvalutato la permeabilità di forze politiche praticamente ed ideologicamente legate alla piccola e media impresa, ciascuna con crescenti addentellati nel mondo delle imprese maggiori, entrambe orientate verso la detassazione, i sussidi all’industria e il sostegno indiretto alla domanda, ognuna disinteressata ad un ampio rilancio degli investimenti pubblici e della gestione pubblica diretta dei settori strategici come condizione fondamentale di una ripresa dell’occupazione e dei redditi da lavoro.

È ora di abbandonare l’illusione che queste forze possano esprimere davvero, se non in casi eccezionali e caoticamente, le più profonde esigenze popolari e nazionali. Se è vero che solo l’autonomia della nazione può consentire una politica popolare, è altrettanto vero che solo l’autonomia politica delle classi subalterne può condurre ad una piena rivendicazione della sovranità nazionale. Se vogliamo una strategia patriottica, dobbiamo prima volere una strategia socialista».

7 ottobre 2019

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domenica 6 ottobre 2019

12 OTTOBRE: COSÌ È SE VI PARE di Anselmo Cioffi

[ lunedì 7 ottobre 2019 ]

MENO 5 ...

Mancano 5 giorni alla manifestazione del 12 ottobre LIBERIAMO L'ITALIA. Crescono le adesioni da ogni parte del Paese... non potevano mancare gli stalker...



*  *  *



Da quando è iniziata l'esperienza di "Liberiamo l'Italia", una delle cose più divertenti sono stati gli insulti che gli attivisti hanno collezionato provenienti dal mondo del delirio del uebbe.

Oltre al sempre onnipresente e intramontabile "rossobruni", ci hanno definito di volta in volta in volta, a secondo dei punti di vista, "amici dei fascisti", "comunisti mascherati", "pagati dai poteri forti" (i fantomatici poteri forti).

Ma i più divertenti sono venuti da un tizio che si definisce "massone progressista", che ci ha dato dei "fasciocomunisti" (variante letteraria del solito rossobruni), un estremista di destra, per il quale siamo invece "massoni" (quindi stiamo pari). 


Ma il più bello viene da un anti-signoraggio che ci ha definiti DLB (Diversamente Leccaculo delle Banche).

E non sarà sicuramente finita qui.

Intanto però aumentano le adesioni. Siamo arrivati a 2mila firme.

Il 12 ottobre tutti in piazza a Roma, per dire no anche ai DLB 😁!



giovedì 3 ottobre 2019

INIZIA LA RIVOLUZIONE: BYOBLU SUL 12 OTTOBRE

[ giovedì 3 ottobre 2019 ]

Alle ore 23:00 di questa sera (giovedì 3 ottobre), su ByoBlu, Claudio Messora conduce una trasmissione sulla manifestazione del prossimo 12 ottobre. Presenti: Guido Grossi, Moreno Pasquinelli, Marco Guzzi, Giulietto Chiesa e Pietro Ratto.






LA SOVRANITÀ È IDENTITÀ di Tiziana Alterio

[ giovedì 3 ottobre 2019 ]

MENO 9 ...


Pubblichiamo il messaggio di Tiziana Alterio, giornalista indipendente, candidata alle scorse europee nelle liste del Movimento 5 Stelle, e tra i primi firmatari dell’Appello per la manifestazione del 12 ottobre

* * *
Il 12 ottobre a Roma ci sarà una manifestazione nazionale, senza bandiere politiche. Moltissimi cittadini italiani insieme a rappresentanti di movimenti della società civile della #Grecia, della #Spagna, della #Francia e di altri Paesi si uniscono per difendere l'art.1 della Costituzione "La sovranità appartiene al popolo".

Un concetto mistificato e spesso falsificato.

La #sovranità è anche la nostra identità come cittadini di una Nazione. Se distruggi l'identità, distruggi l'anima di una collettività che a quel punto sarà più debole e più vulnerabile ai poteri esterni.


E' quello che stiamo vivendo. Questa #UnioneEuropea ha usurpato, senza che ce ne rendessimo conto, la nostra sovranità e quella dei cittadini greci, spagnoli, portoghesi.
Lo ha fatto nel 1992 con il Trattato di Maastricht, nel 1999 con l'Eurozona, nel 2011 con la costituzione del Mes, il Fondo Salva Stati e con molte altre assurde Direttive e Regolamenti.

Molti di voi sono delusi, amareggiati perchè sembra che nulla sia possibile cambiare di questa Unione Europea.
Ma nel momento in cui ne hai abbastanza è proprio quello il momento in cui il potere criminale ha vinto definitivamente.
Per questo, io ci sarò, vi aspetto.

Forza e Coraggio!

#RestiamoUmani

mercoledì 2 ottobre 2019

12 OTTOBRE: QUALI POLEMICHE?

[ mercoledì 2 ottobre 2019 ]


MENO 10...



Qui sotto il comunicato stampa del Comitato promotore

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"Proprio perché ci consideriamo custodi di questa unità nella diversità, come Comitato Promotore, affermiamo la nostra totale estraneità alle polemiche sorte negli ultimi giorni, che anzi deploriamo e contrasteremo in ogni modo, ribadendo il carattere inclusivo del 12 ottobre".

UNITI SIAMO TUTTO, DIVISI NIENTE


«Mancano due settimane alla manifestazione, plurale ma apartitica, democratica e patriottica, del 12 ottobre.

Grazie alle crescenti adesioni e all’impegno di tanti attivisti va prendendo forma una rete orizzontale di cittadini, diversi fra loro, ma uniti nella volontà di lottare per consegnare la sovranità al popolo, fermi nella difesa della Costituzione del 1948, decisi a porre fine all’umiliante stato di sudditanza in cui i servi dell’Unione europea hanno ridotto il nostro Paese.

Questa rete unitaria, tanto più in tempi segnati da divisioni ed egoismi, è il bene più prezioso, una garanzia per il successo della manifestazione e affinché possa finalmente nascere, sulla sua scia, un movimento popolare unitario e indipendente.

In questa prospettiva la prossima tappa potrebbe essere l’auspicato convegno per un confronto di contenuti sulla liberazione ed il futuro dell’Italia.

Proprio perché ci consideriamo custodi di questa unità nella diversità, come Comitato Promotore, affermiamo la nostra totale estraneità alle polemiche sorte negli ultimi giorni, che anzi deploriamo e contrasteremo in ogni modo, ribadendo il carattere inclusivo del 12 ottobre.

Dopo aver sfilato pacificamente per le strade di Roma, faremo sì che la manifestazione si chiuda con gli interventi dei principali promotori, nessuno escluso.

Uniti siamo tutto, divisi siamo niente!
Il Comitato Promotore della manifestazione del 12 ottobre» - 30 settembre 2019

sabato 28 settembre 2019

MONTI, HO QUALCOSA DA DIRTI di Daniela Di Marco

[ Sabato 28 settembre 2019 ]

Sabato 21 settembre ad Assisi, nell’ambito del Festival Il Cortile di Francesco, si è svolto un convegno i cui relatori erano Mario Monti ed Alberto Bagnai.

Un noioso confronto pseudo contraddittorio, con un Monti versione “green” preoccupato del futuro dei giovani ed un sostanzialmente sdraiato Alberto Bagnai verso il collega e ciò che rappresenta.

In questo contesto, alla fine del confronto, Daniela Di Marco, strappando il microfono (non era previsto alcun dibattito) ha preso la parola rivolgendo un originale “messaggio d’auguri” al senatore a vita Monti e annunciare il 12 ottobre.

Pubblichiamo il video del suo intervento e più sotto il testo integrale del suo messaggio, impossibilitata a leggere tutto dalla fuga fulminea dei due senatori e dal disordine creatosi fra gli organizzatori del convegno…



Onorevole Monti,

Ho rinunciato, oggi, per essere qui di fronte a lei, al mio lavoro.

Sono una dei tantissimi piccoli imprenditori, che non possono permettersi un dipendente e nonostante sfrutti me stessa, non arrivo a fine mese.

Sono qui solo per poter farle un augurio sincero, dal più profondo del mio cuore:

Le auguro di trovarsi presto nella stessa identica condizione di migliaia e migliaia di italiani che hanno chiesto il reddito di cittadinanza. Le auguro di avere disperato bisogno di un lavoro e doversi accontentare di un posto da precario, sfruttato per ore e ore consecutive in cambio di un salario da fame (400-500€), con il quale non potrà mai permettersi un mutuo, non riuscirà a pagare l’affitto, dovrà centellinare fra mille rinunce per riuscire a pagarci le bollette: luce, acqua, gas, facendo la spesa all’eurospin, nella consapevolezza che non potrà aiutare i suoi figli.

Ma l’augurio più sentito (e cortesemente rivolga questo augurio anche alla sua collega Elsa Fornero), è quello di ascoltare, mentre vive in questa condizione assurda di stenti, i politici di turno che sbraitano contro i lavoratori italiani, offendendoli nella loro dignità; ascoltarli mentre danno dei “bamboccioni” ai suoi figli; e mentre li esortano ad andare a lavorare, gli stessi continuano però a sdraiarsi supini ai voleri di quel mostro perverso che avete voluto e costruito, attraverso l’euro, per tenere i popoli in miseria.

Se la Grecia è il più grande successo dell’euro, allora la vostra Unione con le sue spietate ed esecrande politiche austeritarie è sporca del sangue di 700 bambini innocenti, come ha dichiarato Federico Fubini, vicedirettore de Il Corriere della Sera, scandalosamente nascondendo la notizia (e non solo dell’innocente sangue greco, se ricordiamo la Yugoslavia, mentite sapendo di mentire, altro che 70 anni di pace!).

L’Ue è una macchina da guerra, ha dichiarato guerra ai popoli che la compongono, servendosi dei moderni carri armati giuridici e finanziari euro-tedeschi.

Non mi dilungo.

I media di regime non daranno notizia, ma io ci tengo a dirlo a lei e a tutti i presenti:

il 12 ottobre noi saremo in piazza, affratellati e uniti dal tricolore della nostra Repubblica (costata il sangue di giovani, uomini e donne che volevano il paese libero dal nazifascismo), per dire che oggi bisogna di nuovo liberare il Paese.

Saremo in piazza per dire:

Liberiamo l’Italia! Usciamo dalla gabbia della UE! Riprendiamoci la sovranità monetaria! Riconquistiamo la democrazia! Applichiamo la Costituzione del 1948! Lavoro e dignità per tutti!

mercoledì 25 settembre 2019

VOX ITALIA: I SALUTI DI DANIELA DI MARCO

[ mercoledì 25 settembre 2019 ]

Il 14 settembre scorso a Roma è stato fondato, da Diego Fusaro e i suoi amici un nuovo partito, Vox Italia.
In molti ci chiedono quale sia il nostro giudizio. Lo daremo.
Di seguito l'intervento di Daniela Di Marco del comitato promotore della manifestazione del 12 ottobre LIBERIAMO L'ITALIA.


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