Visualizzazione post con etichetta legge elettorale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta legge elettorale. Mostra tutti i post

giovedì 6 febbraio 2020

GERMANICUM: NO ALLA FINTA PROPORZIONALE

Com'è noto dalle parti di Pd e M5s stanno lavorando ad una nuova legge elettorale.  
 Essa modifica l'attuale "Rosatellum" (entrato in vigore nel 2017) poichè abolisce i collegi uninominali e alza la soglia di sbarramento al 5%.
Ricordiamo infatti che col Rosatellum il 36 per cento dei seggi è assegnato con un sistema maggioritario, il 64 per cento con un sistema proporzionale — alla Camera i seggi assegnati con il sistema uninominale sono stati 232 su 630, al senato 116 su 315.

sabato 11 gennaio 2020

LEGGE ELETTORALE: SEMPRE PEGGIO di Leonardo Mazzei

Dunque ci risiamo. L'intero ceto politico italiano è di nuovo assorbito dalla sua principale passione, quella per le leggi elettorali. Leggi che han da essere sempre antidemocratiche, ci mancherebbe! Sul punto sono tutti d'accordo, da Salvini a Meloni, da Zingaretti a Di Maio.
L'eventuale disaccordo sorge eventualmente a valle di questa comune aspirazione, dato che i peculiari interessi del momento dei diversi partiti sono giocoforza in conflitto fra loro.

venerdì 27 dicembre 2019

NO AL REFERENDUM LEGHISTA di Piemme

Il 20 novembre scorso la Cassazione ha purtroppo dato il via libera al quesito referendario presentato da otto regioni a guida leghista. 

Di che si tratta? Il referendum mira a cancellare la quota proporzionale del Rosatellum estendendo i collegi uninominali al 100% del territorio nazionale. L'ultima parola,

sabato 23 novembre 2019

L'ENNESIMA PORCATA E L'INCIUCIO LEGA-PD di Piemme

[ sabato 23 novembre 2019 ]

"Lega e Pd fanno come i ladri di Pisa, che litigano di giorno e rubano assieme di notte".

CI RISIAMO.

Dopo la decisione di ridurre il numero di parlamentari —voluta dal M5S ma accettata da tutti i partiti sistemici — è in arrivo  una nuova bomba contro la Costituzione del '48.*

L'Ufficio centrale di Cassazione ha dato il primo semaforo verde al quesito referendario per l'abolizione della legge elettorale vigente ("Rosatellum"), per la precisione l'abolizione della quota proporzionale.

Si sa cosa sia il maggioritario: un meccanismo elettorale per cui una minoranza elettorale, purché arrivi prima, si prende la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento, ovvero si piglia il governo. Con l'addendum che essa non solo impedisce alle minoranze fastidiose di entrare in Parlamento, ma assicura alla maggioranza relativa la facoltà di papparsi i seggi che spetterebbero alle minoranze che non riuscissero a superare lo sbarramento implicito.

Il referendum è stato proposto da otto consigli regionali di centro destra, leggi leghisti, berlusconiani e fratellastri d'Italia, come dire: il lupo perde il pelo ma non il vizio.  Architetto della nuova porcata il medesimo di quella precedente, lo sfrontato leghista Roberto Calderoli e vero e proprio demiurgo il sodale Giancarlo Giorgetti — Giorgetti che ieri, intervistato dal Corriere della Sera per tranquillizzare l'élite e non debbono avere paura di Salvini ha sottolineato l'assemso di quest'ultimo su Mario Draghi al Quirinale.

E così, mentre Salvini ha vidimato l'ennesima porcata sulla legge elettorale, subito importanti esponenti del Pd han già dato il loro assenso all'ennesima modifica imn senso maggioritario della legge elettorale. Chiaro è lo scopo: ripristinare la tirannia del bipolarismo che gli italiani han fatto a pezzi il 4 marzo del 2018. **

Lega e Pd fanno come i ladri di Pisa, che litigano di giorno e rubano assieme di notte.


Ed ecco dunque, visto che l'alleanza Pd-M5s è destinata a sfasciarsi, il pericolo dietro l'angolo di un accordo tacito tra Lega e Pd: il Pd dice sì alla legge elettorale maggioritaria in cambio di Draghi al Colle. 

* SCHEDA 1

La Costituzione del 1948 e il sistema elettorale proporzionale
«L’opzione iniziale per il metodo elettorale proporzionale non solo discendeva direttamente dalle scelte di quel periodo espresse dalla Costituente nella Costituzione “formale”, ma addirittura rappresentava un elemento essenziale della Costituzione “materiale” riconoscibile in quel momento. Era infatti comune nelle forze politiche e sociali la convinzione che questo metodo elettorale rispondesse meglio di ogni altro a rappresentare la situazione politica del Paese, oltre che a prevenire, in sede elettorale, il conseguimento di posizioni, in qualche modo dominanti, a favore di questo o quel partito, i quali tutti, per dettato costituzionale, dovevano avere una posizione paritaria di autogaranzia reciproca. Quel sistema inoltre era ritenuto più funzionale alla formazione di governi di coalizione, modello che sembrava, nonostante alcune autorevoli perplessità, il più adatto per il Paese, non tanto perché era, per così dire, “debole”, così da costituire di per sé un ostacolo ad eventuali tentazioni autoritarie (imperava allora il notissimo “complesso del tiranno”!), ma soprattutto perchè si basava in modo preminente sul principio “collegiale”. Tale principio organizzativo era considerato essenziale per la tenuta del sistema democratico, in quanto consentiva, meglio di ogni altro, la più ampia ed effettiva partecipazione dei rappresentanti delle forze politiche al reggimento della cosa pubblica». 

di Piero Alberto Capotosti 



* SCHEDA  2

Le svariate manomissioni della legge elettorale 
La legge n. 270 del 21 dicembre 2005, comunemente nota come legge Calderoli o Porcellum, era una legge elettorale proporzionale con premio di maggioranza e liste bloccate che ha disciplinato l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica in Italia nel 2006, 2008 e 2013. Nel gennaio 2014, con sentenza n. 1/2014, la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale parziale della legge, annullando il premio di maggioranza e introducendo la possibilità di esprimere un voto di preferenza. La legge elettorale simil-proporzionale così risultante, soprannominata Consultellum, è rimasta in vigore, senza peraltro essere mai stata effettivamente utilizzata, per l'elezione della Camera fino alla sua sostituzione con l'Italicum a decorrere dal 1º luglio 2016, e per l'elezione del Senato fino al novembre del 2017. La legge è stata definitivamente abrogata in seguito all'entrata in vigore della Legge elettorale italiana del 2017, meglio nota come Rosatellum, con cui si è votato il 4 marzo 2018.

Sostieni SOLLEVAZIONE e Programma 101

sabato 12 ottobre 2019

ECCO A VOI LA DESTRA di Sandokan

[ venerdì 11 ottobre 2019 ]

Roma, 10 Ottobre 2019. «Raccoglieremo firme per l'elezione diretta del Presidente della Repubblica"ì». 
Così Matteo Salvini, accompagnato da suoi sodali (anche Bagnai, sic!) ha depositato in Corte di Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare per la repubblica presidenziale, per di più affiancata da una legge elettorale super-maggoritaria. 

Ascoltate per credere:




Idem con patate la Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia.

Segnala l'ANSA. ROMA, 9 Ottobre: «Domani mattina i parlamentari di Fratelli d'Italia depositeranno in Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare per l'elezione diretta del Capo dello Stato e cominceremo subito la raccolta delle 50 mila firme necessarie ad avviare l'iter del provvedimento. Alla luce del grande sostegno che abbiamo già riscontrato con la nostra petizione sul presidenzialismo, confidiamo di raggiungere questo obiettivo in pochi giorni. Dopo il voto favorevole di Fratelli d'Italia al taglio del numero dei parlamentari, è la nostra risposta al no della maggioranza gialloverde prima e rossogialla dopo ai nostri emendamenti per introdurre in Costituzione il presidenzialismo: vogliamo che siano i cittadini a scegliere". 

Anche in questo caso, ascoltare per credere.



Di regime presidenzialisti ce ne sono di ogni tipo, ma quello a cui pensano Salvini  — "voglio i pieni poteri" —  e la Meloni implica uno scardinamento della Costituzione e un concentramento dei poteri sull'esecutivo a danno del Parlamento. Come se non bastasse Salvini vuole una legge elettorale uninominale secca, per cui il primo arrivato, magari anche solo col 35-30% piglia la maggioranza assoluta dei seggi.

Ci vuole poco a capire che con ciò verrebbe definitivamente seppellita la già moribonda democrazia italiana.

L'altri ieri titolavamo L'AMARA VERITA' l'articolo con cui denunciavamo l'unanimità raggiunta sulla legge per ridurre i parlamentari. Anche Salvini e la Meloni hanno votato Sì, assieme ai partiti di governo. 

Tutti assieme appassionatamente, ma alla fin fine, saranno solo le destre a trarre vantaggio da questo scempio che fa strame della democrazia e della Costituzione.

Abbandonata la battaglia sovranista per uscire dall'euro le destre italiane tornano ad essere quel che son sempre state: destre reazionarie.


Sostieni SOLLEVAZIONE e Programma 101

venerdì 27 settembre 2019

SCOMPARSA LA DICOTOMIA DESTRA-SINISTRA? di Sandokan

[ venerdì 27 settembre 2019 ]

«Mi è arrivato un messaggio dal presidente della Regione Piemonte, è ufficiale: la primavera prossima avremo un referendum sul maggioritario, finalmente potranno votare 60 milioni di italiani, chi prende un voto in più vince e governa, chi perde non rompe le palle».

Così Matteo Salvini, ieri, ha chiosato la notizia che anche il Consiglio regionale del Piemonte si è aggiunto alla richiesta delle altre quattro regioni governate dal centro-destra per chiedere il referendum abrogativo della quota proporzionale prevista nella legge elettorale nazionale.


"Il capitano", quello che ad agosto fece cadere il governo giallo-verde dicendo che voleva i "pieni poteri", ha avuto subito il sostegno di Giorgia Meloni, che ha rincarato la dose: "D'accordo con una legge elettorale maggioritaria ma anche elezione diretta del Presidente della Repubblica". La Meloni ha subito ricevuto il plauso di Forza Italia...

Dal fatto che le sinistre hanno tradito le istanze ideali e sociali loro tradizionalmente proprie facendo loro idee e principi tipici delle destre, alcuni amici hanno tratto la bizzarra conclusione che sia scomparsa la dicotomia destra-sinistra. La scomparsa di un polo non significa che sia sparito anche l'altro. 

La destra, infatti, c'è e come! E la si riconosce, appunto da un marchio di fabbrica: l'idiosincrasia per il criterio democratico della proporzionalità del sistema elettorale e per il Parlamento come espressione della sovranità popolare. 

C'è un precedente che parla chiaro: il Partito Nazionale Fascista non sarebbe salito al potere nel 1924 senza l'aiuto della famigerata e maggioritaria "Legge Acerbo". E' la storia che parla: sia in Italia negli anni '20 che in Germania nei '30 le destre estreme conquistarono tutto il potere solo dopo che, con l'aiuto delle destre liberali (leggi il grande capitalismo) distrussero le democrazie parlamentari.

Si è ripetuto tante volte in questi anni che tra liberismo e democrazia c'è un'opposizione insanabile, ma incompatibilità c'è pure tra democrazia e populismo di destra che per genetica costituzione aspira all'uomo solo al comando. 

Di nuovo il sistema elettorale maggioritario dunque, quello grazie al quale una minoranza politica, anche esigua, può installarsi al governo. Di nuovo ci va di mezzo la Costituzione, quello che resta dalla sua anima democratica. 

Salvini dice che ove non fosse sufficiente la decisione dei cinque consigli regionali, verranno raccolte "milioni di firme" per svolgere un referendum.

Come votammo NO il 4 dicembre 2016 battendo Renzi voteremo NO anche in questo caso.


Sostieni SOLLEVAZIONE e Programma 101


domenica 6 maggio 2018

LA TRUFFA DI SALVINI (IL FARISEO) di Sandokan

[ 6 maggio 2018 ]


OGGI SALVINI CI PROPONE UN SISTEMA ELETTORALE  PIÙ TRUFFALDINO E ANTIDEMOCRATICO DI QUELLO CHE VOLEVA RENZI


Tutti ci ricordiamo Matteo Salvini che in occasione del referendum costituzionale del dicembre 2016 tuonava contro la "riforma" renziana, tra cui l'Italicum — la legge elettorale che prevedendo un secondo turno di ballottaggio tra le prime due liste, avrebbe assegnato la vittoria a quella avesse preso un voto in più.

L'opposizione della Lega al tentativo di Renzi era una grande presa per il culo.

Ieri Salvini ha infatti ribadito che è disposto a sostenere un "governo a tempo" che faccia "poche cose" tra cui una nuova legge elettorale per cui «Chi prende un voto in più domenica il lunedì governa». Quattro giorni fa in un comizietto ha precisato che lui ama il sistema che si usa alle elezioni regionali.

Su questo voltafaccia, sulla disponibilità a metter sù un governicchio pur evitare elezioni subito — e che questo si spieghi col patto sporco che tiene legato Salvini al cadavere di Berlusconi — ha già detto tutto Leonardo Mazzei

Il meccanismo elettorale che propone Salvini va respinto, come antidemocratico e anticostituzionale. L'Italicum venne infatti respinto perché, portando al ballottaggio due minoranze, per ciò stesso sarebbe stato lesivo del principio che il governo spetta a chi rappresenta la maggioranza degli elettori. Il meccanismo delle regionali che piace a Salvini (chi piglia un voto in più vince) è spaventosamente peggiore perché implica uno scandaloso premio di maggioranza —in diverse regioni è al governo chi ha preso meno del 30% dei voti.

Col sistema proposto da Salvini — che non a caso è quello preferito dai poteri forti avremmo il predominio di una minoranza, la fine del regime costituzionale.

Il 24 febbraio scorso, a Milano, da scaltro commediante, il leghista, davanti ad una piazza salmodiante, mettendo in scena un pittoresco rito collettivo, fece un duplice giuramento:

«Giuro di servirvi con onestà e coraggio, di seguire la Costituzione e gli insegnamenti del sacro Vangelo».
Per questo dico che Salvini è un fariseo,* anzi un fariseo raddoppiato, un politicante traditore, che mentre giura sulla Costituzione ed il Vangelo imbroglia chi lo segue perché oltraggia entrambi.


*FARISEO, fig. Uomo falso, ipocrita, che guarda più alla forma che alla sostanza delle azioni (sign. derivato dalle invettive di Gesù contro i farisei, soprattutto in Matteo 23, 13 e 23, 27).




-->

giovedì 12 ottobre 2017

LA LEGGE (E LA BANDA) DELLE TRE "B"

Rosatellum, ovvero la legge BBB: una truffa su-misura per il Bomba di Rignano, il Buffone d'Arcore e il Bulletto di Milano (quello che parla con le felpe) 
La fine ingloriosa di Salvini. Da "grande oppositore" a stampella del regime
 

Quel che c'era da dire sul Rosatellum l'ho già scritto QUI due settimane fa. Adesso siamo quasi all'atto finale. La Camera finirà di votare oggi la cosiddetta "fiducia" ad un governo che aveva dichiarato - non ridete - la sua "neutralità" in materia. Poi seguirà il Senato, verosimilmente con la stessa procedura. I ladri di democrazia hanno fretta, debbono mettere al sicuro il bottino cercando di non lasciare troppe tracce. Dunque ogni mezzo è lecito, anche se ci hanno sempre insegnato che non si cambiano le regole del gioco - tantomeno con la forzatura del voto di fiducia - un minuto prima che inizi la partita. Ma questa è l'Italia dell'autunno 2017, dove colui che dovrebbe essere "arbitro" (il santerello Mattarella) è invece in combutta con la banda di scassinatori che conduce le danze.

Certo, dopo i tre voti di fiducia ci sarà oggi pomeriggio quello finale a scrutinio segreto. Qui non mancheranno i dissidenti, altrimenti detti "franchi tiratori", ma aspettarsi non dico un sussulto democratico (quando mai!), ma anche solo un atto di orgoglio da parte di questo parlamento di peones (senza offesa per i peones, quelli veri) va sinceramente al di là di ogni ragionevole immaginazione. Ecco il risultato di aver voluto tenere in piedi ad ogni costo un parlamento reso illegittimo dalle sentenze della Corte Costituzionale. Ecco i frutti dell'errore - qui il riferimento è ad M5S - di non aver preteso, anche con una scelta aventiniana, il suo scioglimento dopo la grande vittoria del NO il 4 dicembre 2016.

Diversi commentatori si interrogano sulle presunte contraddittorietà del Rosatellum. In realtà questa legge non è affatto contraddittoria, basta che si capisca com'è nata e qual è il suo fine. Cose che ho cercato di spiegare nell'articolo già citato, ma che ricapitolo qui in due righe: questa legge nasce da un patto di ferro Renzi Berlusconi, ed ha lo scopo di riportare il fiorentino a Palazzo Chigi con l'ex cavaliere come partner principale e ben remunerato in quel che più gli interessa.

Capito questo si è capito tutto. Poi, si sa, non tutte le ciambelle riescono col buco. Ma questo è un altro discorso, e noi ci auguriamo che l'abbuffata di seggi che già pregustano gli vada invece di traverso. Di certo, pur nel pittoresco balletto delle tante leggi elettorali proposte in questi anni, mai se ne era vista una disegnata così su-misura, non solo per un partito, bensì per una persona, anzi due con l'aggiunta di un terzo: il Bulletto padano che parla con le felpe.

Come noto la "fiducia" sta passando alla Camera solo grazie al regalo di Forza Italia e della Lega, i cui parlamentari sono usciti dall'aula per abbassare il quorum. Grande eh, l'opposizione di Salvini! E questo si dovrebbe scontrare niente meno che con l'Europa! Sai che paura a Bruxelles! Sta di fatto che sulla prima fiducia i Sì sono stati 307, sulla seconda 308. Al di sotto quindi della soglia di 316 che corrisponde al 50%+1 dei membri della Camera. Evidentemente la "fiducia" non è poi così forte neppure nel Palazzo, figuriamoci nel Paese.

Ma la scommessa dei ladri di democrazia è semplice: le leggi elettorali sono cose complicate, apparentemente astruse e comunque incomprensibili ai più. Dunque, calcolano i lestofanti, il danno di immagine sarà minimo. Poi di corsa alle elezioni, in modo da rendere difficile la partecipazione a chi dovrà raccogliere le firme. Quindi una campagna elettorale che proverà (vedremo con quale successo) a restaurare il teatrino della politica del bipolarismo che fu. A destra diranno di aver messo su una coalizione per vincere (boom!), idem nel redivivo centrosinistra di Renzi-Alfano-Pisapia (doppio boom!).

In realtà tutti sanno che le coalizioni del Rosatellum servono solo a raggranellare seggi, non a precostituire una maggioranza di governo. Tanto è vero che, a differenza del Mattarellum, la legge prevede che siano i partiti, non le coalizioni, a presentare il proprio programma elettorale.

Per raggiungere i propri scopi la banda delle tre B (il Bomba di Rignano, il Buffone di Arcore e il Bulletto di Milano) non si è posta limiti. Nel Rosatellum c'è tutto il peggio delle leggi elettorali dell'ultimo quarto di secolo. Quelle che sono state in vigore per qualche anno, come quelle abortite prima di vedere la luce. Ci sono i collegi uninominali all'inglese come nel Mattarellum, c'è il meccanismo delle coalizioni artificiali (con tanto di liste civetta) come nel Porcellum, ci sono le liste bloccate com'era nella legge calderoliana ma pure nel Tedeschellum saltato a giugno. E da quest'ultima legge si importa anche il meccanismo di voto unico su quota maggioritaria e proporzionale, un escamotage per favorire le forze teoricamente avvantaggiate nel maggioritario (in pratica la solita banda delle tre B di cui sopra).

Se tutto andrà come predisposto, dopo il voto la coalizione di destra si dividerà: Berlusconi se ne andrà con Renzi, mentre Salvini si rimetterà la felpa del grande oppositore. Ma per favore! Questo pagliaccio, che ama presentarsi come anti-sistema, ha deciso di fare invece da stampella ad una squallida operazione sistemica che punta a stabilizzare la prossima legislatura grazie ai trucchi del Rosatellum.

E perché lo fa? Semplice, per raccattare qualche seggio in più al nord. E' questo il prezzo al quale si è venduto al duo Renzi-Berlusconi. A questo punto, l'unica felpa che dovrebbe indossare dovrebbe portare la scritta «mi vergogno di me stesso».

Al momento non possiamo sapere come andrà il voto finale di oggi pomeriggio a Montecitorio. Teoricamente la maggioranza per l'approvazione della nuova legge-truffa è larghissima. Praticamente, i numeri saranno invece assai più bassi. E non è affatto escluso che proprio i voti della pattuglia leghista risultino alla fine decisivi. Ma decisivi per che cosa? Certo, per mandare in parlamento qualcuno in più dalle valli della bergamasca. Ma, soprattutto, decisivi per garantire una legislatura piena al prossimo governo Renzi. Grande oppositore il Salvini, grande oppositore... 

martedì 26 settembre 2017

ROSATELLUM 2.0: L'UNICA COSA CERTA di Leonardo Mazzei

[ 26 settembre 2017 ]

Coalizioni o car pooling? A proposito della nuova proposta di legge elettorale targata Renzi-Berlusconi

Andrà davvero in porto l'ennesimo raggiro sulla legge elettorale congegnato dalla collaudata coppia formata dal Buffone di Arcore e dal Bomba di Rignano?

Al momento non lo sappiamo. A giudicare dallo schieramento che si è pronunciato a favore del Rosatellum 2 (Pd, Forza Italia, Ap e Lega) non dovrebbero esserci incertezze. A leggere invece le cronache di questi giorni qualche dubbio appare assai fondato. Non solo Renzi è più prudente del solito, ma i gruppi parlamentari del Pd sembrano divisi sia per motivi politici che per i diversi interessi di tanti deputati e senatori.

Certo, se il quartetto di cui sopra fallisse, a dispetto dei numeri di cui dispone, saremmo di fronte all'ennesimo sputtanamento di una classe dirigente che in materia detiene già molti record. Ma questo lo sapremo solo nelle prossime settimane.

Intanto cerchiamo di capire tre cose: come funzionerebbe la nuova legge qualora venisse approvata, quali scenari disegna, quale accordo politico la sostiene.


Rosatellum 2: al peggio non c'è limite

Da anni ormai, ogni nuova proposta di legge elettorale ha l'indubitabile pregio di far rimpiangere quella precedente. La fantasia truffaldina di certi personaggi, cui i partiti di regime delegano i lavori più sporchi, non ha davvero limiti. Il Rosatellum 2 non fa certo eccezione, anzi!

Con questa legge il 36% dei deputati e dei senatori viene scelto in collegi uninominali all'inglese, dove chi vince piglia tutto. Agli altri nulla resta, neppure lo scorporo parziale che c'era col Mattarellum. Il restante 64% dei seggi viene attribuito in collegi plurinominali (circa un centinaio, ma ancora da disegnare). Per l'ammissione alla ripartizione dei seggi le liste devono superare il 3% a livello nazionale.

Sono di nuovo consentite —grande vittoria della destra— le coalizioni. Si torna dunque, per questo aspetto, al tanto aborrito Porcellum. Sono però riconosciute come "coalizioni" solo quelle che superano il 10% dei voti. Questo è un aspetto molto importante, perché solo queste ultime avranno diritto al recupero dei voti delle liste, interne alla coalizione, che non abbiano raggiunto il 3% avendo però superato l'1%. Nelle coalizioni al di sotto del 10% questo recupero non è invece concesso. Quanto possa essere costituzionale una simile disparità i lettori possono giudicarlo da soli

Un altro aspetto da segnalare —qui i maneggioni che hanno elaborato la proposta si sono ispirati al Tedeschellum abortito in aula a giugno— è che non c'è voto disgiunto tra quota maggioritaria e quota proporzionale. Al contrario, sarà il voto nel collegio uninominale (maggioritario) a trainare quello proporzionale. Qui il vantaggio delle forze sistemiche (Pd e destra) è del tutto evidente. Ancor più lampante la volontà di colpire M5S, che nei collegi uninominali avrà inevitabilmente candidati meno conosciuti.

Infine, dopo tanti discorsi sulle preferenze, dopo gli stessi pronunciamenti della Corte Costituzionale, si torna alle liste interamente bloccate. Qui la giustificazione è che gli elettori potranno almeno scegliere un terzo dei parlamentari nei collegi uninominali. Il che è totalmente falso, perché se io voglio votare il partito x, sarò inevitabilmente costretto a votare il candidato y che lo rappresenta nel mio collegio, dunque niente a che vedere con le preferenze.

Una legge su-misura per i soliti noti

Belli i tempi in cui si parlava di leggi ad personam! Qui siamo ormai a leggi pensate su-misura per avvantaggiare alcuni partiti, danneggiandone altri. Di più, siamo di fronte ad una proposta di legge che mira a predeterminare con millimetrica precisione la futura maggioranza di governo. Uno schiaffo alle più basilari regole democratiche che grida davvero vendetta.

Come abbiamo già visto, il vantaggio di Pd e destra è dato dai collegi uninominali e dalla soglia del 10%. Per accettare i collegi uninominali la destra ha preteso (ottenendolo) il ripristino delle coalizioni, senza le quali sarebbe stata tagliata fuori.

Del danno ai pentastellati si è detto. Sia chiaro, con il profilo neo-democristiano scelto, con la candidatura di Di Maio l'insipido, M5S ci ha messo molto del suo per autoescludersi a priori dalla partita per il governo del Paese. Ma questo non cancella la gravità di una legge pensata innanzitutto in funzione M5S. C'è però un'altra area politica volutamente colpita da questa legge. Si tratta dell'area Mdp-Pisapia-Sinistra Italiana, un raggruppamento che non raggiungendo il 10% non avrà i privilegi delle coalizioni riconosciute.

Ai danneggiati da questa orrenda legge bisognerebbe però ricordare il detto secondo cui chi è causa del suo mal pianga se stesso. E sia M5S, che il blocco dei sinistrati di cui sopra, hanno le loro colpe. Quella di non aver mai veramente sostenuto il sistema proporzionale come l'unico democratico, quella di essersi esercitati anzi con proposte ultra-maggioritarie i bersaniani (con il loro Mattarelum peggiorato), e con disegni comunque truffaldini M5S (il modello spagnolo). Così, oggi che il duo Renzi-Berlusconi vuole colpirli entrambi, possono sì lamentarsi del danno che andrebbero a subire, ma non possono certo rivendicare una cristallina posizione democratica.

Il patto Renzi-Berlusconi (e il loro dialogo immaginario)

Se stabilire chi guadagna e chi perde col meccanismo truffaldino del Rosatellum 2 è cosa da ragazzi, vediamo ora qual è la coalizione di governo per cui è stato pensato.

Se la coalizione elettorale più avvantaggiata è certamente quella della destra, è però all'alleanza post-elettorale che hanno guardato in primo luogo i suoi ideatori. E la spiegazione di tutto sta nel patto Renzi-Berlusconi. Chi scrive —sbagliando— pensava che Renzi non avrebbe mai concesso il ritorno alle coalizioni sulla scheda elettorale, questo per il banale motivo che il Pd una vera coalizione di forze alleate non ce l'ha. Dunque, perché suicidarsi?

Ma —l'abbiamo già detto— quando si tratta di imbrogliare questi qua non mettono limiti alla fantasia. La Costituzione? Le basilari norme democratiche? La regola di condividere la legge elettorale con l'opposizione? E chissenefrega!!! Quel che conta è solo il risultato, ed ecco così servito un sistema assai bizzarro, dove è vero che avremo le coalizioni pre-elettorali, ma dove si è stati ben attenti a che nessuna delle due (destra e Pd+cespugli), pur avvantaggiandosene su M5S, possa avere da sola la maggioranza dei seggi.

Questo perché? Hanno avuto forse qualche scrupolo democratico? Scordatevelo. Semplicemente, il Bomba vuol tornare ad ogni costo a Palazzo Chigi. E non è un segreto per nessuno che possa farlo solo con un accordo con il Buffone di Arcore. Fin qui siamo alla fondamentale scoperta dell'acqua calda. C'era però un problema. Con la legge attuale —uscita dalle sentenze della Consulta— la maggioranza in parlamento Pd e Forza Italia l'avrebbero vista solo con un potente cannocchiale. D'accordo imbarcare gli alfaniani, che stanno al mondo solo per quello, ma coi voti che hanno non sarebbero mai stati sufficienti. Imbarcare allora Mdp e soci? In linea generale nessun ostacolo, se non fosse per il niet a Renzi. Un dettaglio non proprio trascurabile, specie se visto da Rignano sull'Arno.

Ecco allora il Rosatellum 2. In fondo non è difficile immaginare il dialogo che dev'essersi svolto tra i due. Armiamoci anche noi di un po' di fantasia (ne basta sempre meno che per congegnare l'obbrobrio della legge elettorale di cui ci stiamo occupando), e capiremo meglio i come e i perché dell'accordo trovato.

Renzi. Guarda Silvio che non abbiamo i numeri per farcela. Bisogna ritornare ad un sistema più maggioritario.

Berlusconi. Lo so Matteo, ma non penserai mica di fregarmi con un nuovo Italicum?

R. No, non ti voglio fregare, voglio Palazzo Chigi e tu avrai quel che ti serve, per Mediaset e non solo.

B. Allora c'è un solo modo: devi ridarmi le coalizioni.

R. Ma così sei tu che mi freghi. Io dove ce l'ho una coalizione?

B. Tranquillo, qualcosa ti inventi. Alfano, per esempio, te lo lascio. Ma poi, mica dobbiamo fare delle vere coalizioni! A me serve solo un taxi per i collegi uninominali. Poi dopo il voto scendo e vengo da te.

R. E chi mi assicura che scendi? Come glielo spieghi ai tuoi?

B. Semplice: studiamo un meccanismo dove noi due insieme avremo la maggioranza di sicuro, ma senza che nessuna coalizione possa vincere da sola.

R. E come facciamo ad essere così sicuri? Col maggioritario tutto può succedere. 

B. Non essere ingenuo. Basta scegliere la giusta dose di maggioritario. Ne ho parlato con Verdini, la formula c'è. Tu parlane coi tuoi, che quando si tratta di imbrogliare non sono secondi a nessuno.

R. Va bene, ma non voglio scherzi. Di te mi fido, ma tra i miei ce n'è più d'uno che mi infinocchierebbe volentieri. E dietro hanno forze potenti... Quelli immaginano una nuova coalizione di centrosinistra, nuove primarie, un'idiota come Pisapia tra i piedi. Non so se ti rendi conto?

B. Certo, certo. Ma li puoi fermare solo prendendo prima tu l'iniziativa.

R. Questo è giusto. Ma già che ci siamo troviamo anche il modo di dare un colpetto a D'Alema e Bersani.

B. A me va bene. 

R. Ma come farai con Salvini?

B. Salvini è un uomo di mondo. Sa che tanto al governo non ci va. Sì, adesso non parla più dell'euro, sai quanto gliene frega... Ma sa che ai piani alti non piacerebbe lo stesso. A lui basta fare il pieno nei collegi del nord. Glielo concederò, poi ognuno per la sua strada.

R. Ma non ti accuseranno di tradimento della coalizione?

B. Tradimento? E perché. Tradirei se avessimo i voti per governare. Ma quelli non li avremo. Si imporranno le "larghe intese". Salvini e la Meloni si sfileranno. Io no: viva l'alleanza tra le forze che in Italia rappresentano i due maggiori partiti europei!    

R. Bene, accordo fatto. Ma evitiamo di gridarlo ai quattro venti, che poi magari in parlamento i franchi tiratori non mancheranno. Se andrà male non dovrà essere colpa nostra.

B. Beh, questo è più difficile, ma possiamo sempre accusarci reciprocamente, che un po' di teatrino non guasta mai.

Conclusioni

Solo fantasia? Chissà. Ma a me solo immaginando un siffatto dialogo le cose riescono a quadrarmi. Diversamente non si capirebbe la concessione di Renzi, che stupido non è, sulle coalizioni. Né si capirebbe lo strano dosaggio tra proporzionale (64%) e maggioritario (36%). 

Ma c'è qualcosa di più. Ed è che la legge prevede che le singole liste, non le coalizioni, presentino formalmente un programma elettorale. Ora, se le coalizioni fossero fatte per reggere —e, nel caso, per governare— tutto ciò non avrebbe senso. Se invece le coalizioni devono essere solo un taxi elettorale, meglio una sorta di car pooling applicato alla politica, il senso c'è eccome.

Se la mia tesi è giusta —ma prima si dovranno superare gli ostacoli parlamentari, di cui non ci occupiamo in questo articolo— avremmo una situazione pre-elettorale assai pittoresca.

Un mio amico —persona simpatica se non avesse questa fissa— chiude ogni discussione sulla legge elettorale in questo modo: «Si, va bene, ho capito quello che dici, ma io la sera delle elezioni voglio sapere chi ha vinto!». Ora, se il patto Renzi-Berlusconi avrà i voti necessari per diventare legge, lui sarà non contento, ma contentissimo, dato che —almeno per questo giro— il nome del vincitore (quello di chi andrà a Palazzo Chigi) lo saprà con ogni probabilità da subito, senza neppure dover aspettare quella sera!

Certo, il governo che ne verrà fuori sarà comunque debole. Ma la sua vita dipenderà innanzitutto dalla nascita di un'opposizione degna di questo nome, altro che il Salvini ri-berlusconizzato o il Di Maio integralmente democristianizzato, per non parlare dei sinistrati senza idee e senza consensi.

In ogni caso, tornando alla legge elettorale, tra tante incertezze che rimangono una cosa è certa: dietro il Rosatellum 2 c'è il patto di ferro tra il Bomba di Rignano ed il Buffone di Arcore. Ogni altra ipotesi è destituita di fondamento.


lunedì 26 giugno 2017

NON RESTARE CON LE MANI IN MANO di Leonardo Mazzei


[ 27 giugno 2017 ]


I ballottaggi, ovvero l'ennesima certificazione della crisi dell'intero sistema politico

Ieri ha votato il 46% degli elettori, un 13% in meno rispetto al primo turno delle amministrative. Che è come dire che il 22% di chi era andato alle urne l'11 giugno è restato a casa due settimane dopo. E i risultati, che ci dicono i risultati? Di sicuro il Pd ha perso, ma ha perso anche il centrosinistra alla Pisapia. Il Movimento Cinque Stelle, invece, aveva già pesantemente perso all'andata, ed al ritorno ha incassato solo la vittoria di Carrara. In quanto alla destra si dice abbia vinto, ma guardando alle prossime elezioni politiche si tratta della classica vittoria di Pirro.

In realtà nessun protagonista della politica nazionale di questo sciagurato periodo per il Paese può davvero cantare vittoria. Non può farlo in tutta evidenza il Pd, i cui tentativi di ridimensionare la portata della sconfitta sono semplicemente penosi. Nell'ultimo anno Renzi ha incassato prima la botta di Roma e Torino, poi quella ben più pesante del referendum del 4 dicembre, ed infine - dopo l'ennesima buffonata delle primarie - la perdita (a vantaggio della destra) di ben 12 comuni capoluogo sui 25 in cui si votava.

Una sconfitta da nord a sud, in città simbolo come Genova, o in vecchie roccaforti come Pistoia. Nel 2009, per una debacle assai meno grave alle regionali sarde, Veltroni si dimise da segretario. Renzi invece non lo farà, a meno che non venga costretto dalla sua attuale maggioranza interna.

Su M5S abbiamo già scritto quanto basta. Certo, alle politiche il dato non sarà quel 10% scarso delle amministrative, ma neppure il 30% di certi sondaggi. Dunque addio all'obiettivo della conquista del governo, ipotizzata fino a due settimane fa come se la montagna di scempiaggini accumulate negli ultimi mesi potesse restare senza prezzo. M5S paga invece le vicende romane, l'inciucio (anche se poi fallito) sulla legge elettorale, l'ambiguità sull'Europa e sull'euro. Ma paga, soprattutto, la scelta di non aver acceso il fuoco della lotta (nelle istituzioni, ma più ancora nel Paese) dopo il referendum di dicembre.

Era lì, in quel decisivo passaggio, che bisognava accelerare i tempi, chiedere le elezioni immediate, la cacciata di un parlamento illegittimo. Il tutto in nome di un progetto di attuazione della Costituzione, in linea cioè con il grande successo referendario. Invece no, si è scelto di vivacchiare, di girare l'Italia in giacca e cravatta, di rassicurare i potenti, in definitiva di mostrarsi casta al pari di quella casta contro la quale il movimento era nato. Una bella scelta non c'è che dire, ed i risultati si sono visti... E, penso, si vedranno anche alle politiche, perché la capacità di auto-correzione del gruppo dirigente effettivo dei pentastellati mi pare assai prossima allo zero.

E la destra, perché neppure la destra può cantare vittoria? Chi scrive non ha mai avuto dubbi sul fatto che, visto il marciume di un'intera legislatura, alla fine pure la destra avrebbe avuto il modo di rialzare la testa. Il che è puntualmente avvenuto. Tuttavia, non facciamoci ingannare. La destra ha vinto soprattutto al secondo turno, ma i ballottaggi sono di fatto dei referendum, nei quali si vota prevalentemente "contro" piuttosto che "per" qualcuno. E siccome l'«uomo solo al comando» Matteo Renzi è il "qualcuno" più odiato d'Italia, ed un motivo ci sarà, nulla di più facile che raccogliere consensi contro di lui.

Ora qualcuno obietterà che nei comuni non si votava per o contro Renzi, ma sui candidati sindaci. Ciò è vero fino ad un certo punto, viceversa non capiremmo la forte omogeneità di questo voto amministrativo. Ma quel che più conta è che se nei vari comuni non c'era Renzi, c'erano però i "renzini", od anche semplicemente i piddini (non tutti i candidati del Pd erano renziani), la cui spocchia da unici abilitati a governare - dal condominio a Palazzo Chigi - viene sempre meno sopportata dalle persone normali.


In un certo senso la destra ha perciò avuto gioco facile, agevolata in questo anche dalle pittoresche disavventure dei grillini (vedi Genova, e non solo). Ma - e questo è il punto decisivo - tutto ciò è stato possibile solo grazie al meccanismo delle coalizioni e del ballottaggio. Meccanismi però inesistenti alle politiche, dove alla Camera le coalizioni non sono ammesse, mentre al Senato lo sono ma senza premio di maggioranza.

Certo, la destra tornerà a reclamare le coalizioni, e magari perfino quel ballottaggio fino a ieri osteggiato, ma di sicuro gli altri non gli concederanno un simile vantaggio. Vittoria di Pirro, dunque, anche perché alle politiche sarà comunque difficile comporre le diverse linee che attraversano il vecchio schieramento berlusconiano. Non parliamo poi della leadership, ancor meno dell'insieme di un gruppo dirigente ancor più logoro ed impresentabile di quello del Pd. In conclusione, la destra ha vinto le amministrative, ma in quanto alle politiche le chance sono davvero ridotte al lumicino.

Abituati da oltre vent'anni ai meccanismi del maggioritario, sia nella versione Mattarelum che in quella del Porcellum, qualcuno penserà che comunque tra questi perdenti alla fine un vincente dovrà pur esserci. Vero, ma solo in parte, dato che lo scenario comunque più probabile è quello di un governo di coalizione. Laddove per coalizione non deve più interdersi quella formata prima del voto, bensì quella che nascerà dopo presumibilmente tra Pd, Forza Italia e altre formazioni minori.

Questo significa allora che i ballottaggi non hanno cambiato nulla? No, ma la questione è leggermente più complessa. Lo era già prima del voto di ieri, lo è a maggior ragione adesso. La complicazione sta nel fatto che la coalizione di cui sopra non ha mai avuto la certezza di ottenere la maggioranza per governare. Tanto meno ce l'ha adesso, perché è ancora più chiaro che Renzi è ormai un leader logoro.

La crisi politica italiana è dunque ben lungi dal trovare una soluzione. Un fatto che non deve stupirci vista la sua stretta connessione con l'altrettanto irrisolta crisi economica, che porta con sé l'ancor più grave crisi sociale. E' esattamente a tutto ciò che pensiamo quando parliamo di crisi sistemica.

Se questa è la fotografia attuale, proviamo adesso ad immaginare i possibili sviluppi. Facciamolo, prima immergendoci nel punto di vista del blocco dominante, dato che cercare di comprendere le mosse dell'avversario ha sempre la sua importanza; poi cercando di delineare la risposta da dare da parte delle forze sovraniste e costituzionali.

Se l'analisi sin qui svolta è giusta anche solo al 70%, è facile immaginare quale sia l'agitazione tra i dominanti. Del tutto intenzionati ad andare avanti con il loro disegno neoliberista, decisi a non rompere il rapporto subalterno con l'euro-Germania, vorrebbero un governo di legislatura che ne interpretasse senza scosse i loro interessi e la loro visione strategica. Problema: ad oggi, un simile governo non avrebbe una maggioranza nelle urne. Dunque, esistono solo due possibili soluzioni: 1. puntare ancora una volta ad una nuova legge elettorale truffaldina; 2. inventarsi un nuovo "salvatore", o meglio un "Macron all'italiana". Naturalmente una cosa non esclude l'altra.

Insomma, questa almeno è la mia ipotesi, lorsignori cercheranno di imbrogliare le carte. Del resto, come spiegare altrimenti la furia dei grandi giornali contro l'ipotesi di elezioni anticipate? Chiaro che dietro le quinte si sta preparando qualcosa. Qualcosa che richiede un po' di tempo. Cosa esattamente chi scrive non lo sa. Ma siccome di "salvatori" in vista non ce ne sono (per lorsignori uno ci sarebbe, ma si trova momentaneamente bloccato a Francoforte), e siccome sulla legge elettorale sono sì probabili nuovi pasticci, ma difficilmente potranno avere l'organicità necessaria affinché il disegno possa completarsi senza altre mosse, è comunque probabile qualche altra trovata.

Il nodo è Renzi. Se qualcuno pensava di farne il Macron italiano, adesso sa che è troppo tardi. Il rignanese si è già fatto mille giorni di governo e gli italiani tendono a non scordarseli. Al tempo stesso è difficile pensare ad un italico "Macron" che riduca Renzi così come l'originale ha massacrato Hollande in Francia. Più probabile forse il lancio di qualche nuovo soggetto che, senza troppe pretese palingenetiche, potrebbe proporsi come forza aggiuntiva della coalizione sistemica Pd-Forza Italia-centristi vari. Ma su questo, come del resto sulla probabile riapertura della cucina della legge elettorale, inutile fare ora troppe previsioni. L'importante è fissare un punto: i dominanti faranno una mossa. Che sia anche vincente non lo possiamo sapere, ma vedrete che non staranno con le mani in mano in attesa dell'esito delle urne.

Bene, è esattamente quello che, sul lato opposto, dovremo fare anche noi: partire dalle potenzialità offerte dalla crisi politica del sistema per lanciare una proposta in grado di essere efficace, aggregativa e contundente. Non bisogna cioè restare con le mani in mano, ma chiamare a raccolta tutte le persone disponibili per portare la battaglia del sovranismo costituzionale o, se preferite, del patriottismo democratico, anche nelle urne delle prossime elezioni politiche.

Naturalmente il parallelismo va preso cum grano salis. Per i dominanti l'obiettivo è ovviamente il governo, per il nostro fronte è invece quello di non delegare più la battaglia istituzionale ad altri. Mi rendo conto che questo obiettivo potrà sembrare a molti velleitario. E' vero infatti che le nostre forze sono più che modeste, ma è altrettanto vero che se da un lato M5S è sempre meno credibile come forza alternativa, ancor meno lo è la solita accozzaglia di una sinistra senza idee tranne quella di provare a tornare in parlamento (vedi assemblea del 18 giugno al Brancaccio).

La necessità di una presenza sulle schede elettorali di liste che si richiamino ad una Italia ribelle e sovrana è dunque fuori discussione. Si tratta semmai di discutere la sua realizzabilità. Che è esattamente quel che va fatto a partire dalle prossime settimane.

Non scordiamoci la profondità della crisi politica, non dimentichiamo il crescente distacco di massa dai partiti di questa legislatura che volge al termine (incluso M5S), non sottovalutiamo la forte domanda di cambiamento, magari confusa ma radicale, presente nella società. E non dimentichiamoci che l'Italia è il paese con la più alta percentuale (35%) di favorevoli all'uscita dall'UE. Possibile che tutto ciò non riesca a condensarsi in una proposta politica capace di misurarsi anche sul terreno elettorale?

Noi siamo convinti che l'idea di Italia ribelle e sovrana possa avere successo. Vogliamo comunque provarci, insieme a tutti quelli che non si arrendono al fosco futuro confezionato dalle èlite globaliste, antinazionali quanto antipopolari.

Lettori fissi di SOLLEVAZIONE

Temi

Unione europea (953) euro (784) crisi (640) economia (630) sinistra (549) teoria politica (296) finanza (285) Leonardo Mazzei (282) M5S (275) P101 (251) grecia (247) Movimento Popolare di Liberazione (244) Governo giallo-verde (242) elezioni (239) imperialismo (237) sfascio politico (235) resistenza (226) Moreno Pasquinelli (225) sovranità nazionale (219) banche (215) internazionale (213) risveglio sociale (184) alternativa (168) seconda repubblica (167) Syriza (155) piemme (147) Tsipras (146) antimperialismo (135) debito pubblico (133) Matteo Renzi (131) programma 101 (129) spagna (122) filosofia (121) Francia (119) immigrazione (117) marxismo (117) PD (111) destra (111) sovranità monetaria (111) democrazia (109) costituzione (106) Matteo Salvini (104) neoliberismo (104) populismo (104) sollevazione (103) Stefano Fassina (97) islam (97) Grillo (94) Sandokan (94) elezioni 2018 (94) berlusconismo (91) proletariato (91) geopolitica (88) Carlo Formenti (86) Germania (86) Alberto Bagnai (83) Emiliano Brancaccio (83) austerità (80) bce (80) Medio oriente (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) sindacato (77) Podemos (76) Stati Uniti D'America (75) referendum costituzionale 2016 (74) sinistra anti-nazionale (73) Mario Monti (72) guerra (72) capitalismo (70) Libia (66) Russia (65) capitalismo casinò (63) Sergio Cesaratto (62) Rivoluzione Democratica (61) rifondazione (61) Lega (60) globalizzazione (60) liberiamo l'Italia (60) CLN (59) Siria (59) CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (57) bancocrazia (57) immigrati (57) Sicilia (56) Alexis Tsipras (55) Alitalia (54) cinque stelle (54) legge elettorale (54) sovranismo (54) Diego Fusaro (53) Legge di Bilancio (53) brexit (53) Lega Nord (52) Pablo Iglesias (52) moneta (52) referendum (52) socialismo (52) neofascismo (51) sionismo (51) sovranità popolare (51) Emmezeta (50) fiat (50) Manolo Monereo (49) Movimento dei forconi (49) solidarietà (49) campo antimperialista (48) sinistra sovranista (48) gilet gialli (46) immigrazione sostenibile (46) Beppe Grillo (45) Nichi Vendola (45) renzismo (45) Troika (44) Yanis Varoufakis (44) astensionismo (43) inchiesta (43) uscita dall'euro (43) Luciano Barra Caracciolo (42) Mario Draghi (42) Israele (41) liberismo (40) palestina (40) Mimmo Porcaro (39) patriottismo (39) Fiorenzo Fraioli (38) Ugo Boghetta (38) proteste operaie (38) sinistra patriottica (38) italicum (37) Giorgio Cremaschi (36) Karl Marx (36) Marine Le Pen (35) ambiente (35) fiscal compact (35) uscita di sinistra dall'euro (35) III. Forum internazionale no-euro (34) Luigi Di Maio (34) Ucraina (34) egitto (34) nazione (34) 9 dicembre (33) Def (33) azione (33) ISIS (32) Merkel (32) cina (32) default (32) fiom (32) iran (32) islamofobia (32) populismo di sinistra (32) scienza (32) Forum europeo 2016 (31) Sel (31) governo Renzi (31) unità anticapitalisa (31) Fabio Frati (30) ecologia (30) xenofobia (30) Nello de Bellis (29) Putin (29) catalogna (29) storia (29) eurostop (28) napolitano (28) nazionalizzazione (28) Assemblea di Chianciano terme (27) menzogne di stato (27) Donald Trump (26) Mauro Pasquinelli (26) USA (26) elezioni europee 2019 (26) nazionalismi (26) silvio berlusconi (26) Beppe De Santis (25) Comitato centrale P101 (25) Forum europeo (25) Nato (25) elezioni siciliane 2017 (25) religione (25) scuola (25) Europa (24) Movimento 5 Stelle (24) Quantitative easing (24) Venezuela (24) finanziarizzazione (24) Aldo Giannuli (23) Lavoro (23) Stato di diritto (23) antifascismo (23) manifestazione 12 ottobre 2019 (23) ora-costituente (23) razzismo (23) repressione (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Esm (22) Roma (22) emigrazione (22) keynes (22) nazionalismo (22) Chianciano Terme (21) Front National (21) Simone Boemio (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) Unità Popolare (21) etica (21) Conte bis (20) Emmanuel Macron (20) Foligno (20) Laikí Enótita (20) Marcia della Dignità (20) Regno Unito (20) Vladimiro Giacchè (20) coordinamento no-euro europeo (20) crisi di governo (20) iraq (20) manifestazione del 12 ottobre (20) melenchon (20) minibot (20) tecnoscienza (20) umbria (20) MES (19) Mariano Ferro (19) Norberto Fragiacomo (19) Sicilia Libera e Sovrana (19) Tunisia (19) fronte popolare (19) Domenico Moro (18) Donbass (18) F.S. (18) Izquierda Unida (18) Noi siciliani con Busalacchi (18) lotta di classe (18) pace (18) senso comune (18) Assisi (17) Costanzo Preve (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Jacques Sapir (17) Paolo Savona (17) Perugia (17) Pier Carlo Padoan (17) chiesa (17) complottismo (17) cosmopolitismo (17) euro-germania (17) media (17) piano B (17) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Luciano B. Caracciolo (16) Marco Mori (16) Prc (16) Reddito di cittadinanza (16) Renzi (16) Tonguessy (16) appello (16) ballottaggi (16) casa pound (16) fascismo (16) internazionalismo (16) sciopero (16) vendola (16) Cremaschi (15) Daniela Di Marco (15) International no euro forum (15) M. Micaela Bartolucci (15) Salvini (15) clima (15) comunismo (15) diritto (15) indipendenza (15) internet (15) manifestazione (15) piattaforma eurostop (15) tasse (15) vaccini (15) 15 ottobre (14) Alessandro Visalli (14) Alitalia all'Italia (14) Brancaccio (14) Enea Boria (14) Ernesto Screpanti (14) Eurogruppo (14) Fridays for Future (14) MMT (14) Monte dei Paschi (14) Movimento pastori sardi (14) Stato Islamico (14) Turchia (14) Vincenzo Baldassarri (14) no tav (14) obama (14) potere al popolo (14) salerno (14) Alessandro Di Battista (13) Bersani (13) Chavez (13) Enrico Grazzini (13) Eos (13) Jobs act (13) Legge di stabilità (13) Marino Badiale (13) Virginia Raggi (13) Wilhelm Langthaler (13) acciaierie Terni (13) cultura (13) disoccupazione (13) femminismo (13) finanziaria (13) giovine italia (13) privatizzazioni (13) regionalismo differenziato (13) sardine (13) unione bancaria (13) Alfredo D'Attorre (12) Costas Lapavitsas (12) D'alema (12) Forum europeo 2015 (12) Giulietto Chiesa (12) Negri (12) Panagiotis Lafazanis (12) Sergio Mattarella (12) analisi politica (12) decreto salva-banche (12) europeismo (12) global warming (12) keynesismo (12) salari (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Aldo Zanchetta (11) De Magistris (11) Dicotomia (11) France Insoumise (11) Gennaro Zezza (11) Ilva (11) Papa Francesco (11) Pardem (11) Portogallo (11) Stato (11) Stefano D'Andrea (11) corruzione (11) de-globalizzazione (11) elezioni anticipate (11) iniziative (11) mediterraneo (11) nucleare (11) ordoliberismo (11) presidenzialismo (11) proteste (11) sindacalismo di base (11) sinistra Italiana (11) sovranismi (11) Art. 18 (10) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) Carl Schmitt (10) Claudio Borghi (10) Fausto Bertinotti (10) Fmi (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Forum di Roma 2019 (10) George Soros (10) Gianluigi Paragone (10) Giorgetti (10) Hollande (10) Jean-Luc Mélenchon (10) Lista del Popolo (10) Marco Passarella (10) Marco Zanni (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Paolo Barnard (10) Quirinale (10) Risorgimento Socialista (10) Terni (10) cattiva scuola (10) decrescita (10) diritti civili (10) facebook (10) fisco (10) golpe (10) islanda (10) legge di bilancio 2020 (10) povertà (10) taranto (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Antonio Rinaldi (9) Argentina (9) Bernie Sanders (9) CGIL (9) Campagna eurostop (9) Diritti Sociali (9) Draghi (9) Forconi (9) Paolo Ferrero (9) Stato nazione (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wolfgang Schaeuble (9) bail-in (9) bipolarismo (9) classi sociali (9) cosmo-internazionalismo (9) deficit (9) futuro collettivo (9) il pedante (9) istruzione (9) liberalismo (9) medicina (9) moneta fiscale (9) necrologi (9) questione nazionale (9) sociologia (9) sovranità (9) tecnologie (9) Antonio Gramsci (8) Corte costituzionale (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) Erdogan (8) F.f (8) Fratelli d'Italia (8) Genova (8) Goracci (8) Gran Bretagna (8) II assemblea della CLN (1-3 settembre) (8) Ingroia (8) Italia Ribelle e Sovrana (8) Julio Anguita (8) Landini (8) Lenin (8) Luca Massimo Climati (8) Mattarella (8) Mirafiori (8) Yanis Varoufakys (8) borsa (8) debitocrazia (8) destra non euro (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate 2017 (8) elezioni siciliane (8) grexit (8) inflazione (8) lira (8) manifestazione 25 marzo 2017 (8) marxisti dell'Illinois (8) nuovo movimento politico (8) questione femminile (8) regionalismo (8) sardegna (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) svalutazione (8) transfemminismo (8) trasporto aereo (8) unità anticapitalista (8) unità nazionale (8) Abu Bakr al-Baghdadi (7) Alessandro Chiavacci (7) Alternative für Deutschland (7) Articolo 18 (7) CUB (7) Cub Trasporti (7) Dino Greco (7) Ernesto Laclau (7) Flat tax (7) Franz Altomare (7) Gaza (7) Giancarlo D'Andrea (7) Giuseppe Angiuli (7) ISIL (7) Inigo Errejón (7) Je so' Pazzo (7) Jeremy Corbyn (7) Joseph Stiglitz (7) MMT. Barnard (7) Macron (7) Massimo Bontempelli (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Nuit Debout (7) Oskar Lafontaine (7) Papa Bergoglio (7) Pil italiano (7) Riccardo Achilli (7) Samuele Mazzolini (7) Sapir (7) Seconda Assemblea P101 (7) Ttip (7) agricoltura (7) aletheia (7) anarchismo (7) autodeterminazione dei popoli (7) bankitalia (7) confederazione (7) contante (7) derivati (7) eurexit (7) eurocrack (7) giovani (7) il manifesto (7) incontri (7) magistratura (7) nazismo (7) patria e costituzione (7) pensioni (7) risorgimento (7) rivolta (7) rivoluzione civile (7) rossobrunismo (7) sanità (7) spread (7) trasporto pubblico (7) Ars (6) Banca centrale europea (6) Bazaar (6) Bottega partigiana (6) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (6) Carlo Galli (6) Casaleggio (6) Contropiano (6) Eros Cococcetta (6) Eugenio Scalfari (6) Franco Bartolomei (6) Frédéric Lordon (6) Giorgia Meloni (6) M.AR.S. (6) Maduro (6) Marx (6) Militant-blog (6) Nino galloni (6) No Renzi Day (6) Noi con Salvini (6) ORA! (6) Pcl (6) Pisapia (6) Polonia (6) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (6) Regioni autonome (6) Sandro Arcais (6) Stato di Polizia (6) Target 2 (6) Teoria Monetaria Moderna (6) Thomas Fazi (6) Titoli di stato (6) Toni negri (6) USB (6) Ungheria (6) Viktor Orban (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) automazione (6) beni comuni (6) cinema (6) fabrizio Marchi (6) famiglia (6) giovanni Tria (6) governo Gentiloni (6) ideologia (6) incontro internazionale (6) la variante populista (6) liberosambismo (6) migranti (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) populismo democratico (6) suicidi (6) suicidi economici (6) tecnica (6) terremoto (6) uber (6) utero in affitto (6) Alberto Negri (5) America latina (5) Angelo Panebianco (5) Anguita (5) Antonio Ingroia (5) Assad (5) Carola Rackete (5) Dario Guarascio (5) Decreto Dignità (5) Decreto sicurezza (5) Dimitris Mitropoulos (5) Federalismo (5) Federico Fubini (5) Ferdinando Pastore (5) Finlandia (5) Forza Italia (5) Franco Busalacchi (5) Giuseppe Mazzini (5) HAMAS (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Joël Perichaud (5) Kirchner (5) Lucca (5) Luigi De Magistris (5) MOHAMED KONARE (5) Marcello Teti (5) Mario Monforte (5) No Monti Day (5) No debito (5) Npl (5) Nuova Direzione (5) Paolo Becchi (5) Parigi (5) Partito tedesco (5) Pier Paolo Dal Monte (5) Rete dei Comunisti (5) Romano Prodi (5) Rosatellum 2 (5) Sharing Economy (5) Soleimani (5) Stathis Kouvelakis (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Trump (5) Val di Susa (5) Wolfgang Munchau (5) Yemen (5) afghanistan (5) alleanze (5) banche popolari (5) brasile (5) camusso (5) chiesa ortodossa (5) confindustria (5) cuba (5) debitori (5) decreto vaccini (5) di Pietro (5) donna (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni. Lega (5) fratelli musulmani (5) giornalismo (5) governo (5) greta thumberg (5) jihadismo (5) laicismo (5) massimo fini (5) pomigliano (5) procedura d'infrazione (5) proteste agricoltori (5) rifugiati politici (5) salvinismo (5) teologia (5) tremonti (5) wikileaks (5) 16 giugno Roma (4) ALBA (4) Africa (4) Alessandro Somma (4) Alessia Vignali (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Anna Falcone (4) Antonio Amoroso (4) Assange (4) Aurelio Fabiani (4) Autostrade per l'Italia (4) Bergoglio (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (4) Carovana di solidarietà (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Chiavacci Alessandro (4) Città della Pieve (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (4) Corea del Nord (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Deutsche Bank (4) Die Linke (4) Diego Melegari (4) Emanuele Severino (4) Ernesto Galli Della Loggia (4) Felice Floris (4) Francesco Giavazzi (4) Frente civico (4) Fronte Sovranista Italiano (4) GIAPPONE (4) Giuliano Pisapia (4) Giulio Regeni (4) Giulio Sapelli (4) Imu (4) Incontro di Roma (4) Italexit (4) JP Morgan (4) Jacques Nikonoff (4) Karl Polany (4) Kke (4) L'Altra Europa con Tsipras (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Leonardo Mazzzei (4) Luciano Canfora (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) MPL (4) Marcello Minenna (4) Marchionne (4) Martin Heidegger (4) Morgan Stanley (4) Mosul (4) NO TAP (4) Noi sicialiani con Busalacchi (4) ONU (4) Oscar Lafontaine (4) Paolo Gerbaudo (4) Pci (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Prodi (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Sergio Starace (4) Simone Pillon (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) TAP (4) Tyssenkrupp (4) VOX (4) Varoufakis (4) Visco (4) Vladimiro Giacché (4) Xarxa Socialisme 21 (4) Xi Jinping (4) agricoltura biologica (4) al-Sisi (4) alceste de ambris (4) anarchici (4) antisemitismo (4) antisionismo (4) arancioni (4) bigenitorialità (4) califfato (4) carceri (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianesimo (4) cristianismo (4) curdi (4) demografia (4) diritti di cittadinanza (4) donne (4) elezioni 2017 (4) elezioni comunali 2017 (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) gender (4) il fatto quotidiano (4) informatica (4) intelligenza artificiale (4) irisbus (4) irlanda (4) italia (4) ius soli (4) legge del valore (4) legge di stabilità 2017 (4) parti de gauche (4) patrimoniale (4) porcellum (4) precarietà (4) presidente della repubblica (4) primarie (4) protezionismo (4) risparmio (4) salute (4) saviano (4) seminario (4) sinistra transgenica (4) sottoscrizione (4) spending review (4) spesa pubblica (4) statizzazione banche (4) terzo polo (4) transizione al socialismo (4) trattati europei (4) truffa bancaria (4) università (4) wikidemocrazia (4) xylella (4) 19 ottobre (3) Ahmadinejad (3) Alavanos (3) Albert Einstein (3) Alberto Alesina (3) Alfiero Grandi (3) Amodeo (3) Antonella Stirati (3) Aquisgrana (3) Arabia saudita (3) Armando Mattioli (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Benedetto Croce (3) Benetton (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Bloco de Esquerda. (3) Cerveteri Libera (3) Cia (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Commissione europea (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Diosdado Toledano (3) EDWARD SNOWDEN (3) Eleonora Forenza (3) Ernest Vardanean (3) Eurasia (3) Fabio Nobile (3) Fabrizio Tringali (3) Fausto Sorini (3) Filippo Abbate (3) Francesco Neri (3) Francesco Salistrari (3) Fratoianni (3) Gianni Ferrara (3) Giorgio Lunghini (3) Giovanni Gentile (3) Giuliana Nerla (3) Giulio Bonali (3) Giuseppe Pelazza (3) Goofynomics (3) Gramsci (3) Guido Grossi (3) HELICOPTER MONEY (3) Hezbollah (3) ISTAT (3) Ilaria Bifarini (3) Iugoslavia (3) Ivan Cavicchi (3) Jens Weidmann (3) Jugoslavia (3) Leonardo SInigaglia (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marcello Foa (3) Marco Bulletta (3) Marco Mainardi (3) Mario Volpi (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Massimo cacciari (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Milton Friedmann (3) Modern Money Theory (3) Moldavia (3) Morya Longo (3) Napoli (3) Nigel Farage (3) No Mes (3) No e-45 autostrada (3) Noi Mediterranei (3) Olanda (3) Palermo (3) Panagiotis Sotiris (3) Paola De Pin (3) Partito Italexit (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Pkk (3) Poroshenko (3) Rinascita (3) Rodoflo Monacelli (3) Ruggero Arenella (3) Salento (3) Sarkozy (3) Scenari Economici (3) Six Pack (3) Stavros Mavroudeas (3) Ugo Arrigo (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) austria (3) biotecnocrazia (3) bollettino medico (3) crediti deteriorati (3) debito (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) diritto d'asilo politico (3) diritto di cittadinanza (3) divorzio banca d'Italia Tesoro (3) dollaro (3) economia sociale di mercato (3) elezioni 2020 (3) euroasiatismo (3) foibe (3) forza nuova (3) giustizia (3) inceneritori (3) indignati (3) ines armand (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) machiavelli (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mezzogiorno (3) minijobs. Germania (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) occidente (3) oligarchia (3) olocausto (3) partito (3) partito democratico (3) prescrizione (3) psicanalisi (3) quota 100 (3) rai (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) robotica (3) sanità. spending review (3) sciopero generale (3) seminario teorico (3) senato (3) sme (3) social media (3) socialdemocrazia (3) sondaggi (3) sovranità e costituzione (3) sovrapproduzione (3) takfir (3) tassisti (3) terza assemblea P101 (3) tv (3) violenza (3) web (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 25 aprile 2017 (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Alberto Benzoni (2) Alberto Montero (2) Alétheia (2) Amando Siri (2) Amazon (2) Andalusia (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Arditi del Popolo (2) Armando Siri (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Banca (2) Bandiera rossa in movimento (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Blockchain (2) Bolivia (2) Bolkestein (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) Carc (2) Carlo Clericetti (2) Carlo Freccero (2) Carlo Romagnoli (2) Cernobbio (2) Certificati di Credito Fiscale (2) Cesarina Branzi (2) Cgia Mestre (2) Chantal Mouffe (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Claudia Castangia (2) Colonialismo (2) Comitato antifascista russo-ucraiono (2) Conte (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Dani Rodrik (2) De Bortoli (2) Der Spiegel (2) Diem25 (2) Domenico Losurdo (2) Don Giancarlo Formenton (2) Dugin (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Ego della Rete (2) Emilia Clementi (2) Emilia-Romagna (2) Emiliano Gioia (2) Enzo Pennetta (2) Eric Toussaint (2) Ettore Livini (2) European Quantitative-easing Intermediated Program (2) Extincion Rebellion (2) F.List (2) Federal reserve (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Filippo Gallinella (2) Fiumicino (2) Forestale (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Forum Popoli Mediterranei (2) Francesco Lamantia (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Futuro al lavoro (2) Generale Pappalardo (2) Gentiloni (2) Giacomo Bracci (2) Giacomo Russo Spena (2) Giada Boncompagni (2) Giancarlo Cancelleri (2) Gig Economy (2) Giorgio Gattei (2) Giuliano Amato (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Google (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hitler (2) Héctor Illueca (2) INPS (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italia Ribelle (2) Iugend Rettet (2) JULIAN ASSANGE (2) Jacopo Custodi (2) Javier Couso Permuy (2) Juan Carlos Monedero (2) Juncker (2) Junker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Kurdistan (2) La Grassa (2) Lelio Basso (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) M-48 (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marco Revelli (2) Marco Rizzo (2) Maria Elena Boschi (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Tronti (2) Mark Zuckerberg (2) Marocco (2) Massimo D'Antoni (2) Massimo PIvetti (2) Michele Serra (2) Michele fabiani (2) Microsoft (2) Militant (2) Moscovici (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) Mélenchon (2) Nadia Garbellini (2) Netanyahu (2) Nicaragua (2) Omt (2) Oriana Fallaci (2) Ostia (2) Paolo Maddalena (2) Papa (2) Partito comunista (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) PdCI (2) Pdl (2) Piano di eradicazione degli ulivi (2) Piemonte (2) Pippo Civati (2) Portella della Ginesta (2) Preve (2) Quarto Polo (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Reddito di inclusione sociale (2) Riccardo Bellofiore (2) Riccardo Ruggeri (2) Riscossa Italia (2) Roberto Ferretti (2) Rosanna Spadini (2) Rosarno (2) Rosatellum (2) Rozzano (2) Ryan air (2) SPD (2) STX (2) Sahra Wagenknecht (2) Salistrari (2) Schumpeter (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Seconda Assemblea CLN (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Severgnini (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stefano Zecchinelli (2) Steve Bannon (2) Stiglitz (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Telecom (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Piketty (2) Tito Boeri (2) Tiziana Alterio (2) Tiziana Ciprini (2) Tltro (2) Tomaso Montanari (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Umberto Eco (2) Ursula von der Leyen (2) Valerio Bruschini (2) Von Der Leyen (2) Vox Italia (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) agricoltori indignati (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) animalismo (2) antimperialista (2) antispecismo (2) antropologia (2) atac (2) banche venete (2) battaglia d'autunno (2) blocco sociale (2) bontempelli (2) burkini (2) calunnia (2) casa (2) clausole di salvaguardia (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) comuni (2) comunicazione (2) debito privato (2) denaro (2) deregulation (2) domenico gallo (2) due euro (2) dughin (2) elezioni comunali 2015 (2) elezioni comunali 2019 (2) embraco (2) enel (2) energia (2) ennahda (2) esercito (2) eugenetica (2) expo (2) export (2) fake news (2) fecondazione eterologa (2) fincantieri (2) fine del lavoro (2) frontiere (2) gaypride (2) genetica (2) gennaro Migliore (2) geoeconomia (2) giacobinismo (2) governicchio (2) indignatos (2) industria italiana (2) intimperialismo (2) isu sanguinis (2) legge (2) legge di stabilità 2018 (2) lgbt (2) libano (2) liberi e uguali (2) libertà di pensiero (2) maidan (2) manifestazione 2 giugno 2018 (2) marina silva (2) mercantislismo (2) nazionalizzare le autostrade (2) no expo (2) non una di meno (2) omosessualità (2) ong (2) paolo vinti (2) pareggio di bilancio (2) parlamento europeo (2) patria (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) patto politico (2) peronismo (2) petrolio (2) pietro ratto (2) poste (2) poste italiane (2) proporzionale (2) province (2) razionalismo (2) reddito di base (2) ricchezza (2) riduzione parlamentari (2) rifiuti (2) riformismo (2) rivoluzione russa (2) rivoluzione socialista (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) silicon valley (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) società (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) studenti (2) tasso di cambio (2) transgender (2) transumano (2) ulivi (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) uscita da sinistra (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 100 giorni (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 19 ottobre 2019 (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 25 aprile 2018 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 4 novembre (1) 5G (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 8 settembre (1) 9 febbraio 2019 (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Aberto Bellini (1) Accellerazionismo (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) AirCrewCommittee (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alan Johnson (1) Alba Libica (1) Albania (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alexander Zakharchenko (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amintore Fanfani (1) Amoroso (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Andrew Spannaus (1) Angela Matteucci (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Anthony Coughlan (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Guarino (1) Antonio Rinaldis (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Apple (1) Arditi (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art 81 (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Articolo1 (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Atlantia (1) Attali (1) Augusto Graziani (1) Australia (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Bashar al-Assad (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bazar (1) Bcc (1) Bekaert (1) Belardelli (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Blade Runner 2049 (1) Boicotta Eurovision (1) Boikp Borisov (1) Bolsonaro (1) Bossi (1) Branko Milanovic (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Britannia (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) ByoBlu (1) C.f.. Governo giallo-verde (1) CARTA DI FIRENZE 2019 (1) CCF (1) CNL (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Calenda (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Caritas (1) Carlo Candi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Rovelli (1) Carmine Pinto (1) Casal Bruciato (1) Cascina Raticosa (1) Casini (1) Cassazione (1) Cassese Sabino (1) Catarina Martins (1) Cekia (1) Cesare Battisti (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christian Napolitano (1) Christian Rocca (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Civitavecchia (1) Claudia Zeta (1) Claudio Maartini (1) Claudio Magris (1) Claus Offe (1) Concita De Gregorio (1) Confederazione europea (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Coordinamento europeo per l'uscita dall'Unione (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Corte Europea sui diritti dell'uomo (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cristina Re (1) Cuperlo (1) DDL (1) Dagospia (1) Daisy Osauke (1) Damiano palano (1) Dan Glazebrook (1) Daniela Conti (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davide Gionco (1) Davos (1) De Masi (1) De Vito (1) Debora Billi (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Dimitris Christoulias (1) Dio (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Don Sturzo (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Elliott Gabriel (1) Emanuele Filiberto (1) Emilio Gentile (1) Emma Bonino (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrica Perucchietti (1) Enrico Angelini Partigiano (1) Enrico Gatto (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Erasmo vecchio (1) Ernesto Pertini (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Erri De Luca (1) Etiopia (1) Ettore Gotti Tedeschi (1) Eugenio Scalgari (1) Eunoè (1) Eurispes (1) Europa a due velocità (1) Evo Morales (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio De Masi (1) Fabio Dragoni (1) Fabio Mini (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio De Paoli (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Dellepiane (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Florian Philippot (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Foro di Sao Paulo (1) Forum Ambrosetti (1) Forum dei Popoli Mediterranei (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lenzi (1) Francesco Magris (1) Franco Venturini (1) Frauke Petry (1) Fred Kuwornu (1) Freente Civico (1) Freud (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabanelli (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Germanicum (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bellini (1) Giacomo Bellucci (1) Giacomo Vaciago (1) Giacomo Zuccarini (1) Giancarlo Bergamini (1) Gim cassano (1) Giordano Sivini (1) Giovanna Vertova (1) Giovanni De Cristina (1) Giovanni Lo Porto (1) Giovanni Schiavon (1) Giovanni Tomei (1) Giovanni di Cristina (1) Giulia Grillo (1) Giuliana Commisso (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Ambrosetti (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tarro (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Glauco Benigni (1) Godley (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Grecia presidio 9/9/19 (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Lutrario (1) Guido Ortona (1) Günther Anders (1) HSBC (1) Hainer Flassbeck (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Hong Kong (1) Huawei (1) Huffington Post (1) IPHONE (1) IRiS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Illueca (1) Imposimato (1) Improta (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) Inge Höger (1) Intellettuale dissidente (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Intesa Sanpaolo (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jason Barker (1) Je so' Pazz' (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) Joel Perichaud (1) John Laughland (1) John Locke (1) John Pilger (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Shumpeter (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Jugend Rettet (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kelsen (1) Kemi Seba (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kirill Vasilev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kosovo (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Koutsianas Pantelis (1) Kruhman (1) Ktragujevac (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La Pira (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Left (1) Legge 194 (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) Lev Gumilev (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Riboli (1) Lidia Undiemi (1) Liguria (1) Lillo Massimiliano Musso. Leoluca Orlando (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Alfano (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Lorenzo Fioramonti (1) Lorenzo Fontana (1) Loris Caruso (1) Luca Donadel (1) Luca Pagni (1) Lucarelli (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luigi Zingales (1) Luka Mesec (1) López Obrador (1) M. Pivetti (1) M48 (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) MOSE (1) Macchiavelli (1) Macedonia (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcello Veneziani (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Cattaneo (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Marcuse (1) Margarita Olivera (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Marina Minicuci (1) Mario Esposito (1) Mark Rutte (1) Maroni (1) Marta Fana (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo Costa (1) Massimo Gramellini (1) Massimo Recalcati (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Matteo Pucciarelli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Blondet (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Vezzosi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Bocci (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Scradovelli (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Mdp (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Messico (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michelangelo Vasta (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Mihaly Kholtay (1) Milano (1) Milosevic (1) Milton Friedman (1) Mimmo Lucano (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Mladic (1) Mohamed bin Salman (1) Mohammad Javad Zarif (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Moshe Ya’alon (1) Moves (1) Movimento 77 (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimento democratici e progressisti (1) Movimento di Liberazione Popolare (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Nancy Fraser (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Nethanyahu (1) New York Times (1) Nicky Hager (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolas Dupont-Aignan (1) Nicoletta Dosio (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Noelle Neumann (1) Noi sicialiano con Busalacchi (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) Nsa (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omnium (1) Onda d'Urto (1) Open Society Foundations (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) P01 (1) PCE (1) PCdI (1) PIANESI MARIO (1) POSSIBILE (1) PRISM (1) PSUV (1) Pablo Stefanoni (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Di Martino (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Paul "Elliot" Singer (1) Paul De Grauwe (1) Paul Steinhardt (1) Per una sinistra rivoluzionaria (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piepoli (1) Pier Francesco Zarcone (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Gobetti (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Attinasi (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Pino Prestigiacomo (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RENAUD LAMBERT (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Radek (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Ramarrik de Milford (1) Ramon Franquesa (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) René Girard (1) Report (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Rino Formica (1) Risorgimento Meridionale (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Robert Mundell (1) Roberta Lombardi (1) Roberto D'Agostino (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Marchesi (1) Roberto Martino (1) Roberto Massari (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rocco Casalino (1) Rohani (1) Roma 13 ottobre 2018 (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rossano Rubicondi (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) SYLVAIN LEDER (1) Sacko Soumayla (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Santori (1) Schengen (1) Schlageter (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) SiAMO (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Slavoj Zizek (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stanis Ruinas (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svitlana Grugorciùk (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tiziana Aterio (1) Tiziana Drago (1) Togliatti (1) Tommaso Nencioni (1) Tommaso Rodano (1) Tonia Guerra (1) Tony Manigrasso (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Tribunale dell'Aia (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ugo Mattei (1) Ulrich Grillo (1) Unicredit (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Valerio Colombo (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Venezia (1) Veronica Duranti (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vito Lops (1) Vito Storniello (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) WHIRLPOOL (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wilders (1) Wolfgang Streeck (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zagrebelsky (1) Zaia (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zecchinelli (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) Zygmunt Bauman (1) aborto (1) accise (1) adozioni (1) aggressione (1) agorà (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) alta velocità (1) amanda hunter (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) antropocene (1) apocalisse (1) appoggio tattico (1) arcelor Mittal (1) aree valutarie ottimali (1) armi (1) arresti (1) asia argento (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) ateismo (1) autogestione (1) autostrade (1) ballarò (1) battisti (1) benessere (1) big five (1) bilancia dei pagamenti (1) bioetica (1) biologia (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bomba atomica (1) bonapartismo (1) brigantaggio (1) bufale (1) bullismo (1) calcio (1) califfaato (1) campagna di finanziamento (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) cassa depositi e prestiti (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) cdp (1) censis (1) censura (1) chokri belaid (1) comitato (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) confucio (1) consiglio superiore della magistratura (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) coronavirus (1) coronovirus (1) cretinate. (1) curzio maltese (1) cybercombattenti (1) cyborg (1) dabiq (1) dall'euro (1) dalla NATO e dal neoliberismo (1) david harvey (1) decalogo (1) decescita (1) decrescita felice (1) decretone (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) deportazione economica (1) depressione (1) di Monica Di Sisto (1) dichiarazione di Roma (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) dracma (1) ebraismo (1) economie di scala (1) economist (1) ecosocialismo (1) egolatria (1) elezioni comunali 2018 (1) elezioni regionali 2019 (1) enav (1) enrico Corradini (1) erasmus (1) esercito industriale di riserva (1) espulsione (1) estremismo (1) eurasismo (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) fiducia (1) finan (1) finaza (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) forme (1) freelancing (1) fuga dei capitali (1) fusione dei comuni (1) genere (1) giusnaturalismo (1) global compact (1) gold standard (1) governabilità (1) governo neutrale (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra di civiltà (1) guerra valutaria (1) hansel e gretel (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) illiberale (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) incendi (1) independent contractor (1) india (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) intena (1) intervista (1) ius sanguinis (1) ivana fabris (1) joker (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge Madia (1) legge anticorruzione (1) legge antisciopero (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) leva obbligatoria (1) lex monetae (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) liberiamo (1) libra (1) linguaggio (1) link tax (1) liste civiche. (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) luddismmo (1) lula (1) madre surrogata (1) mafiodotto (1) maghreb (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) massimo bray (1) massoneria (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) matteo bortolon (1) matteo brandi (1) megalamania (1) memoria (1) mercantilismo (1) mercato (1) mercato del lavoro (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) modernità (1) molestie (1) momento polany (1) monetarismo (1) moody's (1) nascite (1) nazion (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) no allo spezzatino (1) no vax (1) nobel (1) nomine ue (1) norvegia (1) numero chiuso (1) obiezione di coscienza (1) occupy wall street (1) oligarchia eurista (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) partite iva (1) partiti (1) partito americano (1) partito brexit (1) partito umanista (1) pecchioli luigi (1) personalismo (1) petiziion (1) piaciometro (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piero visani (1) piigs (1) politicamente corretto (1) politiche austeritarie (1) polizia (1) ponte Morandi (1) popolo (1) post-elezioni (1) post-operaismo (1) postumano (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) qualunquismo (1) questione meridionale (1) quinta internazionale (1) rampini (1) rappresentanza (1) recensioni (1) regione umbria (1) rete 28 Aprile (1) ride sharing (1) rider (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) rivoluzione (1) robot killer (1) rosabrunismo (1) rublo (1) salafismo (1) salir del euro (1) sandro veronesi (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) seisàchtheia (1) sequestro minori (1) sfruttamento (1) sicurezza (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) sinismo (1) smartphone (1) social forum (1) sondaggio demos (1) specismo (1) spionaggio (1) squatter (1) stadio (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) strategia militare (1) stress test (1) sud (1) suez (1) supe-bolla (1) supply-side economics (1) svimez (1) taglio parlamentari (1) takfirismo (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) torre maura (1) tortura (1) transumanismo (1) trappola della liquidità (1) trasformismo (1) trasumanesimo (1) trenitalia (1) triptrorelina (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uberizzazione (1) ultimatum (1) vademecum (1) vadim bottoni (1) valute (1) vattimo (1) vertice di Roma (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) wahhabismo (1) xenobot (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)