Visualizzazione post con etichetta Monte dei Paschi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Monte dei Paschi. Mostra tutti i post

martedì 3 gennaio 2017

SE QUESTO È UN MINISTRO DELL'ECONOMIA... di Leonardo Mazzei

[ 3 gennaio ]

L'invocazione del direttore del Sole 24 Ore al fantasmatico ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan

Che nei piani alti del potere economico vi fosse una certa maretta si sapeva. Adesso però le acque si fanno agitate, e dalla maretta sembra che si stia per passare ai marosi.

Il 30 dicembre scorso il direttore del quotidiano di Confindustria, Roberto Napoletano, ha deciso di mandare di traverso il cenone di San Silvestro di Pier Carlo Padoan — Le chiavi del potere franco-tedesco e il conto che paga l'Italia. Dopo averlo ospitato, due giorni prima, nell'accogliente sede del giornale per un'intervista di ben 3 pagine, Napoletano ha deciso di dirla tutta: se veramente esistete (come governo), se davvero esisti (come ministro dell'Economia) cosa aspetti (e/o aspettate) a darcene prova?

Prima di dedicarci al merito del grido d'allarme di Napoletano, facciamo un passo indietro per dare uno sguardo all'intervista di Padoan. Tre pagine abbiamo detto, ma tre pagine di assoluta banalità. Gli altri media che se ne sono occupati hanno messo in rilievo il riferimento del ministro all'«opacità» della decisione della Bce su Mps. Sai che coraggio! 

Il bello, poi, è che questa denuncia di opacità è preceduta da mille rassicurazioni sul fatto che il governo italiano nulla farà per reagire all'affronto subito. All'intervistatore che gli chiede se vi sia intenzione di contestare formalmente la richiesta di ricapitalizzazione giunta da Francoforte, così inizia la risposta di Padoan: 
«La richiesta di 8,8 miliardi per l'aumento di capitale di Monte dei Paschi è una decisione votata dal board della vigilanza della Bce, anche se a maggioranza e non all'unanimità, e come tale non è contestabile perché la vigilanza è un'autorità indipendente».
Avete capito? La «Vigilanza» è un'autorità «indipendente», ed il Supervisory board decide a piacimento, in maniera «indipendente» perfino dai vertici della Bce, figuriamoci da quelli dell'UE, per non parlare dei governi nazionali! Ora, se davvero così fosse, non sarebbe questa la riprova dell'assoluta antidemocraticità delle istituzioni di un'Unione messa in mano ad una tecnocrazia che nessuno controlla? Ma così non è. Le cose infatti sono messe ancora peggio. Questa tecnocrazia esiste, ma a qualcuno risponde, come dimostra l'assoluta assonanza delle sue decisioni —nel caso prettamente politiche, come abbiamo già scritto con i padroni tedeschi dell'Europa. 

In quanto allo spessore mostrato da Padoan, citiamo altre due affermazioni da incorniciare. Alla contestazione del ritardo con il quale si è deciso di nazionalizzare Mps, così risponde:
«Non sono affatto pentito di aver sostenuto, nel rispetto dei ruoli di tutti, l'operazione di mercato, che sarebbe stata l'opzione migliore e avrebbe avuto effetti positivi, evitando i problemi che invece vanno gestiti adesso».
Insomma: mercato! mercato! mercato! Ma con quale faccia? E' proprio vero che "ad andar con gli zoppi si impara a zoppicare", ed a forza di sentire le balle di Renzi costui ha finito per crederci. Ma perché la "operazione di mercato" è fallita? Questo il ministro non ce lo dice. Ci dice anzi che dalle parti di Siena tutto va bene, Madama la Marchesa. Leggere per credere questa seconda affermazione di Padoan: 
«Vorrei cogliere questa occasione per ringraziare il management del Monte dei Paschi che ha fatto un gran lavoro. La banca è in ottime condizioni e avrà grande successo».
Roba da far strabuzzare gli occhi, e dalle parti di Confindustria devono aver fatto due conti sulla carta e l'inchiostro sprecato nell'occasione.

Ecco allora il deciso editoriale di Roberto Napoletano, cortese nella forma col ministro, quanto fermo nella richiesta di un'azione che evidentemente si valuta non ci sia. Ovviamente quest'azione non c'è, semplicemente perché non può esservi senza la messa in discussione della gabbia europea. Su questo, ovviamente, anche il direttore del Sole tace. Tuttavia, gli argomenti che egli tocca mettono in luce come nel campo dei dominanti —al di là della solita retorica europeista e mercatista— vi sia ormai la vera percezione della posta in gioco.

Passiamo dunque a quanto scritto da Napoletano.
L'incipit è folgorante: 
«Le sofferenze sono diventate lo stigma del banking europeo e dietro di esse ci sono le chiavi di potere di un club della finanza internazionale dove tedeschi e francesi comandano, gli spagnoli si "aggiustano", e gli italiani pagano il conto di tutti».
L'accusa non è nuova, ed è più che fondata: l'asse carolingio che comanda in Europa concentra tutte le sue attenzioni sulle sofferenze (e dunque sull'Italia), mentre chiude entrambi gli occhi sui titoli potenzialmente tossici in pancia alle banche francesi e tedesche, non solo allo scopo di proteggere queste ultime, ma anche con il fine ultimo di fargli mettere le mani sulle banche italiane, all'uopo indebolite ben bene dalla sistematica azione delle istituzioni di Bruxelles e Francoforte. 

Insomma, come andiamo dicendo da tempo, c'è del metodo nella follia europea.

Napoletano questo lo dice con chiarezza. E, certamente memore del gran numero di acquisizioni francesi in Italia di questi ultimi tempi, non si limita alle sole banche: 
«Questa è l'Europa che la politica italiana non può più accettare perché alla fine di tale circolo vizioso lo scenario più probabile è che le banche francesi si comprino quelle italiane, finanzino, ben pagando, l'acquisto del Made in Italy e, magari, mobilitando unitariamente il sistema francese, fatto di credito, compagnie assicurative, tecnocrati e politica, arrivino a stringere il collo anche alle Generali».
Ed ancora: 
«Francesi, tedeschi, spagnoli non possono dare lezioni a nessuno, ed è troppo comodo (oltre che immorale) fare in modo che il mondo si occupi solo di noi, si deprezzi il patrimonio finanziario e industriale italiano e, per questa via, fare sì che i "padroni" del club europeo ci comprino a prezzi di saldo».
Lo scenario descritto dal direttore del quotidiano di Confindustria è quello di cui abbiamo parlato tante volte. E sapevamo che quando si sarebbe trattato anche dei loro soldi e dei loro beni, dunque non più soltanto del valore delle pensioni e di quello dei salari, dell'occupazione e dello stato sociale, pure lorsignori avrebbero avuto qualcosa da ridire.

Bene, siamo arrivati a questo punto. Il che, detto di passaggio, ci dimostra quanto i tempi delredde rationem si siano fatti ormai molto stretti.  

Stretti da richiedere una sorta di implorazione. 
«Lo ascolto (Padoan, ndr) e penso che dice cose che hanno fondamento ma mi domando che cosa aspetta a prendere l'iniziativa politica per rimettere in discussione un sistema europeo di sostenibilità del business bancario e di vigilanza fondato su basi malferme...».
 Così inizia l'invocazione di Napoletano. Ma più avanti la sua supplica diventa avvertimento: 
«Gentiloni e Padoan sono avvertiti, lascino che il Parlamento si occupi di fare qualcosa che assomigli a una legge elettorale, ma se vogliono dare una ragione vera di esistenza al loro governo si occupino della questione bancaria europea e dimostrino di contare qualcosa dove si prendono le decisioni».
Il tono è di chi è avvezzo a dare ordini. Il fatto è che il duo Gentiloni-Padoan ha anche altri padroni a cui obbedire. Facendo di nuovo un passo indietro all'intervista di Padoan, significativo è questo scambio: «C'è troppa Francia in Italia?», chiede Napoletano. Risposta illuminante del ministro: «Non so se c'è troppa Francia, forse non c'è ancora abbastanza Italia nel mondo». Insomma, alla concretezza del primo, il secondo risponde con una piatta riproposizione dell'ideologia globalista alla quale però non sembrano più credere in molti.

Ma Napoletano non si limita ad avvisare il governo. Il suo avvertimento è rivolto anche ai partiti, Quantomeno quelli tradizionali. Un tema che merita un'ultima citazione: 
«I partiti, quelli tradizionali, continuano ad occuparsi di distribuzione del potere, ma non si accorgono che quel potere è diventato un guscio vuoto, lottano tra di loro ma non avranno nulla in mano e perdono il contatto con l'anima popolare del Paese e il disagio sociale che lo attraversa. Non si occupano del rischio di essere tutti travolti dal "superpotere" tedesco o da quello francese altrettanto presente ma più mimetizzato, e si avviano a fare la fine dei capponi di Renzo di manzoniana memoria che si beccavano tra di loro invece di pensare a salvarsi dalla padella...».  
Che dire? Dalle parti di Confindustria almeno certe fotografie le sanno fare come si deve. La descrizione dei partiti come organismi che si occupano ormai soltanto di una sorta di sotto-potere sottostante ai veri padroni, quelli dell'asse carolingio, gli è venuta proprio bene. Peccato che, sempre da quelle parti, lorsignori abbiano a lungo lavorato (per tre decenni, potremmo dire) proprio all'obiettivo di ridurre la politica a mera governance, sottoposta ai dogmi dell'economia ed al primato del mercato. Cioè, detto in altri termini, proprio agli interessi dei datori di lavoro di  Roberto Napoletano.

Di nuovo l'eterogenesi dei fini! Hanno tanto lavorato alla distruzione dei partiti e della politica (correttamente intesa), che oggi che hanno raggiunto quel risultato tornerebbero —magari solo "temporaneamente", come la "nazionalizzazione" di Mps— volentieri indietro!

Vedremo a breve quali effetti sortirà la supplica di fine anno di cui ci siamo occupati. Alla capacità di questo governo di far fronte ai padroni europei ci crediamo come a Babbo Natale. Anzi, quest'ultimo ci sembra tutto sommato più credibile. Più interessante, semmai, cercare di capire quali altre strade verranno allora studiate nei piani alti del potere economico di cui abbiamo parlato all'inizio di questo articolo.

Quel che è certo è che i temi che mettiamo ormai da tanto tempo al centro dei nostri ragionamenti —la gabbia europea e quella della moneta unica, gli interessi che la guidano, l'impossibilità per il nostro Paese di venir fuori dalla crisi senza uscire da queste gabbie, la necessità di riconquistare la sovranità nazionale anche per non finire sbranati dagli interessi di altre nazioni— trovano una plateale conferma nella trattazione di Napoletano. Trattazione fatta dal versante opposto al nostro, ma proprio per questo interessante. Perché dimostra come la maschera ideologica globalista stia adesso cadendo come uno straccio ormai diventato inservibile anche per lorsignori.

I quali, beninteso, non smettono per un secondo di pensare ai loro sporchi affari, sia quando dicono che i mercati globali sono tutto, sia quando si ricordano di essere italiani. Ma il fatto che oggi qualcuno di loro cominci a prender atto della questione nazionale ci dice pur sempre qualcosa.

Sul punto concludo con quanto scritto da Mimmo Porcaro in un articolo che abbiamo pubblicato l'altro ieri. Porcaro, dopo aver affermato che oggi «la politica ricomincia dalla nazione», chiarisce assai bene cosa significa per noi —a differenza delle classi dominanti— il concetto di interesse nazionale. Leggiamo: 
«E’ la definizione di un interesse nazionale (che le nostre classi dominanti non a caso non sanno definire, e che per noi coincide con l’interesse delle classi subalterne) a imporci di rompere con l’Unione e a guidarci nella costruzione di nuove relazioni internazionali. Che il 2017 ci dia il coraggio di cominciare ad essere nazione».
E' proprio l'interesse delle classi subalterne, il bisogno di uscire dall'attuale quadro di oppressione, che richiede ora questo salto di qualità. Ora, non quando sarà troppo tardi.

giovedì 29 dicembre 2016

MPS/BCE: LA VERA POSTA IN PALIO È LA SOVRANITÀ NAZIONALE di Piemme

[ 29 dicembre ]

Mazzei ha detto l'essenziale sulla vicenda Monte Paschi e l'intervento a gamba tesa della Bce, per la precisione del Supervisory board. Lo hanno detto anche Luciano Barra Caracciolo e Alberto Bagnai. 
Federico Fubini, che non è certo sospettabile per essere un nazionalista no-euro, ci ricorda come dietro alla mossa della Bce ci sia la Germania, e rinfresca la memoria su come Berlino, abbia erogato, tra il 2008 e il 2014 la cifra di 238,9 miliardi —altro che quanto servirebbe per mettere in salvo MPS!

Che la Germania sia il vero dominus entro la Ue, è evidente. Sulla vicenda del "salvataggio" MPS si assiste ad un salto di qualità. L'ingerenza tedesca è plateale. Berlino non solo usa come sue protesi gli organismi tecnocratici della Ue, non esita a qualificarsi come gendarme di prima istanza del comando ordoliberista. Prova ne siano le dichiarazioni sfrontate di Jens Weidmann, numero uno della Bundesbank, quindi quelle di Schäuble e della grande stampa teutonica.

[Per comprendere di cosa si stia parlando sarebbe bene comprendere come funzioni una banca oggigiorno, in cosa consistano "attivo", "patrimonio", quindi la sua capitalizzazione in borsa. QUI una scheda quanto mai utile. Non secondario, infine, per dimensionare la vicenda MPS/crisi bancaria italiana guardare alla impressionante classifica delle principali banche mondiali, QUI e QUI due schede, dalle quali emerge come le banche italiane, su scala globale, siano dei nani. QUI  la classifica europea. QUI infine la classifica delle banche italiane in borsa].

E' tuttavia dell'aspetto politico della vicenda MPS che vorrei parlare
Il diktat venuto da Francoforte è un gesto squisitamente politico, che ha lo stesso minaccioso segno di quello dell'agosto 2011, ovvero la famigerata "Lettera della Bce al governo italiano" con la quale si indicavano le "riforme" inderogabili che l'Italia avrebbe dovuto adottare, pena... la catastrofe. Lettera che precedette, nel novembre successivo, la defenestrazione di Berlusconi, quindi l'arrivo di Mario Monti —che supinamente prese misure antipopolari brutali. Sarà tuttavia il governo Renzi quello che realizzerà alla lettera ciò che la Bce chiedeva: Jobs Act, "buona scuola", ecc., fino al tentativo (fallito) di scassare la Costituzione.

Ecco, qui sta il punto!

L'intervento della Bce, apparentemente tecnico, è invece sommamente politico. Ovvero consiste: 
(1) in un atto di brutale ritorsione contro il popolo italiano per avere votato NO al referendum del 4 dicembre; (2) in vista di elezioni politiche imminenti, in una minaccia ai cittadini italiani affinché non si permettano di votare partiti ostili all'oligarchia eurista; (3)  in un avviso che vale anzitutto per l'Italia il "pilota automatico", ovvero che quale che sia la compagine governativa che salirà a Palazzo Chigi, essa dovrà ubbidire ai poteri oligarchici euristi esterni, che nessuna disobbedienza sarà tollerata; (4) che questo "pilota automatico" potrebbe significare l'arrivo della troika, quindi il commissariamento del Paese, il suo formale divenire un protettorato dell'euro-germania, terreno di caccia della finanza predatoria.
La vicenda MPS assume quindi uno squisito valore simbolico: il governo italiano, ove accettasse il diktat della Bce consegnerebbe un altro brandello di sovranità nazionale. Gentiloni e Padoan lo accetteranno? Certo che sì.

Essi ubbidiscono a quelle frazioni alte delle classi dominanti che sono per loro vocazione globaliste, cosmopolite, euriste e, al di là dei miti ideologici, filo-tedesche. Quelle che contro il proprio popolo invocano il "vincolo esterno", che si augurano (tanto più vista la minaccia che perdano il potere) il commissariamento dell'Italia.

Che questo sia il rischio lo si vede da come la grande stampa "liberale", i media di regime, trattano la questione MPS. Se la banca più antica del mondo sta fallendo non dipenderebbe dalla crisi sistemica, dalle draconiane politiche austeritarie, dalle stesse insensate regole ordo e neo-liberiste (a cominciare dalla scellerata trasformazione affaristica del sistema bancario italiano negli anni '90). No, dipenderebbe dalla "cattiva gestione", dalla corruzione, dal nepotismo, dal clientelismo. E' una narrazione non solo sbagliata, è falsa. 

Questa narrazione tossica è funzionale al disegno di chi invoca il "vincolo esterno", delle élite che considerano l'Italia un "legno storto" che può essere raddrizzato alla tedesca, se serve anche violentemente. Élite dominanti che agiscono e sono elementi dissolutori della nazione, agenti quindi di forze potenti che considerano lo Stato un ostacolo per le loro scorribande, che considerano il Paese come territorio da depredare.

E' inquietante che le forze che a parole si collocano all'opposizione si gingillino in vacue schermaglie parlamentari su questioni irrilevanti, mentre dovrebbero lanciare l'allarme e, a partire dalla vicenda MPS-banche, davanti alla minaccia della troika, chiamando alla più ampia mobilitazione popolare.



mercoledì 28 dicembre 2016

MPS: ACHTUNG! LA TROIKA IN AGGUATO di Leonardo Mazzei

[ 28 dicembre ]
La «cura tedesca» per le banche italiane. Col pretesto della crisi di Monte dei Paschi si va materializzando l'arrivo della Troika ed il commissariamento dell'Italia. 
 Su questo blog avevamo segnalato, già il 6 marzo 2014, che Renzi sarebbe durato poco e che dopo il "bomba", chi comanda davvero, avrebbe  optatao per la soluzione troika.

Non andrà a finire a tarallucci e vino. Subito dopo il varo del decreto governativo mettevamo in guardia sulla veridicità del quadretto quasi idilliaco mostrato dal duo Gentiloni-Padoan. Troppe cose in effetti non tornavano. Una in particolare: che UE e Bce avessero avallato in toto il piano di Palazzo Chigi.

Avevamo anche detto altre due cose: che il quadro si sarebbe chiarito a breve, che dentro l'UE si stavano confrontando due linee diverse.

Le due lettere della Bce, recapitate a Mps ed al Ministero dell'Economia, di certo aiutano a far chiarezza. Gli eurocrati non intendono stare con le mani in mano. Dettano non solo le modalità, ma anche (rideterminandola) l'entità della ricapitalizzazione della banca senese. E' evidente come, in seno alle istituzioni europee, il partito tedesco abbia ormai in mano il dossier scottante delle banche italiane. Ed è altrettanto chiaro l'obiettivo: costringere Roma a capitolare definitivamente, chiedendo aiuto all'Esm (European stability mechanism) ed accettando di conseguenza l'arrivo e le "condizionalità" della Troika. Per dirla in altri termini, siamo ad un passo dal commissariamento del Paese.

A questo ci ha portato la linea irresponsabile del governo Renzi, ma più in generale la scelta di non voler rompere la gabbia della moneta unica.
Il diktat del Supervisory board della Bce è folgorante: per la ricapitalizzazione di Mps non bastano più i 5 miliardi che lo stesso organismo aveva certificato il 23 novembre scorso, adesso - ad un solo mese di distanza - ne servono 8,8 (+76%)! 
Le motivazioni "tecniche" di questo aumento non mancano, come vedremo fra breve. Ma ancora più importante è capire la natura essenzialmente politica della posizione assunta da Francoforte. Le due letterine natalizie esprimono la tradizionale linea tedesca: all'Italia non devono essere concesse troppe deroghe, né sulle banche né sul debito, ed il modo di risolvere la questione si chiama Troika.

E' evidente come una simile posizione d'attacco miri non a ridurre, bensì ad aumentare ancor di più le difficoltà delle banche italiane. Infatti, più il sistema bancario nazionale andrà in crisi, più forte sarà la spinta a consegnarsi armi e bagagli ai padroni tedeschi. Naturalmente, un'alternativa ci sarebbe: uscire dall'euro e dall'UE e risolvere la crisi bancaria con la nuova valuta nazionale. Ma questa è una strada che, almeno fino ad oggi, il blocco dominante continua a rifiutare.

Dicevamo delle motivazioni tecniche addotte dalla Bce. Una riguarda l'eterna partita delle "sofferenze", che adesso non si sa più come verrà gestita. Ma ancor più significativo è un altro elemento. Leggiamo dalla letterina di Natale: 
«La posizione di liquidità della Banca ha subito un rapido deterioramento tra il 30 novembre ed il 21 dicembre 2016, come evidenziato dal calo significativo della counterbalancing capacity (da 14,6 a 8,1miliardi di euro) e della liquidità netta a un mese (da 12,1 miliardi, pari al 7,6% del totale delle attività, a 7,7 miliardi, pari al 4,78% del totale delle attività)».
In altre parole, l'improvvida gestione del governo Renzi (mercato! mercato! mercato!) ha provocato una gigantesca fuga della clientela che ora rende più pesante il salvataggio pubblico. Di questo brillante risultato abbiamo già parlato nell'articolo citato sopra. Ma quale sarà invece l'effetto della dirompente iniziativa della Bce, se non quello di indebolire ancor di più la banca nel momento della sua nazionalizzazione?

La gravità della situazione viene ovviamente nascosta dal grosso dei mezzi di informazione. Vale però la pena di segnalare un paio di eccezioni. 

«Bce, trattamento alla greca per il salvataggio Monte Paschi» è il titolo scelto dal Sole 24 Ore per un articolo sul tema. Alla «greca», diciamo noi, non solo per l'applicazione ad Mps degli stessi parametri imposti alle banche di quel Paese, ma soprattutto per il medesimo obiettivo politico che l'Europa ha perseguito ad Atene: il commissariamento, appunto.

Giovanni Pons, su Business Insider, sceglie la linea dell'attacco frontale al ministro dell'Economia. Titolo non equivocabile dell'articolo: «Padoan sulle banche non ne imbrocca una e così i tedeschi ci mandano la Troika». Netta la conclusione di questo pezzo: 
«E se la liquidità del Montepaschi si andasse deteriorando ulteriormente come ha già messo in evidenza la Bce? A quel punto sarà inevitabile ricorrere ai soldi europei (fondo Esm), come hanno già fatto Spagna, Irlanda, Portogallo, Grecia e Cipro, ma questo tipo di intervento richiede la messa a punto di un piano di rientro con la Troika che ne sorveglia l’applicazione. In pratica l’Italia verrebbe commissariata dalla Germania, qualsiasi governo si alterni dopo le elezioni, per la felicità dei tedeschi. Il ministro Padoan ha sempre smentito contatti con l’Esm ma la sua credibilità è ai minimi visto che per sei mesi è andato avanti a smentire l’esistenza di un piano B per Mps che invece ha visto la luce la notte del 23 dicembre in una congiuntura astrale assai avversa. Ma fino a quando Padoan potrà resistere al pressing germanico?».
Ovviamente, né Pons, né il quotidiano di Confindustria, chiamano in causa l'euro e le sue regole. Ma che questa sia la cornice che rende possibile il furibondo attacco tedesco dovrebbe esser chiaro anche a i bambini.

Vedremo, se alla luce di questi ultimi eventi, il dibattito sulla moneta unica (più precisamente: sulla sua insostenibilità) riprenderà vigore. Di certo il tempo stringe. Lo andiamo ripetendo in un modo che a molti sembrerà forse ossessivo. Il fatto è che ogni altro approccio sarebbe semplicemente irresponsabile.

Proviamo ad immaginarci gli sviluppi del piano di Berlino. Se la Troika arriverà a Roma non sarà solo per vedere il Colosseo. Una nuova stagione di austerità piomberà sul Paese, portando nuovi sacrifici ed una nuova recessione. Non solo peggioreranno le condizioni di vita di milioni di persone, ma la crisi (compresa quella bancaria) si avviterà su se stessa, mentre si tenteranno tutte le forzature antidemocratiche per impedire un qualsivoglia cambio politico. 

Uno scenario da incubo, contro il quale occorrerebbe agire da subito. Affinché questo avvenga è necessaria la piena consapevolezza della posta in gioco. Le mosse della Bce hanno almeno il pregio di portare allo scoperto lo sporco gioco delle oligarchie euriste. Di cos'altro c'è bisogno per prendere atto che questo è il momento di reagire? Oltretutto, i venti milioni di NO a Renzi ed alla sua campagna del terrore sono un'ottima base di partenza. 
Che tutti si diano una mossa!

sabato 24 dicembre 2016

MONTE DEI PASCHI: MA QUALE NAZIONALIZZAZIONE? di Leonardo Mazzei

[ 24 dicembre ]
I nodi di fondo della crisi bancaria stanno venendo al pettine. La vicenda del Monte dei Paschi di Siena (Mps) ha avuto il pregio di farli emergere tutti assieme: la debolezza delle banche italiane a causa di una crisi economica senza fine, la necessità dell'intervento dello Stato, l'insostenibilità delle regole europee, i catastrofici effetti dell'euro.
Su tutto ciò abbiamo scritto a più riprese nell'ultimo anno. Adesso la novità è il decreto "salvabanche" approvato stanotte dal governo Gentiloni. Un decreto pensato in primo luogo per l'ennesimo "salvataggio" di Mps, un passo di fatto annunciato dalla costituzione di un Fondo di 20 miliardi (finanziato in debito), voluto dal governo ed approvato mercoledì scorso dal parlamento.

Al momento non si conosce il testo del decreto, ma solo le anticipazioni date dal governo. Quelle che seguono sono dunque osservazioni basate soltanto sulle scarne informazioni adesso disponibili.

1. Il mercato non ha funzionato (e non poteva funzionare)

Con il decreto predisposto da Padoan, lo Stato garantirà quella ricapitalizzazione di Mps che la banca non è riuscita a concretizzare attraverso il mercato. Dunque il mitico "mercato" ha fallito: possiamo stare certi che questo aspetto non verrà messo troppo in luce dal sistema mediatico. Si tratta invece di un flop gigantesco, la prova di quanto sia illusoria l'ideologia dominante. Quante volte, in questi mesi, avete sentito dire da Renzi come da Padoan che il "mercato" avrebbe risolto tutto? Decine e decine di volte. 


Adesso che il loro piano è fallito faranno una qualche autocritica? Scordatevelo. Ora si mette in campo l'intervento statale, ma solo in via eccezionale e provvisoria, così come previsto dai tecnocrati di Bruxelles. Il fatto di aver ritardato questo intervento ha prodotto enormi danni alla banca senese, a partire da una cospicua fuga della clientela. Lo Stato si troverà così nelle mani una banca più debole, e resa tale anche dalla politica attendista di quest'ultimo anno. Pagherà qualcuno per questo autentico capolavoro di strategia finanziaria? Ovviamente no.

2. L'assurdo di una "nazionalizzazione temporanea"

Di fronte alla crisi bancaria, e non solo per Mps, noi abbiamo sempre detto che bisognava salvare le banche per nazionalizzarle. Nazionalizzarle, ma sul serio, anche per farne uno strumento di una politica economica volta alla piena occupazione. Ovviamente noi non contiamo nulla, ma di fatto alla nazionalizzazione (e non del solo Mps) si sta arrivando per necessità. Il problema è che nell'intenzione di lorsignori questa nazionalizzazione ha da essere solo temporanea. Ed è proprio sul concetto di "temporaneità", legato al far fronte a situazioni emergenziali, che si basa la normativa europea sulle banche (la cosiddetta Brrd Bank recovery and resolution directive).

Scrive ieri mattina Vittorio Nuti sul Sole 24 Ore
«Il nuovo strumento (il decreto, ndr) è finalizzato in particolare a permettere la statalizzazione di Mps... con il Tesoro destinato a diventare l'azionista di riferimento, per poi rimettere le quote sul mercato una volta risanato l'istituto».
Che dire? Nulla di nuovo sotto il sole (24 ore, in questo caso), sempre la solita logica della privatizzazione dei profitti e della socializzazione delle perdite. Ma c'è di più: c'è un potente fattore ideologico, quello che considera l'intervento dello Stato in economia un'autentica bestemmia, pur se una bestemmia benvenuta se pronunciata nel momento e nel modo che serve ai biscazzieri del capitalismo-casinò.  

Naturalmente, quello della "temporaneità" della nazionalizzazione è al momento solo un (loro) auspicio che ben difficilmente si tradurrà in pratica. La partita del salvataggio del sistema bancario italiano è infatti solo agli inizi. E per risolverla non basterà il decreto di stanotte, né basteranno i 20 miliardi annunciati. In ogni caso resta l'assurda pretesa della "temporaneità", una pretesa che un futuro governo popolare d'emergenza, purché deciso a saldare i conti con l'oligarchia eurista, non avrebbe difficoltà alcuna a respingere.

3. Una strada lunga
Per Mps la ricapitalizzazione è solo il primo passo, poi seguirà la partita della cessione (o forse della gestione in proprio) dei crediti deteriorati (npl), fino probabilmente alla necessità di ulteriori ricapitalizzazioni. Ma, l'abbiamo detto tante volte, Mps è solo la punta dell'iceberg. Altre banche avranno bisogno dell'intervento statale. Alcune (Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, Carige, più altri istituti minori) ne usufruiranno presumibilmente a breve. Viceversa non si capirebbe la previsione di un intervento fino a 20 miliardi di euro, dato che di questi Mps dovrebbe assorbirne al momento non più di 4.

La partita è dunque solo all'inizio, e venti miliardi non basteranno di certo. E' una partita che sarà parte essenziale e decisiva dell'intera politica del governo, di questo e di quelli che seguiranno. Tolta di mezzo l'ipotesi di "mercato", restano solo due possibilità: o una vera nazionalizzazione, con tutte le conseguenze del caso; od una finta nazionalizzazione mordi e fuggi come vuole il dogma eurista. La differenza è abissale. Ed è quella che passa tra una politica bancaria volta al bene comune, e dunque alla piena occupazione; ed un'altra politica tesa solo alla salvaguardia dei principi del neoliberismo ed ai relativi interessi che se ne servono, per i quali una "sana e robusta" disoccupazione è la condicio sine qua non per il funzionamento di un sistema basato sul continuo attacco al salario.

4. Gli obbligazionisti salvati (paradossalmente?) dal NO al referendum?
Veniamo ora ad un aspetto non secondario del decreto governativo: quello che riguarda il destino dei possessori delle obbligazioni subordinate di Mps. Contrariamente a quanto previsto fino a ieri, il governo ha annunciato la protezione totale per i bond posseduti dalle famiglie (si parla di 40mila soggetti). E' questa una novità assoluta, che si concretizzerebbe con un aggiramento di fatto delle norme europee. Non solo quelle più rigide del bail in, ma anche quelle più "tenere" del burden sharing, norme che prevedono in ogni caso che prima dell'intervento pubblico debba esservi la riduzione del valore nominale delle azioni e delle obbligazioni subordinate, o la conversione di queste ultime in azioni.


Come avverrebbe l'aggiramento delle regole europee? 
Nel comunicato di Palazzo Chigi, citato sempre dal Sole 24 Ore si afferma che: 
«Il decreto legge contempla la possibilità che la banca interessata da una ricapitalizzazione precauzionale da parte dello Stato, che comporta la conversione delle obbligazioni subordinate in azioni, offra obbligazioni non subordinate in cambio delle azioni frutto della conversione. Al termine della procedura di compensazione orientata a tutelare i risparmiatori, coloro che inizialmente detengono obbligazioni subordinate si troverebbero quindi a possedere obbligazioni ordinarie, non soggette dunque a perdite. Così in sintesi lo schema di compensazione: 1. La banca propone di scambiare le azioni frutto della conversione delle obbligazioni subordinate con obbligazioni non subordinate di nuova emissione. 2. Il Tesoro acquista le azioni scambiandole con obbligazioni non subordinate di nuova emissione. Il riacquisto delle azioni frutto della conversione dalle obbligazioni subordinate ha lo scopo di prevenire liti giudiziarie connesse alla commercializzazione delle obbligazioni stesse».
Insomma, un trucchetto davvero intrigante. Con la conversione delle subordinate in azioni si rispetta formalmente la burden sharing, ma solo per aggirarla subito dopo con la trasformazione delle azioni in obbligazioni ordinarie. Un aggiramento un po' marchiano, visto che burden sharing significa letteralmente «ripartizione degli oneri».



Sta di fatto che fino a ieri tutti gli addetti ai lavori davano per scontata la "potatura" del valore nominale delle subordinate, con un eventuale "ristoro" - presumibilmente nella misura dell'80% - solo per i soggetti al di sotto di un certo reddito e/o patrimonio mobiliare, o che fossero in grado di dimostrare di essere stati ingannati dalla banca all'atto dell'acquisto del titolo (da notare il riferimento alla prevenzione delle "liti giudiziarie" nel comunicato di cui sopra).

Adesso, stando a quanto scritto, questa "potatura" non c'è più. Il governo Gentiloni ha dunque deciso di sfidare così platealmente le regole europee? Di questo parleremo al punto successivo. Qui occorre invece rilevare un fatto politico: se davvero le cose stanno così, se i risparmiatori (magari incauti) se la dovessero cavare in questo modo, essi dovrebbero solo ringraziare la vittoria del NO al referendum ed il sano terrore che questo ha portato tra i dominanti.

Sul punto consiglierei una certa cautela, perché spesso il diavolo sta nei dettagli (ad esempio, agli obbligazionisti potrebbero essere offerte sì obbligazioni dello stesso valore nominale, ma con scadenze particolarmente lunghe e ad un tasso talmente basso da ottenere per questa via una "potatura" comunque consistente del valore effettivo), ma se davvero i quarantamila pagheranno alla fine un prezzo accettabilmente basso questo sarà solo per le considerazioni squisitamente politiche - in termini di consenso - dei decisori italiani come di quelli europei.
Le sofferenze di MPS

Avremmo così l'apparente paradosso di un NO, che lungi dal danneggiare i possessori dei bond Mps (come sosteneva la terroristica narrazione della vigilia referendaria), avrebbe invece finito addirittura per favorirli. Quando si dice l'eterogenesi dei fini! Partiti in tromba per terrorizzare i risparmiatori-elettori, i decisori politici hanno forse finito per spaventare più che altro se stessi? E' un'ipotesi tutta da verificare, ma decisamente assai interessante.

5. E l'Europa?
Abbiamo detto che ci sono ancora diverse incertezze su quello che sarà il reale dispositivo dell'intervento statale. Tuttavia, il punto interrogativo più grande si chiama Unione Europea. Ma davvero lo schema del decreto è stato concordato con l'UE? Difficile in effetti pensare il contrario, troppo grande il rischio di un contenzioso tra Roma e Bruxelles-Francoforte in un passaggio come questo. Troppe, però, le cose che non tornano.

In primo luogo, mai si è vista una deroga alle regole come quella ora annunciata. In secondo luogo, l'accettazione dello schema Padoan costituirebbe un precedente assai pesante sia per le altre banche italiane in attesa del soccorso statale, sia per quelle che si trovano nelle medesime condizioni negli altri paesi dell'eurozona. In terzo luogo, al di là dei trucchi contabili su debito e deficit "strutturale", è evidente come la strada dell'intervento pubblico nel settore bancario finisca per mandare definitivamente in soffitta il dogma del fiscal compact.

E' possibile che tutto ciò avvenga in un clima tranquillo e rilassato, reso ancor più ovattato dal periodo natalizio? Chi scrive ne dubita assai.

In ogni caso le spiegazioni possibili sono al momento solo tre:

1. Ue e Bce non condividono affatto tutti gli aspetti dello schema adottato (o perlomeno annunciato) dal governo italiano, e dunque si apprestano a reagire quantomeno sul dispositivo di aggiramento della burden sharing.

2. La condivisione con Bruxelles e Francoforte c'è davvero stata, ma nelle capitali europee si conoscono già quei dettagli in cui si annida il diavolo che - come già accennato - farebbero rientrare dalla finestra quella «ripartizione degli oneri» cacciata dalla porta.

3. L'accordo tra Italia ed Ue-Bce c'è e non c'è nessun «diavolo nei dettagli». Semplicemente, così come l'euro ed il fiscal compact, anche l'Unione bancaria non funziona per il banale motivo che non può funzionare. Un dato del quale alla fine tutti avrebbero preso atto.

Quale di queste tre ipotesi è quella giusta lo sapremo a breve.  Oggi le reazioni europee sono state assai controverse. La Repubblica ne cita due di segno opposto. Dalle affermazioni di una non meglio precisata fonte della Commissione sembrerebbe esserci una sostanziale copertura dell'azione del governo italiano. Questo il passaggio decisivo: 
«"Sosteniamo le autorità italiane nell'obiettivo di rafforzare ulteriormente il settore bancario italiano, nel rispetto del diritto comunitario", assicura un portavoce comunitario. Nel caso di banche al centro di vendite fraudolente, la ricapitalizzazione "può garantire che non vi siano effetti negativi sugli investitori al dettaglio", ma dalle autorità ci si aspettano "azioni concrete per combattere all'origine il problema" di queste vendite irrispettose dei profili di rischio, per evitare che accada di nuovo».
Diverso, di segno diametralmente opposto, il commento del presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, che attraverso il suo portavoce ha ribadito che: 
«prima che sia possibile un intervento di aiuto dello Stato è necessario che ci sia l'intervento di 'bail-in' degli azionisti e degli obbligazionisti junior come previsto dalle regole».
Banale gioco delle parti, o reale scontro tra due posizioni diverse in seno agli stessi vertici europei? Propendiamo nettamente per la seconda ipotesi.

Ma, come già detto, capiremo meglio le cose nell'arco di qualche giorno. Per adesso limitiamoci a constatare, in questo caso come in tanti altri in questo periodo, quanto sia grande la confusione sotto il cielo. Condizione certo non sufficiente, ma di sicuro necessaria, affinché la situazione possa farsi eccellente per le forze popolari ed anti-oligarchiche. Ma questo è un discorso che va oltre i modesti scopi di questo articolo, che ha il solo obiettivo di mostrare in quali contraddizioni si dibattano oggi i vertici del potere politico come di quello economico, in Italia ed in Europa.

Lettori fissi di SOLLEVAZIONE

Temi

Unione europea (953) euro (784) crisi (640) economia (630) sinistra (549) teoria politica (296) finanza (285) Leonardo Mazzei (282) M5S (275) P101 (251) grecia (247) Movimento Popolare di Liberazione (244) Governo giallo-verde (242) elezioni (239) imperialismo (237) sfascio politico (235) resistenza (226) Moreno Pasquinelli (225) sovranità nazionale (219) banche (215) internazionale (213) risveglio sociale (184) alternativa (168) seconda repubblica (167) Syriza (155) piemme (147) Tsipras (146) antimperialismo (135) debito pubblico (133) Matteo Renzi (131) programma 101 (129) spagna (122) filosofia (121) Francia (119) immigrazione (117) marxismo (117) PD (111) destra (111) sovranità monetaria (111) democrazia (109) costituzione (106) Matteo Salvini (104) neoliberismo (104) populismo (104) sollevazione (103) Stefano Fassina (97) islam (97) Grillo (94) Sandokan (94) elezioni 2018 (94) berlusconismo (91) proletariato (91) geopolitica (88) Carlo Formenti (86) Germania (86) Alberto Bagnai (83) Emiliano Brancaccio (83) austerità (80) bce (80) Medio oriente (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) sindacato (77) Podemos (76) Stati Uniti D'America (75) referendum costituzionale 2016 (74) sinistra anti-nazionale (73) Mario Monti (72) guerra (72) capitalismo (70) Libia (66) Russia (65) capitalismo casinò (63) Sergio Cesaratto (62) Rivoluzione Democratica (61) rifondazione (61) Lega (60) globalizzazione (60) liberiamo l'Italia (60) CLN (59) Siria (59) CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (57) bancocrazia (57) immigrati (57) Sicilia (56) Alexis Tsipras (55) Alitalia (54) cinque stelle (54) legge elettorale (54) sovranismo (54) Diego Fusaro (53) Legge di Bilancio (53) brexit (53) Lega Nord (52) Pablo Iglesias (52) moneta (52) referendum (52) socialismo (52) neofascismo (51) sionismo (51) sovranità popolare (51) Emmezeta (50) fiat (50) Manolo Monereo (49) Movimento dei forconi (49) solidarietà (49) campo antimperialista (48) sinistra sovranista (48) gilet gialli (46) immigrazione sostenibile (46) Beppe Grillo (45) Nichi Vendola (45) renzismo (45) Troika (44) Yanis Varoufakis (44) astensionismo (43) inchiesta (43) uscita dall'euro (43) Luciano Barra Caracciolo (42) Mario Draghi (42) Israele (41) liberismo (40) palestina (40) Mimmo Porcaro (39) patriottismo (39) Fiorenzo Fraioli (38) Ugo Boghetta (38) proteste operaie (38) sinistra patriottica (38) italicum (37) Giorgio Cremaschi (36) Karl Marx (36) Marine Le Pen (35) ambiente (35) fiscal compact (35) uscita di sinistra dall'euro (35) III. Forum internazionale no-euro (34) Luigi Di Maio (34) Ucraina (34) egitto (34) nazione (34) 9 dicembre (33) Def (33) azione (33) ISIS (32) Merkel (32) cina (32) default (32) fiom (32) iran (32) islamofobia (32) populismo di sinistra (32) scienza (32) Forum europeo 2016 (31) Sel (31) governo Renzi (31) unità anticapitalisa (31) Fabio Frati (30) ecologia (30) xenofobia (30) Nello de Bellis (29) Putin (29) catalogna (29) storia (29) eurostop (28) napolitano (28) nazionalizzazione (28) Assemblea di Chianciano terme (27) menzogne di stato (27) Donald Trump (26) Mauro Pasquinelli (26) USA (26) elezioni europee 2019 (26) nazionalismi (26) silvio berlusconi (26) Beppe De Santis (25) Comitato centrale P101 (25) Forum europeo (25) Nato (25) elezioni siciliane 2017 (25) religione (25) scuola (25) Europa (24) Movimento 5 Stelle (24) Quantitative easing (24) Venezuela (24) finanziarizzazione (24) Aldo Giannuli (23) Lavoro (23) Stato di diritto (23) antifascismo (23) manifestazione 12 ottobre 2019 (23) ora-costituente (23) razzismo (23) repressione (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Esm (22) Roma (22) emigrazione (22) keynes (22) nazionalismo (22) Chianciano Terme (21) Front National (21) Simone Boemio (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) Unità Popolare (21) etica (21) Conte bis (20) Emmanuel Macron (20) Foligno (20) Laikí Enótita (20) Marcia della Dignità (20) Regno Unito (20) Vladimiro Giacchè (20) coordinamento no-euro europeo (20) crisi di governo (20) iraq (20) manifestazione del 12 ottobre (20) melenchon (20) minibot (20) tecnoscienza (20) umbria (20) MES (19) Mariano Ferro (19) Norberto Fragiacomo (19) Sicilia Libera e Sovrana (19) Tunisia (19) fronte popolare (19) Domenico Moro (18) Donbass (18) F.S. (18) Izquierda Unida (18) Noi siciliani con Busalacchi (18) lotta di classe (18) pace (18) senso comune (18) Assisi (17) Costanzo Preve (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Jacques Sapir (17) Paolo Savona (17) Perugia (17) Pier Carlo Padoan (17) chiesa (17) complottismo (17) cosmopolitismo (17) euro-germania (17) media (17) piano B (17) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Luciano B. Caracciolo (16) Marco Mori (16) Prc (16) Reddito di cittadinanza (16) Renzi (16) Tonguessy (16) appello (16) ballottaggi (16) casa pound (16) fascismo (16) internazionalismo (16) sciopero (16) vendola (16) Cremaschi (15) Daniela Di Marco (15) International no euro forum (15) M. Micaela Bartolucci (15) Salvini (15) clima (15) comunismo (15) diritto (15) indipendenza (15) internet (15) manifestazione (15) piattaforma eurostop (15) tasse (15) vaccini (15) 15 ottobre (14) Alessandro Visalli (14) Alitalia all'Italia (14) Brancaccio (14) Enea Boria (14) Ernesto Screpanti (14) Eurogruppo (14) Fridays for Future (14) MMT (14) Monte dei Paschi (14) Movimento pastori sardi (14) Stato Islamico (14) Turchia (14) Vincenzo Baldassarri (14) no tav (14) obama (14) potere al popolo (14) salerno (14) Alessandro Di Battista (13) Bersani (13) Chavez (13) Enrico Grazzini (13) Eos (13) Jobs act (13) Legge di stabilità (13) Marino Badiale (13) Virginia Raggi (13) Wilhelm Langthaler (13) acciaierie Terni (13) cultura (13) disoccupazione (13) femminismo (13) finanziaria (13) giovine italia (13) privatizzazioni (13) regionalismo differenziato (13) sardine (13) unione bancaria (13) Alfredo D'Attorre (12) Costas Lapavitsas (12) D'alema (12) Forum europeo 2015 (12) Giulietto Chiesa (12) Negri (12) Panagiotis Lafazanis (12) Sergio Mattarella (12) analisi politica (12) decreto salva-banche (12) europeismo (12) global warming (12) keynesismo (12) salari (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Aldo Zanchetta (11) De Magistris (11) Dicotomia (11) France Insoumise (11) Gennaro Zezza (11) Ilva (11) Papa Francesco (11) Pardem (11) Portogallo (11) Stato (11) Stefano D'Andrea (11) corruzione (11) de-globalizzazione (11) elezioni anticipate (11) iniziative (11) mediterraneo (11) nucleare (11) ordoliberismo (11) presidenzialismo (11) proteste (11) sindacalismo di base (11) sinistra Italiana (11) sovranismi (11) Art. 18 (10) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) Carl Schmitt (10) Claudio Borghi (10) Fausto Bertinotti (10) Fmi (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Forum di Roma 2019 (10) George Soros (10) Gianluigi Paragone (10) Giorgetti (10) Hollande (10) Jean-Luc Mélenchon (10) Lista del Popolo (10) Marco Passarella (10) Marco Zanni (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Paolo Barnard (10) Quirinale (10) Risorgimento Socialista (10) Terni (10) cattiva scuola (10) decrescita (10) diritti civili (10) facebook (10) fisco (10) golpe (10) islanda (10) legge di bilancio 2020 (10) povertà (10) taranto (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Antonio Rinaldi (9) Argentina (9) Bernie Sanders (9) CGIL (9) Campagna eurostop (9) Diritti Sociali (9) Draghi (9) Forconi (9) Paolo Ferrero (9) Stato nazione (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wolfgang Schaeuble (9) bail-in (9) bipolarismo (9) classi sociali (9) cosmo-internazionalismo (9) deficit (9) futuro collettivo (9) il pedante (9) istruzione (9) liberalismo (9) medicina (9) moneta fiscale (9) necrologi (9) questione nazionale (9) sociologia (9) sovranità (9) tecnologie (9) Antonio Gramsci (8) Corte costituzionale (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) Erdogan (8) F.f (8) Fratelli d'Italia (8) Genova (8) Goracci (8) Gran Bretagna (8) II assemblea della CLN (1-3 settembre) (8) Ingroia (8) Italia Ribelle e Sovrana (8) Julio Anguita (8) Landini (8) Lenin (8) Luca Massimo Climati (8) Mattarella (8) Mirafiori (8) Yanis Varoufakys (8) borsa (8) debitocrazia (8) destra non euro (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate 2017 (8) elezioni siciliane (8) grexit (8) inflazione (8) lira (8) manifestazione 25 marzo 2017 (8) marxisti dell'Illinois (8) nuovo movimento politico (8) questione femminile (8) regionalismo (8) sardegna (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) svalutazione (8) transfemminismo (8) trasporto aereo (8) unità anticapitalista (8) unità nazionale (8) Abu Bakr al-Baghdadi (7) Alessandro Chiavacci (7) Alternative für Deutschland (7) Articolo 18 (7) CUB (7) Cub Trasporti (7) Dino Greco (7) Ernesto Laclau (7) Flat tax (7) Franz Altomare (7) Gaza (7) Giancarlo D'Andrea (7) Giuseppe Angiuli (7) ISIL (7) Inigo Errejón (7) Je so' Pazzo (7) Jeremy Corbyn (7) Joseph Stiglitz (7) MMT. Barnard (7) Macron (7) Massimo Bontempelli (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Nuit Debout (7) Oskar Lafontaine (7) Papa Bergoglio (7) Pil italiano (7) Riccardo Achilli (7) Samuele Mazzolini (7) Sapir (7) Seconda Assemblea P101 (7) Ttip (7) agricoltura (7) aletheia (7) anarchismo (7) autodeterminazione dei popoli (7) bankitalia (7) confederazione (7) contante (7) derivati (7) eurexit (7) eurocrack (7) giovani (7) il manifesto (7) incontri (7) magistratura (7) nazismo (7) patria e costituzione (7) pensioni (7) risorgimento (7) rivolta (7) rivoluzione civile (7) rossobrunismo (7) sanità (7) spread (7) trasporto pubblico (7) Ars (6) Banca centrale europea (6) Bazaar (6) Bottega partigiana (6) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (6) Carlo Galli (6) Casaleggio (6) Contropiano (6) Eros Cococcetta (6) Eugenio Scalfari (6) Franco Bartolomei (6) Frédéric Lordon (6) Giorgia Meloni (6) M.AR.S. (6) Maduro (6) Marx (6) Militant-blog (6) Nino galloni (6) No Renzi Day (6) Noi con Salvini (6) ORA! (6) Pcl (6) Pisapia (6) Polonia (6) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (6) Regioni autonome (6) Sandro Arcais (6) Stato di Polizia (6) Target 2 (6) Teoria Monetaria Moderna (6) Thomas Fazi (6) Titoli di stato (6) Toni negri (6) USB (6) Ungheria (6) Viktor Orban (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) automazione (6) beni comuni (6) cinema (6) fabrizio Marchi (6) famiglia (6) giovanni Tria (6) governo Gentiloni (6) ideologia (6) incontro internazionale (6) la variante populista (6) liberosambismo (6) migranti (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) populismo democratico (6) suicidi (6) suicidi economici (6) tecnica (6) terremoto (6) uber (6) utero in affitto (6) Alberto Negri (5) America latina (5) Angelo Panebianco (5) Anguita (5) Antonio Ingroia (5) Assad (5) Carola Rackete (5) Dario Guarascio (5) Decreto Dignità (5) Decreto sicurezza (5) Dimitris Mitropoulos (5) Federalismo (5) Federico Fubini (5) Ferdinando Pastore (5) Finlandia (5) Forza Italia (5) Franco Busalacchi (5) Giuseppe Mazzini (5) HAMAS (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Joël Perichaud (5) Kirchner (5) Lucca (5) Luigi De Magistris (5) MOHAMED KONARE (5) Marcello Teti (5) Mario Monforte (5) No Monti Day (5) No debito (5) Npl (5) Nuova Direzione (5) Paolo Becchi (5) Parigi (5) Partito tedesco (5) Pier Paolo Dal Monte (5) Rete dei Comunisti (5) Romano Prodi (5) Rosatellum 2 (5) Sharing Economy (5) Soleimani (5) Stathis Kouvelakis (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Trump (5) Val di Susa (5) Wolfgang Munchau (5) Yemen (5) afghanistan (5) alleanze (5) banche popolari (5) brasile (5) camusso (5) chiesa ortodossa (5) confindustria (5) cuba (5) debitori (5) decreto vaccini (5) di Pietro (5) donna (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni. Lega (5) fratelli musulmani (5) giornalismo (5) governo (5) greta thumberg (5) jihadismo (5) laicismo (5) massimo fini (5) pomigliano (5) procedura d'infrazione (5) proteste agricoltori (5) rifugiati politici (5) salvinismo (5) teologia (5) tremonti (5) wikileaks (5) 16 giugno Roma (4) ALBA (4) Africa (4) Alessandro Somma (4) Alessia Vignali (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Anna Falcone (4) Antonio Amoroso (4) Assange (4) Aurelio Fabiani (4) Autostrade per l'Italia (4) Bergoglio (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (4) Carovana di solidarietà (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Chiavacci Alessandro (4) Città della Pieve (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (4) Corea del Nord (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Deutsche Bank (4) Die Linke (4) Diego Melegari (4) Emanuele Severino (4) Ernesto Galli Della Loggia (4) Felice Floris (4) Francesco Giavazzi (4) Frente civico (4) Fronte Sovranista Italiano (4) GIAPPONE (4) Giuliano Pisapia (4) Giulio Regeni (4) Giulio Sapelli (4) Imu (4) Incontro di Roma (4) Italexit (4) JP Morgan (4) Jacques Nikonoff (4) Karl Polany (4) Kke (4) L'Altra Europa con Tsipras (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Leonardo Mazzzei (4) Luciano Canfora (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) MPL (4) Marcello Minenna (4) Marchionne (4) Martin Heidegger (4) Morgan Stanley (4) Mosul (4) NO TAP (4) Noi sicialiani con Busalacchi (4) ONU (4) Oscar Lafontaine (4) Paolo Gerbaudo (4) Pci (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Prodi (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Sergio Starace (4) Simone Pillon (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) TAP (4) Tyssenkrupp (4) VOX (4) Varoufakis (4) Visco (4) Vladimiro Giacché (4) Xarxa Socialisme 21 (4) Xi Jinping (4) agricoltura biologica (4) al-Sisi (4) alceste de ambris (4) anarchici (4) antisemitismo (4) antisionismo (4) arancioni (4) bigenitorialità (4) califfato (4) carceri (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianesimo (4) cristianismo (4) curdi (4) demografia (4) diritti di cittadinanza (4) donne (4) elezioni 2017 (4) elezioni comunali 2017 (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) gender (4) il fatto quotidiano (4) informatica (4) intelligenza artificiale (4) irisbus (4) irlanda (4) italia (4) ius soli (4) legge del valore (4) legge di stabilità 2017 (4) parti de gauche (4) patrimoniale (4) porcellum (4) precarietà (4) presidente della repubblica (4) primarie (4) protezionismo (4) risparmio (4) salute (4) saviano (4) seminario (4) sinistra transgenica (4) sottoscrizione (4) spending review (4) spesa pubblica (4) statizzazione banche (4) terzo polo (4) transizione al socialismo (4) trattati europei (4) truffa bancaria (4) università (4) wikidemocrazia (4) xylella (4) 19 ottobre (3) Ahmadinejad (3) Alavanos (3) Albert Einstein (3) Alberto Alesina (3) Alfiero Grandi (3) Amodeo (3) Antonella Stirati (3) Aquisgrana (3) Arabia saudita (3) Armando Mattioli (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Benedetto Croce (3) Benetton (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Bloco de Esquerda. (3) Cerveteri Libera (3) Cia (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Commissione europea (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Diosdado Toledano (3) EDWARD SNOWDEN (3) Eleonora Forenza (3) Ernest Vardanean (3) Eurasia (3) Fabio Nobile (3) Fabrizio Tringali (3) Fausto Sorini (3) Filippo Abbate (3) Francesco Neri (3) Francesco Salistrari (3) Fratoianni (3) Gianni Ferrara (3) Giorgio Lunghini (3) Giovanni Gentile (3) Giuliana Nerla (3) Giulio Bonali (3) Giuseppe Pelazza (3) Goofynomics (3) Gramsci (3) Guido Grossi (3) HELICOPTER MONEY (3) Hezbollah (3) ISTAT (3) Ilaria Bifarini (3) Iugoslavia (3) Ivan Cavicchi (3) Jens Weidmann (3) Jugoslavia (3) Leonardo SInigaglia (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marcello Foa (3) Marco Bulletta (3) Marco Mainardi (3) Mario Volpi (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Massimo cacciari (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Milton Friedmann (3) Modern Money Theory (3) Moldavia (3) Morya Longo (3) Napoli (3) Nigel Farage (3) No Mes (3) No e-45 autostrada (3) Noi Mediterranei (3) Olanda (3) Palermo (3) Panagiotis Sotiris (3) Paola De Pin (3) Partito Italexit (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Pkk (3) Poroshenko (3) Rinascita (3) Rodoflo Monacelli (3) Ruggero Arenella (3) Salento (3) Sarkozy (3) Scenari Economici (3) Six Pack (3) Stavros Mavroudeas (3) Ugo Arrigo (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) austria (3) biotecnocrazia (3) bollettino medico (3) crediti deteriorati (3) debito (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) diritto d'asilo politico (3) diritto di cittadinanza (3) divorzio banca d'Italia Tesoro (3) dollaro (3) economia sociale di mercato (3) elezioni 2020 (3) euroasiatismo (3) foibe (3) forza nuova (3) giustizia (3) inceneritori (3) indignati (3) ines armand (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) machiavelli (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mezzogiorno (3) minijobs. Germania (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) occidente (3) oligarchia (3) olocausto (3) partito (3) partito democratico (3) prescrizione (3) psicanalisi (3) quota 100 (3) rai (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) robotica (3) sanità. spending review (3) sciopero generale (3) seminario teorico (3) senato (3) sme (3) social media (3) socialdemocrazia (3) sondaggi (3) sovranità e costituzione (3) sovrapproduzione (3) takfir (3) tassisti (3) terza assemblea P101 (3) tv (3) violenza (3) web (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 25 aprile 2017 (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Alberto Benzoni (2) Alberto Montero (2) Alétheia (2) Amando Siri (2) Amazon (2) Andalusia (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Arditi del Popolo (2) Armando Siri (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Banca (2) Bandiera rossa in movimento (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Blockchain (2) Bolivia (2) Bolkestein (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) Carc (2) Carlo Clericetti (2) Carlo Freccero (2) Carlo Romagnoli (2) Cernobbio (2) Certificati di Credito Fiscale (2) Cesarina Branzi (2) Cgia Mestre (2) Chantal Mouffe (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Claudia Castangia (2) Colonialismo (2) Comitato antifascista russo-ucraiono (2) Conte (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Dani Rodrik (2) De Bortoli (2) Der Spiegel (2) Diem25 (2) Domenico Losurdo (2) Don Giancarlo Formenton (2) Dugin (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Ego della Rete (2) Emilia Clementi (2) Emilia-Romagna (2) Emiliano Gioia (2) Enzo Pennetta (2) Eric Toussaint (2) Ettore Livini (2) European Quantitative-easing Intermediated Program (2) Extincion Rebellion (2) F.List (2) Federal reserve (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Filippo Gallinella (2) Fiumicino (2) Forestale (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Forum Popoli Mediterranei (2) Francesco Lamantia (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Futuro al lavoro (2) Generale Pappalardo (2) Gentiloni (2) Giacomo Bracci (2) Giacomo Russo Spena (2) Giada Boncompagni (2) Giancarlo Cancelleri (2) Gig Economy (2) Giorgio Gattei (2) Giuliano Amato (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Google (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hitler (2) Héctor Illueca (2) INPS (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italia Ribelle (2) Iugend Rettet (2) JULIAN ASSANGE (2) Jacopo Custodi (2) Javier Couso Permuy (2) Juan Carlos Monedero (2) Juncker (2) Junker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Kurdistan (2) La Grassa (2) Lelio Basso (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) M-48 (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marco Revelli (2) Marco Rizzo (2) Maria Elena Boschi (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Tronti (2) Mark Zuckerberg (2) Marocco (2) Massimo D'Antoni (2) Massimo PIvetti (2) Michele Serra (2) Michele fabiani (2) Microsoft (2) Militant (2) Moscovici (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) Mélenchon (2) Nadia Garbellini (2) Netanyahu (2) Nicaragua (2) Omt (2) Oriana Fallaci (2) Ostia (2) Paolo Maddalena (2) Papa (2) Partito comunista (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) PdCI (2) Pdl (2) Piano di eradicazione degli ulivi (2) Piemonte (2) Pippo Civati (2) Portella della Ginesta (2) Preve (2) Quarto Polo (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Reddito di inclusione sociale (2) Riccardo Bellofiore (2) Riccardo Ruggeri (2) Riscossa Italia (2) Roberto Ferretti (2) Rosanna Spadini (2) Rosarno (2) Rosatellum (2) Rozzano (2) Ryan air (2) SPD (2) STX (2) Sahra Wagenknecht (2) Salistrari (2) Schumpeter (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Seconda Assemblea CLN (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Severgnini (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stefano Zecchinelli (2) Steve Bannon (2) Stiglitz (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Telecom (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Piketty (2) Tito Boeri (2) Tiziana Alterio (2) Tiziana Ciprini (2) Tltro (2) Tomaso Montanari (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Umberto Eco (2) Ursula von der Leyen (2) Valerio Bruschini (2) Von Der Leyen (2) Vox Italia (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) agricoltori indignati (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) animalismo (2) antimperialista (2) antispecismo (2) antropologia (2) atac (2) banche venete (2) battaglia d'autunno (2) blocco sociale (2) bontempelli (2) burkini (2) calunnia (2) casa (2) clausole di salvaguardia (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) comuni (2) comunicazione (2) debito privato (2) denaro (2) deregulation (2) domenico gallo (2) due euro (2) dughin (2) elezioni comunali 2015 (2) elezioni comunali 2019 (2) embraco (2) enel (2) energia (2) ennahda (2) esercito (2) eugenetica (2) expo (2) export (2) fake news (2) fecondazione eterologa (2) fincantieri (2) fine del lavoro (2) frontiere (2) gaypride (2) genetica (2) gennaro Migliore (2) geoeconomia (2) giacobinismo (2) governicchio (2) indignatos (2) industria italiana (2) intimperialismo (2) isu sanguinis (2) legge (2) legge di stabilità 2018 (2) lgbt (2) libano (2) liberi e uguali (2) libertà di pensiero (2) maidan (2) manifestazione 2 giugno 2018 (2) marina silva (2) mercantislismo (2) nazionalizzare le autostrade (2) no expo (2) non una di meno (2) omosessualità (2) ong (2) paolo vinti (2) pareggio di bilancio (2) parlamento europeo (2) patria (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) patto politico (2) peronismo (2) petrolio (2) pietro ratto (2) poste (2) poste italiane (2) proporzionale (2) province (2) razionalismo (2) reddito di base (2) ricchezza (2) riduzione parlamentari (2) rifiuti (2) riformismo (2) rivoluzione russa (2) rivoluzione socialista (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) silicon valley (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) società (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) studenti (2) tasso di cambio (2) transgender (2) transumano (2) ulivi (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) uscita da sinistra (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 100 giorni (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 19 ottobre 2019 (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 25 aprile 2018 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 4 novembre (1) 5G (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 8 settembre (1) 9 febbraio 2019 (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Aberto Bellini (1) Accellerazionismo (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) AirCrewCommittee (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alan Johnson (1) Alba Libica (1) Albania (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alexander Zakharchenko (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amintore Fanfani (1) Amoroso (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Andrew Spannaus (1) Angela Matteucci (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Anthony Coughlan (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Guarino (1) Antonio Rinaldis (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Apple (1) Arditi (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art 81 (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Articolo1 (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Atlantia (1) Attali (1) Augusto Graziani (1) Australia (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Bashar al-Assad (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bazar (1) Bcc (1) Bekaert (1) Belardelli (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Blade Runner 2049 (1) Boicotta Eurovision (1) Boikp Borisov (1) Bolsonaro (1) Bossi (1) Branko Milanovic (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Britannia (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) ByoBlu (1) C.f.. Governo giallo-verde (1) CARTA DI FIRENZE 2019 (1) CCF (1) CNL (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Calenda (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Caritas (1) Carlo Candi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Rovelli (1) Carmine Pinto (1) Casal Bruciato (1) Cascina Raticosa (1) Casini (1) Cassazione (1) Cassese Sabino (1) Catarina Martins (1) Cekia (1) Cesare Battisti (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christian Napolitano (1) Christian Rocca (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Civitavecchia (1) Claudia Zeta (1) Claudio Maartini (1) Claudio Magris (1) Claus Offe (1) Concita De Gregorio (1) Confederazione europea (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Coordinamento europeo per l'uscita dall'Unione (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Corte Europea sui diritti dell'uomo (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cristina Re (1) Cuperlo (1) DDL (1) Dagospia (1) Daisy Osauke (1) Damiano palano (1) Dan Glazebrook (1) Daniela Conti (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davide Gionco (1) Davos (1) De Masi (1) De Vito (1) Debora Billi (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Dimitris Christoulias (1) Dio (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Don Sturzo (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Elliott Gabriel (1) Emanuele Filiberto (1) Emilio Gentile (1) Emma Bonino (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrica Perucchietti (1) Enrico Angelini Partigiano (1) Enrico Gatto (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Erasmo vecchio (1) Ernesto Pertini (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Erri De Luca (1) Etiopia (1) Ettore Gotti Tedeschi (1) Eugenio Scalgari (1) Eunoè (1) Eurispes (1) Europa a due velocità (1) Evo Morales (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio De Masi (1) Fabio Dragoni (1) Fabio Mini (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio De Paoli (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Dellepiane (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Florian Philippot (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Foro di Sao Paulo (1) Forum Ambrosetti (1) Forum dei Popoli Mediterranei (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lenzi (1) Francesco Magris (1) Franco Venturini (1) Frauke Petry (1) Fred Kuwornu (1) Freente Civico (1) Freud (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabanelli (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Germanicum (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bellini (1) Giacomo Bellucci (1) Giacomo Vaciago (1) Giacomo Zuccarini (1) Giancarlo Bergamini (1) Gim cassano (1) Giordano Sivini (1) Giovanna Vertova (1) Giovanni De Cristina (1) Giovanni Lo Porto (1) Giovanni Schiavon (1) Giovanni Tomei (1) Giovanni di Cristina (1) Giulia Grillo (1) Giuliana Commisso (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Ambrosetti (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tarro (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Glauco Benigni (1) Godley (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Grecia presidio 9/9/19 (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Lutrario (1) Guido Ortona (1) Günther Anders (1) HSBC (1) Hainer Flassbeck (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Hong Kong (1) Huawei (1) Huffington Post (1) IPHONE (1) IRiS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Illueca (1) Imposimato (1) Improta (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) Inge Höger (1) Intellettuale dissidente (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Intesa Sanpaolo (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jason Barker (1) Je so' Pazz' (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) Joel Perichaud (1) John Laughland (1) John Locke (1) John Pilger (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Shumpeter (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Jugend Rettet (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kelsen (1) Kemi Seba (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kirill Vasilev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kosovo (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Koutsianas Pantelis (1) Kruhman (1) Ktragujevac (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La Pira (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Left (1) Legge 194 (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) Lev Gumilev (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Riboli (1) Lidia Undiemi (1) Liguria (1) Lillo Massimiliano Musso. Leoluca Orlando (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Alfano (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Lorenzo Fioramonti (1) Lorenzo Fontana (1) Loris Caruso (1) Luca Donadel (1) Luca Pagni (1) Lucarelli (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luigi Zingales (1) Luka Mesec (1) López Obrador (1) M. Pivetti (1) M48 (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) MOSE (1) Macchiavelli (1) Macedonia (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcello Veneziani (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Cattaneo (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Marcuse (1) Margarita Olivera (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Marina Minicuci (1) Mario Esposito (1) Mark Rutte (1) Maroni (1) Marta Fana (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo Costa (1) Massimo Gramellini (1) Massimo Recalcati (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Matteo Pucciarelli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Blondet (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Vezzosi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Bocci (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Scradovelli (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Mdp (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Messico (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michelangelo Vasta (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Mihaly Kholtay (1) Milano (1) Milosevic (1) Milton Friedman (1) Mimmo Lucano (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Mladic (1) Mohamed bin Salman (1) Mohammad Javad Zarif (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Moshe Ya’alon (1) Moves (1) Movimento 77 (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimento democratici e progressisti (1) Movimento di Liberazione Popolare (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Nancy Fraser (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Nethanyahu (1) New York Times (1) Nicky Hager (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolas Dupont-Aignan (1) Nicoletta Dosio (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Noelle Neumann (1) Noi sicialiano con Busalacchi (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) Nsa (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omnium (1) Onda d'Urto (1) Open Society Foundations (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) P01 (1) PCE (1) PCdI (1) PIANESI MARIO (1) POSSIBILE (1) PRISM (1) PSUV (1) Pablo Stefanoni (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Di Martino (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Paul "Elliot" Singer (1) Paul De Grauwe (1) Paul Steinhardt (1) Per una sinistra rivoluzionaria (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piepoli (1) Pier Francesco Zarcone (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Gobetti (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Attinasi (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Pino Prestigiacomo (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RENAUD LAMBERT (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Radek (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Ramarrik de Milford (1) Ramon Franquesa (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) René Girard (1) Report (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Rino Formica (1) Risorgimento Meridionale (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Robert Mundell (1) Roberta Lombardi (1) Roberto D'Agostino (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Marchesi (1) Roberto Martino (1) Roberto Massari (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rocco Casalino (1) Rohani (1) Roma 13 ottobre 2018 (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rossano Rubicondi (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) SYLVAIN LEDER (1) Sacko Soumayla (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Santori (1) Schengen (1) Schlageter (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) SiAMO (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Slavoj Zizek (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stanis Ruinas (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svitlana Grugorciùk (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tiziana Aterio (1) Tiziana Drago (1) Togliatti (1) Tommaso Nencioni (1) Tommaso Rodano (1) Tonia Guerra (1) Tony Manigrasso (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Tribunale dell'Aia (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ugo Mattei (1) Ulrich Grillo (1) Unicredit (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Valerio Colombo (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Venezia (1) Veronica Duranti (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vito Lops (1) Vito Storniello (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) WHIRLPOOL (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wilders (1) Wolfgang Streeck (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zagrebelsky (1) Zaia (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zecchinelli (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) Zygmunt Bauman (1) aborto (1) accise (1) adozioni (1) aggressione (1) agorà (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) alta velocità (1) amanda hunter (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) antropocene (1) apocalisse (1) appoggio tattico (1) arcelor Mittal (1) aree valutarie ottimali (1) armi (1) arresti (1) asia argento (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) ateismo (1) autogestione (1) autostrade (1) ballarò (1) battisti (1) benessere (1) big five (1) bilancia dei pagamenti (1) bioetica (1) biologia (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bomba atomica (1) bonapartismo (1) brigantaggio (1) bufale (1) bullismo (1) calcio (1) califfaato (1) campagna di finanziamento (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) cassa depositi e prestiti (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) cdp (1) censis (1) censura (1) chokri belaid (1) comitato (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) confucio (1) consiglio superiore della magistratura (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) coronavirus (1) coronovirus (1) cretinate. (1) curzio maltese (1) cybercombattenti (1) cyborg (1) dabiq (1) dall'euro (1) dalla NATO e dal neoliberismo (1) david harvey (1) decalogo (1) decescita (1) decrescita felice (1) decretone (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) deportazione economica (1) depressione (1) di Monica Di Sisto (1) dichiarazione di Roma (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) dracma (1) ebraismo (1) economie di scala (1) economist (1) ecosocialismo (1) egolatria (1) elezioni comunali 2018 (1) elezioni regionali 2019 (1) enav (1) enrico Corradini (1) erasmus (1) esercito industriale di riserva (1) espulsione (1) estremismo (1) eurasismo (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) fiducia (1) finan (1) finaza (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) forme (1) freelancing (1) fuga dei capitali (1) fusione dei comuni (1) genere (1) giusnaturalismo (1) global compact (1) gold standard (1) governabilità (1) governo neutrale (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra di civiltà (1) guerra valutaria (1) hansel e gretel (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) illiberale (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) incendi (1) independent contractor (1) india (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) intena (1) intervista (1) ius sanguinis (1) ivana fabris (1) joker (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge Madia (1) legge anticorruzione (1) legge antisciopero (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) leva obbligatoria (1) lex monetae (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) liberiamo (1) libra (1) linguaggio (1) link tax (1) liste civiche. (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) luddismmo (1) lula (1) madre surrogata (1) mafiodotto (1) maghreb (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) massimo bray (1) massoneria (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) matteo bortolon (1) matteo brandi (1) megalamania (1) memoria (1) mercantilismo (1) mercato (1) mercato del lavoro (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) modernità (1) molestie (1) momento polany (1) monetarismo (1) moody's (1) nascite (1) nazion (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) no allo spezzatino (1) no vax (1) nobel (1) nomine ue (1) norvegia (1) numero chiuso (1) obiezione di coscienza (1) occupy wall street (1) oligarchia eurista (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) partite iva (1) partiti (1) partito americano (1) partito brexit (1) partito umanista (1) pecchioli luigi (1) personalismo (1) petiziion (1) piaciometro (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piero visani (1) piigs (1) politicamente corretto (1) politiche austeritarie (1) polizia (1) ponte Morandi (1) popolo (1) post-elezioni (1) post-operaismo (1) postumano (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) qualunquismo (1) questione meridionale (1) quinta internazionale (1) rampini (1) rappresentanza (1) recensioni (1) regione umbria (1) rete 28 Aprile (1) ride sharing (1) rider (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) rivoluzione (1) robot killer (1) rosabrunismo (1) rublo (1) salafismo (1) salir del euro (1) sandro veronesi (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) seisàchtheia (1) sequestro minori (1) sfruttamento (1) sicurezza (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) sinismo (1) smartphone (1) social forum (1) sondaggio demos (1) specismo (1) spionaggio (1) squatter (1) stadio (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) strategia militare (1) stress test (1) sud (1) suez (1) supe-bolla (1) supply-side economics (1) svimez (1) taglio parlamentari (1) takfirismo (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) torre maura (1) tortura (1) transumanismo (1) trappola della liquidità (1) trasformismo (1) trasumanesimo (1) trenitalia (1) triptrorelina (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uberizzazione (1) ultimatum (1) vademecum (1) vadim bottoni (1) valute (1) vattimo (1) vertice di Roma (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) wahhabismo (1) xenobot (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)