Visualizzazione post con etichetta Pardem. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pardem. Mostra tutti i post

giovedì 9 gennaio 2020

FRANCIA: APPELLO PER SOSTENERE LO SCIOPERO

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo appello che circola in Francia.

«A tutte le organizzazioni che vogliono sostenere gli scioperanti

SOSTENIAMO LO SCIOPERO !


Da un mese, migliaia e migliaia di scioperanti sono mobilitati contro la riforma delle pensioni.

venerdì 22 marzo 2019

FRANCIA: L'ESERCITO CONTRO I GILET GIALLI di Joël Perichaud

[ 22 marzo 2019 ]

Disorientato, sopraffatto, alle prese con le legittime richieste dei francesi che non ne possono più, Macron è andato nel panico. 

Dato che con le sue manovre diversive (Grande dibattito, "emergenza" clima climatica, ecc.) non ha ottenuto risultati,  l'odiato Macron passa alla fase successiva. Le sue limitazioni della democrazia (legge sulle "fake news", legge anti-casseur, il divieto di manifestare), la sua repressione con l'uso di veicoli e armi da guerra (VBR, LBD 40, granate GLI-F4, droni, ecc. .) non impressiona i Gilet gialli che lottano per vivere degnamente del loro lavoro e per la democrazia.


Macron è spaventato. Ha paura del popolo francese e quindi si costruisce una muraglia per proteggersi: l'operazione Sentinel, fino ad oggi dedicata esclusivamente alla lotta contro il terrorismo, sarà deviata dalla sua missione per sostituire il CRS per sorvegliare, ogni sabato, i palazzi del potere e gli edifici pubblici.

Lo schieramento di soldati sul territorio nazionale per garantire operazioni interne di mantenimento dell'ordine pubblico è un fatto inedito. Questo impegno delle forze armate all'interno dei nostri confini solleva la questione della legalità di tale decisione e dimostra, ove fosse necessario, che Macron e le forze neoliberali che rappresenta sono pronte a tutto per mantenere il loro potere e i loro privilegi.


Quelli che non capivano perché il potere ed i partiti, di destra e sinistra, hanno voluto un esercito professionale mercenario per sostituire l'esercito del popolo dovrebbero svegliarsi ... la dittatura di Macron sta facendo passi da gigante!

* Fonte: PARDEM

Sostieni SOLLEVAZIONE e Programma 101

martedì 5 febbraio 2019

VENEZUELA: LE SINISTRE PORTOGHESI CON IL COLPO DI STATO

[ 5 febbraio 2019 ]

Il Portogallo è uno dei sei paesi europei [in testa la Spagna dei "socialisti" di Sanchez] che hanno lanciato l'ultimatum (entro domenica prossima ) a Nicolás Maduro per organizzare "elezioni libere", altrimenti riconoscerà il suo avversario, Juan Guaidó.

Ricordiamo che il Portogallo è guidato da un governo socialista sostenuto dal Partito Comunista Portoghese (PCP), dagli ambientalisti e dal Bloco de Esquerda (sinistra radicale).

Il Bloco è il risultato della fusione nel 1999 di quattro partiti: Unione democratica popolare (UDP - marxista-leninista), il Partito socialista rivoluzionario (PSR - trotzkysta), Política XXI (ex Movimento Repubblica Democratica portoghese), Ruptura / FER (trotzkysta), ed altri maoisti ...

Sostenere l'imperialismo USA, l'Unione europea liberticida e tutti gli antidemocratici neo-liberisti non disturba tutto questo bel mondo. Tutte queste persone di sinistra, della vera sinistra, della sinistra  radicale, come amano chiamarsi, che per per anni hanno gridato all'anti-capitalismo... in realtà, sono diventati sostenitori oggettivi e consapevoli dell'imperialismo USA, e dell'Unione europea che sta martirizzando i popoli e il capitalismo neoliberale.

QUI la dichiarazione del Bloco sulla crisi venezuelana

* Fonte: PARDEM



mercoledì 30 gennaio 2019

I GILET GIALLI ALLE ELEZIONI EUROPEE? di Pardem

[ 30 gennaio 2019 ]


La notizia che un gruppo d'estrema destra francese avrebbe aggredito sabato scorso a Parigi, attivisti Gilet Gialli d'estrema sinistra, viene utilizzata dai media francesi per seminare zizzania, discreditare e indebolire il movimento. La campagna di denigrazione non riuscirà ad inquinare i pozzi. Alcune cose sono infatti chiare riguardo al movimento dei Gilet Gialli. Quali? Primo: è un movimento di massa; secondo: mobilita "chi sta sotto" contro chi "sta in alto", ovvero gli strati sociali massacrati dalle politiche neoliberiste portate avanti dai governi; terzo: è un movimento patriottico che tiene assieme sovranità nazionale e popolare; quarto: è un movimento fortemente democratico perché chiede di porre fine alla vera e propria dittatura dell'élite oligarchica; quinto: è un movimento che chiede eguaglianza sociale. 
Per queste ragioni si può affermare che esso trova le sue radici ideali in J.J. Rousseau e quelle storiche nella grande rivoluzione francese. In queste radici c'è il punto di forza del movimento come pure certe su debolezze. 
Una di queste è l'incertezza sulla questione della partecipazione all'Unione europea. Molti sono quelli per l'uscita, ma altrettanti sono per restare ma cambiare l'Unione — posizione, detto per inciso, che hanno le due principali forze dell'opposizione, la Le Pen e Melanchon. 
Per questo, pur non condividendo ogni singola affermazione, ci pare utile pubblicare quanto scrivono i compagni di PARDEM.
*  *  *



La principale debolezza del movimento dei Gilet gialli è l'incapacità, di mettere in discussione il sistema dell'Unione europea e l'euro, quindi l'assenza della questione nelle loro lamentele (cahiers de doléances, Ndt). Questa situazione impedisce la comprensione delle condizioni necessarie per vincere.

Comprendere il ruolo negativo per i cittadini dell'Unione europea e il sistema dell'euro deve diventare la priorità numero uno del movimento se se essi vogliono mantenere la speranza di vincere.

Il sistema dell'Unione europea è stato costruito per privare gradualmente gli Stati membri delle leve decisive della loro sovranità. Questo è il caso delle "competenze esclusive" che il sistema si arroga a se stesso: politiche monetarie, commercio interno e internazionale. Questo vale anche per le politiche di bilancio o di difesa ... Perché privare gli Stati membri della loro sovranità? Per una ragione molto semplice: lo vogliono le classi dominanti, l'oligarchia europea.

Con i Trattati europei solo le politiche neoliberiste, favorevoli ai loro interessi, sono possibili. Questo è il motivo per cui i Trattati europei pretendono di imporre definitivamente politiche antipopolari e proibire qualsiasi politica che soddisfi le aspettative della gente. Ecco perché, dopo Mitterrand, le alternanze sinistra-destra, poiché non hanno messo in discussione questo sistema, hanno portato alle disastrose politiche che conosciamo e che hanno innescato il movimento dei Gilet gialli.

L'Unione europea (le classi dominanti) ha con l'euro un'arma di distruzione di massa dei salari e dell'occupazione. Ci si potrebbe chiedere perché tale "cattiveria"? Anche in questo caso la ragione è semplice: la pressione sui salari consente di garantire la "competitività" delle imprese sul mercato internazionale offrendo prezzi sempre inferiori ai loro concorrenti. Ma, d'altra parte, comprimendo gli stipendi, la domanda viene rallentata e la disoccupazione incoraggiata. Le classi dominanti, va ricordato, hanno bisogno di un alto tasso di disoccupazione per disciplinare il lavoro salariato e fare pressione sui salari. Questo spiega perché la zona euro è l'economia in più rapida crescita del mondo, con la crescita dei salari più lenta e il più alto tasso di disoccupazione, soprattutto per i giovani.

Per questo è urgente includere nelle rivendicazioni dei Gilet gialli il ripristino della democrazia e quindi il ritorno alla sovranità nazionale attraverso l'uscita unilaterale e immediata dall'Unione europea e dell'euro.

Questa richiesta di un ritorno alla democrazia è già presente nelle lamentele sotto forma dello slogan "Macron Dimissioni" e del Referendum di iniziativa cittadina (RIC).

Macron è davvero la caricatura perfetta dell'alta società delle classi dominanti. È vero, egli è arrogante, pedante, pretenzioso, ignorante e sprezzante di tutto ciò che è "sta in basso". Prima andrà via, meglio sarà. Tuttavia, Macron è solo il manager degli interessi delle classi dominanti. Se se ne andasse, troveranno un altro per fare esattamente la stessa politica.


Il Referendum di iniziativa Cittadina (RIC) è il primo passo verso la ricostruzione di una società democratica. È il popolo, infatti, direttamente e non semplicemente attraverso i suoi deputati, che deve decidere tutti gli argomenti importanti. 
Ma attenzione all'ingenuità! Ad esempio, l'Iniziativa dei cittadini europei (ICE) già definita nel Trattato di Lisbona esiste già. Dà diritto di iniziativa politica a un insieme di almeno un milione di cittadini di almeno un quarto dei paesi membri. Ma questo referendum non è automatico poiché deve riguardare argomenti compatibili con il contenuto del Trattato di Lisbona e ricevere l'accordo della Commissione europea. Chiedere a Macron di mettere in essere il RIC può portare allo stesso risultato dell'ICE.

Comprendiamo quindi le ragioni che hanno indotto alcuni Gilet gialli a voler presentare una lista alle elezioni europee del maggio 2019. Ma sarebbe un errore molto grave. Se comprendiamo che la natura dell'Unione europea è quella di eliminare la democrazia negli Stati membri per cedere, in via definitiva, a politiche favorevoli alle classi dominanti, non possiamo desiderare di entrare in questo sistema. Esso non è riformabile dall'interno, perché la revisione del trattato di Lisbona richiede l'accordo unanime, fino alle virgole, di tutti i paesi membri. In altre parole è un compito impossibile. Inoltre, a differenza di un vero parlamento, quello europeo non può votare le leggi. Non può cambiare il Trattato di Lisbona. Qualunque sia la maggioranza — sinistra, destra, ecologista, sovranista — l'ultima parola spetta solo alla Commissione europea e, per la giurisprudenza, alla Corte di Lussemburgo che avrà sempre l'ultima parola.

Per quanto riguarda le dimissioni di Macron — indispensabili — non dobbiamo dimenticare ciò che è molto più importante: lo scioglimento dell'Assemblea nazionale (parlamento francese , Ndt).  Nel nostro Paese, è ancora l'Assemblea Nazionale che ha il potere (per meglio dire le briciole che gli lascia il sistema dell'Unione Europea), non è il Presidente della Repubblica. Ottenere lo scioglimento dell'Assemblea nazionale permetterebbe ai Gilet gialli di presentare candidati per il governo. Sarebbe quindi possibile realizzare ciò che si chiede nei nelle loro lamentele cahiers de doléances senza chiedere niente a nessuno!

L'introduzione dell'uscita immediata e unilaterale del sistema dell'Unione europea e dell'euro nei cahiers de doléances consentirebbe di soddisfare tutte le condizioni per il successo. Il sistema dell'Unione europea è riuscito ad addomesticare i sindacati (tutti) e i partiti politici (quasi tutti). Non fare di nuovo lo stesso errore! La traduzione politica del movimento sarebbe garantita!

Quindi, amici dei Gilet gialli, organizziamo una campagna di boicottaggio cittadino delle elezioni europee!

Firma l'appello al boicottaggio!

* Fonte: PARDEM
** Traduzione a cura della redazione

venerdì 30 novembre 2018

COSA VOGLIONO E CHI SONO I GILET GIALLI di Pardem

[ 30 novembre 2018 ]



Domani, 1 dicembre, sarà un'altra giornata nazionale di lotta dei Gilet gialli. Un movimento di massa che come altri che lo hanno preceduto (in Italia, I Forconi e il 9 Dicembre, e Spagna con gli Indignados) è sorto dal basso, dai cittadini, senza bandiere di partito se non quella nazionale, ad indicare il suo carattere patriottico e sovranista. Un movimento composito, che mobilita ceti medi e piccola borghesia di città e campagna, quindi salariati, pensionati, disoccupati; stufi — ras-le-bol!— di tirare a campare mentre la casta neoliberista s'ingrassa dopo aver sequestrato lo Stato. Un movimento che rivendica di tutto e che, chiedendo le dimissioni di Macron, è presto diventato politico. Un movimento che coi suoi giubbotti gialli indica plasticamente l'unità del popolo, il suo senso di comunità politica, dimensione collettiva che il neoliberismo ha fatto di tutto, senza riuscirci, per annientare. Pubblichiamo una corrispondenza dei nostri compagni francesi del Partito della Demondializzazione.



* * *

VOGLIAMO IL PANE!
pieno appoggio ai Gilet gialli

di PARDEM

La strategia di destabilizzazione del movimento dei Gilet gialli, messa in atto durante la manifestazione sugli Champs Elysees, il 24 novembre, ha fatto cilecca. Né la violenza organizzata, né l'invenzione dell'estrema destra rilanciata da una parte della sinistra per screditare il movimento dei giubbotti gialli, hanno avuto successo. I sondaggi più recenti mostrano anche che la popolarità del movimento è ancora più forte (l'84% dei francesi lo sostiene).

I  Gilet gialli sono più determinati che mai a continuare la loro mobilitazione. La prova sta nei blocchi che continuano. I presidi sulle rotatorie, con quanto basta per dormire e mangiare. Un'organizzazione impostata per durare. Il sostegno della popolazione è evidente ovunque. Tanti quelli che portano cibo e materiale per riscaldarsi; i concerti di clacson e i Gilet gialli degli automobilisti hanno messo bene in vista la solidarietà.

La rabbia è molto forte. Viene da molto lontano. Un silenzio che è durato per tanti anni durante i quali la maggioranza dei francesi ha tirato la cinghia e serrato i denti per sopravvivere ogni giorno, per sopportare, nell'indifferenza generale, i bassi salari, i licenziamenti, le delocalizzazioni, la disoccupazione e il timore di esserne colpiti, il calo del potere d'acquisto, i tagli al sistema di sicurezza sociale, la chiusura dei servizi pubblici, la riduzione del numero dei dipendenti pubblici, l'aumento delle tasse e, inoltre, il disprezzo che i governanti, i ricchi e persino la sinistra hanno loro manifestato. Sono i francesi dell'astensione elettorale che sono in costante aumento da anni. I francesi sono disgustati dall'assenza di democrazia. Con il colpo di stato parlamentare del 2008 che ha imposto il trattato di Lisbona alle persone che hanno votato NO nel 2005.

Possiamo così dire che viviamo e partecipiamo al ritorno del movimento dei moutons noirs del 2005 abbigliati di giallo.

Il popolo non ha dimenticato la rivoluzione francese del 1789!

Adesso, orgogliosamente uniti dietro i loro giubbotti gialli, spesso fanno sfoggio della bandiera bianca blu e rossa e cantano la Marsigliese; questi francesi gridano la loro esistenza, denunciando l'ingiustizia subita, spezzano il muro di silenzio che il sistema della globalizzazione neoliberalista e i suoi alleati di governo, avevano organizzato per renderli invisibili. Hanno riacquistato la loro dignità in poche settimane e hanno ricostruito la fratellanza e la solidarietà.

I muti, i senza voce ora occupano il centro della scena e mandano in frantumi le fondamenta stesse della Quinta Repubblica. Chiedono con forza il ruolo dello stato. Vogliono democrazia e giustizia. Non credono più nell'alternanza o nei sindacati di sinistra/destra incapaci di porre rimedio alle cause profonde dell'impoverimento, della disoccupazione, delle delocalizzazioni, della deindustrializzazione. Fanno affidamento sui propri punti di forza e indipendenza. Si auto-organizzano. Si coordinano. Hanno ragione. E ora stanno facendo pressioni sui deputati dei loro collegi elettorali, sulle prefetture avanzando le loro richieste. E non sono le briciole lanciate da Macron come mangime per polli d’allevamento che li farà rientrare a casa!

Non saranno gli annunci 
di Macron a zittirci

Il 27 novembre 2018, con la presentazione del Programma pluriennale per l'energia (PPE) Macron ha confermato ciò che era evidente: il Presidente della Repubblica non vuole cambiare nulla. "Mantiene la rotta" (del neoliberismo) e crede che annunciando  "un cambio di metodo" sarà in grado di mettere a tacere i nuovi sans-culottes! Errore Vostra Maestà! I Gilet gialli non si accontentano di parole o discorsi tecnocratici. Vogliono il pane! Ma quelli che conoscono solo la brioche e il caviale dei migliori ristoranti di Parigi non vogliono rinunciare ai loro privilegi di classe. Non vogliono sottrarre ai loro amici della finanza, delle multinazionali e del MEDEF [Confindustria francese, Ndr], la minima fetta di esenzione del CICE [si tratta del credito d’imposta di cui godono le grandi aziende, Ndr], rifiutano di imporre l'ISF [patrimoniale sui grandi patrimoni, Ndr], né vogliono mettere in discussione i paradisi fiscali. Hanno lavorato così duramente per riprendersi quello che avevano loro tolto il Consiglio Nazionale della Resistenza, le conquiste delle lotte sociali del 36, del 68. Faranno di tutto per resistere, per guadagnare tempo. Prepareranno tutte le trappole, anche le più grossolane, per tenere le mani sulla pazzesca montagna di denaro rubato al popolo per decenni!

I Gilet gialli lo sanno. Non si fanno illusione sul potere. Anche se alcuni avevano sperato in un gesto, un segno, almeno un'intenzione. Ma niente. Il disprezzo macroniano e della sua casta, quella che incoraggia i disoccupati “ad attraversare la strada per trovare lavoro”, Macron che ha definito i lavoratori  analfabeti, uno che crede che la sua grande battaglia sia quella ecologica, colui che parla della minaccia della "fine del mondo" ma disprezza chi non arriva “alla fine del mese"; Macron la cui missione è accelerare le privatizzazioni e l'attuazione di tutte le politiche dell'Unione europea. Il disprezzo del popolo di colui che sostiene di essere il Presidente della Repubblica francese e sostiene la sovranità europea, che strangola i comuni, i dipartimenti ... L'europeista frenetico che protegge le lobby, colui che non tassa il cherosene, che promuove la concorrenza tra i dipendenti e tra i popoli, che spudoratamente serve il libero scambio. Questo non è il presidente della Repubblica francese! Fu nominato per schiavizzare la Francia, il suo popolo e la sua Repubblica. Così, quando Gilet gialli gridano "Macron démission" essi colpiscono dove fa più male visto che questo slogan risuona nel cuore e nella mente di milioni di francesi.

In breve, Macron ci prende per un branco di coglioni! Ma la sua strategia fallirà. Come ad esempio quella seguita dai sostenitori del Trattato costituzionale europeo del 2005 i quali credevano che il popolo francese chiamato a votare in un referendum sarebbe caduto nella trappola di "L'Europa è la pace" e non si sarebbe raccapezzato nel testo del Trattato, che non sarebbe stato capace di decifrare il contenuto anti-democratico e neoliberista a vita! Presero una sonora legnata: 55% di No!

Sprezzante, paternalistico e manipolatore, come tutti quelli della sua classe, Macron non rinuncerà alla sua missione principale. Farà di tutto per mettere a tacere i Gilet gialli e addormentarli.

Macron spinge all’unanimità contro di lui

Quindi i Gilet gialli non si son fatti soverchie illusione prima del discorso di Macron. Non sono stati delusi e le reazioni sui social network non si sono fatte attendere, con gli appelli a continuare, e persino a indurire la lotta. Anche gli ambientalisti non sono felici. Denunciano la mancanza di misure governative per proteggere davvero l'ambiente.

I Gilet gialli, continuano a organizzarsi. A livello locale iniziano a scrivere richieste, in special modo richieste per un maggiore potere d'acquisto. Si dichiarano a favore della protezione dell'ambiente, ma si rifiutano di essere i soli contributori. Hanno capito che la transizione pseudo-ecologica di Macron lascia i maggiori inquinatori liberi ed esenti dalle tasse, e non mette in discussione gli accordi di libero scambio come il CETA, adottato dall'Unione Europea e dal suo parlamento, che favorisce l’importazione di carni trattate con antibiotici e prodotti agricoli a base di pesticidi! Un CETA che il Parlamento francese dovrà ratificare nel 2019, dopo le elezioni europee. La maggioranza parlamentare di LaREM [il partito di Macron, La République En Marche!, Ndr] sarà quindi con le spalle al muro: se voterà (ed ha la maggioranza) dimostrerà (ancora una volta) che se ne sbatte della conservazione del pianeta e dell'ambiente. Quindi, guardate, signore e signori, parlamentari. Siete più che mai sotto sorveglianza popolare.

Soprattutto perché il 26 maggio 2019, durante le elezioni del Parlamento europeo, sarà un'astensione di massa che si farà sentire, quella degli invisibili, dei disprezzati, dei  ribelli! E va bene. Ed è un atto politico! Perché già la maggioranza dei francesi (il 60% dell'astensione nel 2014) ha capito che l'elezione al "Parlamento" europeo è solo un farsa elettorale. Il suo unico scopo è simulare un atto democratico e quindi legittimare l'intero sistema dell'Unione europea. Niente di questa unione, concepita come una macchina da guerra contro la sovranità popolare, organizzata per rompere le nazioni, serve agli interessi dei popoli. Ha lo scopo di renderli schiavi. Per decenni ha lentamente avuto successo nell'imporre politiche neoliberali a tutti i livelli della nostra vita attraverso i suoi trattati e le sue direttive. La tassazione dei cittadini è una di queste, così come i bassi salari, la distruzione dei servizi pubblici, le delocalizzazioni, la disoccupazione. Ma può darsi che cada per un imprevisto! Le voci degli invisibili che escono dal silenzio per occupare la strada (e ora le strade) sono sempre state più forti dei regimi più feroci. Ora sono la Bastiglia dell'Unione europea e dell'euro che devono essere abbattuti per liberare la Francia, ricostruire la democrazia e costruire un'Europa dei popoli. Il boicottaggio delle elezioni europee non sarà silenzioso ma un boato in tutto il paese, il rifiuto della complicità con un sistema che infrange la democrazia e priva il popolo della sua sovranità.

I Gilet gialli rivendicano la sovranità del popolo

E’ la Francia di chi sta in basso, la Francia periferica, dimenticata dalla globalizzazione, i giubbotti gialli denunciano il carattere anti-democratico dell'attuale sistema politico. Le richieste per la creazione di assemblee cittadine e referendum popolari lo confermano. Sì, c'è qualcosa di putrefatto nel regno di Francia. Il Presidente della Repubblica è un semi-monarca interamente devoto al sistema neoliberale. L'Assemblea nazionale non rappresenta il popolo, non solo è composta in modo schiacciante da deputati usciti dai ranghi delle categorie superiori della società ma, inoltre, è vassalla dell'Unione europea. I parlamentari, indipendentemente dal loro colore politico, sono tenuti al guinzaglio dal trattato di Lisbona ora incorporato nella Costituzione francese. Non c'è da stupirsi che le alternanze sinistra/destra conducano sempre la stessa politica, quella dei potenti, delle lobby, dell'oligarchia e sempre a scapito del popolo.

Al di là delle richieste, dei cahiers de doleances che stanno iniziando a essere discussi a livello locale, ed è essenziale, la marea dei giubbotti gialli porta la domanda principale che tormenta i cittadini, in particolare gli astensionisti. Quello dell'illegittimità delle istituzioni del nostro Paese. Ciò implica, come nel 1789, di impegnarsi in una dinamica popolare costituente per stabilire una nuova Costituzione per garantire la coesione nazionale. In particolare avviando i processi democratici necessari per riavviare il progresso sociale. Questa prospettiva è entusiasmante e possibile. I Gilet gialli hanno aperto un varco che consente di passare a un cambio di regime per democratizzare lo Stato e ridare il posto giusto al popolo.

Quindi, ancora una volta, appoggio ai giubbotti gialli!

Che tutti coloro che non si sono ancora uniti a loro si lancino nella battaglia al loro fianco, nel rigoroso rispetto dell'indipendenza di questo movimento popolare che apre la strada a nuove vittorie sociali. L'84% della popolazione sostiene il movimento!

Che i suscettibili, gli scettici, gli esperti della retorica, i rivoluzionari del verbo, i militanti della sinistra col pedigree, le ristrette direzioni sindacali aprano davvero gli occhi e aprano le orecchie: è il popolo, tanto invocato negli appelli a scioperare, nel cui nome avete parlato, sul quale avete tanto dissertato, che è risorto, da solo.

Ora si deve scegliere: "Scegli il tuo campo compagno", si diceva anni addietro. Coloro che rimarranno ai bordi della strada, con lo sguardo di un entomologo sui Gilet gialli, avranno scelto il campo dei potenti, dei ricchi, degli sfruttatori, dei dominanti!

Prime rivendicazioni

- Annullamento dell’aumento del prezzo dei carburanti abbassando l'aliquota IVA loro applicata.
- Ripristino dell'ISF [tassa sui grandi patrimoni, Ndr]
- Aumento generale delle retribuzioni (incluso SMIC [salario minimo legale, Ndr] a € 1.600 netti) e uguale retribuzione per uomini e donne.
- Aumento delle pensioni (minimo netto 1400 euro), sussidi di disoccupazione, minimi sociali, creazione di un'indennità di autonomia per i giovani disoccupati (780 euro al mese), associati quanto prima ad un'attività professionale part-time o formazione. Nessun contadino, nessun commerciante, nessun lavoratore autonomo, nessun autotrasportatore deve guadagnare meno dello SMIC. Il denaro esiste perché la distribuzione della ricchezza tra lavoro e capitale in trent’anni ha fatto passare 200 miliardi di euro dalle tasche dei salariati a quelle degli azionisti.

- Ridurre fortemente l'IVA per tutti i prodotti di prima necessità.
- Abrogazione del CICE [credito d’imposta di cui godono le grandi aziende, Ndr], che farà recuperare 44 miliardi di euro!
- Abrogazione del CSG [una tassa per finanziare la sicurezza sociale, Ndr]
100% di sicurezza sociale per tutti
- Riapertura di linee SNCF e delle stazioni 
- Creazione di servizi di trasporto pubblico su tutto il territorio
- Riapertura di ospedali pubblici e cliniche per la maternità nelle vicinanze

* Fonte: PARDEM
** Traduzione a cura di SOLLEVAZIONE

martedì 17 luglio 2018

MESSICO: TUTTI IN FESTA PER OBRADOR? di Joel Perichaud

[ 17 luglio 2018 ]

Volentieri pubblichiamo questo articolo di Joel Perichaud, segretario nazionale e responsabile delle relazioni internazionali di PARDEM (Partito per la Demondializzazione). PARDEM, con P101 fa parte del Coordinamento europeo No Ue, No Euro, No Nato. Molti a sinistra hanno esultato per la vittoria alle presidenziali messicane di Lopez Obrador. Temiamo che certi facili entusiasmi verranno presto delusi. Vedremo se egli sarà davvero un "populista di sinistra" come si dice, e lo vedremo presto, non solo in politica interna ma, anzitutto (visti gli scontanti dossier che scuotono l'America latina con Trump alla casa Bianca) sul suo posizionamento in politica internazionale.

*  *  *
Il 1 luglio, quasi 90 milioni di elettori messicani (su 125milioni di abitanti), hanno eletto il loro presidente (per sei anni) oltre a 500 deputati, 128 senatori, 9 governatori e 2800 consiglieri municipali. Secondo tutti i media, l’elezione di Andres Manuel Lopez Obrador (di seguito AMLO) inaugurerebbe una politica di sinistra in Messico. Conviene però basarsi sui fatti e non sulla propaganda.Il partito di AMLO, il Movimento di Rigenerazione Nazionale (Morena), fa parte della coalizione Juntos Haremos Historia (Uniti faremo la storia). Fanno parte della coalizione, oltre a Morena, il Partido del Trabajo (PT) — socialdemocratico con posizioni antimperialiste, NdT —  e la destra cristiano-evangelica del Partido Encuentro Social (PES).

Dopo due tentativi infruttuosi alle presidenziali del 2006 (35,3%) e del 2012 (31,6%), la terza è stata quella buona. Il Partito d’Azione Nazionale (PAN, liberista di destra) non è stato fortunatamente capace di approfittare dell'enorme insoddisfazione che si era generata durante gli ultimi anni del governo di Enrique Pena Nieto, uomo forte del PRI, Partito Rivoluzionario Istituzionale (storico partito della borghesia messicana che ha vampirizzato il paese per circa un secolo). Pena Nieto è stato uno dei capi di stato tra i più impopolari dell’America latina, ha governato per sei anni un paese dilaniato dalla corruzione e dal traffico di droga ed il suo mandato è stato contrassegnato da numerosi scandali finanziari e da una violenza inaudita. Questa è la ragione per la quale il 60% dei messicani lo ritiene responsabile dell’attuale situazione. Jose Meade, il candidato del PRI in queste ultime elezioni, è riuscito faticosamente ad ottenere il 15,6% dei consensi ed è già molto. La metà dei messicani ed i tre quarti delle imprese del paese, dichiarano di versare mazzette ai funzionari statali. Secondo la Banca Mondiale, nel 2015, l’attività economica legata alla corruzione avrebbe rappresentato il 9% del PIL. L’incredibile numero di omicidi (25339) avvenuti nel solo 2017, testimonia della violenza del narcotraffico. Un numero di morti per altro in crescita del 58% dall’arrivo al potere di Nieto nel 2012. La violenza politica ha contrassegnato anche la campagna elettorale, dal 2017 almeno 116 personalità politiche, appartenenti a diversi schieramenti, sono state assassinate ed almeno 400 hanno subito aggressioni. 


La vittoria di AMLO con il 53,6% rappresenta risultato storico. Andres Manuel Lopez Obrador, considerato "populista ed antisistema", proviene dal centro-destra ed aveva lasciato il PRI nel 1983. Dopo aver preso parte alla creazione del PRD (Partito della Rivoluzione Democratica, membro dell’internazionale socialista) che lascerà nel 2012, fonda il Movimento di Rigenerazione Nazionale (Morena), la cui dichiarazione di principi sostiene una società aperta senza distinzione di età di sesso, di classe e di etnia, accordando alla cultura ed all’ecologia uno spazio tanto importante quanto quello economico. 

Conosciuto per la sua lotta contro la “mafia al potere” e contro la corruzione del PRI e del PAN, il suo programma elettorale è stato caratterizzato dalla centralità del rispetto delle popolazioni indigene, della salvaguardia delle campagne, dell’autonomia alimentare, dei diritti umani e sociali. A questo si aggiunge la lotta alla corruzione, alla povertà ed al neoliberalismo, chiede che la scuola e le cure sanitarie siano gratuite, l’aumento del salario minimo e l’abbandono del progetto, in corso d’opera, di un nuovo aeroporto. Vuole dimezzare lo stipendio degli alti funzionari, compreso il suo, e continuare a vivere nel suo appartamento nella capitale. La proposta più avversata dagli oppositori è quella di amnistiare alcuni piccoli narcotrafficanti, al fine di fermare le violenze in atto. 
Jean-Luc Mélenchon (così come Podemos), appoggiato da AMLO durante la sua campagna per le ultime presidenziali del 2017, gli ha restituito il favore dichiarando: “AMLO è il nostro candidato alle elezioni presidenziali”.

AMLO ha anche ricevuto il sostegno di una parte del padronato grazie alla sua reputazione di uomo incorruttibile. Quindi AMLO, da una parte, ha integrato nella sua coalizione il PT, Partito dei lavoratori, dall’altra rassicurato una parte dei conservatori messicani, alleandosi con il PES, partito evangelico, ultraconservatore contrario all’aborto ed ai matrimoni omosessuali.

Morena, fuoriuscito dal PRD con il quale AMLO aveva amministrato la capitale, oltre a conquistare la presidenza, è riuscito ad accaparrarsi 211 seggi sui 300 totali della Camera bassa, ha fatto eleggere sei governatori su un totale di nove stati in ballo oltre ad aver conquistato la municipalità di Città del Messico con Claudia Sheinbaum, personalità vicina allo stesso AMLO.

Per cinque mesi, AMLO, potrà prepararsi ad amministrare la sua vittoria e per cinque mesi, le autorità al potere, potranno cercare di rendergli la vita difficile in uno Stato di non-diritto nel quale molte regioni sono sotto il controllo dei cartelli del narcotraffico e di altre mafie. Il compito si preannuncia quindi difficile.

La priorità sarebbe di iniziare dalle riforme sociali, per ridurre la povertà, e quelle anticorruzione sebbene la giustizia sia corrotta quasi quanto la polizia. D’altro canto, lottare contro i corrotti vuol dire trattare gli effetti e non le cause.

AMLO, con la sua immagine di uomo pulito, lascia credere che la corruzione sia una questione morale, mentre si tratta di un problema economico. L’accordo di libero scambio con gli USA, che ha portato all’istallazione di fabbriche (Maquiladoras) nelle quali i salari sono da fame, i diritti del lavoro ed i sindacati sono inesistenti, è un fattore importante nell’aumento della povertà.

Combattere efficacemente la povertà vuol dire uscire da questi accordi neocoloniali, a cui si era opposto il Movimento Zapatista nel 1994.

AMLO è l’uomo di sinistra che pretende di essere? Possiamo dubitarne… E’ stato sostenuto da una parte della destra mentre il partito di destra, PAN, ha beneficiato dell’appoggio del PRD, partito di centro-sinistra.

In Messico, come altrove, la divisione destra-sinistra non ha più senso. Bisognerà aspettare le prime misure che prenderà AMLO per giudicare in base ai fatti. Se le condizioni di vita del popolo messicano non miglioreranno rapidamente e sensibilmente, Mélenchon gli dimostrerà lo stesso appoggio cieco ed incondizionato che rumorosamente dimostrò (per poi pentirsene) a Tsipras?


sabato 17 marzo 2018

FRANCIA: 22 MARZO 2018, GIORNATA DI FUOCO


[ 17 marzo 2018 ]

«I conflitti oggi sono numerosi e diversificati: guardie penitenziarie, personale del EHPAD [le strutture pubbliche per ospitare pensionati, anziani e malati, NR] e ospedaliero, mini-jacquerie contadine, multiple lotte per posti di lavoro e salariali in molte aziende, tensioni nelle scuole superiori e nelle università, nella polizia,  negli enti locali ... maturano le condizioni per un vasto movimento sociale unitario. (...) 
È necessario un vasto movimento sociale, che vada dagli agricoltori agli studenti delle scuole superiori, passando per i dipendenti pubblici e privati, i disoccupati, gli utenti dei servizi pubblici, i pensionati».
Così inizia il comunicato diffuso dai nostri compagni del PARDEM.

Da parte sua Melenchon ha diffuso un appello a partecipare in massa agli scioperi e alle mobilitazioni del prossimo 22 marzo.
«Chiamo quindi tutti coloro che si riconoscono nel programma dei francesi insubordinati [insoumise, NdR] per unire i loro sforzi a fianco degli impiegati in lotta. Chiedo loro di unirsi il più possibile a dimostrazioni e azioni di ogni tipo che rafforzeranno questa battaglia: scioperi, cortei, azioni di sensibilizzazione, ecc. In primo luogo, gli insubordinati si preoccuperanno di mobilitare l'opinione pubblica, quelli che non lavorano direttamente nei settori interessati ma che ci tengono alla qualità del servizio pubblico».
Ma che succede il 22 marzo? 

Succede che dopo diversi giorni di scioperi e proteste in vari settori sociali —anzitutto contro la privatizzazione di trasporti pubblici, contro i tagli allo stato sociale, ecc.— ci sarà lo sciopero generale dei dipendenti pubblici. La mobilitazione è stata proclamata congiuntamente, fatto inedito, da tutti e sette i principali sindacati del pubblico impiego.

Il clima, in vista del 22, inizia già a surriscaldarsi e Macron, il finanziare che tutto vuole privatizzare, e che con la Merkel si "preoccupa per l'esito delle elezioni italiane e sogna di rafforzare l'ordoliberismo europeo", non nasconde la sua preoccupazione.



venerdì 5 gennaio 2018

TSIPRAS IL BASTARDO di Joël Perichaud

[ 5 gennaio 2018 ]

«È in questo contesto che sopraggiunge il messaggio di Tsipras al suo amico, il socialdemocratico Martin Schulz, per implorarlo che ... "in questa fase decisiva per l'UE dovrebbe accettare di rientrare in un grande coalizione guidata da Angela Merkel"».


Per coloro che lo hanno sostenuto per molto tempo (molto e troppo), Alexis Tsipras è una palla al piede.

Si pensava che avesse oramai toccato il fondo, invece il ragazzo non finisce di stupire. Questa volta, il primo ministro greco (che i media definiscono "sinistra radicale") ha appena inviato uno straordinario messaggio di appoggio al capo dell'SPD tedesco, Martin Schulz.

Ma prima di apprezzarne contenuto e sapore, dobbiamo ricordare che Syriza è salita al potere (vincendo le elezioni di gennaio 2015) promettendo al popolo greco che avrebbe posto fine all'austerità facendo restare la Grecia nell'Unione europea e l'euro con tutti i mezzi. Una contraddizione assoluta.

Dopo sei mesi di pseudo-negoziati con la Troika (UE, BCE, FMI), Tsipras accettò ufficialmente di passare sotto le forche caudine di Bruxelles. Le misure per far sanguinare i greci furono prese molto presto. Tuttavia organizzò (all'inizio di luglio 2015) un referendum sul rafforzamento dei crudeli tagli sociali ed economici che la Troika voleva imporre. Il popolo greco votò in modo schiacciante NO (OXI) che Tsipras, imitando i suoi maestri francesi, olandesi o irlandesi, trasformò in SÌ ...

Poche settimane dopo, Tsipras firmò con la Troika e l'UE un nuovo memorandum che impose un'austerità senza precedenti: i tagli ai salari, alle pensioni, ai servizi sanitari e sociali, furono di una ampiezza mai vista in Europa in tempi di la pace. Furono accettate le privatizzazioni, le deregolamentazioni, la cancellazione dei diritti dei lavoratori.

Lo scorso dicembre, i "partner" europei che spogliarono la Grecia hanno ottenuto la privatizzazione (dopo quella del porto del Pireo e degli aeroporti) di quattro centrali elettriche pubbliche.

È in questo contesto che sopraggiunge il messaggio di Tsipras al suo amico, il socialdemocratico Martin Schulz, per implorarlo che ... "in questa fase decisiva per l'UE dovrebbe accettare di rientrare in un grande coalizione guidata da Angela Merkel".

La SPD aveva escluso questa ipotesi il 24 settembre, ciò malgrado lo schiaffo che i socialdemocratici subivano dagli elettori fu clamoroso. Non c'è alcun dubbio che per i socialdemocratici tedeschi prolungare l'esperienza della "grosse coalition" potrebbe diventare suicida. Ma il fallimento dei negoziati tra il partito della Merkel, i Verdi ed i Liberali ha paralizza la politica tedesca e immerge i leader europei in uno stato di preoccupazione e inquietudine. Così, all'improvviso, Schulz ammette di aver ricevuto molti messaggi chiedendo alla SPD di ritornare con i conservatori. Tra cui, ovviamente, Emmanuel Macron.

Ma il più sottomesso e il più patetico è stato Alexis Tsipras. È vero che oramai ci siamo abituati. Per Tsipras il ripristino della grande coalizione tedesca è "una condizione indispensabile per le necessarie riforme progressive e la democratizzazione dell'Europa". Perché, continua, c'è la possibilità di "mettere sul tavolo dell'Europa un programma progressista" per salvarla.

Si ha la sensazione di sognare ... il salvataggio "progressista" dell'Europa ha la priorità su tutto e passa attraverso il rinnovo di una coalizione capeggiata da Angela Merkel simile a quella che ha fatto così tanti danni dal 2013 ... Tsipras afferma quindi che "una vera posizione di sinistra è impegnarsi a cambiamenti e riforme reali, non a tenere pulita la propria identità". Il che farà molto piacere ai suoi amici europei di "Sinistra Sinistra" che ancora hanno il coraggio di considerarlo un loro "eroe".

Tsipras, il miglior studente dell'UE e la Troika, indossava già il berretto da somaro ... Ora può ficcarsi in testa quello a punta più adatto ai bastardi come lui.

* Fonte: PARDEM, Parti de la démondialisation
Pardem è l'organizzazione francese che fa parte del Coordinamento europeo contro l'euro

** Traduzione a cura di SOLLEVAZIONE

giovedì 15 giugno 2017

LA FRAGILE VITTORIA DEL SIGNOR MACRON di Jacques Nikonoff

[ 15 giugno 2017 ]
L'articolo dell'altro ieri LA VITTORIA DI PIRRO DI MACRON, LA CAPORETTO DI GRILLO E L'ITALIA RIBELLE, ha suscitato alcuni interessanti commenti, anzitutto per quanto concerne la portata ed il significato del successo delle liste pro-Macron alle elezioni legislative. 
Pubblichiamo l'intervista che Russia Today ha fatto a Jacques Nikonoff (J. N.), segretario nazionale dei nostri compagni di Partito della Demondializzazione (Pardem).

D. Vede i risultati del partito di Emmanuel Macron alle elezioni parlamentari come un successo?

Jacques Nikonoff (JN) In termini di numero di seggi parlamentari ottenuti se l'andamento del primo turno delle elezioni fosse confermato al secondo, la maggioranza assoluta sarebbe un innegabile successo. Ma in termini di voti, i candidati sostenuti da Macron hanno ottenuto molto meno di lui. Mentre il signor Macron aveva ottenuto 8,6 milioni di voti al primo turno delle presidenziali e 20,7 milioni nel secondo, i suoi candidati ha avuto solo 6,4 milioni di voti.

Inoltre, i 24,4 milioni di cittadini che si sono astenuti (record storico 51.29%), non hanno voluto sostenere Macron. Quest'ultimo, probabilmente super-maggioranza nella futura Assemblea Nazionale, sarà una minoranza nella società. Questa assemblea mancherà di legittimità. Le forze politiche scarsamente rappresentate in Parlamento a causa di una legge elettorale iniqua, dovranno ricorrere alla mobilitazione sociale per fermare la politica ultra-liberista che sta arrivando. Macron è infatti un agente del sistema della globalizzazione neoliberista, attivamente sostenuto dagli Stati Uniti, dalla Cancelliera Merkel e dall'Unione europea.

France RT: Lei pensa che queste legislative segnano la fine dei repubblicani e dei socialisti?
JN: Non sappiamo come andrà a finire con questi due partiti. Sia che sopravvivano o scompaiano, in ultima analisi, ciò ha poca importanza, perché in sostanza condividono le stesse idee socio-economiche, politiche, istituzionali e di politica estera. Sono neoliberisti, europeisti e atlantisti. Questa è esattamente la linea strategica del signor Macron. I ceti politici repubblicano e  socialista sono residuali, si tratta di fazioni dell'oligarchia che non sono stati riciclati nella grande lavatrice che è il movimento di Macron.

RT. France: la nuova maggioranza assoluta, composta da personalità da sinistra e destra, sarà in grado di governare?

JN: Questa nuova maggioranza è composta da tre categorie di persone. C'è anzitutto quella dei traditori, coloro che hanno lasciato il loro vecchio partito (repubblicani e socialisti) per quello di Macron perché la ciotola era più attraente. Poi ci sono i membri delle classi medio-alte, che sono entrato in politica per divertimento, senza il minimo senso di responsabilità ove fossero stati eletti. Infine v'è una corte di lobbisti passati con Monsieur Macron solo per difendere gli interessi privati ​​che rappresentano, quelli delle grandi imprese. Il senso dell'interesse generale, la dedizione al bene pubblico è completamente assente dallo spirito e la cultura di questi individui. Essi ci gettano in una gravissima crisi politica.

* Traduzione a cura di SOLLEVAZIONE

martedì 2 maggio 2017

BALLOTTAGGIO FRANCESE (6): APPELLO DI PARDEM ALL'ASTENSIONE

[ 2 MAGGIO 2017]

Torneremo presto sulle ultime mosse della Marine Le Pen. Anzitutto l'affermazione secondo cui "l'uscita dall'euro non è una priorità", quindi la contestuale alleanza con il conservatore gollista Nicolas Dupont-Aignan (Debout la France, DLF). Il segnale è evidente: la Le Pen, allo scopo di tranquilizzare ..."i mercatri", volta le spalle all'elettorato di Mélenchon per girarsi dalla parte della Francia più reazionaria.

Pubblichiamo l'appello all'astensione dei  compagni francesi del PARDEM (Partito della Demondializzazione). PARDEM  fa parte del Coordinamento europeo No Ue, No Euro, No NATO.

Segnaliamo di passata gli articoli più letti sulle elezioni francesi ed il Fron National

CHE COS’È IL FRONT NATIONAL DI MARINE LE PEN ( dedicato a quelli che la dicotomia destra-sinistra non c’è più) di Moreno Pasquinelli
17 gennaio 2014
LO SPAURACCHIO DEL FRONT NATIONAL di Piemme
26 marzo 2014
18 marzo 2015
MARINE LE PEN: ORDOLIBERISMO O KEYNESISMO? Analisi del programma elettorale 2017 del Front National di Moreno Pasquinelli
17 febbraio 2017
22 febbraio 2017


« Né Macron né Le Pen! 
Asteniamoci mettendo nell'urna un cartellino rosso!»

In una democrazia, il voto è quello di scegliere.
Gli elettori, al primo turno delle elezioni presidenziali, hanno deciso di liquidare i due partiti dell'alternanza, socialista e repubblicano. Ma il 7 maggio, per il secondo turno, si lasceranno ingannare dalle false alternative che sono offerte loro? Nonostante quello che stanno cercando di farci credere, Marine Le Pen non è il polo opposto di Emmanuel Macron, ma il suo necessario complemento in una situazione di stallo simmetrico. Non v'è alcuna reale scelta, i due condurranno il popolo in un vicolo cieco.
Vota per Marine Le Pen significherebbe votare per la xenofobia organizzata, l'odio e la divisione dei francesi. Significherebbe votare per un programma incapace di condurre il nostro Paese fuori dalla crisi, sia che si trattai della disoccupazione e della precarietà, o dei servizi pubblici e della protezione sociale. In questi campi avremmo addirittura un peggioramento.
Vota per Emmanuel Macron sarebbe votare per la finanza, di cui egli è l'agente diretto, e per l'Unione Europea. Votare per Macron aggraverebbe l'incubo per altri cinque anni. Tutto il suo programma si basa sulle antiche ricette neoliberiste che sono le vere cause della crisi attuale.
Nicolas Dupont-Aignan e Marine Le Pen annunciano il patto
Il 7 maggio, un cartellino rosso dovrebbe essere la risposta di massa per mettere fuori gioco i due finalisti. La risposta della gente dev'essere un'astensione massiccia Questo atto politico punta, in primo luogo, a delegittimare il risultato delle elezioni presidenziali e indebolire il suo vincitore. Se il totale delle astensioni, delle bianche e delle nulle sarà superiore al 50%, o se supererà il punteggio del vincitore del secondo turno, vorrà dire che è il popolo a detenere la legittimità, che dovrà esprimerla nelle strade, con la mobilitazione sociale. Usa il cartellino rosso per l'astensione massiccia mirante a ripristinare il popolo in quanto corpo politico sovrano.
E' particolarmente importante delegittimare questi candidati nefasti nessuno dei quali potrà godere di una maggioranza parlamentare chiara ed efficace. Se venissero eletti malamente, con una  scarsa partecipazione, la loro capacità di fare danni, enorme per entrambi, sarebbe evidentemente ridotta. Questa è l'unica scelta elettorale responsabile di fronte ai pericoli per il popolo rappresentati da questi due personaggi.
Facciamo appello a tutti i cittadini affinché non si facciano ingannare dalla farsa di questo secondo turno, tutti i cittadini che non ne vogliono più sapere del neoliberismo, tutti coloro che hanno votato al primo turno per uno dei quattro candidati euro-critici (Asselineau, Cheminade, Dupont-Aignan, Mélenchon), i sindacalisti:  il 7 maggio mobilitatevi per infliggere alla signora Le Pen ed al sig Macron, i rappresentanti del sistema, un enorme cartellino rosso per l'astensione!
Cartellino rosso per Macron e Le Pen! Astensione citoyenne!

Lettori fissi di SOLLEVAZIONE

Temi

Unione europea (953) euro (784) crisi (640) economia (630) sinistra (549) teoria politica (296) finanza (285) Leonardo Mazzei (282) M5S (275) P101 (251) grecia (247) Movimento Popolare di Liberazione (244) Governo giallo-verde (242) elezioni (239) imperialismo (237) sfascio politico (235) resistenza (226) Moreno Pasquinelli (225) sovranità nazionale (219) banche (215) internazionale (213) risveglio sociale (184) alternativa (168) seconda repubblica (167) Syriza (155) piemme (147) Tsipras (146) antimperialismo (135) debito pubblico (133) Matteo Renzi (131) programma 101 (129) spagna (122) filosofia (121) Francia (119) immigrazione (117) marxismo (117) PD (111) destra (111) sovranità monetaria (111) democrazia (109) costituzione (106) Matteo Salvini (104) neoliberismo (104) populismo (104) sollevazione (103) Stefano Fassina (97) islam (97) Grillo (94) Sandokan (94) elezioni 2018 (94) berlusconismo (91) proletariato (91) geopolitica (88) Carlo Formenti (86) Germania (86) Alberto Bagnai (83) Emiliano Brancaccio (83) austerità (80) bce (80) Medio oriente (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) sindacato (77) Podemos (76) Stati Uniti D'America (75) referendum costituzionale 2016 (74) sinistra anti-nazionale (73) Mario Monti (72) guerra (72) capitalismo (70) Libia (66) Russia (65) capitalismo casinò (63) Sergio Cesaratto (62) Rivoluzione Democratica (61) rifondazione (61) Lega (60) globalizzazione (60) liberiamo l'Italia (60) CLN (59) Siria (59) CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (57) bancocrazia (57) immigrati (57) Sicilia (56) Alexis Tsipras (55) Alitalia (54) cinque stelle (54) legge elettorale (54) sovranismo (54) Diego Fusaro (53) Legge di Bilancio (53) brexit (53) Lega Nord (52) Pablo Iglesias (52) moneta (52) referendum (52) socialismo (52) neofascismo (51) sionismo (51) sovranità popolare (51) Emmezeta (50) fiat (50) Manolo Monereo (49) Movimento dei forconi (49) solidarietà (49) campo antimperialista (48) sinistra sovranista (48) gilet gialli (46) immigrazione sostenibile (46) Beppe Grillo (45) Nichi Vendola (45) renzismo (45) Troika (44) Yanis Varoufakis (44) astensionismo (43) inchiesta (43) uscita dall'euro (43) Luciano Barra Caracciolo (42) Mario Draghi (42) Israele (41) liberismo (40) palestina (40) Mimmo Porcaro (39) patriottismo (39) Fiorenzo Fraioli (38) Ugo Boghetta (38) proteste operaie (38) sinistra patriottica (38) italicum (37) Giorgio Cremaschi (36) Karl Marx (36) Marine Le Pen (35) ambiente (35) fiscal compact (35) uscita di sinistra dall'euro (35) III. Forum internazionale no-euro (34) Luigi Di Maio (34) Ucraina (34) egitto (34) nazione (34) 9 dicembre (33) Def (33) azione (33) ISIS (32) Merkel (32) cina (32) default (32) fiom (32) iran (32) islamofobia (32) populismo di sinistra (32) scienza (32) Forum europeo 2016 (31) Sel (31) governo Renzi (31) unità anticapitalisa (31) Fabio Frati (30) ecologia (30) xenofobia (30) Nello de Bellis (29) Putin (29) catalogna (29) storia (29) eurostop (28) napolitano (28) nazionalizzazione (28) Assemblea di Chianciano terme (27) menzogne di stato (27) Donald Trump (26) Mauro Pasquinelli (26) USA (26) elezioni europee 2019 (26) nazionalismi (26) silvio berlusconi (26) Beppe De Santis (25) Comitato centrale P101 (25) Forum europeo (25) Nato (25) elezioni siciliane 2017 (25) religione (25) scuola (25) Europa (24) Movimento 5 Stelle (24) Quantitative easing (24) Venezuela (24) finanziarizzazione (24) Aldo Giannuli (23) Lavoro (23) Stato di diritto (23) antifascismo (23) manifestazione 12 ottobre 2019 (23) ora-costituente (23) razzismo (23) repressione (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Esm (22) Roma (22) emigrazione (22) keynes (22) nazionalismo (22) Chianciano Terme (21) Front National (21) Simone Boemio (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) Unità Popolare (21) etica (21) Conte bis (20) Emmanuel Macron (20) Foligno (20) Laikí Enótita (20) Marcia della Dignità (20) Regno Unito (20) Vladimiro Giacchè (20) coordinamento no-euro europeo (20) crisi di governo (20) iraq (20) manifestazione del 12 ottobre (20) melenchon (20) minibot (20) tecnoscienza (20) umbria (20) MES (19) Mariano Ferro (19) Norberto Fragiacomo (19) Sicilia Libera e Sovrana (19) Tunisia (19) fronte popolare (19) Domenico Moro (18) Donbass (18) F.S. (18) Izquierda Unida (18) Noi siciliani con Busalacchi (18) lotta di classe (18) pace (18) senso comune (18) Assisi (17) Costanzo Preve (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Jacques Sapir (17) Paolo Savona (17) Perugia (17) Pier Carlo Padoan (17) chiesa (17) complottismo (17) cosmopolitismo (17) euro-germania (17) media (17) piano B (17) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Luciano B. Caracciolo (16) Marco Mori (16) Prc (16) Reddito di cittadinanza (16) Renzi (16) Tonguessy (16) appello (16) ballottaggi (16) casa pound (16) fascismo (16) internazionalismo (16) sciopero (16) vendola (16) Cremaschi (15) Daniela Di Marco (15) International no euro forum (15) M. Micaela Bartolucci (15) Salvini (15) clima (15) comunismo (15) diritto (15) indipendenza (15) internet (15) manifestazione (15) piattaforma eurostop (15) tasse (15) vaccini (15) 15 ottobre (14) Alessandro Visalli (14) Alitalia all'Italia (14) Brancaccio (14) Enea Boria (14) Ernesto Screpanti (14) Eurogruppo (14) Fridays for Future (14) MMT (14) Monte dei Paschi (14) Movimento pastori sardi (14) Stato Islamico (14) Turchia (14) Vincenzo Baldassarri (14) no tav (14) obama (14) potere al popolo (14) salerno (14) Alessandro Di Battista (13) Bersani (13) Chavez (13) Enrico Grazzini (13) Eos (13) Jobs act (13) Legge di stabilità (13) Marino Badiale (13) Virginia Raggi (13) Wilhelm Langthaler (13) acciaierie Terni (13) cultura (13) disoccupazione (13) femminismo (13) finanziaria (13) giovine italia (13) privatizzazioni (13) regionalismo differenziato (13) sardine (13) unione bancaria (13) Alfredo D'Attorre (12) Costas Lapavitsas (12) D'alema (12) Forum europeo 2015 (12) Giulietto Chiesa (12) Negri (12) Panagiotis Lafazanis (12) Sergio Mattarella (12) analisi politica (12) decreto salva-banche (12) europeismo (12) global warming (12) keynesismo (12) salari (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Aldo Zanchetta (11) De Magistris (11) Dicotomia (11) France Insoumise (11) Gennaro Zezza (11) Ilva (11) Papa Francesco (11) Pardem (11) Portogallo (11) Stato (11) Stefano D'Andrea (11) corruzione (11) de-globalizzazione (11) elezioni anticipate (11) iniziative (11) mediterraneo (11) nucleare (11) ordoliberismo (11) presidenzialismo (11) proteste (11) sindacalismo di base (11) sinistra Italiana (11) sovranismi (11) Art. 18 (10) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) Carl Schmitt (10) Claudio Borghi (10) Fausto Bertinotti (10) Fmi (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Forum di Roma 2019 (10) George Soros (10) Gianluigi Paragone (10) Giorgetti (10) Hollande (10) Jean-Luc Mélenchon (10) Lista del Popolo (10) Marco Passarella (10) Marco Zanni (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Paolo Barnard (10) Quirinale (10) Risorgimento Socialista (10) Terni (10) cattiva scuola (10) decrescita (10) diritti civili (10) facebook (10) fisco (10) golpe (10) islanda (10) legge di bilancio 2020 (10) povertà (10) taranto (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Antonio Rinaldi (9) Argentina (9) Bernie Sanders (9) CGIL (9) Campagna eurostop (9) Diritti Sociali (9) Draghi (9) Forconi (9) Paolo Ferrero (9) Stato nazione (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wolfgang Schaeuble (9) bail-in (9) bipolarismo (9) classi sociali (9) cosmo-internazionalismo (9) deficit (9) futuro collettivo (9) il pedante (9) istruzione (9) liberalismo (9) medicina (9) moneta fiscale (9) necrologi (9) questione nazionale (9) sociologia (9) sovranità (9) tecnologie (9) Antonio Gramsci (8) Corte costituzionale (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) Erdogan (8) F.f (8) Fratelli d'Italia (8) Genova (8) Goracci (8) Gran Bretagna (8) II assemblea della CLN (1-3 settembre) (8) Ingroia (8) Italia Ribelle e Sovrana (8) Julio Anguita (8) Landini (8) Lenin (8) Luca Massimo Climati (8) Mattarella (8) Mirafiori (8) Yanis Varoufakys (8) borsa (8) debitocrazia (8) destra non euro (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate 2017 (8) elezioni siciliane (8) grexit (8) inflazione (8) lira (8) manifestazione 25 marzo 2017 (8) marxisti dell'Illinois (8) nuovo movimento politico (8) questione femminile (8) regionalismo (8) sardegna (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) svalutazione (8) transfemminismo (8) trasporto aereo (8) unità anticapitalista (8) unità nazionale (8) Abu Bakr al-Baghdadi (7) Alessandro Chiavacci (7) Alternative für Deutschland (7) Articolo 18 (7) CUB (7) Cub Trasporti (7) Dino Greco (7) Ernesto Laclau (7) Flat tax (7) Franz Altomare (7) Gaza (7) Giancarlo D'Andrea (7) Giuseppe Angiuli (7) ISIL (7) Inigo Errejón (7) Je so' Pazzo (7) Jeremy Corbyn (7) Joseph Stiglitz (7) MMT. Barnard (7) Macron (7) Massimo Bontempelli (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Nuit Debout (7) Oskar Lafontaine (7) Papa Bergoglio (7) Pil italiano (7) Riccardo Achilli (7) Samuele Mazzolini (7) Sapir (7) Seconda Assemblea P101 (7) Ttip (7) agricoltura (7) aletheia (7) anarchismo (7) autodeterminazione dei popoli (7) bankitalia (7) confederazione (7) contante (7) derivati (7) eurexit (7) eurocrack (7) giovani (7) il manifesto (7) incontri (7) magistratura (7) nazismo (7) patria e costituzione (7) pensioni (7) risorgimento (7) rivolta (7) rivoluzione civile (7) rossobrunismo (7) sanità (7) spread (7) trasporto pubblico (7) Ars (6) Banca centrale europea (6) Bazaar (6) Bottega partigiana (6) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (6) Carlo Galli (6) Casaleggio (6) Contropiano (6) Eros Cococcetta (6) Eugenio Scalfari (6) Franco Bartolomei (6) Frédéric Lordon (6) Giorgia Meloni (6) M.AR.S. (6) Maduro (6) Marx (6) Militant-blog (6) Nino galloni (6) No Renzi Day (6) Noi con Salvini (6) ORA! (6) Pcl (6) Pisapia (6) Polonia (6) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (6) Regioni autonome (6) Sandro Arcais (6) Stato di Polizia (6) Target 2 (6) Teoria Monetaria Moderna (6) Thomas Fazi (6) Titoli di stato (6) Toni negri (6) USB (6) Ungheria (6) Viktor Orban (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) automazione (6) beni comuni (6) cinema (6) fabrizio Marchi (6) famiglia (6) giovanni Tria (6) governo Gentiloni (6) ideologia (6) incontro internazionale (6) la variante populista (6) liberosambismo (6) migranti (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) populismo democratico (6) suicidi (6) suicidi economici (6) tecnica (6) terremoto (6) uber (6) utero in affitto (6) Alberto Negri (5) America latina (5) Angelo Panebianco (5) Anguita (5) Antonio Ingroia (5) Assad (5) Carola Rackete (5) Dario Guarascio (5) Decreto Dignità (5) Decreto sicurezza (5) Dimitris Mitropoulos (5) Federalismo (5) Federico Fubini (5) Ferdinando Pastore (5) Finlandia (5) Forza Italia (5) Franco Busalacchi (5) Giuseppe Mazzini (5) HAMAS (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Joël Perichaud (5) Kirchner (5) Lucca (5) Luigi De Magistris (5) MOHAMED KONARE (5) Marcello Teti (5) Mario Monforte (5) No Monti Day (5) No debito (5) Npl (5) Nuova Direzione (5) Paolo Becchi (5) Parigi (5) Partito tedesco (5) Pier Paolo Dal Monte (5) Rete dei Comunisti (5) Romano Prodi (5) Rosatellum 2 (5) Sharing Economy (5) Soleimani (5) Stathis Kouvelakis (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Trump (5) Val di Susa (5) Wolfgang Munchau (5) Yemen (5) afghanistan (5) alleanze (5) banche popolari (5) brasile (5) camusso (5) chiesa ortodossa (5) confindustria (5) cuba (5) debitori (5) decreto vaccini (5) di Pietro (5) donna (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni. Lega (5) fratelli musulmani (5) giornalismo (5) governo (5) greta thumberg (5) jihadismo (5) laicismo (5) massimo fini (5) pomigliano (5) procedura d'infrazione (5) proteste agricoltori (5) rifugiati politici (5) salvinismo (5) teologia (5) tremonti (5) wikileaks (5) 16 giugno Roma (4) ALBA (4) Africa (4) Alessandro Somma (4) Alessia Vignali (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Anna Falcone (4) Antonio Amoroso (4) Assange (4) Aurelio Fabiani (4) Autostrade per l'Italia (4) Bergoglio (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (4) Carovana di solidarietà (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Chiavacci Alessandro (4) Città della Pieve (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (4) Corea del Nord (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Deutsche Bank (4) Die Linke (4) Diego Melegari (4) Emanuele Severino (4) Ernesto Galli Della Loggia (4) Felice Floris (4) Francesco Giavazzi (4) Frente civico (4) Fronte Sovranista Italiano (4) GIAPPONE (4) Giuliano Pisapia (4) Giulio Regeni (4) Giulio Sapelli (4) Imu (4) Incontro di Roma (4) Italexit (4) JP Morgan (4) Jacques Nikonoff (4) Karl Polany (4) Kke (4) L'Altra Europa con Tsipras (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Leonardo Mazzzei (4) Luciano Canfora (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) MPL (4) Marcello Minenna (4) Marchionne (4) Martin Heidegger (4) Morgan Stanley (4) Mosul (4) NO TAP (4) Noi sicialiani con Busalacchi (4) ONU (4) Oscar Lafontaine (4) Paolo Gerbaudo (4) Pci (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Prodi (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Sergio Starace (4) Simone Pillon (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) TAP (4) Tyssenkrupp (4) VOX (4) Varoufakis (4) Visco (4) Vladimiro Giacché (4) Xarxa Socialisme 21 (4) Xi Jinping (4) agricoltura biologica (4) al-Sisi (4) alceste de ambris (4) anarchici (4) antisemitismo (4) antisionismo (4) arancioni (4) bigenitorialità (4) califfato (4) carceri (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianesimo (4) cristianismo (4) curdi (4) demografia (4) diritti di cittadinanza (4) donne (4) elezioni 2017 (4) elezioni comunali 2017 (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) gender (4) il fatto quotidiano (4) informatica (4) intelligenza artificiale (4) irisbus (4) irlanda (4) italia (4) ius soli (4) legge del valore (4) legge di stabilità 2017 (4) parti de gauche (4) patrimoniale (4) porcellum (4) precarietà (4) presidente della repubblica (4) primarie (4) protezionismo (4) risparmio (4) salute (4) saviano (4) seminario (4) sinistra transgenica (4) sottoscrizione (4) spending review (4) spesa pubblica (4) statizzazione banche (4) terzo polo (4) transizione al socialismo (4) trattati europei (4) truffa bancaria (4) università (4) wikidemocrazia (4) xylella (4) 19 ottobre (3) Ahmadinejad (3) Alavanos (3) Albert Einstein (3) Alberto Alesina (3) Alfiero Grandi (3) Amodeo (3) Antonella Stirati (3) Aquisgrana (3) Arabia saudita (3) Armando Mattioli (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Benedetto Croce (3) Benetton (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Bloco de Esquerda. (3) Cerveteri Libera (3) Cia (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Commissione europea (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Diosdado Toledano (3) EDWARD SNOWDEN (3) Eleonora Forenza (3) Ernest Vardanean (3) Eurasia (3) Fabio Nobile (3) Fabrizio Tringali (3) Fausto Sorini (3) Filippo Abbate (3) Francesco Neri (3) Francesco Salistrari (3) Fratoianni (3) Gianni Ferrara (3) Giorgio Lunghini (3) Giovanni Gentile (3) Giuliana Nerla (3) Giulio Bonali (3) Giuseppe Pelazza (3) Goofynomics (3) Gramsci (3) Guido Grossi (3) HELICOPTER MONEY (3) Hezbollah (3) ISTAT (3) Ilaria Bifarini (3) Iugoslavia (3) Ivan Cavicchi (3) Jens Weidmann (3) Jugoslavia (3) Leonardo SInigaglia (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marcello Foa (3) Marco Bulletta (3) Marco Mainardi (3) Mario Volpi (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Massimo cacciari (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Milton Friedmann (3) Modern Money Theory (3) Moldavia (3) Morya Longo (3) Napoli (3) Nigel Farage (3) No Mes (3) No e-45 autostrada (3) Noi Mediterranei (3) Olanda (3) Palermo (3) Panagiotis Sotiris (3) Paola De Pin (3) Partito Italexit (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Pkk (3) Poroshenko (3) Rinascita (3) Rodoflo Monacelli (3) Ruggero Arenella (3) Salento (3) Sarkozy (3) Scenari Economici (3) Six Pack (3) Stavros Mavroudeas (3) Ugo Arrigo (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) austria (3) biotecnocrazia (3) bollettino medico (3) crediti deteriorati (3) debito (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) diritto d'asilo politico (3) diritto di cittadinanza (3) divorzio banca d'Italia Tesoro (3) dollaro (3) economia sociale di mercato (3) elezioni 2020 (3) euroasiatismo (3) foibe (3) forza nuova (3) giustizia (3) inceneritori (3) indignati (3) ines armand (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) machiavelli (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mezzogiorno (3) minijobs. Germania (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) occidente (3) oligarchia (3) olocausto (3) partito (3) partito democratico (3) prescrizione (3) psicanalisi (3) quota 100 (3) rai (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) robotica (3) sanità. spending review (3) sciopero generale (3) seminario teorico (3) senato (3) sme (3) social media (3) socialdemocrazia (3) sondaggi (3) sovranità e costituzione (3) sovrapproduzione (3) takfir (3) tassisti (3) terza assemblea P101 (3) tv (3) violenza (3) web (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 25 aprile 2017 (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Alberto Benzoni (2) Alberto Montero (2) Alétheia (2) Amando Siri (2) Amazon (2) Andalusia (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Arditi del Popolo (2) Armando Siri (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Banca (2) Bandiera rossa in movimento (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Blockchain (2) Bolivia (2) Bolkestein (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) Carc (2) Carlo Clericetti (2) Carlo Freccero (2) Carlo Romagnoli (2) Cernobbio (2) Certificati di Credito Fiscale (2) Cesarina Branzi (2) Cgia Mestre (2) Chantal Mouffe (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Claudia Castangia (2) Colonialismo (2) Comitato antifascista russo-ucraiono (2) Conte (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Dani Rodrik (2) De Bortoli (2) Der Spiegel (2) Diem25 (2) Domenico Losurdo (2) Don Giancarlo Formenton (2) Dugin (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Ego della Rete (2) Emilia Clementi (2) Emilia-Romagna (2) Emiliano Gioia (2) Enzo Pennetta (2) Eric Toussaint (2) Ettore Livini (2) European Quantitative-easing Intermediated Program (2) Extincion Rebellion (2) F.List (2) Federal reserve (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Filippo Gallinella (2) Fiumicino (2) Forestale (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Forum Popoli Mediterranei (2) Francesco Lamantia (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Futuro al lavoro (2) Generale Pappalardo (2) Gentiloni (2) Giacomo Bracci (2) Giacomo Russo Spena (2) Giada Boncompagni (2) Giancarlo Cancelleri (2) Gig Economy (2) Giorgio Gattei (2) Giuliano Amato (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Google (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hitler (2) Héctor Illueca (2) INPS (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italia Ribelle (2) Iugend Rettet (2) JULIAN ASSANGE (2) Jacopo Custodi (2) Javier Couso Permuy (2) Juan Carlos Monedero (2) Juncker (2) Junker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Kurdistan (2) La Grassa (2) Lelio Basso (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) M-48 (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marco Revelli (2) Marco Rizzo (2) Maria Elena Boschi (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Tronti (2) Mark Zuckerberg (2) Marocco (2) Massimo D'Antoni (2) Massimo PIvetti (2) Michele Serra (2) Michele fabiani (2) Microsoft (2) Militant (2) Moscovici (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) Mélenchon (2) Nadia Garbellini (2) Netanyahu (2) Nicaragua (2) Omt (2) Oriana Fallaci (2) Ostia (2) Paolo Maddalena (2) Papa (2) Partito comunista (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) PdCI (2) Pdl (2) Piano di eradicazione degli ulivi (2) Piemonte (2) Pippo Civati (2) Portella della Ginesta (2) Preve (2) Quarto Polo (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Reddito di inclusione sociale (2) Riccardo Bellofiore (2) Riccardo Ruggeri (2) Riscossa Italia (2) Roberto Ferretti (2) Rosanna Spadini (2) Rosarno (2) Rosatellum (2) Rozzano (2) Ryan air (2) SPD (2) STX (2) Sahra Wagenknecht (2) Salistrari (2) Schumpeter (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Seconda Assemblea CLN (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Severgnini (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stefano Zecchinelli (2) Steve Bannon (2) Stiglitz (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Telecom (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Piketty (2) Tito Boeri (2) Tiziana Alterio (2) Tiziana Ciprini (2) Tltro (2) Tomaso Montanari (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Umberto Eco (2) Ursula von der Leyen (2) Valerio Bruschini (2) Von Der Leyen (2) Vox Italia (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) agricoltori indignati (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) animalismo (2) antimperialista (2) antispecismo (2) antropologia (2) atac (2) banche venete (2) battaglia d'autunno (2) blocco sociale (2) bontempelli (2) burkini (2) calunnia (2) casa (2) clausole di salvaguardia (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) comuni (2) comunicazione (2) debito privato (2) denaro (2) deregulation (2) domenico gallo (2) due euro (2) dughin (2) elezioni comunali 2015 (2) elezioni comunali 2019 (2) embraco (2) enel (2) energia (2) ennahda (2) esercito (2) eugenetica (2) expo (2) export (2) fake news (2) fecondazione eterologa (2) fincantieri (2) fine del lavoro (2) frontiere (2) gaypride (2) genetica (2) gennaro Migliore (2) geoeconomia (2) giacobinismo (2) governicchio (2) indignatos (2) industria italiana (2) intimperialismo (2) isu sanguinis (2) legge (2) legge di stabilità 2018 (2) lgbt (2) libano (2) liberi e uguali (2) libertà di pensiero (2) maidan (2) manifestazione 2 giugno 2018 (2) marina silva (2) mercantislismo (2) nazionalizzare le autostrade (2) no expo (2) non una di meno (2) omosessualità (2) ong (2) paolo vinti (2) pareggio di bilancio (2) parlamento europeo (2) patria (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) patto politico (2) peronismo (2) petrolio (2) pietro ratto (2) poste (2) poste italiane (2) proporzionale (2) province (2) razionalismo (2) reddito di base (2) ricchezza (2) riduzione parlamentari (2) rifiuti (2) riformismo (2) rivoluzione russa (2) rivoluzione socialista (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) silicon valley (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) società (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) studenti (2) tasso di cambio (2) transgender (2) transumano (2) ulivi (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) uscita da sinistra (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 100 giorni (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 19 ottobre 2019 (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 25 aprile 2018 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 4 novembre (1) 5G (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 8 settembre (1) 9 febbraio 2019 (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Aberto Bellini (1) Accellerazionismo (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) AirCrewCommittee (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alan Johnson (1) Alba Libica (1) Albania (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alexander Zakharchenko (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amintore Fanfani (1) Amoroso (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Andrew Spannaus (1) Angela Matteucci (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Anthony Coughlan (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Guarino (1) Antonio Rinaldis (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Apple (1) Arditi (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art 81 (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Articolo1 (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Atlantia (1) Attali (1) Augusto Graziani (1) Australia (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Bashar al-Assad (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bazar (1) Bcc (1) Bekaert (1) Belardelli (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Blade Runner 2049 (1) Boicotta Eurovision (1) Boikp Borisov (1) Bolsonaro (1) Bossi (1) Branko Milanovic (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Britannia (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) ByoBlu (1) C.f.. Governo giallo-verde (1) CARTA DI FIRENZE 2019 (1) CCF (1) CNL (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Calenda (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Caritas (1) Carlo Candi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Rovelli (1) Carmine Pinto (1) Casal Bruciato (1) Cascina Raticosa (1) Casini (1) Cassazione (1) Cassese Sabino (1) Catarina Martins (1) Cekia (1) Cesare Battisti (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christian Napolitano (1) Christian Rocca (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Civitavecchia (1) Claudia Zeta (1) Claudio Maartini (1) Claudio Magris (1) Claus Offe (1) Concita De Gregorio (1) Confederazione europea (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Coordinamento europeo per l'uscita dall'Unione (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Corte Europea sui diritti dell'uomo (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cristina Re (1) Cuperlo (1) DDL (1) Dagospia (1) Daisy Osauke (1) Damiano palano (1) Dan Glazebrook (1) Daniela Conti (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davide Gionco (1) Davos (1) De Masi (1) De Vito (1) Debora Billi (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Dimitris Christoulias (1) Dio (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Don Sturzo (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Elliott Gabriel (1) Emanuele Filiberto (1) Emilio Gentile (1) Emma Bonino (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrica Perucchietti (1) Enrico Angelini Partigiano (1) Enrico Gatto (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Erasmo vecchio (1) Ernesto Pertini (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Erri De Luca (1) Etiopia (1) Ettore Gotti Tedeschi (1) Eugenio Scalgari (1) Eunoè (1) Eurispes (1) Europa a due velocità (1) Evo Morales (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio De Masi (1) Fabio Dragoni (1) Fabio Mini (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio De Paoli (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Dellepiane (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Florian Philippot (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Foro di Sao Paulo (1) Forum Ambrosetti (1) Forum dei Popoli Mediterranei (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lenzi (1) Francesco Magris (1) Franco Venturini (1) Frauke Petry (1) Fred Kuwornu (1) Freente Civico (1) Freud (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabanelli (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Germanicum (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bellini (1) Giacomo Bellucci (1) Giacomo Vaciago (1) Giacomo Zuccarini (1) Giancarlo Bergamini (1) Gim cassano (1) Giordano Sivini (1) Giovanna Vertova (1) Giovanni De Cristina (1) Giovanni Lo Porto (1) Giovanni Schiavon (1) Giovanni Tomei (1) Giovanni di Cristina (1) Giulia Grillo (1) Giuliana Commisso (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Ambrosetti (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tarro (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Glauco Benigni (1) Godley (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Grecia presidio 9/9/19 (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Lutrario (1) Guido Ortona (1) Günther Anders (1) HSBC (1) Hainer Flassbeck (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Hong Kong (1) Huawei (1) Huffington Post (1) IPHONE (1) IRiS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Illueca (1) Imposimato (1) Improta (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) Inge Höger (1) Intellettuale dissidente (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Intesa Sanpaolo (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jason Barker (1) Je so' Pazz' (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) Joel Perichaud (1) John Laughland (1) John Locke (1) John Pilger (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Shumpeter (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Jugend Rettet (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kelsen (1) Kemi Seba (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kirill Vasilev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kosovo (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Koutsianas Pantelis (1) Kruhman (1) Ktragujevac (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La Pira (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Left (1) Legge 194 (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) Lev Gumilev (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Riboli (1) Lidia Undiemi (1) Liguria (1) Lillo Massimiliano Musso. Leoluca Orlando (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Alfano (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Lorenzo Fioramonti (1) Lorenzo Fontana (1) Loris Caruso (1) Luca Donadel (1) Luca Pagni (1) Lucarelli (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luigi Zingales (1) Luka Mesec (1) López Obrador (1) M. Pivetti (1) M48 (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) MOSE (1) Macchiavelli (1) Macedonia (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcello Veneziani (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Cattaneo (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Marcuse (1) Margarita Olivera (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Marina Minicuci (1) Mario Esposito (1) Mark Rutte (1) Maroni (1) Marta Fana (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo Costa (1) Massimo Gramellini (1) Massimo Recalcati (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Matteo Pucciarelli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Blondet (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Vezzosi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Bocci (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Scradovelli (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Mdp (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Messico (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michelangelo Vasta (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Mihaly Kholtay (1) Milano (1) Milosevic (1) Milton Friedman (1) Mimmo Lucano (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Mladic (1) Mohamed bin Salman (1) Mohammad Javad Zarif (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Moshe Ya’alon (1) Moves (1) Movimento 77 (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimento democratici e progressisti (1) Movimento di Liberazione Popolare (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Nancy Fraser (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Nethanyahu (1) New York Times (1) Nicky Hager (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolas Dupont-Aignan (1) Nicoletta Dosio (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Noelle Neumann (1) Noi sicialiano con Busalacchi (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) Nsa (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omnium (1) Onda d'Urto (1) Open Society Foundations (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) P01 (1) PCE (1) PCdI (1) PIANESI MARIO (1) POSSIBILE (1) PRISM (1) PSUV (1) Pablo Stefanoni (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Di Martino (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Paul "Elliot" Singer (1) Paul De Grauwe (1) Paul Steinhardt (1) Per una sinistra rivoluzionaria (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piepoli (1) Pier Francesco Zarcone (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Gobetti (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Attinasi (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Pino Prestigiacomo (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RENAUD LAMBERT (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Radek (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Ramarrik de Milford (1) Ramon Franquesa (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) René Girard (1) Report (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Rino Formica (1) Risorgimento Meridionale (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Robert Mundell (1) Roberta Lombardi (1) Roberto D'Agostino (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Marchesi (1) Roberto Martino (1) Roberto Massari (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rocco Casalino (1) Rohani (1) Roma 13 ottobre 2018 (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rossano Rubicondi (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) SYLVAIN LEDER (1) Sacko Soumayla (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Santori (1) Schengen (1) Schlageter (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) SiAMO (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Slavoj Zizek (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stanis Ruinas (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svitlana Grugorciùk (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tiziana Aterio (1) Tiziana Drago (1) Togliatti (1) Tommaso Nencioni (1) Tommaso Rodano (1) Tonia Guerra (1) Tony Manigrasso (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Tribunale dell'Aia (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ugo Mattei (1) Ulrich Grillo (1) Unicredit (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Valerio Colombo (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Venezia (1) Veronica Duranti (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vito Lops (1) Vito Storniello (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) WHIRLPOOL (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wilders (1) Wolfgang Streeck (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zagrebelsky (1) Zaia (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zecchinelli (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) Zygmunt Bauman (1) aborto (1) accise (1) adozioni (1) aggressione (1) agorà (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) alta velocità (1) amanda hunter (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) antropocene (1) apocalisse (1) appoggio tattico (1) arcelor Mittal (1) aree valutarie ottimali (1) armi (1) arresti (1) asia argento (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) ateismo (1) autogestione (1) autostrade (1) ballarò (1) battisti (1) benessere (1) big five (1) bilancia dei pagamenti (1) bioetica (1) biologia (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bomba atomica (1) bonapartismo (1) brigantaggio (1) bufale (1) bullismo (1) calcio (1) califfaato (1) campagna di finanziamento (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) cassa depositi e prestiti (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) cdp (1) censis (1) censura (1) chokri belaid (1) comitato (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) confucio (1) consiglio superiore della magistratura (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) coronavirus (1) coronovirus (1) cretinate. (1) curzio maltese (1) cybercombattenti (1) cyborg (1) dabiq (1) dall'euro (1) dalla NATO e dal neoliberismo (1) david harvey (1) decalogo (1) decescita (1) decrescita felice (1) decretone (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) deportazione economica (1) depressione (1) di Monica Di Sisto (1) dichiarazione di Roma (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) dracma (1) ebraismo (1) economie di scala (1) economist (1) ecosocialismo (1) egolatria (1) elezioni comunali 2018 (1) elezioni regionali 2019 (1) enav (1) enrico Corradini (1) erasmus (1) esercito industriale di riserva (1) espulsione (1) estremismo (1) eurasismo (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) fiducia (1) finan (1) finaza (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) forme (1) freelancing (1) fuga dei capitali (1) fusione dei comuni (1) genere (1) giusnaturalismo (1) global compact (1) gold standard (1) governabilità (1) governo neutrale (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra di civiltà (1) guerra valutaria (1) hansel e gretel (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) illiberale (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) incendi (1) independent contractor (1) india (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) intena (1) intervista (1) ius sanguinis (1) ivana fabris (1) joker (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge Madia (1) legge anticorruzione (1) legge antisciopero (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) leva obbligatoria (1) lex monetae (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) liberiamo (1) libra (1) linguaggio (1) link tax (1) liste civiche. (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) luddismmo (1) lula (1) madre surrogata (1) mafiodotto (1) maghreb (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) massimo bray (1) massoneria (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) matteo bortolon (1) matteo brandi (1) megalamania (1) memoria (1) mercantilismo (1) mercato (1) mercato del lavoro (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) modernità (1) molestie (1) momento polany (1) monetarismo (1) moody's (1) nascite (1) nazion (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) no allo spezzatino (1) no vax (1) nobel (1) nomine ue (1) norvegia (1) numero chiuso (1) obiezione di coscienza (1) occupy wall street (1) oligarchia eurista (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) partite iva (1) partiti (1) partito americano (1) partito brexit (1) partito umanista (1) pecchioli luigi (1) personalismo (1) petiziion (1) piaciometro (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piero visani (1) piigs (1) politicamente corretto (1) politiche austeritarie (1) polizia (1) ponte Morandi (1) popolo (1) post-elezioni (1) post-operaismo (1) postumano (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) qualunquismo (1) questione meridionale (1) quinta internazionale (1) rampini (1) rappresentanza (1) recensioni (1) regione umbria (1) rete 28 Aprile (1) ride sharing (1) rider (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) rivoluzione (1) robot killer (1) rosabrunismo (1) rublo (1) salafismo (1) salir del euro (1) sandro veronesi (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) seisàchtheia (1) sequestro minori (1) sfruttamento (1) sicurezza (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) sinismo (1) smartphone (1) social forum (1) sondaggio demos (1) specismo (1) spionaggio (1) squatter (1) stadio (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) strategia militare (1) stress test (1) sud (1) suez (1) supe-bolla (1) supply-side economics (1) svimez (1) taglio parlamentari (1) takfirismo (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) torre maura (1) tortura (1) transumanismo (1) trappola della liquidità (1) trasformismo (1) trasumanesimo (1) trenitalia (1) triptrorelina (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uberizzazione (1) ultimatum (1) vademecum (1) vadim bottoni (1) valute (1) vattimo (1) vertice di Roma (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) wahhabismo (1) xenobot (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)