Visualizzazione post con etichetta campo antimperialista. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta campo antimperialista. Mostra tutti i post

venerdì 11 ottobre 2019

SOLIDARIETÀ COL POPOLO CURDO di Campo Antimperialista

[ venerdì 11 ottobre 2019 ]



Allearsi con gli Stati Uniti non va mai bene!


Il Campo Antimperialista esprime la propria solidarietà alla popolazione curda colpita dall'attacco turco. L'iniziativa presa da Erdogan, con l'esplicito avallo dell'amministrazione americana, costituisce l'ennesimo colpo ad ogni prospettiva di pace in Siria, la cui sovranità nazionale viene così ulteriormente calpestata.

Mentre condanniamo fermamente l'azione turca, non possiamo al tempo stesso sottacere le gravi responsabilità politiche della dirigenza curdo-siriana. Non è alleandosi con la principale potenza imperialista, gli Stati Uniti d'America, che si può credibilmente lottare per la propria autodeterminazione. I disastrosi risultati di questo abbraccio, che ha portato alla concessione di basi alle truppe Usa nel nord della Siria, sono sotto gli occhi di tutti.

Nonostante questi catastrofici errori della dirigenza curda, senza peraltro dimenticare l'ingiustificabile occupazione di città siriane a maggioranza araba da parte delle forze curde del Rojava, il Campo Antimperialista condanna ogni presenza straniera in territorio siriano.

Le truppe turche vanno fermate, quelle americane se ne devono andare. Spetta al popolo siriano, nelle sue varie componenti, trovare la strada della pace e della convivenza. Una via che passa anche dal riconoscimento delle legittime aspirazioni all'autodeterminazione della minoranza curda, nella prospettiva di una repubblica federativa e democratica siriana. Una via che richiede in primo luogo la cacciata delle truppe americane dal nord della Siria.

9 settembre 2019

venerdì 29 giugno 2018

DOMENICO LOSURDO di Campo Antimperialista


[ 29 giugno 2018 ]

E' morto ieri, all'età di 77 anni, Domenico Losurdo.
Il Campo Antimperialista si associa al dolore dei suoi cari e dei compagni del PCI.

Per chi non sapeva della sua grave quanto rapidissima malattia, la scomparsa di Losurdo è giunta improvvisa quanto inattesa. Si tratta, senza dubbio, di una grande perdita per chiunque lotti contro il capitalismo e per la costruzione di un'alternativa socialista. Una lotta alla quale Domenico dette un grande impulso, soprattutto in quel decisivo passaggio del post-89 quando le sirene del "pensiero unico" sembravano del tutto vincenti anche a sinistra.

Giustamente, in queste ore molti ricordano lo studioso, l'autore di molti libri, il docente universitario. Altri ancora, altrettanto giustamente, evidenziano la sua militanza di comunista non pentito, e dunque la sua vicinanza ai semplici ed alle classi popolari.

A noi compete mettere in luce un altro aspetto, certo collegato a quelli già menzionati: Domenico Losurdo è stato un convinto e coerente militante antimperialista, ed in quanto tale lo abbiamo avuto al nostro fianco in tante battaglie.

Diversi sono stati i momenti ed i temi della nostra collaborazione: dal sostegno alla causa del popolo palestinese, alla lotta contro gli occupanti in Afghanistan, all'appoggio alla Resistenza libanese e contro le aggressioni militari in Medio Oriente. Ma il momento di massima collaborazione fu quello, ormai lontano nel tempo ma sempre importante da ricordare, della mobilitazione a difesa delle ragioni della Resistenza irachena contro l'occupazione americana seguita all'invasione del Paese del 2003.

L'antimperialismo di Losurdo non si è mai limitato agli studi, ai libri, alle conferenze. Oltre a queste importanti attività, egli si è sempre schierato con decisione dalla parte dei popoli e dei movimenti in lotta contro l'oppressione imperialista e neo-coloniale. E lo ha fatto - cosa ancor più meritoria - in momenti difficili, sfidando l'ostracismo dell'intera sinistra istituzionale, Prc compreso.

Ci riferiamo appunto alle vicende del 2003, quando lanciammo un appello per una manifestazione nazionale dal tema inequivocabile: «Con il popolo iracheno che resiste». Domenico fu tra i promotori di quell'appello - come degli altri successivi (dal 2005 al 2007) affinché potesse svolgersi in Italia una conferenza sul Medio Oriente con la partecipazione di diversi esponenti della Resistenza irachena.

In quell'autunno 2003 aderirono alla manifestazione contro l'occupazione americana dell'Iraq anche tanti militanti di Rifondazione, come pure dirigenti sindacali ed iscritti agli allora DS. In tutta risposta i vertici di queste organizzazioni chiesero (peraltro senza troppo successo) ai propri aderenti di ritirare la loro firma. Nel frattempo, una violenta campagna di stampa (da Libero a Liberazione, passando per Repubblica e Corriere della Sera) cominciò ad attaccare la manifestazione, qualificandola - guarda un po' - come "rossobruna".

Domenico ebbe molte pressioni affinché si dissociasse da quella iniziativa. Egli invece, non solo mantenne la sua adesione, ma fu tra i principali protagonisti dell'assemblea del 13 dicembre, e fu subito dopo tra i promotori di IRAQ LIBERO - Comitati per la Resistenza del popolo iracheno, un organismo molto attivo negli anni successivi.

Anni in cui Iraq Libero sviluppò diverse iniziative per il riconoscimento politico della Resistenza irachena, alle quali Losurdo volle sempre dare il suo contributo. Ricordiamo qui, solo come esempio, il suo ruolo di protagonista nella grande assemblea che si tenne a Roma il 1° ottobre 2005 contro il servilismo del governo italiano che - su ordine della Casa Bianca - aveva negato i visti agli esponenti iracheni da noi invitati in Italia, compreso quello ad Haj Ali, l'uomo simbolo delle torture americane nel carcere iracheno di Abu Ghraib.

Queste poche righe non possono certo esaurire il ricordo del lavoro e dell'impegno di uno studioso e militante qual è stato Domenico Losurdo. Ma rammentare il suo coerente e coraggioso antimperialismo - tanto più in un'epoca dove questa coerenza e questo coraggio sono merce così rara, specie tra gli intellettuali - ci è sembrato il modo migliore di ricordarlo nel momento della dolorosa notizia della sua morte.


sabato 21 aprile 2018

CIA, NSA E CAMPO ANTIMPERIALISTA

[ 21 aprile 2018 ]

GRAZIE SNOWDEN!
di Campo Antimperialista Italia*


Si leggeva su la  Repubblica del 1 aprile 

«In un file del 2005, portato alla luce dall'ex analista Cia, rivelato il controllo dell'agenzia Nsa sugli appartenenti all'ala italiana di Campo Anti-Imperialista».
Sapevamo dello spionaggio americano ai nostri danni. La conferma dall'ex analista della Cia e consulente della Nsa

La National Security Agency (NSA) ha spiato a lungo (e probabilmente non ha mai smesso di farlo) il Campo Antimperialista. Lo ha rivelato un file reso pubblico da Edward Snowden, l'ex consulente della stessa agenzia che nel giugno 2013 ha rotto con l'intelligence americana per rivelare molti documenti top secret, allo scopo di denunciare la minaccia alla libertà ed alla democrazia rappresentata dallo strapotere degli spioni a stelle e strisce. Tra questi documenti, quelli che riguardano lo spionaggio ai nostri danni, ed in particolare uno di cui dà notizia ai lettori italiani il quotidiano la Repubblica del 1° marzo scorso.

Per chi non lo sapesse la NSA è - per mezzi, budget e personale - la più potente agenzia di intelligence degli Stati Uniti e del mondo intero. Ben più potente della stessa CIA, ha tra le sue specialità lo spionaggio informatico. 
Parigi, gennaio 2003, congresso dell'Opposizione Patriottica Irachena

«Snowden, nuove rivelazioni: nel mirino dello spionaggio Usa anarchici e no-global italiani», questo il titolo un po' fuorviante de la Repubblica. Ma già il sottotitolo chiarisce: «In un file del 2005, portato alla luce dall'ex analista Cia, rivelato il controllo dell'agenzia Nsa sugli appartenenti all'ala italiana del Campo Antimperialista».              

L'articolo di Stefania Maurizi si basa infatti su un file top secret, uscito sul giornale on-line The Intercept, del giornalista del Guardian Glenn Greenwald, che ha pubblicato molti articoli basati sulle informazioni provenienti da Snowden, facendo vincere tra l'altro il Premio Pulitzer al giornale.


Questo il passaggio centrale dell'articolo della Maurizi:

«“Il Campo Anti-Imperialista e i suoi supporter sono finiti sullo schermo radar dell'antiterrorismo a causa della loro provocatoria retorica anti-americana, che usavano nei loro frequenti contatti con un altro [nostro, ndr] obiettivo: il gruppo terroristico “Paese Basco e Libertà” (Eta)”, recita il documento top secret, che continua: “Una prima verifica veloce sul Campo Anti-Imperialista ha rivelato che, sebbene il gruppo nutra un estremo disprezzo per gli Usa e le loro tendenze 'imperialiste', avesse comunque scelto di manifestarle con proteste legittime. Tuttavia, un esame più approfondito rivelava una natura duplice dell'organizzazione che, mentre in pubblico sposava la causa dell'azione politica legittima, in privato aiutava e supportava i movimenti di resistenza in Iraq e in Palestina, come anche numerosi gruppi terroristici, come l'Eta, il movimento turco DHKP/C, il Fronte di liberazione popolare della Palestina, Hezbollah e le Farc, tanto per citarne alcuni”». 

L'accusa al Campo Antimperialista è chiara. Ad una attività pubblica che, bontà loro, riconoscono come legittima,  per gli spioni della NSA avrebbe corrisposto «in privato» (sic!) un'attività non meglio precisata di sostegno alle resistenze. Attività che, si badi, neppure questi servi dell'ideologia imperiale arrivano a definire "illegittima", ma che qualificano come filo-terrorista, dato che per loro sono «gruppi terroristici» tutti i movimenti antimperialisti, di resistenza e di liberazione nazionale.
Firenze, ottobre 2002

Sul punto cascano davvero male, dato che il Campo non ha mai nascosto il proprio sostegno alle forze rivoluzionarie ed alle resistenze antimperialiste, a partire da quelle che in Medio Oriente lottavano e lottano contro le invasioni americane ed occidentali e contro il sionismo.

Ma qui bisogna stare al contesto. Il documento della NSA è del 18 agosto 2005. Una data che spiega molte cose, e che rimanda al vero punto caldo di quel periodo: la coraggiosa resistenza opposta dal popolo iracheno all'invasione americana del proprio Paese. Lotta che il Campo Antimperialista, anche come principale promotore dei Comitati Iraq Libero, ha sempre sostenuto apertamente, pubblicamente ed orgogliosamente.


UN PO' DI STORIA


Visto che si parla di cose non più recenti, può essere utile ricordare sommariamente le vicende di quegli anni, in particolare quelle che vanno dal 2003 al 2005.



2003

Come noto, nel marzo 2003 le truppe americane invadono l'Iraq. Sconfitto l'esercito di Saddam, con la presa di Baghdad nel mese di aprile, la resistenza all'occupazione inizia ad organizzarsi nei mesi successivi. E già nell'estate è chiaro che gli invasori avranno vita dura.


A settembre, il Campo Antimperialista lancia la campagna «Dieci euro per la resistenza irachena» e l'appello per una manifestazione nazionale a sostegno del «popolo iracheno che resiste». Le adesioni saranno migliaia. Un risultato straordinario se si tiene conto della campagna di demonizzazione dell'iniziativa. Il martellamento dei media è ossessivo: per loro quella degli iracheni non è resistenza bensì terrorismo. Aderiscono a questa impostazione anche le forze della sinistra precedentemente impegnate nel movimento pacifista. Rifondazione Comunista pretende - per la verità senza troppo successo - di impedire ai propri militanti l'adesione all'appello. La stessa cosa fanno i DS e la Cgil. Impressionante, su istigazione del governo Berlusconi, l'offensiva denigratoria dei media, tutti schierati contro la manifestazione, da Libero Liberazione (passando
A due mesi dall'attacco USA: Baghdad, gennaio 2003
per Corriere Repubblica) come rilevammo allora. Nonostante il clima da caccia alle streghe la manifestazione si svolgerà regolarmente e con successo a Roma il 13 dicembre 2003.


2004


Sullo slancio di questo successo, si costituirà nel gennaio 2004 il coordinamento dei Comitati Iraq Libero, attraverso i quali verranno organizzate decine di iniziative pubbliche in tutta Italia, spesso anche con la partecipazione di esponenti della Resistenza irachena. 


Per gli imperialisti ed i loro sostenitori italiani era troppo. Dalla campagna di stampa si passa così alla repressione. Il 1° aprile 2004, su mandato della Procura di Perugia,
Roma marzo 2003: alla immensa manifestazione
contro l'aggressione USA all'Iraq
vengono arrestati tre dirigenti del Campo Antimperialista: Moreno Pasquinelli (portavoce internazionale del Campo), Maria Grazia Ardizzone ed Alessia Monteverdi. L'accusa era quella di aver aiutato degli esuli turchi, ma evidente fu a tutti il tentativo di colpirci proprio nel cuore della mobilitazione sull'Iraq.

Una valutazione che così esprimemmo a caldo già il giorno degli arresti:

«Gli arresti di questa mattina sono una chiara rappresaglia contro la realtà che si è maggiormente distinta nel sostegno alla Resistenza ed alla lotta di liberazione che il popolo iracheno conduce contro la barbara ed illegittima occupazione di quel paese da parte delle truppe americane e di quelle dei paesi alleati, tra i quali l’Italia».

7/4/2004, Istanbul: manifestazione di solidarietà con gli antimperialisti italiani
Dal punto di vista del diritto le accuse erano manifestamente infondate, anche se i telegiornali non avevano perso l'occasione per dare come prima notizia lo «smantellamento di una centrale terrorista internazionale». Sta di fatto che il 24 aprile il Tribunale del Riesame di Perugia ordina la scarcerazione dei tre compagni, per i quali - anni dopo - arriverà la definitiva sentenza d'assoluzione.

Il crollo del castello accusatorio non fermerà però i soliti "giornalisti", diversi dei quali sul libro paga dei servizi. Costoro, dal 2003 al 2006, scrissero pagine e pagine contro il Campo Antimperialista ed Iraq Libero, indicandoci come amici dei terroristi e forza di collegamento tra vari gruppi armati. Ovvia conseguenza di questa campagna la continua richiesta di nuovi arresti, in cui si distinsero in particolare Libero il Giornale

Nell’estate 2006 divenne di pubblico dominio quel che sospettavamo da tempo. Il vicedirettore di Libero, quel sant’uomo di Renato Farina che tanto del suo tempo ci aveva dedicato, era un collaboratore del Sismi. Agente “Betulla” il suo nome in codice, l’addetto alla disinformazione Pio Pompa il suo diretto superiore. Da quella vicenda emersero anche altri nomi di “giornalisti” nell’elenco dei collaboratori del Sismi, diversi dei quali resisi protagonisti delle campagne di stampa contro il Campo Antimperialista. Avemmo così la conferma di chi costruiva le veline, le “analisi”, gli articoli prefabbricati che ci venivano scagliati contro.

Visto che questo articolo è dedicato agli spioni, ricordarlo è utile. Anche perché si tratta evidentemente di quello stesso Sismi che collaborava a pieno regime con la CIA e la NSA.

2005


A due anni dall'inizio dell'occupazione, la Resistenza in Iraq si allarga. Così pure la rete che ne sostiene le ragioni politiche, in Europa e nel mondo, rete di solidarietà che aveva proprio in Italia il suo centro propulsore.
Roma marzo 2006: grande manifestazione per la Resistenza Irachena
Jabbar al-Khubaysi (a sinistra ) e Moreno Pasquinelli


Nella primavera, un vasto schieramento di forze promuove una Conferenza Internazionale a sostegno della Resistenza irachena da tenersi agli inizi di ottobre in Italia. Oltre ad alcune componenti irachene (tra le quali l'Alleanza Patriottica Irachena di Jabbar al Kubaysi, di cui diremo dopo), a diverse organizzazioni arabe e di altri paesi asiatici, sono rappresentati tra i promotori parecchi paesi europei: Francia, Spagna, Germania, Austria, Danimarca, Ungheria, Grecia, Svezia, Norvegia, oltre naturalmente all'Italia.

L'importanza politica di questa iniziativa è evidente. Si trattava di dare riconoscimento politico alla Resistenza. A tale scopo erano invitati a partecipare numerosi esponenti delle resistenze medio-orientali (tra queste, ovviamente, quella palestinese e quella libanese), ma soprattutto qualificati rappresentanti della Resistenza e della società civile irachena quali Ayatollah Sheikh Jawad al Khalesi, leader del Iraqi National Foundation Congress; Ayatollah Sheikh Ahmed al Baghdadi; Salah al Mukhtar, già ambasciatore iracheno in India; Sheikh Hassan al Zargani, Portavoce internazionale del movimento di Muqtada al Sadr; Mohamad Faris, Comunista patriottico iracheno; Ibrahim al Kubaysi, fratello del segretario dell’Alleanza Patriottica Irachena, rapito dagli americani il 4 settembre 2004.

La manifestazione del 2 ottobre 2005 per ottenere i visti ai compagni iracheni
Per poter svolgere la Conferenza era necessario che il governo italiano concedesse i visti di ingresso agli ospiti mediorientali. Ma quando tutto sembrava procedere, ed era giunto anche il benestare dall'ambasciata italiana a Baghdad, arriva un pesante intervento dagli Stati Uniti. Siamo proprio agli inizi di quell'agosto 2005 del documento della NSA.

In quel testo, ripreso dall'articolo di Repubblica, si afferma che: 
«La conoscenza del Campo Anti-Imperialista e delle sue connessioni ha prodotto, a quanto pare, una recente comunicazione diplomatica del governo americano a quello italiano, nella quale gli Usa hanno chiesto l'arresto di appartenenti all'ala italiana del Campo Anti-Imperialista».
In realtà l'annotazione degli spioni della NSA si riferisce alla lettera inviata da 44 membri del Congresso degli Stati Uniti all'ambasciatore italiano a Washington, Sergio Vento. La lettera reca la data del 28 giugno 2005, ma essa diviene di pubblico dominio solo il successivo 5 agosto. Questo il suo illuminante contenuto:

Congresso degli Stati Uniti
Washington, DC 20515
28 giugno 2005

Ambasciatore Sergio Vento
Ambasciata d'Italia
3000 Ehitehaven Street, N.W.
Washington, D.C., 20008

«Caro ambasciatore Vento:Scriviamo per esprimere la nostra preoccupazione perché gruppi che appoggiano attività terroristiche hanno in progetto di incontrarsi prossimamente in territorio italiano per pianificare una campagna di appoggio finanziario al terrorismo. Come lei forse saprà, membri e simpatizzanti del "Campo Anti-imperialista"  (AIC) stanno organizzando un incontro a Roma nei giorni 1-2 ottobre per una Conferenza Internazionale di Appoggio alla Resistenza Irachena.Noi riteniamo che l'AIC, che funge da coalizione di vari gruppi legati al regime di Saddam Hussein e agli insorti iracheni, faccia parte di una rete internazionale di finanziamento dei terroristi che si estende dall'Iraq all'Europa. In un convegno del settembre 2003 in Italia, vicino ad Assisi, città il cui nome è legato in perpetuo alla pace, il "Campo Anti- Imperialista" lanciò una campagna "Dieci Euro per la Resistenza Irachena", per inviare aiuti verso aree in cui è ben nota l'attività delle forze degli insorti, compresa la provincia di Al Anbar. Questo gruppo ritiene che la violenza per resistere al nuovo governo iracheno e ai suoi alleati della Coalizione sia legittima e ammette tranquillamente di essere favorevole all'utilizzo del denaro per acquistare armi ed equipaggiamento militare.
La Lettera dei 44 membri del Congresso USA
Sulla base delle dichiarazioni pubbliche dell'AIC e di altri gruppi, riteniamo che la conferenza di Roma sarà utilizzata per raccogliere ulteriori fondi per il terrore in Iraq e per coordinare campagne simili in tutta Europa e nel mondo.L'Italia e gli Stati Uniti hanno una lunga storia di collaborazione per la libertà, dai giorni di Garibaldi fino alla Guerra Fredda. Attualmente americani e italiani operano in Iraq affrontando insieme il pericolo continuo di attacchi terroristici. Non lasciate che quanti odiano la coraggiosa lotta del popolo iracheno per conquistare la democrazia e la sicurezza possano usare l'Italia come base per le loro campagne di finanziamento. Siamo pronti a lavorare con i nostri governi per fermare il flusso di denaro ai terroristi e difendere i valori che condividiamo».

Cordiali saluti,Seguono 44 firme




Oltre alla solita retorica "democratica", che si commenta da sola; è da segnalare come - in mancanza di appigli giuridici per impedire l'attività degli antimperialisti - sia ricorrente il pretestuoso tema dei "finanziamenti", sempre utile per insinuazioni di ogni tipo.
Roma, 30 settembre 2006

Il comitato organizzatore della Conferenza denunciò subito la grave ingerenza americana con queste parole:
«Le pretese e l’arroganza della classe politica americana non hanno limiti. 44 membri del Congresso degli Stati Uniti hanno scritto una lettera all’ambasciatore italiano a Washington, Sergio Vento, con la quale chiedono in sostanza al governo Berlusconi di chiudere la bocca a chi, opponendosi con l’iniziativa politica alla strategia aggressiva e guerrafondaia degli USA, sostiene la legittima Resistenza del popolo iracheno. In particolare la lettera chiede di fatto la messa fuori legge del Campo Antimperialista, una delle componenti della coalizione che sta organizzando la Conferenza internazionale per la pace e la Resistenza in Iraq prevista per i giorni 1 e 2 ottobre proprio in Italia. 
E proprio la conferenza è il bersaglio più generale dei parlamentari USA. La loro richiesta è che il governo italiano ne impedisca in ogni modo lo svolgimento. Proprio questa forsennata aggressività dimostra da un lato la natura totalitaria del disegno di dominio planetario di Washington e, dall’altro, l’assoluta centralità della lotta di liberazione condotta dal popolo iracheno contro le truppe di occupazione. Proprio per questo la Conferenza di ottobre assume una grande importanza anche come occasione per una pace giusta in Iraq. Il fatto che gli USA vogliano impedirla deve essere un grande stimolo per la sua piena riuscita.
Le pazzesche pretese degli Stati Uniti debbono essere respinte. E’ ora che il movimento contro la guerra faccia sentire la propria voce. E’ ora che tutti i democratici si mobilitino a difesa delle libertà costituzionali. Sostegno alle lotte dei popoli oppressi e difesa delle libertà democratiche sono infatti due facce della stessa medaglia, due aspetti di una stessa battaglia che devono vivere uno accanto all’altro. Vogliono chiuderci la bocca: non ci riusciranno!»          

A seguito della diffusione della lettera dei congressisti USA, l'ambasciata italiana a Baghdad, con una comunicazione dell'8 agosto, si rimangiò il precedente "no problem" sui visti. Come era scontato che fosse il governo italiano si era immediatamente piegato al diktat di Washington.

In risposta a questo atto vergognoso, a metà agosto uscì un appello, rivolto al ministro degli Esteri Fini, per chiedere il rilascio dei visti. L'appello - sottoscritto da numerosi intellettuali - così si concludeva:
«La evidente pressione esercitata sul governo italiano dagli Stati Uniti, che ha portato alla negazione dei visti, rischia di rendere impossibile lo svolgimento di una conferenza che potrebbe contribuire alla ricerca di una pace giusta in Iraq, nel rispetto del diritto all’autodeterminazione dei popoli. I sottoscritti, di fronte a questa gravissima ingerenza negli affari interni del nostro paese che calpesta i diritti democratici sanciti dalla Costituzione, chiedono al Ministero degli Esteri a al governo italiano di garantire il rilascio dei visti richiesti».
Tra i primi firmatari il giornalista Giorgio Bocca, Gianni Vattimo, Giulio Girardi, Samir Amin, Luigi Cortesi, Falco Accame, Franco Cardini, Stefano Chiarini, Gianfranco La Grassa, Costanzo Preve, Jan Myrdal, Giovanni Franzoni, Don Andrea Gallo e (sorpresa, ma ne è passata di acqua sotto i ponti) Roberto Saviano.

Né questo appello, né il successivo sciopero della fame di 8 esponenti dei Comitati Iraq Libero, cambieranno la decisione del governo italiano. La conferenza venne così rinviata. Essa poté svolgersi solo nel marzo 2007, quando il nuovo ministro degli Esteri D'Alema concesse i visti, ottenendo però dai media un sostanziale oscuramento dell'evento.

Prima di chiudere alcune parole vanno dette sulla vicenda del compianto nostro fratello Jabbar al Kubaysi. Il documento della NSA parla dell'«arresto di un finanziatore di alto profilo della resistenza irachena». Prescindendo dalla loro ossessione per i "finanziamenti", è chiaro come gli spioni si riferiscano proprio a lui. Ma asserire di essere arrivati al suo arresto grazie allo spionaggio delle attività del Campo è semplicemente ridicolo. Al Kubaysi (scomparso nel 2011) era infatti un personaggio assolutamente noto in Iraq e completamente pubblica era la sua attività a favore della Resistenza in Europa ed in Italia, dove era stato nostro ospite per la prima volta già agli inizi del 2003. 

Qui è chiaro come gli agenti della NSA abbiano voluto vantarsi un po'. In realtà Jabbar venne arrestato dagli americani il 4 settembre 2004 nei pressi di Falluja, la sua “città martire”, accusato di essere uno dei massimi esponenti del “terrorismo iracheno” in connubio, non solo coi fedeli di Saddam Husssein e al-Durri, ma pure con al-Qaeda. Sconterà un anno e mezzo di carcere duro, per poi essere liberato, anche grazie alla mobilitazione, sia irachena che internazionale. Una volta scarcerato egli venne espulso dall’Iraq per imboccare la via di un secondo esilio. Tornerà quindi in Italia diverse volte e parteciperà alla già ricordata Conferenza Internazionale del 2007.


Conclusione


Sia pure in maniera necessariamente sintetica, abbiamo cercato di ricostruire le complesse vicende di quegli anni. Anni in cui fummo sostanzialmente i soli ad alzare con forza la bandiera della Resistenza contro l'imperialismo e le sue guerre, mentre altri si crogiolavano nell'ebete formula del "né con la guerra né col terrorismo". E' vero, le resistenze (a partire da quella irachena) hanno registrato diverse sconfitte. Ma anche i progetti dell'imperialismo hanno subìto - proprio grazie ad esse - le loro battute d'arresto. E che il sostegno alla Resistenza irachena, di cui andiamo fieri, sia finito nel mirino della NSA è solo una conferma in più della giustezza e dell'importanza di quella battaglia.


In ogni caso non lasciamo la ricostruzione della storia alle agenzie di intelligence dell'imperialismo. Quello che Edward Snowden ha coraggiosamente reso pubblico, se da un lato non ci sorprende di certo, dall'altro dovrebbe far suonare più di un campanello d'allarme sul controllo totalitario della società da parte di questi potenti strumenti dell'oligarchia al potere.


* Fonte: Campo Antimperialista - Italia

lunedì 16 aprile 2018

BANDITISMO GLOBALE di Campo Antimperialista

[ 16 aprile 2018 ]


L'annunciato attacco missilistico sulla Siria è dunque arrivato. Si tratta di un'azione aggressiva contraria ad ogni norma del diritto internazionale. Priva di un mandato dell'Onu, avvenuta prima di ogni verifica internazionale sull'accusa dell'uso di armi chimiche da parte dell'esercito siriano. Un'accusa che, stavolta ben più dei casi precedenti, appare del tutto infondata. Un pretesto per mettere in atto la successiva "rappresaglia".

La banditesca azione di stanotte non sposterà però di un millimetro la situazione sul campo in Siria. E' evidente come i colloqui riservati tra Stati Uniti e Russia (avvertita per tempo delle modalità dell'attacco) abbiano alla fine condotto ad un'azione più simbolica che sostanziale. La ripetizione di quella dell'aprile 2017, quando 59 missili Tomahawk vennero lanciati sulla base di Al Shayrat senza fare grandi danni.

Questa volta le fonti americane parlano di un centinaio di missili lanciati da unità navali nel Mediterraneo, mentre la Siria ne indica un numero assai minore: una trentina, di cui 13 abbattuti o deviati dalla contraerea. Quel che è certo è che l'attacco è stato condotto simultaneamente da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna. Come dire, le vecchie potenze coloniali insieme alla superpotenza imperialista di oggi.

Una Santa Alleanza che non vuol mollare la presa non solo sulla Siria, ma sull'intero Medio Oriente. E che usa attacchi di questo tipo per mostrare la sua determinazione, la sua volontà di avere l'ultima parola sul riassetto complessivo dell'intera area, da tanti anni sconvolta da quella che abbiamo definito più volte come una sorta di moderna Guerra dei trent'anni.
In Siria, in particolare, sia gli Stati Uniti, che la Francia e la Gran Bretagna, sembrano attualmente ai margini dei giochi politico-diplomatici che provano a ridisegnare il futuro di questo martoriato Paese. Altri sono i protagonisti: la Russia, l'Iran e la Turchia in primo luogo. E' nel tentativo di ribaltare questa situazione che si spiega il rinnovato attivismo militare delle potenze occidentali.

Un attivismo però condizionato dalle innumerevoli contraddizioni che percorrono l'establishment americano nell'era Trump. Basti pensare che si è passati in pochi giorni dall'annuncio presidenziale (su twitter!) di autentici sfracelli, ad un'azione certo gravissima ma nei fatti limitata (e, secondo l'annuncio del segretario alla difesa James Mattis, già conclusa). Come dire che l'ultima parola sulle modalità e gli obiettivi dell'attacco di stanotte l'ha detta il Pentagono e non la Casa Bianca.

Questo non significa però che quanto accaduto debba essere sottovalutato. L'arroganza mostrata dagli imperialisti non è fine a se stessa. Gli americani, in particolare, hanno voluto ribadire di essere ancora i padroni del mondo. Gli unici che possono fare quel che vogliono in ogni angolo del pianeta senza pagare alcuna conseguenza. Ed è grave che gli aggressori siano tre membri del Consiglio di sicurezza dell'Onu.

Due cose vanno dette, infine, sull'ipocrisia ed il doppiopesismo della propaganda utilizzata per giustificare l'attacco di stanotte e sulla gravità della posizione tenuta dall'indecente governo Gentiloni.

Mentre si è cercato di vendere la bufala dell'attacco chimico, una "verità" contestata dal personale Onu presente in Siria e messa in dubbio perfino su organi di stampa sempre allineati con Washington, la propaganda occidentale ha invece chiuso gli occhi sulla strage di civili compiuta in precedenza dalle truppe del regime per sbaragliare i gruppi ribelli che ancora resistevano a Ghouta. Insomma, se si tratta di sconfiggere le diverse forze islamiste, Assad faccia pure; ma ogni tanto, con il pretesto delle armi chimiche, i nostri missili son lì a ricordarvi chi è il padrone del mondo... Uno schifoso doppiopesismo che si commenta da solo.

In ultimo, Gentiloni. Il suo atteggiamento è stato semplicemente disgustoso. Capo di un governo che non ha più una maggioranza, membro di un partito che è rimasto sostanzialmente l'unico a difendere a testa bassa una posizione atlantista e filo-americana senza sé e senza ma, Gentiloni ha dato via libera al pieno utilizzo delle basi americane e Nato in Italia. 

Una vergogna! Una ragione in più per accelerare la sua dipartita da Palazzo Chigi!

giovedì 12 aprile 2018

SIRIA: FERMARE L'ATTACCO AMERICANO

[ 12 aprile 2018 ]

Siria: se perfino il Corsera stavolta è nel dubbio...

Un'interessante confessione di Andrea Nicastro sulle falsità americane degli ultimi vent'anni, a partire da quelle servite a giustificare due guerre all'Iraq

Cosa sta diventando la guerra in Siria? Iniziata come sollevazione popolare contro il regime, trasformatasi in guerra civile dispiegata, divenuta una guerra confessionale tra sciiti e sunniti (la cosiddetta "fitna") siamo ora entrati - dopo la sconfitta dell'Isis - in una guerra per la spartizione del bottino. Tutte le grandi potenze (Usa, Russia, ma anche Francia e Gran Bretagna) vogliono stare in partita, come pure le principali potenze regionali (Turchia, Iran, Arabia Saudita).

Noi non possiamo sapere cosa è successo a Ghouta. Se sono state usate, oppure no, armi chimiche. Di certo le minacce americane (e francesi) appaiono stavolta particolarmente pesanti. Così come grave è stato l'attacco israeliano di ieri l'altro sulla base militare di Homs, sul quale è calato immediatamente un surreale silenzio.



I prossimi giorni, ma forse le prossime ore, ci diranno se tutto si chiuderà con un'azione più che altro simbolica, come quella dell'aprile 2017, oppure se vi sarà davvero il tentativo di Trump di rovesciare il successo politico-militare ottenuto da Putin in terra siriana. Nel qual caso la situazione si farebbe davvero incandescente.

Nel frattempo è interessante notare l'incertezza che regna nel campo occidentale, perlomeno in Europa. E' in questo senso istruttivo il corsivo apparso oggi nella pagina dei commenti del Corriere della Sera, a firma Andrea Nicastro. L'articolista, ammettendo che di quel che accade in Siria non sappiamo praticamente nulla, che le uniche fonti disponibili sono quelle della propaganda delle diverse parti in causa, invita nei fatti alla prudenza.

Nel farlo non può fare a meno di ricordare due fake news del recente passato dei guerrafondai americani: la balla dei bambini kuwaitiani buttati fuori dalle incubatrici dagli iracheni (1990) e quella sulle inesistenti "armi di distruzioni di massa" possedute da Saddam Hussein. Due falsità servite a giustificare due guerre criminali. Peccato che allora i giornaloni tipo il Corsera non ebbero alcun dubbio a rilanciare, facendole proprie, quelle evidenti menzogne. Stavolta invece è diverso: speriamo che sia per una sincera volontà di pace e non solo perché alla Casa Bianca c'è Trump.

Qui sotto l'articolo di Nicastro.



*  *  *

Guerra in Medio Oriente, la necessità di avere un’informazione onesta
di Andrea Nicastro (Corriere della Sera)

Purtroppo non possiamo dire cos’è successo a Ghouta. Ma sappiamo che non dobbiamo fidarci degli «elmetti bianchi», della contro-propaganda di Russia Tv e neppure delle dichiarazioni dell’Amministrazione Usa

Attenzione a dare per certa la responsabilità degli attacchi chimici in Siria. Accusare Assad è facile. A difenderlo invece si finisce nel mucchio dei complottardi o, peggio, dei complici. Però dubitare di quel che ci viene detto (molto) e mostrato (poco) è un obbligo.

La guerra siriana, nonostante i mille canali social che la raccontano live dai telefonini, è la meno vista della storia. Il problema è che non ci sono giornalisti indipendenti a guardarla. Ce ne sono molti «social», ce ne sono alcuni di regime e anti-regime, ma sono tutti di parte. Perché? Perché andare tra i ribelli è pericoloso, tra chi piange per i gas c’è quel che resta dell’Isis.

Questo non vuol dire che i giornalisti siano sempre una garanzia. Abbondano gli errori fatti dal fior fiore della stampa libera. Uno, clamoroso, fu credere alla figlia dell’ambasciatore kuwaitiano che si spacciava per infermiera: «I soldati di Saddam Hussein rubano le incubatrici e lasciano morire i bambini». La guerra del 1991 si giustificò anche così.

Altro abbaglio fu l’antrace che lo stesso Saddam Hussein sarebbe stato pronto a scagliare sull’Europa nel 2003. I geniacci della comunicazione decisero che «antrace» (un’arma batteriologica, guarda caso) fosse una parola poco efficace e la sostituirono con «pistola fumante». Funzionò, andammo in Iraq convinti, peccato che di antrace non c’era traccia.

Un conto è la scelta politica pro o contro una guerra che spetta legittimamente ai governi. Un altro è l’informazione che gli elettori devono poter ricevere. Purtroppo non possiamo dire cos’è successo a Ghouta. Ma sappiamo che non dobbiamo fidarci degli «elmetti bianchi», della contro-propaganda di Russia Tv e neppure delle dichiarazioni dell’Amministrazione Usa.

Nel 2003 mentì il segretario di Stato Colin Powell all’Onu, oggi potrebbe farlo Donald Trump via Twitter. Abbiamo bisogno di prove, di informazione onesta e di prima mano, non di abboccare a chi è più convincente.

lunedì 8 gennaio 2018

IRAN: LIBERTÀ PER AHMADINEJAD! di Campo Antimperialista

[ 8 gennaio 2018 ]

Ovviamente nessuno crede che la fiammata di proteste iniziate il 28 dicembre a Mashad e subito estesasi in diverse città del Paese — Qom, Rasht, Kerman, Kermanshah, Qazvin ed altri capoluoghi di provincia —, sia stata una  “cospirazione orchestrata dalla Cia, dai sionisti e dall’Arabia saudita”. Non ci credono, ovviamente, nemmeno le massime autorità della Repubblica Islamica dell’Iran, anche se questa è la loro versione ufficiale.
Ci credono tuttavia alcuni complottisti nostrani uno dei quali, facendo eco alla narrazione iraniana ufficiale, ha scritto ad esempio: 
«La ‘”rivoluzione colorata” iraniana – come avevo previsto – non è durata più di tre giorni; i provocatori e i teppisti sono stati identificati e isolati. Di chi si trattava? Dei soliti noti, dall’MKO ai servizi d’intelligence israeliani e sauditi, cellule ‘’dormienti’’ che da anni attentano alla sicurezza nazionale della Republica Islamica».

Nei tempi andati c’erano infatti i filosovietici, e all’altro lato i filocinesi, che giunsero a sostenere e giustificare le peggiori porcherie di Mosca o Pechino col motivo che si trattava di paesi socialisti. Oggi c’è chi ha sostituito la categoria di “paese socialista” con quella ancor più aleatoria di “stato antimperialista”. Nel nostro caso, si sostiene, l’Iran è uno “Stato antimperialista”. Per cui, chiunque sia al governo in Iran, esso sarebbe nel giusto e ogni opposizione, peggio ancora sommossa sociale, è di sicuro istigata e pilotata dagli imperialisti. Ci viene in mente quanto ebbe a dire Mao riferendosi ai filosovietici in seno al partito comunista cinese: “Per certi compagni le scoregge dei russi profumano”. No, le scoregge non profumano, tantomeno quelle che vengono da Tehran dopo l’ascesa al potere di Hassan Rohani e la defenestrazione di Ahmadinejad. 

Consigliamo così a questi complottisti di leggere quanto dichiarato dal partito comunista iraniano Tudeh:

«Contrariamente alle affermazioni di alcuni leader dei riformisti favorevoli al regime che tali proteste sono “cospirazioni”, crediamo profondamente che la maggior parte della gente della nostra nazione sia delusa e frustrata dagli slogan di coloro i cui unici obiettivi sono apportare lievi modifiche al regime attuale, e ora chiedono cambiamenti fondamentali nella governance del paese». 

Se fosse vero che le recenti proteste in Iran sono state fomentate da “Cia, Israele e Arabia Saudita”, come mai (notizia gravissima di ieri mattina) è stato arrestato, su ordine della Guida suprema Ali Khamenei l’ex-presidente della Repubblica islamica Mahmoud
Ahmadinejad? Forse che Ahmadinejad è diventato nel frattempo un agente di “Cia, Israele e Arabia Saudita”? Ovviamente nessuno crede a questa accusa, nemmeno quelli che lo hanno messo agli arresti. 
Delle due l’una: o la sollevazione è una recidiva della molto borghese “onda verde” del 2009 (infatti spalleggiata dai “riformisti” alla Rohani e che noi non sostenemmo, vedi QUI QUI), oppure è stata scatenata dall’ala più radicale, giustizialista e antimperialista del campo islamico-shiita.

Il dato di realtà è che la Republica Islamica dell’Iran, al netto della sua politica estera di potenza regionale — che non sempre è antiamericana, basta ricordare il semaforo verde dato all’aggressione del 2003 dell’Iraq di Saddam Hussein, e più indietro il sostegno, in combutta con Washington, allo squartamento della Iugoslavia — è un paese capitalista, con tutto il corollario di corruzione sistemica, diseguaglianze e discordie sociali che il capitalismo si porta appresso. E dove c’è il capitalismo, tanto più quello bazarista-predatorio persiano, c’è la lotta di classe. 

Le ciniche dichiarazioni americane e israeliane di sostegno alla sommossa — che il regime si vanta di aver sedato: una ventina di morti e centinaia di arresti — nulla tolgono al suo carattere di rivolta popolare. Legittima aggiungiamo, la cui scintilla sono state le recenti misure di tipo liberista adottate dal governo di Rohani: aumenti di alcuni generi di prima necessità, tagli ai sussidi sociali, nuove privatizzazioni di aziende pubbliche. Al fondo c’è l’indignazione contro un sistema che mentre conosce un aumento del Pil del 4-5% annuo registra non solo un’altissima disoccupazione ma conosce un aumento senza precedenti delle diseguaglianze sociali. Capitalismo di stato, così si definiva il sistema iraniano post-1979. E’ discutibile se questa definizione sia oggigiorno corretta.

L’arresto del “populista” Ahamadinejad in quanto principale figura dell’opposizione interna (figura detestata in alto quanto amata in basso) dimostra che la rivolta ha avuto un più profondo carattere politico.

Sulla natura politica della rivolta scrive il direttore dell'Institute of Global Studies:

«Molti piccoli episodi hanno contribuito a determinare la rabbia della popolazione, spingendola poi nelle strade e nelle piazze. Tre finanziarie private, ad esempio – la Samen Alhojaj, la Caspian Financials e la Aman Financial Institution – sono di fatto fallite nelle scorse settimane, e i risparmiatori chiedono oggi la restituzione delle somme investite, accusando il governo di collusione con i vertici delle istituzioni finanziarie. Tutte e tre le finanziarie offrivano ritorni sugli investimenti a dir poco esorbitanti, attraendo in tal modo migliaia di risparmiatori in quella che sembra delinearsi a tutti gli effetti come una truffa sul modello delle ben note "piramidi finanziarie". Ciononostante, i risparmiatori truffati non accettano accuse di dabbenaggine e chiedono al contrario alle istituzioni pubbliche di far fronte ai debiti accumulati dalle finanziarie.

Nelle aree recentemente colpite dal terremoto la protesta prende invece corpo intorno alle migliaia di persone che hanno perso la propria abitazione in conseguenza del sisma, e che oggi accusano il governo e le società immobiliari che hanno realizzato gli immobili (alcune riconducili alla struttura economico-finanziaria della Sepah-e Pasdaran) non solo di inefficienza nei soccorsi, quanto soprattutto di frode nelle modalità di realizzazione degli immobili, rivelatisi non anti-sismici.
In buona parte delle città settentrionali interessate dalle proteste, invece, la popolazione ha soprattutto accusato il governo Rohani di inefficienza, corruzione e abbandono, dopo anni di promesse che non si sono mai concretizzate. È la disoccupazione il principale motore del malcontento, che soprattutto nelle città di provincia e nelle fasce giovanili raggiunge percentuali elevatissime, ormai difficilmente sostenibili. 
A questo si aggiunge il malcontento per la dilagante corruzione, per i numerosi scandali che interessano le èlite politiche ed economiche del paese, attraverso un susseguirsi di scandali che una stampa articolata ed eterogenea non manca di commentare e condannare, nel perenne dualismo tra le forze conservatrici e quelle di ispirazione pragmatico-riformista.
Ultimo, ma non certo meno rilevante, ad alimentare la protesta e il malcontento verso la gestione politica e amministrativa del presidente Rohani [la cui elezione noi non salutammo] possono essere individuati alcuni centri del sistema politico più conservatore. In questo ambito trovano quindi spazio sia figure dell'apparato politico-economico, interessate a screditare le politiche di apertura alla comunità internazionale e soprattutto il JCPOA, sia esponenti del sistema clericale come ad esempio l'Ayatollah Hossein Noori Hamedani, che ha prontamente sostenuto i manifestanti nell'ottica di indebolire il programma politico del presidente.
Attraverso questo meccanismo di propagazione, quindi, la protesta è arrivata ben presto nelle strade della capitale, interessando anche in questo contesto gruppi molto diversi tra loro per estrazione ed approccio ideologico. Le motivazioni che spingono quindi anche un numero non indifferente di abitanti di Tehran alla protesta sono essenzialmente connesse ad una vasta quanto eterogenea radice, genericamente riconducibile al generale malcontento per la crisi economica, la perdurante stasi del JCPOA [Joint Comprehensive Plan of Action, ovvero l’accordo sul nucleare del 2015, NdR] e la contestuale aspettativa sugli investimenti stranieri che non arrivano in Iran, la dilagante corruzione e una generale inquietudine sul piano della politica estera e soprattutto regionale».

Sì, come ogni sollevazione popolare spontanea, in essa confluiscono molti rivoli, generando una piena che convoglia istanze anche molto diverse. Se è risibile la tesi della “cospirazione Cia, sionisti e Arabia Saudita”, non è quindi credibile neanche quella che sarebbe stata una rivolta a comando ordita dalla confraternita di Ahamadinejad. Così, mentre abbiamo notizie di manifestanti che protestavano contro l’ingente impegno militare e finanziario dell’Iran nei conflitti in Medio Oriente (anzitutto in Siria) “mentre i poveri muoiono di fame”, altre ci indicano che in alcune città si gridava contro Rohani perché in cambio dei cedimenti agli Stati Uniti sul nucleare, avrebbe avuto in cambio solo un pugno di mosche — accordi del JCPOA che noi al tempo criticammo: vedi QUI QUI.

I media occidentali oltre ad aver tentato di sputtanare la rivolta come una recidiva della cosiddetta “onda verde” del 2009, tentano nuovamente ed in modo maldestro quanto
patetico di usare l’icona della “eroica” ragazza senza chador, per mettere il loro cappello sul malcontento popolare, facendola insomma passare per una rivolta filo-occidentale. Niente di più lontano dalla realtà.

Peggio, c’è chi, ubbidendo a primordiali impulsi sionisti e imperialisti, giunge addirittura, col pretesto di “non tradire gli iraniani”, a sostenere la politica bellicistica di Trump. Scrive ad esempio il direttore de LA STAMPA Maurizio Molinari

«Se tutto questo mette alla prova l’Occidente è perché quando nel giugno del 2009 l’Onda verde della protesta iraniana sfidò il regime, contestando i risultati della riconferma alla presidenza di Mahmud Ahmadinejad, gli Stati Uniti e l’Europa si voltarono dall’altra parte. Moltitudini di iraniani credettero che l’Occidente li avrebbe ascoltati e sostenuti. Ricevettero invece solo un tradimento, morale e politico, il cui primo - ma non solo - responsabile fu il presidente americano Barack H. Obama che, anziché sostenere le loro grida di libertà, scrisse in segreto a Khamenei, offrendogli un dialogo che sei anni dopo avrebbe portato all’accordo di Vienna sul programma nucleare iraniano corredato dalla fine delle sanzioni con imbarazzanti dettagli segreti che solo ora iniziano ad affiorare: dalla spedizione con un aereo militare di un miliardo di dollari in contanti ai pasdaran al blocco delle indagini dell’Fbi sui traffici illeciti degli Hezbollah fino all’avvertimento a Teheran che il generale Suleimani rischiava di essere eliminato da Israele. Scegliendo il silenzio davanti alla repressione dell’Onda verde Obama indirizzò l’America, e trascinò l’Europa, verso l’appeasement con lo stesso regime che oggi gli iraniani tornano a contestare a viso aperto, rischiando le proprie vite. Da qui l’importanza della scelta dell’amministrazione Trump di schierarsi subito dalla parte dei manifestanti e l’interrogativo se la Casa Bianca riuscirà a far seguire alle parole i fatti. È un bivio che riguarda anche l’Europa: dopo le prime timide dichiarazioni da Berlino e Bruxelles ha l’occasione per invertire drasticamente la rotta rispetto agli errori compiuti con gli ayatollah negli ultimi otto anni!».

La solidarietà con i manifestanti persiani non ci impedisce di dichiarare sin d’ora che difenderemo la Repubblica Islamica dell’Iran davanti ad ogni aggressione americano-sionista. Di converso, questa minaccia reale, non ci spinge a sostenere un regime politico la cui politica antipopolare indebolisce il Paese rendendo quella minaccia ancor più temibile.


Libertà per Ahmadinejad!
Libertà per tutti i manifestanti arrestati!



Lettori fissi di SOLLEVAZIONE

Temi

Unione europea (953) euro (784) crisi (640) economia (630) sinistra (549) teoria politica (296) finanza (285) Leonardo Mazzei (282) M5S (275) P101 (251) grecia (247) Movimento Popolare di Liberazione (244) Governo giallo-verde (242) elezioni (239) imperialismo (237) sfascio politico (235) resistenza (226) Moreno Pasquinelli (225) sovranità nazionale (219) banche (215) internazionale (213) risveglio sociale (184) alternativa (168) seconda repubblica (167) Syriza (155) piemme (147) Tsipras (146) antimperialismo (135) debito pubblico (133) Matteo Renzi (131) programma 101 (129) spagna (122) filosofia (121) Francia (119) immigrazione (117) marxismo (117) PD (111) destra (111) sovranità monetaria (111) democrazia (109) costituzione (106) Matteo Salvini (104) neoliberismo (104) populismo (104) sollevazione (103) Stefano Fassina (97) islam (97) Grillo (94) Sandokan (94) elezioni 2018 (94) berlusconismo (91) proletariato (91) geopolitica (88) Carlo Formenti (86) Germania (86) Alberto Bagnai (83) Emiliano Brancaccio (83) austerità (80) bce (80) Medio oriente (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) sindacato (77) Podemos (76) Stati Uniti D'America (75) referendum costituzionale 2016 (74) sinistra anti-nazionale (73) Mario Monti (72) guerra (72) capitalismo (70) Libia (66) Russia (65) capitalismo casinò (63) Sergio Cesaratto (62) Rivoluzione Democratica (61) rifondazione (61) Lega (60) globalizzazione (60) liberiamo l'Italia (60) CLN (59) Siria (59) CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (57) bancocrazia (57) immigrati (57) Sicilia (56) Alexis Tsipras (55) Alitalia (54) cinque stelle (54) legge elettorale (54) sovranismo (54) Diego Fusaro (53) Legge di Bilancio (53) brexit (53) Lega Nord (52) Pablo Iglesias (52) moneta (52) referendum (52) socialismo (52) neofascismo (51) sionismo (51) sovranità popolare (51) Emmezeta (50) fiat (50) Manolo Monereo (49) Movimento dei forconi (49) solidarietà (49) campo antimperialista (48) sinistra sovranista (48) gilet gialli (46) immigrazione sostenibile (46) Beppe Grillo (45) Nichi Vendola (45) renzismo (45) Troika (44) Yanis Varoufakis (44) astensionismo (43) inchiesta (43) uscita dall'euro (43) Luciano Barra Caracciolo (42) Mario Draghi (42) Israele (41) liberismo (40) palestina (40) Mimmo Porcaro (39) patriottismo (39) Fiorenzo Fraioli (38) Ugo Boghetta (38) proteste operaie (38) sinistra patriottica (38) italicum (37) Giorgio Cremaschi (36) Karl Marx (36) Marine Le Pen (35) ambiente (35) fiscal compact (35) uscita di sinistra dall'euro (35) III. Forum internazionale no-euro (34) Luigi Di Maio (34) Ucraina (34) egitto (34) nazione (34) 9 dicembre (33) Def (33) azione (33) ISIS (32) Merkel (32) cina (32) default (32) fiom (32) iran (32) islamofobia (32) populismo di sinistra (32) scienza (32) Forum europeo 2016 (31) Sel (31) governo Renzi (31) unità anticapitalisa (31) Fabio Frati (30) ecologia (30) xenofobia (30) Nello de Bellis (29) Putin (29) catalogna (29) storia (29) eurostop (28) napolitano (28) nazionalizzazione (28) Assemblea di Chianciano terme (27) menzogne di stato (27) Donald Trump (26) Mauro Pasquinelli (26) USA (26) elezioni europee 2019 (26) nazionalismi (26) silvio berlusconi (26) Beppe De Santis (25) Comitato centrale P101 (25) Forum europeo (25) Nato (25) elezioni siciliane 2017 (25) religione (25) scuola (25) Europa (24) Movimento 5 Stelle (24) Quantitative easing (24) Venezuela (24) finanziarizzazione (24) Aldo Giannuli (23) Lavoro (23) Stato di diritto (23) antifascismo (23) manifestazione 12 ottobre 2019 (23) ora-costituente (23) razzismo (23) repressione (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Esm (22) Roma (22) emigrazione (22) keynes (22) nazionalismo (22) Chianciano Terme (21) Front National (21) Simone Boemio (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) Unità Popolare (21) etica (21) Conte bis (20) Emmanuel Macron (20) Foligno (20) Laikí Enótita (20) Marcia della Dignità (20) Regno Unito (20) Vladimiro Giacchè (20) coordinamento no-euro europeo (20) crisi di governo (20) iraq (20) manifestazione del 12 ottobre (20) melenchon (20) minibot (20) tecnoscienza (20) umbria (20) MES (19) Mariano Ferro (19) Norberto Fragiacomo (19) Sicilia Libera e Sovrana (19) Tunisia (19) fronte popolare (19) Domenico Moro (18) Donbass (18) F.S. (18) Izquierda Unida (18) Noi siciliani con Busalacchi (18) lotta di classe (18) pace (18) senso comune (18) Assisi (17) Costanzo Preve (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Jacques Sapir (17) Paolo Savona (17) Perugia (17) Pier Carlo Padoan (17) chiesa (17) complottismo (17) cosmopolitismo (17) euro-germania (17) media (17) piano B (17) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Luciano B. Caracciolo (16) Marco Mori (16) Prc (16) Reddito di cittadinanza (16) Renzi (16) Tonguessy (16) appello (16) ballottaggi (16) casa pound (16) fascismo (16) internazionalismo (16) sciopero (16) vendola (16) Cremaschi (15) Daniela Di Marco (15) International no euro forum (15) M. Micaela Bartolucci (15) Salvini (15) clima (15) comunismo (15) diritto (15) indipendenza (15) internet (15) manifestazione (15) piattaforma eurostop (15) tasse (15) vaccini (15) 15 ottobre (14) Alessandro Visalli (14) Alitalia all'Italia (14) Brancaccio (14) Enea Boria (14) Ernesto Screpanti (14) Eurogruppo (14) Fridays for Future (14) MMT (14) Monte dei Paschi (14) Movimento pastori sardi (14) Stato Islamico (14) Turchia (14) Vincenzo Baldassarri (14) no tav (14) obama (14) potere al popolo (14) salerno (14) Alessandro Di Battista (13) Bersani (13) Chavez (13) Enrico Grazzini (13) Eos (13) Jobs act (13) Legge di stabilità (13) Marino Badiale (13) Virginia Raggi (13) Wilhelm Langthaler (13) acciaierie Terni (13) cultura (13) disoccupazione (13) femminismo (13) finanziaria (13) giovine italia (13) privatizzazioni (13) regionalismo differenziato (13) sardine (13) unione bancaria (13) Alfredo D'Attorre (12) Costas Lapavitsas (12) D'alema (12) Forum europeo 2015 (12) Giulietto Chiesa (12) Negri (12) Panagiotis Lafazanis (12) Sergio Mattarella (12) analisi politica (12) decreto salva-banche (12) europeismo (12) global warming (12) keynesismo (12) salari (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Aldo Zanchetta (11) De Magistris (11) Dicotomia (11) France Insoumise (11) Gennaro Zezza (11) Ilva (11) Papa Francesco (11) Pardem (11) Portogallo (11) Stato (11) Stefano D'Andrea (11) corruzione (11) de-globalizzazione (11) elezioni anticipate (11) iniziative (11) mediterraneo (11) nucleare (11) ordoliberismo (11) presidenzialismo (11) proteste (11) sindacalismo di base (11) sinistra Italiana (11) sovranismi (11) Art. 18 (10) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) Carl Schmitt (10) Claudio Borghi (10) Fausto Bertinotti (10) Fmi (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Forum di Roma 2019 (10) George Soros (10) Gianluigi Paragone (10) Giorgetti (10) Hollande (10) Jean-Luc Mélenchon (10) Lista del Popolo (10) Marco Passarella (10) Marco Zanni (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Paolo Barnard (10) Quirinale (10) Risorgimento Socialista (10) Terni (10) cattiva scuola (10) decrescita (10) diritti civili (10) facebook (10) fisco (10) golpe (10) islanda (10) legge di bilancio 2020 (10) povertà (10) taranto (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Antonio Rinaldi (9) Argentina (9) Bernie Sanders (9) CGIL (9) Campagna eurostop (9) Diritti Sociali (9) Draghi (9) Forconi (9) Paolo Ferrero (9) Stato nazione (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wolfgang Schaeuble (9) bail-in (9) bipolarismo (9) classi sociali (9) cosmo-internazionalismo (9) deficit (9) futuro collettivo (9) il pedante (9) istruzione (9) liberalismo (9) medicina (9) moneta fiscale (9) necrologi (9) questione nazionale (9) sociologia (9) sovranità (9) tecnologie (9) Antonio Gramsci (8) Corte costituzionale (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) Erdogan (8) F.f (8) Fratelli d'Italia (8) Genova (8) Goracci (8) Gran Bretagna (8) II assemblea della CLN (1-3 settembre) (8) Ingroia (8) Italia Ribelle e Sovrana (8) Julio Anguita (8) Landini (8) Lenin (8) Luca Massimo Climati (8) Mattarella (8) Mirafiori (8) Yanis Varoufakys (8) borsa (8) debitocrazia (8) destra non euro (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate 2017 (8) elezioni siciliane (8) grexit (8) inflazione (8) lira (8) manifestazione 25 marzo 2017 (8) marxisti dell'Illinois (8) nuovo movimento politico (8) questione femminile (8) regionalismo (8) sardegna (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) svalutazione (8) transfemminismo (8) trasporto aereo (8) unità anticapitalista (8) unità nazionale (8) Abu Bakr al-Baghdadi (7) Alessandro Chiavacci (7) Alternative für Deutschland (7) Articolo 18 (7) CUB (7) Cub Trasporti (7) Dino Greco (7) Ernesto Laclau (7) Flat tax (7) Franz Altomare (7) Gaza (7) Giancarlo D'Andrea (7) Giuseppe Angiuli (7) ISIL (7) Inigo Errejón (7) Je so' Pazzo (7) Jeremy Corbyn (7) Joseph Stiglitz (7) MMT. Barnard (7) Macron (7) Massimo Bontempelli (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Nuit Debout (7) Oskar Lafontaine (7) Papa Bergoglio (7) Pil italiano (7) Riccardo Achilli (7) Samuele Mazzolini (7) Sapir (7) Seconda Assemblea P101 (7) Ttip (7) agricoltura (7) aletheia (7) anarchismo (7) autodeterminazione dei popoli (7) bankitalia (7) confederazione (7) contante (7) derivati (7) eurexit (7) eurocrack (7) giovani (7) il manifesto (7) incontri (7) magistratura (7) nazismo (7) patria e costituzione (7) pensioni (7) risorgimento (7) rivolta (7) rivoluzione civile (7) rossobrunismo (7) sanità (7) spread (7) trasporto pubblico (7) Ars (6) Banca centrale europea (6) Bazaar (6) Bottega partigiana (6) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (6) Carlo Galli (6) Casaleggio (6) Contropiano (6) Eros Cococcetta (6) Eugenio Scalfari (6) Franco Bartolomei (6) Frédéric Lordon (6) Giorgia Meloni (6) M.AR.S. (6) Maduro (6) Marx (6) Militant-blog (6) Nino galloni (6) No Renzi Day (6) Noi con Salvini (6) ORA! (6) Pcl (6) Pisapia (6) Polonia (6) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (6) Regioni autonome (6) Sandro Arcais (6) Stato di Polizia (6) Target 2 (6) Teoria Monetaria Moderna (6) Thomas Fazi (6) Titoli di stato (6) Toni negri (6) USB (6) Ungheria (6) Viktor Orban (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) automazione (6) beni comuni (6) cinema (6) fabrizio Marchi (6) famiglia (6) giovanni Tria (6) governo Gentiloni (6) ideologia (6) incontro internazionale (6) la variante populista (6) liberosambismo (6) migranti (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) populismo democratico (6) suicidi (6) suicidi economici (6) tecnica (6) terremoto (6) uber (6) utero in affitto (6) Alberto Negri (5) America latina (5) Angelo Panebianco (5) Anguita (5) Antonio Ingroia (5) Assad (5) Carola Rackete (5) Dario Guarascio (5) Decreto Dignità (5) Decreto sicurezza (5) Dimitris Mitropoulos (5) Federalismo (5) Federico Fubini (5) Ferdinando Pastore (5) Finlandia (5) Forza Italia (5) Franco Busalacchi (5) Giuseppe Mazzini (5) HAMAS (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Joël Perichaud (5) Kirchner (5) Lucca (5) Luigi De Magistris (5) MOHAMED KONARE (5) Marcello Teti (5) Mario Monforte (5) No Monti Day (5) No debito (5) Npl (5) Nuova Direzione (5) Paolo Becchi (5) Parigi (5) Partito tedesco (5) Pier Paolo Dal Monte (5) Rete dei Comunisti (5) Romano Prodi (5) Rosatellum 2 (5) Sharing Economy (5) Soleimani (5) Stathis Kouvelakis (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Trump (5) Val di Susa (5) Wolfgang Munchau (5) Yemen (5) afghanistan (5) alleanze (5) banche popolari (5) brasile (5) camusso (5) chiesa ortodossa (5) confindustria (5) cuba (5) debitori (5) decreto vaccini (5) di Pietro (5) donna (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni. Lega (5) fratelli musulmani (5) giornalismo (5) governo (5) greta thumberg (5) jihadismo (5) laicismo (5) massimo fini (5) pomigliano (5) procedura d'infrazione (5) proteste agricoltori (5) rifugiati politici (5) salvinismo (5) teologia (5) tremonti (5) wikileaks (5) 16 giugno Roma (4) ALBA (4) Africa (4) Alessandro Somma (4) Alessia Vignali (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Anna Falcone (4) Antonio Amoroso (4) Assange (4) Aurelio Fabiani (4) Autostrade per l'Italia (4) Bergoglio (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (4) Carovana di solidarietà (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Chiavacci Alessandro (4) Città della Pieve (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (4) Corea del Nord (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Deutsche Bank (4) Die Linke (4) Diego Melegari (4) Emanuele Severino (4) Ernesto Galli Della Loggia (4) Felice Floris (4) Francesco Giavazzi (4) Frente civico (4) Fronte Sovranista Italiano (4) GIAPPONE (4) Giuliano Pisapia (4) Giulio Regeni (4) Giulio Sapelli (4) Imu (4) Incontro di Roma (4) Italexit (4) JP Morgan (4) Jacques Nikonoff (4) Karl Polany (4) Kke (4) L'Altra Europa con Tsipras (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Leonardo Mazzzei (4) Luciano Canfora (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) MPL (4) Marcello Minenna (4) Marchionne (4) Martin Heidegger (4) Morgan Stanley (4) Mosul (4) NO TAP (4) Noi sicialiani con Busalacchi (4) ONU (4) Oscar Lafontaine (4) Paolo Gerbaudo (4) Pci (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Prodi (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Sergio Starace (4) Simone Pillon (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) TAP (4) Tyssenkrupp (4) VOX (4) Varoufakis (4) Visco (4) Vladimiro Giacché (4) Xarxa Socialisme 21 (4) Xi Jinping (4) agricoltura biologica (4) al-Sisi (4) alceste de ambris (4) anarchici (4) antisemitismo (4) antisionismo (4) arancioni (4) bigenitorialità (4) califfato (4) carceri (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianesimo (4) cristianismo (4) curdi (4) demografia (4) diritti di cittadinanza (4) donne (4) elezioni 2017 (4) elezioni comunali 2017 (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) gender (4) il fatto quotidiano (4) informatica (4) intelligenza artificiale (4) irisbus (4) irlanda (4) italia (4) ius soli (4) legge del valore (4) legge di stabilità 2017 (4) parti de gauche (4) patrimoniale (4) porcellum (4) precarietà (4) presidente della repubblica (4) primarie (4) protezionismo (4) risparmio (4) salute (4) saviano (4) seminario (4) sinistra transgenica (4) sottoscrizione (4) spending review (4) spesa pubblica (4) statizzazione banche (4) terzo polo (4) transizione al socialismo (4) trattati europei (4) truffa bancaria (4) università (4) wikidemocrazia (4) xylella (4) 19 ottobre (3) Ahmadinejad (3) Alavanos (3) Albert Einstein (3) Alberto Alesina (3) Alfiero Grandi (3) Amodeo (3) Antonella Stirati (3) Aquisgrana (3) Arabia saudita (3) Armando Mattioli (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Benedetto Croce (3) Benetton (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Bloco de Esquerda. (3) Cerveteri Libera (3) Cia (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Commissione europea (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Diosdado Toledano (3) EDWARD SNOWDEN (3) Eleonora Forenza (3) Ernest Vardanean (3) Eurasia (3) Fabio Nobile (3) Fabrizio Tringali (3) Fausto Sorini (3) Filippo Abbate (3) Francesco Neri (3) Francesco Salistrari (3) Fratoianni (3) Gianni Ferrara (3) Giorgio Lunghini (3) Giovanni Gentile (3) Giuliana Nerla (3) Giulio Bonali (3) Giuseppe Pelazza (3) Goofynomics (3) Gramsci (3) Guido Grossi (3) HELICOPTER MONEY (3) Hezbollah (3) ISTAT (3) Ilaria Bifarini (3) Iugoslavia (3) Ivan Cavicchi (3) Jens Weidmann (3) Jugoslavia (3) Leonardo SInigaglia (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marcello Foa (3) Marco Bulletta (3) Marco Mainardi (3) Mario Volpi (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Massimo cacciari (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Milton Friedmann (3) Modern Money Theory (3) Moldavia (3) Morya Longo (3) Napoli (3) Nigel Farage (3) No Mes (3) No e-45 autostrada (3) Noi Mediterranei (3) Olanda (3) Palermo (3) Panagiotis Sotiris (3) Paola De Pin (3) Partito Italexit (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Pkk (3) Poroshenko (3) Rinascita (3) Rodoflo Monacelli (3) Ruggero Arenella (3) Salento (3) Sarkozy (3) Scenari Economici (3) Six Pack (3) Stavros Mavroudeas (3) Ugo Arrigo (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) austria (3) biotecnocrazia (3) bollettino medico (3) crediti deteriorati (3) debito (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) diritto d'asilo politico (3) diritto di cittadinanza (3) divorzio banca d'Italia Tesoro (3) dollaro (3) economia sociale di mercato (3) elezioni 2020 (3) euroasiatismo (3) foibe (3) forza nuova (3) giustizia (3) inceneritori (3) indignati (3) ines armand (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) machiavelli (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mezzogiorno (3) minijobs. Germania (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) occidente (3) oligarchia (3) olocausto (3) partito (3) partito democratico (3) prescrizione (3) psicanalisi (3) quota 100 (3) rai (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) robotica (3) sanità. spending review (3) sciopero generale (3) seminario teorico (3) senato (3) sme (3) social media (3) socialdemocrazia (3) sondaggi (3) sovranità e costituzione (3) sovrapproduzione (3) takfir (3) tassisti (3) terza assemblea P101 (3) tv (3) violenza (3) web (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 25 aprile 2017 (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Alberto Benzoni (2) Alberto Montero (2) Alétheia (2) Amando Siri (2) Amazon (2) Andalusia (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Arditi del Popolo (2) Armando Siri (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Banca (2) Bandiera rossa in movimento (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Blockchain (2) Bolivia (2) Bolkestein (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) Carc (2) Carlo Clericetti (2) Carlo Freccero (2) Carlo Romagnoli (2) Cernobbio (2) Certificati di Credito Fiscale (2) Cesarina Branzi (2) Cgia Mestre (2) Chantal Mouffe (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Claudia Castangia (2) Colonialismo (2) Comitato antifascista russo-ucraiono (2) Conte (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Dani Rodrik (2) De Bortoli (2) Der Spiegel (2) Diem25 (2) Domenico Losurdo (2) Don Giancarlo Formenton (2) Dugin (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Ego della Rete (2) Emilia Clementi (2) Emilia-Romagna (2) Emiliano Gioia (2) Enzo Pennetta (2) Eric Toussaint (2) Ettore Livini (2) European Quantitative-easing Intermediated Program (2) Extincion Rebellion (2) F.List (2) Federal reserve (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Filippo Gallinella (2) Fiumicino (2) Forestale (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Forum Popoli Mediterranei (2) Francesco Lamantia (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Futuro al lavoro (2) Generale Pappalardo (2) Gentiloni (2) Giacomo Bracci (2) Giacomo Russo Spena (2) Giada Boncompagni (2) Giancarlo Cancelleri (2) Gig Economy (2) Giorgio Gattei (2) Giuliano Amato (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Google (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hitler (2) Héctor Illueca (2) INPS (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italia Ribelle (2) Iugend Rettet (2) JULIAN ASSANGE (2) Jacopo Custodi (2) Javier Couso Permuy (2) Juan Carlos Monedero (2) Juncker (2) Junker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Kurdistan (2) La Grassa (2) Lelio Basso (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) M-48 (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marco Revelli (2) Marco Rizzo (2) Maria Elena Boschi (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Tronti (2) Mark Zuckerberg (2) Marocco (2) Massimo D'Antoni (2) Massimo PIvetti (2) Michele Serra (2) Michele fabiani (2) Microsoft (2) Militant (2) Moscovici (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) Mélenchon (2) Nadia Garbellini (2) Netanyahu (2) Nicaragua (2) Omt (2) Oriana Fallaci (2) Ostia (2) Paolo Maddalena (2) Papa (2) Partito comunista (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) PdCI (2) Pdl (2) Piano di eradicazione degli ulivi (2) Piemonte (2) Pippo Civati (2) Portella della Ginesta (2) Preve (2) Quarto Polo (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Reddito di inclusione sociale (2) Riccardo Bellofiore (2) Riccardo Ruggeri (2) Riscossa Italia (2) Roberto Ferretti (2) Rosanna Spadini (2) Rosarno (2) Rosatellum (2) Rozzano (2) Ryan air (2) SPD (2) STX (2) Sahra Wagenknecht (2) Salistrari (2) Schumpeter (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Seconda Assemblea CLN (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Severgnini (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stefano Zecchinelli (2) Steve Bannon (2) Stiglitz (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Telecom (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Piketty (2) Tito Boeri (2) Tiziana Alterio (2) Tiziana Ciprini (2) Tltro (2) Tomaso Montanari (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Umberto Eco (2) Ursula von der Leyen (2) Valerio Bruschini (2) Von Der Leyen (2) Vox Italia (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) agricoltori indignati (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) animalismo (2) antimperialista (2) antispecismo (2) antropologia (2) atac (2) banche venete (2) battaglia d'autunno (2) blocco sociale (2) bontempelli (2) burkini (2) calunnia (2) casa (2) clausole di salvaguardia (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) comuni (2) comunicazione (2) debito privato (2) denaro (2) deregulation (2) domenico gallo (2) due euro (2) dughin (2) elezioni comunali 2015 (2) elezioni comunali 2019 (2) embraco (2) enel (2) energia (2) ennahda (2) esercito (2) eugenetica (2) expo (2) export (2) fake news (2) fecondazione eterologa (2) fincantieri (2) fine del lavoro (2) frontiere (2) gaypride (2) genetica (2) gennaro Migliore (2) geoeconomia (2) giacobinismo (2) governicchio (2) indignatos (2) industria italiana (2) intimperialismo (2) isu sanguinis (2) legge (2) legge di stabilità 2018 (2) lgbt (2) libano (2) liberi e uguali (2) libertà di pensiero (2) maidan (2) manifestazione 2 giugno 2018 (2) marina silva (2) mercantislismo (2) nazionalizzare le autostrade (2) no expo (2) non una di meno (2) omosessualità (2) ong (2) paolo vinti (2) pareggio di bilancio (2) parlamento europeo (2) patria (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) patto politico (2) peronismo (2) petrolio (2) pietro ratto (2) poste (2) poste italiane (2) proporzionale (2) province (2) razionalismo (2) reddito di base (2) ricchezza (2) riduzione parlamentari (2) rifiuti (2) riformismo (2) rivoluzione russa (2) rivoluzione socialista (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) silicon valley (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) società (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) studenti (2) tasso di cambio (2) transgender (2) transumano (2) ulivi (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) uscita da sinistra (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 100 giorni (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 19 ottobre 2019 (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 25 aprile 2018 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 4 novembre (1) 5G (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 8 settembre (1) 9 febbraio 2019 (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Aberto Bellini (1) Accellerazionismo (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) AirCrewCommittee (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alan Johnson (1) Alba Libica (1) Albania (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alexander Zakharchenko (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amintore Fanfani (1) Amoroso (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Andrew Spannaus (1) Angela Matteucci (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Anthony Coughlan (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Guarino (1) Antonio Rinaldis (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Apple (1) Arditi (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art 81 (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Articolo1 (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Atlantia (1) Attali (1) Augusto Graziani (1) Australia (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Bashar al-Assad (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bazar (1) Bcc (1) Bekaert (1) Belardelli (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Blade Runner 2049 (1) Boicotta Eurovision (1) Boikp Borisov (1) Bolsonaro (1) Bossi (1) Branko Milanovic (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Britannia (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) ByoBlu (1) C.f.. Governo giallo-verde (1) CARTA DI FIRENZE 2019 (1) CCF (1) CNL (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Calenda (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Caritas (1) Carlo Candi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Rovelli (1) Carmine Pinto (1) Casal Bruciato (1) Cascina Raticosa (1) Casini (1) Cassazione (1) Cassese Sabino (1) Catarina Martins (1) Cekia (1) Cesare Battisti (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christian Napolitano (1) Christian Rocca (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Civitavecchia (1) Claudia Zeta (1) Claudio Maartini (1) Claudio Magris (1) Claus Offe (1) Concita De Gregorio (1) Confederazione europea (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Coordinamento europeo per l'uscita dall'Unione (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Corte Europea sui diritti dell'uomo (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cristina Re (1) Cuperlo (1) DDL (1) Dagospia (1) Daisy Osauke (1) Damiano palano (1) Dan Glazebrook (1) Daniela Conti (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davide Gionco (1) Davos (1) De Masi (1) De Vito (1) Debora Billi (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Dimitris Christoulias (1) Dio (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Don Sturzo (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Elliott Gabriel (1) Emanuele Filiberto (1) Emilio Gentile (1) Emma Bonino (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrica Perucchietti (1) Enrico Angelini Partigiano (1) Enrico Gatto (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Erasmo vecchio (1) Ernesto Pertini (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Erri De Luca (1) Etiopia (1) Ettore Gotti Tedeschi (1) Eugenio Scalgari (1) Eunoè (1) Eurispes (1) Europa a due velocità (1) Evo Morales (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio De Masi (1) Fabio Dragoni (1) Fabio Mini (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio De Paoli (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Dellepiane (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Florian Philippot (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Foro di Sao Paulo (1) Forum Ambrosetti (1) Forum dei Popoli Mediterranei (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lenzi (1) Francesco Magris (1) Franco Venturini (1) Frauke Petry (1) Fred Kuwornu (1) Freente Civico (1) Freud (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabanelli (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Germanicum (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bellini (1) Giacomo Bellucci (1) Giacomo Vaciago (1) Giacomo Zuccarini (1) Giancarlo Bergamini (1) Gim cassano (1) Giordano Sivini (1) Giovanna Vertova (1) Giovanni De Cristina (1) Giovanni Lo Porto (1) Giovanni Schiavon (1) Giovanni Tomei (1) Giovanni di Cristina (1) Giulia Grillo (1) Giuliana Commisso (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Ambrosetti (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tarro (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Glauco Benigni (1) Godley (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Grecia presidio 9/9/19 (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Lutrario (1) Guido Ortona (1) Günther Anders (1) HSBC (1) Hainer Flassbeck (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Hong Kong (1) Huawei (1) Huffington Post (1) IPHONE (1) IRiS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Illueca (1) Imposimato (1) Improta (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) Inge Höger (1) Intellettuale dissidente (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Intesa Sanpaolo (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jason Barker (1) Je so' Pazz' (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) Joel Perichaud (1) John Laughland (1) John Locke (1) John Pilger (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Shumpeter (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Jugend Rettet (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kelsen (1) Kemi Seba (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kirill Vasilev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kosovo (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Koutsianas Pantelis (1) Kruhman (1) Ktragujevac (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La Pira (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Left (1) Legge 194 (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) Lev Gumilev (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Riboli (1) Lidia Undiemi (1) Liguria (1) Lillo Massimiliano Musso. Leoluca Orlando (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Alfano (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Lorenzo Fioramonti (1) Lorenzo Fontana (1) Loris Caruso (1) Luca Donadel (1) Luca Pagni (1) Lucarelli (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luigi Zingales (1) Luka Mesec (1) López Obrador (1) M. Pivetti (1) M48 (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) MOSE (1) Macchiavelli (1) Macedonia (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcello Veneziani (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Cattaneo (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Marcuse (1) Margarita Olivera (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Marina Minicuci (1) Mario Esposito (1) Mark Rutte (1) Maroni (1) Marta Fana (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo Costa (1) Massimo Gramellini (1) Massimo Recalcati (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Matteo Pucciarelli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Blondet (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Vezzosi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Bocci (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Scradovelli (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Mdp (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Messico (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michelangelo Vasta (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Mihaly Kholtay (1) Milano (1) Milosevic (1) Milton Friedman (1) Mimmo Lucano (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Mladic (1) Mohamed bin Salman (1) Mohammad Javad Zarif (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Moshe Ya’alon (1) Moves (1) Movimento 77 (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimento democratici e progressisti (1) Movimento di Liberazione Popolare (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Nancy Fraser (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Nethanyahu (1) New York Times (1) Nicky Hager (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolas Dupont-Aignan (1) Nicoletta Dosio (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Noelle Neumann (1) Noi sicialiano con Busalacchi (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) Nsa (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omnium (1) Onda d'Urto (1) Open Society Foundations (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) P01 (1) PCE (1) PCdI (1) PIANESI MARIO (1) POSSIBILE (1) PRISM (1) PSUV (1) Pablo Stefanoni (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Di Martino (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Paul "Elliot" Singer (1) Paul De Grauwe (1) Paul Steinhardt (1) Per una sinistra rivoluzionaria (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piepoli (1) Pier Francesco Zarcone (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Gobetti (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Attinasi (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Pino Prestigiacomo (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RENAUD LAMBERT (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Radek (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Ramarrik de Milford (1) Ramon Franquesa (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) René Girard (1) Report (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Rino Formica (1) Risorgimento Meridionale (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Robert Mundell (1) Roberta Lombardi (1) Roberto D'Agostino (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Marchesi (1) Roberto Martino (1) Roberto Massari (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rocco Casalino (1) Rohani (1) Roma 13 ottobre 2018 (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rossano Rubicondi (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) SYLVAIN LEDER (1) Sacko Soumayla (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Santori (1) Schengen (1) Schlageter (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) SiAMO (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Slavoj Zizek (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stanis Ruinas (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svitlana Grugorciùk (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tiziana Aterio (1) Tiziana Drago (1) Togliatti (1) Tommaso Nencioni (1) Tommaso Rodano (1) Tonia Guerra (1) Tony Manigrasso (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Tribunale dell'Aia (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ugo Mattei (1) Ulrich Grillo (1) Unicredit (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Valerio Colombo (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Venezia (1) Veronica Duranti (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vito Lops (1) Vito Storniello (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) WHIRLPOOL (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wilders (1) Wolfgang Streeck (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zagrebelsky (1) Zaia (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zecchinelli (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) Zygmunt Bauman (1) aborto (1) accise (1) adozioni (1) aggressione (1) agorà (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) alta velocità (1) amanda hunter (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) antropocene (1) apocalisse (1) appoggio tattico (1) arcelor Mittal (1) aree valutarie ottimali (1) armi (1) arresti (1) asia argento (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) ateismo (1) autogestione (1) autostrade (1) ballarò (1) battisti (1) benessere (1) big five (1) bilancia dei pagamenti (1) bioetica (1) biologia (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bomba atomica (1) bonapartismo (1) brigantaggio (1) bufale (1) bullismo (1) calcio (1) califfaato (1) campagna di finanziamento (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) cassa depositi e prestiti (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) cdp (1) censis (1) censura (1) chokri belaid (1) comitato (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) confucio (1) consiglio superiore della magistratura (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) coronavirus (1) coronovirus (1) cretinate. (1) curzio maltese (1) cybercombattenti (1) cyborg (1) dabiq (1) dall'euro (1) dalla NATO e dal neoliberismo (1) david harvey (1) decalogo (1) decescita (1) decrescita felice (1) decretone (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) deportazione economica (1) depressione (1) di Monica Di Sisto (1) dichiarazione di Roma (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) dracma (1) ebraismo (1) economie di scala (1) economist (1) ecosocialismo (1) egolatria (1) elezioni comunali 2018 (1) elezioni regionali 2019 (1) enav (1) enrico Corradini (1) erasmus (1) esercito industriale di riserva (1) espulsione (1) estremismo (1) eurasismo (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) fiducia (1) finan (1) finaza (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) forme (1) freelancing (1) fuga dei capitali (1) fusione dei comuni (1) genere (1) giusnaturalismo (1) global compact (1) gold standard (1) governabilità (1) governo neutrale (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra di civiltà (1) guerra valutaria (1) hansel e gretel (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) illiberale (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) incendi (1) independent contractor (1) india (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) intena (1) intervista (1) ius sanguinis (1) ivana fabris (1) joker (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge Madia (1) legge anticorruzione (1) legge antisciopero (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) leva obbligatoria (1) lex monetae (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) liberiamo (1) libra (1) linguaggio (1) link tax (1) liste civiche. (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) luddismmo (1) lula (1) madre surrogata (1) mafiodotto (1) maghreb (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) massimo bray (1) massoneria (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) matteo bortolon (1) matteo brandi (1) megalamania (1) memoria (1) mercantilismo (1) mercato (1) mercato del lavoro (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) modernità (1) molestie (1) momento polany (1) monetarismo (1) moody's (1) nascite (1) nazion (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) no allo spezzatino (1) no vax (1) nobel (1) nomine ue (1) norvegia (1) numero chiuso (1) obiezione di coscienza (1) occupy wall street (1) oligarchia eurista (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) partite iva (1) partiti (1) partito americano (1) partito brexit (1) partito umanista (1) pecchioli luigi (1) personalismo (1) petiziion (1) piaciometro (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piero visani (1) piigs (1) politicamente corretto (1) politiche austeritarie (1) polizia (1) ponte Morandi (1) popolo (1) post-elezioni (1) post-operaismo (1) postumano (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) qualunquismo (1) questione meridionale (1) quinta internazionale (1) rampini (1) rappresentanza (1) recensioni (1) regione umbria (1) rete 28 Aprile (1) ride sharing (1) rider (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) rivoluzione (1) robot killer (1) rosabrunismo (1) rublo (1) salafismo (1) salir del euro (1) sandro veronesi (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) seisàchtheia (1) sequestro minori (1) sfruttamento (1) sicurezza (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) sinismo (1) smartphone (1) social forum (1) sondaggio demos (1) specismo (1) spionaggio (1) squatter (1) stadio (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) strategia militare (1) stress test (1) sud (1) suez (1) supe-bolla (1) supply-side economics (1) svimez (1) taglio parlamentari (1) takfirismo (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) torre maura (1) tortura (1) transumanismo (1) trappola della liquidità (1) trasformismo (1) trasumanesimo (1) trenitalia (1) triptrorelina (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uberizzazione (1) ultimatum (1) vademecum (1) vadim bottoni (1) valute (1) vattimo (1) vertice di Roma (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) wahhabismo (1) xenobot (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)