Visualizzazione post con etichetta Enea Boria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Enea Boria. Mostra tutti i post

martedì 4 luglio 2017

SE QUESTO È RAZZISMO di Enea Boria

[ 4 luglio 2017 ]

Anni passati a sentirsi dire "ma allora tu rivuoi le frontiere, terrore paura e morte, il fascismo, la guerra, il razzismo" e a cercare di rispondere su un terreno razionale: no, guarda, i confini sono sempre esistiti e in una certa misura esisteranno sempre e ringrazia il cielo perché senza quelli non hai politica ma solo gli interessi delle multinazionali e delle banche, il punto è come li gestisci".

Niente.

Bisognava essere europeisti perché la retorica no border o barbarie.
Anni di scomuniche e insulti e te ne fai serenamente una ragione, finché anche tu gli insulti li commini in tempo zero perché tanto chettenefrega ormai e tempo da perdere coi minus habens non ne hai.

Poi in Italia gli europeisti si inventano il decreto Minniti Orlando, intrinsecamente razzista perchè di fronte alla legge gli immigrati hanno differente e ridotto diritto di ricorrere.
Io ho sempre detto che fatti salvi i rifugiati per i quali l'apertura deve essere incondizionata, sull'altro 80% abbondante che arriva bisogna avere la razionalità e il coraggio di ragionare per quote, a maggior ragion se il lavoro non c'è.

Ma questo, per carità, è razzismo.

Stabilire invece ope legis che di fronte alla legge non siamo tutti uguali e i nativi son figli di qualcuno mentre i non nativi son figli di puttana va benissimo e non è razzista.
E Orwell ci fa una sega...

Poi va a finire che un verde progressista europeista diventa presidente della repubblica in Austria, mentre il cancelliere è ancora un socialdemocratico, e prima delle presidenziali militarizzano il Brennero; cosa riconfermata in questi giorni a presidenziali passate.

In Francia hanno appena votato sventolando un fascismo (che non c'era) tra una destra sbirresca e sicuritaria e un'altra destra postmoderna e iperfinanziaria.
Ci han detto sostenete la seconda o guerra terrore e morte, bloccheranno le frontiere, tornerà il razzismo. Anzi, il naziputinismosovranista.

Tutto attaccato, eh.
Non memori del fatto che le frontiere a Ventimiglia erano già bloccate e militarizzate dal socialista Hollande.
Ma tant'è, godetevi Macron. 

Prima cosa ha bloccato l'acquisto dei cantieri francesi da parte di Finmec (e non si capisce perché invece quando i mangiakrauti vengono in Italia a fare shopping nessuno faccia mai altrettanto, a meno che non abbiamo un governo a libro paga), seconda cosa conferma il blocco e la militarizzazione a Ventimiglia.
Che bella la modernità progressista europeista, coi muri anti immigrati presidiati dalla gendarmerie.

Anche a sto giro i fantocci eurosognatori faranno finta di non vedere.
Ah....avesse vinto la Le Pen chissà cosa avrebbe fatto!
Una cosa molto brutta, cioè la stessa identica cosa: COGLIONI!

In Spagna altro paladino della UE confermato, Mariano Rajoy.
Anche sul suo conto gli europeisti fanno finta di non vedere che nelle enclave spagnole in Africa, l'Europa dell'open border dei loro coglioni, si "difende" come io non farei e loro invece fan finta di non vedere, a Ceuta e Melilla: filo spinato elettrificato con l'alta tensione.

Tutto questo mentre sommergiamo Erdogan, notoriamente una bella personcina, con 5-6 miliardi di euro all'anno ripartiti in quota parte su tutti i paesi UE, perchè faccia lui in Turchia il lavoro di sporco di tener chiusa con le stragi la via balcanica, cioè la porta di accesso alla mitteleuropa.

Tradotto: la Germania spende soldi altrui per regolare i flussi in casa propria, pagando un sultano per fare il lavoro sporco lontano da dove i nostri giornalisti vedono.
Poi per fare un po' di maquillage accolgono un po' di siriani, istruiti qualificati e già abituati a vivere in uno stato laico, perché integrare quelli costa meno.
E laviamoci la coscienza allegramente mentre vendiamo armi ai sauditi!

E ora?
Gentiloni, evidentemente molto autorevole e ascoltato in Europa, sono settimane che piagnucola chiedendo "dobbiamo sapere se l'Europa sugli immigrati ha deciso di lasciarci soli".
La risposta da tutta Europa all'unisono riecheggia: italiani, ATTACCATEVI AL CAZZO.
Mentre le pin up di Juncker servono cognac per correggere il kaffèèèèèè.
Buongiornissimo, Gentiloni, svegliato bene?

TESTE DI CAZZO!

Nell'impero europeo noi siamo la porta di accesso dall'Africa ed è palese da anni che ci stanno usando come stato cuscinetto, la discarica delle contraddizioni, coi trattati di Dublino firmati mentre il leghista Maroni era ministro dell'interno calcolando di poter poi speculare elettoralmente sulle contraddizioni create.

L'avete voluta l'Europa no border?

Eccola qua.

Un impero nel quale la mobilità intraeuropea è garantita non perché siete persone ma perché siete portatori di forza lavoro, fattori produttivi, in una oscena asta al ribasso dove i valori al ribasso son le vostre vite.
E fuori umanitarissimi fili spinati. (con l'alta tensione)
Col vostro paese usato oscenamente come discarica-cuscinetto.

Dove siete ora, che l'Europa ci serviva per "tenere tutte le frontiere aperte"?
Dove siete ora che vien fuori che Europa e Trump sono la stessa cosa, cioè due imperi, che fanno quel che normalmente fa qualsiasi impero?
Dove siete ora, voi che "non si può fare a meno dell'Europa perché i diritti umani e le frontiere aperte"?

Fate schifo, sappiatelo, sepolcri imbiancati.

giovedì 9 febbraio 2017

RIFLESSIONI (SCOMODE) SUL SUICIDIO DI MICHELE

[ 9 febbraio ]

Ieri pubblicavamo quanto Enea Boria ha scritto sul suicidio di Michele. Le sue riflessioni hanno suscitato un dibattito tra compagni di P101. Rispetto alle sciocchezze che circolano sui giornali (vedi, ad esempio, QUI e QUI), un pizzico di pensieri sensati.

CONTRO IL NICHILISMO

«Ringrazio Enea per aver segnalato la lettera del suicida Michele e le sue riflessioni.
“Parliamone”, ci chiede Angela.E allora parliamone.

Mi pare che le riflessioni di Enea non c’entrino il bersaglio o, quantomeno non vadano al cuore del discorso.
Michele ci sta indicando la luna, non fissiamoci sul dito.
Forse mi sbaglio, ma colgo un abisso di funereo nichilismo nella lettera di commiato, un abisso tetro entro cui la denuncia sociale sprofonda fino a diventare del tutto irrilevante. Peggio: funzionale all’autoannientamento di sé.
La frase che a me pare costituisca il centro geometrico del suo discorso potente, è questa:
«Non posso imporre la mia essenza, ma la mia assenza si, e il nulla assoluto è sempre meglio di un tutto dove non puoi essere felice facendo il tuo destino... Sono entrato in questo mondo da persona libera, e da persona libera ne sono uscito, perché non mi piaceva nemmeno un po’. Basta con le ipocrisie... Non esiste niente che non si possa separare, la morte è solo lo strumento. Il libero arbitrio obbedisce all’individuo, non ai comodi degli altri».
E’ indubbia la profondità filosofica ed esistenzialistica di questo racconto. A questo livello dovremmo essere in grado di misurarci, se possibile evitando banalizzazioni politiciste. Michele non scrive parole a caso, esprime un pensiero coerente, ci scaraventa addosso una vera e propria visione del mondo, nichilistica appunto. Un nichilismo che certo viene da lontano, da molto molto lontano, ma che è diventato, qui sta il punto che strappa la questione ai cenacoli dei filosofi, un senso comune tra le nuove generazioni. Un nichlismo autodistruttivo che porta i pochi al suicidio ed i più alla catalessi, al disincanto paralizzante, all’eutanasia. Un nichilsimo certamente indotto ma profondamente introiettato, che è diventato un vero e proprio genocidio di massa delle volontà.
Misuriamoci, per batterlo, con questo nichilismo di massa, altrimenti saremo sopraffatti.
E questo a me pare proprio il terreno su cui ci giochiamo il futuro del nostro Paese, e con esso quello della nostra causa socialista.

Forse mi sarà sfuggito qualcosa, ma non leggo in rete altri giudizi se non quelli di empatia —dichiarata o sottesa—con Michele suicida, una obliqua condivisione che si fa scudo del comune rifiuto del mondo in cui viviamo.

Non va bene, non va per niente bene.

Vogliamo parlarne davvero? Facciamolo per dio!

Spero capendo che qui la lotta è su due fronti, quello politico-sociale contro il nemico che si erge davanti a noi, e quella etica (non banalmente culturale) contro il nemico che si annida (e dilaga insidioso) tra noi: il nichilismo. Se non lo battiamo tutto è perduto.
Altro che Costituzione, sovranità e democrazia! Se avanza l’autoannientamento nichilistico del soggetto rivoluzionario, tutto è perduto».

Moreno Pasquinelli


VITTIMA DELLA STORIA O DELLA SUA STORIA?



«Moreno, comincio dalla fine del tuo scritto.
“Se avanza l’autoannientamento nichilistico del soggetto rivoluzionario, tutto è perduto”.

Credo di intuire l’angoscia con cui paventi questa degenerazione che potrebbe coinvolgere un soggetto rivoluzionario, ma su alcune conclusioni sarebbe meglio riflettere fino in fondo.

Un soggetto rivoluzionario non può essere nichilista per definizione.

Un soggetto rivoluzionario si attiva per qualcosa, per una sostanza concreta, ovvero l’affermazione di una realtà antagonista di quella esistente e ad essa opposta, in cui i canoni di riferimento vengono capovolti, rivoluzionati.

Sul piano filosofico quindi il soggetto politico rivoluzionario è al riparo dal nichilismo “culturale” o dal pessimismo passivo rispondendo al semplice principio di non-contraddizione della logica classica aristotelica, non potendo affermare contemporaneamente una cosa e il suo contrario.

E fin qui la filosofia che a mio avviso è, insieme alla cultura in generale e alla politica, parte di una stessa sfera che trova riscontro nella realtà fatta di bisogni da soddisfare, realtà che è al centro della sfera determinandola e lasciandosi di riflesso determinare.

Condivido molto di quanto ha scritto Enea, soprattutto quando in sostanza interpreta le ragioni di Michele come un atto fondamentalmente egoistico per quanto degno di rispetto e riflesso di un pensiero dominante. Così come condivido che questo fatto rappresenta una sconfitta per tutti noi.

Consideriamo il fatto che non sono pochi quelli che lotterebbero e vorrebbero ribellarsi non per sfogarsi ma per costruire ma che non sanno da dove cominciare anche se sarebbero pronti ad arruolarsi in un "esercito" che non c'è, o che non c'è ancora.
In questo senso la sconfitta è anche nostra, parlo di noi che abbiamo fatto dell'impegno politico una ragione forte della nostra esistenza che coinvolge la sfera etica di valori riconducibili (spero) all'empatia sociale, ai valori di giustizia, solidarietà, pace.
Oggi che le condizioni oggettive si stanno consolidando dobbiamo capire come non restare isolati da quella parte della società per cui ci impegniamo e per la quale vorremmo lottare.
Questo nodo va risolto!

Poi Morene scrive:
“…Michele non scrive parole a caso, esprime un pensiero coerente, ci scaraventa addosso una vera e propria visione del mondo, nichilistica appunto. Un nichilismo che certo viene da lontano, da molto molto lontano, ma che è diventato, qui sta il punto che strappa la questione ai cenacoli dei filosofi, un senso comune tra le nuove generazioni. Un nichilismo autodistruttivo che porta i pochi al suicidio ed i più alla catalessi, al disincanto paralizzante, all’eutanasia. Un nichilismo certamente indotto ma profondamente introiettato, che è diventato un vero e proprio genocidio di massa delle volontà.
Misuriamoci, per batterlo, con questo nichilismo di massa, altrimenti saremo sopraffatti.
E questo a me pare proprio il terreno su cui ci giochiamo il futuro del nostro Paese, e con esso quello della nostra causa socialista”.
Questo non è semplicemente un appello.
E’ un manifesto, una vera e propria exhortatio che dobbiamo ricevere e non rendere vana riflettendo su quello che abbiamo fatto finora, su quello che stiamo facendo e su quello che vogliamo fare.

E’ difficile adesso stabilire se il ragazzo che si è ucciso sia vittima della Storia o della sua storia.
Probabilmente di entrambe ma sappiamo e non possiamo ignorare che la dimensione sociale di annullamento della dignità insieme a quella economica che la produce negando il soddisfacimento dei bisogni di base attraverso una banale ma indispensabile vita lavorativa, hanno avuto parte determinante in un gesto di rinuncia che non si può liquidare come deriva esistenzialistica o nichilistica capace di influenzare, per contagio, la sfera sociale che è già decisamente nichilistica, non per scelta ma per mancanza di alternative politiche, e quindi culturali, esistenziali.

In calce alla lettera tutti abbiamo letto: “P.S. Complimenti al ministro Poletti. Lui sì che ci valorizza a noi stronzi”.
Qui non c’è solo nichilismo. E’ un atto d’accuso e un riconoscimento all’arroganza di un potere che determina e che pare non si riesca a contrastare; un modo del conflitto e della politica di cui noi facciamo comunque parte, per quanto in chiave oppositiva e antagonista.

Spetta dunque anche a noi avere lungimiranza e polso della situazione.

Relativamente alla questione posta il vero problema non la realtà in quanto tale o il rischio di contagio nichilistico della sfera politica; il problema è che si è strutturata una realtà con cui il soggetto debole non può interagire se non subendola e questo crea un muro spesso e invalicabile che si chiama nihil, un vuoto sociale ed esistenziale in cui nessuna soluzione appare possibile.
Il problema non è degli ultimi, ma dei penultimi.


Voglio dire che il suicidio economico o anche culturale è legato ad un processo di declassamento che coinvolge solo marginalmente, sul mero piano statistico, gli occupanti dell’ultimo gradino, non avendo essi categorie di confronto perché non hanno mai avuto niente. Possono sì lasciarsi andare al fatalismo, alla rassegnazione o allo sterile ribellismo ma non ponderano l’idea di farsi fuori e non si lasciano contagiare dal nichilismo, perché a fronte di una sofferenza quotidiana di stenti legati alla sopravvivenza manca l’elemento psicologico della perdita.


Il fatto che l’ultimo gradino è sempre più affollato capovolge la direzione del conflitto sociale e spiega come in passato il conflitto veniva alimentato dalla prospettiva di guadagnare migliori condizioni di vita mentre oggi è determinato dall'angoscia di non perdere posizioni acquisite.


Questo fa la differenza ma non spiega del tutto come oggi c’è un conflitto di classe con le classi tradizionali rimescolate tra loro ma non c’è lotta di classe.

La lotta è una prospettiva esistenziale e non solo politica perché comunque definisce e rende attore un soggetto rispetto alla realtà.

Quando dici che su questo terreno ci giochiamo il futuro del nostro Paese, e con esso quello della nostra causa socialista, dici la cosa giusta.

Il nichilismo lo si combatte portando la lotta da virtual game, da simulazione, a scontro reale, nei modi e nei termini consentiti dall’oggettività storica della situazione che resta maledettamente conflittuale.

In questo tutti noi dobbiamo sentire una grande responsabilità.

Il marxismo non è un modello di società definito ma un metodo di comprensione della realtà storicamente data; metodo che predispone all’azione affinché un modello sociale contrapposto, politicamente giustificato, possa avere la ragionevole aspettativa d’affermarsi.

Noi che ci consideriamo un’avanguardia politica dobbiamo ricordarci che si va avanti a guardare per poi ritornare alla base e organizzare l’azione, e la base è in mezzo ai ceti popolari distrutti dalla crisi; allo stesso modo dobbiamo essere capaci d’agire in retroguardia difendendo la nostra missione dall’opportunismo, e oggi, nel mondo dell’immagine, anche dal narcisismo e dall’esibizionismo in cui troppo spesso alcuni nostri interlocutori parlano di se stessi e troppo poco dei destinatari delle politiche che vorremmo realizzare.

Quindi ricevo il tuo appello compagno Moreno, e senza trascurare l’importanza strategica delle conferenze e degli incontri al vertice, dovremo essere lì, dove il conflitto brucia.

Con la prudenza di non declinare da avanguardia politica ad élite pensante possiamo affermare che la lotta saggiamente organizzata nel popolo, con il popolo e per il nostro popolo è il miglior antidoto contro ogni forma di nichilismo».
Franz Altomare

Libero arbitrio e individualismo


«E' giusto parlarne, perchè quando si è persone che si impegnano nella società è fondamentale avere dei moventi e confrontarli.
Avere dei moventi non vuol dire soltanto avere un programma ma, forse ancor di più, vuol dire avere una visione del mondo e della vita, essere portatori di una cultura politica.

Moreno ha sicuramente ragione dicendo che in questo caso ciò che lascia attoniti è il nichilismo e del resto io, che non sono in generale troppo portato a mettere le questioni sul piano filosofico, ho indicato un bisogno operativo per combattere una società che genera inevitabilmente "persone-scarto".

Indicherei però diversamente le cose dalle quali questo nichilismo viene fuori, in altri significanti e in altri passaggi.
Il problema per me non sta nel fatto che uno dica "sono arrivato libero e me ne vado libero, se qui non mi piace".
E' già più problematico, invece, che il libero arbitrio obbedisca soltanto all'individuo.
Sulla mia vita, si, perchè sono agnostico e questo è un punto di vista da senzadio.
Ma le mie scelte su un'infinità di altre cose non sono mica solo cazzi miei, dato che ho delle responsabilità verso gli altri.
Il libero arbitrio non mi giustifica, altrimenti diventa un libero arbitrio da delinquente.

Quindi attenzione: quand'anche una persona non creda di dover rendere conto in un'altra vita ( e la logica di questo ragazzo mi pare indichi questa tendenza ), questo significa che un senso a sé stessi bisogna costruirselo QUI, adesso. Non essendoci né premi né ricompense, né "compensazioni" ( gli ultimi saranno i primi ), non ci sono margini per riparare a fallimenti nei quali si sia messo sforzo sincero e buona fede.
Hai una sola mano da giocarti: se te la giochi male ti tocca morire senza rispetto di te stesso e questo aumenta enormemente la responsabilità che adesso uno deve sentire verso sé stesso E GLI ALTRI. La buona fede, lo sforzo sincero, nemmeno l'altruismo bastano.
La posta è massima minuto per minuto e non ci sono gli esami a settembre.
Puoi anche pensare che non ci sarà un Giudice ma, dal mio punto di vista, questo vuol dire che giorno per giorno ti tocca essere giudice di sé stesso e ti tocca pure essere cattivo, se non vuoi arrivare alla fine della sola mano che hai da giocarti pensando di averla sprecata perchè sei un pirla.

La dimensione nichilista di quel che Michele ha pensato prima di morire per me sta nel fatto che in quello che dice....non ci sono gli altri.
Ci sono le aspettative frustrate ( ingiustamente ), dell'individuo.
C'è la denuncia, puntuale, delle storture di una società che non si sforza più neanche remotamente di essere per tutti, ma c'è un insieme di aspirazioni che non ha mai la prospettiva di quel che possiamo fare con gli altri.
In una dimensione sociale, che non sia semplicemente trovarsi una donna che in fin dei conti significa semplicemente per entrambi ampliare la sfera del sé stessi.
E manca quindi la comprensione, ovvia e naturale, del fatto che per chi queste ingiustizie le subisce, è solo lo spirito di corpo con chi subisce la stessa ingiustizia la strada di un riscatto; perchè sull'ingiustizia qualcuno prospera e l'ingiustizia non si risolve perchè lo chiedi per piacere, perchè hai studiato, perchè sei diventato un bravo grafico, ti sforzi di essere onesto, credi che ciascuno dovrebbe avere un posto a questo mondo.
Col piffero, non è mai stato così.
Non c'è MAI stata una redenzione individuale, salvo sporadiche botte di culo.
Non c'è bisogno di essere comunisti formati per sapere che l'unione fa la forza per chi non nasce figlio di papà: sarebbe banale buon senso.

Non lo è però per la narrazione fintamente meritocratica del madeself man che è poi la narrazione dominante che tiene buona la gente, la inevitabile massa degli sconfitti, perchè la sua conseguenza ovvia è che se sei sconfitto è colpa tua!
Altro che protestare, hai avuto quel che meritavi.
Che sia forse questo ciò che ha schiacciato Michele? Questo giudizio? Temo che sia più che un semplice dubbio.

Che hai fatto Michele, per ribellarti insieme agli altri milioni di sfigati?
Che hai fatto Michele, per essere veramente anticonformista, quando esserlo veramente significa non sentire sul proprio cuore il peso della disapprovazione altrui di cui invece poche righe prima ti lamentavi, dicendo di averne abbastanza?

E' la dimensione, anzi, l'orizzonte assolutamente impolitico di una denuncia che pure è politica perchè è denuncia di ingiustizia, ad essere nichilista; perchè non contempla una prospettiva di riscatto se non individuale.
Il che è una contraddizione in termini, se non sei nato dal lato giusto del privilegio.

Questa è la dimensione, ai miei occhi, tragica di Michele.
L'ideologia liberale e la società che ne discende lo hanno ucciso. Ma lui quella società oscena non sapeva leggerla in altro modo che attraverso il liberalismo, cioè l'individualismo metodologico, e proprio per questo non ha capito che procedendo individualmente e pensando individualisticamente, non poteva fare altro che fallire.
Ha perso perchè in realtà non ci ha provato; si è esaurito e consumato nel tentativo sbagliato.

Questa, purtroppo, è anche la misura di quanto nella fase storica che in questi giorni arriva ad esaurimento non ci abbiano semplicemente sconfitti.
Ci hanno asfaltati e non contenti hanno messo la retromarcia e ci sono ripassati sopra anche nell'altro verso.
Perchè quello che si capisce da quel che accade nel mondo confrontato con le parole di Michele, è che NON è vero che la storia è finita, ma nel senso comune della gente non è contemplato un altro modo per leggere la storia che sia altro dalla cultura e dal punto di vista di quelli che hanno vinto fin qui.
La storia ha sconfito Fukuyama, ma al momento solo la subcultura di Fukuyama è sul tavolo mentre quella lettura della storia crolla.
E un ragazzo ci ha rimesso la pelle.

Michele, a me, ha sbattuto in faccia questo.
Lui ha detto basta, alle sue condizioni. Questo lo rispetto, anche se non lo condivido.
Io resto qua invece, ma che lui sia morto, è una sconfitta anche a mia.
E' una sconfitta anche nostra.
Perchè non avremo alcun vero cambiamento la fuori con una semplice ribellione, fino a quanto le persone non reimparano da capo che alla vita e al senso di sé si può guardare anche in un altro modo da quello che la società dei vincitori ci ha insegnato, che vincere non è solo e necessariamente una affermazione individuale ma ad esempio, aver tempo da condividere con chi vuoi per fare quello che ti piace e non quello che "devi",perchè non hai bisogno di preoccuparti di mettere in tavola un pasto anche domani.
"Chissà cosa si prova a vincere"?
Il punto è: perchè dobbiamo accettare quel paradigma di cosa voglia dire vincere dato che in quel paradigma possiamo solo perdere?»

Enea Boria


«Dinanzi ad un comportamento violento c'è sempre la paura è come si sa dinanzi ad essa o si fugge o si attacca.
Credo che Michele sia vissuto nella paura da sempre , in famiglia, nei rapporti sentimentali , nella società'
Scrive:
Ho vissuto (male) per trent'anni
Scrive
Non si può pretendere di essere amati
Scrive
Di essere preso in giro, di essere messo da parte

Ci dice quindi che più' che essere CAPITO è' stato solo è sempre raddrizzato non ultimo da uno dei rappresentanti dello Stato, complimentandosi con il Ministro Poletti
Sono tutti capaci ad insegnare senza ascoltare i desideri le volonta' ed i bisogni dell'altro.

Il tema dei "soldi" ha invaso ogni campo della vita di ognuno è' il discorso principale che si affronta nelle case, nei luoghi di lavoro, nei programmi televisivi .....

Il denaro oggi ha comprato anche il più' importante degli insegnamenti che soprattutto i giovani hanno il diritto di riconquistare che è
QUELLO RIGUARDANTE IL VALORE E LA BELLEZZA DELLA VITA E CHE DINANZI A NESSUN OSTACOLO L' ESSERE UMANO È' AUTORIZZATO A PRIVARSENE

Il mio profondo grazie ad Enea,Moreno, Franz che oltre ad aver condiviso con tutti noi le loro profonde riflessioni hanno aggiunto vitalita' al nostro percorso, per combattere oltre all'euro,all'Europa e alla nato la PAURA.....voluta da veri criminali».
Angela Matteucci



mercoledì 8 febbraio 2017

IL SUICIDIO DI MICHELE di Enea Boria

[ 8 febbraio ]

La toccante lettera (vedi più sotto) con cui Michele ha giustificato il suo suicidio sta facendo il giro delle rete e dei media di regime. Una lettera, osiamo dire, filosoficamente densa, frutto del disastro sociale, ma anche figlia di T.I.N.A. (There Is No Alternative) e della cultura nichilistica che va per la maggiore e che dev'essere combattuta. Ci torneremo su....


Vedete: non perdere tempo con gli scannamenti correntizi delle sinistre in questo paese non è un atto di settarismo o di spocchia, ma di pulizia morale.
Si muore così in questo paese, come questo tragico articolo ci mostra; mentre si sa benissimo quali siano i problemi ma non si riesce a farne un orizzonte di lotta perché:
- qualcuno deve coltivarsi l'orticello,
- qualcun altro la rendita di posizione,
- a qualcun altro rode il culo dover, prima di riposizionarsi, ammettere che da 30 anni in qua non ci ha capito un cazzo,
- qualcun altro ancora deve difendere una idea di internazionalismo ( astratta ) e pure mutuata dai liberisti e gli interessa di più sentirsi puro che concreto
- qualcun altro, ancor più prosaicamente, ha una cadrega sotto al culo a Strasburgo e 15.000 €/mese di entrate, e che vuoi fare, sputarci sopra?
Vale per tutti, non è che c'è qualche soggetto meno colpevole e qualcuno di più.

Questo discorso vale dalla Rifondazione Comunista che resta inchiodata alla ferreriana teoria del tubetto di dentifricio e che perora la causa della disobbedienza all'UE dall'interno, come se essa fosse possibile dopo la dimostrazione empirica greca del fatto che l'unico modo per essere contro è essere fuori.

Questo discorso vale per Sinistra Italiana che ancora considera una base di discussione seria l'emendamento alla tesi n.14 del proprio congresso, a firma Cofferati, Castellina, Casarini ( e altri ) pensato per disarmare in un modo purchessia il pericoloso avventurismo della tesi base, per la quale si è impagnato Fassina, che invece costituisce proprio il risicatissimo minimo sindacale del senso della realtà necessario per provare almeno a rimettersi a ragionare sul mondo reale.

Questo discorso vale per tutti gli altri gruppi e gruppetti che, rifugiatisi in una dimensione parallela di rifiuto della realtà, si lavano la coscienza predicando rivoluzioni perché con una qualsiasi riforma è inutile sporcarsi le mani e come risultato non fanno altro che predicare allo specchio quanto son bravi non capendo quanto, in realtà, siano semplicemente inutili.

Questo discorso vale per chiunque consideri la propria ristretta identità più importante della vita di Michele.

Basta.

L'Unione Europea, epifenomeno regionale della globalizzazione, è in crisi e né i grandi capitalisti né gli eurocrati loro portaborse, né i nostri governanti-maggiordomi dei ceti dominanti, hanno una soluzione ovvia dall'alto per risolvere il problema: abbatterla per ripristinare condizioni minime di democrazia cioè di eguaglianza sostanziale, garantite dallo stato sociale e dall'impegno dello Stato per la piena occupazione in regime di economia mista, è UN DOVERE NON RIMANDABILE.
E' una questione di pulizia morale.

Non ce l'abbiamo altri 5 anni da spendere per spiegare a dirigenti politici decotti e ai 14 militonti che ancora gli vanno dietro convinti che la loro identità sia l'europeismo più che non la difesa del lavoro contro il capitale, che i DEF vengono stilati tenendo conto di parametri quali l'output gap o la disoccupazione di equilibrio non inflattiva e che quindi, per tenere in piedi l'euro, in Italia non possiamo far scendere la disoccupazione sotto l'11% o in Spagna e in Grecia sotto il 20%.

Non ce li abbiamo altri 5 anni per redimere idioti, cerebrolesi, liberisti per sentito dire convinti di essere comunisti, e/o collusi che devono fare discorsi compatibili con lo status quo perché devono difendere la propria seggiola da assessore eletto stando al gancio del PD.
O troveranno una soluzione dall'alto alla crisi europea completando questa oscena restaurazione oligarchica che della democrazia ci lascia solo formali e vuoti simulacri, o la soluzione l'avremo da destra, passando la liberismo a fascismo, da padella a brace.
Stretti tra Scilla e Cariddi bisogna lavorare SUBITO a una soluzione democratica, chiaramente altra sia alle destre liberiste sia alle destre xenofobe, al cui servizio tutte le sinistre devono mettersi senza farci perdere ulteriore tempo in CAZZATE.

Chi non ha capito dopo 8 anni di crisi non è parte della soluzione ma del problema; dirigenze che si ostinano a non dire il necessario o sono troppo inette o troppo in malafede.
Nel frattempo destre più spregiudicate cavalcano la medesima contraddizione condendola con razzismi assortiti, islamofobia e prospettive di stato minimo cioè di liberismo con altri mezzi. ( Da AfD alla Lega passando per FN la musica è sempre la stessa: sicuritarismo sbirresco, guerra tra poveri, odio verso i più disgraziati invece che verso gli sfruttatori, modello dello "stato minimo" liberista reiterato con altri mezzi, transitando dal mercantilismo subìto al mercantilismo praticato )
Insomma parliamo dell'ennesimo tragico inganno, ma ugualmente più "credibile" agli occhi del sofferente popolo lavoratore perché almeno essi partono dal confrontarsi con una contraddizione reale che la gente ha ormai compreso e che a sinistra si preferisce continuare ad esorcizzare.

Serve un movimento popolare, democratico, socialista ( ma si può anche non dirlo apertamente se qualche democratico non troppo di sinistra si spaventa per i nomi. I nomi non sono mai una priorità rispetto alla sostanza ) ma non identitario, al limite populistico, che parli semplicemente e dica la verità.
Lo dobbiamo a Michele.

Tutto il resto, diciamocelo, sono ormai soltanto squallide seghe mentali; masturbazioni in politichese cinicamente dispensate stando coi piedi sopra le tombe dei morti, chiacchiere che non meritano più alcun rispetto.

Quando non ci sono più soltanto in ballo culture e identità politiche ma le tombe di ragazzi ancora giovani che si ammazzano perché questa società è diventata troppo oscenamente ingiusta, essere pratici e pragmatici oltre che indisponibili a ulteriori perdite di tempo, diventa una questione sopra a tutto il resto di pulizia morale.



LA LETTERA D'ADDIO DI MICHELE

Con questa lettera un trentenne friulano ha detto addio alla vita. Si è ucciso stanco del precariato professionale e accusa chi ha tradito la sua generazione, lasciandola senza prospettive. La lettera viene pubblicata per volontà dei genitori, perché questa denuncia non cada nel vuoto: «Di Michele - dice la madre - ricorderemo il suo gesto di ribellione estrema e il suo grido, simile ad altri che migliaia di altri giovani probabilmente pensano ogni giorno di fronte ad una realtà che distrugge i sogni»

Ho vissuto (male) per trent’anni, qualcuno dirà che è troppo poco. Quel qualcuno non è in grado di stabilire quali sono i limiti di sopportazione, perché sono soggettivi, non oggettivi.
Ho cercato di essere una brava persona, ho commessi molti errori, ho fatto molti tentativi, ho cercato di darmi un senso e uno scopo usando le mie risorse, di fare del malessere un’arte.
Ma le domande non finiscono mai, e io di sentirne sono stufo. E sono stufo anche di pormene. Sono stufo di fare sforzi senza ottenere risultati, stufo di critiche, stufo di colloqui di lavoro come grafico inutili, stufo di sprecare sentimenti e desideri per l’altro genere (che evidentemente non ha bisogno di me), stufo di invidiare, stufo di chiedermi cosa si prova a vincere, di dover giustificare la mia esistenza senza averla determinata, stufo di dover rispondere alle aspettative di tutti senza aver mai visto soddisfatte le mie, stufo di fare buon viso a pessima sorte, di fingere interesse, di illudermi, di essere preso in giro, di essere messo da parte e di sentirmi dire che la sensibilità è una grande qualità.
Tutte balle. Se la sensibilità fosse davvero una grande qualità, sarebbe oggetto di ricerca. Non lo è mai stata e mai lo sarà, perché questa è la realtà sbagliata, è una dimensione dove conta la praticità che non premia i talenti, le alternative, sbeffeggia le ambizioni, insulta i sogni e qualunque cosa non si possa inquadrare nella cosiddetta normalità. Non la posso riconoscere come mia.
Da questa realtà non si può pretendere niente. Non si può pretendere un lavoro, non si può pretendere di essere amati, non si possono pretendere riconoscimenti, non si può pretendere di pretendere la sicurezza, non si può pretendere un ambiente stabile.
A quest’ultimo proposito, le cose per voi si metteranno talmente male che tra un po’ non potrete pretendere nemmeno cibo, elettricità o acqua corrente, ma ovviamente non è più un mio problema. Il futuro sarà un disastro a cui non voglio assistere, e nemmeno partecipare. Buona fortuna a chi se la sente di affrontarlo.
Non è assolutamente questo il mondo che mi doveva essere consegnato, e nessuno mi può costringere a continuare a farne parte. È un incubo di problemi, privo di identità, privo di garanzie, privo di punti di riferimento, e privo ormai anche di prospettive.
Non ci sono le condizioni per impormi, e io non ho i poteri o i mezzi per crearle. Non sono rappresentato da niente di ciò che vedo e non gli attribuisco nessun senso: io non c’entro nulla con tutto questo. Non posso passare la vita a combattere solo per sopravvivere, per avere lo spazio che sarebbe dovuto, o quello che spetta di diritto, cercando di cavare il meglio dal peggio che si sia mai visto per avere il minimo possibile. Io non me ne faccio niente del minimo, volevo il massimo, ma il massimo non è a mia disposizione.
Di no come risposta non si vive, di no si muore, e non c’è mai stato posto qui per ciò che volevo, quindi in realtà, non sono mai esistito. Io non ho tradito, io mi sento tradito, da un’epoca che si permette di accantonarmi, invece di accogliermi come sarebbe suo dovere fare.
Lo stato generale delle cose per me è inaccettabile, non intendo più farmene carico e penso che sia giusto che ogni tanto qualcuno ricordi a tutti che siamo liberi, che esiste l’alternativa al soffrire: smettere. Se vivere non può essere un piacere, allora non può nemmeno diventare un obbligo, e io l’ho dimostrato. Mi rendo conto di fare del male e di darvi un enorme dolore, ma la mia rabbia ormai è tale che se non faccio questo, finirà ancora peggio, e di altro odio non c’è davvero bisogno.
Sono entrato in questo mondo da persona libera, e da persona libera ne sono uscito, perché non mi piaceva nemmeno un po’. Basta con le ipocrisie.
Non mi faccio ricattare dal fatto che è l’unico possibile, io modello unico non funziona. Siete voi che fate i conti con me, non io con voi. Io sono un anticonformista, da sempre, e ho il diritto di dire ciò che penso, di fare la mia scelta, a qualsiasi costo. Non esiste niente che non si possa separare, la morte è solo lo strumento. Il libero arbitrio obbedisce all’individuo, non ai comodi degli altri.
Io lo so che questa cosa vi sembra una follia, ma non lo è. È solo delusione. Mi è passata la voglia: non qui e non ora. Non posso imporre la mia essenza, ma la mia assenza si, e il nulla assoluto è sempre meglio di un tutto dove non puoi essere felice facendo il tuo destino.
Perdonatemi, mamma e papà, se potete, ma ora sono di nuovo a casa. Sto bene.
Dentro di me non c’era caos. Dentro di me c’era ordine. Questa generazione si vendica di un furto, il furto della felicità. Chiedo scusa a tutti i miei amici. Non odiatemi. Grazie per i bei momenti insieme, siete tutti migliori di me. Questo non è un insulto alle mie origini, ma un’accusa di alto tradimento.
P.S. Complimenti al ministro Poletti. Lui sì che ci valorizza a noi stronzi.
Ho resistito finché ho potuto.
Michele
Da Il Messagero veneto (edizione di Udine) del 7 febbraio.

venerdì 26 febbraio 2016

BREXIT... E L'ARTICOLO 11 di Enea Boria*

[ 26 febbraio ]

Gli europeisti sembrano molto contenti del fatto che si sia raggiunto un accordo tra il governo britannico e l'UE e che, sulla base di questo accordo, sembri al momento nei sondaggi che vincerebbe l'opzione della permanenza nell'UE nel referendum sull'ipotesi Brexit.
Parlo soprattutto dei cosmonauti (*) di Sinistra Italiana. [ * il riferimento non è al tempo in cui, da bambini, a secondo delle idee delle famiglie di provenienza ci dividevamo tra quelli che volevano diventare astronauti e quelli che volevano diventare cosmonauti e, a ben vedere, nemmeno all'assemblea appena conclusa denominata "Cosmopolitica" che dovrebbe essere preludio alla costituzione del nuovo partito di sinistra. Il riferimento è piuttosto volto al fatto che, dai ragionamenti che fanno, è lecito dubitare che i sinistrati italiani vivano effettivamente sul pianeta Terra ]
Mi domando però perché, in queste valutazioni, gli europeisti omettano di ricordare che:
1) Cameron aveva un potere contrattuale perché non aderendo all'euro non potevano minacciarlo di alcunché.
2) Se anche al referendum dovesse vincere l'opzione in favore della permanenza nella UE resterebbe ugualmente il precedente del referendum per prendere una simile decisione.
Ammesso che questa sia una vittoria per gli europeisti, non è più che una mezza vittoria
3) Tutte le clausole contrattate da Cameron, che già si aggiungono all'opt-out sulla moneta unica, disarmano il referendum proprio perché, di fatto, il Regno Unito è già a tutti gli effetti fuori.
4) L'unica cosa che interessa al governo conservatore britannico, il governo della City, è la mobilità dei capitali, e in effetti l'accordo siglato è un cavallo di Troia del TTIP proprio su questo fronte.
Tutto si può mettere in discussione ma non l'integrazione dei mercati dei capitali.
Che da "sinistra" si possa esserne contenti dimostra soltanto in che baratro sia sprofondata la sinistra nostrana. Baratro d'idiozia, s'intende. Anche perché, sia detto per inciso, sarebbe il caso di ricordare che Corbyn non sembra, invece, troppo contento dei contenuti dell'accordo nonostante continui molto timidamente a sostenere le ragione della permanenza del Regno Unito nell'UE.
5) Il Regno Unito dai tempi della Tatcher ha liquidato il manifatturiero e nel poco che gliene resta, spesso, fanno lavorare a basso costo operai stranieri. Adesso è stato negoziato il fatto che i lavoratori originari di paesi appartenenti all'UE che vanno a lavorare nel Regno Unito, 
per 7 anni non hanno gli stessi diritti dei locali.
Il che domostra:
5.a) che l'UE esiste soltanto per garantire la mobilità dei capitali, e danneggiare i lavoratori nei loro diritti fondamentali.
5.b) che l'accordo UE/UK è anche un chiodo sul coperchio della bara del trattato di Schengen, vedi alla voce mobilità delle persone.
Insomma, per fare il modo che il referendum dia la vittoria alla permanenza nell'UE, gli accordi pre-referendum tra UE e Regno Unito sanciscono che l'UE come prospettiva di integrazione politica è finita e seppellita.
Restano sul tavolo soltanto integrazioni bancarie e di mercato, rispetto alle quali l'unico modo per negoziare senza essere schiacciati dal governo tedesco è essere almeno fuori dall'euro.
Difficile immaginare, dal punto di vista europeista, qualcosa che somigli di più alla proverbiale vittoria di Pirro.
D'altra parte è evidente che di fronte ad uno scenario di frammentazione già in atto l'unica preoccupazione degli europeisti è prendere tempo rispetto alla creazione di precedenti politici e giuridici.
Con questo accordo non si elimina il precedente del referendum sull'eventuale fuoriuscita ma, forse, si pospone il concreto precedente politico/giuridico di una effettiva fuoriuscita e del concreto ricorso al famigerato articolo n°50 del Trattato sull'Unione Europea.

C'è però un problema di consequenzialità logica rispetto al quale vorrei capire come pensino di cavarsela gli europeisti.

L'articolo 11 della Costituzione recita:
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Intanto andrebbe ricordata, in particolar modo alla Presidente Boldrini, la differenza tra limitazione e cessione. In secondo luogo l'accordo UE/UK appena raggiunto formalizza un nuovo assetto per la UE; un assetto entro il quale determinati paesi cedono sovranità, la Germania estende su di essi la propria sovranità per tramite dell'UE, alla Francia è permesso raccogliere le briciole che cadono dal piatto tedesco, e al Regno Unito è concesso chiamarsene fuori purché, solo formalmente, risulti che siano ancora dentro.
E' palese l'assoluta asimmetricità di questi rapporti politici concernenti la gestione delle reciproche sovranità nazionali.

Come si coniuga questa, ormai anche formalmente riconosciuta, asimmetricità, col principio costituzionale della parità di condizioni, nel caso in cui si stipulino accordi internazionali con altri paesi che comportino bilaterali limitazioni di sovranità?

Sorvoliamo per carità di Patria sul già citato fatto che la Costituzione parli di limitazioni e non di cessioni, e che l'ambito nel quale si contempla la possibilità di limitare la sovranità, su basi di parità, possa essere finalizzato esclusivamente al mantenimento della pace ( il riferimento implicito era all'ONU, non all'UE ) e non alla salvezza della moneta unica.



* Enea Boria è membro del Consiglio nazionale di P101

lunedì 18 gennaio 2016

ACHTUNG! TRUFFA A SINISTRA! di Enea Boria*

[ 18 gennaio ]

* Enea Boria è membro del Consiglio nazionale di P101.

In questi giorni c'è grande "agitazione (lollone) sotto i cieli della "sinistra" circa una serie di operazione di scomposizione-ricomposizione, nel segno del solito burocratume e dei soliti non-progetti.

Da un lato i Viale & Spinelli che cercano di rivitalizzare l'Altra Europa più o meno insieme ad una Rifondazione ormai completamente in disarmo e allo sbando, dall'altro Sel avvia una costituente nella quale cerca di allargarsi cambiando nome, lasciando però temi (sbagliati o elusi) ed osceni burocrati culi di piombo, col culo chirurgicamente suturato alla poltrona, tutti al loro posto.

L'operazione merita di essere smascherata.

Se, tanto per fare un esempio tra le centinaia di discorsi di buon senso che si potrebbero citare, hanno ragione P101 [ 1 ]o Giorgio Cremaschi [ 2 ] nel sostenere che non puoi fare assolutamente nulla di positivo senza prima sciogliere il nodo UE-euro (e possibilmente anche Nato) e che quindi chi questo nodo lo elude "preferisce perdere" e sta truffando le persone alle quali chiede il voto ed il sostegno, ne consegue che si possono trarre precise conclusioni politiche su tutta una serie di operazioni di ricomposizione ora in corso.

Un articolo che rafforza e chiarisce il concetto è riportato oggi da La Repubblica, cioè la voce del regime: parlo di un sondaggio analizzato da Ilvo Diamanti sul sito de La Repubblica di oggi che ci spiega perché, checché ne dicano i burocrati a capo di queste combriccole sinistrate, una nuova alleanza PD-Sel-con-altro-nome è STRUTTURALE e INEVITABILE.

I numeri parlano chiarissimo.

Evidentemente nella cornice di una UE che sta saltando in aria stiamo parlando degli UNICI due partiti rigorosamente europeisti rimasti sulla piazza.

Il PD perchè rappresentano ceti dominanti e finanziari che dall'ordoliberismo e dalla liquidazione delle democrazie costituzionali, traggono profitto.

Sel perchè non ci hanno ancora capito UN CAZZO, poichè dopo aver passato lustri a selezionare il proprio personale politico sulla base del principio "l'intelligenza fa ombra" e non avendo altra prospettiva che raggranellare assessorati a stretto giro di posta, non hanno mai veramente reciso il cordone ombellicale rispetto al PD e quindi rispetto all'europeismo.

Tale vicinanza concettuale vale ormai al punto che queste due funi sono indissolubilmente intrecciate tra loro: piddinismo vuol dire europeismo e europeismo vuol dire piddinismo.

Va da sé che il tentativo di rivitalizzare l'Altra Europa per Tsipras che sta avendo luogo, sotto vari nomi (personalmente spero che il tentativo dei vari Viale e Spinelli di sussumere "Prima le persone", attraverso il vecchio burocratame, all'interno delle logiche europeiste, fallisca con le persone che diano un segno chiaro di non voler più avere tra i piedi questo controproducente ceto intellettuale radical chic), con dietro lo sfondo l'ultimo maldestro tentativo della dirigenza Ferreriana di Rifondazione di riciclarsi cambiando tutto senza cambiare niente, è ancor più inutile del tentativo di Sel.


Perchè non sciogliendo a loro volta lo stesso nodo che non scioglie Sel, il loro progetto è uguale nella sostanza, cioè inutile e nullo. L'altreuropeismo non esiste e non può esistere.

A queste condizioni altreuropeiste delle quali i savi di mente hanno ormai compreso l'inconsistenza....le persone si domanderanno comprensibilmente perchè votare chi sia uguale ad un altro soggetto, quando il primo sicuramente non supererà mai le soglie di sbarramento ed il secondo forse si?

Comunque sia una evidenza resta sul tavolo.
L'ordine europeista, in Italia, può reggersi soltanto se il PD prende la maggioranza assoluta o Sel concorre a fargli avere un premio di maggioranza.

Siccome per questi due soggetti, evidentemente, è l'europeismo il discrimine assoluto tra il male e il bene ed il PD non ha speranza di prendere la maggioranza assoluta da solo, ne consegue che la loro prospettiva di alleanza è necessaria, inevitabile e irreversibile.

Speriamo che ci caschino in pochi.

Quelli che lo fanno consapevolmente, invece, non meritano pietà: sono nemici, traditori della classe lavoratrice e del proprio paese.

Ps

Sarebbe anche il caso di riflettere sul fatto che i sondaggi riportati da Repubblica, pur allarmanti per gli europeisti, lo sono meno di altri sondaggi condotti all'estero sul medesimo tema. Qui, ad esempio, possiamo vedere che in Italia gli antieuropeisti espliciti sarebbero in valore assoluto di più degli europeisti acritici. Se questo è vero, e così ritengo che sia, questo rafforza ancor di più la necessità dell'alleanza tra i partiti a maggioranza europeisti.


* Fonte: unpezzounculo

martedì 12 gennaio 2016

UTERO IN AFFITTO E MADRI SURROGATE (ma che orrore è mai questo?) di Enea Boria

[ 12 gennaio ]


Libertà civili: il modo migliore per sputtanare una buona causa è sostenerla male.
Sono sempre stato una persona di mentalità molto aperta, quasi spalancata, sul tema libertà civili.
Del resto, agnostico mai neanche battezzato, anticlericale, antiborghese, anticonformista.
Ma scusate, non antibuonsenso.


Ora lasciamo perdere le argomentazioni a mezza via tra il puerile e lo spregevole di un Alphano, del bigottame vario, dei sentinelli in piedi o dei legaioli.

Ma davvero c'è gente convinta che valga la pena di fare una battaglia di principio sulla maternità surrogata aka utero in affitto?

No, dico, a scanso di equivoci qua si sta parlando con uno (il sottoscritto) da sempre favorevole a:

- matrimonio paritario semplicemente togliendo il riferimento al sesso dei due coniugi dal codice civile.
- adozioni a coppie sia etero sia omo ed eventualmente anche a single
- legislazione sul finevita che permetta alla coscienza dei singoli di decidere il "come" ed il "quando" avendo diritto al supporto medico per ridurre al minimo le sofferenze inutili secondo assoluta discrezione del paziente
- abolizione dell'obiezione di coscienza negli ospedali circa l'applicazione della legge 194. La legge quella è, e le pazienti hanno diritto, PUNTO. Obietta 'sto cazzo. Che tu sia ginecologo o anestesista fare proprio quello nella vita non era un obbligo, se non te la sentivi di applicare la legge dovevi cercarti un altro mestiere
- estensione obbligatoria dei congedi parentali, paritari, ai neopapà in misura uguale e obbligatoria alle neomamma.
E tanto altro.

E giusto per sottolineare che quanto al non essere moralista sono addirittura un po' "estremo", sulla prostituzione nei cui confronti sono contemplabili 3 diversi approcci 
(abolizionista, proibizionista, regolazionista ), sono regolazionista purché la forma di regolamentazione sia libera ed associata.
E se questo vi sembra bigottismo o oscurantismo, fate voi.

Ma santo cielo, la trasmissione del proprio patrimonio genetico non può e non deve essere considerato come un diritto inalienabile.

Che tu sia omo o etero, perchè afflitto da una malattia che ti rende sterile o quant'altro, scusate, ma non stiamo parlando di un diritto inalienabile altrimenti a queste condizioni che facciamo, legiferiamo sugli unilaterali atti di egoismo?

Se non puoi generare... bisogna anche farsene una ragione, ci sono gli orfanotrofi pieni e come già detto io estenderei volentierissimo a tutti la possibilità di adottare, senza distinzione alcuna.

Ma la trasmissione del proprio DNA non è un diritto inalienabile per tutelare il quale inserire le gravidanze per conto terzi e previo pagamento regolarmente contrattualizzato, nella legislazione.

Ci rendiamo conto di quale scenario di potenziale sordido sfruttamento si apre?

Se sei povera ma di sana e robusta costituzione.....tra i 20 e i 40 anni puoi sempre fare "lo stampo" per conto terzi —leggo che negli USA si parla di percorsi che costano tra i 75.000 e i 120.000 dollari.

Per cosa?

Per permettere di poter trasmettere il proprio DNA a coppie omo alle quali sarei contento di aprire le porte degli orfanotrofi, spalancando così il campo anche allo sfruttamento delle donne povere da parte delle ricche signore che preferiscono cacciare un po' di denaro che sorbirsi le nausee mattutine, i mal di schiena e le smagliature?
questo?!)

Ma che orrore è mai questo?

I neonati al supermercato con la targhetta del prezzo stampigliata in fronte?
Con la fatica e il dolore fisico del metterli al mondo inserito in un listino-prezzi scritto col sangue delle donne povere che in mancanza di lavoro decente, decoroso e dignitosamente retribuito, sbarcheranno il lunario facendo lo "stampo" per conto terzi?
A questo vogliamo arrivare?
Oh tempora, oh mores.
Concentriamoci sulle cose veramente necessarie.

Trasformare *ANCHE* la causa delle libertà civili in una simile postmoderna macchietta servirà solo ad offrire dei pretesti in più perchè in Italia non si riesca mai ad ottenere nemmeno IL MINIMO SINDACALE, cioè il matrimonio civile per chiunque.

Scusate eh. 

Ma 'sta battaglia sull'utero in *affitto*, a mio modo di vedere, fa veramente schifo.


* Fonte: UNPEZZOUNCULO

venerdì 4 dicembre 2015

IN DIFESA DELLA NEUTRALITÀ CONFESSIONALE DELLO STATO di Enea Boria

[ 4 dicembre ]

Non sono d'accordo con questo punto di vista di Piemme IL NATALE, L'ISLAM E IL PRESIDE DI ROZZANO.


In verità per l'autore dell'articolo questa non sarà una sorpresa .
Per quanto mi riguarda una differenza su uno specifico argomento non è argomento pregiudiziale per tutto il resto e spero di poter proporre una riflessione utile per una discussione serena, non necessariamente a due.
Secondo me la questione è malposta.

Non condivido il preside che dice che i canti religiosi natalizi sarebbero inopportuni per non urtare le convinzioni religiose di parte degli studenti, così come non condivido le strumentalizzazioni della lega e di tutti quelli che pretendono di impugnare la fede - qualsiasi fede - come un corpo contundente da sbattere sulla testa di chi si ha in antipatia.
Il primo argomento è, ai miei occhi, puerile.
Il secondo, dei leghisti, volgare, in malafede e razzista.

Il nodo della questione,
ai miei occhi, è che la religione dentro la scuola (o dentro gli ospedali) DELLO STATO non ci dovrebbe stare, punto e basta.
Non è questione di canti in periodo natalizi, presepi, alberi di Natale e chissà che altro.
La scuola deve essere vivibile per tutti i bambini e le bambine.

Il che richiede anche dei compromessi, ad esempio gestire i bambini musulmani in modo che durante il Ramadan abbiano uno spazio in mensa, INSIEME A TUTTI GLI ALTRI, e sia previsto che gli vengano forniti liquidi e non cibi, pensati in modo che però li tenga su, che lo studio è anche una fatica fisica, e pure pesante.

Ma ciò detto, ovvero realizzati i compromessi minimi indispensabili alla civile convivenza, fuori la religione ( tutte ) dalla scuola dello Stato.
Se pretendiamo di continuare ad intruppare la scuola con ricorrenze di cui è giusto che chi vuole si occupi in oratorio col proprio parroco o in moschea con l’Imam e sempre con le proprie famiglie, ciò mina la neutralità confessionale della istituzione-Stato, che deve essere una casa per tutti indipendentemente da come la pensino i singoli cittadini circa il senso trascendente dell'esistenza.

Sono di quelli che ritengono la Costituzione del 1948 un necessario argine, in questo momento, ma non ne faccio un feticcio né la sacralizzo o pretendo di astrarla dalla dimensione sociale, storica, culturale di cui è figlia.
Questo significa che per me, ciò che pure è valido ora come "argine", quando un domani avrà svolto questo compito potrebbe aver bisogno di varie revisioni.
Varie cose della Costituzione per me andrebbero cambiate.
Ma ciò che non cambierei nemmeno in una virgola è l'art 3.
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [cfr. artt. 29 c. 2, 37 c. 1, 48 c. 1, 51 c. 1], di razza, di lingua [cfr. art. 6], di religione [cfr. artt. 8, 19], di opinioni politiche [cfr. art. 22], di condizioni personali e sociali."
Se l'istituzione-Stato, per quel che riguarda alcune sue diramazioni fondamentali con le quali tutti noi abbiamo a che fare, è "marchiata" con i simboli di una religione, per come la si giri e la si rivolti questo significa che per lo Stato qualcuno è più cittadino che altri, qualcuno è più uguale, e qualcun altro è il proverbiale figlio della serva.
Per altro spero che l'autore non si arrabbi con me più di tanto per quel che dirò ( ma difenderei le mie idee in ogni caso! ) ma l'argomentazione è pelosetta, per non dire a propria volta puerile.
Che cosa vorrebbe dire infatti?
Che in una classe di 25 ragazzi e ragazzi, se 5 son musulmani, oltre a fare la festicciola pre-vacanze natalizie bisognerebbe farne una anche per la fine del Ramadan?
E la consecutio temporum e i logaritmi quando li studiamo, quando non ci sono feste religiose in vista?
Siamo sicuri che la priorità della scuola sia essere un prolungamento delle classi di dottrina dell’oratorio o della moschea ( o della sinagoga, o del tempio buddhista etc. etc. etc. )?


Io sono sicuro del contrario.
E se in classe c'è una bambina Parsi?
Per non farla sentire diversa dagli altri ed emarginata attacchiamo alla parete anche questo?
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/7/77/Faravahar.svg/2000px-Faravahar.svg.png
E dopo che avremo trasformato le pareti di alcune classi in un simile sacrario:
http://thumbs.dreamstime.com/z/simboli-religiosi-31513256.jpg
mi domando dove rimarrà lo spazio ed il tempo per appendere alla parete anche un paio di cartine geografiche, una tavola periodica degli elementi, una tavola delle formule trigonometriche?

Sono a mia volta convinto che la scuola debba preparare alla maturità della persona; non solo trasmettere nozioni ma concorrere a formare cittadini e cittadine della Repubblica degni e capaci di poter concorrere allo sviluppo del civile convivere in questo Paese, come lascia intendere anche Piemme nel suo articolo.
Quindi mi domando, proprio per costruire questa prospettiva, perchè non trasformare l'ora di religione ( cattolica ) da ciò che è cioè una alternativa secca tra ora di religione o te ne stai in corridoio finchè l'ora è passata, in qualcosa che veramente sarebbe utile per costruire cultura del rispetto e della convivenza, cioè in 3 ore di Antropologia Culturale con voto che faccia media?

Si tratterebbe di una materia di studio SERIA, affrontabile con rigore SCIENTIFICO e al cui interno, per evidenti motivi, non si potrà non parlare anche di come nascano le religioni dal culto dei morti, come si sviluppino, quali aspetti le caratterizzino diversificandole e quali elementi invece siano comuni. Quali modelli sociali hanno dato loro origine ed a quali modelli sociali tendano come proprio fine.
Tutto questo però in una prospettiva di studio che sia di Storia delle Religioni e Antropologia Culturale, non dottrina di questo o di quello. Così impareremmo a rispettare gli altri perché finalmente studieremmo tutti seriamente per imparare a conoscerli, ed in questo modo ritroveremmo anche un più pronfondo senso di noi stessi e della nostra stessa identità culturale ma non per scavare un fossato, usando impropriamente simboli di pace e perdono con atteggiamenti e finalità discriminatorie ed escludenti à la Salvini.

Ai miei tempi da studente ero l'unico in classe, sia alle elementari, alle medie ed al liceo, a non far l'ora di religione. Al liceo non gliene fregava più niente a nessuno e in ogni caso, ormai, "mi ero fatto le spalle larghe".
Alle elementari e alle medie in tutto il paese eravamo in 3 in tutto un istituto con dentro qualche centinaio di ragazze e ragazzi.
Bisogna crescerci col dito puntato addosso di quello "diverso dagli altri" per capire cosa vuol dire. In una piccola realtà provinciale non era semplice.


Da una simile latente discriminazione discendevano e continuano a discendere un sacco di atteggiamenti discriminatori nella società nel suo insieme. Parlo di un imprinting che permane anche finiti gli anni di scuola: a scuola sei quello diverso, a 40 anni vedi che la società è politicamente gestita in modo tale per cui continui ad essere il figlio della serva.
Proprio perché facendo religione a scuola si perde di vista il dover di educare al rispetto delle alterità ma si crea piuttosto un senso di gruppo tra chi si conforma a certe pratiche e gli elementi socialmente spuri che se ne tengono fuori. Quando si innesca questo meccanismo passare all’idea che qualsiasi problema sociale sia colpa di questi elementi spuri è un attimo: basta aspettare la prima crisi economica seria e quando le risorse da spartirsi, scarse per definizione, diventeranno ancor più scarse, fatalmente vivranno un’esplosione dei propri riscontri elettorali quelle forze politiche che campano puntando il dito contro i “diversi”.

Da non cattolico in un paese a maggioranza cattolica, sebbene italiano di nascita e da generazione, penso di saperne qualcosa.
Per capire fin dove porti ciò bisogna esserci stati al funerale della madre di un proprio caro amico che era anche uno dei soli "3 diversi dagli altri", nel paesello lombardo, a sentirsi la predica del prete che senza alcun rispetto per il dolore di un figlio ancora piccolo, alle medie inferiori, gli si rivolge durante la predica dicendogli: tua madre avrebbe voluto vederti battezzarti come tutti gli altri, come ha fatto anche tua sorella.
Cosa che per altro non era affatto vera; quella cara signora che ricordo bene anche se son passati più di 20 anni, era una fedele rispettosa e non bigotta, alla quale andava benissimo che i figli scegliessero secondo coscienza quando fossero diventati abbastanza grandi per capire il senso delle proprie scelte e che non si era affatto dispiaciuta per il fatto che uno dei due figli avesse scelto che di farsi battezzare poteva farne serenamente a meno.

Perché noi minoranza (a)religiosa, come tale meno riconosciuta di qualsiasi altra minoranza, ci sentiamo dire fin da bambini che non dobbiamo offendere la fede degli altri.
Ma chissà come mai gli altri non si sentono MAI tenuti a rispettare le nostre convinzioni.
D'altra parte per gli altri noi siamo quelli che non "credono a niente".
Chi crede in qualcosa bisogna rispettarlo, finchè questo credo non assume la forma di aperto e deliberato sopruso verso gli altri, ma chi non crede in niente perché mai rispettarlo?

[che io ricordi, capaci di rispettarci e inclini a discutere anche con noi senza pretendere di guardarci dall’alto in basso, tra i cattolici, ci sono stati solo il cardinale Martini che era veramente una bella persona, e mons. Bettazzi.
Per gli altri siamo soltanto dei paria.
E adesso che son cresciuto vorrei che qualcuno mi spiegasse perchè dovrei rispettare chi mi considera un paria o un verme che non credein niente, incapace quindi di valori morali, senso etico, aspirazioni e slanci ]

La mia posizione è chiara.
La scuola DELLO STATO, e gli ospedali DELLO STATO, dovrebbero avere i muri bianchi, con niente appeso su.
Lo Stato, la Repubblica = una casa per tutti quelli che sanno convivere pacificamente coi propri simili.
Una casa neutrale dal punto di vista confessionale.

Se vogliamo costruire rispetto e convivenza questa è la via.
“Qui vige la democrazia; se siete onesti lavoratori e lavoratrici, se concorrete col vostro impegno civile e con le vostre tasse alla crescita di questa società, che siate bianchi, neri, gialli o che crediate in questo o quell’altro, lo Stato vi si rispetta e si impegna ad esservi casa e dimostra di rispettarvi tutti ugualmente non mostrando preferenza per nessuno tra voi.”
Credo in questo approccio di fondo.

Il modello di integrazione francese non è fallito per via di questo tipo di approccio alla neutralità confessionale delle istituzioni ( chiamato dispregiativamente “secolarismo laicista” ), ma perchè come in tutti i paesi capitalistici lo Stato non solo non era neutrale, ma era schierato CONTRO i poveri, a maggior ragione se la loro origine risaliva alle macellerie commesse dal colonialismo francese.

Macellerie MAI pienamente riconosciute nel comune sentire popolare. Vi riporto un esempio da cinefilo che però la dice lunga su questo comune sentire popolare e sulla cattiva coscienza che la politica e le istituzioni continuano a difendere.
Ad oggi, in Francia, sulla televisione pubblica non è mai stato trasmesso uno dei più bei film nella storia del cinema ed anche il film definitivo nello spiegare cosa sia il colonialismo, cioè La Battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo. 


Del resto faccio notare che in Italia è stato trasmesso solo una volta, e solo sulla TV a pagamento, Il leone del deserto, fil diretto da Moustapha Akkad. Film artisticamente meno valido de La Battaglia di Algeri ma in ogni caso fedele nel raccontare la storia dell’Eroe Omar al-Mukthar, e le vicende del nostro criminale e banditesco colonialismo in Africa, ed in particolare in Libia, sotto il comando del fascista psicopatico gen. Rodolfo Graziani. Mai trasmesso sulla RAI in prima serata, ed infatti abbiamo ancora degli italiani che sono convinti che in Libia abbia portato le strade, e non i bombardamenti con l’Yprite che pure era stata messa al bando dalle convenzioni internazionali di guerra già da 20 anni.

Se sei nero e musulmano, e ricco, in Francia come altrove, ti stendono il tappeto rosso davanti ai piedi e tutto ciò che resta è solo il fatto che sei un ricco.
Se sei nero, musulmano, e povero…..diventi “negro” e “simpatizzante per i terroristi”, purchè non si ammetta e si oscuri il fatto che sei povero e che lo sei per arricchire ingiustamente qualcun altro.
Questo ha fatto fallire il modello di integrazione francese.

La neutralità confessionale della Repubblica Francese è diventata qualcosa di offensivo agli occhi di tanti esclusi perché essi erano già stati esclusi, in quanto poveri ed in quanto figli di un mai pienamente riconosciuto come orribile colonialismo. Questo senso di esclusione ha infervorato la ricerca di una identità altra rispetto a quella che produce l’esclusione.
Ma se gli esclusi non fossero stati a priori esclusi, in quanto poveri, la neutralità confessionale della Repubblica non avrebbe mai offeso nessuno, anzi.
E del resto è a fondamento anche di quel pastrocchio che è il modello del melting pot statunitense.

Malcolm X lo aveva capito, nell’ultima parte della vita, che quello di Elijah Mohammad era solo un’altra forma di conformismo che eludeva la questione di fondo: la discriminazione degli sfruttatori contro i poveri ( con in aggiunta l’aggravante di essere pure black men in un paese nel quale l’interesse dei ricchi era, e spesso è ancora, pure ammantato di delirii sul white power ).
Non per questo smise di essere musulmano.

Ma si rese conto che sul piano politico
è la ribellione contro gli sfruttatori che risolve, non l’essere musulmano, e nelle Black Panthers c’era quindi posto per i neri che volevano combattere senza mettere in questione quale Dio pregassero o se non pregassero affato, perché l’idea di “black power” delle Pantere Nere era intrisa di anticapitalismo, non di confessionalismo, e proprio per questo poteva parlare a qualsiasi sfruttato ed a qualsiasi persona solidale con gli sfruttati.

Rimando a tal proposito alla storia ed alla vicenda personale di un vero Grand’Uomo, il velocista australiano Peter Norman che divise il podio dei 200 m. piani alle olimpiadi del 1968 con Tommie Smith e John Carlos essendo con loro solidale e pagando per questo un prezzo a propria volta (e ricevendo le scuse dalle istituzioni del proprio paese soltanto postume) http://www.oasport.it/wp-content/uploads/2013/09/1-500x354.jpeg
In effetti oggi nelle balieue francesi siamo sicuri che siamo di fronte alla "radicalizzazione dell'Islam"?

Secondo me, invece, siamo di fronte "all'islamizzazione della radicalità", dato che la radicalità del disgusto per questa società di merda non trova altri sensati sbocchi politici.
Queste due cose sono totalmente diverse, non solo frutto di una inversione di parole.
E dovremmo rifletterci tutti sul senso della profonda diversità di questi due concetti.
Riflettiamoci molto seriamente, perchè almeno 3 degli attentatori morti di Parigi erano imbottiti di cocaina, più pieni di metanfetamine di una farmacia, ed avevano tatuaggi. Tradotto: erano musulmani non molto più di quanto io non sia cattolico, perchè facevano cose proibite dall'Islam.

Erano poveri emarginati che pensavano che facesse schifo il mondo nel quale la società perbene li aveva relegati, e che hanno cercato una identità purchessia che gli desse la carica per distruggere questa società di merda.
E l'hanno fatto nel modo più sbagliato.
Ma non erano musulmani radicalizzati, erano radicali islamizzati.
Avessero incontrato dei militanti politici SERI in tempo, invece che qualche Imam dalle idee distorte, magari sarebbero diventati comunisti e sarebbe stato meglio per tutti.

Spero che Piemme non si arrabbi troppo ed in fondo su questo specifico argomento già sappiamo di pensarlo diversamente, cosa che per quanto mi riguarda non inficia le 100 altre ragioni di un sodalizio politico.
Ma questo per me è un tema particolarmente sensibile.

La mia opinione è che la tanto vituperata neutralità confessionale delle istituzioni francesi sia una delle poche cose buone della Francia, ed un orizzonte necessario anche in Italia, purchè accompagnato da una seria lotta non contro i poveri ma contro la povertà, e a piani di reinclusione sociale.
Preoccupiamoci di vincere la lotta di classe, e teniamo la religione fuori dalle istituzioni dello Stato.
“Prega chi ti pare, purché odi il capitale”.

Se vogliamo costruire una integrazione seria, che non sia una forma violenta di assimilazione culturale ma una cultura di convivenza e rispetto, solo questa può essere la vera ratio di fondo, e solo la neutralità confessionale della Repubblica può garantirla.

Lettori fissi di SOLLEVAZIONE

Temi

Unione europea (953) euro (784) crisi (640) economia (630) sinistra (549) teoria politica (296) finanza (285) Leonardo Mazzei (282) M5S (275) P101 (251) grecia (247) Movimento Popolare di Liberazione (244) Governo giallo-verde (242) elezioni (239) imperialismo (237) sfascio politico (235) resistenza (226) Moreno Pasquinelli (225) sovranità nazionale (219) banche (215) internazionale (213) risveglio sociale (184) alternativa (168) seconda repubblica (167) Syriza (155) piemme (147) Tsipras (146) antimperialismo (135) debito pubblico (133) Matteo Renzi (131) programma 101 (129) spagna (122) filosofia (121) Francia (119) immigrazione (117) marxismo (117) PD (111) destra (111) sovranità monetaria (111) democrazia (109) costituzione (106) Matteo Salvini (104) neoliberismo (104) populismo (104) sollevazione (103) Stefano Fassina (97) islam (97) Grillo (94) Sandokan (94) elezioni 2018 (94) berlusconismo (91) proletariato (91) geopolitica (88) Carlo Formenti (86) Germania (86) Alberto Bagnai (83) Emiliano Brancaccio (83) austerità (80) bce (80) Medio oriente (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) sindacato (77) Podemos (76) Stati Uniti D'America (75) referendum costituzionale 2016 (74) sinistra anti-nazionale (73) Mario Monti (72) guerra (72) capitalismo (70) Libia (66) Russia (65) capitalismo casinò (63) Sergio Cesaratto (62) Rivoluzione Democratica (61) rifondazione (61) Lega (60) globalizzazione (60) liberiamo l'Italia (60) CLN (59) Siria (59) CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (57) bancocrazia (57) immigrati (57) Sicilia (56) Alexis Tsipras (55) Alitalia (54) cinque stelle (54) legge elettorale (54) sovranismo (54) Diego Fusaro (53) Legge di Bilancio (53) brexit (53) Lega Nord (52) Pablo Iglesias (52) moneta (52) referendum (52) socialismo (52) neofascismo (51) sionismo (51) sovranità popolare (51) Emmezeta (50) fiat (50) Manolo Monereo (49) Movimento dei forconi (49) solidarietà (49) campo antimperialista (48) sinistra sovranista (48) gilet gialli (46) immigrazione sostenibile (46) Beppe Grillo (45) Nichi Vendola (45) renzismo (45) Troika (44) Yanis Varoufakis (44) astensionismo (43) inchiesta (43) uscita dall'euro (43) Luciano Barra Caracciolo (42) Mario Draghi (42) Israele (41) liberismo (40) palestina (40) Mimmo Porcaro (39) patriottismo (39) Fiorenzo Fraioli (38) Ugo Boghetta (38) proteste operaie (38) sinistra patriottica (38) italicum (37) Giorgio Cremaschi (36) Karl Marx (36) Marine Le Pen (35) ambiente (35) fiscal compact (35) uscita di sinistra dall'euro (35) III. Forum internazionale no-euro (34) Luigi Di Maio (34) Ucraina (34) egitto (34) nazione (34) 9 dicembre (33) Def (33) azione (33) ISIS (32) Merkel (32) cina (32) default (32) fiom (32) iran (32) islamofobia (32) populismo di sinistra (32) scienza (32) Forum europeo 2016 (31) Sel (31) governo Renzi (31) unità anticapitalisa (31) Fabio Frati (30) ecologia (30) xenofobia (30) Nello de Bellis (29) Putin (29) catalogna (29) storia (29) eurostop (28) napolitano (28) nazionalizzazione (28) Assemblea di Chianciano terme (27) menzogne di stato (27) Donald Trump (26) Mauro Pasquinelli (26) USA (26) elezioni europee 2019 (26) nazionalismi (26) silvio berlusconi (26) Beppe De Santis (25) Comitato centrale P101 (25) Forum europeo (25) Nato (25) elezioni siciliane 2017 (25) religione (25) scuola (25) Europa (24) Movimento 5 Stelle (24) Quantitative easing (24) Venezuela (24) finanziarizzazione (24) Aldo Giannuli (23) Lavoro (23) Stato di diritto (23) antifascismo (23) manifestazione 12 ottobre 2019 (23) ora-costituente (23) razzismo (23) repressione (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Esm (22) Roma (22) emigrazione (22) keynes (22) nazionalismo (22) Chianciano Terme (21) Front National (21) Simone Boemio (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) Unità Popolare (21) etica (21) Conte bis (20) Emmanuel Macron (20) Foligno (20) Laikí Enótita (20) Marcia della Dignità (20) Regno Unito (20) Vladimiro Giacchè (20) coordinamento no-euro europeo (20) crisi di governo (20) iraq (20) manifestazione del 12 ottobre (20) melenchon (20) minibot (20) tecnoscienza (20) umbria (20) MES (19) Mariano Ferro (19) Norberto Fragiacomo (19) Sicilia Libera e Sovrana (19) Tunisia (19) fronte popolare (19) Domenico Moro (18) Donbass (18) F.S. (18) Izquierda Unida (18) Noi siciliani con Busalacchi (18) lotta di classe (18) pace (18) senso comune (18) Assisi (17) Costanzo Preve (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Jacques Sapir (17) Paolo Savona (17) Perugia (17) Pier Carlo Padoan (17) chiesa (17) complottismo (17) cosmopolitismo (17) euro-germania (17) media (17) piano B (17) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Luciano B. Caracciolo (16) Marco Mori (16) Prc (16) Reddito di cittadinanza (16) Renzi (16) Tonguessy (16) appello (16) ballottaggi (16) casa pound (16) fascismo (16) internazionalismo (16) sciopero (16) vendola (16) Cremaschi (15) Daniela Di Marco (15) International no euro forum (15) M. Micaela Bartolucci (15) Salvini (15) clima (15) comunismo (15) diritto (15) indipendenza (15) internet (15) manifestazione (15) piattaforma eurostop (15) tasse (15) vaccini (15) 15 ottobre (14) Alessandro Visalli (14) Alitalia all'Italia (14) Brancaccio (14) Enea Boria (14) Ernesto Screpanti (14) Eurogruppo (14) Fridays for Future (14) MMT (14) Monte dei Paschi (14) Movimento pastori sardi (14) Stato Islamico (14) Turchia (14) Vincenzo Baldassarri (14) no tav (14) obama (14) potere al popolo (14) salerno (14) Alessandro Di Battista (13) Bersani (13) Chavez (13) Enrico Grazzini (13) Eos (13) Jobs act (13) Legge di stabilità (13) Marino Badiale (13) Virginia Raggi (13) Wilhelm Langthaler (13) acciaierie Terni (13) cultura (13) disoccupazione (13) femminismo (13) finanziaria (13) giovine italia (13) privatizzazioni (13) regionalismo differenziato (13) sardine (13) unione bancaria (13) Alfredo D'Attorre (12) Costas Lapavitsas (12) D'alema (12) Forum europeo 2015 (12) Giulietto Chiesa (12) Negri (12) Panagiotis Lafazanis (12) Sergio Mattarella (12) analisi politica (12) decreto salva-banche (12) europeismo (12) global warming (12) keynesismo (12) salari (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Aldo Zanchetta (11) De Magistris (11) Dicotomia (11) France Insoumise (11) Gennaro Zezza (11) Ilva (11) Papa Francesco (11) Pardem (11) Portogallo (11) Stato (11) Stefano D'Andrea (11) corruzione (11) de-globalizzazione (11) elezioni anticipate (11) iniziative (11) mediterraneo (11) nucleare (11) ordoliberismo (11) presidenzialismo (11) proteste (11) sindacalismo di base (11) sinistra Italiana (11) sovranismi (11) Art. 18 (10) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) Carl Schmitt (10) Claudio Borghi (10) Fausto Bertinotti (10) Fmi (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Forum di Roma 2019 (10) George Soros (10) Gianluigi Paragone (10) Giorgetti (10) Hollande (10) Jean-Luc Mélenchon (10) Lista del Popolo (10) Marco Passarella (10) Marco Zanni (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Paolo Barnard (10) Quirinale (10) Risorgimento Socialista (10) Terni (10) cattiva scuola (10) decrescita (10) diritti civili (10) facebook (10) fisco (10) golpe (10) islanda (10) legge di bilancio 2020 (10) povertà (10) taranto (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Antonio Rinaldi (9) Argentina (9) Bernie Sanders (9) CGIL (9) Campagna eurostop (9) Diritti Sociali (9) Draghi (9) Forconi (9) Paolo Ferrero (9) Stato nazione (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wolfgang Schaeuble (9) bail-in (9) bipolarismo (9) classi sociali (9) cosmo-internazionalismo (9) deficit (9) futuro collettivo (9) il pedante (9) istruzione (9) liberalismo (9) medicina (9) moneta fiscale (9) necrologi (9) questione nazionale (9) sociologia (9) sovranità (9) tecnologie (9) Antonio Gramsci (8) Corte costituzionale (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) Erdogan (8) F.f (8) Fratelli d'Italia (8) Genova (8) Goracci (8) Gran Bretagna (8) II assemblea della CLN (1-3 settembre) (8) Ingroia (8) Italia Ribelle e Sovrana (8) Julio Anguita (8) Landini (8) Lenin (8) Luca Massimo Climati (8) Mattarella (8) Mirafiori (8) Yanis Varoufakys (8) borsa (8) debitocrazia (8) destra non euro (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate 2017 (8) elezioni siciliane (8) grexit (8) inflazione (8) lira (8) manifestazione 25 marzo 2017 (8) marxisti dell'Illinois (8) nuovo movimento politico (8) questione femminile (8) regionalismo (8) sardegna (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) svalutazione (8) transfemminismo (8) trasporto aereo (8) unità anticapitalista (8) unità nazionale (8) Abu Bakr al-Baghdadi (7) Alessandro Chiavacci (7) Alternative für Deutschland (7) Articolo 18 (7) CUB (7) Cub Trasporti (7) Dino Greco (7) Ernesto Laclau (7) Flat tax (7) Franz Altomare (7) Gaza (7) Giancarlo D'Andrea (7) Giuseppe Angiuli (7) ISIL (7) Inigo Errejón (7) Je so' Pazzo (7) Jeremy Corbyn (7) Joseph Stiglitz (7) MMT. Barnard (7) Macron (7) Massimo Bontempelli (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Nuit Debout (7) Oskar Lafontaine (7) Papa Bergoglio (7) Pil italiano (7) Riccardo Achilli (7) Samuele Mazzolini (7) Sapir (7) Seconda Assemblea P101 (7) Ttip (7) agricoltura (7) aletheia (7) anarchismo (7) autodeterminazione dei popoli (7) bankitalia (7) confederazione (7) contante (7) derivati (7) eurexit (7) eurocrack (7) giovani (7) il manifesto (7) incontri (7) magistratura (7) nazismo (7) patria e costituzione (7) pensioni (7) risorgimento (7) rivolta (7) rivoluzione civile (7) rossobrunismo (7) sanità (7) spread (7) trasporto pubblico (7) Ars (6) Banca centrale europea (6) Bazaar (6) Bottega partigiana (6) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (6) Carlo Galli (6) Casaleggio (6) Contropiano (6) Eros Cococcetta (6) Eugenio Scalfari (6) Franco Bartolomei (6) Frédéric Lordon (6) Giorgia Meloni (6) M.AR.S. (6) Maduro (6) Marx (6) Militant-blog (6) Nino galloni (6) No Renzi Day (6) Noi con Salvini (6) ORA! (6) Pcl (6) Pisapia (6) Polonia (6) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (6) Regioni autonome (6) Sandro Arcais (6) Stato di Polizia (6) Target 2 (6) Teoria Monetaria Moderna (6) Thomas Fazi (6) Titoli di stato (6) Toni negri (6) USB (6) Ungheria (6) Viktor Orban (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) automazione (6) beni comuni (6) cinema (6) fabrizio Marchi (6) famiglia (6) giovanni Tria (6) governo Gentiloni (6) ideologia (6) incontro internazionale (6) la variante populista (6) liberosambismo (6) migranti (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) populismo democratico (6) suicidi (6) suicidi economici (6) tecnica (6) terremoto (6) uber (6) utero in affitto (6) Alberto Negri (5) America latina (5) Angelo Panebianco (5) Anguita (5) Antonio Ingroia (5) Assad (5) Carola Rackete (5) Dario Guarascio (5) Decreto Dignità (5) Decreto sicurezza (5) Dimitris Mitropoulos (5) Federalismo (5) Federico Fubini (5) Ferdinando Pastore (5) Finlandia (5) Forza Italia (5) Franco Busalacchi (5) Giuseppe Mazzini (5) HAMAS (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Joël Perichaud (5) Kirchner (5) Lucca (5) Luigi De Magistris (5) MOHAMED KONARE (5) Marcello Teti (5) Mario Monforte (5) No Monti Day (5) No debito (5) Npl (5) Nuova Direzione (5) Paolo Becchi (5) Parigi (5) Partito tedesco (5) Pier Paolo Dal Monte (5) Rete dei Comunisti (5) Romano Prodi (5) Rosatellum 2 (5) Sharing Economy (5) Soleimani (5) Stathis Kouvelakis (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Trump (5) Val di Susa (5) Wolfgang Munchau (5) Yemen (5) afghanistan (5) alleanze (5) banche popolari (5) brasile (5) camusso (5) chiesa ortodossa (5) confindustria (5) cuba (5) debitori (5) decreto vaccini (5) di Pietro (5) donna (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni. Lega (5) fratelli musulmani (5) giornalismo (5) governo (5) greta thumberg (5) jihadismo (5) laicismo (5) massimo fini (5) pomigliano (5) procedura d'infrazione (5) proteste agricoltori (5) rifugiati politici (5) salvinismo (5) teologia (5) tremonti (5) wikileaks (5) 16 giugno Roma (4) ALBA (4) Africa (4) Alessandro Somma (4) Alessia Vignali (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Anna Falcone (4) Antonio Amoroso (4) Assange (4) Aurelio Fabiani (4) Autostrade per l'Italia (4) Bergoglio (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (4) Carovana di solidarietà (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Chiavacci Alessandro (4) Città della Pieve (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (4) Corea del Nord (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Deutsche Bank (4) Die Linke (4) Diego Melegari (4) Emanuele Severino (4) Ernesto Galli Della Loggia (4) Felice Floris (4) Francesco Giavazzi (4) Frente civico (4) Fronte Sovranista Italiano (4) GIAPPONE (4) Giuliano Pisapia (4) Giulio Regeni (4) Giulio Sapelli (4) Imu (4) Incontro di Roma (4) Italexit (4) JP Morgan (4) Jacques Nikonoff (4) Karl Polany (4) Kke (4) L'Altra Europa con Tsipras (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Leonardo Mazzzei (4) Luciano Canfora (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) MPL (4) Marcello Minenna (4) Marchionne (4) Martin Heidegger (4) Morgan Stanley (4) Mosul (4) NO TAP (4) Noi sicialiani con Busalacchi (4) ONU (4) Oscar Lafontaine (4) Paolo Gerbaudo (4) Pci (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Prodi (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Sergio Starace (4) Simone Pillon (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) TAP (4) Tyssenkrupp (4) VOX (4) Varoufakis (4) Visco (4) Vladimiro Giacché (4) Xarxa Socialisme 21 (4) Xi Jinping (4) agricoltura biologica (4) al-Sisi (4) alceste de ambris (4) anarchici (4) antisemitismo (4) antisionismo (4) arancioni (4) bigenitorialità (4) califfato (4) carceri (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianesimo (4) cristianismo (4) curdi (4) demografia (4) diritti di cittadinanza (4) donne (4) elezioni 2017 (4) elezioni comunali 2017 (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) gender (4) il fatto quotidiano (4) informatica (4) intelligenza artificiale (4) irisbus (4) irlanda (4) italia (4) ius soli (4) legge del valore (4) legge di stabilità 2017 (4) parti de gauche (4) patrimoniale (4) porcellum (4) precarietà (4) presidente della repubblica (4) primarie (4) protezionismo (4) risparmio (4) salute (4) saviano (4) seminario (4) sinistra transgenica (4) sottoscrizione (4) spending review (4) spesa pubblica (4) statizzazione banche (4) terzo polo (4) transizione al socialismo (4) trattati europei (4) truffa bancaria (4) università (4) wikidemocrazia (4) xylella (4) 19 ottobre (3) Ahmadinejad (3) Alavanos (3) Albert Einstein (3) Alberto Alesina (3) Alfiero Grandi (3) Amodeo (3) Antonella Stirati (3) Aquisgrana (3) Arabia saudita (3) Armando Mattioli (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Benedetto Croce (3) Benetton (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Bloco de Esquerda. (3) Cerveteri Libera (3) Cia (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Commissione europea (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Diosdado Toledano (3) EDWARD SNOWDEN (3) Eleonora Forenza (3) Ernest Vardanean (3) Eurasia (3) Fabio Nobile (3) Fabrizio Tringali (3) Fausto Sorini (3) Filippo Abbate (3) Francesco Neri (3) Francesco Salistrari (3) Fratoianni (3) Gianni Ferrara (3) Giorgio Lunghini (3) Giovanni Gentile (3) Giuliana Nerla (3) Giulio Bonali (3) Giuseppe Pelazza (3) Goofynomics (3) Gramsci (3) Guido Grossi (3) HELICOPTER MONEY (3) Hezbollah (3) ISTAT (3) Ilaria Bifarini (3) Iugoslavia (3) Ivan Cavicchi (3) Jens Weidmann (3) Jugoslavia (3) Leonardo SInigaglia (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marcello Foa (3) Marco Bulletta (3) Marco Mainardi (3) Mario Volpi (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Massimo cacciari (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Milton Friedmann (3) Modern Money Theory (3) Moldavia (3) Morya Longo (3) Napoli (3) Nigel Farage (3) No Mes (3) No e-45 autostrada (3) Noi Mediterranei (3) Olanda (3) Palermo (3) Panagiotis Sotiris (3) Paola De Pin (3) Partito Italexit (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Pkk (3) Poroshenko (3) Rinascita (3) Rodoflo Monacelli (3) Ruggero Arenella (3) Salento (3) Sarkozy (3) Scenari Economici (3) Six Pack (3) Stavros Mavroudeas (3) Ugo Arrigo (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) austria (3) biotecnocrazia (3) bollettino medico (3) crediti deteriorati (3) debito (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) diritto d'asilo politico (3) diritto di cittadinanza (3) divorzio banca d'Italia Tesoro (3) dollaro (3) economia sociale di mercato (3) elezioni 2020 (3) euroasiatismo (3) foibe (3) forza nuova (3) giustizia (3) inceneritori (3) indignati (3) ines armand (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) machiavelli (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mezzogiorno (3) minijobs. Germania (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) occidente (3) oligarchia (3) olocausto (3) partito (3) partito democratico (3) prescrizione (3) psicanalisi (3) quota 100 (3) rai (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) robotica (3) sanità. spending review (3) sciopero generale (3) seminario teorico (3) senato (3) sme (3) social media (3) socialdemocrazia (3) sondaggi (3) sovranità e costituzione (3) sovrapproduzione (3) takfir (3) tassisti (3) terza assemblea P101 (3) tv (3) violenza (3) web (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 25 aprile 2017 (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Alberto Benzoni (2) Alberto Montero (2) Alétheia (2) Amando Siri (2) Amazon (2) Andalusia (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Arditi del Popolo (2) Armando Siri (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Banca (2) Bandiera rossa in movimento (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Blockchain (2) Bolivia (2) Bolkestein (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) Carc (2) Carlo Clericetti (2) Carlo Freccero (2) Carlo Romagnoli (2) Cernobbio (2) Certificati di Credito Fiscale (2) Cesarina Branzi (2) Cgia Mestre (2) Chantal Mouffe (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Claudia Castangia (2) Colonialismo (2) Comitato antifascista russo-ucraiono (2) Conte (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Dani Rodrik (2) De Bortoli (2) Der Spiegel (2) Diem25 (2) Domenico Losurdo (2) Don Giancarlo Formenton (2) Dugin (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Ego della Rete (2) Emilia Clementi (2) Emilia-Romagna (2) Emiliano Gioia (2) Enzo Pennetta (2) Eric Toussaint (2) Ettore Livini (2) European Quantitative-easing Intermediated Program (2) Extincion Rebellion (2) F.List (2) Federal reserve (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Filippo Gallinella (2) Fiumicino (2) Forestale (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Forum Popoli Mediterranei (2) Francesco Lamantia (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Futuro al lavoro (2) Generale Pappalardo (2) Gentiloni (2) Giacomo Bracci (2) Giacomo Russo Spena (2) Giada Boncompagni (2) Giancarlo Cancelleri (2) Gig Economy (2) Giorgio Gattei (2) Giuliano Amato (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Google (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hitler (2) Héctor Illueca (2) INPS (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italia Ribelle (2) Iugend Rettet (2) JULIAN ASSANGE (2) Jacopo Custodi (2) Javier Couso Permuy (2) Juan Carlos Monedero (2) Juncker (2) Junker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Kurdistan (2) La Grassa (2) Lelio Basso (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) M-48 (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marco Revelli (2) Marco Rizzo (2) Maria Elena Boschi (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Tronti (2) Mark Zuckerberg (2) Marocco (2) Massimo D'Antoni (2) Massimo PIvetti (2) Michele Serra (2) Michele fabiani (2) Microsoft (2) Militant (2) Moscovici (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) Mélenchon (2) Nadia Garbellini (2) Netanyahu (2) Nicaragua (2) Omt (2) Oriana Fallaci (2) Ostia (2) Paolo Maddalena (2) Papa (2) Partito comunista (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) PdCI (2) Pdl (2) Piano di eradicazione degli ulivi (2) Piemonte (2) Pippo Civati (2) Portella della Ginesta (2) Preve (2) Quarto Polo (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Reddito di inclusione sociale (2) Riccardo Bellofiore (2) Riccardo Ruggeri (2) Riscossa Italia (2) Roberto Ferretti (2) Rosanna Spadini (2) Rosarno (2) Rosatellum (2) Rozzano (2) Ryan air (2) SPD (2) STX (2) Sahra Wagenknecht (2) Salistrari (2) Schumpeter (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Seconda Assemblea CLN (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Severgnini (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stefano Zecchinelli (2) Steve Bannon (2) Stiglitz (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Telecom (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Piketty (2) Tito Boeri (2) Tiziana Alterio (2) Tiziana Ciprini (2) Tltro (2) Tomaso Montanari (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Umberto Eco (2) Ursula von der Leyen (2) Valerio Bruschini (2) Von Der Leyen (2) Vox Italia (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) agricoltori indignati (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) animalismo (2) antimperialista (2) antispecismo (2) antropologia (2) atac (2) banche venete (2) battaglia d'autunno (2) blocco sociale (2) bontempelli (2) burkini (2) calunnia (2) casa (2) clausole di salvaguardia (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) comuni (2) comunicazione (2) debito privato (2) denaro (2) deregulation (2) domenico gallo (2) due euro (2) dughin (2) elezioni comunali 2015 (2) elezioni comunali 2019 (2) embraco (2) enel (2) energia (2) ennahda (2) esercito (2) eugenetica (2) expo (2) export (2) fake news (2) fecondazione eterologa (2) fincantieri (2) fine del lavoro (2) frontiere (2) gaypride (2) genetica (2) gennaro Migliore (2) geoeconomia (2) giacobinismo (2) governicchio (2) indignatos (2) industria italiana (2) intimperialismo (2) isu sanguinis (2) legge (2) legge di stabilità 2018 (2) lgbt (2) libano (2) liberi e uguali (2) libertà di pensiero (2) maidan (2) manifestazione 2 giugno 2018 (2) marina silva (2) mercantislismo (2) nazionalizzare le autostrade (2) no expo (2) non una di meno (2) omosessualità (2) ong (2) paolo vinti (2) pareggio di bilancio (2) parlamento europeo (2) patria (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) patto politico (2) peronismo (2) petrolio (2) pietro ratto (2) poste (2) poste italiane (2) proporzionale (2) province (2) razionalismo (2) reddito di base (2) ricchezza (2) riduzione parlamentari (2) rifiuti (2) riformismo (2) rivoluzione russa (2) rivoluzione socialista (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) silicon valley (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) società (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) studenti (2) tasso di cambio (2) transgender (2) transumano (2) ulivi (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) uscita da sinistra (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 100 giorni (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 19 ottobre 2019 (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 25 aprile 2018 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 4 novembre (1) 5G (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 8 settembre (1) 9 febbraio 2019 (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Aberto Bellini (1) Accellerazionismo (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) AirCrewCommittee (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alan Johnson (1) Alba Libica (1) Albania (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alexander Zakharchenko (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amintore Fanfani (1) Amoroso (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Andrew Spannaus (1) Angela Matteucci (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Anthony Coughlan (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Guarino (1) Antonio Rinaldis (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Apple (1) Arditi (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art 81 (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Articolo1 (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Atlantia (1) Attali (1) Augusto Graziani (1) Australia (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Bashar al-Assad (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bazar (1) Bcc (1) Bekaert (1) Belardelli (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Blade Runner 2049 (1) Boicotta Eurovision (1) Boikp Borisov (1) Bolsonaro (1) Bossi (1) Branko Milanovic (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Britannia (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) ByoBlu (1) C.f.. Governo giallo-verde (1) CARTA DI FIRENZE 2019 (1) CCF (1) CNL (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Calenda (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Caritas (1) Carlo Candi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Rovelli (1) Carmine Pinto (1) Casal Bruciato (1) Cascina Raticosa (1) Casini (1) Cassazione (1) Cassese Sabino (1) Catarina Martins (1) Cekia (1) Cesare Battisti (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christian Napolitano (1) Christian Rocca (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Civitavecchia (1) Claudia Zeta (1) Claudio Maartini (1) Claudio Magris (1) Claus Offe (1) Concita De Gregorio (1) Confederazione europea (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Coordinamento europeo per l'uscita dall'Unione (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Corte Europea sui diritti dell'uomo (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cristina Re (1) Cuperlo (1) DDL (1) Dagospia (1) Daisy Osauke (1) Damiano palano (1) Dan Glazebrook (1) Daniela Conti (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davide Gionco (1) Davos (1) De Masi (1) De Vito (1) Debora Billi (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Dimitris Christoulias (1) Dio (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Don Sturzo (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Elliott Gabriel (1) Emanuele Filiberto (1) Emilio Gentile (1) Emma Bonino (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrica Perucchietti (1) Enrico Angelini Partigiano (1) Enrico Gatto (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Erasmo vecchio (1) Ernesto Pertini (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Erri De Luca (1) Etiopia (1) Ettore Gotti Tedeschi (1) Eugenio Scalgari (1) Eunoè (1) Eurispes (1) Europa a due velocità (1) Evo Morales (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio De Masi (1) Fabio Dragoni (1) Fabio Mini (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio De Paoli (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Dellepiane (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Florian Philippot (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Foro di Sao Paulo (1) Forum Ambrosetti (1) Forum dei Popoli Mediterranei (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lenzi (1) Francesco Magris (1) Franco Venturini (1) Frauke Petry (1) Fred Kuwornu (1) Freente Civico (1) Freud (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabanelli (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Germanicum (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bellini (1) Giacomo Bellucci (1) Giacomo Vaciago (1) Giacomo Zuccarini (1) Giancarlo Bergamini (1) Gim cassano (1) Giordano Sivini (1) Giovanna Vertova (1) Giovanni De Cristina (1) Giovanni Lo Porto (1) Giovanni Schiavon (1) Giovanni Tomei (1) Giovanni di Cristina (1) Giulia Grillo (1) Giuliana Commisso (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Ambrosetti (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tarro (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Glauco Benigni (1) Godley (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Grecia presidio 9/9/19 (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Lutrario (1) Guido Ortona (1) Günther Anders (1) HSBC (1) Hainer Flassbeck (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Hong Kong (1) Huawei (1) Huffington Post (1) IPHONE (1) IRiS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Illueca (1) Imposimato (1) Improta (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) Inge Höger (1) Intellettuale dissidente (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Intesa Sanpaolo (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jason Barker (1) Je so' Pazz' (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) Joel Perichaud (1) John Laughland (1) John Locke (1) John Pilger (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Shumpeter (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Jugend Rettet (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kelsen (1) Kemi Seba (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kirill Vasilev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kosovo (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Koutsianas Pantelis (1) Kruhman (1) Ktragujevac (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La Pira (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Left (1) Legge 194 (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) Lev Gumilev (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Riboli (1) Lidia Undiemi (1) Liguria (1) Lillo Massimiliano Musso. Leoluca Orlando (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Alfano (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Lorenzo Fioramonti (1) Lorenzo Fontana (1) Loris Caruso (1) Luca Donadel (1) Luca Pagni (1) Lucarelli (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luigi Zingales (1) Luka Mesec (1) López Obrador (1) M. Pivetti (1) M48 (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) MOSE (1) Macchiavelli (1) Macedonia (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcello Veneziani (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Cattaneo (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Marcuse (1) Margarita Olivera (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Marina Minicuci (1) Mario Esposito (1) Mark Rutte (1) Maroni (1) Marta Fana (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo Costa (1) Massimo Gramellini (1) Massimo Recalcati (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Matteo Pucciarelli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Blondet (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Vezzosi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Bocci (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Scradovelli (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Mdp (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Messico (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michelangelo Vasta (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Mihaly Kholtay (1) Milano (1) Milosevic (1) Milton Friedman (1) Mimmo Lucano (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Mladic (1) Mohamed bin Salman (1) Mohammad Javad Zarif (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Moshe Ya’alon (1) Moves (1) Movimento 77 (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimento democratici e progressisti (1) Movimento di Liberazione Popolare (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Nancy Fraser (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Nethanyahu (1) New York Times (1) Nicky Hager (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolas Dupont-Aignan (1) Nicoletta Dosio (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Noelle Neumann (1) Noi sicialiano con Busalacchi (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) Nsa (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omnium (1) Onda d'Urto (1) Open Society Foundations (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) P01 (1) PCE (1) PCdI (1) PIANESI MARIO (1) POSSIBILE (1) PRISM (1) PSUV (1) Pablo Stefanoni (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Di Martino (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Paul "Elliot" Singer (1) Paul De Grauwe (1) Paul Steinhardt (1) Per una sinistra rivoluzionaria (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piepoli (1) Pier Francesco Zarcone (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Gobetti (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Attinasi (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Pino Prestigiacomo (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RENAUD LAMBERT (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Radek (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Ramarrik de Milford (1) Ramon Franquesa (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) René Girard (1) Report (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Rino Formica (1) Risorgimento Meridionale (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Robert Mundell (1) Roberta Lombardi (1) Roberto D'Agostino (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Marchesi (1) Roberto Martino (1) Roberto Massari (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rocco Casalino (1) Rohani (1) Roma 13 ottobre 2018 (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rossano Rubicondi (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) SYLVAIN LEDER (1) Sacko Soumayla (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Santori (1) Schengen (1) Schlageter (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) SiAMO (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Slavoj Zizek (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stanis Ruinas (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svitlana Grugorciùk (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tiziana Aterio (1) Tiziana Drago (1) Togliatti (1) Tommaso Nencioni (1) Tommaso Rodano (1) Tonia Guerra (1) Tony Manigrasso (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Tribunale dell'Aia (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ugo Mattei (1) Ulrich Grillo (1) Unicredit (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Valerio Colombo (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Venezia (1) Veronica Duranti (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vito Lops (1) Vito Storniello (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) WHIRLPOOL (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wilders (1) Wolfgang Streeck (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zagrebelsky (1) Zaia (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zecchinelli (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) Zygmunt Bauman (1) aborto (1) accise (1) adozioni (1) aggressione (1) agorà (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) alta velocità (1) amanda hunter (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) antropocene (1) apocalisse (1) appoggio tattico (1) arcelor Mittal (1) aree valutarie ottimali (1) armi (1) arresti (1) asia argento (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) ateismo (1) autogestione (1) autostrade (1) ballarò (1) battisti (1) benessere (1) big five (1) bilancia dei pagamenti (1) bioetica (1) biologia (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bomba atomica (1) bonapartismo (1) brigantaggio (1) bufale (1) bullismo (1) calcio (1) califfaato (1) campagna di finanziamento (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) cassa depositi e prestiti (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) cdp (1) censis (1) censura (1) chokri belaid (1) comitato (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) confucio (1) consiglio superiore della magistratura (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) coronavirus (1) coronovirus (1) cretinate. (1) curzio maltese (1) cybercombattenti (1) cyborg (1) dabiq (1) dall'euro (1) dalla NATO e dal neoliberismo (1) david harvey (1) decalogo (1) decescita (1) decrescita felice (1) decretone (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) deportazione economica (1) depressione (1) di Monica Di Sisto (1) dichiarazione di Roma (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) dracma (1) ebraismo (1) economie di scala (1) economist (1) ecosocialismo (1) egolatria (1) elezioni comunali 2018 (1) elezioni regionali 2019 (1) enav (1) enrico Corradini (1) erasmus (1) esercito industriale di riserva (1) espulsione (1) estremismo (1) eurasismo (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) fiducia (1) finan (1) finaza (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) forme (1) freelancing (1) fuga dei capitali (1) fusione dei comuni (1) genere (1) giusnaturalismo (1) global compact (1) gold standard (1) governabilità (1) governo neutrale (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra di civiltà (1) guerra valutaria (1) hansel e gretel (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) illiberale (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) incendi (1) independent contractor (1) india (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) intena (1) intervista (1) ius sanguinis (1) ivana fabris (1) joker (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge Madia (1) legge anticorruzione (1) legge antisciopero (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) leva obbligatoria (1) lex monetae (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) liberiamo (1) libra (1) linguaggio (1) link tax (1) liste civiche. (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) luddismmo (1) lula (1) madre surrogata (1) mafiodotto (1) maghreb (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) massimo bray (1) massoneria (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) matteo bortolon (1) matteo brandi (1) megalamania (1) memoria (1) mercantilismo (1) mercato (1) mercato del lavoro (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) modernità (1) molestie (1) momento polany (1) monetarismo (1) moody's (1) nascite (1) nazion (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) no allo spezzatino (1) no vax (1) nobel (1) nomine ue (1) norvegia (1) numero chiuso (1) obiezione di coscienza (1) occupy wall street (1) oligarchia eurista (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) partite iva (1) partiti (1) partito americano (1) partito brexit (1) partito umanista (1) pecchioli luigi (1) personalismo (1) petiziion (1) piaciometro (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piero visani (1) piigs (1) politicamente corretto (1) politiche austeritarie (1) polizia (1) ponte Morandi (1) popolo (1) post-elezioni (1) post-operaismo (1) postumano (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) qualunquismo (1) questione meridionale (1) quinta internazionale (1) rampini (1) rappresentanza (1) recensioni (1) regione umbria (1) rete 28 Aprile (1) ride sharing (1) rider (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) rivoluzione (1) robot killer (1) rosabrunismo (1) rublo (1) salafismo (1) salir del euro (1) sandro veronesi (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) seisàchtheia (1) sequestro minori (1) sfruttamento (1) sicurezza (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) sinismo (1) smartphone (1) social forum (1) sondaggio demos (1) specismo (1) spionaggio (1) squatter (1) stadio (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) strategia militare (1) stress test (1) sud (1) suez (1) supe-bolla (1) supply-side economics (1) svimez (1) taglio parlamentari (1) takfirismo (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) torre maura (1) tortura (1) transumanismo (1) trappola della liquidità (1) trasformismo (1) trasumanesimo (1) trenitalia (1) triptrorelina (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uberizzazione (1) ultimatum (1) vademecum (1) vadim bottoni (1) valute (1) vattimo (1) vertice di Roma (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) wahhabismo (1) xenobot (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)