mercoledì 8 maggio 2019

UN VOTO CONTRO L'UNIONE EUROPEA Comitato centrale di P101


[ 8 maggio 2019 ]


Errata Corrige
Per errore della Redazione era stata pubblicata una versione inesatta del Comunicato 
del Comitato centrale di P101.  Quella che segue è quella giusta, approvata all'unanimità 
dal Cc dopo discussione nelle sezioni locali. Ce ne scusiamo coi lettori, anzitutto con 
coloro che avevano inviato dei commenti che si riferivano a passaggi che non ci sono 
nella versione corretta.

Comunicato n.5-2019

Comitato centrale di P101



UN VOTO CONTRO L’UNIONE EUROPEA

Mettiamo subito una cosa in chiaro: fossero soltanto elezioni per il finto Parlamento europeo, come sinistra patriottica, faremmo appello all’astensione. Le elezioni europee sono infatti funzionali ai poteri forti europeisti i quali, con il rito elettorale, tentano di dare una parvenza di legittimità democratiche ad un’Unione che, al contrario, è oligarchica e antipopolare. A maggior ragione quella astensionista sarebbe la sola ragionevole e coerente posizione poiché non c’è una singola lista che sostenga la necessità dell’uscita dall’Unione, e che rivendichi, in vista del pieno ripristino della sovranità popolare, l’unità delle forze patriottiche in un nuovo Comitato di liberazione nazionale. Gli stessi due principali partiti, il Movimento 5 stelle e la Lega, dopo aver guadagnato ampi consensi sostenendo la prospettiva dell’uscita dall’euro, l’hanno abbandonata per abbracciare la favoletta altreuropeista, ingannando anch’essi i cittadini che l’Unione europea sarebbe riformabile.


Errori, limiti e porcherie


Ci sono evidenti gli enormi limiti del governo giallo-verde, gli imperdonabili errori compiuti, ed anche le porcherie. Tra i limiti principali ne segnaliamo due: l’assenza di una visione di lungo periodo e di un chiaro progetto dell’Italia futura, quindi la manifesta inadeguatezza della gran parte di coloro che hanno assunto posizioni apicali nel governo del Paese. La madre di tutti gli errori è stata, pur di soddisfare la smania di andare al governo, accettare la pesante tutela ed i veti del Quirinale, che riuscì ad imporre diversi uomini fidati nei ministeri chiave come quello dell’economia. Con le mani legate da questo infido patrocinio è stato inevitabile accettare il lesivo compromesso con l’Unione europea sulla Legge di Bilancio, venendo meno anche a quanto promesso nel “Contratto di governo”. Diverse anche le porcherie il più delle quali, tuttavia, sono ascrivibili all’insopportabile protagonismo di Matteo Salvini — vedi anzitutto le sue sconce provocazioni in politica estera, dilettantesche quanto pericolose data la delicata posizione geopolitica dell’Italia.


A chi fa gioco?

Malgrado tutto ciò le élite eurocratiche, spalleggiate dai loro vessilliferi italioti, vogliono sbarazzarsi del “governo populista” prima possibile. Ecco perché le prossime elezioni europee vengono ad assumere un valore che va ben al di là della scelta di chi andrà o non andrà al parlamento di Strasburgo. Queste elezioni sono di fatto elezioni politiche anticipate. I poteri forti (economici, finanziari e bancari, nonché quelli istituzionali) vogliono far sì che il 26 maggio sia la loro vendetta dopo la batosta del 4 marzo 2018. Per la precisione stanno trasformando le elezioni in un referendum pro o contro l’inviso “governo populista”, pro o contro l’Unione europea. Per i poteri forti le elezioni del 26 maggio sono quindi una prova generale in vista della riconquista ad ogni costo di Palazzo Chigi, postazione indispensabile affinché, già con la prossima Legge di Bilancio, con il pretesto del debito, l’Italia sia riportata nei ranghi cioè rimessa in ginocchio. Per raggiungere questo risultato, lo schema del blocco dominante è semplice: tornare al bipolarismo centro-sinistra centro-destra, ciò che implica anzitutto colpire il M5S per far saltare il governo, quindi tentare di ricondurre all’ovile Salvini nuovamente alleato di Berlusconi.

La posizione della Sinistra patriottica


Stando così le cose, malgrado non troveremo sulla scheda alcuna lista della sinistra patriottica, e dato che dietro alle sorti del governo giallo-verde la vera posta in palio è se l’Italia manterrà o si lascerà sfuggire gli scampoli di sovranità nazionale, sarebbe un gravissimo errore assumere una posizione astensionista. Essa equivarrebbe ad una sostanziale collusione con il nemico principale, che resta il variopinto e dominante blocco euro-liberista. Una sconfitta nelle urne del governo giallo-verde (ed in particolare un serio arretramento dei Cinque Stelle) sarebbe quindi un disastro non solo per il popolo lavoratore ma per le stesse sorti della causa sovranista. Questo disastro va scongiurato. I patrioti con la testa sulle spalle il 26 maggio si recheranno dunque alle urne, votando per i candidati no euro presenti nelle liste del M5s. A chi invece intende votare per la destra leghista diciamo: non limitatevi ad esprimere un voto di lista ma date la preferenza ai candidati sovranisti che in questi anni si sono battuti non solo contro l’euro ma in difesa della Costituzione del 1948.

Ciò che non è consentito


Non si tratta affatto, allora, di “turarsi il naso” ed andare a votare controvoglia. Al contrario, data la posta in palio nessun atteggiamento di rassegnata sufficienza è consentito. Occorre contribuire fattivamente alla sconfitta del blocco euro-liberista, una sconfitta che darebbe slancio e coraggio a tutte le forze che nel futuro saranno schierate nel campo della resistenza popolare e patriottica contro l’inesorabile attacco che verrà dal blocco eurista dominante. 

Il Comitato centrale di Programma 101
Roma, 7 maggio 2019


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23 commenti:

  • Anonimo scrive:
    8 maggio 2019 18:30

    Chi sono i candidati no euro dei 5 stelle? E quali quelli della lega? Non mi pare che vi siano ne da l'una ne dall'altra parte uomini e donne apertamente schierati contro il sistema euro, perno del capitalismo europeo che ha massacrato il popolo lavoratore.

  • Anonimo scrive:
    8 maggio 2019 18:46

    Perche' questi candidati presuntamente no euro dei 5 stelle e della lega non hanno contribuito alla costruzione della sinistra patriottica? Perche' non si sono fatti loro promotori in prima persona di una lista per la liberazione nazionale dalla UE? Ci vedo molto opportunismo.

  • Anonimo scrive:
    8 maggio 2019 22:02

    Il più delle quali, tuttavia, sono ascrivibili all’insopportabile protagonismo di Matteo Salvini?

    Oggi mentre Salvini dichiarava di voler sforare (almeno a chiacchiere) il 3% per fare l'orrenda flat tax Di Maio rispondeva che non c'è bisogno di sforare (dunque il fiscal compact adesso gli va bene) perché le cose del contratto sono state fatte (sigh!) ed invece si deve procedere con lotta alla corruzione e ... udite udite ... spending review.

    Gli eventuali candidati antieuro potranno fare qualcosa (ma non si sa neppure cosa) solo se la situazione precipita (vedi brexit) in caso contrario ...

    A proposito, ma Marco Valli lo ricandidano (non ho più seguito la vicenda) oppure è espulso definitivamente?

    A me non hanno dato nulla, neppure di ciò che avrebbero potuto essere dato a costo zero come la formazione di anagrafi dei precari e precar-esodati (chiamiamoli così perché questo sono) di università e ricerca senza limiti di tempo. Non mi hanno dato nulla e io non darò nulla a loro.

    Giovanni

  • RobertoG scrive:
    9 maggio 2019 05:10

    A mio modesto avviso l'unica possibilità pratica che ci è concessa è quella di sostenere col voto il peso dei cinquestelle rispetto alle altre forze politiche. E questo non perchè essi rappresentino chissà quale alternativa, ma semplicemente per evitare la preponderanza della Lega, un movimento essenzialmente fascistoide reazionario e per evitare che questa vada a ricomporsi con il cavaliere nero e con la fascio servetta Usa Meloni. Altro sinceramente non c'è.
    Viviamo all'interno del regime capitalista trasnazionale imperniato sugli Stati Uniti d'America che detta ai satelliti le linee politiche, economiche e sociali. Uscirne al momento è impossibile. Tocca attendere che le potenze emergenti (essenzialmente Cina e Russia) creino un polo non imperialista al quale potersi aggregare per avere la forza di uscire dal giogo e diventare arbitri del proprio destino. Mi auguro secondo direttive socialiste e non reazionarie. Per allora bisognerà che vi siano formazioni politiche in grado di indirizzare le cose in tal senso e quindi spero che formazioni come la vostra possano crescere e rafforzarsi.
    Tutto il resto, francamente è pura illusione.

  • Anonimo scrive:
    9 maggio 2019 07:51

    Scusate e il partito comunista di Rizzo? Antieuropeista da sempre, perché non votarlo?

  • Anonimo scrive:
    9 maggio 2019 08:34

    Mi sembra che, per correttezza, occorrerebbe una analisi più dettagliata delle liste che si presentano alle prossime elezioni europee del 26 maggio. L'affermazione "quella astensionista sarebbe la sola ragionevole e coerente posizione poiché non c’è una singola lista che sostenga la necessità dell’uscita dall’Unione" non è infatti precisa: il Partito Comunista, dichiaratamente per l'uscita dall'Unione Europea, dall'euro e dalla NATO, sta lì a dimostrare il contrario. Non ho dubbi quindi sul mio supporto al PC innanzitutto perché unica formazione coerentemente antieuropeista in chiave anticapitalista oggi presente in Italia. E credo che P101 dovrebbe per correttezza prendere in considerazione questa opportunità
    Andrea

  • Anonimo scrive:
    9 maggio 2019 08:55

    se la logica dice di astenersi perchè non farlo? chi sono i candidati contro la ue e l'euro? questi sono al governo ma non rispettano neppure il contratto di governo...vero che l'alternativa è peggiore però appoggiarli in questo modo non mi sembra una grande idea....

  • Anonimo scrive:
    9 maggio 2019 10:27

    Il partito no euro, no UE, no Nato c'è già: il PC di Rizzo.

  • Anonimo scrive:
    9 maggio 2019 12:17

    Il Partito di Rizzo, a mio avviso sarebbe votabile solo per il nome, cosa non sufficiente, a meno che non si voglia disperdere il voto. Rizzo e i suoi hanno il terribile difetto di avere una linea e proposta politica avulsa dal contesto storico. Oggi, qui ed ora, se sei comunista, non puoi assolutamente dire: "facciamo il socialismo in Italia (e che è? il socialismo in un solo paese?!?) e una volta che lo hai realizzato possiamo finalmente uscire dall'euro e dall'Unione europea". Questo è un progetto politico che vive di desiderata, ma non ha nulla di legato alla realtà, non c'è dietro una visione politica se non astratta e aleatoria. Io penso che per muoversi nella direzzione del socialismo bisognerebbe uscire subito in modo unilaterale, al che, riconquistata la sovranità, si possono avviare politiche socialiste, perchè si dovrebbe uscire infatti se non per poter finalmente avere le mani libere per far rinascere il nostro paese?

  • FULVIO scrive:
    9 maggio 2019 15:25

    va colto il senso della posizione politica di P101.
    Essa a me pare è tutta giocata sulla scommessa che fra pochi mesi governo M5S-Lega e Unione europea entreranno in collisione. Se ben comprendo l'analisi di P101, la partita si gioca sulla prossima finanziaria: il blocco dominante tenterà di mettere il governo con le spalle al muro: o accetta una dura stretta austeritaria o sarà guerra. A quel punto a questo governo nato dalla protesta popolare (nelle urne) non resta che capitolare o resistere. Un'analisi tutto sommato giusta.
    Dal che segue che la posizione tattica adeguata è difendere nelle urne del 26 maggio questo governo (anzitutto dal lato cinque stelle) che se avrà un consenso maggioritario sarà legittimato a resistere e disobbedire alla Ue e non avrà scusanti.
    Da questo punto di vista mi pare evidente (rispondo a chi pende per Rizzo) che il voto al suo partito è un voto buttato via, non fosse perché questo partito è frontalmente contrario al governo.
    Alla fine della fiera, il 27 maggio, la linea che sarà tirata è tra chi sta col governo e chi sta contro. E se si è contro si sappia chi è alla testa del blocco anti governativo, i poteri forti euroliberisti, di cui non solo Rizzo ma all'estrema destra pure CP, saranno solo ammennicoli.

  • Anonimo scrive:
    9 maggio 2019 17:39

    Al compagno del PC di Rizzo che dice che quella lista è per l'uscita dalle Ue. Il problema è che voi dite che se ne deve uscire solo una volta fatta la rivoluzione socialista, che ogni altra uscita sarabbe un casino, la qual cosa, date le circostanze, è come dire, mai...

  • Anonimo scrive:
    9 maggio 2019 19:41

    Ma siamo poi così sicuri che fra pochi mesi partirà una resa dei conti più grossa?

    Oggi Trump parla di distensione con la Cina, fino a ieri minacciava chissà quali dazi. Sull'Iran si dice pronto anche all'opzione militare ma aggiunge hopefully that won't happen.

    A me pare sempre il solito avantindré di una guerra diplomatica di posizione.

    Più che lo scontro con Bruxelles l'ultima speranza è la brexit, ma non sappiamo neppure se e come avverrà. Se non prenderà alla fine anch'essa la via di una guerra diplomatica di posizione lunga e logorante.

    Giovanni

  • Anonimo scrive:
    9 maggio 2019 21:20

    Ma avete ancora dei dubbi ?
    Ma chi sarà mai il bersaglio preferito
    di quei giornaloni che non legge nessuno
    ma servono per fare i titoloni infami
    delle rassegne stampa notturne oppure
    per sostituire la carta igenica quando
    è finita, chi sarà mai sentiamo ?
    é rizzo? è salvini?
    dai mò... svejeve fora...

  • Gaetano scrive:
    9 maggio 2019 22:52

    "Occorre quindi uscire dall'Unione Europea, ma occorre farlo abbattendo il potere borghese" (dal documento congressuale PC Marco Rizzo 2017). Si, ma sono chiacchiere, ciò che conta è che questa lista impugna una parola d'ordine chiaramente anti UE. Quindi si potrebbe votare. Certamente, decidere che i nostri 150 voti, oppure 1500, vadano al M5S oppure a Marco Rizzo, alla fine conta molto poco. Ciò che conta è capire cosa accade: orbene, la prima questione è proprio l'irrilevanza dei comunisti nella società polverizzata attuale. Capire cosa si può fare: molto poco, continuare a prepararsi per tempi ancora più bui quando, forse, il tanto invocato "popolo" avrà un'altra volta bisogno del partito comunista. Nel frattempo continuiamo ad essere fedeli a tante piccole ortodossie irrinunciabili, ormai superfrazionate: per ogni residuo comunista, una singola chiesa detentrice della purezza ideologica.

  • Anonimo scrive:
    10 maggio 2019 08:59

    In realtà il PC di Rizzo è per l'uscita unilaterale dall'UE, dall'euro e dalla NATO. È indiscutibile che sia l'unica lista che mette in campo una posizione tanto netta. Allo stato attuale quindi l'uscita è in Italia strettamente connessa con il rafforzamento di un progetto socialista e merita un appoggio incondizionato, a mio parere. È ovvio infatti che un'uscita guidata da m5s e lega sia del tutto illusoria viste le posizioni dei gruppi dirigenti di queste liste che, oltretutto, sbandano paurosamente su alcune questioni fondamentali per chi, come noi, lavora nella direzione di un risorgimento socialista.
    Fatte salve queste premesse è dunque necessario rafforzare la costruzione del PC dal basso. Gli iscritti sono in grande crescita, e il Fronte della Gioventù Comunista ne rappresenta, con oltre il 70% dei militanti complessivi tutti tra i 16 e i 26 anni, il vero punto di forza. Ciò fa ben sperare per il futuro: nuove generazioni di comunisti che possano rilanciare la lotta di classe nel nostro paese. Lotta di classe che passerà, inevitabilmente, attraverso l'indebolimento de progetto eurocratico e la sua implosione. Solo una forte e giovane militanza comunista capace di essere interprete della sofferenza delle classi popolari potrà porre le premesse per uno spostamento consistente anche di altre forze politiche su posizioni di uscita. È con la coerenza e la militanza che si aprono i varchi per una rottura dei trattati
    Andrea

  • Anonimo scrive:
    10 maggio 2019 15:16

    Condivido nella sostanza la posizione espressa nel comunicato.
    Se questo governo va sotto il risultato sarebbe doppiamente negativo: da un lato chi comanda davvero si riprenderà il governo preparando un Monti-bis, dall'altro la reazione degli italiani sarebbe di prostrazione e demoralizzazione. Anche questa volta, nemmeno coi populisti ce l'abbiamo fatta, nulla cambierà mai.
    Non piacerà alla redazione come la dico, ma la dico: mi turo il naso e voto per questi disgraziati dei cinque stelle.

  • Anonimo scrive:
    10 maggio 2019 15:26

    al compagno del Pc

    è vero che il vostro partito è contro la Ue e l'euro. Il problema è che oltre a sparare alzo zero contro il governo è che siete una setta stalinista. Ostentate un marxismo leninismo duro quanto ossificato. Vi fate orgoglio di essere una fotocopia del KKE di Grecia il quale, sappiatelo, al referendum famoso in cui vinse il NO alla Ue, il suddetto KKE diede indicazione di votare scheda bianca !!!!!! Scheda bianca pur di dare addosso al governo. Ecco il settarismo: la difesa della propria parrocchia prima di tutto, anche a costo di voltare le spalle al popolo che si ribella (se si ribella sotto altrui bandiere).

  • Anonimo scrive:
    10 maggio 2019 16:30

    All'anonimo che scrive al compagno del PC
    cominciamo a non offendere: l'accusa di settarismo è il solito luogo comune contro un partito, il PC, fondatore, insieme ad altre formazioni comuniste europee e non solo, dell'Iniziativa dei Partiti Comunisti e Operai. Il sostegno dei compagni del KKE è per noi motivo di orgoglio. Il KKE prese la giusta posizione, allora, sulla questione del referendum in Grecia, perché conosceva benissimo ciò che nascondeva: menzogna e inganno. Inganno di cui era lo strumento perfetto. Non occorre fare un'analisi troppo approfondita, infatti, per capire come Syriza abbia strumentalmente appoggiato il referendum per poi tradire ogni istanza di emancipazione del popolo greco. Tu dici difesa della propria parrocchia come se Syriza e Tsipras fossero difensori del popolo greco, ma è il contrario. Sono loro ad aver tradito per i propri interessi di classe. È inutile raccontarci ancora assurdità del genere. Che tutto fosse chiaro sin dal giorno dell'elezione di Tsipras è evidente già dalla posizione presa dal nostro Partito in quella circostanza. A risentire oggi le parole di Marco Rizzo si resta basiti, perché abbiamo l'esatta descrizione di ciò che sarebbe avvenuto nel giro dei mesi successivi. E questo perché l'analisi della situazione greca era fatta col rigore di un approccio marxista e con la conoscenza diretta e profonda di un partito fratello. Chi vuole può andarsi a vedere la dichiarazione di Rizzo in TV al tempo per rendersi conto

  • Anonimo scrive:
    11 maggio 2019 00:39

    5 stelle e lega gia' sono stati ampiamente fagocitati dal sistema. Sono loro stessi sistema. Pensate cosa c'e' dietro: la Casaleggio Associati e la secessione filoeuropeista delle regioni del Nord. Dopo l'ubriacatura euroliberista, che ha portato il paese al collasso, ecco servito lo specchietto per le allodole per il popolo lavoratore

  • Anonimo scrive:
    11 maggio 2019 08:58

    quindi caro compagno del PC, secondo te il KKE, dando indicazione di votare scheda bianca, quindi non votando NO (OXI) al referendum del luglio 2015, fece una giusta scelta.
    E tu giustifichi questa boiata col fatto che... Rizzo già disse che Tsipras avrebbe tradito....
    No, scusa, ma che cazzo c'entra?
    Qui si sta parlando di un referendum pro o contro il diktat europeo, mica si parla di elezioni e di votare per Syriza?
    Neanche io avrei votato per Syiriza.
    Come si fa a confondere queste due cose??????
    Confermo la mia critica di settarismo

  • Anonimo scrive:
    11 maggio 2019 09:38

    Al compagno che ci dà dei settari
    sul referendum greco da wikipedia:
    "Il Partito Comunista di Grecia (KKE) era contro entrambe le proposte ed affermò che avrebbe provato a cambiare la domanda da proporre al referendum, in modo che il popolo avesse potuto votare non solo contro la proposta delle istituzioni, ma anche contro la proposta del governo greco".
    Dichiarazione dell'Ufficio politico del Comitato Centrale del KKE: «In queste condizioni, il KKE chiama il popolo a utilizzare il referendum come un’opportunità per rafforzare l’opposizione all’UE, per rafforzare la lotta per l’unica via realistica fuori dall’attuale barbarie capitalista. Il contenuto di questa via d’uscita è: la rottura-svincolamento dall’UE, la cancellazione unilaterale del debito, la socializzazione dei monopoli, il potere operaio e popolare .
    Il popolo, attraverso la propria attività e la propria scelta nel referendum, deve rispondere all’inganno del falso quesito posto dal governo e rigettare la proposta di UE-FMI-BCE e anche la proposta del governo SYRIZA-ANEL. Entrambe contengono barbare misure antipopolari, che verranno aggiunte ai memorandum e alle leggi applicative del precedente governo ND-PASOK. Entrambe servono gli interessi del capitale e dei profitti capitalistici.
    Il KKE sottolinea che il popolo non deve scegliere tra Scilla e Cariddi, ma deve esprimere, con ogni mezzo disponibile e in ogni modo, la propria contrarietà all’UE e ai suoi permanenti memorandum nel referendum".
    Insomma, il referendum era lo strumento dell'inganno perpetrato dal governo greco e il KKE ha fatto tutto quello che poteva per smascherarlo. E la realtà gli ha dato ragione, purtroppo. Ora se vuoi continuare a darci dei settari continua pure. Ma ragionare non è reato, mi pare

  • SOLLEVAZIONE risponde:
    12 maggio 2019 09:02

    cui prodest?
    Si può non essere d'accordo sull'efficacia della posizione elettorale di programma 101. Certo essa ha sotto una logica molto chiara, parte da un'analisi realista della situazione, delle sue tendenze probabili. Il fulcro, che i critici non colgono è il fenomeno del populismo, nella fattispecie quello bifronte italiano (cinque stelle + lega) e della potenzialità conflittiva con l'ordinamento eurista.
    Se questa potenzialità esiste allora ècorretta la tattica di incalzare questo governo a disobbedire a Bruxelles. Se invece il giudizio sulla natura populista dei gialloverdi è sbagliato, allora anche la tattica è sbagliata.
    Programma 101 tiene un punto fermo, che il nemico principale da battere è l'Unione europea, che certo non vede l'ora di sbarazzarsi del governo gialloverde.
    Se è così si capisce che la sconfitta alle urne di cinque stelle e lega equivarrebbe ad una vittoria delle classi e dei poteri usocratici dominanti.
    Ergo: se la pietra angolare è la sconfitta o la tenuta del governo viene da sé che il voto al Partito Comunista (di Rizzo) non solo è un voto sprecato, è un voto che alla fine della fiera risulta funzionale alla vittoria dei poteri forti.

  • Anonimo scrive:
    17 maggio 2019 17:48

    Troppi "se", troppi "ergo", troppi periodi ipotetici. Una posizione del genere è evidentemente debole. P101 (e me ne dispiace) va chiudendosi in un vicolo cieco per errore di analisi. Il m5s è già superato. Se il 4 marzo poteva essere una opzione utile allo scardinamento del sistema, oggi rappresenta un soggetto politico in declino, inadatto al prossimo scontro con le forze euriste. Bisogna essere chiari, non obliqui: siamo per l'uscita dall'unione europea e dobbiamo votare per una lista dichiaratamente antieuropeista. Altrimenti meglio il non voto
    Andrea

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