FORUM DEI POPOLI MEDITERRANEI

giovedì 7 settembre 2017

I COMUNISTI E LE FRONTIERE di Piemme

[ 8 settembre 2017 ]

Non c'è dubbio che il fenomeno dell'emigrazione (vogliamo chiamarla col suo vero nome?), è letteralmente esploso con l'avanzare della globalizzazione. Un aspetto di questo fenomeno è l'emigrazione Sud-Nord del mondo. La globalizzazione, per sua natura predatoria, ha travolto intere nazioni "arretrate", spappolando i loro tessuti sociali, producendo nuove diseguaglianze e miseria generale, quindi spingendo centinaia di milioni di nuovi paria ad abbandonare i loro paesi d'origine.

Abbiamo più volte tentato di spiegare che il fenomeno va affrontato da due angolature: quello della pietas o della solidarietà umana, e quello squisitamente politico. E' vero che ogni politica ha un fondamento etico, tuttavia l'etico, lo si voglia o meno, è sussunto nella sfera del Politico. Ove per Politico noi intendiamo la prassi e/o l'arte di una data forza politica o blocco sociale di conservare il potere (nel caso che lo abbia) o, per forze antagoniste, di conquistarlo accumulando potenza politica ed egemonia.

Evidenti sono i due poli ideologici entro i quali oscilla nel nostro Paese il dibattito sulle migrazioni: quello razzista ("a mare tutti i morti di fame!") e quello dell'accoglientismo a prescindere (" nessuno è illegale! fuck borders!"). Entrambi queste posizioni, se si va alla sostanza, sono meta-politiche, leggi moralistiche. La prima è figlia di un'etica egoistica, incarognita, malvagia. La seconda di un'etica irenica, caritatevole e buonista.

Disprezzando la prima, di nuovo dobbiamo occuparci della seconda, che consiste in tre varianti.

Tra chi inverte il rango dei due fattori e subordina il Politico all'etica e alla morale c'è la Chiesa cattolica la quale, in base al suo universalismo teologico —siamo tutti figli di Dio, quindi tutti sudditi nella cristiana civitas maxima— vorrebbe imporre agli Stati come imperativo morale categorico, quello dell'accoglienza a prescindere.

La seconda variante è quella che abbiamo chiamato quella del globalismo cosmopolitico di matrice kantiana. L'etica della tolleranza, l'idolatria dei diritti umani, l'idea che gli stati nazionali sarebbero organismi morenti, quindi della cosmopoli o società multietnica considerata non un lontano punto d'arrivo dell'umanità, ma un'entità che si va già conformando proprio grazie alla globalizzazione —libera circolazione di capitali, merci e persone.

La terza variante è quella anarchica. Gli anarchici sono coerenti, non riconoscendo alcuna legittimità ai demos nazionali, negando in linea di principio le nazioni, condannando in quanto tale la forma Stato, è per essi logico che non si debba porre alcun limite alla libera circolazione degli individui —sorvoliamo sul fatto che emigrare non sia una "libera scelta" e non invece una coercizione.

E i gruppi e partiti comunisti? Le sinistre radicali? Che posizione hanno?

Com'è noto sono per la cosiddetta "accoglienza" a prescindere. Sono contrari ad ogni controllo dei flussi migratori. Anche per loro vale il principio per cui "nessun essere umano è illegale", anch'essi dunque non riconoscono Stati e frontiere. In buona sostanza, in nome di una malinteso internazionalismo, oscillano tra l'anarchismo estremo e il globalismo cosmopolitico delle élite dominanti.

Ai comunisti "duri e puri", che pare abbiano abdicato all'anarchismo e al mito borghese del  cosmpolitismo: ai comunisti che hanno dimenticato le lezioni della storia del movimento comunista del '900, ci permettiamo rinfrescare la memoria, riportando quanto scriveva uno che la sapeva lunga:
«Il metodo della rivoluzione socialista con la parola d'ordine: "Abbasso le frontiere", è un grande pasticcio. Non siamo riusciti a pubblicare l'articolo in cui io definivo questa posizione come "economismo imperialistico". Che cosa significa "metodo" della rivoluzione socialista con la parola d'ordine: "Abbasso le frontiere"? Noi sosteniamo la necessità dello Stato, ma lo Stato presuppone le frontiere. Naturalmente, lo Stato può essere diretto da un governo borghese, mentre noi abbiamo bisogno dei Soviet. Ma la questione delle Frontiere si pone anche per i Soviet. Che vuol dire "Abbasso le frontiere"? Qui comincia l'anarchia... Il "metodo" della rivoluzione socialista con la parola d'ordine: "Abbasso le frontiere" è un puto se semplice pasticcio».
V. I. Lenin; Discorso sulla questione nazionale (12 maggio 1917) Opere Complete; Volume 24. p.305

















Print Friendly and PDF

28 commenti:

  • Anonimo scrive:
    8 settembre 2017 01:04

    Per Lenin c'è la fase di conquista dello Stato ( dove evidentemente esistono ancora le frontiere ) ma per quale scopo ? per la fase successiva , che è di abbattimento dello Stato : "Stato e rivoluzione" di Lenin è esplicito a tal riguardo . Non a caso , nello stesso testo citato nell'articolo ( "L'autodecisione delle nazioni" ) , lo stesso Lenin spiega che lo scopo dei comunisti è sostenere "il crollo delle barriere nazionali" . In realtà tra anarchici e comunisti non c'è alcuna differenza su l'abbattimento delle frontiere e degli Stati : la differenza c'è tra anarchici e stalinisti , ma questi ultimi non c'entrano nulla con Marx e nemmeno con Lenin .

  • Luca Tonelli scrive:
    8 settembre 2017 09:24

    del resto gli stati comunisti nella storia sono sempre stati quelli con i confini più controllati in assoluto.

    mentre gli stati liberisti quelli con i confini più aperti.

    ma passa in cavalleria anche questo per i sinistrati.

  • Anonimo scrive:
    8 settembre 2017 11:19

    @anonimo: abbiamo già fatto la rivoluzione, superata la fase intermedia e siamo arrivati al comunismo integrale? Se non mi sono perso qualcosina direi di no. Quindi l’obiettivo è ancora la determinazione democratica delle frontiere.

    "Lo sciovinista tedesco Lensch, negli articoli da noi menzionati nella tesi 5 (nota), ha citato, un passo interessante dallo scritto di Engels: Po e Reno. Engels vi dice, tra l’altro, che le frontiere delle « grandi e vitali nazioni europee » sono state sempre più determinate, nel processo dello sviluppo storico che inghiottì una serie di nazioni piccole e prive di vitalità, « dalla lingua e dalle simpatie » della popolazione.
    Engels chiama queste frontiere « frontiere naturali ». Cosi stavano le cose in Europa, nell'epoca del capitalismo progressivo, attorno agli anni 1848-1871. Ora il capitalismo reazionario, imperialistico, spezza sempre più spesso queste frontiere determinate democraticamente. Tutti gli indizi attestano che l’imperialismo lascerà in eredità al socialismo che lo sostituirà frontiere meno democratiche, parecchie annessioni in Europa e nelle altre parti del mondo. E allora? Il socialismo vittorioso, ristabilendo e applicando fino in fondo, su tutta la linea, la piena democrazia, rinuncerà a determinare democraticamente le frontiere dello Stato? Non vorrà tener conto delle « simpatie » della popolazione? Basta porre queste domande per vedere chiaramente che i nostri colleghi polacchi scivolano dal marxismo verso l'«economismo imperialista».
    I vecchi « economisti », facendo del marxismo una caricatura, insegnavano agli operai che per i marxisti è importante « soltanto » l’« economico ». I nuovi « economisti » credono o che lo Stato democratico del socialismo vittorioso esisterà senza frontiere (come « il complesso delle sensazioni » senza la materia), oppure che le frontiere verranno determinate « soltanto » in funzione dei bisogni della produzione.
    In realtà queste frontiere verranno determinate democraticamente, cioè conformemente alla volontà e alle « simpatie » della popolazione. *Il capitalismo violenta queste simpatie aggiungendo cosi nuove difficoltà al ravvicinamento delle nazioni* [enfasi mia]. Il socialismo, organizzando la produzione senza oppressione di classe, assicurando il benessere a tutti i membri dello Stato, permette con ciò stesso il libero esprimersi delle « simpatie » della popolazione, e facilita e accelera quindi grandemente il ravvicinamento e la fusione delle nazioni.” (Risultati della discussione sull’autodecisione, luglio (ottobre) 1916, Opere complete, vol. XXII, pagg. 321-23).

    Ovvero, la fusione è sì la meta finale, ma è realizzabile solo dopo la rivoluzione, quando le nazioni più piccole saranno attirate dal più elevato livello di vita dei paesi socialisti, e ovviamente su base strettamente volontaria (un diritto di scelta che Lenin avrebbe difeso fino alla fine, anche nel suo c.d. testamento):

    "È proprio la libertà di separazione, che i socialdemocratici polacchi «concedono» alle colonie, che inciterà le nazioni oppresse dell'Europa, piccole, ma colte e politicamente esigenti, a volere unirsi ai grandi Stati socialisti, poiché un grande Stato in regime socialista significherà tante ore di lavoro al giorno in meno, tanto salario al giorno in più. Le masse lavoratrici, liberatesi dal giogo della borghesia, tenderanno con tutte le forze verso l’unione e la fusione con le grandi nazioni socialiste avanzate, pur di avere questo « aiuto culturale », purché gli oppressori di ieri non offendano il senso democratico altamente sviluppato di dignità che possiede una nazione da lungo tempo oppressa, purché le si assicuri l'uguaglianza in tutti i campi, anche nell'edificazione del suo Stato, nel tentativo di edificare il «suo» Stato." (Ivi, pag. 377)

    Ho paura che questo farsi carico del consenso democratico delle varie nazioni abbia ben poco a che vedere con gli attuali "no borders", mentre d'altra parte l'accusa di "socialnazionalismo" era una delle armi polemiche favorite di Stalin…

  • Fiorenzo Fraioli scrive:
    8 settembre 2017 12:01

    Ricordo che nel 1975 andai in Ungheria e Cecoslovacchia, e c'erano soldati armati alla dogana. Avendo i documenti in regola non avemmo alun impedimento né ritardo.

  • Anonimo scrive:
    8 settembre 2017 12:18

    Che anche Lenin fosse per superare la forma-stato è cosa nota.
    Tuttavia l'estenzione dello Stato sarebbe stata possibile solo nella fase superiore del socialismo (comunismo), ovvero dopo la scomparsa delle classi e degli antagonismi sociali e, come sottolineava Lenin una volta avvenuta la rivoluzione in tutto il mondo.
    Cosa ci dice Lenin in quella citazione? Che fino a quando esisteranno antagonismi sociali e tra nazioni le frontiere sono necessarie, anzitutto per uno Stato che abbia fatto la rivoluzione e deve difendersi.
    Quindi il primo commentatore non ha capito un fico secco.

  • Anonimo scrive:
    8 settembre 2017 13:29

    Se si parla del comunismo come teoria/ideologia , esso è notoriamente per l'abbattimento delle frontiere e delle differenze nazionali . Se si parla dell'esperienza realmente esistita dell'URSS e dei satelliti , cioè di un capitalismo di stato , essa è stata chiaramente per il controllo delle frontiere . Bisogna intendersi di cosa si parla .
    Per quanto riguarda i migranti , non solo la teoria , ma anche l'esperienza realmente esistita dell'URSS era per nessuna discriminazione , come recita la sua costituzione :
    “In conseguenza della solidarietà tra i lavoratori di tutti i paesi, la Repubblica socialista sovietica federativa russa riconosce tutti i diritti politici dei cittadini russi a coloro che risiedono nel territorio della Repubblica russa, hanno un lavoro e appartengono alla classe operaia. La Repubblica socialista sovietica federativa russa riconosce inoltre il diritto dei soviet locali di garantire la cittadinanza a questi stranieri senza complicate formalità”.
    ( Art 2 della Costituzione della Russia Sovietica )

  • Anonimo scrive:
    8 settembre 2017 14:02

    E poi,per dirla davvero tutta,sarebbe interessante fare una analisi sociologica riferita al posto occupato nella gerarchia di classe africana di questi "profughi".Da un indagine svolta da una seria africanista pare che ricoprano i gradini di quel ceto medio urbano dei paesi a sud del Sahara obnubilati dalla propaganda dei media occidenali che riportano e propalano un'immagine dell'Europa falsa e benevola nei loro confronti e che sarebbe pronta ad accoglierli facendoli ARRICCHIRE in breve tempo.La stragrande maggioranza parte convinta di questo, stupendosi poi della realtà che è ben lungi da quella propagandata dai media occidentali.E costoro sarebbero i nuovi proletari che ci proietteranno verso un mondo di liberi ed eguali,avendo loro l'unica aspirazione quella di scimmiottare lo stile di vita del "bravo europeo"tutto auto di lusso,vacanze in resort e smartphone di ultima generazione(per pochi),con questa coscienza di classe?Agli emigranti italiani del secolo scorso veniva prospettato un futuro di lacrime e sangue,non un fasullo facile arricchimento.Indicazioni valide ancora oggi per chi è costretto ad andarsene dal paese vassallo de "leuropa".

  • Anonimo scrive:
    8 settembre 2017 15:01

    all'anonimo di cui sopra ( 8 settembre 2017 ore 13:29)

    La citazione dalla costituzione della Russia (una delle 15 repubbliche dell'URSS) non c'azzecca un cazzo con la nostra situazione.
    Li si parla dell'obbligo della Repubblica russa di accettare e dare cittadinanza ai cittadini delle altre repubbliche SOVIETICHE.
    Capì?

  • Fiorenzo Fraioli scrive:
    8 settembre 2017 15:11

    "Se si parla del comunismo come teoria/ideologia , esso è notoriamente per l'abbattimento delle frontiere e delle differenze nazionali ."

    Notoriamente de che?

    Quanto alla costituzione russa, che recita “In conseguenza della solidarietà tra i lavoratori di tutti i paesi, la Repubblica socialista sovietica federativa russa riconosce tutti i diritti politici dei cittadini russi a coloro che risiedono nel territorio della Repubblica russa, hanno un lavoro e appartengono alla classe operaia. La Repubblica socialista sovietica federativa russa riconosce inoltre il diritto dei soviet locali di garantire la cittadinanza a questi stranieri senza complicate formalità”.

    Il grassetto è il cuore del problema: "risiedono", "hanno un lavoro", "appartengono alla classe operaia". C'è scritto forse che chiunque "può entrare"? C'è scritto forse che si può risiedere senza avere un lavoro? Non c'è forse scritto che devono appartenere alla classe operaia, cioè avere un lavoro, cioè essere già nella federazione russa... il che implica, se l'italiano ha un senso, che la federazione russa (dei lavoratori) li ha accolti?

    Richiamo infine la tua attenzione sul termine "diritto", che non significa "obbligo" di accoglienza. Decidono i soviet, questo c'è scritto.

    Lo vuoi capire o no, anonimo bello, che i lavoratori italiani, sic stantibus rebus, sono per lo stop all'accoglienza? Non sei d'accordo? Pace, i lavoratori italiani la pensano diversamente da te, caro "diversamente comunista"!

    E QUANNO CE VO' CE VO'!

  • Anonimo scrive:
    8 settembre 2017 15:14

    "La citazione dalla costituzione della Russia (una delle 15 repubbliche dell'URSS) non c'azzecca un cazzo con la nostra situazione.
    Li si parla dell'obbligo della Repubblica russa di accettare e dare cittadinanza ai cittadini delle altre repubbliche SOVIETICHE.
    Capì?"

    No , sei tu che non hai capito , non "ai cittadini delle altre repubbliche SOVIETICHE" , ma a tutti "coloro che risiedono nel territorio della Repubblica russa, hanno un lavoro e appartengono alla classe operaia" : a tutti "questi stranieri" devono essere concessi "tutti i diritti politici dei cittadini russi" "senza complicate formalità" . Basta leggere .

  • Anonimo scrive:
    8 settembre 2017 15:46

    Fiorenzo Fraioli ha detto...
    " "Se si parla del comunismo come teoria/ideologia , esso è notoriamente per l'abbattimento delle frontiere e delle differenze nazionali ."

    Notoriamente de che? "

    @Fraioli

    “La società che riorganizza la produzione in base ad una libera ed uguale associazione di produttori, relega l'intera macchina statale nel posto che da quel momento le spetta, cioè nel museo delle antichità accanto alla rocca per filare e all'ascia di bronzo”
    Marx/Engels - L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato

    “Il marxismo sostituisce a ogni nazionalismo l'internazionalismo, la fusione di tutte le nazioni in una unità superiore. (...) Il proletariato non può appoggiare nessun consolidamento del nazionalismo, anzi, esso appoggia tutto ciò che favorisce la scomparsa delle differenze nazionali, il crollo delle barriere nazionali, tutto ciò che rende sempre più stretto il legame fra le nazionalità, tutto ciò che conduce alla fusione delle nazioni” Vladimir Lenin - L'autodecisione delle nazioni

    “La borghesia ha giocato nella storia un ruolo altamente rivoluzionario(..)Con grande dispiacere dei reazionari essa ha sottratto all'industria il suo fondamento nazionale.(..) Le separazioni e gli antagonismi nazionali dei popoli vanno scomparendo sempre più già con lo sviluppo della borghesia, con la libertà di commercio, col mercato mondiale, con l'uniformità della produzione industriale e delle corrispondenti condizioni d'esistenza. Il dominio del proletariato li farà scomparire ancor di più(…) Proletari di tutto il mondo unitevi”
    K.Marx – IlManifesto ,

    "I proletari invece, per affermarsi personalmente, devono abolire la loro propria condizione di esistenza quale è stata fino ad oggi, che in pari tempo è la condizione di esistenza di tutta la società fino ad oggi, il lavoro. Essi si trovano quindi anche in antagonismo diretto con la forma nella quale gli individui della società si sono dati finora un'espressione collettiva, lo Stato, e devono rovesciare lo Stato per affermare la loro personalità".
    Marx-Engels, L'ideologia tedesca

    “I comunisti mettono in rilievo e fanno valere gli interessi comuni dell’intero proletariato che sono indipendenti dalla nazionalità … sostengono costantemente l'interesse del movimento complessivo”
    ( K.Marx , IlManifesto , pg 1 del cap 2 , Proletari e comunisti )

    Etc.etc.etc.

  • Anonimo scrive:
    8 settembre 2017 16:16

    @anonimo 15:46: dai, che ci divertiamo un po'!

    Il Lenin dell'autodecisione l'abbiam già visto sopra.

    Poi:

    Marx: "To give an example, one of the commonest forms of the movement for emancipation is that of strikes. Formerly, when a strike took place in one country it was defeated by the importation of workmen from another. The International has nearly stopped all that." ( https://www.marxists.org/archive/marx/works/1871/07/18.htm )

    Marx: "Gli inglesi risero molto allorché iniziai il mio discorso osservando che l’amico Lafargue ecc., che ha abolito le nazionalità, si è rivolto a noi «in francese», cioè in una lingua che i 9/10 dell’uditorio non comprendevano. Ho accennato inoltre al fatto che egli, in modo del tutto inconscio, per negazione delle nazionalità intende il loro assorbimento nella nazione francese modello" (MEW, 31; 228-29)

    Engels a Kautsky, 1882: «Un movimento internazionale del proletariato è possibile solo tra nazioni indipendenti», così come una «cooperazione internazionale è possibile solo tra eguali» (MEW, 35; 270)

    Sempre Engels, 1892: «Una sincera collaborazione internazionale delle nazioni europee è possibile solo quando ogni singola nazione è del tutto autonoma nel suo territorio nazionale». Mettendosi alla testa della lotta per l’indipendenza nazionale, il «proletariato polacco» svolge un ruolo anche internazionalista, in quanto getta le fondamenta per una cooperazione diversamente impossibile (MEW, 4; 588)

    Marx a Domela Nieuwenhuis, 1881: "It is my conviction that the critical juncture for a new International Workingmen's Association has not yet arrived and for this reason I regard all workers' congresses, particularly socialist congresses, in so far as they are not related to the immediate given conditions in this or that particular nation, as not merely useless but harmful. They will always fade away in innumerable stale generalised banalities."

    Gramsci (Q 14 (I), § 68): “Che i concetti non nazionali (cioè non riferibili a ogni singolo paese) siano sbagliati si vede per assurdo: essi hanno portato alla passività e all’inerzia in due fasi ben distinte:
    1. nella prima fase, nessuno credeva di dover incominciare, cioè riteneva che incominciando si sarebbe trovato isolato; nell’attesa che tutti insieme si muovessero, nessuno intanto si muo-veva e organizzava il movimento;
    2. la seconda fase è forse peggiore, perché si aspetta una forma di «napoleoni-smo» anacronistico e antinaturale (poiché non tutte le fasi storiche si ripetono nella stessa forma).
    Le debolezze di questa forma moderna del vecchio meccanicismo sono mascherate dalla teoria generale della rivoluzione permanente che non è altro che una previsione generica presentata come dogma e che si distrugge da sé, per il fatto che non si manifesta effettualmente.”

    Bob Rowthorn, The Alternative Economic Strategy, 1980: "The Communist Party believes that this strategy must be primarily national in orientation."

    "The conditions for a revolution throughout Western Europe, or even a major shift to the left, do not at present exist. Nor are they likely to do so in the foreseeable future. Yet the crisis which is affecting millions of British people is upon us now. If the left is to exploit the present situation, it must have a programme which offers these people some hope, and it must think in terms of something more practical than a European or world revolution. Those who attack a national strategy for socialism in Britain as doomed to failure, and call for a European or world revolution, may sound very revolutionary. But in fact theirs is a doctrine of despair, and however much their views may inspire a small vanguard of sympathisers, they can only breed demoralisation amongst the mass of workers to whom they offer nothing."

    Non so, a me pare che a colpi di citazioncine, anziché di realtà, non la risolviamo.

  • Fiorenzo Fraioli scrive:
    8 settembre 2017 16:44

    "Non so, a me pare che a colpi di citazioncine, anziché di realtà, non la risolviamo."

    BRAVO! Anche perché io sono, in primis, per la sovranità nazionale; per cui se Lenin&co sono d'accordo ne sono felice, altrimenti ciccia.

    Discutetene voi, poi fatemi sapere. Ciao ciao.

  • Anonimo scrive:
    8 settembre 2017 18:53

    Leggendo i commenti mi pare che gli internazionalisti duri e puri vadano a pescare tutti i passaggi di Marx o Lenin sull'abolizione degli stati , il superamento delle differenze nazionali , proletari di tutto il mondo unitevi etc etc .
    I patriottici duri e puri evidentemente fanno il contrario : vanno a pescare i passaggi dove la questione nazionale sembra importante .
    Credo che un modo ragionevole per dipanare il quesito , per sancire definitivamente se Marx fosse un patriottico o uno che volesse abolire gli stati e le differenze nazionali , è quello di capire , in quelle circostanze che ha trattato i casi contingenti di indipendenza nazionale , se per lui la Patria fosse un Valore in sé , un Fine ultimo , oppure se tratta di quei casi contingenti per un altro Fine ultimo , che è l'umanità senza classi . E' ovvio che con il solo gioco delle citazioni fuori contesto , uno bravo potrebbe riuscire anche a far passare Hitler per un cosmopolita o Renzi per un socialdemocratico : ma , premesso questo , quello di sopra mi sembra un quesito abbastanza facile da risolvere anche per uno studente del primo anno .
    Rimane però la realtà attuale : nel 2017 viviamo in un’economia totalmente globale e interdipendente : se non fosse così noi non potremmo nemmeno comunicare tra noi tramite il blog di Sollevazione ( il coltan non proviene dall’Umbria.. ) , curarci etc.etc. Ma , ed è questo il problema , per adesso le forme di democrazia federalista inter e sovra statali ( come il parlamento di Strasburgo ) non sono ancora compiute o sono palesemente una presa per il culo ( dipende dalla lettura che se ne dà ) .

    Ciao .
    Andrea M. da Brescia .

  • Fiorenzo Fraioli scrive:
    8 settembre 2017 19:40

    Se è per questo nemmeno il tè si coltiva in Inghilterra. Sarà per questo che si sono fatti un impero? Oh yes!

  • Anonimo scrive:
    8 settembre 2017 22:30

    Ma qual è il quesito, Andrea? Che Marx fosse per l'emancipazione umana, nessuno l'ha negato, mi pare; ciò di cui si discute è come realizzarla. Dettagli, insomma.

    Ovvero, non mi ritengo affatto un "duro e puro", pur avendo riportato la citazioni "nazionaliste"; mi ritengo anzi molto incerto. Mi conforta sapere che lo stesso Marx ha passato tutta la vita a riflettere e rivedere le sue stesse posizioni (per esempio è evidente che il Marx del '48 non è lo stesso della vecchiaia). Ovvero Marx è indispensabile, ma per pensare con lui, non per nasconderci dietro formulette precotte, cosa che avrebbe fatto orrore a lui per primo.

    La conclusione formulata qualche decennio fa da Roberto Finzi su Critica Marxista mi sembra ancora un punto di partenza ragionevole:

    "I nodi nazionali non solo s’intrecciano con quelli di classe, a volte costituiscono una sorta di « frattura », se cosi ci si può esprimere, rispetto al corso della storia caratterizzato e determinato dal succedersi dei modi di produzione. È anche questo un terreno in cui si esprime la « spinta incoercibile al cambiamento » del processo storico ed è uno di quelli su cui si misura con chiarezza che in esso « non vi sono sequenze e traguardi prestabiliti ». Non servono, per addentrarvisi e dominarlo, petizioni di principio di astratta giustizia o emotive adesioni sentimentali: serve un adeguato sforzo di comprensione misurato sempre sul terreno del complessivo avanzamento dell’emancipazione umana. Marx ed Engels lo produssero con le armi del loro tempo, ed anche con i loro pregiudizi senza alcuna pretesa profetica."

  • Anonimo scrive:
    9 settembre 2017 00:49

    Seguendo il consiglio del Roberto Finzi citato dall'anonimo delle 22.300 ( e sempre rimanendo in tema con migranti e frontiere ) , cioè provando ad adattare Marx all'oggi , provo a porre un quesito per approfondire il dibattito :
    Oggi dove e chi sono realmente i proletari ? Può essere che siano quelli sparsi a milionate nel Sud del mondo , che è l'attuale "officina del Mondo" , e che quei pochi ancora presenti in Occidente siano coloro che non hanno nemmeno la sicurezza dei pieni diritti di cittadinanza ?

  • Anonimo scrive:
    9 settembre 2017 02:00

    Il Marx che vuole relegare lo Stato accanto "alla Rocca per filare e all'ascia di bronzo" per me e' un gran cazzaro che fa il gioco dei plutocrati .
    Il Marx che dice che “I comunisti mettono in rilievo e fanno valere gli interessi comuni dell’intero proletariato che sono indipendenti dalla nazionalità … sostengono costantemente l'interesse del movimento complessivo” per me e' un cazzaro che fa il gioco dei plutocrati .

    Le nazionalità sono fondamentali per l'identità dei popoli che e' l'unica arma contro il capitalismo cosmopolita apolide . Non sono fascista ma per me certo progressismo ha fatto solo danni .

  • Anonimo scrive:
    9 settembre 2017 15:30

    @anonimo 00:49: se pensi che oggi in occidente i proletari siano "pochi", ti posso semplicemente rispondere che non stai usando il termine in senso marxiano. E' vero invece che nei paesi periferici ce ne sono molti. Aspetto la dimostrazione analitica che la loro emancipazione si realizzerebbe se una piccola minoranza potesse venir qui a fare lavori sottopagati, perché per il momento mi pare di vedere solo i soliti fuorvianti fremiti emotivi.

    @anonimo 02:00: Marx si riferisce all'abolizione dello Stato come dominio di classe, non come organizzazione politica tout court.
    Come non ha senso usare le citazioni fuori contesto, non ce l'ha proiettare all'indietro le esigenze politiche dell'oggi: in passato l'integrazione nazionale è stata il veicolo della più spaventosa carneficina di proletari che la storia contemporanea avesse visto, vale a dire la prima guerra mondiale. Oggi le dinamiche dell'imperialismo sono diverse (Screpanti lo spiega in modo chiaro), ma distinguere il "nazionalismo" del lavoro da quello borghese e in ogni caso affrontare la questione da una prospettiva "totale" mi sembrano approcci tutt'altro che obsoleti. Faccio presente che il secondo, naturalmente in modo diverso, è il punto di vista anche di Keynes.

  • pasquino55 scrive:
    9 settembre 2017 18:03

    IL PROLETARIATO NON HA NAZIONE. Questo, in via di principio, era, è, e sempre sarà vero. Ma questo non significa e non può significare che esso viva sospeso in un altro mondo o in un’altra dimensione. Inevitabilmente abiterà, vivrà e lavorerà pur da qualche parte! Di conseguenza il proletariato, pur affermando la sua contrarietà verso il nazionalismo, non può esimersi dal dover difendere e proteggere il territorio dove nasce e(o)vive (il suo Stato, la sua Regione, il suo Comune) e dove ha i suoi affetti e i suoi interessi. Rinunciando ed abbandonando questo compito non si rafforza l’internazionalismo ma si gettano alle ortiche le storiche ed indispensabili armi che esso ha a sua disposizione per la propria difesa dentro una concezione internazionalista (o meglio in-territorialista) quindi dei suoi diritti, dei suoi valori e della sua autodeterminazione.
    Pasquino55

  • Anonimo scrive:
    9 settembre 2017 18:15

    @Anonimo 15.30

    "@anonimo 02:00: Marx si riferisce all'abolizione dello Stato come dominio di classe, non come organizzazione politica tout court."

    Sei sicuro ? Io ho letto che Marx e Lenin lo Stato lo vogliono proprio "estinguere" tout court : c'è una prima fase transitoria , quella della dittatura del proletariato , dove lo Stato ancora esiste ( socialismo ) , e poi c'è la fase finale dove gli Stati devo "estinguersi" tout court , cioè il comunismo , che non potrá vincere se non su scala mondiale, grazie ad un enorme sviluppo delle forze produttive che supererá lo stretto quadro degli stati nazionali .
    Cerca in rete , vedrai che troverai tanti link che te lo confermeranno . Questa è la logica aberrante di Marx .

  • Anonimo scrive:
    9 settembre 2017 20:52

    @anonimo 18:15: grazie, ho letto Marx e Lenin in lungo e in largo. Consiglio a te di leggere questo (attentissimo) esame dei testi fatto da Draper: https://www.marxists.org/archive/draper/1970/xx/state.html

  • Anonimo scrive:
    9 settembre 2017 23:48

    @anonimo 20:52

    Li avrai letti in lungo e in largo ma è chiaro che hai saltato delle pagine .

    https://www.marxists.org/italiano/lenin/1917/stat-riv/sr-1cp.htm

    https://www.panarchy.org/berneri/abolizione.stato.html



  • Anonimo scrive:
    10 settembre 2017 12:16

    @anonimo 23:48: L'unica cosa chiara è che non hai voglia di leggere Draper (che ti farebbe da guida anche per Stato e rivoluzione, visto che buona parte dei testi esaminati sono gli stessi). Pazienza.

  • Anonimo scrive:
    10 settembre 2017 18:11

    @anonimo 12.16
    Alla fine non hai letto nemmeno il Draper che consigli di leggere ... Draper non solo spiega che per Marx e Engels lo Stato deve essere abolito ( e mette tutte le citazioni di Marx ed Engels , sia in età giovanile che da vecchi , e spiegando i modi diversi per arrivare all’abolizioni dello Stato tra Marx e Mr. Girardin o tra Marx e Bakunin ecc. ) , ma Draper conclude addirittura che per loro la stessa parola “Stato” dovrà essere abolita :
    “ This distinguishes Marxism not only from anarchism but also from the various types of “Marxism” which limit themselves to repeating the contents of proposition (a). [ proposition (a) : We” will establish a state ruled by the working class, which will repress the exploiters. This (workers’) state is a class rule, just like every other state-only the guns are turned the other way. (However, one day this state will disappear). Letter, Engels to T. Cuno, 24 January, 1872 ]
    This is the positive content of the suggestion which Engels tosses in: in order to designate this new type of state even at the very beginning of its existence, the word “state” should be dropped , in favour of “commune” ( Letter, Engels to Van Patten, 18 April, 1883 ) “

  • Anonimo scrive:
    10 settembre 2017 22:58

    Caro anonimo delle 18:11, che immagino sia lo stesso delle 18:15 di ieri, qual è la mia frase a cui stai rispondendo? La seguente: "Marx si riferisce all'abolizione dello Stato come dominio di classe, non come organizzazione politica tout court."

    Lo devo ripetere in un altro modo? Per Marx ed Engels in una società senza classi, lo Stato (borghese), in quanto strumento di oppressione di classe, perderà le sue funzioni, e sarà quindi abolito, senza che questo comporti l'abolizione di ogni organizzazione pubblica a fini generali. Ovvero: "The state would lose its “political character”, that is, its repressive and coercive character, especially in terms of class repression and coercion, but *there would still be “public functions” to be organized*."

    Certo, inizialmente ho usato il termine "politico" come sinonimo di pubblico, che è diverso dal senso con cui usano la parola Marx ed Engels. Mi pare che ora sia tutto chiaro (posto che l'intenzione sia effettivamente di capire, ovviamente...).

  • Anonimo scrive:
    11 settembre 2017 02:08

    @Anonimo 22:58
    Non è che “Per Marx ed Engels in una società senza classi, lo Stato (borghese), in quanto strumento di oppressione di classe, perderà le sue funzioni, e sarà quindi abolito” : Draper spiega che per Marx ed Engels è proprio lo Stato tout court che verrà abolito , non solo quello “borghese” . Addirittura lo stesso nome “Stato” deve essere abolito . E la frase che citi in inglese dopo “ovvero” non è né di Marx né di Engels , è una deduzione che fa Draper da una lettera di Engels . Ma lo stesso Draper spiega che Marx non si è mai voluto esprimere sulla futura società senza Stato ( Draper fa delle deduzioni da qualche lettera di Marx facendo l’esempio dei liberi produttori organizzati in cooperative ecc. ) tranne nella famosa e generica frase del Manifesto “In place of the old bourgeois society, with its classes and class antagonisms, we shall have an association, in which the free development of each is the condition for the free development of all.” . Quindi , si , stavamo discutendo di quella tua frase ("Marx si riferisce all'abolizione dello Stato come dominio di classe, non come organizzazione politica tout court." ) che è fuorviante e sbagliata non un po' , ma totalmente : te lo dice lo stesso Draper che tu stesso hai linkato .

  • Anonimo scrive:
    11 settembre 2017 12:18

    Caro anonimo, visto che - ma bisogna precisarlo? - la rivoluzione socialista si svolgerà in una società capitalista (con possibili parziali eccezioni, in particolare con riferimento alla Russia, nell'ultimo Marx, ma sono questioni secondarie), è ovvio che sul piano operativo parliamo di abolizione dello Stato borghese. Che poi anche tutte le organizzazioni pubbliche di società in cui esiste la divisione in classi (l'unico senso in cui possiamo parlare di "Stato tout court" in M & E) siano oppressive, con l'eccezione quindi di quella del comunismo primitivo, è ciò che sostiene Engels nell'Anti-Dühring. Analisi che ci riporta direttamente alla fine di un'organizzazione dell'oppressione di classe (che i nostri definiscono "politica") in una società senza classi.

    Quella che ho riportato sì, è una frase di Draper. Non ti pare corretta? Non sei tu che affermi che "lo stesso Draper" mi darebbe torto? :-)

    Comunque questo lo dice lo stesso Marx:

    "While the merely repressive organs of the old governmental power were to be amputated, *its legitimate functions* were to be wrested from an authority usurping pre-eminence over society itself, and restored to the responsible agents of Society."

    E' vero che oltre queste indicazioni generiche Marx non si è voluto esprimere, come più in generale non si è espresso, se non in termini generali, sulla società senza classi. Anche questo è, o dovrebbe essere, un fatto noto e risaputo.

    Quindi sì, la mia frase, salvo forse l'impiego del termine "politico", è del tutto corretta e tu stai evidentemente polemizzando sul nulla. In ogni modo mi pare che a questo punto chi legge abbia tutti i materiali per farsi un'idea da sé. Buona giornata.

Lettori fissi

Google+ Followers

Temi

Unione europea (748) euro (705) crisi (620) economia (506) sinistra (450) finanza (260) Movimento Popolare di Liberazione (239) sfascio politico (235) grecia (232) elezioni (224) resistenza (222) M5S (215) teoria politica (209) banche (203) internazionale (192) imperialismo (191) risveglio sociale (184) sovranità nazionale (168) P101 (167) alternativa (167) seconda repubblica (167) Leonardo Mazzei (166) Syriza (150) Moreno Pasquinelli (149) Tsipras (145) Matteo Renzi (125) antimperialismo (115) debito pubblico (108) PD (104) sovranità monetaria (102) marxismo (101) democrazia (100) destra (99) sollevazione (99) Grillo (93) berlusconismo (91) costituzione (91) proletariato (91) spagna (89) Francia (86) neoliberismo (85) islam (82) austerità (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) Emiliano Brancaccio (77) referendum costituzionale 2016 (74) Stati Uniti D'America (73) Germania (71) Mario Monti (71) sindacato (71) filosofia (70) Stefano Fassina (68) bce (67) immigrazione (66) populismo (65) piemme (64) Libia (63) Alberto Bagnai (62) sinistra anti-nazionale (61) guerra (60) capitalismo (59) capitalismo casinò (59) Podemos (58) Rivoluzione Democratica (57) globalizzazione (56) bancocrazia (54) programma 101 (53) rifondazione (53) Carlo Formenti (52) Medio oriente (50) Siria (50) Alexis Tsipras (49) Movimento dei forconi (49) socialismo (49) Sicilia (48) cinque stelle (48) fiat (48) immigrati (48) Sergio Cesaratto (47) sovranità popolare (47) referendum (46) Nichi Vendola (45) legge elettorale (45) renzismo (45) sinistra sovranista (44) Beppe Grillo (43) Lega Nord (43) geopolitica (43) inchiesta (43) CLN (42) Pablo Iglesias (42) Troika (42) Emmezeta (41) Yanis Varoufakis (41) astensionismo (41) campo antimperialista (41) solidarietà (41) moneta (40) Alitalia (39) CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (38) proteste operaie (38) brexit (37) italicum (37) Diego Fusaro (36) liberismo (35) III. Forum internazionale no-euro (34) Marine Le Pen (34) Mario Draghi (34) Matteo Salvini (34) Russia (34) egitto (34) immigrazione sostenibile (34) sionismo (34) sovranismo (34) azione (33) uscita di sinistra dall'euro (33) 9 dicembre (32) default (32) fiom (32) neofascismo (32) palestina (32) Fiorenzo Fraioli (31) Forum europeo 2016 (31) ISIS (31) Manolo Monereo (31) Sel (31) fiscal compact (31) governo Renzi (31) unità anticapitalisa (31) Luciano Barra Caracciolo (30) Mimmo Porcaro (30) Ucraina (30) Giorgio Cremaschi (29) Israele (29) Merkel (29) Ugo Boghetta (29) populismo di sinistra (29) napolitano (28) Assemblea di Chianciano terme (27) islamofobia (27) menzogne di stato (27) xenofobia (27) Forum europeo (25) Lega (25) eurostop (25) Europa (24) Karl Marx (23) Nello de Bellis (23) ora-costituente (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Donald Trump (22) Quantitative easing (22) finanziarizzazione (22) silvio berlusconi (22) Aldo Giannuli (21) Beppe De Santis (21) Chianciano Terme (21) Simone Boemio (21) Stato di diritto (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) nazione (21) scuola (21) Front National (20) Marcia della Dignità (20) Unità Popolare (20) elezioni siciliane 2017 (20) uscita dall'euro (20) Lavoro (19) Nato (19) cina (19) ecologia (19) fronte popolare (19) nazionalismi (19) repressione (19) Fabio Frati (18) Izquierda Unida (18) Laikí Enótita (18) Regno Unito (18) Roma (18) Tunisia (18) USA (18) etica (18) iraq (18) keynes (18) Assisi (17) Costanzo Preve (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Mariano Ferro (17) Pier Carlo Padoan (17) nazionalizzazione (17) pace (17) razzismo (17) religione (17) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Norberto Fragiacomo (16) Sicilia Libera e Sovrana (16) Tonguessy (16) Venezuela (16) ballottaggi (16) vendola (16) Donbass (15) Emmanuel Macron (15) International no euro forum (15) Jacques Sapir (15) Luciano B. Caracciolo (15) Prc (15) Renzi (15) coordinamento no-euro europeo (15) emigrazione (15) melenchon (15) piattaforma eurostop (15) storia (15) 15 ottobre (14) Cremaschi (14) Enea Boria (14) Ernesto Screpanti (14) Eurogruppo (14) Luigi Di Maio (14) Monte dei Paschi (14) Noi siciliani con Busalacchi (14) Vincenzo Baldassarri (14) euro-germania (14) iran (14) obama (14) patriottismo (14) salerno (14) Chavez (13) Jobs act (13) MMT (13) Marco Mori (13) Marino Badiale (13) Movimento 5 Stelle (13) Stato Islamico (13) Virginia Raggi (13) Vladimiro Giacchè (13) acciaierie Terni (13) disoccupazione (13) finanziaria (13) umbria (13) Bersani (12) Brancaccio (12) Forum europeo 2015 (12) Legge di stabilità (12) Negri (12) Perugia (12) ambiente (12) catalogna (12) complottismo (12) decreto salva-banche (12) internazionalismo (12) piano B (12) scienza (12) sciopero (12) senso comune (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Alfredo D'Attorre (11) Enrico Grazzini (11) Gennaro Zezza (11) Putin (11) Reddito di cittadinanza (11) Sandokan (11) Turchia (11) antifascismo (11) comunismo (11) corruzione (11) de-globalizzazione (11) iniziative (11) keynesismo (11) lotta di classe (11) salari (11) sinistra Italiana (11) unione bancaria (11) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) Esm (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Hollande (10) Marco Passarella (10) Marco Zanni (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Panagiotis Lafazanis (10) Terni (10) Wilhelm Langthaler (10) cattiva scuola (10) cosmopolitismo (10) decrescita (10) golpe (10) presidenzialismo (10) tasse (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Alitalia all'Italia (9) Art. 18 (9) Bernie Sanders (9) Campagna eurostop (9) Costas Lapavitsas (9) D'alema (9) Daniela Di Marco (9) De Magistris (9) Def (9) Dicotomia (9) Fmi (9) Jean-Luc Mélenchon (9) Paolo Ferrero (9) Portogallo (9) Risorgimento Socialista (9) Stefano D'Andrea (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) analisi politica (9) bail-in (9) chiesa (9) cultura (9) diritti civili (9) europeismo (9) internet (9) islanda (9) istruzione (9) nucleare (9) ordoliberismo (9) povertà (9) sindacalismo di base (9) Abu Bakr al-Baghdadi (8) CGIL (8) Corte costituzionale (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) Diritti Sociali (8) Draghi (8) Erdogan (8) Forconi (8) Goracci (8) II assemblea della CLN (1-3 settembre) (8) Ilva (8) Ingroia (8) Mirafiori (8) Quirinale (8) Salvini (8) Wolfgang Schaeuble (8) Yanis Varoufakys (8) appello (8) deficit (8) diritto (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate (8) elezioni anticipate 2017 (8) elezioni siciliane (8) grexit (8) indipendenza (8) lira (8) manifestazione 25 marzo 2017 (8) marxisti dell'Illinois (8) media (8) nazionalismo (8) nuovo movimento politico (8) privatizzazioni (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) svalutazione (8) unità anticapitalista (8) Alternative für Deutschland (7) Argentina (7) Articolo 18 (7) Fausto Bertinotti (7) ISIL (7) Inigo Errejón (7) Landini (7) MMT. Barnard (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Movimento pastori sardi (7) Nuit Debout (7) Paolo Barnard (7) Papa Francesco (7) Samuele Mazzolini (7) Sapir (7) Ttip (7) anarchismo (7) borsa (7) casa pound (7) classi sociali (7) confederazione (7) cosmo-internazionalismo (7) derivati (7) destra non euro (7) eurocrack (7) incontri (7) nazismo (7) necrologi (7) proteste (7) rivoluzione civile (7) taranto (7) trasporto pubblico (7) Alessandro Visalli (6) Ars (6) Banca centrale europea (6) Bottega partigiana (6) CUB (6) Casaleggio (6) Contropiano (6) Dino Greco (6) Eugenio Scalfari (6) Franz Altomare (6) Frédéric Lordon (6) Gaza (6) George Soros (6) Gran Bretagna (6) M.AR.S. (6) Massimo Bontempelli (6) No Renzi Day (6) Noi con Salvini (6) ORA! (6) Oskar Lafontaine (6) Paolo Savona (6) Pil italiano (6) Pisapia (6) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (6) Sergio Mattarella (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) beni comuni (6) bipolarismo (6) debitocrazia (6) fisco (6) governo Gentiloni (6) incontro internazionale (6) inflazione (6) liberosambismo (6) magistratura (6) manifestazione (6) no tav (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) questione nazionale (6) tecnologie (6) terremoto (6) trasporto aereo (6) uber (6) utero in affitto (6) vaccini (6) Alberto Negri (5) Anguita (5) Assad (5) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (5) Dario Guarascio (5) Domenico Moro (5) Ferdinando Pastore (5) Finlandia (5) Foligno (5) Forza Italia (5) Franco Bartolomei (5) Fratelli d'Italia (5) Genova (5) Giancarlo D'Andrea (5) Giuseppe Angiuli (5) HAMAS (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Kirchner (5) Lenin (5) Maduro (5) Nino galloni (5) No Monti Day (5) No debito (5) Npl (5) Parigi (5) Pcl (5) Polonia (5) Rete dei Comunisti (5) Riccardo Achilli (5) Romano Prodi (5) Sandro Arcais (5) Sharing Economy (5) Stathis Kouvelakis (5) Stato (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Target 2 (5) Val di Susa (5) Wolfgang Munchau (5) afghanistan (5) alleanze (5) automazione (5) banche popolari (5) califfato (5) camusso (5) cuba (5) debitori (5) di Pietro (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni. Lega (5) ideologia (5) jihadismo (5) la variante populista (5) laicismo (5) liberalismo (5) migranti (5) pomigliano (5) populismo democratico (5) rifugiati politici (5) rivolta (5) salvinismo (5) suicidi (5) suicidi economici (5) tremonti (5) ALBA (4) Alessandro Di Battista (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Anna Falcone (4) Aurelio Fabiani (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Carl Schmitt (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Chiavacci Alessandro (4) Città della Pieve (4) Claudio Borghi (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (4) Corea del Nord (4) Cub Trasporti (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Diego Melegari (4) Dimitris Mitropoulos (4) Federalismo (4) Flat tax (4) France Insoumise (4) Franco Busalacchi (4) Frente civico (4) Giulio Regeni (4) Imu (4) Jacques Nikonoff (4) Jeremy Corbyn (4) Joseph Stiglitz (4) Julio Anguita (4) Kke (4) L'Altra Europa con Tsipras (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Luca Massimo Climati (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) Marcello Teti (4) Militant-blog (4) Morgan Stanley (4) Mosul (4) Oscar Lafontaine (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Prodi (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) Teoria Monetaria Moderna (4) Titoli di stato (4) Trump (4) Tyssenkrupp (4) USB (4) Varoufakis (4) Vladimiro Giacché (4) Xi Jinping (4) al-Sisi (4) anarchici (4) arancioni (4) autodeterminazione dei popoli (4) brasile (4) carceri (4) cinema (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianismo (4) demografia (4) diritti di cittadinanza (4) donna (4) elezioni comunali 2017 (4) elezioni siciliane 2012 (4) facebook (4) filo rosso (4) fratelli musulmani (4) giovani (4) governo (4) il manifesto (4) il pedante (4) irisbus (4) ius soli (4) legge di stabilità 2017 (4) massimo fini (4) parti de gauche (4) patrimoniale (4) pensioni (4) porcellum (4) presidente della repubblica (4) protezionismo (4) risparmio (4) sociologia (4) spending review (4) spesa pubblica (4) tecnoscienza (4) transizione al socialismo (4) truffa bancaria (4) wikidemocrazia (4) 19 ottobre (3) Africa (3) Alavanos (3) Alfiero Grandi (3) America latina (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Bergoglio (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Eleonora Forenza (3) Emanuele Severino (3) Eos (3) Ernest Vardanean (3) Fabrizio Tringali (3) Felice Floris (3) Filippo Abbate (3) Francesco Salistrari (3) Fronte Sovranista Italiano (3) GIAPPONE (3) Gianni Ferrara (3) Giorgia Meloni (3) Giorgio Lunghini (3) Giuliana Nerla (3) Giuliano Pisapia (3) Giulietto Chiesa (3) Giuseppe Pelazza (3) Goofynomics (3) Gramsci (3) HELICOPTER MONEY (3) ISTAT (3) Incontro di Roma (3) JP Morgan (3) Jens Weidmann (3) Karl Polany (3) Leonardo Mazzzei (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) Luciano Canfora (3) Macron (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marco Mainardi (3) Martin Heidegger (3) Marx (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Milton Friedmann (3) Moldavia (3) Napoli (3) Nigel Farage (3) No e-45 autostrada (3) Noi Mediterranei (3) Noi sicialiani con Busalacchi (3) ONU (3) Olanda (3) Panagiotis Sotiris (3) Paolo Gerbaudo (3) Pardem (3) Partito tedesco (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Poroshenko (3) Rodoflo Monacelli (3) Ruggero Arenella (3) Salento (3) Sarkozy (3) Sergio Starace (3) Six Pack (3) Stato di Polizia (3) Ungheria (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) Viktor Orban (3) Yemen (3) agricoltura (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) bankitalia (3) bollettino medico (3) confindustria (3) crediti deteriorati (3) cristianesimo (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) diritto d'asilo politico (3) diritto di cittadinanza (3) dollaro (3) donne (3) economia sociale di mercato (3) elezioni 2017 (3) fascismo (3) il fatto quotidiano (3) indignati (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) irlanda (3) italia (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mediterraneo (3) mezzogiorno (3) minijobs. Germania (3) moneta fiscale (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) occidente (3) oligarchia (3) partito (3) primarie (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) risorgimento (3) sanità (3) sardegna (3) saviano (3) seminario (3) senato (3) socialdemocrazia (3) sovrapproduzione (3) statizzazione banche (3) takfir (3) tassisti (3) trattati europei (3) università (3) violenza (3) wikileaks (3) xylella (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 25 aprile 2017 (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Albert Einstein (2) Alberto Benzoni (2) Alberto Montero (2) Aldo Zanchetta (2) Amando Siri (2) Angelo Panebianco (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Antonio Amoroso (2) Antonio Rinaldi (2) Arditi del Popolo (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Banca (2) Bandiera rossa in movimento (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) Carc (2) Carlo Romagnoli (2) Cernobbio (2) Cerveteri Libera (2) Cgia Mestre (2) Cia (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Comitato antifascista russo-ucraiono (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) De Bortoli (2) Der Spiegel (2) Die Linke (2) Diem25 (2) Diosdado Toledano (2) Don Giancarlo Formenton (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Ego della Rete (2) Ernesto Galli Della Loggia (2) F.List (2) Fausto Sorini (2) Federico Fubini (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Filippo Gallinella (2) Fiumicino (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Francesco Giavazzi (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Fratoianni (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Futuro al lavoro (2) Gentiloni (2) Giada Boncompagni (2) Giancarlo Cancelleri (2) Giuliano Amato (2) Giulio Sapelli (2) Giuseppe Mazzini (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hitler (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italexit (2) Italia Ribelle e Sovrana (2) Iugend Rettet (2) Iugoslavia (2) Javier Couso Permuy (2) Juan Carlos Monedero (2) Jugoslavia (2) Juncker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Legge di Bilancio (2) Lelio Basso (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) Luigi De Magistris (2) MES (2) MPL (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marchionne (2) Maria Elena Boschi (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Volpi (2) Marocco (2) Massimo PIvetti (2) Michele fabiani (2) Morya Longo (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) NO TAP (2) Nadia Garbellini (2) Netanyahu (2) Oriana Fallaci (2) Palermo (2) Paola De Pin (2) Paolo Becchi (2) Paolo Maddalena (2) Papa (2) Papa Bergoglio (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) Pci (2) PdCI (2) Pdl (2) Pier Paolo Dal Monte (2) Pippo Civati (2) Pkk (2) Preve (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Reddito di inclusione sociale (2) Riccardo Bellofiore (2) Riccardo Ruggeri (2) Rosanna Spadini (2) Rozzano (2) SPD (2) STX (2) Salistrari (2) Scenari Economici (2) Schumpeter (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Seconda Assemblea CLN (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stavros Mavroudeas (2) Stiglitz (2) TAP (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Fazi (2) Thomas Piketty (2) Tiziana Ciprini (2) Tltro (2) Tomaso Montanari (2) Toni negri (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Ugo Arrigo (2) Umberto Eco (2) Valerio Bruschini (2) Visco (2) Xarxa Socialisme 21 (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) austria (2) banche venete (2) blocco sociale (2) bontempelli (2) burkini (2) califfaato (2) calunnia (2) casa (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) curdi (2) decreto vaccini (2) deregulation (2) divorzio banca d'Italia Tesoro (2) domenico gallo (2) due euro (2) elezioni comunali 2015 (2) enel (2) energia (2) ennahda (2) expo (2) export (2) fecondazione eterologa (2) fincantieri (2) fine del lavoro (2) forza nuova (2) frontiere (2) gennaro Migliore (2) governicchio (2) guerra di civiltà (2) indignatos (2) industria italiana (2) informatica (2) intimperialismo (2) isu sanguinis (2) legge del valore (2) libertà di pensiero (2) marina silva (2) mercantislismo (2) no expo (2) olocausto (2) paolo vinti (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) patto politico (2) petrolio (2) poste (2) poste italiane (2) precarietà (2) proporzionale (2) proteste agricoltori (2) razionalismo (2) reddito di base (2) riformismo (2) sanità. spending review (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) sme (2) social media (2) società (2) sovranità e costituzione (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) tasso di cambio (2) tecnica (2) terzo polo (2) tv (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) AirCrewCommittee (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alan Johnson (1) Alba Libica (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Alesina (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Chiavacci (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Amazon (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amoroso (1) Andalusia (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Angela Matteucci (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Antonella Stirati (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Gramsci (1) Antonio Guarino (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Apple (1) Arabia saudita (1) Arditi (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Articolo1 (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Attali (1) Augusto Graziani (1) Australia (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Bashar al-Assad (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bcc (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Bloco de Esquerda. (1) Boikp Borisov (1) Bolivia (1) Bolkestein (1) Bossi (1) Branko Milanovic (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) CCF (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Carlo Candi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Galli (1) Carmine Pinto (1) Casini (1) Cassazione (1) Cekia (1) Certificati di Credito Fiscale (1) Chantal Mouffe (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Civitavecchia (1) Claudia Castangia (1) Claudio Maartini (1) Claus Offe (1) Colonialismo (1) Concita De Gregorio (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cristina Re (1) Cuperlo (1) Dagospia (1) Dan Glazebrook (1) Dani Rodrik (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davos (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Dimitris Christoulias (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Losurdo (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Don Sturzo (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EDWARD SNOWDEN (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Emilia-Romagna (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Enzo Pennetta (1) Erasmo vecchio (1) Ernesto Laclau (1) Ernesto Pertini (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Etiopia (1) Ettore Gotti Tedeschi (1) Ettore Livini (1) Eugenio Scalgari (1) Eurasia (1) Eurispes (1) Europa a due velocità (1) European Quantitative-easing Intermediated Program (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio Mini (1) Fabio Nobile (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio De Paoli (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federal reserve (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Florian Philippot (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Foro di Sao Paulo (1) Forum Ambrosetti (1) Forum Popoli Mediterranei (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lamantia (1) Francesco Lenzi (1) Franco Venturini (1) Frauke Petry (1) Freente Civico (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabanelli (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bracci (1) Giacomo Russo Spena (1) Giacomo Vaciago (1) Giacomo Zuccarini (1) Gig Economy (1) Gim cassano (1) Giordano Sivini (1) Giorgetti (1) Giorgio Gattei (1) Giovanna Vertova (1) Giovanni De Cristina (1) Giovanni Gentile (1) Giovanni Lo Porto (1) Giovanni Schiavon (1) Giovanni Tomei (1) Giovanni di Cristina (1) Giuliana Commisso (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Ambrosetti (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Godley (1) Google (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Grossi (1) Guido Lutrario (1) HSBC (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hezbollah (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Huffington Post (1) INPS (1) IPHONE (1) IRiS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Imposimato (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) Inge Höger (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Intesa Sanpaolo (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia Ribelle (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) John Laughland (1) John Locke (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Shumpeter (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Joël Perichaud (1) Jugend Rettet (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Junker (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kemi Seba (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Kruhman (1) Ktragujevac (1) Kurdistan (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La Pira (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Riboli (1) Lidia Undiemi (1) Lillo Massimiliano Musso. Leoluca Orlando (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Alfano (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Loris Caruso (1) Luca Pagni (1) Lucca (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luka Mesec (1) M. Pivetti (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) Macchiavelli (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcello Minenna (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Revelli (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Marcuse (1) Margarita Olivera (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Mario Tronti (1) Mark Rutte (1) Mark Zuckerberg (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo Costa (1) Massimo D'Antoni (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Pasquinelli (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Michele Serra (1) Microsoft (1) Mihaly Kholtay (1) Milosevic (1) Milton Friedman (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Modern Money Theory (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Moshe Ya’alon (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimento democratici e progressisti (1) Movimento di Liberazione Popolare (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) Mélenchon (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Nethanyahu (1) Nicaragua (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolas Dupont-Aignan (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Noi sicialiano con Busalacchi (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omt (1) Onda d'Urto (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) PCE (1) PCdI (1) POSSIBILE (1) PSUV (1) Pablo Stefanoni (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Paul De Grauwe (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano di eradicazione degli ulivi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piemonte (1) Piepoli (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Gobetti (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Attinasi (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Pino Prestigiacomo (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quarto Polo (1) Quisling (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Regioni autonome (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Riscossa Italia (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Robert Mundell (1) Roberta Lombardi (1) Roberto D'Agostino (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Marchesi (1) Roberto Martino (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rohani (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rosarno (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Schengen (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Severgnini (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svitlana Grugorciùk (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Telecom (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tito Boeri (1) Tiziana Drago (1) Tommaso Nencioni (1) Tonia Guerra (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ulrich Grillo (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vito Storniello (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wilders (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) accise (1) adozioni (1) agricoltura biologica (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) animalismo (1) antisemitismo (1) antropocene (1) antropologia (1) apocalisse (1) aree valutarie ottimali (1) arresti (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) atac (1) ateismo (1) autogestione (1) ballarò (1) battisti (1) benessere (1) big five (1) bilancia dei pagamenti (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bomba atomica (1) bonapartismo (1) brigantaggio (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) cassa depositi e prestiti (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) cdp (1) censis (1) chiesa ortodossa (1) chokri belaid (1) clausole di salvaguardia (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) comuni (1) comunicazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) cretinate. (1) cybercombattenti (1) dabiq (1) david harvey (1) decalogo (1) decescita (1) decrescita felice (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) denaro (1) deportazione economica (1) depressione (1) di Monica Di Sisto (1) dichiarazione di Roma (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) dracma (1) economie di scala (1) economist (1) egolatria (1) enav (1) enrico Corradini (1) esercito (1) estremismo (1) eurexit (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) finan (1) finaza (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) foibe (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) freelancing (1) fuga dei capitali (1) gender (1) genere (1) giacobinismo (1) giornalismo (1) giusnaturalismo (1) gold standard (1) governabilità (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra valutaria (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) incendi (1) independent contractor (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) intervista (1) ius sanguinis (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge (1) legge Madia (1) legge antisciopero (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) lex monetae (1) libano (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) linguaggio (1) liste civiche. (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) luddismmo (1) lula (1) madre surrogata (1) mafiodotto (1) maghreb (1) maidan (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) massimo bray (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) medicina (1) megalamania (1) memoria (1) mercato (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) monetarismo (1) nascite (1) nazion (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) no vax (1) nobel (1) norvegia (1) numero chiuso (1) occupy wall street (1) omosessualità (1) ong (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) pareggio di bilancio (1) parlamento europeo (1) partite iva (1) partiti (1) partito democratico (1) peronismo (1) personalismo (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piigs (1) politicamente corretto (1) polizia (1) popolo (1) post-operaismo (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) questione femminile (1) questione meridionale (1) quinta internazionale (1) rai (1) rappresentanza (1) rete 28 Aprile (1) ricchezza (1) ride sharing (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) rivoluzione socialista (1) robot killer (1) robotica (1) rossobrunismo (1) rublo (1) salafismo (1) salir del euro (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) sciopero generale (1) seisàchtheia (1) sfruttamento (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) sinistra transgenica (1) smartphone (1) social forum (1) sondaggi (1) sondaggio demos (1) spionaggio (1) squatter (1) stadio (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) stress test (1) studenti (1) sud (1) supply-side economics (1) svimez (1) takfirismo (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) teologia (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) tortura (1) transgender (1) trappola della liquidità (1) trenitalia (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uberizzazione (1) ulivi (1) ultimatum (1) uscita da sinistra (1) vademecum (1) valute (1) vattimo (1) vertice di Roma (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) wahhabismo (1) web (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)