mercoledì 8 luglio 2015

PALLADIUM: QUAL È LA ROTTA DI STEFANO FASSINA?

[ 8 luglio ]

Sabato 4 luglio si è svolta a Roma, presso il teatro Palladium, l'assemblea nazionale convocata da Stefano Fassina, appena uscito dal Partito democratico (a sinistra nella foto). Qui sotto il suo intervento introduttivo. Un discorso a tutto tondo, per niente reticente sulla questione della sovranità e del superamento dei dogmi, non solo liberisti ma pure euristi. Nel corso dell'assemblea abbiamo ascoltato anche discorsi di segno quasi opposto (come quello di Cofferati). Difficile che queste anime tanto diverse possano coesistere nel medesimo soggetto politico evocato da Fassina. Vorremmo aprire una discussione aperta e senza rete. Che si legga dunque con attenzione quanto affermato da Fassina, ed anche Non si può risorgere due volte, il testo che abbiamo distribuito nella stessa assemblea.
Oltre il Pd, per una sinistra nazionale e popolare
“Non inizio con i saluti di rito. Non ringrazio nessuno. Non per maleducazione. Ma perché qui non ci sono invitati. Siamo tutti protagonisti. Oggi, sabato 4 luglio, non è soltanto la festa dell’indipendenza degli Stati Uniti. Oggi, noi che abbiamo lasciato il Partito Democratico celebriamo l’indipendenza da una sinistra rassegnata e subalterna, chiusa alla partecipazione attiva degli uomini e delle donne, vincente senza vittoria.
Perché siamo qui, oggi?
Siamo qui perché vogliamo tentare di ricostruire una connessione con tante domande senza risposte dalla politica.
Siamo qui perché sono rimaste senza risposte le domande di uno straordinario movimento di docenti, studenti, personale ausiliario e famiglie impegnate a difendere la libertà di insegnamento e a rilanciare la scuola pubblica.
Siamo qui perché vogliamo dare una risposta alle decine e decine di migliaia di insegnanti precari, qualificati, lasciati fuori dalla scuola dopo anni e anni di insegnamento dalla cosiddetta “riforma”.
Siamo qui perché gli interventi sulle regole del mercato del lavoro fanno arretrare le condizioni di milioni di donne e uomini senza contrastare la precarietà, senza ridurre la giungla dei contratti precari, senza estendere la copertura per la disoccupazione o per i periodi di malattia come denunciano l’Associazione XX Maggio, Acta e le Camere del Lavoro Autonomo e Precario.
Siamo qui perché vogliamo raccogliere le grida di disperazione e rompere il soffocante circuito della solitudine di sciami di piccoli imprenditori.
Siamo qui perché milioni di uomini e donne senza lavoro sono spinte alla povertà, senza reddito o con pensioni misere.

Siamo qui perché è tempo di riconoscere i diritti alle diverse esperienze di amore e di famiglia.
Siamo qui perché siamo un Paese straordinario che spreca i talenti delle generazioni più giovani, senza speranza di futuro o costrette a emigrare.
Siamo qui perché vogliamo sostenere la passione per l’innovazione, per il rischio, insomma, la creatività delle energie migliori del Paese, combattive e vincenti nonostante mille avversità.
Siamo qui per ridefinire lo spazio e gli strumenti dell’intervento pubblico e liberare le potenzialità della rete, come proposto dalle associazioni di “Transizionepossibile”.
Siamo qui per coniugare il dovere dell’accoglienza delle nostre sorelle e dei nostri fratelli costretti a fuggire dalla guerra e dalla fame e il diritto alla sicurezza nelle nostre periferie.
Siamo qui perché vogliamo combattere la “cultura dello scarto” verso l’uomo e verso il creato denunciata da Papà Francesco anche nell’ultima enciclica.
Siamo qui perché la nostra democrazia costituzionale viene piegata da pratiche e interventi di segno plebiscitario e di indebolimento delle garanzie.
Siamo qui perché vogliamo superare la cappa di autorefenzialità della politica chiusa nei Palazzi e nei talk show e riconnettere la rappresentanza istituzionale alla quotidianità delle persone attraverso la partecipazione attiva e consapevole in una forma-partito aperta e plurale.

Le ultime elezioni amministrative, dopo il voto del novembre scorso in Emilia, hanno evidenziato che una parte importante, qualificante, decisiva, del popolo del Pd è stata abbandonata dal Pd. La scuola, dopo la svolta liberista sul lavoro e il segno plebiscitario inferto alla democrazia attraverso l’Italicum e la revisione del Senato, era l’occasione per incominciare a rammendare gli strappi. Invece, con il voto di fiducia sul Ddl scuola al Senato, il Pd ha voluto confermare di riposizionarsi in termini di cultura politica, programma e di interessi rappresentati. Il Pd vuole essere il partito dell’establishment, del big business, di Marchionne e dei banchieri d’affari e, insieme, il partito garante dell’ordine teutonico dell’euro-zona nel sacrificio dell’interesse nazionale, come evidente sulla Grecia dall’appiattimento del governo italiano sulla Cancelliera Merkel.
Chi siamo? Siamo donne e uomini che hanno fondato, costruito e creduto nel Partito Democratico. Sergio Cofferati era uno dei 45 padri e madri del Pd. Monica Gregori ha preso la sua prima tessera di partito al Pd. Siamo donne e uomini che hanno lasciato il Pd. Tra il Pd e il popolo democratico abbandonato dal Pd noi che siamo qui abbiamo scelto il popolo democratico. “Noi” non è un insieme chiuso. È, invece, uno spazio aperto ad accogliere chi ancora nel Pd è impegnato in una riflessione seria, da rispettare, su una scelta di vita oltre che di prospettiva politica.
È stato doloroso lasciare il Pd. Non lo abbiamo fatto per ragioni contingenti, per scarsa sintonia con chi pro-tempore lo dirige e presiede il governo italiano. No, l’abbiamo fatto per ragioni di fondo. Matteo Renzi non è un usurpatore nel Pd. È, invece, l’interprete estremo e il più abile della subalternità culturale e politica della sinistra italiana. Michele Prospero nel suo ultimo libro ha ricostruito il corso de “Il nuovismo realizzato. Dalla Bolognina alla Leopolda”. Una subalternità culturale lunga approdata nella carta d’identità del Pd: un non-partito, regolato dalla democrazia plebiscitaria dello Statuto e segnato nei cromosomi dall’europeismo liberista del Lingotto, nonostante la presenza, ma ai margini, di culture politiche radicalmente alternative all’imprinting dominante (da Reichlin a Scoppola). Una carta di identità timidamente e parzialmente contraddetta dalla segreteria a-normale, di minoranza, di Pierluigi Bersani.
Abbiamo lasciato il Pd perché non rinunciamo a una grande ambizione. Non cerchiamo passerelle per rimanere in sella. Se avessimo voluto conservare poltrone, avremmo avuto strade facili. Siamo consapevoli dei rischi di derive di testimonianza e minoritarie. Sappiamo bene che la lunga storia della sinistra è lastricata di separazioni inconcludenti. Ma siamo anche convinti che sia possibile evitare di perdersi nei labirinti dei frazionismi. Dobbiamo attrezzarci con una bussola affidabile per navigare in mare aperto e controcorrente. Per affrontare con coraggio intellettuale e politico domande scomode. Domande rimosse. Domande, però, decisive per rianimare la politica.
La Costituzione italiana può essere ancora il nostro programma fondamentale?
In particolare, l’art 1, la “Repubblica democratica, fondata sul lavoro”, l’art 3, “il pieno sviluppo della persona umana”, l’art 4, “il diritto al lavoro”, possono continuare a essere i punti cardinali della nostra navigazione culturale e politica?
Al di là delle risposte retoriche, possono ancora esserlo, in forme originali, dopo lo smantellamento degli argini ai movimenti di capitali e di cose e il conseguente svuotamento delle democrazie nazionali e la connessa rottura del patto tra capitale e lavoro?
Oppure, il compromesso fondativo del trentennio glorioso, raggiunto a valle del secondo conflitto mondiale, è una parentesi storica irripetibile in quanto inscindibilmente legata ai mercati nazionali, al paradigma fordista e alla minaccia comunista?
A quali condizioni sarebbe possibile ricostruire il patto tra capitale e lavoro?
Il compito storico della sinistra del XXI secolo è ricostruire, anche attraverso il governo, le condizioni per quel patto oppure la sinistra per essere riformista e di governo deve rassegnarsi alla funzione servente di adeguare il welfare e la democrazia alle esigenze assolute del grande capitale economico e finanziario e agli interessi degli Stati nazionali più forti?
Insomma, l’unica modernità possibile è la modernità del capitalismo finanziario senza classi medie, oppure è possibile cimentarsi sul terreno politico a promuovere un neo-umanesimo laburista?
La “crisi antropologica” denunciata da Papa Francesco è una realtà ineluttabile oppure possiamo puntare a rianimare la soggettività politica del lavoro e la dignità della persona?
Le società, le democrazie e le economie del 99% sostanzialmente escluso sono il nostro destino oppure ha senso politico tentare di rifondare le democrazie nazionali delle classi medie?
Siamo arrivati, sebbene con un quarto di secolo di ritardo, alla “fine della storia” sancita da Francis Fukuyama a ridosso del crollo del Muro di Berlino oppure, possiamo sfuggire al pensiero unico e pensare un’altra Storia e immaginare un’altra società?
Infine, l’affidamento della ricostruzione della sovranità democratica alla dimensione europea e, in particolare, all’euro-zona argina oppure aggrava lo svuotamento delle democrazie nazionali e l’arretramento delle società del welfare?
Tali domande sono state accantonate da tanto tempo. La famiglia socialista europea, da almeno tre decenni, le evita. Ha scelto di rinunciare, direbbe Alfredo Reichlin, “alla politica come storia in atto” per imboccare la “Terza via” alla buona amministrazione per conto terzi.
Qui veniamo al nodo politico di fondo. Possiamo costruire un soggetto politico in grado di interpretare in chiave di governo tali domande? Attenzione: la risposta non è scontata.
Per una risposta positiva, va innanzitutto, condivisa l’analisi. Altrimenti, si alimenta l’illusione che sia sufficiente una scissione dal Pd e la riaggregazione di ceto politico spiaggiato per “fare l’alternativa”. Altrimenti, risucchiati dall’anti-politica, si rischia di dare credito alla favola dell’alternativa frutto dell’autosufficienza politica dell’aggregazione sociale.
Negli ultimi tre decenni, abbiamo ambiziosamente puntato a rianimare a scala europea la sovranità democratica perduta a scala nazionale. È stata un tentativo nobile. Ma oggi la drammatica vicenda greca conferma, ultimo esempio, che non ha funzionato. Nella gabbia del mercantilismo liberista dei Trattati europei e dell’euro, abbiamo aggravato gli effetti della globalizzazione de-regolata, invece di mitigarli come ingenuamente speravamo. Abbiamo concorso, spesso inconsapevolmente, aspetto ancora più grave, a realizzare la costituzione liberista europea in radicale contraddizione con la nostra Costituzione e le Costituzioni nate dalla liberazione dell’Europa dai fascismi. Siamo andati a rimorchio del Titanic Europa lungo la rotta insostenibile della svalutazione del lavoro. Da europeisti convinti dobbiamo riconoscerlo: l’euro, voluto inizialmente da Mitterand e Kohl per imbrigliare la Germania riunificata, si è rivelata una scelta controproducente. Invece di integrare, ha allontanato e messo in contrapposizione i popoli europei. Ha minato l’europeismo dei Padri dell’Europa Unita. Non possiamo continuare a declamare l’Europa del dover essere e gli “Stati Uniti d’Europa”, illusi nonostante le scelte nazionaliste dei governi e la divergenza sempre più ampia delle opinioni pubbliche nazionali. Sono molto preoccupanti le proposte contenute nel documento dei 5 Presidenti per una maggiore integrazione finanziaria e di bilancio e politica. È assente la legittimazione democratica. Vuol dire trasferimento della residua sovranità nazionale al più forte.
Così, arriviamo alla prima grande domanda: è possibile una radicale correzione di rotta nella cultura politica e economica, nei Trattati e nell’agenda europea per evitare il naufragio della moneta unica e la regressione delle democrazie nazionali? Chi invoca l’uscita dall’euro come scorciatoia salvifica, unilaterale, semplice, si trova per lo più nel campo politico a noi contrapposto. Sottostima la portata del problema. Ma noi non dobbiamo chiudere gli occhi di fronte alla realtà dei rapporti di forza economici, politici e mediatici a presidio di una moneta unica fattore di svalutazione della democrazia e del lavoro.
Domani, 5 Luglio 2015, è una data storica. Segna uno spartiacque nella vita delle persone e nella politica dell’Unione europea. Non facciamo previsioni sul l’esito del referendum in Grecia, ma un dato è chiaro: Syriza e il Governo Tsipras hanno ridato senso alla democrazia, hanno rimesso in campo l’interesse nazionale di un paese periferico in un quadro dominato dall’interesse nazionale della Germania. Chi ha avuto la pazienza di leggere il Memorandum proposto a Atene ha capito al volo che è impossibile. L’obiettivo del Memorandum è eliminare un governo scomodo, l’unico governo che ha osato alzare la testa per difendere il suo popolo, innanzitutto le fasce sociali più in difficoltà. Nell’euro-zona si scontrano interessi nazionali e interessi sociali. Non si può stare a guardare. Si deve prendere posizione. I partiti della famiglia socialista europea, incluso il Pd, si sono uniti al coro dei conservatori. Hanno, così, confermato subalternità e irrilevanza e chiarito perché oggi le “sinistre popolari”, come Syriza e Podemos, sono nate fuori dall’alveo storico dei movimenti di rappresentanza del lavoro. Il rischio è che il referendum in Grecia segni la conclusione della funzione progressiva svolta dal socialismo europeo nel ‘900.
Noi siamo con il Governo Tsipras e il popolo greco. Domani, con Alfredo D’Attorre e il gruppo dirigente di Sel, saremo a Atene. Non è una gita di classe. È un atto di solidarietà verso il popolo greco e Syriza. Ma è anche un modo per sostenere un’iniziativa utile all’interesse nazionale dell’Italia. In Grecia, domenica può diventare drammaticamente evidente che la democrazia, la politica e la sinistra non hanno fiato nella camicia di forza liberista dell’euro e che nell’euro-zona non c’è alternativa alla svalutazione del lavoro, al rattrappimento delle classi medie, al collasso della partecipazione democratica.
A chi si preoccupa dei contraccolpi per noi in caso di vittoria dei SI, ricordo che le battaglie giuste si fanno anche quando sono a rischio di sconfitta.
Da qui, da ragioni strutturali, fondamentali, ossia fondative, la scelta di ricominciare da capo. Nell’assetto mercantilista dell’eurozona, alternative di governo non sono praticabili. La democrazia diventa un rito vuoto per dare una parvenza di legittimità a scelte compiute da altri e per far sfogare gli spettatori frustrati e rabbiosi dei talk shows. La soggettività politica del lavoro, condizione imprescindibile per il cambiamento progressivo, è impossibile. Il trasformismo è inevitabile. Vi può essere soltanto un partito di governo: nella forma diffusa in Europa di grande coalizione permanente tra conservatori alla guida e socialisti a rimorchio; oppure, dove non c’è una destra di sistema come in Italia, nella forma di Partito Unico della Nazione nell’involucro del PD, deposito impolverato di icone del Pci e di scampoli di popolo ancora affezionato alla “ditta”. Qui e ora, la sinistra moribonda sopravvive come utile simbologia di copertura.
Insomma, il problema non è Matteo Renzi. Il problema sono i fondamentali della politica: la carta d’identità del Pd e la funzione nazionale svolta del Pd nel quadro liberista dell’euro-zona. In tale quadro, si comprende la revisione costituzionale e elettorale finalizzata a produrre governabilità senza contrappesi attraverso il consenso di una minoranza (in particolare, il premio per la maggioranza assoluta dei seggi al primo partito, indipendentemente dalla quota di consenso raggiunta al primo turno): in un sistema economico che marginalizza le classi medie, la politica come amministrazione si può legittimare formalmente soltanto su basi ristrette. In tale quadro, si spiega anche l’intervento regressivo per una scuola pubblica aziendalista e classista.
In tale quadro, è evidente che, oltre il Partito Unico della Nazione, esiste uno spazio naturale per posizioni populiste no-euro in versione nazionalista-forcaiola-xenofoba o confusamente anti-establishment. Ma tale quadro, ecco la questione di fondo, si può forzare per coltivare fuori dal Pd uno spazio politico per una sinistra non minoritaria, non testimoniale, protagonista di una alternativa progressista di governo? Oppure, fuori dal Pd può sopravvivere soltanto una sinistra residuale, anche perché in Italia, a differenza della Grecia e della Spagna, lo spazio politico e elettorale anti-establishment è occupato?
Ripeto: la risposta non è scontata. Anzi, le condizioni per una risposta positiva sono difficili, siamo “senza il vento della storia”, come scrive Franco Cassano. A sinistra prevale un’analisi seria, da riconoscere: la convinzione dell’impossibilità di rimettere in discussione la modernità dominante, i rapporti di forza tra capitale e lavoro, il dominio della finanza internazionale, dei grandi interessi economici e delle loro onnipotenti armi mediatiche. Da qui discende, la scelta “riformista” di praticare l’unico terreno di gioco possibile: le correzioni al margine dall’interno del Partito Unico della Nazione. Vi è pure, nel Pd, in larga parte della classe dirigente più giovane, una convinzione sincera, maturata in assenza di un partito “intellettuale collettivo”, sotto la possente offensiva accademica e mediatica degli ultimi tre decenni, assunta per primi, per tenace volontà di sopravvivenza politica, dai “padri” naufraghi dopo il crollo del Muro di Berlino: la ricetta liberista è necessaria e funziona. Anzi, “il liberismo è di sinistra”. Il problema è lo scarso coraggio avuto dalla sinistra nella somministrazione delle cosiddette “riforme strutturali”.
Noi vogliamo provare. Noi vogliamo raccogliere la sfida per una forza di governo di cambiamento progressivo. Proviamo a discutere poche linee programmatiche. Punti evocativi di un’altra visione di società e di Italia. Non intendo indicare alcuna agenda. Segnalo temi a mio avviso prioritari.
I trattati e la politica economica europea. Più volte abbiamo indicato soluzioni sulla gestione dei debiti pubblici, sulla modifica dello statuto della Bce, sugli eurobonds per finanziare investimenti produttivi, sul controllo dei surplus commerciali. Qui voglio esplicitare due proposte. La prima: rilanciare sul serio, archiviato il virtuale “Piano Juncker”, la domanda, la spesa per investimenti, fuori dalla logica fallimentare del fiscal compact, da abolire insieme alla revisione dell’articolo 81 della nostra Costituzione inserita, con la nostra complicità, durante il Governo Monti.
La seconda: bloccare i negoziati per il TTIP, il trattato di scambi commerciali tra Unione Europea e Stati Uniti. Settimana prossima il Parlamento europeo affronta il dossier. Chiediamo ai componenti di tutti i gruppi parlamentari della sinistra di fermare il TTIP e inviarlo ai parlamenti nazionali per consentire una discussione approfondita, per incominciare a introdurre limiti ai movimenti di capitali e standard sociali e ambientali agli scambi di merci e servizi.
Sul versante interno, decisivo per la ripresa e il lavoro, dopo l’insopportabile propaganda sul “Jobs Act”, è il riavvio della domanda di investimenti attraverso un piano straordinario di piccole opere, immediatamente cantierabili, affidate ai Comuni per interventi contro il dissesto idrogeologico e la riqualificazione delle periferie delle città.
La povertà, l’esclusione sociale, il ricatto di lavori indecenti sono oggi priorità. Come sapete, vi sono tante iniziative in campo per un reddito di dignità, per un reddito di cittadinanza, per un reddito minimo, per il sostegno al l’inclusione attiva. Proviamo a definire una proposta modulare, graduale nella possibile attuazione. Una proposta orientata al lavoro perché il nostro obiettivo deve rimanere, in sintonia con la nostra Costituzione, il lavoro di cittadinanza.
A tal fine, apriamo il cantiere per un intervento articolato, differenziato, per la redistribuzione del tempo di lavoro e per la riorganizzazione della vita. Il modello non sono le 35 ore settimanali uguali per tutti. Ma una pluralità di opzioni per la flessibilità governata dalle esigenze della persona, oltre che dell’impresa. Le ha ricordate Pierre Carniti. Ad esempio, in alternativa alla Cassa Integrazione o alla disoccupazione, i contratti di solidarietà. Ad esempio, l’introduzione di flessibilità nel pensionamento, per evitare altre generazioni di esodati, quando dobbiamo ancora risolvere il problema degli esodati storici. È evidente che sono necessarie risorse dalla fiscalità generale, reperibili in parte da misure assistenziali, per integrare i redditi ridotti dalle riduzioni di orario.
Definiamo una chiara missione di politica industriale per la Cassa Depositi e Prestiti, custode di capitale paziente da orientare, come sollecita Mariana Mazzucato, per la ricerca e l’innovazione strategica, impossibile senza l’intervento pubblico diretto o indiretto. Per produrre ricchezza di alta qualità ambientale e sociale in sinergia con una distribuzione equa.
Avviamo da subito la preparazione di proposte per la Legge di Stabilità. Le emergenze sono tante. Oltre alle priorità ricordate, proviamo a contrastare il sempre più diffuso fenomeno dei working poors. Scriviamo una soluzione definitiva per cancellare l’aumento della insostenibile contribuzione sociale sulle Partite IVA dei professionisti senza cassa iscritti all’Inps e aggiustiamo il forfettone fiscale per i lavoratori autonomi “minimi”.
Mettiamo insieme le competenze e i saperi pratici maturati da tanti movimenti per definire un progetto per fronteggiare razionalmente l’emergenza umanitaria di profughi e migranti. Tante associazioni sono già al lavoro.
Ultimo, ma non per importanza, prendiamo in mano l’iniziativa per i diritti civili. Dopo la svolta storica in Irlanda e negli Stati Uniti, tocca a noi.
In tutti i programmi va prevista una declinazione specifica e a maggiore intensità finanziaria per il Mezzogiorno, la Grecia dell’Italia.Il Mezzogiorno abbandonato non è problema speciale di una parte del nostro territorio. No. E’ “questione nazionale” in quanto vive in forma più acuta problemi comuni a tutto il Paese.
L’iniziativa politica e programmatica va portata avanti attraverso il coinvolgimento attivo dei soggetti interessati e delle rappresentanze economiche e sociali. Non siamo nostalgici dei riti della “Sala Verde”. Ma chi, pur tra mille difficoltà, limiti e contraddizioni rappresenta il lavoro, è parte della soluzione, non parte del problema. Una democrazia dove il “sovversivismo dall’alto” delegittima i corpi intermedi è una democrazia plebiscitaria, quindi al servizio degli interessi più forti. Va, al contrario, incoraggiata l’iniziativa unitaria dei sindacati affinché possano svolgere la funzione generale prevista dalla nostra Costituzione. La nostra Costituzione riconosce i corpi intermedi come linfa vitale per la sussidiarietà orizzontale. Sussidiarietà: una bella parola, ricca di storia e di futuro, spazzata via dal vento centralista, da recuperare.
Insomma, senza voler dettare l’agenda, sono esempi per dare risposte qui e ora, senza distogliere lo sguardo, oltre la siepe della quotidianità, dall’orizzonte del cambiamento radicale progressivo.
Infine, il programma di lavoro. Vogliamo evitare la sindrome di Jep Gambardella, il protagonista de La grande bellezza, “un vuoto in cerca di contenitore”, come lo profila Tony Servillo, suo straordinario interprete. La proposta è uscire da qui senza costruire contenitori. Avviamo, invece, un cammino nei territori, in mille città e municipi. Coinvolgiamo le donne e gli uomini che si sono rifugiate nel l’astensione. Rivolgo loro un appello. Ricominciamo insieme. Venite da protagonisti. Costruiamo, insieme, comitati promotori per la scuola, il lavoro, la democrazia, i diritti civili, per una forma-partito adeguata al contesto sociale, tecnologico, comunicativo dell’inizio del XXI secolo, lo strumento essenziale per aggredire la degenerazione morale delle classi dirigenti della politica. Sono temi fondamentali e fondativi di una forza di cambiamento progressivo. Senza fughe in avanti solitarie e inutili, sono i temi intorno ai quali raccogliere le forze per una campagna referendaria, da valutare e avviare, innanzitutto sulla Legge sulla scuola insieme a chi rappresenta gli insegnanti e gli studenti. Costruiamo insieme spazi di partecipazione attiva, plurale per il protagonismo di ciascuno e ciascuna, per l’incontro di associazioni strutturate o in via di strutturazione, nazionali e locali. Insieme a liste civiche, a movimenti informali, esperienze ecologiste, a organizzazioni espressione di culture politiche antiche ma ancora fertili, eredi della migliore storia del socialismo e del movimento operaio italiano e del cattolicesimo sociale. Sel, da tempo, si è messa generosamente a disposizione per l’avventura unitaria. La ringrazio.
Strutturiamo insieme una “Piattaforma delle idee”, libera dall’insopportabile senso comune liberista per dare voce alle diffuse energie intellettuali fresche, interessate a riannodare i fili tra cultura e politica. Insomma, attraverso i comitati territoriali e attraverso la Piattaforma delle idee, proviamo, insieme a raccogliere le risorse morali, le passioni civili, le energie costruttive, le competenze innovative per la costruzione di un soggetto politico all’altezza delle sfide storiche di fronte a noi. Per dare rappresentanza politica e istituzionale all’universo di domande sociali dimenticate o soffocate nella rassegnazione o nella rabbia o pazientemente tessute dalla “Coalizione sociale”. Lavoriamo insieme, da oggi all’autunno, per verificare disponibilità, per iniziare a edificare, mattone dopo mattone, una cultura politica condivisa, condizione per mettere in rete i nodi territoriali. Poi, incontriamoci, valutiamo insieme come andare avanti in un percorso unitario, senza dirigismi fuori tempo massimo, senza ordini di servizio dall’alto. Il primo possibile banco di prova sono le elezioni amministrative della primavera del 2016. Tante città importanti sono chiamate al voto. Può essere l’occasione per mettere in campo un’offerta unità e riconoscibile di buona politica. Per rivitalizzare sul piano morale, progettuale e di capacità amministrative e guidare alla vittoria l’area del centro-sinistra, oggi debilitata.
Si, è difficile. Si, la strada è in salita. Si, è ambizioso. Si, incontreremo ostacoli, fuori di noi è dentro di noi. Siamo consapevoli dei rischi. Ma siamo profondamente convinti che rassegnarsi alla dittatura del presente sarebbe la vera sconfitta morale e politica. Mi torna in mente spesso in queste settimane, una bellissima canzone della mia adolescenza di Edoardo Bennato: “L’isola che non c’è”, geniale trasposizione della favola di Peter Pan, il ragazzino che non voleva rinunciare a sognare per diventare adulto. Nelle ultime strofe il cantautore napoletano sprona ciascuno di noi a continuare a cercare “l’isola che non c’è” perché, rivela, “chi ci ha rinunciato e ti ride alle spalle, forse è ancora più pazzo di te”. Noi, vogliamo continuare a cercare, a combattere contro i pirati del conformismo, del pensiero unico, della rassegnazione, del cinismo, dell’opportunismo, dell’affarismo politico, del politicismo, dell’indifferenza, della paura.
Insieme, possiamo raggiungere l’isola che non c’è».
Stefano Fassina
4 Luglio, 2015.

* Fonte: Stefano Fassina
Print Friendly and PDF

2 commenti:

  • Anonimo scrive:
    8 luglio 2015 12:46

    Tsipras si arrende e cede su tutta la linea

    http://www.telegraph.co.uk/finance/economics/11724924/Europe-is-blowing-itself-apart-over-Greece-and-nobody-can-stop-it.html

  • Anonimo scrive:
    8 luglio 2015 12:54

    Secondo me, quando dite che difficilmente potranno coesistere nello stesso soggetto politico l'anima euro-critica di Fassina con quella filo-europeista di Cofferati e altri, peccate di ingenuità. Questi personaggi guardano molto più ai propri fini opportunistici che ai contenuti. Dal PD se ne sono andati perchè messi ai margini, e persino sbeffegiati, da Renzi. Ma non dimentichiamoci che hanno collaborato per anni alle peggiori porcate. Fassina stesso, che sicuramente è di gran lunga il meno peggio, è stato nel governo Monti!!!
    Faranno sicuramente una grande ammucchiata, al di là dei contenuti politici, per sperare di raccattare più voti possibili e tornare al governo contrattando da una posizione di maggior forza. Aloro si aggregheranno pure Sel, Ferrero e quel che resta di Alba, contribuendo a peggiorare ulteriormente il tutto. Temo che da questa ammucchiata ultra-opportunista non uscirà qualcosa di buono, nonostante le posizioni teoricamente condivisibili di Fassina e D'Attorre (che però intanto sta ancora nel PD).

Lettori fissi di SOLLEVAZIONE

Google+ Followers

Temi

Unione europea (754) euro (707) crisi (620) economia (514) sinistra (458) finanza (260) Movimento Popolare di Liberazione (241) sfascio politico (235) grecia (232) elezioni (224) resistenza (222) M5S (217) teoria politica (209) banche (203) imperialismo (194) internazionale (193) risveglio sociale (184) sovranità nazionale (171) Leonardo Mazzei (170) P101 (170) alternativa (168) seconda repubblica (167) Moreno Pasquinelli (152) Syriza (150) Tsipras (145) Matteo Renzi (126) antimperialismo (115) debito pubblico (109) PD (104) marxismo (102) sovranità monetaria (102) democrazia (101) destra (99) sollevazione (99) spagna (99) Grillo (93) berlusconismo (91) costituzione (91) proletariato (91) neoliberismo (89) Francia (87) islam (82) austerità (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) filosofia (78) Emiliano Brancaccio (77) referendum costituzionale 2016 (74) Stati Uniti D'America (73) Germania (72) Mario Monti (71) sindacato (71) Stefano Fassina (68) bce (68) piemme (68) immigrazione (67) capitalismo (65) populismo (65) Alberto Bagnai (63) Libia (63) sinistra anti-nazionale (63) Podemos (62) capitalismo casinò (61) guerra (61) programma 101 (59) Rivoluzione Democratica (57) globalizzazione (57) Carlo Formenti (56) bancocrazia (55) Sicilia (54) CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (53) Medio oriente (53) rifondazione (53) Siria (51) referendum (51) CLN (50) socialismo (50) Alexis Tsipras (49) Movimento dei forconi (49) Sergio Cesaratto (49) cinque stelle (49) Lega Nord (48) fiat (48) immigrati (48) legge elettorale (47) sovranità popolare (47) Pablo Iglesias (46) sinistra sovranista (46) Nichi Vendola (45) renzismo (45) geopolitica (44) Beppe Grillo (43) inchiesta (43) Troika (42) astensionismo (42) campo antimperialista (42) Emmezeta (41) Yanis Varoufakis (41) solidarietà (41) moneta (40) Alitalia (39) brexit (38) proteste operaie (38) sovranismo (38) Diego Fusaro (37) italicum (37) liberismo (37) Matteo Salvini (36) neofascismo (36) Mario Draghi (35) Russia (35) Fiorenzo Fraioli (34) III. Forum internazionale no-euro (34) Marine Le Pen (34) egitto (34) immigrazione sostenibile (34) sionismo (34) azione (33) uscita di sinistra dall'euro (33) 9 dicembre (32) ISIS (32) default (32) fiom (32) palestina (32) Forum europeo 2016 (31) Luciano Barra Caracciolo (31) Manolo Monereo (31) Mimmo Porcaro (31) Sel (31) Ucraina (31) fiscal compact (31) governo Renzi (31) unità anticapitalisa (31) Ugo Boghetta (30) Giorgio Cremaschi (29) Israele (29) Merkel (29) populismo di sinistra (29) napolitano (28) Assemblea di Chianciano terme (27) islamofobia (27) menzogne di stato (27) xenofobia (27) Beppe De Santis (25) Forum europeo (25) Lega (25) elezioni siciliane 2017 (25) eurostop (25) nazione (25) Europa (24) Nello de Bellis (24) silvio berlusconi (24) Karl Marx (23) catalogna (23) ora-costituente (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Donald Trump (22) Quantitative easing (22) Stato di diritto (22) finanziarizzazione (22) Aldo Giannuli (21) Chianciano Terme (21) Lavoro (21) Simone Boemio (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) ecologia (21) nazionalismi (21) scuola (21) Front National (20) Marcia della Dignità (20) Unità Popolare (20) repressione (20) uscita dall'euro (20) Nato (19) Roma (19) Sicilia Libera e Sovrana (19) USA (19) cina (19) fronte popolare (19) Fabio Frati (18) Izquierda Unida (18) Laikí Enótita (18) Noi siciliani con Busalacchi (18) Regno Unito (18) Tunisia (18) etica (18) iraq (18) keynes (18) religione (18) Assisi (17) Costanzo Preve (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Mariano Ferro (17) Pier Carlo Padoan (17) nazionalizzazione (17) pace (17) razzismo (17) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Jacques Sapir (16) Norberto Fragiacomo (16) Tonguessy (16) Venezuela (16) ballottaggi (16) euro-germania (16) melenchon (16) vendola (16) Donbass (15) Emmanuel Macron (15) International no euro forum (15) Luciano B. Caracciolo (15) Luigi Di Maio (15) Prc (15) Renzi (15) coordinamento no-euro europeo (15) emigrazione (15) iran (15) patriottismo (15) piattaforma eurostop (15) storia (15) 15 ottobre (14) Brancaccio (14) Cremaschi (14) Enea Boria (14) Ernesto Screpanti (14) Eurogruppo (14) Marco Mori (14) Monte dei Paschi (14) Movimento 5 Stelle (14) Sandokan (14) Stato Islamico (14) Vincenzo Baldassarri (14) Vladimiro Giacchè (14) indipendenza (14) obama (14) salerno (14) Chavez (13) Jobs act (13) MMT (13) Marino Badiale (13) Virginia Raggi (13) acciaierie Terni (13) ambiente (13) disoccupazione (13) finanziaria (13) scienza (13) umbria (13) Bersani (12) Forum europeo 2015 (12) Legge di stabilità (12) Negri (12) Perugia (12) Putin (12) complottismo (12) decreto salva-banche (12) internazionalismo (12) nazionalismo (12) piano B (12) sciopero (12) senso comune (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Alfredo D'Attorre (11) Enrico Grazzini (11) Gennaro Zezza (11) Reddito di cittadinanza (11) Turchia (11) Wilhelm Langthaler (11) antifascismo (11) comunismo (11) corruzione (11) de-globalizzazione (11) iniziative (11) internet (11) keynesismo (11) lotta di classe (11) salari (11) sinistra Italiana (11) unione bancaria (11) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) D'alema (10) Esm (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Hollande (10) Marco Passarella (10) Marco Zanni (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Panagiotis Lafazanis (10) Terni (10) cattiva scuola (10) chiesa (10) cosmopolitismo (10) cultura (10) decrescita (10) elezioni 2018 (10) golpe (10) ordoliberismo (10) povertà (10) presidenzialismo (10) tasse (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Alitalia all'Italia (9) Art. 18 (9) Bernie Sanders (9) Campagna eurostop (9) Costas Lapavitsas (9) Daniela Di Marco (9) De Magistris (9) Def (9) Dicotomia (9) Fmi (9) Jean-Luc Mélenchon (9) Paolo Ferrero (9) Portogallo (9) Risorgimento Socialista (9) Stefano D'Andrea (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wolfgang Schaeuble (9) analisi politica (9) bail-in (9) casa pound (9) diritti civili (9) diritto (9) europeismo (9) islanda (9) istruzione (9) nucleare (9) sindacalismo di base (9) Abu Bakr al-Baghdadi (8) CGIL (8) Corte costituzionale (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) Diritti Sociali (8) Draghi (8) Erdogan (8) Fausto Bertinotti (8) Forconi (8) Goracci (8) II assemblea della CLN (1-3 settembre) (8) Ilva (8) Ingroia (8) Italia Ribelle e Sovrana (8) Mirafiori (8) Papa Francesco (8) Quirinale (8) Salvini (8) Yanis Varoufakys (8) appello (8) deficit (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate (8) elezioni anticipate 2017 (8) elezioni siciliane (8) grexit (8) lira (8) manifestazione 25 marzo 2017 (8) marxisti dell'Illinois (8) media (8) nuovo movimento politico (8) privatizzazioni (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) svalutazione (8) unità anticapitalista (8) Alternative für Deutschland (7) Argentina (7) Articolo 18 (7) George Soros (7) ISIL (7) Inigo Errejón (7) Landini (7) MMT. Barnard (7) Maurizio Landini (7) Mauro Pasquinelli (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Movimento pastori sardi (7) Nuit Debout (7) Paolo Barnard (7) Pil italiano (7) Samuele Mazzolini (7) Sapir (7) Ttip (7) anarchismo (7) borsa (7) classi sociali (7) confederazione (7) cosmo-internazionalismo (7) debitocrazia (7) derivati (7) destra non euro (7) eurocrack (7) incontri (7) nazismo (7) necrologi (7) proteste (7) rivoluzione civile (7) sociologia (7) taranto (7) trasporto aereo (7) trasporto pubblico (7) Alessandro Visalli (6) Ars (6) Banca centrale europea (6) Bottega partigiana (6) CUB (6) Casaleggio (6) Contropiano (6) Dino Greco (6) Eugenio Scalfari (6) Franz Altomare (6) Frédéric Lordon (6) Gaza (6) Giuseppe Angiuli (6) Gran Bretagna (6) Lenin (6) M.AR.S. (6) Massimo Bontempelli (6) No Renzi Day (6) Noi con Salvini (6) ORA! (6) Oskar Lafontaine (6) Paolo Savona (6) Pisapia (6) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (6) Sandro Arcais (6) Sergio Mattarella (6) Stato (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) automazione (6) beni comuni (6) bipolarismo (6) fisco (6) governo Gentiloni (6) incontro internazionale (6) inflazione (6) liberosambismo (6) magistratura (6) manifestazione (6) no tav (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) questione nazionale (6) suicidi (6) suicidi economici (6) tecnologie (6) terremoto (6) uber (6) utero in affitto (6) vaccini (6) Alberto Negri (5) Anguita (5) Assad (5) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (5) Carl Schmitt (5) Claudio Borghi (5) Dario Guarascio (5) Domenico Moro (5) Federalismo (5) Ferdinando Pastore (5) Finlandia (5) Foligno (5) Forza Italia (5) Franco Bartolomei (5) Franco Busalacchi (5) Fratelli d'Italia (5) Genova (5) Giancarlo D'Andrea (5) HAMAS (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Kirchner (5) Luca Massimo Climati (5) Maduro (5) Nino galloni (5) No Monti Day (5) No debito (5) Npl (5) Parigi (5) Partito tedesco (5) Pcl (5) Polonia (5) Rete dei Comunisti (5) Riccardo Achilli (5) Romano Prodi (5) Sharing Economy (5) Stathis Kouvelakis (5) Stato di Polizia (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Target 2 (5) Val di Susa (5) Wolfgang Munchau (5) afghanistan (5) alleanze (5) autodeterminazione dei popoli (5) banche popolari (5) califfato (5) camusso (5) cuba (5) debitori (5) di Pietro (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni. Lega (5) ideologia (5) il pedante (5) jihadismo (5) la variante populista (5) laicismo (5) liberalismo (5) migranti (5) pomigliano (5) populismo democratico (5) rifugiati politici (5) rivolta (5) salvinismo (5) tecnoscienza (5) tremonti (5) ALBA (4) Alessandro Di Battista (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Anna Falcone (4) Aurelio Fabiani (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Chiavacci Alessandro (4) Città della Pieve (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (4) Corea del Nord (4) Cub Trasporti (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Diego Melegari (4) Dimitris Mitropoulos (4) Eos (4) Flat tax (4) France Insoumise (4) Frente civico (4) Giorgia Meloni (4) Giuliano Pisapia (4) Giulio Regeni (4) Imu (4) Jacques Nikonoff (4) Jeremy Corbyn (4) Joseph Stiglitz (4) Julio Anguita (4) Kke (4) L'Altra Europa con Tsipras (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) Marcello Teti (4) Militant-blog (4) Morgan Stanley (4) Mosul (4) Noi sicialiani con Busalacchi (4) Oscar Lafontaine (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Prodi (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Rosatellum 2 (4) Sefano Rodotà (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) Teoria Monetaria Moderna (4) Titoli di stato (4) Trump (4) Tyssenkrupp (4) USB (4) Varoufakis (4) Vladimiro Giacché (4) Xi Jinping (4) al-Sisi (4) anarchici (4) arancioni (4) bankitalia (4) brasile (4) carceri (4) cinema (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianismo (4) demografia (4) diritti di cittadinanza (4) donna (4) elezioni 2017 (4) elezioni comunali 2017 (4) elezioni siciliane 2012 (4) facebook (4) filo rosso (4) fratelli musulmani (4) giovani (4) governo (4) il manifesto (4) irisbus (4) ius soli (4) legge di stabilità 2017 (4) massimo fini (4) mediterraneo (4) parti de gauche (4) patrimoniale (4) pensioni (4) porcellum (4) presidente della repubblica (4) protezionismo (4) risparmio (4) spending review (4) spesa pubblica (4) transizione al socialismo (4) truffa bancaria (4) wikidemocrazia (4) 19 ottobre (3) Africa (3) Alavanos (3) Albert Einstein (3) Aldo Zanchetta (3) Alfiero Grandi (3) America latina (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Bergoglio (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Cerveteri Libera (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Eleonora Forenza (3) Emanuele Severino (3) Ernest Vardanean (3) Fabrizio Tringali (3) Felice Floris (3) Filippo Abbate (3) Francesco Salistrari (3) Fronte Sovranista Italiano (3) GIAPPONE (3) Gianni Ferrara (3) Giorgio Lunghini (3) Giuliana Nerla (3) Giulietto Chiesa (3) Giuseppe Pelazza (3) Goofynomics (3) Gramsci (3) HELICOPTER MONEY (3) ISTAT (3) Incontro di Roma (3) JP Morgan (3) Jens Weidmann (3) Karl Polany (3) Leonardo Mazzzei (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) Luciano Canfora (3) Macron (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marco Mainardi (3) Martin Heidegger (3) Marx (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Milton Friedmann (3) Moldavia (3) Napoli (3) Nigel Farage (3) No e-45 autostrada (3) Noi Mediterranei (3) ONU (3) Olanda (3) Panagiotis Sotiris (3) Paolo Gerbaudo (3) Papa Bergoglio (3) Pardem (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Poroshenko (3) Rodoflo Monacelli (3) Ruggero Arenella (3) Salento (3) Sarkozy (3) Sergio Starace (3) Six Pack (3) Stato nazione (3) Thomas Fazi (3) Ungheria (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) Viktor Orban (3) Visco (3) Xarxa Socialisme 21 (3) Yemen (3) agricoltura (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) austria (3) bollettino medico (3) confindustria (3) crediti deteriorati (3) cristianesimo (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) diritto d'asilo politico (3) diritto di cittadinanza (3) dollaro (3) donne (3) economia sociale di mercato (3) fascismo (3) il fatto quotidiano (3) indignati (3) informatica (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) irlanda (3) italia (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mezzogiorno (3) minijobs. Germania (3) moneta fiscale (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) occidente (3) oligarchia (3) partito (3) primarie (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) risorgimento (3) sanità (3) sardegna (3) saviano (3) seminario (3) senato (3) socialdemocrazia (3) sovrapproduzione (3) statizzazione banche (3) takfir (3) tassisti (3) tecnica (3) trattati europei (3) università (3) violenza (3) wikileaks (3) xylella (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 25 aprile 2017 (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Alberto Benzoni (2) Alberto Montero (2) Amando Siri (2) Angelo Panebianco (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Antonio Amoroso (2) Antonio Rinaldi (2) Arditi del Popolo (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Banca (2) Bandiera rossa in movimento (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) Carc (2) Carlo Romagnoli (2) Cernobbio (2) Cgia Mestre (2) Cia (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Comitato antifascista russo-ucraiono (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Dani Rodrik (2) De Bortoli (2) Der Spiegel (2) Die Linke (2) Diem25 (2) Diosdado Toledano (2) Don Giancarlo Formenton (2) EDWARD SNOWDEN (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Ego della Rete (2) Emilia Clementi (2) Emiliano Gioia (2) Ernesto Galli Della Loggia (2) F.List (2) Fausto Sorini (2) Federico Fubini (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Filippo Gallinella (2) Fiumicino (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Forum Popoli Mediterranei (2) Francesco Giavazzi (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Fratoianni (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Futuro al lavoro (2) Generale Pappalardo (2) Gentiloni (2) Giada Boncompagni (2) Giancarlo Cancelleri (2) Giuliano Amato (2) Giulio Sapelli (2) Giuseppe Mazzini (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hezbollah (2) Hitler (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italexit (2) Italia Ribelle (2) Iugend Rettet (2) Iugoslavia (2) Javier Couso Permuy (2) Juan Carlos Monedero (2) Jugoslavia (2) Juncker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Legge di Bilancio (2) Lelio Basso (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) Luigi De Magistris (2) MES (2) MPL (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marchionne (2) Maria Elena Boschi (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Tronti (2) Mario Volpi (2) Marocco (2) Massimo PIvetti (2) Michele fabiani (2) Morya Longo (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) NO TAP (2) Nadia Garbellini (2) Netanyahu (2) Oriana Fallaci (2) Palermo (2) Paola De Pin (2) Paolo Becchi (2) Paolo Maddalena (2) Papa (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) Pci (2) PdCI (2) Pdl (2) Pier Paolo Dal Monte (2) Pippo Civati (2) Pkk (2) Portella della Ginesta (2) Preve (2) Quarto Polo (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Reddito di inclusione sociale (2) Regioni autonome (2) Riccardo Bellofiore (2) Riccardo Ruggeri (2) Rosanna Spadini (2) Rozzano (2) SPD (2) STX (2) Salistrari (2) Scenari Economici (2) Schumpeter (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Seconda Assemblea CLN (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stavros Mavroudeas (2) Stiglitz (2) TAP (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Piketty (2) Tiziana Ciprini (2) Tltro (2) Tomaso Montanari (2) Toni negri (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Ugo Arrigo (2) Umberto Eco (2) Valerio Bruschini (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) animalismo (2) antisemitismo (2) banche venete (2) blocco sociale (2) bontempelli (2) burkini (2) califfaato (2) calunnia (2) casa (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) comunicazione (2) curdi (2) decreto vaccini (2) deregulation (2) divorzio banca d'Italia Tesoro (2) domenico gallo (2) due euro (2) elezioni comunali 2015 (2) enel (2) energia (2) ennahda (2) expo (2) export (2) fecondazione eterologa (2) fincantieri (2) fine del lavoro (2) forza nuova (2) frontiere (2) gennaro Migliore (2) governicchio (2) guerra di civiltà (2) indignatos (2) industria italiana (2) intimperialismo (2) isu sanguinis (2) legge del valore (2) libano (2) libertà di pensiero (2) maidan (2) marina silva (2) mercantislismo (2) no expo (2) olocausto (2) paolo vinti (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) patto politico (2) petrolio (2) poste (2) poste italiane (2) precarietà (2) proporzionale (2) proteste agricoltori (2) razionalismo (2) reddito di base (2) riformismo (2) rivoluzione russa (2) rivoluzione socialista (2) sanità. spending review (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) sme (2) social media (2) società (2) sovranità e costituzione (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) tasso di cambio (2) terzo polo (2) tv (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 8 settembre (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) AirCrewCommittee (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alan Johnson (1) Alba Libica (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Alesina (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Chiavacci (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alessia Vignali (1) Alex Zanotelli (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Amazon (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amoroso (1) Andalusia (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Andrew Spannaus (1) Angela Matteucci (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Antonella Stirati (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Gramsci (1) Antonio Guarino (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Apple (1) Arabia saudita (1) Arditi (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Articolo1 (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Attali (1) Augusto Graziani (1) Australia (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Bashar al-Assad (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bcc (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Blade Runner 2049 (1) Bloco de Esquerda. (1) Boikp Borisov (1) Bolivia (1) Bolkestein (1) Bossi (1) Branko Milanovic (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) CCF (1) CNL (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Caritas (1) Carlo Candi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Galli (1) Carmine Pinto (1) Casini (1) Cassazione (1) Cekia (1) Certificati di Credito Fiscale (1) Chantal Mouffe (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Civitavecchia (1) Claudia Castangia (1) Claudio Maartini (1) Claus Offe (1) Colonialismo (1) Concita De Gregorio (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cristina Re (1) Cuperlo (1) Dagospia (1) Dan Glazebrook (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davos (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Dimitris Christoulias (1) Dio (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Losurdo (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Don Sturzo (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Emilia-Romagna (1) Emma Bonino (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrica Perucchietti (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Enzo Pennetta (1) Erasmo vecchio (1) Ernesto Laclau (1) Ernesto Pertini (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Etiopia (1) Ettore Gotti Tedeschi (1) Ettore Livini (1) Eugenio Scalgari (1) Eurasia (1) Eurispes (1) Europa a due velocità (1) European Quantitative-easing Intermediated Program (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio Mini (1) Fabio Nobile (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio De Paoli (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federal reserve (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Florian Philippot (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Foro di Sao Paulo (1) Forum Ambrosetti (1) Forum dei Popoli Mediterranei (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lamantia (1) Francesco Lenzi (1) Franco Venturini (1) Frauke Petry (1) Freente Civico (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabanelli (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bracci (1) Giacomo Russo Spena (1) Giacomo Vaciago (1) Giacomo Zuccarini (1) Gig Economy (1) Gim cassano (1) Giordano Sivini (1) Giorgetti (1) Giorgio Gattei (1) Giovanna Vertova (1) Giovanni De Cristina (1) Giovanni Gentile (1) Giovanni Lo Porto (1) Giovanni Schiavon (1) Giovanni Tomei (1) Giovanni di Cristina (1) Giuliana Commisso (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Ambrosetti (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Godley (1) Google (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Grossi (1) Guido Lutrario (1) HSBC (1) Hainer Flassbeck (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Huffington Post (1) INPS (1) IPHONE (1) IRiS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Imposimato (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) Inge Höger (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Intesa Sanpaolo (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) John Laughland (1) John Locke (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Shumpeter (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Joël Perichaud (1) Jugend Rettet (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Junker (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kemi Seba (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Kruhman (1) Ktragujevac (1) Kurdistan (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La Pira (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Riboli (1) Lidia Undiemi (1) Lillo Massimiliano Musso. Leoluca Orlando (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Alfano (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Loris Caruso (1) Luca Donadel (1) Luca Pagni (1) Lucca (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luka Mesec (1) M. Pivetti (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) Macchiavelli (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcello Minenna (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Revelli (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Marcuse (1) Margarita Olivera (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Mark Rutte (1) Mark Zuckerberg (1) Maroni (1) Marta Fana (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo Costa (1) Massimo D'Antoni (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Mdp (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michelangelo Vasta (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Michele Serra (1) Microsoft (1) Mihaly Kholtay (1) Milosevic (1) Milton Friedman (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Modern Money Theory (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Moshe Ya’alon (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimento democratici e progressisti (1) Movimento di Liberazione Popolare (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) Mélenchon (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Nethanyahu (1) Nicaragua (1) Nicky Hager (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolas Dupont-Aignan (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Noelle Neumann (1) Noi sicialiano con Busalacchi (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omnium (1) Omt (1) Onda d'Urto (1) Open Society Foundations (1) Orietta Lunghi (1) Ostia (1) P 101 (1) P-Carc (1) PCE (1) PCdI (1) POSSIBILE (1) PRISM (1) PSUV (1) Pablo Stefanoni (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Di Martino (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Paul De Grauwe (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano di eradicazione degli ulivi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piemonte (1) Piepoli (1) Pier Francesco Zarcone (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Gobetti (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Attinasi (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Pino Prestigiacomo (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Riscossa Italia (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Robert Mundell (1) Roberta Lombardi (1) Roberto D'Agostino (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Marchesi (1) Roberto Martino (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rohani (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rosarno (1) Rosatellum (1) Rovereto (1) Ryan air (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Schengen (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Severgnini (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svitlana Grugorciùk (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Telecom (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tito Boeri (1) Tiziana Drago (1) Tommaso Nencioni (1) Tonia Guerra (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ulrich Grillo (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vito Storniello (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wilders (1) Wolfgang Streeck (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zaia (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) Zygmunt Bauman (1) accise (1) adozioni (1) agricoltura biologica (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) antispecismo (1) antropocene (1) antropologia (1) apocalisse (1) aree valutarie ottimali (1) arresti (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) atac (1) ateismo (1) autogestione (1) ballarò (1) battisti (1) benessere (1) big five (1) bilancia dei pagamenti (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bomba atomica (1) bonapartismo (1) brigantaggio (1) calcio (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) cassa depositi e prestiti (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) cdp (1) censis (1) chiesa ortodossa (1) chokri belaid (1) clausole di salvaguardia (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) comuni (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) cretinate. (1) cybercombattenti (1) dabiq (1) david harvey (1) decalogo (1) decescita (1) decrescita felice (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) denaro (1) deportazione economica (1) depressione (1) di Monica Di Sisto (1) dichiarazione di Roma (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) dracma (1) ebraismo (1) economie di scala (1) economist (1) egolatria (1) enav (1) enrico Corradini (1) esercito (1) estremismo (1) eurexit (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) fiducia (1) finan (1) finaza (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) foibe (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) freelancing (1) fuga dei capitali (1) gender (1) genere (1) genetica (1) giacobinismo (1) giornalismo (1) giusnaturalismo (1) gold standard (1) governabilità (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra valutaria (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) incendi (1) independent contractor (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) intelligenza artificiale (1) intervista (1) ius sanguinis (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge (1) legge Madia (1) legge antisciopero (1) legge di stabilità 2016 (1) legge di stabilità 2018 (1) leva (1) lex monetae (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) linguaggio (1) liste civiche. (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) luddismmo (1) lula (1) madre surrogata (1) mafiodotto (1) maghreb (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) massimo bray (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) medicina (1) megalamania (1) memoria (1) mercato (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) monetarismo (1) nascite (1) nazion (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) no vax (1) nobel (1) norvegia (1) numero chiuso (1) occupy wall street (1) omosessualità (1) ong (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) pareggio di bilancio (1) parlamento europeo (1) partite iva (1) partiti (1) partito americano (1) partito democratico (1) peronismo (1) personalismo (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piigs (1) politicamente corretto (1) polizia (1) popolo (1) post-operaismo (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) qualunquismo (1) questione femminile (1) questione meridionale (1) quinta internazionale (1) rai (1) rappresentanza (1) recensioni (1) rete 28 Aprile (1) ricchezza (1) ride sharing (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) robot killer (1) robotica (1) rossobrunismo (1) rublo (1) salafismo (1) salir del euro (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) sciopero generale (1) seisàchtheia (1) sfruttamento (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) sinistra transgenica (1) smartphone (1) social forum (1) sondaggi (1) sondaggio demos (1) specismo (1) spionaggio (1) squatter (1) stadio (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) stress test (1) studenti (1) sud (1) supply-side economics (1) svimez (1) takfirismo (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) teologia (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) tortura (1) transgender (1) trappola della liquidità (1) trenitalia (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uberizzazione (1) ulivi (1) ultimatum (1) uscita da sinistra (1) vademecum (1) valute (1) vattimo (1) vertice di Roma (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) wahhabismo (1) web (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)