venerdì 18 marzo 2016

SUL REDDITO DI CITTADINANZA di Tonguessy

[ 18 marzo ]

Scrivo queste note a seguito di un interessante e vivace dibattito sviluppatosi su Sollevazione [vedi i commenti, NdR]. In sostanza alcuni membri di P101 sostengono la necessità di un Reddito di Cittadinanza (RdC) per alleviare le sofferenze di molti cittadini, ormai ridotti alla canna del gas dalla crisi attuale.

Il dato di fatto è incontestabile, ovviamente: questo sistema politico ha dato la priorità ai grossi gruppi imprenditoriali e speculativi, fregandosene ampiamente di ampi strati di popolazione spinta sempre più verso il lumpenproletariat. L'ho detto fino alla nausea: il capitalismo postmoderno, abbandonata la fase produttiva che vedeva nella middle class il necessario volano per lo sviluppo industriale, ha deciso di puntare sulla ricchezza sfrontata di poche persone a scapito di molti. Sparisce la middle class quindi, e si da il via alla compressione verso il basso di tutte le classi subalterne. Se fino a ieri le concessioni di welfare e salari erano nell'agenda dei padroni del vapore (certo, a seguito anche di dure lotte) la canna del gas è viceversa diventato il modello attuale da imporre ai cittadini.

Fin qui tutti d'accordo, credo. 
Ma come se ne viene fuori? Il RdC è una proposta in tal senso: lo Stato si incarica di innalzare la soglia minima giunta a livelli insopportabili tramite l'elargizione di somme garantite. Una specie di sussidio di sopravvivenza. In sé la cosa avrebbe senso. Ma ci sono alcuni punti poco chiari. 
Intanto: CHI si prenderebbe la briga di fare questa operazione, e poi con quali fondi. Sono in atto pesanti tagli al welfare (guardate com'è messa la sanità) per “far quadrare i conti” che comunque non quadreranno mai a causa dei danni strutturali causati dall'euro (la faccio molto breve...). Quindi si tratterebbe di un palliativo, dato che non modifica in sé le storture di questo modello capitalista. Diverso sarebbe, ad esempio, IMPEDIRE la fuoriuscita di capitali, know-how e attrezzature all'estero: automaticamente i posti di lavoro verrebbero garantiti e quindi molte famiglie colpite dalla “libera circolazione” non si troverebbero più sul lastrico. Ma per farlo occorre stracciare i trattati europei. Mi chiedo se sia più difficile trovare fondi per il RdC oppure stracciare i trattati. Ho il sospetto che sia molto più difficile fare uno sgarbo all'Europa piuttosto che mantenere lo status quo e dare il RdC. Renzi, nel suo piccolo, ha regalato 80€ in busta paga, magari per sottrarne 100 se si devono fare degli esami mutuabili. Un semplice esame urine se prescritto su “ricetta bianca” (cioè a carico del paziente) costa soltanto euro 2,48 mentre con la “ricetta rosa” (a carico del SSN) costa euro 12,48 cioè ben il 400 per cento in più, grazie all'addizionale regionale. Ed è solo un esempio di come sia facile dare 100 con una mano e prendere 200 con l'altra.

Chi ci garantisce, ad esempio, che per erogare il RdC non si vada ad intaccare ulteriormente il welfare? Una risposta potrebbe essere di deviare il flusso dei finanziamenti militari. Ben pensato, davvero. Mattei, per avere messo in forse l'indiscutibile predominio delle 7 sorelle fece la fine che sappiamo. C'è qualche altro Mattei che si offre volontario? Perchè, come ben sapete, i finanziamenti militari sono strettamente legati alle politiche USA. Nel 2002 (ultimo dato disponibile) le basi USA in Italia ci costarono 366 milioni di dollari. Senza contare i 200 milioni spesi per la viabilità di Aviano ed i 210 per la base di Vicenza. Vogliamo forse rinunciare ai contratti-bidone degli F35? Certo che farebbero comodo quei 10 miliardi, sai quante belle cose ci puoi fare...Ma vogliamo vedere come va a finire il MUOS? Perchè da quanto ne sappiamo è entrato in funzione. Nessuno, tranne alcuni cittadini, ha saputo fermare quell'operazione militare USA. Figuriamoci salire di livello fino agli F35.

Quello che sto cercando di dire è che ci sono vari livelli di intervento per ritornare in possesso di un salario minimo. Ci sono livelli locali (si toglie da una parte e si aggiunge dall'altra all'interno del bilancio statale) e ci sono livelli internazionali, dove si vanno a modificare gli equilibri geopolitici. Il che significa, in estrema sintesi, fare degli sgarri alla UE o agli USA. O a entrambi.


Come si colloca il RdC? Come un'operazione di mantenimento dello status quo con variazioni di voci di bilancio e basta, oppure come un'operazione a più ampio respiro che coinvolge la nostra attuale partnership? Perchè per me è abbastanza chiaro che il sovranismo rappresenta una volontà politica (REALE! Quella dei proclami a scopo elettorale è altra cosa) di modificare i rapporti di alleanza così come li conosciamo (e li subiamo).

Ma ammettiamo di fare solo un'operazione di bilancio che non coinvolga terzi attori: siamo sicuri che un reddito minimo garantito non sia prodromo di un sistema assistenzialista che storicamente porta al voto di scambio?

Vale la pena di ricordare che la prima ferrovia messa in funzione in Italia fu la Napoli-Portici, sotto il Regno delle due Sicilie nel 1839 e che fino alla caduta del Regno (che era la terza potenza industriale europea dopo Inghilterra e Francia) ebbe costanti ampliamenti. Oggi abbiamo la Salerno-Reggio Calabria, definita da molti analisti un sistema per arricchire la criminalità organizzata. Tutta la questione meridionale può essere letta in termini di deindustrializzazione a scopo di assistenzialismo, ovvero di controllo dei voti. Ovviamente è fuori discussione che il RdC abbia questo come scopo, ma il problema è la mentalità che certe strutture comportano.

La Storia a questo proposito ci consegna degli importanti avvenimenti. La prima autostrada costruita in Germania fu la Colonia-Bonn durante il nazismo, attraverso il reclutamento forzato dei disoccupati. Schiavismo, o poco meno, d'accordo. Ma, assieme ad altri fattori, permise dei grossi miglioramenti, al punto di trasformare una nazione sconfitta nella Prima Guerra Mondiale in una temibile potenza (purtroppo) nel giro di pochissimi anni. Quindi l'utilizzo della manodopera per miglioramenti dello Stato non è da sottovalutare. E se parliamo della PGM non possiamo non citare la nostra Opera Nazionale Combattenti che, per sistemare i reduci, si mise a bonificare ampie aree malsane con lo scopo di dare loro terra e lavoro.

Quindi non sarei contrario ad associare il RdC ad un lavoro sociale, i cui frutti possano essere apprezzati da tutta la comunità.

Ma la cosa che ancor di più mi preme è sottolineare come il RdC possa non andare molto in profondità nella risoluzione dei veri problemi che attanagliano la quasi totalità degli Italiani, anche se può essere una interessante misura di emergenza. La vera soluzione è dare vero lavoro a tutti, e questo si otterrà solo impedendo alle nostre capacità e produzioni di espatriare. A quel punto il RdC sarà inutile. Ecco, io vorrei che il RdC non avesse più senso di esistere perchè tutti i cittadini hanno un lavoro che garantisce loro un reddito adeguato. Questo per me significa essere sovranista.

22 commenti:

Legge Mancino n°205 ha detto...

16,5 MILIONI DI PENSIONATI. 270 MILIARDI DI SPESA PENSIONISTICA.
3,1 Milioni di pensionati si pappano 80 miliardi annui.
13,4 milioni di pensionati gli resta 190 miliardi annui.
3,1 su 16,5 sono 8%.
80 su 270 sono il 24%.
Io direi che mettendo un tetto a 2000€/mese a quei 3,1 milioni di PRIVILEGIATI si trovano 29,6 miliardi di euro.
29,6 miliardi che possono essere REDISTRIBUITI ai poveri.

Valdo ha detto...

Sono d'accordo con molti passaggi di questa riflessione, ben diversa dalla chiusura preconcetta vista in altri interventi.
A mio avviso il RdC deve essere soltanto una misura emergenziale finché non sarà possibile attuare politiche di investimenti pubblici una volta fuori dalla gabbia eurista. Ma è misura necessaria e pazienza se qualche furbo se ne approfitterà. Come reperire i fondi? Il dibattito è aperto. Non sono un esperto in bilancio ma intanto comincerei tagliando stipendi pubblici degli alti dirigenti, che magari accumulano incarichi su incarichi, e pensioni oltre una certa somma (5.000 euro netti? non so). Si tratterebbe non solo di un segnale ma anche di una forma di redistribuzione della ricchezza. So bene che il valore complessivo non sarebbe gran cosa, ma aiuterebbe. E avrebbe un impatto macroeconomico positivo, in quanto la propensione alla spesa è quasi totale in chi guadagna pochissimo e molto minore in chi guadagna tanto. Il Reddito di cittadinanza andrebbe a fare quasi del tutto Pil (e gettito fiscale). Onde evitare eccessivi effetti deflazionistici, dovrebbe essere accompagnato da un salario minimo garantito. In breve, è secondo me un dibattito da affrontare seriamente ma non con etichette (come chi strilla che sarebbe assistenzialismo, quasi che non si debba "assistere" chi sta affogando o peggio come chi filosofeggia sul fatto che è un'idea di origine neoliberista, dimostrandosi così ancora più spietato dei neoliberisti stessi... o peggio ancora come chi si inventa una contrapposizione tra reddito di cittadinanza e lavoro, che esiste solo nella sua testa). Va invece affrontato con argomenti molto pratici: come va finanziato? Quanti soldi servono? Dove li prendiamo? A quanto potrebbe ammontare? Quale salario minimo affiancargli? Una volta esaurite queste domande capiremo se e come si possa realizzare.

Anonimo ha detto...

I soldi c'erano ma Renzi li ha dati a chi già aveva.

Il reddito di cittadinanza costerebbe 15 miliardi ( stime inps )
Gli 80 euro valgono 10 miliardi l'anno.
Il jobs act vale 12 miliardi in tre anni.
Fate voi i conti.

Secondo me il Rdc costerebbe anche meno perchè
i soldi non dovrebbero arrivare a tutti i disoccupati
ma solo ai nuclei famigliari in difficoltà altrimenti
se in una famiglia ci sono 5 disoccupati diventano ricchi.

Un'altra cosa da dire, si potrebbe portare le 30 ore
settimanali come dice il professor Masi e costringere
le aziende a fare turni di 6 ore invece che 8.
La disoccupazione verrebbe azzerata ( purchè vengano
assunti italiani e non sempre stranieri ) e i soldi del Rdc
della cassa integrazione e sussidi vari
andrebbero utilizzati per tenere a livello gli stipendi.

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Potreste in futuro scrivere un articolo sulla vergognosa
pratica di selezione naturale operata dalle vergognose
agenzie interinali. grazie.

Tonguessy ha detto...

3,1 milioni di pensionati prendono 25.000€ l'anno. Lordi, no? Fanno 1500€ netti al mese, per 13 mensilità.
13,4 milioni di pensionati prendono 14.000€ annui. Sempre lordi. 850€ mensili
Ora non so come possa essere considerata la mossa di mettere un tetto di 2000€ su pensioni di 1500. Nè capisco come possano saltare fuori quei 30 miliardi di euro da queste improponibili soglie.
Comunque: credi forse che un pensionato da 1500€ /mese sia ricco?

Ippolito Grimaldi ha detto...

Come Robin Hood

Fiorenzo Fraioli ha detto...

L'aritmetica:

3,1 su 16,5 sono il 18,78% NON l'8%

80 su 270 sono il 29,62% NON il 24%

p.s. sono moooolto antipatico, lo so.

Rosanna Spadini ha detto...

Dato che la Costituzione del ’48 viene costantemente calpestata, per affrontare le sfide della globalizzazione, o meglio dell’imperialismo dominante, il “diritto al lavoro” dovrebbe sostituire il diritto al mercato, e la concezione del lavoro, inteso come diritto / dovere, dovrebbe trovare piena espressione legislativa. Un sistema dunque intermittente, con una giusta integrazione tra servizi di collocamento e misure di sostegno al reddito, che permetta a tutti di esercitare il diritto / dovere di lavorare, e che consenta di avere, nel caso di temporanea disoccupazione, un reddito minimo che garantisca un’esistenza libera e dignitosa. Ricordo che il reddito minimo garantito (definizione più appropriata del RdC) è già presente in quasi tutta Europa, anche se in forme molto diverse tra loro. Belgio: con il Minimax, una forma di integrazione reddituale legata alla disponibilità del soggetto a lavorare, corrispondente a 644 euro al mese per individuo solo senza reddito, con assegni familiari forniti in aggiunta. Austria: con il Sozialhilfe vengono garantiti aiuti per affitto elettricità e cibo oltre all’assegno monetario che varia da 420 a 542 euro al mese per individuo solo. Germania: con Sozialhilfe previsto per i cittadini dai 16 ai 65 anni, viene garantita un'integrazione al reddito pari a 345 euro per individuo con in più una indennità integrativa per la copertura totale dei costi per l’affitto ed il riscaldamento, senza limiti temporali. Olanda: con il Bijstand oltre all’integrazione reddituale pari a 588 euro per individuo solo senza reddito con ulteriore integrazione di 235 euro da parte delle municipalità per singoli e genitori soli. Sono previsti aiuti per il materiale scolastico il cibo ed i trasporti. Francia: con Revenue Minimum d’Insertion è previsto un sussidio pari a 441 euro per individuo solo senza reddito. I beneficiari hanno diritto a indennità per la casa e a servizi di copertura sanitaria per malattia e maternità. Danimarca: con il Starthjaelp vi è un sussidio pari a 1.201 euro per individuo solo senza reddito, in più è prevista l’indennità per la casa e la partecipazione in spese di salute fuori dai servizi sanitari gratuiti, farmaci e dentista. Regno Unito: vi sono varie forme di reddito di cittadinanza, ad esempio con l’Income Support vi è un sussidio attivo per i maggiori di 18 anni, che varia dai 330 euro ai 420 euro per individuo solo, in aggiunta l’indennità per la casa, il dentista gratuito, medicinali gratuiti e voucher per acquisto di beni.

Fiorenzo Fraioli ha detto...

Rosanna, in Italia abbiamo fatto di meglio. Tutti ricordiamo i bidelli di 40 anni fa, tra i quali molto spesso c'erano persone che senza quel posto di lavoro sarebbero sprofondate nella disperazione. Oggi, tra i bidelli a scuola ci sono anche dei laureati! Vogliamo parlare dei servizi di portineria negli uffici delle aziende parastatali? Vogliamo parlare degli "scopini" delle aziende pubbliche di raccolta dei rifiuti? Tutte queste persone avevano, giustamente, un lavoro pubblico, tutelato, con gli stessi diritti delle persone cui il caso e la natura avevano offerto maggiori capacità.

Se accettiamo il principio di dividere delle risorse scarse (ammesso e non concesso che ci sia scarsità di risorse, ma non è questa la sede) allora questa condivisione deve passare attraverso un'occupazione vera, con stipendi pari a quelli degli altri lavoratori. Mi dispiace ripetermi, ma il termine corretto per definire soluzioni basate sull'erogazione di un reddito monetario senza il corrispettivo di un posto di lavoro è "elemosina". Capisco che ciò possa dar fastidio, ma se almeno si chiamassero le cose con il loro vero nome potrei essere (forse) meno contrario. Quello che è veramente insopportabile è la neo-lingua: la guerra è pace, e un'elemosina un atto di equità sociale.

Tonguessy ha detto...

Valdo propone di reperire i fondi per il RdC "tagliando stipendi pubblici degli alti dirigenti". Ma questo sarebbe un atto politico inaudito. Il trend è esattamente opposto, ovvero premiare i vertici oltre ogni ragionevole limite. E comunque il problema l'ho spiegato prima: come vogliamo ridare il lavoro ai disoccupati e/o sottoccupati? Vero che ci possono essere momenti difficili in cui lo Stato si deve prendere cura dei cittadini (grazie a Rosanna per la documentata lista dei vari RdC in europa), ma il nocciolo della questione è e rimane: come si può intervenire per fermare l'emorragia di posti di lavoro? Immaginate per un attimo che ci sia un parlamento che vari una legge per impedire la delocalizzazione degli impianti FIAT, bloccandoli in Italia. Marchionne fa ricorso alla Corte europea, e lo vince perchè l'Italia ha firmato dei trattati di libera circolazione. Questo è il vero problema. Finchè quei trattati saranno validi, i lavoratori e le loro famiglie non potranno che sperare di non subire il dramma della produzione delocalizzata. Poi per carità, ben venga anche il RdC. Purtroppo si è ormai inserito nella percezione comune il tarlo del "risparmio di bilancio" (non importa quanto falso sia) ed ogni spesa statale viene vista come il diavolo in persona. Con buona pace di Keynes.

Ippolito Grimaldi ha detto...

Per un qualche motivo, forse colpa mia, non compare un mio commento di cui non ricordo bene il testo,(di solito scrivo di getto), ma in cui, in sostanza, sostenevo che a rigor di logica l' unico reddito di cittadinanza degno di tal nome è il RMU di Simone Boemio mentre gli altri sono solo varie misure di sostegno soggette a condizionalità che già in parte esistono.

Rosanna Spadini ha detto...

@Fiorenzo Fraioli,
tutti sappiamo qual è la causa della disoccupazione: euro, Europa, neoliberismo finanziario … come si può rimediare? Con la crescita economica … che diamine !! ma la crescita economica non c’è, e non ci sarà per lungo tempo … allora se da una parte lottiamo perché il sistema neoliberista criminale venga abbattuto … dall’altra come possiamo rimediare alla disoccupazione devastante ? ricordo che la disoccupazione in Italia è tra le più alte d’Europa, quella adulta intorno al 12%, quella giovanile intorno al 45% … quindi in assenza di crescita e per evitare che la gente SI AMMAZZI , SI AMMAZZI, SI AMMAZZI … vogliamo cercare di porre rimedio ? o ce ne stiamo a filosofeggiare e a polemizzare sulla condizione sociale degli italiani di 40 anni fa? Per di più lasciandoci condizionare dall’opinione di quegli economisti del terzo millennio delle 4 B : Bagnai, Borghi, BarraC … Berlusconi? … i quali predicano bene da un lato, ma razzolano male dall’altro, e stanno danneggiando parecchio la possibilità di ricambio della classe dirigente nazionale, corrotta, lercia e legata a lobbies e criminalità … dato che hanno riproposto sempre i soliti noti (vedi Bertolaso o Giorgia Meloni a Roma). Dunque al grido di “Il popolo non ha pane …”, invece di rispondere “Che mangino delle brioche …”, noi rispondiamo più o meno allo stesso modo … cioè “il reddito è un diritto, non un’elemosina !! … quindi vadano a manifestare per l’affermazione dei loro diritti, se vogliono mangiare !!”

Rosanna Spadini ha detto...

@Fiorenzo Fraioli,
secondo la proposta dei 5 Stelle, il “reddito di cittadinanza” prevede di garantire un sussidio a chi è disoccupato, inoccupato, pensionato o a basso reddito, perché chi è a reddito zero riceve 780 euro al mese, mentre chi ha un reddito basso avrà un’integrazione che gli permetterà di raggiungere la soglia di 780euro. Quindi non sarebbe un vero e proprio “reddito di cittadinanza”, ovvero un sussidio universale individuale, perché se così fosse il costo di una tale operazione sarebbe pari a circa 90 miliardi di euro, invece è un “reddito minimo garantito”, ovvero un sussidio condizionato ad alcuni obblighi come appunto non rifiutare più di 3 offerte di lavoro trovate dai centri per l’impiego, frequentare corsi di formazione e fare lavori socialmente utili per otto ore settimanali. … Il sussidio inoltre non è individuale, ma basato sul nucleo familiare: non vengono dati sussidi fino a 780euro a ognuno, ma vengono ridotti se più aventi diritto fanno parte dello stesso nucleo familiare. In questo modo il costo complessivo stimato sarebbe di 17 miliardi annui, una somma molto più bassa, destinata a una platea di circa 10milioni di persone, circa 3 milioni di nuclei familiari. Il costo della proposta è chiaro: 17 miliardi di euro (2% della spesa pubblica) di cui 15,5 miliardi per il sostegno economico (dato avvalorato dall'ISTAT) e 1,4 miliardi per rafforzare i Centri per l'Impiego, per incrementare il fondo per l'abitazione e per l'aiuto alla creazione di nuove start up innovative. In questo modo il “reddito di cittadinanza” non sarebbe una forma di assistenza sociale passiva, quindi elemosina, si tratterebbe di una forma di protezione sociale collegata direttamente al lavoro, che imporrebbe obblighi precisi per il beneficiario. Chi riceve il reddito infatti dovrà:
1) Rendersi disponibile a lavorare e iscriversi presso i Centri per l’Impiego pubblici ovvero gli uffici della pubblica amministrazione che gestiscono il mercato del lavoro a livello locale.
2) Iniziare, quando sia necessario, un percorso di formazione o di riqualificazione nonché iniziare un percorso di ricerca attiva di lavoro, accompagnato dagli operatori dei Servizi per l’impiego. Gli operatori si occuperanno di effettuare uno o più colloqui finalizzati alla certificazione delle competenze acquisite in ambito formale, non formale e informale, oltre che a rilevare gli interessi, le propensioni e le attitudini del beneficiario.
3) Dimostrare di essersi attivato nella ricerca di lavoro, visite periodiche presso i Centri per l’impiego, frequentare corsi di formazione e di riqualificazione coerenti con le attitudini, gli interessi del lavoratore e orientati verso i settori in cui è maggiore la richiesta di lavoro qualificato, anche in base al territorio di appartenenza.
4) Offrire un piccolo contributo a favore della collettività, in funzione delle proprie competenze, in progetti sociali organizzati dal suo Comune non superiore a 8 ore settimanali. I pensionati ed i disabili sono esonerati da questo obbligo.

simoneboemio ha detto...


Non posso che essere totalmente concorde con l'articolo di Tonguessy.

Lo invito, quale persona capace di andare oltre il titolo e capire, a leggere e farmi sapere cosa ne pensa, di uno studio fatto dal sottoscritto tempo fa dove prevedo qualcosa di più potente del reddito di cittadinanza clientelare di cui si parla oggi; qualcosa che consentirà allo Stato, una volta rientrato in possesso delle leve principali dell'economia e che quindi avrà garantito il pieno impiego di tutti i fattori della produzione, di attuare politiche redistributive nell'ottica di un cambio di paradigma sul tema del lavoro reso necessario dal progresso tecnologico alienante il lavoro umano. In sostanza si tratterà (in un più o meno lontano futuro) di far si che la tecnologia non sia posta unicamente nelle mani del capitale privato, ma sopratutto dello Stato democratico che potrà garantire grazie ad essa una vera redistribuzione nei confronti di chi vorrà "svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società".

Ringrazio Tonguessy anticipatamente

Ippolito Grimaldi ha detto...

Interessante, cioè fammi capire:
Esempio 1) una donna sola con tre figli minori riceverebbe lo stesso sussidio di un single maschio?
Esempio 2) il centro per l' impiego trova solo lavoro a centinaia di km di distanza, per cui una famiglia dovrebbe smembrarsi o trasferirsi, magari vendere la casa col mutuo, altrimenti perde il sussidio?
Esempio 3) fatene voi altri.

Rosanna Spadini ha detto...

Credo che Simone ArticoloUno Boemio, possa convincere chi è assolutamente digiuno di letture e approfondimenti riguardo a questa crisi, ma non a quelli che si sono documentati a fondo da diversi anni, soprattutto quando annuncia la definitiva risoluzione del malanno affermando che lui proporrebbe, anzi assicurerebbe "qualcosa che consentirà allo Stato, una volta rientrato in possesso delle leve principali dell'economia e che quindi avrà garantito il pieno impiego di tutti i fattori della produzione, di attuare politiche redistributive nell'ottica di un cambio di paradigma sul tema del lavoro reso necessario dal progresso tecnologico alienante il lavoro umano."
Come se fosse facile ripristinare la propria sovranità, dopo che le abbiamo consegnate quasi tutte all'Europa … come se fosse facile affrancarsi dalla delocalizzazione delle aziende e dalla svendita di beni dello stato e di enti statali … come se fosse facile evitare la sorte di tutti quei paesi che in giro per il globo hanno subito le stesse devastanti privatizzazioni oligarchiche e lo stesso dumping salariale (Sud America, Russia, Filippine, Germania Est, Grecia …) … come se fosse facile evitare i guasti di quella globalizzazione di cui ci hanno parlato in tanti, Naomi Klein, Noam Chomky, Colin Crouch, Emmanuel Todd … come se fosse facile impedire il dissolversi dello stato nazione all'interno di quell'organismo sovranazionale e dispotico che è l'Europa …
Dunque mentre noi aspettiamo che "lo Stato rientri in possesso delle leve principali dell'economia e garantisca il pieno impiego" … e mentre la gente MUORE … Simone ArticoloUno Boemio prospetta con sicurezza l'avvento della prossima età dell'oro, in cui verrà assicurato un reddito non clientelare, ma un maxi-reddito di almeno 2'280 euro, simile a quello richiesto in Svizzera … "Un reddito di almeno 2'500 franchi (pari a 2'280 euro) al mese per tutti. È quanto chiede l’iniziativa popolare denominata "per un reddito di base incondizionato" su cui gli svizzeri saranno chiamati ad esprimersi alle urne in giugno e di cui oggi è stata lanciata a Zurigo la campagna." Naturalmente però tutto questo avverrà quando verrà demolita la Troika e l'Italia sarà rientrata in possesso della propria sovranità. Campa cavallo, che l'erba cresce … dicono dalle mie parti.

http://www.tvsvizzera.it/qui-svizzera/Reddito-di-2500-franchi-a-tutti-Parte-la-campagna-7035971.html

Tonguessy ha detto...

Riprovo: il precedente commento mi è stato azzerato. Grazie alle tecnologie che l'hanno permesso. Gliene sarò per sempre grato.
Scrive Rosanna che per percepire il RdC occorre “Iniziare, quando sia necessario, un percorso di formazione o di riqualificazione nonché iniziare un percorso di ricerca attiva di lavoro, accompagnato dagli operatori dei Servizi per l’impiego ...e rendersi disponibile a lavorare e iscriversi presso i Centri per l’Impiego pubblici ovvero gli uffici della pubblica amministrazione che gestiscono il mercato del lavoro a livello locale. “
Bene, fatto sta che le agenzie di collocamento sono attualmente in mano ai privati. Il che significa ricostruire prima le agenzie statali, ormai alla deriva, e magari imporre il monopolio. E questo è un passo politico non da poco.
Poi c'è il secondo problema: cosa ce ne facciamo di personale riqualificato, dato che abbiamo surplus di magazzinieri laureati e di operatori di call center con doppia laurea? Più specificatamente: stiamo parlando di riqualificazione umanistica (lettere antiche, filosofia, antropologia etc..) oppure legata all'hard science (ingegneria, fisica etc..)? Credo che bisognerebbe prima interrogarci su quali possano essere gli sbocchi lavorativi nella postmodernità. Nel dopoguerra c'era l'urgenza di formare quadri per avviare l'Italia nel percorso di industrializzazione, ma oggi quella necessità è venuta meno, e stiamo confrontandoci con formazioni specialistiche che non trovano sbocchi lavorativi. Fuga dei cervelli, nel gergo dialettale.
Riqualificare è una truffa mediatica, sta a significare studiare per nulla, per ritrovarsi al palo ma dopo un tempo speso nel parcheggio della riqualificazione. Diciamocela tutta: la civiltà delle macchine da ragione al principio di Pareto: basta il 20% di manodopera a far funzionare il tutto (o più correttamente basta il 20% di manodopera a far funzionare l'80% del sistema). Gli altri si arrangino. Facciano pure corsi di riqualificazione.
Se non usciamo dall'attuale fase di deindustrializzazione dovuta alla totofinanza (ma sarebbe più corretto chiamarla fase depressiva di industrializzazione delocalizzata ed automatizzata) non serve a nulla evocare riqualificazioni e percorsi lavorativi. Il prodotto industriale in sé è poco interessante per il capitale perchè poco remunerativo. Salvo le solite eccezioni, of course. Un iphone costa alla fonte 250$ e viene venduto a 750$. Lì conviene ancora investire. Il digitale, preso nella sua totalità, è ancora un buon investimento.

@Simone che mi chiede un parere su ” uno studio fatto dal sottoscritto tempo fa dove prevedo qualcosa di più potente del reddito di cittadinanza clientelare”...beh, almeno postami il link...

Unknown ha detto...

si usano i ccf di cattaneo/zibordi,con essi si fanno piani di lavoro garantiti statali per tutti i disoccupati (che vengono messi a produrre e generano valore e non inflazione),sono a cambio variabile rispetto all' euro e quando questo e' morto li si chiama lira e ovviamente valgono da subito per poterci pagare le tasse

SOLLEVAZIONE ha detto...

Gentile Ippolito, siamo spiacenti, ma il commento a cui fa riferimento non c'è pervenuto!

simoneboemio ha detto...


@Tonguessy
fatto qualche ora fa per email!
non volevo aggiungere carne al fuoco in questa discussione

Rosanna Spadini ha detto...

@Tonguessy,
perfettamente d’accordo con quanto dici, ma visto che il ripristino della piena occupazione richiede tempo, e visto che non sarà così semplice, mentre aspettiamo dovremmo porci delle domande, di ordine politico e strategico … quale partito potrebbe essere in grado di ripristinare una piena occupazione? L’aspetto tecnico poi prevede che durante l’attesa vengano adottati dei meccanismi di compensazione, che non devono necessariamente essere intesi come assistenzialismo o elemosina, ma come una sorta di flessibilità opportuna per sopperire alla mancanza di reddito … così come accade per il sussidio di disoccupazione e così come accade in tutti i paesi d’Europa. E mentre nel resto d’Europa il RMG viene accolto come normale, in Italia suscita avversione e critiche. Per esempio in Puglia è già funzionante, e possono beneficiare del reddito minimo le famiglie residenti nella regione con ISEE inferiore a 3 mila euro annui e che, pertanto, si trovano in una situazione di disagio. Altre variabili da considerare sono l'assenza di un'occupazione e la presenza di figli minori all'interno del nucleo familiare. L'importo del sussidio è quantificato in base alla famiglia e può arrivare fino ad un massimo di 600 euro al mese quando i familiari sono 5 … (un po’ pochino ) Ecco, magari potremmo chiamare elemosina il sostegno al reddito proposto da Poletti, che dovrebbe essere pari a 320 euro al mese, e inizierà con un milione di poveri, famiglie con minori a carico, fino a coinvolgere i quattro milioni di italiani in condizioni di povertà assoluta.

Ippolito Grimaldi ha detto...

Ma piuttosto che mettere in moto dei meccanismi di elaborazione, di controllo , di repressione,riconvertire i centri per l' impiego, tutte operazioni dai costi incerti, magari utilizzare Il furbometro inventato dal sindaco di Gattinara, esporre un sistema così complesso al rischio di imbrogli, corruttele e clientelismi,non è più semplice un sistema universale ed incondizionato?

Legge Mancino n°205 ha detto...

18 marzo 2016 21:04
3,1 milioni di pensionati prendono 25.000€ l'anno. Lordi, no? Fanno 1500€ netti al mese, per 13 mensilità.
13,4 milioni di pensionati prendono 14.000€ annui. Sempre lordi. 850€ mensili
Ora non so come possa essere considerata la mossa di mettere un tetto di 2000€ su pensioni di 1500. Nè capisco come possano saltare fuori quei 30 miliardi di euro da queste improponibili soglie.
Comunque: credi forse che un pensionato da 1500€ /mese sia ricco?
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HO scritto privilegiati non ricchi. Io li andrei a prendere ad Agnelli, Berlusconi, Armani, Benetton, ecc,ecc, il problema è che dubito sia fattibile. E allora mettendo una pensione massima a 2000€ mese si arriva a una bella cifra.
http://s29.postimg.org/gpw652rbb/httpoi61_tinypic_com2zgg4ft_jpg.jpg
Questa è una prima misura, poi ce ne vorrebbero altre. Tipo rimandare a casina propria gli immigrati che portano fuori dall'italia un buon 10miliardi ogni anno. Impoverendolo.

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