PROGRAMMA DELLA II. ASSEMBLEA-FORUM DELLA CLN

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domenica 22 febbraio 2015

«SYRIZA SI È ARRESA» di Metopiki Aristeri Symporeusi

[ 22 febbraio ] 

Consegnamo ai lettori il severo giudizio politico dei nostri compagni greci M.AR.S. (acronimo di METOPIKI ARISTERI SYMPOREUSI -Marcia Comune per un Fronte di Sinistra) sull'accordo siglato l'altro ieri da SYRIZA a Bruxelles.

Il governo SYRIZA-ANELL soccombe alle esigenze di UE e apre la strada a un nuovo Memorandum

La firma 
da parte del governo SYRIZA-ANELL della dichiarazione dell’Eurogruppo del 20 febbraio indica un punto di non ritorno. Già nel periodo precedente SYRIZA aveva compiuto una ritirata rispetto al suo proprio programma ed alle sue dichiarazioni elettorali. Aveva già abbandonato la cancellazione del debito implorando l’allungamento. Aveva abbandonato la nazionalizzazione del sistema bancario. Aveva dimenticato le sue dichiarazioni sul crudele Memorandum dicendo di accettarne il 70%. 

SYRIZA ha abbandonato ogni idea di scontro con l'Unione europea e le sue politiche e, nascondendosi invece dietro la posizione irrealistica e ipocrita di “né scontro, né sottomissione”, ha accettato un compromesso vergognoso con i paesi dominanti dell'UE.

SYRIZA nel corso dei negoziati post-elettorali con la UE ha cercato ansiosamente di salvare la faccia, che gli venisse concesso almeno di distribuire alcune briciole agli strati popolari e della classe media. Ha chiesto un programma-ponte fino alla ratifica di un nuovo programma (con prestiti e obbligazioni), che non si chiamerà Memorandum ma che in effetti sarà la stessa cosa.

I sommi sacerdoti della UE hanno obbligato SYRIZA a chiedere una vergognosa proroga di 4 mesi del Memorandum in vigore. La macchina propagandistica SYRIZA —come i lacchè di ogni governo— sta cercando di nascondere questo fatto dicendo che è stata chiesta una proroga del Master Financial Facility Agreement. SYRIZA è ben consapevole che si tratta di un nome sostitutivo per il Memorandum. Nasconde anche il fatto che questa estensione significa il completamento del Memorandum stesso (quindi il controllo stringente su come la Grecia adempirà agli obblighi previsti da esso). 
Solo dopo la piena applicazione di questi obblighi saranno sborsate le quote rimanenti da erogare alla Grecia. Pertanto, SYRIZA è tenuta, entro i tempi perentori di lunedì 23 febbraio, a presentare quali misure ha intenzione di adottare nel quadro stringente del programma stabilito. Così solo se i sommi sacerdoti dell'UE si considereranno soddisfatti accetteranno di concedere la sostituzione di alcune gravi misure anti-popolari con qualcun'altra meno onerosa.

All’insulto si aggiunge una ferita, visto che è esplicitamente dichiarato che i fondi rimanenti del Greek Financial Stability Fund —che sono stati presi in prestito dal popolo greco al fine di salvare i banchieri— non appartengono ai greci, ma saranno conservati in un conto europeo e usati solo per la ricapitalizzazione delle banche (mentre SYRIZA chiedeva fossero autorizzati per finanziare alcune limitate misure popolari ).

Il popolo greco non deve accettare questa nuova sottomissione. L'unica strada da percorrere è quella del default del debito, dell’uscita dall'euro e dello scontro per lo sganciamento dalla UE.

Tutte le forze combattive del mondo del lavoro e della sinistra devono creare un ampio fronte popolare per la difesa dei diritti del popolo, la lotta contro l'Unione europea e lo sganciamento da questo mattatoio reazionario.

Le forze della sinistra rivoluzionaria radicale e soprattutto l’alleanza tra ANTARSYA/MARS debbono prendere l'iniziativa. La domanda è: che cosa faranno l'ala sinistra di SYRIZA e il Partito comunista (KKE). Continueranno ad evitare il problema? La sinistra di SYRIZA continuerà, pur di conservare i suoi ministri, ad avere una politica accomodante ed a balbettare davanti alla capitolazione di SYRIZA alla UE? Il Partito comunista continuerà col suo settarismo, rifiutando qualsiasi programma di transizione e facendo solo agitprop?
Hic Rhodus, hic salta.

Atene, 21/2/2015
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12 commenti:

  • Anonimo scrive:
    22 febbraio 2015 12:26

    Un futuro radioso per la Grecia, anzi un alba dorata.

    Beh, che dire, il pirla e il vanesio (B&B), avevano ragione.

    Vedremo il rinculo in Spagna, speriamo che almeno lì si sveglino.

    Allo stato attuale dovremo fare affidamento a denti stretti sulla Le Pen!

    Che bel futuro ci attende!

    A quanto pare almeno 100 anni di istruzione pubblica, se questi sono i risultati, non sono serviti a niente!

    Riccardo.

  • Anonimo scrive:
    22 febbraio 2015 13:18

    Ma roba da matti.
    Siamo a domenica e già sparano giudizi su quello che dovrà essere presentato lunedí.
    Ecco perché la sinistra è perdente, perché come tutti gli sconfitti sogna la rivincita clamorosa e immediata invece di accettare un lungo e meno spettacolare percorso di lotta e di riscatto.

    A) Varoufakis ha detto testualmente che se l'Unione non accetterà il piano di Syriza l'accordo di venerdí potrà considerarsi nullo. Ci sono quattro mesi per trovare un'intesa quindi aspettiamo il tempo necessario per verificare se effettivamente Tsipras si sta calando le braghe o se sta combattendo una battaglia più complessa

    B) faccio presente ai compagni greci che il 65% dei loro compatrioti vuole restare nell'euro; uscire dalla moneta unica, checché ne dicano alcuni economisti di secondo piano qui da noi, sarà forse indispensabile ma per moltissimi sarà una vera tragedia. Spero che sia chiaro questo punto: la Grecia sarebbe la prima a disubbidire e la reazione delle oligarchie finanziarie nei loro confronti sarebbe necessariamente terribile per dare l'esempio.
    Immaginate il casino che succederebbe in quel paese se il consenso su questo punto non fosse quasi unanime e indovinate chi ne approfitterebbe a mani basse...

    Quindi un minimo di prudenza ci vuole, non si prendono certe decisioni a cuor leggero; inoltre se si esce è assolutamente indispensabile che la colpa ricada tutta sui tedeschi e che non si abbia l'impressione di una decisione puramente emozionale o frettolosa da parte degli ellenici.

    C) i compagni greci invece di alzare lamenti minacciosi degni di un coro di Euripide dovrebbero riflettere sul fatto che chiunque sia al governo SE IL POPOLO NON È PRONTO E NON SI FA SENTIRE, NESSUNO AL MONDO TROVERÀ IL CORAGGIO DI PRENDERE LE DECISIONI STORICHE E IRREVOCABILI.
    Allora la questione è abbastanza semplice: se Syriza non si arrende e spunta delle buone condizioni appena appena migliori di quelle ottenute dal governo di Samaras si tratterà di un grande trionfo che avrà enormi ripercussioni in tutta Europa.
    Se Syriza uscirà dall'euro, come molti importanti osservatori prevedono, voi di MARS dovrete cospargervi il capo di cenere (o non so di cos'altro ve lo cospargete voi ortodossi).
    Se Syriza tradisce, il popolo greco SE ESISTE reagirà e anche in questo caso vedremo delle ripercussioni in tutta Europa anche se difficilissime da prevedere.

    Quindi al momento è assurdo pretendere che Tsipras e Varoufakis dopo pochi giorni di colloqui buttino all'aria il tavolo e se ne vadano sbattendo la porta; è un modo di comportarsi da bambini o meglio da perdenti.
    L'uscita dall'euro e il non rispetto dei trattati vanno giocati come ultima chance quindi ci vogliono almeno altri 3-4 mesi di tempo prima di poter esprimere il giudizio definitivo.

    Dopodiché la parola starà al popolo greco e in quest'ottica l'eventuale tradimento di Syriza (nel quale non credo) potrebbe addirittura rivelarsi provvidenziale.


    In conclusione, la tattica deve essere: cerchiamo la mediazione fingendo di non avere un piano B ma se LORO ci costringono a rovesciare il tavolo denunciamoli come nazisti affamatori di donne e bambini di fronte al nostro popolo e...ovviamente mettiamo in atto il piano B che è già perfettamente pronto, anche se per adesso lo teniamo nascosto, e sappiamo tutti benissimo qual'è.

    MGP

  • Anonimo scrive:
    22 febbraio 2015 17:03

    Tutte le forze combattive del mondo del lavoro e della sinistra devono creare un ampio fronte popolare per la difesa dei diritti del popolo, la lotta contro l'Unione europea e lo sganciamento da questo mattatoio reazionario.

  • Redazione SollevAzione risponde:
    22 febbraio 2015 18:17

    Giudizio "severo", abbiamo scritto, quello dei nostri compagni greci.
    Io andrei molto più cauto di loro.
    Sapevamo che il gruppo di maggioranza di SYRIZA non ha un "Piano B", che è di fede europeista.
    Tuttavia come escludere che abbiano inteso guadagnare tempo evitando un default che non sono ancora preparati a gestire?
    Attendiamo almeno domani sera, prima di emettere sentenza definitiva, per vedere se il protocollo che i greci sono tenuti a presentare non riapra lo scontro con gli euro-tedeschi.
    Al netto delle debolezze di SYRIZA si è solo concluso il primo round, e molte cose potranno ancora accadere, molte sorprese potremmo avere.

    Moreno Pasquinelli

  • Giovanni scrive:
    22 febbraio 2015 18:23

    Anche io aspetterei prima di un giudizio definitivo, senza per questo cedere ad un ottimismo attendista. La partita è molto difficile (da far tremare i polsi scriveva Mazzei). Soprattutto, come scrive rivista indipendenza citando anche Brancaccio, non è soltanto economica ma soprattutto geopolitica. Come l'intera crisi che stiamo attraversando del resto.

    Per condurre questa partita occorre molta abilità ed un coraggio degno dei partigiani del Donbass e degli shebab palestinesi (giusto per citare due casi attuali) perché si rischia davvero grosso. Speriamo che qualcuno dentro Syriza, che non è solo Tsiroufakis, lo abbia.

  • Anonimo scrive:
    22 febbraio 2015 20:31

    Lo storico partigiano greco si vergogna di aver fatto votare Syriza al proprio popoplo.

    http://www.repubblica.it/esteri/2015/02/22/news/l_eroe_della_resistenza_contro_tsipras_intesa_vergognosa_chiedo_scusa_ai_greci_per_averlo_fatto_votare-107921283/

    Secondo me è partito in quarta ma ha comunque fatto benissimo; bisogna far sentire la pressione sul governo e questo deve fare un popolo.
    I Greci sono gasati al punto giusto e mi sembra difficile che Tsipras e Varoufakis possano davvero tradire né apertamente né impapocchiando le cose perché la gente si accorgerà sulla propria pelle delle promesse eventualmente non mantenute.
    Ormai è questione al più tardi di mesi ma finalmente sapremo se una vera lotta è possibile.
    Nel frattempo noi italiani facciamo come al solito la figura dei fessi davanti agli ellenici, agli spagnoli, agli inglesi, ai portoghesi e pure ai francesi che avranno anche scelto una strada di destra non troppo simpatica ma che se eleggeranno la Le Pen promettono di rinverdire i fasti di Place de la Concorde.

    MGP

  • Lorenzo scrive:
    22 febbraio 2015 23:40

    Un equilibrato articolo sulle implicazioni strategiche e geopolitiche di una eventuale uscita della grecia dall'euro. Implicazioni che rafforzano, anzi rafforzerebbero la posizione negoziale greca qualora Siryza agisse con determinazione:

    http://www.faz.net/aktuell/politik/europaeische-union/griechenland-hauptgewinn-fuer-putin-13440239.html

  • Ippolito Grimaldi scrive:
    23 febbraio 2015 00:28

    Non mi sembra il caso di dare giudizi definitivi ogni giorno,la storia è in divenire e si costruisce poco per volta, ci vogliono nervi saldi e lucidità.È in gioco il destino di una nazione e di ogni singolo individuo di quel popolo. La sinistra deve solidarietà al popolo greco e non usare le sue vicende per giocare a chi indovina cosa accadrà. Se io fossi al posto di Varoufakis e Tsypras mi tremerebbero le bambine, cerchiamo di capire cosa vuol dire decidere per il bene di un popolo e probabilmente dell' Europa intera.

  • Anonimo scrive:
    23 febbraio 2015 06:49

    Anche secondo Krugman la Grecia guadagnando tempo si è messa in una posizione di relativo vantaggio per le trattative future.

    http://krugman.blogs.nytimes.com/2015/02/22/greece-did-ok/?module=BlogPost-Title&version=Blog%20Main&contentCollection=Opinion&action=Click&pgtype=Blogs&region=Body

    La partita è ancora aperta e si giocherà sui limiti all'avanzo primario.
    Fra pochi mesi potremo giudicare.
    Nel frattempo i tedeschi avranno tutto il tempo per decidere se vogliono veramente essere odiati da tutto il resto d'Europa per gli anni a venire.

    MGP

  • Anonimo scrive:
    23 febbraio 2015 08:19

    Anche se era facilissimo prevederlo (da amiconi di Vendola e Ferrero), sinceramente non mi aspettavo una calata di braghe così sollecita.

    Non esistono scorciatoie o vie indolori al riscatto degli oppressi e sfruttati, e chi le millanta é un nemico del popolo.

    G.B.

  • Alberto scrive:
    23 febbraio 2015 11:51

    Apprezzo il commento di Anonimo del 22 febbraio 2015 13:18

    Vorrei aggiungere una considerazione che ho già abbozzato qui, commentando Cabras:

    http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=116294&typeb=0&Grecia-come-Ungheria-La-sovranita-sopportera-le-umiliazioni-

    La corruzione importata in un intero ciclo di Frenkel particolarmente esasperato come per la Grecia è una lesione profonda che in ogni caso lascia tracce pesanti. Se una posizione netta, una scelta di campo intransigente va presa ora, in queste prime fasi del possibile cambiamento di rotta, è proprio questa, verso quella grande parte del nemico che è in casa. Questo richiede una grande forza d'animo, proprio perchè può essere confusa con le richieste del nemico nel momento della sottomissione forzata al ricatto. E' però, nella realtà, il primo vero passo obbligato sul percorso della svolta, giocando d'anticipo sul rischio "alba dorata".

    Il pugno di ferro più necessario ora è verso quella parte di greci che più impersonificano la corruzzione importata. Chiamiamola pure "austerità per ricchi", contrapposta a tutto ciò che praticamente e ideologicamente rappresenta la troika.

    Se riuscisse prima quest'operazione il sasso contro Golia potrebbe essere scagliato con successo.

  • Giovanni scrive:
    23 febbraio 2015 12:51

    "Fra pochi mesi potremo giudicare". Pure io sono per non dare giudizi definitivi e come dicevo sopra ho atteso fino ad oggi pur senza troppo ottimismo. Da quello che si legge però non solo sospende parte dei benefici previsti ma riprende le privatizzazioni.

    Cioè prima svende il poco che ha e poi che fa? Esce lo stesso dall'euro?
    Se questo è vero vedremo cosa farà ANEL e la sinistra interna di Syriza. Sempre che questi ultimi non siano Fassinakis e Civatopoulos.

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