II. ASSEMBLEA-FORUM DELLA CLN - 1/2/3 SETTEMBRE

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Hotel Posta - Chianciano Terme

lunedì 16 febbraio 2015

BAGNAI COLTO (NUOVAMENTE) CON LE MANI NEL SACCO di Marxista dell'Illinois n.2

[ 16 febbraio ]

Alberto Bagnai (nella foto) continua a difendere la sua scelta di campo politica a favore della Lega Nord di Matteo Salvini. Lo fa in una recente intervista* in cui accetta di essere presentato come "economista di sinistra" —ma come, non era scomparsa la "dicotomia"?

L'intervistatore chiede al Nostro cosa ne pensi della Flat Tax, che è uno dei tre cavalli di battaglia di Salvini e Borghi Aquilini (gli altri due essendo il No all'immigrazione e il No all'euro).
Bagnai risponde pelosamente che quello della Flax Tax "è il punto su cui ho le maggiori perplessità". Perplessità? Come ebbi modo di dire nel dicembre scorso:
«Cosa sia la Flat Tax è presto detto: il sogno di tutti i furfanti, la quint'essenza della visione neoliberista in economia. Tu guadagni mille io dieci e la comunità ci prende in tasse la stessa quota del 20%. Addio alla Costituzione! Addio, in una società che vede ampliarsi il solco tra ricchi e poveri, al principio del fisco come leva per redistribuire la ricchezza. Diciamola tutta: addio allo Stato e abdicazione finale della politica al regno dell'economia fondata sul profitto». [I NODI VENGONO SEMPRE AL PETTINE]
Ciò mi ha tuttavia colpito è un altro passaggio dell'intervista. Alla domanda: "Gli italiani, oltre alla mancanza di credito, lamentano l’eccessivo carico fiscale. Qual è il cambiamento più urgente nel nostro sistema di prelievo?", Bagnai risponde:
«Riportare la tassazione dal patrimonio al reddito. Finora ci si è gettati sui risparmi degli italiani, nel momento in cui il sistema economico malgestito aveva distrutto i loro redditi. In Italia c’è un accanimento fiscale, derivante da un sistema di gestione della politica che favorisce i grandissimi e impoverisce i poverissimi. La classe media sostiene il costo per tutti, e questo è un sistema che socialmente non regge».
Adesso capisco perché il Bagnai, rispondendo ad un suo follower che cli chiedeva cosa pensasse del voluminoso lavoro di Thomas Piketty (Il Capitale nel XXI secolo) abbia risposto lapidariamente: "un piddino".

Com'è noto Piketty ha dimostrato, dati empirici alla mano come, con l'avvento del neoliberismo le distanze sociali siano diventate abissali. Da buon keynesiano Piketty sostiene che " un'imposta eccezionale sul capitale è la soluzione più equa ed efficace" per ridurre lo scandaloso abisso sociale tra ricchi e poveri. Piketty scrive che" un'imposta proporzionale del 15% su tutti i patrimoni privati procurerebbe quasi un'annualità di reddito nazionale e permetterebbe quindi di rimborsare immediatamente gli interi debiti pubblici". In buona sostanza si tratta di una tassa patrimoniale.

Si può disquisire a lungo se la proposta avanzata da Piketty sia adeguata per far risolvere la crisi dei debiti sovrani. Ciò su cui non si può avere dubbi è che Piketty sia un antiliberista e un keynesiano sincero. 

Siccome anche Bagnai, com'è noto, si spaccia per keynesiano, la domanda che sale da sola è la seguente: si può essere keynesiani e sostenere che la "tassazione va riportata dal patrimonio al reddito"? Ovvio che no!

Proporre un sistema fiscale che tassi poco o non tassi affatto i patrimoni (mobiliari e immobiliari) è la prima caratteristica del neoliberismo —non a caso fu il cavallo di battaglia di Reagan e della Tatcher. Il dogma dell'ideologia liberista com'è noto, consiste infatti nel ritenere che la ricchezza viene creata, non dal lavoro, ma dal capitale e quindi, più i ricchi sono ricchi e lo Stato si fa i fatti suoi, più sviluppo e benessere. 
C'è voluto il crollo finanziario del 2007-2008 per mandare all'aria questo dogma, e Bagnai fa finta di non saperlo.

Il Nostro è "perplesso" sulla Flat Tax, ma in quanto a modello fiscale, propone un sistema liberista ancor più radicale e ingiusto. Se esso fosse applicato scardinerebbe l’Articolo 53 della Costituzione della Repubblica —"Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività"— togliendo allo Stato un altro pezzo di sovranità, la facoltà, grazie al sistema fiscale, di redistribuire la ricchezza sociale.

Un principio, quello dell'Art. 53, che non solo non è mai stato davvero applicato, ma che è stato disatteso e tradito dai governo neoliberisti (di centro-sinistra e centro-destra) degli ultimi decenni.

Certo che il sistema fiscale italiano va "riformato", ma nella direzione opposta a quella neoliberista che propone il triangolo incestuoso Salvini-Borghi-Bagnai.

Ci vuole una patrimoniale seria, ovvero anch'essa ispirata al criterio della progressività (quindi, ad esempio, niente tasse sulla prima casa, niente TASI). Ma occorre abolire l'attuale legge anti-progressiva sulle rendite finanziarie —oggi abbiamo che si paga il 26% sugli interessi per ogni deposito: chi ha 10mila euro è tassato come chi possiede 10 milioni. Occorre abolire la "cedolare secca" sugli affitti e, soprattutto, occorre abolire ogni tipo di tassa indiretta sui consumi, che penalizza anzitutto le classi popolari.

Il pensiero corre quindi verso i seguaci del Nostro: “La colpa dell'uno diviene colpa di tutti se i tutti ignorano la colpa dell'uno".

* QUI l'intervista in questione

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36 commenti:

  • vinia scrive:
    16 febbraio 2015 11:42

    Continuiamo pure la "guerra - circa- sullo stesso fronte" così Renzi&c continueranno a ridere, e poi, i concetti da ambo le parti,flat tax, vengono estremizzati senza usare un po di equilibrio. Infatti, ad esempio, a proposito della "ridistribuzione": 20% di 1.000.000 = euro 200.000 e 20% di 20.000 = euro 4.000. Ed allora ?? Probabilmente oggi, chi ha un reddito (1.000.000) con i vari benefici fiscali non paga neanche metà di quella cifra! Vogliamo parlarne seriamente e senza pregiudizi??

  • Ippolito Grimaldi scrive:
    16 febbraio 2015 11:53

    Non capisco come mai tutti (compreso Bagnai) continuiate ad ignorare che il progetto principale e più pericoloso della Lega è la creazione di due o più aree monetarie nel nostro paese.

  • Guido Parchi scrive:
    16 febbraio 2015 12:11

    La patrimoniale del 15% è l'essenza della piddinità più odiosa.
    Falcerebbe a morte tutti i PICCOLI PATRIMONI,diciamo quelli intorno a uno / due milioni di euro, che sono gli UNICI che tengono ancora in piedi l'Italia e che la potranno far ripartire quando sarà il momento. Ebbene si, cari piddini, i patrimoni intorno al milione sono PICCOLI e sono il frutto di una, spesso due generazioni di lavoro giorno e notte.
    Gli ALTRI patrimoni, quelli grossi veramente, o sono già fuggiti (FCA anyone?!) o hanno agganci cosi buoni che verrebbero magicamente "esentati" da qualsiasi patrimoniale (Chiesa Cattolica anyone?!!). Ancora una volta, Bagnai capisce di più.

  • Anonimo scrive:
    16 febbraio 2015 12:23

    La patrimoniale è una fesseria.
    A noi non deve interessare colpire a casaccio "chi ha più soldi di noi", dobbiamo mirare a quelli che hanno il potere e ovviamente lo fondano sulla loro ricchezza.
    Ma queste persone pagherebbero un'inezia di patrimoniale in confronto alle percentuali del medio borghese con qualche milione da parte.
    Il vero ricco, cioè quello che ha anche il potere e che è il nostro vero nemico, ha i soldi nei paradisi fiscali, conosce tutti i mezzi legali e non per proteggersi e finirà che il peso maggiore lo sosterrà la media borghesia.
    Quindi con la patrimoniale si fa un enorme favore ai dominanti che come vediamo da sei-sette anni a questa parte stanno facendo di tutto per distruggere la classe media (i lavoratori li hanno distrutti prima, oggi stanno solo perfezionando un'opera iniziata decenni or sono) e per di più si acuisce all'estremo il conflitto fra classe media e lavoratori mentre dovrebbe essere nel nostro interesse arrivare a sensibilizzare i medi facendogli capire che se non ci uniamo il loro destino (e il nostro) è segnato.
    Infine il risultato pratico sarà sostanzialmente nullo dato che il problema - sia economico ma soprattutto sociale e politico - non è nel fatto che si detiene un patrimonio troppo superiore alla ricchezza media ma nel fatto che questo patrimonio è interamente trasmissibile agli eredi unitamente allo status sociale e al privilegio di un accesso avvantaggiato al mondo del lavoro.

    Bisogna attaccare ideologicamente la rendita di posizione, non il patrimonio; la classe media va convinta che se non si intacca questo punto anche loro sono destinati a essere proletarizzati o comunque cancellati in quanto soggettività politica potenziale (potenziale, dato che pare che la classe media abbia come scopo ultimo solo il benessere materiale in qualità di vassalli dei dominanti. Una posizione destinata a crollare nel giro di pochi anni ma se si riuscisse a farglielo capire in tempo la lotta politica alle oligarchie salirebbe enormemente di livello). Si propone adesso la patrimoniale senza aver prospettato la necessità di un'alleanza e ci si preclude la strada di una lotta dei subalterni uniti.
    Subalterni = lavoratori + classe media.

  • Luca Tonelli scrive:
    16 febbraio 2015 15:45

    concorto con lo spirito del pezzo.

    ma va ricordato che l'Italia, quanto almeno a residenti (i più ricchi capitalisti italiani soono residenti all'estero), è uno dei paesi con distribuzione patrimoniale fra le più eque al mondo.

    certo si potrà dire che il mondo è altamente iniquo nella ripartizione dei patrimoni.

    cmq sia il problema principale è l'iniquità della distribuzione dei redditi. qui sì che c'è un abisso.

    la patrimoniale andrebbe fatta in un contesto completamente ribaltato dall'attuale...di modo che non un euro di quelli ricavati serva a mantenere l'assetto attuale.

    Piketty invece propone esattamente questo. non aggredisce le radici della sperequazione ma propone cure patrimoniali che, a carte invariate, darebbero parziale sollievo momentaneo (considerare caduta del PIL e quindi delle altre entrate fiscali annessa ad aumento impositivo quindi problemi da superare non piccoli) ma non propone metodi per una soluzione permanente.

    non si risolve niente con la patrimoniale in sè. come molte altre cose, dipende dall'uso che se ne fa.

    in un ottica in cui lo Stato prende in mano il pallino della creazione di lavoro e degli investimenti reperire risorse anche in quel modo ha senso. altrimenti è solo un ulteriore mezzo per calare la qualità della vita....di quelli che fino ad oggi se la cavano ancora...ma darebbe scarso aiuto a chi è già sotto.

  • Questo commento è stato eliminato dall'autore.
    Ippolito Grimaldi scrive:
    16 febbraio 2015 16:26

    Questo commento è stato eliminato dall'autore.

  • Vincenzo Cucinotta scrive:
    16 febbraio 2015 16:45

    Sbalorditivo, qui i commentatori, chi più chi meno, sono d'accordo col tassare i redditi e non i patrimoni.
    E' significativo che ciò viene sostenuto glissando totalmente sulla questione di principio, sulla distinzione fondamentale tra capitale e reddito, sostenendo che i capitali siano impossibili da tassare.
    Qualcuno si spinge fino ad appoggiare la flat tax, sostenendo (a ragione) che i più ricchi vengono tassati oggi in percentuale inferiore ai meno ricchi. E' vero come si capisce agevolmente considernaro il meccanismo perverso del credito d'imposta che colpisce i redditi derivanti dal possesso di azioni. Mi sarei allora spettato che si sostenesse esplicitamente intanto la fine di questo tipo privilegiato di tassazione, perchè se uniamo l'una all'altra, avremo una passazione che aumenta percentualmente al diminuire del reddito, non so se mi spiego...
    Le argomentazioni più astruse non possono inficiare i punti fondamentali, che è giusto che chi più ha, deve contribuire di più anche in percentuale, e che il patrimonio è quello che distingue senza possibilità di equivoco chi più ha da chi meno ha. Se la parola eguaglianza ha ancora minimamente asilo presso le vostre menti, la patrimoniale è sicuramente più egualitarista della tassazione sul reddito (evidentemente non ha senso metterle come alternative, devono convivere).
    Il fatto che sia così difficile tassare i patrimoni dovrebbe solo spingere a trovare meccanismi per garantirne la tassazione, a partire dal controllo dei flussi finanziari alle nostre frontiere.

  • Fiorenzo Fraioli scrive:
    16 febbraio 2015 16:55

    Caro Marxista dell'Illinois n°2, vedo che la polemica con Coccobello coppiere dell'Olimpo continua a solleticarti. Ti capisco! Il coppiere è un bersaglio facile e redditizio in termini di audience: arrivano subito i coccobellisti a difenderlo, e il contatore delle visite va su, su, sempre più su (senza accento sulla "ù", yeh! yeh! yeh!).

    La malafede del coppiere è visibile ad occhio nudo perché, se da un lato si dichiara contrario ad ogni ipotesi di patrimoniale, dall'altro critica, ma solo pelosamente, la flat tax. Ora, chi non vuole la patrimoniale (Borghi) e invoca invece la flat tax (Borghi), evidentemente non vuol toccare in nessun modo la ricchezza. Non gli resta che il cambio flessibile, cioè il gattopardismo.

    Tu che sei un appassionato studioso di teologia, ricordagli queste immortali parole di Sant'Agostino:

    Factus eram ipse mihi magna quaestio (Io sono divenuto un grande problema a me stesso).
    E ogni problema è fatto di tracce da comprendere,
    di definizioni da trovare, di soluzioni da dare.
    Ogni problema è fatto di parole.
    Perché nella semplicità del seme iniziale,
    si cela l'enigmatica complessità del frutto
    capace ormai di parlare di sé.
    Perché ogni uomo è parola che parla di sé:
    in una sola parola, in quell'insieme di suoni
    - il suo nome - è racchiuso il mistero
    di questa complessa verità.

  • Anonimo scrive:
    16 febbraio 2015 17:14

    L'articolo ha un merito indiscutibile, quello di far vedere quale sia il volto di... Bagn/asconi o.... Bagnasalvini....
    A quanto pare ne ha un secondo: fa vedere (vedi i commenti) cosa del bagnaipensiero abbiano compreso i suoi estimatori. Cazzo! Tutti sotto sotto liberisti....

  • Ippolito Grimaldi scrive:
    16 febbraio 2015 18:02

    Ma in uno stato a moneta sovrana le tasse a che servono?

  • Fiorenzo Fraioli scrive:
    16 febbraio 2015 18:20

    In uno Stato a moneta sovrana le tasse sono uno strumento di re-distribuzione del reddito. Ecco perché non basta riconquistare la sovranità monetaria e "farla facile" introducendo la flat tax. Senza la tassazione si avrebbe un problema di crescita nominale della massa monetaria che, già nel medio periodo, produrrebbe problemi. Funziona come a scuola, dove uno presta più attenzione agli studenti in difficoltà e trascura un po' quelli più bravi (o, se preferisci, alza un po' i voti agli asinelli e penalizza un po' i bravi). PenZa tu se dovessi mettere 7 all'ultimo della classe! Al primo che gli metto, 15? Quello che si fa per gestire la classe (cioè per "governarla") è passare i 5 a 6 e imporre una riduzione "progressiva" agli studenti più bravi, onde evitare che prendano 10 e si montino la testolina.

  • Anonimo scrive:
    16 febbraio 2015 18:33

    Ok dare contro a bagnai (di cui anch'io riconosco alcuni limiti) ma citare piketty è assurdo.
    Si tratta di un personaggio parecchio ambiguo osannato dalla grancassa mediatica e che ha un'impostazione neoclassica ed è quindi tutt'altro che antiliberista e keynesiano.
    Resto perplesso.

  • Luca Tonelli scrive:
    16 febbraio 2015 18:47

    posso fare un'obiezione?

    a cui mi piacerebbe ricevere una risposta pratica.

    se i patrimoni sono diventati risparmio che non viene speso....

    qual è la differenza pratica fra emettere nuova moneta o rastrellarla tramite patrimoniali?

    perchè se, come credo di aver capito, l'effetto sulle risorse a disposizione per investimenti è lo stesso...e se poi si possono mettere in moto investimenti diretti ai più deboli....perchè inimicarsi parte del blocco sociale volendo per forza issare la bandiera della patrimoniale?

    l'Italia è un paese dove la prorpietà di prima e seconda casa è ancora diffusissima. una posizione di questo tipo rischia di essere più settaria che fonte di unione ora.

    poi sul principio sono d'accordo ci mancherebbe.

    vorrei capire che, se stiamo solo discutendo su quanta moneta stampare (sulla Flat tax neanche ne parlo perchè avete detto tutto ed è cristallina la realtà) per far fronte a mancate entrate da mancata patrimoniale....mi sembra uno di quei problemi che uno stato a sovranità monetaria può relegare a secondari.

    sbaglio?

  • Vincenzo Spallino scrive:
    16 febbraio 2015 19:18

    Mi dispiace veramente molto non è la prima volta che leggo attacchi pesanti sul prof. Bagnai la invito a leggere il suo ultimo libro "l'Italia può farcela" dove denuncia chiaramente senza se e senza ma le cause della situazione attuale analisi lucida e supportata da molti studi di econometria in effetti sa quello che voi scrivete in questo blog siete praticamente sulla stessa medesima lunghezza d'onda dite i stessi concetti ma con parole diverse allora mi chiedo perché farsi la guerra? ? Solo per poter emergere come capetti di un minuscolo esercito che al dunque non andrà da nessuna parte? Chi volesse veramente il bene del popolo italiano farebbe la buona battaglia per riacquistare la sovranità monetaria abbandonando le politiche economiche neoliberiste e reintroducendo quelle Keynesiane. ..

  • Lorenzo scrive:
    16 febbraio 2015 20:13

    Io capisco poco di economia ma mi sembrano attacchi un po' gratuiti. Bagnai chiarisce che il suo fine è eliminare l'oppressione che grava sulla piccola borghesia. Se ne dedurrebbe che vorrebbe supertassare i redditi molto elevati e le pensioni d'oro, un obbiettivo che tutti condividiamo. E che si proponga di ridurre la pressione sul patrimonio perché consapevole che i ricchi se ne sottraggono a prescindere e quindi essa grava interamente sui piccoli e mediopiccoli risparmiatori. Senza escludere che una volta distrutta la libertà di movimento indiscriminato dei capitali (e della forza lavoro aggiungo io) si possa tornare a tassare seriamente i grandi capitali.

    Tassazione del reddito e dei capitali sono strumenti paralleli. Tutto dipende su chi e quanto viene tassato.

    Oppure Bagnai (che non conosco) dice cose diverse? La mia è solo l'opinione di un profano.

  • Giovanni scrive:
    16 febbraio 2015 20:19

    "Senza la tassazione si avrebbe un problema di crescita nominale della massa monetaria che, già nel medio periodo, produrrebbe problemi."

    Proprio su questo punto, secondo me, occorrerebbe una maggiore chiarezza tecnica (e divulgativa) da parte di qualcuno competente al riguardo. Anche perché penso che molta confusione sia stata fatta (in completa buona fede da parte dei più) dalla divulgazione della MMT che spesso appare come il mito della cornucopia, invece io penso che le cose siano più complicate ma non sono sufficientemente competente.

    Chi dice che le due cose (meno tasse per tutti, anche per i ricchi, e politiche di piena occupazione) sono entrambe possibili secondo me o è ingenuo o ha un altro scopo, ovvero fregarti stabilendo delle priorità di azione che ti faranno pagare il prezzo dello smantellamento dell'eurozona.

  • Vincenzo Spallino scrive:
    16 febbraio 2015 20:24

    Lo stato tassa i cittadini per obbligarli ad usare la moneta che egli conia cosicché incassa il reddito da signoraggio quando avevamo la lira notoriamente le banconote ritirate dalle banche finivano nell'inceneritore quindi riassumendo lo stato a sovranità monetaria può stampare tutta la moneta di cui abbisogna.... tenendo un principio di attenzione alla massa monetaria uguale ai beni e servizi che il paese produce l'inflazione nonsi manifesta essendo essa una leva in mano alla banca centrale che potrebbe ad esempio la svalutarla per rendere i nostri prodotti più competitivi.....bisogna inoltre non confondere la svalutazione con l'inflazione semplice come l'acqua... bisogna sapere che dal 1944 alla conferenza internazionale di Breton Woods fù proprio John Maynard Keynes a chiedere l'abolizione del Gold standard quindi per stampare moneta non c'è più bisogno di inverarla con un deposito di oro.......

  • Vincenzo Spallino scrive:
    16 febbraio 2015 20:38

    Ad obbligarli ad usare la moneta che egli conia cosicché incassa il reddito da signoraggio quando avevamo la lira notoriamente le banconote ritirate dalle banche finivano nell'inceneritore quindi riassumendo lo stato a sovranità monetaria può stampare tutta la moneta che vuole ......La banca centrale può fare delle scelte dettate dalla politica quali ad esempio il QE cioè immettendo nel paese più M3 cioè Massa monetaria nel qual caso avremmo inflazione della moneta oppure svalutarla per rendere più competitivi i prodotti nazionali da vendere all'estero di norma per non avere problemi di svalutazioni le banche centrali regolano l'emissione di moneta con il principio dei beni e servizi prodotti dalla nazione ......

  • Peter Yanez scrive:
    16 febbraio 2015 23:49

    Bagnai ? Fino a qualche mese si presentava come il paladino dei lavoratori, oggi ha un blog sul giornale di Berlusconi ed è diventato il paladino della classe media.

    Bagnai si spaccia per un "intellettuale” di “sinistra”, in realtà è solo un econometrista alla ricerca spasmodica del suo quarto d'ora di celebrità.

  • Ippolito Grimaldi scrive:
    17 febbraio 2015 00:15

    Grazie Vincenzo, se ho capito bene le tasse servono a dare valore alla moneta.

  • Ippolito Grimaldi scrive:
    17 febbraio 2015 00:23

    Scusa Fiorenzo, redistribuzione de che? Se tutti vengono tassati chi sono quelli a cui si ridistribuisce? Mi sembra la barzelletta di Grillo su Martelli in Cina. Se per redistribuzione intendi la fruizione più agevolata o gratutia di beni e servizi pubblici a favore delle persone economicamente più povere, allora ritorniamo alla barzelletta che le tasse servono a pagare i servizi pubblici.

  • Anonimo scrive:
    17 febbraio 2015 02:49

    Invece di fare la guerra tra "poveri"
    basterebbe far pagare alla BANKE le tasse sulla massa monetaria creata dal nulla e occultata.
    Sono 2000 miliardi di euro OGNI ANNO.
    Se ci fosse una tassazione del 30% ci sarebbero 600 miliardi di euro OGNI ANNO.

    Bagnai e compagnia si guardano bene dal nominare le banke neanche per sbaglio.
    Il che è sufficiente a far capire da quale parte stia/no.

    S.vetrone

  • Guido Parchi scrive:
    17 febbraio 2015 09:57

    @Peter Yanez
    E certo che adesso Bagnai fa il difensore della classe media: perchè quelli "de sinistra", dopo essere stati determinanti nell'annientare la classe operaria italiana col globalismo eurista e liberista, ora stanno passando alla fase successiva. Distruggere quel che rimane della classe media con azioni folli e false tipo la patrimoniale "redistributiva": idea folle e falsa come quella di aver spacciato UE e Euro "baluardo dei popoli" contro la Ciiiiiinaaa.

  • Anonimo scrive:
    17 febbraio 2015 14:25

    Bagnai, come tanti altri economisti in cerca solo di un posto sl sole, semplicemente non racconta tutta la verità. Perché farlo gli precluderebbe la via verso la vanagloria.
    La verità è la scoperta dell'acqua calda : un sistema economico disegnato per il capitalismo finanziario.
    Tecnicamente le soluzioni sono banali.
    Politicamente sono quasi impossibili.
    Bisogna mettersi contro i BANKIERI.
    Che controllano praticamente tutto e tutti.
    Naturalmente è la mia valutazione in base agli studi di vari evonomisti.

    Se vuoi realmente caipre come funziona un ciclo economico ti consiglio di ascoltare e leggere il pensiero del prof. Nando Ioppolo.
    S.vetrone

  • Anonimo scrive:
    17 febbraio 2015 14:46

    In effetti ultimamente sono andato a qualche riunione di PRC e posso confermare che sono un ammasso di semi babbei.
    Capiscono abbastanza le cose ma non hanno uno straccio di idea su cosa fare e alla fine cercano sempre la soluzione di ripiego.
    Inutili per di più un tantino presuntuosetti.
    Ora se la Grecia esce dall'euro li voglio vedere che diavolo combinano.

    Un importantissimo dirigente di PRC mi ha detto che se la Grecia esce dall'euro Podemos perderà in Spagna.
    Io gli ho detto che sarebbe successo il contrario.
    Forse potremo verificare fra non molto.

  • William Wilson scrive:
    17 febbraio 2015 18:23

    COS'E' LA CLASSE MEDIA E COS'E' LA CLASSE OPERAIA?

    Questo è un dubbio che pochi si pongono, ma eppure dati i tempi che corrono è un quesito che non dovrebbe essere trascurato.
    Spesso per classe media in Italia vengono classificate le più sparute categorie, da tassisti agli artigiani, dai micro-imprenditori ai lavoratori autonomi, eppure, se andiamo all'estero la maggior parte di questi soggetti vengono ritenuti come membri effettivi della "Working class".
    Mi viene in mente quel passo de "La Fattoria degli Animali" in cui il vecchio maggiore chiese al bestiame che lo ascoltava "compagni. Ma i selvatici sono compagni o non lo sono?"
    Nel racconto gli animali votarono sì, ma quella era una favola, nella realtà come ci vogliamo comportare?

  • Ippolito Grimaldi scrive:
    17 febbraio 2015 19:14

    Sono pienamente d' accordo, aggiungo che quello che molti si rifiutano di vedere è un futuro che sarà caratterizzato dalla rinascita di un neoproletariato in cui saranno ricacciati anche quelli che credono di appartenere alla classe media.

  • Guido Parchi scrive:
    17 febbraio 2015 21:00

    i miei due cent:
    CLASSE OPERAIA:chiunque abbia bisogno di lavorare per vivere E in caso di mancanza di reddito, abbia un'autonomia economica non superiore ai sei mesi max un anno (poi rimane senza neppure i soldi per la bolletta della luce).
    CLASSE MEDIA: chiunque, per qualsiasi motivo, oltre che al proprio reddito contingente (solitamente più che discreto) possa contare su altre forme di sostegno personale (patrimoni, fidi, risparmi, concessione mutui etc) che lo mettano abbastanza al riparo da difficoltà anche serie e/o che lo aiutino nel processo di ulteriore arricchimento personale ove perseguito, (quasi sempre con grande sacrificio checchè se ne dica).
    Quelli che certa sinistra vorrebbe tassare con una bella patrimoniale in modo da renderli di botto CLASSE OPERAIA ope legis. Socialismo reale 2.0 insomma...

  • Anonimo scrive:
    18 febbraio 2015 03:49

    Infatti il percorso della rivoluzione dovrebbe cominciare dalla presa di coscienza della classe media che il suo ruolo di cuscinetto fra i dominanti e i lavoratori sta per essere cancellato ossia i dominanti non hanno piû bisogno di una classe media come è stata fino adesso.
    Questo significa in un senso piû ampio che la classe media verrà privata delle basi materiali sulle quali si costruisce una soggettività politica forte; detto terra terra, je leveranno li sordi.

    Se la classe media si rendesse conto di questo e capisse che la sua unica strada è quella di rivolgersi al popolo promettendo in sostanza una socialdemocrazia compiuta i rapporti di forza politici si ribalterebbero e finalmente sarebbe davvero possibile una lotta contro le oligarchie.

    Questo è il primo ineludibile passo e bisognerebbe prenderne atto sia da parte della classe media che dei lavoratori; realizzato questo passaggio quello successivo della presa di coscienza dei lavoratori che porterà alla vera uguaglianza e al superamento della competitività a favore della solidarietà avverrà senza traumi.

    MGP

  • Fiorenzo Fraioli scrive:
    18 febbraio 2015 10:24

    Infatti la tassazione deve essere diversificata in base al reddito e alle categorie di beni, servizi e soggetti fiscali. Come in effetti è.

  • Guido Parchi scrive:
    18 febbraio 2015 11:51

    E direi di più: non solo "je leveranno li sordi", ma vogliono togliere il VERO e UNICO strumento di potere politico in mano ai "piccoli", ovvero LA PROPRIETA' DIFFUSA DEI MEZZI DI PRODUZIONE, l'unica proprietà che, avendo forti implicazioni sociali (dà lavoro e comunque plasma la società), fornisce effettivo potere contrattuale "politico". Tutta questa smania di legislazione sovranazionale pro-multinazionali, pro-megacapitali e tutta questa decimazione delle piccole - medie imprese (che guarda caso, quasi sempre vivono di domanda interna, scientemente distrutta)ha esclusivamente questo scopo. Quando poi saremo TUTTI dipendenti, LORO e i loro maggiordomi burocrati globali non avranno più ostacoli. E c'è chi pensa che il problema maggiore sia la corruzzione e l'evasione... puah

  • Anonimo scrive:
    18 febbraio 2015 12:56

    Guido

    Certo, il nodo è proprio quel residuo di proprietà diffusa dei mezzi di produzione.
    È precisamente quello il fattore materiale che potenzialmente consentirebbe alla classe media di diventare una soggettività politica forte realmente alternativa alle oligarchie.
    Mo' fajelo capi'...e fajelo capi' a li lavoratori che non devono mettese a litiga' co li medi perché è proprio quello che vuole l'oligarchia...ma i lavoratori si fanno le pippe con la coscienza di classe e la media borghesia se le fa con l'iniziativa privata e con lo Stato che li massacra di tasse...e intanto la banana oligarchica si fa vigorosamente strada...

    MGP

  • Anonimo scrive:
    18 febbraio 2015 20:24

    UOMO MEDIO
    Scusa MGP ma il medio (tipo io) che si fa le pippe con lo stato che lo massacra ne ha ben donde. Non so se tu lavori, ma io francamente mi sono rotto di essere tassato a sangue. Che poi le tasse invece di mantenere l'impiegato statale che non fa niente mantengono i banchieri, poco mi cambia, per me uguali sono.

  • Ippolito Grimaldi scrive:
    19 febbraio 2015 01:53

    Si, ma cosa redistribuisci, come e a chi?

  • Marco Giannini scrive:
    11 marzo 2015 01:58

    1)Bagnai le ha prese da Boldrin e non perchè il secondo lo abbia messo ko sull'economia ma semplicemente perchè l'altro menava e Bagnai le prendeva perchè gli piace fare il cavaliere leale nella singolar tenzone mentre l'altro lo mena...è un modo egocentrico pure quello.
    2)Salvini è il capo,Borghi è coerente con il neoliberismo gattopardesco, la macchietta è sempre Bagnai che sta lì a fare il vice del vice rinnegando se stesso in attesa della poltrona da politico.
    3)La flat tax? Bagnai dice "non capisco questo innamoramento di Borghi verso la Flattax" COME NON LO CAPISCI? E' NEOLIBERISMO SFRENATO E TI LIMITI A QUESTA CRITICHINA facedo finta di non capire che sei finito con quelli che dovresti combattere economicamente?????FAI PURE BAGNAI SCELTA TUA ESSERE IL VICE DEL VICE E LA MACCHIETTA...

  • Marco Giannini scrive:
    11 marzo 2015 18:07

    Non sapevo che 2 milioni di euro fosse un "piccolo patrimonio".....ma sono solo io il morto di fame allora.....
    La verità è che in questo paese le tasse non le vuol pagare nessuno per creare coesoine sociale....
    spero un giorno di abitare in Danimarca e vedere sto paese in miseria.....

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