martedì 8 novembre 2016

IL RITORNO DELLE SS di Alberto Bagnai

[ 8 novembre ]

Al netto della veemenza e dello stile "politicamente scorretto", questo attacco alla "sinistra" di governo ed alla "sinistra critica", getta sul tavolo le questioni cruciali. Difficile perdonare a Bagnai l'omertà sul fatto che, per quanto confinata in un ghetto, una sinistra no euro c'è. Non ci facciamo tuttavia ingannare dal fumo, ci interessa l'arrosto.

La situazione del nostro paese non è semplice, e questo lo vediamo tutti. I motivi sono tanti, e qui ce n'è una lista esauriente. Volendo però "prioritizzare", credo che una chiave di lettura efficace ce la fornisca niente meno che la quarta carica dello Stato, Bruno Vespa, che nel suo ultimo libro pare si chieda: "Siamo italiani, siamo bravi. Perché non reagire?". Consiglio di leggere attentamente, e a seguire fornisco la mia risposta: non riusciamo a reagire perché siamo stati occupati dalle SS.

No, aspettate, non vorrei ci fosse un equivoco! Non sto parlando di quei buontemponi dalle divise impeccabili che arrivavano cavalcando rombanti moto con sidecar per commettere con la proverbiale efficienza germanica le efferatezze figlie (oggi ci dicono) del nazionalismobrutto. Le Schutz-staffeln non ci sono più, e, se ci fossero, sarebbero per noi meno distruttive delle nuove SS: le Sinistre Subalterne.

Salto l'ovvia premessa, che, oltre a non essere originale, credo sia familiare e condivisa dai lettori di questo blog e di Orizzonte48: il maggioritario, come mi pare avessero chiaritoex ante tanti politologi (ma io non sono un politologo, quindi non vi saprei dare un riferimento), è un modo per costringere gli elettori a scegliere fra due destre. Qui ci occupiamo della destra che fa finta di essere una sinistra, e che quindi, come ho chiarito fin dal mio primo intervento nel dibattito, e come è del resto piuttosto scontato, è quella che viene regolarmente incaricata di fare il lavoro sporco per il capitale. Ma attenzione: se il problema fosse che il maggioritario serve al capitale per canalizzare il dissenso verso una falsa alternativa, prevenendo la formazione di spazi politici alternativi, forse la soluzione sarebbe relativamente facile. Alla fine, la gente vota anche un po' col portafogli!

Solo che, vedete, se è il male che vince, e il bene che perde, è anche perché il male è piuttosto scaltro. In particolare, qui da noi questa scaltrezza si manifesta col fatto che di sinistre ce ne sono due: non c'è solo quella dei macellai dal grembiule rosa (impersonata dal compagno Renzi del jobs act, che poi è il compagno - di merende - del compagno Hollande della loi travail e del compagno Schroeder delle riforme Hartz). Alla sinistra di governo (che è una destra) si associa una sinistra "critica" (che non è una sinistra), accomunate entrambe da una caratteristica che non dovrebbe essere "di sinistra": la subalternità (al capitale).


Il motivo per il quale non reagiamo, come Vespa (giustamente) chiederebbe che facessimo, è perché siamo stati occupati dalle SS, le Sinistre Subalterne. Per dirla in modo più aulico: quella parte dello spettro politico che non si identifica con partiti conservatori (i quali, per definizione, non vogliono "reagire": vogliono lasciare le cose come stanno, conservarle), è occupata da partiti che obbediscono, in modo diverso ma ugualmente distruttivo, alle logiche più miopi del grande capitale.

Lo ripeto: sinistra "di governo" e sinistra "critica" sono entrambe subalterne, ma in modi diversi e con conseguenze diverse. In particolare, se la subalternità della sinistra di governo è più facile da smascherare e da combattere (quindi, potenzialmente, meno esiziale per quanto riguarda la possibilità di articolare un discorso di opposizione al sistema), la subalternità della sinistra critica è quella che effettivamente paralizza in questo momento qualsiasi capacità di reazione del paese.

Vediamo allora come si manifestano, queste due subalternità.

Quella della sinistra di governo, credo lo abbiate constatato tutti, si manifesta nell'idea che occorre piegarsi ai voleri di entità sovranazionali, in modo da acquisire la reputazione di paese disciplinato nell'osservare le regole, perché questo consentirà, in un indefinito futuro, di sedersi a un ipotetico tavolo di un fantomatico negoziato avendo una evanescente credibilità che consentirà di difendere con una improbabile risolutezza delle imprecise rivendicazioni.

Insomma, sarebbe il calendismo, dal nome del figlio d'arte: quello che vuole rispettare le regole per cambiarle. In realtà, chi vuole rispettare le regole lo fa perché vuole rispettarle, e vuole rispettarle perché, come sappiamo benissimo qui, avendo letto Featherstone, la medicina amara che le regole impongono va bene a lui per primo, dato che il risultato di queste regole è sempre e comunque una ridistribuzione del reddito dal basso verso l'alto, cioè verso gli strati sociali dove, comme par hasard, si trova chi queste regole vuole imporci. Faccio notare che il simpatico Calenda, pur avendo dato una veste piacevolmente dadaista a questa filosofia politica, non se l'è certo inventata: in fondo, l'idea di soggiacere a regole esterne, deprecandole, non è altro che il "paradosso della debolezza", teorizzato a metà anni '90 da Edgar Grande:

Insomma: nel balletto fra Padoan e Moscovici, tanto per capirci, si percepisce immediatamente che i due stanno dalla stessa parte, e che quella parte non è la nostra, ma (legittimamente) la loro!

Ora, questa subalternità è relativamente facile da smascherare. La letteratura scientifica l'ha teorizzata 20 anni or sono, come pezzo importante della strategia complessiva di espropriazione della democrazia, quella strategia che consisteva nell'attribuire ad organismi "al riparo del processo elettorale" la responsabilità di decisioni classiste e contrarie agli interessi della maggioranza. Inoltre, si dovrebbe capire (se si fosse di sinistra) che esistono i rapporti di forza, e che il piegarsi a chi ci vuole sottomettere non è il modo migliore di gestirli. Non lo è in generale, e non lo è riguardo alla Germania,dominus di queste regole, con la quale, come ci ha chiarito tanto bene Flassbeck(economista tedesco) semplicemente non si tratta. Si va lì, e si dice: "noi faremo così, e ti suggeriamo di cooperare". Non è possibile che un paese come il nostro, che ha una configurazione di fondamentali tutto sommato favorevole (surplus primario di bilancio statale, surplus di partite correnti, rischio da redominazione basso o addirittura, secondo stime recenti, inesistente), e che al contempo, se uscisse, farebbe saltare il banco, non usi questo potere negoziale.

O meglio: non sarebbe possibile, se chi ci governa non fosse convinto della bontà dell'agenda che ci viene imposta, perché da questa agenda trae vantaggi in termini di classe (spostamento della distribuzione del reddito a favore del capitale) e personali (Padoan che vuole andare a Bruxelles e Calenda che vuole tornarci, ad esempio).

Insomma: la sinistra di governo è subalterna perché persegue una politica di destra volendolo fare, e naturalmente facendo finta di non farlo, salvo attribuire all'"Europa" la responsabilità della marachella, quando viene scoperta!

Ma anche la sinistra critica è subalterna, perché si lascia dettare l'agenda politica dalla destra.


Il meccanismo, in questo caso, è diverso, ma il risultato è analogo. Il fatto è che, come D'Attorre ha onestamente ed efficacemente riconosciuto sul Fatto Quotidiano, la cosiddetta "sinistra" ha sostenuto per anni un progetto che di sinistra non era: l'euro. Lui la butta sul costituzionale, e fa benissimo: sono argomenti fondati. Ma qualsiasi economista "critico" dovrebbe porsi la domanda che ho posto ieri ai miei colleghi qui a Manchester: come avete potuto credere che fosse "di sinistra" un progetto che affida le proprie speranze di salvezza alle virtù riequilibratrici della mobilità dei fattori di produzione, cioè del capitale (Maastricht) e del lavoro (Schengen)? Credere che facilitando il gioco delle forze di mercato tutto vada a posto vi sembra di sinistra?

In effetti, non lo è, e il problema della sinistra critica è che sa di aver propugnato politiche neoliberiste, e se ne vergogna (forse anche perché ci ha guadagnato di meno di quanto ci abbiano guadagnato, a livello di classe e personale, gli esponenti della sinistra di governo): di conseguenza, vive una fase adolescenziale nella quale, come ogni adolescente (er Palla docet), deve costruirsi un'identità attraverso la negazione. Insomma: questa sinistra che per decenni è stata ottusamente, meschinamente e autolesionisticamente fascista oggi deve affermare non tanto il proprio essere "sinistra" (quindi patria di proposte critiche e consapevoli a difesa delle classi lavoratrici - da definire in modo coerente con la realtà attuale), quando, in modo disperato, grottesco, caricaturale, il proprio non essere "destra".

Invece di intraprendere una strada di riflessione seria, che oggi tanti testi potrebbero favorire, questa "sinistra" prende una strada più semplice, ma di più sicura presa su un elettorato che, pur percependo il tradimento ed essendo schiacciato dai suoi risultati, non riesce a spogliarsi dalla logica dell'appartenenza: semplicemente, negare che i problemi sollevati dal nemico di turno siano rilevanti.

Salvini dice che l'euro è un problema? E allora l'euro non è un problema. Salvini dice che l'immigrazione è un problema? E allora l'immigrazione (e la migrazione interna, da non dimenticare mai) non sono problemi.

E via così, con tutti i simpatici corollari: Bagnai ha parlato con Salvini? Allora non è di sinistra. Bagnai è amico di Borghi? Allora io non ci parlo.

Ora, partendo dalla fine: a me di non parlare con quattro coglioni scappati di casa potrebbe anche non interessarmi molto. Qui parlo con Marc Lavoie, con Malcolm Sawyer, con Tony Thirlwall, ecc. Non ho certo bisogno di trarre legittimazione né stimoli intellettuali dal dialogo con dei cretini. Il punto quindi non è questo e non è mai, per quanto mi riguarda, personale. Tutti i punti che sollevo sono sempre e solo politici, e se sembrano personali è solo perché, per motivi che non capisco, in Italia questo blog e la mia persona sono stati finora il dibattito sull'euro. Dato, questo, paradossale, perché, come vi ho sempre detto, le idee che ho portato in questo dibattito per lo più non sono mie, e tante persone, incluse quelle che oggi ragliano oscene imprecisioni dalle colonne di giornali eccessivamente compiacenti, avevano capito prima e meglio di me dove andasse a parare il progetto.

Il problema politico è evidente: se tu ti rifiuti di considerare come problematici dei temi che sono portati nel dibattito politico dal personaggio che hai eletto come nemico di riferimento per ricostruirti una identità, di fatto lasci che sia questo personaggio a definire (se pure in negativo) il tuo programma politico.

Ora, bisognerebbe capire una cosa, che, mi rendo conto, è difficile da capire per chi ha operato per tanti decenni nel perimetro ristretto della logica dell'appartenenza. Esattamente come gli elettori non sono "i nostri elettori", i problemi non sono "i nostri problemi". I problemi (la deflazione salariale imposta dall'euro, la gestione della migrazione funzionale a questo progetto di deflazione) sono di chi ne soffre, e chi ne soffre sono gli strati sociali più bassi (inclusi commercianti, professionisti, piccoli imprenditori manifatturieri e dei servizi non finanziari, coltivatori diretti, ecc.). Se vuoi essere di sinistra, devi risolvere i problemi di queste persone, che non sono risolvibili se non attraverso una ridefinizione complessiva del rapporto dell'Italia con l'agenda neoliberista europea (euro compreso, per i motivi spiegati sopra, ovvero perché l'integrazione finanziaria attribuisce al capitale un devisivo vantaggio sul lavoro, come ho spiegato con dovizia di dettagli il primo maggio scorso). Questa sinistra che non capisce che facendo favori al capitale non si fanno favori al lavoro dà un pessimo spettacolo di sé, e induce ai peggiori sospetti.

Associata all'idea che "non bisogna parlare di euro o di migrazione perché questi sono i temi di Salvini" (e non dei poveracci che ne soffrono) è anche l'idea che "noi dobbiamo ricominciare a parlare al nostro popolo" (espressa larvatamente da D'Attorre). Un'ottima idea, che incontra però due ostacoli: il primo è che è difficile rivolgersi a persone la cui vita è devastata da un problema, partendo dalla negazione della rilevanza di quel problema "perché è un tema di Salvini" (o "delle destre nazionaliste populiste xenofobe che fanno piangere la madonnina di Berlaymont"). Il secondo è che se i tuoi numeri sono il 5%, non fosse che per un fatto di aritmetica, devi attrezzarti per parlare anche agli elettori degli altri, e possibilmente per toglierglieli.

Non entro qui in un discorso più ampio, che ovviamente non sarebbe compreso: la patria è in pericolo (sì, lo dico apposta in un modo tale che i coglioni non possano capirlo: ma io non sono un politico...), e quindi occorrerebbe rivolgersi agli italiani, anziché al "nostro popolo" (fra l'altro, presupponendolo in tal modo etnicamente superiore agli altri popoli della penisola, e questo nel momento stesso in cui ci si scaglia contro il razzismo xenofobo!). Se ci fate caso, Bruno Vespa lo fa (da persona intelligente): si rivolge atli italiani, e questo è solo uno degli innumerevoli esempi di come la sinistra adolescenzialmente subalterna si lasci sorpassare a sinistra dalla destra (Vespa non credo possa essere visto come un pericoloso rivoluzionario: ma è, lo ripeto, una persona intelligente).

Supponiamo di non voler entrare quindi in un discorso di interesse nazionale (ma perché poi non farlo?). In ogni caso, il problema è che se dal 5% vuoi passare al 10%, e poi al 20%, e non hai dietro i capitali di qualche potenza politica o economica estera, come minimo devi cercare di allargare lo spettro del tuo consenso evitando di rivolgerti al tuo feudo. Ecco: proviamo a fare uno sforzo di immaginazione, proviamo a immaginare che in una democrazia rappresentativa gli elettori non siano i "tuoi" elettori (come nei romanzi russi le "anime" sono del proprietario terriero), ma siano una risorsa contendibile. A questo punto la domanda è: cerco di appropriarmene negando rilevanza ai loro problemi (perché sono "problemi della destra", in senso soggettivo), o cerco di capire che questi problemi sono oggettivamente frutto di una strategia capitalistica facilmente individuabile, e quindi elaboro una critica di questa strategia?

La sinistra critica subalterna non riesce a fare gli interessi della classi subalterne molto di più di quanto ci riesca la sinistra di governo subalterna, dalla quale però, almeno, non ci aspettiamo che voglia farlo.

Tornando quindi all'inizio, cioè alla domanda di Vespa: riusciremo a reagire quando la sinistra critica uscirà dalla fase adolescenziale, e invece di costruirsi un'identità "per negazione", il che la priva di qualsiasi spazio di reale proposta politica (perché i temi che affliggono le classi lavoratrici sono per troppo tempo stati lasciati alla destra, come avevo vanamente prefigurato nel 2011), si costruisca un'identità positiva, facendo proposte alternative che non siano "non ne parlo perché ne parla Salvini (ieri Berlusconi, domani chissà)", ma siano la costruzione di un modello di società più equo. Questa costruzione passa attraverso una consapevolezza che la sinistra critica non ha perché non vuole averla, e perché si è fatta scippare dalla destra i testi che la propongono. Non è stata una mossa molto intelligente, anche se forse alternative non ce ne erano. Il mea culpa di D'Attorre potrebbe essere il primo passo di un percorso diverso, di riscatto, quello che qui abbiamo chiesto fin da Eurodelitto ed eurocastigo. Alla fine, quattro anni dopo, ci siamo arrivati perché dovevamo arrivarci. Questo passo sarà efficace e indicherà un vero cambiamento di rotta solo se sarà seguito dalla scelta adulta di definire autonomamente (e non in negativo) i temi della propria proposta politica, partendo da una prassi che qui pratichiamo, ma che i partiti sembrano aver dimenticato: l'ascolto.

Solo definendo i problemi oggettivamente, strategicamente, rispetto a chi ne soffre, anziché soggettivamente, tatticamente, rispetto a chi li ha messi sul tavolo, una delle due sinistre (quella "di sinistra") riuscirà a liberarsi dalla sua subalternità. Se non lo farà, verrà fatalmente sorpassata a sinistra dalla sinistra "di destra". Il che, forse, ad alcuni potrebbe anche non sembrare un problema: non importa se il gatto è cremisi o scarlatto, basta che ci tiri fuori dalla trappola. E invece il problema credo ci sia: la mancanza di consapevolezza (che certi terroristi della sinistra "di sinistra" hanno finora attivamente fomentato) è il pericolo più grande che ci aspetta nella gestione del "dopo", come ci siamo già detti.

Speramo bene.


* Fonte: Goofynomics
Print Friendly and PDF

2 commenti:

  • Anonimo scrive:
    8 novembre 2016 11:48

    Un consiglio a Sollevazione.
    Tagliate il cordone ombelicale, salvate il vostro passato con qualche invenzione dialettica (ad esempio ottima quella di Marco Rizzo secondo il quale l'URSS nonostante il disastro in casa propria ha fatto nascere e stabilito da noi in occidente il concetto di "diritti dei lavoratori"... cosa che è verissima anche se ottenuta per via, diciamo così, un po' indiretta) e buttatevi in mezzo al popolo accogliendo anche ciò che di destra proviene dal e piace al popolo.

    Se non lo avete capito in mezzo al popolo oggi "sinistra" è una parolaccia.
    Parlate con l'idraulico, il fabbro, il piastrellista, il giardiniere, il tabaccaio, il barista e TROVATEMENE UNO SOLO CHE SAPPIA QUALCOSA DEL MARXISMO O CHE SI DICHIARI DI SINISTRA.

    Se però preferite perdere l'ennesima occasione che vi presenta la storia continuate così (perché lo sapete bene che tutta la sinistra - voi "molto" compresi - di occasioni perdute e imprese sballate di vario tipo tutte andate a finire male ne avete tante nel vostro curriculum)

  • Anonimo scrive:
    8 novembre 2016 22:15

    Bagnai ha pienamente ragione nel denunciare la falsa sinistra che impone le peggiori politiche sociali e neutralizza con la propria parvenza ideologica quella protesta di massa che un governo dichiaratamente di destra solleverebbe. C'è inoltre un secondo problema: i temi sui quali la falsa sinistra di governo e anche la sedicente sinistra critica cercano di caratterizzarsi ideologicamente come forze progressive appartengono tutt'al più al libertarismo e al radicalismo borghesi. Non c'è nessuna attenzione vera alle grandi questioni economiche e sociali se non a chiacchiere. Finché non si tornerà a lottare per trasformare le condizioni di lavoro, finché si continuerà a pensare che essere di sinistra significa avere come obiettivo prioritario di battersi per i diritti dei gay o di essere vegani o di lottare per i diritti degli animali o, peggio ancora, di accodarsi alle chiacchiere pseudo-solidaristiche di papa francesco, finché si continuerà così, non ci sarà mai una autentica sinistra che ripropone la questione cruciale del socialismo, del lavoro, dei rapporti di classe, della crisi economica, della guerra e della pace a livello internazionale.

Lettori fissi

Google+ Followers

Temi

Unione europea (668) euro (644) crisi (595) economia (471) sinistra (402) finanza (255) Movimento Popolare di Liberazione (237) sfascio politico (235) grecia (228) resistenza (217) elezioni (201) banche (191) internazionale (190) teoria politica (188) risveglio sociale (183) imperialismo (180) M5S (173) seconda repubblica (167) alternativa (165) Syriza (147) Tsipras (142) sovranità nazionale (141) Leonardo Mazzei (133) Matteo Renzi (119) Moreno Pasquinelli (112) antimperialismo (111) debito pubblico (102) marxismo (100) democrazia (98) sollevazione (97) PD (95) destra (93) Grillo (92) sovranità monetaria (92) berlusconismo (91) P101 (89) proletariato (88) costituzione (85) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) austerità (78) spagna (78) islam (75) Stati Uniti D'America (72) Mario Monti (71) Emiliano Brancaccio (69) neoliberismo (68) sindacato (67) filosofia (62) Germania (61) Libia (61) referendum costituzionale 2016 (60) bce (59) Francia (57) Stefano Fassina (57) capitalismo (57) guerra (57) Alberto Bagnai (56) Rivoluzione Democratica (56) capitalismo casinò (55) Movimento dei forconi (49) Podemos (49) rifondazione (48) socialismo (48) Alexis Tsipras (47) Medio oriente (47) fiat (47) Siria (46) bancocrazia (46) Nichi Vendola (45) populismo (44) renzismo (44) sinistra anti-nazionale (44) immigrazione (43) globalizzazione (42) inchiesta (42) referendum (42) Troika (41) Yanis Varoufakis (41) immigrati (41) solidarietà (41) astensionismo (39) campo antimperialista (39) geopolitica (39) piemme (39) Sergio Cesaratto (38) proteste operaie (38) sinistra sovranista (38) sovranità popolare (38) Lega Nord (36) brexit (36) moneta (36) Emmezeta (34) egitto (34) III. Forum internazionale no-euro (33) Pablo Iglesias (33) azione (33) liberismo (33) sionismo (33) uscita di sinistra dall'euro (33) Diego Fusaro (32) default (32) fiom (32) italicum (32) 9 dicembre (31) Russia (31) governo Renzi (31) palestina (31) programma 101 (31) unità anticapitalisa (31) Forum europeo 2016 (30) ISIS (30) Sel (30) cinque stelle (30) fiscal compact (30) Mario Draghi (29) Ucraina (29) legge elettorale (29) neofascismo (29) Israele (28) napolitano (28) Assemblea di Chianciano terme (27) Beppe Grillo (27) Fiorenzo Fraioli (27) menzogne di stato (27) Carlo Formenti (26) Merkel (26) Sicilia (26) Forum europeo (25) Lega (25) Matteo Salvini (25) xenofobia (25) Europa (24) immigrazione sostenibile (24) Luciano Barra Caracciolo (23) Manolo Monereo (23) ora-costituente (23) Karl Marx (22) silvio berlusconi (22) sovranismo (22) Chianciano Terme (21) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (21) Stato di diritto (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) islamofobia (21) Marcia della Dignità (20) Mimmo Porcaro (20) Quantitative easing (20) Simone Boemio (20) Ugo Boghetta (20) scuola (20) Giorgio Cremaschi (19) Nello de Bellis (19) Unità Popolare (19) finanziarizzazione (19) fronte popolare (19) Aldo Giannuli (18) Izquierda Unida (18) Tunisia (18) ecologia (18) iraq (18) repressione (18) Assisi (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Laikí Enótita (17) Lavoro (17) Mariano Ferro (17) Marine Le Pen (17) cina (17) etica (17) religione (17) uscita dall'euro (17) Costanzo Preve (16) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Nato (16) Regno Unito (16) keynes (16) pace (16) vendola (16) Donbass (15) International no euro forum (15) nazionalismi (15) razzismo (15) 15 ottobre (14) CLN (14) Donald Trump (14) Vincenzo Baldassarri (14) iran (14) nazione (14) obama (14) populismo di sinistra (14) storia (14) Luciano B. Caracciolo (13) MMT (13) Norberto Fragiacomo (13) Pier Carlo Padoan (13) Prc (13) acciaierie Terni (13) finanziaria (13) umbria (13) Chavez (12) Cremaschi (12) Ernesto Screpanti (12) Eurogruppo (12) Forum europeo 2015 (12) Front National (12) Jacques Sapir (12) Jobs act (12) Legge di stabilità (12) Marino Badiale (12) Negri (12) Roma (12) USA (12) coordinamento no-euro europeo (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Alfredo D'Attorre (11) Bersani (11) Enea Boria (11) Stato Islamico (11) Tonguessy (11) Turchia (11) Venezuela (11) Vladimiro Giacchè (11) complottismo (11) comunismo (11) decreto salva-banche (11) disoccupazione (11) emigrazione (11) salerno (11) Bagnai (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Gennaro Zezza (10) Hollande (10) Marco Mori (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Panagiotis Lafazanis (10) Renzi (10) Terni (10) ambiente (10) cattiva scuola (10) corruzione (10) decrescita (10) golpe (10) iniziative (10) internazionalismo (10) keynesismo (10) presidenzialismo (10) salari (10) unione bancaria (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Art. 18 (9) Esm (9) Fmi (9) Luigi Di Maio (9) Monte dei Paschi (9) Perugia (9) Portogallo (9) Putin (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wilhelm Langthaler (9) analisi politica (9) antifascismo (9) bail-in (9) ballottaggi (9) cultura (9) euro-germania (9) eurostop (9) islanda (9) istruzione (9) nucleare (9) scienza (9) tasse (9) Abu Bakr al-Baghdadi (8) Brancaccio (8) Bruno Amoroso (8) De Magistris (8) Diritti Sociali (8) Erdogan (8) Goracci (8) Ingroia (8) Mirafiori (8) Paolo Ferrero (8) Quirinale (8) Yanis Varoufakys (8) diritti civili (8) diritto (8) europeismo (8) grexit (8) internet (8) marxisti dell'Illinois (8) media (8) piano B (8) sciopero (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) svalutazione (8) unità anticapitalista (8) Argentina (7) Beppe De Santis (7) Bernie Sanders (7) CGIL (7) Daniela Di Marco (7) Def (7) Draghi (7) Enrico Grazzini (7) Forconi (7) ISIL (7) Ilva (7) Landini (7) MMT. Barnard (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Movimento pastori sardi (7) Nuit Debout (7) Salvini (7) Wolfgang Schaeuble (7) anarchismo (7) borsa (7) casa pound (7) catalogna (7) chiesa (7) de-globalizzazione (7) elezioni anticapte (7) eurocrack (7) incontri (7) indipendenza (7) lira (7) lotta di classe (7) nazismo (7) nuovo movimento politico (7) proteste (7) rivoluzione civile (7) sinistra Italiana (7) taranto (7) Ars (6) Articolo 18 (6) Bottega partigiana (6) Costas Lapavitsas (6) D'alema (6) Eugenio Scalfari (6) Frédéric Lordon (6) Gaza (6) Gran Bretagna (6) Jean-Luc Mélenchon (6) M.AR.S. (6) Michele Berti (6) No Renzi Day (6) ORA! (6) Oskar Lafontaine (6) Paolo Barnard (6) Paolo Savona (6) Pil italiano (6) Reddito di cittadinanza (6) Sapir (6) Stefano D'Andrea (6) Ttip (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) beni comuni (6) bipolarismo (6) deficit (6) derivati (6) elezioni anticipate (6) incontro internazionale (6) magistratura (6) no tav (6) ordoliberismo (6) piattaforma eurostop (6) povertà (6) terremoto (6) utero in affitto (6) Alternative für Deutschland (5) Anguita (5) Banca centrale europea (5) Campagna eurostop (5) Casaleggio (5) Contropiano (5) Dicotomia (5) Finlandia (5) Giancarlo D'Andrea (5) Il popolo de i Forconi (5) Kirchner (5) Marco Passarella (5) Massimo Bontempelli (5) Nino galloni (5) No Monti Day (5) No debito (5) Noi con Salvini (5) Papa Francesco (5) Parigi (5) Pcl (5) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (5) Sergio Mattarella (5) Stathis Kouvelakis (5) Stato (5) Val di Susa (5) afghanistan (5) appello (5) banche popolari (5) califfato (5) camusso (5) classi sociali (5) cosmo-internazionalismo (5) cosmopolitismo (5) debitocrazia (5) di Pietro (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni siciliane (5) elezioni. Lega (5) fisco (5) inflazione (5) jihadismo (5) laicismo (5) liberosambismo (5) necrologi (5) no-Ttip (5) nuovo soggetto politico (5) pomigliano (5) privatizzazioni (5) questione nazionale (5) tremonti (5) ALBA (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Aurelio Fabiani (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Città della Pieve (4) Claudio Borghi (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Corte costituzionale (4) Danilo Zolo (4) Diego Melegari (4) Dino Greco (4) Federalismo (4) Forza Italia (4) Frente civico (4) George Soros (4) Giulio Regeni (4) HAMAS (4) Hilary Clinton (4) Imu (4) Julio Anguita (4) Kke (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Lenin (4) Luciano Gallino (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) Marco Zanni (4) Morgan Stanley (4) Movimento 5 Stelle (4) Oscar Lafontaine (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Pisapia (4) Polonia (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (4) Teoria Monetaria Moderna (4) Titoli di stato (4) Tyssenkrupp (4) Varoufakis (4) Virginia Raggi (4) al-Sisi (4) anarchici (4) arancioni (4) brasile (4) carceri (4) cinema (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianismo (4) cuba (4) debitori (4) destra non euro (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) fratelli musulmani (4) governo (4) il manifesto (4) irisbus (4) legge di stabilità 2017 (4) liberalismo (4) patrimoniale (4) patriottismo (4) pensioni (4) porcellum (4) presidente della repubblica (4) rifugiati politici (4) rivolta (4) salvinismo (4) spending review (4) spesa pubblica (4) transizione al socialismo (4) truffa bancaria (4) wikidemocrazia (4) 19 ottobre (3) Alavanos (3) Alberto Negri (3) Alessandro Di Battista (3) Assad (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (3) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Danilo Calvani (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Dimitris Mitropoulos (3) Domenico Moro (3) Ernest Vardanean (3) Fabrizio Tringali (3) Fausto Bertinotti (3) Felice Floris (3) Filippo Abbate (3) Foligno (3) Francesco Salistrari (3) GIAPPONE (3) Genova (3) Giorgio Lunghini (3) Giuliana Nerla (3) Giulietto Chiesa (3) Giuseppe Pelazza (3) Gramsci (3) HELICOPTER MONEY (3) ISTAT (3) Incontro di Roma (3) JP Morgan (3) Jacques Nikonoff (3) Joseph Stiglitz (3) Karl Polany (3) L'Altra Europa con Tsipras (3) Leonardo Mazzzei (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) Luciano Canfora (3) Luciano Vasapollo (3) Maduro (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marco Mainardi (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Militant-blog (3) Milton Friedmann (3) Moldavia (3) Mosul (3) Nigel Farage (3) No e-45 autostrada (3) Npl (3) ONU (3) Panagiotis Sotiris (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Poroshenko (3) Prodi (3) Rete dei Comunisti (3) Rodoflo Monacelli (3) Romano Prodi (3) Ruggero Arenella (3) Samuele Mazzolini (3) Sarkozy (3) Sharing Economy (3) Six Pack (3) Stato di Polizia (3) Trump (3) USB (3) Ungheria (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) Viktor Orban (3) Vladimiro Giacché (3) Wolfgang Munchau (3) Yemen (3) agricoltura (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) alleanze (3) bankitalia (3) bollettino medico (3) crediti deteriorati (3) cristianesimo (3) deflazione salariale (3) demografia (3) diritti di cittadinanza (3) diritto d'asilo politico (3) dollaro (3) fascismo (3) ideologia (3) indignati (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) irlanda (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) manifestazione (3) massimo fini (3) maternità surrogata (3) migranti (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) partito (3) primarie (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) risparmio (3) sardegna (3) saviano (3) seminario (3) senato (3) sindacalismo di base (3) socialdemocrazia (3) sovrapproduzione (3) trasporto pubblico (3) trattati europei (3) violenza (3) wikileaks (3) xylella (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Albert Einstein (2) Alberto Montero (2) Alfiero Grandi (2) Alitalia (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Antonio Rinaldi (2) Atlante (2) Aventino (2) Baath (2) Bahrain (2) Bandiera rossa in movimento (2) Bergoglio (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) CUB (2) Carc (2) Cernobbio (2) Cgia Mestre (2) Chiavacci Alessandro (2) Cia (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (2) Der Spiegel (2) Diem25 (2) Don Giancarlo Formenton (2) Edoardo Biancalana (2) F.List (2) Fabio Frati (2) Fausto Sorini (2) Fidesz (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Francesco Giavazzi (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Fratelli d'Italia (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Gianni Ferrara (2) Giuseppe Mazzini (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Goofynomics (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hegel (2) Hitler (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italexit (2) Iugoslavia (2) Javier Couso Permuy (2) Jens Weidmann (2) Jeremy Corbyn (2) Juan Carlos Monedero (2) Juncker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Legge di Bilancio (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marcello Teti (2) Marchionne (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Volpi (2) Marocco (2) Massimo PIvetti (2) Michele fabiani (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) Nadia Garbellini (2) Olanda (2) Oriana Fallaci (2) Paola De Pin (2) Paolo Becchi (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) Pci (2) PdCI (2) Pdl (2) Pippo Civati (2) Pkk (2) Preve (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Riccardo Achilli (2) Riccardo Bellofiore (2) Rosanna Spadini (2) Rozzano (2) Salento (2) Salistrari (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stavros Mavroudeas (2) Stiglitz (2) Target 2 (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Piketty (2) Tltro (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Umberto Eco (2) Valerio Bruschini (2) Visco (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) austria (2) blocco sociale (2) burkini (2) califfaato (2) calunnia (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) confindustria (2) deflazione (2) diritto di cittadinanza (2) divorzio banca d'Italia Tesoro (2) donna (2) economia sociale di mercato (2) elezioni comunali 2015 (2) energia (2) ennahda (2) expo (2) export (2) facebook (2) fecondazione eterologa (2) gennaro Migliore (2) giovani (2) governicchio (2) guerra di civiltà (2) il fatto quotidiano (2) indignatos (2) industria italiana (2) isu sanguinis (2) italia (2) ius soli (2) la variante populista (2) legge del valore (2) libertà di pensiero (2) marina silva (2) mattarellum (2) mediterraneo (2) mercantislismo (2) mezzogiorno (2) minijobs. Germania (2) nazionalismo (2) nazionalizzazione (2) no expo (2) occidente (2) oligarchia (2) olocausto (2) paolo vinti (2) parti de gauche (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) petrolio (2) poste (2) proteste agricoltori (2) protezionismo (2) razionalismo (2) riformismo (2) risorgimento (2) sanità. spending review (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) sinistra critica (2) sme (2) social media (2) società (2) stagnazione secolare (2) statizzazione banche (2) stop or-me (2) takfir (2) tasso di cambio (2) tecnologie (2) terzo polo (2) tv (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) università (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 9 novembre 2013 (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) Africa (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alba Libica (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Alesina (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Alesina (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alessandro Visalli (1) Alex Zanotelli (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amoroso (1) Andalusia (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Angelo Panebianco (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Antonella Stirati (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Guarino (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Arabia saudita (1) Arditi (1) Arditi del Popolo (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Artini (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Augusto Graziani (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bcc (1) Belgio (1) Benigni (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Bloco de Esquerda. (1) Boikp Borisov (1) Bolivia (1) Bolkestein (1) Bossi (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Bruderle (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) CCF (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Fermenti (1) Carmine Pinto (1) Casini (1) Cassazione (1) Certificati di Credito Fiscale (1) Chantal Mouffe (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Claudio Maartini (1) Claus Offe (1) Colonialismo (1) Comitato antifascista russo-ucraiono (1) Concita De Gregorio (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Coordinamento Democrazia Costituzionale (1) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (1) Corea del Nord (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cuperlo (1) Dani Rodrik (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) De Bortoli (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Die Linke (1) Dimitris Christoulias (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Losurdo (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EDWARD SNOWDEN (1) EPAM (1) EReNSEP (1) Eco della rete (1) Ego della Rete (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Eleonora Forenza (1) Elinor Ostrom (1) Emilia-Romagna (1) Emmanuel Macron (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrico Rossi (1) Enzo Pennetta (1) Ernesto Galli Della Loggia (1) Ernesto Laclau (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Etiopia (1) Ettore Livini (1) Eugenio Scalgari (1) Eurasia (1) Eurispes (1) European Quantitative-easing Intermediated Program (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio Mini (1) Fabio Nobile (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Falluja (1) Favia (1) Federal reserve (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferdinando Pastore (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Fidel Castro (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Flat tax (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Forum Ambrosetti (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lamantia (1) Francesco Lenzi (1) Franco Venturini (1) Fratoianni (1) Frauke Petry (1) Freente Civico (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) Gentiloni (1) George Friedman (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bracci (1) Giacomo Russo Spena (1) Giacomo Vaciago (1) Giancarlo Cancelleri (1) Gig Economy (1) Gim cassano (1) Giorgio Gattei (1) Giovanni Gentile (1) Giovanni Lo Porto (1) Giuli Sapelli (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Girardi (1) Giulio Sapelli (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Angiuli (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Godley (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Grossi (1) Guido Lutrario (1) HSBC (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Hartz IV (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hezbollah (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Huffington Post (1) INPS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Indesit (1) Inigo Errejón (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) John Laughland (1) John Locke (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Joël Perichaud (1) Jugoslavia (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Junker (1) Kalergi (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Kruhman (1) Kurdistan (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Lelio Basso (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) LexitNetwork (1) Lidia Undiemi (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Loris Caruso (1) Luca Pagni (1) Lucca (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luka Mesec (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) MPL (1) Macchiavelli (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Revelli (1) Marco Santopadre (1) Margarita Olivera (1) Maria Elena Boschi (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marx (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimo D'Antoni (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Pasquinelli (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Michele Serra (1) Mihaly Kholtay (1) Milosevic (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Modern Money Theory (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Morya Longo (1) Moshe Ya’alon (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) Mélenchon (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Netanyahu (1) Nethanyahu (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omt (1) Onda d'Urto (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) PCE (1) PCdI (1) POSSIBILE (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palermo (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Papa (1) Pardem (1) Paremvasi (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Partito tedesco (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Perù (1) Piano di eradicazione degli ulivi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piemonte (1) Pier Paolo Pasolini (1) Piero Calamandrei (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Regioni autonome (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Risorgimento Socialista (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Martino (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rohani (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rosarno (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SInistra popolare (1) SPD (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Scenari Economici (1) Schengen (1) Schumpeter (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Sergio Starace (1) Severgnini (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Telecom (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Fazi (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tito Boeri (1) Tiziana Drago (1) Toni negri (1) Tonia Guerra (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Trichet (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ulrich Grillo (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) Xi Jinping (1) Ytzhac Yoram (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) accise (1) adozioni (1) agricoltura biologica (1) al Serraj (1) al-Fatah (1) alawismo (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) antropologia (1) apocalisse (1) aree valutarie ottimali (1) arresti (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) atac (1) ateismo (1) autogestione (1) automazione (1) ballarò (1) battisti (1) benessere (1) bilancia dei pagamenti (1) black block (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bonapartismo (1) bontempelli (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) casa (1) catastrofe italiana (1) censis (1) chiesa ortodossa (1) chokri belaid (1) clausole di salvaguardia (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) comuni (1) comunicazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) cretinate. (1) curdi (1) cybercombattenti (1) dabiq (1) david harvey (1) decescita (1) decrescita felice (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) denaro (1) deportazione economica (1) depressione (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) dissesto idrogeologico (1) domenico gallo (1) donne (1) dracma (1) due euro (1) economist (1) egolatria (1) enav (1) enel (1) enrico Corradini (1) esercito (1) estremismo (1) eurexit (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) finan (1) finaza (1) fincantieri (1) fine del lavoro (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) foibe (1) fondi avvoltoio (1) fondi sovrani (1) forza nuova (1) freelancing (1) frontiere (1) fuga dei capitali (1) gender (1) genere (1) giacobinismo (1) giornalismo (1) giusnaturalismo (1) gold standard (1) governabilità (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra valutaria (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) il pedante (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) independent contractor (1) indignados (1) individualismo (1) indulto (1) informatica (1) intervista (1) intimperialismo (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) libano (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) lula (1) madre surrogata (1) maghreb (1) maidan (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) megalamania (1) memoria (1) mercato (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) moneta fiscale (1) nascite (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) nobel (1) norvegia (1) occupy wall street (1) omosessualità (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) pacifismo (1) palmira (1) pareggio di bilancio (1) parlamento europeo (1) partiti (1) peronismo (1) personalismo (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piigs (1) politicamente corretto (1) polizia (1) poste italiane (1) precarietà (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) questione femminile (1) quinta internazionale (1) rai (1) rappresentanza (1) rete 28 Aprile (1) risve (1) riunioni regionali (1) rivoluzione socialista (1) robot killer (1) robotica (1) rublo (1) sanità (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) sciopero generale (1) seisàchtheia (1) senso comune (1) sfruttamento (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) sinistra anticapitalista (1) social forum (1) sondaggi (1) sondaggio demos (1) squatter (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) stress test (1) studenti (1) sud (1) suicidi (1) suicidi economici (1) svimez (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) teoloogia (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) tortura (1) transgender (1) trappola della liquidità (1) trasporto aereo (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uber (1) ulivi (1) ultimatum (1) uscita da sinistra (1) vademecum (1) valute (1) vattimo (1) volkswagen (1) wahabismo (1) web (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)