giovedì 11 gennaio 2018

LA LINEA AHMADINEJAD di F.f.

[ 11 gennaio 2017 ]

Volentieri pubblichiamo questo saggio apparso sul sito del Campo Antimperialista, che lo fa precedere da questa premessa:

«L’autore svolge un’accurata indagine sulla Repubblica Islamica dell’Iran, quindi sulla natura delle diverse fazioni che si combattono al suo interno, in particolare sulla fazione guidata da M. Ahmadinejad. Qual è la sua natura? L’autore ritiene corretta la definizione di “destra tradizionalista”, insistendo però sul suo peculiare carattere nazionalista grande-persiano. Riteniamo questa qualificazione, che non a caso è quella utilizzata dalla maggior parte degli analisti occidentali, parziale, insufficiente. Arduo, se non addirittura aleatorio, voler definire il pensiero di Ahamadinejad usando criteri tassonomici propri dell’Occidente moderno. Difficile perché diverse, e contraddittorie, le fonti spirituali e politiche a cui si abbevera l'ex-Presidente. Esse politicamente congiungono il terzomondismo antimperialista ad un egualitarismo plebeo e antimodernista, il tutto innestato su un misticismo religioso a forti tinte gnostiche ed escatologiche, per nulla estraneo all’Islam rosso di Ali Shariati. Il discorso si farebbe lungo, vi lasciamo alla lettura».



LA CRISI DEL KHOMEINISMO
Un nuovo corso è stato avviato….O raggiungeremo il nostro obiettivo o diventeremo martiri, feriti o dispersi in azione. Così accadrà…”. [1]
La linea Ahmadinejad, qualora volessimo accettare il criterio identificativo della struttura di potere vigente in Iran dato da osservatori internazionali (in Italia tale ermeneutica è stata in parte ripresa da Guolo e Negri), sarebbe la più influente rappresentante della destra Tradizionalista, in antitesi al blocco riformista. Il termine “tradizionalista”, in riferimento all’identità spirituale e popolare persiana, che non deve andar disperso nel processo “sovversivo” e nichilistico del globalismo tecnocratico, è quello che a mio avviso meglio identifica la visione della fazione Ahmadinejad-Mashaei.
Non si può comprendere però tale antagonismo interno se non alla luce del piano “denghista”, modernista e neo-capitalista oligopolistico imposto dal grande politico e mediatore iraniano, Rafsanjani (1934-2017).
Tehran 1979: i militari passano con Khomeini
Nel momento in cui si percepiva che l’originario verbo rivoluzionario khomeinista, in contemporanea con la tragica guerra Iran Iraq, aveva fallito il suo appuntamento storico, finalizzato alla “rivoluzione sciita internazionale” oltre i blocchi (né Est Comunista né Ovest Capitalista); nel momento in cui si vide tragicamente, con l’immensa tristezza dei pasdaran e dei soldati del fronte islamico iraniano, che gli sciiti iracheni preferivano continuar a combattere per il laico Ba’as iracheno e per la gloria nazionale, piuttosto che sollevarsi compatti nel devoto ricordo della “Battaglia di Kerbela” (680 d.C.) [2] ; solo allora, le varie frazioni del khomeinismo che si erano date tregua dal settembre 1980, iniziarono, dalla fine degli anni ’80, a darsi battaglia. Come l’originario bolscevismo
leninista, puntando a Berlino, finì la sua brevissima parabola storico-politica alle porte di Varsavia (estate 1920), così l’internazionalismo rivoluzionario dell’ imam Khomeini crollò inesorabilmente sui campi minati dell’Iraq, di nuovo invano bagnato dal sangue dei “martiri sciiti”.

La strategia khomeinista aveva infatti fatto dell’Iraq il centro politico e religioso dello Sciismo di stato; la non sollevazione su base religiosa delle masse sciite irachene sarà il grave impasse strategico della rivoluzione islamica. La visione dell’imam Khomeini basata sul “governo islamico” e la posizione occupata dal popolo in seno ad esso è effettivamente l’esatto contrario del “nazionalismo persiano”, che non avrebbe alcun carattere di specificità rispetto al nazionalismo panturchista o panarabo; l’ imam Khomeini aveva, infatti, sempre sostenuto che “il nostro movimento è islamico prima di essere iraniano” [3] ed in tal senso il cuore pulsante della Shia non poteva essere che l’Iraq arabo.
En passant: in questo contesto meriterebbe un’indagine accurata la politica seguita dall’Iran in Iraq dopo l’occupazione anglo-americana del 2003. Nota è la divisione del fronte shiita iracheno davanti agli occupanti, tra chi si è prestato al ruolo di gaulaiter e chi, come l’Esercito del Mahdi di Muqtada al-Sadr che invece la combatté, fino a sostenere la rivolta sunnita della primavera del 2004, e forse proprio per questo Muqtada venne osteggiato da Tehran e fatto sparire per anni dalla scena.
Lo gnosticismo khomeinista [4] trasformato in movimento islamico, rivoluzionario, mondiale, rimase quindi sconfitto sul fronte iracheno, non per le traversie militari, ma per l’impasse politico-strategico. L’attuale politica estera del blocco riformista, per quanto apparentemente continui tale linea khomeinista, in realtà essendo
Tehran 1979: anche i Mujahidin-i- khalq sfilano con le immagini
di Ali Shariati (a sinistra) e Khomieni
strategicamente succube del capitale occidentale, russo e cinese, viola apertamente il principio essenziale dell’islam rivoluzionario khomeinista.
Da quel momento, da quando lo spirito rivoluzionario della Repubblica islamica andò a sbattere contro  i sentimenti nazionalisti degli arabi (che dopo la fase del panarabismo anti-safavide trasmigreranno nel sunnismo radicale anti-shiita) inizieranno, nella grande ritirata strategica, a delinearsi nuovi fronti interni.
Due personalità emergeranno dalla successiva lotta politica ed economica di fazioni: Rafsanjani, il quale sull’esempio della Cina neo-capitalista e modernista di Deng, avrebbe voluto salvaguardare la sostanza politica e giuridica del regime islamico aprendo su tutta la linea al capitalismo mondiale ed al modernismo tecno-scientifico; Ahmadinejad, appunto, il quale, come sarà evidente nelle differenti fasi della presidenza poi esercitata dal Nostro, compirà, come più avanti si vedrà, una profonda svolta Tradizionalista, antimodernista (in senso dottrinario, non di metodo) ed una evidente rottura di paradigma con lo stesso khomeinismo ortodosso, alla luce della totalità storica e religiosa della Persia millenaria e della sua spiritualità.
Tehran, 8 marzo 1979, manifestazione delle donne nella rivoluzione
LA FASE NAZIONAL-POPOLARE
Ahmadinejad era infatti esponente dell’elite militare che si imponeva a Teheran durante gli anni di Khatami (1997-2005); quella elite militare comprendente buona parte dei pasdaran, dei bassiji, dei reduci del fronte e tutti coloro che ruotavano attorno alle varie corporazioni religiose del regime islamico. Tale fazione propagandava all’interno del regime la visione della necessaria opposizione “persiana”, nazional-popolare, alla fazione “cinese” riformista ed anche, seppur timidamente allora, ai khomeinisti di regime: l’oro nero era, a detta dei seguaci del futuro presidente Ahmadinejad, lo strumento politico-finanziario tramite il quale si rafforzava il ruolo dello Stato islamico come distributore di assistenza e sussidi, finendo però, tale prassi, per distanziare le esigenze e le necessità del popolo iraniano dai costumi e dalla poco morigerata prassi di vita dell’oligarchia capitalistico-statale dominante sul “paese reale”.
Ahmadinejad è stato un autentico figlio della rivoluzione, ma per la sua corrente la rivoluzione, prima di essere islamica, doveva essere persiana, autenticamente fedele al motto “Né Est né Ovest”. Il giovane patriota, allora ventitreenne, da autentico nazionalista persiano, fondò la “Società degli studenti islamici”, militò quindi nel “Takhime Vahdat” ( in persiano Rafforzare l’Unità) e, con altri fedeli si attivò così per l’occupazione dell’ambasciata sovietica [5]  nei giorni dell’autunno del ’79, mentre l’ala “nera” khomeinista [6], come visto anzitutto islamica e internazionale, portò a termine l’occupazione dell’ambasciata americana [7]. Egli fu poi un volontario – nelle forze speciali dei pasdaran – della guerra Iran Iraq, contraddistinguendosi ancora per patriottismo e spirito di servizio. Consacrerà la sua vita alla carriera politica nazionalista “grande persiana”, esclusivamente nel ricordo dei suoi amici e camerati caduti, dunque per una sorta di “sacro giuramento” nato di fronte alla morte comune incombente; va anche ricordato che la sua prima vittoria alle presidenziali (2005) non era affatto prevista dagli organismi della Repubblica islamica e da lì inizierà non una alleanza ma, come è diventato sempre più chiaro, un vero e proprio braccio di ferro, talvolta sottile, talvolta manifesto, con la sfera della Guida suprema.
Se è vero che l’Ayatollah Alì Khamenei tentò, in certi casi, di usare la destra neo-tradizionalista, anticapitalista, per bilanciare l’enorme influenza del blocco riformista rappresentato dal “fronte del 2 Khordad” (che andava dalla sinistra clericale islamica, agli occidentalisti, per finire alla destra pragmatica dello stesso Rafsanjani), è, d’altra parte, anche vero che il fronte costituito dal futuro presidente Ahmadinejad, “Abadgaran Isargan” (I sacrificati per la devota causa), composto da mutilati di guerra, veterani dei fronti, familiari dei caduti nella guerra Iran Iraq, era praticamente privo di sostegno ufficiale da parte del regime e si reggeva su libere offerte dei simpatizzanti.
Ahmadinejad a Beirut, ottobre 2010
Durante il ballottaggio presidenziale (2005), Rafsanjani- Ahmadinejad, tutto il fronte definito  superficialmente “ultraconservatore” dagli analisti occidentali (in realtà come già specificato, ultra-Tradizionalista) si schierava, contro la gran parte del clero “modernista” e ortodossamente khomeinista, con l’eccezione dell’ “ultradestra” religiosa, di regime, rappresentata dall’Ayatollah Mesbah Yazdi, a favore di Ahmadinejad, invitando a votarlo:    
"Certamente sosterremo con fermezza Mahmoud Ahmadinejad, un candidato che rappresenta il simbolo della giustizia e dell'onestà, nelle parole e nelle azioni e che onorerà i nostri doveri nazionali e religiosi, onorerà la millenaria Nazione dell’Iran, i nostri martiri e la nostra storia…". Questo fu il messaggio comune di tali confraternite e di tali sodalizi, pochi giorni prima del ballottaggio.
Appena eletto, Ahmadinejad dichiarerà, riferendosi ai martiri degli otto anni di guerra contro l’Iraq: “Non devono essere dimenticati. Il loro sangue non deve esser stato versato invano. Ciò che abbiamo oggi lo dobbiamo al loro sacrificio”. Eletto sindaco di Tehran (2003) aveva, in precedenza, lanciato la proposta – lasciata poi cadere per l’opposizione della Guida suprema – di seppellire un martire in ogni quartiere della capitale. Nei muri dei grattacieli della capitale iniziavano a comparire i murales rappresentanti i volti malinconici dei Caduti, con scritte religiose che commemoravano il loro martirio. Iniziava a farsi spazio un evidente principio di sacralizzazione della tradizione religiosa e politica specificamente persiana, che era del tutto estraneo al khomeinismo originario.
Cuba: gennaio 2012
TRE DISCORDIE
Alla luce della ormai conclusa presidenza Ahmadinejad si potrebbe dire, con un possibile tentativo di sguardo sintetico, che tre elementi opporranno il grande disegno di Ahmadinejad al “riformismo conservatore” (in tale orizzonte va inserita la stessa corrente della Guida suprema) degli organismi dominanti del regime.
1. Giustizia sociale
L’ex presidente ha, più volte, in recenti interventi pubblici post-presidenziali, puntato in modo sottile il dito contro la Guida suprema stessa accusandola, (a) di aver sabotato il suo sforzo strategico verso le fasce più umili ed indigenti della popolazione iraniana; di aver esercitato opposizione al Piano di sostegno popolare varato dal Governo Ahmadinejad (2010), che avrebbe enormemente ridotto le disuguaglianze sociali; (b) di aver sabotato la sua rimozione dei ministri corrotti, rimessi purtroppo al ministero dalla Guida suprema stessa, scavalcando così arbitrariamente la decisione dell’ex presidente; (c) di non aver appoggiato il piano di nazionalizzazione integrale del petrolio con una equa redistribuzione dei profitti basata sulla pratica di una avanzata etica sociale solidaristica e anticapitalistica; (d) di aver infine gonfiato artatamente l’inflazione interna per emarginare e mettere al muro la fazione Ahmadinejad, di contro l’unica risorsa interna per la sopravvivenza del regime, visto il consenso di cui godeva il partito “populista” nazionalista di Ahmadinejad tra la piccola borghesia iraniana, i rurali e le fasce più umili.
Nonostante tutto questo, la strategia nazionale “interna” di Ahmadinejad ha concretizzato la più alta politica di incentivi, per giovani coppie, diseredati, disoccupati, nella storia del regime islamico grazie al “Fondo per l’Amore dell’imam Reza” istituito per volontà dell’ex presidente come base di un autentico Stato sociale persiano, che il regime islamico aveva sempre sabotato.
“La questione principale di Ahmadinejad in politica interna è stata la giustizia. Egli ha sempre cercato di favorire le classi disagiate, attraverso riforme strutturali…Una delle sue politiche più riuscite dal 2005 fu quella delle case popolari…Grazie a ciò, molte famiglie, soprattutto giovani, sono diventate proprietarie di immobili, cosa molto complessa in Iran, dove il sistema bancario non finanzia in modo adatto l’acquisto della casa” [8].
Esiste peraltro un eccezionale documentario, realizzato da Petr Lom, “Letters to the President”; i più umili, sempre dimenticati, scrivevano al presidente e lui interveniva direttamente, in prima persona. Dove nessuno era mai andato, arrivava Ahmadinejad con i suoi. Lì, nella visione del documentario, emerge l’amore di Ahmadinejad, il presidente “populista”, per la giustizia sociale e la sua totale dedizione alla causa della Persia più profonda. Lom ci fa vedere, senza veli, la vita quotidiana di Ahmadinejad presidente; quest’ultimo si recava, come emerge dal documentario, ma anche da innumerevoli testimonianze ormai raccolte da diversi ambiti, quotidianamente, in quegli angoli remoti dove il contadino persiano era stato, da secoli, dimenticato da tutti. Lom tornerà a trovare questi contadini e questi diseredati dopo che il “complotto di palazzo” dei khomeinisti ortodossi e dei capitalisti “cinesi” avrebbe estromesso il presidente dalla vita politica iraniana; pochi, tra loro, trovarono la forza di rispondere  alle domande del regista cecoslovacco, ma tutti versarono lacrime amare pensando ai momenti passati insieme con il figlio del fabbro di Aradan.
2. La nazione e il Vilayat al-Faqih
L’ex presidente, con la supervisione del suo più fidato consigliere, Esfandiar Mashaei [9], ha sviluppato il concetto di “Iran islamico ed universale” in una contrapposizione di superamento, non di semplice negazione, sia rispetto allo Sciismo internazionalista rivoluzionario del partito nero khomeinista e del governo islamico, sia rispetto al modernismo occidentalista del partito “cinese” di Rafsanjani.
Come noto, l’identità iraniana deriva da un lato dal manicheismo e dallo zoroastrismo dell’epoca pre-islamica e dall’altro dall’elemento islamico introdotto circa 1.300 anni fa; anche nei primi secoli dopo l’avvento dell’Islam, vi fu sempre una notevole tensione fra arabi e persiani: ‘analfabeti ignoranti’ (Ajam) era il termine con cui i persiani identificavano allora gli arabi invasori. Se nel corso del ‘900, la dinastia Pahlavi ha cercato di ridimensionare il peso dell’Islam e dell’ “arabismo”, accentuando il valore della grande civiltà persiana pre-islamica, arrivando a denominare ufficialmente la Persia come terra centrale degli Ariani (Iran), [10] il regime islamico cercò invece di cancellare il passato pre-islamico ed enfatizzare esclusivamente la sostanza sciita ed islamica della storia iraniana. Fu coltivato anche il progetto di abbattere ogni spoglia visibile dell’antica civiltà persiana [11]. Ciò finì per avere un impatto notevole in una Nazione dove la popolazione parla ancora oggi con fierezza di ‘invasione araba’ per eventi che risalgono ad oltre un millennio fa ed utilizza quotidianamente con orgoglio la lingua persiana, sopravvissuta all’ “imperialismo arabo”: l’imam Khomeini attaccò anche le festività pre-islamiche, ad esempio il Nowruz, il capodanno persiano che si celebrava ufficialmente il primo giorno di primavera, tacciandolo di ‘paganesimo’.
Il Governo Ahmadinejad è stato invece il governo del nazionalismo persiano e della Pura Tradizione, in tal senso dal 2010 più in continuità con la dinastia Pahlavi che con il partito nero khomeinista; il Nostro ha reintrodotto in pompa magna il Nowruz, ha definito “folle ed antipersiano” il giudizio di Khalkhali —giudice khomeinista ortodosso, sulle presunte origini ebraiche (veramente ardue da mostrare..) e sulla presunta omosessualità dell’imperatore Ciro—, ha consacrato Persepoli come autentica capitale spirituale dell’Iran, ha fatto rientrare in patria il Cilindro di Ciro [12].
Inoltre, l’ex presidente Ahmadinejad, dal 2010, non prima (elemento da considerare con attenzione), ha riabilitato pubblicamente, con grave scandalo della cerchia della Guida suprema e del partito modernista “cinese” di Rafsanjani-Onda Verde [13] - Rohani, la monarchia Pahlavi come regime popolare patriottico il quale, con la Rivoluzione Bianca, avrebbe sviluppato, nella seconda metà del Novecento, una dottrina politica ed economica universale antagonista sia all’Occidente (capitalista) sia all’Oriente (comunista) [14].
Mossadeq (1882-1967), viceversa, in antitesi al giudizio comune occidentale, è considerato dalla cerchia nazionalista di Ahmadinejad, inizialmente un agente britannico, e successivamante un avventuriero megalomane privo di una coerente strategia nazionale

[15]. Nell’estate 2010 Ahmadinejad propose la creazione dell’Unione delle Nazioni di lingua persiana (Iran, Afghanistan, Tagikistan). Il suo braccio destro Mashaei, nello stesso periodo, invitando a Tehran alcuni vecchi iraniani che vivevano all’estero, tra cui, da quanto trapelò da alcune agenzie, monarchici vicini al deposto Shah, dichiarò che “la Persia è una grande Nazione, una civiltà con un messaggio universale e aspirazioni di leadership globale”.
La stessa visione del Mahdi – il Redentore finale degli ultimi giorni – è stata declinata dalla cerchia nazionalista di Ahmadinejad come tramite del modello universalistico religioso, specificamente persiano.
Qui c’è la rottura più radicale che si possa concepire con il pensiero filosofico-politico di derivazione khomeinista. L’imam Khomeini aveva stabilito che il governo islamico sarebbe stato la filosofia pratica di tutto il “fiqh” (il diritto islamico) concernente tutti gli ambiti della vita dell’uomo; il governo avrebbe rappresentato gli aspetti pratici giurisprudenziali nel confronto con l’intera gamma dei problemi sociali, politici, militari e culturali. Il “fiqh” sarebbe dunque stata la scienza totale e autentica che guida l’uomo dalla nascita alla tomba. Partendo da questo presupposto, l’imam Khomeini esponeva la teoria della formazione, durante l’occultamento dell’imam del Tempo, del governo islamico sulla base dell’autorità del giuriconsulto, e per anni tentò di attuarla. La teoria khomeinista dell’autorità del giuriconsulto (Vilayat al-Faqih), ebbe come conseguenza una forte scissione nel mondo giurisprudenziale sciita, sino a provocare verso la stessa accuse di eterodossia, ma non è ciò che qui interessa, anche perchè l’imam rispose a queste accuse che per il bene della comunità islamica era anche possibile rinunciare ad un pilastro della fede come il viaggio a Medina ed alla Mecca.
Tehran, maggio 2010: Ahmadinejad riceve Lula
Viceversa, Ahmadinejad non ha mai condiviso l’interpretazione che i “turbanti” hanno dato del rapporto tra religione e politica dopo che Khomeini istituzionalizzò il “governo islamico” che assegna, sotto forma di delega, il potere politico al clero in sostituzione dell’imam del Tempo. Ahmadinejad ha invece teorizzato che suo compito sarebbe quello di preparare attivamente il ritorno del Dodicesimo Imam nelle vesti di Mahdi, con il quale fa capire di essere in contatto. Il reggente politico altro non deve essere, in tale logica, che “un vicario” (wakil) dello “spirito del Tempo”.
Tale visione dell’imam del Tempo ha notevoli implicazioni sul piano politico; prepararne il ritorno significa sia tenere lontana “l’Oppressione sulla terra”, la corruzione (materialismo, secolarizzazione relativista, nichilismo), ma anche dare per scontato che l’era del ritorno sarà contraddistinta da gravi doglie e tribolazioni. Dunque l’accesso al Sacro invisibile sarebbe adombrato dalla straordinarietà dell’esperienza e dell’azione più che dalla legittimità istituzionale del clero khomeinista. Da ciò, come è chiaro, discende la necessità di una differente organizzazione della comunità, fondata su presupposti gerarchici, di valori e modelli, contrapposti: rispetto al khomeinismo teocratico [16] ed al riformismo modernista e secolaristico dell’attuale regime islamico, la pratica di governo neo-tradizionalista di Ahmadinejad, per ricorrere ad un’analogia con la storia italiana e occidentale, può essere senza dubbio assimilata alla Repubblica monistica cristiana, “neo-tomistica”, del Savonarola, anche quella tutta fondata sull’imminenza del ritorno sociale della giustizia del Cristo che il sacrificio del devoto vicario avrebbe dovuto, con ogni mezzo, propiziare.
3. Terzomondismo e missione universale dell’Iran
infine, l’ex presidente ha condannato la politica estera del partito “cinese” in quanto fondata sul permanente sacrificio interno dei più utili e puri elementi della patria, a vantaggio degli imperialismi stranieri (fazione Obama statunitense e Russia sugli altri). Nonostante la crescita del Pil, in Iran sono aumentate in modo impressionante, a causa della politica estera bellicista dei riformisti “cinesi, le disuguaglianze sociali mentre il prestigio internazionale persiano sarebbe ai minimi storici, a vantaggio di un nuovo “fronte islamico” sciita che il Nostro già da anni ha denunciato come foriero di tragedie ed ingiustizie, e non lineare rispetto alla tradizione popolare persiana.
Durante la reggenza Ahmadinejad, il nazionalismo persiano si è espresso con un respiro universale, attaccando su tutta la linea la tecnocrazia capitalista mondialista, soprattutto all’interno ma anche all’esterno, laddove ciò gli competeva. Il Nostro non perdeva occasione per ridicolizzare europei e anglosassoni (es. Giugno 2006, Aprile 2007) laddove attaccavano l’Iran, ma non per questo avviando avventure che avrebbero dissanguato le già esangui casse delle più indigenti famiglie persiane, allargando un gap sociale già rilevante.
Qui si spiega non solo la stretta amicizia con Cuba e la Corea del Nord ma pure la “illuminata” partnership strategica con il nazionalismo bolivarista anti-occidentale — Ahmadinejad si recò nel marzo 2013 al funerale di Chavez, il cui caloroso abbraccio alla madre fu oggetto di scandalo e dure accuse da parte dei “turbanti”, visto che sarebbe proibito ad un musulmano abbracciare una donna che non sia una familiare [17]. (vedi foto sotto)
Caracas, marzo 2013, Ahmadinejad la madre di Chavez
Meno noto ma non per questo meno rilevante che Ahmadinejad, nell’ottica di una politica di buone relazioni con i vicini paesi arabi, abbia tentato di evitare la fitna con i sunniti ed in questo quadro la dura critica a Gheddafi che doveva cessare di “bombardare il suo stesso popolo” [18] evitato di trascinare l’Iran nel macello siriano chiedendo ad Assad di compiere le necessarie riforme sociale e politiche e di negoziare con le opposizioni [19], mentre l’attuale regime ha impugnato senza esitazione la fitna col sunnismo in nome del miraggio dell’egemonia nel mondo islamico, entrando quindi con tutti e due i piedi (e lasciando sul terreno perdite ingenti) nel conflitto siriano; per non parlare dell’Iraq dove in nome della lotta ai takfiri dell’ISIS non ha esitato a collaborare strettamente col Pentagono, spalleggiando una “pulizia etnico-religiosa” su larga scala [20].
Tehran, novembre 2006: Ahmadinejad riceve ilpresidente
del Parlamento Repubblica Popolare Democratica di Corea 
Per la Guida suprema e il partito “cinese” dominante, la vita di un libanese, di un iracheno, di un palestinese, di uno yemenita, di un siriano, sembra invece più importante e di valore di quella di milioni e milioni di iraniani abbandonati da decenni alla fame ed alla neo-colonizzazione capitalistica interna. Si è avuta la grande flessibilità, da parte del partito “cinese” e dei neo-khomeinisti, di sviluppare un piano ormai chiaramente strategico con una fazione mondialista dell’Occidente, di intavolare relazioni di più o meno aperta amicizia con Obama, con la grande massoneria francese di Attali-Macron, con la massoneria di Renzi o di Merkel, ed, oltre la finta retorica, anche con Israele [21] quando ognuno di costoro, in un modo o nell’altro, ha sulla coscienza la vita di qualche migliaio di “mussulmani” (a cui il regime islamico dovrebbe tenere sopra ogni cosa); ma ci si è allontanati ancora di più, all’interno, dai diritti nel mondo che la grande Nazione persiana, la più giovane e la più colta nell’universo, a ragione rivendica ed è certa di possedere.
Si è portata gloria al tavolo dei grandi, da Obama a Putin, dall’Eni al capitalismo francese, ed anche per questo, si è andati a togliere le castagne dal fuoco a Assad e agli sciiti di Baghdad, ma mai come oggi la gran parte della gioventù popolare patriottica persiana, sente e percepisce questo regime come “ostile”, mai come oggi tale gioventù, che è intimamente persiana, sente il paese legale “nemico” del paese reale.  E non può stupire, di conseguenza, a tal punto il tono semi-trionfalistico con cui la stessa agenzia di stampa  italiana ha dato la notizia, una settimana fa, della “fine della rivolta” e delle proteste (Ansa, 7 Gennaio 2017); come non dovrebbe, a tal punto, stupire la notizia, data dalla stampa statunitense, che Soros stesso sia intervenuto per bloccare le fonti ed i siti internet dello Shah in esilio, Ciro Pahlavi, affinché la fazione neo-monarchica non si saldi con l’ala nazionalista e “populista” della rivolta, che obbedirebbe al presidente Ahmadinejad, portando al crollo dell’ormai affidabile regime “cinese” islamico.  
Conclusioni
La Persia fu la prima superpotenza della storia e proprio per la sua vocazione terzomondista, la dirigenza Ahmadinejad ha avuto come permanente presupposto una fortissima autostima nazionale. Il modello del regime islamico, borghese e modernista all’interno, per quanto venga considerato “antimperialista” all’esterno —occorrerebbe aprire una lunga disquisizione sulla natura di questo antiamericanismo sub-imperialista che nulla ha più a che vedere con lo spirito originario impresso al paese dall’imam Khomeini—, e quello di Ahmadinejad sono chiaramente differenti; anni fa, nel 2009, R. Guolo scrisse una pagina, con la quale concludo, che ben evidenzia la differente sostanza politica e morale del progetto “persiano” di Ahmadinejad da quello dominante:
«Rilanciando la retorica rivoluzionaria e la dura polemica nei confronti di Israele e Stati Uniti, il presidente ex pasdaran sembra coltivare l’obiettivo di riproporre l’Iran non tanto come potenza islamica, quanto come potenza nazionale e nazionalista; una potenza che mira a ridefinire l’assetto del mondo. Di questo nuovo corso fa parte anche la rivendicazione del “diritto al nucleare”. (Si noti, però, che tale diritto non doveva concretizzarsi con il semaforo verde di Obama e l’umiliazione di secoli di storia persiana, ndc). Una mobilitazione, quella a difesa del nucleare, che ha anche importanti risvolti interni. In campagna elettorale egli si è rivolto ai mostafazin, puntando l’indice contro la corruzione dilagante e promettendo un nuovo patto sociale fondato su una diversa redistribuzione del reddito e su massicci investimenti finanziati con i proventi delle esportazioni di petrolio e gas. Per realizzare questi obiettivi, che tante attese hanno suscitato tra i “diseredati”, Ahmadinejad crede che i crescenti consumi energetici interni debbano essere sostenuti dal nucleare e non dai profitti derivanti dall’esportazione di oro nero. (…) Le ambizioni di potenza nazionale dell’Iran e il patto sociale con i “diseredati” spingono da un lato Ahmadinejad alla mobilitazione contro il Nemico, dall’altro ad adottare populistiche misure di redistribuzione del reddito destinate a ottenere il consenso dei meno abbienti. Di tale progetto si alimenta il partito dei militari e dei nazionalisti di Ahmadinejad». [22]
L’arresto o l’eventuale persecuzione di Ahmadinejad o dei suoi a poco porterà. La missione persiana, nel caso, non potrà che esser raccolta da altre mani, altrettanto devote e pure e, finalmente, l’Iran, oltre guerriglie settarie intestine tribali o regionali, potrà lottare per avere uno spazio centrale nell’universo e portare pace ed amore tra i popoli del mondo, illuminando di sostanza spirituale il nuovo universalismo, antitetico al globalismo nichilista della tecnocrazia imperialista e massonica.
Come disse il presidente Ahmadinejad in sede Onu nel settembre 2012, in un discorso vibrante che intrecciava un umanesimo integrale sul piano etico con antimperialismo radicale su quello politico:
A noi persiani, per il bene dell’umanità, compete una funzione di leadership globale: solo in Iran vive contemporaneamente lo spirito di Zarathustra, di Gesù e del Mahdi”.  [23]


NOTE

[1] M. Ahmadinejad, Tehran Dicembre 2006, Elezioni municipali, presentazione della Lista Ahmadinejad, “Il buon profumo del servire”.
[2] “Khalamate Qesar”, p. 127
[3] Scrive V. Strika, “La guerra Iran Iraq”, Liguori editore 1993, p. 92, che “lungi dall’aderire alle aspettative di Tehran gli sciiti iracheni, …tutti arabi, si mantennero fedeli al governo, trasformando il conflitto da religioso, come avrebbe voluto Tehran,….  in una questione nazionale tra arabi e persiani, nel quale fu dato ampio spazio ai fatti del passato”.

[4] Cfr. Y.C. Bonaud, “L’Imam Khomeini. Uno gnostico sconosciuto del XX secolo”, Il Cerchio 2010

[5] L’occupazione anglo-sovietica del 1941 non è mai stata dimenticata dai nazionalisti persiani; brutali e ingiustificati furono i bombardamenti sui civili, particolarmente quelli sovietici, ma anche quelli anglosassoni. Solo il presidente Ahmadinejad, negli anni del regime islamico, durante colloqui pubblici con Putin e Medvedev, ha rivendicato legittime riparazioni per il popolo di Persia e la doverosa restituzioni di territori contesi. L’imam Khomeini, che scrisse come noto una lettera a Gorbachev, talmente preso dalla volontà di convertirlo, non notò nemmeno, nel corso della dotta dissertazione, questa grave ingiustizia russa verso i diritti e il naturale territorio, violato, della Nazione iraniana. Parecchie fonti, incluso l’allora ufficiale della sicurezza Hajjarian, riferiscono che Ahmadinejad credeva che, “per motivi di nazionalismo persiano”, dovesse essere presa d’assalto l’ambasciata sovietica, non quella americana. Ahmadinejad credeva che – alla luce della storia persiana – “il grande Satana fossero soprattutto l’Unione Sovietica e la Gran Bretagna, poi gli Stati Uniti, ma in seconda posizione”, riferisce Hajjarian. L’altro leader studentesco che, come Ahmadinejad, si oppose all’occupazione dell’ambasciata statunitense nella riunione in cui l’impresa fu progettata, in quanto avrebbe imposto nell’agenda del governo, in linea definitiva e irriducibile, la linea di un Islam internazionale su quello nazionale persiano, fu Mahammad Ali Seyyedinejad. Quanto al fatto che Ahmadinejad fosse favorevole all’occupazione dell’ambasciata sovietica, Seyyedinejad precisò: “Bisogna avere a mente che Ahmadinejad era all’università Elm-o-Sanat, fortemente nazionalista, dunque avversa alla sinistra e per motivi storici iraniani accesamente antisovietica ed antianglosassone”; Cfr. M. Bowden, “Guests of Ayatollah. The Iran Hostage Crisis”, Paperback 2007, pp. 10 e ss.

[6] La differenza dialettica tra una ala “nera” ed una “rossa” dell’islam rivoluzionario nasce attorno alla visione islamica-radicale di Alì Shariati (1933-1977), intellettuale della rivoluzione sociale e del classismo nell’utopia islamica. Se il partito nero, khomeinista ortodosso, utilizzerà certamente talune categorie dello Shariati ma stravolgendole a vantaggio del neoplatonismo islamico e dello gnosticismo politico khomeinista, il partito nazionalista grande-persiano di Ahmadinejad e Esfandiar Mashaei presenta effettivamente talune impostazioni mutuate dalla visione di Shariati, ma l’occidentalismo marxista di fondo di una consistente fazione dell’Islam rosso, come il progressismo escatologico, è assai lontano dall’Ahmadinejad pensiero, che ha definito in più casi il marxismo occidentale una forma di “nichilismo” come il relativismo e la tecnocrazia scientista ed ha sempre espresso giudizi negativi sul ruolo del partito comunista iraniano, il Tudeh, nella storia del Paese; Cfr. M. Emiliani, M. Ranuzzi, E. Atzori, “Nel nome di Omar”, Odoya 2008, pp. 205 e ss.

[7] Gli studenti nazionalisti “grande-persiani”, raccogliendosi attorno alla proposta di Ahmadinejad, puntavano all’occupazione dell’ambasciata sovietica o di quella britannica poichè ciò avrebbe rappresentato una volontà di continuità nazionale e popolare con la storia iraniana del ‘900 ed un chiaro messaggio al mondo, indicante il fatto che la rivoluzione persiana superava in patriottismo il regime monarchico decaduto. La linea dei compagni d’università di Ahmadinejad dell’OCU (“Ufficio di Consolidamento dell’Unità”) avrebbe invece imposto la linea islamica, non persiana, con l’occupazione dell’ambasciata americana, peraltro anche in omaggio ad una logica meramente interna, ossia sotto l’ispirazione della volontà di far figurare gli studenti islamici non meno anti-imperialisti della sinistra rivoluzionaria; Cfr. K. Naji, “Ahmadinejad. Storia segreta del leader fondamentalista”, EC 2009, p. 46; peraltro già allora, nella visione di Ahmadinejad, il pericolo, per il popolo persiano, non era rappresentato tanto dal “materialismo comunista” che difficilmente avrebbe attecchito in Iran, quanto dalla possibilità che il popolo avesse obliato la sacra Tradizione primordiale, “il fuoco delle origini…” (Ibidem), che doveva invece esser trasmesso alle future generazioni.

[8] (S. Hekmat, Ali Reza Jalali, “Giustizia e spiritualità. Il pensiero politico di Ahmadinejad”, Anteo 2013, p. 81).

[9] La centrale controversia tra la visione di Mashaei, consuocero di Ahmadinejad, e la concezione giuridico-politica dei vertici della Repubblica islamica ha riguardato soprattutto la concezione dell’Imam occulto o Mahdi in connessione al ruolo salvifico universale della Nazione persiana. L’ “ideologia persiana” e nazionalista del Mashaei, fondatore della “Nuova scuola iraniana”, è stata accusata di “eresia” da parte dei vertici giuridici e politici del regime islamico. In più casi, Ahmadinejad ha detto che, nella sua vita, è “stato uno dei più grandi favori di Dio poter conoscere Rahim Mashaei…Rahmin è come una pura fonte d’acqua. Uno dei motivi per cui mi piace è che quando ti siedi con lui e parli, non c’è distanza con lui, è come uno specchio trasparente, purtroppo molti non lo conoscono e lo giudicano…”; Cfr. “Alef”, 11 aprile 2010; Mashaei inoltre avrebbe apertamente dichiarato che l’era dell’Islam e dell’ “islamismo di stato” sarebbe finita e, al suo posto, starebbe prendendo piede l’era della “luce persiana”, dello spirito di Gesù e Zoroastro che soppianterà l’idolatria tecno-scientifica dell’Occidente; Cfr. “Alef”, 17 febbraio 2013 o “Alef” 11 novembre 2012. 

[10] Nel 1976 Mohammed Reza Shah celebrò i 2500 anni della Monarchia persiana in una città-tenda appositamente eretta fuori Persepoli, la capitale dell’antica Persia; al calendario in uso fu sovrapposto quello di Ciro, il Re “solare” della tradizione persiana.

[11]  Il khomeinismo, peraltro, fu una sorta di settarismo eterodosso che si impose, grazie al genio carismatico e profetico dell’imam Khomeini, nella storia contemporanea della Shia; per quanto il paragone sia chiaramente forzato e poco rispondente, l’impatto dello gnosticismo khomeinista nella storia del Vicino oriente potrebbe essere accostato a quello dell’ascetismo teocratico, calvinista puritano, del Cromwell nella storia politica occidentale.

[12] Cfr. N. Baheli,“In Iran è scontro tra Ahmadinejad e Khamenei”, in “Limes” 2010.
Vedi sulla vicenda quanto dichiarò Ahmadinejad il 29 settembre del 2010 al Museo nazionale di tehran:
A proposito del Cilindro di Ciro lasciate che vi racconti la storia: 2500 anni fa c’era dittatura in Iraq che imprigionava la gente, la mutilava, la torturava….La religione di questa gente è quella divina di Mosè. I discepoli di questa fede erano una minoranza e questa minoranza fu incarcerata dalla dittatura apostata. Erano sul punto di esser sterminati. Arrivo il nostro Re e rimpiazzò questa dittatura con un regime giusto. Il suo nome era Ciro. Lui era Persiano. Il popolo Oppresso di Babilonia richiedeva il suo aiuto. Gli dissero: predichi la Buona Religione e la Giustizia: vieni ad aiutarci allora. Il dittatore non si fa pregare. Interviene. Ciro ha liberato Babilonia, ha liberato la gente oppressa….Non ha torto un capello a nessuno, non ha fatto violenza. Che differenza con i liberatori inglesi! Che differenza con i satrapi delle democrazie occidentali europee! Noi Persiani, discendenti di Ciro, il Re dei Re, promulgammo allora la Dichiarazione dei veri Diritti Umani, non i diritti atei e nichilisti del falso uomo dell’Occidente odierno! Il Cilindro di Ciro è un incoraggiamento a lottare contro la Tenebra, l’Oppressione, il Nichilismo”.
[13] L’Onda Verde fu un movimento riformista di ispirazione effettivamente liberal-borghese, materialista ed occidentalista, ispirato dal partito “cinese” di Rafsanjani; Cfr. N. Baheli, “Rafsanjani ha perso il posto”, in “Limes” 2011; “Alef” 23 aprile 2010. 

[14] S. Shaidsaless, The rise of nationalist fervour in Iran, in “Middle East Eye”, 7/2016.

[15] Al riguardo, si consulti anche S. Beltrame, Mossadeq, Rubbettino 2009, pp. 149-175)

[16] Un teocraticismo che con una forzatura storica, può essere accostato a quello del Cromwell,

[17] https://www.youtube.com/watch?v=0AYHG8G3Dzw

[18] Vedi il discorso ufficiale del febbraio 2011http://tv.liberoquotidiano.it/video/libero-tv-copertina/1545134/ahmadinejad-contro-gheddafi.html

[19]  Vedi il discorso solenne di Ahamadinejad alla riunione dell’Organizzazione per la Cooperazione Islamica, svoltasi in Egitto nel febbraio 2013. http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/syria/9856045/Irans-Mahmoud-Ahmadinejad-urges-Syria-to-negotiate-with-opposition.html

[20] https://www.nytimes.com/2017/10/18/world/middleeast/iraq-kurds-kirkuk-iran.html

[21] “Iran e Israele sfruttano insieme l’oleodotto Eilat Ashkelon” 3.01.2018, in http://www.voltairenet.org/article199270.html

[22]  Renzo Guolo. La via dell'Imam. L'Iran da Khomeini e Ahmadinejad

[23] https://www.youtube.com/watch?v=RKaBayz0r2I


Print Friendly and PDF

7 commenti:

  • Giacomo scrive:
    11 gennaio 2018 17:59

    Convincente dettagliato articolo specializzato. Magari avesse l'Italia uno cosi come l'ex presidente iraniano

  • Anonimo scrive:
    11 gennaio 2018 20:43

    Molto molto interessante tutto lo scritto, continua del resto la rivolta, qui non se parla più e che non sia il complotto della Cia che si crede è un fatto che in Iran la chiamano la "ribellione dei senza scarpe", milioni di barboni e gente senza casa, come si può difendere uno stato così?

  • Anonimo scrive:
    12 gennaio 2018 00:07

    Articolo interessantissimo e ben documentato (a parte l’incomprensibile condanna dell’intervento in Siria, senza il quale avrebbe l’isis alle porte di casa). Non è la prima volta che sento abbinare Sciismo e gnosticismo, evidentemente le radici del Mazdeismo e del Manicheismo non sono scomparse dopo secoli.

  • Anonimo scrive:
    12 gennaio 2018 11:25

    Due Domande

    1) L'autore dell'articolo, con cui mi complimento, è iraniano? E' veramente dettagliato e ben fatto.

    2) Mi sfugge solo il paragone storico e religioso Savonarola Ahmadinejad. Comprendo invece quello tra Khomeini e i puritani militanti britannici. E' possibile avere deluicidazioni invece sul primo di cui parla l'autore? ed anche se è vero questo paragone, non è esatto quello tra gnosticismo e nazionalismo persiano di Ahmadinejad.

    Ringrazio anticipatamente.

  • f.f. scrive:
    13 gennaio 2018 12:40

    Ringrazio il lettore per l'attenzione e le belle parole di incitamento.

    Riguardo il nesso teorico-politico, la questione è ardua e complessa, cerco perciò di semplificarla in tre punti.

    1) Savonarola era il "vicario" del Cristo in terra, scrisse al riguardo una canzone per la Confraternita della Purificazione - i bambini ed adolescenti, che, rigorosamente vestiti di bianco, attaccavano i costumi modernisti e neo-pagani infiltratisti nel Cristianesimo cattolico-, che tra le altre parole, diceva: "Viva Cristo Re di Firenze che splende in nostro core...Viva Cristo Re duce e signore di Firenze...Serviamo il suo santo vicario guida di Firenze...", Ahmadinejad si è rappresentato come il "wakil", il vicario-luogotenente del Mahdi. I seguaci di Savonarola spesso chiamarono la nuova sala del Consiglio grande "la sala del Cristo" e parlavano comunemente di Firenza come della Città della nuova libertà e della nuova rivelazione del Cristo; il capo politico iraniano, appena eletto presidente definì, l'Iran la nazione della nuova rivelazione universale e il parlamento iraniano un luogo da purificare per appromissare l'avvento del Mahdi che sconfiggerà l'anticristo. Sia Savonarola sia Ahmadinejad entrano in conflitto con la gerarchia ecclesiastica in quanto "paganizzata" (certo, va anche onestamente detto che la Guida suprema Khamenei non è comunque papa Borgia...).
    2) Dietro al successo profetico-politico del Savonarola vi fu la sensazione forte, almeno per il suo esercito di seguaci e militanti, che avesse portato Firenze al centro dell'universo cristiano. Il Cristo aveva scelto Firenze, per un destino straordinario. I fiorentini rappresentavano in quell'eccezionale momento storico il fulcro di tutto l'universo, in quanto l'universo, secondo quanto pensava il frate, esiste per gli eletti di Dio. La grande missione di purificare e rinnovare la chiesa, era quindi, per il frate, quella di Firenze repubblicana e popolare; la città toscana avrebbe dovuto svolgere la funzione capitale da cui sferrare una guerra santa contro corrotti,"tiepidi", malvagi, pagani, turchi, ebrei, modernizzatori, usurai e tutti gli infedeli. Questa capitale toscana, tuttavia, doveva essere una autentica di Cristo, un vero Katekon e mostrare una virtù così grande che nessun'altra città potesse nemmeno pensare di competere con essa. Savonarola giustificava e teorizzava, del resto, l'imperialismo territoriale fiorentino. Non le sembra il programma nazionalista grande-persiano del presidente Ahmadinejad?
    3) Sono d'accordo con lei; il programma politico di Ahmadinejad fondato sull'imminenza dell'avvento del Mahdi di fronte all'imperversare del nichilismo anticristiano e laicista non è tanto gnostico quanto escatologico e realmente cristiano, ben più che islamico o gnostico-sciita. non si comprenderebbe altrimenti l'apertà ostilità manifestata dal clero sciita verso questo figlio del popolo persiano; non si comprenderebbe il riferimento al Mahdi e a Gesù (altrimenti assurdo e fuori luogo...) durante il funerale di Chavez, a Caracas. Ha ben compreso l'articolo, se questo intendeva, come mi pare.
    Il riferimento a Savonarola, proprio per la sostanza intimamente cristiana del messaggio persiano della linea Ahmadinejad, mi pareva perciò obbligato.

    Grazie ancora

  • Franz K. ( Stefano Zecchinelli ) scrive:
    14 gennaio 2018 19:04

    Salve, devo dire che questo saggio è davvero eccezionale, una lettura estremamente utile su cui è bene riflettere profondamente. Detto questo, avrei bisogno d'una spiegazione e mi spiego. C'è questa parte dell'articolo (sono soltanto poche righe) che mi hanno lasciato un po' perplesso:

    ''Inoltre, l’ex presidente Ahmadinejad, dal 2010, non prima (elemento da considerare con attenzione), ha riabilitato pubblicamente, con grave scandalo della cerchia della Guida suprema e del partito modernista “cinese” di Rafsanjani-Onda Verde [13] - Rohani, la monarchia Pahlavi come regime popolare patriottico il quale, con la Rivoluzione Bianca, avrebbe sviluppato, nella seconda metà del Novecento, una dottrina politica ed economica universale antagonista sia all’Occidente (capitalista) sia all’Oriente (comunista)''

    La mia domanda è questa: in che modo il rivoluzionario Ahmadinejad è riuscito a tenere insieme la rivalutazione della monarchia dei Pahlevi con l'adesione alla Rivoluzione antimperialista del 1979? Le due cose sembrano in forte contraddizione, dato che la Rivoluzione avrebbe rovesciato un ''regime popolare e patriottico''?

    Chiarito ciò è possibile avere qualche informazione in più sulla critica dell'ex presidente al Tudeh? Vi ringrazio, in anticipo, per la cortese attenzione.

  • f.f. scrive:
    17 gennaio 2018 13:10

    Grazie delle belle parole.

    Purtroppo in Occidente hanno prevalso sempre schemi fasulli e fuorvianti su Ahmadinejad dal 2005. Si pensi che Alberto Negri, che viene accreditato come uno specialista, ha sempre dato per certa l'appartenenza dell'ex presidente a una "società segreta" di cui mai ha fatto parte.
    La rivalutazione della monarchia dello Shah rientra in una logica nazionalista e complottista tipicamente iraniana: lo Shah aveva costruito l'Iran moderno come più grande potenza mediorientale, in molti settori strategici aveva superato Israele, aveva saputo integrare mazdeismo e shia (obbiettivo fallito dell'ultimo esecutivo Ahmadinejad), stava tentando una rivoluzione bianca anticapitalista e anticomunista, principi politici nei quali l'ex presidente si riconosceva. Qui arriva il complottismo della cerchia nazionalista di Ahmadinejad: l'Iran aveva buoni rapporti con Russia e Cina, aveva alzato il prezzo del petrolio dal '73 contro l'Occidente (fu oggettivamente decisione Nazionalista dello Shah Pahlavi quella portandosi dietro tutti i paesi arabi), non andava però d'accordo (affatto)con i sionisti e con settori liberal Usa (CFR e Trilateral, Brzezinski). Qui, secondo il consuocero di Ahmadinejad, il Tudeh giocò un ruolo sporco e antipersiano, alleandosi con la borghesia dei bazar, che iniziò la rivolta spinta, secondo la tesi grandepersiana, da agenti MOSSAD e dai giudei di Tehran contro la volontà di russi sovietici ormai alleati dello Shah: obiettivo era portare il Tudeh al potere soprattutto contro Mosca. Rahmin Mashaei nella sua ricerca porta a prova di questo fatto documenti dove si mostra che l'ambasciata sovietica di Tehran non si fidava del Tudeh, li considerava elementi pericolosi, non voleva il crollo del regime Monarchico bianco, causato originariamente dalla Borghesia filokhomeinista del bazar e dal Tudeh. C'era un contratto energetico ultramilionario russoiraniano da lì a 40 anni, stavano arrivando ingegneri e lavoratori sovietici qui in Iran, rapporti strategici che aveva bruciato Usa e Israele.Arrivò comunque l'uomo del destino, imam Khomeini che impedì la saldatura tra borghesia mercantile e Tudeh e spostò la borghesia su posizioni nere, non del tutto coincidenti con il Nazionalismo grandepersiano terzaforzista dell'universitario Ahmadinejad. E' molto complesso il quadro, tipicamente iraniano, arrivò la guerra afgano sovietica e arrivararono volontari iraniani anche là, poi la guerra iranoiraqena ridisegnò ancora il quadro. In Italia parlò solo il FOGLIO di questa Conferenza storica di Ahmadinejad in corrispondenza del rientro del Cilindro di Ciro in Iran, ma facendo confusione, sosteneva che aveva abbandonato con ciò il concetto del Mahdi, invece nulla di più falso.

LA PAGINA FACEBOOK DEL MOVIMENTO POPOLARE DI LIBERAZIONE - P101

LA PAGINA FACEBOOK DI SOLLEVAZIONE

Lettori fissi di SOLLEVAZIONE

Temi

Unione europea (942) euro (781) crisi (640) economia (623) sinistra (546) teoria politica (292) finanza (285) Leonardo Mazzei (272) M5S (270) grecia (247) P101 (246) Movimento Popolare di Liberazione (244) Governo giallo-verde (242) elezioni (239) sfascio politico (235) imperialismo (225) resistenza (225) Moreno Pasquinelli (220) sovranità nazionale (219) banche (215) internazionale (212) risveglio sociale (184) alternativa (168) seconda repubblica (167) Syriza (155) Tsipras (146) piemme (144) debito pubblico (133) Matteo Renzi (131) programma 101 (128) antimperialismo (126) spagna (121) marxismo (117) immigrazione (116) filosofia (115) Francia (114) PD (111) sovranità monetaria (111) destra (110) democrazia (109) costituzione (106) neoliberismo (104) populismo (104) sollevazione (102) Matteo Salvini (100) Stefano Fassina (97) Grillo (94) elezioni 2018 (94) islam (92) berlusconismo (91) proletariato (91) Sandokan (90) geopolitica (87) Carlo Formenti (85) Germania (85) Alberto Bagnai (83) Emiliano Brancaccio (83) austerità (80) bce (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) Podemos (75) Stati Uniti D'America (75) sindacato (75) referendum costituzionale 2016 (74) sinistra anti-nazionale (73) Mario Monti (72) Medio oriente (71) capitalismo (70) guerra (69) Libia (66) capitalismo casinò (63) Russia (62) Sergio Cesaratto (62) Rivoluzione Democratica (61) rifondazione (61) globalizzazione (60) CLN (59) Siria (58) CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (57) Lega (57) bancocrazia (57) immigrati (57) Sicilia (56) Alexis Tsipras (55) liberiamo l'Italia (55) Alitalia (54) cinque stelle (54) sovranismo (54) Legge di Bilancio (53) Diego Fusaro (52) Lega Nord (52) Pablo Iglesias (52) referendum (52) socialismo (52) legge elettorale (51) neofascismo (51) sovranità popolare (51) Emmezeta (50) brexit (50) fiat (50) moneta (50) Movimento dei forconi (49) campo antimperialista (48) sinistra sovranista (48) Manolo Monereo (47) solidarietà (47) immigrazione sostenibile (46) Beppe Grillo (45) Nichi Vendola (45) renzismo (45) sionismo (45) Troika (44) Yanis Varoufakis (44) astensionismo (43) inchiesta (43) Luciano Barra Caracciolo (42) Mario Draghi (42) gilet gialli (42) uscita dall'euro (41) Israele (40) liberismo (40) palestina (40) Mimmo Porcaro (39) patriottismo (39) Fiorenzo Fraioli (38) Ugo Boghetta (38) proteste operaie (38) sinistra patriottica (38) italicum (37) Giorgio Cremaschi (36) Karl Marx (36) Marine Le Pen (35) fiscal compact (35) III. Forum internazionale no-euro (34) Luigi Di Maio (34) Ucraina (34) egitto (34) nazione (34) uscita di sinistra dall'euro (34) 9 dicembre (33) Def (33) ambiente (33) azione (33) ISIS (32) Merkel (32) default (32) fiom (32) populismo di sinistra (32) Forum europeo 2016 (31) Sel (31) governo Renzi (31) scienza (31) unità anticapitalisa (31) Fabio Frati (30) xenofobia (30) Nello de Bellis (29) catalogna (29) cina (29) ecologia (29) islamofobia (29) storia (29) eurostop (28) napolitano (28) nazionalizzazione (28) Assemblea di Chianciano terme (27) Putin (27) menzogne di stato (27) Donald Trump (26) elezioni europee 2019 (26) nazionalismi (26) silvio berlusconi (26) Beppe De Santis (25) Forum europeo (25) Mauro Pasquinelli (25) USA (25) elezioni siciliane 2017 (25) Europa (24) Movimento 5 Stelle (24) Quantitative easing (24) Venezuela (24) finanziarizzazione (24) iran (24) religione (24) Aldo Giannuli (23) Lavoro (23) Nato (23) Stato di diritto (23) antifascismo (23) manifestazione 12 ottobre 2019 (23) ora-costituente (23) razzismo (23) repressione (23) scuola (23) Comitato centrale P101 (22) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Roma (22) emigrazione (22) nazionalismo (22) Chianciano Terme (21) Front National (21) Simone Boemio (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) Unità Popolare (21) etica (21) keynes (21) Esm (20) Laikí Enótita (20) Marcia della Dignità (20) Regno Unito (20) Vladimiro Giacchè (20) coordinamento no-euro europeo (20) crisi di governo (20) iraq (20) manifestazione del 12 ottobre (20) melenchon (20) minibot (20) umbria (20) Conte bis (19) Emmanuel Macron (19) F.S. (19) Mariano Ferro (19) Norberto Fragiacomo (19) Sicilia Libera e Sovrana (19) Tunisia (19) fronte popolare (19) tecnoscienza (19) Domenico Moro (18) Donbass (18) Izquierda Unida (18) Noi siciliani con Busalacchi (18) pace (18) Assisi (17) Costanzo Preve (17) Foligno (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Jacques Sapir (17) Paolo Savona (17) Perugia (17) Pier Carlo Padoan (17) complottismo (17) cosmopolitismo (17) euro-germania (17) lotta di classe (17) media (17) piano B (17) senso comune (17) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Luciano B. Caracciolo (16) Marco Mori (16) Prc (16) Reddito di cittadinanza (16) Renzi (16) Tonguessy (16) appello (16) ballottaggi (16) casa pound (16) chiesa (16) internazionalismo (16) vendola (16) Cremaschi (15) Daniela Di Marco (15) International no euro forum (15) M. Micaela Bartolucci (15) MES (15) Salvini (15) comunismo (15) fascismo (15) indipendenza (15) internet (15) manifestazione (15) piattaforma eurostop (15) vaccini (15) 15 ottobre (14) Alitalia all'Italia (14) Brancaccio (14) Enea Boria (14) Ernesto Screpanti (14) Eurogruppo (14) Fridays for Future (14) Monte dei Paschi (14) Stato Islamico (14) Turchia (14) Vincenzo Baldassarri (14) clima (14) diritto (14) obama (14) potere al popolo (14) salerno (14) sciopero (14) tasse (14) Alessandro Visalli (13) Bersani (13) Chavez (13) Enrico Grazzini (13) Eos (13) Jobs act (13) Legge di stabilità (13) MMT (13) Marino Badiale (13) Virginia Raggi (13) Wilhelm Langthaler (13) acciaierie Terni (13) disoccupazione (13) femminismo (13) finanziaria (13) no tav (13) privatizzazioni (13) regionalismo differenziato (13) unione bancaria (13) Alessandro Di Battista (12) Alfredo D'Attorre (12) Costas Lapavitsas (12) D'alema (12) Forum europeo 2015 (12) Negri (12) Panagiotis Lafazanis (12) Sergio Mattarella (12) analisi politica (12) cultura (12) decreto salva-banche (12) europeismo (12) global warming (12) keynesismo (12) salari (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) De Magistris (11) Dicotomia (11) France Insoumise (11) Gennaro Zezza (11) Ilva (11) Movimento pastori sardi (11) Papa Francesco (11) Portogallo (11) Stato (11) Stefano D'Andrea (11) corruzione (11) de-globalizzazione (11) elezioni anticipate (11) iniziative (11) mediterraneo (11) nucleare (11) ordoliberismo (11) presidenzialismo (11) sindacalismo di base (11) sinistra Italiana (11) Aldo Zanchetta (10) Art. 18 (10) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) Carl Schmitt (10) Claudio Borghi (10) Fausto Bertinotti (10) Fmi (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Forum di Roma 2019 (10) George Soros (10) Giulietto Chiesa (10) Hollande (10) Jean-Luc Mélenchon (10) Lista del Popolo (10) Marco Passarella (10) Marco Zanni (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Paolo Barnard (10) Pardem (10) Quirinale (10) Risorgimento Socialista (10) Terni (10) cattiva scuola (10) decrescita (10) diritti civili (10) facebook (10) giovine italia (10) golpe (10) islanda (10) povertà (10) sovranismi (10) taranto (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Antonio Rinaldi (9) Argentina (9) Bernie Sanders (9) CGIL (9) Campagna eurostop (9) Diritti Sociali (9) Forconi (9) Paolo Ferrero (9) Stato nazione (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wolfgang Schaeuble (9) bail-in (9) classi sociali (9) cosmo-internazionalismo (9) deficit (9) fisco (9) il pedante (9) istruzione (9) legge di bilancio 2020 (9) liberalismo (9) necrologi (9) proteste (9) questione nazionale (9) sociologia (9) tecnologie (9) Abu Bakr al-Baghdadi (8) Corte costituzionale (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) Draghi (8) Erdogan (8) F.f (8) Genova (8) Giorgetti (8) Goracci (8) Gran Bretagna (8) II assemblea della CLN (1-3 settembre) (8) Ingroia (8) Italia Ribelle e Sovrana (8) Julio Anguita (8) Landini (8) Lenin (8) Luca Massimo Climati (8) Mattarella (8) Mirafiori (8) Yanis Varoufakys (8) borsa (8) debitocrazia (8) destra non euro (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate 2017 (8) elezioni siciliane (8) grexit (8) inflazione (8) lira (8) manifestazione 25 marzo 2017 (8) marxisti dell'Illinois (8) medicina (8) nuovo movimento politico (8) questione femminile (8) regionalismo (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) sovranità (8) svalutazione (8) transfemminismo (8) trasporto aereo (8) unità anticapitalista (8) unità nazionale (8) Alessandro Chiavacci (7) Alternative für Deutschland (7) Antonio Gramsci (7) Articolo 18 (7) CUB (7) Cub Trasporti (7) Dino Greco (7) Ernesto Laclau (7) Flat tax (7) Franz Altomare (7) Fratelli d'Italia (7) Gaza (7) Giuseppe Angiuli (7) ISIL (7) Inigo Errejón (7) Je so' Pazzo (7) Jeremy Corbyn (7) Joseph Stiglitz (7) MMT. Barnard (7) Massimo Bontempelli (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Nuit Debout (7) Oskar Lafontaine (7) Pil italiano (7) Riccardo Achilli (7) Samuele Mazzolini (7) Sapir (7) Seconda Assemblea P101 (7) Ttip (7) agricoltura (7) aletheia (7) anarchismo (7) autodeterminazione dei popoli (7) bankitalia (7) bipolarismo (7) confederazione (7) derivati (7) eurexit (7) eurocrack (7) il manifesto (7) incontri (7) magistratura (7) moneta fiscale (7) nazismo (7) patria e costituzione (7) risorgimento (7) rivolta (7) rivoluzione civile (7) rossobrunismo (7) sanità (7) sardine (7) spread (7) trasporto pubblico (7) Ars (6) Banca centrale europea (6) Bazaar (6) Bottega partigiana (6) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (6) Carlo Galli (6) Casaleggio (6) Contropiano (6) Eros Cococcetta (6) Eugenio Scalfari (6) Franco Bartolomei (6) Frédéric Lordon (6) Giancarlo D'Andrea (6) Giorgia Meloni (6) M.AR.S. (6) Macron (6) Maduro (6) Militant-blog (6) Nino galloni (6) No Renzi Day (6) Noi con Salvini (6) ORA! (6) Papa Bergoglio (6) Pcl (6) Pisapia (6) Polonia (6) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (6) Regioni autonome (6) Sandro Arcais (6) Stato di Polizia (6) Target 2 (6) Teoria Monetaria Moderna (6) Thomas Fazi (6) Titoli di stato (6) Toni negri (6) USB (6) Ungheria (6) Viktor Orban (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) automazione (6) beni comuni (6) contante (6) fabrizio Marchi (6) famiglia (6) futuro collettivo (6) giovanni Tria (6) governo Gentiloni (6) ideologia (6) incontro internazionale (6) la variante populista (6) liberosambismo (6) migranti (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) pensioni (6) populismo democratico (6) sardegna (6) suicidi (6) suicidi economici (6) tecnica (6) terremoto (6) uber (6) utero in affitto (6) Alberto Negri (5) Angelo Panebianco (5) Anguita (5) Antonio Ingroia (5) Assad (5) Carola Rackete (5) Dario Guarascio (5) Decreto Dignità (5) Decreto sicurezza (5) Dimitris Mitropoulos (5) Federalismo (5) Federico Fubini (5) Ferdinando Pastore (5) Finlandia (5) Forza Italia (5) Franco Busalacchi (5) Giuseppe Mazzini (5) HAMAS (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Joël Perichaud (5) Kirchner (5) Lucca (5) Luigi De Magistris (5) MOHAMED KONARE (5) Marcello Teti (5) Mario Monforte (5) Marx (5) No Monti Day (5) No debito (5) Npl (5) Paolo Becchi (5) Parigi (5) Partito tedesco (5) Pier Paolo Dal Monte (5) Rete dei Comunisti (5) Romano Prodi (5) Rosatellum 2 (5) Sharing Economy (5) Stathis Kouvelakis (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Trump (5) Val di Susa (5) Wolfgang Munchau (5) Yemen (5) afghanistan (5) alleanze (5) banche popolari (5) brasile (5) califfato (5) camusso (5) chiesa ortodossa (5) cinema (5) confindustria (5) cuba (5) debitori (5) decreto vaccini (5) di Pietro (5) donna (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni. Lega (5) fratelli musulmani (5) giornalismo (5) giovani (5) governo (5) jihadismo (5) laicismo (5) massimo fini (5) pomigliano (5) procedura d'infrazione (5) proteste agricoltori (5) rifugiati politici (5) salvinismo (5) tremonti (5) wikileaks (5) 16 giugno Roma (4) ALBA (4) Africa (4) Alessia Vignali (4) Altiero Spinelli (4) America latina (4) Andrea Ricci (4) Anna Falcone (4) Antonio Amoroso (4) Aurelio Fabiani (4) Autostrade per l'Italia (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (4) Carovana di solidarietà (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Chiavacci Alessandro (4) Città della Pieve (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (4) Corea del Nord (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Deutsche Bank (4) Die Linke (4) Diego Melegari (4) Ernesto Galli Della Loggia (4) Felice Floris (4) Francesco Giavazzi (4) Frente civico (4) Fronte Sovranista Italiano (4) GIAPPONE (4) Giuliano Pisapia (4) Giulio Regeni (4) Giulio Sapelli (4) Imu (4) Incontro di Roma (4) JP Morgan (4) Jacques Nikonoff (4) Karl Polany (4) Kke (4) L'Altra Europa con Tsipras (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Leonardo Mazzzei (4) Luciano Canfora (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) Marcello Minenna (4) Marchionne (4) Martin Heidegger (4) Morgan Stanley (4) Mosul (4) NO TAP (4) Noi sicialiani con Busalacchi (4) Nuova Direzione (4) ONU (4) Oscar Lafontaine (4) Paolo Gerbaudo (4) Pci (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Prodi (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Sergio Starace (4) Simone Pillon (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) TAP (4) Tyssenkrupp (4) Varoufakis (4) Visco (4) Vladimiro Giacché (4) Xarxa Socialisme 21 (4) Xi Jinping (4) agricoltura biologica (4) al-Sisi (4) alceste de ambris (4) anarchici (4) antisemitismo (4) antisionismo (4) arancioni (4) bigenitorialità (4) carceri (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianesimo (4) cristianismo (4) curdi (4) demografia (4) diritti di cittadinanza (4) donne (4) elezioni 2017 (4) elezioni comunali 2017 (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) gender (4) greta thumberg (4) il fatto quotidiano (4) informatica (4) intelligenza artificiale (4) irisbus (4) irlanda (4) italia (4) ius soli (4) legge del valore (4) legge di stabilità 2017 (4) parti de gauche (4) patrimoniale (4) porcellum (4) precarietà (4) presidente della repubblica (4) primarie (4) protezionismo (4) risparmio (4) salute (4) saviano (4) seminario (4) sottoscrizione (4) spending review (4) spesa pubblica (4) statizzazione banche (4) transizione al socialismo (4) trattati europei (4) truffa bancaria (4) wikidemocrazia (4) xylella (4) 19 ottobre (3) Ahmadinejad (3) Alavanos (3) Albert Einstein (3) Alberto Alesina (3) Alessandro Somma (3) Alfiero Grandi (3) Antonella Stirati (3) Aquisgrana (3) Arabia saudita (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Benetton (3) Bergoglio (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Bloco de Esquerda. (3) Cerveteri Libera (3) Cia (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Commissione europea (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Diosdado Toledano (3) EDWARD SNOWDEN (3) Eleonora Forenza (3) Emanuele Severino (3) Ernest Vardanean (3) Eurasia (3) Fabio Nobile (3) Fabrizio Tringali (3) Fausto Sorini (3) Filippo Abbate (3) Francesco Neri (3) Francesco Salistrari (3) Fratoianni (3) Gianluigi Paragone (3) Gianni Ferrara (3) Giorgio Lunghini (3) Giuliana Nerla (3) Giulio Bonali (3) Giuseppe Pelazza (3) Goofynomics (3) Gramsci (3) Guido Grossi (3) HELICOPTER MONEY (3) Hezbollah (3) ISTAT (3) Ilaria Bifarini (3) Ivan Cavicchi (3) Jens Weidmann (3) Jugoslavia (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) MPL (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marcello Foa (3) Marco Bulletta (3) Marco Mainardi (3) Mario Volpi (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Massimo cacciari (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Milton Friedmann (3) Modern Money Theory (3) Moldavia (3) Morya Longo (3) Napoli (3) Nigel Farage (3) No e-45 autostrada (3) Noi Mediterranei (3) Olanda (3) Palermo (3) Panagiotis Sotiris (3) Paola De Pin (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Pkk (3) Poroshenko (3) Rinascita (3) Rodoflo Monacelli (3) Ruggero Arenella (3) Salento (3) Sarkozy (3) Scenari Economici (3) Six Pack (3) Stavros Mavroudeas (3) Ugo Arrigo (3) Ungheria. jobbink (3) VOX (3) Ventotene (3) Viareggio (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) austria (3) bollettino medico (3) crediti deteriorati (3) debito (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) diritto d'asilo politico (3) diritto di cittadinanza (3) divorzio banca d'Italia Tesoro (3) dollaro (3) economia sociale di mercato (3) euroasiatismo (3) forza nuova (3) giustizia (3) indignati (3) ines armand (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) machiavelli (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mezzogiorno (3) minijobs. Germania (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) occidente (3) oligarchia (3) olocausto (3) partito (3) partito democratico (3) psicanalisi (3) quota 100 (3) rai (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) robotica (3) sanità. spending review (3) seminario teorico (3) senato (3) sinistra transgenica (3) sme (3) social media (3) socialdemocrazia (3) sondaggi (3) sovranità e costituzione (3) sovrapproduzione (3) takfir (3) tassisti (3) terza assemblea P101 (3) terzo polo (3) tv (3) università (3) violenza (3) web (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 25 aprile 2017 (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Alberto Benzoni (2) Alberto Montero (2) Alétheia (2) Amando Siri (2) Amazon (2) Amodeo (2) Andalusia (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Arditi del Popolo (2) Armando Mattioli (2) Armando Siri (2) Assange (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Banca (2) Bandiera rossa in movimento (2) Benedetto Croce (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Blockchain (2) Bolivia (2) Bolkestein (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) Carc (2) Carlo Clericetti (2) Carlo Freccero (2) Carlo Romagnoli (2) Cernobbio (2) Certificati di Credito Fiscale (2) Cesarina Branzi (2) Cgia Mestre (2) Chantal Mouffe (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Claudia Castangia (2) Colonialismo (2) Comitato antifascista russo-ucraiono (2) Conte (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Dani Rodrik (2) De Bortoli (2) Der Spiegel (2) Diem25 (2) Domenico Losurdo (2) Don Giancarlo Formenton (2) Dugin (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Ego della Rete (2) Emilia Clementi (2) Emiliano Gioia (2) Enzo Pennetta (2) Eric Toussaint (2) Ettore Livini (2) European Quantitative-easing Intermediated Program (2) Extincion Rebellion (2) F.List (2) Federal reserve (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Filippo Gallinella (2) Fiumicino (2) Forestale (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Forum Popoli Mediterranei (2) Francesco Lamantia (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Futuro al lavoro (2) Generale Pappalardo (2) Gentiloni (2) Giacomo Bracci (2) Giacomo Russo Spena (2) Giada Boncompagni (2) Giancarlo Cancelleri (2) Gig Economy (2) Giorgio Gattei (2) Giovanni Gentile (2) Giuliano Amato (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Google (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hitler (2) Héctor Illueca (2) INPS (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italexit (2) Italia Ribelle (2) Iugend Rettet (2) Iugoslavia (2) JULIAN ASSANGE (2) Jacopo Custodi (2) Javier Couso Permuy (2) Juan Carlos Monedero (2) Juncker (2) Junker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Kurdistan (2) La Grassa (2) Lelio Basso (2) Lelio Demichelis (2) Leonardo SInigaglia (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marco Revelli (2) Marco Rizzo (2) Maria Elena Boschi (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Tronti (2) Mark Zuckerberg (2) Marocco (2) Massimo D'Antoni (2) Massimo PIvetti (2) Michele Serra (2) Michele fabiani (2) Microsoft (2) Militant (2) Moscovici (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) Mélenchon (2) Nadia Garbellini (2) Netanyahu (2) Nicaragua (2) Omt (2) Oriana Fallaci (2) Ostia (2) Paolo Maddalena (2) Papa (2) Partito comunista (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) PdCI (2) Pdl (2) Piano di eradicazione degli ulivi (2) Piemonte (2) Pippo Civati (2) Portella della Ginesta (2) Preve (2) Quarto Polo (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Reddito di inclusione sociale (2) Riccardo Bellofiore (2) Riccardo Ruggeri (2) Riscossa Italia (2) Roberto Ferretti (2) Rosanna Spadini (2) Rosarno (2) Rozzano (2) Ryan air (2) SPD (2) STX (2) Sahra Wagenknecht (2) Salistrari (2) Schumpeter (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Seconda Assemblea CLN (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Severgnini (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stefano Zecchinelli (2) Steve Bannon (2) Stiglitz (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Telecom (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Piketty (2) Tito Boeri (2) Tiziana Ciprini (2) Tltro (2) Tomaso Montanari (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Umberto Eco (2) Ursula von der Leyen (2) Valerio Bruschini (2) Von Der Leyen (2) Vox Italia (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) agricoltori indignati (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) animalismo (2) antimperialista (2) atac (2) banche venete (2) battaglia d'autunno (2) biotecnocrazia (2) blocco sociale (2) bontempelli (2) burkini (2) califfaato (2) calunnia (2) casa (2) clausole di salvaguardia (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) comuni (2) comunicazione (2) debito privato (2) denaro (2) deregulation (2) domenico gallo (2) due euro (2) dughin (2) elezioni comunali 2015 (2) elezioni comunali 2019 (2) embraco (2) enel (2) energia (2) ennahda (2) esercito (2) eugenetica (2) expo (2) export (2) fake news (2) fecondazione eterologa (2) fincantieri (2) fine del lavoro (2) foibe (2) frontiere (2) gaypride (2) genetica (2) gennaro Migliore (2) geoeconomia (2) giacobinismo (2) governicchio (2) guerra di civiltà (2) inceneritori (2) indignatos (2) industria italiana (2) intimperialismo (2) isu sanguinis (2) legge (2) legge di stabilità 2018 (2) lgbt (2) libano (2) liberi e uguali (2) libertà di pensiero (2) maidan (2) manifestazione 2 giugno 2018 (2) marina silva (2) mercantislismo (2) no expo (2) non una di meno (2) omosessualità (2) ong (2) paolo vinti (2) pareggio di bilancio (2) parlamento europeo (2) patria (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) patto politico (2) peronismo (2) petrolio (2) pietro ratto (2) poste (2) poste italiane (2) prescrizione (2) proporzionale (2) province (2) razionalismo (2) reddito di base (2) ricchezza (2) riduzione parlamentari (2) rifiuti (2) riformismo (2) rivoluzione russa (2) rivoluzione socialista (2) sciopero generale (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) silicon valley (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) società (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) studenti (2) tasso di cambio (2) teologia (2) transgender (2) transumano (2) ulivi (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) uscita da sinistra (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 100 giorni (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 19 ottobre 2019 (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 25 aprile 2018 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 4 novembre (1) 5G (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 8 settembre (1) 9 febbraio 2019 (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Aberto Bellini (1) Accellerazionismo (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) AirCrewCommittee (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alan Johnson (1) Alba Libica (1) Albania (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alexander Zakharchenko (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amintore Fanfani (1) Amoroso (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Andrew Spannaus (1) Angela Matteucci (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Anthony Coughlan (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Guarino (1) Antonio Rinaldis (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Apple (1) Arditi (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art 81 (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Articolo1 (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Atlantia (1) Attali (1) Augusto Graziani (1) Australia (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Bashar al-Assad (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bazar (1) Bcc (1) Bekaert (1) Belardelli (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Blade Runner 2049 (1) Boicotta Eurovision (1) Boikp Borisov (1) Bolsonaro (1) Bossi (1) Branko Milanovic (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Britannia (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) ByoBlu (1) C.f.. Governo giallo-verde (1) CARTA DI FIRENZE 2019 (1) CCF (1) CNL (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Calenda (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Caritas (1) Carlo Candi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Rovelli (1) Carmine Pinto (1) Casal Bruciato (1) Cascina Raticosa (1) Casini (1) Cassazione (1) Cassese Sabino (1) Catarina Martins (1) Cekia (1) Cesare Battisti (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christian Napolitano (1) Christian Rocca (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Civitavecchia (1) Claudia Zeta (1) Claudio Maartini (1) Claudio Magris (1) Claus Offe (1) Concita De Gregorio (1) Confederazione europea (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Coordinamento europeo per l'uscita dall'Unione (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Corte Europea sui diritti dell'uomo (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cristina Re (1) Cuperlo (1) DDL (1) Dagospia (1) Daisy Osauke (1) Damiano palano (1) Dan Glazebrook (1) Daniela Conti (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davide Gionco (1) Davos (1) De Masi (1) De Vito (1) Debora Billi (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Dimitris Christoulias (1) Dio (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Don Sturzo (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Elliott Gabriel (1) Emanuele Filiberto (1) Emilia-Romagna (1) Emilio Gentile (1) Emma Bonino (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrica Perucchietti (1) Enrico Angelini Partigiano (1) Enrico Gatto (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Erasmo vecchio (1) Ernesto Pertini (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Erri De Luca (1) Etiopia (1) Ettore Gotti Tedeschi (1) Eugenio Scalgari (1) Eunoè (1) Eurispes (1) Europa a due velocità (1) Evo Morales (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio De Masi (1) Fabio Dragoni (1) Fabio Mini (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio De Paoli (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Florian Philippot (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Foro di Sao Paulo (1) Forum Ambrosetti (1) Forum dei Popoli Mediterranei (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lenzi (1) Francesco Magris (1) Franco Venturini (1) Frauke Petry (1) Fred Kuwornu (1) Freente Civico (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabanelli (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bellini (1) Giacomo Bellucci (1) Giacomo Vaciago (1) Giacomo Zuccarini (1) Giancarlo Bergamini (1) Gim cassano (1) Giordano Sivini (1) Giovanna Vertova (1) Giovanni De Cristina (1) Giovanni Lo Porto (1) Giovanni Schiavon (1) Giovanni Tomei (1) Giovanni di Cristina (1) Giulia Grillo (1) Giuliana Commisso (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Ambrosetti (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tarro (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Glauco Benigni (1) Godley (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Grecia presidio 9/9/19 (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Lutrario (1) Guido Ortona (1) Günther Anders (1) HSBC (1) Hainer Flassbeck (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Hong Kong (1) Huawei (1) Huffington Post (1) IPHONE (1) IRiS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Illueca (1) Imposimato (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) Inge Höger (1) Intellettuale dissidente (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Intesa Sanpaolo (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jason Barker (1) Je so' Pazz' (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) Joel Perichaud (1) John Laughland (1) John Locke (1) John Pilger (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Shumpeter (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Jugend Rettet (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kelsen (1) Kemi Seba (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kirill Vasilev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kosovo (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Koutsianas Pantelis (1) Kruhman (1) Ktragujevac (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La Pira (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Left (1) Legge 194 (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) Lev Gumilev (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Riboli (1) Lidia Undiemi (1) Liguria (1) Lillo Massimiliano Musso. Leoluca Orlando (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Alfano (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Lorenzo Fioramonti (1) Lorenzo Fontana (1) Loris Caruso (1) Luca Donadel (1) Luca Pagni (1) Lucarelli (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luigi Zingales (1) Luka Mesec (1) López Obrador (1) M. Pivetti (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) MOSE (1) Macchiavelli (1) Macedonia (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcello Veneziani (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Cattaneo (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Marcuse (1) Margarita Olivera (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Marina Minicuci (1) Mario Esposito (1) Mark Rutte (1) Maroni (1) Marta Fana (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo Costa (1) Massimo Gramellini (1) Massimo Recalcati (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Matteo Pucciarelli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Blondet (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Vezzosi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Bocci (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Scradovelli (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Mdp (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Messico (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michelangelo Vasta (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Mihaly Kholtay (1) Milano (1) Milosevic (1) Milton Friedman (1) Mimmo Lucano (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Mladic (1) Mohamed bin Salman (1) Mohammad Javad Zarif (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Moshe Ya’alon (1) Moves (1) Movimento 77 (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimento democratici e progressisti (1) Movimento di Liberazione Popolare (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Nancy Fraser (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Nethanyahu (1) New York Times (1) Nicky Hager (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolas Dupont-Aignan (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Noelle Neumann (1) Noi sicialiano con Busalacchi (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) Nsa (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omnium (1) Onda d'Urto (1) Open Society Foundations (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) P01 (1) PCE (1) PCdI (1) PIANESI MARIO (1) POSSIBILE (1) PRISM (1) PSUV (1) Pablo Stefanoni (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Di Martino (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito Italexit (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Paul "Elliot" Singer (1) Paul De Grauwe (1) Paul Steinhardt (1) Per una sinistra rivoluzionaria (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piepoli (1) Pier Francesco Zarcone (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Gobetti (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Attinasi (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Pino Prestigiacomo (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RENAUD LAMBERT (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Radek (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Ramarrik de Milford (1) Ramon Franquesa (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) René Girard (1) Report (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Rino Formica (1) Risorgimento Meridionale (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Robert Mundell (1) Roberta Lombardi (1) Roberto D'Agostino (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Marchesi (1) Roberto Martino (1) Roberto Massari (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rocco Casalino (1) Rohani (1) Roma 13 ottobre 2018 (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rosatellum (1) Rossano Rubicondi (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) SYLVAIN LEDER (1) Sacko Soumayla (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Schengen (1) Schlageter (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) SiAMO (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Slavoj Zizek (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stanis Ruinas (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svitlana Grugorciùk (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tiziana Alterio (1) Tiziana Aterio (1) Tiziana Drago (1) Togliatti (1) Tommaso Nencioni (1) Tommaso Rodano (1) Tonia Guerra (1) Tony Manigrasso (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Tribunale dell'Aia (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ugo Mattei (1) Ulrich Grillo (1) Unicredit (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Valerio Colombo (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Venezia (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vito Lops (1) Vito Storniello (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) WHIRLPOOL (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wilders (1) Wolfgang Streeck (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zagrebelsky (1) Zaia (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zecchinelli (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) Zygmunt Bauman (1) aborto (1) accise (1) adozioni (1) aggressione (1) agorà (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) alta velocità (1) amanda hunter (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) antispecismo (1) antropocene (1) antropologia (1) apocalisse (1) appoggio tattico (1) arcelor Mittal (1) aree valutarie ottimali (1) armi (1) arresti (1) asia argento (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) ateismo (1) autogestione (1) autostrade (1) ballarò (1) battisti (1) benessere (1) big five (1) bilancia dei pagamenti (1) bioetica (1) biologia (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bomba atomica (1) bonapartismo (1) brigantaggio (1) bufale (1) bullismo (1) calcio (1) campagna di finanziamento (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) cassa depositi e prestiti (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) cdp (1) censis (1) censura (1) chokri belaid (1) comitato (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) confucio (1) consiglio superiore della magistratura (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) cretinate. (1) curzio maltese (1) cybercombattenti (1) cyborg (1) dabiq (1) dall'euro (1) dalla NATO e dal neoliberismo (1) david harvey (1) decalogo (1) decescita (1) decrescita felice (1) decretone (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) deportazione economica (1) depressione (1) di Monica Di Sisto (1) dichiarazione di Roma (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) dracma (1) ebraismo (1) economie di scala (1) economist (1) ecosocialismo (1) egolatria (1) elezioni comunali 2018 (1) elezioni regionali 2019 (1) enav (1) enrico Corradini (1) erasmus (1) esercito industriale di riserva (1) estremismo (1) eurasismo (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) fiducia (1) finan (1) finaza (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) forme (1) freelancing (1) fuga dei capitali (1) fusione dei comuni (1) genere (1) giusnaturalismo (1) global compact (1) gold standard (1) governabilità (1) governo neutrale (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra valutaria (1) hansel e gretel (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) illiberale (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) incendi (1) independent contractor (1) india (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) intena (1) intervista (1) ius sanguinis (1) ivana fabris (1) joker (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge Madia (1) legge anticorruzione (1) legge antisciopero (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) leva obbligatoria (1) lex monetae (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) liberiamo (1) libra (1) linguaggio (1) link tax (1) liste civiche. (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) luddismmo (1) lula (1) madre surrogata (1) mafiodotto (1) maghreb (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) massimo bray (1) massoneria (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) matteo bortolon (1) matteo brandi (1) megalamania (1) memoria (1) mercantilismo (1) mercato (1) mercato del lavoro (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) modernità (1) molestie (1) momento polany (1) monetarismo (1) moody's (1) nascite (1) nazion (1) nazional-liberismo (1) nazionalizzare le autostrade (1) neokeynesismo (1) no allo spezzatino (1) no vax (1) nobel (1) nomine ue (1) norvegia (1) numero chiuso (1) obiezione di coscienza (1) occupy wall street (1) oligarchia eurista (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) partite iva (1) partiti (1) partito americano (1) partito brexit (1) partito umanista (1) pecchioli luigi (1) personalismo (1) petiziion (1) piaciometro (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piero visani (1) piigs (1) politicamente corretto (1) politiche austeritarie (1) polizia (1) ponte Morandi (1) popolo (1) post-elezioni (1) post-operaismo (1) postumano (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) qualunquismo (1) questione meridionale (1) quinta internazionale (1) rampini (1) rappresentanza (1) recensioni (1) regione umbria (1) rete 28 Aprile (1) ride sharing (1) rider (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) robot killer (1) rosabrunismo (1) rublo (1) salafismo (1) salir del euro (1) sandro veronesi (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) seisàchtheia (1) sequestro minori (1) sfruttamento (1) sicurezza (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) smartphone (1) social forum (1) sondaggio demos (1) specismo (1) spionaggio (1) squatter (1) stadio (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) strategia militare (1) stress test (1) sud (1) suez (1) supe-bolla (1) supply-side economics (1) svimez (1) taglio parlamentari (1) takfirismo (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) torre maura (1) tortura (1) transumanismo (1) trappola della liquidità (1) trasformismo (1) trasumanesimo (1) trenitalia (1) triptrorelina (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uberizzazione (1) ultimatum (1) vademecum (1) vadim bottoni (1) valute (1) vattimo (1) vertice di Roma (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) wahhabismo (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)