venerdì 26 gennaio 2018

LA CAZZATA DI ALBERTO BAGNAI di Sandokan

[ 26 gennaio 2018 ]

Pasquinelli ha già spiegato perché da queste parti non siamo sorpresi che Bagnai sia andato con Salvini, che proprio oggi ci ha onorato di un'altra perla delle sue: il fascismo non fu poi così male, anzi, ha fatto tante cose buone. C'è chi minimizza e chi ritiene che se in Italia c'è una forza che può incubare il fascismo questa non è Casa Pound, ma proprio la Lega. Tesi esagerata? Di sicuro la Lega di Salvini non è più quella di un tempo, che di difetti ne aveva tanti ma, come diceva Bossi, si considerava fieramente antifascista. 



Prima di spiegare perché secondo me Bagnai ha fatto una grande cazzata è inevitabile segnalare come egli sia venuto meno alla parola data.

Primo esempio.
Mentre infuocava la polemica con SOLLEVAZIONE e i "marxisti dell'Illinois", Bagnai, precisamente il 9 agosto 2014 rispondeva così al Pasquinelli:
«Restatene col tuo 0.00000x%, e lasciami in pace. Tu vuoi fare un percorso politico (e di talento ne hai!), io no, quindi non capisco proprio cosa abbiamo da dirci...»
Secondo esempio.

Alla malcapitata (e sinistrata) Marta Fana, che lo accusava di pendere verso la Lega Nord (via Borghi Aquilini), Bagnai negò risolutamente, minacciando anzi querela per diffamazione (vedi immagine accanto).

Bagnai ha evidentemente cambiato idea, non solo ha scelto di fare carriera politica, la farà come riserva di Matteo Salvini. 
Perché? La risposta la troviamo in due teoremi. 

Il primo, il più inquietante, il Nostro ha ribadito l'altro giorno sul suo blog:
«Non c'è niente di nuovo: è tutto scritto in Michéa, compreso il fatto che esistono fasi storiche in cui, per difendere gli ideali "di sinistra", occorre prima distruggere la sinistra».
Ecco, qui, al netto di una certa dissonanza cognitiva, sta forse la spiegazione politica del suo connubio con Salvini, l'odio per la sinistra. 

E' giusto distruggerla? Dipende caro Bagnai. No, se questa distruzione, invece di essere condizione per la rinascita di una sinistra popolare democratica e rivoluzionaria, è funzionale a forze per loro natura reazionarie e liberiste. E poi, caro Professore, il tuo teorema è un po' fascista. Mi ricorda Mussolini, che come te serbava un tale immenso rancore verso i socialisti (che a parer suo non avrebbero compreso il suo talento ed il suo genio) che finì davvero, in alleanza con il Re e col grande capitalismo, per distruggerli. Tutti sanno come, e quale salato prezzo pagarono il Paese ed il popolo.

Veniamo al secondo teorema.
Uno degli accoliti a cui il Nostro ha fatto il lavaggio del cervello lo ha così candidamente espresso:
«Penso che la motivazione di Bagnai, che è appunto economista post-keynesiano (ossia “di sinistra”), sia la seguente: uscire dall’euro, in qualsiasi modo e con chiunque (quindi anche “da destra”), è comunque meglio, per il Paese e per i lavoratori (quindi più “di sinistra”), che rimanere nell’euro. E visto che la cosiddetta sinistra in Italia è inguaribilmente filo-europeista, non resta che candidarsi con un partito di destra. E purtroppo ha ragione».
Un condensato di Bagnai pensiero. Contro questa fetecchia di ragionamento ci siamo battuti, non pare invano per fortuna, sin dal 2013. Quello che i tuoi discepoli non capiscono tu lo capisci benissimo. Qui non è solo questione di euro-sì-euro-no. Qui è in ballo molto di più.
E' questione di come va muovendosi la storia, della sua direzione di marcia. Non vedi anche tu, caro Professore, la minaccia reazionaria che sale dagli abissi della crisi sociale? Non senti che la crisi dell'Occidente (sociale, politica e morale) sta alimentando spinte sordidamente fascistoidi?  Non pensi che consegnare il potere alle destre rafforzi la marea reazionaria?

Tertium non datur.

Se non lo vedi, sei un cieco o un fesso, e Dio ce ne scampi ad affidarti un ruolo di direzione di questo Paese disgraziato. Di passata: votare per te che sei coalizzato con Forza Italia, significa —questa legge elettorale ha le sue obbligazioni — portare voti a Berlusconi, quindi ad un governo eurista col PD — altro che uscita dall'euro!

Se lo vedi, e malgrado ciò che vedi, hai scientemente deciso di intrupparti con la nuova destra reazionaria salviniana dandogli più autorevolezza e aiutandola nel suo camuffamento nazional-popolare, allora sei un delinquente politico. Mi verrebbe da dire un nemico.

Ps.
Mi auguro, caro Professore, che non farai come Benedetto Croce, che ti ricrederai. Non aspettare che suoni la campana a morto dell'Italia repubblicana e democratica, sarebbe troppo tardi. 

Pps.
Se, putacaso avessi ragione io, allora avrebbe torto anche Stefano Fassina....
















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24 commenti:

  • Anonimo scrive:
    26 gennaio 2018 20:02

    La mia impressione è che essendo la vecchia sinistra di sua maestà in declino come sua maestà (gli USA vecchio regime) siano in corso manovre per creare una nuova sinistra di sua maestà col nuovo re, il nuovo corso americano. A destra abbiamo già visto fenomeni come i trumpisti d'Italia.

    Solo che a differenza del vecchio corso, il nuovo corso storico sarà molto meno tranquillo e ci sarà molta meno trippa per gatti. Una nuova sinistra di sua nuova maestà avrebbe vita assai complicata, il costo ovviamente lo pagheremmo sempre noi, il popolo.

    Di cosa avremmo davvero bisogno invece dopo una simile restaurazione?

    A Parigi i disoccupati, al grido di "pane o piombo", innalzarono la bandiera rossa: fu la prima volta in cui questa emerse come simbolo del proletariato

    Una nuova prima volta ma adatta ai nostri tempi. Solo non riesco a vedere gruppi forti a sufficienza anche solo per iniziare.

    Magari col peggiorare della crisi qualcosa cambia, sono però piuttosto scettico sul fatto che possano farlo Bagnai o Fassina.

  • Anonimo scrive:
    27 gennaio 2018 05:02

    La cosa positiva è che se Bagnai riesce a saltare sul Titaniconcordia potrà mostrare la sua vera natura politica, nella probabile ipotesi che il partito più grande resti quello degli astenuti/schifati, magari in crescita, più del Pude.

    Continuerà a indicare a silviorenzigiggino l'iceberg che ormai si vede a occhio nudo o entrerà in sala macchine e metterà del caviale tra gli ingranaggi?
    E se invitato a suonare ("suona ancora Albe'"), si lascerà lusingare come un qualsiasi "clavicenbalista di pianobar che vende a tutti quello che fa" o metterà da parte il narcisismo ed ergendosi sulle teste prezzolate vomiterà la catarsi keynesiana?

    Non (lo) voto ma spero che venga eletto, insieme a Razzi, Brunetta e Minetti.francesco

  • Anonimo scrive:
    27 gennaio 2018 11:48

    "Ecco,qui,al netto di una certa dissonanza cognitiva,sta forse la spiegazione politica del suo connubio con Salvini,l'odio per la sinistra";per l'appunto:com'è possibile odiare questa pseudo sinistra che ci ha regalato tanti e poi tanti momenti di autentica felicità sociale e individuale(per pochi eletti),trascinandoci con la loro immarcescibile cinghia di trasmissione "sindacale"nell'attuale stato di protettorato governato con "lungimiranza"(per lor signori)da una borghesia compradora che avrebbe fatto impallidire quelle sudamericane?Già,com'è possibile non amare questa pseudo sinistra che con un loro rappresentante come primo ministro auspicava un dialogo e un confronto con i "trogloditi" che oggi chiama razzisti,populisti e xenofobi,definendoli allora, combattenti di una giusta causa?Già,com'è possibile non amare questa pseudo sinistra che già negli anni settanta sbandierava la "necessità"(sic)di una "politica dei sacrifici"(a senso unico), la giustezza per "senso di responsabilità verso il paese"(leggi a favore del capitale),della cosiddetta "svolta dell'Eur"che ha definitivamente affossato il conflitto capitale/lavoro,istaurato il regime di voto maggioritario,imposto al governo un agente del capitale multinazionale e dulcis in fundo,"la buona scuola,il jobs act,la soppressione dell'art.18 e il tentativo di scardinare la Costituzione.Già,come si può non amare questa pseudo sinistra?

  • Anonimo scrive:
    27 gennaio 2018 14:52

    Ancora non è chiaro chi è stato ed è il miglior alleato della pseudo sinistra?
    Ma si può odiare la pseudo sinistra e poi optare per il suo migliore alleato?

    Lo aveva scritto da qualche parte, AB, che non si schierava cedendo al ricatto del "meno peggio", che preferiva astenersi...appunto, "lo aveva scritto", oggi ha cambiato idea, grazie all'umanità autenticamente di destra di Salvini.

    Adesso, finalmente, il ragionamento si fa Politico: non basta solo fare le analisi giuste, conta anche il "come" e il "chi" nel condurre la battaglia democratica per la loro applicazione, ci vuole una Visione, per dare corpo al proprio ideale, alla passione al sogno/utopia.

    Mentre l'umanità, bucce della Storia, con la quale è entrato in contatto da queste parti sembrerebbe essere stata derubricata e inserita nella cornice "sinistra del Midwest" sovrapponibile a quella prezzolata del "Manifesto", dove, da uomo sedicente "de sinistra", si tolse lo scrupolo di rivolgersi (ha fatt' ammuina) per la prima uscita pubblica delle sue posizioni anti Euro.francesco

  • Anonimo scrive:
    27 gennaio 2018 15:06

    "come si può non amare questa pseudo sinistra?"

    Odiare questa pseudo sinistra è giusto ma significa anche e soprattutto stare attenti al fatto che un altra pseudo sinistra può formarsi, magari anche fuori dall'euro e dall'UE, che farebbe nella sostanza le stesse cose di quella che l'ha preceduta anche se secondo modalità differenti.

    Significa stare attenti a quei personaggi attorno ai quali una nuova pseudo sinistra può rinascere, questi sono proprio quelli che contro la vecchia pseudo sinistra strillano.

    Personaggi che devono essere osservati con attenzione, con la dovuta diffidenza e senza fidarsi ciecamente come molti sembrano invece fare.

  • Pausilypon scrive:
    27 gennaio 2018 15:18

    Discorso troppo ideologico che sconta i limiti di un'impostazione basata su una rappresentazione obsoleta della politica. Perché nel frattempo si è passati da una contrapposizione per classi ad una contrapposizione tra Stati. Con la conseguenza che oggi l'Italia è prigioniera di una gabbia di regole e di meccanismi ordoliberisti che ci sono piovuti addosso per colpa di una classe dirigente che si professava di sinistra e che ne ha traviato completamente lo spirito e smarrito il significato di un'appartenenza.
    Pertanto se sono imprigionato cercherò di spezzare le catene, magari collaborando con il mio compagno di cella, benché egli si sia sempre professato di destra. Poco male.
    Anzi, se l'esperienza mi ha insegnato a dubitare dei vecchi compagni di scuola, parecchi dei quali si sono rivelati dei doppiogiochisti, farò in modo tale di non fare il minimo cenno con loro di quali siano le mie reali intenzioni, fintantoché non avrò riconquistato la libertà. A quel punto, ognuno potrà andare per la sua strada.

  • Anonimo scrive:
    27 gennaio 2018 18:14

    Il problema non è, per me, la valutazione della scelta di Bagnai: probabilmente è sbagliata, e dovuta al suo carattere narcisista e individualista, ma mi è abbastanza indifferente dato che non ha mai rappresentato, per me, un punto di riferimento. Il problema è di chi, come "Sandokan", continua a leggere il conflitto di oggi con le mappe geografichje del secolo scorso, individuando nella Lega (ma potrebbe essere Casapound o altri) l'emergere del problema dell'antico spettro del "fascismo". Ora, noi abbiamo una Unione Europea che è intrinsecamente nazista: e la definizione di nazismo non è campata in aria tanto per insultare, ma una considerazione ragionata sul rapporto fra competitività e solidarietà che anima quella organizzazione. Quella istituzione è sorretta dalle forze liberali, libertarie & antifasciste di tutta europa. Quella struttura ha i suoi squadristi che cercano di riportare con la violenza la società ai valori conformi ai desiderata dello sviluppo capitalistico globalizzato, e questi sono gli "antifa". E ancora qualcuno vuole praticare il vecchio "antifascismo"? Se c'è qualche fascista (o meglio, "squadrista") da cercare basta rivolgere l'attenzione a quella congerie di gruppi e comportamenti che si muove attorno a molti "centri sociali", e che oggi prendono di mira Casapound, ieri o domani Lega, cattolici di Adinolfi, destra di Berlusconi o giornalisti troppo curiosi. Per capire cos'è il fascismo come movimento di massa non serve leggere il pensiero inarticolato di Casapound, ma serve invece leggere "Psicologia di massa del fascismo" di W. Reich e notare come c'è una perfetta corrispondenza, fatto salvo il cambiamento di fase storica, fra i fascisti di allora e gli anarco-liberali di oggi. Mi fa sorridere, tanto per restare in argomento, chi dice che Casapound "potrebbe essere un avversario in un'altra fase storica". IN UN'ALTRA FASE STORICA? Forse chi scrive queste scempiaggini non si rende conto che quando i nostri costituenti scrissero la Costituzione repubblicana la fase storica era "già cambiata". La Costituzione, risultato del confronto fra liberali, social-comunisti e cattolici del CLN, venne approvata quando il governo Giolitti aveva già cacciato socialisti e comunisti dal governo. Quindi, secondo questi soggetti, Togliatti avrebbe dovuto dire No al Cln perché liberali e cattolici sarebbero stati avversari "in un'altra fase storica", fase storica che come vediamo era molto, ma molto vicina.... Oppure abbiamo Fiorenzo Fraioli che considera Casapound come avversari perché dichiarano la loro appartenenza spirituale all' Europa, come se la nostra civiltà e anche noi stessi avessero qualche radice diversa da quelle greco-cristiane che hanno formato la cultura e il pensiero europeo.

    Niente da fare, io personalmente non voglio niente a che fare con "antifa" e liberal sinistri, e o P101 e Sollevazione rompe in modo drastico e definitivo i rapporti con questa cultura (cosa che io vedo ad oggi abbastanza improbabile) o io me ne vado (e del resto non sono nemmeno un iscritto a P 101, solo alla CLN).

    Saluti e baci

    A.C. (Siena)

  • Barbaro D'Urso scrive:
    27 gennaio 2018 23:49

    Ragazzi,

    al giorno d'oggi la faccia tosta è una delle doti più utili non solo per sopravvivere, ma pure per avere successo.

    A Roma si dice: «mejo esse fortunati che ricchi». Io aggiungo: «fortunati e co' 'na gran bella faccia da...». E ci siamo capiti!

    Qui tanti sono marxisti - o almeno si definiscono tali - e dunque dovrebbe essere chiaro ai più il rapporto fra struttura e sovrastruttura.

    Nel caso di Bagnai la struttura è rappresentata dalle sue necessità, dai suoi scopi personali e dalle azioni concrete messe in pratica per tali scopi, mentre la sovrastruttura è rappresentata dalle giustificazioni che costui porta a sostegno delle sue azioni... Giustificazioni che mi astengo dal definire "ideologiche" - è questo un termine che implica una raffinatezza qui assente - e che preferisco definire "affabulatorie"...

    Io un libro di Michéa l'ho letto. Si tratta di "I misteri della sinistra. Dall'ideale illuminista al trionfo del capitalismo assoluto". Per quanto sia ampiamente chiaro che questo intellettuale francese sia un avversario delle sinistre mainstream per quello che sono oggi, non mi risulta però che costui auspichi lo schierarsi con forze apertamente reazionarie e anch'esse antipopolari, mettendosi a loro disposizione e facendo il loro gioco.

    Oh, forse mi sbaglio e mi sono scordato qualche passo di questo libro oppure ignoro qualche recente dichiarazione pubblica di Michéa, ma nel caso mi auguro che qualche solerte "bagnaista" all'ascolto ci fornisca un preciso riferimento in proposito. Se fosse, riconoscerò l'errore. Ma se non fosse...

    Passando al volo all'affermazione di Salvini sul fascismo, beh, io anziché scandalizzarmi come tante "anime belle" che poi all'atto pratico si comportano esattamente come il regime che fu (sbirri e manganello per oppositori e dissenzienti, distruzione della dignità e dell'autonomia del mondo del lavoro per fare i porci comodi degli interessi capitalisti, complicità e servile appoggio a tutte le aggressioni imperialiste e via dicendo) rilancerei dicendo:

    Beh, il Socialismo Reale avrà pure avuto le sue pecche e compiuto gravi errori, ma come la vogliamo mettere con il lavoro garantito per tutti, la scuola completamente gratuita fino ai livelli accademici più alti, l'assistenza sanitaria egualmente universale e gratutita, l'eccellente livello della ricerca scientifica e tecnologica - pensiamo al primo oggetto artificiale, al primo essere vivente, al primo uomo e alla prima donna in orbita solo per limitarci al settore aerospaziale -, la possibilità di praticare un gran numero di sport raggiungendo i più grandi successi a livello internazionale, l'aver sostenuto le lotte anticoloniali e antiimperialiste di molti popoli del mondo, l'aver obbligato - per il solo fatto di esistere - i capitalisti occidentali a cedere almeno un minimo di welfare state ai cittadini di molti dei loro paesi...

    Voi che ne dite?

    Chiudo ricordando che ieri era il decimo anniversario della morte di George Habash, valoroso combattente contro l'imperialismo e fondatore del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina.

  • Anonimo scrive:
    28 gennaio 2018 07:20

    Per me tutte le analisi vanno lette in prospettiva, ogni parola può avere un alto/basso e un sx/dx, distinguendo inoltre tra relatività generale o ristretta.

    La valutazione della Lega e CasaP, nella fase attuale, come "nemici" è corretta nella prospettiva che essi OGGi si richiamano a modelli/visioni/alleati OGGI distanti se non opposti alla CLN.

    Ma, OGGI, su alcuni temi Lega e Casap sono anche virtualmente "nostri" (la posizione mediamente dominante su questo Blog) alleati, talvolta fascisteggianti, contro "nemici" Euro-cratici, convintamente nazisteggianti (significa che la distanza di Lega e CasaP dai Banchieri è maggiore di quella con la CLN).

    Insomma, per me è corretto, se correttamente contestualizzato, chiamarli "avversari" o "nemici", o addirittura, su un lunghissimo periodo, e salvo nostre o altrui conversioni, "amici" o "compagni", di Verdi Praterie.francesco

  • Redazione SollevAzione scrive:
    28 gennaio 2018 09:19

    Caro A.C.

    le tue osservazioni sarebbero giuste se fosse vero che l'Unione europea fosse un'entità nazista.
    Ma non è così.

    Proprio perché abbiamo divorziato con l'antifascismo paranoico stile "antifa" —cosa che facemmo molto tempo addietro assieme al compianto Costanzo Preve—, diversamente dagli antifa paranoici, noi usiamo le categorie politiche in modo serio e non a vanvera.

    Vedere nazismo a fascismo ovunque, ecco l'errore primigenio degli antifa.

    No, l'Unione europea non è per niente una costruzione nazista.

  • Anonimo scrive:
    28 gennaio 2018 11:14

    Se A.C. con "nazista" intende il cinico ed efficiente dispositivo socio/mediatico/economico che ha provocato e sta provocando drammi e suicidi (economicidio) dal Portogallo alla Grecia e dalla Libia all'Irlanda allora l'aggettivo mi sembra appropriato.

    Un esempio di mentalità nazista: le fucilazioni, con tutti quegli schizzi di sangue, creano turbamento nella truppa e nei campi di concentramento si creano le più discrete e micidiali camere a gas.

    Se l'euro-pa non è più una gabbia asfittica sarei il primo a compiacermene.
    Cosa dice l'euro-crazia dei nazisti in giro per l'europa?
    Cosa direbbe Preve di sedicenti nazisti, fascisti, destre e sinistre?

    Un metodo per comunicare evitando fraintendimenti è non avere la presunzione di adottare la sola e vera nomenclatura: le parole possono solo descrivere la realtà, non sono la realtà.
    Anche descrivere la realtà con le stesse parole non svela niente della realtà osservata ma solo della condivisione del linguaggio e del punto di vista degli osservatori.

    Se nonostante le cose condivisibili di Preve dovesse "prevalere" la guerra orizzontale, quella tra poveri(il dispositivo nazista del Complesso militare-industriale-finanziario riesce a far sì che questo accada), con autentici e finti paladini dei poveri sui due fronti , le categorie alto/basso verranno "sospese" in favore delle altre, dx/sx.

    Prima di espugnare Berlino si deve resistere e vincere a Stalingrado.francesco

  • Anonimo scrive:
    28 gennaio 2018 11:17

    "il lavoro garantito per tutti"

    Esatto, questa è la differenza fra chi vuole davvero cambiare le cose e chi no (che non significa necessariamente aderire alla proposta MMT solo perché attualmente è l'unica in circolazione). La sola dizione "piena occupazione" senza specificare altro non significa nulla. E chi lascia non specificato un punto così importante è un malintenzionato oppure un ingenuo che altri malintenzionati potranno agevolmente sfruttare.

  • Anonimo scrive:
    28 gennaio 2018 14:45

    Leggiamo quello che il nostro scrive oggi sul suo blog:

    rafforzare il peso negoziale della Lega, e sperare quindi in un atteggiamento meno passivo e più costruttivo del nostro paese nei riguardi delle istituzioni "europee"

    Ogni commento è superfluo.

  • Aldo Zanchetta scrive:
    28 gennaio 2018 17:27

    Leggo i commenti di Moreno Pasquinelli e di Sandokan sulla scelta di Bagnai di candidarsi con la Lega e resto perplesso. A chi giova questo modo di mescolare politica, moralismo e talora tono da osteria (vedi il titolo dell’intervento di Sandokan) per affrontare la diversità di opinioni e di strategie politiche?
    Un caro, carissimo amico (col quale dissento in questo caso senza che venga meno l’amicizia e il rispetto), con una storia personale di ‘sinistra’, nelle scorse elezioni ha votato Salvini e ha deciso di votarlo di nuovo. Perché ritiene sia l’unico aa avere sull’euro una posizione credibile Per meglio rispiegarmi il perché della sua scelta, mi ha mandato un articolo di Maurizio Blondet che potete leggere su https://www.maurizioblondet.it/salvini-candida-bagnai-alzando-qualche-tacca-er-dibb.
    Un paio di persone che avevo portato a seguire questo blog con interesse mi hanno manifestato ieri la propria sfavorevole impressione di fronte ai citati interventi, che si unisce alla mia. E questo modo di sparare giudizi fra l’altro è in contraddizione col modo più analitico e correttamente politico usato affrontando su questo blog dalle stesse persone su altri temi.
    Aldo Zanchetta

  • Anonimo scrive:
    28 gennaio 2018 23:13

    Bagnai non è un politico quindi ci sta che possa fare una cazzata.
    Non è nemmeno un fanatico del politicamente corretto, non avendo mai perso occasione di sfanculare i piddini altraeuropeisti, quelli che vogliono sbattere i grugni sul tavolo.francesco

  • sandokan scrive:
    29 gennaio 2018 11:34

    Gentile Zanchetta,

    avevo già letto l'articolo di Blondet.
    Comprendo che non le piaccia il titolo da "osteria" che ho voluto dare al mio pezzo, io invece non sopporto la piaggeria con cui il Blondet parla del Salvini. Non è solo questione di stile (ognuno ha il suo). Qui si tratta di visione della società, del futuro del Paese, di strategia politica. Bagnai da bene che la Lega e Salvini sono, come dire, "diversamente liberisti", ovvero, sovranisti a parole ma neoliberisti nei fatti. Non a caso flat tax e elogio a TRUMP —e alla sua corte della Goldman Sachs!!!!
    Lei può girarla come vuole ma dare manforte a questo pezzo di classe dominante, come minimo, è una "cazzata".
    Penso in verità che sia qualcosa di peggio, sintomo del vizio storico degli intellettuali italiani, cortigiani sempre pronti a salire sul carro del probabile vincitore (Gramsci docet).
    Da anni il Bagnai andava ripetendo che tanto l'euro morirà e che il trapasso sarebbe stato gestito dai dominenti.
    Ecco, appunto, lui s'è messo al servizio....

  • Simona N. scrive:
    29 gennaio 2018 20:00

    Quindi, chiedo all'autore, siamo alla fase del passaggio alle monete nazionali?
    Vede la possibilità di una sinistra sovranista l'autore? Io purtroppo no. La sinistra ha nel sua Dna l'internazionalismo e l'antinazione

  • Marco Giannini scrive:
    29 gennaio 2018 23:57

    Io invece penso che Bagnai in Parlamento equivalga a più presenze in TV e sui giornali dove finalmente si sentano dire le cose come stanno. http://corrierediviterbo.corr.it/video/tv-news/340765/bagnai-lega-ci-stiamo-sgretolando-l-unione-monetaria-fallira.html

  • Redazione SollevAzione scrive:
    30 gennaio 2018 12:19

    «Quindi, chiedo all'autore, siamo alla fase del passaggio alle monete nazionali? Vede la possibilità di una sinistra sovranista l'autore? Io purtroppo no. La sinistra ha nel sua Dna l'internazionalismo e l'antinazione».

    (1) Come MPL-P101 abbiamo sempre considerato che la crisi sistemica del 2007-2009 suonava "le campane a morto della globalizzazione", cioè si apriva la fase (storica) del risorgimento degli stati nazionali. Brexit e vittoria di Trump, tra gli altri fattori, dimostrano la giustezza di questa analisi. Il disfacimento dell'Unione, per quanto le resistenze siano forti, è da spiegare in questo quadro. Il passaggio alle monete nazionali, al netto dell'insostenibilità della moneta unica, è anzitutto conseguenza di questo passaggio d'epoca post-globalizzazione.
    (2) Nel post-globalizzazione, emarginati eurofanatici e pro-globalisti a vario titolo, la battaglia politica per l'egemonia ed il potere sarà tra i due campi anti-globalisti: quello reazionario nazional-liberista (di cui Lega e CPI sono l'embrione) e quello del sovranismo costituzionale.
    (3) Non è vero che tutta la sinistra sia globalista. Noi ne siamo una dimostrazione. La battaglia tra le due anime, quella patriottico-socialista e quella cosmopolitica è solo agli inizi. Chi ha più filo da tessere tesserà... Chi va in senso contrario al corso della storia verrà spazzato via.

  • saverio primavera scrive:
    30 gennaio 2018 16:40

    Mi rivolgo direttamente alla redazione di Sollevazione. La lega non va bene. E allora? Che faccio, il 4 marzo me ne sto a casa a guardare la tv? Soluzioni migliori?
    Saverio

  • Redazione SollevAzione scrive:
    31 gennaio 2018 16:38

    caro Saverio,

    attendiamo la decisione del Consiglio nazionale di Programma 101, organizzazione in cui chi anima questo blog fa parte.
    Sappiamo che esso si riunisce questa sera, 31 gennaio.
    Nel caso venga presa una decisione finale SOLLEVAZIONE la pubblicherà già domani nel pomeriggio.
    Di una cosa (salvo sorprese che escludiamo) si darà indicazione di voto per la lega di Salvini.
    Oh, non è che il futuro del nostro Paese dipenda dalla mezza-farsa elettorale del 4 marzo!

  • Anonimo scrive:
    1 febbraio 2018 14:26

    Oh, non è che il futuro del nostro Paese dipenda dalla mezza-farsa elettorale del 4 marzo"

    Parole sensate e che condivido. Personalmente non ho votato cinque anni fa e non voterò neppure quest'anno. Sono al quarto anno di disoccupazione so che la mezza-farsa elettorale del 4 marzo non cambierà neppure il mio futuro personale.

  • Mik scrive:
    15 marzo 2018 11:27

    Bagnai non si è mai dichiarato marxista, bensì keynesiano, quindi senza dubbio più un socialista-liberale che non un comunista. Non trovo così strano che si sia candidato per la Lega, partito a cui strizzava l'occhio da almeno 4-5 anni ( dopo una fase di vicinanza ai 5s, prima del 2011 invece non ho idea di cosa votasse, forse nessuno). Sicuramente ci sono degli aspetti del programma leghista non particolarmente ascrivibili al Bagnai pensiero ( penso sopratutto alla flat-tax, anche se lo stesso Bagnai ha detto che dopo averla studiata ha meno perplessità in quanto a suo dire non imposta regressiva per la sua presenza di franchigie e zone di esenzione) ma Bagnai, da uomo pragmatico qual è, ha fatto un calcolo molto semplice : oggi la cosa che mi interessa di più è abbattere l'Euro, e il nemico più forte dell'Euro tra i partiti italiani che contano qualcosa è la Lega : quindi il nemico del mio nemico diventa mio amico.

  • Mik scrive:
    15 marzo 2018 12:02

    Chiedo venia, volevo scrivere un liberale-sociale e non un socialista-liberale...distinzione che sembra insignificante ma non lo è :)

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