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lunedì 26 dicembre 2016

LA SINISTRA E IL MARTIRIO DI ALEPPO di Farouk Mardam-Bey


[ 26 dicembre ]

"Come siriano che si è sempre identificato politicamente con la sinistra, sono particolarmente inorridito da quegli uomini e donne che si definiscono 'di sinistra' —e che pertanto dovrebbero essere solidali con le lotte per la giustizia in tutto il mondo— e tuttavia sostengono apertamente il regime del Assad, padre e figlio, che sono i principali responsabili del disastro siriano.

Dopo quattro mesi di intensi bombardamenti dell'aviazione russa, dell'esercito di Bashar Al-Assad, insieme con le milizie sciite provenienti da tutto il mondo e mobilitate dai mullah iraniani, hanno ormai finito di 'liberare' Aleppo est. Liberata da chi? Dai suoi abitanti. Più di 250.000 abitanti sono stati costretti a fuggire dalla loro propria città per sfuggire massacri, come aveva fatto la gente di Zabadani e Daraya prima di loro, e così come molti altri siriani, e la sistematica 'pulizia' sociale e settaria continua nel loro paese sotto la copertura di una massiccia campagna di disinformazione mediatica.
Farouk Mardam-Bey


Che in Siria i ricchi residenti di Aleppo, appartenenti a tutte le sette religiose, gioiscano per essere stati liberati della "feccia" - cioè le classi povere che popolavano Aleppo est - non è affatto sorprendente. Siamo abituati a questo: l'arroganza delle classi dominanti è universale.

Che i mullah sciiti, bloccati in un'altra epoca, celebrino l'evento come una grande vittoria dei veri credenti sopra i miscredenti omayyadi, o proclamino che Aleppo è stata sciita nel passato e lo ridiventerà ancora una volta, può anche essere compreso se si ha familiarità con la loro dottrina, delirante come quella dei loro omologhi sunniti.

Infine, che i politici occidentali e gli 'opinion maker' di estrema destra affermino, apertamente, il loro sostegno per Assad, è anche abbastanza naturale. Queste persone non hanno null'altro se non il disprezzo per gli arabi e i musulmani, e credono, oggi come sempre, che queste "tribù" devono essere guidate con un grosso bastone. 

Ma come si fa a non esplodere di rabbia quando si leggono le dichiarazioni a sostegno del regime degli Assad, padre e figlio, emesse da uomini e donne che affermano di essere 'a sinistra', e che simpatizzano con le lotte per la giustizia in tutto il mondo?

Come non esasperarsi quando li si sente lodare l'indipendenza, la laicità, il carattere progressista, e perfino il "socialismo" di un clan senza legge che ha preso il potere con un colpo di stato militare più di quarantacinque anni fa, e la cui unica preoccupazione è quella di restare al potere esercitando potere per sempre?

"Assad per sempre", "Assad o nessuno", "Assad o bruciamo il paese", cantano i sostenitori di Assad. E i suoi sostenitori "di sinistra" fanno un cenno di approvazione con il pretesto che non c'è altra scelta: o lui o ISIS.

Eppure, i siriani che che si sono sollevati nel corso del 2011, sono stati i primi a condannare con forza i gruppi jihadisti di ogni tipo e genere, ed in particolare ISIS, denunciando che hanno infestato la loro rivolta popolare dopo che essa è stata costretta alla militarizzazione.

Completamente estranei alle esigenze di libertà e di dignità della rivolta popolare, questi gruppi jihadisti hanno concentrato i loro attacchi principalmente sulle forze vitali dell'opposizione, sia civile che militare, e inciso negativamente sulla popolazione nelle aree che sono riusciti a controllare. Così facendo, hannorafforzato la propaganda di Assad all'interno della Siria, così come a livello internazionale, che gli permette di ritrarre se stesso come un difensore delle minoranze religiose.

Gli stessi siriani hanno inoltre più volte espresso la loro sfiducia verso coloro che hanno preteso, e continuano a farlo, di rappresentarli, e che hanno dimostrato di essere incredibilmente incompetenti. Sperando in un intervento occidentale militare, ovviamente mai voluto dall'amministrazione Obama, asserviti a questo o quel paese vicino (Arabia Saudita, Qatar e Turchia), divisi tra loro e inesistenti sul terreno, questi rappresentanti autoproclamati erano incapaci di affrontare il mondo con un discorso politico coerente. 

Ma né intrusione jihadista, né carenze di rappresentanti autoproclamati della rivoluzione siriana, né alcun argomento utilizzato per giustificare l'ingiustificabile, può invalidare due fatti fondamentali: che i siriani avevano mille ragioni alla rivolta, e che lo hanno fatto con eccezionale coraggio, in condizioni di indifferenza quasi universale, contrastando il terrore senza limiti del clan al potere, le ambizioni imperiali dell'Iran e, dal settembre 2015, un intervento militare russo approvato dagli USA che ha già ucciso diverse migliaia di civili.

Questa è "la Siria di Assad" —in cui l'Iran e la Russia agiscono a loro piacimento, insieme come separatamene, e il cui futuro ora si basa esclusivamente sui loro accordi e disaccordi— indipendente e anti-imperialista? Gli ammiratori 'di sinistra' del regime di Assad vadano a leggere il trattato inconcepibile che ha firmato il 26 agosto 2015, la concessione di esorbitanti privilegi alla Russia, nonché l'immunità completa e permanente per quanto riguarda tutti i danni causati dalla sua forza aerea.

Come si può seriamente definire "storico" un regime che, fin dal suo inizio e al fine di perpetuarsi all'infinito, ha cercato di avvelenare i rapporti tra le comunità religiose? che tiene alawiti e cristiani in ostaggio per le sue politiche? che ha presieduto la contaminazione della società siriana nella forma più oscurantista del salafismo, e ha manipolato tutti i tipi di jihadisti, e non solo in Siria?

Come si può definire "progressista" il promuovere il tipo più selvaggio di capitalismo, o impoverire e marginalizzare milioni di cittadini che a malapena sopravvivono nelle periferie delle principali città? Questi siriani impoveriti sono stati la componente sociale principale della rivoluzione, e sono diventati l'obiettivo principale dell'artiglieria pesante del regime, delle bombe a barile e delle armi chimiche. "Uccideteli fino all'ultimo», ordinarono gli shabbiha (i teppisti di Assad) fin dall'inizio della rivolta, in modo che la nuova borghesia "progressista" avrebbe così potuto saccheggiare in modo sicuro la ricchezza della nazione, e accumulare miliardi di dollari in paradisi fiscali! 

Se quanto sopra non è sufficiente, si può anche ricordare ai sostenitori 'di sinistra' di Assad dei crimini contro l'umanità perpetrati impunemente dal padre di Bashar, Hafez, nel corso dei suoi trent'anni di governo autocratico. Due luoghi li riassumono: la città di Hama, dove oltre 20.000 persone, forse 30.000, sono state massacrate nel 1982, e la prigione di Palmyra, l'equivalente di un campo di sterminio, dove i carcerieri si vantavano di trasformare gli uomini torturati in insetti. È questa la stessa impunità che alcuni 'a sinistra' - ahimè - vogliono estendere a Bashar Al-Assad, il colpevole e principale responsabile del disastro in corso con oltre dieci milioni di sfollati, centinaia di migliaia di morti, decine di migliaia imprigionati che hanno subìto torture ed esecuzioni sommarie in prigione.

Fino a quando i carnefici non saranno sconfitti e puniti, il martirio senza fine della Siria rischia di prefigurarne molti altri in tutto il mondo —un mondo dal quale la Siria sarà scomparsa."

* Fonte: PULSE
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12 commenti:

  • amaryllide scrive:
    26 dicembre 2016 11:16

    “nelle condizioni dell'oppressione imperialistica, il carattere rivoluzionario del movimento nazionale non implica affatto obbligatoriamente l'esistenza di elementi proletari nel movimento, l'esistenza di un programma rivoluzionario o repubblicano del movimento, l'esistenza di una base democratica del movimento. La lotta dell'emiro afghano per l'indipendenza dell'Afghanistan è oggettivamente una lotta rivoluzionaria, malgrado il carattere monarchico delle concezioni dell'emiro e dei suoi seguaci, poiché essa indebolisce, disgrega, scalza l'imperialismo... La lotta dei mercanti e degli intellettuali borghesi egiziani per l'indipendenza dell'Egitto è, per le stesse ragioni, una lotta oggettivamente rivoluzionaria, quantunque i capi del movimento nazionale egiziano siano borghesi per origine e appartenenza sociale e quantunque essi siano contro il socialismo”
    (Stalin, “Principi del Leninismo”, aprile-maggio 1924).

  • Anonimo scrive:
    26 dicembre 2016 13:29

    Chi è questo signore? Non ho il piacere di conoscerlo.Nello De Bellis

  • Alberto scrive:
    26 dicembre 2016 14:58

    "Come siriano che si è sempre identificato politicamente con la sinistra ..."

    Evidentemente la sua sinistra è l'equivalente del nostro PD. Come provocazione di fine anno non male, complimenti.

  • Anonimo scrive:
    26 dicembre 2016 15:27

    Chi vuoi che sia? Un fiancheggiatore di pseudo-sinistra dei jihadisti e della NATO

  • Anonimo scrive:
    26 dicembre 2016 17:25

    Cazzo che casino!
    Come leggere la vicenda Siriana?
    Realpolitik? Geopolitica? Marx?

    Non bastassero gli aspetti politici ed economici ci sono anche quelli "religiosi" a complicare le cose.

    Ho solo "Forse"...

    Forse le rivoluzioni dovrbbero avere un fiato più lungo di una stagione.
    Forse si è soffiato su una rivolta con il proposito di incendiare la Siria, indifferenti su chi avrebbe prevalso alla fine.
    Forse la rivoluzione era matura e senza gli interventi degli eserciti stranieri avrebbe deposto il tiranno.

    Forse una lezione su come sia difficile lottare insieme, nonostante il nemico comune, quando non si condivide anche una visione positiva per la quale si lotta.
    francesco

  • malos mannaja scrive:
    26 dicembre 2016 18:00

    leggendo questo articolo sono rimasto piuttosto perplesso. secondo l’interpretazione del conflitto di Aleppo proposta da Farouk Mardam-Bey, Aleppo est sarebbe la “patria” dei poveri (in favore dei quali devono lottare le sinistre), mentre Aleppo est sarebbe la patria della ricca borghesia. matematica alla mano, correggetemi se sbaglio, Aleppo est ha circa 250000 abitanti contro 1 milione e mezzo di abitanti di Aleppo ovest. ciò implicherebbe che in Siria le cose non vadano poi così male, visto che i poveri (250000/1500000) sarebbero solo il 16,6% della popolazione. peccato però che la percentuale sia lontanissima dai dati ONU, secondo cui in Siria l’83,4 % della popolazione vive al di sotto della soglia della povertà. la favoletta, poi, dell’ISIS che “infesta” la *spontanea* rivolta popolare, formata da “milioni di cittadini siriani” impoveriti da “selvaggio capitalismo” del governo di Assad, mi ha fatto ridere di gusto. eppoi scusate, a prescindere dal fatto che Assad non è uno stinco di santo (dal clan dei Clinton, allo zar Putin, alle troike nostrane, trovatemi un solo accentramento di potere che non curi in primis i propri affari invece del benessere dei popoli), se Assad è uno sporco capitalista, non dovrebbe essere pappa e ciccia con gli States? mah… com’è evidente da questo articolo, la propaganda c’è… ma da entrambe le parti, e anzi, quella imbastita dai media occidentali appare molto più potente e pervasiva (Slobodan Milosevic dice niente? Muammar Gheddafi? e le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein?)

  • Anonimo scrive:
    27 dicembre 2016 10:02


    In Siria sanità e scuole (comprese università)gratuite.
    marco

  • Radek scrive:
    27 dicembre 2016 23:36

    "Postato dalla redazione".
    Ovvero Sollevazione ci offre uno di "sinistra illuminista" la cui interpretazione coincide con quella del Pentagono, del Manifesto atlantico, di Repubblica/La Stampa e di tutti i media finanziari. La Botteri e la Boldrini avrebbero un'orgasmo.
    Si cerca in Siria la terza via, fra dittatura social/laico/fascista e salafismo.
    C'era una volta ad Aleppo un centro sociale con jhadisti e liberi pensatori, sharia e pagliacci, attivisti dei diritti umani con birrette e barbuti aprigola, dragqueen, imburqate e cervelli in fuga, gay pride ed ultimi pediatri morenti all'infinito.
    Nel contesto di 400 ospedali bombardati, ma costruiti da quei fasci degli Assad.

    Ad oggi rimangono sicuri solo Grimaldi, Dezzani e Fagan.
    "Difesa on line" ed Il Giornale di Berlusconi sono più a sinistra.

    Se 100.000 soldati siriani proletari, sono morti in battaglia, (mica 200) ci sarà un senso politico, visto che i figli dei ricchi borghesi sono scappati in Germania.
    Ovvero la base dei liberal siriani (la terza via) non regge il peso del ferro e scappa.
    La sinistra globale non tollera che la storia degli altri non sia come la nostra.
    Radek

  • Anonimo scrive:
    28 dicembre 2016 00:54

    Ma questo ci e' o ci fa ?

  • Alberto Capece Minutolo scrive:
    28 dicembre 2016 09:41

    E' molto semplice vedere come questo sedicente sinistro signore dica cose del tutto stravaganti, menta sulla presunta guerra civile di cui fornisce una visione solamente propagandistica, ma storicamente inesistente, errata in molti punti persino in riferimento alla narrazione ufficiale oltre che intellettualmente miserabile. Mi chiedo il motivo per cui Sollevazione abbia ritenuto di dover spazio a questo sconosciuto dipendente dell'Usaid, il quale non è in grado di costituire una voce alternativa, credibile e in grado di suscitare riflessioni, ma ripete a pappagallo e pure male tesi ormai smascherate da tempo. Diciamo pure che si tratta di un infortunio.

  • Anonimo scrive:
    28 dicembre 2016 22:07

    Non conosco l'autore dell'articolo, vedo che si tratta di un esponente della sinistra francese.
    Secondo me è giusto mettere in guardia quei compagni che, specie nella sinistra "sovranista" che ci è più vicina, si stanno innamorando troppo dell'attuale Russia, dimenticandosi che costituisce anch'essa un polo imperialista forte, nonostante sia vittima designata dell'imperialismo USA.

    Però appunto un conto è affermare questo, riconoscere l'esistenza iniziale di una protesta sincera e giustificata contro Assad che si è trovata in un fuoco incrociato, mettere in evidenza gli interessi russi nella zona, smascherare facili complottismi etc. un altro è esser così netti, quando il quadro è molto più complesso.
    Forse sto cadendo anch'io nella logica "a 2 neuroni" che va per la maggiore ultimamente, quella per cui "o la pensi al 100% come me oppure sei dello schieramento opposto", ma questo è quello che mi suscita questo articolo.

    D'altronde tutti i nostri media di regime hanno in questi anni presentato Assad come l'ennesimo nuovo Hitler, come prima di lui Saddam ed altri (con i soliti metodi), mi pare pure inevitabile che la sinistra antimperialista, lasciata anche un po' da sola, si trovi su queste posizioni.

    Poi chissà, magari avete ragione, Assad,degno erede del padre, ha usato armi chimiche non appena arrivato l'ultimatum di Obama e bisognava auspicare l'intervento delle potenze occidentali per far cadere il regime, però vorremmo qualcosa di più, il come, le testimonianze concrete che i media non ci hanno ancora fornito etc.

    Pigghi

  • Anonimo scrive:
    29 dicembre 2016 21:26

    farouk,
    poi passa alla cassa del PD a prendere la paghetta!
    cavolo, CNN e Sky news sono bolscevismo puro al tuo confronto.
    antonio.

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