domenica 12 ottobre 2014

GRILLO, L'EURO E IL REFERENDUM: COME STANNO LE COSE?

12 ottobre.
DIPANIAMO LA MATASSA

Che Beppe Grillo fosse, lui personalmente, per uscire dall'euro, lo si sapeva. La novità, importante, venuta fuori ieri dalla manifestazione a Roma, è che, per la prima volta l'ha affermato, come dire, in maniera solenne: «Dobbiamo uscire dall'euro per forza e nel più breve tempo possibile». Bene! Non meno importante è che questa programmatica esternazione sia stata accolta da uno scroscio di applausi dalla maggioranza degli attivisti di M5S che lo stavano ascoltando. Benissimo!

Il problema sta da un'altra parte, sta nella farraginosa e confusa procedura che Grillo ha proposto.
«A novembre inizieremo la raccolta delle firme per i referendum consultivo per uscire dall'euro. Entro sei mesi raccoglieremo oltre 50 mila firme, anzi arriveremo a un milione, due milioni, tre milioni... Quanti saremo? A maggio 2015 depositeremo cosi' l'iniziativa di legge popolare e stavolta la discuteremo in parlamento perché abbiamo 150 parlamentari... E così faremo un referendum consultivo come nel 1989».
Quanta confusione!

Perché ricorrere ad una Legge di iniziativa popolare secondo l'Art.71 della Costituzione —"Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli"— da sottoporre quindi all'attenzione Presidenti di una delle due Camere (che potrebbero come spesso è accaduto cestinare la proposta di legge) se si dispongono di ben 150 parlamentari? Insomma: se M5S vuole davvero mettere l'uscita dell'euro al centro del dibattito parlamentare e pubblico ha la forza parlamentare per farlo senza perdere tempo a raccogliere le 50mila firme per una Legge di iniziativa popolare.


Poi ha detto che le firme saranno milioni e che verrà chiesto un referendum consultivo per chiedere l'uscita dall'euro.

C'è da restare di stucco davanti ad un simile pressapochismo.

La Costituzione italiana non solo non contempla la possibilità di referedum abrogativi di Trattati internazionali (e quello di Maastricht che prevede la moneta unica lo è); essa non prevede l'istituto del "referendum consultivo".
per adesioni: info@sinistracontroeuro.it

Grillo ha fatto accenno al referendum del 1989, ma quello era un referendum di Indirizzo costituzionale —stabilito dal titolo I della legge 25 maggio 1970, n. 352. Fino al 1970, infatti, non era richiedibile il referendum costituzionale. 

Come stanno le cose in base alla legge del 1970?

Stanno che la richiesta un referendum di indirizzo costituzionale può essere presentata (1) o da un quinto dei membri di una Camera, (2) o da cinquecentomila elettori (3) o da cinque Consigli regionali.
Infine: per essere effettivamente convocato il referendum di indirizzo costituzionale (che per essere valido non necessiterebbe di alcun quorum) deve tuttavia ottenere la maggioranza assoluta del Parlamento, è cioè necessario il voto favorevole del 50 % più 1 dei componenti la Camera. 

SCHEDA - Referendum costituzionale così come disciplinato dal Titolo I della legge 25 maggio 1970, n.352
L'art. 138 della Costituzione prevede la possibilità di richiedere il referendum costituzionale solo a condizione che  le due camere abbiano approvato una legge di revisione costituzionale o di una legge costituzionale. Le camere in seconda deliberazione devono raggiungere la maggioranza assoluta, cioè è necessario il voto favorevole del 50 % più 1 dei componenti la Camera. Resta la norma che la Costituzione può essere modificata con la maggioranza qualificata dei 2/3 dei componenti di ogni Camera. La richiesta di legge costituzionale può essere presentata da un quinto dei membri di una Camera, da cinquecentomila elettori o da cinque Consigli regionali entro tre mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Ove il referendum di indirizzo costituzionale venisse convocato, non sarebbe necessario, per convalidare il risultato, il quorum strumentale del 50 più uno per cento dei votanti. A differenza del referendum abrogativo la legge costituzionale sarebbe promulgata se i voti favorevoli superano quelli sfavorevoli.

Morale della favola: ammesso che si raccolgano 500mila firme si dovrebbe poi avere il voto favorevole della maggioranza assoluta dei parlamentari. La qual cosa in questo parlamento è, se non impossibile, altamente improbabile. Ricordiamo che grazie al Porcellum la coalizione piddina col 29% ha ottenuto da sola il 54% dei seggi alla camera dei deputati.
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29 commenti:

  • Giancarlo D'Andrea scrive:
    12 ottobre 2014 11:28

    Nonostante la confusione e il pressapochismo, da domani il problema dell'usita dall'euro, prima possibile, diventerà il tema di un grande dibattito popolare.....facciamo presto serve un nuovo movimento politico che affianchi il M5S , per dare un orientamento efficace a quetsa battaglia decisiva !!

  • Anonimo scrive:
    12 ottobre 2014 13:14

    Effettivamente la procedura programmata non convince troppo. Sembra fatta per guadagnar tempo a vantaggio di chi non si sa.

  • Giovanni scrive:
    12 ottobre 2014 13:16

    Il solito Grillo indeciso a tutto. Afferma perentorio una cosa poi propone una linea d'azione inconsistente. Del resto non ritenete che anche la presunta epurazione di Messora debba leggersi in questo ottica di sospetto indecisionismo?

  • Anonimo scrive:
    12 ottobre 2014 14:42

    Dove è scritto che un referendum consultivo debba per forza seguire l'iter di quello costituzionale con la mahgioranza assoluta in parlamento?

  • Anonimo scrive:
    12 ottobre 2014 15:54

    Ha ragione giancarlo d'andrea

    E ha eagionr anche l'anonimo che ice che consultivo non significa costituzionale

  • Pietro scrive:
    12 ottobre 2014 16:14

    Pressappochismo o meno (Grillo ne ha da vendere anche per ragioni di... tempi comici, dato il mestiere che fa), va sfruttato l'effetto trascinamento che la sua iniziativa può innescare, facendo un po' meno gli scandalizzati dalle sue indiscutibili imprecisioni e cercando una volta tanto di essere operativi e finalizzati! È bene abbandonare quell'aria da "puzza sotto il naso" e di purismo ideologico in cui spesso e volentieri ci arrocchiamo. Se si continua a fare raffinati distinguo verso tutti quelli che propongono l'uscita dall'euro - specialmente se si tratta di gente di indiscutibile radice socialista come lo sono i M5S - senza abbassarci a scendere su un piano più operativo, compromissorio e concludente, continueremo a fare dei bellissimi ed eruditi forum per un...pugno di ottime persone.

  • Anonimo scrive:
    12 ottobre 2014 16:31

    LA MALAFEDE DI BAGNAI

    Bagnai attacca Grillo dicendo che il suo referendum sull'euro è gatekeeping e come prova ricorda che Grillo sosteneva le riforme Hartz

    http://goofynomics.blogspot.it/2014/10/agli-ortotteri.html?showComment=1413121249584#c7461086285066421292

    Sto ascoltando adesso Grillo al circo massimo e sta dicendo tutto il male possibile delle riforme Hartz...di che cacchio parla Bagnai?

    Forse prima Grillo avrà detto qualcosa di infromale al riguardo (trovatemi un virgolettato, per cortesia) ma il M5S è un movimento di popolo ed è continuamente in fieri.
    E' un difetto, un limite anche, ma il movimento cerca di smuovere IL POPOLO, un popolo che al momento è diviso, disinformato, sfiduciato, ingaglioffito e lo scopo principale è che il popolo stesso diventi in grado di indicare i suoi scopi politici.

    Quindi contano solo le cose che diventano realmente programma e AL CONTRARIO DI QUELLO CHE IN MANIERA INSINUANTE FA CREDERE BAGNAI, PARLANDO DI DICHIARAZIONI INFORMALI COME SE FOSSERO PARTE DEL PROGRAMMA POLITICO, GRILLO E' ASSOLUTAMENTE CONTRO LE RIFORME HARTZ

    Questo cacchio di referendum contro l'euro non è la cosa più intelligente del mondo anzi è abbastanza una pecionata MA VA SOSTENUTO PERCHE' FORSE (FORSE) GENERANDO UNA ACCESA DISCUSSIONE DIFFONDERA' IL DESIDERIO DI INFORMARSI, DI PARTECIPARE E QUINDI UNA MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA.

    SOSTENIAMOLO NONOSTANTE I GROSSI DIFETTI DEL MOVIMENTO

  • keoma08 scrive:
    12 ottobre 2014 16:36

    Sul piano tecnico la procedura confusamente annunciata da Grillo effettivamente non sta in piedi ...

    In questo senso, potrebbero tornare utili alcune elaborazioni di Ross@ ed in particolare di Franco Russo ...

    Però c'è il dato politico enorme di questa presa di posizione che fatalmente porrà il problema della moneta unica all'ordine del giorno politico ...

    E trovo curioso che, rispetto a questo dato politico enorme, proprio da parte della "sinistra contro l'euro" e da parte di chi, rispetto al M5S, non ha mai avuto pregiudizio di tipo "identitario", ora ci si perda così in questioni meramente tecniche ....

    Cos'è, paura di perdere l'esclusiva auto-referenziale del "no euro" ? Eppure non mi sembra cosa da voi ...

  • Anonimo scrive:
    12 ottobre 2014 16:57

    Infatti, consultivo non significa niente. Anche io posso fare un referendum per decidere se a casa mia si può aprire una discarica o no ma alla fine posso ampliamente sbattermene dell'esito perché il consultivo non vincola legalmente il governo ad agire (http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum)

    Ah, a proposito, ma se poi in sto referendum vince il sì? Avremo trovato un'altra scusa per dire su facebook che gli italiani sono dei buoi ignoranti decerebrati e che gli olandesi sono meglio. (una volta questa la chiamavano logica neo-coloniale, l'imperialismo USA ringrazia e incassa)

  • Anonimo scrive:
    12 ottobre 2014 17:01

    Ma il referendum anti-austerity di Piga e company com'è finito. Avete notizie?

  • Anonimo scrive:
    12 ottobre 2014 18:07

    @Anonimo12 ottobre 2014 17:01

    Il referendum di Piga non ha ottenuto le firme necessarie.

    Ovviamente come ha rimarcato lo stesso professore la sorpesa è stato il disinteresse totale della media borghesia a vantaggio della quale erano state pensati i quesiti.

    ANCORA UNA VOLTA NON SI E' CAPITO CHE IL PROBLEMA NON E' LA BONTA' DELLE PROPOSTE MA QUANTO LA GENTE ABBIA VOGLIA DI PARTECIPARE.

    Lo ha capito solo Grillo che però paradossalmente ritiene che la bontà delle proposte sia una cosa secondaria per cui se ne esce spesso e volentieri con stronzate estemporanee e non ha ancora capito il ruolo della spesa pubblica per investimenti in funzione di riattivazione della domanda interna.

    Non che sia una soluzione definitiva ma è un passaggio intermedio che va messo in atto altrimenti la situazione non si sblocca.

    Probabilmente si "sbloccherà" da sola in maniera traumatica ma attenzione che l'esito della "sovversione" non sarà necessariamente il trionfo della classe lavoratrice ma la sua sconfitta definitiva.

    Ci stiamo avvicinando al momento decisivo in ordine sparso e con le idee confuse. Come una vera "plebe"...

  • Fiorenzo Fraioli scrive:
    12 ottobre 2014 19:12

    Se Grillo vuole creare "consapevolezza" può cominciare da subito con il suo blog e con la sua corrazzata mediatica. Sbaglio o ha 150 parlamentari?

    Se non lo farà si dovranno tirare le conseguenze. Vediamo cosa pubblica sul suo blog nei prossimi giorni. Sarei lietissimo di cambiare idea sul M5S... ma non sono fiducioso.

  • Anonimo scrive:
    12 ottobre 2014 20:31

    A' Fiore', Grillo mica è come te che hai un consenso elettorale pari allo zero virgola un cazzo per cento e te ne puoi fregare.
    Mica è come te che ti accontenti di pontificare dall'alto del suo piatto de bucatini co' le regaje; lui deve andare in parlamento perché vuole "fare" e per andarci ha bisogno dei voti di milioni di italiani che hanno un livello di informazione, competenza e coscienza politica bassissimo. Deve stare attento a cosa e come lo vende, non c'è niente da fare.

    Se comincia a dire "usciamo dall'euro" la gente si spaventa, per di più il suo scopo è la democrazia diretta quindi conta che sia il popolo a prendere le sue decisioni, non che arriva il pirla di turno sia esso ciociaro, pescarese o norcino che si presenta con la sua bella pensata della minkia.

    Allora il referendum (SE faranno davvero partire la raccolta delle firme) è una buonissima occasione per diffondere il dibattito e noi dovremmo sostenerlo con tutte le nostre forze perché il primo obiettivo senza il quale nulla potrà mai realizzarsi è che il dibattito politico si infiammi e si propaghi viralmente fra la gente. Si spera che ne conseguirà la rabbia della presa di coscienza con la quale tutto può succedere.

    Non rompiamo il cazzo almeno una volta nella vita e impegniamoci per questa cosa qualsiasi sarà l'esito.

  • Anonimo scrive:
    12 ottobre 2014 22:33

    Grillo ci prende per i fondelli il referendum consuntivo ci fa
    solo perdere tempo che non abbiamo,e poi visto che era nel programma doveva aver iniziato a raccogliere le firme da subito senza aspettare oggi.Puzza tanto di escamotage per dar tempo ai padroni del vapore di finire il lavoro di distruzione del paese

  • Lorenzo scrive:
    13 ottobre 2014 01:02

    La mia impressione è che i pasticci e la genericità di Grillo siano intenzionali e servano a rivolgere a tutti i potenziali elettori appelli mediatici che li sveglino dal loro torpore apolitico e li attirino verso il M5S. Servono dunque grida altissime attorno a proposte-semolino che si lascino manipolare a piacimento a seconda delle circostanze.

    Mutatis mutandis è la tattica che Berlusconi ha sempre usato con successo ed è probabilmente il modo migliore per gestire la feccia mediatizzata e consumistizzata che è l'elettorato odierno. Nella comunicazione-fast food contano le parole e non la sostanza... o meglio conta l'assenza di ogni sostanza.

    Si tratta poi di vedere cosa un Capo voglia fare col potere che acquisisce tramite questi procedimenti demagogici. E questo Grillo non ha ancora avuto occasione di mostrarlo.

  • Redazione SollevAzione scrive:
    13 ottobre 2014 08:39

    REFERENDUM CONSULTIVO?


    In Italia il referendum consultivo non è previsto a livello nazionale (non esiste nella nostra Costituzione) ma è previsto a livello locale e non è vincolante (il che non ha alcun senso e non è di nessuna utilità).

    La confusione (che Grillo accentua) nasce dal fatto che i referendum di indirizzo costituzionale (come quello celebrato nel 1989) sono stati definiti "consultivi", in quanto non vincolanti per il legislatore.

    E quindi:

    data la procedura costituzionale prevista le firme eventuali necessarie (150mila) sono un atto del tutto secondario. Un tale referendum può essere convocato solo dal 50 più uno per cento dei parlamentari.

  • chiunque scriva ciò che vuole scrive:
    13 ottobre 2014 08:47

    L'uscita dall'euro è come la fuga da una prigione va pianificata a lungo e nei dettagli e poi eseguita con estrema rapidità e senza tentennamenti.
    Un referendum, a prescindere dai tempi e dall'incerto esisto, offrirebbe agli peculatori di professione enormi possibilità di giocare sui cambi e servirebbe uicamente a spostare capitali fra le tasche dei predetti giocatori ma sarebbero comunque capitali sottratti allo sviluppo. Nell'euro l'Italia (come del resto gli altri Paesi europei) sono entrati senza previo referendum ma per decisione d'impero dei loro governanti. L'uscita se non vuole essere una farsa o una catastrofe deve avvenire allo stesso modo.
    La proposta di Grillo è evidentemente un "ballon d'essay", non posso immaginare che sia cosí sprovveduto da proporre sul serio una castroneria del genere. Quindi bene aver lanciato questa provocazione ma è chiaro a tutti coloro che capiscono anche soltanto superficialmente ilproblema che questa non potrà mai essere la via da percorrere.

  • Anonimo scrive:
    13 ottobre 2014 09:22

    Da Repubblica di oggi: "L'opposizione, così, non sembra più rispondere alla tradizionale alternativa politica, fra Sinistra e Destra, ma segue altre linee di demarcazione. Per prima, la frattura anti-europea, che, non a caso, accomuna il M5s e gli attori politici lepenisti: la Lega, ma anche i Fratelli d'Italia. Beppe Grillo, non a caso, nel corso della manifestazione del M5s al Circo Massimo, ha annunciato un referendum per uscire dall'euro.

    L'opposizione si presenta, in questo modo, come un'alternativa "di sistema". In nome di un diverso modello di democrazia: "diretta" invece che "rappresentativa". E per questo anti-parlamentare - pur agendo dentro al Parlamento. In nome di un diverso progetto geopolitico. Fuori dall'Europa. Anzitutto: dall'euro e dalla UE. Per questo, però, oggi Renzi appare senza alternativa." http://www.repubblica.it/politica/2014/10/12/news/consenso_in_ripresa_il_premier_sale_al_centro_pd_oltre_il_41_in_affanno_forza_italia-97902209/?ref=HRER2-1

  • Anonimo scrive:
    13 ottobre 2014 10:57

    Oh, ma allora....chissenefrega della "utilità" legislativa dell'ipotetico referendum consultivo.
    Quello che conta è raccogliere le firme per diffondere informazione, voglia di discussione e di partecipazione.
    Sarà un fallimento? E voi cosa ci rimettete?
    Anzi avrete avuto dei contatti con forze politiche diverse e con i cittadini i quali se vi presentaste come MpL non vi si filano di pezza mentre se lo faceste in quanto "collaboratori" di una forza politica da 21% sareste ascoltati con molta più attenzione.

    Comunque ho già capito che non se ne farà nulla.
    Tutte le buone idee che avrebbero bisogno di essere perfezionate insieme e sostenute da tutto il popolo, proprio come il M5S, sono destinate ad andare a puttane perché ci stanno sempre qielli che fanno i distinguo del cazzo e che vogliono a tutti i costi avere un ruolo da protagonisti

    È il motivo per cui la plebaglia è incapace di produrre risultati politici importanti e duraturi

    Vedrete che il m5s perderà progressivamente consensi.
    Il PD invece guadagnerà a meno che non ci sia un improvviso e improbabile crollo dell'intero sistema; ma anche in quel caso la popolaglia, salvo una piccolissima percentuale, invece di cercare di diventare soggetto politico preferirà la rassicurante sottomissione e cercherà una guida autoritaria alla quale poter obbedire.

  • Anonimo scrive:
    13 ottobre 2014 18:25

    Intanto si sta discuendo della questione dappertutto Ovviamente il Comitato di Sollevazione "no euro" ha suoi innegabili meriti. In quanto alle procedure spero affiorino proposte più precise. L'importante per adesso è che la gente si renda conto dell'urgenza del rimediare nel modo più efficace al problema monetario inclusa ovviamente la necessità vitale di arrivare al più presto alla sovranità monetaria senza la quale si rimane nelle sabbie mobili del debito.

  • Fiorenzo Fraioli scrive:
    13 ottobre 2014 20:24

    All'anonimo del 12 ottobre 2014 ore 20:31 che scrive: "A' Fiore', Grillo mica è come te che hai un consenso elettorale pari allo zero virgola un cazzo per cento e te ne puoi fregare..." e via cazzeggiando.

    La mia risposta è qui: L'art. 11 della Costituzione e il M5S.

    Te la riporto per comodità.

    Articolo 11 della Costituzione:
    «L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.»

    Per fortuna i primi 12 articoli della Costituzione sono inemendabili. I servi di Maastricht (de destra, de centro e de sinistra, nun ce famo mancà gnente) se lo devono tenere, e noi glielo possiamo sbattere in faccia. Il punto che ci interessa è il periodo in cui si stabilisce (suprema legge dello Stato, sia ben chiaro) che l'Italia "consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni;".

    C'è scritto "in condizioni di parità con gli altri Stati", e si fa riferimento a "limitazioni", non a cessioni di sovranità. Ma allora, se le condizioni devono essere di parità, com'è che la Commissione (bel termine mafioso) bacchetta l'Italia che non sfora nessun parametro, e nulla dice alla Germania che, al contrario, ha un surplus commerciale superiore al 6% del PIL, massimo limite ammesso? Come mai noi, che siamo in avanzo primario da venti anni, veniamo redarguiti e ci viene imposto di intervenire sul mercato del lavoro onde tagliare i salari reali, mentre la Germania, che ha allegramente fatto deficit superiori al 3% per tre anni consecutivi onde finanziare, a spese della fiscalità generale (tasse dei lavoratori), le riforme Hartz-IV allo scopo di tagliare i salari reali, non viene redarguita?

    Perché la Commissione (bel termine mafioso) non impone alla Germania di alzare i salari dei suoi lavoratori, al fine di alzare la sua inflazione e ridurre, in tal modo, il suo spaventoso surplus commerciale?

    Siamo in presenza di limitazioni di sovranità in condizioni di parità con gli altri Stati? Evidentemente no!

    Ma se le cose stanno così, e stanno così come dimostrabile per tabulas, che bisogno c'è di indire un referendum per uscire dall'euro, come propone il capo ortottero? Ma come: siamo in presenza di una palese violazione della Costituzione e il capo ortottero, che con la Costituzione ci si sciacqua la bocca un giorno sì e l'altro pure, propone un referendum? Anzi, per essere più precisi: propone una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare che istituisca la possibilità di indire un referendum?

    Ma un bel vaffanculo no?

  • Giorgio Schembari scrive:
    15 ottobre 2014 01:28

    ... e forse perché se in sei mesi di firme ne raccoglie qualche milione qualcuno della corte costituzionale può trovare il coraggio di tornare a fare il suo mestiere.

  • Anonimo scrive:
    15 ottobre 2014 12:07

    Come commenta la redazione questo intervento?: http://www.beppegrillo.it/2014/10/lega_degli_euromolli_il_referendum_si_puo_fare_fuoridalleuro.html

  • Redazione SollevAzione scrive:
    15 ottobre 2014 17:13

    Come commenta la redazione questo intervento?

    L'intervento sul blog di Grillo dirada la nebbia. Grillo a Circo Massimo si era, come dire, incartato...
    Ora, a parte che la fonte citata è Wikipedia (sic!) si chiarisce che per potere indire un referendum di indirizzo costituzionale (che continuano a chiamare consultivo)

    "è necessario approvare una legge costituzionale "ad hoc" .

    Quindi, come ogni legge, per poter passare, ha bisogno del 50 più uno per cento di senatori e deputati.

    Domanda: dove si trova questo eventuale 51% se col porcellum la coalizione piddina da sola ha il 60% dei parlamentari?

  • Anonimo scrive:
    15 ottobre 2014 17:42

    Ma secondo voi se raccogliesero oltre un milione di firme non significherebbe niente?
    E' tutto da vedere naturalmente ma è sicuramente un'iniziativa da sostenere senza farsi troppe fisime.
    Lo sappiamo com'è il M5S però ora come ora non c'è nient'altro.

  • keoma08 scrive:
    15 ottobre 2014 19:18

    Ho trovato il pezzo di Franco Russo, anche se forse non è proprio lo stesso che ricordavo io, molto più lungo ed articolato :

    ROSS@ - Franco Russo: "Referendum sull'euro? Si può fare, secondo la Costituzione" :

    http://contropiano.org/archivio-news/archivio-news/in-breve/italia/item/16813

    In soldoni, mi sembra la stessa identica proposta di Grillo ...

    Invito comunque a non sottovalutare minimamente la portata politica dell'uscita di Grillo .... che può porre la questione all'ordine del giorno della politica e del dibattito di massa ...

    E il fatto che gli euristi più che attaccare Grillo tendono ad ignorare ... dovrebbe essere illuminante ...

  • Redazione SollevAzione scrive:
    16 ottobre 2014 11:32

    Caro Keoma

    non sottovalutiamo affatto.
    Ci segui, e sai che abbiamo avuto com M5S un atteggiamento critico ma si sostegno. E forse sai anche che abbiamo non solo sperato ma anche scommesso sul fatto che avrebbero preso questa posizione netta anti-euro.

  • Anonimo scrive:
    16 ottobre 2014 11:42

    Giuste, ritengo, le osservazione critiche di sollevazione sulle modalità proposte da Grillo.
    Fermo restando che la definitiva posizione no-euro di M5s è un fatto enormemente positivo, resta il dubbio sulla FATTIBILITA' del referendum di indirizzo costituzionale. Dove mai si troverà una maggioranza parlamentare che fa una legge per disdettare il Trattato di Mastricht o il pareggio di bilancio?
    Si fa presto a fare i conti. L'appoggio eventuale leghista o dei Fratelli d'Italia non basta. Devono sgranare o il Pd o Forza Italia, o tutti e due.
    Lo ritengo altamente improbabile.
    L'elemento positivo sarebbe che si va alla conta e tutti gli italiani vedrebbero chi è per uscire dalla gabbia euro e chi vuole restarci.

  • Anonimo scrive:
    16 ottobre 2014 11:59

    Comunque segnalo che anche oggi il blog di Grillo apre con un'immagine che dice "fuori dall'euro": http://www.beppegrillo.it/2014/10/solo_i_popoli_possono_salvare_leuropa_m_armstrong_sul_referendum_m5s_fuoridalleuro.html

    Questo, secondo me, non può che fare bene anche alla Sinistra Sovranista che ha praterie per cavalcare la questione...

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