domenica 29 settembre 2019

L'ITALIA NELL'EURO: INDAGINE SU UNA CATASTROFE di Vladimiro Giacchè

[ domenica 29 settembre 2019 ]

“Il coraggio di ciò che si sa”.
Il secondo governo Conte e la sinistra [1]
Friedrich Nietzsche diceva che bisogna avere “il coraggio di ciò che si sa”.[2]


1. Quello che sappiamo

Proviamo a mettere assieme quello che sappiamo sulla traiettoria economica dell’Italia negli ultimi decenni, su quanto è accaduto dall’introduzione dell’euro, prima e dopo la crisi e su quanto è accaduto dopo il 4 marzo 2018. Ci aiuterà a capire cosa fare.

1.1. La traiettoria economica dell’Italia negli ultimi decenni è la storia di un successo catastrofico

A differenza di quanto vuole una vulgata diffusa quanto falsa, questo paese negli scorsi decenni ha fatto diligentemente i compiti che gli sono stati assegnati. Ha eliminato la scala mobile (1993), ha eliminato l’economia mista (accordo Andreatta-Van Miert e poi privatizzazioni di Draghi), ha ridotto il debito dal 117% del 1994 al 100% del 2007.
Usando la crisi come spartiacque, possiamo distinguere due periodi, con l'aiuto di un recente paper dell'economista olandese Servaas Storm[3].
Dal 1995 al 2008 abbiamo realizzato un avanzo primario del 3% annuo (principalmente riducendo le spese sociali): nessuno è stato così bravo in Eurozona (la virtuosa Germania nello stesso periodo può vantare un avanzo di appena lo 0,7%, mentre la Francia evidenzia un disavanzo dello 0,1%). Questo sforzo in teoria sarebbe stato sufficiente per ridurre il debito dal 117% del 1994 a uno strabiliante 77% del 2008. Purtroppo però questo contenimento della spesa pubblica ha ridotto la crescita e questo ha all'incirca dimezzato la riduzione effettiva (in quanto il rapporto debito/pil è stato mantenuto più elevato dalla conseguente minore entità del prodotto interno lordo).
Dal 2008 al 2018, poi, l'Italia è stata protagonista di un consolidamento fiscale eccezionale. Lo possiamo vedere in questo grafico, tratto dalla ricerca di Storm.[4]
Il consolidamento (restrizione) fiscale italiano ammonta a ben -227 miliardi di euro, a fronte di politiche espansive del valore di +461 miliardi da parte della Francia e di un dato complessivamente neutro per i paesi "Euro-4" (Belgio, Francia, Germania e Olanda). Secondo stime dello stesso Tesoro italiano, questo consolidamento, nei soli anni tra il 2012 e 2015, ha ridotto il prodotto interno lordo del 5% e gli investimenti del 10%.
Tirando le somme, i surplus primari realizzati dall'Italia tra il 1992 e il 2018 hanno sottratto domanda per 1 trilione di euro cumulato. Nel periodo la spesa pubblica non ha conosciuto alcun aumento, mentre gli investimenti sono diminuiti in ragione dello 0,5% annuo. Il disavanzo primario pubblico francese nel periodo ammonta a 475 miliardi, mentre il consolidamento realizzato complessivamente da Germania, Belgio e Olanda ammonta a circa la metà (-510 miliardi) di quello della sola Italia.
Ma siamo stati bravi anche su altri fronti. Ad esempio, abbiamo flessibilizzato il lavoro e contenuto più degli altri i salari (con l'eccezione della sola Germania nel periodo 2005-2010).[5]   
I salari sono aumentati di appena il 6% dal 1992 al 2018. Abbiamo così ridotto l’inflazione, aumentato la quota del prodotto interno lordo che va ai profitti, aumentato l’intensità di lavoro, e anche ridotto la disoccupazione sino allo scoppio della crisi, come si vede nel grafico che segue.[6]

Ma al tempo stesso abbiamo ridotto la produttività del lavoro, ridotto l’incentivo a investimenti produttivi e ridotto la domanda aggregata; questo sia a causa sia del calo della quota salari, sia a causa delle misure di austerità.[7]
La crescita cumulata della domanda interna nell'intero periodo tra 1992 e 2018 è risultata inferiore al 7%. Nello stesso periodo essa è cresciuta del 33% in Francia e del 29% in Germania. In tal modo è stato colpito anche il saggio di profitto, che come determinante di nuovi investimenti è più importante della quota parte dei profitti sul pil.
Infine, il dato forse più significativo, che riguarda il calo dei redditi nel periodo considerato. Se nel 1991 il reddito netto medio in Italia era pari a 27.499 euro (a prezzi costanti del 2010), nel 2016 era sceso a 23.277 euro: un 15% in meno.
La conclusione di Storm in relazione alla deludente crescita italiana del periodo è questa: “about 60% of the deterioration in Italy’s growth performance can … be directly attributed to Italy s self-imposed commitment to the EMU norms”.[8] Ma è più in generale l'Eurozona nel suo complesso ad essere l'area a minor crescita del mondo.
Per questi trent'anni perduti, connotati da deflazione salariale, distruzione dell’economia mista, taglio ai servizi sociali, crescita economica stentata e quindi anche aumento del debito, gli indiziati sono parecchi.
La borghesia italiana, renitente a investire (anche quando, come nel 1992/3, l’aumento degli investimenti era stato pattuito quale contropartita dell’abolizione della scala mobile), ma assai rapida nel salire sulla scialuppa delle privatizzazioni: “il capitalismo delle bollette”, come è stato definito.[9] 
L’ideologia (e la prassi) del vincolo esterno: fatta propria da un'intera classe dirigente (politica, tecnocratica ed economica) che all'inizio degli anni Ottanta decide di risolvere i problemi sociali “legandosi le mani” e facendo fare a qualcun altro il lavoro sporco.
In particolare, ai mercati internazionali dei capitali, alle cui amorevoli cure, con il divorzio Tesoro-Banca d’Italia del 1981, avvenuto - non lo si ricorderà mai abbastanza - senza alcun passaggio parlamentare e con un semplice scambio di lettere tra le parti, è affidato il debito pubblico italiano: con il risultato di vederlo raddoppiato in 10 anni.
Poi, per risolvere il problema che avevamo con i mercati finanziari internazionali, abbiamo pensato bene di rivolgerci alla Germania.  L'ingresso nell'euro è stato in effetti visto come un traguardo precisamente al fine di ricevere protezione, all'ombra della "credibilità" tedesca, dai mercati internazionali, a seguito della crisi del 1992. Crisi che, a ben vedere, ci aveva dato due lezioni: gli effetti devastanti della speculazione su un paese che aveva scelto – attraverso l’indipendenza della Banca Centrale dal Tesoro – di non monetizzare più il debito, ma anche l'insostenibilità per l’Italia di un sistema a cambi semi-fissi quale lo SME.
Si impara soltanto la prima lezione e, volendo mantenere a tutti i costi l'indipendenza della Banca Centrale realizzata nel 1981, si decide di imboccare la strada che porta a un sistema di cambi (irrevocabilmente) fissi.
Qui entra in gioco un altro protagonista: l’ideologia europeista, condivisa a questo punto non soltanto più dall'establishment tradizionale, ma anche dall’intera sinistra italiana postcomunista: l’Europa è considerata più in generale come una frontiera di civiltà, come uno strumento di modernizzazione del nostro paese (che per la verità era già, pur tra contraddizioni anche gravi, uno dei paesi più moderni del mondo).

1.2. I vantaggi e gli svantaggi della moneta unica 

I vantaggi della moneta unica sono rappresentati dalla fine del rischio di cambio e dalla convergenza dei tassi d'interesse verso quelli tedeschi. La prima ha consentito un incremento ha ridotto i costi di transazione e favorito gli scambi interni all’area monetaria, la seconda ha consentito di ridurre gli interessi sul debito.
Gli svantaggi sono rappresentati … dalla fine del rischio di cambio e dalla convergenza dei tassi d'interesse verso quelli tedeschi. In altri termini: quelle stesse conseguenze della creazione della moneta unica di cui per lungo tempo la nostra pubblicistica ci ha decantato gli effetti positivi hanno avuto effetti negativi non trascurabili.
In effetti la fine del rischio di cambio è l'altra faccia della medaglia della perdita della sovranità monetaria e della conseguente emissione del debito in una moneta straniera, per di più regolata da una Banca Centrale indipendente che ha il divieto di acquistare titoli del debito pubblico degli Stati e il cui unico obiettivo è la stabilità dei prezzi (e non l’occupazione) – caratteristiche che pongono un problema di compatibilità tra gli obiettivi che ispirano la nostra Costituzione e quelli perseguibili nel contesto dei Trattati europei.[10] Inoltre il valore di questa moneta verso l'"estero" (ossia verso i paesi che non fanno parte dell'eurozona) ovviamente sarà il prodotto della media della forza economica dei paesi membri: con il risultato che per il più competitivo la moneta unica sarà una moneta sottovalutata (rispetto a quello che sarebbe stato il valore della sua singola moneta in assenza dell'unione monetaria) mentre per i meno competitivi sarà sopravvalutata. Infine, ed è questo l'aspetto essenziale, l'eliminazione di un meccanismo di mercato di riaggiustamento dei differenziali di competitività quale quello rappresentato dalla flessibilità del cambio - meccanismo che, ove presente, impedisce si creino squilibri troppo marcati nella bilancia commerciale dei paesi membri - accresce l’importanza di un altro fattore di competitività: quello consistente nella “moderazione salariale”. In altri termini, l'impossibilità di effettuare svalutazioni "esterne" costringe alla svalutazione interna, ossia a ridurre e tenere bassi i salari, quale strumento principe per il recupero della competitività.
Come noto, prima della crisi europea la Germania, soprattutto a partire dal 2005 (entrata in vigore dell'Agenda 2010 di Schröder), ha giocato con spregiudicatezza questa carta, come evidenziato tra gli altri dall’economista tedesco Peter Bofinger nel 2015, il quale ha evidenziato il ruolo giocato dalla politica mercantilistica tedesca imperniata sulla “moderazione salariale” nella genesi della crisi dell’Eurozona (cfr. grafico sottostante).[11]

 Come si vede dal grafico che segue, tratto invece da un testo di Francesco Saraceno, negli anni considerati, la performance della Germania in termini di "moderazione salariale" spicca non soltanto nel confronto europeo, ma più in generale tra i paesi Ocse.[12]

Quanto alla convergenza dei tassi di interesse verso quelli tedeschi, il vero obiettivo inseguito dall'Italia entrando nella moneta unica, essa ha come noto in effetti abbassato notevolmente i tassi di interesse di molti Paesi dell'eurozona, tra cui il nostro, alleggerendo notevolmente l'onere rappresentato dal servizio del debito (pubblico e non solo).
Ma proprio questo ha, d'altra parte, aumentato la propensione all'indebitamento nei paesi interessati. Si è così verificato il fenomeno descritto nel ciclo di Frenkel, per cui questi paesi alimentano squilibri di bilancia commerciale, che sono però mascherati  dalla creazione di debito, finanziato da altri paesi dell'area monetaria la cui bilancia commerciale è per contro in attivo.
Questo ci porta direttamente alla crisi. Che non è stata una crisi di debito pubblico, ma una crisi nata da squilibri delle bilance commerciali. La circostanza è stata ammessa sin dal 2013 dalla stessa Bce, come si vede dal grafico sottostante, tratto da una conferenza del suo vicepresidente Vitor Constancio, tenuta ad Atene nel maggio 2013;[13] esso evidenzia che la variazione significativa nel debito dei Paesi periferici dell'Eurozona negli anni precedenti la crisi riguarda l'accumulo di debito privato e non di debito pubblico (soltanto in Grecia e Portogallo aumenta il debito pubblico, comunque in misura inferiore all'accumulo di debito privato).

1.3. Gli aspetti critici dell’adesione dell’Italia alla moneta unica alla luce della crisi dell’area dell’euro

La crisi, tra i molti evidenti lati negativi, ha un aspetto indubbiamente positivo: essa ha messo in luce alcuni aspetti gravemente disfunzionali dell'architettura dell'Eurozona. La crisi è in un primo periodo importata in Europa dagli Stati Uniti e assume la forma di crisi da calo del commercio estero, e conseguentemente colpisce in particolare due paesi esportatori quali la Germania e l'Italia; sotto il profilo finanziario sono invece investite dalla crisi in particolare le banche di Francia e Germania. Questo determina un sudden stop nei flussi di capitale dai paesi centrali dell'Eurozona (i cosiddetti “paesi core”) a quelli periferici.
A fine 2009 inizio 2010 inizia la crisi della Grecia e la cosiddetta "crisi del debito sovrano". La Bce, in coerenza con quanto previsto dal Trattato di Maastricht, si rifiuta di intervenire (peggiorando drasticamente una crisi che sarebbe stata facilmente gestibile con un costo finanziario limitato), i rendimenti dei titoli di Stato greci vanno alle stelle, e si produce un effetto domino: tutti i paesi considerabili a rischio - per motivi diversi - vengono prima o poi investiti dalla speculazione (sovente trasfigurata in "severità disciplinatrice dei mercati"), in quanto la Bce dà ai mercati il messaggio che non interverrà a loro difesa.
Il risultato per quanto riguarda l'Italia, in termini di differenziale tra il rendimento dei titoli di Stato italiani a 10 anni e dei loro omologhi tedeschi, è raffigurato nel grafico seguente. 

È stato posto in luce come l'appartenenza stessa alla moneta unica abbia comportato per i paesi membri una minore flessibilità di risposta alla crisi rispetto a paesi che non ne fanno parte (De Grauwe, per esempio, ha confrontato le diverse performance post-crisi di Spagna e Regno Unito):[14] in effetti, è evidente che nessun paese membro dell’Eurozona può effettuare una politica monetaria indipendente, abbassare i tassi in maniera perfettamente appropriata alle condizioni della propria economia, né svalutare. 
Ma c'è di più. La gestione della crisi è stata connotata da 3 gravissimi errori:
1) il rifiuto di considerare la realtà dei meccanismi alla base della divergenza tra paesi;
2) l'interpretazione “morale” delle divergenze nell’eurozona (i paesi in deficit sono sconsiderati, i paesi in avanzo sono virtuosi);
3) la centralità attribuita al debito pubblico, anziché agli squilibri della bilancia dei pagamenti.
Le conseguenze di questo approccio sono molto serie:
1) il primo errore impedisce di affrontare i nodi strutturali del problema (arrivando sino a negare che gli avanzi eccessivi, pur sanzionabili in base al Patto per la stabilità e la crescita del 1999, siano un problema);
2) il secondo errore comporta il tentativo di realizzare un riequilibrio tra le economie tutto a spese dei debitori (l'aggiustamento è chiesto solo a loro, e non anche ai paesi creditori);
3) il terzo errore, infine, ha per conseguenza l'imposizione ai paesi in crisi politiche pro-cicliche (di restrizione fiscale) che peggiorano la situazione.
Il risultato possiamo osservarlo confrontando le ben differenti performance di Italia e Germania in termini di crescita dopo l'inizio della crisi. 

Quanto alle politiche monetarie adottate al fine di superare la crisi dalla BCE, esse sono state tardive e insufficienti.
Sono state tardive, e non per caso: il ritardo serviva a imporre “la disciplina dei mercati finanziari”. Per quanto riguarda il caso italiano, lo stesso Luigi Zingales ne ha parlato in termini molto duri: “It was a form of economic waterboarding that has left the Italian economy devastated and Italian voters legitimately angry at the European institutions”.[15] 
Esse sono state utili a impedire la fine dell’euro - e in effetti sono state adottate non prima di quando tale prospettiva ha cominciato a profilarsi seriamente all'orizzonte -, ma al tempo stesso sono state insufficienti a risolvere la crisi. Questo per diversi motivi: perché la BCE non è (non può essere ai sensi del Trattato di Maastricht) garante di ultima istanza dei debiti sovrani e perché l'effetto delle politiche monetarie espansive, convenzionali (diminuzione dei tassi d'interesse) e non convenzionali (acquisto titoli e assets vari sui mercati finanziari) è stato neutralizzato da politiche di bilancio restrittive (austerità e controllo dei bilanci pubblici).
Ulteriori misure di integrazione, dichiaratamente nate per combattere la crisi, hanno avuto effetti perversi soprattutto per l'Italia: un caso emblematico è rappresentato al riguardo dalla cosiddetta “unione bancaria europea”, assolutamente squilibrata e asimmetrica: un’unione nata per eliminare la balcanizzazione finanziaria, ma venuta alla luce senza la sua unica componente in grado di contrastarla. In estrema sintesi,[16] l'unione bancaria europea è caratterizzata:
1) Quanto al primo pilastro (vigilanza unica), da una forte asimmetria in termini di percentuale di copertura dei diversi sistemi bancari nazionali da parte della vigilanza europea; nel grafico che segue è rappresentata la quota degli attivi bancari sotto diretta supervisione Bce, dopo la creazione dei due gruppi del credito cooperativo.

2) quanto al secondo pilastro (meccanismo di risoluzione unico: il bail-in), esso sconta l'asimmetria delle condizioni di partenza (come si può vedere dal grafico sottostante, nel 2013, quando si negozia l'unione bancaria, praticamente tutti i paesi dell'eurozona, tranne il nostro, avevano effettuato massicci salvataggi pubblici [bailouts] delle loro banche).

Nota: * incluse le garanzie.
Fonte: Commissione Europea, DG Concorrenza, Frankfurter Allgemeine Zeitung, 16 agosto 2013.

A questo vanno aggiunti:
a) lo strabismo della vigilanza europea, che ha considerato assolutamente prioritario il controllo del rischio di credito, mentre ha trascurato il rischio di mercato, portatore di potenziale instabilità ben maggiore in termini di rischio sistemico.
Nel grafico sotto si può vedere come gli aggiustamenti richiesti a fronte dell’Asset Quality Review della Bce si siano concentrati soprattutto sulle attività creditizie.

Questo grafico evidenzia invece l’entità dei derivati detenuti in bilancio nel 2017 in percentuale del totale attivo, segnalando come in particolare le banche di Francia e Germania siano portatrici di un rischio di mercato molto elevato, in relazione al quale la vigilanza BCE ha manifestato ben minore attenzione di quella esercitata sul rischio di credito;   

b) decisioni sbagliate della Commissione Europea, come quella di proibire, nel novembre 2015, l'intervento del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per salvare alcune piccole banche italiane (considerandolo erroneamente un "aiuto di Stato").
Il combinato disposto dell'asimmetria nelle condizioni di partenza dei vari sistemi al momento dell’ingresso nell’unione bancaria europea (vedi sopra punto 2)) e di queste decisioni hanno trasformato l'entrata in vigore del bail-in, nel gennaio 2016, in un vero e proprio tsunami che in meno di 3 mesi ha cancellato il 35% della capitalizzazione di borsa delle banche italiane.
3) quanto al terzo pilastro, ossia la garanzia (poi si è detto "assicurazione") europea dei depositi, esso è semplicemente assente, contrariamente a quanto originariamente previsto.
Senza l’assicurazione europea sui depositi, l’Unione bancaria è un tavolino a due zampe, con quello che ne consegue in termini di stabilità. Ma, soprattutto, essa ha perso il suo originario significato. O, per usare le parole dell’ex direttore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi, “l’effettiva attuazione del progetto ha preso una direzione diversa”[17] da quella originaria.
Seguiamo l’argomentazione di Salvatore Rossi:
“In sostanza, le banche sono divenute europee solo in un senso, ovvero in quanto vigilate e sottoposte a risoluzione a livello europeo. Il circolo vizioso tra settore bancario ed emittenti sovrani non è stato spezzato, tuttavia alle banche è stata imposta una camicia di forza volta a garantire che, in caso di fuga dai titoli di Stato emessi da un sovrano, le banche di quel paese non verranno salvate dai contribuenti, di quello stesso paese o di altri. In termini ancora più espliciti, a un contribuente tedesco non si potrà mai chiedere di finanziare il salvataggio di una banca italiana in crisi per il peso, nel proprio bilancio, di titoli di Stato italiani in rapida discesa sui mercati. In un caso simile, sarebbero i creditori della banca, prevalentemente italiani, a farsene carico.”[18]
Non si è troppo malevoli se si traduce così il risultato: la funzione originaria e dichiarata dell'unione bancaria europea era quella di ridurre la frammentazione/balcanizzazione finanziaria dell'Europa intervenuta con la crisi (e i conseguenti rischi in termini di stabilità e tenuta della moneta unica); quella effettiva è consistita nel prendere in ostaggio le banche italiane, sulle quali (nel quadro istituzionale attuale) ogni incremento significativo dello spread sui titoli di Stato italiani determina pesanti ripercussioni in termini di conto economico e di capitale (è il film che abbiamo visto nel maggio e nel settembre 2018). 
A questo proposito consentitemi di enunciare un vero e proprio paradosso dei dibattiti sull’euro.
Nel nostro paese è molto diffusa, anche in ambienti che si credono progressisti (anzi, soprattutto in quelli), una concezione apocalittica delle prospettive legate alla possibile fine della moneta unica, e addirittura la convinzione che la fine della moneta unica sia impossibile a priori. A Bruxelles e Francoforte, invece, si crede tanto poco in tutto questo che si cerca di sventare l’eventualità della fine della moneta unica: in particolare, rendendo una possibile "uscita" più difficile e onerosa.
Così, mentre in Italia illustri studiosi, ignorando la lex monetae contemplata anche dal nostro codice civile, anni fa si affannavano a spiegare che in caso di "uscita" il debito pubblico avrebbe dovuto essere ripagato in euro, in sede di creazione del Meccanismo Europeo di Stabilità venivano previste clausole punitive per le nuove emissioni di debito pubblico, precisamente per limitare in concreto l'efficacia della lex monetae.
L’altra contromisura assunta riguarda gli effetti dell'unione bancaria sulle banche italiane, in particolare impedendo in radice la possibilità di un rifinanziamento pubblico delle banche italiane, sottraendole alla vigilanza nazionale e sottomettendole alle nuove regole del bail-in (che comportano l’esclusione quasi assoluta del salvataggio pubblico delle banche, che anche ove possibile è legato a condizionalità molto stringenti). Questo ovviamente rende il legame tra rischio paese e rischio banche – precisamente il legame che in teoria l’unione bancaria avrebbe dovuto recidere! – tanto più pericoloso: perché rende forti rialzi dello spread una immediata minaccia per la stabilità delle banche italiane che li hanno in portafoglio.   
È nel contesto di quanto sopra che va valutato quanto sappiamo su ciò che è accaduto dopo il 4 marzo.
Occorre ancora un elemento preliminare, ma è così noto che mi limito a enunciarlo: a fare l’esecutore materiale di tutto quanto abbiamo visto sopra, insomma gli artefici del “successo catastrofico” di cui ho dato qualche cifra, sono stati la sinistra postcomunista e il centro postdemocristiano, dal 2008 plasticamente riunitisi in un unico partito: sono loro, in particolare, i principali responsabili del governo Monti, che ci ha lasciato in eredità non soltanto la crisi peggiore dall'Unità d'Italia, ma anche - e precisamente per questo - un incremento del rapporto debito/pil del 13% (in termini percentuali, è poco meno dell'entità dell’intero decremento del debito tra il 1994 e il 2008!).
Dei governi successivi non c'è molto da dire, ad eccezione dell'iniziale tentativo di sfilarsi di Matteo Renzi dalla logica di una supina accettazione dei diktat europei, tentativo prontamente normalizzato: lo provano il jobs act, l'incapacità di capire la necessità di sospendere l'entrata in vigore dell'unione bancaria (pessimamente negoziata dal precedente governo Letta) e la conseguente crisi bancaria di inizio 2016. Questa crisi è stata tutt'altro che estranea al declino della stella renziana, poi definitamente consumatosi a causa del drammatico errore consistente nel referendum costituzionale (anch'esso motivato con la volontà di esibire il trofeo di tale “riforma strutturale” nel consesso europeo). Dopo la parentesi dimenticabile del governo Gentiloni, siamo così al 4 marzo.

1.4. Dopo il 4 marzo 2018

Il voto del 4 marzo esprime un rifiuto delle politiche dei passati governi.
Nel giugno 2018 nasce il governo giallo-verde. Esso riunisce 2 partiti che, per quanto differenti tra loro, sono stati entrambi premiati dal voto in quanto portatori – a giudizio dei loro elettori – di una rottura con le prassi dei governi precedenti, anche in rapporto all’atteggiamento nei confronti dell’Unione Europea. 
È subito evidente un tentativo di "normalizzazione" di questa compagine, attraverso i ministri di quello che è stato definito come il “terzo partito”: il partito del presidente della Repubblica (che nella formazione del governo ha esercitato le proprie prerogative ai limiti – e forse oltre - di quanto previsto dalla Costituzione). Questo è immediatamente chiaro per quanto riguarda il Ministro delle Finanze Tria – ed è oggi chiaro per quanto riguarda lo stesso presidente del Consiglio, Conte.
L’approccio del governo è comunque più pugnace di quello dei governi precedenti, e la stessa manovra economica proposta, imperniata su "reddito di cittadinanza" e "quota 100", è sensata: in presenza di un evidente rallentamento del ciclo e di un ormai cronico insufficiente contributo della domanda interna alla crescita, è evidente la ratio di una manovra basata sulla spinta ai consumi; la stessa obiezione tradizionale, "spesa pubblica sì, ma va fatta per investimenti", non tiene conto (intenzionalmente o per ignoranza) di una circostanza fondamentale: il ritorno in termini di crescita della spesa per investimenti è più lenta, e quindi nulla avrebbe garantito un trattamento di maggior favore per essi da parte della Commissione Europea; del resto, in base ai calcoli di quest'ultima — condotti in base a una metodologia opinabilissima, imperniata sullo pseudoconcetto di “output gap” —, l'Italia è finita in un equilibrio di sottoccupazione e può tranquillamente restarci.
La risposta alla manovra del governo è di assoluta chiusura da parte della Commissione Europea, a cominciare dal commissario Moscovici (che dopo qualche mese aprirà la non fortunatissima campagna elettorale per le elezioni europee dell’attuale ministro delle finanze designato).
Ma c'è di peggio: importanti esponenti istituzionali, in visita alla City di Londra, dichiarano di "sperare nei mercati", e il commissario Oettinger si dice fiducioso che "i mercati insegneranno agli Italiani come votare"[19] (in seguito si accontenterà che abbiano “imparato a votare” i parlamentari italiani, e per incentivarli dirà - lo ha fatto nei giorni scorsi - che a Bruxelles "si farà il possibile per facilitare il lavoro del nuovo governo italiano, quando entrerà in carica").[20]
Il bastone dei mercati comincia ad agire e fa danni, in particolare sul settore bancario (i motivi li ho accennati sopra).
Olivier Blanchard (a suo tempo uno dei responsabili del FMI per il disastro greco), con ammirevole tempismo, escogita una nuova teoria: l’espansione fiscale restrittiva. In sintesi: l’effetto positivo di una manovra espansiva può essere più che bilanciato dall’aumento degli interessi richiesti dagli investitori per acquistare i titoli di Stato del paese in questione.[21] La teoria è corretta. Il problema è la catena causale: è infatti evidente che le pretese degli investitori aumenteranno quanto più le istituzioni europee avranno assunto un atteggiamento rigido nei confronti del governo “colpevole” di attuare misure espansive.
Il governo scende a più miti consigli, e riduce il deficit contemplato dalla manovra al 2%.
Nel frattempo Tria e Conte blindano (con la lettera del 2 luglio 2019, scritta per chiudere una procedura d'infrazione, aperta da una Commissione uscente, che non sarebbe comunque mai andata avanti alla luce della frenata dell’economia tedesca) la manovra 2020 in senso restrittivo e negoziano (cioè non negoziano) una riforma a noi sfavorevole dell’ESM, che una volta approvata renderà assai onerosa (per davvero) un’uscita dalla moneta unica – e quindi renderà concretamente possibile una ristrutturazione del debito italiano restando nell’eurozona. Tutto questo rifiutandosi di fatto di rendere partecipe il parlamento preventivamente dei loro orientamenti negoziali, in violazione di una legge del 2012 che per ironia della sorte reca la firma di un loro collega nel primo governo Conte, Enzo Moavero.[22] La stessa lettera del 2 luglio diverrà pubblica a quasi due mesi di distanza da quando è stata scritta.
Ad agosto Salvini apre la crisi.
Dalla "Repubblica" del 7 settembre sappiamo che nei primi giorni di agosto il presidente del Consiglio in carica Conte incontra Visco per ricevere i suoi consigli… sul successivo esecutivo.[23]
L’esito della crisi è noto, come pure le inusitate aperture della Commissione Europea (destinate con tutta probabilità a restare puramente verbali).
Frattanto gli editorialisti economici dei nostri principali quotidiani, da apocalittici, diventano improvvisamente integrati: lo stesso Federico Fubini che ricordiamo prospettare sciagure bibliche e procedure d’infrazione inesistenti sul “Corriere della sera” (smentito in 4 casi dal corrispondente a Bruxelles del suo stesso quotidiano)[24] ora chiede al governo di fare più deficit e si dice confidente nell’apertura e benevolenza delle istituzioni europee.[25]
Più cauto, Claudio Tito su "Repubblica" ammonisce che "la concreta chance che la nuova Commissione europea accordi all'Italia una consistente dose di flessibilità sui conti del prossimo anno sarà subordinata all'impostazione di una comunicazione sotto tono. Anche perché gli obiettivi di bilancio del nostro paese sono talmente complicati da renderli raggiungibili solo con la collaborazione di Bruxelles. Va tenuto presente, ad esempio, che nell'ultima lettera inviata da Conte e Tria alla Commissione - quella scritta in extremis per evitare la procedura d'infrazione - l'Italia si era impegnata ad una 'ampia adesione al patto di Stabilità e crescita'. L'obiettivo del 2 per cento nel rapporto deficit-pil fissato nell'ultimo Def appare già fin troppo permissivo. Il vincolo potrebbe risultare più stretto. E se poi si considera la partenza ad handicap determinata dalle clausole di salvaguardia per 23 miliardi e i tanti indizi - confermati dai dati dell'economia tedesca - di una ulteriore fase recessiva continentale, la cinghia rischia di comprimersi ulteriormente".[26]
Questo è quello che sappiamo.

2. Che fare?

Personalmente rispetto la posizione di cauta (o benevola?) attesa di Stefano Fassina nei confronti del governo giallo-rosé, ma non è la mia.
Per pochi semplici motivi:
Questo è un governo di normalizzazione, è la vittoria degli Oettinger e dei Moscovici.
Questo è il governo della Commissione Europea.
È anche un governo che nasce con una tara fondamentale: il collante fondamentale tra i partiti di governo non è programmatico, ma è la paura delle elezioni. Questo scava un ulteriore solco tra chi se ne fa promotore e una parte rilevante (ritengo tendenzialmente maggioritaria) del popolo italiano.
È un solco che va ad aggiungersi a quelli già scavati dai governi che si sono succeduti tra il 2011 e il 2018. È un’altra medaglia da aggiungere al palmares di una “sinistra” che dagli anni Novanta in poi si è intestata tutto quanto previsto dal manuale delle giovani marmotte liberiste: dalle privatizzazioni all’attacco ai diritti del lavoro, dal ridimensionamento dello Stato sociale all’attacco alla scuola pubblica, e così via.
Non esiste futuro per una sinistra che appoggi questo governo.
Una sinistra che fa questo lascia alla destra, e solo a lei, una prateria sconfinata, nella quale questa pascolerà. Se poi questa destra avrà l’intelligenza (che sinora grazie ai Zaia è mancata) di diventare il vero “partito della nazione” – quello di cui ci parlava Alfredo Reichlin nelle sue ultime riflessioni –, allora davvero le prospettive politiche in questo paese saranno suggellate per un lungo periodo. 
Questa è la verità. Che a volte può dare fastidio, ma è sempre “rivoluzionaria”. E questo non lo ha detto Nietzsche.  


* Fonte: Patria e Costituzione

NOTE

[1] Testo rivisto dell’intervento all’assemblea dell’associazione “Patria e Costituzione”, Roma, 8 maggio 2019 (contiene anche parti che non sono state lette in assemblea, per non eccedere troppo i tempi assegnati).
[2] Nietzsche non sottovalutava la difficoltà della cosa: “Soltanto di rado anche il più coraggioso tra noi possiede il coraggio di ciò che veramente sa…” (F. Nietzsche, Crepuscolo degli idoli, ovvero come si filosofa col martello, tr. it. Milano, Adelphi, 1970, 2a ed. 1983, p. 25).
[3] S. Storm, Lost in deflation: Why Italy’s woes are a warning to the whole Eurozone”, Institute for New Economic Thinking, Working Paper No. 94, 5 aprile 2019.
[4] S. Storm, cit., p. 15.
[5] S. Storm, cit., p. 20.
[6] S. Storm, cit., p. 22.
[7] S. Storm, cit., p. 26.
[8] S. Storm, cit., p. 34.
[9] Sul punto vedi V. Giacché, “La scialuppa del Titanic. Dalla crisi ai servizi pubblici: il punto d’approdo delle grandi famiglie del capitalismo italiano”, in Proteo, nn. 2-3/2003, in particolare il § 6. Il testo è scaricabile al seguente link:
[10] Ho trattato estesamente questo tema nel mio Costituzione italiana contro Trattati europei. Il conflitto inevitabile, Reggio Emilia, Imprimatur, 2015.
[11] P. Bofinger, “German wage moderation and the EZ crisis”, voxeu.org, 30 novembre 2015; https://voxeu.org/article/german-wage-moderation-and-ez-crisis .
[12] F. Saraceno, “Sparse Thoughts of a Gloomy European Economist”, Francesco Saraceno’s Blog, 11 settembre 2014; https://fsaraceno.wordpress.com/2014/09/11/labour-costs-who-is-the-outlier/ .

[13] “The European Crisis and the role of the financial system”, Speech by Vítor Constâncio, Vice-President of the ECB, at the Bank of Greece conference on “The crisis in the euro area”, Athens, 23 May 2013; il testo è tuttora reperibile al seguente link: https://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2013/html/sp130523_1.en.html .


[14]  P. De Grauwe, The Limits of the Market. The Pendulum between Government and the Market, Oxford, Oxford University Press, 2017, pp. 117-124.
[15] L. Zingales, “Italy’s Populists Can Beat Europe’s Establishment”, Foreign Policy, 3 aprile 2018; https://foreignpolicy.com/2018/04/03/italys-populists-can-beat-europes-establishment/ .

[16] Per una trattazione più dettagliata del tema rinvio al mio intervento al Forum Confcommercio-Ambrosetti del 23 marzo 2019: “Il sistema bancario tra tradizione, innovazione e… regolamentazione”; il testo è scaricabile a questo link: https://www.academia.edu/38808495/Vladimiro_Giacch%C3%A9_Il_sistema_bancario_tra_tradizione_innovazione_e...regolamentazione_intervento_al_forum_Confcommercio-Ambrosetti_I_protagonisti_del_mercato_e_gli_scenari_per_gli_anni_2000_Cernobbio-Villa_dEste_23_marzo_2019 .
[17] S. Rossi, Unione Bancaria: risultati raggiunti e prospettive future, Wolpertinger Conference, Modena, 30 agosto 2018.
[18] Ivi, p. 5; corsivi miei.
[19] Intervista alla Deutsche Welle del 29 maggio 2018. Vedi sull’intervista e sulle polemiche che ne sono seguite: https://www.dw.com/de/g%C3%BCnther-oettinger-erntet-mit-wahlempfehlung-heftige-kritik/a-43974559 , http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/oettinger-mercati-insegneranno-italiani-votare-modo-giusto-b3e13ea2-aded-41ea-bbd7-d8b876982d56.html ; in realtà l’audio dell’intervista conferma il senso delle dichiarazioni di Oettinger.
[21] O. Blanchard, J. Zettelmeyer, “La manovra italiana: un caso di espansione fiscale restrittiva?”, lavoce.info, 30 ottobre 2018; https://www.lavoce.info/archives/55700/la-manovra-italiana-un-caso-di-espansione-fiscale-restrittiva/ .

[22] Legge 24 dicembre 2012, n. 234.  Norme generali sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea. Vedi: https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2013-01-04&atto.codiceRedazionale=13G00003 .

[23] C. Tito, “Conte fa la pace con Visco. I consigli di Bankitalia per non allarmare l’Ue”, la Repubblica, 7 settembre 2019.
[25] F. Fubini, “La prima partita di Gualtieri: negoziare un deficit più alto”, Corriere della Sera, 6 settembre 2019.
[26] C. Tito, “Conte fa la pace con Visco. I consigli di Bankitalia per non allarmare l’Ue”, la Repubblica, 7 settembre 2019; corsivi miei.

Print Friendly and PDF

0 commenti:

LA PAGINA FACEBOOK DEL MOVIMENTO POPOLARE DI LIBERAZIONE - P101

LA PAGINA FACEBOOK DI SOLLEVAZIONE

Lettori fissi di SOLLEVAZIONE

Temi

Unione europea (940) euro (781) crisi (640) economia (623) sinistra (545) teoria politica (292) finanza (285) Leonardo Mazzei (272) M5S (270) grecia (247) P101 (246) Movimento Popolare di Liberazione (244) Governo giallo-verde (242) elezioni (239) sfascio politico (235) imperialismo (225) resistenza (225) Moreno Pasquinelli (219) sovranità nazionale (219) banche (215) internazionale (212) risveglio sociale (184) alternativa (168) seconda repubblica (167) Syriza (155) Tsipras (146) piemme (143) debito pubblico (133) Matteo Renzi (131) programma 101 (128) antimperialismo (126) spagna (121) marxismo (117) immigrazione (116) filosofia (115) Francia (113) PD (111) sovranità monetaria (111) destra (110) democrazia (109) costituzione (106) neoliberismo (104) populismo (104) sollevazione (101) Matteo Salvini (100) Stefano Fassina (97) Grillo (94) elezioni 2018 (94) berlusconismo (91) islam (91) proletariato (91) Sandokan (88) geopolitica (87) Carlo Formenti (85) Germania (85) Alberto Bagnai (83) Emiliano Brancaccio (83) austerità (80) bce (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) Podemos (75) Stati Uniti D'America (75) sindacato (75) referendum costituzionale 2016 (74) sinistra anti-nazionale (73) Mario Monti (72) Medio oriente (70) capitalismo (70) guerra (69) Libia (65) capitalismo casinò (63) Sergio Cesaratto (62) Rivoluzione Democratica (61) Russia (61) rifondazione (61) globalizzazione (60) CLN (59) Siria (58) CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (57) Lega (57) bancocrazia (57) immigrati (57) Sicilia (56) Alexis Tsipras (55) cinque stelle (54) liberiamo l'Italia (54) sovranismo (54) Alitalia (53) Legge di Bilancio (53) Diego Fusaro (52) Lega Nord (52) Pablo Iglesias (52) referendum (52) socialismo (52) legge elettorale (51) neofascismo (51) sovranità popolare (51) Emmezeta (50) fiat (50) moneta (50) Movimento dei forconi (49) brexit (48) campo antimperialista (48) sinistra sovranista (48) Manolo Monereo (47) solidarietà (47) immigrazione sostenibile (46) Beppe Grillo (45) Nichi Vendola (45) renzismo (45) Troika (44) Yanis Varoufakis (44) sionismo (44) astensionismo (43) inchiesta (43) Mario Draghi (42) gilet gialli (42) Luciano Barra Caracciolo (41) uscita dall'euro (41) liberismo (40) palestina (40) Israele (39) Mimmo Porcaro (39) patriottismo (39) Fiorenzo Fraioli (38) Ugo Boghetta (38) proteste operaie (38) sinistra patriottica (38) italicum (37) Giorgio Cremaschi (36) Karl Marx (36) Marine Le Pen (35) fiscal compact (35) III. Forum internazionale no-euro (34) Luigi Di Maio (34) Ucraina (34) egitto (34) nazione (34) uscita di sinistra dall'euro (34) 9 dicembre (33) Def (33) ambiente (33) azione (33) ISIS (32) Merkel (32) default (32) fiom (32) populismo di sinistra (32) Forum europeo 2016 (31) Sel (31) governo Renzi (31) scienza (31) unità anticapitalisa (31) xenofobia (30) Fabio Frati (29) Nello de Bellis (29) catalogna (29) cina (29) ecologia (29) storia (29) eurostop (28) islamofobia (28) napolitano (28) Assemblea di Chianciano terme (27) Putin (27) menzogne di stato (27) nazionalizzazione (27) Donald Trump (26) elezioni europee 2019 (26) nazionalismi (26) silvio berlusconi (26) Beppe De Santis (25) Forum europeo (25) Mauro Pasquinelli (25) USA (25) elezioni siciliane 2017 (25) Europa (24) Movimento 5 Stelle (24) Quantitative easing (24) Venezuela (24) finanziarizzazione (24) iran (24) religione (24) Aldo Giannuli (23) Lavoro (23) Nato (23) Stato di diritto (23) antifascismo (23) manifestazione 12 ottobre 2019 (23) ora-costituente (23) razzismo (23) repressione (23) scuola (23) Comitato centrale P101 (22) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Roma (22) emigrazione (22) nazionalismo (22) Chianciano Terme (21) Front National (21) Simone Boemio (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) Unità Popolare (21) etica (21) keynes (21) Laikí Enótita (20) Marcia della Dignità (20) Regno Unito (20) Vladimiro Giacchè (20) coordinamento no-euro europeo (20) crisi di governo (20) iraq (20) manifestazione del 12 ottobre (20) melenchon (20) minibot (20) umbria (20) Conte bis (19) Emmanuel Macron (19) Esm (19) F.S. (19) Mariano Ferro (19) Norberto Fragiacomo (19) Sicilia Libera e Sovrana (19) Tunisia (19) fronte popolare (19) tecnoscienza (19) Domenico Moro (18) Donbass (18) Izquierda Unida (18) Noi siciliani con Busalacchi (18) pace (18) Assisi (17) Costanzo Preve (17) Foligno (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Jacques Sapir (17) Paolo Savona (17) Perugia (17) Pier Carlo Padoan (17) complottismo (17) cosmopolitismo (17) euro-germania (17) lotta di classe (17) media (17) piano B (17) senso comune (17) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Luciano B. Caracciolo (16) Marco Mori (16) Prc (16) Reddito di cittadinanza (16) Renzi (16) Tonguessy (16) appello (16) ballottaggi (16) casa pound (16) chiesa (16) internazionalismo (16) vendola (16) Cremaschi (15) Daniela Di Marco (15) International no euro forum (15) M. Micaela Bartolucci (15) Salvini (15) comunismo (15) fascismo (15) indipendenza (15) internet (15) manifestazione (15) piattaforma eurostop (15) vaccini (15) 15 ottobre (14) Alitalia all'Italia (14) Brancaccio (14) Enea Boria (14) Ernesto Screpanti (14) Eurogruppo (14) Fridays for Future (14) MES (14) Monte dei Paschi (14) Stato Islamico (14) Turchia (14) Vincenzo Baldassarri (14) clima (14) diritto (14) obama (14) salerno (14) sciopero (14) tasse (14) Alessandro Visalli (13) Bersani (13) Chavez (13) Enrico Grazzini (13) Eos (13) Jobs act (13) Legge di stabilità (13) MMT (13) Marino Badiale (13) Virginia Raggi (13) Wilhelm Langthaler (13) acciaierie Terni (13) disoccupazione (13) femminismo (13) finanziaria (13) no tav (13) potere al popolo (13) privatizzazioni (13) regionalismo differenziato (13) Alessandro Di Battista (12) Alfredo D'Attorre (12) Costas Lapavitsas (12) D'alema (12) Forum europeo 2015 (12) Negri (12) Panagiotis Lafazanis (12) Sergio Mattarella (12) analisi politica (12) cultura (12) decreto salva-banche (12) europeismo (12) global warming (12) keynesismo (12) salari (12) terzo memorandum (12) unione bancaria (12) 14 dicembre (11) AST (11) De Magistris (11) Dicotomia (11) France Insoumise (11) Gennaro Zezza (11) Ilva (11) Movimento pastori sardi (11) Papa Francesco (11) Portogallo (11) Stato (11) Stefano D'Andrea (11) corruzione (11) de-globalizzazione (11) elezioni anticipate (11) iniziative (11) nucleare (11) ordoliberismo (11) presidenzialismo (11) sindacalismo di base (11) sinistra Italiana (11) Aldo Zanchetta (10) Art. 18 (10) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) Carl Schmitt (10) Claudio Borghi (10) Fausto Bertinotti (10) Fmi (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Forum di Roma 2019 (10) George Soros (10) Giulietto Chiesa (10) Hollande (10) Jean-Luc Mélenchon (10) Lista del Popolo (10) Marco Passarella (10) Marco Zanni (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Paolo Barnard (10) Pardem (10) Quirinale (10) Risorgimento Socialista (10) Terni (10) cattiva scuola (10) decrescita (10) diritti civili (10) facebook (10) giovine italia (10) golpe (10) islanda (10) mediterraneo (10) povertà (10) sovranismi (10) taranto (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Antonio Rinaldi (9) Argentina (9) Bernie Sanders (9) CGIL (9) Campagna eurostop (9) Diritti Sociali (9) Forconi (9) Paolo Ferrero (9) Stato nazione (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wolfgang Schaeuble (9) bail-in (9) classi sociali (9) cosmo-internazionalismo (9) deficit (9) fisco (9) il pedante (9) istruzione (9) legge di bilancio 2020 (9) liberalismo (9) necrologi (9) proteste (9) questione nazionale (9) sociologia (9) tecnologie (9) Abu Bakr al-Baghdadi (8) Corte costituzionale (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) Draghi (8) Erdogan (8) F.f (8) Genova (8) Giorgetti (8) Goracci (8) II assemblea della CLN (1-3 settembre) (8) Ingroia (8) Italia Ribelle e Sovrana (8) Julio Anguita (8) Landini (8) Lenin (8) Luca Massimo Climati (8) Mattarella (8) Mirafiori (8) Yanis Varoufakys (8) borsa (8) debitocrazia (8) destra non euro (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate 2017 (8) elezioni siciliane (8) grexit (8) inflazione (8) lira (8) manifestazione 25 marzo 2017 (8) marxisti dell'Illinois (8) medicina (8) nuovo movimento politico (8) questione femminile (8) regionalismo (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) sovranità (8) svalutazione (8) transfemminismo (8) trasporto aereo (8) unità anticapitalista (8) unità nazionale (8) Alessandro Chiavacci (7) Alternative für Deutschland (7) Antonio Gramsci (7) Articolo 18 (7) CUB (7) Cub Trasporti (7) Dino Greco (7) Ernesto Laclau (7) Flat tax (7) Franz Altomare (7) Fratelli d'Italia (7) Gaza (7) Giuseppe Angiuli (7) Gran Bretagna (7) ISIL (7) Inigo Errejón (7) Je so' Pazzo (7) Jeremy Corbyn (7) Joseph Stiglitz (7) MMT. Barnard (7) Massimo Bontempelli (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Nuit Debout (7) Oskar Lafontaine (7) Pil italiano (7) Riccardo Achilli (7) Samuele Mazzolini (7) Sapir (7) Seconda Assemblea P101 (7) Ttip (7) agricoltura (7) aletheia (7) anarchismo (7) autodeterminazione dei popoli (7) bankitalia (7) bipolarismo (7) confederazione (7) derivati (7) eurexit (7) eurocrack (7) il manifesto (7) incontri (7) magistratura (7) moneta fiscale (7) nazismo (7) patria e costituzione (7) risorgimento (7) rivolta (7) rivoluzione civile (7) rossobrunismo (7) sanità (7) spread (7) trasporto pubblico (7) Ars (6) Banca centrale europea (6) Bazaar (6) Bottega partigiana (6) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (6) Carlo Galli (6) Casaleggio (6) Contropiano (6) Eros Cococcetta (6) Eugenio Scalfari (6) Franco Bartolomei (6) Frédéric Lordon (6) Giancarlo D'Andrea (6) Giorgia Meloni (6) M.AR.S. (6) Macron (6) Maduro (6) Militant-blog (6) Nino galloni (6) No Renzi Day (6) Noi con Salvini (6) ORA! (6) Papa Bergoglio (6) Pcl (6) Pisapia (6) Polonia (6) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (6) Regioni autonome (6) Sandro Arcais (6) Stato di Polizia (6) Target 2 (6) Teoria Monetaria Moderna (6) Thomas Fazi (6) Titoli di stato (6) Toni negri (6) USB (6) Ungheria (6) Viktor Orban (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) automazione (6) beni comuni (6) contante (6) fabrizio Marchi (6) famiglia (6) futuro collettivo (6) giovanni Tria (6) governo Gentiloni (6) ideologia (6) incontro internazionale (6) la variante populista (6) liberosambismo (6) migranti (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) pensioni (6) populismo democratico (6) sardegna (6) suicidi (6) suicidi economici (6) tecnica (6) terremoto (6) uber (6) utero in affitto (6) Alberto Negri (5) Angelo Panebianco (5) Anguita (5) Antonio Ingroia (5) Assad (5) Carola Rackete (5) Dario Guarascio (5) Decreto Dignità (5) Decreto sicurezza (5) Dimitris Mitropoulos (5) Federalismo (5) Federico Fubini (5) Ferdinando Pastore (5) Finlandia (5) Forza Italia (5) Franco Busalacchi (5) Giuseppe Mazzini (5) HAMAS (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Joël Perichaud (5) Kirchner (5) Lucca (5) Luigi De Magistris (5) MOHAMED KONARE (5) Marcello Teti (5) Mario Monforte (5) Marx (5) No Monti Day (5) No debito (5) Npl (5) Paolo Becchi (5) Parigi (5) Partito tedesco (5) Pier Paolo Dal Monte (5) Rete dei Comunisti (5) Romano Prodi (5) Rosatellum 2 (5) Sharing Economy (5) Stathis Kouvelakis (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Trump (5) Val di Susa (5) Wolfgang Munchau (5) Yemen (5) afghanistan (5) alleanze (5) banche popolari (5) brasile (5) califfato (5) camusso (5) chiesa ortodossa (5) cinema (5) confindustria (5) cuba (5) debitori (5) decreto vaccini (5) di Pietro (5) donna (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni. Lega (5) fratelli musulmani (5) giornalismo (5) giovani (5) governo (5) jihadismo (5) laicismo (5) massimo fini (5) pomigliano (5) procedura d'infrazione (5) proteste agricoltori (5) rifugiati politici (5) salvinismo (5) tremonti (5) wikileaks (5) 16 giugno Roma (4) ALBA (4) Africa (4) Alessia Vignali (4) Altiero Spinelli (4) America latina (4) Andrea Ricci (4) Anna Falcone (4) Antonio Amoroso (4) Aurelio Fabiani (4) Autostrade per l'Italia (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (4) Carovana di solidarietà (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Chiavacci Alessandro (4) Città della Pieve (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (4) Corea del Nord (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Deutsche Bank (4) Die Linke (4) Diego Melegari (4) Ernesto Galli Della Loggia (4) Felice Floris (4) Francesco Giavazzi (4) Frente civico (4) Fronte Sovranista Italiano (4) GIAPPONE (4) Giuliano Pisapia (4) Giulio Regeni (4) Giulio Sapelli (4) Imu (4) Incontro di Roma (4) JP Morgan (4) Jacques Nikonoff (4) Karl Polany (4) Kke (4) L'Altra Europa con Tsipras (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Leonardo Mazzzei (4) Luciano Canfora (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) Marcello Minenna (4) Marchionne (4) Martin Heidegger (4) Morgan Stanley (4) Mosul (4) NO TAP (4) Noi sicialiani con Busalacchi (4) Nuova Direzione (4) ONU (4) Oscar Lafontaine (4) Paolo Gerbaudo (4) Pci (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Prodi (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Sergio Starace (4) Simone Pillon (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) TAP (4) Tyssenkrupp (4) Varoufakis (4) Visco (4) Vladimiro Giacché (4) Xarxa Socialisme 21 (4) Xi Jinping (4) agricoltura biologica (4) al-Sisi (4) alceste de ambris (4) anarchici (4) arancioni (4) bigenitorialità (4) carceri (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianesimo (4) cristianismo (4) curdi (4) demografia (4) diritti di cittadinanza (4) donne (4) elezioni 2017 (4) elezioni comunali 2017 (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) gender (4) greta thumberg (4) il fatto quotidiano (4) informatica (4) intelligenza artificiale (4) irisbus (4) irlanda (4) italia (4) ius soli (4) legge del valore (4) legge di stabilità 2017 (4) parti de gauche (4) patrimoniale (4) porcellum (4) precarietà (4) presidente della repubblica (4) primarie (4) protezionismo (4) risparmio (4) salute (4) sardine (4) saviano (4) seminario (4) sottoscrizione (4) spending review (4) spesa pubblica (4) statizzazione banche (4) transizione al socialismo (4) trattati europei (4) truffa bancaria (4) wikidemocrazia (4) xylella (4) 19 ottobre (3) Ahmadinejad (3) Alavanos (3) Albert Einstein (3) Alberto Alesina (3) Alessandro Somma (3) Alfiero Grandi (3) Antonella Stirati (3) Aquisgrana (3) Arabia saudita (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Benetton (3) Bergoglio (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Bloco de Esquerda. (3) Cerveteri Libera (3) Cia (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Commissione europea (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Diosdado Toledano (3) EDWARD SNOWDEN (3) Eleonora Forenza (3) Emanuele Severino (3) Ernest Vardanean (3) Eurasia (3) Fabio Nobile (3) Fabrizio Tringali (3) Fausto Sorini (3) Filippo Abbate (3) Francesco Neri (3) Francesco Salistrari (3) Fratoianni (3) Gianluigi Paragone (3) Gianni Ferrara (3) Giorgio Lunghini (3) Giuliana Nerla (3) Giulio Bonali (3) Giuseppe Pelazza (3) Goofynomics (3) Gramsci (3) Guido Grossi (3) HELICOPTER MONEY (3) Hezbollah (3) ISTAT (3) Ilaria Bifarini (3) Ivan Cavicchi (3) Jens Weidmann (3) Jugoslavia (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) MPL (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marcello Foa (3) Marco Bulletta (3) Marco Mainardi (3) Mario Volpi (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Massimo cacciari (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Milton Friedmann (3) Modern Money Theory (3) Moldavia (3) Morya Longo (3) Napoli (3) Nigel Farage (3) No e-45 autostrada (3) Noi Mediterranei (3) Olanda (3) Palermo (3) Panagiotis Sotiris (3) Paola De Pin (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Pkk (3) Poroshenko (3) Rinascita (3) Rodoflo Monacelli (3) Ruggero Arenella (3) Salento (3) Sarkozy (3) Scenari Economici (3) Six Pack (3) Stavros Mavroudeas (3) Ugo Arrigo (3) Ungheria. jobbink (3) VOX (3) Ventotene (3) Viareggio (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) antisemitismo (3) austria (3) bollettino medico (3) crediti deteriorati (3) debito (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) diritto d'asilo politico (3) diritto di cittadinanza (3) divorzio banca d'Italia Tesoro (3) dollaro (3) economia sociale di mercato (3) euroasiatismo (3) forza nuova (3) giustizia (3) indignati (3) ines armand (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) machiavelli (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mezzogiorno (3) minijobs. Germania (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) occidente (3) oligarchia (3) partito (3) partito democratico (3) psicanalisi (3) quota 100 (3) rai (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) robotica (3) sanità. spending review (3) seminario teorico (3) senato (3) sinistra transgenica (3) sme (3) social media (3) socialdemocrazia (3) sondaggi (3) sovranità e costituzione (3) sovrapproduzione (3) takfir (3) tassisti (3) terza assemblea P101 (3) terzo polo (3) tv (3) università (3) violenza (3) web (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 25 aprile 2017 (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Alberto Benzoni (2) Alberto Montero (2) Alétheia (2) Amando Siri (2) Amazon (2) Amodeo (2) Andalusia (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Arditi del Popolo (2) Armando Mattioli (2) Armando Siri (2) Assange (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Banca (2) Bandiera rossa in movimento (2) Benedetto Croce (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Blockchain (2) Bolivia (2) Bolkestein (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) Carc (2) Carlo Clericetti (2) Carlo Freccero (2) Carlo Romagnoli (2) Cernobbio (2) Certificati di Credito Fiscale (2) Cesarina Branzi (2) Cgia Mestre (2) Chantal Mouffe (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Claudia Castangia (2) Colonialismo (2) Comitato antifascista russo-ucraiono (2) Conte (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Dani Rodrik (2) De Bortoli (2) Der Spiegel (2) Diem25 (2) Domenico Losurdo (2) Don Giancarlo Formenton (2) Dugin (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Ego della Rete (2) Emilia Clementi (2) Emiliano Gioia (2) Enzo Pennetta (2) Eric Toussaint (2) Ettore Livini (2) European Quantitative-easing Intermediated Program (2) Extincion Rebellion (2) F.List (2) Federal reserve (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Filippo Gallinella (2) Fiumicino (2) Forestale (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Forum Popoli Mediterranei (2) Francesco Lamantia (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Futuro al lavoro (2) Generale Pappalardo (2) Gentiloni (2) Giacomo Bracci (2) Giacomo Russo Spena (2) Giada Boncompagni (2) Giancarlo Cancelleri (2) Gig Economy (2) Giorgio Gattei (2) Giovanni Gentile (2) Giuliano Amato (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Google (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hitler (2) Héctor Illueca (2) INPS (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italexit (2) Italia Ribelle (2) Iugend Rettet (2) Iugoslavia (2) JULIAN ASSANGE (2) Jacopo Custodi (2) Javier Couso Permuy (2) Juan Carlos Monedero (2) Juncker (2) Junker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Kurdistan (2) La Grassa (2) Lelio Basso (2) Lelio Demichelis (2) Leonardo SInigaglia (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marco Revelli (2) Marco Rizzo (2) Maria Elena Boschi (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Tronti (2) Mark Zuckerberg (2) Marocco (2) Massimo D'Antoni (2) Massimo PIvetti (2) Michele Serra (2) Michele fabiani (2) Microsoft (2) Militant (2) Moscovici (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) Mélenchon (2) Nadia Garbellini (2) Netanyahu (2) Nicaragua (2) Omt (2) Oriana Fallaci (2) Ostia (2) Paolo Maddalena (2) Papa (2) Partito comunista (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) PdCI (2) Pdl (2) Piano di eradicazione degli ulivi (2) Piemonte (2) Pippo Civati (2) Portella della Ginesta (2) Preve (2) Quarto Polo (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Reddito di inclusione sociale (2) Riccardo Bellofiore (2) Riccardo Ruggeri (2) Riscossa Italia (2) Roberto Ferretti (2) Rosanna Spadini (2) Rosarno (2) Rozzano (2) Ryan air (2) SPD (2) STX (2) Sahra Wagenknecht (2) Salistrari (2) Schumpeter (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Seconda Assemblea CLN (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Severgnini (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stefano Zecchinelli (2) Steve Bannon (2) Stiglitz (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Telecom (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Piketty (2) Tito Boeri (2) Tiziana Ciprini (2) Tltro (2) Tomaso Montanari (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Umberto Eco (2) Ursula von der Leyen (2) Valerio Bruschini (2) Von Der Leyen (2) Vox Italia (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) agricoltori indignati (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) animalismo (2) antimperialista (2) antisionismo (2) atac (2) banche venete (2) battaglia d'autunno (2) biotecnocrazia (2) blocco sociale (2) bontempelli (2) burkini (2) califfaato (2) calunnia (2) casa (2) clausole di salvaguardia (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) comuni (2) comunicazione (2) debito privato (2) denaro (2) deregulation (2) domenico gallo (2) due euro (2) dughin (2) elezioni comunali 2015 (2) elezioni comunali 2019 (2) embraco (2) enel (2) energia (2) ennahda (2) esercito (2) eugenetica (2) expo (2) export (2) fake news (2) fecondazione eterologa (2) fincantieri (2) fine del lavoro (2) foibe (2) frontiere (2) gaypride (2) genetica (2) gennaro Migliore (2) geoeconomia (2) giacobinismo (2) governicchio (2) guerra di civiltà (2) inceneritori (2) indignatos (2) industria italiana (2) intimperialismo (2) isu sanguinis (2) legge (2) legge di stabilità 2018 (2) lgbt (2) libano (2) liberi e uguali (2) libertà di pensiero (2) maidan (2) manifestazione 2 giugno 2018 (2) marina silva (2) mercantislismo (2) no expo (2) non una di meno (2) olocausto (2) omosessualità (2) ong (2) paolo vinti (2) pareggio di bilancio (2) parlamento europeo (2) patria (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) patto politico (2) peronismo (2) petrolio (2) pietro ratto (2) poste (2) poste italiane (2) prescrizione (2) proporzionale (2) province (2) razionalismo (2) reddito di base (2) ricchezza (2) riduzione parlamentari (2) rifiuti (2) riformismo (2) rivoluzione russa (2) rivoluzione socialista (2) sciopero generale (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) silicon valley (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) società (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) studenti (2) tasso di cambio (2) teologia (2) transgender (2) transumano (2) ulivi (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) uscita da sinistra (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 100 giorni (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 19 ottobre 2019 (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 25 aprile 2018 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 4 novembre (1) 5G (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 8 settembre (1) 9 febbraio 2019 (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Aberto Bellini (1) Accellerazionismo (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) AirCrewCommittee (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alan Johnson (1) Alba Libica (1) Albania (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alexander Zakharchenko (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amintore Fanfani (1) Amoroso (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Andrew Spannaus (1) Angela Matteucci (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Anthony Coughlan (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Guarino (1) Antonio Rinaldis (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Apple (1) Arditi (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art 81 (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Articolo1 (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Atlantia (1) Attali (1) Augusto Graziani (1) Australia (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Bashar al-Assad (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bazar (1) Bcc (1) Bekaert (1) Belardelli (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Blade Runner 2049 (1) Boicotta Eurovision (1) Boikp Borisov (1) Bolsonaro (1) Bossi (1) Branko Milanovic (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Britannia (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) ByoBlu (1) C.f.. Governo giallo-verde (1) CARTA DI FIRENZE 2019 (1) CCF (1) CNL (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Calenda (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Caritas (1) Carlo Candi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Rovelli (1) Carmine Pinto (1) Casal Bruciato (1) Cascina Raticosa (1) Casini (1) Cassazione (1) Cassese Sabino (1) Catarina Martins (1) Cekia (1) Cesare Battisti (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christian Napolitano (1) Christian Rocca (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Civitavecchia (1) Claudia Zeta (1) Claudio Maartini (1) Claudio Magris (1) Claus Offe (1) Concita De Gregorio (1) Confederazione europea (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Coordinamento europeo per l'uscita dall'Unione (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Corte Europea sui diritti dell'uomo (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cristina Re (1) Cuperlo (1) DDL (1) Dagospia (1) Daisy Osauke (1) Damiano palano (1) Dan Glazebrook (1) Daniela Conti (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davide Gionco (1) Davos (1) De Masi (1) De Vito (1) Debora Billi (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Dimitris Christoulias (1) Dio (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Don Sturzo (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Elliott Gabriel (1) Emanuele Filiberto (1) Emilia-Romagna (1) Emilio Gentile (1) Emma Bonino (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrica Perucchietti (1) Enrico Angelini Partigiano (1) Enrico Gatto (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Erasmo vecchio (1) Ernesto Pertini (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Erri De Luca (1) Etiopia (1) Ettore Gotti Tedeschi (1) Eugenio Scalgari (1) Eunoè (1) Eurispes (1) Europa a due velocità (1) Evo Morales (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio De Masi (1) Fabio Dragoni (1) Fabio Mini (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio De Paoli (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Florian Philippot (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Foro di Sao Paulo (1) Forum Ambrosetti (1) Forum dei Popoli Mediterranei (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lenzi (1) Francesco Magris (1) Franco Venturini (1) Frauke Petry (1) Fred Kuwornu (1) Freente Civico (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabanelli (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bellini (1) Giacomo Bellucci (1) Giacomo Vaciago (1) Giacomo Zuccarini (1) Giancarlo Bergamini (1) Gim cassano (1) Giordano Sivini (1) Giovanna Vertova (1) Giovanni De Cristina (1) Giovanni Lo Porto (1) Giovanni Schiavon (1) Giovanni Tomei (1) Giovanni di Cristina (1) Giulia Grillo (1) Giuliana Commisso (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Ambrosetti (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tarro (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Glauco Benigni (1) Godley (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Grecia presidio 9/9/19 (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Lutrario (1) Guido Ortona (1) Günther Anders (1) HSBC (1) Hainer Flassbeck (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Hong Kong (1) Huawei (1) Huffington Post (1) IPHONE (1) IRiS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Illueca (1) Imposimato (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) Inge Höger (1) Intellettuale dissidente (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Intesa Sanpaolo (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jason Barker (1) Je so' Pazz' (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) Joel Perichaud (1) John Laughland (1) John Locke (1) John Pilger (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Shumpeter (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Jugend Rettet (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kelsen (1) Kemi Seba (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kirill Vasilev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kosovo (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Koutsianas Pantelis (1) Kruhman (1) Ktragujevac (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La Pira (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Left (1) Legge 194 (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) Lev Gumilev (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Riboli (1) Lidia Undiemi (1) Liguria (1) Lillo Massimiliano Musso. Leoluca Orlando (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Alfano (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Lorenzo Fioramonti (1) Lorenzo Fontana (1) Loris Caruso (1) Luca Donadel (1) Luca Pagni (1) Lucarelli (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luigi Zingales (1) Luka Mesec (1) López Obrador (1) M. Pivetti (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) MOSE (1) Macchiavelli (1) Macedonia (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcello Veneziani (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Cattaneo (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Marcuse (1) Margarita Olivera (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Marina Minicuci (1) Mario Esposito (1) Mark Rutte (1) Maroni (1) Marta Fana (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo Costa (1) Massimo Gramellini (1) Massimo Recalcati (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Matteo Pucciarelli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Blondet (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Vezzosi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Bocci (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Scradovelli (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Mdp (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Messico (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michelangelo Vasta (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Mihaly Kholtay (1) Milano (1) Milosevic (1) Milton Friedman (1) Mimmo Lucano (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Mladic (1) Mohamed bin Salman (1) Mohammad Javad Zarif (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Moshe Ya’alon (1) Moves (1) Movimento 77 (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimento democratici e progressisti (1) Movimento di Liberazione Popolare (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Nancy Fraser (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Nethanyahu (1) New York Times (1) Nicky Hager (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolas Dupont-Aignan (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Noelle Neumann (1) Noi sicialiano con Busalacchi (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) Nsa (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omnium (1) Onda d'Urto (1) Open Society Foundations (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) P01 (1) PCE (1) PCdI (1) PIANESI MARIO (1) POSSIBILE (1) PRISM (1) PSUV (1) Pablo Stefanoni (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Di Martino (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito Italexit (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Paul "Elliot" Singer (1) Paul De Grauwe (1) Paul Steinhardt (1) Per una sinistra rivoluzionaria (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piepoli (1) Pier Francesco Zarcone (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Gobetti (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Attinasi (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Pino Prestigiacomo (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RENAUD LAMBERT (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Radek (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Ramarrik de Milford (1) Ramon Franquesa (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) René Girard (1) Report (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Rino Formica (1) Risorgimento Meridionale (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Robert Mundell (1) Roberta Lombardi (1) Roberto D'Agostino (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Marchesi (1) Roberto Martino (1) Roberto Massari (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rocco Casalino (1) Rohani (1) Roma 13 ottobre 2018 (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rosatellum (1) Rossano Rubicondi (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) SYLVAIN LEDER (1) Sacko Soumayla (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Schengen (1) Schlageter (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) SiAMO (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Slavoj Zizek (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stanis Ruinas (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svitlana Grugorciùk (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tiziana Alterio (1) Tiziana Aterio (1) Tiziana Drago (1) Togliatti (1) Tommaso Nencioni (1) Tommaso Rodano (1) Tonia Guerra (1) Tony Manigrasso (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Tribunale dell'Aia (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ugo Mattei (1) Ulrich Grillo (1) Unicredit (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Valerio Colombo (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Venezia (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vito Lops (1) Vito Storniello (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) WHIRLPOOL (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wilders (1) Wolfgang Streeck (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zagrebelsky (1) Zaia (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zecchinelli (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) Zygmunt Bauman (1) aborto (1) accise (1) adozioni (1) aggressione (1) agorà (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) alta velocità (1) amanda hunter (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) antispecismo (1) antropocene (1) antropologia (1) apocalisse (1) appoggio tattico (1) arcelor Mittal (1) aree valutarie ottimali (1) armi (1) arresti (1) asia argento (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) ateismo (1) autogestione (1) autostrade (1) ballarò (1) battisti (1) benessere (1) big five (1) bilancia dei pagamenti (1) bioetica (1) biologia (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bomba atomica (1) bonapartismo (1) brigantaggio (1) bufale (1) bullismo (1) calcio (1) campagna di finanziamento (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) cassa depositi e prestiti (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) cdp (1) censis (1) censura (1) chokri belaid (1) comitato (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) confucio (1) consiglio superiore della magistratura (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) cretinate. (1) curzio maltese (1) cybercombattenti (1) cyborg (1) dabiq (1) dall'euro (1) dalla NATO e dal neoliberismo (1) david harvey (1) decalogo (1) decescita (1) decrescita felice (1) decretone (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) deportazione economica (1) depressione (1) di Monica Di Sisto (1) dichiarazione di Roma (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) dracma (1) ebraismo (1) economie di scala (1) economist (1) ecosocialismo (1) egolatria (1) elezioni comunali 2018 (1) elezioni regionali 2019 (1) enav (1) enrico Corradini (1) erasmus (1) esercito industriale di riserva (1) estremismo (1) eurasismo (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) fiducia (1) finan (1) finaza (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) forme (1) freelancing (1) fuga dei capitali (1) fusione dei comuni (1) genere (1) giusnaturalismo (1) global compact (1) gold standard (1) governabilità (1) governo neutrale (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra valutaria (1) hansel e gretel (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) illiberale (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) incendi (1) independent contractor (1) india (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) intena (1) intervista (1) ius sanguinis (1) ivana fabris (1) joker (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge Madia (1) legge anticorruzione (1) legge antisciopero (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) leva obbligatoria (1) lex monetae (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) liberiamo (1) libra (1) linguaggio (1) link tax (1) liste civiche. (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) luddismmo (1) lula (1) madre surrogata (1) mafiodotto (1) maghreb (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) massimo bray (1) massoneria (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) matteo bortolon (1) matteo brandi (1) megalamania (1) memoria (1) mercantilismo (1) mercato (1) mercato del lavoro (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) modernità (1) molestie (1) momento polany (1) monetarismo (1) moody's (1) nascite (1) nazion (1) nazional-liberismo (1) nazionalizzare le autostrade (1) neokeynesismo (1) no allo spezzatino (1) no vax (1) nobel (1) nomine ue (1) norvegia (1) numero chiuso (1) obiezione di coscienza (1) occupy wall street (1) oligarchia eurista (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) partite iva (1) partiti (1) partito americano (1) partito brexit (1) partito umanista (1) pecchioli luigi (1) personalismo (1) petiziion (1) piaciometro (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piero visani (1) piigs (1) politicamente corretto (1) politiche austeritarie (1) polizia (1) ponte Morandi (1) popolo (1) post-elezioni (1) post-operaismo (1) postumano (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) qualunquismo (1) questione meridionale (1) quinta internazionale (1) rampini (1) rappresentanza (1) recensioni (1) regione umbria (1) rete 28 Aprile (1) ride sharing (1) rider (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) robot killer (1) rosabrunismo (1) rublo (1) salafismo (1) salir del euro (1) sandro veronesi (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) seisàchtheia (1) sequestro minori (1) sfruttamento (1) sicurezza (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) smartphone (1) social forum (1) sondaggio demos (1) specismo (1) spionaggio (1) squatter (1) stadio (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) strategia militare (1) stress test (1) sud (1) suez (1) supe-bolla (1) supply-side economics (1) svimez (1) taglio parlamentari (1) takfirismo (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) torre maura (1) tortura (1) transumanismo (1) trappola della liquidità (1) trasformismo (1) trasumanesimo (1) trenitalia (1) triptrorelina (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uberizzazione (1) ultimatum (1) vademecum (1) vadim bottoni (1) valute (1) vattimo (1) vertice di Roma (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) wahhabismo (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)