giovedì 25 settembre 2014

DOPO LA LISTA TSIPRAS IL VUOTO di Giancarlo D'Andrea

24 settembre. 
CONTINUA IL DIBATTITO SULLE SINISTRE DI FRONTE ALLA QUESTIONE DELL'EURO E ALLA CRISI EUROPEA. Anche D'Andrea, sulla falsa riga di Michele Berti, commenta l'intervento di Zaffarano.

Bandiera Rossa in movimento, il blog per il quale collaboro , ha pubblicato lo scorso 21 settembre un articolo di Maurizio Zaffarano dal titolo "Una critica al Sovranismo", già pubblicato lo scorso 10 Agosto dal blog "Verità e Democrazia" .
La pubblicazione avviene significativamente dopo il Forum di Assisi , cui un autorevole membro della redazione di "Bandiera Rossa in movimento" ha preso parte contribuendo , per quanto possibile , al successo indiscutibile dell’iniziativa .
L’articolo di Zaffarano e la decisione della sua pubblicazione su Bandiera Rossa in movimento, rappresentano un fatto significativo nel dibattito che anima questo blog, di per se caratterizzato da una scelta decisamente pluralista ,che spesso si è concretizzata in autentiche “ provocazioni “ politico – culturali nel tentativo di animare un dibattito che spesso ristagna nel panorama desolato della sinistra italiana. Ultima , ma non per importanza, credo sia stata proprio la discussione e la battaglia ingaggiata molti mesi prima delle ultime elezioni europee per la presentazione della Lista Tsipras.

LA LISTA TSIPRAS

Fermo restando e fatte le dovute proporzioni , posso affermare di essere stato tra i primi militanti della sinistra in Italia , subito seguito da gran parte della redazione di Bandiera Rossa e da altri compagni di strada , a perorare la causa della presentazione della Lista Tsipras alle recenti elezioni europee con la speranza che il processo di presentazione della lista, la campagna elettorale e il risultato finale , potessero innescare un processo dinamico di superamento della crisi in cui da molti anni versa la cosiddetta “ sinistra radicale “ e promuovere un indispensabile movimento verso la costruzione di un nuovo soggetto politico popolare, unitario , anticapitalista e socialista sull’onda di fenomeni quali quelli cui abbiamo assistito in Grecia con Syriza e in Spagna , più recentemente e con una velocità quasi imprevedibili , con Podemos.

Oggi credo sia necessario che proprio sulle pagine di Bandiera Rossa , sia il caso di cominciare a trarre un bilancio da quest’esperienza e riprendere il nostro infaticabile dibattito sulle prospettive .

Il compagno Zaffarano , con il suo articolo "Una critica al Sovranismo" mi offre questa possibilità , anzi mi è grato ricordare che fu proprio lui a suggerire la proposta di “elezioni primarie “ su programmi politici , anche diversi , per la conformazione delle liste dei candidati della Lista Tsipras , modalità che avrebbe consentito un confronto democratico tra le diverse posizioni e opzioni , e ,allo stesso tempo, consentito un dibattito di massa come il miglior auspicio di un avvio di una campagna elettorale che partiva , è bene ricordarlo ,con un primo sondaggio che dava la lista addirittura al 7,2 % , confermando l’esistenza di uno spazio politico delle dimensioni di quello conquistato poi da Podems in Spagna.
In quel periodo, Gennaio di quest’anno , ci trovavamo io e altri due compagni della redazione a Chianciano per il Convegno proprio dei sovranisti , antesignano del Forum Europeo di Assisi di fine Agosto .
Avanzai con forza la proposta delle “ primarie “ invitando i sovranisti a partecipare alla tenzone per la formazione delle liste dei canditati della Lista Tsipras e la risposta di Moreno Pasquinelli fu : “ la vostra proposta è troppo intelligente perché la sinistra radicale , avvinghiata in una spirale identitaria senza uscita e nella permanente battaglia dei piccoli ceti politici - burocratici falliti che la dominano, per poter essere accettata “.
E’ andata proprio così : la gestione della lista da parte degli intellettuali , da una parte della redazione di Repubblica , e dalla miriade di piccole burocrazie auto referenziali che non si rassegnano al proprio fallimento , hanno prima disperso lo slancio che pure aveva portato alla raccolta di quasi 250.000 firme, sgonfiato i primi incoraggianti sondaggi , e con essi la voglia di mobilitazione di migliaia di militanti , noi fra questi ,e dobbiamo dirlo con franchezza , le spesso meschine polemiche post elettorali , e la conduzione della lista ad oggi , stanno distruggendo anche le possibilità aperte da un risultato miracoloso che ha consentito il superamento di un soffio dello sbarramento del 4% .
Perché non si è prodotto quanto abbiamo fortemente sperato ?
L’encefalogramma della cosiddetta sinistra radicale è più piatto di prima , la delusione prevale in molti compagni che pure si sono impegnati nella campagna elettorale, e le posizioni recenti della Lista Tsipras a livello internazionale, accompagnate da prese di posizioni a mio avviso poco felici della stesso leader Greco ,arrivano sino a lambire la possibilità di alleanze contro natura col PD in vista di possibili posticini per le regionali che si avvicinano .

Italia : EMERGENZA SOCIALE
Cari compagni , io credo che la Grecia, primo esperimento di macelleria sociale imposto dalla Troika , sia più vicina di quanto immaginiamo.
Alcuni dati ISTAT sono impressionanti :
“Nel 2013, il 12,6% delle famiglie è in condizione di povertà relativa (per un totale di 3 milioni 230 mila) e il 7,9% lo è in termini assoluti (2 milioni 28 mila). Le persone in povertà relativa sono il 16,6% della popolazione (10 milioni 48 mila persone), quelle in povertà assoluta il 9,9% (6 milioni 20 mila).
Tra il 2012 e il 2013, l'incidenza di povertà relativa tra le famiglie è stabile (dal 12,7 al 12,6%) in tutte le ripartizioni territoriali; la soglia di povertà relativa, pari a 972,52 euro per una famiglia di due componenti, è di circa 18 euro inferiore (-1,9%) al valore della soglia del 2012.
L'incidenza di povertà assoluta è aumentata dal 6,8% al 7,9% (per effetto dell'aumento nel Mezzogiorno, dal 9,8 al 12,6%), coinvolgendo circa 303 mila famiglie e 1 milione 206 mila persone in più rispetto all'anno precedente.
La povertà assoluta aumenta tra le famiglie con tre (dal 6,6 all'8,3%), quattro (dall'8,3 all'11,8%) e cinque o più componenti (dal 17,2 al 22,1%). Peggiora la condizione delle coppie con figli: dal 5,9 al 7,5% se il figlio è uno solo, dal 7,8 al 10,9% se sono due e dal 16,2 al 21,3% se i figli sono tre o più, soprattutto se almeno un figlio è minore.
Nel 2013, 1 milione 434 mila minori sono poveri in termini assoluti (erano 1 milione 58 mila nel 2012).
L'incidenza della povertà assoluta cresce tra le famiglie con persona di riferimento con titolo di studio medio-basso (dal 9,3 all'11,1% se con licenza media inferiore, dal 10 al 12,1% se con al massimo la licenza elementare), operaia (dal 9,4 all'11,8%) o in cerca di occupazione (dal 23,6 al 28%); aumenta anche tra le coppie di anziani (dal 4 al 6,1%) e tra le famiglie con almeno due anziani (dal 5,1 al 7,4%): i poveri assoluti tra gli ultrasessantacinquenni sono 888 mila (erano 728 mila nel 2012).
Nel Mezzogiorno, all'aumento dell'incidenza della povertà assoluta (circa 725 mila poveri in più, arrivando a 3 milioni 72 mila persone), si accompagna un aumento dell'intensità della povertà relativa, dal 21,4 al 23,5%”
In Italia , qui, oggi , abbiamo tanti poveri quanta l’intera popolazione della Grecia, e la situazione peggiora di anno in anno !
Ancora Istat:
“A febbraio 2014 la disoccupazione in Italia sale e il tasso si assesta al 13%. Quella giovanile, che riguarda le persone tra i 15 e i 24 anni, è pari al 42,3 per cento. Renzi, in visita a Londra, definisce il dato “sconvolgente”.
Per l’Istat si tratta del tasso più alto sia dall’inizio delle serie mensili, gennaio 2004, sia delle trimestrali, che si rilevano dal 1977. A febbraio infatti il numero di disoccupati ha superato la soglia dei 3,3 milioni, arrivando a 3 milioni 307mila persone in cerca di lavoro, in aumento di 8mila unità su gennaio (+0,2%) e di 272 mila su base annua (+9%). La disoccupazione cresce per gli uomini (+1,6%) ma diminuisce per le donne (-1,4%). Per quanto riguarda i giovani, invece, il tasso di disoccupazione è in diminuzione di 1,4 punti percentuali su gennaio, quando aveva toccato il picco, ma in aumento di 3,6 punti su base annua.
In tutto, i giovani che cercano attivamente lavoro e non lo trovano sono 678mila. Peggiora anche il dato sugli occupati, che a febbraio sono 22 milioni 216mila, in diminuzione dello 0,2% rispetto al mese precedente (-39mila) e dell’1,6% su base annua (-365mila). Il tasso di occupazione, pari al 55,2%, risulta stabile su gennaio ma diminuisce di 0,8 punti percentuali rispetto a dodici mesi prima”.
Naturalmente potrei portare ulteriori dati ufficiali su sanità , istruzione, assistenza sociale, ecc….e anche questi sono dati sconvolgenti. Per non parlare del crollo della produzione e dei consumi, di interi settori come l’ediliziae la piccola impresa, del picco eccezionale della cassa integrazione, del blocco dei salari dei dipendenti pubblici , ma altri compagni molto più autorevoli di me sul piano dell’interpretazione dei dati economici potrebbero approfondire questi aspetti drammatici .
Credo che possiamo affermare che siamo tutti concordi nel valutare la situazione sociale del paese come di gravissima emergenza sociale.
Dice nel suo articolo il mio amico Zaffarano :

“Le ultime dichiarazioni di Mario Draghi nelle quali 'auspica' che i Paesi dell'Eurozona cedano la propria sovranità all'Unione Europea anche sulle riforme strutturali (che in soldoni significherebbe il definitivo smantellamento della presenza del 'Pubblico' nell'economia, l'ulteriore riduzione della spesa sociale - sanità, pensioni, istruzioni, assistenza - e dei diritti dei lavoratori in termini di retribuzione e di stabilità dell'occupazione) rafforzano evidentemente le convinzioni dei sovranisti.
Ora mi sembra che gli elementi da cui partono i sovranisti siano fatti incontrovertibili: l'adozione dell'euro e dunque la rinuncia alla possibilità di ricorrere a svalutazioni competitive ha influito in modo determinante nella perdita di capacità concorrenziale dell'economia italiana; l'obbligo di ricorrere esclusivamente ai mercati finanziari per fare fronte alla spesa pubblica (regola in realtà già in vigore dagli ottanta con la separazione tra Tesoro e Banca d'Italia) è all'origine dell'esplosione del debito pubblico italiano e alla sua insostenibilità “.

Mi permetto solo di aggiungere che la situazione critica non riguarda solo l’Italia , e le sue peculiari caratteristiche storiche che ne hanno influenzato la conformazione e le dinamiche sin dall’unità del paese, ma sono un dato generalizzato nell’euro zona , in maniera particolare nei paese del sud europa dove la situazione di emergenza sociale è più o meno sui livelli italiani , ma si affacciano nubi anche sulla forte e beneficiata , almeno fin’ora, Germania.

A me sembra che l’introduzione dell’euro, e la svalutazione del valore del lavoro e la svendita del Welfare , non potendo svalutare la moneta, stia mettendo in crisi l’intero progetto dell’unione Europea: se procedono queste dinamiche sociali, la situazione si aggraverà in tutt’Europa, con punte di insostenibilità per i paesi del sud Europa.
Potremmo trovarci nelle condizioni di affrontare le conseguenze derivanti dal fatto che le oligarchie prendano atto del fallimento e decidano , indipendentemente dalla nostra volontà , di adottare un “Piano B “.
Scenari che faremmo bene a considerare e a non esorcizzare , potremmo trovarci nella condizione che la potente borghesia tedesca, per evitare il rischio di essere trascinata nel baratro, per difendere i suoi interessi imperialistici —ancorati alla coppia della politica mercantilistica che sorregge la sua industria e della moneta forte vitale al suo sistema bancario—, consideri un male minore liberarsi della “zavorra” dei recalcitranti paesi “periferici” del Sud; ciò che sarebbe una maniera per costringerli ad adottare ancor più violente politiche di macelleria sociale, indebolirli, e quindi chiuderli definitivamente come satelliti nella sua orbita.

Perché non considerare la possibilità a fronte del protrarsi della crisi deflattiva dell’intera eurozona una uscita a destra nelle forme ultraneoliberiste o addirittura reazionarie ?
Allora si che a pagare sarebbero solo le masse popolari , questo è indubbio !
Ma se questo è possibile perché rifiutarsi di vedere la realtà e porsi il problema di come , in che modo concreto uscire dalla drammatica crisi sociale da sinistra ? Perché non considerare la possibilità di contendere alle oligarchie turbo capitaliste la partita?
Perché non impugnare quindi, da sinistra, la questione della “sovranità”? Perché mai lasciarla in mano alle destre ed ai liberisti, col rischio che le sinistre vengano seppellite una volta per tutte?

Italia : EMERGENZA DEMOCRATICA
Spero che la valutazione dei compagni mi conforti quando sostengo che stiamo vivendo una emergenza democratica in Europa e in Italia in maniera devastante.
Trattati mai votati , la Troika e la sua conformazione, il ruolo della BCE ecc…pongono seriamente il problema di una entità sovranazionale che non è uno stato federale ( il sogno di Spinelli ) , che non affronta in termini solidaristici il problema del debito , che rafforza alcune economie a scapito di altre , senza che i cittadini possano incidere . Eppure il recente referendum scozzese ha mobilitato tutte le oligarchie eurocratiche scosse dal solo fatto dell’irrompere sulla scena della volontà popolare ..
E in Italia ?
Un parlamento di nominati eletti con una legge anticostituzionale, 3 governi non eletti , l’assalto alla costituzione in nome della volontà delle oligarchie europee di far fuori le costituzioni nate dalle resistenze popolari alla fine della seconda guerra mondiale. Una legge elettorale, l’Italicum peggiore della Legge Acerbo che spianò la strada al fascismo. E ancora la fine del bicameralismo perfetto , lo squilibrio tra i poteri dello stato , l’uso della decretazione d’urgenza che mette seriamente in discussione lo stesso regime parlamentare. lo smantellamento in corso della pubblica istruzione, della sanità pubblica. La distruzione del diritto del lavoro che si approssima.
Come si fa a non vedere che siamo in piena emergenza democratica ?
Scrive il mio amico Zaffarano:
“Anzitutto ritenere che abbattendo il 'Tiranno', l'Unione Europea, si realizza la condizione necessaria e sufficiente per riconquistare la sovranità perduta. L'Unione Europea non agisce in virtù di una sua forza intrinseca, non ha imposto il suo potere con le armi ma l'ha ricevuto dalle classi dominanti nazionali. E solo questo rende lo spread, la propaganda ideologica che essa diffonde, le sue direttive fatti cogenti nel nostro Paese. L'Unione Europea, così come è andata configurandosi, è conseguenza dell'evoluzione del capitalismo ed il suo ruolo va collocato nel quadro della globalizzazione e della finanziarizzazione dell'economia degli ultimi decenni.

La priorità dunque è rovesciare i rapporti di forza politici, sociali, economici in Italia e a livello internazionale: è questa la condizione indispensabile per cambiare o cancellare il ruolo dell'Unione Europea”.

Ma i processi in atto di profonda modificazione della sovrastruttura in atto , la progressiva cessione di sovranità a entità sovranazionali non federaliste e non sottoposte al controllo democratico dei cittadini, e quella ulteriore che richiede Draghi con il consenso attivo di Padoan e dello sbruffone fiorentino, le “riforme” istituzionali e quella elettorale , non sono forse funzionali ed indispensabili ai progetti , alla gestione, al comando delle oligarchie che comandano l’Europa e il nostro paese proprio per attuare senza che i cittadini disturbino i manovratori della “globalizzazione e della finanziarizzazione dell'economia degli ultimi decenni”?

Allora dovremmo rispondere a questa semplice domanda : l’Europa e le sue politiche turbo liberiste sono riformabili ?
Si forse, ma solo a scapito delle masse popolari ,in caso le oligarchie optassero , come è possibile, per una accelerazione dei loro progetti e delle loro politiche prendendo atto del fallimento dell’Unione Europea così come la conosciamo .

CHE FARE ?

Naturalmente non ho la presunzione di avere una ricetta, ma credo che l’interrogativo i militanti della sinistra disponibili a prendere atto che non vale la pena di investire su “ditte fallite”, debbano cominciare a porsi quest’interrogativo.

Tutti gli indicatori internazionali dipingono un aggravamento della crisi dell’eurozona.
Si prepara in Italia , in una situazione di emergenza sociale e democratica senza precedenti, il braccio di ferro tra Renzi e il suo gruppo dirigente, saldamente alleato con Berlusconi , e settori di oligarchie che sentono il terreno franare sotto i loro piedi: Camusso , Dalema , Bersani e soci , sanno che il loro destino è legato o al raggiungimento di una accordo con renzi e i poteri che rappresenta oppure sono destinati a combattere per la loro sopravvivenza, non certo per i diritti dei lavoratori .

Si approssima un autunno dove potrebbe finalmente irrompere il conflitto sociale su larga scala , un autunno che noi ci auguriamo caldo .

Allora la mia esperienza e sono sicura di tutti i militanti della sinistra ci dovrebbe dire che :
- è meglio prepararci a possibili cambiamenti di scenari politici : che faremmo se fosse messo in discussione l’euro in uno o più paesi dell’eurozona ?
- è meglio lottare in un paese dove vigano la sovranità popolare e istituzioni democratiche da cittadini piuttosto che da sudditi in una oligarchia autoritaria?
E ancora se un grande movimento popolare dovesse irrompere sulla scena nei prossimi mesi dovremmo sostenerlo adoperandoci per una grande alleanza popolare la più vasta possibile che ponga il problema del governo del paese ?
E un governo che nascesse sulla spinta di un grande movimento popolare che programma di emergenza dovrebbe affrontare per risolvere le emergenze sociali e democratiche del Paese ‘
Dovrebbe attuare o no una politica di fortissimo intervento nell’economia per rilanciare l’occupazione, e salvare lo stato sociale ?
Se la risposta è si , allora come farebbe coi trattati internazionali , la BCE e La Troika che ci stanno strangolando ? Senza stampare denaro ??

Arriverà il momento in cui bisognerà dare queste risposte ,ce lo chiederanno i popoli lavoratori d’europa, ce lo chiederanno i lavoratori , i giovani , le donne e gli anziani di questo nostro Paese , e allora saremo tutti sovranisti !

* Fonte: Bandiera Rossa
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4 commenti:

  • Anonimo scrive:
    25 settembre 2014 21:37

    @Redazione

    Cari compagni, una domanda (non c'è nessuna polemica, vorrei solo il vostro spassionato parere).

    Mi sembra che la questione dell'euro si intrecci con delle problematiche geopolitiche che iniziano appena adesso a essere poste in evidenza anche dal mainstream.

    In sostanza, pur condividendo tutte le vostre critiche al sistema della moneta unica, l'euro rimane l'unico fattore che consente all'Europa un simulacro di politica estera comune (non solo economica quindi).
    L'euro permette alla UE di spostare il baricentro delle sue alleanze a est, in particolare verso la Russia.
    Uscire dall'euro sarebbe un vantaggio sotto molti aspetti ma a quel punto ci troveremmo molto più indifesi nei confronti delle pressioni americane.

    Vi copincollo quello che dice Giancarlo Galli a Formiche.net a proposito dell'editoriale in cui De Bortoli attacca Renzi.

    "Si riferisce alla strategia di sanzioni nei confronti della Russia condivisa dal governo italiano?

    Quella è la punta dell’iceberg. La classe economica del nostro Paese ritiene che gli sbocchi privilegiati delle attività commerciali italiane siano i mercati orientali. Russi e asiatici in primo luogo. E per questo motivo ha giudicato malissimo la politica muscolare perseguita dal Presidente del Consiglio verso Mosca, da cui importiamo energia e soprattutto gas metano. Comparto fondamentale in cui gli Usa si apprestano a far concorrenza alla Russia attraverso la ricerca e raffinazione dello shale gas."

    Link

    http://www.formiche.net/2014/09/24/perche-il-corriere-lestablishment-temono-il-renzi-filo-usa-parla-giancarlo-galli/

    Tra l'altro la cosa a mio avviso molto interessante è che Giacarlo Galli scrive su Avvenire.

    Cosa ne pensate?

  • Anonimo scrive:
    26 settembre 2014 13:18

    E' vero, l'euro può essere considerato una palla al piede di quasi tutti gli Eurostati, ma il marcio viene dai trattati che ci ingabbiano con tentacoli inestricabili. Il vero sollievo potrebbe derivare solo allo scioglimento dei vincoli inter-europei.
    E pensare che fra poco vi si aggiungerà il famigerato TTIP !!!

  • Anonimo scrive:
    26 settembre 2014 19:05

    Mi pare di capire che la Redazione stia girando la faccia di 360 gradi,non dimentichiamo che l'euro è la moneta dei tedeschi funzionale agli interessi Americani ,quindi staccarci da essa non comporta solamente Sovranità monetaria ,ma a liberarci dalla Sottomissione dagli Americani che del resto hanno obbligato attraverso politici europei sottomessi , di appoggiare le Sanzioni verso la Russia , pur chiaramente visibile il danno che produce tale provvedimento agli Stati Europei.Non mi sembra il caso di continuare oltre ciò che è da Se evidente.

  • Anonimo scrive:
    28 settembre 2014 22:18

    Raggiungere la sovranità monetaria !!: un sogno!!.
    Si risolverebbero un bel po' di problemi e non sarebbe poi tanto difficile: si resuscita la lira come moneta parallela stampata dal Poligrafico dello Stato nella quantità necessaria e con la firma del Ministro, le si dà un valore ad arbitriuym Guberni per il cambio Euro, le Tasse si fanno pagare in lire e chi ha gli Euro deve ricorrere al cambio, per i depositi altrettanto e così via anche per i capitali all'estero in rientro. Certo ci vuole un ministro del tesoro munito di sfere giganti e molto solide nonché un Parlamento compatto e coraggioso ... e se ne stampano quante si vuole.Un sogno. All'on.le Aldo Moro hanno fatto fare le fine che ha fatto perché aveva cercato di aggirare il tabù con le 500 lire, a Tremonti hanno fatto le scarpe, a Lincoln e a Kennedy il "cappotto di legno, il povero Gheddafi lo hanno fatto linciare a cura della Nato,. Indubbiamente occorre del fegato ma continuare così si va al suicidio!! ...

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