lunedì 31 gennaio 2011

EGITTO: INCHIESTA SULLE OPPOSIZIONI A MUBARAK

Il Cairo: la Marcia del 25 gennaio
Il «Movimento Giovanile del 6 aprile»
prima parte
Una Rivoluzione 
«anonima e tremenda»



di Piemme


E’ un fatto che la «Giornata della rabbia» del 25 gennaio, la scintilla che ha incendiato la prateria egiziana, promossa dal «Movimento Giovanile del 6 aprile», ha colto di sorpresa pressoché tutte le forze di opposizione, compresa la Fratellanza Musulmana.


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domenica 30 gennaio 2011

EGITTO: MA QUALE «RIVOLUZIONE COLORATA»?

Gli USA tengono i piedi su due staffe, la sollevazione
taglierà entrambi?
In ballo c'è il futuro di tutto il Medio Oriente

di Leonardo Mazzei*
Riceviamo e pubblichiamo la più lucida analisi degli avvenimenti egiziani

Il regime Mubarak allo sbando, ma per ora non molla - La più grande rivolta dell'Egitto moderno - Il ruolo decisivo dell'esercito - L'alternativa americana è tra il perdere l'Egitto e il perdere la faccia.

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sabato 29 gennaio 2011

L’ITALIA AFFONDERÀ

Tunisia ed Egitto indicano la via: o il popolo si solleva
o tutto cambierà in peggio
Dalla lotta tra poteri istituzionali allo sfascio dello Stato-nazione

Prepararsi al peggio 


di Moreno Pasquinelli


La guerra per bande tra notabili e pezzi della casta è oramai diventata una lotta frontale tra apparati dello Stato, tra i gangli decisivi delle istituzioni. Tutti i tentativi di exit strategy messi in atto negli ultimi anni per evitare lo sfascio sembrano andati in fumo. Il sistema normativo su cui si è fondata, alle spalle della Cosituzione formale, la “seconda repubblica”, ciò che ha consentito a Berlusconi di diventare il dominus della crisi, è ora grippato, per la semplice ragione che Berlusconi non vuole sloggiare di sua sponta. È così iniziato il round finale il quale, malgrado la debolezza disarmante e la totale confusione che regna nel campo anti-berlusconiano —penosa la commedia delle "primarie" napoletane, finite in caciara—, potrebbe davvero concludersi, con un redde rationem. Si vada o non si vada alle elezioni anticipate come extrema ratio.


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Dossier Tunisia (II)

Continua la nostra inchiesta sulla rivoluzione democratica
«Le opposizioni che combattono il governo provvisorio di Mohammed Ghannouchi»
Il ruolo cruciale del sindacato dei lavoratori
di Larbi Saddiki
di Abd al-Bari Atwan
di Medarabnews

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venerdì 28 gennaio 2011

NON PERDETE LA MEMORIA


Shoah e libertà di pensiero

di Massimo Fini


Si è svolto ieri a Roma un importante Convegno dal titolo “La Shoah e la sua negazione. Il futuro della memoria in Italia” cui hanno partecipato, oltre ai più importanti esponenti della comunità ebraica italiana, il ministro Angelino Alfano, Pier Ferdinando Casini, Benedetto Della Vedova e altri politici.

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CAMUSSO: COSI NON VA!

La grande manifestazione FIOM di ieri a Bologna
«Il 28 gennaio Sciopero generale e generalizzato contro Governo e Confindustria incontriamoci a Roma il 26 febbraio»

di Giorgio Cremaschi

Ieri a Bologna si è svolta una massiccia manifestazione della FIOM (secondo la stessa questura 30 mila partecipanti) [Qui la cronaca]  dove la piazza ha a gran voce chiesto lo sciopero generale, richiesta che la Camusso, dal palco, ha brutalmente snobbato. E per questo è stata sonoramente contestata. 
Leggi il commento di Giorgio Cremaschi dal titolo «Uno sciopero generale costituente». 
Sul vacuo discorso pronunciato a Bologna dalla Camusso lo stesso Cremaschi ha diffuso questa dichiarazione:

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giovedì 27 gennaio 2011

MUBARAK-FRATTINI

Due vecchi amici
DISGUSTO E REALPOLITIK

quanto fa schifo il servo del pappone della "nipotina di Mubarak"

di Moreno Esposto*

Egregio Ministro Franco Frattini,

cogliendo il significativo precedente offertomi dal Suo collega di partito, l’on. Daniele Capezzone, il quale ha ricondotto nell’alveo del diritto alla “libertà d’opinione” il veemente attacco condotto dal Presidente del Consiglio Berlusconi alla conduzione della trasmissione “L’Infedele”, Le scrivo intendendo usufruire egualmente di tale libertà civile come recentemente configurata dal sopra citato luminare della giurisprudenza odierna.

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martedì 25 gennaio 2011

Egitto: verso la fine di Mubarak

Il Cairo, 25 gennaio
«Ce l'hanno fatta in Tunisia, ce la faremo anche qui»
Chi ha paura della caduta del tiranno? 


di Campo Antimperialista


Martedì 25 gennaio. In Egitto si celebra la festa della polizia. Il popolo ha voluto celebrarla a suo modo, scendendo in piazza e gridando "Ora basta! Via il dittatore Mubarak". All'inizio piccoli assembramenti in alcuni quartieri a ridosso del centro del Cairo, autorganizzati e spontanei, usando sms e socialnetwork, a dimostrare che si sono mossi per primi i giovani della malandata classe media.


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EFFETTO COLLATERALE (III)

L'operaismo da Panzieri a Toni Negri

una critica marxista


di Maria Turchetto*

Nell'ambito dell'analisi critica delle posizioni riferibili alla teoria del «lavoro cognitivo» pubblichiamo questo articolo della Turchetto, che è, pur nella sua sintesi, la migliore ricostruzione critica dell'operaismo teorico.e come dalla sua crisi ne sia uscito Toni Negri.

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lunedì 24 gennaio 2011

UN NUOVO FEUDALESIMO IN NOME DELLA MODERNITÀ

FIAT Mirafiori: l'accordo e l'inganno

di Guido Viale*


A tutti i “modernizzatori” che hanno salutato il referendum di Mirafiori come l’ingresso delle relazioni industriali italiane nella “modernità” va ricordato che la Modernità, o “Età moderna”, è iniziata nel 1492 con la scoperta dell’America. A quel tempo, nella Modernità, l’Italia delle Signorie ci era già entrata. Nei secoli successivi ha avuto alti e bassi (attualmente sta sicuramente attraversando un “basso”); ma se il 14 gennaio 2011 dovesse diventare una data storica, starebbe a segnare non l’entrata ma l’uscita del paese dalla Modernità: per ripiombare (secondo alcuni) in un nuovo medioevo; oppure, per instaurare una forma nuova di “feudalesimo aziendale”. Perché?

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FORUM: QUALE ALTERNATIVA (2)

Mario Tronti:
"Il problema è l'organizzazione"
«Riunificare il fronte, costruire un nuovo programma»

di Mario Tronti

Intervista a cura di Tonino Bucci* 

«Abbiamo bisogno di una grande preparazione politica e culturale, di un gruppo dirigente all’altezza, e di una nuova forma organizzata che abbia una visione strategica. Ma non può nascere dal nulla, ci vuole una grande spinta dal basso. (...) 
Come si ricostruisce una forma organizzata di lotta generale su queste spinte che tornano e che tenderanno sempre di più a radicalizzarsi? Questo è un capitalismo che non lascia margini di compromesso. Marchionne ne è la dimostrazione». 

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sabato 22 gennaio 2011

EFFETTO COLLATERALE (II)


Altro che scomparsa del taylorismo, nella FIAT del futuro
l'operaio, da protesi della macchina, diventa macchina
egli stesso

World class manufacturing? Taylorismo rafforzato

A proposito di Negri e dei teorici del «lavoro cognitivo» o «immateriale»



(Seconda parte)
Leggi la Prima parte

di Stefano Cingolani*


Di seguito un articolo che spiega in breve in cosa consista il nuovo regime di fabbrica che entrerà in vigore non solo a Mirafiori e Pomigliano ma in tutti gli stabilimenti FIAT. L'apologia dell'autore rispetto al cambiamento (che tradisce appunto l'inganno ideologico innovazionistico) cozza con l'indagine, che spiega appunto che non solo non c'è alcun superamento del taylorismo bensì un taylorismo portato alle estreme conseguenze possibili. Altro che lavoro mentale o "cognitivo", altro che liberazione dall'alienazione e dalla ripetitività: l'operaio ridotto ad un automa, le sue mosse calcolate al millesimo, monitorate. Il «tutto viene controllato come sempre dai cronometristi, i “cronu” dei vecchi operai torinesi. Allora, stavano accanto ai montatori con l’orologio in mano; adesso sono davanti ai computer e guardano le tabelle che escono dai calcolatori. Sempre controllori rimangono, sempre avversari tecnici degli operai, ma la distanza riduce le tensioni». Sarebbero questi  "lavoratori cognitivi" la punta di lancia della lotta di liberazione? Suvvia!

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FORUM: QUALE ALTERNATIVA? (1)


«Ci vuole un programma economico e sociale alternativo»


di Giorgio Cremaschi*

Cremaschi afferma: «Gli operai di Mirafiori chiedono di essere rappresentati da altro... Si è creato lo spazio oggi per costruire un programma economico e sociale alternativo a quello di Marchionne e del liberismo selvaggio e per sostenerlo con un grande movimento di lotta». Condividiamo in pieno la conclusione che trae dalla vicenda Fiat. "Costruire un programma economico e sociale alternativo". Noi alcune idee le abbiamo esposte nell'articolo di Mazzei «Proposte per un programma di fase». 
Proviamo ad aprire un confronto-

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venerdì 21 gennaio 2011

PER UN'ALTERNATIVA ALLA CATASTROFE

La Relazione di Mazzei al Convegno teorico
di Chianciano Terme del 30-31 ottobre 2010
Proposte per un programma di fase

di Leonardo Mazzei*

Innanzitutto una premessa a proposito del titolo dato a questa relazione. Siamo forse diventati catastrofisti o siamo semplicemente realisti? I caratteri della crisi, il declino dell'Europa, il massacro sociale già in atto e - ancora di più - quello che si annuncia ci inducono a parlare di catastrofe.
Ma se usiamo questa terminologia inconsueta è anche per segnalare il passaggio storico decisivo che stiamo vivendo. Dall'attuale crisi sistemica non si uscirà in maniera indolore: o emergerà una nuova prospettiva socialista, o si imporrà una tremenda regressione sociale.

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giovedì 20 gennaio 2011

ALGERIA: ULTIM'ORA

Ali Belhadj
Arrestato l'ex numero due del Fis Ali Belhadj

Il fantasma dell'Islam si aggira ancora per il Maghreb?

Ali Belhadj, ex numero due del Fronte islamico di salvezza (FIS) è stato arrestato durante la sommossa ai primi di gennaio ad Algeri. L'accusa: "ha messo in pericolo la sicurezza dello Stato" e "incitato alla ribellione armata".

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TUNISIA: LA LOTTA CONTINUA

Ultim'ora: le manifestazioni continuano per cacciare il governo
provvisorio. Per tenersi in piedi i seguaci di Ben Alì hanno
annunciato lo scioglimento del loro partito
La rivolta a quattro giorni dalla cacciata di Ben Ali

di Emmezeta*

A caldo, la sera di venerdì 14, abbiamo scritto che: «Quella vinta oggi è solo una battaglia di una lunga guerra, in Tunisia e non solo». I fatti dei giorni successivi non potevano che confermare questa fotografia della situazione tunisina. Un aggiornamento è però necessario, ma avendo ben chiaro che siamo dentro ad un quadro fluido, dinamico, suscettibile di sviluppi assai diversi e per niente predeterminati.

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MARCHIONNE: L'OPINIONE DI UN PRETE

Il prete spoletino che prova a tenere
alta la bandiera del cristianesimo

«Defraudare gli operai è un peccato mortale»

di Don Giuangranco Formenton*

ci segnalano e pubblichiamo

«Nel "Catechismo della Dottrina Cristiana" (pubblicato per ordine del Sommo Pontefice S.Pio X) vi è un meticoloso elenco di virtù, vizi e peccati tra i quali mi hanno sempre colpito. "I quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio: 1° Omicidio volontario; 2° peccato impuro contro natura; 3° oppressione dei poveri; 4° frode nella mercede agli operai".

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mercoledì 19 gennaio 2011

PSICOLOGIA DI MASSA DEL BERLUSCONISMO

Ma quanti sono davvero gli italiani disposti a seguire Berlusconi fino alla fossa?

di Moreno Pasquinelli


Mi corre l'obbligo di ri
spondere all'intervento di ieri di Piemme dal titolo 
puttanaio italiano



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martedì 18 gennaio 2011

IL PUTTANAIO ITALIANO

Finale di partita
il problema non è se cadrà il governo ma da cosa sarà sostituito


di Piemme


Quando l'ex-berlusconiano d'assalto Guzzanti ha descritto il sistema incarnato da Berlusconi "mignottocrazia", lo confesso, anch'io ho pensato si trattasse di un'esagerazione dovuta al rancore del trombato. Debbo ricredermi. Il fiume di merda che sta fuoriuscendo dalla cloaca massima di Arcore dimostra che la realtà supera di gran lunga le pur turpi accuse degli antiberlusconiani ossessivi. Sì, siamo al finale di partita, anzi, della dipartita del Primo ministro e, con molta probabilità della sua corte dei miracoli.


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lunedì 17 gennaio 2011

REFERENDUM A MIRAFIORI: UN EFFETTO COLLATERALE

Quelli che il «lavoro cognitivo»...
... "Sì" bulgaro contro gli operai
Prime vittime:
Negri e i teorici del «lavoro cognitivo» o «immateriale»

(prima parte)


di Moreno Pasquinelli

Nel grafico accanto i risultati reparto per reparto. Spicca la vittoria "bulgara" del "Sì" tra gli impiegati, senza la quale Marchionne e il suo Esercito della salvezza sarebbero usciti praticamente con le ossa rotte. Un effetto collaterale di questo decisivo referendum è che vengono seppelliti, sia la stravagante teoria post-moderna del «lavoro cognitivo» che i suoi teorici, primo fra tutti Toni Negri.




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domenica 16 gennaio 2011

Tunisia: una testimonianza diretta

«Il popolo organizza la sua difesa»

di Alma Allende, da Tunisi*



Il secondo giorno il popolo tunisino si sveglia sotto un'ampia e tersa volta celeste che copre ancor di più il silenzio teso che si è impossessato delle strade. I miei amici Ainara e Amin, dopo una notte di terrore rifugiati in casa di un operaio vicino a viale Bourguiba, dove sono rimasti intrappolati dopo la manifestazione del giorno precedente, vengono a rifugiarsi a casa.

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sabato 15 gennaio 2011

RIFLESSIONI SUL REFERENDUM A MIRAFIORI....E LA CENTRALITÀ OPERAIA


Il ricatto passa per un soffio
il "marchionnismo" non passa proprio

di Leonardo Mazzei*

«Torino 2011 non ha avuto dunque lo stesso esito di Torino 1980, e questo è già molto. La resistenza operaia non ha vinto, ma ha mostrato che esistono le condizioni per continuare la lotta. E' ora il momento di aprire una riflessione sulle prospettive di questa lotta. Una riflessione che deve investire almeno tre questioni, che qui ci limitiamo a segnalare: il modello produttivo, il modello economico-sociale, il problema del blocco sociale anticapitalista».

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54%: E ORA?

«la faglia è stata aperta,
il punto di non ritorno oltrepassato
»
Un primo giudizio sul Referendum di Mirafiori


Marchionne ha vinto per il rotto della cuffia. Gli è andata un po' peggio che a Pomigliano. Se lui può affermare di avere vinto, non possono fare la stessa cosa i sindacati, i partiti e la pletora di "yes man" che da un paio di mesi si erano messi al suo servizio. Che la metà dei lavoratori abbia detto "No" è la manifestazione plateale dell'abisso che separa buona parte degli operai dal tutto il baraccone politico e sindacale.

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venerdì 14 gennaio 2011

TUNISIA: ULTIM'ORA

Hamma Hammani
Arrestato Hamma Hammani, portavoce del Partito Comunista Operaio Tunisino (Pcot)


Hamma è stato tratto in arresto 12 gennaio su ordine del nuovo Ministro degli interni, Ahjmed Friaa, uomo di di fiducia del satrapo Ben Alì. Hamma era stato condannato nel 1999 a nove anni di reclusione con l'accusa di dirigere un partito clandestino che chiama "all'odio sociale e all'incitazione alla rivolta".

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I MOTI IN TUNISIA E ALGERIA: INCHIESTA (II)

«PER IL PANE E LA LIBERTÀ»
Seconda parte
Algeria: i quattro giorni di rabbia


Per quattro giorni, dal 5 al 9 gennaio, giovani infuriati si sono dati battaglia contro le forze di polizia. Bilancio ufficiale: 5 morti, più di 800 feriti (la metà poliziotti), più di mille gli arresti, la gran parte minorenni. La situazione pare tornata alla calma. Una calma spettrale e minacciosa.

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MIRAFIORI:IN ATTESA DELL'ESITO REFERENDARIO

Carniti, contesta l'accordo, pur difendendo l'idea di un sindacato
concertativo e la tesi che le "regole" della globalizzazione sono
intagibili
 

Pierre Carniti
«Non avrei firmato nemmeno io»

di Maurizio Fratta

A Pierre Carniti (che non è certo un sindacalista anticapitalista), pubblicando su questo blog suoi articoli nei mesi passati [1], avevamo riconosciuto lucidità di analisi ed onestà intellettuale per quel che aveva scritto sul "caso Fiat". Anzi ci era parso che la radicalità del suo giudizio negativo, a partire dalla vicenda di Pomigliano, non avesse confronti possibili con il giudizio di qualsiasi altro sindacalista in servizio permanente effettivo, che fosse oppure no.

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giovedì 13 gennaio 2011

Roma 14/12: AD UN MESE DALLA RIVOLTA



Iniziativa promossa da «Scuola Umbra»
circolo di studi filosofici, politici e culturali

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SULLA PERSECUZIONE DEI CRISTIANI

Sulla vicenda di Padre Rother (sulla sinistra) clicca qui
La stanchezza degli oppressi


Alla memoria di Stanley Rother, sacerdote cattolico dell’Oklahoma e missionario in Guatemala, martirizzato il 28 luglio 1981 a Santiago de Atitlán (Guatemala) dagli sgherri di un dittatore al servizio della United Fruits Company e della CIA.

di Franco Cardini*

Per lungo tempo, nel mondo musulmano cristiani ed ebrei sono stati tollerati in quanto ahl al-Kitab, con certe limitazioni. Tra VII e XVIII secolo, a parte qualche situazione particolare – Venezia, Genova, Livorno…— nessun musulmano poteva circolare in una città cristiana, mentre gli ebrei dal Cinquecento stavano nei ghetti. 

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mercoledì 12 gennaio 2011

MIRAFIORI: LA RESA DEI CONTI

Quando i sindacati non erano stati "fascistizzati"
La FIOM resiste. 
E poi?
La questione del «partito operaio» e della nazionalizzazione della FIAT


di Piemme

Con l'approssimarsi del referendum negli stabilimenti di Mirafiori, la polemica sulla vicenda dell'accordo del 23 dicembre, è oramai al calor bianco. Dal salone dell'auto di Detroit, Marchionne Paperone ha ribadito che se il "Sì" non passa, lui chiuderà la fabbrica torinese, per spostarla altrove. Per poi precisare: «Non c'è alcun ricatto, abbiamo posto i lavoratori davanti ad un'alternativa». La battaglia di classe è diventata anche disputa semantica, e non per sbaglio, visto che quando gli interessi in gioco sono antagonistici, neanche la lingua può rifugiarsi nel cantuccio della neutralità o dell'obiettività.

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I MOTI IN TUNISIA E ALGERIA: INCHIESTA

«PER IL PANE E LA LIBERTÀ»
Prima parte: la rivolta di massa in Tunisia 
Le sue cause e le sue caratteristiche


Ha dello scandaloso il sostanziale blackout informativo a cui si sono attenuti e si vanno attenendo i principali media italiani e occidentali sui moti popolari che hanno scosso la Tunisia e l’Algeria. Basta che qualcuno starnuti a Tehran o a Caracas, a Rangoon o a Minsk ed ecco che i nostri mezzi d’informazione non risparmiano fiumi d’inchiostro, copertine dei Tg, ore di servizi speciali. Per non parlare della assordanti campagne umanitarie, vedi quella per Sakineh o per Asia Bibi in Pakistan. Neanche una lacrima, i nostri mezzi d’informazione, hanno invece versato per i tre cittadini tunisini suicidatisi in segno di protesta.


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martedì 11 gennaio 2011

EGITTO: DOSSIER SULLA QUESTIONE NAZIONALE E QUELLA RELIGIOSA


La Mezzaluna e la croce:
a simboleggiare la fratellanza
tra musulmani e cristiani in
Medio oriente
I copti, i musulmani e la crisi finale del regime di Mubarak

di Medarabnews*

«Quando l’Europa si indigna per gli attacchi ai danni dei cristiani in Egitto o altrove in Medio Oriente, definendo tali attacchi come vere e proprie “persecuzioni...»

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lunedì 10 gennaio 2011

IL FANTASMA DI TREMONTI

Di fatto, quello attuale, dati i poteri esorbitanti del Ministero dell'Economia
 è già un governo Tremonti, dove il Cavaliere è ridotto a fare la parte della comparsa.
A che cosa realmente è appeso il destino di Berlusconi?

LA BOMBA AD OROLOGERIA DEL DEBITO PUBBLICO


di Moreno Pasquinelli



«Il Berlusconi sa che il suo destino, e  il consenso di cui va tanto fiero, già agli sgoccioli per le infinite mancate promesse, si gioca tutto su questo fronte, sul fronte della crisi economica e del debito pubblico, di ciò che riuscirà a fare per rilanciare un ciclo economico in depressione. La cartucce dell'ottimismo sono ormai bagnate. Il suo stesso blocco sociale si attende una svolta, mentre nel paese cominciano a vedersi i lampi di un nuovo conflitto sociale. Non ci vuole molto per comprendere che Berlusconi non riuscirà a farla franca anche stavolta e che sarà travolto, con o senza "ribaltone", con o senza elezioni anticipate».



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ALGERIA: LA RIVOLTA DEI GIOVANI EMARGINATI

Dopo la Tunisia anche in Algeria: i giovani in prima linea
«Gli emarginati di Bab el-Oueb cercano lavoro, non l'Islam»

di Alberto Negri*


Oltre l'altura dov'è arroccata la Casbah inizia Bab el Oued, la Porta del Fiume, ventre e cuore di Algeri. Tutto è cominciato qui, dalla rivolta anticoloniale contro i francesi nel '54 all'ascesa degli integralisti negli anni Ottanta e Novanta, all'ultima ribellione giovanile di questi giorni.


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domenica 9 gennaio 2011

CUBA: CHI SONO I DISSIDENTI?

Wikileaks ce lo rivela

di Gianni Minà*

«Quello che Wikileaks rivela è che i dissidenti ufficialmente vengono appoggiati, consigliati, coccolati, finanziati con milioni di dollari e ne viene sapientemente costruita l’immagine internazionale di eroi impavidi nella lotta per la democrazia».

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