giovedì 19 luglio 2018

NON SOCCOMBERE ORA di Luciano B. Caracciolo

[ 19 luglio 2018 ]


Sabato 14 luglio si è svolta a Foligno, promossa da P101, l'assemblea CE LA FARÀ L'ITALIA? Lavoro, reddito, fisco, diritti sociali. Cosa cambia coi "populisti" al governo. Sala gremita, alta l'attenzione, molti gli interventi dal pubblico. 
Dopo l'introduzione di Moreno Pasquinelli sono intervenuti gli ospiti Antonio Maria Rinaldi e Fabio Dragoni.
Più sotto i link degli interventi.
Causa impegni istituzionali indifferibili (è sottosegretario alla Presidenza del Consiglio) non era presente l'amico Luciano Barra Caracciolo che ha inviato tuttavia i suoi appassionati saluti che pubblichiamo.

- L'Introduzione di Moreno Pasquinelli


*  *  *

NON SOCCOMBERE ORA
di Luciano B. Caracciolo

«Non sono potuto intervenire a causa di un impegno direttamente attinente alle mie nuove funzioni di sottosegretario. Un impegno coincidente, per giornata ed orario, con questo evento a cui, come sempre quando vengo chiamato da P101, avevo aderito con entusiasmo. E quindi sono veramente dispiaciuto di non poterci essere.


In ogni occasione sappiate che mi considero, oltre che portatore di un contributo costruttivo per quanto mi consente il mio ruolo "minore" nel governo, un testimone della coscienza democratica costituzionale che si rapporta, diciamo da "insider", a un momento storico, politico ed economico, eccezionale per il nostro Paese.

In tale ruolo di testimone diretto (non direi "privilegiato"), nel percepire, prendere atto, e registrare, eventi e indizi che indicano l'incerta direzione che sta prendendo il nostro Paese, - consentitemi di chiamarlo Patria, come indica la nostra Costituzione - la mia sfida rimane quella di sempre: comprendere e compartecipare con tutti, nei modi di volta in volta consentitimi, il senso di quella "verità democratica" che i fatti drammatici della vita sociale ed economica italiana offuscano davanti ai nostri stessi occhi.

La democrazia costituzionale vive nel senso della partecipazione di tutto il popolo sovrano ai processi decisionali che lo riguardano.
E' l'eguaglianza sostanziale di tutti i cittadini, garantita dall'obbligo di intervento attivo dello Stato, prevista dall'art.3, comma 2, della Costituzione a rivestire il ruolo di cardine, reale e tangibile, delle regole della nostra democrazia. Il processo elettorale, in questa visione, non si riduce alla "numerazione", alla "conta" dei voti, di cui Gramsci stigmatizza la strumentalità rispetto all'incessante operazione di controllo culturale e mediatico a cui le elites dedicano le loro "sterminate risorse" (come sempre Gramsci precisava).

La sovranità in senso liberale delle elites si riduce al controllo della "numerazione dei voti"; la sovranità democratica del lavoro sancita dalla nostra Costituzione è esattamente l'opposto: vive come "pressione ininterrotta" dell'azione cosciente di un popolo di lavoratori, secondo la felice immagine dataci da rosa Luxemburg.
Ora, in questo momento storico, dobbiamo alle nostre coscienze un appello non più procastinabile.

Ogni legittima azione utile a ripristinare questa pressione ininterrotta ed a strappare a un'elite spietata, e insofferente di qualsiasi sostanza democrativa, deve essere intrapresa. Ogni azione volta al ripristino della legalità costituzionale rende, OGGI più che mai la vita degna di essere vissuta.
Questo richiamo assume l'urgenza di un momento finale. Se soccombiamo, se ci arrendiamo oggi, non avremo un futuro libero nella nostra terra; non avrà neppure più senso ripetere il rito elettorale, perché la bruta forza dei fatti avrà dimostrato la sua inutilità.
Se arretriamo ancora, anche solo ricercando un compromesso, - magari consigliato dal retaggio di ideologie e sovrastrutture ormai posticce e alimentate appositamente per dividerci- non avremo più alcuno spazio di libertà e democrazia. In quanto cittadini liberi in un paese libero.
Quante volte dovranno, i nemici della democrazia, essere sconfitti nelle urne e rimanere beffardi ai loro posti?

E' chiaro che soccombere ora, cancellerà ogni traccia vitale residua della stessa democrazia costituzionale.

L'appello e il saluto che mi sento di mandare è quello alla unità dei patrioti, alla unità delle forze del lavoro, alla unità dei poveri e degli impoveriti - impoveriti da parte di un regime ferito ma, appunto, perciò pericoloso e ancor più ferino nel suo odio verso il popolo; verso di noi, cittadini colpevolizzati di ogni male che ESSI stessi hanno deliberatamente provocato.
Abbattiamo gli steccati delle ideologie posticce nonché delle guerre fra poveri in nome dei diritti cosmetici: ritroviamo insieme l'unità del popolo che ha prodotto l'assemblea Costituente.
Non è una rivoluzione: è por fine all'abusiva occupazione delle istituzioni da parte di forze ostili alla sovranità popolare. Un abuso durato troppo a lungo e una minaccia alle nostre vite e a quelle dei nostri figli, nati e (specialmente) non nati, contro il quale occorrerà che un intero popolo si erga a difesa di se stesso; e delle sue istituzioni democratiche.
Viva l'Italia, viva la Repubblica fondata sul lavoro!»


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36 commenti:

  • Fiorenzo Fraioli scrive:
    19 luglio 2018 10:30

    "Se arretriamo ancora, anche solo ricercando un compromesso, - magari consigliato dal retaggio di ideologie e sovrastrutture ormai posticce e alimentate appositamente per dividerci- non avremo più alcuno spazio di libertà e democrazia."

    Struggente questa lettera dal carcere.

  • Redazione SollevAzione risponde:
    19 luglio 2018 17:51

    caro Fiorenzo

    cogliamo la (antipatica) ironia.
    Forse che la pensi come un certo Marco Mori, approdato a Casa Pound, per cui LB Caracciolo sarebbe un "venduto e un traditore"?
    Ti sei arruolato anche tu nella grande armata trasversale (dall'estrema destra all'estrema sinistra) che vuole rovesciare il governo "populista"?

  • Anonimo scrive:
    19 luglio 2018 19:10

    Ma soprattutto, di là dall'ovvietà che ci sono sistemi meno faticosi e contorti per vendersi che impegnarsi quotidianamente per animare per anni un blog, soprattutto per qualcuno che già non era l'ultimo arrivato, non si capisce perché mai i pentaleghisti dovrebbero "comprare": per la piaggeria dimostrata in passato? per i milioni di voti sovranisti che il nostro porta con sé? Per avvalersi della formidabile ragnatela di potere di cui è al centro? Ma su, siamo seri: se non considerassero almeno la possibilità di usarne le competenze tecniche, perché mai non assegnare il posto a qualcuno dei loro? A me la nomina di LBC pare una gran buona notizia, che depone a tutto favore del governo, e ne sono assai contento.

  • Fiorenzo Fraioli scrive:
    19 luglio 2018 21:04

    Cara Redazione, il tradimento in politica è un'accusa grave che io non lancio a cuor leggero. Nel caso di Barra Caracciolo non mi sembra ricorrano gli estremi per ciò, mentre è assai più verosimile la spiegazione che egli stesso ha dato, allorché nel post-scriptum di questo articolo di commiato dal suo blog parla di "nuova proiezione professionale".

    Della qual cosa prendo atto, senza tuttavia potermi esimere dal valutare l'impatto politico negativo che questa sua pur legittima scelta riverbera sulla battaglia per la riconquista della sovranità nazionale. Il commento, che riconosco essere volutamente velenoso, intende ricordare che, se di "proiezione professionale" si tratta, allora Barra Caracciolo dovrebbe tacere politicamente, se non vuole esporsi all'accusa di essere servitore di due padroni: la Costituzione ed €$$I.

    Di ciò sembra essere cosciente lo stesso Barra Caracciolo, almeno a giudicare dalla sua piccata replica a me e Mauro Gosmin, di cui ho parlato in questo post sul mio blog.

    Ovviamente non mi sono arruolato in nessuna "grande armata trasversale che vuole rovesciare il governo populista", ma resto in servizio permanente effettivo nella piccola pattuglia che intende riconquistare al popolo la piena sovranità nazionale, così come sancita dalla Costituzione.

    Tra l'altro, che significa "populista"? Lo intendete nel senso che a questo termine danno, ad esempio, i compagni di Senso Comune, o in quello dei giornaloni? Il primo caso non mi risulta, mentre il secondo mi sembra essere quello reale ed effettivo. Francamente mi domando se siano più pericolosi, per la battaglia sovranista costituzionale, gli euristi idioti oppure gli euristi "populisti". Voi che ne pensate?

    Infine una riflessione. Io sospetto che Barra Caracciolo abbia ceduto a suggestioni e sollecitazioni giunte da circoletti politicamente molto smaliziati, i quali hanno intelligentemente applicato la vecchia ma sempre valida regola "pas d'ennemis a gauche". E che "ennemi a gauche" sarebbe stato Barra Caracciolo! Meglio cooptarlo, e in tal modo disinnescarlo ma, soprattutto, renderlo politicamente inutilizzabile in futuro. Abbiamo di fronte le solite menti raffinatissime, ma voi sembrate averlo dimenticato.

  • Giulio Braga scrive:
    19 luglio 2018 22:50

    Ma certamente, non sarà facile e di battaglie ne potremo perdere, perchè il cambiamento convive con il vecchio paradigma, è come un treno che continua a mantenere l'inerzia della vecchia spinta, anche quando la spinta è già diventata diversa. Ciononostante, negli ultimi sei anni, siamo stati testimoni di una crescente presa di coscienza di larga parte del nostro tessuto sociale, le spin news non fanno più breccia come fino a poco tempo fa, e tale fenomeno è in accelerazione negli ultimi sei mesi (ed è un fenomeno occidentale). Ma c'è un altro elemento, specifico del nostro Paese, che spesso non sottolineiamo abbastanza, ma che è un'assoluta novità positiva per l'Italia: con le azioni di questo Governo, per la prima volta, gli Italiani hanno capito che l'Unità di Italia, quella vera, quella dei Valori Alti che non si era mai davvero compiuta, è possibile... l'hanno respirata, non la potranno dimenticare. Non si torna più indietro Paola, la Guerra la stiamo già vincendo

  • Ippolito Grimaldi scrive:
    20 luglio 2018 00:52

    Comincio ad essere infastidito del continuo piagnisteo di chi oggi è stato, democraticamente , investito dell' onore e dell' onere di governare questo Paese; si continua berlusconamente a chiedere di esser lasciati governare in pace; una richiesta che non si capisce a chi sia rivolta: l' opposizione, quella che dovrebbe essere vera, è in stato confusionale; l' opposizione falsa è stata blandita con la presidenza del senato e della commissione di vigilanza RAI; i giornalisti diventano ogni giorno più accondiscendenti; anche dal punto di vista internazionale questo governo viene apprezzato dai presidenti delle maggiori superpotenze militari.

    Mi chiedo quindi chi sarebbero questi " poteri immaginificamente forti che si opporrebbero al "governo del cambiamento": il Presidente della Repubblica? alcuni giornali come Repubblica o la Stampa?
    Essi? ma poi chi sono sti fantomatici Essi che ogni due per tre vengono citati nei blog sovranari?


    la verità è che dei capisaldi del sovranismo si sta mettendo in pratica solo il controllo in senso repressivo del movimento delle persone ( che è la passione delle destre di ogni tempo e luogo ), il controllo dei movimenti delle merci per ora solo grazie all' "amico" Trump. Il controllo dei movimenti di capitali? niente… la sovranità monetaria? nulla solo una remota possibilità.

  • Anonimo scrive:
    20 luglio 2018 06:57

    Penso che l'urgenza della lotta abbia influenzato la scelta di arruolarsi tra le file del governo di LBC (come di altri?) Sbagliato o giusto sarà il tempo a dirlo, ora posso solo rischiare insieme a loro nella speranza di una vittoria. Fiorenzo, nemmeno per me è il governo a cui speravo si potessero unire le forze sovraniste, ma come ripeto a tutti, l'altra strada percorribile avrebbe portato alla scomparsa e l'esaurimento Delle forze, ma soprattutto ci avrebbe condotto in un declino sicuro da cui sarebbe stato difficilissimo risalire se non fra molte generazioni. Vedremo...
    Tiziano

  • Anonimo scrive:
    20 luglio 2018 09:56

    Forse dobbiamo perseguire la purezza del sovranismo?
    Oppure cercare di ottenere il massimo dalla situazione data?
    Perché di fronte alla posizione di Fraioli mi sembra si possa
    rispolverare tranquillamente la vecchia accusa di massimalismo.
    Guardiamoci in faccia: le istanze per un recupero della sovranità
    non sono ancora pienamente dispiegate, la stessa spinta che ha
    condotto i gialloverdi al governo non è frutto di una consapevole
    maturazione politica del popolo.
    All'interno stesso della maggioranza certe posizioni sovraniste sono
    confusamente miscelate con altre che vedono nello stato un impaccio.
    Come mai ancora non si mette in discussione l'Art. 81 ?
    A mio parere questo governo non può rappresentare un punto d'arrivo
    quanto un trampolino verso una maggiore coscienza politica delle masse
    e come tale non va bruciato con istanze per le quali non è ancora
    adeguatamente preparato, piuttosto va usato come bastione iniziale
    di una resistenza, una casamatta.

    Adriano Ottaviani

  • Vincenzo Cucinotta scrive:
    20 luglio 2018 10:33

    Mi pare che si stia creando una enorme confusione in campo sovranista, con ciò confermando la tesi mia e di tutti coloro che ritenevano vitale per la stessa tenuta del sovranismo presentare una lista, al peggio anche di pura testimonianza.
    Prima che si presentasse questa prospettiva dell'attuale governo giallo-verde, nessun sovranista avrebbe avuto dubbi su chi fosse il suo nemico, il blocco eurista-liberista che in Italia si identifica col centro dello schieramento politico coagulato attorno a PD e FI.
    Ora alcuni di noi stanno scoprendo un secondo nemico, l'attuale governo secondo loro, e per non sbagliare, si schierano contro tutti, definendo i due gruppi come eurista l'uno e diversamente eurista l'altro.
    Ora, io penso che non sia necessario entrare neanche nel merito della questione dell'eurismo del governo in carica, la cronaca politica ce lo mostrerà presto, ma vorrei centrare la vostra attenzione su un altro aspetto: questi due nemici potenziali sono alleati tra loro? Si scontrano secondo un abile gioco delle parti o si tratta di scontro vero?
    Mi pare che si tratti di scontro vero e molto concreto, e sarebbe davvero un esercizio di acrobazia retorica affermare il contrario. La conseguenza è che c'è uno scontro in corso e che ci tocca stabilire cosa fare in proposito.
    Possiamo davvero fare gli spettatori passivi di questa fase così fondamentale nella stessa storia del nostro continente e del mondo intero? Io non lo credo, e quindi dobbiamo mantenere bene la memoria di quello che è stato il nostro nemico storico, senza il quale probabilmente il sovranismo nella sua attuale configurazione non sarebbe potuto neanche nascere.
    Senza confonderci con il fronte governativo dal quale ci dividono mille motivi, mi sembrerebbe gravissimo dimenticare la missione storica che c'eravamo dati di distruggere il blocco centrista che in Italia come in tutta la UE ha portato all'attuale disastro politico ed economico. Se manteniamo questa preziosa memoria, allora capiamo immediatamente che lo schieramento governativo è oggettivamente nostro alleato proprio perchè condivide questa stessa finalità, e ciò non implica confonderci con esso, rimaniamo sempre pronti a cogliere ogni elemento critico nell'azione del governo, ma consapevoli che ove esso fallisse, la prospettiva successiva sarebbe peggiore, un monocolore leghista che avrebbe assorbito l'intero centrodestra o in seguito a sviluppi drammatici attualmente imprevedibili una restaurazione del blocco PD-FI.
    Per quanto mi riguarda quindi, non mi sottrarrò certo dal rivolgere critiche anche aspre all'azione di governo, ma sapendo che è mio interesse politico che il governo continui ad operare, sperando che danneggi l'ordine opprimente che regna nella UE e di riflesso in Italia.
    Senza questa capacità di articolazione, diventiamo ininfluenti o addirittura rischiamo di operare come utili idioti o di Salvini, pronto ad andare all'incasso elettorale appena lo considererà il momento opportuno, o del piddino di turno che potrà riprendere a tradire la sua patria obbedendo a questa mafia che ha monopolizzato ogni potere nella UE.

  • Redazione SollevAzione risponde:
    20 luglio 2018 11:31

    POPULISMO QUESTO SCONOSCIUTO

    Qui diventerebbe lunga ricapitolare cosa intendiamo noi di P101 per "populismo". Non possiamo che rimandare alla lettura di numerosi articoli pubblicati su questo blog.

    Basta digitare "populismo" nello spazio "cerca nel blog" (colonna di sinistra nella home).

    La prima volta che SOLLEVAZIONE propose di affrontare la questione del popolismo fu nel NOVEMBRE 2011 con un articolo di
    MARIO TRONTI.
    Ripetiamo: novembre 2011.

    Segnaliamo quindi i nostri primi interventi dedicati, siamo nel 2015 inizi 2016

    LA QUESTIONE DEL POPULISMO E NOI di Enea Boria. Pezzo che sintetizza la discussione nel Consiglio nazionale di P101 - 10 novembre 2015

    POPULISMO O MUERTE di Moreno Pasquinelli - 4 marzo 2016

    P101 svolge un convegno teorico internazionale sul populismo
    POPULISMO, RIVOLUZIONE DEMOCRATICA, CLN - 2-3 luglio 2016

    Per ciò che concerne Senso Comune rende noto il suo
    MANIFESTO PER UN POPULISMO DEMOCRATICO - siamo nel novembre 2016

    Per quel che riguarda le differenze con Senso Comune, esse emersero già nel Convegno teorico che si svolse a Parma nel giugno 2016. Lì intervenne S. Mazzolini per Senso Comune (difendendo a spada tratta la teoria laclausiana), per P101 Pasquinelli che invece criticò il laclausismo.
    A CHE SERVE LA TEORIA IN POLITICA?

    Vale ricordare che mentre da queste parti non solo si affrontò per le corna la questione del populismo, ma la si approfondì teoricamente e tatticamante (la qual cosa segnalava come fosse una priorità politica), gli altri "sovranisti" .... zero carbonella. Su limitavano a ripetere a autisticamente: costituzione e sovranità...

  • gianni pinelli scrive:
    20 luglio 2018 14:19

    “l' opposizione falsa è stata blandita con la presidenza del senato e della commissione di vigilanza RAI; i giornalisti diventano ogni giorno più accondiscendenti”
    A me risulta che per circa 20 ore al giorno le televisioni siano invase da feroci oppositori del governo, mentre sui social si moltiplicano le minacce e gli auspici di morte per il ministro dell’interno, spesso paragonato ad Eichmann o direttamente ad Hitler. L’elenco dei nemici di questo governo è semplice: tutto l’establishment, pubblico e privato, italiano e internazionale, tutta la stampa, italiana e internazionale, la BCE, la Commissione europea, il Fmi, nonchè il governo tedesco e quello francese. Certo, che in queste condizioni il governo ‘gialloverde’, in ben 45 giorni di attività, non abbia ancora realizzato il suo programma è davvero scandaloso. Poi che i sovranisti di sinistra non condividano le politiche della Lega è del tutto legittimo, ma non si capisce di quale tradimento si parli: la Lega ha preso in mano la bandiera degli interessi nazionali, calpestati negli ultimi vent’anni dal PD e da tutta la sinistra, e ha convinto i 5Stelle a provare a fare questo difficilissimo tentativo di rottura degli schemi europeisti. Per ora alcuni risultati si sono visti, ma è chiaro che in autunno con la legge finanziaria i rischi per il governo saranno altissimi, a quel punto scommetterei su un nuovo colpo di mano del Colle, per piazzare Cottarelli o Boeri alla guida di un governo tecnico che ‘rassicuri i mercati’. Quindi credo che l’insofferenza dei sovranisti di sinistra verso i fascioleghisti non dovrà prolungarsi troppo e magari potranno festeggiare insieme alla sinistra globalista e neoliberista la caduta dei populisti.

  • Ippolito Grimaldi scrive:
    20 luglio 2018 15:27

    e quale sarebbe il programma di governo? perché ce lo stiamo dimenticando tutti...

  • Luca Tonelli scrive:
    20 luglio 2018 15:43

    Non mi sembra una lettera compatibile con il mantenimento della posizione di sottosegretario in un governo che non rompa frontalmente con gli impegni europei di bilancio.

    Per adesso non si può non notare quanto poco sembri pendere dalla parte del sovranismo costituzionale questo governo: di tutti i punti del contratto di governo proprio quelli più platealmente a favore del popolo (solo i primi che mi vengono ora: assunzione personale sanitario e di polizia, calo tasse carburanti, calo IVA prodotti per bebè, aumento sussidi maternità) sono al momento spariti completamente dal dibattito.

    Ma è pur vero che su molti aspetti possiamo basarci solo su speculazioni e previsioni basate su dichiarazioni.
    La prova dei fatti dobbiamo ancora vederla.

    E si tratta d'attendere giusto qualche mese. Con la finanziaria le chiacchiere staranno a zero.

  • Anonimo scrive:
    20 luglio 2018 15:55

    Cucinotta, parole sante! parole sante!

  • Fiorenzo Fraioli scrive:
    20 luglio 2018 17:34

    Vincenzo Cucinotta scrive: "questi due nemici potenziali sono alleati tra loro? Si scontrano secondo un abile gioco delle parti o si tratta di scontro vero? "

    Caro Vincenzo, certo che sono nemici veri, ma non è che, siccome gli euristi sono dei folli pronti a sacrificare anche il Colosseo pur di andare avanti col loro disfunzionale e anti-storico progetto, i gialloverdi siano nostri amici per il solo fatto che folli non sono e, giustamente, valutano i pro e i contro, ipotizzando per vie traverse anche il piano B. Pertanto essere critici, e nel mio caso anche scettico, sulle reali intenzioni di questo governo, non significa certo essere filo-euristi. Chi fa finta di non capire questo assunto fondamentale fa uno strano gioco, di cui non capisco la ragione.

    Il punto è che chi ha veramente a cuore la riconquista della piena sovranità costituzionale e nazionale non può tifare per i gialloverdi, ma dovrebbe invece spendere ogni energia per costruire l'organizzazione politica, cioè il partito o i partiti o l'alleanza tra partiti sovranisti costituzionali (o populisti della qualsivoglia scuola, comunque ci si voglia etichettare, purché l'obiettivo fondamentale sia posto al centro dell'azione).

    Insomma ci si decida: o si entra nella Lega/M5S, come ha fatto Bagnai, e come di fatto sta facendo LBC rivestendo un incarico squisitamente politico in qualità di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (altro che proiezione professionale!) oppure ci si dedica anima e corpo alla costruzione del partito/partiti/alleanza di partiti. Altro non è dato. Per altro mi domando perché un magistrato possa fare il sottosegretario, ma non iscriversi o partecipare alla fondazione di un partito!

    Chiamare alla mobilitazione in difesa del governo gialloverde ove questo fosse messo in difficoltà dalla controffensiva eurista è cosa che si può fare una volta, tanto per fissare una posizione spendibile nel caso questo scenario si verifichi, ma insistere troppo, e addirittura insinuare che chi non crede in questo governo, per altro con buone e documentate ragioni, seppur opinabili, si sia messo con gli euristi, ebbene questo non è accettabile. Come non è accettabile insinuare che ciò implichi che la si pensi "come un certo Marco Mori, approdato a Casa Pound". Un altro che, mutatis mutandis, ha fatto lo stesso genere di scemenza di AB e LBC.

    Siamo ormai al punto che, se non vogliamo perdere la nostra patria italiana, è ormai improcastinabile fare gli italiani. Ve lo scrivo qui, così me lo si potrà rinfacciare: non entrerei in un partito o governo liberale nemmeno se venissero a chiedermelo in processione, ma se mi si chiama per fare un partito sovranista, costituzionale, socialista e patriottico, io rispondo "presente" e vado, anche se la chiamata arriva da quattro gatti spelacchiati.

    Abbiamo cinque anni di tempo, forse che le liste si fanno solo negli anni elettorali? Vogliamo almeno provarci, e smetterla subito di "pompare politicamente" persone che, alla prima opportunità, si fanno gli affari loro? Il "partito" serve anche a questo: a ridurre la possibilità che persone anche capaci, ma caratterialmente poco tenaci, siano facili vittime della campagna acquisti del nemico. Negli anni d'oro chi usciva dal PCI pagava un prezzo altissimo, anche in termini di relazioni personali. A la guerre comme a la guerre!

    E d'altronde, non fanno così anche €$$I?

  • Vincenzo Cucinotta scrive:
    20 luglio 2018 20:00

    Caro Fiorenzo, visto che ti rivolgi a me, immagino che ciò che scrivi è riferito al mio commento.
    Quindi, chiarisco preliminarmente che per me chi non crede che la permanenza in carica di questo governo sia di enorme importanza ai fini della battaglia anti-eurista semplicemente sbaglia, neanche mi sognerei di sostenere che egli sia diventato eurista.
    Ciò che non capisco del tuo intervento è perchè mai tu intersechi le due questioni, quello dell'atteggiamento verso questo governo, e l'ennesimo tentativo di costituire un'aggregazione unitaria dell'area sovranista. Anzi, chiarirci le idee riguardo al governo giallo-verde penso sia ancora più importante proprio nell'ipotesi in cui si possa accedere a questo tentativo.
    Per inciso, ricordo che desiderare che questa aggregazione si costituisca non corrisponde per niente a riuscirci, e dovremmo capire che la presenza di questo governo ed il suo successo in termini di consenso rende sempre più difficile la prospettiva di costituire un polo sovranista, perchè è evidente che la situazione politica è oggi così polarizzata che di noi sovranisti duri e puri se ne fregano tutti ampiamente.
    Come dico ormai da molto tempo, ahimè inascoltato, in politica i tempi sono fondamentali, sono direi quasi tutto. Perso il treno delle elezioni del 4 marzo, a me pare, ma potrei sbagliarmi, che per noi sovranisti non rimane che un ruolo di attiva analisi politica, di capacità di interpretare la realtà, di pungolo, di indirizzamento, di una certa area di opinione pubblica.
    Ma ammettiamo a puro titolo di ipotesi che ci si indirizzi in questa prospettiva: davvero ritieni che oggi sia più facile di ieri praticare una soluzione unitaria? Guardiamoci attorno, forse che FSI si sia convertita a una soluzione unitaria? E perfino tra noi, non sorgono ogni istante mille distinguo?
    E quale sarebbe la tesi unitaria, che il sovranismo sia non una difesa dal globalismo ma come una vera e propria ipotesi politica, basata sulla costituzione, che si pretende di utilizzare invece che come legge delle leggi come se potesse mai costituire una compiuta teoria politica?
    Il sovranismo per me non è una teoria alternativa ad altre, è una soluzione di emergenza di unità tra diversi nello spirito da CLN, e l'emergenza sta ormai alle nostre spalle, ora dovremmo anche fosse solo a livello mediatico opporre un sovranismo ad un altro (quello del governo) in condizioni di estremo squilibrio, uno zero virgola di consensi contro un consenso del 60%: scusami, ma proprio non riesco a condividere questa prospettiva.
    Ciò che si può fare oltre l'analisi politica attenta, è tenersi pronti in un momento in cui eventi oggi imprevedibili dovessero dar luogo a una vera e più grave emergenza, questo sì, io mi tengo comunque pronto.

  • Moreno Pasquinelli scrive:
    21 luglio 2018 09:55

    LUCIANO BARRA CARACCIOLO

    Abbiamo già detto l'essenziale sulla nuove funzione dell'amico LBC. Bene ha fatto ad occupare la sua nuova postazione di combattimento. Ove questo suo ruolo si rivelasse essere, non un posto di combattimento, ma un ruolo di avallo a politiche euriste, siamo sicuri che egli lo lascerà, nella migliore tradizione patriottica e repubblicana dei Mazzini (che morì in esilio), dei Cattaneo (che rifiutò lo scranno parlamentare pur di non giurare obbedienza all'infame monarchia sabauda), dei Garibaldi (che fece lo stesso con quello francese nel 1871 dopo che le forze reazionarie e anti-comunarde presero il sopravvento).
    Ove il governo piegasse la testa ai poteri euro-oligarchici (e per adesso non l'ha piegata) e l'amico LBC restasse al suo posto, ne prenderemo atto e ammetteremo che ci eravamo fatti delle illusioni.

    Ciò che mi pare Fiorenzo non tenga nella dovuta considerazione è il peso che hanno gli interessi sociali nel determinare le scelte politiche di chi si trova momentaneamente a rappresentarli. Non tiene conto della dialettica tra fattori oggettivi e soggettivi nel quadro del blocco sociale. Sottolineo "dialettica", la quale implica sì una correlazione tra i poli, ma correlazione per sua natura oppositiva, contraddittoria. Noi partiamo dall'assunto che le spinte (prevalenti) dentro il blocco sociale che sorregge il governo giallo-verde sono, se non antagonistiche, conflittuali con l'ordine (euristico) delle cose esistenti. Di Maio e Salvini lo sanno, e ne debbono tenere conto se non vogliono fare la fine di Tsipras o essere spazzati via (che siamo in una fase storica ad alta instabilità). Qui la questione del populismo, o dei populismi, delle incertezze, degli stop and go,dei pencolamenti (dei populisti).
    Insomma, noi tendiamo a ritenere, sic rebus stantibus (natura esplosiva della crisi italiana) che i fattori oggettivi sono tendenzialmente destinati a prevalere.

    Certo che i fattori soggettivi, la natura dei gruppi dirigenti, hanno un peso decisivo. Quali sono le origini, la natura, l'ideologia dei Di Maio e dei Salvini? Sono essi destinati a capitolare come Tsipras? Fiorenzo, i "sovranisti senza sé e senza ma", ci dicono che sì, faranno la fine di SYRIZA. Noi tendiamo a rispondere, invece, che no. Non seguiranno le orme di Tsipras. Per ragioni su cui magari potremo tornare. Basti dire che noi, contrariamente alle sette "sovraniste", non ci auguriamo la loro capitolazione, che sarebbe una vittoria pesantissima per le élite dominanti e provocherebbe un contraccolpo pesantissimo tra le grandi masse.

    Che si augura il fallimento del governo mentre è sotto attacco da parte dei poteri oligarchici, non pensa e non agisce come avanguardia del popolo lavoratore, ma come setta egotica che mette le proprie brame davanti all'interesse generale della comunità.





  • Fiorenzo Fraioli scrive:
    21 luglio 2018 12:10

    Moreno, qui nessuno (certamente non io) si augura il fallimento dei gialloverdi. Tuttavia molti ritengono che l'obiettivo di questo governo sia, in prima battuta, un'impossibile rinegoziazione dei trattati, e solo in seconda battuta l'avvio di un processo di dissoluzione dell'euro, magari ridotto a moneta scritturale sul modello dell'ECU in un nuovo SME.

    A questi due scenari io, personalmente, ne aggiungo un terzo, che è quello che temo di più. Ascolta cosa diceva Emiliano Brancaccio nel 2012, in questo video al minuto 15'4'':

    https://youtu.be/HTsrQ4h06lU?t=15m4s

    "Se è la Germania che fa deflazione relativa dei salari più di tutti, la pretesa di inseguirla nella rincorsa salariale al ribasso... è una pretesa completamente assurda, non c'è nessuna speranza di inseguire e battere la Germania sul terreno della deflazione salariale."

    E' in questo sciagurato quanto ignobile terzo scenario che LBC (e non solo lui) dovrebbe immediatamente uscire. Questo dal punto di vista puramente economico.

    Dal punto di vista politico la questione è più grave perché, anche in un assetto unionista funzionale, noi sovranisti duri e puri (come tu ci definisci) restiamo per l'uscita dai trattati. Il nostro obiettivo è, infatti, preminentemente politico, perché noi vogliamo che l'Italia torni ad essere nel novero dei pochi stati realmente sovrani esistenti: USA, Russia, Cina, Inghilterra, Israele, Iran, Francia, Cuba, Corea del Nord...

    Nota: Ne ho dimenticato qualcuno? Temo di sì: lo Stato Imperialista delle Multinazionali, il nemico di tutti noi, anche degli Stati sovrani.

    Per raggiungere l'obiettivo primario, e irrinunciabile, della piena sovranità nazionale di una repubblica italiana democratica e costituzionale, occorre costruire le forze politiche necessarie allo scopo. In questa prospettiva, noi sovranisti duri e puri potremo "fare il tifo" per il governo gialloverde solo e quando lo vedremo effettivamente impegnato nel secondo scenario.

    Tentare di perseguire il primo ci sembra una sciocchezza; manovrare per realizzare il terzo sarebbe uno spregevole tradimento.

    Che dice Papy Savona?

  • Anonimo scrive:
    21 luglio 2018 19:26

    Ippolito Grimaldi chi?;l'ex assessore o consigliere del Pd passato al partito della Boldrini?; eh quando si dice restare all'interno della "ditta"; complimenti per la luminosa carriera.

  • Ippolito Grimaldi scrive:
    22 luglio 2018 00:40

    Ma io manco la conosco la Boldrini

  • Guido Grossi scrive:
    22 luglio 2018 08:11

    Osservo questo governo, ma anche i vari LBC, Bagnai, Borghi eccetera, senza pregiudizi.

    Nel frattempo, penso che abbiamo un dovere che va oltre la critica e la speranza. Dalla nostra posizione, esterna, possiamo contribuire fattivamente solo su un piano molto concreto, portando l'attenzione sulle scelte politiche concrete che faremmo, se fossimo al governo.

    Se avessimo chiari i passi che un qualunque governo italiano dovrebbe compiere, uno dopo l'altro, per riconquistare la libertà dell'azione politica, avremmo un metro di giudizio infallibile. Anche sulle persone, sugli schieramenti, sulle proposte politiche.

    Cosa faremmo noi, se fossimo al governo? Lo sappiamo davvero? Siamo sicuramente consapevoli dei vincoli alle scelte politiche posti sul piano normativo dei trattati. Ma lo siamo altretttanto dei vincoli materiali che pone l'attuale tipo di economia, che è totalmente interconnessa col resto del mondo e "dipendente" da questa connessione? E siamo consapevoli del vero e proprio ricatto che i mercati finanziari ed i sistemi di pagamento operano SULLE SCELTE DI QUALSIASI GOVERNO?

    Credo che un obiettivo utile, che avrebbe anche il potere di riunire le forze, sia quello di capire e definire cosa fare per liberarci di vincoli e ricatti, senza rimanerne strozzati. Quali interventi concreti in campo sociale, economico e finanziario, devono essere attuati per definire un percorso REALISTICO ED EFFICACE, che restituisca a qualunque governo italiano la libertà della scelta che oggi NON abbiamo.

    Così come non abbiamo la libertà di stracciare i trattati, se non abbiamo affrontato gli altri due aspetti. E dobbiamo saperlo.

    Costruire l'alternativa attorno a questo progetto (se siamo in grado di costruirlo e condividerlo), permette di portare la giusta pressione sul governo giallo verde, che ha l'indubbio merito di aver rotto gli schemi del totale asservimento che caratterizzava i governi precedenti, ma ha l'indubbia fragilità di non aver comunicato alcun chiaro progetto di liberazione. E se questo governo dovesse fallire, consentirebbe di preparare una solida alternativa, attorno alla quale richiamare anche i vari personaggi, come LBC, Bagnai, Mori ed altri, oggi attratti da varie "sirene" per oggettiva carenza di alternative credibili.

  • Tiziano Maiolino scrive:
    22 luglio 2018 08:42

    Però Fiorenzo, ci rendiamo conto che anche se stessero lavorando per il secondo obiettivo noi non lo sapremmo vero? Io credo che questa volta il piano B sia stato steso, forzare la mano sui trattati serve a creare comunque la tensione necessaria alla rottura dell' Unione. Per ora dobbiamo aspettare, senza logorarsi il fegato e vedere a cosa arriviamo.

  • Tiziano Maiolino scrive:
    22 luglio 2018 08:48

    Però Fiorenzo, ci rendiamo conto che anche per raggiungere lo scopo che piacerebbe a noi dovrebbero fare tutto senza farlo sapere vero? Dobbiamo solo sperare che il piano B questa volta sia stato stilato e che il forzare i trattati sia strategico.

  • Anonimo scrive:
    22 luglio 2018 12:43

    "fare il tifo" per il governo gialloverde solo e quando lo vedremo effettivamente impegnato nel secondo scenario

    Quando (e se) questo accadrà sarà troppo tardi per fare qualsiasi cosa. Vero è che ci stanno gli Tsipras ma la politica non si farà mai con la trasparenza ma con doppi giochi ed infingimenti.

    Bisogna giocare d'anticipo, con l'ovvio rischio di sbagliare, perché dopo è troppo tardi. Chi aspetta il dopo è destinato a rimaner sempre tagliato fuori.

  • Fiorenzo Fraioli scrive:
    23 luglio 2018 23:59

    @anonimo 22 luglio 2018 12:43 che scrive: "Vero è che ci stanno gli Tsipras ma la politica non si farà mai con la trasparenza ma con doppi giochi ed infingimenti"

    Dunque si chiede un atto di fede. La mia risposta: dito medio alzato.

  • Fiorenzo Fraioli scrive:
    24 luglio 2018 00:25

    In generale, vorrei ricordare agli speranzosi l'essenza della realtà politica, e credo che questo spezzone di Apocalypse now renda bene il concetto:

    https://www.youtube.com/watch?v=SGyBvvbC_Mg

    Ogni equilibrio è un equilibrio di forze. Senza la forza di un partito, o di un fronte, resta solo la "speranza". Io, se devo vivere di speranza, preferisco zappare l'orto. Quindi delle due l'una: o cominciamo a ragionare su come organizzare il partito o il fronte, oppure vado a zappare l'orto. Nulla mi impedisce di tornare nel nulla da cui sono uscito nel 2005 quando, in preda all'indignazione per quello che vedevo, ri-cominciai a fare politica come tanti altri più o meno nello stesso periodo.

    Non chiedetemi di fidarmi di LBC, Alberto Bagnai, Claudio Borghi, Salvini, Di Maio, Grillo, Casaleggio o di chiunque altro, non è cosa. Preferisco perdere da protagonista che ottenere un'elemosina per gentile concessione di chi crede di essere più bravo.

    «Sempre sotto Bassanini è Esperto presso il Nucleo della semplificazione dell'attività amministrativa presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in posizione di fuori ruolo, dalla fine del 1999 al marzo 2001. Sarà poi Vice Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri dal maggio 2001 al marzo 2005 per il Governo Berlusconi II»

    Stimare qualcuno non significa delegargli ogni cosa senza chiedere conto e venendo esclusi da ogni conoscenza dei fatti, fino al punto di dover interrogare gli auguri per sapere quello che sta succedendo.

    Ma siete tutti pazzi? Oppure lo siete sempre stati, e lo scemo sono io che non me ne sono accorto? Nel secondo caso, è cosa buona e giusta che vada a zappare l'orto.

  • Anonimo scrive:
    24 luglio 2018 06:57

    Cucinotta centra il punto e le sue osservazioni meritano una risposta chiarificatrice.

    Il sovranismo di sinistra – che si è prima, legittimamente, autoproclamato costituzionale (essendo quella italiana una costituzione di sinistra) e poi, sfidando il ridicolo, sovranismo tout court – ha identificato il suo nemico nel “blocco eurista-liberista che in Italia si identifica col centro dello schieramento politico coagulato attorno a PD e FI”. Ma tale identificazione poggiava sul presupposto non dichiarato che la rottura avesse luogo da sinistra. A chi domandasse loro chi preferissero fra Ciampi e Le Pen gli sds (sovranisti di sinistra) hanno sempre opposto muri di infastidito silenzio o risposte evasive.

    L’atto quintessenziale della politica è, come Cucinotta intuisce, l’individuazione del nemico. Facendo politica senza fare chiarezza sul proprio nemico principale, gli sds si trovano oggi scompigliati e incapaci di discernere l’amico. Man mano che il sovranismo viene egemonizzato dalle nuove destre identitarie (non tanto per meriti loro quanto per estinzione della sinistra) ogni gruppo cerca risposte a suo modo: chi ergendosi a truppa d’assalto della globalizzazione turbocapitalista, chi attendendo gli eventi, chi trasformandosi in setta, chi evidenziando la propria natura di aspirante capetto sessantottino, e chi infine (avendo più palle degli altri) appoggiando il governo nella speranza che i rapporti strutturali si rivelino più forti di quelli sovrastrutturali (coscenziali) al momento prevalenti.

    “A man bears beliefs as a tree bears apples” (R.W. Emerson)

  • Anonimo scrive:
    24 luglio 2018 15:03

    E' difficile seguire il filo del tuo argomento, Fiorenzo. Non credo che dare del matto al prossimo aiuti molto, però.

    E' ovvio che ogni equilibrio è un equilibrio di forze. Mi pare anche abbastanza ovvio che i margini di compromesso fra media/piccola borghesia e grande borghesia compradora, cioè fare del lavoro "il canale di scolo", come diceva appunto Brancaccio, delle contraddizioni dei loro rapporti, si sono esauriti o comunque sono ormai ridotti al lumicino, quindi il tuo terzo scenario non mi pare granché probabile, salvo appunto un suicidio politico completo dei gialloverdi. Anche ovvio che il lavoro vedrà comunque benefici assai modesti: si può più che altro sperare di evitare ulteriori arretramenti (che però è parecchio più di nulla). Quindi sicuramente c'è molto bisogno di una nuova capacità di azione politica del lavoro; questo però, direi anche al netto di improvvise fiammate, richiederà *anni*, e chissà quanti, prima di poter diventare un fattore capace di agire con stabilità e continuità. Se tu invece pensi sia un obiettivo a portata di mano in tempi brevi, dopo i decenni di frantumazione politica, sindacale e ideologica, ebbene, quello che ignora i rapporti di forza mi sembri tu (ma sarei felicissimo di sbagliare, ovviamente).

    Se poi nel frattempo si comincia a rompere un po' la cappa centrista-liberista-europeista, tanto di guadagnato; se la maggioranza fa posto ad alcuni di quelli che meglio potrebbero farlo, buon segno. Né più né meno, senza atti di fede o altro.

  • Moreno Pasquinelli scrive:
    24 luglio 2018 18:23

    LUCIANO BARRA CARACCIOLO (II)

    Fiorenzo, tirando fuori un pezzo della biografia di LBC dal quale si evince che ha collaborato con precedenti governi, insinui che egli sia un ambizioso carrierista, che dunque ci sarebbe poco o niente da fare affidamento.
    E siamo al punto di partenza: non comprendi la portata dei terremoti elettorali avvenuti il 4 dicembre 2016 e il 4 marzo 2018. Chi ragione in modo statico e formalistico, difficilmente può afferrare tempi di mutamenti, fratturazioni, accelerazioni e ricombinazioni.
    Non c'era M5S e ora c'è. C'era la II repubblica e non c'è più. C'era una Lega secessionista e ora l'abbiamo sovranista. C'era un'Unione europea ben salda ora sta andando in frantumi.
    Le cose cambiano, e con esse i soggetti sociali, le persone, la loro funzione, come pure le loro ambizioni.
    Nessuno, noi tantomeno, giuriamo sulla coerenza dei "populismi", tantomeno sulla consequenzialità tra parole e atti di singoli.
    Si giudica dai fatti e presto vedremo come andrà a finire questa vicenda. Di certo non ci auguriamo che i nostri "populisti" facciano la fine di Tsipras, e l'Italia quella della Grecia. Il che ha delle conseguenze sul pano politico.
    Chi si illude è destinato a disilludersi. Chi s'innamora e si sente tradito finisce per odiare e perdere di lucidità
    E questo, caro Fiorenzo, perdonami, mi pare proprio sia il tuo caso.
    Sorvolo sulla vicenda tra te e Alberto Bagnai. Su quella con ARS e Stefano D'Andrea.
    Non sorvolo su quella tra te e LBC.
    Ricordi Fiorenzo quando per tua iniziativa ci convocasti, a LBC e al sottoscritto. Tu chiedesti a LBC di assumersi le sue responsabilità e mettersi a guidare i sovranisti. La risposta fu negativa.
    Non avevi ancora consultato la sua biografia su Wikipedia?

    con amicizia

  • Fiorenzo Fraioli scrive:
    24 luglio 2018 19:54

    Caro Moreno, cominciamo col chiarire che questa tua insinuazione su una mia presunta litigiosità è del tutto infondata, oltre che fuori luogo. Non sono stato io a litigare con Alberto Bagnai, ma lui a mancarmi pesantemente di rispetto perché avevo idee diverse. Come ricorderai, ne conseguì un periodo di forte isolamento per me, ma il tempo è stato gentiluomo.

    Non ho mai litigato con Stefano D'Andrea, col quale mi sento almeno una volta a settimana ed è stato più volte a casa mia come graditissimo ospite. Semplicemente non ho ritenuto, da un certo momento in poi, di restare in ARS, per ragioni squisitamente politiche. E' consentito dissentire politicamente da qualcuno e restare amici? Con Stefano D'Andrea sì, con qualcun altro non c'è stato verso. Più che dispiacermene per Illo non posso fare.

    Veniamo a LBC. Ci vogliamo raccontare che la sua presenza nel governo è un fatto tecnicamente indispensabile? Ovvio che le cose non stanno così, perché si tratta invece di un fatto che ha importanza sul piano simbolico. Un'enorme importanza, dal momento che così facendo egli ha permesso alla Lega di accreditarsi come forza politica rispettosa della Costituzione (daie a ride) e, d'altro canto, ha privato tutti noi, che pure non poco abbiamo contribuito alla crescita della sua autorevolezza, di un importantissimo punto di riferimento, ancora una volta di natura simbolica.

    Se tutto questo a te sembra acqua fresca non so che farci. Perché lo ha fatto? Lo ha detto lui stesso: una nuova proiezione professionale. Auguri!

    Ti dirò una cosa: troverei più facile far pace (ovviamente armata) con il terribile Alberto Bagnai, piuttosto che mandar giù la scelta di LBC.

    Relativamente alla tua analisi della situazione politica, ne abbiamo già parlato. Abbiamo letture diverse della situazione, e il tempo stabilirà chi ha ragione in questo caso. Non sarà certo per questo che la nostra amicizia avrà a soffrire, ma se continui ad argomentare tirando in ballo la mia presunta e immaginaria litigiosità, allora ci puoi mettere una pietra sopra. Te lo dico adesso e non te lo dirò più.

    Un affettuoso saluto.

  • Anonimo scrive:
    25 luglio 2018 00:42

    LBC non è venuto perché ritiene che avere dei rapporti con P101 sarebbe compromettente per la sua nuova posizione

    Non sto fornendo una supposizione

    Saluti

  • mauro gosmin scrive:
    25 luglio 2018 08:26

    Ciao Moreno Pasquinelli, da Veneto mi sembra di poter affermare a ragion veduta che il popolo leghista è liberista, antistatalista, secessionista, ed eurista. Al momento la dirigenza che si coagula attorno a Salvini è sovranista, ma non Costituzionalista, per ragioni tattiche, elettorali, ma dietro non c’è nessun retroterra culturale che sostiene questa scelta politica.. Come da secessionista, si è trasformata in sovranista de destra, può benissimo per opportunità trasformarsi in futuro, in unionista europeista. Per quanto riguarda il movimento 5 stelle penso che la miglior definizione l’abbia fornita il Prof. Sapelli, una mucillagine peristaltica eterodiretta. A queste compagine si sono uniti dei singoli personaggi, divenuti famosi per i loro blog, quindi grazie anche ai loro lettori, che in tutti questi anni, non solo non hanno fatto nulla perché potesse nascere un movimento politico autenticamente antiliberista innervato culturalmente sulla nostra Costituzione e radicato e ramificato in tutto il Paese, ma addirittura qualcuno ha lavorato già dal lontano 2012 perché questo fatto non si realizzasse, scagliandosi ( dietro una tastiera) con una violenza inaudita nei confronti di qualsiasi fosse portatore di questa istanza.
    Concludo, nei momenti di delusione per la mancata nascita di quel partito del sol dell’avvenire per il nostro Paese, qualche volta ho pensato che sarebbe stato meglio seguire Borghi alla lega, almeno avrei avuto qualche possibilità di trovare lavoro a mio figlio disoccupato ( ora precario), ma l’avrei vissuto come un grande tradimento per gli insegnamenti ricevuti in tutti questi anni dallo stimatissimo Luciano Barra Caracciolo.

  • Moreno Pasquinelli scrive:
    25 luglio 2018 09:26

    Caro Fiorenzo,

    forse non mi sono spiegato bene.
    Non alludevo alla tua "litigiosità", affatto, quanto piuttosto al tuo modo, se me lo consenti, di innamorarti e poi disamorarti.
    La qual cosa, se dal punto di vista psicologico ci sta, da quello politico non è un bene poiché tende appunto ad esagerare aspetti secondari e alla sottovalutazione di elementi primari.
    Ma questo, come ognuno può capire, non è la questione fondamentale.
    La questione decisiva è l'analisi della fase e della svolta profonda in atto in Italia.
    Noi vediamo che le classi sociali che stano dietro a M5S e Lega vanno in rotta di collisione con le classi sociali che stan dietro all'élite eurista. Noi siamo ben consapevoli che i gruppi dirigenti di M5S e Lega, come dire, non sono all'altezza, che non sono delle aquile.
    Riteniamo tuttavia altamente probabile che essi, se non vorranno essere spazzati via, dovranno tenere la schiena dritta, non si inginocchieranno davanti alla Ue. E' tenendo conto di questa dialettica, di questo iato tra interessi sociali e limiti dei gruppi dirigenti, che come P101 e sinistra patriottica, basiamo la nostra tattica.
    Chi vivrà vedrà.

  • Fiorenzo Fraioli scrive:
    25 luglio 2018 12:02

    "Innamorato" de ché? Ho seguito e fatto conoscere Illo quando diceva le cose che diceva nel 2011-2012, e sono andato per la mia strada non appena ha deviato. Rosso di Nomura, do you remember. Che altro? Io ho fatto il blogger, dando voce a tutti quelli che ho incontrato, meno che a Barnard, Galloni e Rinaldi.
    La storia dell'innamoramento l'ha tirata fuori Illo per diffamarmi, come cortina fumogena per nascondere la sua giravolta. Ci cascarono in molti all'epoca, e oggi la ritiri fuori tu. Ancora una cortina fumogena?
    Dacci un taglio Moreno Pasquinelli, hai raggiunto il limite.

    Un saluto, algido questa volta.

  • Luca Tonelli scrive:
    26 luglio 2018 00:58

    Occhio che i leghisti non sono tutti come i leghisti veneti.

  • Anonimo scrive:
    27 luglio 2018 10:40

    Forse l’ errore di fondo all’origine di tutta questa acrimonia è stato credere che figure come B. o LBC fossero compatibili con un progetto di nuovo partito. Non so se vi siano stati impegni poi disattesi cosa sempre spiacevole ma sempre possibile, tuttavia basterebbe leggere i rispettivi blog per capire come entrambi aspirino a consigliare l’esistente, a influire così e quindi ricerchino organizzazioni già strutturate e in grado di agire da subito. È una scelta che deriva anche dalla loro cultura, per Bagnai quella di un borghese cattolico e progressista formatosi alla fine degli anni ‘70, quand si agitava lo spettro vergognoso del « gruppettaro » davanti ai più radicali critici dei grandi partiti, poi divenuto membro della « casta delle caste » cioè lapatria accademia, con la sua dote di infinito disprezzo per l’intelletto di ogni essere umano che non ne faccia parte e i suoi rituali feroci di sottomissione interna e l’altro un uomo dell’alta magistratura, dello stato e delle istituzioni e molto felice di esserlo, un amministrativista dalla nascita, per cui ciò che viene prima è sempre e anzitutto lo Stato (non dilunghiamoci su quale). Nessuno dei due è tipo da svendersi per una poltrona, del resto entrambi nehanno già una relativamente confacente (per loro l’art. 3 ha funzionato) ma appunto per questo non vengono neanche meno alla loro natura. Entrambi aspirano a proporsi come tecnici e per questo la scelta è sempre stata parlare praticamente con tutti. Costruire un’opinione (cosa alquanto illuminista e cosmopolita, malgrado le ossessioni nevrotiche di certi lettori), formare, divulgare gli si addice e li trova disponibili (al di là della cafonaggine rozza e inconcludente del primo assolutamente deplorabile perché segno di debolezza scambiato per forza.) Costruire e legarsi in questo modo a un partito di testimonianza, no.

    Il problema serio è che questo governo conTria-Mattarella e Garavaglia cioè gli alfieri dei tagli alla spesa corrente, mai sosterrà gli interessi del lavoro. Ciò si poteva capire fin dalla campagna elettorale quando il lavoro è stato il grande assente. Bagnai a Siena ha addirittura detto « Volevate parlare di lavoro ma è andata male » prova evidente di quanto gli importi, e
    Borghi a Lucca ha dovuto rispondere a una domanda sul JA arrivata inaspettatamente da un giovane saggiamente più preoccupato del proprio contratto che delle ong che di abolire il JA non se ne parla proprio. Lo stesso Borghi tesseva le lodi di Garavaglia che proclamava la spesa per personale PA inutile gloriandosi di averla ridotta in Lombardia a vantaggio appunto degli investimenti quelli sì intelligentissimi e produttivi. Sono gli UNICI badate bene gli unici interventi sul tema che ricordi. Se voi ne avete in mente altri, citiamoli.
    Però tutti lì a esultare perché « sono operaio bergamasco e voto Lega »: ok, in cambio di che? La soddisfazione fredda per il ribaltone 2011? Non ci mangio, mi spiace. Cacciare gli europeisti o tentare di contrattare qualcosa in più, quantomeno non lasciar passare una ingannevole propaganda interclassista? Allora bisognava essere chiari, evidenziare le contraddizioni e cercare di strappare qualcosa, non strapparci i capelli adesso magari continuando a reggere più o meno il moccolo.
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