ALITALIA ALL'ITALIA - FIRMA L'APPELLO

mercoledì 31 marzo 2010

ELEZIONI: LA MATEMATICA NON E' UN'OPINIONE!

IL POPOLO HA DETTO NO 
A SILVIO BERLUSCONI 

Dopo la farsa elettorale dobbiamo subire la grande menzogna.
L'astensione ha punito la casta tutta ma in primo luogo la destra berlusconiana
PARLANO I NUMERI.

Per quanto riguarda la coalizione di centro-destra:
Nelle 13 regioni in cui si è votato le liste Pdl hanno ottenuto 5.994.741 voti. Alle europee del 2009 le liste Pdl avevano, in queste tredici regioni, 9.218.588 voti.
In meno di un anno il Pdl  ha subito la fuga di 3.223.847 elettori!  
I berluscones hanno quindi perso un terzo dei voti!

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Mario Monicelli: «L'Italia si salva solo con la rivoluzione»

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ELEZIONI: MA DI QUALE VITTORIA PARLANO LE DESTRE?

SE ATENE PIANGE SPARTA NON RIDE

di Moreno Pasquinelli

Quello che più stupisce è il piagnisteo che serpeggia anche in settori della sinistra "radicale". Tale e tanta è la distanza tra questi e la realtà, che non riescono nemmeno ad interpretarla. Ha dello stupefacente come essi abbocchino all'inganno spalmato come nutella urbi ed orbi dai berluscones (per cui essi avrebbero vinto). Si flagellano perché giovani e lavoratori invece di votarli hanno disertato le urne. Non è solo la prova che sono allucinati, è la prova di un difetto che sta nel manico, l'essersi assuefatti ad una sinistra che aveva fatto delle elezioni e dell'elezionismo l'alfa e l'omega, e del consenso elettorale la sola ragion d'essere. Il più sconcertate cretinismo(post)parlamentare.


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martedì 30 marzo 2010

FRANCIA-ITALIA: medesima débâcle

SULLA SCONFITTA 
DEL N.P.A.

Le recenti elezioni regionali in Italia hanno, tra l'altro, segnato la Caporetto della "Federazione della Sinistra". L'impressione è che questo sia davvero l'ultimo tentativo di resurrezione. D'altra parte questa débâcle si inscrive in un trend generale, una svolta a destra dell'elettorato europeo, anzitutto operaio, e di converso la crisi delle sinistre a vario titolo "radicali" più o meno "sessantottine". Spicca il caso del Nuovo Partito Anticapitalista francese, che ha perso voti rispetto alle stesse europee dell'anno scorso, sembra anzitutto verso l'astensione e i verdi. Qui sotto l'analisi del NPA medesimo.

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ELEZIONI


L'ASTENSIONE, IL SUCCESSO DEI “GRILLINI” E LA TENUTA DI BERLUSCONI

Commentando a caldo il dato sull’astensione ieri scrivevamo:
«L’astensionismo di massa è dunque il dato più eclatante, il fatto topico di questa tornata. Certo, a partire da questa sera assisteremo al solito spettacolo per cui i predoni, i ladri del voto, gli abusivi delle istituzioni, si azzufferanno su come spartirsi il bottino. Ma sarà uno spettacolo surreale come non mai, poiché è vero che i seggi della rapina elettorale saranno  sempre pari a cento, ma il loro valore reale è come quello di una valuta dopo un default, dimezzato».

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lunedì 29 marzo 2010

ASTENSIONE AL 40%. MENO QUATTRO MILIONI

LA CASTA TREMA

Non si chiami l’astensione “anti-politica”.
Essa è un atto di disobbedienza civile, di Resistenza. Non sul terreno elettorale ma su quello sociale marcerà l’alternativa.
E solo in quanto sociale essa sarà democratica.

Se, come noi supponiamo, l’affluenza alle urne quest’oggi confermerà quella registratasi ieri, avremo che il 40% degli italiani si sarà rifiutato di andare a votare. Rispetto alle elezioni regionali del 2005 fa un +10%  di astenuti. Rispetto a quelle del 1995 un +20%. Il dato è talmente macroscopico che si parla già del “Fattore A”. Dove “A” sta evidentemente per astensione. Non è solo la conferma di una tendenza (l’esodo dalle urne e il disincanto e il disprezzo verso la Casta politica), è la radicalizzazione di quella tendenza.

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domenica 28 marzo 2010

LA DITTATURA 
TRAVESTITA 
DA DEMOCRAZIA

di Massimo Fini 


In questo efficace intervento l'amico Massimo Fini afferma che, nella situazione data, c'è un solo modo per togliere di mezzo "il tiranno": l'Aventino, la fuoriuscita dal Parlamento delle opposizioni.
E' uno dei punti su cui noi di Rivoluzione Democratica ci siamo costituti in Associazione politica. Su questo ritorneremo presto.

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sabato 27 marzo 2010

LA GRECIA IN TRAPPOLA

Si è concluso il vertice europeo
“Ognuno per se, 
Dio per tutti”

Il problema greco non fa che annunciare quello tedesco. C’è un limite oltre il quale la competitività selvaggia produrrà lo sfascio dell’Unione e il passaggio ad uno scontro di tutti contro tutti.

di Moreno Pasquinelli


Dopo mesi di melina la montagna dell’Unione Europea ha partorito il suo topolino: Atene è stata autorizzata, proprio come voleva la Germania, a ricorrere a finanziamenti del Fmi. Sarkozy e le altre comparse hanno salvato la faccia, ottenendo da Berlino che in caso di bisogno e solo come estrema ratio, la Grecia potrà usufruire di “presiti bilaterali coordinati e volontari” dei paesi dell’Eurozona. Buffo è che questo pasticciaccio venga presentato come “soluzione di compromesso”. Si tratta in verità di una vittoria tedesca: la salvezza del governo zoppicante della Merkel ha avuto la precedenza su quella della Grecia come paese. La prima domanda è: eviterà questo compromesso il default della Grecia? La risposta dev’essere: molto probabilmente no. La seconda: rafforzerà o indebolira l’Unione e l’euro questa decisione filo-tedesca? La risposta: quasi certamente li indebolirà.

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giovedì 25 marzo 2010

IN CORSO IL VERTICE UE

L'UNIONE SI SUICIDA?

Si apre oggi pomeriggio, a Bruxelles, il sipario su un atto che potrebbe rivelarsi decisivo non solo per le sorti della Grecia, ma per quelle dell'Euro e dell'Unione Europea.

Non è certo un segnale positivo per gli "europeisti" che il Vertice non sia stato preceduto da quello dei sedici paesi dell'Eurozona. Ciò si spiega a causa del  tenace rifiuto della Germania di prendere in considerazione un aiuto europeo ad Atene, come invece vorrebbero sia la Bce che la maggior parte dei paesi dell'Eurozona.

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mercoledì 24 marzo 2010

SBALLO ITALIANO

L'ULTIMA FREGNACCIA DI TREMONTI

Le agenzie hanno appena diffuso questa affermazione del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti: «Bersani vuole una politica economica fatta di tasse, vuole tassare i bot e se vincono loro si paga di nuovo l’Ici. In ogni caso, il modello di Bersani è quello della Grecia, non credo che l’Italia meriti di finire come la Grecia».

I nostri lettori sanno che non abbiamo alcun debole per il Partito Democratico. Ci tocca tuttavia spezzare una lancia a favore di Bersani e sbugiardare Tremonti.

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DALL'INTERNO DELLA CRISI U.S.A.

«STRATEGIC DEFAULTS»
che fine ha fatto il "sogno americano"?

Sarà il caso di tornare sulla riforma sanitaria voluta da Obama e appena varata dal Congresso USA. Una stampa fin troppo compiacente con la Casa Bianca evita infatti accuratamente di spiegarne i meccanismi, ben lontani dal principio per cui la salute sia un diritto universale di tutti i cittadini, per non parlare dei vantaggi che essi portano alle strutture private, o dello scambio col diritto all'aborto.
Vogliamo parlare invece della famigerata questione die "mutui per la casa" e delle conseguenze sociali dello scoppio della "bolla immobiliare".

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lunedì 22 marzo 2010

FRANCIA


VERSO UN "TERZO TURNO SOCIALE"?

di Jean-Paul Montel 

Risultati regione per regione

Colore lilla: Alleanza tra Partito socialista, Europa Ecologia, Fronte di sinistra, e altri di sinistra (53% in totale) 
 
Colore blu: la coalizione guidata dall'UMP di Sarkozy (35% in totale)

Colore grigio-Verde: il Fronte nazionale (17,5% in totale)


Chi sperava, tra cui lo stesso Sarkozy, in un sensibile calo dell'astensionismo di massa, si è evidentemente sbagliato. Malgrado gli accorati e invasivi appelli dopo il primo turno, la metà dei francesi non si è recata alle urne. Per di più il +2%  di votanti rispetto al primo turno, sembra aver premiato anzitutto Le Pen.

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domenica 21 marzo 2010

LASCIATE OGNI SPERANZA VOI CHE VOTATE (4)

UN PRONOSTICO SUL DOPO-BERLUSCONI

di Moreno Pasquinelli

Com'era prevedibile la sfilata dei berluscones ha lasciato lo spazio al balletto sulle cifre. Possono aggiustarsela come vogliono, ma visto che la parata era stata annunciata come una gigantesca prova di forza, questa è stata un sostanziale flop. Il fallimento del contrattacco berlusconiano, ha mostrato  le profonde crepe in seno al Pdl,  la sua costitutiva fragilità come "Partito di plastica", il carattere volatile del tele-populismo berlusconismo. Piazza San Giovanni conferma l'impressione generale, ovvero che il berlusconismo è effettivamente al tramonto.

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sabato 20 marzo 2010

LASCIATE OGNI SPERANZA VOI CHE VOTATE (3)

«RASSEGNO LE MIE DIMISSIONI DA ELETTORE»

L'ultimo nascondiglio degli elezionisti è quello al cui ingresso c'è scritto: "non voglio demandare ad altri le scelte che riguardano il mio futuro". In verità, qui non sono in ballo le scelte individuali, ma il destino stesso di un popolo e di una nazione. L'unica possibilità collettiva di "non demandare" le decisioni politiche, ovvero di riappropriarsi della sovranità popolare, è proprio la disobbedienza civile, l'obiezione di coscienza, lo sciopero generale  elettorale.

Mentre scriviamo sta iniziano la manifestazione di piazza dei Berluscones ("che peste li colga!"). Sabato scorso c'era stata quella del centro-sinistra.

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venerdì 19 marzo 2010

IL MANIFESTO

QUELLO STRANO QUOTIDIANO DI DESTRA


Sorprendente il commento di Valentino Parlato (il manifesto di giovedì 18 marzo) all'intervento di Tremonti in Parlamento.

Dare addosso al Ministro dell'economia è senz'altro doveroso, ma Parlato l'ha fatto usando gli argomenti di Strauss-Khan e Mario Draghi impegnati nelle stesse ore a spiegare i loro punti di vista innanzi al Parlamento europeo di Strasburgo.

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giovedì 18 marzo 2010

DERIVATI

Come ti frego il comune di Milano

Oramai è ufficiale.
La Procura della Repubblica ha deciso di procedere penalmente, ovvero rinviare a giudizio, quattro banche e 13 persone per la vicenda dei Derivati sottoscritti dal Comune di Milano. 
Secondo la Procura le banche in questione (Jp Morgan, Ubs, Dpfa Bank e Deutsche Bank) avrebbero raggirato, leggi truffato, l'amministrazione locale, traendone lauti guadagni: all'incirca cento milioni di euro!
Vedremo se alla fine ci sarà una condanna (che farebbe scuola). C'è da dubitarne, visto che questa  equivarrebbe, né più e né meno, che a dichiarare illegali o almeno illeciti, se non tutti i Derivati, di sicuro i  famigerati Swap.

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RIVOLUZIONE DEMOCRATICA

SE VOGLIAMO DAVVERO FARE SERIAMENTE 

ALCUNI COMMENTI PERSONALI IN MARGINE ALL’INCONTRO CON SAVAS MATSAS
 
di Roberto Fondi*

Iniziato con le ottime presentazioni di Maurizio Fratta e Leonardo Mazzei, a mio parere l’incontro fiorentino di sabato 6 marzo con Savas Matsas non si è concluso altrettanto bene.

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mercoledì 17 marzo 2010

Dal turbo-capitalismo al turbo-disordine

Verso la risorgenza delle contraddizioni interimperialistiche?

di Moreno Pasquinelli

Le due catastrofiche guerre mondiali ebbero come causa le “contraddizioni”, o meglio gli antagonismi “tra i briganti imperialistici”. Posta in palio: “il bottino della rapina ai danni dei popoli coloniali e semicoloniali”.
L’esito della seconda guerra stravolse le consolidate dinamiche geo-politiche mondiali. L’emersione dell’URSS come grande potenza, la quale veniva accompagnata all’avanzata dei movimenti antimperialisti e operai su scala internazionale, costrinse le potenze imperialistiche, vincenti e perdenti, a mettere da parte i dissidi e fare causa comune per non soccombere. Continuare a combattersi era oramai un lusso che i “briganti” non potevano più permettersi. Avrebbero fatto la fine dei polli di Renzo.

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martedì 16 marzo 2010

LASCIATE OGNI SPERANZA, VOI CHE VOTATE (2)

Astensione
CUI PRODEST? 

in risposta agli "elezionisti" 

«Che senso ha partecipare ad elezioni che legittimano questi meccanismi antidemocratici e populistici? Come si fa a non comprendere che partecipando al gioco è il gioco (truccato) che vince e viene legittimato assieme ai bari e ai rottamatori (compresi quelli di centro-sinistra) della stessa democrazia parlamentare»?

Nella Fig. 1: La partecipazione alle elezioni politiche 1948-2008

Sergio Luzzatto, su Il Sole 24 Ore di oggi, in un editoriale dal titolo «Amministrative: le due facce dell'astensione», segnala l'altissimo astensionismo alle recenti elezioni regionali francesi e compie una comparazione con le imminenti regionali in Italia. Egli nota, giustamente che l'importanza attribuita in Italia alle regioni è di gran lunga superiore a quella che ad esse viene attribuita in Francia, stato notoriamente centralista. 

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LASCIATE OGNI SPERANZA, VOI CHE VOTATE

IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI

di Leonardo Mazzei



Tre scommesse, più una, sulle elezioni del 28 marzo
 
Le elezioni regionali si terranno tra due settimane, ma due dati appaiono già certi: saranno le elezioni con più ricorsi e con meno elettori della storia repubblicana. Se il primo dato è già una certezza, che la dice lunga sull'interminabile processo degenerativo della politica italiana, sul secondo siamo disponibili ad accettare scommesse. L'importante è che si comprenda il legame tra questi due fenomeni. Il primo ci parla della prepotenza assoluta del governo, del servilismo indecente del presidente della Repubblica (vedi Compagni di merende), dell'impazzimento delle regole, dell'imbarbarimento castale delle leggi elettorali. Il secondo è l'espressione - certo, politicamente eterogenea - della frattura che si sta allargando tra una politica bipartiticamente asservita alle oligarchie e vasti settori popolari che se non altro si rifiutano di partecipare ad un gioco truccato, ad una democrazia fasulla  ed ingannatrice.

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lunedì 15 marzo 2010

OSSERVATORIO SULLA CRISI ECONOMICA

COSA CI DICONO
GLI INDICATORI ECONOMICI

Fino a che punto potrà peggiorare la crisi senza che questo faccia saltare la “invidiabile pace sociale” di cui tanto si vanta il ministro Tremonti?



Stagnazione


Il collasso del settembre 2008 ha colto l’economia italiana mentre era in stagnazione già a partire dal 2002. Nel quadriennio 2002-2005 la crescita del Pil è stata di appena lo 0,6% medio annuo e per trovare un valore più basso occorre tornare a dieci anni prima (1993). “Una performance così mediocre ha relegato il nostro paese nelle posizioni di coda nell'area dell'euro, cresciuta in media dell'1,3% nello stesso periodo; solo la Germania (+0,5%) non ha fatto meglio di poco dell'Italia”. Il divario di crescita con il resto di Eurolandia è rimasto ampio anche nel 2006-2007, superiore al punto percentuale.
Dopo non è andata meglio e l’Italia si conferma il paese alle prese con una discesa del Pil più alta della già bassa media europea. (Vedi il grafico n.1.) Si tenga conto che secondo altre autorevoli fonti il l’Italia ha perso in Pil ben il 6,5%. 

Il crollo della produzione industriale

La produzione industriale italiana è cresciuta a gennaio del +2,6% rispetto a dicembre). L’ISTAT non aveva fatto in tempo a diffondere questo dato che Berlusconi in persona non ha esitato a cantare vittoria e a proclamare che il paese si sta ormai lasciando alle spalle la “crisi”.

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ELEZIONI IN FRANCIA

IL BALZO ASTENSIONISTA

Aventi diritto: 43 640 059
Votanti: 20 232 451
Voti validi: 19 475 713
Astensione: 53,64 %

Più che dati sulle recenti elezioni regionali sembra un bollettino di guerra. Una guerra che vede su fronti opposti il popolo e lo Stato con le sue articolazioni pseudo-democratiche e notabilari. Per la prima volta  più del 50% dei cittadini francesi aventi diritto (non dimentichiamo i tanti che questo diritto in Francia non ce l'hanno, anzitutto immigrati) non si sono recati alle urne. Torneremo più in dettaglio nell'analisi delle elezioni francesi, ma intanto occorre smentire che l'astensione abbia penalizzato solo il centro-destra. Dalle prima proiezioni (vedi Le Monde) l'ondata ha travolto anche la sinistra, anzitutto quella estrema del Nuovo Partito Anticapitalista e Lotta Operaia.

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sabato 13 marzo 2010

MESTIZIA A PIAZZA DEL POPOLO


La prima volta come tragedia, la seconda come farsa, la terza come buffonata

C’erano una volta due destre. 
La berlusconiana e quella che, mascherata come centro-sinistra, tesseva le lodi della globalizzazione e del mercato; avviava la più grande ondata di privatizzazioni della storia; aggrediva il mondo del lavoro e le sue conquiste introducendo misure di flessibilità selvagge; varava riforme devastanti all’insegna della mercificazione, come quella della scuola; procedeva con politiche di sacrifici che hanno fatto sì che i salari italiani, a parità di produttività, siano diventati tra i più bassi d’Europa; partecipava alla guerra contro la Jugoslavia e a quella in Afghanistan; introduceva misure penali da Stato di polizia; e che non ha voluto mettere mano al conflitto d’interessi.

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Fermare l’aggressione all’Iran!

A P P E L L O

Denuclearizzare l’intero Medio Oriente!
Porre fine all’assedio di Gaza e al martirio del popolo palestinese!

Domenico Losurdo,Università di Urbino - Gianni Vattimo, Filosofo e parlamentare europeo - Danilo Zolo, Università di Firenze - Margherita Hack,  Astrofisica - Lucio Manisco, Giornalista, già parlamentare europeo - Marino Badiale, Università di Torino - Aldo Bernardini, Università di Teramo - Giovanni Bacciardi, Università di Firenze - Enzo Apicella, Designer, Londra - Fernando Rossi, ex senatore, Per il Bene Comune - Sergio Cararo, Rivista Contropiano - Maurizio Fratta, Coordinatore Rivoluzione Democratica - Fausto Sorini, Redazione de l'Ernesto - Leonardo Mazzei, Campo Antimperialista......

seguono gli altri firmatari

  
Sin da quando G.W. Bush  definì l’Iran uno “Stato canaglia” è in corso contro questo paese dalla storia plurimillenaria e il suo governo una brutale campagna di demonizzazione; una campagna  fondata sulla menzogna che con tutta evidenza serve a spianare la strada all’aggressione militare.

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venerdì 12 marzo 2010

DIARIO DELLA LOTTA IN GRECIA (2)


Lo sciopero generale del 11 marzo

di Savas Michael Matsas

Più di settanta mila manifestanti hanno invaso il centro di Atene oggi, 11 marzo, giorno di uno sciopero generale molto riuscito indetto dalla GSEE (Confederazione Generale del Lavoro della Grecia) e da ADEDY (la Federazione Nazionale dei dipendenti pubblici). I contingenti dei sindacati e delle organizzazioni di sinistra hanno occupato tutto lo spazio che va dal Museo Nazionale e dal Politecnico fino a piazza Syntagma (Costituzione), di fronte al Parlamento. Il sindacato PAME, controllato dal partito Comunista di Grecia (KKE), aveva nel frattempo già tenuto la propria manifestazione separata, partendo in corteo da piazza Omonia fino al Parlamento. Anche il corteo del PAME è stato grande, anche se meno numeroso di quello principale.

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giovedì 11 marzo 2010

DIARIO DELLA LOTTA IN GRECIA

A partire da quest'oggi pubblicheremo un diario sulla situazione in Grecia. Questo primo pezzo ci è giunto  mentre proprio oggi è  in corso un importante sciopero generale

Sulla strada dello sciopero generale

«Le classi dominanti, sia in Grecia che in Europa, hanno paura di un contagio, non solo del default a causa del debito, ma del fermento rivoluzionario che potrebbe estendersi ad altri "anelli deboli" della catena dell’Euro-zona, in tutto il Sud Europa come all’Unione europea nel suo complesso»

di Savas Michael Matsas (da Atene)

       "Siamo in uno stato di guerra", ha dichiarato pomposamente il primo ministro greco (e presidente "socialista"), George Papandreou il 3 marzo, annunciando una seconda ondata di misure draconiane contro i lavoratori e pensionati, come chiesto dall'Unione europea, dalla Banca centrale europea e dal Fondo monetario. Ma la classe operaia sfida la retorica bellicosa del capo del governo del PASOK e le “istruzioni” della UE rispondendo con la  propria dichiarazione dello “stato di guerra” di classe.

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Di cosa è malato il capitalismo?

Perché la catastrofe è inevitabile

in risposta a keynesiani nonché alcuni marxisti

di Moreno Pasquinelli

Mi corre l’obbligo di rispondere all’accusa secondo cui le nostre analisi della crisi sarebbero viziate da un“catastrofismo pregiudiziale”. Non ci riferiamo anzitutto a  coloro i quali credono ancora al mito delle magnifiche sorti e progressive del capitalismo. Parliamo piuttosto dei keynesiani alla Krugman (per i quali il debito non è mai un vero problema e diventa anzi un toccasana in caso di ciclo depresso) e ad  analisti che si rifanno a linee di pensiero anticapitalistiche. Questi analisti, keynesiani e/o anticapitalisti latu sensu, sostengono che il capitalismo “non crollerà per il debito pubblico degli stati, né per la somma di questo con quelli privati”. Dicono anzi, svelando un certo “complottismo”, che alcune grandi  consorterie finanziarie stanno esagerando artatamente la portata della “crisi da debito”, proprio per abbindolare l’opinione pubblica, per far sì che i popoli accettino un gigantesco e verticale drenaggio di ricchezza dal basso verso l’alto, allo scopo di rilanciare i processi di accumulazione e valorizzazione. 

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mercoledì 10 marzo 2010

POPOLO VIOLA DOVE SEI?

MANIFESTARE SABATO PROSSIMO?

In queste condizioni no

Alla fine i nostri timori si sono avverati. Come l’adagio, per cui “Can che abbia non morde”, le componenti più radicali del centro-sinistra, IDV, Federazione di sinistra e pannelliani, hanno abdicato al Partito (anti)Democratico. Chi rifiutandosi di chiedere la Messa in stato d’accusa del presidente Napolitano (Di Pietro), chi rimangiandosi l’idea di un Aventino con relativo ritiro dalla competizione elettorale. Sinistra e Libertà, il PRC e la Federazione di sinistra hanno forse fatto peggio, in questo torbido tornante della vita del paese hanno deciso di tenere il profilo più basso possibile. Pur di non incrinare la salda alleanza col PD, né hanno fatto loro la richiesta di Messa in stato d’accusa di Napolitano, né quella dell’Aventino.

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lunedì 8 marzo 2010

Napolitano in stato d'accusa

IL PD STA AL GIOCO
COSA ACCADRÀ SE ANCHE DI PIETRO 
E I RADICALI SI PRESTERANNO ALL'INCIUCIO?

Non si può andare a braccetto con chi si lagna a parole ma sottobanco ha già fatto marcia indietro reggendo il moccolo al tandem PDL-PD

Che la legge non fosse uguale per tutti, lo si sapeva. Ma questo non è un buon motivo per passare sopra all'ultimo strappo voluto da Berlusconi. Invece di sanzionarlo Napolitano l'ha avallato e sancito. Chi dovrebbe essere sentinella della Costituzione ha legittimato il vulnus. Il PD, partito cardine del sistema bipolare postdemocratico, ha già assolto Napolitano e deciso si soprassedere.

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sabato 6 marzo 2010

NAPOLITANO-BERLUSCONI: COMPAGNI DI MERENDE

Per l'impeachment popolare di un 
presidente che non può mai dire di «no»

Da: www.campoantimperialista.it 
 
I cultori delle leggi «ad personam» saranno soddisfatti. Ogni record precedente è stato frantumato dal «decreto interpretativo» di ieri sera, figlio della intensa collaborazione tra il pagliaccio che occupa Palazzo Chigi ed un presidente che - sarebbe molto interessante sapere il perché - non può mai dire di «no».

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venerdì 5 marzo 2010

IN PORTOGALLO COME IN GRECIA

500.000 lavoratori 
del pubblico impiego in sciopero

Il caso del "Blocco di Sinistra"

di Anibal De Olivenza

Mezzo milione di dipendenti pubblici portoghesi hanno massicciamente partecipato Giovedì 4 marzo allo sciopero del settore pubblico per protestare contro il programma di austerità proposto dal governo del Partito socialista. Bollato come primo tra i “PIIGS”, il Portogallo deve anch’esso adottare una cura da cavallo per riportare il deficit dall’attuale 9,3% al 3% entro il 2013, e ridurre il debito pubblico oramai vicino al 100%. Per questo premono la speculazione finanziaria, questo chiedono la BCE e l’Unione europea.

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Appello urgente per la solidarietà con gli operai della Merloni

Stabilimento Merloni di Nocera Umbra 
4 marzo: Cronaca di una bella assemblea operaia

Un’assemblea in cui il COMITATO DEI LAVORATORI ha dato una lezione di democrazia ai sindacalisti, dando la parola a tutti, lasciando che si esprimessero le opinioni, le proposte, la rabbia e il dissenso. In altri tempi si sarebbe detto: “una manifestazione dell’autonomia operaia”, di cui il COMITATO è perno e voce.
Abbiamo seguito le  lotte in corso in tutt’Italia, le loro difficoltà e i loro limiti, e ci sentiamo di affermare che la battaglia del COMITATO della Merloni di Nocera Umbra è senz’altro tra le più avanzate, non fosse altro perché è il solo caso che conosciamo di autorganizzazione dal basso degli operai medesimi.
Per questo occorre sostenere questi operai, non lasciarli soli, non far spegnere la loro fiaccola di dignità. Fate circolare quest’articolo se potete. 
Inviate la vostra solidarietà al loro blog: http://colavmerloni.wordpress.com/
Guarda il video autoprodotto dal Comitato: http://www.youtube.com/watch?v=VGSSmGUkkH8 

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giovedì 4 marzo 2010

Referendum a Rejkyavik

Crisi globale: come ti ricatto 
il popolo dell’Islanda

Pagare il debito? No grazie!

di Moreno Pasquinelli


* nel grafico l'indice del benessere: quando l'islanda era prima al mondo

Si sa che l’Islanda è stata la prima vittima del collasso finanziario partito dagli Stati Uniti. Anzi, il primo caso di vero e proprio default di Stato. Dopo mesi di negoziati e complesse trattative i creditori dell’Islanda, anzitutto grandi banche inglesi e olandesi, hanno imposto all’isola un piano severissimo di rimborso che alla fine è stato sottoscritto dal governo di Rejkyavik. Contro questo piano è stato indetto un referendum che secondo tutti i sondaggi vedrà l’ampia prevalenza di No.

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IL MONDO NEL 2025

Analisi dell'ultimo Rapporto della CIA

Come gli americani immaginano gli scenari futuri dopo il crollo finanziario del 2007-08

di Samir Amin


La lettura dell’ultimo rapporto della CIA su «Il mondo nel 2025» non fornisce molte informazioni che un osservatore ordinario dell’economia e della politica avrebbe ignorato. Essa ci permette però di conoscere meglio il modo di pensare della classe dirigente statunitense e di identificarne i limiti.

Le mie conclusioni dopo la lettura del documento sono riassunte nei punti seguenti:

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mercoledì 3 marzo 2010

Ultimissime dalla Grecia

Scontri per le strade di Atene
 
Il governo aggrava il piano di sacrifici antipopolare

Mercoledì, 3 marzo. Proprio mentre i pensionati protestavano davanti alla residenza del premier contro i pesanti tagli ai loro danni, il governo Papandreu approvava un pacchetto di «misure aggiuntive» obbedendo al diktat di un "piano extra" lanciato dai  plutocrati europei.  La risposta non si è fatta attendere, migliaia di dimostranti si stanno scontrando  con la polizia per le strade del centro della capitale.

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USA: UN ALTRO 11 SETTEMBRE

«Prendetevi un chilo della mia carne e dormite tranquilli»
il  memoriale d'addio di A.J. Stack

Il 17 febbraio scorso un cittadino americano, A.J. Stack, si è schiantato con il suo Piper contro il Palazzo dell'agenzia federale delle imposte (IRS) di Austin, in Texas. Stack ha lasciato un memoriale d'addio che vale la pena leggere attentamente. Non c'è solo, come certa stampa Liberal USA ha affermato, il populismo anti-governativo stile "Tea's Party" (cavalcato ora dalla Palin). E' un j'accuse lucido contro l'infernale capitalismo a stelle e striscie e la sua mistificante ideologia, che si conclude spiegando perché in certi casi ("il furto ai danni della classe media" ad opera dei grandi pescecani del Capitale, sostenuti dal governo)  la violenza è legittima

«Quando leggerete questa mia lettera vi chiederete se tutto questo doveva succedere... 
La verità è che tutto è complicato e con il passare del tempo tutto ciò si costruisce.

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martedì 2 marzo 2010

E LA PAZZIA CONTINUA

Spieghiamo cosa sono i CDS

(Credit Default Swap)

di Uriel

(nella foto il debito nel mondo)

 
Mi hanno scritto in diversi, (Paolo, Yoss, e altri) per via dell'inchiesta aperta dalla SEC americana , ove si accusano Soros e gli altri criminali suoi pari di stare speculando sull'euro, al fine di fare il colpaccio dei credit swap. Facciamo un passo indietro e vediamo cosa vogliono fare. Anche perche' lo hanno gia' fatto, e anche perche' lo faranno , se tanto mi da' tanto, con l' Italia. Innanzitutto, il CDS e' un meccanismo simile ad una scommessa. Come tutte le assicurazioni, in fondo: l'assicurazione che vi assicura l'auto non fa altro che "scommettere" che voi facciate di tutto per evitare gli incidenti. IL CDS in fondo fa la stessa cosa, ovvero scommette su una eventuale catastrofe economica. Il problema e' che , a differenza dell'assicurazione sull'auto, non scommette CONTRO, ma scommette A FAVORE. Facciamo un esempio.

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terremoto in Cile: dichiarazione del M.I.R.

Espropriare gli sfruttatori 
è un diritto del popolo!
 
Che i rivoluzionari siano in prima fila nel recupero e nella distribuzione di cibo, acqua potabile e abbigliamento!

Dichiarazione del MIR - Lunedi, 1 marzo 2010


Ai lavoratori e al popolo del Cile
Ai nostri sostenitori e collaboratori, ai militanti del MIR

Come già noto in tutto il mondo, la mattina di Sabato 27 febbraio, un terremoto, la cui grandezza è stata misurata in 8,8 gradi della scala Richter,  ha squassato il nostro paese distruggendo totalmente le comunità vicine. Il sisma è stato uno dei più devastanti del mondo, già si contaano oltre 700 morti e non c’è una stima realistica dei dispersi, soprattutto nelle regioni costiere del Maule e Biobío, a causa dello tsunami che ha seguito il forte terremoto.

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lunedì 1 marzo 2010

Nucleare

5 menzogne da smontare

Menzogna n° 1: il nucleare è pulito e sicuro
Menzogna n° 2: il nucleare risolverà i problemi energetici del pianeta
Menzogna n° 3: il nucleare abbassa il costo dell’energia
Menzogna n° 4: l’Italia è obbligata ad importare energia elettrica di fonte nucleare
Menzogna n° 5: solo il nucleare, non le energie rinnovabili,  può sostituire i combustibili fossili

di Leonardo Mazzei  

Due notiziole hanno riproposto negli ultimi giorni la questione del nucleare. La prima viene dagli Stati Uniti, dove il Senato del Vermont ha votato, per ragioni di sicurezza, la chiusura del suo reattore atomico nel marzo del 2012. La seconda viene dall’Italia, dove il ministro dell’istruzione Gelmini ha annunciato un programma per spiegare agli studenti la bontà dell’energia atomica.
Da una parte la realtà del nucleare che, nonostante i giganteschi sforzi della lobby che lo sostiene, proprio non ce la fa a rendersi credibile specie per quanto riguarda la sicurezza; dall’altra una propaganda odiosa quanto priva di veri argomenti. Ma siccome la propaganda c’è e non bada a spese, può essere utile concentrarsi sulle principali menzogne utilizzate dai sostenitori del nucleare.

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