martedì 16 agosto 2016

LA FINE DELLO STATO ISLAMICO? di Moreno Pasquinelli

[ 16 agosto ]

Per gli stolti le pagine che seguono — poiché non sentiamo alcuna solidarietà con il mostro imperialista ed i suoi ascari, poiché non ci facciamo intruppare nella isterica campagna anti-musulmana —, sembreranno indulgenti verso lo Stato islamico. Nient’affatto. La nostra distanza dai salafiti combattenti è incolmabile, sul piano etico come su quello politico e strategico. Vale oggi come ieri il severissimo giudizio che demmo molti anni addietro delle pratiche e della strategia dei ribelli takfiri in Iraq guidati da al-Zarkawi e sulla cui scia rinascerà appunto lo Stato Islamico.
Dedico queste pagine alla memoria di Jabbar al-Kubaysi.


* * * 
«La scintilla è partita qui, in Iraq, e il suo calore aumenterà, a Dio piacendo, fino a quando brucerà le armate crociate a Dabiq»
Abu Musab al-Zarkawi

Di Ramadi, capitale della indomita provincia sunnita di al-Anbar, se ne annunciò la caduta, dopo mesi di aspri combattimenti, nel dicembre 2015. Notizia che poi si rivelerà un clamoroso falso, visto che la città sarebbe stata “liberata” solo nel febbraio. E’ stato il primo, gravissimo rovescio delle milizie salafite combattenti dello Stato Islamico, quello che oggi sembra abbia posto fine alla sua folgorante avanzata, prima in Iraq e poi in Siria.

Ma chi ha “liberato” Ramadi? Sul terreno, la carne da macello, ce l’hanno messa le milizie shiite irachene (le cosiddette Forze di Mobilitazione Popolare), fiancheggiate da brigate iraniane. Gli anglo-americani hanno provveduto non solo a tele-comandare l’offensiva grazie ai loro occhi elettronici ma, dal cielo, a spianargli la strada con incessanti bombardamenti.

Ora Ramadi resta una città fantasma. La gran parte dei suoi abitanti, per sfuggire alle rappresaglie shiite, sono scappati a Nord, verso Mosul, alcuni addirittura cercando rifugio nelle zone controllate dai curdi.

Nell’aprile 2016 si annunciò la “liberazione” di Tikrit, città natale di Saddam Hussein, nella provincia di Salahaddin. Medesima la coalizione dei vincitori. Stessa la sorte degli abitanti, la gran parte sfollati per scampare alle rappresaglie delle milizie shiite.

Fallujah, città martire della lotta antimperialista, simbolo e indomita avamposto verso Baghdad dello Stato Islamico, è stata dichiarata “liberata”, leggi ridotta nuovamente in macerie, nel giugno 2016. Sapremo solo dopo che, ben lungi che darsi alla fuga disordinata, i guerriglieri dello Stato islamico hanno animato sacche di accanita resistenza accanita per almeno due mesi.

Anche qui, mentre sul terreno combattevano milizie shiite sostenute da brigate iraniane, dal cielo coordinavano e martellavano al loro fianco i bombardieri e i droni anglo-americani. Stessa la sorte per la gran parte degli abitanti sunniti: dopo aver patito per mesi sotto le bombe si sono dati alla fuga per timore delle rappresaglie alidi e “safavidi”.

In altri tempi si sarebbe gridato alla “pulizia etnica”. Oggi non è più in uso, tutto fa brodo nella guerra totale per annientare lo Stato islamico, e fanno brodo, anzitutto, la censura e l’omertà sulla sorte delle decine di migliaia di civili ammazzati, delle miglia a migliaia feriti, delle centinaia di migliaia costretti all’esodo. Se di persecuzioni è consentito parlare è solo di quelle delle sette yazide, druse, alawite o cristiane da parte dei “terroristi”.

Ora non resta ai “vincitori”, in Iraq, che puntare al bersaglio grosso, la metropoli di Mosul, il più grande bastione iracheno in mano ai takfiri dello Stato Islamico.

Il Primo ministro iracheno Haidar al-Abadi, da Fallujah, aveva solennemente dichiarato che Mosul sarebbe stata presa entro quest’anno. Fonti attendibili sostengono invece che l’avanzata dei “liberatori” procede molto a rilento. Gli americani hanno suggerito che prima occorrerà conquistare Qayyarah, cittadina irachena situata a circa 60 chilometri a sud di Mosul, ancora in mano allo Stato Islamico, importante, dicono dal Pentagono, perché lì c’è un aeroporto indispensabile ai cacciabombardieri americani. Per di più Qayyarah si trova sulle sponde del fiume Tigri, dove dall’altra parte della sponda sono ammassate consistenti forze peshmerga curde fedeli a Barzani e Talabani, il cui supporto è prezioso.

L’offensiva contro lo Stato Islamico è a tutto campo, si dispiega anche in Siria. Qui le forze takfire debbono tenere testa ad una coalizione ancor più ampia e temibile. Dal cielo piovono bombe americane, francesi, inglesi e russe. Mentre sul terreno ancor più numerosi sono i nemici: non solo le milizie fedeli ad Assad, sostenute dai libanesi di Hezbollah e dai combattenti iraniani. Ci sono il grosso delle forze che animano la guerriglia contro il regime di Assad: le milizie di Jabhat al-Nusra (ora Jabhat Fatah al-Sham), quelle di Ahrar al-Sham, quelle dei filo americani del Free Syrian Army. Nella “Santa alleanza” anti-Stato Islamico non potevano mancare i curdi filo-Pkk, tra cui le Unità di Difesa del Popolo Curdo (YPG).


Ed è proprio col decisivo contributo delle YPG (incorporate nel blocco che va sotto il nome di Forze Democratiche Siriane - FDS) che due giorni fa, strombazzata in pompa magna dalla fanfara dei media occidentali, è avvenuta la “liberazione” della cittadina siriana di Manbij. Testa di ponte, secondo i conquistatori per espugnare la roccaforte strategica nemica di Raqqa. Non si sognano nemmeno, i comandanti curdi, di negare che questa conquista non sarebbe stata possibile senza il contributo decisivo di almeno quattro potenze occidentali: gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Francia e la Germania.

Nel caso di Manbij gli imperialisti non sono intervenuti solo dall’aria, fondamentale è stato il ruolo di centinaia di mercenari raccapezzati dalla CIA nonché di truppe scelte yankee e inglesi, che hanno affiancato nell’offensiva di terra i miliziani delle YPG. Un fatto, questo — cioè che le milizie YPG hanno agito come truppe cammellate degli americani e dei loro alleati — inoppugnabile, su cui una certa sinistra radicale europea, pro-curda a prescindere, deliberatamente tace, tanto per proteggere il mito di una guerriglia curda immacolata.

En passant: se si vuole capire il senso e la portata della riappacificazione tra Erdogan e Putin (e la contestuale normalizzazione dei rapporti con Israele), da qui, da quel che è accaduto al Nord est della Siria, da Kobane a Manbij, occorre partire. Erdogan non solo contesta alle potenze occidentali di aver sostenuto il tentativo di colpo di stato per defenestrarlo. Teme che queste stiano avallando la costituzione di una regione autonoma curda in Siria, che finirebbe per unirsi al vero e proprio Stato curdo nel nord dell’Iraq.
La qual cosa finirebbe per dare una spinta alla minoranza curda in Turchia, minacciando così l’unità stessa del paese. Qui viene alla luce la sconfitta strategica di Erdogan. Ha soffiato sul fuoco della guerra civile siriana, immaginando di fare della Siria la testa di ponte della sua egemonia sul Medio oriente — la qual cosa è osteggiata non solo dalle monarchie arabe e dall’Iran, ma pure dalle potenze imperialiste occidentali — e si ritrova ora con la minaccia di una guerra civile in casa. Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.

Tornando allo Stato Islamico, l’ultimissima vittoria annunciata dalla Santa Alleanza, è quella di Sirte, roccaforte dello Stato Islamico in Libia e città natale di Gheddafi. Anche qui, stessa musica, stesso spartito. A causa delle umilianti sberle subite dalle sgangherate milizie tribali fedeli al governo fantoccio di al-Sarraj sono dovute pesantemente intervenire le potenze occidentali, Usa in testa. Prima fase: bombardamenti dall’aria e supervisione elettronica dell’assedio. Seconda fase: offensiva con truppe di terra, compresi mercenari inglesi, americani ed italiani armati di tutto punto.
Ma la gatta frettolosa, si sa, fa i figli ciechi. Oggi, 14 agosto, veniamo a sapere che a Sirte ancora si combatte e che alcuni quartieri sono ancora in mano ai takfiri.

La morale della favola, che i media occidentali di ogni colore politico stanno diffondendo e inculcando a tutto spiano, è che la fine dello Stato Islamico è oramai prossima. I pasciuti cittadini occidentali, europei anzitutto, possono dormire sonni tranquilli: il loro gioioso stile di vita non sarà minacciato. Non entrerà in vigore la sharia. Le donne non dovranno portare il burqa e potranno mostrare come vogliono le loro fattezze. I giovani potranno divertirsi come meglio credono fino a sballarsi, o rincitrullendosi cacciando pokemom. Tutti potranno continuare a praticare i loro sport preferiti e doparsi a gogò. I sudditi potranno continuare a farsi rimbecillire dalle televisioni e, quel che più conta, potranno ogni tanto recarsi alle urne per eleggere chi li fregherà meglio. Hurrà: la civiltà sta vincendo sulla barbarie.

Peccato che questa ottimistica narrazione imperiale sia solo una fiaba consolante.

Non fosse per la stupida boria occidentalista, sarebbe superfluo sottolineare che l’insorgenza in seno all’Islam di frazioni intransigenti e takfire, non è affatto un accidente. L’emersione del cosiddetto “fondamentalismo islamico” — piaccia o non
Atrocità takfire...
piaccia ai pontefici del “progresso”, ovvero al mito della superiorità dell’Occidente, quindi del suo destino a colonizzare il mondo —, è solo una spia della rinascita di una civiltà di antiche e inestirpabili radici, dove la religione, prima ancora che mistica trascendenza verso il divino, è etica, diritto, prassi politica. Quindi identità collettiva, sapere di essere una comunità, convinzione di avere un destino, certo divinamente prescritto ciò che, a maggior ragione, implica combattere senza sosta per esso.

Questa rinascita non è un fatto passeggero, a maggior ragione perché incontra l’Occidente nel suo massimo punto espansivo, che quindi precede il proprio inesorabile declino. Siamo davanti ad un ridestarsi di portata storica, che quindi si dispiega sui tempi lunghi, davanti al quale, l’Occidente, se non si spoglia delle sue smanie imperialiste e colonialiste, è destinato a soccombere, non per venire “islamizzato”, come certi corifei imperiali vaneggiano, ma per implodere sotto il peso della sua putredine.

La minaccia della “islamizzazione” dell’Occidente, non è solo un icastico spauracchio ideologico per strappare la devozione del popolo bue e intrupparlo, come ai tempi delle crociate, nella guerra di sterminio contro lo Stato islamico — ovvero per spazzare via un ostacolo all’imperialistico dominio mondiale. E’ molto di più. E’ un furbesco tentativo di rovesciare la realtà storica, di capovolgerla, ovvero di occultare la secolare opposta tendenza, quella alla totalitaria occidentalizzazione del mondo, di quello islamico in primis, sulla base della pretesa, di matrice religiosa, che l’Occidente cristiano sia il faro della civilizzazione mondiale e destinato a sussumere ogni altro da sé.

E’ infine un’altra cosa questo spauracchio della “islamizzazione”. E’ l’Occidente colonialista che mentre osserva i propri nemici e la loro universalistica e tenace volontà di potenza, in verità è esso stesso che si guarda narcisisticamente allo specchio, ma in questo suo rimirarsi, vedendo la propria nichilistica pulsione di morte, vorrebbe riconquistare anch’esso, proprio come i suoi nemici, le sue più ataviche radici sprituali: non solo volontà di potenza contro volontà di potenza, bensì guerra santa contro guerra santa, Dio contro Dio.

Conobbe già l’Occidente cristiano, dopo il crollo della civilizzazione greco-romana, l’ingresso in un’epoca di barbarie. Impiegò secoli per riprendersi, ma nel frattempo il mondo andò avanti, e se andò avanti fu anche grazie all’Islam.

Che la “Santa alleanza” non canti dunque vittoria ove riesca (e ci riuscirà visto il fideismo cieco e i clamorosi errori politici dello Stato Islamico) a sterminare i seguaci del Califfo al-Baghdadi. Egli è succeduto ad al-Zarkawi, come questo ha raccolto il testimone di Bin Laden, come questo a sua volta seguì le orme di al-Qutb.

Essi tutti hanno a loro volta ripreso l’eredità di quelle correnti salafite intransigenti e guerriere come i kharijiti o gli azraqiti dei primi secoli dell’islam, che a più riprese si ribellarono armi in pugno in nome del “vero e puro Islam”, e per questo vennero annientati dai diversi califfi. Non tutti i musulmani sono salafiti o takfiri, la maggioranza di essi sono anzi quietisti, ma tutti i salafiti ed i takfiri sono musulmani. In essi, piaccia o non piaccia alle scuole maggioritarie, siano esse sunnite o shiite, arde la fiaccola della fierezza islamica, la sete di vendetta dopo secoli di umiliazione

Questa fiaccola non verrà spenta, malgrado lo Stato Islamico sarà smembrato e fatto a pezzi. Per esso non solo il martirio in combattimento, dunque il sacrificio di sé, è la via della salvezza eterna. Ma non c’è solo questo militarismo fatalista. Lo Stato Islamico ha innestato nella sua narrazione, un elemento che pareva estraneo alla visione islamica, quello millenaristico ed escatologico proprio di certe sette ebraico-cristiane. Non a caso il nome dato dallo Stato Islamico al proprio organo di propaganda, è Dabiq, luogo non a caso situato nel Nord est della Siria dove un’improbabile profezia islamica vuole avverrà lo scontro apocalittico e finale tra i musulmani ed i Rum, i cristiani. L’equivalente dell’Armageddon dei cristiano-sionisti.

Escludiamo che la battaglia finale di Dabiq avvenga. Quello che invece non escludiamo, quello di cui siamo anzi certi, è che il salafismo combattente, ancorché nuovamente sconfitto, come l’araba fenice, risorgerà dalla sue ceneri. Sempre risorgerà, fino a quando l’imperialismo dominerà il mondo, fino a quando miliardi di umani saranno soggiogati e umiliati, fino a quando vivrà l’anelito, sia esso sacro o profano, alla giustizia sociale. Fino a quando l’Occidente non farà orrore a se stesso.


Print Friendly and PDF

8 commenti:

  • dexxo dex scrive:
    16 agosto 2016 12:37

    Mi pare che Robert Fisk abbia detto cose un po' diverse, anzi molto chiare sulla sconfitta politica dello stato islamico:

    Cosa fa, appunto, uno Stato/Califfato senza popolo? Robert Fisk, massimo esperto del Medioriente in vita, inglese e mia conoscenza da decenni, ha fatto un’osservazione di importanza epocale in un’oscura conferenza a Dublino a inizio 2016. Fisk: “Le genti d’Europa in guerra con l’ISIS maledicono i milioni di rifugiati arabi siriani, iracheni e kurdi che arrivano da noi. Ma una cosa non hanno compreso: quella è la più devastante sconfitta dell’ISIS di sempre”. Robert fa una pausa, poi: “Vi siete chiesti perché quest’oceano di arabi quando ha deciso di fuggire dalle bombe di Assad, Putin, e dalla coalizione di tagliagole al soldo di Obama, ha deciso di andare a OVEST e non a EST? Bè? Chiedetevi: perché non si sono rifugiati in massa dal Califfo, sotto sua protezione? Una marcia di poche miglia e via. Lo avrebbero reso uno Stato/Califfato all’istante, gli avrebbero fornito manodopera, professioni, soldati, docenti, e figli, cioè DEMOGRAFIA. Ma no, sono venuti da noi. Pensateci”.

    Tratto da http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1550

  • Anonimo scrive:
    16 agosto 2016 14:05

    Per completezza bisognerebbe aggiungere due parole sugli ingenti finanziamenti degli emirati arabi.

    Ciao Marco

  • Redazione SollevAzione risponde:
    16 agosto 2016 16:33

    L'OSSERVAZIONE
    attribuita a Fisk (citata da Dexxo dex) ha una sua pregnanza.
    Se le forze fedeli ad Assad e i loro alleati non combattono in prima istanza l'IS ma la coalizione attorno ad al-Nusra [Jabhat Fatah al-Sham], è appunto perché l'IS domina in aree (eccetto Mosul in Iraq) scarsamente popolate, ciò che provocherà all'IS entro breve un gravissimo problema per il reclutamento di nuovo combattenti. Quindi Is è, per adesso, un nemico secondario per Assad.

    Va tuttavia precisato che la stragrande maggioranza dei siriani sfollati e in fuga non provengono dalle zone controllate dall'IS, bensì dalle zone più densamente popolate controllate, vuoi dai lealisti pro-Assad, vuoi dalle milizie di al-Nustra o dalle altre decine di milizie combattenti. Comunque sia, appunto, dalle zone occidentali più popolate e vero epicentro strategico della guerra —Aleppo, Idlib, Homs, Hama, Damasco, Daraa...

    faccio notare che il problema rimpinguare le forze combattenti è una serissimo problema anche per gli alawiti fedeli ad Assad (che sono una minoranza in Siria)
    Secondo fonti attendibili ogni famiglia alawita ha perso almeno due giovani dall'inizio del conflitto. Sul medio-lungo periodo gli alawiri non avranno reclute per rimpiazzare i caduti.

    Per ciò che concerne i finanziamenti all'IS da parte delle monarchie del golfo.

    Nella lotta per l'egemonia regionale, ogni attore regionale importante (Iran, Arabia saudita, Turchia...) sostiene questa o quella forza combattente sul terreno. Questa della lotta per l'egemonia nell'area da parte delle potenze regionali è uno degli elementi che spiega l'asprezza del conflitto. Massimamente errato è sostenere, per questo, che queste forze combattenti sono tutti fantocci al servizio di paesi stranieri. Al-Nusra o Is, sono, data la loro potenza militare, forze che seguono i loro proprii disegni e certo non si fanno scrupoli (e come potrebbero vista la dimensione e la durezza della lotta?) a ricevere aiuti da chicchessia.
    I sauditi, i qatarioti e anzitutto Ankara sono i primi a saperlo.

    Moreno Pasquinelli

  • Brenno scrive:
    16 agosto 2016 16:52

    Vorrei chiedere a Pasquinelli, in ordine di importanza, che peso hanno geopolitica, religione, e questione sociale, nell'impianto teorico di quelli che chiama "takfiri"? In special modo dell'ISIS?
    Brenno

  • dexxo dex scrive:
    16 agosto 2016 17:52

    Credo che Pasquinelli abbia frainteso quello che dice Fisk.

    Nella sostanza Fisk ci dice che nonostante tutto i siriani hanno scelto ma modernità, anche se è la nostra modernità.

    Altrimenti perchè gli sfollati o una parte di essi non sono andati a combattere per lo stato islamico?

    Da quello che si desume, Fisk trae una conseguenza strategica, forse definitiva, la gente se può scegliere non sta dalla parte degli islamisti.

    Quindi si, per il futuro troveremo sempre nella popolazione emuli di Bin Laden e roba simile, ma la massa non sta da quella parte, solo una minoranza.

    Questo fatto riduce di molto le conclusioni di Moreno.

    Di fatto Fisk ci dice che gli islamisti non sono la risposta degli arabi all'imperialismo occidentale.

    E questo l'hanno deciso milioni di persone che scappano verso l'Europa contro le migliaia che vanno a combattere per lo stato islamico.

  • Anonimo scrive:
    16 agosto 2016 22:14

    quello di Assad sostenuto dai soli Alawiti è un mito creato dalla propaganda occidentale per darsi ragione da sola quando lo chiama brutale dittatore. In tale distorsione propagandistica della realtà, è ovvio che il brutale dittatore si serva di una piccola minoranza di pretoriani disposti a macchiarsi di qualsiasi crimine per sopravvivere.
    La realtà è ben altra, ovvero che a parte i Fratelli Musulmani, in Siria fino all'arrivo dei tagliagole dal Golfo non c'era nessuna etnia e/o religione privilegiata dal governo, che infatti era (ed è) laico.
    Giovanni

  • Redazione SollevAzione risponde:
    17 agosto 2016 20:51

    Appena il tempo me lo consentirà risponderò alla domanda di Brenno, e poi mi permetterò il lusso di contestare quanto sostiene l'anonimo riguardo alla natura "laica" (mai parola è più abusata che di questi tempi).
    Intanto riprendo la precisazione di Dexxo il quale insiste con Fisk il quale, con tutto il rispetto, da l'impressione, malgrado i luoghi che ospitano le sue riflessioni, di non capire una mazza di Islam ma, anzitutto di ISLAM POLITICO.
    ma è evidente che la maggioranza sei siriani non ama lo Stato islamico.
    Che anche la sua politica takfira (dottrina e soprattutto pratica religiosa che sta alla base dei gravi errori strategici) sia la causa della sua prossima debacle, l'ho scritto in modo netto nell'articolo.
    Se Fisk e Dexxo da questo deducono che scomparso lo Stato Islamico scompaia il salafismo combattente in salsa takfira, beh, si sbagliano di grosso.
    E questa è la seconda cosa che affermo nell'articolo.
    ma, qui sta la questione, per capire quel che dico, occorre, Dexxo converra, capire e conoscere la millenaria storia dell'islam e delle sue lotte intestine.
    Terza cosa che dico: fino a quando l'imperialismo vorrà tenere sotto il proprio tallone l'islam, questo produrrà sempre tendenze radicali, estremiste o, come affermano molti islamisti (non accecati dal laicismo occidentalista), rivoluzionarie.

    Moreno Pasquinelli

  • Anonimo scrive:
    20 agosto 2016 14:04

    AH QUESTI CURDI....

    Pasquinelli ha ragione a criticare certa sinistra STRABICA che sostiene a spada tratta i curdi siriani di YPG filo-PKK malgrado sia evidente che sono appoggiati a piene mani dagli americani. E' talmente vero questo matrimonio che lo stesso governo di Assad ora sta cominciando a contrastare a suon di bombe e artiglieria pesante le milizie YPG nel nord della Siria.

    Leggo oggi su ANSA:

    Il premier turco Binali Yildrim afferma che Damasco comincia a vedere i curdi come una minaccia e che Ankara sarà molto più attiva in Siria nei prossimi sei mesi per impedire che il Paese possa essere diviso su basi etniche. Lo riferiscono media internazionali. Negli ultimi giorni il regime siriano ha aperto a sorpresa un nuovo fronte bombardando le milizie curde dell'Ypg che negli ultimi mesi, con l'appoggio aereo della Coalizione, hanno riportato i più importanti successi sul terreno contro l'Isis.

Lettori fissi

Google+ Followers

Temi

Unione europea (671) euro (646) crisi (595) economia (471) sinistra (402) finanza (255) Movimento Popolare di Liberazione (237) sfascio politico (235) grecia (228) resistenza (217) elezioni (201) banche (191) internazionale (190) teoria politica (189) risveglio sociale (184) imperialismo (180) M5S (175) seconda repubblica (167) alternativa (165) Syriza (147) sovranità nazionale (144) Tsipras (142) Leonardo Mazzei (134) Matteo Renzi (119) Moreno Pasquinelli (114) antimperialismo (112) debito pubblico (102) marxismo (100) democrazia (98) sollevazione (97) PD (95) destra (93) Grillo (92) sovranità monetaria (92) berlusconismo (91) P101 (90) proletariato (88) costituzione (85) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) austerità (78) spagna (78) islam (75) Stati Uniti D'America (72) Mario Monti (71) Emiliano Brancaccio (69) neoliberismo (69) referendum costituzionale 2016 (67) sindacato (67) filosofia (62) Germania (61) Libia (61) bce (59) Francia (57) Stefano Fassina (57) capitalismo (57) guerra (57) Alberto Bagnai (56) Rivoluzione Democratica (56) capitalismo casinò (55) Movimento dei forconi (49) Podemos (49) rifondazione (48) socialismo (48) Alexis Tsipras (47) Medio oriente (47) fiat (47) Siria (46) bancocrazia (46) Nichi Vendola (45) populismo (44) renzismo (44) sinistra anti-nazionale (44) globalizzazione (43) immigrazione (43) inchiesta (42) referendum (42) Troika (41) Yanis Varoufakis (41) immigrati (41) solidarietà (41) campo antimperialista (40) Sergio Cesaratto (39) astensionismo (39) geopolitica (39) piemme (39) proteste operaie (38) sinistra sovranista (38) sovranità popolare (38) Lega Nord (36) brexit (36) moneta (36) Emmezeta (34) egitto (34) III. Forum internazionale no-euro (33) Pablo Iglesias (33) azione (33) italicum (33) liberismo (33) sionismo (33) uscita di sinistra dall'euro (33) Diego Fusaro (32) default (32) fiom (32) programma 101 (32) 9 dicembre (31) Russia (31) cinque stelle (31) governo Renzi (31) palestina (31) unità anticapitalisa (31) Forum europeo 2016 (30) ISIS (30) Sel (30) fiscal compact (30) legge elettorale (30) Mario Draghi (29) Ucraina (29) neofascismo (29) Israele (28) napolitano (28) Assemblea di Chianciano terme (27) Beppe Grillo (27) Fiorenzo Fraioli (27) menzogne di stato (27) Carlo Formenti (26) Merkel (26) Sicilia (26) Forum europeo (25) Lega (25) Matteo Salvini (25) xenofobia (25) Europa (24) Luciano Barra Caracciolo (24) immigrazione sostenibile (24) Manolo Monereo (23) ora-costituente (23) sovranismo (23) Karl Marx (22) silvio berlusconi (22) Chianciano Terme (21) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (21) Simone Boemio (21) Stato di diritto (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) islamofobia (21) Marcia della Dignità (20) Mimmo Porcaro (20) Quantitative easing (20) Ugo Boghetta (20) scuola (20) Giorgio Cremaschi (19) Nello de Bellis (19) Unità Popolare (19) finanziarizzazione (19) fronte popolare (19) Aldo Giannuli (18) Izquierda Unida (18) Tunisia (18) ecologia (18) iraq (18) repressione (18) Assisi (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Laikí Enótita (17) Lavoro (17) Mariano Ferro (17) Marine Le Pen (17) cina (17) etica (17) religione (17) uscita dall'euro (17) Costanzo Preve (16) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Nato (16) Regno Unito (16) keynes (16) pace (16) vendola (16) Donbass (15) International no euro forum (15) nazionalismi (15) razzismo (15) 15 ottobre (14) CLN (14) Donald Trump (14) Vincenzo Baldassarri (14) iran (14) nazione (14) obama (14) populismo di sinistra (14) storia (14) Eurogruppo (13) Luciano B. Caracciolo (13) MMT (13) Norberto Fragiacomo (13) Pier Carlo Padoan (13) Prc (13) acciaierie Terni (13) finanziaria (13) umbria (13) Bersani (12) Chavez (12) Cremaschi (12) Ernesto Screpanti (12) Forum europeo 2015 (12) Front National (12) Jacques Sapir (12) Jobs act (12) Legge di stabilità (12) Marino Badiale (12) Negri (12) Roma (12) USA (12) coordinamento no-euro europeo (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Alfredo D'Attorre (11) Enea Boria (11) Stato Islamico (11) Tonguessy (11) Turchia (11) Venezuela (11) Vladimiro Giacchè (11) complottismo (11) comunismo (11) decreto salva-banche (11) disoccupazione (11) emigrazione (11) salerno (11) Bagnai (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Gennaro Zezza (10) Hollande (10) Marco Mori (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Panagiotis Lafazanis (10) Renzi (10) Terni (10) ambiente (10) cattiva scuola (10) corruzione (10) decrescita (10) golpe (10) iniziative (10) internazionalismo (10) keynesismo (10) presidenzialismo (10) salari (10) unione bancaria (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Art. 18 (9) Esm (9) Fmi (9) Luigi Di Maio (9) Monte dei Paschi (9) Perugia (9) Portogallo (9) Putin (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wilhelm Langthaler (9) analisi politica (9) antifascismo (9) bail-in (9) ballottaggi (9) cultura (9) euro-germania (9) eurostop (9) islanda (9) istruzione (9) nucleare (9) scienza (9) tasse (9) Abu Bakr al-Baghdadi (8) Brancaccio (8) Bruno Amoroso (8) De Magistris (8) Diritti Sociali (8) Erdogan (8) Goracci (8) Ingroia (8) Mirafiori (8) Paolo Ferrero (8) Quirinale (8) Yanis Varoufakys (8) diritti civili (8) diritto (8) europeismo (8) grexit (8) internet (8) marxisti dell'Illinois (8) media (8) piano B (8) sciopero (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) svalutazione (8) unità anticapitalista (8) Argentina (7) Beppe De Santis (7) Bernie Sanders (7) CGIL (7) Costas Lapavitsas (7) Daniela Di Marco (7) Def (7) Draghi (7) Enrico Grazzini (7) Forconi (7) ISIL (7) Ilva (7) Landini (7) MMT. Barnard (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Movimento pastori sardi (7) Nuit Debout (7) Salvini (7) Wolfgang Schaeuble (7) anarchismo (7) borsa (7) casa pound (7) catalogna (7) chiesa (7) de-globalizzazione (7) elezioni anticapte (7) eurocrack (7) incontri (7) indipendenza (7) lira (7) lotta di classe (7) nazismo (7) nuovo movimento politico (7) proteste (7) rivoluzione civile (7) sinistra Italiana (7) taranto (7) Ars (6) Articolo 18 (6) Bottega partigiana (6) D'alema (6) Eugenio Scalfari (6) Frédéric Lordon (6) Gaza (6) Gran Bretagna (6) Jean-Luc Mélenchon (6) M.AR.S. (6) No Renzi Day (6) ORA! (6) Oskar Lafontaine (6) Paolo Barnard (6) Paolo Savona (6) Pil italiano (6) Reddito di cittadinanza (6) Sapir (6) Stefano D'Andrea (6) Ttip (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) beni comuni (6) bipolarismo (6) cosmopolitismo (6) deficit (6) derivati (6) elezioni anticipate (6) incontro internazionale (6) magistratura (6) no tav (6) ordoliberismo (6) piattaforma eurostop (6) povertà (6) terremoto (6) utero in affitto (6) Alternative für Deutschland (5) Anguita (5) Banca centrale europea (5) Campagna eurostop (5) Casaleggio (5) Contropiano (5) Dicotomia (5) Finlandia (5) Giancarlo D'Andrea (5) Il popolo de i Forconi (5) Kirchner (5) Marco Passarella (5) Marco Zanni (5) Massimo Bontempelli (5) Nino galloni (5) No Monti Day (5) No debito (5) Noi con Salvini (5) Papa Francesco (5) Parigi (5) Pcl (5) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (5) Sergio Mattarella (5) Stathis Kouvelakis (5) Stato (5) Val di Susa (5) afghanistan (5) appello (5) banche popolari (5) califfato (5) camusso (5) classi sociali (5) cosmo-internazionalismo (5) debitocrazia (5) di Pietro (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni siciliane (5) elezioni. Lega (5) fisco (5) inflazione (5) jihadismo (5) laicismo (5) liberosambismo (5) necrologi (5) no-Ttip (5) nuovo soggetto politico (5) patriottismo (5) pomigliano (5) privatizzazioni (5) questione nazionale (5) tremonti (5) ALBA (4) Alessandro Di Battista (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Aurelio Fabiani (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Città della Pieve (4) Claudio Borghi (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Corte costituzionale (4) DOPO IL 4 DICEMBRE (4) Danilo Zolo (4) Diego Melegari (4) Dino Greco (4) Federalismo (4) Forza Italia (4) Frente civico (4) George Soros (4) Giulio Regeni (4) HAMAS (4) Hilary Clinton (4) Imu (4) Julio Anguita (4) Kke (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Lenin (4) Luciano Gallino (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) Morgan Stanley (4) Movimento 5 Stelle (4) Oscar Lafontaine (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Pisapia (4) Polonia (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (4) Teoria Monetaria Moderna (4) Titoli di stato (4) Tyssenkrupp (4) Varoufakis (4) Virginia Raggi (4) al-Sisi (4) anarchici (4) arancioni (4) brasile (4) carceri (4) cinema (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianismo (4) cuba (4) debitori (4) destra non euro (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) fratelli musulmani (4) governo (4) il manifesto (4) irisbus (4) legge di stabilità 2017 (4) liberalismo (4) patrimoniale (4) pensioni (4) porcellum (4) presidente della repubblica (4) rifugiati politici (4) rivolta (4) salvinismo (4) spending review (4) spesa pubblica (4) transizione al socialismo (4) truffa bancaria (4) wikidemocrazia (4) 19 ottobre (3) Alavanos (3) Alberto Negri (3) Assad (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (3) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Danilo Calvani (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Dimitris Mitropoulos (3) Domenico Moro (3) Ernest Vardanean (3) Fabrizio Tringali (3) Fausto Bertinotti (3) Felice Floris (3) Filippo Abbate (3) Foligno (3) Francesco Salistrari (3) GIAPPONE (3) Genova (3) Giorgio Lunghini (3) Giuliana Nerla (3) Giulietto Chiesa (3) Giuseppe Pelazza (3) Gramsci (3) HELICOPTER MONEY (3) ISTAT (3) Incontro di Roma (3) JP Morgan (3) Jacques Nikonoff (3) Joseph Stiglitz (3) Karl Polany (3) L'Altra Europa con Tsipras (3) Leonardo Mazzzei (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) Luciano Canfora (3) Luciano Vasapollo (3) Maduro (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marco Mainardi (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Militant-blog (3) Milton Friedmann (3) Moldavia (3) Mosul (3) Nigel Farage (3) No e-45 autostrada (3) Npl (3) ONU (3) Panagiotis Sotiris (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Poroshenko (3) Prodi (3) Rete dei Comunisti (3) Rodoflo Monacelli (3) Romano Prodi (3) Ruggero Arenella (3) Samuele Mazzolini (3) Sarkozy (3) Sharing Economy (3) Six Pack (3) Stato di Polizia (3) Trump (3) USB (3) Ungheria (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) Viktor Orban (3) Vladimiro Giacché (3) Wolfgang Munchau (3) Yemen (3) agricoltura (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) alleanze (3) bankitalia (3) bollettino medico (3) crediti deteriorati (3) cristianesimo (3) deflazione salariale (3) demografia (3) diritti di cittadinanza (3) diritto d'asilo politico (3) dollaro (3) fascismo (3) ideologia (3) indignati (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) irlanda (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) manifestazione (3) massimo fini (3) maternità surrogata (3) migranti (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) partito (3) primarie (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) risparmio (3) sardegna (3) saviano (3) seminario (3) senato (3) sindacalismo di base (3) socialdemocrazia (3) sovrapproduzione (3) trasporto pubblico (3) trattati europei (3) violenza (3) wikileaks (3) xylella (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Albert Einstein (2) Alberto Montero (2) Alfiero Grandi (2) Alitalia (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Antonio Rinaldi (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Bandiera rossa in movimento (2) Bergoglio (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) CUB (2) Carc (2) Cernobbio (2) Cgia Mestre (2) Chiavacci Alessandro (2) Cia (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (2) Der Spiegel (2) Diem25 (2) Don Giancarlo Formenton (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) F.List (2) Fabio Frati (2) Fausto Sorini (2) Fidesz (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Francesco Giavazzi (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Fratelli d'Italia (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Gianni Ferrara (2) Giuseppe Mazzini (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Goofynomics (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hegel (2) Hitler (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italexit (2) Iugoslavia (2) Javier Couso Permuy (2) Jens Weidmann (2) Jeremy Corbyn (2) Juan Carlos Monedero (2) Juncker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Legge di Bilancio (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marcello Teti (2) Marchionne (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Volpi (2) Marocco (2) Massimo PIvetti (2) Michele fabiani (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) Nadia Garbellini (2) Olanda (2) Oriana Fallaci (2) Paola De Pin (2) Paolo Becchi (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) Pci (2) PdCI (2) Pdl (2) Pippo Civati (2) Pkk (2) Preve (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Riccardo Achilli (2) Riccardo Bellofiore (2) Rosanna Spadini (2) Rozzano (2) Salento (2) Salistrari (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stavros Mavroudeas (2) Stiglitz (2) Target 2 (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Piketty (2) Tltro (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Umberto Eco (2) Valerio Bruschini (2) Visco (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) austria (2) blocco sociale (2) burkini (2) califfaato (2) calunnia (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) confindustria (2) deflazione (2) diritto di cittadinanza (2) divorzio banca d'Italia Tesoro (2) donna (2) economia sociale di mercato (2) elezioni comunali 2015 (2) energia (2) ennahda (2) expo (2) export (2) facebook (2) fecondazione eterologa (2) gennaro Migliore (2) giovani (2) governicchio (2) guerra di civiltà (2) il fatto quotidiano (2) indignatos (2) industria italiana (2) isu sanguinis (2) italia (2) ius soli (2) la variante populista (2) legge del valore (2) libertà di pensiero (2) marina silva (2) mattarellum (2) mediterraneo (2) mercantislismo (2) mezzogiorno (2) minijobs. Germania (2) nazionalismo (2) nazionalizzazione (2) no expo (2) occidente (2) oligarchia (2) olocausto (2) paolo vinti (2) parti de gauche (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) petrolio (2) poste (2) proteste agricoltori (2) protezionismo (2) razionalismo (2) riformismo (2) risorgimento (2) sanità. spending review (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) sinistra critica (2) sme (2) social media (2) società (2) stagnazione secolare (2) statizzazione banche (2) stop or-me (2) takfir (2) tasso di cambio (2) tecnologie (2) terzo polo (2) tv (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) università (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 9 novembre 2013 (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) Africa (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alba Libica (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Alesina (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Alesina (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alessandro Visalli (1) Alex Zanotelli (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amoroso (1) Andalusia (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Angelo Panebianco (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Antonella Stirati (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Guarino (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Arabia saudita (1) Arditi (1) Arditi del Popolo (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Artini (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Augusto Graziani (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bcc (1) Belgio (1) Benigni (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Bloco de Esquerda. (1) Boikp Borisov (1) Bolivia (1) Bolkestein (1) Bossi (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Bruderle (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) CCF (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Fermenti (1) Carmine Pinto (1) Casini (1) Cassazione (1) Certificati di Credito Fiscale (1) Chantal Mouffe (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Claudio Maartini (1) Claus Offe (1) Colonialismo (1) Comitato antifascista russo-ucraiono (1) Concita De Gregorio (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Coordinamento Democrazia Costituzionale (1) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (1) Corea del Nord (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cuperlo (1) Dani Rodrik (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) De Bortoli (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Die Linke (1) Dimitris Christoulias (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Losurdo (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EDWARD SNOWDEN (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Ego della Rete (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Eleonora Forenza (1) Elinor Ostrom (1) Emilia-Romagna (1) Emmanuel Macron (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrico Rossi (1) Enzo Pennetta (1) Ernesto Galli Della Loggia (1) Ernesto Laclau (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Etiopia (1) Ettore Livini (1) Eugenio Scalgari (1) Eurasia (1) Eurispes (1) European Quantitative-easing Intermediated Program (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio Mini (1) Fabio Nobile (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Falluja (1) Favia (1) Federal reserve (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferdinando Pastore (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Fidel Castro (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Flat tax (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Forum Ambrosetti (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lamantia (1) Francesco Lenzi (1) Franco Venturini (1) Fratoianni (1) Frauke Petry (1) Freente Civico (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) Gentiloni (1) George Friedman (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bracci (1) Giacomo Russo Spena (1) Giacomo Vaciago (1) Giancarlo Cancelleri (1) Gig Economy (1) Gim cassano (1) Giorgio Gattei (1) Giovanni Gentile (1) Giovanni Lo Porto (1) Giuli Sapelli (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Girardi (1) Giulio Sapelli (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Angiuli (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Godley (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Grossi (1) Guido Lutrario (1) HSBC (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Hartz IV (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hezbollah (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Huffington Post (1) INPS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Indesit (1) Inigo Errejón (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) John Laughland (1) John Locke (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Joël Perichaud (1) Jugoslavia (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Junker (1) Kalergi (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Kruhman (1) Kurdistan (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Lelio Basso (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) LexitNetwork (1) Lidia Undiemi (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Loris Caruso (1) Luca Pagni (1) Lucca (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luka Mesec (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) MPL (1) Macchiavelli (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Revelli (1) Marco Santopadre (1) Margarita Olivera (1) Maria Elena Boschi (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marx (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo D'Antoni (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Pasquinelli (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Michele Serra (1) Mihaly Kholtay (1) Milosevic (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Modern Money Theory (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Morya Longo (1) Moshe Ya’alon (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) Mélenchon (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Netanyahu (1) Nethanyahu (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omt (1) Onda d'Urto (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) PCE (1) PCdI (1) POSSIBILE (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palermo (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Papa (1) Pardem (1) Paremvasi (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Partito tedesco (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di Stabilità e Crescita (1) Patto di stabilità (1) Perù (1) Piano di eradicazione degli ulivi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piemonte (1) Pier Paolo Pasolini (1) Piero Calamandrei (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Regioni autonome (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Risorgimento Socialista (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Martino (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rohani (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rosarno (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SInistra popolare (1) SPD (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Scenari Economici (1) Schengen (1) Schumpeter (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Sergio Starace (1) Severgnini (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Telecom (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Fazi (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tito Boeri (1) Tiziana Drago (1) Toni negri (1) Tonia Guerra (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Trichet (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ulrich Grillo (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) Xi Jinping (1) Ytzhac Yoram (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) accise (1) adozioni (1) agricoltura biologica (1) al Serraj (1) al-Fatah (1) alawismo (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) antropologia (1) apocalisse (1) aree valutarie ottimali (1) arresti (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) atac (1) ateismo (1) autogestione (1) automazione (1) ballarò (1) battisti (1) benessere (1) bilancia dei pagamenti (1) black block (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bonapartismo (1) bontempelli (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) casa (1) catastrofe italiana (1) censis (1) chiesa ortodossa (1) chokri belaid (1) clausole di salvaguardia (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) comuni (1) comunicazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) cretinate. (1) curdi (1) cybercombattenti (1) dabiq (1) david harvey (1) decescita (1) decrescita felice (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) denaro (1) deportazione economica (1) depressione (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) dissesto idrogeologico (1) domenico gallo (1) donne (1) dracma (1) due euro (1) economist (1) egolatria (1) elezioni anticipate 2017 (1) enav (1) enel (1) enrico Corradini (1) esercito (1) estremismo (1) eurexit (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) finan (1) finaza (1) fincantieri (1) fine del lavoro (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) foibe (1) fondi avvoltoio (1) fondi sovrani (1) forza nuova (1) freelancing (1) frontiere (1) fuga dei capitali (1) gender (1) genere (1) giacobinismo (1) giornalismo (1) giusnaturalismo (1) gold standard (1) governabilità (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra valutaria (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) il pedante (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) independent contractor (1) indignados (1) individualismo (1) indulto (1) informatica (1) intervista (1) intimperialismo (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) libano (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) lula (1) madre surrogata (1) maghreb (1) maidan (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) megalamania (1) memoria (1) mercato (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) moneta fiscale (1) nascite (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) nobel (1) norvegia (1) occupy wall street (1) omosessualità (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) pacifismo (1) palmira (1) pareggio di bilancio (1) parlamento europeo (1) partiti (1) peronismo (1) personalismo (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piigs (1) politicamente corretto (1) polizia (1) poste italiane (1) precarietà (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) questione femminile (1) quinta internazionale (1) rai (1) rappresentanza (1) rete 28 Aprile (1) risve (1) riunioni regionali (1) rivoluzione socialista (1) robot killer (1) robotica (1) rossobrunismo (1) rublo (1) sanità (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) sciopero generale (1) seisàchtheia (1) senso comune (1) sfruttamento (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) sinistra anticapitalista (1) social forum (1) sondaggi (1) sondaggio demos (1) squatter (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) stress test (1) studenti (1) sud (1) suicidi (1) suicidi economici (1) svimez (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) teoloogia (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) tortura (1) transgender (1) trappola della liquidità (1) trasporto aereo (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uber (1) ulivi (1) ultimatum (1) uscita da sinistra (1) vademecum (1) valute (1) vattimo (1) volkswagen (1) wahabismo (1) web (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)