DRAGHI, VENIAMO A CONSEGNARTI IL FOGLIO DI VIA

venerdì 31 dicembre 2010

PER SOVRAPPRODUZIONE NON PER SOTTOCONSUMO

Carlo Marx

La natura della crisi attuale e le reali tesi di Marx

Louis Gill*

Riceviamo e pubblichiamo questo contributo di cui segnaliamo rigore teorico e spessore filologico. Diamo così gli auguri di buon anno ai nostri lettori. Studiare! Studiare!


In un articolo intitolato
La recessione mondiale: momento, interpretazioni e poste in gioco della crisi, François Chesnais critica l’interpretazione più diffusa della crisi in corso come crisi di sottoconsumo, causata da una contrazione dei salari che si sarebbe cercato di compensare con una forte espansione del credito. In particolare affronta la variante di questa interpretazione presentata da Alan Bihr in un articolo intitolato “Il trionfo catastrofico del neoliberalismo”, ed esprime il suo disaccordo con la tesi di un “plusvalore in eccesso” che vi sviluppa Bihr. La caratterizza come un totale rovesciamento della comprensione del capitalismo ereditata da Marx, secondo la quale il capitale si scontra non con un eccesso, ma con una insufficienza cronica di plusvalore, di cui una manifestazione è la tendenza all’abbassamento del saggio di profitto.

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giovedì 30 dicembre 2010

Inchiesta sul sistema bancario

Tabella n.1

IL SODALIZIO
Credito, speculazione finanziaria, capitale

di Moreno Pasquinelli


La tesi di fondo sottesa a questa inchiesta sul ruolo del sistema bancario si articola in cinque  postulati:
(a) negli ultimi decenni il sistema economico, anzitutto occidentale (ove cioè il capitalismo è sorto e si è irrobustito) ha subito una profonda metamorfosi: la rendita finanziaria, ovvero il modo di moltiplicare guadagni e denaro saltando le fatiche del processo di creazione di plusvalore, ha preso il sopravvento sul capitale produttivo —dove per produttivo, con Marx, deve intendersi creatore e moltiplicatore del valore di scambio, produttivo di plusvalore. [1]


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GIÙ LE MANI DALLA FIOM!


L'accordo di Mirafiori: un attacco ai lavoratori.
Il più grave dai tempi del fascismo

di Giorgio Cremaschi*



-Mirafiori 1: il testo integrale dell'Accordo separato siglato il 23 dicembre.
-Mirafiori 2: «Fascismo aziendale». Intervista a Cremaschi
-Mirafiori 3: L'intervista alla Camusso su La Repubblica



Il presidente del Comitato centrale della Fiom Giorgio Cremaschi attacca l'accordo sottoscritto fra la Fiat e le altre sigle sindacali: “E' come se Berlusconi dicesse che per risanare il bilancio bisogna cancellare le elezioni”. Poi si rivolge a Susanna Camusso: "Un errore cercare l'accordo con Confindustria" (...)

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mercoledì 29 dicembre 2010

Wikileaks: Israele niente?


ASSANGE STIPULÒ UN PATTO SEGRETO CON ISRAELE?

*Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele ha giocato d’anticipo per limitare i danni provocati dalle rivelazioni di Wikileaks, aggiungendo che “nessun documento segreto d’Israele è stato reso pubblico da Wikileaks”. (Haaretz)

In tanti difendono a spada tratta Julian Assange, dipingendolo come un eroe
del "giornalismo d'inchiesta", uno che "non guarda in faccia a nessuno". In molti si sono dunque mobilitati in sua difesa dopo il suo arresto, e per impedire l'oscuramento del sito WikileaksTuttavia è quantomeno sospetto che tra le migliaia di documenti segreti resi noti da Assange, non ce ne sia nemmeno uno, dicasi uno, che riguarda Israele.

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martedì 28 dicembre 2010

un Euro per l'Europa del Sud? perché no?

LA CUPOLA


di Bruno Amoroso*


«Siamo, quindi, non in presenza di speculatori ma della trasformazione dell'economia capitalistica da una economia di produzione in un sistema basato sulla rendita e lo sfruttamento delle altrui risorse. Una scissione definitiva tra capitalismo e mercato che per gestire questo potere rioccupa lo spazio della politica». 


Bruno Amoroso (vedi anche questa video-intervista) sostiene la tesi per cui, più che di «crisi finanziaria» si debba parlare di «truffa», preordinata e intenzionale, orchestrata dai grandi centri del potere finanziario globale, tra cui la principali banche mondiali anglosassoni. Una colossale razzia ai danni dei risparmiatori di tutto il mondo. E' solo una parte, anche se cruciale, della verità (come abbiamo spiegato in altri nostri interventi). Volentieri pubblichiamo questo suo articolo poiché mette in risalto il ruolo devastante delle banche. tra cui la Banca d'Italia. Tema su cui torneremo a giorni con una specifica inchiesta.

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Riforma Gelmini (il delirio dell'economista)

MODELLO IKEA

Il fantasma di una università di classe mascherata da università di qualità

In risposta ad  Andrea Ichino


di Tiziana Terranova*


«L’autonomia, così come essa è tratteggiata nelle politiche sociali ed economiche neoliberiste, è infatti devoluzione della responsabilità e del rischio verso il basso mentre la valutazione, così come essa si va configurando, è meccanismo di controllo dall’alto. Come l’autonomia del lavoratore precario indica semplicemente una nuova condizione di subordinazione senza diritti, così la cosiddetta autonomia delle università in tempi di tagli massicci al finanziamento della formazione e della ricerca è solo il potere di determinare i modi e i mezzi attraverso cui attuare i comandi che arrivano dall’alto». 

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lunedì 27 dicembre 2010

14/12 Roma chiama 22/12 Palermo risponde

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la «riforma» Gelmini

LA FINE DELL'UNIVERSITÀ DI MASSA


di Gennaro Carotenuto*






Ha ragione Mariastella Gelmini a celebrare l’approvazione della sua riforma dell’Università come “la fine del Sessantotto”. Con questa espressione però la ministro non intende quello che ogni buon conservatore associa al cosiddetto Sessantotto: antiautoritarismo, antimilitarismo, liberazione sessuale, rottura della morale borghese, equilibrio nel conflitto tra capitale e lavoro.

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sabato 25 dicembre 2010

14/12: chi ha colpito, e perché, Cristiano Ciarrocchi?

Cristiano Ciarrocchi subito dopo essere stato colpito
A FUTURA MEMORIA


Quello che non vi dicono su chi siano i mandanti di Manuel De Santis (colui che ha colpito con il casco Cristiano) 


di Piemme


Erano le ore 12,30 del 14 dicembre, il corteo si trovava in Via delle Botteghe Oscure. Come rispondendo ad un sussulto di giustizia, o di vendetta sociale, decine di ragazzi, tra cui Cristiano, iniziano a tirare tutto ciò che capita loro per la mani contro un blindato della polizia. E' a questo punto che scatta la brutale aggressione da parte di un piccolo commandos di cui fa parte Manuel De Santis.

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14/12: CERCANDO DI CAPIRE

«Postpolitici e arrabbiati, figli di un sogno interrotto»


Intervista a Marco Revelli


di Tonino Bucci


«I protagonisti di martedì 14 dicembre erano in gran parte minorenni che non sono decodificabili con nessuna delle chiavi dell'analisi politica e sociale precedente. Sono i figli del benessere interrotto, la generazione futuro zero. Ma questo valeva anche per Genova, solo che allora, alle spalle, c'era l'accumulazione politica precedente. Questi hanno invece un linguaggio inedito, non hanno neppure Che Guevara sulle bandiere. Sono il prodotto della seconda Repubblica e della tabula rasa di tutte le culture politiche». 

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venerdì 24 dicembre 2010

malgrado la crisi bilancio di guerra record per le forze armate USA

Una cerimonia per i caduti americani in Iraq

con Bush o con Obama la musica non cambia
L'IMPERO DEV'ESSERE PRONTO A COLPIRE OVUNQUE

di Antonio Mazzeo

Riceviamo e pubblichiamo


Lacrime e sangue per tutti, tranne che per i signori delle armi e delle guerre. Il Congresso degli Stati Uniti dAmerica ha approvato il budget 2011 del Dipartimento della Difesa. Saranno 725 i miliardi di dollari destinati alle missioni di guerra e ai nuovi programmi militari.

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giovedì 23 dicembre 2010

Rivolta e rivoluzione

LA SIMBIOSI

Quasi in risposta a Marco Belpoliti

Il nuovo capitalismo,
il nuovo proletariato. 
La crisi cronica e il conflitto



di Moreno Pasquinelli

«La rivoluzione sociale non è quindi dietro l’angolo. La disperazione ribelle avrà per lungo tempo il sopravvento sulla speranza rivoluzionaria. Ma di qui occorre di necessità passare. Stiamo solo ora entrando in un nuovo periodo di conflitti, che saranno segnati da profonde polarizzazioni e da scontri sociali che obbligheranno la rivolta a passare, dalla fase iniziale dell’affermazione di sé, alla sua propria negazione, un aufhebung, per cui questo nuovo proletariato dovrà sbarazzarsi del suo primitivismo politico, ma conservando la sua spinta antagonistica».



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mercoledì 22 dicembre 2010

MIrafiori come Pomigliano? Peggio!

18 dicembre: davanti al cancello n.5
RIUSCIRÀ LA FIOM A REGGERE L'URTO DEL CICLONE MARCHIONNE?


Corrispondenza da Torino




«Sarà stato anche per la temperatura polare, ma la manifestazione della FIOM davanti allo storico Cancello 5 di Mirafiori non è stata un successo [svoltasi sabato 18/12, Ndr]. Quanti eravamo 2, 3mila? Forse meno. E pensare che c'era praticamente tutta la sinistra torinese, non meno divisa di quella del resto d'Italia. Ho visto compagni No-Tav, di Rifondazione, Sinistra Critica, SEL, addirittura qualcuno dei COBAS. Malgrado ciò la manifestazione non è andata bene, prova ne sia che il previsto corteo verso il Lingotto, alla fine, non c'è stato.

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martedì 21 dicembre 2010

Il caso Calipari e il ruolo di Berlusconi, Letta e Fini

Nassiriya. Iraq. Dicembre 2004. I simboli dei "peacekeepers"
italiani in bella mostra in una delle loro camerate.
SE QUESTI SON "PATRIOTI"

come ti insabbio un'inchiesta per

compiacere gli Stati Uniti

di Anonimo


Sarà una "minestra riscaldata", come è stato scritto su questo Blog, tuttavia ciò che sta uscendo dalla Cloaca Massima yankee grazie a Wikileaks, proprio perché gettato in faccia all'opinione pubblica, sta suscitando in numerosi paesi dei piccoli terremoti politici. I danni saranno presto riparati? ma certo che sì! Per l'intanto numerose satrapie americane vengono esposte al pubblico ludibrio. Tra queste satrapie c'è anche quella italiana.


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UN PARTITO DELLA «DECRESCITA»?

UNITI E DIVERSI
Per la formazione di un nuovo soggetto politico che governi la transizione.

di Maurizio Pallante*
Riceviamo e pubblichiamo

«La decrescita è primo pilastro su cui si è basato il percorso sin qui svolto tra i soggetti proponenti. In questa sede viene proposto per la prima volta pubblicamente come elemento fondativo di un progetto politico aperto a tutte le realtà associative e a tutti i soggetti che ne riconoscono l’imprescindibilità per superare la crisi di sistema che l’umanità sta vivendo».

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lunedì 20 dicembre 2010

Il masochismo di sinistra...

... e la faticosa incombenza dell'impegno politico

di Valerio Bruschini*

«Inoltre, nonostante questo trapasso da sovrano indiscusso a mendicante, il Sire di Arcore non ha più la maggioranza alla Camera dei Deputati; tuttavia, le considerazioni di questi miei amici antiberlusconiani giungono alla stessa conclusione del Cavaliere: Lui ha vinto e tutti gli altri hanno perso. In questa sede, non è mia intenzione né contrastare questo pessimismo esistenziale...»

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Uniti e Diversi e il nuovo soggetto politico


QUANTO UNITI? QUANTO DIVERSI?

di Giulio Bonali

«Rimane sullo sfondo la prospettiva del soggetto politico che al termine dell' incontro è da considerarsi alquanto remota, come pure è mancata negli interventi l'attenzione ai movimenti reali, come quello emerso nella giornata del 14 dicembre, movimenti che iniziano, pur fra molti limiti e difficoltà, a manifestarsi col precipitare della crisi».

Qui sotto un succinto resoconto dell'assemblea nazionale UNITI E DIVERSI promossa da: Movimento Alternativa, Movimento della Decrescita Felice, Per il bene Comune, Movimento Zero, Rete Provinciale torinese dei Movimenti e Liste di Cittadinanza.

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domenica 19 dicembre 2010

Roma 14/12

DOPO IL 14 DICEMBRE


di Toni Negri*

Al di là dell'enfasi sulla «riappropriazione del Comune» e la «difesa del welfare», che Negri considera l'alfa e l'omega di un'alternativa antisistemica, condividiamo buona parte delle sue considerazioni sul presente, l'insistenza sulla «Costituente», la centralità della questione dell'organizzazione, e la critica a coloro che vorrebbero portare l'acqua dell'antagonismo al mulino... del vendolismo


Riceviamo e pubblichiamo

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sabato 18 dicembre 2010

14/12: in risposta a Roberto Saviano

A PROPOSITO DI IDIOTI ED IMBECILLI
i conti tornano sempre


di A.T.


Il 16 dicembre Roberto Saviano ha indirizzato una «Lettera ai ragazzi del movimento». Data la notorietà del personaggio è subito rimbalzata sui quotidiani e, con abile regia internettara, è dilagata sul web. Invito tutti a leggerla. Vedo che in tanti hanno dichiarato il loro stupore. Io francamente no, non mi sono stupita. Ma a questo voglio arrivarci dopo.
Che dice dunque il neo-vate Saviano? Dice, col suo irritante tono da prete: c'era una manifestazione bellissima, perché pacifica, organizzata da quei bravi ragazzi dei Book bloc, che è stata guastata da «... poche centinaia di idioti...da cinquanta o cento imbecilli che si sono tirati indietro altrettanti ingenui» che si accaniscono contro poveri poliziotti per poi «piagnucolare quando vengono fermati, implorando di chiamare a casa la madre e chiedendo subito scusa».

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venerdì 17 dicembre 2010

Freedom Flotilla 2: c'è anche Rivoluzione Democratica

da sinistra: Mazen Kahil, Huvaida Arraf, Husein Oruck,
Germano Monti, Dror Feller, Hannoun Mohammed
 
Vauro aderisce alla FF2: guarda il video


Le navi della libertà



di Maurizio Fratta


«L'assedio di Gaza deve finire. L'oppressione del popolo palestinese deve finire. Il mondo intero deve aprire finalmente gli occhi davanti al crimine di un milione e mezzo di persone rinchiuse nel più grande campo di concentramento mai conosciuto nella storia»

Sono già più di venti, e quando le navi salperanno verso Gaza, saranno un centinaio le nazioni del mondo che parteciperanno in primavera alla grande impresa di solidarietà con il popolo palestinese di Gaza. Stiamo parlando della Freedom Flotilla 2.

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Roma 14/12: in quel boato è racchiusa la nostra esistenza

«Chi sono i black bloc!? Dove sono i black bloc!?»



Riceviamo e pubblichiamo

«La domanda che si pongono molti giornali all'indomani della rivolta di Roma, merita una risposta. 
Volete vedere i volti nascosti dalle sciarpe, dai caschi e dai passamontagna?
Sono gli stessi volti che pagano l'affitto delle vostre case fatiscenti, sono i volti a cui proponete contratti da 500 euro al mese con possibilità di assunzione dopo 1 mese di prova e passaggio al fulltime da 800.

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giovedì 16 dicembre 2010

RIVOLTA VERSUS RIVOLUZIONE?

Parigi 2005
«La rivoluzione è finita. 
Inizia l'età della rivolta»

Con il crollo delle ideologie le battaglie politiche lasciano il posto al trionfo della rabbia

di Marco Belpoliti*

Segnaliamo ai lettori questa arguta e densa analisi da LA STAMPA del 16 dicembre. E' un ragionamento sui fatti del 14/12 a Roma. Non senza ragioni e con riferimenti di spessore. La tesi molto debordiana di Belpoliti è la seguente:
Atene 2009
Roma 2010
«I ragazzi che corrono con caschi e scudi per le strade, che salgono sui monumenti, che appaiono e scompaiono nelle banlieue, dando fuoco ad automobili e bidoni della spazzatura, mostrano l’esistenza di un campo di forze che sfugge alle categorie politiche tradizionali, al marxismo e al post-marxismo, oltre che alle teorie neo-liberali. La rivolta accade, alla stregua di un evento artistico, di una manifestazione momentanea, di una performanceNon la si può rappresentare né in forma politica né spettacolare; è un accadimento estatico, più vicino alle forme religiose, alla festa, che non alle strutture della rappresentazione politica, quali un partito o un parlamento: vive, non si rappresenta. La società dello spettacolo che ha dominato negli ultimi vent’anni, realizzando la profezia di Guy Debord, ora ha davanti a sé una serie di accadimenti non catturabili nelle forme dello spettacolo mediatico».
A noi piace pensare che nessuna rivoluzione nasce dal nulla, che essa matura, e si fa le ossa, proprio dopo una catena di rivolte o, come ebbe a dire Mao, "La vittoria è il frutto di una serie di sconfitte tattiche".

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Roma 14 dicembre: la bufala dell'agente provocatore

ECCO DOVE PORTA 
IL «COMPLOTTISMO»


Se c'è cascata la Finocchiaro....

Il complottismo (che fa rima quasi sempre col pacifismo e col "politicamente corretto) è una sindrome dura a morire. Difficile guarirne. La malattia la si riconosce da un sintomo inequivocabile: ogni volta che c'è di mezzo la violenza, l'uso della forza contro il potere, esce fuori chi si rifiuta di ammettere che ciò sia mai concepibile.

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Roma, 14 dicembre: cos'è veramente accaduto?


CRONACA E SIGNIFICATO DI UNA CRUCIALE FIAMMATA

di Piemme

Per capire cosa di enorme sia realmente accaduto a Roma martedì 14 dicembre, occorre tornare a martedì 30 novembre. Il 30/11 è stata infatti la prova generale del 14/12.

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mercoledì 15 dicembre 2010

Roma 14 dicembre

UNA TESTIMONIANZA DIRETTA
«Ma per noi, per noi che c’eravamo, questa è stata una giornata di luce e pura vita. Una giornata di onestà, di aderenza a quello che vorremmo essere»
Di Carla Vitantonio*
«Che la partenza è stata anticipata alle tremmezza e noi ci siamo preparate di tutto punto, l’Alice e io, limoni compresi e già tagliatimbustati, bardate contro le eventuali avverse condizioni meteorologiche, pronte, attive e anche un po’ preoccupate. E fuori al tippiò è già tutto un ritrovarsi e farsi le battute sceme nonostante il sonno e il buio e il freddo. Ci mettiamo nel pullman con l’intenzione un po’ giocosa e un po’ no di fare lo spezzone della radio.

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«Fiducia» in fiamme

L'INUTILE VITTORIA DI BERLUSCONI 

di Leonardo Mazzei

Nelle ultime ore del mese di campagna acquisti graziosamente regalatogli da Napolitano, Berlusconi ha comprato gli ultimi due voti mancanti. Nel Paese degli scandali, nella patria del trasformismo, una scena così non si era mai vista. Nelle stesse ore 4 cortei di studenti, operai e terremotati percorrevano le vie della capitale. Con i palazzi della politica blindati più che mai, il fuoco della rivolta che qualche giorno fa ha investito Londra è arrivato anche sulle rive del Tevere.
Anche questa coincidenza non si era mai vista.
Le fiamme di Roma, ben più delle banalità di un Bersani o degli strilli di un Di Pietro, chiariscono del tutto la totale inutilità della risicatissima "fiducia" ottenuta dal capo del governo.

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martedì 14 dicembre 2010

Roma in fiamme: dov'eravate "compagni" operai?

LA VITTORIA DI SBIRRO
«Noi studenti: lasciati soli a testimoniare l'Italia che non ci sta, 
e che si ribella»

di La.S.

riceviamo e pubblichiamo


«Mentre nel Palazzo la casta allestiva la sua sceneggiata, noi studenti mettevamo in scena la nostra rabbia. Noi studenti, lasciati soli dal resto del popolo. Ancora una volta noi giovani, noi "bamboccioni", a rappresentare l'opposizione, a dare l'esempio di cosa si dovrebbe fare e non si fa.


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lunedì 13 dicembre 2010

Eurobond? No Eurocrack!

TOC, TOC..

La tempesta in arrivo e i reali interessi che si celano 
dietro alla disputa sui salvataggi dei PIIGS

di Moreno Pasquinelli

La morte dell'euro, e dunque la disgregazione dell'Unione europea, fino a ieri liquidati da parte dei Maître à penser europeisti come "farneticazioni" di qualche portatore di sventura, sono diventati da alcune settimane temi di discussione ordinaria, non solo all'interno degli ermetici cenacoli degli analisti economici e finanziari, ma delle stesse sedi istituzionali europee. L’oggetto del contendere è: chi pagherà in caso di insolvenza dei PIIGS? Riuscirà la riunione del Consiglio Europeo del 16-17 dicembre a dirimere la questione?

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Dallo Stato sociale allo Stato penale

Danilo Zolo
DIETRO ALLA MASCHERA DELLA DEMOCRAZIA
di Danilo Zolo*


Intervista a cura di Julia Netesova

«Ci sono tre temi che mi stanno particolarmente a cuore e che ho trattato in un mio recente volume[Tramonto globale, Ndr]: 1. la crisi della dottrina dei diritti umani come ideologia occidentale in declino, a cominciare dalla costante, tragica violazione del diritto alla vita; 2. la trasformazione in corso dei paesi occidentali dalla forma dello Stato democratico a quella di una società repressiva e penitenziaria; 3. il fallimento dell'obiettivo di una pace universale, compito inutilmente attribuito alle Nazioni Unite dalle potenze vincitrici della seconda guerra mondiale, l'Unione Sovietica compresa. Mi permetto di segnalare in particolare il tema dell'urgente necessità di una riforma delle istituzioni internazionali che includa anzitutto le Nazioni Unite, il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale, che fra l'altro sono tutte insediate nel continente americano senza alcuna ragione».

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domenica 12 dicembre 2010

Cina-USA: prima del 2027

VERSO LA «DISTRUZIONE FINANZIARIA RECIPROCA»?


di Niall Ferguson*

Niall Ferguson, storico scozzese, con alla spalle molti studi su colonialismo e imperialismo, spiega, dati alla mano, perché la Cina è destinata a diventare la prima potenza economica, probabilmente entro quindici anni. Ferguson non dice se al sorpasso economico sugli USA, corrisponderà quello sul piano strategico, e dunque militare. Ferguson lascia tuttavia intendere che l'Impero di Mezzo non ambisce al predominio planetario, che non seguirà la strada tracciata dall'imperialismo anglosassone, che Pechino non punta all'egemonia oltre i confini dell'Asia e del Pacifico. Ferguson è infine colui che ha coniato il termine "Cinamerica", ovvero della complementarietà degli interessi tra queste due potenze.


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