martedì 29 maggio 2018

TUTTI IN PIAZZA ORA

[ 29 maggio 2018 ]




Comunicato n. 7/2018 – Programma 101


Scrivevamo ieri appena appresa la notizia del complotto ordito dall'élite eurocratica per impedire la nascita del governo M5s-Lega:
«Per questo, noi che da sempre abbiamo detto che prima o poi saremmo arrivati alla prova decisiva per l’uscita dalla gabbia dell’euro, noi che per primi abbiamo invocato la formazione di un Comitato di Liberazione Nazionale e alla più ampia mobilitazione popolare, noi saremo in campo e daremo il nostro contributo alla vittoria del fronte per la sovranità popolare e nazionale».
Contro questo colpo di stato, contro l'incarico di formare il governo al cane da guardia dei poteri forti Cottarelli, sale nel Paese un'ondata di indignazione popolare. Questa indignazione è legittima, per questo va alimentata, raccolta e sostenuta. In un contesto di sospensione della democrazia solo la più ampia mobilitazione popolare può evitare il peggio, salvare assieme alla sovranità popolare la dignità nazionale. Lo ripetiamo, quella appena iniziata 
«Sarà una battaglia storica da cui dipendono la vita o la morte della Repubblica».
Sia M5S che Lega, le forze che hanno vinto le elezioni, a cui è stato impedito di governare per porre fine all'austerità e alla sudditanza verso le oligarchie europeiste, hanno chiamato alla mobilitazione in occasione del 2 giugno. Doveva essere la festa della Repubblica, è invece il giorno della rabbia e della protesta.


La sinistra patriottica sarà in piazza, a Roma come nelle altre città. Ci saremo con la nostra bandiera, il tricolore con la stella rossa, simbolo della migliore resistenza partigiana.

La storia non ha mai perdonato gli ignavi e gli indifferenti. Ancor meno perdonerà quelle forze di sinistra che, barricandosi dietro a pur giuste critiche a M5s e Lega, rifiutano di riconoscere che adesso è il momento di battere il nemico principale e scelgono una posizione disfattista. 

Ci vediamo nelle piazze e nelle strade.


Consiglio nazionale di Programma 101
28 maggio 2018





6 commenti:

  1. Un protettorato tedesco ?

    Graziano Priotto
    È in corso un'aspra contesa fra pro e contro Mattarella per la sua decisione di non disobbedire alla Troika ed alla Germania. Sono discussioni inutili perché avvengono fra sordi e confondono il problema: certo che un governo Lega+M5S era e resta una schifezza.
    Ma potendo soltanto più scegliere fra schifezze, il buon senso suggerisce di prendere quella che colpisce i veri nemici (algebricamente "meno per meno = + ", i nemici dei miei nemici sono i miei amici"). Se si capisce che i nemici veri sono la Troika e la finanza internazionale che impone l'austerità per distruggere quel che ancora resta dell'industria e dell'economia italiana, il resto viene da se. Il problema non sono i debiti ma i disoccupati: se si volesse far lavorare i 40 milioni attuali di disoccupati dell'UE i debiti sparirebbero in breve tempo. Se non si fa è perché ai pochi milionari/miliardari è la piena occupazione che spaventa. E dunque ai "pro Mattarella" suggerisco di fare una volta per tutte chiarezza: chiedere che anche l'Italia come già la Grecia divenga un protettorato germanico. Certo all'inizio il trattamento sarebbe lo stesso praticato con la colonializzazione (chiamata per pudore "riunificazione") della Germania ex comunista: zone salariali (meno 20 % salari e pensioni), alta disoccupazione, deindustrializzazione, tre milioni di cittadini passati alla Germania Occidentale per sopravviere) ma lentamente poi ci sarebbe un adeguamento. Si prevede che fra una generazione la ex Germania Orientale avrà quasi lo stesso tenore di vita di quella Occidentale. Una previsione credibile anche perché in quest' ultima un numero sempre maggiore di cittadini scivola sotto la soglia della povertà, la forbice fra benestanti (sempre meno ma con crescenti patrimoni) e "nuovi poveri" aumenta in continuazione.
    È incontestabilmente il risultato delle famose riforme "Harz IV", il modello che la Germania vuole imporre al resto d'Europa.Un modello che funziona ... molto bene ma per pochi. Gli italiani che vogliono questo sviluppo restino dunque a casa, non c'è bisogno di far nulla, ci pensa la Germania a risolvere il problema.

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  2. Tutti in piazza?
    Di Maio da Napoli: "Pronti a collaborare con Mattarella. Si faccia partire nostro governo".
    In Italia è tutto finto, tutta una barzelletta per ridere.
    Non vale la pena organizzare qualcosa per appoggiare certi rappresentanti del nulla, sprecare risorse ed energie, almeno a mio molto modesto parere. Vabbè. domani Di Maio o l'altra sagoma, Salvini, si inventeranno qualcos'altro e tutti come ebeti a sentirli e pure a seguirli, dai giornalisti agli opinionisti alla rete e per finire ai credenti della befana elettorale che nelle favole si racconta che col voto "decidono".
    Saluti,
    Carlo.

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  3. Contrordine compagni. Il consiglio nazionale dei nostri leader (Grillo-Di Maio-Meloni-Salvini) ha detto che hanno scherzato. Tutti a casa che il governo tecnico lo fanno loro ...con i "politici" e con Mattarella. Anche stavolta in piazza ci si va la prossima volta.
    EmmePi

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  4. Esatto quel che scritto da Graziano Priotto

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  5. Che ci sia il rischio di un nuovo dietrofront di cinque stelle è probabile.
    Fino a prova contraria, ad oggi, non è accaduto, le manifestazioni del 2 giugno sono confermate.
    Compresa quella di Roma, a cui noi andremo, con le nostre bandiere, le nostre idee, le nostre critiche.

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  6. I 5 stelle hanno fatto dietrofront, siete solo voi a non vedere. Il fatto che abbiano mantenuto le manifestazioni non cambia la sostanza. Queste servono a dare il contentino alla base, e anche a voi, in perfetto stile sindacal-confederale.
    Anche Salvini ha fatto dietrofront. Ve ne siete accorti? O il vostro "macchiavellismo" prevede che fino alla fine siano loro, stoicamente, a spianarvi la strada che porta fuori dall'euro e alla testa del popolo?

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